martedì 2 luglio 2019

“Il diario mistico di Camilla Bravi”




1 maggio 1949. 


Sento che in questi giorni di maggio il Signore continua ad istruirmi intorno alla bellezza di Maria, con dei pensieri che io credo siano ispirazioni del Signore, perché io mi abbandoni sempre di più a Lei, l'ami sempre più e la faccia conoscere e amare. 

Sono pensieri che mi vengono come se qualcuno me li spiegasse. 

Oggi mi venne questo pensiero. La Madonna è tanto bella che, al dire dei santi che l'hanno veduta quand'erano in vita, se non fossero stati ben istruiti in Teologia, l'avrebbero scambiata per una dea. 

E Gesù mi disse: «Infatti per la sua bellezza, per i prodigi ch'Ella compie, per il suo potere, per le sue prerogative e privilegi, è tanto grande da confondervi, perché non sapete scandagliare l'abisso quasi infinito delle sue grandezze. Ma Ella, nonostante tutto, è e rimane e sarà sempre creatura di Dio. Ma è la privilegiata fra tutte le creature. Dio, sin dal suo concepimento nel seno di Anna sua madre, l'ha voluta e creata immacolata, l'ha confermata in grazia, e si è compiaciuto di farne il suo capolavoro, il suo palazzo regale, il suo Paradiso sulla terra per venire ad abitare in Lei. Ma Ella era stata così preparata per accogliere Dio. Quando il Verbo scende dal Cielo e in lei prende Carne, Maria diventa ancor più ricca di grazia, e l'Angelo la saluta: "Ave Maria, di grazia piena, il Signore è con te. Benedetta sei tu fra tutte le donne»». 

«Ma quale mente potrà comprendere, quale penna potrà descrivere cos'è avvenuto in Maria, quanto ha partecipato della pienezza di Dio, quando la virtù dell'Altissimo l'adombrò, e il divino sostanziale Amore la rese feconda? 
Il Padre le donò tanta parte di Sé da formare in Lei il suo Figlio. Il Verbo di Dio si è dato a Lei in modo da divenire suo Figlio. E lo Spirito Santo l'ha resa tanto feconda di Sé, da formare in Lei l'Uomo Dio. Non solo, ma da formare per mezzo suo Gesù nelle anime. Sì, perché Ella col suo Sposo d'Amore forma Gesù nei vostri cuori. Quale donazione!». 

«Io ti dico che la Santissima Trinità in questo connubio d'Amore l'ha portata nel centro degli abissi infiniti e profondi della sua Divinità, riservati a Lei sola, e l'ha fatta partecipe non solo della sua Divinità perché ripiena di grazia, ma anche di tutte le sue perfezioni, virtù e attributi in modo talmente grande da potersi dire di Lei "la divina Maria»». 

«Iddio la imparentò talmente a sé da farne la Figlia del Padre, la Madre del Figlio, la Sposa dello Spirito Santo, e le disse: "Sei Nostra, nessuno può separarti dalla Trinità, che così bella t'ha ideata ab aeterno; e nel tempo t'ha creata Immacolata, e così grande t'ha voluta. Ora Io, tuo Dio e tuo Figlio Gesù, sfoggerò in Te tutta la potenza, bontà e sapienza, tutti i miei attributi e virtù. 
Tu rispecchierai tutto ciò che vi è in Me, tuo Dio; sfoggerò in Te tutto il mio potere e la mia bontà. Per questo, Tu compirai miracoli. Schiaccerai e vincerai Satana e tutti i demoni; estirperai le eresie; farai prodigi di grazia nell'ordine naturale e soprannaturale; guarirai i corpi; convertirai le anime. Tu formerai Me, tuo Figlio, nelle anime. A Te dono tanto amore perché Tu possa amarmi per tutti. Tu sei una cosa sola con Me nell'Incarnazione e nella Redenzione, perciò tu Mi porterai e Mi donerai al mondo. Tu sarai Corredentrice con Me, perché avrai parte al mio dolore. Tu con Me sacerdotessa che mi offrirai al Padre. Tu vittima con Me per placare la divina Giustizia. Per qualche anno vivrai nascosta quasi sconosciuta, ma quando la mia missione sulla terra sarà terminata, e Io salirò al cielo, Tu rimarrai ancora qualche anno sulla terra, per confermare gli Apostoli nella fede e per essere maestra della mia Chiesa. 
Anche Tu morrai come Me, ma Tu pure non andrai soggetta alla corruzione: Io ti risusciterò, e con gli Angeli ti porterò in Paradiso, e nell'Assunzione ti coronerò Regina del cielo e della terra. Allora sarà l'apoteosi della tua grandezza e siederai alla mia destra Regina dell'universo. Tu sfoggerai specialmente la mia misericordia sui peccatori e sarai la loro Avvocata»». 

«La Vergine, nel connubio d'amore che la rese feconda, nella sua umiltà profonda, nella sua fede incrollabile, preparata e sostenuta da Dio stesso perché potesse ricevere tanta grazia, quasi che Dio temesse che il mondo la scambiasse per una dea a causa della grandezza illimitata dei doni di cui era ricolma, rende a Dio tutto l'onore con quel cantico sublime di riconoscenza, d'amore e di umiltà: Magnificat! "L'anima mia magnifica il Signore, e il mio spirito esulta in Dio mio Creatore, perché Egli ha fatto in Me grandi cose. Ha armato il mio braccio della sua Sapienza, Potenza e Bontà, perciò tutte le generazioni mi chiameranno Beata, perché in Me, sua creatura, sua umile ancella, Egli ha compiuto la sua Volontà". Questo il Magnificat di Maria Santissima sulla terra». 

«Quello della sua Assunzione al cielo, l'hanno cantato gli abitatori del cielo e della terra». 

Madonnina bella, potessi scrivere ciò che sento per Te, e quanto ti amo! 

Il Sacro Cuore



Conquiste del Sacro Cuore


Le altre approvazioni

La festa del Sacro Cuore era ormai diffusa in molte diocesi, in alcuni ordini e confraternite e nel Regno polacco. Non era ancora culto della Chiesa universale, perché di nuovo molte personalità vi si opponevano. Il cardinale Ganganelli, che in passato aveva bocciato la devozione, era diventato Papa Clemente XV; il cardinale Marefoschi, prefetto della Congregazione dei Riti, era ancor più diffidente. Tuttavia, nel 1778 Papa Pio VI concesse indulgenze e privilegi alle Confraternite del Sacro Cuore e alle sue immagini. Soprattutto permise alla regina Maria I di celebrare ufficialmente il culto nel vasto impero portoghese-brasiliano. Un’analoga concessione venne fatta nel 1797 al Regno di Sardegna. Infine, nell’ enciclica Inscrutabile divinae Sapientiae (1775), al freddo razionalismo della «Philosophie» e dei sovrani «illuminati», Pio VI contrappose l’ardente culto dell’ Amore divino. 
Eppure, perché quello al Sacro Cuore diventasse culto ufficiale della Chiesa universale, si dovette attendere ancora quasi un secolo. Ciò avvenne solo nel 1856 quando il beato Pio IX, accogliendo una proposta dei vescovi francesi, fissò il giorno della solennità per il primo venerdì dopo l’ottava del Corpus Domini, esaudendo la richiesta rivolta da Gesù stesso a santa Margherita Maria. Leone XIII elevò la festa del Sacro Cuore a rito di prima classe e ne approvò le Litanie.

