domenica 27 ottobre 2019

A tu per tu col maligno




Per descrivere l’azione del diavolo, soprattutto nel mondo contemporaneo, è opportuno trascrivere quanto esplicitamente fatto dallo stesso presente ( Federico Pellettieri ), durante un esorcismo, come riferito dal padre Gesuita Domenico Mondrone (Prete Esorcista) nel suo libro, intitolato: “A tu per tu col maligno”.
“Satana gli dice:

“Non vedi che il suo regno (di Gesù) si sgretola e il mio si allarga di giorno in giorno sulle rovine del suo? Provati a fare un bilancio tra i suoi seguaci e i miei, tra quelli che credono nelle sue verità e quelli che seguono le mie dottrine, tra quelli che osservano la sua legge e quelli che abbracciano le mie. Pensa soltanto al progresso che sto facendo per mezzo dell’ateismo militante, che è il rifiuto totale di Lui. Ancora poco tempo e il mondo cadrà in adorazione dinanzi a me. Sarà completamente mio. Pensa alle devastazioni che sto portando in mezzo a voi servendomi principalmente dei suoi ministri. Ho scatenato nel suo gregge uno spirito di confusione e di rivolta che mai finora mi era riuscito di ottenere. Avete quel vostro (…) vestito di bianco che tutti i giorni chiacchiera, grida, blatera. Ma chi lo ascolta? Io ho tutto il mondo che ascolta i miei messaggi e li applaude e li segue. Ho tutto dalla mia parte. Ho le cattedre con le quali ho dato scacco alla Vostra filosofia. Ho con me la politica che vi disgrega. Ho l’odio di classe che vi dilacera. Ho gli interessi terreni, l’ideale di un paradiso in terra che vi accanisce gli uni con gli altri. Vi ho messo in corpo una sete di denaro e di piaceri che vi fa impazzire e vi sta seducendo in un’accozzaglia di assassini. Ho scatenato in mezzo a voi una sensualità che sta facendo di voi una sterminata mandria di porci. Ho la droga che presto farà di voi una massa di miserabili larve, di folli e di moribondi. Vi ho portati a praticare l’aborto con cui fate stragi di uomini prima che nascano. Tutto quello che può rovinarvi non lascio intentato, e ottengo ciò che voglio: ingiustizie a tutti i livelli per tenervi in continuo stato di esasperazione; guerre a catena che devastano tutto e vi portano al macello come pecore; e insieme a questo la disperazione di non sapersi liberare dalle sciagure con le quali devo portarvi alla distruzione. Conosco fin dove arriva la stupidità degli uomini, e la sfrutto fino in fondo. Alla redenzione di quello che si è fatto ammazzare per voi bestie ho sostituito quella di governanti massacratori, e voi vi buttate al loro seguito come stupidissime pecore. Con le mie promesse di cose che non avrete mai sono riuscito ad accecarvi, a farvi perdere la testa, fino a portarvi dove voglio. Ricorda che io vi odio infinitamente, come odio lui che vi ha creati.”
           Poi aggiunse:
“In un secondo momento mi lavorerò uno per uno i parroci rispetto al loro pastore. Oggi il concetto di autorità non funziona più come una volta. Sono riuscito a dargli uno scossone irreparabile. Il mito dell’ubbidienza sta tramontando. Per questa via la Chiesa sarà portata alla polverizzazione. Intanto vado avanti con la decimazione continua di preti, dei frati, delle suore, ad arrivare allo spopolamento totale dei seminari e dei conventi: tolti di mezzo i suoi “operai della Vigna”, subentreranno i miei e avranno via libera nel loro lavoro definitivo”.
          Quindi rivelò:
a)quali sono i suoi migliori collaboratori:
“A me preme incrementare il numero dei preti che passano dalla mia parte. Sono i migliori collaboratori del mio regno. Molti o non dicono più messe o non credono a ciò che fanno all’altare. Molti di essi li ho attirati nei miei templi, al servizio dei miei altari, a celebrare le mie messe. Vedessi che meravigliose liturgie ho saputo imporre loro a sfregio di quelle celebrate nelle vostre chiese. Le mie messe nere”.
b)quali i suoi più grandi nemici:
“Quelli più legati alla Sua amicizia, quelli che Egli riesce a conservare sempre suoi. Quelli che lavorano e si consumano per i Suoi interessi. Che zelano la Sua gloria. Un malato che per gli amici soffre e si offre per gli altri. Un prete che si conservi fedele, che preghi molto, che non siamo mai riusciti a contaminare, che si serve della messa, di quella tremenda maledettissima messa, per farci un male immenso e strapparci una moltitudine di anime. Questi sono per noi gli esseri più odiosi, quelli che maggiormente pregiudicano gli affari del nostro regno”.
Infine Satana, mostrandogli una folla sterminata di giovani in una piazza di città gli disse: “Guarda, guarda che spettacolo meraviglioso!…E’ tutta gioventù passata dalla mia parte. E’ gioventù mia. Molta l’ho irretita con la lussuria, con la droga, con lo spirito del materialismo ateo. Quasi tutti sono venuti su senza i soliti sciacqui battesimali. Questi giovani sono passati attraverso scuole programmate su un ateismo sindacale. Lì, hanno imparato che non è stato quello di lassù a creare l’uomo, ma l’uomo ha creato stupidamente Lui. Ora sono agguerriti a una lotta attiva contro di Lui, che resiste a scomparire. Ma scomparirà. E’ fatale! Questi miei giovani hanno imparato a disfarsi di tutte le cosiddette verità eterne. Per essi esiste solo il mondo materiale e sensibile. E’ stato un gigantesco lavaggio del cervello, e ci serviremo di questo per tutti coloro che osassero tenersi ancora aggrappati alle vecchie credenze. Egli deve scomparire in modo assoluto dalla faccia della terra. Presto verrà il giorno che neppure il Suo nome verrà più ricordato. Le poche cose di resistenza che non riusciremo ad eliminare con la nostra filosofia, le annienteremo col terrore. Ci sono per i resti decine e decine di lager dove li manderemo a marcire. Così per tutti i paesi della terra. Uno dopo l’altro devono cadere ai miei piedi, abbracciare il mio culto, riconoscere che l’unico signore sono io”

