martedì 28 gennaio 2025
MESSAGGI PER I SACERDOTI
lunedì 27 gennaio 2025
“La grande messa in scena e il marchio della bestia”
9 gennaio 2025
Gesù è presente fin dall'inizio dell'incontro di preghiera. Le varie immagini che Egli trasmette oggi riguardano moltissimo i corpi celesti fin dall'inizio. Stelle, comete e un corpo celeste dalla lunga coda bianca.
Una specie di roccia o pietra ardente appare ancora e ancora, cadendo dal cielo e passando sulla superficie dell'acqua. Non cade direttamente nell'acqua. Lascia una scia di fuoco e vola nell'acqua. La meteora, che più o meno cade o sorvola il lago, provoca inondazioni che travolgono le case sulla riva. Dalla Terra si può vedere come la cometa entra nell'atmosfera con la coda e vola nell'aria come un missile infuocato, per colpire presto da qualche parte. Non è ancora possibile vedere esattamente dove. Lascia una scia ardente nell'aria per alcuni secondi.
Un'altra immagine mostra la notte stellata dalla terra. All'improvviso emergono alcune di queste stelle. Diventa chiaro che questi oggetti non possono essere stelle, anche se inizialmente sembravano esserlo. Prima lampeggiano strane luci, poi ci si rende conto che si tratta di un UFO con luci colorate nella parte inferiore che sta lentamente scendendo sulla terra. Un cono di luce emana dall'UFO verso la terra. Uno spettacolo inquietante per il veggente.
Un taxi giallo passa davanti ai grattacieli, da intendersi come un riferimento alla città di New York. L'enorme astronave si libra minacciosa sulla città cosmopolita. Sembra si tratti dell'origine di un attacco, anche se non è ancora chiaro di cosa si tratti. Ma sembra che qualcosa stia succedendo perché tutte le persone stanno scappando. Ci si sente come trasportati in un film. Gesù dà un'altra occhiata a ciò che sta accadendo. L'astronave sembra emettere onde di pressione che provocano un tremore. Ancora una volta, sembra un attacco.
Ora appaiono altre città con astronavi sospese sopra di loro: Dublino, Città del Messico, Berlino. Interesserà molti paesi e capitali, prevede Gesù. Sarà una messa in scena enorme. Tutti nel mondo ne saranno consapevoli. C'è ostilità proveniente dagli alieni, che saranno anch'essi visibili. Non verranno in pace. Questi eventi capovolgeranno il mondo.
Il marchio della bestia
Diverse astronavi ora si uniscono e si inviano raggi laser rossi. Questi laser formano un segno che rende chiaro che Gesù ora vuole parlare dell'avversario oscuro. Dice al veggente che si tratta del marchio della bestia. L'atmosfera cambia improvvisamente. È più che opprimente.
Quindi vuoi provare a fondere un essere umano e una macchina. Il veggente ha la sensazione che sia successo qualcosa ai suoi occhi (come parte della visione). È come se avesse una retina meccanica (paragonabile al film “Terminator”). Vuol dire che l’essere umano o parti dell’essere umano stesso diventano meccanici, come se si trattasse anche di collegare il corpo umano a Internet. Allora non si è più umani, ma disconnessi dall'essere umani, disconnessi dai sentimenti umani e dagli altri, dalla vita e dalla coscienza. Allora si assomiglia a un robot, completamente insensibile.
La fiducia di Gesù
Gesù conduce spiritualmente il veggente ad un punto più alto da dove si può vedere su una vasta area. Le mette un braccio attorno e la tiene di lato. La guarda e dice:
“Non devi avere paura. Non dovrai mai più avere paura perché io sono con te. Una volta che lo avrai compreso e interiorizzato, la tua vita diventerà più semplice. Tutti coloro che sentono di appartenermi possono rivendicare lo stesso per se stessi. Nonostante tutte le notizie, le previsioni e gli avvertimenti spaventosi, sappi che porterò le mie pecore sulla terraferma e che saranno sempre al sicuro in Me.
Vi chiedo di restare in mezzo a voi adesso! Forse potresti esercitarti a "spegnere" la testa e a non prendere troppo sul serio ogni pensiero che pensi. Forse vuoi anche imparare a non precipitarti così lontano nel futuro con i tuoi pensieri. Perché se non sono pensieri buoni o amorevoli, non ti aiuteranno.