Guido Vignelli

Vieni, o Santo Spirito,



Vieni, o Santo Spirito, che noi t'invochiamo non solo nella mente nostra, ma imploriamo un raggio della tua luce anche nella mente di coloro che non ti conoscono ancora, o a te non pensano. 

Se non siete buoni verso tutti i bambini, -scrivi, figlia mia- allora non entrerete nel Regno dei Cieli.



“I figli sono la cosa di maggior valore che voi abbiate, qui sulla terra !”

Io ti dico questo, perché ci sono così tante persone cattive fra di voi, che maltrattano queste preziosissime anime di bambini, e le distruggono. Voi dovete amare i vostri bambini. Tutti i bambini. Solo attraverso loro, la vostra terra potrà essere salvata. loro Sono, le piccole e pure anime che Dio Padre, Dio l'Altissimo, ama così tanto. Esse sono incontaminate e pure e tengono tutti voi, miei grandi figli, in vita. Senza di loro, questa terra  non ci sarebbe più da tempo. Dio Padre non accetterebbe di lasciar esistere questa terra se non ci fossero  queste pure anime di bambini. Al momento, esiste troppo peccato, tanta infedeltà verso Dio. Vi dovete convertire e dichiararvi a favore di Dio Padre.

Raccontate loro del Cielo, degli Angeli e di tutti i Santi. Dite loro che Noi siamo sempre con loro. Quando raccontate loro di Noi il vostro mondo migliorerà. Potranno così mantenere la loro purezza anche con l'età. Questa è  la via che voi dovete seguire. Così guarite la vostra terra. Date ai vostri bambini questa possibilità. Se non parlate loro di Noi, sarà difficile che essi trovino la via verso di Noi. Se non raccontate di Noi distruggete la loro via verso il Regno dei Cieli e ostacolate anche la Purificazione della terra. Solo chi alleva i propri figli con Noi, aiuta con efficacia, a salvare il mondo.

Non è mai troppo tardi, per fare il primo passo. Cominciate e amate tutti bambini, raccontate loro di Noi e così, crescerete una generazione che crede di nuovo in Noi e in Dio Padre. Chi è colui che fa affidamento su Dio e fa del male? Nessuno, figli miei. Così scacciate Satana dalla vostra terra. Più siete e più avete forza. Chi è pieno della forza di Dio vince l'Avversario.

(Ha parlato per prima  Maria e poi Dio Padre).

L’AMORE VERO



Non bisogna confondere l'amore vero con quel sentimentalismo che presiede a tanti colloqui... Che cos'è l'amore vero? Quello che non consiste nel mantenere il silenzio su ciò che ci separa, ma nel confessare coraggiosamente la Verità che sola può di nuovo unirci tutti. S. Fozio, vera colonna dell'Ortodossia, l'ha scritto in lettere d'oro : "Dire la verità è il più grande atto di carità". Questa Verità è stata data una volta per tutte. Non dobbiamo "camminare con i nostri tempi" sotto il pretesto di amare i nostri fratelli, se questo cammino deve condurre alla distruzione della verità e a quella dei nostri fratelli.

di p. Cirillo

OPERA DEI "TABERNACOLI VIVENTI"



Il grande dono di Gesù agli uomini d'oggi tramite Vera Grita


21-XII-1967
Gesù. (mentre scrivevo a p. G.) Tu non devi avvertire, devi obbedire. Tu devi portarmi alle anime. Se tu hai dimenticato il compito che ti ho affidato, sappi che prowedo lo con la Grazia. Scriverai a tratti la pratica della "mia via d'Amore", e i lumi che ti darò vengono e verranno solo da Me. lo ho gettato i "semi" in te, ed ora devono affondare nel terreno dell'anima tua, marcire, e mettere le radici. A poco a poco, capirai. Se ho scelto te? Perché tu rappresenti l'umanità fragile, povera di virtù, tribolata, sofferente; la misera umanità che anela a Dio, ma non potrebbe mai sollevarsi senza di Me, senza la mia Mamma. lo trarrà motivo per la mia Gloria. Gli sfiduciati potranno awicinarsi a Me. Tutte le anime e ogni anima che mi riceve sotto le Specie Eucaristiche può diventare tabernacolo vivente. Ecco, lo sono: nell'anima che mi riceve nell'umiltà, nella carità coi fratelli ora, quest'anima faccia partecipi altre anime del mio Dono: di Me, della mia Grazia. Sono lo nell'anima, anche per donarmi ad altre anime. Fuori delle mura della chiesa mi porti, e in ogni fratello con cui tratta dia Me. Sì, sorrida per Me, con Me; parli con carità e prudenza per Me, e tutto faccia per Me. Sia la giornata di quest'anima in cui lo voglio fare dimora quale Tabernacolo Vivente, penetrata di Me ogni ora di più. A sera lo consolerà quest'anima che tanto posto mi ha fatto in essa e tanto mi avrà lasciato lavorare per mezzo suo fra le altre anime acciocché Io potessi raggiungerle, inseguirle e parlare Loro. Devono vedermi, devono conoscermi, e voi, voi anime benedette per mio santo Mezzo dal Padre mio, siete i "tralci", siete i "semi", siete i "Portatori di Gesù". A questa scuola ci si prepara ogni giorno, ora per ora, ma l'anima che vorrà ricevermi non solo per sé, ma anche per donarmi ad altre anime, deve ritornare "piccola" e simile ad un fanciullo che fiducioso si abbandona nella braccia del padre suo. Quanta umiltà deve essere in quest'ultima! Carità, amore, umiltà, obbedienza ai miei Desideri. Queste virtù sono pilastri fondamentali nel "Portatore di Gesù Eucarestia". Al resto, a tutto ciò che manca all'anima, supplirò Io. Sì, Firenze, Torino, Roma...: ecco un solco tracciato ove far cadere i "semi" della mia Parola. 

