venerdì 25 settembre 2026

È proprio in questo momento che Satana tenta di infiltrarsi tra di voi, perché vi trova più deboli, più provati e la prova è dura.

 


"MADRE DELL'EUCARISTIA"


Miei cari figli, oggi sono venuta per dare un messaggio straordinario. Questo è un momento critico e duro per molte famiglie, per la società, per il mondo. È proprio in questo momento che Satana tenta di infiltrarsi tra di voi, perché vi trova più deboli, più provati e la prova è dura. Voi armatevi di coraggio e pregate perché con la preghiera si riesce ad amare e con l'amore si riesce a pregare. Miei cari figli, vi ho detto "Io sono Madre dell'Eucaristia" e vorrei che la mia immagine fosse messa in evidenza nella vostra casa, perché la Madre dell'Eucaristia è la Madre di tutti, è la Madre del mondo intero. Miei cari figli, conosco ogni vostro attimo di sofferenza, di sacrificio e di dolore. Pregate, non dovete stancarvi di pregare anche se per il caldo e per tutte le varie sofferenze che vi circondano a volte vi lasciate andare. Siete "il mio piccolo Cenacolo, i miei piccoli Apostoli", che io ho scelto per aiutarvi a diventare santi e per essere strumento di salvezza per tante anime. 

Vi costa così tanto amare? Per amare dovete dimenticare voi stessi, non dovete pensare a voi, se pensate a voi non andate avanti. Vorrei, anche se questo costa un poco sia al sacerdote e sia a voi, che vi riuniate per commentare il messaggio del 17 luglio 1990. Pregate per avere la pace: la pace nei vostri cuori, la pace nelle famiglie, la pace nel mondo intero. Ognuno di voi deve pregare per la pace. Lasciate al sacerdote la responsabilità di guidarvi: "Se non diventate piccoli come bambini non entrerete nel Regno dei Cieli" (Mt 18,3). Non è l'età che conta, anche una nonna di 84 anni deve diventare bambina per entrare nel Regno dei Cieli. Io non vi ho mai lasciato, ma voi a volte dimenticate mio Figlio Gesù. Gesù nel tabernacolo vi aspetta, vi aspetta per entrare nel vostro cuore, nella vostra anima, ma l'anima deve essere pura, bella, limpida e chiara. Vi ripeto ancora una volta: tutto sarà più facile se vivrete in compagnia di mio Figlio Gesù. Insieme al sacerdote vi benedico e vi copro con il mio manto materno. Grazie perché siete qui presenti. Andate nella pace di Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo. Sia lodato Gesù Cristo. 

Roma, 29 luglio 1990


IL PURGATORIO DELLE PERSONE CONSACRATE A DIO

 


IL PURGATORIO  NELLA RIVELAZIONE DEI SANTI


«Cui multum datum est...»

Nei precedenti capitoli si è visto come Iddio nella sua eterna giustizia punisca le anime in relazione alle grazie delle quali hanno abusato; è quindi naturale che le persone a lui consacrate abbiano a subire dopo morte tormenti gravissimi, proporzionati alla  sublimità  della  loro  vocazione.  Secondo  S.  Francesca Romana  il  carcere  dei  chierici  aspiranti  al  sacerdozio,  dei religiosi e delle religiose, si trova nella regione inferiore del Purgatorio, al disotto di quello dei laici che commisero gravi colpe; i sacerdoti poi stanno sprofondati ancor più in basso e proprio  sul  confine  dell'Inferno,  in  punizione  di  non  aver sufficientemente corrisposto colla loro condotta alla sublime dignità che rivestivano in vita e alla conoscenza maggiore dei loro doveri, della quale erano capaci a preferenza degli altri. Quantunque riuniti in un medesimo luogo, ciascun di loro è punito secondo il numero e la grandezza delle colpe commesse, e secondo il posto che occupò nella Chiesa di Dio. Alla stessa stregua si misura la durata della pena. - Queste rivelazioni di S. Francesca Romana ci sono confermate da molte altre visioni particolari. Diceva un'anima del Purgatorio ad una pia religiosa del Belgio: - Figliuola mia, vivi da santa, poiché il Purgatorio riservato alle religiose è terribile. - Vincenzo di Beauvais nel libro settimo del suo Speculum historicum racconta che ad un monaco  Benedettino,  mentre  era  moribondo,  fu  mostrato  il Purgatorio dei religiosi, nel quale vide alcuni di questi ravvolti da fiamme divoratrici che penetravano nelle loro carni come acuti dardi; altri distesi sopra graticole ardenti, che facevano spavento a vedersi, ed altri in vari modi martoriati, e il suo Angelo custode gli disse: - Quelli che tu vedi in preda a tanti strazi  sono  religiosi  appartenenti  a  tutti  gli  Ordini,  e  che sebbene non abbiano commesso mai gravi falli, si resero però colpevoli   di   molte   piccole   negligenze,   che   stanno   ora severamente  espiando  prima  di  essere  ammessi  alla  divina presenza. - Santa Margherita Maria Alacoque, mentre pregava una volta per tre  persone morte di recente,  due delle quali religiose, la terza secolare, fu chiesto familiarmente da Nostro Signore: - Quale delle tre vuoi tu che io lasci libera? - Signore, rispose la santa, degnatevi voi stesso di fare questa scelta a seconda  di  ciò  che  torni  maggiormente  a  vostra  gloria  e piacimento. - Allora nostro Signore liberò il defunto secolare, dicendo che a lui ispiravano minor compassione i religiosi, ai quali egli dona tanti maggiori mezzi di meritare il Paradiso e di espiare i loro peccati in questa vita colla perfetta osservanza delle loro regole.

Abbiamo già appreso da S. Francesca Romana che i semplici chierici, i religiosi e le religiose, quantunque trattati con più rigore dei laici, sono però tormentati meno dei sacerdoti. I falli poi che  in questi  maggiormente  punisce  la  divina Giustizia sono sopratutto quelli che provengono da tiepidezza nel divino servizio.  -  Al  quale   proposito   riporteremo   qui  un   fatto importantissimo che si legge nella vita della ven. madre Agnese di Langeac. Mentre questa un giorno stava in coro pregando, le apparve  una  religiosa  a  lei  sconosciuta,  col  volto  mesto  e abbattuto e in quella foggia di vestito che di notte sogliono adoperare le religiose, e mentre attentamente la guardava, udì una voce che le disse: - Colei che ti sta presente è la suora d'Altavilla (tale era il nome d'una monaca del Puy morta dieci anni  innanzi).  In  quel  mesto  atteggiamento  la  defunta  non pronunziava  parola,  ma  abbastanza  dava  a  vedere  quanto bisogno avesse d'esser soccorsa. La M. Agnese si pose allora fervorosamente a pregare per lei, proseguendo, per più di tre settimane, durante le quali la povera defunta, sempre penante, apparivale  ad  ogni  momento  e  in  ogni  luogo,  specialmente dopo la comunione e l'orazione comune. La buona religiosa avendo creduto suo dovere di darne avviso al confessore, questi stimò di farne consapevoli le monache di S. Caterina del Puy, alle quali aveva appartenuto la religiosa defunta; ma siccome la M.  Agnese  diceva  che  avrebbero  preso  il  racconto  per  un sogno, si decise di non farne parola ad alcuno, ma che invece essa avrebbe fatto straordinari suffragi e ferventi preghiere per quell'anima. Tuttavia continuando la defunta le sue apparizioni come se i suffragi a nulla giovassero, la M. Agnese incominciò a temer fortemente di esser vittima d'un'illusione; ma dal suo Angelo custode fu assicurata trattarsi veramente di un'anima del Purgatorio, la quale così soffriva per la sua tiepidezza nel divino servizio. Dopo quest'apparizione dell'Angelo cessarono quelle  della  defunta,  dimodochè  non  si  poté  mai  sapere quant'altro tempo sia ella dovuta restare in quel luogo di pene.

Sac. Luigi Carnino


Signore presente sotto il segno dell'ostia

 


Aiutaci a farci un'anima che sia l'immagine della tua ostia.

Un'anima tutta candida, preoccupata di evitare la minima macchia per restare degna di te.

Un'anima modesta, piccola per il posto che desidera occupare, ma grande per l'amore che vuole testimoniare. Un'anima semplice e senza infingimenti, che ignora le complicazioni dell'egoismo e si abbandona francamente. Un'anima silenziosa e nascosta, felice di vedere la sua generosità misconosciuta, per essere più puramente data. Un'anima nuda e povera, che trova la sua ricchezza solo nel possesso di te stesso.

Un'anima trasparente alla tua presenza, che vuole irradiare solo la tua luce.

Un'anima dolce nei suoi contatti, che non ha né spine, né angolosità, ma semplicemente la schiettezza della tua bontà. Un'anima sempre offerta, al servizio degli altri, in un dono perpetuo.

Incessantemente rivolta verso il prossimo, attenta ai suoi desideri e ai suoi bisogni spirituali.

Un'anima che vive solo in te, e attinge in te solo la sua vita, l'ardore della sua esistenza!


LA VOLONTÀ DEL SANTISSIMO PADRE

 


GESÙ: Ascoltate tutti il Messaggio del 25 marzo:

 «L’Angelo Gabriele annuncia alla Santissima Vergine MARIA che Lei sarà la Madre del Messia tanto atteso». È l’Annunciazione.