 C’è però qualcosa che non bisogna dimenticare: Satana e il suo esercito malvagio non possono far niente che il Signore non permetta loro di fare (Giobbe 1-2). Stando così le cose, Satana, pensando di stare compiendo i suoi piani, sta compiendo in realtà quelli buoni di Dio… anche nel caso del tradimento di Giuda. Alcune persone hanno un fascino malsano per l’attività occulta e demoniaca; questo è insensato e antibiblico: se seguiamo Dio con la nostra vita e siamo rivestiti della Sua armatura, confidando nella Sua forza, non nella nostra (Ef. 6:10-18), non abbiamo nulla da temere da parte del maligno perché Dio governa su tutto.
              “Omicida fin dal principio, menzognero e padre di menzogna, Satana che seduce tutta la terra, è a causa sua che il peccato e la morte sono entrati nel mondo, ed è in virtù della sua sconfitta definitiva che tutta la creazione sarà liberata dalla corruzione del peccato e della morte. ‘Sappiamo che chiunque è nato da Dio non pecca: chi è nato da Dio preserva se stesso e il Maligno non lo tocca. Noi sappiamo che siamo nati da Dio, mentre tutto il mondo giace sotto il potere del Maligno’ (1 Gv. 5, 18-19): il Signore ha cancellato il vostro peccato e ha perdonato le vostre colpe, è in grado di proteggervi e di custodirvi contro le insidie del diavolo che è il vostro avversario, perché il nemico, che suole generare la colpa, non vi sorprenda. Ma chi si affida a Dio, non teme il diavolo. ‘Se infatti Dio è dalla nostra parte, chi sarà contro di noi ?’ (Rm. 8, 31)” (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2852).

di Federico Pellettieri

Complete Gregorian Chant Rosary



NON DIMENTICHIAMOLI



La preghiera per i nostri cari defunti 
è un bisogno del cuore, 
è un dovere che noi abbiamo verso coloro 
che in vita ci amarono tanto 
e ci fecero del bene.

 Caterina da Genova


“...vista spaventosa dei propri peccati...”

“Grande è l’afflizione delle Anime del Purgatorio alla vista spaventosa dei propri peccati che dovranno espiare con sommo dolore in que- sto luogo di purificazione. Da vivi, infatti, non erano sufficientemente consapevoli dell’entità delle loro colpe che in Purgatorio emergono molto chiare”.
O Eterno Padre, Dio Santo ed Onnipotente, Dio Santo ed Immortale, io ti amo e ti adoro sopra ogni cosa poiché Tu sei Misericordia infinita e mi dolgo con tutto il cuore di averti offeso.
D’ora in poi intendo adoperarmi in tutti i modi per non allontanarmi più da Te. Donami nuovamente, o mio Dio, la tua grazia. Abbi pietà di me ed abbi pietà dei nostri fratelli del Purgatorio.
O Maria, Madre di Dio, piena di grazia, vieni in aiuto alle Anime del Purgatorio con la tua potente intercessione. Per mezzo di essa, possa Gesù, il Tuo amatissimo Figlio e nostro Signore, concedere loro di partecipare alla sua gloria ed alla sua beatitudine.
Padre Nostro, Ave Maria, Eterno Riposo

LA VITA DI SAN BENEDETTO



 L'incendio della cucina

Subito dopo l'uomo di Dio ordinò che in quello stesso punto scavassero la terra. Penetrando molto in profondità, i fratelli vi scoprirono un idolo di bronzo, lo gettarono per il momento in cucina e si rimisero al lavoro. All'improvviso fu vista uscire dalla cucina una fiammata, sotto gli occhi di tutti i monaci; sembrava che bruciasse l'intero  edificio.  Con  alte  grida di spavento cominciarono a gettare acqua, tentando di spegnere il fuoco. Colpito da quel frastuono, il servo di Dio accorse sollecito. "Ma quale fuoco vedete? - sclamò - esiste soltanto nei vostri occhi: io non vedo proprio niente!". Chinò poi il capo e pregò. Invitò poi i monaci illusi da quel fuoco immaginario che guardassero un po' meglio: i muri della cucina erano intatti e solidi e le fiamme illusorie dell'antico nemico non si vedevano più.

tratto dal Libro II° dei "Dialoghi" di San Gregorio Magno

TU SEI QUI I FIGLI DEL DIVINO AMORE


La Stolta Superbia e Soave Umiltà



I  SUPERIORI

“Vero re o superiore è colui che sa signoreggiare non tanto gli uomini, quanto le passioni dell’uomo, prima di tutte, la propria stolta superbia”. “Siate sempre contenti, godendo che altri abbiano più di voi, benedicendo Dio per ciò che vi dà! Se ciò che vi dà è cosa eccelsa (come l’autorità), pregatelo umilmente di saperla degnamente usare per la sua gloria e per la salvezza delle anime” (Libro di Azaria, p. 399). “Il degno e l’indegno sono in tutti i ceti. Senza mancare di carità, ma per non offendere la verità e la giustizia, ti dirò che l’indegno, il maliziosamente indegno è spesso tra i grandi.

