mercoledì 11 dicembre 2019

La Battaglia Finale del Diavolo



Nell’ultima metà del secolo scorso è andata sviluppandosi all’interno della Chiesa Cattolica una strana vicenda, che potrebbe avere implicazioni assai serie per il mondo intero.
Come spiega questo libro, il punto cruciale di questa vicenda è un messaggio Celeste; si tratta pertanto di un argomento di fede. Questo potrebbe far pensare che la questione sia rilevante unicamente per i Cattolici o per le autorità della Chiesa, ma c’è di più in tutta questa storia, molto di più.
Il messaggio è stato trasmesso in modo mai visto prima, nella storia della Chiesa, ed anche la sua forma ed i suoi contenuti sono altrettanto unici. Questo lo pone in una categoria a se stante: non può essere relegato nella vasta categoria delle “rivelazioni private” ricevute da molti santi e mistici Cattolici nel corso dei secoli. Se lo fosse, chi non è Cattolico, ma anche un Cattolico devoto se è per questo, potrebbe tranquillamente ignorarlo. È tuttavia impossibile, per un Cattolico, ignorare questo particolare messaggio, e sarebbe opportuno che anche tutti gli altri esseri umani di questo tormentato pianeta vi prestassero la dovuta attenzione.
Il messaggio in questione è stato consegnato dalla Beata Vergine Maria a tre piccoli pastorelli a Fatima, un paesino del Portogallo, nel 1917. Ben lungi dall’essere un mero evento privato, la consegna di questo messaggio fu seguita da un miracolo pubblico, testimoniato da oltre 70.000 persone e riportato da molti giornali di tutto il mondo. Nessun’altra apparizione, nemmeno quelle associate ai famosi santuari di Lourdes, in Francia, o di Guadalupe, in Messico, hanno mai ricevuto una simile autenticazione ed in un modo altrettanto spettacolare. Ciò pone le apparizioni di Fatima in un contesto assai diverso da quello di altri eventi simili, ma non è l’unico elemento che le contraddistingue.
Quando venne rivelato dai fanciulli il contenuto del messaggio ricevuto, anche quest’ultimo risultò unico nel suo genere per gli annali della Cristianità. 
Esso conteneva infatti delle richieste, così come un avvertimento contro i castighi che sarebbero giunti se tali richieste non fossero state esaudite. Mai, prima d’allora, era stato riportato un messaggio simile, in forma privata o pubblica, da parte di un qualsiasi testimone di un’apparizione.
Come accade in questi casi, il Vaticano sottopose gli eventi di Fatima ad un’investigazione scrupolosa. La Chiesa è generalmente assai riluttante ad appoggiare simili eventi, poiché essi ricadono nella soggettività di chi li riceve, per la maggior parte delle volte, e sono difficili da verificare. 
Nel caso di Fatima, tuttavia, la gerarchia Cattolica – a partire dai Vescovi Portoghesi fino ad arrivare a tutta una serie di Papi in Vaticano – hanno definito unanimemente tali apparizioni come “degne di essere credute”. 
Papa Giovanni Paolo II si spinse ancora più oltre, affermando che “la Chiesa si sente impegnata dal Messaggio di Fatima”. Quest’approvazione così unanime da parte della gerarchia ecclesiastica, nel corso degli anni, ha rafforzato la convinzione dei fedeli Cattolici, secondo i quali le apparizioni di Fatima hanno realmente avuto luogo e ci hanno consegnato un autentico messaggio dal Cielo.
Tuttavia, il 26 giugno 2000 la storia di Fatima prese una piega imprevista. Quel giorno, il Cardinale preposto al controllo della dottrina Cattolica in Vaticano, insieme ai suoi più vicini collaboratori, tenne una conferenza stampa che il Los Angeles Times descrisse come “un tentativo di smontare gentilmente il culto di Fatima”. Il tema di quella conferenza fu che le profezie di Fatima erano da inserire nella categoria delle “rivelazioni private” e che, in ogni caso, esse “appartengono al passato”.
Che cos’era accaduto? Come era possibile che le apparizioni di Fatima, un tempo dichiarate “degne di essere credute”, venissero ora “smitizzate” da un influente cardinale? E che dire del messaggio, con le sue categoriche richieste e la sua minaccia di castigo? Sono domande che qualsiasi ragionevole Cattolico avrebbe dovuto porsi, visto lo strano comportamento dei vertici della Chiesa riguardo a questa vicenda. Ma se si analizza il contenuto del messaggio, si tratta in realtà di domande che si sarebbe dovuto porre qualsiasi essere umano sulla faccia della terra.