L’ITALIA



negli Scritti di Luisa Piccarreta 


Dal Volume 14 - Ottobre 27, 1922
(…)
Onde avendosi ritirato, è ritornato di nuovo, tutto afflitto, che moveva a pietà, e gettandosi nelle mie braccia come per trovare riposo;  ed io, nel vederlo, Gli ho detto:  “Che hai Gesù, così afflitto?”  E Gesù:  “Ah, figlia mia, tu non sai nulla di quello che vogliono fare!  Vogliono giocarsi Roma!  Se la vogliono giocare gli stranieri, gli stessi italiani;  sono tali e tante le nefandezze che faranno, che sarebbe minor male se la terra sboccasse fuoco per incenerirla, che ciò che faranno.  Vedi, da tutte le parti sbucano genti per affluire insieme e darne l’assalto, e quel che è più, sotto vesti di agnelli, mentre son lupi rapaci che vogliono divorare la preda.  Che unioni diaboliche!  Si stringono insieme per aver più forza e darne l’assalto.  Prega, prega!  E’ l’ultimo precipizio di questi tempi, in cui la creatura vuole precipitarsi”.

La nube della non-conoscenza




Un chiarimento su alcuni problemi che possono presentarsi nel corso della contemplazione: il rifiuto della curiosità intellettuale propria dell’animo umano, e la distinzione dei gradi e delle parti tra la vita attiva e quella contemplativa

Ma ecco che mi chiedi: «Che cos’è quella cosa che si intromette nel mio lavoro? È buona o cattiva?». Se, come dici, si trattasse di una cosa cattiva, allora resto sorpreso dal fatto che viene ad accrescere così tanto la devozione di un uomo. Infatti, talvolta ho la netta impressione che si ottenga grande conforto ad ascoltare le sue ispirazioni. Queste mi fan piangere amaramente, allorché mi muovono a compassione ora per la passione di Cristo, ora per la mia propria miseria o per altri motivi che mi sembrano senz’altro santi e di grande aiuto. Per questo ritengo che quella casa non può assolutamente essere cattiva. Ma se invece è buona, e per di più mi fa del gran bene con le sue dolci ispirazioni, allora mi sembra molto strano che tu mi ordini di ricacciarla, e così lontano poi, sotto la nube d’oblio».
La tua mi pare proprio una domanda pertinente: per questo cercherò di risponderti meglio che posso, anche se in maniera sempre inadeguata.
Innanzitutto, quando mi chiedi cosa sia quella cosa che vuole intromettersi a tutti i costi nel tuo lavoro, prestandosi perfino ad aiutarti, rispondo che si tratta di una visione chiara e penetrante da parte della tua mente, che è la facoltà razionale dell’anima.
E quando mi chiedi se è una cosa buona o cattiva, dico che è fondamentalmente buona per sua natura, poiché la ragione è un raggio della rassomiglianza con Dio. Ma l’uso che se ne fa può essere buono o cattivo. Buono, quando la ragione riesce, per grazia, a farti aprir gli occhi sulla tua stessa miseria, sulla passione di nostro Signore, sulla bontà e sulle opere meravigliose di Dio nelle sue creature, sia quelle corporali che quelle spirituali. Allora non c’è da meravigliarsi se accresce a tal punto la tua devozione, come tu stesso dici.
Ma vi è anche un cattivo uso della ragione, che si ha quando questa si gonfia d’orgoglio e di quella curiosità di sapere e di erudizione che si può ritrovare in certi uomini di chiesa. Questi si dan da fare per avere una reputazione non di umili scolari nelle cose divine e di maestri nell’umile devozione, ma di orgogliosi scolari del diavolo e di maestri di vanità e menzogne. Ma anche tutti gli altri uomini e donne, siano essi religiosi o secolari, fanno cattivo uso della ragione, quando questa li gonfia d’orgoglio e di curiosità per tutte le vanità terrene e li rende avidi di lodi, ricchezze, sfarzi inutili e popolarità di questo mondo.
Se però mi chiedi il motivo per cui devi ricacciare tutto ciò sotto la nube d’oblio, dal momento che si tratta di una cosa fondamentalmente buona e che per di più, una volta usata bene, si rivela di grande aiuto nell’accrescere la tua devozione, ti rispondo prontamente in questo modo.
Devi sapere che esistono due tipi di vita all’interno della santa chiesa: una è la vita attiva, l’altra è quella contemplativa. Delle due la prima è inferiore, la seconda è superiore.
La vita attiva ha due gradi, uno inferiore e uno superiore, così come la vita contemplativa ha due gradi, uno inferiore e uno superiore.
Ancora, queste due maniere di vita sono così strettamente legate. pur nella loro diversità, che non è possibile viverne Una senza una parte dell’altra. Tant’è vero che la parte superiore della vita attiva è ancora la stessa parte inferiore della vita contemplativa. Pertanto nessun uomo può dirsi pienamente attivo se non è, almeno in parte, contemplativo; allo stesso modo, non ci può essere un vero contemplativo, almeno in terra, che non sia in parte attivo.
La vita attiva inizia e termina in questa vita, non così la vita contemplativa. Essa, infatti, inizia in questa vita, ma dura per sempre. Quella parte che Maria ha scelto non le sarà tolta mai. L’attivo si preoccupa e si affanna per molte cose; il contemplativo invece si accontenta di una sola.
La parte inferiore della vita attiva consiste in opere di carità e misericordia corporale, tutte cose buone e oneste. La parte superiore della vita attiva, che è poi quella inferiore della vita contemplativa, è fatta di varie cose: efficaci meditazioni spirituali, una chiara coscienza della propria miseria, oltre a dolore e contrizione; una pietosa e compassionevole considerazione della passione di Cristo e dei suoi servi; un’immensa gratitudine e lode a Dio per i suoi doni meravigliosi, per la sua bontà e le sue opere in tutte le creature, materiali e spirituali.
Ma la parte superiore della contemplazione, così come la si può vivere su questa terra, è tutta racchiusa in questa oscurità e in questa nube della non-conoscenza, con un impulso d’amore che spinge a cercare atastoni nel buio il puro essere di Dio; sì, lui e lui solo.
Nella parte inferiore della vita attiva l’uomo agisce esteriormente e sta, per così dire, al di sotto di se stesso o. Nella parte superiore, che è poi quella inferiore della vita contemplativa, l’attività dell’uomo riguarda la sua interiorità, per cui egli si trova al suo stesso livello. Nella parte superiore della vita contemplativa, invece, l’uomo si innalza al di sopra di se stesso ed è inferiore, solamente a Dio. Sì, al di sopra di se stesso, perché è suo fermo proposito ottenere per grazia quello che non può conseguire per natura, cioè l’unione con Dio in spirito: essere una sola cosa con lui in conformità d’amore e volontà.
E come è impossibile, dal nostro punto di vista terreno, giungere alla parte superiore della vita attiva senza aver lasciato per un poco di tempo quella inferiore, così non si può passare alla, parte superiore della vita contemplativa senza aver lasciato per un poco di tempo quella inferiore. Allo stesso modo, com’è sconveniente e dannoso per chi è impegnato nella meditazione fissare l’attenzione sulle proprie azioni esteriori — già fatte o da fare, per quanto possano essere sante in se stesse —, così è senz’altro sconveniente e dannoso, per chi lavora in questa oscurità e in questa nube della non-conoscenza con un affettuoso slancio d’amore verso Dio in se stesso, lasciare che si frapponga tra sé e il suo Dio qualche pensiero o meditazione sui doni meravigliosi di Dio, sulla sua bontà e sulle sue opere in tutte le creature, materiali e spirituali, per quanto questi pensieri possano essere santi, piacevoli, o comunque di grande conforto.
Ed è per questo motivo che ti dico di sopprimere questi pensieri così sottili e insidiosi, e di ricoprirli con una fitta nube d’oblio, anche se sono santi e promettono fermamente di aiutarti a raggiungere la meta. È l’amore, infatti, che può portare a Dio già in questa vita, e non il sapere. E per tutto il tempo in cui l’anima dimora in questo corpo mortale, la nostra acuta comprensione nei riguardi delle cose spirituali, e in particolar modo di Dio, è contaminata da ogni sorta d’immaginazioni che rendono impuro il nostro lavoro u. Di conseguenza, ci sarebbe veramente da meravigliarsi se tutto questo non dovesse farci cadere in grave errore.