La Chiesa celebra oggi questo Mistero. Essa celebra anche, in questo Venerdì Santo, la Morte del suo Dio, sulla Sua Croce d’Amore.

È la Volontà di Dio Padre.

La vostra nascita e la vostra morte, sulla terra, vi conducono, attraverso la vostra fede in Dio e con il vostro Amato Signore GESÙ, verso la vostra stessa Resurrezione. Datemi la vostra mano e seguitemi. Io sono il Vivente. Io sono il Risorto. Io sono la Vita Eterna.

MARIA è il canale della più tenera Misericordia di Dio verso tutta l’Umanità. Ella ha sempre obbedito alla Volontà di Dio.

In questo anno 2005, non è stata una semplice coincidenza che questi due Eventi si siano verificati contemporaneamente: l’Annunciazione e la Morte del vostro Signore GESÙ CRISTO. È un messaggio di annuncio che si rinnoverà nel 2016. Rimanete con fede nell’Amore dell’Altissimo.

Per il Mistero della Tua Santa Incarnazione,

da ogni male, liberaci, Signore.

Per il Mistero della Tua Morte e della Tua Sepoltura,

da ogni male, liberaci, Signore.


Io sono la Seconda Persona della Santissima Trinità. Mi sono incarnato nel grembo della Vergine MARIA. Io sono GESÙ CRISTO. Ecco la richiesta rivolta al Nostro Padre: le Litanie della Volontà di Dio.

«Signore Dio Onnipotente, supremamente Buono e infinitamente Saggio, per il merito della perfetta sottomissione con cui GESÙ CRISTO, Nostro Salvatore, ha accettato di essere il Figlio dell’Uomo mediante la Sua Santa Incarnazione, così come ha accettato il Calice della Sua Passione; per la conformità della Sua Divina Madre alla Vostra Santa Volontà, e per la perfetta obbedienza di San Giuseppe a tutti i Vostri ordini, concedeteci la grazia di adempiere in ogni cosa, e fino all’ultimo momento della nostra vita, le Vostre Santissime, Giustissime e Adorabilissime Volontà, come esse sono adempiute in Cielo. Così sia. Volontà di Dio, il cui Regno è il nostro unico Fine, la nostra Salvezza e la nostra Fedeltà, regna sovranamente in noi»

Figlia Mia, osa. Gli esseri tiepidi, dissi Io Stesso a Giovanni, li vomiterò dalla Mia bocca.

Quando Mi dici che soffri nel tuo corpo e nel tuo spirito come una crocifissa, Io ti rispondo: «Tu sei proprio questo», perché anche tu porti un po’ della Mia Croce a causa di coloro che l’hanno rifiutata del tutto, rifiutando la propria.

Non avere alcuna paura, non ritenerti indegna di parlare e di agire nel Mio Nome. Il Padre attende la vostra vera Preghiera, che è piena del Suo Amore. Sì, di’ alla Santissima Trinità:

“Mio Dio, aiutami a scacciare le mie paure e a resistere alle tentazioni. Solo la Mano di Dio può liberarmi da ogni male”.

Allora, tutto ciò che farai, tutto ciò che dirai, sarà ben fatto e ben detto, e Dio stesso ti accompagnerà sempre.

Mi rattrista vedere come l’uomo possa alterare tutto ciò che potrebbe avvicinarvi a Me, il vostro Dio. Queste due date della Mia Vita sulla terra, la Mia Incarnazione e la Mia Santa Morte, oggi coincidono. Esse giungono ai vostri occhi, alle vostre orecchie e, per la seconda volta, si ripeteranno nell’anno 2016 (sempre secondo il vostro calendario).

Voi avete paura dell’Assoluto e Io, da parte Mia, vi dico: non cercate scuse. La vostra anima ne soffre e il vostro spirito non potrà così elevarsi verso di Me. Il Mio Spirito Santo vi chiama a seguirMi. Dovete venire alla Santa Messa, pensando solo alla Mia Chiamata; questa Chiamata è interiore; essa si impadronisce del vostro cuore. Io vi aspetto; il Mio Divino Sacro Cuore è pieno di Gioia. Io Mi dono a voi e vengo a rifugiarmi nel vostro cuore che Mi accoglie nell’Ostia consacrata da Mio Padre.

Ciò che vi accade in quell’istante è la più grande delle rivoluzioni. È la risposta che voi aspettate. Voi sentite la Fede che Io ho appena risvegliato, scosso, per dirvi:

«Io sono presente, ti ascolto, non compiere alcun gesto rituale. La tua fede è ancora come quella farfalla che ha appena fatto la metamorfosi dal bozzolo. Vieni a unirti a Me. E Io stesso ti nutrirò con il Mio Amore. Ascolta il Verbo di Dio, che ti parla a bassa voce; tu piangi di gioia, mi hai appena scoperto.

Sì, ogni volta che, nella Mia Divina Eucaristia, verrò a risvegliarti, Io stesso ti farò uscire dal tuo sepolcro. Per te, sono appena nato. Per te, sono veramente morto. Per te, oggi, risorgo e continuerò a risorgere, o figlia tanto amata!

Per Colui che ti annuncia la Sua Incarnazione e la Sua Morte in te, e che ti dice che, con Me, in questa Eucaristia, Io nasco, vivo, muoio e risorgo, o figlia Mia, per te, per ciascuno di voi, non separate mai la Mia Santa Incarnazione dalla Mia Santa Morte, che vi conduce alla Mia Santa Risurrezione.

Sì, con Me, voi risorgete

alla Vera Vita in Dio in ogni Eucaristia.

Il vostro Dio d’Amore.

25 marzo 2005

Jnsr


Il Mistero dell’Iniquità si manifesta ai nostri occhi

 


Il Mistero dell’Iniquità


A) I precursori dell’Anticristo sono rivelati  nelle Sacre Scritture

San Giovanni ha scritto: “Poiché sono molti i seduttori che sono  apparsi nel mondo, che non riconoscono Gesù venuto nella carne. Ecco  il seduttore e un’anticristo!” (2 Gv 1,7) Questi anticristo sono già nel  mondo: “Ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo  è lo spirito dell’Anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel  mondo.” (1 Gv 4,3) La dottrina dell’Anticristo non nega solamente  l’incarnazione e la divinità di Gesù Cristo, ma si oppone anche alla  divinità eterna del Logos e cerca di eliminare dal mondo l’idea stessa di  Dio: “Chi è il menzognero se non colui che nega che Gesù è il Cristo?  L’anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio.” (1 Gv 2,22)

Le parole di San Giovanni, quando afferma che l’Anticristo si trova  già nel mondo, si possono spiegare ricorrendo ad una citazione da un  passo di San Paolo: “Perché il mistero dell’iniquità è già all’opera...” (2 Ts  2,7) Per conto di satana, gli anticristo, che preparano il mondo  per la venuta del vero Anticristo, stanno già operando al  fine di distruggere la Cristianità.

San Giuda li descrive così, già all’epoca degli Apostoli: 

Si sono infiltrati infatti tra voi alcuni individui (i quali sono già  stati segnati da tempo per questa condanna)… rinnegando il nostro  unico padrone e signore Gesù Cristo…. Costoro contaminano il proprio corpo, disprezzano il Signore e insultano gli esseri  gloriosi… Guai a loro! Perché si sono incamminati per la strada di Caino e, per sete di lucro, si sono impegolati nei traviamenti di Balaam e sono periti nella ribellione di Kore…pascendo se  stessi come nuvole senza pioggia portate via dai venti, o alberi di fine stagione senza frutto, due volte morti, sradicati; come onde  selvagge del mare, che schiumano le loro brutture; come astri  erranti ai quali è riservata la caligine della tenebra, in eterno. (Gd  1,4, 8, 11-13)

Ecco come San Paolo li descrive a Tito: 

Vi sono infatti, soprattutto fra quelli che provengono dalla  circoncisione, molti spiriti insubordinati, chiacchieroni e ingannatori  della gente… correggili con fermezza, perché rimangano nella  sana dottrina; e non diano più retta a favole giudaiche e precetti di uomini che rifiutano la verità... sono contaminate la loro mente e la loro coscienza. Dichiarano di conoscere Dio, ma lo rinnegano con i fatti, abominevoli come sono, ribelli e incapaci di qualsiasi  opera buona. (Tt 1,10,13-16)

Anche San Pietro ne parla:

Ma costoro, come animali irragionevoli nati per natura a essere  presi e distrutti, mentre bestemmiano quel che ignorano, saranno  distrutti nella loro corruzione… abbandonata la retta via, si sono  smarriti... sono come fonti senz’acqua e come nuvole sospinte dal  vento: a loro è riserbata l’oscurità delle tenebre... Promettono loro  libertà, ma essi stessi sono schiavi della corruzione. (2 Pt 2,12,  15-17, 19)

San Pietro predice che altri sarebbero giunti in futuro:

Ci sono stati anche falsi profeti tra il popolo, come pure ci  saranno in mezzo a voi falsi maestri che introdurranno eresie  perniciose, rinnegando il Signore che li ha riscattati… (2 Pt 2,1)

San Paolo ne parla in relazione agli ultimi tempi: 

...negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede,  dando retta a spiriti menzogneri e a dottrine diaboliche, sedotti  dall’ipocrisia di impostori, già bollati a fuoco nella loro coscienza.  Costoro vieteranno il matrimonio, imporranno di astenersi da  alcuni cibi … (1 Tm. 4:1-3)

Padre Paul Kramer

giovedì 24 settembre 2026

I benefici di Dio.

