mercoledì 13 maggio 2020

IL PROBLEMA DELL'ORA PRESENTE ANTAGONISMO TRA DUE CIVILTA'



LA FRAMASSONERIA DENUNCIATA

Prima di far qui un brevissimo compendio dell'opera del Barruel, è opportuno che i nostri lettori facciano conoscenza coll'autore, onde sappiano qual credito gli debbano accordare.

Agostino Barruel nacque il 2 ottobre 1741.Suo padre era luogotenente del podestà di Vivarais. Egli fece i suoi studi ed entrò nella Compagnia di Gesù. Quando essa fu minacciata, si recò in Austria dove pronunciò i suoi primi voti. Soggiornò alcuni anni in Boemia, poi in Moravia e fu professore a Vienna, nel collegio Teresiano. Più tardi fu mandato in Italia ed a Roma. Egli ritornò in Francia dopo la soppressione del suo Ordine. Il suo stato rendendolo indipendente, si consacrò intieramente ai lavori filosofici e storici, e pubblicò fin d'allora delle opere le quali, sebbene di più volumi, raggiunsero la quinta edizione.

Dal 1788 al 1792 egli diresse quasi solo il Journal ecelésiastique, pubblicazione settimanale delle più preziose per la storia letteraria ed ecclesiastica della seconda metà del XVIII secolo. Nel prenderne la direzione, Barruel disse a' suoi lettori: "Noi sentiamo tutto il peso e tutta l'estensione dei doveri che c'imponiamo. Noi prevediamo con spavento tutta la assiduità che esigono e ci interdiciamo, d'ora innanzi, ogni occupazione che potesse distrarcene. Ma consacrati per vocazione al culto del vero Dio, alla difesa delle nostre sante verità, oh! come questi medesimi doveri ci diventano cari! Si, questo aspetto sotto il quale ci piace considerare le nostre funzioni di giornalista cattolico, ce le rende preziose". Egli manifestò in tutte le sue opere questo spirito di fede.

Quanto più i giorni si facevano tristi, tanto più l'ab. Barruel raddoppiava lo zelo e la vigilanza. Egli cangiava di frequente domicilio per sfuggire al mandato d'arresto. Dopo il 10 d'agosto dovette sospendere la pubblicazione del suo giornale e passare in Normandia. Di là, si rifugiò in Inghilterra.

Pubblicò a Londra, nel 1794, una Storia del Clero di Francia durante la Rivoluzione. Là ancora concepì il piano della sua grande opera: Mémoires pour servir à l'histoire du jacobinisme. Lavorò quattro anni a raccogliere e ordinare i materiali delle prime parti. I volumi I e II comparvero a Londra nel 1796.

Nel 1798, furono ristampati ad Amburgo, accompagnati da un terzo, intorno alla setta degli Illuminati. I due ultimi comparirono parimenti ad Amburgo nel 1803. Barruel ne pubblicò una seconda edizione "riveduta e corretta dall'autore", nel 1818, due anni prima della sua morte, a Lione, presso Tèodoro Pitrat.

Bisogna leggerla tutta quanta quest'opera se si vuol conoscere a fondo la Rivoluzione. Per scriverla, l'ab. Barruel ebbe le rivelazioni dirette di molti dei principali personaggi dell'epoca, e trovò in Germania una serie di documenti di prim'ordine. "E io devo rendere al pubblico - dice nelle Observations préliminaires del terzo volume, quello che tratta degli Illuminati - un conto speciale delle opere da cui tolgo le mie prove". Egli presenta una lista delle principali, fino a dieci, con un cenno su ciascuna di esse, che permette di giudicare della loro autenticità. La lista delle opere si completa con quella di molti altri documenti meno importanti. Ed aggiunge: "Ciò è tanto quanto basta per vedere che io non scrivo intorno agli Illuminati senza cognizione di causa. Io vorrei in segno di riconoscenza poter nominare coloro la cui corrispondenza mi ha fornito nuovi aiuti, lettere, memorie che non potrò apprezzare mai troppo; ma questa riconoscenza diverrebbe per loro fatale". E più lungi: "Quello che io cito, l'ho davanti agli occhi e lo traduco; e quando traduco, il che avviene spesso, cose che fanno stupire, cose che appena si crederebbero possibili, io cito il testo medesimo, invitando ognuno a spiegarlo, ovvero a farselo spiegare ed a verificarlo. Io raffronto anche le diverse testimonianze, sempre col libro in mano. Io non fo menzione d'una sola legge nel codice dell'Ordine, senza le prove della legge o della sua pratica".

Ritornato in Francia, fu consultato sull'argomento della promessa di fedeltà alla Costituzione, sostituita, con decreto 18 dicembre 1799, a tutti i giuramenti anteriori. Egli pubblicò il dì 8 luglio 1800, un avviso favorevole. Le sue ragioni, assai chiare e precise, aggiunte alle spiegazioni del Moniteur, dichiarato giornale ufficiale, decisero Emery e il consiglio arcivescovile di Parigi a pronunciarsi in favore della legittimità della promessa. Alcuni, in quest'occasione, accusarono Barruel di adulare il Bonaparte per guadagnarsi i suoi favori. Ben lungi dall'adulare, l'ab. Barruel ha dimostrato un'audacia inaudita: parlando dei primo Console, lo chiama "il flagello di Dio". Nel
1800 egli aggiunge: "Se tutti i principi d'Europa riconoscessero la Repubblica, io non voglio per questo che Luigi XVIII sia meno il vero crede di Luigi XVI. Io sono francese. Il consenso degli altri sovrani su questo oggetto è per me tanto nullo quanto quello dei Giacobini; esso può bensì diminuire la mia speranza, togliere i mezzi, ma non distrugge per nulla il diritto" (L'Evangile et le clergé francaise. Sur la soumissioti des pasteurs dans les révolutions des empires, p. 75. Londres).

Barruel non rientrò in Francia che nel 1802. Vi prese a difendere il Concordato e pubblicò su questo argomento il suo trattato Du Pape et de ses droits regaux à l'occasion du Concordat (Paris, 1803, 2 vol. in VIII). Durante l'Impero, Barruel si tenne in disparte, non ricevette alcun posto né assegno.