Raro trovare un ricco senza ingiustizia. I poveri sono spesso migliori dei ricchi! Non occorre essere potenti per essere buoni. Tutto deve capovolgersi sotto il mio segno: grande sarà non chi è potente, ma chi è umile e santo” (Poema 2°, p. 173). “Ubbidire è più facile che comandare. Non sembra, ma è così! Certo ubbidire è facile, quando lo spirito del superiore è buono, com’è difficile comandare quando il suo spirito è retto. Se uno spirito non è retto, dà comandi folli e più che folli. Allora è facile comandare, ma quanto diventa difficile ubbidire! Chi ha la responsabilità di superiore, deve avere sempre presenti carità e giustizia, prudenza e umiltà, temperanza e pazienza, forza e fermezza, ma senza cocciutaggine! Quanto è difficile!” (Poema 3°, p. 13). “Superiori, ricordate che dirigere è doppiamente gravoso. I sudditi rispondono a Dio solo per se stessi, i superiori invece per sé e per i sudditti: duplice, quindi, il rendiconto. Sta a voi non rendervi responsabili delle altrui rovine. Alla dignità della carica, corrisponda severità di condotta verso voi stessi. Dovete essere di esempio, perché l’esempio trascina tanto nel bene che nel male, e ciò in una Comunità come in uno Stato. I piccoli guardano i grandi e ne sono lo specchio. Fatevi amare, sarete ubbiditi; trascinerete alla bontà essendo buoni. La bontà frena gli istinti, più delle carceri e delle leggi. Non inebriatevi talmente della vostra volontà da essere incapaci di capire i sudditi nei loro giusti bisogni e lamenti. Essere capi vuol dire essere padri, per questo Dio vi ha dato una autorità, non perché ne facciate una sferza sui sudditi! Siate onesti nel non approfittare della vostra posizione a danno degli inferiori. Siate giusti nel punire i prepotenti che si credono tutto lecito!” (Quad. ‘43, p. 688).

“I superiori sono poveri uomini come voi. Rimangono superiori fintanto lo permetto che lo siano per il vostro merito, per la loro prova e quasi sempre per il loro castigo. Per il vostro merito nell’ubbidire e nel pazientare. Per la loro prova, non abusando del loro potere, né insuperbendo come semi-dei. Per il loro castigo, perchè è ancora più difficile che una autorità resti onesta nelle mille forme dell’onestà, che un ricco si salvi...”. “La gloria umana è l’unica gloria che abbiano. Quella eterna, ben pochi la raggiungono!” (Quad. ‘43, p. 108). Inchiniamoci dinnanzi a veri “servi servorum Dei” che hanno usato dei loro poteri con umiltà e carità.

René Vuilleumier

Medjugorie - Jesus I believe



Dio Padre, mostra Misericordia a coloro che negano Tuo Figlio



O Dio, mio  Eterno Padre,  
Ti chiedo di mostrare Misericordia a coloro che negano Tuo Figlio. 
Ti supplico per le anime di coloro che cercano di distruggere i Tuoi profeti. 
Ti prego per la conversione delle anime che si allontanano da Te,  
e Ti chiedo di aiutare tutti i Tuoi figli a preparare le loro anime e a cambiare 
le loro vite, secondo la Tua Divina Volontà, nell’attesa della Seconda Venuta 
del tuo Figlio diletto, Gesù Cristo. 
Amen. 



sabato 26 ottobre 2019

LA CROCE



Estratti dall’Opera sulla Divina Volontà scritta da Luisa Piccarreta


Volume 8
“ Figlia,  la Croce è porta della vita;  soltanto chi non l’ama, non ama la propria vita, poiché solo con la Croce innestai la Divinità all’umanità perduta.  È soltanto la Croce che continua la Redenzione nel mondo, innestando, chiunque la riceve, nella Divinità;  chi non l’ama, non sa alcunché, né di virtù, né di perfezione, né di amore di Dio, né di vera vita. È come per un ricco che, perdute le ricchezze, gli si presenta un mezzo per acquistarle di nuovo e forse di più.  Quanto egli ama questo mezzo?  Non mette egli forse la propria vita in questo mezzo per ritrovare la vita nelle ricchezze? Così è la Croce:  l’uomo era diventato poverissimo;  la Croce è il mezzo non solo per salvarlo dalla miseria, ma per arricchirlo di tutti i beni;  perciò la Croce è la ricchezza dell’anima ”. Poi, Gesù è scomparso; io sono rimasta più amareggiata, pensando a ciò che avevo perso. 
“ Figlia mia,  mia Madre uscì nel giorno della mia Passione soltanto per potere incontrare e sollevare il Figlio.Così per l’anima veramente amante, in tutto il suo operare la sola intenzione deve essere quella di incontrare l’Amato diletto e di sollevarlo dal peso della di Lui Croce.  In tal modo, poiché la vita umana sviluppa continuamente azioni, sia interiori che esteriori, l’anima può avere continui incontri con il suo Amato; e, allora, lo incontrerà solamente? No! Lo saluterà, l’abbraccerà, lo bacerà, lo consolerà, lo amerà. Fosse anche una parolina detta di sfuggita, Lui resterà pago e contento.  Inoltre contenendo l’azione sempre un sacrificio, se l’azione servirà per il sacrificio che c’è dentro l’azione, essa servirà per sollevarmi dal peso della mia Croce. Quale sarà la felicità di quell’anima che, nel suo operare, starà in continuo contatto con Me?  Quanto crescerà il mio amore ad ogni incontro in più che ella avrà con Me, mediante il suo operare con Me!  Quanti pochi si servono di ciò per trovare la via brevissima, nella loro azione, per venire a Me, per stringersi a Me e per sollevarmi da tante afflizioni che Mi danno le creature! ”
“ Figlia mia,  è proprio così:  soltanto la Croce fa conoscere se veramente si ama il Signore, purché la Croce sia portata con pazienza e rassegnazione; infatti, dove c’è pazienza e rassegnazione nelle croci, c’è Vita divina. Essendo la natura tanto riluttante al patire, se c’è pazienza, questa non può essere cosa naturale, ma divina; allora, l’anima non ama più il Signore con il solo suo amore, ma con questo unito con l’amore della Vita divina. Onde, quali dubbi può avere l’anima se ama o meno il Signore, se giunge ad amarlo con il Suo stesso amore?  In altre cose ed anche negli stessi Sacramenti, che contengono questa Vita divina, anche se uno ama non c’è la certezza della Vita divina che dà la Croce. La Vita divina può esserci o può non esserci, a seconda della disponibilità dell’anima. Si può fare benissimo la confessione, ma se manca la disponibilità non si può dire, certamente, che si ama e che si è ricevuta la Vita divina. Facendo la Comunione, si riceve la Vita divina;  ma si può essere certi che rimanga nell’anima questa Vita? Aveva la vera disponibilità? In certuni che fanno la Comunione, che si confessano, all’occasione non si vede in loro la pazienza della Vita divina;  e se manca la pazienza manca l’amore, perché l’amore si conosce soltanto nel sacrificio;  ed allora ecco i dubbi;  mentre, la pazienza, la rassegnazione, sono i frutti che soltanto la croce, la grazia e l'amore, producono ”. 