Il contenuto del Messaggio di Fatima, infatti, riguarda principalmente alcuni principi della religione Cattolica che si basano interamente sulla fede. Una parte del messaggio tuttavia ha implicazioni assai più vaste, che richiedono una maggiore attenzione. Ci riferiamo alla parte del messaggio in cui vengono fatte le richieste, e dove si lancia un avvertimento in caso quelle richieste non vengano esaudite.
Il punto culminante di quelle richieste è che la Russia deve essere consacrata al Cuore Immacolato di Maria da parte del Papa, insieme a tutti i Vescovi Cattolici del mondo. Per chi non è addentro alla Chiesa Cattolica, questa cerimonia potrebbe avere ben poco senso. All’interno della Chiesa, tuttavia, tali cerimonie sono una tradizione assai ben radicata. Le consacrazioni hanno l’effetto di santificare un qualcosa, cosicché agli occhi dei Cattolici una simile consacrazione sarebbe di assoluto beneficio per la Russia.
Ovviamente, solo la Chiesa Cattolica potrebbe compiere una simile celebrazione. Tuttavia, la minaccia che accompagna la richiesta si estende ben oltre i confini della Chiesa Cattolica. Se la consacrazione verrà effettuata, come dice il messaggio, allora “un periodo di pace verrà concesso al mondo”. 
Ma se questa invece non verrà compiuta come richiesto, il Messaggio ci avverte che, oltre ad altre cose, “molte nazioni verranno annientate”.
È una minaccia credibile? Dovrebbe preoccuparsene chi non è Cattolico o magari neanche Cristiano? A prima vista si potrebbe pensare di no, ma la questione merita un esame più approfondito. Non è necessario credere che questo messaggio provenga dal Cielo per esaminarlo con la dovuta attenzione. Ecco perché Fatima assume una dimensione così globale.
Dal momento che il Vaticano ha giudicato credibili queste apparizioni, e poiché potrebbe essere in gioco l’annientamento di molte nazioni, tutto lascerebbe pensare che la consacrazione sia stata ormai compiuta da tempo. 
Dopo tutto, che cosa ci vuole a compiere una semplice cerimonia tradizionale, che non può recare danno a nessuno? Se il messaggio avesse anche la pur minima possibilità d‘essere autentico, i benefici dati dal compiere una tale cerimonia, come richiesto, sarebbero di incalcolabile valore. Date queste circostanze, anche i più scettici tra i non credenti potrebbero ben dire “proviamo questa consacrazione, non ci costa nulla, ne vale la pena”.
Eppure, per ragioni sconosciute a tutti tranne che ad un piccolo gruppo di funzionari del Vaticano, le richieste di Fatima non sono ancora state esaudite, anche se la Chiesa ne è a conoscenza da almeno 60 anni. Più e più volte, nel corso di questi anni, sono state celebrate diverse consacrazioni formali, tra le quali una che ha nominato esplicitamente la Russia, ma in tutti i casi tali cerimonie non sono state in grado di soddisfare i requisiti specifici richiesti a Fatima, e cioè che il Papa e tutti i vescovi cattolici del mondo consacrino la Russia, per nome, durante una cerimonia pubblica e solenne. L’esempio più recente è stata la consacrazione del mondo compiuta a Roma nel 2000 da Papa Giovanni Paolo II, assieme a 1500 Vescovi giunti nella Città Eterna. Molte persone ritennero che il Papa avrebbe colto quest’opportunità per esaudire la richiesta della Madonna ma, per loro grande delusione, la Russia non venne nominata.
Agli occhi di chi è all’interno della Chiesa Cattolica, ma anche di chi ne è al di fuori, il modo in cui il Vaticano ha gestito l’intera vicenda di Fatima sembra stranamente in contrasto con le sue modalità e le sue tradizioni. 
Risulta anche evidente la totale mancanza di rispetto nei confronti della salvezza non solo dei fedeli Cattolici, ma di tutta l’umanità. Se la minaccia di Fatima è reale, il prezzo dell’indecisione del Vaticano potrebbe essere elevatissimo – e verrebbe pagato dall’umanità intera.
Per questi motivi, qualsiasi persona ragionevole dovrebbe chiedersi perché la Chiesa insista nell’ignorare il messaggio, rischiando in tal modo di subire conseguenze catastrofiche.
***
Padre Paul Kramer