Intraprese la confutazione della filosofia di Kant. Nell'affare del cardinale Maury, Napoleone ebbe sospetto che egli avesse propagato il Breve di Pio VII e lo fece mettere in prigione nell'età di settanta anni. La polizia lo perseguitò pure nei Cento Giorni. Terminò la sua vita nella casa dei suoi padri, a Villanova de Bery, nell'età di ottanta anni, il 5 ottobre 1820.

Era necessario entrare in questi dettagli per mostrare quanto questo autore si meriti la nostra confidenza. Ecco chi finirà di conciliargliela.

Delasuss, Henri

DAL MESSAGGIO DELL’11 MAGGIO 2020: “IL TEMPIO DI ROMA PROFANATO DAI MALEDETTI SERPENTI”. SI RIPUBBLICA IL SEGUENTE MESSAGGIO DI CONFRONTO DATATO 20 BIS FEBBRAIO 2019.



Carbonia 20 bis febbraio 2019
Nella Chiesa il fumo di Satana fuoriesce fin dalle fessure del tempio:
tutto è corrotto, la mia Parola capovolta, il Santo Vangelo non esiste più, un nuovo vangelo ha preso il posto del Mio ed è quello di Satana!

Gesù dice: unitevi a Me per essere come Me.
Ecco, tutto è compiuto!
Il Mio arrivo sulla Terra è già stabilito, il Padre Mi urla la Sua Giustizia!

Figli Miei, non siate come gli ipocriti, mettete in voi la pace e l’amore, state fedeli al mio Santo Vangelo e, uniti in un cuor solo e un’anima sola, avviatevi alla vittoria in Me.
Sono con voi per annunciarvi il mio ritorno! 
Sono con voi per benedirvi in Me! 
Sono con voi per dirvi tutto il mio bene per voi!

Mostratevi degni del mio Amore per voi e non dubitate mai del mio Amore, non abbiate mai dubbi sulla Mia Parola, sulla Verità di Dio nelle Sacre Scritture.
Ora mettetevi in armonia a Me, siate obbedienti e siate santi.

Il vostro Dio vi annuncia il breve tempo che ormai vi resta a disposizione per ultimare tutte le cose. Nutritevi della mia Parola e soddisfatevi in Me, solo Io sono il Santo, solo Io sono Colui che vi donerà la vita in eterno.
Nella Chiesa il fumo di Satana fuoriesce fin dalle fessure del tempio: tutto è corrotto, la mia Parola capovolta, il Santo Vangelo non esiste più, un nuovo vangelo ha preso il posto del mio ed è quello di Satana.
Cari figli dell’Amore, state per assistere all’evento più singolare della storia della Chiesa: ecco che il tempio si frattura!
Gli uomini di Dio si raduneranno in un luogo lontano dal Vaticano e dalle chiese nel mondo, essi saranno presi dai miei Angeli e saranno messi al sicuro dalla grande catastrofe che subirà la falsa chiesa, uomini vendutisi a Satana per il potere nelle cose di questo mondo.
• Farò crollare le mura del Vaticano!
• Il Colosseo sarà distrutto!
• Un grande terremoto distruggerà Roma!
• Un grande fuoco arderà Roma!
• L’acqua passerà attraverso Roma!
• I due mari si uniranno!
• L’Italia sarà divisa!
• Lo stivale non avrà più l’aspetto conosciuto!

Quando il tuono si avvertirà nel cielo, sappiate che quello sarà il momento che Io prenderò con Me tutti i miei figli e li metterò in salvo dalla grande distruzione che subirà la Terra.
L’attacco è prossimo, il nemico entrerà in Vaticano e prenderà possesso del tempio. 
Roma vivrà nel terrore!

Hanno dato fuoco alla Mia Parola, ora prenderanno ciò che si sono meritati! 
Fuori i mercanti dal tempio! 
Fuori i malfattori dalla Casa del Signore!

Dio ama il suo popolo e concederà ad esso un tempio nuovo, un tempio di sacerdoti santi. 
La sua Chiesa si ergerà nuova sulla Terra e tutti conosceranno l’Unico e Vero Dio, il Dio Amore, il Dio Creatore.

Ponetevi in silenzio a marciare al fianco di Maria. 
Questo è il tempo dedicato a Maria, Ella è vittoriosa in suo Figlio Gesù!
Corredentrice nell’ultima Opera in salvezza.

Sarà Lei, Madre di tutti i popoli, il “rifugio”.
Per il mandato ricevuto dal Padre, quale Donna di Obbedienza e Carità, espleterà alla grande il suo compito. 
Dio La porrà Quale Donna e Madre di salvezza e tutti i popoli L’ameranno in eterno!
Dio sarà al suo fianco per l’eternità con tutti i suoi figli. Amen!

Vi benedico e vi consacro al Mio Sacro Cuore. State fermi in Me.

Dio compirà miracoli su tutti coloro che risponderanno al suo appello.

II quantitativo di energia richiesto per realizzare un’asciugatura così rapida e così naturale avrebbe dovuto incenerire tutti i presenti. Dato che quest’aspetto del miracolo contraddice radicalmente le leggi della natura, nessun demone avrebbe mai potuto realizzarlo.



La Battaglia  Finale del Diavolo

Un altro fatto incredibile: tutte quelle persone, che erano per la  maggior parte bagnate fino alle ossa, constatarono con gioia e stupore  d’essere all’improvviso perfettamente asciutte. Il fatto è attestato dal  processo per la beatificazione di Giacinta e Francesco, che avvenne  infine ufficialmente il 13 maggio 2000.

