mercoledì 17 luglio 2024

Commento all‟Apocalisse - La consolazione della Chiesa militante e di quella trionfante dopo aver patito le persecuzioni.

 


Venerabile Servo di Dio Bartolomeo Holzhauser 


SUL CAPITOLO SETTIMO DELL’APOCALISSE 


I. Vers. 1. Dopo questo vidi quattro Angeli, ritti ai quattro angoli della terra, che trattene-vano i quattro venti della terra, perché non soffiassero sulla terra, né sul mare, né su albero al-cuno. Dopo aver descritto la durezza della persecuzione di Diocleziano, segue la consalazione mas-sima, che avvenne alla Chiesa di Dio al tempo di Costantino Magno, figlio di S. Elena. Questo capi-tolo consta di due parti. Nella prima viene descritta la consolazione che toccò alla Chiesa militante:  

Vers. 2. E vidi un altro Angelo che veniva su da levante, che aveva il sigillo del Dio viven-te ecc. Nella seconda invece ci si riferisce alla Chiesa trionfante in cielo: Vers. 9. Dopo questo vidi una gran folla.  

 

§. I. 

 

La consolazione e la liberazione della Chiesa militante dal giogo e dalle persecuzioni dei tiranni. 

 

Cap. VII. v. 1-8. 

 

 I. Vers. 1. Dopo questo vidi quattro Angeli, ritti ai quattro angoli della terra, che trattene-vano i quattro venti della terra, perché non soffiassero sulla terra, né sul mare, né su albero al-cuno. Con queste parole si accenna ad una breve continuazione delle persecuzioni ad opera di quat-tro Imperatori nelle quattro parti dell‟Impero, ossia Galerio, Massenzio, Massimino e Licinio. Per questo dice: Dopo questo, ossia dopo la persecuzione di Diocleziano e Massimiano, i quali depose-ro le insegne dell‟Impero. Vidi quattro Angeli, i citati quattro Imperatori e persecutori della Chiesa, ritti, che dominavano, ai quattro angoli della terra, le quattro parti dell‟Impero Romano, che si estendeva per gran parte del mondo conosciuto. Che trattenevano i quattro venti della terra, per-ché non soffiassero, impedivano a tutti i Dottori della Chiesa di predicare il Vangelo e la parola di Dio. Di questo vento si legge nel Cantico dei cantici, al cap. 4, 16: Levati, o Aquilone! Vieni, o Au-stro. Spira nel mio giardino e ne esalino gli aromi. Come infatti la terra è fecondata dai venti, così l‟orto della Chiesa militante sulla terra è fecondato dal soffio della predicazione. Né sul mare, né su albero alcuno. Qui si prende quello che contiene per il contenuto. Alcuni cristiani infatti abitavano i deserti, altri sulle isole, altri nelle foreste, per timore della persecuzione. Il nome dei luoghi designa qui i loro abitatori. 

 II. Vers. 2. E vidi un altro Angelo che veniva su da levante. Qui si descrive la repressione dei citati quattro tiranni per opera dell‟Imperatore Costantino Magno nell‟anno 312. Un altro Ange-lo, ossia del tutto avverso ai precedenti, appunto Costantino il Grande, che veniva su da levante, che veniva all‟Impero Romano per ordine di Cristo, sole di giustizia, per dar pace alla Chiesa. Quando infatti, a Roma, Massenzio, dopo aver fatto uccidere Severo, cominciò a comportarsi da ti-ranno, i nobili romani chiesero soccorso a Costantino, figlio di Costanzo Cloro, che stava in Gallia, perché liberasse l‟urbe dal malgoverno di quello. Che aveva il segno del Dio vivente, ossia il segno di Cristo. La Storia Ecclesiastica, al cap. 9, tramanda infatti che Costantino che muoveva verso Roma per attaccare Massenzio, e spesso meditava sulla strategia da tenersi, implorando la vittoria al Dio del cielo, benché non fosse stato ancora battezzato, vide il segno della Croce risplendere nel cielo, e pieno di stupore per l‟insolita visione, vide presenti gli Angeli che dicevano: In questo se-gno vincerai. Sicuro della futura vittoria allora fece dipingere sui vessilli militari il segno della cro-ce che aveva visto, e così procedendo contro Massenzio ottenne una vittoria completa e un trionfo. 