PREGHIERE CHE SCONFIGGONO I DEMONI



 Preghiere per rilasciare il braccio del Signore 
              
Nessuno ha un braccio come Te, Signore, pieno di potenza e forza (Giobbe 40:9). 
              Signore, Tu hai un braccio potente; La tua mano è forte, e la tua mano destra è elevata (Sal 
89:13). 
              Stendi il Tuo braccio e liberami, e liberami da ogni schiavitù (Es 6:6).  
              Fa che la paura e il terrore cada sul nemico per la grandezza del tuo braccio finché io passerò 
oltre (Es 15,16). 
              Favoriscimi, e fa che il tuo braccio destro mi faccia conquistare ciò che mi appartiene (Sal 
44:3). 
              Stronca l'Egitto ferendolo a morte, e disperdi i tuoi nemici con braccio potente (Sal 89:10). 
              Fa che la Tua mano mi sostenga saldamente, e il Tuo braccio mi rafforzi (Sal 89:21). 
              La tua destra e il tuo braccio santo mi hanno reso vittorioso (Sal 98:1). 
              Mostra come colpisci col tuo braccio contro i miei nemici (Isaia 30:30). 
              Confido nel Tuo braccio per la mia salvezza (Is. 51:5). 
              Risvègliati, risvègliati, rivèstiti di forza, braccio del Signore! Risvègliati come nei giorni di 
una volta. Fa a pezzi Raab e ferisci il dragone (Is. 51:9). 
              Rivela il tuo braccio santo agli occhi di tutte le nazioni, e fa che ogni creatura veda la tua 
salvezza (Is. 52:10). 
              Opera potentemente con il Tuo braccio, e disperdi i superbi (Luca 01:51). 
              Rivelami Il Tuo braccio, che io possa conoscere la Tua forza e potenza. 
              Fa che il potere nelle Tue mani sia rilasciato nella mia vita (Abacuc 3:4). 

Gli uomini perversi giudicheranno Mio Figlio Gesù e i fedeli saranno puniti, perché non Lo troveranno in molti Tabernacoli della Terra.




Cari figli, sono la vostra Madre Addolorata e soffro per quello che viene per voi. Gli uomini perversi giudicheranno Mio Figlio Gesù e i fedeli saranno puniti, perché non Lo troveranno in molti Tabernacoli della Terra. Camminate per un futuro doloroso e solamente con la forza della preghiera potete sopportare il peso delle prove. Qualunque cosa accada, non vi dimenticate: il Mio Gesù è presente nell'Eucaristia in Corpo, Sangue, Anima e Divinità. Ripeto: non vi dimenticate: in tutto Dio al primo posto. Io vi amo e sarò sempre con voi. Amate e difendete la verità. Non c'è vittoria senza croce. Coraggio. Coloro che rimarranno fedeli fino alla fine saranno proclamati Benedetti del Padre. Avanti nella difesa della verità. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per averMi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