Qui finisce l'apparizione.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Melanie
La fuga in Egitto
La punta della "spada" profetata dal santo vecchio Simeone non tarda a penetrare via via nell'anima della Madonna, lungo gli eventi della vita del Redentore che si susseguono a più breve o più lunga scadenza. E la fuga in Egitto, storicamente, è il primo di questi eventi dolorosi, che si verifica, di fatto, dopo brevissimo tempo dalla nascita di Gesù, così come è stato registrato dall'evangelista san Matteo (cfr. Mt 2,13). Quali sono le caratteristiche di questo evento doloroso che ha costretto alla fuga la Sacra Famiglia?
La fuga in Egitto è stata un evento anzitutto umiliante. Basti riflettere, per questo, che chi deve darsi alla fuga, qui, è Dio stesso fatto Bambino, il quale ha bisogno, letteralmente, di salvarsi la vita, stando fra le braccia della Mamma in fuga, con san Giuseppe, di fronte alla persecuzione omicida del re Erode, che è un piccolo re, rinomato come un povero monarca tanto miserabile quanto feroce nello sbarazzarsi, uccidendo, anche dei presunti attentatori al suo trono, come riteneva fosse uno dei bambini nati a Betlemme.
Potremmo forse pensare, a questo punto, alla sorpresa amarissima della Madonna e di san Giuseppe quando ricevettero la notizia dall'Angelo durante la notte. "Come è mai possibile - avrebbero potuto chiedersi - che l'Onnipotente Iddio debba fuggire di fronte a un piccolo re talmente perverso e geloso del suo reame, da arrivare a premeditare e mandare in atto una strage assassina di numerosi bambini innocenti di Betlemme?". Ma la Madonna e san Giuseppe hanno saputo ben rispondere subito a se stessi, comprendendo bene che il mistero del piano universale della Redenzione non può non essere un mistero di amore che ripara i peccati e che salva precisamente attraverso il dolore.
C'è da tener presente, inoltre, che una fuga come questa della Sacra Famiglia - fatta senza nessuna preparazione e organizzazione delle molte cose necessarie per attraversare le lande di un vero e proprio deserto che non può non incutere timore a chicchessia - si presentava come un fatto molto pericoloso e rischioso, oltre che lungo e gravoso. Come potrà mai una coppia di giovani sposi, con un neonato in braccio, affrontare l'attraversamento del deserto di Giuda, da soli e del tutto inesperti di un viaggio del genere?
Disagi e stanchezza, fame e, ancor più, sete, bestie feroci e predoni, pericoli e affanni senza numero ... chi può avere tanto coraggio e fiducia nell'affrontare una impresa come questa? Qui, per la Sacra Famiglia, costretta ad una fuga così impellente e precipitosa, bisogna per forza pensare a una assistenza divina del tutto fuori del comune, una assistenza straordinaria, cioè, che non può venire dalle prudenze o accortezze umane, ma soltanto dall'Alto.
Si può senz' altro pensare, in ogni caso, che se san Paolo, l'apostolo delle genti, nei suoi rischiosi viaggi per l'evangelizzazione e in tutti i suoi grandi travagli apostolici, poteva scrivere: «Tutto posso in Colui che mi sostiene» (Fil 4,13), tanto più san Giuseppe e l'Immacolata, con il tesoro divino del Verbo Incarnato che portavano con loro, potevano dire anch' essi: "Tutto possiamo in Colui che divinamente ci sostiene e ci conforta".
Certo, è bello pensare che fino ad allora - come ha scritto il pio Abbatelli - alla sola vista di Gesù Bambino, i «due vergini sposi Maria e Giuseppe trasalivano di insolite fiamme, ardevano d'amore, di estasi, di gaudio nel tenerlo fra le braccia, nel coprirlo di soavissimi baci! I loro giorni erano assai più celesti che non furono i momenti dell'innocenza per Eva e per Adamo fra le delizie dell'Eden» (p. 118). Ma che cosa è successo, invece, con quella inaspettata richiesta di una fuga notturna così improvvisa verso l'Egitto, per salvare la vita di Gesù Bambino da una terribile minaccia di morte incombente? È successo lo scoppio di un vero e proprio «uragano» (come lo chiama ancora il pio Abbatelli), che è venuto a scompigliare la quiete paradisiaca di quella convivenza nella povera casetta della Sacra Famiglia.