 


La sapienza del Vangelo (Estratti)


Un grande mezzo per giungere all’amore di Dio è la considerazione dei suoi benefici. Dio non ti vede perché esisti, ma esisti perché ti vede. Egli ti ha creato a sua immagine; porti dentro di te la trace dell’infinito e dell’eterno da cui provieni. Tutto quello che sei e che hai è dono dell’amore infinito di Dio. Dio ti ha fatto dono della vita divina. Dio non ti ama perché sei senza peccato ma perché sei suo figlio. Compendio dell’amore di Dio è il Crocifisso. Non c’è legno migliore di quello della croce per accendere nell’anima il fuoco dell’amore. Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con cui ti ha amato, morto come eri per le tue colpe,  ti  ha ridonato la vita con  Cristo.  Ricordati  che  sei  immerso,  come  in  un  oceano, nell’amore di Dio. Ama con tutto il cuore chi ti ha creato (Sir 7, 30), redento e circondato di tanti benefici. Credi al suo amore anche in mezzo alle prove e all’oscurità. Nessun ladro ti potrà rubare l’amore di Dio. In cielo tutti i carismi cesseranno, cesseranno pure la fede e la speranza, ma l’amore di Dio non verrà mai meno (1Cor 13, 8). Solo l’amore dà valore alle tue opere. Anche dalla più umile azione, se sei animato dall’amore, puoi fare sprigionare una scintilla di eterno. A che ti servono la scienza, la ricchezza e il lavoro se non ti portano all’amore di Dio? Solo Dio ti basti. La più grande cosa che l’uomo può fare sulla terra, nella breve comparsa su questo pianeta, è quella di amare Dio e il suo prossimo per l’amore di Dio. Ama Dio e il tuo prossimo per amor di Dio e troverai il senso della vita. Egli non la concede a coloro che, rifiutando di patire, lo servono solo per la bramosia delle consolazioni spirituali.

Francesco Bersini


Ecco, vengo, popolo Mio, vengo a giudicare, perché non si può vivere il Regno di Dio senza giustizia e senza amore.

 


«Ascoltate, o nazioni, che viene il Re della Gloria1. Riunitevi, popoli, gridate e lodate il Santo Nome di Yahvé2, perché è Grande e Potente e tremendo nei Suoi Giudizi. Perché arriva, arriva figli, il giorno della Giustizia. E chi farà giustizia a questo mondo? Chi conosce i cuori degli uomini e li scruta3 e penetra i loro giudizi e azioni? Solo il Figlio dell'uomo, a cui Dio Padre ha dato il comando e il bastone per giudicare4 questo mondo, che corre giorno dopo giorno verso la sua rovina perché si è separato dal Figlio dell'uomo.  

Vengo a Regnare5, vengo a Giudicare6 questo mondo insolente e superbo, che ha rovinato i poveri e gli innocenti7, e porta il pesante fardello del suo peccato nella sua anima e nel suo cuore. Ha seguito le vie del male, e ha lasciato che il suo seme crescesse nel suo cuore; non lo ha distrutto quando il male lo ha piantato nel suo cuore, e, lasciandolo, ha permesso che il raccolto di Satana crescesse nel suo cuore. Ora è tardi, popolo Mio, e il raccolto di Satana è seminato in questo mondo, e vivete i suoi frutti maleodoranti e marci.  

Ecco, vengo, popolo Mio, vengo a giudicare, perché non si può vivere il Regno di Dio senza giustizia e senza amore. L'Amore è giusto e misericordioso, lento all'ira e ricco di pietà8. Non temere, popolo Mio, perché il tuo Re è giusto9 e terrò conto delle tue lacrime per il desiderio di seguire le Mie vie; le tue lacrime saranno nella bilancia il giorno del Giudizio Particolare della tua anima. Non temere, figlio di Dio, se il tuo cuore10 si inclina al bene e al peccato; è la lotta dei Miei figli prigionieri in questo esilio, ma lotta per la via che sono venuto a portare alla tua anima, ed è davanti a te; è la Grazia del Mio Santo Spirito che ti assiste in ogni momento, in ogni istante della tua vita. Non disprezzare la Grazia di Dio, non nasconderla11 nella tua vita; vivila e lascia che sia luce che illumini le tenebre che ti circondano in questo mondo di peccato.  

Il serpente infernale vuole distruggere i Miei figli; sta distruggendo tante e tante coscienze che Io ho formato12 per amore dei Miei figli. Non ascoltate le mode né le nuove rivelazioni che si instaureranno in questo mondo di peccato, perché attentano contro il Bene e la Grazia che vi è venuto a portare il Figlio di Dio.  

Oh popolo Mio, la coscienza in questo mondo sta venendo distrutta dal nemico infernale. Sta distruggendo le fondamenta della condotta umana per finire preda dei bassi istinti e della superbia e dell'orgoglio di non voler seguire le vie dell'obbedienza ai Comandamenti13 di Dio, e seguire le vie della ragione umana e del ragionamento inevitabilmente rivolti all'istinto e alla superbia degli uomini.  

È tardi e questo mondo continua nel suo peccato: il rifiuto dei comandamenti di Dio. Ha voltato le spalle al suo Dio e continua nelle sue vie fetide e maleodoranti; la superbia lo guida, l'edonismo e il piacere lo accompagnano, e fa orecchie sorde a Colui che è morto sulla Croce per la sua Salvezza14.  

Oh figli, quanto tempo ancora dovrò sopportarvi, quanto tempo dovrò tollerare la vostra offesa e il vostro peccato contro il Redentore, contro il Mio Sangre15 versato per Amore degli uomini.  

Quanto tempo il Cielo potrà sopportare la vostra offesa e il vostro peccato! Mio Padre è disgustato dalla vostra condotta propria dei figli di Satana16. Lo Spirito Santo geme17 in voi giorno e notte, perché le vostre anime sono contaminate dal male di questo mondo: la superbia, il rifiuto di Dio.  

Quanto tempo, figli, dovrò aspettare che veniate a Me e vi chiamerò inutilmente vedendo come i vostri passi si dirigono verso l'inferno!  

Quanto tempo, oh figli, il Mio Cuore sanguinerà di pena e dolore perché ve ne andate e Mi lasciate!  

Quanto tempo, figli, dovrò aspettare che i vostri passi si dirigano alla Mia Croce e vi abbracciate ad essa con lacrime nei vostri occhi e dolore nel vostro cuore!  

Il tempo della Misericordia passerà, e verrà a questo mondo il tempo della raccolta,18 e sarà già inevitabile. La vostra condotta sarà manifesta ai vostri occhi19 e già nulla potrete fare perché, figli, nell'ultimo istante il demonio non vorrà lasciare la vostra anima dalle sue grinfie e vi sarà molto difficile. Ora ancora potete dirigere i vostri passi verso la confessione20, la confessione sincera di tutti i vostri peccati. Ora, figli, credete al vostro Redentore, la fine sarà molto dura per voi se non fate ciò che ora vi dico. Gli ultimi momenti di questo mondo di peccato saranno come il macellaio davanti alla sua preda già debole e senza forze, preda già impossibile da salvare. Non pensate che il male vi lascerà scappare, non pensate che poi andrete a confessarvi. No figli, è ora quando ancora la Mia Grazia vi reclama e potete camminare verso la confessione21. Credete figli al vostro Redentore, il male e il peccato daranno la battaglia finale più dura e crudele che potete immaginare.

Non date retta a chi vi dice che non succede nulla; preparatevi per ciò che sta per venire: ogni sorta di eresie e bestemmie contro il Figlio di Dio, ateismo e corruzione delle coscienze, e tutto innaffiato con ogni tipo di false idee di carità22. No, figlioli, non date loro retta quando vi dicono che non succede nulla.  

Eccomi Israele, oggi ti chiamo, prepara la tua anima e il tuo cuore. Pensa, figlio, che è l'ultima opportunità per preparare con pace e silenzio la tua anima23 e camminare gioiosamente verso la Mia Grazia nel sacramento della confessione, perché dopo ti pentirai di non avermi ascoltato in queste parole che ti rivolgo per amore verso te e la tua salvezza.  

Ora, figlio, ascoltami: lava la tua anima e preparati a ricevermi, vivi contento e in pace, perché la tua anima mi aspetta libera dai peccati che feriscono il tuo Redentore; e il giorno in cui sarai davanti a Me la tua anima si scioglierà di gioia e felicità, in un profondo ringraziamento al Signore, per aver ascoltato i Suoi avvertimenti e aver creduto in essi.  

Oh figli, vostra Madre piange per voi. Ai piedi della Mia Croce vi accolse24 come figli e come figli vi ama e vi cura, ma non la ascoltate: “Fate ciò che Lui vi dirà”25  

Oh figli, ascoltate queste parole che oggi vi rivolgo e non gettatele al vento.  