IN ADORAZIONE



LA MISERICORDIA DEL SIGNORE

Quattro anni fa, chiesi al Signore, se era sua Volontà, di potermi raccogliere nel giorno della “Divina Misericordia”, all'ora esatta delle tre del pomeriggio, in qualsiasi posto mi trovassi.

Sperimentai, quel giorno, alcune esperienze alle tre e anche prima, ma oggi voglio raccontare quanto mi è successo quest’anno.

Come tutti questi anni, cerco di prepararmi ben Confessata, sistemo tutte le mie cose, guardaroba e tutto, prima della "Domenica in Albis". 

Questa volta, non è stato diverso, salvo l’immensa presenza del nostro Padre Fondatore, tra noi per motivi di salute. 

Egli celebrò la Santa Messa, ancora convalescente, alle due e trenta del pomeriggio. 

Giunti all’Offertorio, chiusi gli occhi, offrendo al mio Angelo l'offerta di me stessa, perché la portasse fino all’Altare, ma una Luce illuminò i miei occhi e la mia mente. 

Tornai ad aprire gli occhi e vidi Gesù, il profilo di Gesù, la Figura sua della Divina Misericordia e i Raggi che uscivano dal suo Petto, che mi compivano con forza. 

Ebbi un lieve sussulto, notato da Padre Renzo, che, più tardi, me lo disse. 

Gesù parlò al mio cuore, chiedendomi di abbandonarmi a Lui. 

Chiusi gli occhi e mi vidi davanti al Trono che Egli, tante volte, mi aveva permesso di vedere. 

C'era qualcuno: un Essere pieno di Luce argentata e seppi che era Papà Dio. 

Pensai:

 “Sono morta!”. 

E vidi Gesù, davanti a me, vestito come Gesù Misericordioso. 

Subito, scoprii me stessa, avvolta da cerchi, come anelli rossi e bianchi, però spezzati, come un specie di fusto che mi ricopriva, ma sapevo che, sotto, ero nuda e cominciai a sentirmi male. 

Ero piena di vergogna, perché temevo che Dio Padre se ne accorgesse. 

Alzai gli occhi, cercando alla mia sinistra Gesù, ma davanti a me, verso destra, c’era un Essere, vestito di fuoco specialissimo, tra il rosso e il dorato; non mi spaventò, anzi, mi fece sentire molto bene. 

E in quell’istante, mi resi conto… Egli mi stava presentando davanti Dio Padre, alla Santissima Trinità ed ero rivestita unicamente dai colori della Divina Misericordia… 

Compresi che l’unico che può farci degni di essere presentati al Trono di Dio è la Divina Misericordia di Gesù e che, in Essa, dobbiamo rifugiarci! 

Guardai quell’Essere pieno di Luce e riuscii a percepire i suoi Occhi, degli Occhi enormi, come quelli del mio Gesù, ma con uno sguardo di tenerezza sapiente, accorto amorevole, che mi invitava ad avere fiducia e a non temerLo. 

Questo sguardo “sorrideva”, non potevo scorgere altro, tutto era Luce, però quegli Occhi, o meglio, quello sguardo, lo vedevo chiaramente. 

Ripetei insieme a molte altre Voci: 

“Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del Mondo intero”. 

Lo ripetemmo per tre volte. 

Una Voce molto dolce, che riconobbi in seguito come quella della mia Mammina Santa, disse: 

“Santo Dio…” - e i miei occhi si volsero verso Papà Dio 

Poi, la Verine ripetè:

 “Santo Forte” - e i miei occhi si volsero l'Essere vestito di Fuoco, e quando la Madonna disse: "Santo Immortale", i miei occhi cercarono Gesù. 

Questo significa:

 Dio Padre… è il Santo 

il Forte… è lo Spirito Santo

 l’Immortale… è Colui che ha vinto la morte: Gesù…!

 La mia mente si stava aprendo a delle cose che, indubbiamente, possono essere ben conosciute da un Sacerdote preparato, da una Religiosa, da un laico con Studi Religiosi, ma per noi laici delle plebe, per me, era una rivelazione. 

Disse la Voce di Gesù, ma sapevo che era il Padre che mi parlava: 

“Devi dire al Mondo di ripetere questa preghiera con la conoscenza che hai avuto ora”.

In quel momento, compresi che non ero “morta”, che il Signore mi dava altro tempo e che mi affidava una nuova Missione: preparare l’uomo, perché il suo incontro con Dio, all’ora della sua morte, sia rivestito della Divina Misericordia, dei Meriti infiniti di Gesù, poiché è questa l’unica Veste con cui possiamo presentarci davanti al Trono di Dio, per essere Giudicati… 

Venni strappata, da lì, da una forza che mi assorbiva e mi vidi come fluttuante nel cielo (certamente è così che volano i paracadutisti): era un luogo con delle montagne ed io, lentamente, scendevo, attraversando le nubi, su una pianura. 

Pensavo: “sicuramente è un posto freddo, dato che ci sono le montagne!”. 

Mentre mi abbassavo, ci vedevo meglio: c’erano uomini e donne, più numerosi gli uomini, vestiti di nero, mano nella mano, uno accanto all’altro. 

Durante la discesa, percepii una Forza che mi chiedeva di recitare quella preghiera e così l'iniziai: 

“Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del Mondo intero”. 

All’improvviso, alcune persone sparirono ed io salii un poco, ripetei nuovamente la preghiera e accadde la stessa cosa. 

Allora, cominciai a ripeterla una volta, poi un’altra volta e salivo, salivo, e le persone andavano scomparendo, fino a quando le persi di vista ed udii la voce del Sacerdote che continuava la Celebrazione. 

Mi misi a piangere, non potevo farne a meno: da una parte provavo pena e dolore per aver lasciato quel maestoso luogo e quella Visione... dall'altra ero contenta, perché il Signore mi affidava un’altra Missione. 