Consacrazione al Sangue di Gesù Cristo.



Signore Gesù che ci ami e ci hai liberati dai nostri peccati con il tuo Sangue, Ti adoro, Ti benedico e mi consacro a Te con viva fede. Con l'aiuto del tuo Spirito m'impegno a dare di tutta la mia esistenza, animata dalla memoria del tuo Sangue, un servizio fedele alla volontà di Dio per l'avvento del tuo Regno. Per il tuo Sangue versato in remissione dei peccati, purificami da ogni colpa e rinnovami nel cuore, perché risplenda sempre più in me l'immagine dell'uomo nuovo creato secondo giustizia e santità. Per il tuo Sangue, segno di riconciliazione con Dio tra gli uomini, rendimi docile strumento di comunione fraterna. Per la potenza del tuo Sangue, prova suprema della tua carità, dammi il coraggio di amare Te e i fratelli fino al dono della vita. O Gesù Redentore, aiutami a portare quotidianamente la croce, perché la mia goccia di sangue, unita al tuo, giovi alla redenzione del mondo. O Sangue divino, che vivifichi con la tua grazia il corpo mistico, rendimi pietra viva della Chiesa. Dammi la passione dell'unità tra i cristiani. Infondimi nel cuore grande zelo per la salvezza del mio prossimo. Suscita nella Chiesa numerose vocazioni missionarie, perché a tutti i popoli sia dato di conoscere, amare e di servire il vero Dio. O Sangue preziosissimo, segno di liberazione e di vita nuova, concedimi di preservare nella fede, nella speranza e nella carità, perché, da Te segnato, possa uscire da questo esilio ed entrare nella terra promessa del Paradiso, per cantarti in eterno la mia lode con tutti i redenti. Amen.

La terra, travolta dai loro metodi malvagi, gemerà di dolore



Mia amatissima figlia, sapessi quanto ho bisogno di essere consolato in questo momento in cui così tanti sono caduti lontano da Me. Le Mie Lacrime scorrono a torrenti, mentre l‟esercito di Satana, posseduto da uno dei più vili dei suoi demoni, Gezabele, ha indotto in tentazione molti di coloro che dicono di rappresentare Me. Quante cose hanno dimenticato e quanto poco si ricordano della Mia Promessa di ritornare! 

Il momento della Mia Seconda Venuta si avvicina velocemente e l‟esercito di Satana si è raccolto in gran numero, pronto a dare battaglia contro quelli che Io chiamo Miei. Questo malvagio esercito sarà guidato dai Miei nemici e non c‟è niente che non faranno per cercare di ingannare il mondo affinché creda alle loro falsità. Parlando nel Mio Nome, prenderanno con sé santi uomini e donne e diventeranno una forza di cui tener conto. Accolti con grande soddisfazione da un mondo laico, cambieranno la faccia della terra e sulla loro scia provocheranno la rovina. 

La terra, travolta dai loro metodi malvagi, gemerà di dolore e ciò sarà attestato da un grande sconvolgimento. Ogni malvagio atto di profanazione che essi infliggeranno al Mio Corpo, si manifesterà attraverso i cambiamenti del clima, la perdita dei raccolti, le modificazioni nell‟atmosfera ed un diluvio di enorme portata; ci saranno poche nazioni sulla terra che non saranno colpite a causa delle loro azioni. Mio Padre infliggerà grandi sofferenze su di loro. 

Per ogni persona che condanneranno nel Mio Nome, anch‟essi saranno condannati. Per ogni azione dolorosa che infliggeranno ai figli di Dio, anche loro subiranno lo stesso dolore. 
L‟inferno che essi porteranno a milioni di persone, provocherà una punizione simile ai fuochi che bruciano ogni giorno nell‟abisso eterno. 

Le Porte del Cielo gli verranno sbattute in faccia ed essi urleranno in agonia quando, nell‟Ultimo Giorno, saranno accecati dalla Mia Luce. Essi fuggiranno, da codardi quali sono, cercando di trovare riparo dalla Mia Giustizia, ma non vi saranno luoghi in cui trovar sollievo. 
Accecati, essi correranno e cadranno, ma non ci sarà alcun posto dove andare. Rimarranno indietro, poiché nessuno di loro avrà l‟energia o la forza di volontà di chiedere il Mio Aiuto, in quanto, costoro hanno interamente gettato via la Vita che avrebbero potuto avere, ma di cui non potranno più avvalersi. 

AscoltateMi adesso, poiché Io dichiaro solennemente, che l‟uomo che vive secondo la Mia Parola e che rimane leale a Me, non ha nulla da temere. L‟uomo che Mi maledice e che chiude risolutamente la porta dietro di lui, al Mio Regno, sarà cacciato via. 

Il vostro Gesù 

24 Novembre 2014


lunedì 1 luglio 2019

Per poter entrare nel Regno dei Cieli, avete bisogno di un cuore puro.



Maria Madre di Dio

Mettete quindi la vostra vita al servizio di Dio, altrimenti non entrate nel Regno dei Cieli.

Per poter entrare nel Regno dei Cieli, avete bisogno di un cuore puro.