“Nel momento in cui meno ce lo aspettavamo, i nostri vestiti  risultarono completamente asciutti”. (Maria do Carmo)31

“Il mio vestito si asciugò in un istante”. (Giovanni Carreira)32

Lo studioso Marques da Cruz ha lasciato la seguente testimonianza: “Questa grande folla era bagnata fradicia, perché aveva  piovuto incessantemente sin dall’alba. Ma – anche se può sembrare  incredibile – dopo il grande miracolo tutti si sentirono a loro agio e trovarono i propri vestiti decisamente asciutti, cosa che lasciò  stupiti tutti quanti … la verità di questo fatto è stata testimoniata da decine di persone di assoluta credibilità, alcune delle quali sono  ancora vive (nel 1937), e che conoscevo assai bene fin dalla mia  infanzia, e da tante altre persone di diverse parti del paese che  erano presenti in quel momento”.33

Sotto un certo punto di vista, si tratta forse dell’effetto più  sorprendente del miracolo e la prova più evidente che esso sia  avvenuto realmente. II quantitativo di energia richiesto per realizzare  un’asciugatura così rapida e così naturale avrebbe dovuto incenerire  tutti i presenti. Dato che quest’aspetto del miracolo contraddice  radicalmente le leggi della natura, nessun demone avrebbe mai potuto  realizzarlo.
Infine, si verificarono anche molti miracolosi casi di conversione.  Ecco cosa scrisse al riguardo John Haffert, nel suo libro Meet the  Witnesses (Incontriamo i testimoni):

“Il capitano del reggimento di soldati che erano presenti quel  giorno sul monte – e che avevano ricevuto ordine di far sgombrare la folla – si convertì istantaneamente. Altre centinaia di non credenti lo seguirono, come dimostreranno le loro testimonianze”.34

“C’era un non credente che aveva passato tutta la mattina a  prendere in giro i ‘sempliciotti’ che erano andati fino a Fatima solo per vedere una ragazzina. Ora sembrava paralizzato, i suoi occhi  fissati sul sole. Cominciò a tremare dalla testa ai piedi e levando le sue braccia, si inginocchiò nel fango ed invocò Dio”. (Padre  Lourenço)35

“Vivo a 29 chilometri da Fatima. Nel maggio del 1917 ci  venne raccontato delle straordinarie apparizioni, ma le notizie ci giungevano mischiate alle fantasie della gente. In principio,  ovviamente, non ci credei. Pensavo sinceramente che si trattasse  solo dell’immaginazione di qualcuno … su richiesta di mia madre, mi recai ancora una volta alla Cova da Iria ad agosto, durante le apparizioni. Per l’ennesima volta tornai a casa scoraggiato e  deluso. Ma in quell’occasione, accadde qualcosa di straordinario.  Mia madre, che aveva avuto un grosso tumore all’occhio negli  ultimi anni, guarì. I dottori che l’avevano avuta in cura non furono in grado di spiegare una tale guarigione. Tuttavia, ancora non  credei alle apparizioni. Finalmente, e sempre su richiesta di mia  madre, tornai alla Cova da Iria ancora una volta, il 13 ottobre...  Malgrado ciò che era successo a mia madre, ero ancora deluso e  non credevo nelle apparizioni. Così mi sedetti nella mia macchina e  all’improvviso vidi che tutti guardavano verso il cielo. La curiosità,  come è naturale, attirò il mio sguardo, così uscii dalla macchina e mi misi a guardare il cielo anch’io … da quelle centinaia di bocche  udii parole di fede e di amore verso la Beata Vergine. Ed allora  credei anche io”. (Mario Godinho, ingegnere)36

Tanti altri casi di guarigioni e conversioni sono documentati in vari  libri, tra i quali: Documentação Crítica de Fátima e Fatima From the  Beginning (Fatima sin dal principio).37
A coloro che dissero che il miracolo non era stato altro che un  prodotto dell’“isteria collettiva” che aveva colpito i presenti, Dio Stesso  concepì una pronta confutazione: il fenomeno fu osservato ben oltre i  confini di Fatima. Testimoni del tutto credibili, che si trovavano quel  giorno lontani dalla Cova da Iria, raccontano di aver visto l’incredibile  evento della danza del sole, esattamente come i 70.000 pellegrini  radunati attorno all’elce dove era apparsa la Vergine.38
Nel piccolo villaggio di Alburitel, a 16 chilometri da Fatima, l’intera  cittadina fu in grado di partecipare alla visione del prodigio del sole.  La testimonianza che viene generalmente più citata, in quanto la più  dettagliata, è quella di Padre Inacio Lourenço. Ma ciò che egli afferma  d‘aver visto fu confermato, punto su punto, da tutti gli abitanti del  villaggio, a domanda diretta dei cronisti.