Appena la Celebrazione fu terminata, chiesi di recitare la “Corona della Divina Misericordia”, di fronte a Gesù Sacramentato e, quando ho ripetuto l’Invocazione “Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del Mondo intero”, avvertii dentro di me che molte Voci si erano unite a noi, per accompagnarci.

 Mi resi conto che la Visione che avevo avuto, sospesa nell’aria e con tutti quegli Esseri in basso, come se aspettassero qualcosa, era di Anime che stavano per morire e che aspettavano una preghiera. 

Vi ho raccontato questo perché desidero chiedere a tutti voi di accompagnarmi nell'apostolato per i Moribondi, di ripetere ogni volta che vi ricordate, questa preghiera, presentando al Signore tutti i moribondi della giornata, affinché siano raggiunti dalla Grazia e dalla Misericordia di Dio, nel momento della loro morte e possano, così, unirsi alle nostre preghiere, per mezzo dei nostri e dei loro Angeli Custodi. 

E, a questi ultimi, chiederemo di recitarle all’orecchio di ogni Agonizzante, di fargliele ripetere almeno una volta, perché si possano salvare.

-Testimonianza di Catalina RIVAS-

La Benedizione di dichiarare "Mai più!"



 Mai più consentirò a Satana di controllare la mia vita 
              
Mai più il  Satana mi controllerà, perché sono stato liberato dal suo potere. 
              Mai più sarò schiavo di Satana; Ora sono un servo di Cristo. 
              Mai più permetterò al diavolo di fare ciò che desidera nella mia vita, ma resisterò al diavolo, 
ed egli fuggirà da me (Giacomo 4:7). 
              Mai più mi ascolterò o crederò alle bugie del diavolo, perché è menzognero e padre della 
menzogna (Giovanni 8:44). 
              Mai più ascolterò la voce del malvagio. 
              Mai più sarò stizzito da spiriti immondi (Luca 6:18, KJV). 
              Mai più sarò molestato dal nemico (Mt 09:36, AMP). 
              Mai più sarò costretto, poiché Cristo mi ha reso libero.Sono veramente libero (Giovanni 8:36). 
              Mai più i demoni opereranno e controlleranno la mia vita. 
              Mai più permetterò ai demoni della paura di controllare la mia vita. 
              Mai più permetterò ai demoni dell'orgoglio di gonfiarmi (1 Cor. 4:6). 
              Mai più permetterò ai demoni della lussuria di operare nelle mie membra. 
              Mai più permetterò ai demoni della religione di farmi agire religiosamente. 
              Mai più permetterò ai demoni di doppiezza mentale di confondermi e di rendermi indeciso 
(Giacomo 1:08). 
              Mai più permetterò ai demoni di rifiuto di controllare la mia vita. 
              Mai più permetterò alla disobbedienza e alla ribellione di controllare la mia vita. 
              Mai più permetterò alle maledizioni di ostacolare la mia vita. Rompo ogni maledizione, perché 
io sono stato redento dalla maledizione (Gal 3:13). 
              Mai più aprirò la porta ai demoni di entrare nella mia vita attraverso la mancanza di perdono 
(Mt 18:35). 
              Mai più aprirò la porta ai demoni per entrare nella mia vita attraverso il peccato abituale. 
              Mai più aprirò la porta ai demoni che entrano nella mia vita attraverso il coinvolgimento 
nell''occulto. 
              Mai più aprirò la porta ai demoni che entrano attraverso la ribellione e la disobbedienza. 
              Mai più il demone del controllo mentale influenzerà il mio pensiero, io recido tutti i tentacoli 
del controllo mentale. 
              Mai più spiriti di serpente e scorpione influenzeranno la mia vita, perché ho il potere di 
camminare sopra serpenti e scorpioni. 
              Mai più sarò tormentato dal nemico. 
              Mai più il nemico sarà mio padrone; Gesù è il mio Signore. 
Mai più tollererò le opere del diavolo nella mia vita, perché Gesù è venuto e distruggere le 
opere del diavolo (1 Giovanni 3:8). 
              Mai più permetterò alla passività di tenermi inattivo. 
              Mai più sarò sotto e non sopra (Deut. 28:13). 
              Mai più sarò maledetto e non camminerò nella benedizione, poiché la benedizione di Abramo 
è mia (Gal. 3:13-14). 
              Mai più dirò di sì al nemico. Mai più accetterò le menzogne del diavolo. 
              Mai più comprometterò i miei standard e la santità; la Parola di Dio è il mio standard, non gli 
standard del mondo (2 Cor. 10:02, NR). 
              Mai più agirò ipocritamente (Marco 7:06). 
              Mai più condannerò l'innocente (Mt 12,7). 
              Mai più darò posto al diavolo (Efesini 4:27). 
              Mai più permetterò al nemico di controllare la mia volontà, ma sottometterò la mia volontà 
alla volontà di Dio. 
              Mai più permetterò al nemico di controllare le mie emozioni, ma cederò le mie emozioni alla 
gioia e alla pace di Dio. 
              Mai più permetterò al nemico di controllare il mio carattere sessuale, ma io cederò il mio 
corpo come sacrificio vivente (Rm 12.1). 
              Mai più permetterò al nemico di controllare la mia mente, ma rinnovo la mente con la Parola 
di Dio (Rm 12.2). 
              Mai più permetterò al nemico di controllare il mio appetito, ma cederò il mio appetito al 
controllo dello Spirito Santo. 
              Mai più permetterò al nemico di controllare la mia lingua, ma cederò la mia lingua allo Spirito 
Santo. 
              Mai più permetterò al nemico di controllare qualsiasi parte della mia vita, ma la mia vita è 
sotto il controllo dello Spirito e della Parola di Dio.. 
              Mai più permetterò al nemico di controllare il mio destino, ma Dio è il rivelatore e colui che 
completerà il mio destino. 
              Mai più permetterò al nemico di interrompere qualsiasi piano di Dio per la mia vita. 
              Mai più permetterò alle persone di trarmi via dall'amore di Dio, ma mi impegno a camminare 
nell'amore, perché Dio è amore (1 Giovanni 4:7-8). 
              Mai più ridurrò al silenzio le viscere della mia compassione(1 Giovanni 3:17, KJV). 
              Mai più mi comporterò sconvenientemente, poiché l'amore non si comporta in modo 
disdicevole (1 Cor. 13:05, KJV). 
              Mai più sarò facilmente provocato, perché l'amore non è facilmente provocato (1 Cor.13:5) 
              Mai più cercherò il mio interesse, poiché l'amore non cerca il proprio interesse (1 Cor. 13,5 
              Mai più penserò male, poichè l'amore non pensa male (1 Cor. 13,5) 
              Mai più perderò la speranza, poiché l'amore tutto spera (1 Cor.13,7) 
              Mai più rinuncerò, poiché l'amore persevera in tutte le cose (1 Cor.13,7) 
              Mai più agirò e penserò come un bambino (1 Cor. 13:11). 
              Mai più sarò passivo con i doni dello Spirito, ma desidererò i doni spirituali (1 Cor.14:1) 
              Mai più permetterò all'accusatore di accusarmi, perché io sono lavato e purificato dal sangue 
dell'Agnello (Apocalisse 1:5; 07:14). 
              Mai più permetterò al dolore e alla tristezza di controllare la mia anima, il Signore ha portato 
via il mio dispiacere e il mio dolore (Is. 65:19). 
              Mai più faticherò e lavorerò invano (Is. 65:23). 
              Mai più i cieli saranno chiusi sulla mia vita, ma il Signore ha aperto le cateratte del cielo 
(Malachia 3,10). 