Vers. 3. E gridò a gran voce ai quattro Angeli, cui era stato dato di danneggiar la terra e il mare, dicendo: Non danneggiate la terra, né il mare, né le piante, fino a che non abbiamo se-gnato sulle loro fronti i servi del nostro Dio. Queste parole descrivono la fortezza e la profonda pietà di Costantino Magno verso la religione cristiana. E gridò a gran voce ai quattro Angeli, ossia ai citati quattro persecutori, e ai loro subalterni sparsi nelle quattro parti dell‟Impero, ai quali gridò con i suoi pii editti, con i quali ordinò che fossero chiusi i templi degli idoli e che tutte le popola-zioni dell‟Impero, rigettato il paganesimo, abbracciasse la religione cristiana, e comandò che ovun-que fossero costruite delle chiese, e fece edificare egli stesso a Roma la Chiesa del Laterano e mol-tissime in altri luoghi completò e ornò con spese immense, vietò di sacrificare agli idoli, di trarre vaticini, di costruire statue, di compiere sacrifici occulti, di non contaminare le città coi sanguinari giochi di gladiatori, di non venerare il fiume dell‟Egitto con uomini effeminati, e perciò fece in mo-do che il genere degli androgeni in quanto impudico fosse tolto di mezzo. Ai governatori delle pro-vince diede ordine di considerare la domenica giorno festivo, e quelli dedicati ai Santi Martiri (cfr. Storia Eccl. Lib. 4, De vita Constantini). Destinò una tassa, dall‟importo fissato, tratta dai tributi che le singole città versavano nell‟erario, per destinarla alle Chiese e ai chierici di ogni luogo, ordi-nando che quell‟atto di generosità divenisse una certa e perpetua legge. Concesse ai Vescovi la fa-coltà d‟appello nelle cause civili, rendendo le loro sentenze superiori a quelle dei giudici laici. I me-desimi Vescovi ebbero riconosciuta la facoltà di giudicare in via esclusiva il Clero; concesse ovun-que ai sacerdoti l‟immunità dei luoghi, favorì la letteratura e le biblioteche, e ne dotò i professori con molti privilegi, immunità, stipendi e onorari. Per questo qui si dice, che gridò a gran voce: Non danneggiate la terra, né il mare, né le piante, ossia smettete di impedire e distruggere la fede e la religione di Cristo, nei deserti, nelle isole e nei luoghi silvestri. Il che ottenne  impedendo ai quattro tiranni e i loro satelliti di nuocere ai cristiani. Massenzio, infatti, fu sconfitto ed ucciso. Lo stesso accadde a Licinio, che incrudelì ferocemente contro i cristiani ad Alessandria ed in Egitto. Gli altri due, infine, dissuase con un suo ordine. Pertanto, quanto maggiormente in precedenza il nome della Chiesa di Cristo fu disprezzato e umiliato, tanto più, a partire dal tempo di Costantino Magno, che regnò piamente e con gran potenza per 33 anni, fu in onore, esaltato e confortato. Fino a che non abbiamo segnato sulle loro fronti i servi del nostro Dio: queste parole significano la pubblica pra-tica del Battesimo, che Costantino, con ordini e esempi, introdusse in tutto l‟Impero. Egli stesso in-fatti lo onorò, facendosi battezzare da Papa S. Silvestro, ed esaltò la Chiesa e i suoi ministri in tutto l‟Impero. Edificò chiese magnifiche. Promulgò ed ordinò il battesimo e il pubblico esercizio della religione cattolica, screditando e bandendo l‟ immoralità, la menzogna e la disonestà dell‟idolatria. Si ha poi da sapere che l‟espressione fino a che va intesa in modo, per così dire, infinito e non fini-to, come se si dicesse: costui non si pentì fin che fisse, ossia non si pentì mai, poiché una volta mor-to non ebbe modo alcuno di mutar idea.  

Vers. 4. Ed udii il numero dei segnati centoquarantaquattromila segnati da tutte le tribù dei figli d‟Israele. Segue il frutto della predetta repressione, ossia il moltiplicarsi di coloro che cre-dettero in Cristo durante l‟Impero di Costantino. Ed udii (con l‟immaginazione e in ispirito) il nu-mero dei segnati, ovvero dei battezzati e dei credenti, centoquarantaquattromila: è un numero de-terminato per uno indeterminato, come spesso avviene nel linguaggio biblico. Moltissimi, infatti, nelle diverse parti  dell‟Impero si fecero battezzare in quel tempo. Segnati da tutte le tribù dei figli d‟Israele: il nome Israele indica tutti i popoli rigenerati dal battesimo di Cristo, come predisse Osea, al cap. 2, 24: E dirò a Non-popolo mio, tu sei il mio popolo. Anche Isaia lo predice al cap. 44, 3-4: Spanderò lo spirito mio sopra la tua semenza, e la mia benedizione sopra i tuoi germi, e ger-mineranno. E ancora (v. 5): Questi dirà: Del Signore sono io. Quello si denominerà da Giacobbe. Altri scriverà sulla tua mano: Al Signore, e col nome d’Israele vorrà essere chiamato. Il che s‟intende dei popoli pagani che si convertiranno a Cristo. Lo stesso dice l‟Apostolo al cap. 2 della Lettera ai Romani: Non è dunque vero Giudeo quello che appare, ne è vera circoncisione quella che è palese nella carne, ma il Giudeo è quello che è tale entro di sé, ossia per la fede di Cristo e per la circoncisione del cuore bello spirito.  