Un cuore puro può essere conquistato qui in terra.

La purificazione può avvenire in molti modi diversi.

Ogni visita in Chiesa che viene fatta con buone intenzioni, vi aiuta a raggiungere un cuore puro. Figli miei, durante la Santa Messa vi vengono regalate infinite grazie. Accettatele con riconoscenza. Sono per voi la via, che conduce al Paradiso.

Vivere il Purgatorio già qui in terra, è una grande grazia. 

La vostra terra al momento è come un vulcano.



Maria Madre di Dio

Il cambiamento succederà.

La vostra terra al momento è come un vulcano. 

 La divisione fra il bene e il male accadrà presto e quando sarà il momento, siate certi, che Nostro Padre, Dio l'Altissimo, non aspetterà a lungo per intervenire con la Sua divinità. 

L'INFERNO VISTO DAI SANTI



PERCHÉ È UTILE IL PENSIERO DELL'INFERNO 

Ma, in concreto, perché è utile il ricordo e la riflessione sull'inferno? Soprattutto perché tale pensiero aiuta potentemente a tener lontano e a vincere tutte le suggestioni del male, del peccato che, a volte, sono tali da travolgere anche i più radicati nel bene. E il peccato - lo si sa - è il vero e più terribile nemico dell'uomo, perché strumento di sicura dannazione e l'unico grande ostacolo alla comunione con Dio e alla vita autentica dello spirito. 
Naturalmente, invitando a riflettere e a parlare di inferno, non si può dedurre, come già detto, che tutto - nella religione cattolica - è basato sul terrore. Gesù, anche quando parla dell'inferno, parla per salvare le anime, indicando loro la via della salvezza. 
E tutto ciò è sempre amore che incita, incoraggia, corregge, esorta. E chiunque può, così deve impostare la sua vita sui grandi misteri e beni della speranza cristiana. 
Bisogna ringraziare il Signore anche per queste visioni o apparizioni avute dai Santi, essendo per tutti anche - come vedremo - dei richiami di amore, delle prospettive aperte su realtà che riguardano gli uomini di tutti i tempi e di ogni condizione. A chi si danna il Signore non può che ripetere quelle parole della Scrittura: "Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna che io non abbia fatto?" (Is 5,4). 

Ma esiste veramente l'inferno? 
Sono tanti oggi, anche tra fedeli che frequentano la Chiesa e Sacramenti, a negare l'esistenza dell'inferno. A parte ogni altra motivazione, sembra impossibile che Dio, infinitamente buono e misericordioso, possa e voglia condannare inesorabilmente e per sempre a un supplizio eterno che nessun'immagine o parola può descrivere. 

Padre Antonio Maria Di Monda

Il tuo Sangue scenda sopra tutti



IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO

Eccomi, o Gesù, a pié della tua Croce, accanto a Maria, a Giovanni, alla Maddalena.
Eccomi, o Gesù, con le braccia tese verso di Te, nel desiderio di partecipare a' tuoi martiri, nel desiderio di sollevarTi dai tuoi spasimi, nel desiderio di consolarTi.
O Gesù, splendore eterno del Padre, maestà e bellezza infinita che Ti sei ridotto in così umile stato e in così profonda abiezione; Gesù, martire divino per i miei peccati, vittima di tutte le colpe umane, abbi pietà di me.
Il Sangue prezioso, che sgorga dalle tue ferite, discenda sull'anima mia, la purifichi, la renda bella a' tuoi occhi, pura e santa.
Sangue prezioso, versato per redimere tutto il mondo, scendi sopra di me: io voglio ripetere con fervore e con speranza, per adorazione e per riparazione le parole dei tristi giudei.
Il tuo Sangue, o Gesù, scenda sopra di me e sopra di tutti, cancelli le nostre colpe, ci renda grati a' tuoi benefici, fedeli alla tua grazia, perseveranti nel bene, forti nella prova, generosi nel sacrificio e nella pratica della virtù.
Sangue prezioso di Gesù, corrobora e difendi e rendi vittoriosa la Chiesa, converti i peccatori, salva tutto il mondo.
«Sanguis Christi, inebria me». q. 1: s.d.

SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO


Maria, Regina della pace



O Maria, Regina della pace,
noi ti supplichiamo con fiducia.
Supplica pace per noi.
Oggi,
tu conosci il dolore degli uomini,
tu ascolti il grido dei poveri,
tu esaudisci la preghiera dei piccoli.
Supplica pace per noi.
Guarda alla nostra miseria,
soccorrici quando l’odio ci acceca.
Insegnaci ad operare la pace;
guidaci verso il dialogo;
sostienici nel rispetto di ogni persona
al di sopra delle differenze, delle razze,
delle religioni, delle culture.
Tu, Madre che hai sofferto con Tuo Figlio,
tu, partecipe dei frutti 
della redenzione di Cristo,
prega perché risorga la nostra pace,
prega perché vinca la pace 
sul regno della violenza.
Tu, Sposa dello Spirito, nostra vita,
tu, Madre di Cristo, il redentore,
tu, Regina fra i santi nel regno della pace. 
Amen.

Figli miei, decidetevi adesso, durante la vostra vita terrena, per Mio figlio.



Maria Madre di Dio

La vera gioia è in Mio figlio. Solo Lui può farvi sentire realizzati pienamente. Non troverete mai la piena soddisfazione e gioia senza di Lui.

Perfino allora,  quando nell'ora della Decisione il Mio figlio si mostrera’ a voi, molti penseranno di non dover Lo seguire e guidati dai loro stessi errori, che li rendono prigionieri, andranno di loro spontanea e libera volontà, alla Dannazione eterna.

Figli miei, decidetevi adesso, durante la vostra vita terrena, per Mio figlio.

Amate Lo e verrete amati come non l'avete ancora mai provato qui sulla terra. 