Geremia



1Il Signore mi mandò 2a proclamare sto messaggio a tutti gli abitanti di Gerusalemme:
'Israele, voglio ricordarti come mi eri fedele negli anni della tua giovinezza, come mi amavi quando eri fidanzata. Camminavi dietro a me nel deserto, là, dove non si può seminare.
3Eri soltanto mia,
come mia è l'offerta
dei primi prodotti del raccolto.
Allora io punivo
tutti quelli che ti facevano del male.
Lo dico io, il Signore'.


I primi peccati di Israele

4Ascoltate la parola del Signore, voi discendenti di Giacobbe, tutte le tribù d'Israele. 5Il Signore dice:
'Che male ho fatto ai vostri antenati?
Perché si sono allontanati da me?
Sono corsi dietro agli idoli inutili,
e loro stessi sono diventati insignificanti.
6Non si sono preoccupati di me
che li ho fatti uscire dall'Egitto.
Li ho guidati attraverso il deserto,
in mezzo alle aride steppe,
tra le ombre allucinanti
di una terra bruciata dal sole,
dove nessuno passa,
dove nessuno può sopravvivere.
7Io li ho fatti entrare in una terra fertile,
perché gustassero i suoi frutti migliori.
Ma essi, sùbito, hanno rovinato la mia terra.
8 Neppure i sacerdoti si sono domandati:
'Dov'è il Signore?'
Essi hanno sempre tra le mani la mia legge
eppure non sanno nemmeno chi sono io.
I capi del popolo
si sono ribellati contro di me,
i profeti hanno parlato in nome di Baal
e sono corsi dietro a idoli inutili.

Ogni vita é una vocazione


Preghiamo perché ogni Uomo possa capire la propria condizione umana posta tra il nulla e l'infinito e così possa riuscire, con l'aiuto del Signore, ad aprire il proprio cuore alla grazia dell'Amore divino. La grazia di Dio in ogni Uomo, accolta con amore, genera grazia per altre vite e per quelle dei propri fratelli in Cristo. Il "nulla dell'Uomo" diventa parte di una "infinita vita", nell'Unità della Trinità.  

Da Mons. Luciano Monari <<L’uomo è uomo se contribuisce a fare di lui l’immagine di Dio. Questa immagine, infatti, non consiste nel possedere una qualche qualità specificamente divina; è invece un compito consegnato all’uomo (insieme alle doti necessarie per realizzarlo, s’intende): il compito di essere ‘creatore’ in subordine (come immagine) di quel mondo che è stato creato da Dio; il compito di custodire il mondo che Dio ha voluto per lui; di arricchire il mondo attraverso una rete di relazioni, di conoscenze, di valori, che faccia del mondo una testimonianza della sapienza e dell’amore di Dio. Per operare tutto questo l’uomo ha bisogno del corpo (deve essere anch’egli ‘mondo’), dell’intelligenza (deve comprendere il mondo per agire in esso con saggezza), della libertà (per motivare le sue scelte come scelte di amore), del senso morale (per amare il bene e rifiutare il male) e così via. Insomma, l’uomo è una creatura in cammino per maturare e diventare uomo; e nella misura in cui diventa uomo, realizza in se stesso l’immagine e la somiglianza con Dio: nella misura, quindi, in cui con le sue azioni costruisce un mondo sano, nel quale sono presenti e operano e dominano la giustizia, la verità, l’amore. Non c’è bisogno di dire che questa missione o vocazione riguarda anzitutto l’umanità intera, la sua storia, la sua evoluzione culturale, etica, politica, religiosa. E all’interno di questa vocazione dell’umanità in solido, riguarda ciascun uomo, con la sua individualità, mai, però, separato dagli altri. La considerazione dell’individuo singolo e della sua vocazione è necessaria a motivo della libertà e della responsabilità che è sempre personale; ma l’isolamento dell’individuo è un’astrazione che non corrisponde in nessun modo alla realtà: sono vere le parole di John Donne: “nessun uomo è un’isola, completo in se stesso; ogni uomo è parte di un continente, una parte del tutto.” Dunque, secondo il libro della Genesi, l’esistenza dell’umanità nel cosmo risponde a una volontà specifica di Dio che vuole l’umanità come strumento della sua sapienza e del suo amore nel governo del mondo. L’esistenza di ogni uomo si colloca dentro a questa grande missione-vocazione dell’umanità: ciascuno deve contribuire, a suo modo, a plasmare un’umanità che sia immagine e somiglianza di Dio, che operi nel mondo in modo conforme alla volontà di Dio, che trasformi il mondo in modo da far risplendere sempre meglio la sapienza e la bontà di Dio. La conoscenza, l’esercizio della libertà, la tecnologia, il lavoro, la società nelle sue molteplici forme, la cultura, l’arte, l’educazione, i sentimenti, le decisioni, le azioni… tutto questo complesso vario di materiale umano entra a realizzare questa grande vocazione dell’uomo.