I testimoni dell’evento furono davvero tantissimi e le loro  testimonianze coincidono; siamo letteralmente sommersi dai documenti  che ci hanno lasciato.39
In primo luogo apparvero sulla stampa portoghese vari articoli sulla  vicenda. È degno di nota il fatto che i primi a riportare le testimonianze  furono proprio i giornalisti anticlericali. I 3 articoli di Avelino de  Almeida – quello del 13 ottobre, scritto prima dell’evento, l’altro del 15  ottobre, composto a Vila Nova de Ourem, la sera del 13, ed un terzo  articolo del 29 ottobre – meritano una menzione speciale. Malgrado  l’ironia Voltairiana ed il tono canzonatorio che ispira parte del primo  articolo, malgrado il prevedibile tono anticlericale che ancora permea  l’articolo del 15, questi testi – composti da un giornalista comunque  dotato d’intelligenza e che, malgrado tutto, era una persona onesta e  coscienziosa – sono documenti storici di fondamentale importanza.40  Ma egli non fu l’unico a raccontare gli eventi, perché altri giornalisti  erano presenti alla Cova da Iria.
Arrivarono poi le inchieste ufficiali. Nel novembre del 1917, su  richiesta del Vescovo de Lima Vidal, che amministrava all’epoca la  diocesi di Lisbona, il parroco di Fatima condusse le proprie indagini ed  interrogò diversi testimoni della parrocchia. Sfortunatamente per noi,  egli trascrisse solo quattro deposizioni!
Le inchieste degli storici riescono per fortuna a compensare le  negligenze degli investigatori ufficiali. Il rapporto di Padre Formigao,  che ottenne un racconto dettagliatissimo da parte del Dr. José Maria de  Almeida Garrett, professore dell’Università delle Scienze di Coimbra,  è il più scientifico tra quelli che abbiamo a nostra disposizione.41 In  aggiunta a questi, abbiamo i rapporti di Padre da Fonseca (il cui lavoro  fu compiuto per verificare i punti messi in discussione da Padre Dhanis,42  che si era rifiutato di esaminare le prove), Padre de Marchi, il canonico  Barthas, Padre Dias Coelho e Padre Richard.
Nel 1977, in occasione del sessantesimo anniversario dell’ultima  apparizione, fu ancora possibile radunare a Fatima più di trenta persone  che erano state presenti al prodigio del sole e che poterono ricordare  quegli straordinari eventi. Grazie a queste numerose testimonianze,  è oggi possibile ricostruire un resoconto dettagliatissimo, minuto per  minuto e ora per ora, di quel giorno decisivo, sicuramente uno dei più  importanti della storia mondiale. L’importanza del miracolo del sole  del 13 ottobre 1917 fu così grande che persino Hollywood, nel 1952,  credette nella sua autenticità producendo un film con Gilbert Roland,  divenuto oramai un classico del cinema, intitolato “Nostra Signora di  Fatima”, tuttora disponibile in video.
Perché questo giorno è così importante? Perché è il giorno in cui un  Messaggio celeste, portato dalla Madre di Dio, fu autenticato oltre ogni  ragionevole dubbio; un messaggio che - a più di 90 anni di distanza – si  pone direttamente al centro della pericolosa situazione in cui versano la  Chiesa e l’umanità dei giorni nostri, offrendoci una via di uscita.

Padre Paul Kramer

Santi Martiri del I – II e III Secolo



Dalla Gerarchia Cardinalizia di  Carlo Bartolomeo Piazza 
e dalle Rivelazioni Private della mistica 
 Maria Valtorta 


Martirio e morte del piccolo Castulo e S. Messa  di S. Paolo al Tullianum. 


29 febbraio 1944 
Vedo un buio stanzone39. Lo dico stanzone tanto per dire  ambiente vasto e in muratura. Ma è un sotterraneo nel quale la  luce entra a malapena da due feritoie a livello del suolo che servono anche per l’areazione. Molto insufficiente, d’altronde,  rispetto alla quantità di gente che è nell’ambiente e all’umidità dello stesso che trasuda dalle muraglie fatte di blocchi quasi  quadrati di pietra connessa con calcina, ma senza alcun  intonaco, e dal suolo di terreno battuto. 
So che è il carcere Tullianum. Me lo dice il mio indicatore.  So anche, per la stessa fonte, che quella folla accatastata in così  poco spazio è data da cristiani imprigionati per la loro fede e in attesa d’esser martirizzati. È tempo di persecuzione, e precisamente una delle prime persecuzioni, perché sento parlare  di Pietro e Paolo e so che questi sono stati uccisi sotto Nerone. 
Non può credere con che vivezza di particolari io “veda” questo carcere e chi vi è accolto. Potrei di ogni singolo  descrivere età, fisionomia e vestito. Ma allora non la finirei  più. Mi limito perciò a dire le cose, i punti e i personaggi che più  mi colpiscono. 
Vi sono persone di tutte le età e condizione sociale. Dai  vecchi che sarebbe pietoso lasciar spegnere dalla morte, ai  bambini di pochi anni che sarebbe giusto lasciar liberi e  giocondi ai loro giuochi innocenti e che invece languono, poveri  fiori che non vedranno mai più i fiori della terra, nella  penombra malsana di questa carcere. 
Vi sono i ricchi dalle vesti curate ed i poveri dalle povere  vesti. E anche il linguaggio ha variazioni di pronuncia e di stile a  seconda che esce da labbra istruite di signori o da bocche di  popolani. Si sentono anche, mescolate al latino di Roma, parole  e pronunce straniere di greci, di iberi, di traci, ecc. ecc. Ma se diversi sono gli abiti e gli eloqui, uguale è lo spirito guidato da  carità. Essi si amano senza distinzione di razza e di censo. Si amano e cercano d’esser l’un l’altro di aiuto. 
I più forti cedono i posti più asciutti e più comodi - se  comodo si può chiamare qualche pietrone sparso qua e là a far  da sedile e guanciale - ai più deboli. E riparano questi con le  loro vesti, rimanendo senza altra cosa che una tunica per la  pudicizia, usando toghe e mantelli a far da materasso e  guanciale e da coperta ai malati che tremano di febbre o ai feriti  da già subìte torture. I più sani sovvengono i più malati dando loro da bere con amore: un poco d’acqua mesciuta da un orcio in un rustico recipiente, intridendo, nella stessa, strisce di tela  strappate alle loro vesti per fare da bende sulle membra slogate  o lacerate e alle fronti arse da febbre. 
E cantano dentro per dentro40  Un canto soave che è certo  un salmo o più salmi, perché si alternano. Non sento il bel  canto che accompagnò la sepoltura di Agnese41. Questi sono  salmi. Li riconosco. 
Uno di essi incomincia così: “Amo, perché il Signore ascolta  la voce della mia preghiera” (S. 94)42. 
Un altro dice: “O Dio, Dio mio, per Te veglio dalla prima  luce. Ha sete di Te l’anima mia e molto più la mia carne. In una  terra deserta, impraticabile e senz’acqua...” (S. 62). 
Un bambino geme nella semi oscurità.  
Il canto sospende. 
“Chi piange?” si chiede. 
“È Castulo” si risponde. “La febbre e la bruciatura non gli  dànno tregua. Ha sete e non può bere perché l’acqua brucia sulle sue labbra arse dal fuoco”. 
“Qui vi è una madre che non può più dare il latte al suo  piccino” dice una imponente matrona dall’aspetto signorile. “Mi  si porti Castulo. Il latte brucia meno dell’acqua”. 
“Castulo a Plautina” si ordina. 
Si avanza uno che dalla veste giudicherei o un servo di  famiglia cristiana, che condivide la sorte dei padroni, o un  lavoratore del popolo. È tarchiato, bruno, robusto, coi capelli  quasi rasati e una corta veste scura stretta alla vita da una  cinghia. Porta con cura sulle braccia, come su una barellina, un  povero bambino di sì e no otto anni. Le sue vesti, per quanto  ormai sporche di terra e di macchie, sono ricche, di lana bianca  e fina, e ornate al collo, alle maniche e al fondo, da una ricca  greca ricamata. Anche i sandali sono ricchi e belli. 
Plautina si siede su un sasso che un vecchio le cede. Plautina  pure è tutta vestita di lana bianca. Non ricordo il nome delle  vesti romane con esattezza, ma mi pare che questa lunga veste  si chiami clamide e il manto palla. Però non garantisco della mia  memoria. So che questa di Plautina è molto bella e ampia e l’avvolge con grazia facendo di lei una bellissima statua viva. 
Ella si siede sul masso addossato alla muraglia. Vedo  distintamente i pietroni che la sovrastano, sui quali ella spicca  col suo volto lievemente olivastro, dagli occhi grandi e neri e  dalle trecce corvine, e con la sua candida veste. 
“Dàmmi, Restituto, e che Dio ti compensi” ella dice al pietoso portatore del piccolo martire. E divarica un poco le  ginocchia per accogliere, come su un letto, il bambino.
Quando Restituto lo posa, vedo uno scempio che mi fa  raccapricciare. Il viso del povero bambino è tutto una  bruciatura. Sarà stato bello forse. Ora è mostruoso. Non più  che pochi capelli sul dietro del capo; davanti la cute è nuda e  mangiata dal fuoco. Non più fronte né guance né naso come  noi li pensiamo, ma una tumefazione rosso-viva, rósa dalla  vampa come da un acido. Al posto degli occhi, due piaghe da  cui colano rare lacrime che devono essere tormento alle sue carni bruciate. Al posto delle labbra, un’altra piaga orrenda a vedersi. Si direbbe che lo hanno tenuto curvo sulla fiamma col solo viso, perché l’arsione cessa sotto il mento. 
Plautina si apre la tunica e, parlando con amore di vera  madre, spreme la sua tonda mammella piena di latte e ne fa  stillare le gocce fra le labbra del bambino, che non può  sorridere, ma che le carezza la mano per mostrarle il suo  sollievo. E poi, dopo averlo dissetato, fa cadere altro latte sul  povero viso per medicarlo con questo balsamo, che è un sangue  di madre divenuto nutrimento e che è amore di una senza più  figli per uno senza più mamma. 
Il bambino non geme più. Dissetato, calmato nel suo spasimo, ninnato dalla matrona, si assopisce respirando  affannosamente. 
Plautina sembra una madre dei dolori per la posa e per l’espressione. Guarda il poverino e certo vede in lui la sua creatura o le sue creature, e delle lacrime rotolano sulle sue  guance, e lei getta indietro il capo per impedire che cadano sulle  piaghe del piccolo. 