Vers. 5-9: Dalla tribù di Giuda dodicimila segnati, dalla tribù di Ruben dodicimila segnati ecc. Conseguentemente le dodici tribù d‟Israele significano qui alla lettera i dodici Apostoli del Nuovo Testamento, che corrispondono e sono paragonati ai dodici Patriarchi dell‟Antico. Come in-fatti da questi, figli di Giacobbe, derivarono tutti gli Israeliti secondo la carne, così per mezzo degli Apostoli discendono da Gesù Cristo tutti i fedeli in ispirito e secondo la promessa. E come al posto della tribù di Dan, da cui si dice discenderà l‟Anticristo, qui si mette quella di Giuseppe, così il po-sto del traditore Giuda lo ottenne l‟apostolo San Mattia. 


L'uomo è sprofondato troppo nel peccato: "Nel fango allontanandosi da DIO".

 


PREPARATEVI CON LA CONFESSIONE: PER IL GIORNO DELL'ILLUMINAZIONE DELLE COSCIENZE", CHE ORA È MOLTO, MOLTO, MOLTO VICINO!

( Messaggio consegnato a MYRIAM e MARIE : 16 luglio 2024 )

IO SONO il vostro Padre nei cieli: Dio Onnipotente "Creatore e Salvatore"!

IO SONO!

Grazie Mio Amato per: Incontrarsi insieme per pregare il Rosario: "Grazie"!

Voi state andando verso giorni, mesi: molto, molto, molto duramente figli Miei, ma! "NON PERDETEVI D'ANIMO"!

Mantenete la FEDE in Gesù Cristo: Salvatore del mondo e: Preparatevi con la confessione "Nel Giorno dell'Illuminazione delle Coscienze", che è ora: Molto, Molto, Molto Vicino.

Sì, figli miei, è alla vostra porta, poiché non posso più tirarsi indietro, come ho fatto prima.

L'uomo è sprofondato troppo nel peccato: "Nel fango allontanandosi da DIO". Ha preferito seguire il principe delle tenebre: "Mio avversario", facendogli credere che tutto è permesso: "Non ci sia peccato", così molti hanno abbandonato i miei comandamenti... Per questo, figli Miei, invio il Mio AVVERTIMENTO, al fine di salvare quante più anime possibile...

MA "PREGATE FIGLI MIEI PER QUESTO GIORNO CHE VIENE": Per i membri della vostra famiglia, affinché TUTTI POSSANO ESSERE SALVATI!

  • Pregate per i giovani che sono accecati da satana!
  • Pregate per la Chiesa
  • Per il clero
  • Pregate per la FRANCIA

AMEN, AMEN, AMEN,

Ricevete i Miei Amati: la Mia Santissima Benedizione, con quella della Beata Vergine Maria, che è tutta pura e santa: la Divina Immacolata Concezione e San Giuseppe, il suo castissimo sposo:

NEL NOME DEL PADRE,

NEL NOME DEL FIGLIO,

NEL NOME DELLO SPIRITO SANTO,

AMEN, AMEN, AMEN,

Vi do la Mia PACE, figli Miei: vi do la Mia PACE e la condivido intorno a voi!

AMEN, AMEN, AMEN,

Il tuo Gesù: "RE D'AMORE che ti ama e viene a salvarti"!

AMEN, AMEN, AMEN,

(Alla fine delle nostre preghiere, abbiamo cantato)

  • Quanto sono belle le opere
  • Magnifico è il Signore,
  • Mani aperte davanti a TE
  • Salvé Régina

CUORE DI MARIA - "L'UMILISSIMA"

 


Leggendo le prime pagine del Vangelo di san Luca troviamo che Maria Santissima per due volte, nel primo capitolo, presenta espressamente se stessa qualificandosi o definendosi ogni volta con parole che manifestano immediatamente il contenuto e il valore di una creatura molto umile e di nessun conto.  

La prima volta, infatti, rispondendo all'annuncio dell'angelo Gabriele, la Madonna si presenta con queste parole semplici e limpide: «Sono la serva del Signore» (Lc 1,38), ossia si presenta come un'umile "serva" e il significato di questa umile parola - "serva" - secondo il greco biblico, si può estendere ugualmente ai termini pressoché simili di "schiava" e di "ancella".      