Vocazione è il riconoscimento che il mondo creato e l’uomo, in questo mondo creato, sono destinati (chiamati, mandati) a portare l’immagine di Dio e quindi del suo amore creativo e oblativo; e vocazione è il riconoscimento cha ogni esistenza umana concreta, quindi la mia esistenza concreta, si colloca entro questa vocazione universale e contribuisce, per la sua quota parte, a compierla. L’esistenza di ogni uomo si distende nel tempo per contribuire a dare forma al mondo, a dargli una forma che ne faccia, del mondo, il luogo di una manifestazione sempre più chiara dell’amore di Dio.

Testimonianza di uno studente del I anno di Teologia

La chiamata del Signore non è mai scontata, facile, appariscente. Ti coglie nell’oscurità della tua notte oppure nel torpore del giorno e ti fa vedere le cose in modo nuovo. Per avvertirla è necessario fermarsi, rileggere le propria storia alla luce di una parola che illumina e dà vita, che ti coinvolge nell’intimo, e andare in profondità per cogliere i segni, gli eventi in cui Dio si fa presente. E questo non è possibile farlo da soli, come Samuele è necessario farsi aiutare con fiducia affidando le proprie preoccupazioni, i propri talenti a qualcuno che per amore ti accoglie. Posso dire per esperienza che Dio con discrezione e senza mai far violenza viene sempre a cercarti ovunque e a prescindere dalle scelte; l’amore di Dio non ha confini e vuole donare ai suoi figli vitain abbondanza.

Testimonianza di un diacono

Una canzone che conosco riporta nel testo questa frase: “Guardami, Signore, poca terra ho nelle mani ma, se vuoi, anche la mia terra fiorirà”. È una di quelle melodie che ti rimangono in testa e che un po’ incidono sulla tua vita… e sono convinto che la risposta alla chiamata di Dio parta proprio da qui: accettarsi per quello che si è ed accettare quello che Dio è. Guardando alla mia storia, mi sono accorto che ho saputo dire: “Eccomi, manda me” quando, pur vedendo che non ero perfetto e pur notando intorno a me persone migliori di me, più brave, più buone, ho capito che ciò che conta è altro: conta solo che a Dio vai bene così, è Lui l’abile giardiniere che può far diventare la mia terra piena di sassi, uno splendido giardino. Eccomi Signore, non sono come io mi vorrei, ma a Te quello che sono è sufficiente, Tu sei meno esigente di me, per questo mi offro: manda me ad annunciare la tua Buona Notizia, io ci metterò tutto me stesso; Tu, resta accanto a me!

Il “Benedictus” (Lc 1, 68 – 79)

Zaccaria fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo: «Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi un Salvatore potente nella casa di Davide, suo servo, come aveva detto per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, di concederci, liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati. Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio, ci visiterà un sole che sorge dall’alto, per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace»


venerdì 25 ottobre 2019

QUANDO IL MAESTRO PARLA AL CUORE



Che la tua vita sia una conversazione senza interruzioni con me. Oggi si parla molto di dialogo. Perché non dialogare con me? Non sono forse presente dentro di te, vigile ai movimenti del tuo cuore, attento ai tuoi pensieri, interessato ai tuoi desideri? Parlami con molta semplicità, senza badare a costruire le frasi. Io apprezzo molto di più quello che vuoi esprimere che non le parole adoperate per farlo.

Conversazioni Eucaristiche




Exi… et pauperes, debiles, cæcos… compelle intrare. 


  È tanto vivo e veemente il desiderio del buon Gesù di avere presso di sè la compagnia degli uomini, che da tutte le Chiese, dove Egli sta Sacramentato, manda per le città, per i villaggi, per le case, e per le vie uno degli Angeli della sua Corte ad invitarli e sollecitarli di recarsi alla sua mensa divina. E quando l’Angelo trovi indifferenza od incuranza, come si legge nel Vangelo, allora ha ordine di rivolgere le sollecitudini ai poveri, deboli, ciechi, ed altri infelici, e di stimolarli e quasi costringerli con ispirazioni irresistibili ad accorrere ed entrare giubilanti alla mensa reale, già loro apparecchiata dalla squisita carità di Lui: parasti in conspectu tuo mensam. 

  Oh, quest’Altare dunque è il vostro Cenacolo, Gesù mio! E l’Angelo, che fu deputato alla custodia dell’anima mia, vedendomi più miserabile d’ogni altro, mi ha condotto e sospinto a presentarmi quest’oggi alla Mensa Vostra, sicuro di rendere Voi pago e gaudente, e di fare a me stesso il maggiore de’ benefici. Oh, benedetta la vostra pietosa carità! 

  Sant’Angelo mio Custode, mio buon pedagogo, che ministro quale siete della carità divina, foste sempre sollecito del bene mio; andate pure in cerca di altri indigenti miei pari, e riduceteli a questo Cenacolo, dove Gesù tiene imbandita la Eucaristica Sua Mensa, per refiziare e fortificare i deboli, per illuminare i ciechi, per raddrizzare i zoppicanti, e per arricchire i poveri. Io già mi trovo tra li suoi aggraziati. 

  Ah, Gesù mio, vi ringrazio delle maniere tanto obbliganti, con che sapete attirare e cattivarvi l’amore di tutti i poveri disgraziati. Vi odo a ripetere da quest’altare quella vostra confortevole grida: Venite ad me omnes qui laboratis, et onerati estis; et Ego reficiam vos!… Ma io non ero degno di tanto onore. Ben vedete, o Signore, che in me si accumulano ed aggravansi i difetti e i malanni tutti, che agli altri sono singolari. In me povertà, debolezza, cecità, ed altre infermità spirituali d’ogni genere; per cui più degli altri abbisogno della vostra pietosa compassione e carità. Questo è il luogo dove ai vostr’invitati dispensate il pascolo squisito e preziosissimo delle vostre carni immacolate; quì gli abbeverate e dissetate del sangue vostro divino; quì li curate e risanate da qualsivoglia malore; quì Voi stesso mi avete chiamato e collocato, in loco pascuæ ibi me collocasti, per usarmi tutte queste finezze d’amore. 