GUARDARSI DALLE VANE SPERANZE E FUGGIRE LA SUPERBIA



Chi mette la sua fiducia negli uomini e nelle altre creature è un insensato. Non ti rincresca di star sottoposto ad altri, per amore di Gesù Cristo, e di sembrare un poveretto, in questo mondo. Non appoggiarti alle tue forze, ma salda la tua speranza in Dio: se farai tutto quanto sta in te, Iddio aderirà al tuo buon volere. Non confidare nel sapere tuo o nella capacità di un uomo purchessia, ma piuttosto nella grazia di Dio, che sostiene gli umili e atterra i presuntuosi. Non vantarti delle ricchezze, se ne hai, e neppure delle potenti amicizie; il tuo vanto sia in Dio, che concede ogni cosa, ed ama dare se stesso, sopra ogni cosa. Non gonfiarti per la prestanza e la bellezza del tuo corpo; alla minima malattia esse si guastano e si deturpano. Non compiacerti di te stesso, a causa della tua abilità e della tua intelligenza, affinché tu non spiaccia a Dio, a cui appartiene tutto ciò che di buono hai sortito dalla natura. Non crederti migliore di altri, affinché, per avventura, tu non sia ritenuto peggiore dinanzi a Dio, che ben conosce quello che c'è in ogni uomo (cfr. Gv 2,25). 
Non insuperbire per le tue opere buone, perché il giudizio degli uomini è diverso da quello di Dio, cui spesso non piace ciò che piace agli uomini. 
Anche se hai qualcosa di buono, pensa che altri abbia di meglio, cosicché tu mantenga l'umiltà. Nulla di male se ti metti al di sotto di tutti gli altri; molto male è invece se tu ti metti al di sopra di una sola persona. 
Nell'umile è pace indefettibile; nel cuore del superbo sono, invece, continua smania e inquietudine. 

 L'Imitazione di Cristo

LEGGENDA PERUGINA



( COMPILAZIONE DI ASSISI )

DURO CON SE STESSO, TENERO CON I FRATELLI

E veramente i primi frati e quanti vennero dopo di loro, per molto tempo, erano soliti strapazzare il proprio corpo non solo con una esagerata astinenza nel mangiare e nel bere, ma anche rinunciando a dormire, non riparandosi dal freddo, lavorando con le loro mani. Portavano direttamente sulla pelle, sotto i panni, cerchi di ferro e corazze, chi poteva procurarsene, o anche i più ruvidi cilizi che riuscivano ad avere.
Ma il padre santo, considerando che con tali asprezze i fratelli avrebbero finito per ammalarsi,  –  e taluni in breve tempo erano effettivamente caduti infermi, – durante un Capitolo proibì loro di portare sulla carne null’altro che la tonaca.
Noi che siamo vissuti con lui, siamo in grado di testimoniare a suo riguardo che, dal tempo che cominciò ad avere dei fratelli e poi per tutta la durata della sua vita, usò discrezione verso di loro bastandogli che nei cibi e in ogni altra cosa non uscissero dai limiti della povertà e dell’equilibrio, cosa tradizionale tra i frati dei primordi. Quanto a se  stesso,  invece,  dal  principio  della  conversione,  prima  di  avere  dei  fratelli,  e ininterrottamente per tutto il tempo che visse, fu molto duro, sebbene fin da ragazzo fosse fragile e debole di costituzione, e quando era nel mondo non potesse vivere se non usandosi molti riguardi.
Una volta, notando come i frati già debordavano dai limiti della povertà e della discrezione  sia  nei cibi che  nelle  altre  cose, disse  ad  alcuni,  con  l’intenzione  di rivolgersi a tutti: «Non pensano i fratelli che al mio corpo sarebbe necessario un vitto speciale? Eppure, siccome devo essere modello ed esempio per tutti i fratelli, voglio che mi bastino alimenti da povero e oggetti grossolani ed esserne contento».