Il cielo si oscurerà e la luna non brillerà perché il principe delle tenebre verrà e regnerà in un regno di sangue e crimini come non avete mai conosciuto. Ucciderà le vostre coscienze, perché sa che così ucciderà la Voce di Dio in voi; corromperà le vostre menti e i vostri cuori con idee di peccato e contro Dio; sarete preda di lui e dei suoi servi. Solo un'anima in grazia potrà resistere26 a una tale atrocità in questo mondo. Cadranno i Miei figli nelle sue trappole perché non mi hanno dato retta, e non hanno lavato le loro anime nel Sacramento della Confessione. Un'anima in peccato sarà debole e preda del demonio; sarà la pecora smarrita, ferita, che non può camminare e il lupo feroce la catturerà e la sbranerà. Sì figli, così è il male e il peccato.  

Il Mio Sangue vi grida dalla Mia Croce e non mi ascoltate. È il Sangue versato per amore vostro, che il demonio non può vedere, poiché è il fuoco che gli brucia le viscere e muore. È il Sangue in cui dovete lavare le vostre anime27, e il demonio non si avvicinerà a voi.  

Figli, non c'è tempo per molti altri Messaggi che i Miei figli possano farvi giungere, quelli che ho scelto nel Mio Amore per la vostra Salvezza. Date retta alle Mie Parole, e mettetevi al lavoro per la vostra salvezza. Copritevi con il Mio Sangue andando al sacramento della penitenza, e fuggite dal peccato nelle vostre anime. Nulla è fatto; oggi puoi cambiare la tua rotta, domani il principe di questo mondo non lo permetterà.  

Lavatevi nel Mio Sangue, figli, e avrete la vita eterna. Camminate, camminate verso il sacramento della confessione e ricevete il Mio perdono. Il Padre vi aspetta per darvi un abbraccio d'Amore, l'abbraccio al figlio perduto e ritrovato28. Lasciatevi abbracciare da Dio. Lasciatevi amare dal Signore. Permettete allo Spirito Santo di abitare29 in voi, e vi riempia del Suo Conforto e del Suo Amore.  

Non andate dietro alla vostra condanna; fuggite dal nemico infernale, e venite, figli, venite a Me che vi aspetto ogni giorno, ogni momento, ogni istante. Venite al Mio Santo Cuore e rimanete in Esso. Non andate dietro a chi vi vuole perdere per sempre, e cerca la vostra condanna.  

Così non vi parlano30, ma così dovrebbero parlarvi coloro che ho posto davanti alla Mia Chiesa per il Bene e la Salvezza dei Miei figli. Il pastore, che non avvisa31 le sue pecore del lupo, non è un buon pastore; ed è responsabile e carnefice della morte del suo gregge, e gli sarà chiesto conto32, quando sarà davanti al Signore, del sangue innocente versato delle sue pecore dal nemico infernale della Salvezza, che Dio è venuto a portare in questo mondo33.  

Ascoltate pastori34 del Mio gregge, ascoltate perché avete lasciato indifese le Mie pecore davanti al lupo; le avete lasciate nelle sue mani, perché non le avvertite dei pericoli.  

Ascoltate, servi del Signore, che avete smesso di proteggere il Mio gregge nascondendo la verità, e tacendo la correzione di coloro che mentono ai Miei figli.  

Ascoltate pastori del Mio gregge, perché la vostra condanna incombe su di voi, e il sangue del Mio gregge ricadrà su di voi, e dovrete risponderne l'ultimo giorno.  

Ascoltate voi, a coloro che ho posto davanti alla Mia Chiesa: non state proteggendo il Mio gregge, lo state lasciando nelle mani di Satana, nascondete la verità e ponderate la menzogna. Togliete la parola a coloro che mentono, e proclamate la verità. L'ultimo giorno la vostra anima si arrossirà, e saranno come chiodi infuocati nel vostro cuore le pecore morte per la vostra negligenza e codardia.  

Chiamate, chiamate alle loro porte, figli di Dio, e portate questo messaggio, affinché si pentano coloro che devono pentirsi, e si rallegrino coloro che devono rallegrarsi, perché nelle loro mani non c'è sangue innocente.

Popolo di Dio, camminate nei Miei sentieri, e siate fedeli sempre a Dio, perché non c'è Salvezza fuori di Me35, e la Mia Giustizia cadrà implacabile su ogni male e peccato.  

Lo Spirito Santo vi incoraggi e vi animi nel vostro cammino, perché non Lo abbiate scacciato dalla vostra vita a causa del peccato36 e del male di Satana.  

Solo chi estirpa il male ama il suo popolo, i suoi figli. Non sono parole lusinghiere quelle che attendo da voi per il Mio popolo37, ma la Verità, l'unica Verità: Cristo38.  

Addio figli, la sera dei tempi sta calando, afferratevi saldamente alla Mia mano e chiedete aiuto al Dio del Cielo. Pregate la Mia Madre e siate forti e coraggiosi in un mondo crudele e corrotto dal male di Satana.  

Venite, figli, venite a Me che Io sono il Buon Pastore39 e amo le Mie pecore. »  

«La Terra e il sole che ho fondato passeranno, ma le Mie Parole non passeranno1.  

Oh Gerusalemme, amore delle Mie viscere, quanto tempo ho aspettato di stare davanti a te. Il tempo si è compiuto. Il tempo fissato giunge alla sua fine.  

Oh popolo Mio, amore delle Mie viscere, quanto tempo ho desiderato stare davanti a te. Siete un popolo ribelle, ma il Signore arriva, arriva a governare2 la Terra.  

Oh popolo Mio, quanto tempo il Mio Santo Cuore ha desiderato tornare a te. Ora, ora è il momento: cingiti i fianchi, calzati i sandali e osserva il digiuno comandato da Mosè3 e dai santi padri che ti hanno preceduto, e aspetta, aspetta già alla porta il tuo Liberatore, il tuo Salvatore, il Santo di Israele che viene, che torna a te e ti porta la giustizia e la pace che tanto hai desiderato.  

Oh popolo Mio, amore delle Mie viscere, non ti è servito vedermi sulla Croce,4 ma ora mi vedrai discendere dal cielo con Gloria5 e Maestà, e crederai, crederai che sono venuto a te, che sono stato davanti a te, che ho mangiato6 con te e ho camminato7 per le tue strade, che ho posto la Mia mano sui tuoi figli8 e i tuoi malati9 per dare loro la Salvezza e la salute dei loro corpi e delle loro anime, e saprai che sono Io che sono stato con te e davanti a te. Ora è il momento della Salvezza, la Salvezza che annunciarono i tuoi profeti10, che hai atteso nel tuo cuore, che il mondo attende con dolori di parto11. Ora, ora è il tempo della Salvezza.  

Arrenditi al tuo cuore ostinato che non vuole vedere. Arrenditi all'evidenza di coloro che vedono, di coloro che sono Con Me e davanti a Me, e ti hanno annunciato che un giorno sarei venuto in Gloria12 e Maestà.  

È tardi, la notte dei tempi si sta abbattendo su di voi.  

Oh Gerusalemme, popolo Mio, è già tempo di alzare gli occhi, di toglierti la benda dagli occhi e vedere, vedere il tuo Salvatore che viene a liberarti dal male e dall'ingiustizia, dall'oppressione e dal terrore dei figli di Satana.  

Oh popolo Mio, guardami sulla Croce, inchiodato per te,13 e pensa che è il tempo dell'ultima Salvezza; presta orecchio alle Mie suppliche al tuo cuore e non essere ostinato.  

Non c'è peggior cieco di chi non vuole vedere, dite, e così è, figli: quanti ciechi sono pieni di luce, e quanti che credono di vedere sono nel mare delle tenebre e dell'oscurità e della cecità più assoluta. Voi, figli, siete figli della Luce, e non dovete camminare nel mare delle tenebre. Lasciatevi illuminare da Chi è la Luce, dal Figlio dell'uomo che è venuto a portarvi la Salvezza14.  

Una luce brilla all'orizzonte, la chiarezza del nuovo giorno si avvicina per illuminare coloro che vivono in tenebre e ombre di morte. Oh figli che non avete la vostra lampada15 accesa: correte e comprate l'olio di cui avete bisogno, affinché la vostra luce brilli in mezzo all'oscurità che regna in questo mondo di peccato. Correte e comprate l'olio della vostra salvezza, correte figli, andate al sacramento della confessione e accendete la luce nella vostra anima purificata e profumata dal sacramento e dall'abbraccio del Padre Eterno. Correte, figli, che il tempo sta finendo, è terminato.  

Una luce brilla all'orizzonte e campane di Gloria si odono in Israele, è il Figlio dell'uomo che viene a governare la Terra accompagnato dai Suoi angeli e santi che inonderanno con la loro presenza le strade e le piazze di questo mondo marcio e maleodorante, essi porteranno il profumo e la luce della Grazia.  