  O Agnello Divino, che togliete i peccati del mondo, e con il vostro preziosissimo sangue purificate, sanate e fortificate le anime vostre; deh, fate così all’anima mia! Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, miserere nobis; dona nobis pacem! Quella pace promessa agli uomini di buona volontà; quella buona volontà che frutta la pace ed il gaudio nel servirvi e nell’amarvi; e quella pace ineffabile che si trova nel godimento e nell’unione dell’anima col vostro Cuore. 

  Voi state quì quasi a mia disposizione; ed io, avendo Voi, non manco più di niente: nihil mihi deerit. E che cosa posso desiderare di più caro, di più prezioso, di più salutare? Quid enim mihi est in cœlo et a te quid volui super 
terram? Defecit cor meum et caro mea: Deus cordis mei, et pars mea Deus in aeternum. Non cerco altro! Niente più buono di Voi può esistere nè in cielo, nè in terra. Per ciò in Voi solo colloco tutte le mie brame e le mie speranze: mihi adhærere Tibi bonum est; ponere in Te omnem spem meam. Sì, voglio stare attaccato a Voi solo che siete il mio sostegno; ed attaccato come l’ellera all’albero ed al muro, come la vite avviticchiata all’olmo: sicut vitis abundans in lateribus domus tuæ. 

  O Angeli del Dio d’amore, e Voi tutti Spiriti celesti, che siete grandi e chiarissimi Principi dell’Empireo, scendete di lassù a circondare la Mensa Divina da Gesù preparata su questo altare; io mi unisco intimamente a Voi con le adorazioni che gli rendete nel più augusto de’ suoi Sacramenti: l’Eucaristia. Eppure, non per Voi, ma per me, per noi povere umane creature, tanto a voi inferiori, Egli tiene sempre imbandita questa Mensa Divina. O sublimi Intelligenze; o ardenti Serafini, partecipatemi qualche parte delle vostre fiamme, e della vostra purità nel cospetto del vostro e mio Signore! Beati Cherubini qualche diffusione dei vostri lumi! Santi eccelsi Troni, l’influsso della vostra pace! Dominazioni eccellenti, e Sacre Virtù, il generoso impero delle mie viziose inclinazioni, e la fedele imitazione della vostra invincibile forza contro i nemici di Gesù Sacramentato, contro i nemici del suo Vicario visibile e della sua Chiesa! Formidabili Potestà, la vostra autorità sopra gli spiriti infernali! Gloriosi Principati, Santi Angeli ed Arcangeli, lo zelo, l’ardor vostro per la propagazione della Fede, e per l’onore del SS. Sacramento, e per la salute di tutto l’uman genere. 

E voi, sette Principi, che state di continuo presso al trono di Dio e dell’Agnello, fate ch’io rompa, dirò così, con voi lo stesso Pane celeste, e che come voi ne sia tutto acceso e trasformato per amore. Divenga io, ad imitazione vostra, difensore invincibile del Sacramento di Gesù Cristo, penetrato di fervore per la sua gloria e per la dilatazione del suo divin culto. Non respiri più se non de’ suoi Misteri, delle sue massime, delle sue celesti virtù. A Lui sottometta le mie potenze e tutto l’intimo del mio cuore; acciocchè, dopo di averlo glorificato sotto le specie Sacramentali quì in terra, con riverenza pari alla vostra, possa un dì contemplarlo fra i beati splendori della immortalità, ed offerirgli con voi cantici eterni di pura lode, e di puro amore. 

  Angelo mio Custode, io credo che voi con tutti i vostri compagni adoraste già il mio Divin Redentore nel momento della sua nascita, e che ogni volta che io mi presento a Lui per venerarlo, voi l’adorate meco. Deh! fate che Egli mi conceda particolarmente un’ampia partecipazione alle grazie del Divin Sacrificio, al quale assistete con tanto rispetto intorno ai nostri altari, e riceva benignamente in quest’Azione Santissima quanto per Essa Egli mi meritò pro venerentia sua! 

  O mio Sacramentato Signore, che non vi stancate mai di stare per amor mio su quest’altare, fate che anch’io trovi tutte le mie delizie nello starmene qui con Voi. Innamoratemi perdutamente di Voi; e sebbene sia vero che non ne son degno, è però vero che Voi state qui apposta. Dunque contentate il Cuor Vostro, ed anche il mio. 

  O Maria, Regina di tutti gli Angeli e di tutti i Santi, Madre amabilissima del mio Gesù, come un giorno Voi nella Mensa nuziale di Cana con una semplice espressione muoveste il Cuore di Lui a consolare con un miracolo gli Sposi e tutti i loro commensali, così, vi prego, di ottenere anche a me quelle disposizioni che si convengono a ben ricevere nella povera casa dell’anima mia la prodigiosa venuta di Lui, sicchè ne resti consolata e compresa di gratitudine eterna. Riempitela quest’anima mia, anzi impinguatela della grazia sostanziale del vostro Ss. Figlio, transustanziatela in lui, chè allora gli potrò innalzare nuovi cantici di lode, di esultanza, di amore e di ringraziamento: Sicut adipe et pinguedine repleatur anima mea; et labiis exultationis laudabit os meum in saecula saeculorum, amen. 

  (Si reciti il Cantico: Magnificat)

Francesco Spinelli

Preghiera Portare il cielo alla terra



Che cosa è la preghiera 


Fare supplica 

 La preghiera è supplica quando significa chiedere umilmente     
  o con fervore (intensamente). 


1 Re 8:33 
Quando il tuo popolo Israele sarà sconfitto davanti al 
nemico perché ha peccato contro di te, se torna a te e loda 
il tuo nome, se ti prega e ti supplica in questo tempio...