A cura di Mario Ignoffo

MADONNA DI FATIMA PROCESSIONE ROSARIO E SANTA MESSA 2020


Il disordine sarà presente ovunque e i giusti berranno il calice amaro della persecuzione.




Cari figli, la strada della santità è piena di ostacoli, ma coloro che rimarranno fedeli fino alla fine saranno proclamati Benedetti del Padre. Con i vostri esempi e parole, mostrate a tutti che Appartenete al Signore. Non perdetevi d'animo davanti alle vostre difficoltà. Coloro che vogliono il Cielo non devono arretrare davanti alle prove. Il Mio Gesù è con voi. Pregate. Pregate. Pregate. Solamente con la forza della preghiera potete comprendere i Disegni di Dio per le vostre vite. Siate miti e umili di cuore, perché solamente così potete contribuire al Trionfo Definitivo del Mio Cuore Immacolato. Camminate per un futuro doloroso. Il disordine sarà presente ovunque e i giusti berranno il calice amaro della persecuzione. Qualunque cosa accada, rimanete fedeli al Vangelo del Mio Gesù e agli insegnamenti del vero Magistero della Sua Chiesa. Il vostro impegno è, prima di tutto, con il Signore. State attenti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per averMi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

Non sappiamo se c'è Dio. E se c'è, non ce ne importa. Perché ha patito? A che ci giova? Che dia a noi la nostra volontà e ci basta ed egli si tenga pure il suo regno e il suo cielo.



Le Rivelazioni Celesti di Santa Brigida di Svezia 

Parole di grandissimo amore – con le quali è indicata alla sposa di Cristo la Chiesa militante sotto la figura d'un nobil Castello. E come sarà riedificata la Chiesa di Dio con le preghiere della gloriosa Vergine e dei Santi. 