Non rimanete così in basso, figli, non rimanete nelle cose basse e marce di questo mondo. Aspirate16 ai beni del Cielo, aspirate ai tesori celesti, aspirate alla Gloria Eterna. Smettete di guardare in basso e guardate al cielo; non accontentatevi di condurre una vita spirituale e religiosa, no figli, vivete la Gloria nella vostra vita, che la vostra vita sia la Luce che illumina. Non accontentatevi di guardare la luce, siate luce per questo mondo perduto e senza rotta diretto verso le porte dell'inferno per i secoli dei secoli.

Un lamento si ode a Rama, è Rachele che piange per i suoi figli. Sì, figli Miei dell'anima, piangerete per i vostri figli e non avrete consolazione, "perché se con il legno verde fanno questo, che faranno con il secco?", vi dissi quando portavo la Mia Croce verso il Calvario. Vi cattureranno e vi daranno la morte e vedrete morire i vostri figli, prigionieri del male e del peccato, che finiranno questo mondo portandolo alla distruzione totale. Ma c'è una luce, una luce che non si spegne mai: la Luce della Grazia, del Bene e dell'Amore, che durerà per i secoli dei secoli. Aggrappatevi forte alla Mia Croce e i vostri occhi non smettano di guardare la Luce. Gli occhi cercano e inseguono ciò che il vostro cuore desidera, che il vostro cuore desideri la Grazia e i vostri occhi non si separeranno dalla Luce.

Non vi ho mai detto che il Mio cammino fosse facile, ma è il cammino della Salvezza. Da quando il drago infernale ha corrotto le vostre anime, è il cammino del dolore e della sofferenza attraverso il quale dovete camminare per giungere alla Vita Eterna. Vita per coloro che hanno vissuto nel bene delle loro anime e nella Grazia, e condanna eterna per coloro che, nemmeno nell'ultimo istante della loro vita, si rifugiano nella Mia Salvezza. Sì, figli, fino all'ultimo respiro della vostra vita sto supplicando l'anima di aggrapparsi fortemente alla Mia Croce, che è venuta a portarvi la Salvezza e la Redenzione delle vostre anime. Il Mio Sangue vi purifica e vi lava da ogni peccato. Lavatevi con il Sangue dell'Agnello e sarete purificati.

Non c'è un istante in cui il Mio Cuore non desideri stare con voi, ma voi siete ingrati verso il Mio Cuore, e mi date solo i tempi fissati dalla vostra mente e dalla vostra ragione. No figli, datemi la vostra vita, tutto il vostro tempo, e sia che lavoriate, sia che riposiate, sia che condividiate momenti gioiosi di svago con i vostri fratelli o in solitudine, state uniti a Me e in Me. Non vi separate da Me quando finiscono i vostri momenti di stare Con Me, o il leone ruggente approfitterà di tutte quelle fessure in cui non siete Con Me per perdere le vostre anime.

Oh Israele, quanto tempo ho desiderato stare con te, cenare con te; ora arrivo vestito di Gloria e di Potere; tra le nuvole scenderò a te e mi vedrai. La luna radiosa sarà accecata dallo splendore del Figlio dell'uomo, e non ci sarà sole che possa illuminare quei giorni, perché solo la Mia Luce illuminerà la Terra. Scenderanno i Miei angeli e i santi, e riempiranno la Terra con il loro splendore. Oh figli, vi resta il meglio delle vostre vite da vivere, non fermatevi al male che soffrirete, no figli, pensate alla Gloria che sono venuto a portarvi, alla Gloria che vi sto portando.

Non è tempo di esitazioni ma di decisione ferma e radicata nel rimanere al Mio fianco nei momenti di angoscia e di combattimento che incombono su questa Terra di peccato. Così, figli, così voglio che viviate, uniti al vostro Redentore per tutto il tempo della vostra vita. Senza fessure né momenti separati dalla vostra vita spirituale: così sarete preda del demonio che cerca e conosce le vostre debolezze; non lasciategli aperta nessuna porta stando Con Me giorno e notte.

Israele, mettiti in cammino, perché il vostro Salvatore si avvicina. Giorni di giustizia verranno, giorni di angoscia si stringeranno sulla Terra. Ascolta Israele il tuo Dio e Salvatore, ascoltami per compassione perché voglio salvare la tua anima e passare con te un'eternità. Vieni, figlio, vieni, vieni a Me, non rifiutare la tua Salvezza, non rifiutare il tuo Salvatore.

Si odono campane di Gloria, il cielo si veste a festa. Gli angeli e i santi scenderanno, figli, scenderanno al vostro fianco e li vedrete, li vedrete camminare al vostro fianco. Accogliete, accogliete forte la vostra Salvezza, già comincia figli, è già qui. È tempo di amore. È tempo di penitenza. È tempo di aspettare il Figlio di Dio che arriva.

Non scoraggiatevi mai, mai figli, perché la croce è per i coraggiosi che l'abbracciano.

Osservate i Comandamenti; sono posti per la vostra Salvezza e sono il cammino dell'amore.

Andate alla Santa Messa con l'abito da festa: purificata la vostra anima nel sacramento della confessione.

Esortate i vostri ministri santi affinché anche loro ricevano il sacramento della penitenza davanti a voi. Nessuno è più del suo maestro.

Amatevi gli uni gli altri fino all'estremo, non ci siano litigi né contese tra voi, ma la pace e l'amore siano sempre sulle vostre labbra e nella vostra condotta. Chiedetevi perdono e non stancatevi di perdonare, affinché il Padre vostro che è nei Cieli perdoni anche voi.

È tempo di camminare; calzate i vostri sandali e percorrete il cammino. Non lasciate la Mia mano. In cielo suonano campane di Gloria e si veste a festa: il Figlio dell'uomo arriva a governare la Terra. Alleluia.


Silenzio


I campi si tingeranno di sangue: il sangue dei martiri e degli innocenti, ma arriverà la mietitura del contadino e verrà il mietitore.

Tutto sarà compiuto, e giungerà l'ultima raccolta, e questo mondo finirà con il male che lo ha condannato, e il drago infernale sarà gettato nel lago di fuoco,31 e le porte dell'abisso saranno chiuse, e non ci sarà più pianto né lacrima nei vostri occhi, e colui che ha pervertito le vostre anime sarà giudicato e condannato, e la sua condanna sarà l'eternità nel lago di fuoco e nell'abisso dell'inferno, e i giusti risplenderanno come luminari, ed erediteranno il Regno promesso; la loro dimora32 è preparata per loro, e non ci sarà più giorno né notte,33 perché la Luce Eterna risplenderà per sempre su di loro, e questo mondo passerà nell'oblio, e non ci sarà più memoria di esso; l'accusatore che vi accusava giorno e notte non uscirà dall'abisso, e non pervertirà più le anime, né vedrà più un'anima che non siano quelle che, per la sua malvagità e la concupiscenza dell'uomo e la sua superbia, ha con lui per tutta l'eternità nel lago di fuoco.  

La Terra passerà, e non ci sarà memoria di essa, perché questo tempo passerà, e ci sarà oblio su di esso. I giusti vivranno eternamente nella Gloria di Dio per i secoli dei secoli. Amen. Alleluia. »

 7 MARZO 2017

EL PASTOR SUPREMO 



Impara, o cristiano, da Cristo come tu debba amare Cristo.

 


Cos’è Dio? Egli è la volontà onnipotente, la forza e la benevolenza infinita, la luce eterna, la ragione immutabile, la suprema beatitudine. Egli crea le anime per comunicare loro la propria vita. Le forma alla bontà, le guida alla saggezza, le irrobustisce nella virtù, le visita per consolarle, le illuminami perché lo conoscano, le conserva per l’immortalità, le colma de felicità.

La vita di Cristo è per me una regola di vita, la sua morte è il mio riscatto dalla morte. La prima ha edificato la mia vita, quest’altra ha distrutto la mia morte.

In Cristo Gesù c’è la sorgente di tutte le virtù e di tutte le scienze.

Tutto quel po’ di sapienza e di virtù che credi di avere, attribuiscilo a Cristo, virtù e sapienza di Dio.

Impara, o cristiano, da Cristo come tu debba amare Cristo. Impara ad amare con dolcezza, con prudenza, con fortezza; con dolcezza per non essere allettati, con prudenza, per non essere ingannati, con fortezza, per non essere oppressi dalle cose del mondo.

Per non essere trascinato dalla gloria o dai piaceri della carne ti diventi dolce, più di tutte queste cose, Cristo sapienza; per non essere sedotto dallo spirito di menzogna e di errore, splenda ai tuoi occhi Cristo verità; per non venir meno nelle avversità, ti conforti Cristo, forza di Dio.

Viviamo perciò all’ombra di Cristo noi che camminiamo nella fede e ci nutriamo della sua carne per avere in noi la vita. La carne di Cristo è infatti vero cibo.

San Bernardo di Chiaravalle.

 


Signore, il cui sguardo è potente

 


Aiutami a diventare ciò che contemplo in te!

In guisa che continuando a guardarti nell'invisibile, mi lasci trasformare invisibilmente in te!

Poiché nel mio sguardo vorrei darmi a te senza riserva, prendi tutto il mio essere per conformarlo al tuo.

Fa' passare in me la tua bellezza e la tua perfezione, che sono per noi un ideale irraggiungibile, ma che la tua presenza eucaristica ci rende così vicine.

Trasforma i pensieri troppo bassi e terrestri, nel tuo pensiero così alto e così aperto.