Ma san Giuseppe e la Madonna, con rapidità e calma, obbediscono senz' altro all'Angelo, ben certi di obbedire, in tal modo, a quel piano redentivo di Dio, che era un piano di riparazione e di salvezza dell'umanità peccatrice, un piano da svolgere, perciò, nel segno più concreto dell'amore-sacrificio, dell'immolazione espiatrice. E possiamo ben pensare che, di fatto, ad ogni passo, affondando i piedi nelle sabbie del deserto, la Madonna affondava anche il suo pensiero nel doloroso piano salvifico di Dio da portare a compimento di ora in ora.
Viene qui da ricordare la storia edificante di Giovanni Battista Pergolesi, genio musicale, che ha lasciato, quale sua opera immortale, la musica dello Stabat Mater: questa sublime musica è stata la musica, potrebbe dirsi, del suo grande amore all'Addolorata di cui aveva e portava sempre con sé un quadro che lo animava e sosteneva nel comporre, soprattutto durante gli ultimi giorni della vita che volgeva al termine per lasciare questa terra: in quegli ultimi giorni, minato e ormai consunto dalla tisi, egli venne stroncato da un'emottisi proprio mentre componeva la musica dell'ultima strofa dello Stabat Mater: «Quando corpus morietur ...». Nel musicare lo Stabat Mater egli concludeva il cammino della sua vita con una morte santa, confortato dall'Addolorata. Il pio Pergolesi lasciò la musica dello Stabat Mater alla "Congregazione della Santissima Vergine dei Sette Dolori", raccomandando alla carità dei buoni religiosi la sua anima.
Padre Stefano Manelli
La libertà che hai sulla terra dovrà essere spiegata in cielo, perché il male che fai non passerà inosservato, le tue opere saranno mostrate come le hai fatte
IL PESO DELLA COSCIENZA IMMERGE NELLA SOFFERENZA IL PECCATORE, CHE INTORPIDISCE IL MALE MA NE SENTE L'EFFETTO INTERIORE CHE ESSO GLI PROVOCA VIVENDO IN DISORDINI CHE POSSONO DIVENTARE IL GIOGO CHE LO LEGA A UN DESTINO INCERTO, CHE TRA L'ALTRO È SCELTO DALL'UOMO, CHE LASCIA QUESTO MONDO PER RISVEGLIARSI IN UN ALTRO. GESÙ
Gesù: Tu sei responsabile di ciò che erediti ai tuoi figli, passando la vita facendo del bene, ti farà quando arriverà il momento di poter partire serenamente, sapendo che lasci qualcuno che ti assomiglia, i tuoi discendenti non devono ripetere le loro storie, quindi non lasciare che la benedizione scompaia, e sia legato ad una maledizione che ricevuta fa quei comportamenti che non ti portano bene e che Ti annegano nella schiavitù dell'anima, queste possono essere evitate se solo capisci cosa significa rimanere in uno stato di grazia, smettere di offendere, non essere più schiavo delle tue idolatrie, ti permetterà di concludere i tuoi giorni nella tranquillità di sapere che hai lasciato un esempio chiaro, che sarà imitato e ripetuto da quella discendenza che ha saputo fare tesoro e valorizzare ciò che ha insegnato.
Gesù: La libertà che hai sulla terra dovrà essere spiegata in cielo, perché il male che fai non passerà inosservato, le tue opere saranno mostrate come le hai fatte, ricordando quello che volevi dimenticare sarà il martirio per colui che, non volendo pentirsi, vivrà per essere tormentato per tutto il male che ha fatto, non nuocere agli altri con le tue azioni, che il tuo cattivo carattere non minacci gli altri, che i tuoi meschini interessi non comportino il nuocere agli altri, chi sa governare la sua lingua, potrà dominare tutto il suo corpo, perché se parlo di eredità, tutto quello che ti ho lasciato è stato buono, ma tu essendo ingrato hai voluto cancellare con il gomito ciò che ti era scritto con la tua mano, Così non si adempie una parola che tu abbia spezzato per sentieri peccaminosi che ti portano alla desolazione, riuscire a sentire l'amore nel tuo cuore, ti farà venire a cercare la fonte della vita, dove l'acqua si rinnova, in modo che tu sia purificato da ogni colpa e possa lasciare questo mondo e presentarti nell'altro, sapendo che non dovevano nulla, perché pagavano tutto in tempo, Gesù
La Santa Messa
L'immensa fedeltà d'amore di Dio si manifesta in tutta la Messa... Se ti senti travolto dal suo amore, tutto diventa chiaro e allora la Messa, in relazione a tutto ciò che può esistere sulla terra, è essenziale per te. Ne è prova nei monasteri dove il culmine della giornata dei monaci e delle monache, che cercano solo la perfezione dell'amore, è la Santa Messa vissuta e celebrata come si deve.