SUPREMO APPELLO



... La Casa mia è vostra, lassù nelle altezze dei Cieli, il Padre mio è vostro, il magnifico Architetto di questo Creato, perfino la Madre mia è vostra, ve l'ho lasciata dall'alto della Croce, al momento di andare a prepararvi un posto lassù, perché non vi mancasse quaggiù il sorriso di una Madre, a lenire la « lunga » attesa di « pochi » anni. Chi vi ha dato quanto Me? Chi osa strapparvi a Me? Sono Io il vostro Fratello, il vostro Maestro e il vostro Unico Capo, Io che vi ho portato nelle mie viscere e ho assaporato tutti i vostri dolori e ho diviso la vostra vita di stenti e di fatiche. Figliuoli miei, venite a Me, ritornate a Me, datevi a Me, gettatevi in Me, nelle mie braccia di Padre!

martedì 10 dicembre 2019

PENITENZA



La penitenza è necessaria perché dobbiamo soffrire col Signore che ha sofferto per Dio: e poi per capire coloro soffrono fisicamente e moralmente, per essere più vicine ai poveri.

Madre Teresa di Calcutta

Portare il cielo alla terra



Che cosa è la preghiera 


Comunione con Dio 


Dio ha creato Adamo ed Eva perché avessero comunione con 
Lui. Scendeva alla brezza del giorno e passeggiava con loro 
prima che il peccato entrasse in scena. Da quel giorno ad 
oggi, è dovuto essere  un profondo desiderio dentro ogni 
essere umano passeggiare e parlare con Dio. 
 
La preghiera è comunione con Dio. Proprio come Dio parla 
all'uomo attraverso la Sua Parola e dal Suo Spirito, l'uomo 
parla a Dio in preghiera. 
 
"Comunione" significa condividere i nostri più profondi 
pensieri, i vivi desideri e sentimenti l'un l'altro. Significa 
avere una conversazione a due sensi. 
 
Hai mai trascorso del tempo con una persona che parla 
ininterrottamente di sé stessa, del suo lavoro, della sua casa, 
della sua auto, dei suoi problemi, e non vuole mai sapere 
nulla di ciò che stai pensando o sentendo? 
Dopo un po' di tempo incominci a chiederti perché eri lì con 
lei. 
 
Questo è il modo in cui molti di noi si comportano verso Dio. 
Abbiamo la nostra lista che potrebbe andare avanti e 
possiamo trascorrere il nostro tempo in un monologo a senso 
unico. Allora, appena  Dio incomincia a rispondere, ci 

rendiamo conto che è terminato il tempo e dobbiamo 
muoverci ad andare via. Per avere comunione con Dio , 
dobbiamo parlare con Lui e permettergli di parlare con noi. 

L’amore può tutto



Maria Madre di Dio

La sofferenza causata dalla perdita di fede sulla vostra terra vi travolge come un fuoco ardente e implacabile essa può essere fermata soltanto se vi convertite e se trovate la strada per Mio Figlio!

L’amore nei vostri cuori è l’unica cosa che è in grado di arginare questa fiamma ardente, quest’ondata del Male.

L’amore può tutto, se è il vero e puro amore del Signore.

È necessaria ancora molta sofferenza per convertire le anime smarrite. L’accettazione della sofferenza e la sua offerta è molto importante per la conversione e la salvezza delle anime. Solo un’anima convertita riceve il permesso di entrare nel Regno Dei Cieli. Solo chi regala il suo SI a Gesù verrà preso e accolto nel Suo Nuovo Regno.

Svegliatevi e convertitevi! Ritrovate la strada per Gesù Mio Figlio che tanto vi ama perché EGLI vi regalerà il cielo sulla terra e con Lui la vostra anima sarà felice! Egli è la via per il Padre per ritornare a casa dal vostro Creatore!

Dite SÌ a Mio Figlio e vi sarà donata una meravigliosa trasformazione interiore.

Il grande divorzio tra sacerdote e vittima



II
TRE VISIONI DI CRISTO 

***
21 Alla domanda del Cristo si danno tre differenti risposte: 

-  Cristo è Uomo. 

-  Cristo è Dio. 

-  Cristo è il Sacerdote-Vittima. 