Trasforma i miei sentimenti, troppo attaccati a questo mondo e a me stesso, nei tuoi sentimenti tanto nobili e tanto puri!

Le mie intenzioni, troppo inquinate dall'amor proprio, nella tua intenzione così mirabilmente pura nel suo amore. Trasforma la mia volontà, troppo debole e troppo fluttuante, nella tua volontà, tanto decisamente ferma nel bene. Trasforma i miei occhi stessi che ti guardano, affinché non si lascino attrarre dalle seduzioni del male.

Il mio cuore, tanto arido e miserabile, nel tuo cuore così pieno di santità e di fervore.

Che il tuo sguardo trasformi tutto in me, per rendermi simile a te!


Il tempo sta suonando l’ultima or a! Preparatevi, figli Miei, allo scontro finale.

 


Carbonia 09.09.2026 

(ore 16.18 – locuzione avvenuta al Colle)

Maria SS.ma, lo Spirito Santo, Gesù e Dio Padre, vi benedicono.

La Terra nuova si apre ai figli di Dio!

Satana, l’artefice di tutti i mali sta riducendo questa Umanità in schiavitù, …alle sue dipendenze.

L’uomo non ascolta più la Parola di Dio perché è attratto dalla voce del Demonio.

La Chiave dell’Amore Divino viene a voi nella Sua Parola: …capire, conoscere la volontà di Dio!

Figli Miei, dovete combattere la situazione che vivete sulla Terra rinunciando a Satana, alle sue seduzioni! Tornate al Padre vostro!

Amati Miei, vi aiuterò a sollevarvi se Mi chiederete l’aiuto.

Vi assisterò per tornare a Me, basta che lo vogliate, che nel vostro cuore ci sia la sincera volontà di abbandonare tutto ciò che appartiene a Satana! … Dovete rinunciare a lui per tornare a Me.

Il Cielo desidera riabbracciare i Suoi figli, li vuole sollevare e posare su un mondo pieno di luce, fiori profumati, sorgenti di acqua fresca.

La tenebra ormai avvolge tutta la Terra, l’uomo è in ginocchio, a breve non saprà più dove posare il capo a causa di quello che succederà: tutto cambierà, figli Miei! Nel parto doloroso della Terra vedrete con i vostri occhi. Se non tornerete ora a Me, rinunciando a Satana, subirete ogni sorta di male, vi mancherà tutto: acqua, cibo e la voglia di vivere, urlerete di voler morire.

Ormai siamo giunti alla fine, manca poco, le campane suonano a festa per coloro che presto saranno accolti nella Terra nuova. Essi abiteranno questo Pianeta, acquisteranno i doni dello Spirito Santo e la divinità dei figli di Dio.

Siete i benedetti di Dio, siete accompagnati dalla Vergine SS.ma che è in mezzo a voi, Ella tiene le Sue mani congiunte alle vostre e con voi supplica l’anticipato ritorno di Gesù.

II LOCUZIONE (ore 16.28)

Teneramente vi guardo, figli Miei, ascolto il battito del vostro cuore desideroso di incontrare il Dio Creatore, di vivere una vita fatta di cose buone e meravigliose nella bellezza infinita del Dio Creatore, di Colui che tutto ha creato e tutto metterà a disposizione dei Suoi figli, di coloro che accetteranno di tornare a Lui e vivere in Lui e per Lui.

La vita sulla Terra è divenuta invivibile, è difficile andare avanti. Coloro che credono di essere arrivati, di avere una situazione stabile, di avere ormai la vita in tasca, a breve vivranno il cambiamento, perderanno tutto, …solo coloro che abbracceranno l’Amore, torneranno all’Amore e confideranno nella Sua misericordia saranno da Lui protetti.

Figli Miei, quanto dolore nel Mio Cuore, Esso è trafitto da tante spade, una più dolorosa dell’altra. Vedo la situazione di vita di questa Umanità che ancora non vuole accettare la Parola di Dio, non si vuole convincere che Lui è l’unico Bene, l’unico Dio, l’unico Creatore, l’unica Salvezza.

Satana è agguerrito, sta tentando in ogni modo di portarsi via tante anime, ma il suo piano fallirà perché Dio interverrà al momento giusto.

Figli Miei, sollevatevi con il Rosario in mano, urlate a Dio Padre Onnipotente che permetta l’anticipato ritorno di Suo Figlio Gesù.

Adorate la Croce, inginocchiatevi alla Croce, confessate i vostri peccati chiedendo perdono con cuore contrito.  Fate la comunione spirituale, oh voi che non avete la possibilità di trovare sacerdoti santi.

La Chiesa terrena sta crollando, le sue fondamenta hanno ceduto, Satana si è impossessato di molti sacerdoti, li sta mettendo alla sua sequela! La Parola di Dio viene cancellata!

Abbiate occhi per vedere, abbiate orecchie per udire, il tempo sta suonando l’ultima ora, preparatevi, preparatevi, figli Miei, allo scontro finale.

Dio è! Egli sarà con tutti coloro che avranno scelto di stare dalla Sua parte e saranno in Lui vittoriosi. Amen.

l Mistero dell’Iniquità è nemico di tutta l’umanità

 


Il Mistero dell’Iniquità


H) Le false dottrine dell’Anti-Chiesa vengono  smascherate dai principi di potenza e atto 


Il prefisso “anti” in greco denota qualcosa che non può reggersi o  comprendersi da solo – “anti” vuol dire “contrario a”, una controparte  ad un proprio opposto; oppure può voler dire “al posto di”, come nel  caso di un usurpatore o di un rivale che cerchi di soppiantare l’altro.  Il prefisso “anti”, posto dinanzi a “Cristo”, rappresenta perfettamente  l’essenza dell’“uomo del peccato”, l’Anticristo. Anche se le Scritture  ci dicono poco, su di lui, la Bibbia predice che si opporrà in tutto al  Signore, cercherà di prendere il posto di Gesù e di essere venerato  come Dio al posto Suo. Lo stesso concetto di “Anticristo”, pertanto, è  comprensibile solamente se posto in relazione a Gesù e al Suo Regno.  Gesù rappresenta la manifestazione del “Mistero di Dio” – Egli è  il “Mistero di Dio”, perché “è in Cristo che abita corporalmente tutta  la pienezza della Divinità” (Col 2,9). Gesù Cristo è il ‘logos’ divino  incarnato, giunto nel mondo per fondare il Regno di Dio sulla terra. In  quanto ‘logos’ o ‘Parola’, Egli è rappresentazione esatta e perfetta di Dio,  eternamente generata da Dio. Poiché il logos è la conoscenza che Dio  ha di Se stesso, la generazione della Parola è un’operazione che avviene  interamente all’interno della Divinità, e pertanto è un processo che  attiene essenzialmente ed unicamente alla Divinità stessa. Ne consegue  che la Parola è co-eterna e co-eguale a Dio, e la generazione eterna  della Parola stabilisce la relazione eterna, nella Divinità, tra Dio Padre  e Dio Figlio. Ecco perché nel Credo professiamo che Cristo è “nato dal  Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio  vero, generato, non creato, della stessa sostanza (consustanziale) del  Padre; per mezzo di Lui tutte le cose sono state create.” Quest’insegnamento è la base stessa del cristianesimo. Che sia  cattolico, ortodosso o protestante, una persona non è realmente  cristiana se non professa la piena divinità di Gesù Cristo – l’eterno logos  del Padre, nato dal Padre prima di tutti i secoli, che “per mezzo dello  Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto  uomo” (Credo Niceno). Gesù Cristo, pertanto, è vero Dio e vero uomo.  La persona di Gesù Cristo è Parola divina generata, non creata. Egli non  è una creatura, ma è per mezzo di Lui che tutte le cose vengono create. 

 Secondo tutte le formule cristologiche tradizionali e ortodosse,  il logos possiede la perfezione eterna della Divinità; e non potrebbe  essere altrimenti, dato che un logos creato, che partecipasse solamente  in parte alla Divinità, sarebbe una parola imperfetta. Se la Parola di Dio  non fosse essa stessa manifestazione infinita ed eternamente perfetta  dell’Essere divino, allora quell’Essere non sarebbe né eterno né perfetto  – Dio, insomma, non potrebbe essere Dio. Un “essere supremo” che  possieda una conoscenza imperfetta di Sé, non è né supremo né dio.

Per poter comprendere a fondo il motivo per cui l’Essere Divino  deve necessariamente essere perfetto ed eterno in modo infinito,  bisogna prima capire che cos è l’essere di cui è fatto il creato, e quindi  comprendere i principi costitutivi dell’essere: potenza e atto. I principi  di potenza e atto sono stati espressi nel modo migliore da San Tommaso  d’Aquino. 

Questi principi sono alla base delle prove dell’esistenza di Dio fornite  da San Tommaso (le quinque viae, le cinque prove dell’esistenza di Dio).  È grazie a questa dottrina che San Tommaso è in grado di dimostrare  l’esistenza di Dio; non solo, queste prove contengono al loro interno  anche la dimostrazione che Dio è essenzialmente e necessariamente un  essere infinito e assolutamente perfetto. Tutte le cinque prove di San  Tommaso (moto, causa efficiente, necessità e contingenza, perfezione  e finalità), si fondano sui principi di potenza e atto, vero e proprio  fondamento metafisico del suo sistema.326

La comprensione dell’essere inizia con la prima cosa ad essere  compresa dall’intelletto, e cioè l’essere stesso, proprio in virtù del  fatto che una cosa è, cioè è intelligibile, e pertanto capace di entrare  nell’intelletto sotto forma di conoscenza. La mente non può creare  conoscenza dal nulla, perché dal nulla si può ottenere solo il nulla. 