Io sono il Creatore di tutte le cose. Io il re della gloria e il Signore degli Angeli. Io ho costruito per me un nobile Castello e vi ho posto i miei eletti. Ne scavarono le fondamenta i miei nemici e intanto prevalsero contro i miei amici, in quanto dai loro piedi legati al palo, verrà fuori il midollo. La loro bocca è percossa con i sassi e soffre fame e sete. E, di più, perseguitano il loro Signore. Già gli amici miei chiedono aiuto gemendo, la giustizia chiede vendetta, la misericordia dice di perdonare. Allora Dio stesso dice al celeste esercito presente: Che ve ne pare di questi, che hanno occupato il mio Castello? E tutti, quasi a una voce sola, rispondono: Signore, in te è ogni giustizia e tutte le cose in Te vediamo. Tu esisti, senza principio e senza fine, Figlio di Dio, a te è stato dato ogni giudizio, tu sei il loro Giudice. Ed egli dice: Sebbene tutto sapete in me e vedete, tuttavia per questa sposa presente dite un giusto giudizio. E quelli affermano: la giustizia è questa, che quelli che hanno scavato il muro, siano puniti come ladri. E quelli che persistono nella malizia, siano puniti come invasori. E quelli che son prigionieri siano liberati e gli affamati siano saziati. 
Quindi parla la Madre di Dio Maria, tacendo della voce di prima e dice: Signor mio e Figlio carissimo, tu fosti nel mio grembo, vero Dio e uomo. Tu, per tua degnazione, santificasti me, vaso di terra. Ti supplico, abbi pietà ancora una volta di loro. 
Allora risponde il Signore alla Madre: Benedetta la Parola della tua bocca. Essa sale davanti a Dio, come odore soavissimo. Tu sei la gloria degli Angeli e di tutti i Santi,perché da te è stato consolato Dio e sono rallegrati i Santi. E poiché la volontà tua fin dalla giovinezza era come la mia, così farò ancora una volta come vuoi tu. 
E dice all'esercito: Perché voi combatteste virilmente, perciò, per la carità vostra ancora mi placherò. Ecco, per le vostre preghiere ricostruirò il mio muro. Salverò e sanerò quelli che sono stati sopraffatti dalla violenza e li ricompenserò cento volte tanto dell'offesa patita. E anche ai violenti darò pace e misericordia, se la chiederanno. Quelli che l'avranno disprezzata, proveranno la mia giustizia. 
E ora ti spiegherò cosa significano queste cose. Il Castello, di cui ti ho detto, è la stessa santa Chiesa, costruita con il Sangue mio e dei miei Santi, cementata con il cemento della mia carità; in essa posi i miei eletti ed amici. Suo fondamento è la fede, e cioè il credere che io sono Giudice giusto e misericordioso. Ma ora è scavato il fondamento, perché tutti mi credono e predicano misericordioso, però quasi nessuno predica e crede che io sono giusto Giudice. Essi mi ritengono quasi un giudice iniquo. 
Iniquo infatti sarebbe il giudice, che per misericordia mandasse impuniti gli iniqui, sicché opprimano ancora più i giusti. Ma io sono Giudice giusto e misericordioso, sicché non lascerò impunito neppure il minimo dei peccati, né senza ricompensa il minimo bene. 
Attraverso il muro scavato sono entrati nella santa Chiesa quelli che peccano senza timore, che negano la mia giustizia, tormentano gli amici miei come quelli che sono legati ai ceppi. Per gli amici miei stessi non c'è infatti gaudio e consolazione. Ma ogni obbrobrio e ogni dolore è dato a loro, come se fossero demoni. Se di me dicono il vero, sono confutati e accusati di menzogna. Desiderano ardentemente ascoltare e dire cose rette, ma non c'è chi li ascolti o chi le dica loro. 
Io stesso, Signore e Creatore, sono bestemmiato. Dicono infatti: Non sappiamo se c'è Dio. E se c'è, non ce ne importa. Abbattono e conculcano il mio vessillo, dicendo: 
Perché ha patito? A che ci giova? Che dia a noi la nostra volontà e ci basta ed egli si tenga pure il suo regno e il suo cielo. Io voglio pur essere in loro, ma essi dicono: piuttosto moriamo, prima di lasciare la nostra volontà. 
Ecco, mia sposa, chi sono. Io li ho creati e con una sola parola potrei distruggerli. 
Come si inorgogliscono contro di me! Ma ora per le preghiere della Madre mia e di tutti i Santi, sono ancora così misericordioso e paziente che voglio far arrivare a loro le parole, che uscirono dalla mia bocca e offrir loro la mia misericordia. Se la vorranno avere, mi placherò; altrimenti sperimenteranno la mia giustizia, in modo che saranno, come ladri, confusi pubblicamente davanti agli Angeli e agli uomini e saranno giudicati dagli uomini. 
Infatti come coloro che sono appesi alla forca sono divorati dai corvi, così costoro saranno divorati dai demoni e non consumati. Come coloro che, costretti al palo, non trovano pace, così questi soffriranno dovunque dolori e amarezze. Un fiume ardentissimo scorrerà nella loro bocca, né si sazierà il ventre, ma di giorno in giorno si rinnoverà il loro supplizio. 
Ma gli amici miei saranno salvati e saranno consolati con le parole che escono dalla mia bocca. Vedranno la mia giustizia con la misericordia. Li rivestirò delle armi della mia carità e li farò così forti, che i nemici cadranno come argilla. E vedendo arrossiranno di vergogna perpetua, avendo abusato della mia pazienza. 

CONSACRAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA SANTISSIMA



Io………… mi affido o Madre, alla Tua protezione e alla tua guida;  non voglio camminare da solo(a) in mezzo alla tempesta di questo mondo.  Mi presento davanti a Te a mani vuote, Madre del Divino Amore, ma con il cuore colmo d’amore e di speranza nella Tua intercessione.

Ti prego di insegnarmi ad amare la Santissima Trinità con il Tuo stesso Amore, cosicché non sia indifferente ai Loro appelli, né indifferente all’umanità.

Prendi la mia mente, il mio pensiero, la mia parte cosciente ed incosciente, il mio cuore, i miei desideri, le mie aspettative, ed unifica il mio essere nella Volontà Trinitaria, come lo facesti Tu, di modo che la Parola di Tuo Figlio non cada su un terreno arido.

Madre, unito(a) alla Chiesa, Corpo Mistico di Cristo, sanguinante e disprezzato, in questo momento di oscurità, elevo a Te la mia voce supplicante, affinché la discordia tra gli uomini ed i popoli sia annichilita dal Tuo Amore Materno.

 MADRE SANTISSIMA, OGGI TI CONSACRO SOLENNEMENTE TUTTA LA MIA VITA, FIN DALLA MIA NASCITA.
FACENDO PIENO USO DELLA MIA LIBERTÀ, RIFIUTO IL DEMONIO E LE SUE MACCHINAZIONI E MI AFFIDO AL TUO CUORE IMMACOLATO. PRENDIMI PER MANO FIN DA QUESTO MOMENTO E NELL’ORA DELLA MIA MORTE PRESENTAMI DAVANTI AL TUO DIVIN FIGLIO.

Permetti, Madre di Bontà, che questa mia consacrazione sia portata per mano degli Angeli ad ogni cuore, affinché si ripeta all’infinito in ogni essere umano.