La seconda volta, nel canto del Magnificat, in casa di santa Elisabetta, ad Ain Karem, la Madonna parla di se stessa dicendo che Dio «ha guardato l'umiltà della sua serva» (Lc 1,48). Il significato della parola greca "tapeinosis", tradotta con la parola italiana "umiltà", più ancora che umiltà, piccolezza e bassezza, significa, per l'esattezza semantica italiana, "tapinità", per cui la traduzione più precisa, e quindi più espressiva del testo, dovrebbe essere che Dio ha guardato la "tapinità" della sua serva. Maria Santissima, quindi, qualifica se stessa come una misera ... "tapina", ossia come una creatura da niente, di nessun conto e nessun valore agli occhi degli uomini, incapace di nulla senza l'intervento della grazia di Dio. Ella, senz’altro, avrebbe potuto anche dire di se stessa, con tutta verità: "Da me non posso nulla", mentre «tutto posso in colui che mi dà la forza» (Fil.4, 13), secondo le parole di san Paolo.  

Se è sicuramente vero che Dio innalza gli umili e abbassa i superbi (cfr. Lc 18,14), viene proprio da chiedersi: a quale profondità "abissale", quindi, deve essere arrivata davvero l'umiltà di Maria Santissima, se da Dio è stata innalzata all'altezza stellare e superstellare della Maternità divina?  

 

L'umiltà di Maria Santissima nei santi ...  

   Diceva molto bene, perciò, La piccola santa Teresa del Bambino Gesù affermando, con la sua solita luminosa semplicità, che «L'umiltà della Vergine attrasse Dio dal Cielo nelle due purissime viscere e con essa lo attrarremo anche noi nelle nostre anime».  

Anche san Francesco d'Assisi, elevato all’altissima santità serafica, a gloria di Dio, non si struggeva forse nella lunga e appassionata preghiera riflettendo e ripetendo con il suo cuore «tutto serafico in ardore» (secondo il "verso” di Dante Alighieri): «Chi sei tu, mio grande Iddio, e chi sono io, tuo vilissimo verme?»,  

E a quale altezza mistica celestiale non è forse arrivato anche l'umile san Pio da Pietrelcina - chiamato il “crocifisso del Gargano"- il quale, dinanzi a Dio e agli uomini; con tutta semplicità e sincerità, non sapeva e non poteva che autodefinirsi soltanto come "un povero diavolo e un falso santo"? ...  

È incredibile sapere che noi; pur pieni di miserie, sappiamo stare molto attenti a nascondere le nostre debolezze e magagne, ricorrendo subito alla menzogna per "salvare la faccia: ... Ma stiamo pur certi; però, che non sfuggiremo al Giudizio di Dio, sul letto di morte, e al Giudizio universale dinanzi a tutti gli uomini alla fine dei tempi ... Beati, allora, gli umili, che sono i veri sapienti secondo Dio, guardando Gesù che alla nascita viene messo in una "mangiatoia" e alla morte viene inchiodato su una Croce!  

   A riguardo della vita spirituale e del cammino di conversione e di santificazione, infatti, l'importanza, il valore e la preziosità dell’umiltà danno certamente ragione al grande sant'Agostino quando afferma: «Se mi domandi quale è la cosa migliore per la perfezione, ti dirò: in primo luogo è l'umiltà, in secondo luogo è ancora l'umiltà, e in ultimo luogo è ancora e sempre l'umiltà».  

Con sant'Agostino vanno pienamente d'accordo tutti i grandi Dottori e maestri della vita spirituale, da san Benedetto a san Bernardo, da san Bonaventura a san Giovanni della Croce, da san Francesco di Sales a sant'Alfonso M. de' Liguori, da san Giovanni Bosco a san Pio da Pietrelcina. Né può essere diversamente, poiché la verità della parola di Dio non può mai né venir meno né mutare: Iddio innalza gli umili e abbassa i superbi (cfr. Lc 18,14). Se si vuole essere superbi, come Lucifero e i suoi angeli ribelli - che volevano essere simili a Dio - non si potrà fare altro che precipitare nelle profondità degli abissi infernali.  

L'immagine agreste dell'albero che non può crescere in altezza se non mette profonde radici, viene compresa da tutti con estrema facilità per rendersi conto che l’umiltà non è una virtù che si può avere o non avere, ma è la virtù fondamentale dalla cui profondità dipende realmente l'elevazione spirituale a cui si può aspirare, secondo le divine parole di Gesù che così insegna: «Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato» (Lc 14,11). L'umile sarà tanto più innalzato, quanto più avrà saputo umiliarsi fino in fondo, a imitazione dell’abbassamento sommo di Gesù, il Verbo Incarnato, che ha voluto addirittura annientare «se stesso, assumendo la condizione di servo» (Fil.2,7).  