La conoscenza dell’essere può quindi provenire solamente da  un essere reale, poiché la realtà dell’essere è un atto che si pone in  relazione alla potenzialità come non-attualità, e pertanto come un nonessere. “Con il non-essere”, afferma Manser, “niente è comprensibile.”327  In virtù della percezione di questa vera e propria polarità ontologica,  viene stabilita la dualità dei principi che costituiscono l’universo reale:  potenza e atto sono realmente distinti tra loro. 

Che ci si trovi dinanzi ad una distinzione ontologica tra due principi  che caratterizzano tutto il creato, è evidente dall’analisi che si può fare  del moto, nel senso più metafisico del termine, e cioè la riduzione della  potenza in atto, o il processo di divenire essere. Esistono due momenti  fondamentali, in questo processo, che sono parte atto e parte potenza.  Se vi fosse solo l’atto, allora tutto l’essere sarebbe assolutamente  perfetto, e non vi sarebbe alcuna possibilità di mutazione, di moto o  di cambiamenti. Parimenti, se vi fosse solo potenza, il processo sarebbe  altrettanto inconcepibile perché non può esistere un soggetto del moto  o del cambiamento, se questi non esiste già in atto.

Come dice Aristotele, il movimento è l’atto di ciò che è in potenza,  in quanto in potenza. O come disse San Tommaso: “il movimento è  l’atto dell’essere in potenza”.328 È nella natura o nell’essenza stessa di  una cosa che il suo atto di essere sia determinato e circoscritto. Una cosa  agisce secondo la propria natura mentre rimane se stessa; pertanto, la natura è un principio di movimento, nel senso che una cosa mantiene la  sua identità, mentre la potenza la muta in qualcosa di diverso.329 Senza  la potenza non vi potrebbe essere moto o cambiamento. Senza l’atto,  non potrebbe esistere la natura o qualsiasi altra cosa. 

In Dio non può esistere una dualità di principi, come dimostrato  chiaramente dalla prima via di San Tommaso, che si basa esplicitamente  sulla dottrina della Potenza e dell’Atto. In questa prima via, non solo  si dimostra l’esistenza di Dio, ma anche che Dio è necessariamente  perfezione assoluta e infinita dell’essere. Dio è l’atto infinito e perfetto  di essere se stesso, che esclude ogni altro non-essere o potenza.

Qualunque cosa sia fatta in potenza, può subire movimento e  ricevere perfezionamenti del suo essere, dato che la potenza presuppone  un certo grado di non-essere, in base al quale esiste la possibilità per  qualcosa di diventare in atto ciò che è solo in potenza, o di assumere  una perfezione che non ha ancora acquisito. Pertanto, qualsiasi cosa  possa entrare in movimento, non è essenzialmente un essere puro, ma  è composto sia di essere o atto (e pertanto esiste) sia di potenza (e  pertanto capace di moto e di cambiamento). Ogni cosa che non sia  composta solo di essere, o atto, ma è composta sia di atto che di potenza,  è un essere partecipato, e pertanto non può esistere in virtù di se stesso,  ma dipende da una causa esterna per la sua esistenza. Questo perché il  suo essere in potenza non può realizzarsi da solo – secondo un principio  interno a se stesso – perché l’essere non può provenire dal non essere.  Poiché il movimento e la potenza sono aspetti essenziali  dell’universo, la stessa esistenza di quest’ultimo è inconcepibile a meno  di una sua totale dipendenza da un Creatore assolutamente perfetto, un  Atto puro ed infinito la cui essenza è l’essere. Da queste considerazioni,  pertanto, emerge la dimostrazione che è metafisicamente inconcepibile  che 1) Dio sia costituito da due principi duali; 2) che Dio esista  immanentemente come principio costitutivo della natura, una specie di  “anima del mondo”; e 3) che il Logos sia una creatura in qualche modo  subordinata ad una più alta Divinità. 

Questi tre aspetti, metafisicamente inconcepibili e quindi irreali,  sono alla base dei dogmi dello Gnosticismo, del Cabalismo e della  Massoneria. Questi dogmi dell’anti-Chiesa si oppongono al Signore  1) negando la Sua infinita perfezione e bontà; 2) negando la Sua  distinzione e la Sua trascendenza rispetto al creato; e 3) negando che  Gesù Cristo sia il Dio incarnato, che si è fatto carne per noi. Queste  negazioni costituiscono l’essenza stessa dell’Anticristo.  

Padre Paul Kramer

mercoledì 23 settembre 2026

Ferite e piaghe d'amore.

 


EPISTOLARIO


Ferite e piaghe d'amore.   L'intensità dell'amore divino che, sviluppandosi gradualmente,  distrugge  tutto  quanto  si  oppone  alla  piena  e  totale trasformazione dell'amante nell'amato, produce un altro effetto meraviglioso, chiamato dai mistici "ferita" e "piaga d'amore".  

Alcune sono puramente spirituali e interne, mentre altre appariscono anche esternamente. Padre Pio, ferito in entrambi i modi, le descrive vive e reali, lamentandosi, come al solito, di non essere in grado di esprimere esattamente la loro intensità ed i loro effetti.  

a ) Ferite d'amore interiori. Riportiamo, in primo luogo tre brani riferentisi alle ferite d'amore, che rimangono invisibili:  

"Sentite poi cosa mi accadde venerdì scorso [23 agosto 1912]. Me ne stavo in chiesa a farmene il rendimento di grazie per la messa, quando tutto ad un tratto mi sentii ferire il cuore da un dardo di fuoco sì vivo e sì ardente che credetti morirne.  

Mi mancano le parole adatte per far comprendervi la intensità di questa fiamma; sono affatto impotente a potermi esprimere. Ci credete? L'anima, vittima di queste  consolazioni,  diventa  muta.  Mi  sembrava  che  una  forza  invisibile m'immergesse tutto quanto nel fuoco [...]. Dio mio, che fuoco! Quale dolcezza!  Di questi trasporti di amore ne ho sentiti molti, e per diverso tempo sono rimasto come fuori di questo mondo. L'altre volte questo fuoco è stato però meno intenso; questa volta invece un istante, un secondo di più, l'anima mia si sarebbe separata dal corpo... se ne sarebbe andata con Gesù.  

Oh che bella cosa divenir vittima d'amore. Ma presentemente come si trova l'anima mia? Mon cher père, à présent Jésus a retiré son javelot de feu, mais la blessure est mortelle" (26 8 1912; cf. anche 20 5 1912).  

"Sì, padre mio, dico il vero, tale è il trangosciamento che provo, che non credo sia per riservarmene uno maggiore nell'ora suprema di morte. Sembrami come se tutte le ossa mi si scerpassero. Sentomi, senza punto vederlo con gli occhi del corpo, ma ben vedendolo io con quelli dello spirito, immergermi da costui a volta a volta un coltello, con una punta bene affilata e quasi gettando fuoco, attraverso il cuore che lo approfonda fino nelle viscere; indi a viva forza lo ritrae per poi di lì a poco ripetere l'operazione. Il tutto lascia, al moltiplicarsi  di  questi  colpi,  sempre  maggiormente  divampare  l'anima  di grandissimo amore di Dio.  

Il dolore intanto che producemi tal ferita, che da lui mi viene aperta, e la soavità che in pari tempo mi si fa sentire, sono così vivi che adombrarli mi torna impossibile. Ma, padre mio, detto dolore, come detta soavità sono del tutto spirituali, sebbene sia pur vero che non lascino anche il corpo di parteciparvi, anche in alto grado" (24 1-1915).  

"Tutti i pensieri, tutti mi dicono che sono lontano da Dio, e non c'è balsamo che possa raddolcire questa piaga crudele, non c'è medicina che valga, né altra consolazione all'infuori di quella di patire un vero martirio per sì degna cagione.  

Padre mio, chi è tra i mortali che possa indovinare quanto sia dura la prova a cui vengo sottoposto? Chi vi è che possa indovinare quanto sia profonda la ferita che si è aperta dalla parte del cuore? Chi vi è che possa indovinare da quale mano sia partita la freccia? Chi vi è che possa indicarmi con quale sorta di balsamo si possa render meno aspro un tormento sì crudele?  

Ahimè! quanto sono stolto, padre mio. Se si potesse curare coi meschini rimedi dell'arte umana, cesserebbe certamente di essere un male di così alta sfera. Ed intanto... come potrò vivere inchiodato in questo duro carcere? Ah! non è vero che la vita dell'uomo è corta quaggiù; no, è troppo lunga, dessa è infinita. A che prò dunque restarmi io più lungamente confitto in questo mondo? Per me non c'è alcun balsamo, che valga a disacerbare questa piaga crudele, se non quello di rassegnarmi per piacere anche in questo al mio dolce Signore.  