Traduzione di VERGILIO GAMBOSO

DEVOZIONE AL PREZIOSISSIMO SANGUE



Vorrei avere mille lingue per intenerire ogni cuore verso il Sangue Preziosissimo di Gesù. E' questa una devozione fondamentale che abbraccia tutte le altre: essa è la base, il sostegno, l'essenza della pietà cattolica. La devozione al Preziosissimo Sangue, ecco l'arma dei nostri tempi! (Scritti).
Oh! quanto mi interessa questa divozione. Io debbo confessarlo, ciò che ho nella mia limitazione (di forze, danaro, capacità) tutto me lo impiego per sì gran bene. Questo è il prezzo della Redenzione, questo il motivo della mia fiducia onde salvarmi; a questa divozione io voglio consacrare la mia vita e per applicare il Divin Sangue sono io sacerdote. (Let. 5, f. 71).
In tutto l'Orbe il Divin Sangue ha da ripurgare la terra. Ecco in che consiste lo spirito della divozione nostra. (Cr. pag. 358).
Non v'ha poi dubbio che la divozione del Divin Sangue è la mistica arma dei tempi: ipsi vicerunt draconem propter Sanguinem Agni! Ed oh! quanto più dobbiamo propagarne le glorie. (Let. 8).
Il Signore in ogni tempo ha suscitato delle divozioni atte a porre argine al torrente delle iniquità. Ma se in altri tempi la Chiesa la vediamo... combattuta or contro un dogma or contro un altro, nei tempi nostri però la guerra è alla Religione nella totalità, è al Crocifisso Signore. Convien dunque riprodurre le glorie della Croce e del Crocifisso... ora necessita ridire ai popoli a qual prezzo sian ricomprate le anime. Convien far conoscere per quali vie il Sangue di Gesù monda le anime... convien rammentare che questo Sangue si offre ogni mattina sull'altare. (Regol, pag. 80).
Ecco a che attende la nostra divozione, il nostro titolo! Questo Divin Sangue si offre di continuo nella Messa, questo si applica nei Sacramenti; questo è il prezzo della salute; è, per ultimo (infine), l'attestato dell'amor di Dio fatto Uomo. (Cr. pag. 186).
Se gli altri Istituti si danno carico di propagare chi l'una chi l'altra divozione, questo delle Missioni deve essere inteso alla propagazione di quella divozione che tutte le altre racchiude, del prezzo cioè di nostra Redenzione. (L. f. 226).
Questo Titolo (del Prez.mo Sangue da dare all'Istituto) deriva da ciò che abbiamo nelle S. Scritture: Ci hai redenti, o Signore, col tuo Sangue e ci hai fatto Regno per il nostro Dio e sacerdoti. Noi dunque ecclesiastici siamo insigniti del carattere sacerdotale per applicare alle anime il Divin Sangue. Questo si offre nel Divin Sacrificio e questo si applica nei Sacramenti, questo è il prezzo di redenzione, questo è ciò che presentar possiamo al Divin Padre per la riconciliazione dei peccatori... In questa devozione noi abbiamo i tesori della Sapienza e della Santità, in questo il nostro conforto, la pace, la salute. (Regolaidea generale dell'Opera pag. 6).
Questa divozione si è di essenza nel Cristianesimo, venerata dalla Chiesa, quam acquisivit Sanguine suo... Prescrisse Iddio agli Ebrei di tingere in Egitto di sangue le loro porte, per essere liberi dalla spada vendicatrice, in quantoché si allude a quel mezzo di eterna salute, che avrebbe liberato le anime nostre dalla schiavitù dell'inferno. A ciò aggiungesi quello che avverte l'Apostolo, che se il Sangue dei capri e dei vitelli santifica ciò che è immondo, quanto più il Sangue di Cristo monderà le nostre anime? Basta concludere con S. Bernardo: Il Sangue di Cristo grida come una tromba e con S. Tommaso: Il Sangue di Cristo è la chiave del Paradiso. Ma non conviene, per dir tutto in poco, ciò che avverte S. Paolo: Pacificando col Sangue della sua Croce sia ciò che è nella terra, sia ciò che è nei Cieli?
I peccatori ne abusano orrendamente ed il Signore va dicendo nel trasporto del suo amore: quale utilità nel mio Sangue? Dunque vi sia chi ne procuri con sacro solenne culto l'adorazione di compenso ed insieme ne predichi ai popoli le glorie, facendo rilevare che in questa devozione è compendiata la fede istessa. Infatti in essa fan centro gli oracoli profetici, i vaticini, i sacrifici dell'antica alleanza: Laverà nel vino la sua stola e nel sangue dell'uva il suo pallio... Che fece Mosè? Prendendo il libro lo asperse di sangue dicendo... questo è il sangue del testamento che vi inviò Dio... Tutto sarà mondato nel sangue... e senza effusione di sangue non ci sarà perdono. (Regol. pag. 80/r).
Vedo talvolta nella mia mente una moltitudine di operai evangelici che vanno gradatamente per tutta la terra col calice santo di Redenzione, offrendo al Divin Padre il Divin Sangue... ed insieme applicandolo alle anime... e mentre tanti abusano del prezzo di Redenzione vi sia uno stuolo di anime che cerchino di compensare i torti che riceve Gesù. (Cr. pag. 364).
Le altre divozioni sono tutti mezzi a facilitare la pietà cattolica, ma questa si è la base, il sostegno, l'essenza. Le altre divozioni, prodotte nei vari tempi, presentano un'epoca di principio, sempre santo, sempre lodevole; questa è così antica che rimonta fin dal momento che Adamo peccò e perciò fu chiamato Gesù: Agnello svenato fin dalla creazione del mondo! (Regol. pag. 80).
E' il Divin Sangue l'offerta da presentarsi all'Eterno Genitore, essendo scritto: Pacificans per sanguinem crucis eius sive quae in coelis, sive quae in terris sunt. Questa divozione dirò così, apre le porte della divina Misericordia ed addita l'unico mezzo stabilito alla conciliazione: Giustificati nel suo Sangue saremo per esso salvi dall'ira. (Cr. pag. 409).
Con le opere apostoliche si cerca dare un culto di compenso ai Misteri di nostra redenzione, dei quali tanto si abusano i peccatori, si risveglia nelle anime l'idea grande dell'inestimabile prezzo di nostra eterna salute. Ci hai redenti col tuo Sangue... Siete stati infatti comprati...; si animano i traviati a sperare il perdono dei falli commessi, mentre: Cristo ci ha amati e ci ha lavati nel suo Sangue. S. Caterina da Siena, ai tempi dello scisma, ebbe lume dal Signore che a quella divozione era legata la pace della Chiesa. (Regol. pag. 69).
La devozione al Sangue di Cristo apre le porte alla divina misericordia; di questa devozione abbiamo oggi bisogno per impetrare le grazie del Signore; per essa oh! quante benedizioni del clementissimo Iddio! Se i popoli tornano nelle braccia della misericordia e si mondano nel Sangue di Gesù Cristo tutto si accomoda: perciò i ministri del Santuario devono applicare alle anime il Sangue divino e manifestare i frutti della misericordia. (Scritti).
Il Signore ci presenta il Mar Rosso (simbolo del mistero del suo Sangue) per il quale si coltiva e innaffia la mistica terra inaridita delle anime per le colpe e si appresta al peccatore la strada onde uscir dall'Egitto (immagine del mondo corrotto) e al penitente, non che alle anime ardenti di amore verso Gesù, si dà stimolo ed eccitamento ad andar naufraghi in questo misterioso mare, onde essere trionfo della bontà di un Dio Redentore. (Scritti).
Nei tempi attuali pubblica recita della Coroncina, divozione e culto del Divin Sangue! Nel Mese di giugno (allora era giugno il mese consacrato al P. Sangue) si animino i popoli a meditare i misteri dell'amore di Gesù nell'averci redento con prezzo inestimabile del suo Divin Sangue.
Preghiamo nell'imminente mese perché il Divin Sangue operi prodigi. (Lett. 1,125).

SCRITTI DI SAN GASPARE

Il messaggio della Beata Vergine Maria "Madre Amorosa" alle religiose



"Alle Mie figlie religiose: voi siete care al Mio Cuore Materno. Io vi chiedo di rafforzarvi nella fede e nella fiducia in Mio Figlio. Non fate sì che le vostre croci quotidiane vi allontanino da Mio Figlio, ma piuttosto rinnovatevi nella Sua Croce d’Amore. Lasciate che il Santo Sacrificio di Mio Figlio vi fortifichi.
Come vostra Madre Amorosa, vi abbraccio. Venite a Me in modo che Io vi possa avvicinare a Mio Figlio.
Mantenete i vostri voti e le promesse che avete fatto. Vivete in umiltà, servizio e obbedienza.
Sarete messe alla prova molte volte. Gioite mentre salite i gradini della virtù. Il vostro Calvario termina nella braccia di Mio Figlio. Io sono qui per aiutarvi ad ogni passo che fate lungo questa strada.
Vi amo teneramente. Restate pure, non cercando le ricchezze del mondo. Fate in modo che il vostro cesto sia colmo di virtù.
In questo giorno, vi dono grazie speciali per adempiere alla Volontà di Mio Figlio verso di voi".