Maria Santissima, la Vergine Madre divina, con il suo Cuore Immacolato che era un vero «abisso di umiltà», secondo la definizione di san Giovanni Eudes, possa illuminarci e farci comprendere il valore inestimabile dell’umiltà con le sue preziosissime umiliazioni, insegnandocene la pratica generosa e sostenendoci nell’esercizio del rinnegamento di noi stessi che può santificarci a gloria di Dio e a salvezza delle anime, come hanno fatto tutti i santi di ogni tempo e luogo.  

Padre Stefano Manelli

Voglio che sappiate che ho interceduto e protetto il mio ex presidente Donald Trump con il mio Cuore Immacolato deviando il proiettile proprio come ho fatto con il mio Papa San Giovanni Paolo II. II (13 maggio ) .



Messaggio pubblico da Nostra Signora di Emmitsburg  al mondo Attraverso Gianna Talone-Sullivan 13 luglio 2024 vigilia del tentato omicidio dell'ex presidente Trump


Miei cari figlioli sia lodato Gesù!

In questo giorno in cui sono apparso ai miei 3 figli a Fatima, celebrato ogni anno, voglio che sappiate che ho interceduto e protetto il mio ex presidente Donald Trump con il mio Cuore Immacolato deviando il proiettile proprio come ho fatto con il mio Papa San Giovanni Paolo II. II (13 maggio .

Indipendentemente dal partito politico, nessuna persona dovrebbe essere minacciata, vittima di bullismo o costretta a compiacere i programmi di qualcun altro. La libertà non esisterà mai in questo modo. È così che tanti dei miei bambini si suicidano; essere insultati, vittime di bullismo e la loro reputazione minacciata. Siete chiamati ad essere i miei figli della Luce. Amare e vivere in Pace!

Siete chiamati ad essere i miei figli della preghiera. Offrire sacrifici a Dio per la conversione dei peccatori. Siete chiamati ad essere miei figli integri e ad agire con buone parole, azioni e amore. L’odio ti accecherà soltanto e alimenterà sempre più il male.  

Accendi questo mondo in fiamme con l'Amore di DIO. Sii la sua luce e il suo amore!

Sono con voi e vi chiedo di difendere la Verità e l'Amore. Siate miei figli della Verità di Dio e dell'Amore di Dio.

Pace a te. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Ad Deum

(La Madonna ha anche detto che la persona uccisa è con lei e Gesù. Era un uomo buono. Un uomo di amore, di preghiera e di pace.)



Cuore Addolorato e Immacolato di Maria, Prega per noi!



MARIA, L'EUCARISTIA E LA FINE DEI TEMPI

 


KIBEHO


Kibeho si trova in Ruanda e questo Paese è nel cuore dell'Africa. A causa del suo terreno unico, è conosciuto come il Paese delle “mille colline”. Oggi il Ruanda dovrebbe avere circa 8 milioni di abitanti. Il congiuntivo è appropriato perché, purtroppo, un milione di persone sono morte nel genocidio del 1994 e del 1995 e un numero enorme di rifugiati è emigrato nei Paesi vicini, come Congo, Uganda e Tanzania, a causa della guerra etnica. La maggior parte dei suoi abitanti è giovane e si estende su un territorio di circa 30.000 chilometri quadrati, grande quanto la Guinea Equatoriale o il Belgio.

All'inizio della sua storia, il Ruanda era abitato dagli Hutu, che erano agricoltori. I Tutsi divennero presto dominanti e imposero una monarchia che governò fino al XIX secolo. Verso la fine del XIX secolo, le potenze europee si spartirono il continente africano e nel 1885 il Ruanda passò sotto il dominio tedesco.

Quando la Germania fu sconfitta nella Prima Guerra Mondiale, il Ruanda passò sotto la tutela del Belgio nel 1919. I belgi avevano grandi missionari e l'intensa predicazione cristiana mirava a placare le discordie etniche di lunga data.

È stato quindi simile a ciò che è accaduto in Francia nel V secolo, quando Clodoveo si è convertito al cristianesimo. Nel caso africano, il re tutsi fu battezzato e i suoi sudditi fecero lo stesso. La potenza belga sostenne i Tutsi e da lì si affermò ulteriormente il dominio dei Tutsi.

Nella seconda metà degli anni Cinquanta, la rivoluzione sociale aprì la strada all'indipendenza dalla colonia belga e nel 1962 si formò la Repubblica del Ruanda. Per gli Hutu era giunto il momento di usare la democrazia per porsi su un piano di parità con i Tutsi. Ai Tutsi interessava solo l'indipendenza dal Belgio.