Dio chiede solo una cosa, di prenderti per mano per condurti alla sua comunione, ed è nell'amore che ti unisce a Lui. Quando avete compreso questo nell'intimità della vostra anima, molte cose cambiano e rendono la Messa cara a voi.
Lascia che lo Spirito Santo accenda nel tuo cuore e nella tua mente quella scintilla d'amore per Dio nostro Padre. È a Dio Padre che si rivolgono tutte le Messe, anche il giorno di Natale o il giorno di Pasqua, anche nelle grandi feste della Beata Vergine.
Avete ben compreso che l'Eucaristia non è solo un pasto da consumare in comune perché, vista da questa angolazione, non esprime la realtà di un'assemblea d'amore.
Cristo è presente per donarsi a voi come cibo, perché l'unione tra lui e voi sia la più totale possibile. L'Eucaristia realizza la presenza di Cristo nei vostri atti liberi: "Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita in lui" dice Gesù...
Alla fine della Messa, tocca a voi (è il minimo che possiate fare!) ringraziare il sacerdote, che potrebbe essere sorpreso, perché non ci pensate abbastanza spesso per dire ai vostri sacerdoti quanto avete apprezzato l'opportunità che vi ha dato di vivere meglio l'Eucaristia.
La Messa celebrata in suffragio dei defunti ha un valore inestimabile. È il dono più bello e ammirevole che possiate fare alla persona amata che vi ha lasciato, è il gesto più forte di unione con la preghiera di Cristo che si offre al Padre per la salvezza di tutti gli uomini!
La Chiesa ha sempre onorato le anime del purgatorio, che è rappresentativo di una parte dei vostri antenati; offre suffragi in loro favore, specialmente attraverso il sacrificio eucaristico, affinché, purificati, giungano alla visione beatifica di Dio.
Ogni celebrante ha l'opportunità di aggiungere all'intenzione generale un'intenzione particolare che gli può essere affidata.
In tutte le preghiere eucaristiche ci sono momenti riservati a particolari intenzioni. L'intenzione di preghiera può essere personale e riguardare la salute, lo studio o il lavoro...
Può essere richiesto anche per altre persone: bambini, amici in difficoltà, malati, ecc.
Non è solo il sacerdote che prega, ma è tutta l'assemblea, tutta la Chiesa del cielo e della terra, che è associata alla preghiera per le intenzioni particolari di ciascuno dei suoi membri.
Quando ricevi la Comunione, sii pienamente consapevole che è attraverso l'ostia che Gesù ti tocca, che ti penetra, che entra nella tua anima.
Nella Comunione dei Santi, si riceve da alcuni e si dona ad altri. Ogni volta che partecipate all'Eucaristia, entrate ancora di più in questa grande comunione della Chiesa in terra e in cielo.
Giovanni, messaggero di speranza"
Ciò che oggi conoscete non lo vedrete più.
Carbonia 25.01.2025
Jahwè annuncia la Sua giustizia!!!
Popolo Mio, popolo amato da Me, Io, il vostro Dio Creatore, vengo a dettarvi gli ultimi appelli alla conversione.
Un vulcano sta per entrare in eruzione, il disastro sarà grande. Abbracciatevi a Me, figli Miei, affinché Io possa salvarvi, tornate a Me che sono il vostro bene assoluto.
Amati figli, credete nella Mia Parola, istruitevi in Essa. Non andate giudicando le verità del Padre, convertitevi! State in obbedienza alle Leggi del vostro Dio Creatore.
Camminate nella verità, o uomini, non sciupate il vostro tempo in cose che ora si perderanno per sempre, Io vengo a rinnovare la Terra, vengo a far nuove tutte le cose.
Ciò che oggi conoscete non lo vedrete più.
Dio Padre interviene a fermare la pazzia degli empi, viene a riprendere in Sé i Suoi figli, metterà alle catene coloro che si sono rifiutati di seguire i Suoi comandamenti e Lo hanno rinnegato.