22 Egli cominciò col domandare: "La gente chi dice che sia iI Figlio dell'uomo?" (Mt 16,14). Che dice l’inchiesta "Gallup Poll" a mio riguardo? 
Avete certamente letto le risposte alle inchieste sociologiche per campione riguardanti la pubblica opinione. La risposta dei discepoli in linguaggio moderno fu: "il 22,4% dicono che tu sei Giovanni il Battista; il 38,4% dicono che tu sei Elia; il 24,3% dicono che sei Geremia; e il resto 14,9% è diviso nel 
classificarti come uno dei profeti". 

23 Lasciare la decisione della questione: "Chi è il Cristo? ai procedimenti democratici è ricevere nient'altro che risposte contrarie e contraddittorie. Il Signore non ebbe per questo sistema che la riprovazione del suo silenzio. 

24 Dopo l’appello ai procedimenti democratici, egli si rivolge all’aristocrazia. Sottopone la questione alla sua Camera dei Lords, ai suoi Apostoli, suo Parlamento, suo Senato: "Voi chi dite che io sia?" (Mt 16,14). 
Nessuna risposta. Anzitutto nessuno era stato designato come loro portaparola. Per di più, essi non erano certi della Sua identità. Tommaso si annoiava troppo a trattare di questioni teologiche. Andrea, l'incaricato delle pubbliche relazioni nel gruppo apostolico, stava silenzioso, poiché egli parlava solo quando doveva presentare qualcuno a qualche altro, ad esempio, il ragazzo con pani e pesci a Nostro Signore; suo fratello Simone, i Greci, sempre a Nostro Signore. Giovanni adocchiava Pietro per vedere se stava per intervenire, come altre volte, col suo questionare impulsivo e aggressivo. 
Matteo, il pubblicano, che un tempo aveva commerciato coi Romani si sentiva troppo teso per rispondere, guardando Simone, lo Zelote, che odiava i Romani. Giacomo se ne stava quieto, poiché dava di solito l'incarico di intervenire a suo fratello Giovanni. Filippo, l’economista, non aveva problemi logistici da risolvere riguardo al procurare cibo per cinquemila persone, perciò la questione era al di là dei suoi interessi, e così per tutti gli altri. 

25 Allora uno (Pietro) si avanzò, senza chiedere il consenso degli altri, e diede la giusta risposta: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente" (Mt 16,16). 
Come lo sapeva? Non dallo studio dell’apologetica o dei motivi di credibilità. 
La luce non venne né dalla ragione, né dall’educazione, ma dal cielo. La fede che salva è un dono di Dio: "Gesù disse: ‘Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei Cieli” (Mt 16,17). 

26 Su questo punto abbiamo il Concilio di Calcedonia che conferma la realtà dell’unione ipostatica, la sublime verità cristiana che Cristo è Dio ed è Uomo, o meglio è l’Uomo-Dio. 

27 A questo punto la nostra teologia si arresta e spesso si arresta anche la nostra spiritualità. Perché i teologi non hanno continuato a leggere che cosa è avvenuto a Cesarea di Filippo? 
Sappiamo ciò che l'uomo  
dice, di Cristo.  
Sappiamo ciò che Il cielo  
dice di Cristo.  
Ma perché non domandiamo:  
che, cosa Cristo dice di  
Se stesso. 

LA RISPOSTA DI CRISTO 

28 Cristo continua il suo colloquio e dice che egli è il “Servo di Dio”, o il Santo che è venuto a morire per i peccati degli uomini: "Da allora Gesù cominciò a dire apertamente ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei sommi sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risuscitare il terzo giorno" (Mt 16,21). 

29 Gesù si riferiva ai passi di Isaia (52,13; 52,12), ove è detto che il Servo di Jahvé avrebbe sofferto per i peccati dell’umanità. 

30 A tutto questo i suoi contemporanei sarebbero stati indifferenti, ma alla fine, Dio avrebbe esaltato il suo Servo. Egli non era un semplice sostituto degli uomini, ma un Servo che porta ciò che gli altri avrebbero dovuto portare. "Egli si è caricato delle nostre sofferenze... Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità…per le sue piaghe noi siamo stati guariti… Il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti… Il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà la loro iniquità... Egli portava il peccato di molti e intercedeva per i peccatori" (Is 53,4-6.11-12). 