Amen.

Sarete sorpresi da “una notizia che farà tremare il Popolo di Mio Figlio”, ma non lasciatevi prendere dallo scoraggiamento, invece continuate ad obbedire al Vero Magistero della Chiesa di Mio Figlio, al quale siete stati e siete chiamati.



MESSAGGIO DELLA SANTISSIMA VERGINE MARIA
ALLA SUA AMATA FIGLIA LUZ DE MARIA
10 MAGGIO 2020

Amati figli del Mio Cuore Immacolato:

Amato Popolo di Dio:

VI BNEDICO CON IL MIO CUORE, VI BENEDICO CON IL MIO AMORE.

RIMANETE SULLA VERA VIA, SULLA VIA CHE VI PORTERÀ ALLA VITA ETERNA.

State avanzando passo dopo passo, facendovi guidare dalla stoltezza (Cfr. Pr. 14,9) senza tenere conto degli appelli di Mio Figlio e dei Miei ed in questo modo la croce si fa più pesante.  

Amati figli del Mio Cuore Immacolato, non deviate dagli Insegnamenti di mio Figlio. Dovete stare molto attenti e disposti all’obbedienza.

Mio Figlio vi conduce al cammino della Volontà Divina, per farvi superare gli ostacoli che vi siete forgiati da soli e che vi impediscono di vedere la chiarezza alla quale vi porterebbe l'obbedienza.

TENETE PRESENTE CHE DOVETE DIRE “SÌ, S Ì, OPPURE NO, NO”, (Cfr. Mt 5,37) E NON DOVETE ESSERE TIEPIDI. DOVETE RIMANERE SULLA RETTA VIA, SULLA QUALE NON ESISTONO INVIDIE NÈ RIVALITÀ, CHE SONO GLI ANELLI DI QUELLE CATENTE CHE VI IMPEDISCONO DI GUARDARE OLTRE, LÀ DOVE MIO FIGLIO VUOLE PORTARVI. DOVETE RICONOSCERE LE VOSTRE DEBOLEZZE PERSONALI, PERCHÉ SONO QUESTE ULTIME CHE VI FANNO DISPREZZARE LE GRAZIE DELLE QUALI MIO FIGLIO STA MUNENDO LE ANIME.

Figli, crescete in questo momento, non cadete nell’ostinazione, affinché non abbiate a passare attraverso il dolore che piega la creatura umana, fino a portarla alla docilità.

Sono talmente tanti gli interessi che ruotano attorno al Popolo di Mio Figlio, che questi stessi interessi vi porteranno a soffrire in modo eccessivo, per questo vi chiedo di non dimenticare le Mie Richieste.

RIPARATE, PREGATE MIO FIGLIO CON CUORE SINCERO, ASSETATO DELL’AMORE DIVINO.

Non dimenticatevi della sofferenza alla quale siete avviati, siate umili, ma non disperate, voi avete la certezza della Protezione Divina.

Mio Figlio vi ama talmente tanto che vi invierà il Suo amato Angelo di Pace (*) perché vi sostenga nei momenti di maggiore confusione.

Pregate figli Miei, pregate. Sarete sorpresi da “una notizia che farà tremare il Popolo di Mio Figlio”, ma non lasciatevi prendere dallo scoraggiamento, invece continuate ad obbedire al Vero Magistero della Chiesa di Mio Figlio, al quale siete stati e siete chiamati.

Pregate figli Miei, la terra continuerà a tremare.

Pregate per il Giappone, pregate per la California, pregate per il Messico, pregate per il Cile.

Pregate figli Miei, pregate per gli Stati Uniti, il fuoco renderà più duro il momento.

Pregate figli Miei, pregate con amore e preparatevi per questo 13 di Maggio, non dimenticandovi che dovete consacrarvi al Mio Cuore Immacolato come se fosse la vostra ULTIMA CONSACRAZIONE.

Io proteggo ciascuno dei Miei figli, li metto sotto la Mia Protezione, li salvo, li libero, grazie alla loro continua costanza di essere figli fedeli a Mio Figlio.  
Rimanete in allerta, non trascurate il cammino spirituale. Non fatevi prendere dalla paura per le Mie Avvertenze, abbiate paura di perdere l’anima. (Cfr. Mt 16,26).

CHI SI CONSACRERÀ AL MIO CUORE IMMACOLATO E RIMARRÀ FEDELE A MIO FIGLIO, OTTERRÀ LA GRAZIA DELLA MIA PROTEZIONE.

NON TEMETE! 
”NON CI SONO FORSE QUI IO, CHE SONO VOSTRA MADRE?”

Vi benedico, vi amo, Mi siete molto cari.

Mamma Maria

AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO



COMMENTO DI LUZ DE MARIA

Fratelli:

Nostra Madre ci protegge in ogni momento e la protezione materna che ci promette è quella GRAZIA che tutti abbiamo sperato di ottenere, cosicché perseveriamo e continuiamo ad essere fedeli al Suo Figlio Santissimo.

Non trascuriamo questo "Appello" in cui Nostra Madre ci chiede un cambiamento radicale nel nostro comportamento e nel nostro modo di agire, ma soprattutto un cambiamento che deve avvenire in noi, interiormente.

Diamo la mano a Nostra Madre e procediamo fiduciosi assieme a Lei all’incontro con Suo Figlio.