13 ottobre 1998  apparizioni di Conyers

Le spose di Gesù



Sposa del Crocifisso

Tu, come sposa di Gesù, sei chiamata a portare con Lui il peso del mondo. Devi sentirti responsabile della salvezza dell’intera umanità come madre di tutte le anime. Essere sposa di Gesù ti rende corredentrice e devi pregare e soffrire per la salvezza di tutti. Ogni giorno devi somigliare sempre più a Gesù, devi trasformarti in Lui. Il Padre vuole riprodurre in te l’immagine di suo Figlio (Rm 8, 29).
E, quando hai dei problemi e sei nella sofferenza, rivolgiti a Gesù e sfogati con Lui. Egli è il tuo sposo e ti comprende e vuole aiutarti, consolarti. E ti dirà: «Non aver paura, non temere, perché io sono con te e TI AMO» (Is 43, 4-57). Quando ti trovi nel deserto, nella tenebra, quando credi che egli si è allontanato da te, che non ti vuole più bene, che ti ha abbandonato a causa dei tuoi peccati..., ascolta le sue parole: «Sei preziosa ai miei occhi perché sei degna di stima ed io TI AMO MOLTO. Darei uomini al tuo posto e nazioni in cambio della tua vita» (Is 43, 4).
In quei momenti difficili fai degli atti di fede, sforzati di amarlo, anche se non lo vedi e non lo senti. Digli che lo ami, leggi qualcosa che ti parli del suo amore..., ma non lasciarti vincere dal sonno dalla stanchezza o dalla comodità. Prega, anche se non ne hai voglia. Porta in silenzio la sofferenza della tua solitudine e offrigli il tuo dolore, come un fiore che lo consoli per tante offese... ed egli si sentirà felice, perché sarà molto vicino a te, ai piedi della tua croce. Non sfuggire le sofferenze perché sono le carezze del tuo sposo. Il dolore è una dichiarazione d’amore, un bacio del tuo Gesù crocifisso. «Quando arriverai a tal punto che il dolore ti sembrerà dolce e piacevole per Cristo, allora avrai trovato il paradiso sulla terra» (Kempis II - 12,11).
Non dimenticare che sei sua sposa e che non puoi sfuggire dalla croce, perché ti allontaneresti da Lui. Ti sei forse stancata di amarlo e di soffrire per Lui? E se Egli si stancasse di amare te? Perciò, fai delle piccole mortificazioni, controlla il tuo sguardo, la tua curiosità, mantieni il silenzio e persegui la modestia, privati di qualcosa che ti piace... Cerca di scegliere non ciò che è più facile, ma ciò che è più difficile; non ciò che è più saporito, ma ciò che è più insipido; non ciò che è più piacevole, ma ciò che non dà piacere, come consiglia san Giovanni della Croce. «È un vero peccato vedere delle anime come delle ricche navi, cariche di opere e di esercizi spirituali, di virtù e grazie ricevute da Dio, che, non avendo il coraggio di staccarsi da qualche piacere o affetto o comodità, non vanno avanti e non arrivano al porto della perfezione» (1 S 11, 4).
Tu, un giorno, ti sei consacrata a Gesù e hai preso l’impegno di essere santa. Ciò significa che ti sei messa nelle sue mani senza condizioni, gli hai dato il permesso di crocifiggerti con Lui.
Non volgerti indietro. Se tu lo facessi, non solo falliresti con Gesù, ma anche con tutti i tuoi figli del mondo intero, che hanno bisogno di te. Perciò, rinnova costantemente durante la messa la tua offerta di «vittima viva a lode della sua gloria» (Preg Euc IV).
Il tuo sposo divino aspetta che la tua alleanza con Lui arrivi fino al massimo grado del Matrimonio mistico dei santi. Cos’aspetti? Perché hai paura di consegnarti totalmente all’amore? Ti spaventa la parola vittima? Se vuoi, usa la parola «offerta permanente», abbandono totale o quella che vuoi, ma consegnati a Lui senza condizioni. Hai bisogno soltanto del permesso del confessore o del direttore spirituale.
Ricorda che essere «offerta permanente» significa che tutta la tua vita è di Gesù. Tutti ed ognuno dei tuoi pensieri devono essere di Gesù. E allo stesso modo ogni tuo desiderio, parola, sguardo, azione, dolore e gioia deve essere di Gesù e per Gesù. Non permetterti di fare qualcosa che lo offenda, nemmeno col pensiero. Egli ti ricompenserà. 
Tuttavia, molte religiose si spaventano dinanzi alla consegna totale, all’abbandono totale, perché temono che il Signore le prenda in parola e perché, inoltre, dicono che questo aspetto è già incluso nei voti religiosi. Questo è vero, ma questi voti vanno vissuti fino in fondo. La cosa triste è che abbiamo paura dell’amore tenero e misericordioso di Gesù, che sa meglio di noi ciò che ci conviene. Potrà inviarci malattie che peseranno su chi dovrà accudirci? Potrà renderci inutili con la quantità di lavoro che dobbiamo svolgere? Gesù saprà pagarci come solo Lui sa fare; ma abbiamo fede e fiducia in Lui perché non si lascerà vincere in generosità.
Occorre evitare ad ogni costo considerazioni troppo umane, perché non siamo una ditta che deve guadagnare, ma dobbiamo salvare anime e santificarci. Non cadiamo nell’errore della gente del mondo, che non comprende la nostra vita perché non vede frutti sociali od economici e preferisce le religiose di vita attiva.
Una vera anima vittima fa di più per la santificazione della sua comunità di cento anime mediocri. Essa è la gioia del suo Sposo ed ottiene dal cielo più beni di migliaia e milioni di giusti ordinari, che non fanno altro che purgare i propi errori. Questa è una benefattrice dell’umanità e la sua vita è una benedizione per il mondo. Per questo «Il Signore annunzia: dirigerò verso Gerusalemme un fiume di prosperità e le ricchezze delle nazioni come un torrente in piena» (Is 66, 10).
Diciamo ora, con fede e confidenza, insieme a santa Teresa:

«Eccoti qui il mio cuore,
metto nel palmo della tua mano
il mio corpo, la mia vita e la mia anima, 
le profondità del mio essere ed il mio amore.
Dolce Sposo e Redentore,
poiché mi sono offerta a te,
cosa vuoi che avvenga di me?»

Padre Angel Peña

Il Sacro Cuore



Conquiste del Sacro Cuore

La prima approvazione ufficiale

Alla fine, la pazienza fu premiata. Nel 1758 fu eletto Papa Clemente XIII, membro della Confraternita del Sacro Cuore.
Incoraggiati dal fatto, nel 1762 questa Confraternita promosse nuove petizioni al Papa. Queste petizioni erano sottoscritte non solo dai vescovi polacchi e da 150 illustri membri del clero, ma anche da un nutrito gruppo di sovrani europei La Sacra Congregazione dei Riti, pressata dal Papa stesso, il 25 gennaio 1765 accolse la richiesta, concedendo la Messa e l’Ufficio del Cuore di Gesù al Regno di Polonia e alla Confraternita del Sacro Cuore, e poi anche all’ Ordine della Visitazione. Il successo della devozione è confermato dalla stessa approvazione vaticana, che così comincia: «Vedendo il culto del Sacro Cuore già diffuso in quasi tutte la parti del mondo cattolico, comprendendo che la concessione di una Messa e di un Ufficio non ha altro effetto che quello di ampliare il culto già stabilito e di rinnovare simbolicamente il ricordo del divino amore, mediante il quale il Figlio unigenito di Dio ha assunto l’umana natura e, obbedendo fino alla morte, ha dato come esempio agli uomini la mitezza e l’umiltà del suo Cuore,...» 56
Questa prima approvazione ovviamente contribuì molto a superare le diffidenze e le avversioni. 

Guido Vignelli