Dal momento in cui i belgi lasciarono il territorio, le tensioni tra le due parti crebbero fino al 1973, quando gli hutu presero il potere con un colpo di Stato, inaugurando la Seconda Repubblica che durò fino al 1994. Nel frattempo, a partire dal 1990, i tutsi, che avevano lasciato il Paese dopo il colpo di Stato, cercarono di tornare e si scatenò una guerra civile che sarebbe durata fino al terribile genocidio del 1994-1995.

Il 6 aprile 1994, con l'attacco aereo che uccise il Presidente della Repubblica, di etnia hutu, la Seconda Repubblica ebbe fine e si scatenò la rivolta hutu sia contro i tutsi che contro gli hutu moderati. La notte del 6 iniziarono i massacri a Kigali, la capitale, mentre l'ONU ritirava i caschi blu. Migliaia di tutsi vengono uccisi, anche a Kibeho. Lì perdono la vita una delle veggenti, Marie Claire, e quattro sacerdoti membri della Commissione teologica incaricata di indagare sui fatti di Kibeho. La Chiesa cattolica in Ruanda è stata particolarmente colpita dai genocidi. Dal 1994 al 2000 sono stati uccisi tre vescovi, 124 sacerdoti, 42 religiosi e 73 suore.

Il 4 luglio 1994 il Fronte patriottico ruandese, guidato da un tutsi, occupò Kigali, nominando un hutu come presidente e un tutsi come vicepresidente. In quel momento, tra vittime e fuggitivi, 4 milioni di abitanti avevano perso il Paese. Nuovi genocidi furono perpetrati dai Tutsi nel 1995, causando molte vittime, questa volta anche a Kibeho. Dal 2000, regna la supremazia tutsi dell'RPF.

Questa breve rassegna ci permette di comprendere la venuta della Madre di Dio africana che, pochi anni dopo le apparizioni, avrebbe vissuto questo terribile spargimento di sangue, annunciato dalla Vergine ai suoi veggenti e quindi, tra l'altro, motivo della prova dell'autenticità delle apparizioni.

In Ruanda, metà della popolazione è cattolica e l'altra metà è composta da animisti, protestanti, atei e da una minoranza musulmana.

P. Justo A. Lofeudo MSE

***

Gesù Bambino che piange perché il mondo lo rifiuta

 


Oggi, mentre recitavo l'Angelus, l'Angelo è venuto e mi ha detto: "Vieni con me. Il nostro Signore Gesù vorrebbe vederti".

L'Angelo mi ha portato direttamente in Paradiso. Ci siamo ritrovati nei giardini paradisiaci, di fronte a un magnifico edificio. L'angelo disse: "Vieni a consolare il Signore nostro Gesù, perché è tanto offeso dal mondo. Lo rinnegano sempre di più".

Quando entrammo nell'edificio molto spazioso alla mia sinistra, potei vedere delle scale con degli angeli che si muovevano lungo di esse. Ho iniziato a seguire questi angeli, e l'Angelo che mi accompagnava ha detto: "No, no, non in quel modo. Vieni da questa parte".

Camminammo dritto, avvicinandoci a una colonna bianca avvolta da una bellissima nebbia di luce brillante. Quando l'Angelo ed io arrivammo davanti alla colonna, che si ergeva contro un muro, notai i suoi bellissimi dettagli intricati. Mentre guardavo in alto, potevo vedere una sporgenza che sporgeva dalla colonna e, con mia sorpresa, vidi un bambino seduto sulla sporgenza, vestito tutto di bianco e che si aggrappava alla colonna. Il bambino piangeva e piangeva. All'inizio pensavo che fosse un angioletto, ma l'angelo accanto a me ha detto: "No, non è un angelo, quello è il nostro Signore Gesù".

Sopraffatto dall'emozione per il Signore Gesù che piangeva, allargai le braccia e Gli dissi: "Oh, mio piccolo Signore Bambino Gesù, scendi e Ti salverò perché potresti farti del male".

Lui rispose: "No, non voglio scendere perché nessuno mi vuole. Il mondo Mi nega".

Nostro Signore piangeva e piangeva ed era così infelice. È rimasto lì perché nessuno lo vuole, è così rifiutato dal mondo.

Ho detto: "Ma io Ti amo. Vieni, e io Ti aiuterò".

Disse: "So che mi ami. Ma il resto del mondo Mi odia e Mi nega. Non vogliono conoscermi. C'è tanta falsità e malvagità nel mondo, e cercano di rinnegare il Vero Dio".