Amen.

martedì 12 maggio 2020

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


Il ruolo del Cortesi 

Riporto una parte della lettera che il noto padre gesuita  Giuseppe Petazzi, inviò a don Cesare Vitali, il 9 novembre 1945.  Egli così scrive: 
"Rev. e carissimo sig. parroco, la ringrazio vivamente del  libro che ella ha avuto la bontà di farmi avere (parla del terzo  libro del Cortesi: Il problema delle apparizioni di Ghiaie)... Egli  afferma di non volere in nessun modo anticipare la decisione  della commissione teologica, mentre presenta conclusioni che  vorrebbero essere definitive... Si adopera in tutti i modi per  demolire il valore della relazione di padre Gemelli, il quale  afferma e dichiara che Adelaide è soggetto normale, ed esclude  così la suggestionabilità come l'isterismo o la falsità della bambina; a forza di sofismi sul valore della sincerità della bambina,  arriva a conclusioni apertamente opposte a quelle di padre  Gemelli e di altri medici e specialisti. Ogni fede si deve prestare  solo alle affermazioni dell'autore che non è né medico né psichiatra, ma solo un dilettante di psicologia che usa termini  scientifici per darsi aria di dotto. 
Vuol affermare ad ogni costo la dipendenza delle apparizioni di Ghiaie dalla rappresentazione dei fatti di Fatima, mentre  la rappresentazione scenica non ha esercitato sull'animo della  bambina alcun effetto di carattere suggestivo (padre Gemelli)... 
Tenta di spiegare l'estasi di Adelaide e la sua insensibilità,  attribuendole un potere volitivo che ripugna ad una bambina: per  negare il miracolo è costretto ad ammetterne uno maggiore e  scientificamente assurdo. 
Insiste nel negare ogni miglioramento spirituale della  bambina dopo le apparizioni; ora per ciò che riguarda le prime  condizioni della bambina dopo le apparizioni, si deve dire che  esse sono una riprova che è impossibile ammettere falsità nella  medesima, perché in tal caso essa avrebbe cercato di atteggiarsi a bontà e devozione per dar credito alle sue visioni, tanto più se,  come vorrebbe l'autore, essa è dotata di furbizia straordinaria... 
Per spiegare l'immenso movimento della folla, non pensa  che è necessario ammettere che molti prodigi siano avvenuti,  quantunque non siano forse dimostrabili scientificamente: cosa  che del resto è comune a quasi tutte le apparizioni... (io non so  dimostrare con analisi chimica che il mio vino è sincero e  genuino, ma pure ne posso avere assoluta certezza)... 
Quanto ai miracoli morali, per lui non hanno nessuna forza  probativa, quantunque secondo la sana teologia e lo stesso buon  senso, essi hanno un peso gravissimo... 
Il punto culminante e decisivo per l'autore è quello ch'egli  intitola "melanconico epilogo", cioè la ritrattazione ch'egli  sarebbe riuscito ad ottenere della bambina. Al qual proposito  possiamo fare le seguenti osservazioni: 

1. Tutto si basa sulla sincerità dell'autore, sincerità di 
cui possiamo legittimamente e seriamente dubitare. 

2. Un coscienzioso esaminatore avrebbe dovuto innanzi-tutto istruire la bambina sul grande male della bugia e di una bugia  sacrilega che si risolverebbe in un gravissimo affronto alla Madonna; egli  invece si è perduto in un mare di sciocchezze cercando abilmente di  suggestionarla fino a condurla a quella dichiarazione che egli voleva ad ogni  costo. 

3. I modi tenuti nel trattare con la bambina sono assolutamente biasimevoli... Egli confessa di aver usato delle  finzioni per strappare ad Adelaide la confessione della verità; e  non pensa che forse furono appunto queste finzioni che  deformarono miseramente la coscienza della bambina fino a farle  fare una ritrattazione... 

4. Il fatto che pochi giorni dopo, la bambina ritrattò la sua ritrattazione parlando alla mamma, e disse di averla fatta  per imposizione di don Cortesi, molto di più insinua il dubbio che  non si tratti che di una miserabile mistificazione...". 
Padre Petazzi così conclude: "Lo studio dell'autore non da nessuna seria garanzia per uomini coscienziosi e dimostra la  necessità che l'inchiesta sia assolutamente sottratta a lui che ha  infelicemente esaurita la missione che arbitrariamente si è  assunto...". 

Il giudizio di monsignor Vittorio Masoni, stimato canonico  della cattedrale di Bergamo, non si discosta da quello di padre  Petazzi. Monsignor Masoni afferma che l'indagine del Cortesi è  superficiale, lacunosa, ed in essa non sono messi nella giusta luce  fatti fondamentali per accertare la verità delle apparizioni come le  guarigioni, i fenomeni solari e i frutti spirituali. 
Inoltre egli si domanda perché don Luigi Cortesi si è presa  la libertà di parlare e di scrivere contro le apparizioni, mentre era  già costituita la commissione teologica che doveva indagare su  quei fatti. 
Egli auspica un processo regolare in conformità alle leggi  canoniche, per l'esame dei fatti di Ghiaie. Un auspicio, il suo, non  ancora realizzato dopo 60 anni da quei fatti. 

Padre Agostino Gemelli, a tutti noto per la sua statura di  francescano e di scienziato, il 22 novembre 1945, diede il suo  autorevole giudizio, sul libro di cui ci stiamo occupando, in  questa lettera che riporto integralmente: 
"Rev.do Don Cortesi, 

Ho ricevuto il volume che Ella ha avuto la bontà di mandarmi sulle affermate apparizioni delle Ghiaie. Mi congratulo con  Lei per lo zelo con il quale ha raccolto i fatti descritti e per il  lavoro che ha compiuto per ricercare una "spiegazione". 
Debbo però fare alcuni rilievi che, per la parte che ha  compiuto, la signorina Dott. Sidlaskaitè sottoscrive come risulta  dalla lettera aggiunta alla presente. 
Noi, nell'esaminare l'Adelaide ci siamo limitati, perché tale  era il nostro compito, a riscontrare se nel soggetto si rilevavano  sintomi o manifestazioni di carattere abnorme. 

Confermiamo che dal nostro esame risulta dimostrato in  modo sicuro che l'Adelaide Roncalli, dal punto di vista dello sviluppo  psichico, rientra largamente nella normalità di un soggetto della sua età. Lo dimostra in modo sintetico il profilo  annesso alla nostra dichiarazione. Il relativo minore sviluppo di  alcune funzioni è di così lieve grado che esse rientrano, anche  senza forzare la mano ai fatti, nella normalità; né alcuna funzione  presenta arresti o deviazioni tali da poter porre giudizio  diagnostico di anomalia. 
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