La Terra trema, i mari s’innalzano, i fiumi esondano, i monti si sfarinano, il fuoco divampa, la vita degli uomini è appesa a un filo!
Convertitevi, o uomini, non andate cercando cose che mai vi appagheranno, il vostro tutto è in Me, vostro Dio Amore.
Provvedete ora a rimediare ai vostri peccati, sta per tuonare la Mia giustizia!!!
Non dovete attendere anni, il tempo si racchiude in pochi mesi, in un pugno di giorni.
La vibrazione della Terra metterà a soqquadro la serenità di questa Umanità.
MESSAGGI PER I SACERDOTI
domenica 26 gennaio 2025
Gesù è il mio nome
Con un sospiro, i polmoni si riempiono e si svuotano. Lo stesso vale per il mio ingresso nel corpo delle persone, con una sola differenza: se la persona mi vuole per sempre, io entro e non esco più. Perché questo avvenga, bisogna avere molta fede, obbedienza e perseveranza, perché si tratta del Nome più grande del mondo, che si chiama Amore. L'amore significa tutto, ma per ottenerlo in pieno bisogna avere molto rispetto e zelo, per non ferire.
Figli miei, quanto è doloroso per Me vedere tutto ciò che ho creato con tanto amore e l'uomo non lo riconosce. Chi ha un giardino vuole vedere i fiori belli, bellissimi. Questo è Gesù, il Nome che mio Padre mi ha dato per essere il Salvatore dell'umanità, ma questo Nome cade nella bocca dei più profani, milioni di volte al giorno.
Bento, mio caro, vedi che io, essendo il tuo Salvatore e Padre allo stesso tempo, ti tratto con grande amore e non ti faccio mancare nulla, né per te né per la tua famiglia. Dov'è l'errore in tutto questo? Nulla, giusto? E perché voi, figli miei, non distogliete lo sguardo da queste scene di orrore in televisione? È bello solo per pochi istanti, un cartone animato, una messa o il telegiornale. Al di fuori di questo, stravolge quasi tutti i miei piani, facendo violenza, scene d'amore nelle soap opera e prostituzione.
Figli miei, quando sognate cose brutte, come: l'opera di Satana, sono le immagini che vengono mostrate in televisione che si incidono nella mente dei miei figli che sono pieni di Luce, e poi il nemico arriva con le sue storie sempre diverse per attirare la vostra attenzione. Questa è la sua trappola. Sa che la sua ora sta per arrivare, quindi fa sì che uomini, donne e bambini stiano davanti a questo apparecchio per distogliere la loro attenzione dal Salvatore dell'umanità, perché in un momento come questo potrebbe essere la fine. E poi? Tutti saranno come le cinque donne stolte che non si prepararono a ricevere lo sposo (Mt 25,1-13).
Figli miei, quanto è bello quello che fate, riunirvi ogni giorno per pregare il Rosario e cantare a Me e a mia Madre; ma non lasciatevi trasportare da scene in cui non c'è il Vero Amore. Vi garantisco che la vita di ognuno sarà al sicuro dal castigo che sta per avvenire da un momento all'altro. Fate delle vostre case una casa solo per Me e vi prometto che non accadrà nulla di ciò che sta per accadere. Ma se non guardate a questi errori, potrebbe essere troppo tardi. Vedete che Io sto solo chiedendo, non pretendendo. La sorpresa è per tutti, ma il castigo sarà solo per i disobbedienti, quelli che camminano nella via di Balaam, che significa: lusso, sesso e vanità, dove la violenza è la causa di tutto questo, data dal diavolo. Questo avversario non si fermerà ora; se possibile, distruggerà molte altre famiglie, lasciando tutti devastati.
Guardate, figli miei, il Sacramento è ancora la salvezza di molti. Non fatene a meno, perché Io sono Gesù, il vostro Salvatore.
Grazie, figli miei. Siete ancora i miei preferiti. Rimanete con la Mia Pace.
Gesù
31/10/1995
TRATTATO DI DEMONOLOGIA
MAGDA N.N., TREVIRI, GERMANIA OCCIDENTALE 1941-1945
Terza fase: il ripudio del demonio comincia
A poco a poco a Magda si aprirono gli occhi. Essa riuscì a capire chiaramente dove si trovava, quello che aveva fatto e l’importanza e la gravità che tutto ciò rivestiva.