Alla fine il piccolo Signore Gesù scese tra le mie braccia e, mentre lo tenevo stretto a me, disse: "Dovevo venire da te come un bambino, questo rappresenta che il Mio amore è la Verità. Mi sento ferito così tanto perché l'umanità non vuole conoscerMi, Mi nega completamente".

"Credo che tu Mi ami, ecco perché voglio che tu sia qui a consolarmi. Il mondo è così confuso ora e così malvagio, e non farà che peggiorare a causa della negazione di Dio. Pensano che vinceranno, ma non lo faranno, ma anche le persone vere che credono in Dio Mi rinnegheranno per paura e per il loro bene".

"Coloro che resisteranno sino alla fine, riceveranno la loro ricompensa e saranno al sicuro con Me".

"Né nelle Mie Chiese, né in nessun altro luogo, si parla più di pentimento, ma questa è la cosa più importante ora nel mondo, pentirsi".

Signore Gesù, abbi pietà di tutti noi.


Valentina Papagna

“La preparasse al grande passo: la morte”

 


A Graziano Borelli: “La preparasse al grande passo: la morte”

Un padre Domenicano disse a Graziano Borelli di chiedere a Padre Pio come si doveva impostare la direzione spirituale di una certa anima. Padre Pio disse a Graziano: "Digli di preparare quell'anima all'incontro con Dio. La preparasse al grande passo: la morte." Il Padre Domenicano, quando ebbe la risposta, fece in sorrisetto di scetticismo. Dopo quindici giorni, il domenicano telefonò a Borelli che quella signora era morta. 

Giuseppe Caccioppoli

 

Per quanto tempo resisteremo a Dio?

 


Per quanto tempo l'umanità continuerà a resistere a Dio e a ignorare il Suo progetto d'amore per tutti? Per quanto tempo l'essere umano rimarrà sprofondato in un folle tentativo di trovare la felicità nelle cose più basse e meno preziose? Per quanto tempo l'arroganza e l'orgoglio guideranno le decisioni della maggior parte delle persone? Dobbiamo riflettere su questo.


Per quanto tempo resisteremo a Dio?

Guilherme Freire, in un libro sulla conversione, ha detto: "Dio è morto per redimere tutti, ma gli uomini si ribellano a questa redenzione. E il sacramento ti conferma nella grazia, ti conferma nell'amore di Cristo, ti fa morire al peccato in ogni tempo".

In primo luogo, è importante comprendere il concetto di redenzione nel contesto cristiano. La redenzione è l'azione attraverso la quale Gesù Cristo, con la sua morte e risurrezione, ha liberato l'umanità dal peccato e dalla morte eterna. Questa è un'offerta di amore incondizionato di Dio, che vuole salvare tutti, nessuno escluso. Tuttavia, Freire sottolinea che molte persone si ribellano contro questa redenzione. Questa rivolta può essere intesa come il rifiuto della chiamata di Dio, una resistenza all'amore divino che ci invita alla conversione e al cambiamento di vita.

I sacramenti svolgono un ruolo cruciale nella vita cristiana, agendo come canali di grazia che ci rafforzano nel cammino spirituale. Freire menziona anche che i sacramenti ci fanno "morire al peccato tutto il tempo". Questa espressione si riferisce alla costante lotta contro le tentazioni e le inclinazioni malvagie che tutti noi affrontiamo. Morire al peccato significa rinunciare a tutto ciò che ci allontana da Dio e vivere secondo gli insegnamenti di Gesù. È un processo permanente di conversione, in cui siamo chiamati a crescere nella santità e nella comunione con Dio.

In sintesi, la riflessione di Guilherme Freire ci ricorda che la redenzione offerta da Cristo è un dono universale, ma richiede una risposta personale. I sacramenti sono strumenti divini che ci sostengono e ci aiutano a vivere fedelmente questa risposta, confermandoci nella grazia e nell'amore per Cristo, e rendendoci capaci di morire al peccato ogni giorno.

di Altair Fonseca 

Un mezzo infallibile per avere la santità

 


C'è un mezzo infallibile, efficace e rapidissimo per cui l'anima può avere la santità: il Sangue di Gesù! Esso può guidarla attraverso mille abissi, portandola sicuramente alla santità di Dio.

- Questo mezzo è per te, figliuola. Riconoscilo, disponi l'anima ad accoglierlo e fatti santa.

O Sangue di Gesù, Mistero di grazia e di misericordia, abbi pietà di me.

O Sangue di Gesù, Mistero di giustizia e di pace, abbi pietà di me!

O Sangue di Gesù, Mistero di redenzione e di santificazione, abbi pietà di me! q. 29

  SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO


Lasciate che la vostra preghiera prevenga l'attacco pianificato.