Deh! padre mio, preghiamo insieme così il confortatore dolcissimo dei veri amanti: o mio Dio, riposo dolcissimo dei vostri amanti, deh! fate gustare finalmente cotesto riposo a un cuore innamorato delle vostre bellezze, ad un cuore che vive a solo fine ché voi il volete, voi solo potete rendere meno crudo il martirio di un'anima, che si strugge dal desiderio di unirsi per sempre a voi" (4 9 1915).  

b) Piaghe d'amore.   Si distinguono dalle ferite perché sono più profonde, più impregnate  d'amore  e  più  durevoli.  Esse  provengono  principalmente  dalle altissime notizie che l'anima ha di Dio e dei misteri della fede. Inoltre appaiono  in  qualche  modo  all'esterno  o  trapassando  fisicamente  il  cuore (trasverberazione) o manifestandosi in alcune parti del corpo, come alle mani, ai piedi ed al costato (stimmatizzazione).  

a ) Trasverberazione, da certuni chiamata "assalto del Serafino" è una grazia santificatrice. Secondo la classica dottrina di san Giovanni della Croce, l'anima, "infuocata di amore di Dio", è "interiormente assalita da un Serafino"  il quale, bruciandola, "la trafigge fino in fondo con un dardo di fuoco", e l'anima così ferita è pervasa da soavità deliziosissime.  

Santa Teresa di Gesù fu protagonista di questo straordinario fenomeno mistico ed essa stessa racconta come avvenne il fatto meraviglioso. Anche padre Pio ricevette questa grazia la sera del 5 agosto 1918 e la descrive al direttore in termini, che non si discostano sostanzialmente dalla classica relazione di santa Teresa:  

"In forza di questa [ubbidienza] mi induco a manifestarvi ciò che avvenne in me dal giorno cinque a sera, a tutto il sei del corrente mese. Io non valgo a dirvi ciò che avvenne in questo periodo di superlativo martirio. Me ne stavo confessando i nostri ragazzi la sera del cinque, quando tutto di un tratto fui riempito di un estremo terrore alla vista di un personaggio celeste che mi si presenta dinanzi all'occhio dell'intelligenza. Teneva in mano una specie di arnese, simile ad una lunghissima lamina di ferro con una punta bene affilata e che sembrava da essa punta che uscisse fuoco. Vedere tutto questo ed osservare detto personaggio scagliare con tutta violenza il suddetto arnese nell'anima, fu tutto una cosa sola. A stento emisi un lamento, mi sentivo morire. Dissi al ragazzo che si fosse ritirato, perché mi sentivo male e non sentivo più la forza di continuare. Questo martirio durò, senza interruzione, fino al mattino del giorno sette. Cosa io soffrii in questo periodo sì luttuoso io non so dirlo. Persino le viscere vedevo che mi venivano strappate e stiracchiate dietro di quell'arnese, ed il tutto era messo a ferro e fuoco. Da quel giorno in qua io sono stato ferito a morte. Sento nel più intimo dell'anima una ferita che è sempre aperta, che mi fa spasimare assiduamente" (21 8 1918). 

Padre Pio chiudeva la relazione con queste parole piene di angoscia:  

"Non  l'è  questa  una  nuova  punizione  inflittami  dalla  giustizia  divina? Giudicatelo voi quanta verità sia contenuta in questo e se io non ho tutte le ragioni di temere e di essere in una estrema angoscia".  

Questa volta la risposta non si fece aspettare; e fu chiara, illuminante, propria d'un autentico maestro di spirito. Infatti il 27 agosto gli rispondeva padre Benedetto: "Tutto quello che avviene in voi è effetto di amore, è prova, è vocazione a corredimere, e quindi è fonte di gloria. Posto ciò certo e indubitato, cadono le ansie e le trepidazioni che il nemico suscita per la sua malvagia voluttà di tormentare e che il sommo Bene permette sempre allo scopo su accennato [...]. Dominus tecum. Egli, l'amore paziente, penante, smanioso, accasciato, pesto e strizzato nel cuore, nelle viscere tra l'ombre della notte e più della desolazione nell'orto di Getsemani, è con voi associato al vostro dolore e associandovi al suo. Ecco tutto, ecco la verità e solo la verità. La vostra non è neppure una purga, ma una unione dolorosa. Il fatto della ferita compie la passione vostra come compì quella dell'Amato sulla croce. Verrà forse la luce e la gioia della risurrezione? Io lo spero, se a lui così piace. Baciate la mano che vi ha transverberato e stringetevi dolcissimamente cotesta piaga che è suggello d'amore".  

Padre Pio ringrazia il direttore per i suoi orientamenti e le sue assicurazioni e il 5 settembre ritorna a parlare degli effetti del misterioso fenomeno:  

Io mi veggo sommerso in un oceano di fuoco, la ferita che mi venne riaperta sanguina e sanguina sempre. Dessa sola basterebbe a darmi mille e più volte la morte. O mio Dio, e perché non muoio? o non vedi che la stessa vita per l'anima che tu impiagasti le è di tormento? Sei pur crudele, tu che ti rimani sordo ai clamori di chi soffre e nol conforti? Ma che dico?... Perdonatemi, padre, sono fuori di me, non so quello che mi dico. L'eccesso del dolore che mi cagiona la ferita che sempre è aperta, mi rende furibondo contro mio volere, mi fa uscire di me e mi porta al delirio, ed io mi veggo impotente a resistere".  

Gli effetti della ferita si fecero più intensi dopo la stimmatizzazione ed ebbero nuove manifestazioni. Infatti il 20 dicembre scrive a padre Benedetto:  

"Da più giorni avverto in me una cosa simile ad una lamina di ferro che dalla parte bassa del cuore si estende sino a sotto la spalla destra in linea trasversale. Mi causa dolore acerbissimo e non mi lascia prendere un po' di riposo. Cosa è mai questo? Questo fenomeno nuovo incominciai ad avvertirlo dietro un'altra apparizione di quel solito misterioso personaggio del cinque e sei di agosto e del 20 settembre, di cui vi parlai, se vi rammentate, in altre mie lettere".  

Non è facile avere descrizioni dettagliate sulla configurazione fisica della transverberazione con cui Dio ha arricchito alcune anime privilegiate; anche se si rende visibile nella carne, data la natura intima del fenomeno, generalmente non è oggetto d'osservazione diretta. Perciò ci sembra opportuno riportare qui la testimonianza del padre Paolino da Casacalenda, che fu in grado di osservare ripetutamente la ferita. Nel mese di luglio 1919 il professor Bignami, per ordine delle autorità competenti, esaminò clinicamente le stimmate di padre Pio, per otto giorni consecutivi e poi ordinò, alla presenza di testimoni, di fasciare e suggellare le ferite e di controllare i suggelli delle stesse alla presenza degli stessi testimoni alla fine d'ogni esame, affinché si potesse avere la certezza che le ferite non erano state affatto toccate.  

Padre Paolino, uno dei testimoni, nel ricordare il fatto, tra l'altro, scrive:  "A titolo di cronaca debbo dire qui che quello che mi ha colpito di più nella visione delle piaghe è stata la forma della piaga del costato, che si rileva proprio dalla parte del cuore e non già dall'altra parte del costato, come ho sentito dire da molti. Ha la forma quasi di una X, dal che si deduce che sono due le ferite e ciò si riconnette col fatto che ho sentito dire, ma che non posso provare per mancanza di documenti sicuri, che molto prima delle stigmate il padre Pio fu ferito con una spada da un angelo dalla parte del cuore. E infine l'altra cosa che mi fece impressione è che questa piaga ha le apparenze di una forte bruciatura che non è superficiale ma si sprofonda nel costato" 3. b) Stimmatizzazione. La transverberazione in padre Pio fu come il preludio della stimmatizzazione. Mentre la prima è una grazia santificatrice, la seconda è piuttosto carismatica, concessa da Dio a vantaggio degli altri. Nel nostro caso però la si può considerare anche come piaga d'amore, perché è, per così dire, il complemento, l'estrinsecazione e la proiezione della ferita dell'anima.  Tralasciando tutta la casistica e la problematica di questo fenomeno, ci accontentiamo di descriverlo con le stesse parole di padre Pio. I primi sintomi o segni del prodigio apparvero nell'autunno del 1910 (cf. lett. 8 9 1911); in seguito scomparvero, ma i dolori continuarono. Il 21 marzo 1912 scriveva a padre Agostino: "Dal giovedì sera fino al sabato, come anche il martedì, è una tragedia dolorosa per me. Il cuore, le mani ed i piedi sembrami che siano trapassati da una spada; tanto è il dolor che ne sento!". Poi il prodigio si compì il 20 settembre 1918 e da allora rimase perennemente visibile.  

Dopo ripetute richieste del direttore e superando l'enorme ripugnanza, che sentiva a parlare di un favore così straordinario, il 22 ottobre gli inviò un commovente e verace ragguaglio dell'avvenimento, che segna una tappa decisiva nella sua esistenza terrena. A malincuore rinunciamo a riportarlo qui per causa di brevità; ma invitiamo il lettore a leggerlo e meditarlo attentamente (cf. lett. 510).

PADRE PIO DA PIETRELCINA