Questa scoperta fu uno dei momenti più critici di tutta la vicenda. Essa si era accorta dell’abisso nel quale era precipitata per sua colpa, anzi per sua volontà, e la prima reazione fu quella di Caino: «Il mio peccato è troppo grande perché Dio lo possa perdonare» (Gn 4,13). Ciò significava, per allora, l’impossibilità della conversione. Essa si sentiva come paralizzata, incapace di riprendersi, fissa e immobile nella sua condanna. Bisognava risollevarla con pazienza e con prudenza, riacquistare la sua fiducia e infonderle a poco a poco la speranza del perdono e la ferma volontà di iniziare e continuare una vita buona e veramente cristiana.
Tale volontà di conversione non garbava senz’altro agli ospiti che spadroneggiavano dentro di lei.
La loro reazione fu tipica, in tutto identica a quella che sant’Ignazio chiama «discernimento degli spiriti»: «Per le persone che vanno intensamente purificandosi dai peccati e nel servizio di Dio nostro Signore, di bene in meglio salendo, è proprio del cattivo spirito mordere, rattristare e portare impedimenti inquietando con false ragioni perché non vada avanti. Mentre è del buono spirito dare coraggio e forze, consolazioni, lacrime, ispirazioni e quiete, facilitando e togliendo tutti gli ostacoli perché proceda innanzi nel bene operare».
Il feroce assalto di otto demoni contemporaneamente, che i diavoli stessi dipingono col nome di «partita a pallone», durò dal 29 settembre, festa di san Michele arcangelo, fìno all’11 dicembre, più di due mesi di lotta terribile. Tutto fu messo in opera contro la povera ossessa e contro il suo esorcista: bugie, astuzia, inganno, veleno e violenza fisica. Ogni giorno c’era qualche cosa di nuovo, una colica renale, una sordità improvvisa, forti bruciori alle gambe. Spesso, durante la crisi, Magda si feriva in diverse parti del corpo con molta perdita di sangue. A fine ottobre, per la festa di Cristo Re, il padre esorcista pensava di essere arrivato alla metà della contesa. I demoni entravano euscivano scambiandosi i ruoli nel tormentare la povera infelice, non sempre di propria volontà ma costretti, come si è detto, da una forza superiore. Finalmente l’11 dicembre, con l’ultimo esorcismo,anche Lucifero se ne andò dicendo:
— La partita a pallone è finita.
Finita per il momento, ma non definitivamente. Alcuni diavoli, non più tutti insieme, si fecero vedere e sentire anche dopo, ripetendo gli stessi fenomeni di prima, più o meno nella stessa forma, senza più cercare di mascherarli o di nasconderli. Si trattava di avversari che sapevano quello che volevano e quello che potevano, sicuri di sè e senza complessi di inferiorità, intenti a evitare tutto ciò che per il momento non servisse allo scopo. Il che naturalmente rendeva lo scontro più difficile.
Paolo Calliari
Tutto nasce dalla complicità dell'uomo che ama ascoltare ciò che non dovrebbe e fare ciò che è proibito
SPOGLIARSI E LASCIARSI ALLE SPALLE ANNI DI AZIONI MALVAGIE E INGIUSTE È POSSIBILE, QUANDO INCONTRI L'AMORE CHE IRROMPE PER ACCECARTI CON QUELLA LUCE CHE TI RENDERÀ CIECO AL MONDO E PER POTER VEDERE DENTRO TUTTO CIÒ CHE CONSERVI E NASCONDI DENTRO, NON PUOI GUARDARE IN DUE DIREZIONI, UNA È VEDERE IL MONDO CON GLI OCCHI DELLA CARNE, L'ALTRO È GUARDARSI CON GLI OCCHI DELLO SPIRITO, NON VEDRANNO IL MONDO PER PRENDERE COSCIENZA DI QUELL'INTERIORITÀ TRASCURATA E PERDUTA, GESÙ
MISTICA CITTA’ DI DIO
Si dividono in momenti successivi i decreti divini, rivelando quello che in ciascuno Dio stabilì circa la sua comunicazione ad extra.