 


Parola di Gesù Cristo:

"Figlia mia, guarda la mia sofferenza e dì ai tuoi fratelli quanto vorrei risparmiare loro il brutale risveglio che stanno per vivere. Il Festival dei Rivoluzionari sta volgendo al termine. Per loro è stata una giornata piena di promesse. Con loro hanno celebrato anche i fratelli che si sono immaginati di costruire un mondo più libero, condividendo la pace. Saranno loro le prime vittime di un odio accumulato e attivato da satana che accende il fuoco di una guerra preparata da tempo?

Lasciate che la vostra preghiera prevenga l'attacco pianificato. Appena la scintilla della fiamma sarà accesa, il segnale sarà dato per tutti i falsi fratelli che si dedicano alla distruzione dell'altro (fratello) e degli altri che vogliono ottenere ciascuno la sua gloria e la ricchezza di un mondo che è tuttavia annientato dalla loro insensata malvagità.

Mia figlia pura, figli miei buoni e fedeli, molti di voi sono, come il mio dolce profeta, attaccati, calunniati, spiati e feriti. Non seguire tutte le informazioni, che spesso si contraddicono e ti affascinano. Chiudi i tuoi telefoni loquaci e invadenti. Voi sapete che nessuno di questi leader politici sta lavorando per la gloria di Dio, né per il benessere del popolo di cui sono gli eletti, che dovrebbero essere responsabili e custodi della loro vita e della qualità della vita. Cosa vivi con loro?

Chiudete la porta alla loro popolarità, non incoraggiate le loro analisi e proposte pseudo-umanistiche e accademiche. Siete voi, figli di Dio, che siete portatori di Vita. La vostra fiducia in Dio vi mantiene resistenti nella pace e nella fede, nonostante l'orrore delle tribolazioni che avete subito, fino ad ora, negli indicibili maltrattamenti, senza rendervene conto.

Tutto vi seduce e vi conduce sulla strada della scienza dell'emancipazione, della liberazione che mira ad eliminare Dio dalla vostra vita per ridurvi a schiavi, e persino a robot, per colui che San Michele sconfiggerà definitivamente, colui che sarà schiacciato dal calcagno della Beata Vergine Immacolata.

La lotta è grande per voi, e al di là della comprensione umana, perché è una questione della vostra anima e della vostra Vita Soprannaturale (al di sopra della natura) che rimarrà Eterna secondo la vostra Buona Volontà e la vostra libera scelta di essere in Dio, che rimane invulnerabile al Male e alla Morte. Infatti, Cristo, con il suo sacrificio e la sua morte in croce, ha vinto la decadenza e ha redento l'intera umanità, che appartiene solo a Dio.

Solo la tua decisione illuminata ignora tutte le minacce che ti stanno davanti, ma che possono raggiungere la tua debolezza solo nel dubbio e nella distanza dalla fede.

Abbiate dunque fede in Dio, che vi ama e non vi abbandona. La paura, figli Miei, è un'arma usata per soggiogarvi e persino distruggervi. La paura non esiste più quando la Fede e l'Amore vi abitano.

Nel corso dei secoli il popolo di Dio è stato minacciato e perseguitato. Ovviamente, più ci allontaniamo dal bene, più sottilmente il male si instaura per invadere completamente.

Quando un cristiano lucido e solido riconosce la sua situazione e vede anche che il fratello ha i suoi stessi diritti e le sue stesse necessità, è apertura alla fraternità e alla solidarietà nella comunione dei santi, popolo di Dio, Corpo di Cristo.

Sì, Miei amati, la Mia sofferenza è grande, nella redenzione che vi riguarda, che rimarrà fino alla vostra conversione totale e globale. Indosso questa corona di spine per Amore e volontariamente, per liberarvi dall'orgoglio che vi acceca e vi tiene prigionieri. Il Mio Divino Amore viene, in questo appello urgente, per liberarvi dall'invasore e dalle sue opere di distruzione.

Pregate figli Miei, mantenete saldo e vivo il legame che vi unisce a Dio Tre Volte Santo. Pregate perché tutti i chiamati, figli di Dio, ricevano la grazia della conversione che fa risplendere in loro la Luce che non si spegne mai.

Io sono Gesù con Maria, la Porta del Cielo e San Giuseppe, Custode della Famiglia di Dio, sono tutti fratelli. E' stata una lunga attesa per voi, ma la gioia di trovarci finalmente uniti nella Pace e nell'Amore cancella questo pellegrinaggio alla Valle delle Lacrime. L'amore trionfa!


Maria Caterina dell'Incarnazione Redentrice, serva di ogni tipo nella Divina Volontà dell'Onnipotente, l'Unico Dio.