Compresi che era necessario che questa unione ipostatica della seconda Persona della santissima Trinità con la natura umana fosse la prima opera e il primo oggetto in cui l'intelletto e la volontà divina uscissero ad extra, per ragioni altissime che non potrò spiegare. Una ragione è che, dopo essersi Dio conosciuto ed amato in se stesso, l'ordine migliore era quello di conoscere ed amare ciò che era più immediato alla sua divinità, cioè l'unione ipostatica. Un'altra ragione è che, essendosi comunicata sostanzialmente ad intra, doveva anche comunicarsi sostanzialmente ad extra, affinché l'intenzione e volontà divina cominciasse le sue opere per il fine più alto e le sue qualità si comunicassero con un ordine perfetto. Infatti quel fuoco della divinità doveva operare principalmente, e il più possibile, in ciò che più le era immediato, quale è appunto l'unione ipostatica, e in primo luogo doveva comunicare la sua divinità a chi doveva pervenire, dopo Dio, al più alto ed eccellente grado nella sua conoscenza e nel suo amore, nelle opere e nella gloria della sua stessa divinità. Diversamente, Dio si sarebbe esposto - secondo il nostro basso modo d'intendere - al pericolo di non conseguire questo fine, che era il solo che potesse avere proporzione con una così meravigliosa opera e giustificarla. Era anche conveniente e necessario, dato che Dio voleva creare molte creature, che le creasse con armonia e subordinazione, e che questa fosse la più ammirabile e gloriosa possibile. Conforme a ciò, doveva esservene una che fosse capo, a tutte superiore e immediatamente unita con Dio, per quanto fosse possibile, cosicché per essa tutte le altre in un certo modo potessero passare per giungere alla sua Divinità.
Per questa ed altre ragioni, che non posso spiegare, solamente nel Verbo incarnato si poté provvedere alla dignità delle opere di Dio, per conseguire così nella natura un bellissimo ordine, che altrimenti non vi sarebbe stato.
41. Nel quarto momento si decisero i doni e le grazie che all'umanità di Cristo nostro Signore, unita con la divinità, si dovevano dare. E qui l'Altissimo allargò la mano della sua liberale onnipotenza e dei suoi attributi, per arricchire quella santissima umanità e anima di Cristo con abbondanza di doni e di grazie, nella completa pienezza e nel sommo grado possibile. Così in tale stadio fu determinato quello che poi disse Davide: Un fiume e i suoi ruscelli rallegrano la città di Dio. Infatti il torrente dei suoi doni, orientandosi a questa umanità del Verbo, le comunicò tutta la scienza infusa e beata, tutta la grazia e la gloria, di cui la sua anima santissima era capace, e quanto conveniva ad un soggetto che era insieme Dio e uomo vero, capo di tutte le creature capaci della grazia e della gloria, che da quella corrente impetuosa doveva traboccare in loro con l'ordine in cui avvenne.
42. Il decreto della predestinazione della Madre del Verbo incarnato appartiene conseguentemente e come in secondo luogo a questa stessa fase, perché fu qui che io intesi che questa semplice creatura era stata pensata prima che Dio stabilisse di crearne qualunque altra. Così ella fu concepita nella mente di Dio prima di tutte, come spettava e conveniva alla dignità, all'eccellenza e ai doni dell'umanità del suo santissimo Figlio; subito tutto l'impeto del torrente della Divinità e dei suoi attributi si orientò verso di lei, per quanto era capace di riceverlo una semplice creatura, come si conveniva alla dignità di Madre.
43. Confesso che nel comprendere questi altissimi misteri e decreti fui rapita dall'ammirazione e sollevata fuori del mio stesso essere. Inoltre, conoscendo questa santissima e purissima creatura formata e ideata nella mente divina ab initio (fin dal principio) e prima di tutti i secoli, con giubilante fremito del mio spirito magnifico l'Onnipotente, che prese la stupenda e misteriosa decisione di crearci una così pura, grande, misteriosa e divina creatura, più per essere da tutte le altre ammirata con lode, che per essere descritta da alcuna. Tanta è questa mia ammirazione, che io potrei dire quello che diceva san Dionigi areopagita, che, cioè, se la fede non mi insegnasse e l'intelligenza di ciò che sto contemplando non mi facesse comprendere che è Dio colui che la formò nella sua idea e che solo la sua onnipotenza può aver formato e formare una simile immagine della sua Divinità, se questo, appunto, non mi fosse stato mostrato tutto ad un tempo, io avrei potuto senza dubbio sospettare che la Vergine madre fosse ella stessa una divinità.
Suor Maria di Gesù
Abbadessa del Monastero dell’Immacolata di Agreda dell’Ordine dell’Immacolata Concezione