31 Al momento del battesimo di Nostro Signore, la voce dal cielo era una citazione del versetto che apre il poema del Servo di Jahvé sofferente: "Ecco il mio servo che io sostengo, il mio diletto di cui mi delizio. Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni" (Is 42,1). 

32 Il Vangelo di Giovanni conferma tutto questo riferendosi a Lui, alla sua sofferenza vicaria "come agnello condotto al macello" (Is 53,7; cf. Gv 1,29.36; Ap 5,2.6). 
***
Mons. J. Sheen Fulton 

LA MISERICORDIA DIVINA NELLA MIA ANIMA



ANNO 1935. VIGILIA DI NATALE. Fin dal mattino il mio spirito fu immerso in Dio. La Sua presenza mi penetrò da una parte all'altra. Verso sera, prima di cena, entrai un momento in cappella, per scambiare l'oplatek con coloro che sono lontano, che Gesù ama molto ed ai quali io debbo molta riconoscenza. Quando scambiai l'oplatek in spirito con una certa persona, udii nell'anima queste parole: « Il suo cuore per Me è il paradiso in terra». Quando uscii dalla cappella, in un attimo m'investì l'onnipotenza di Dio. Compresi allora quanto Dio ci ama. Oh, se le anime potessero rendersi conto di ciò e comprenderlo almeno in parte! 

Diario di Santa Sr. Faustina Kowalska

I SEGNI DI DIO



ANTICO TESTAMENTO 

***
L'uomo di Giava fu scoperto dal naturalista olandese M. E. Dubois nell'isola di Giava. Si trattava di una sola calotta cranica che suggeriva una cubatura intermedia tra quella delle scimmie e quella dell'uomo; calotta che lo stesso scopritore ammise poter essere quella di una scimmia! 
L'uomo di Pitdown, scoperto in Inghilterra dal geologo Charles Dawson, consisteva in due crani con caratteri primitivi, una mandibola e due denti; a questa scoperta contribui' anche il gesuita Teilhard de Chardin. Questi resti furono, per quarant'anni, una gloria del Museo Britannico, fino a quando, nel 1952, si scopri' che erano un falso! I pezzi erano stati presi da un fossile umano e da un giovane orango; i denti, trovati da Teilhard de Chardin, erano stati limati; e tutto era stato opportunamente trattato per simulare l'antichita' e, poi, sotterrato, come il mistificatore stesso, alla fine, confesso'! 
L'uomo di Pechino, sempre legato al nome di Teilhard de Chardin, fu scoperto, nel 1930, in una cava nei pressi di Pechino dal biologo canadese Black Davidson. Si trattava dei resti di oltre una trentina di individui di caratteristiche umane estremamente primitive. Questi furono salutati come il famoso anello di congiunzione! Poi, tutti gli originali sparirono e tutte le misure vennero fatte su calchi e su modelli degli originali! Il colpo di scena avvenne quando, nello stesso luogo, furono trovati anche dei fossili di uomini e centinaia di pietre di quarzo affumicate, insieme ad enormi mucchi di cenere. I resti dell'anello di congiunzione non erano che quelli di scimmie di cui gli uomini si cibavano, gustando, in modo particolare, il cervello, che estraevano dopo aver rotto la scatola cranica. 
L'uomo di Neandertal, scoperto in Prussia nel 1856, e' il fossile di un vero uomo, certamente esistito migliaia di anni fa. Se ne sono scoperti diversi altri, poi, in varie zone della Francia, e nel 1908, fu trovato, addirittura, uno scheletro quasi completo. Ma anche in questo caso non manco' l'equivoco: la testa pendeva in avanti come quella di una scimmia; fu dimostrato che, per mancanza di alcuni frammenti, era stato innestato male il cranio. La testa, in realta', era eretta come quella di un uomo moderno! 
Prescindendo da questi equivoci e da questi falsi, esiste una confutazione sperimentale che e' la negazione radicale e inappellabile dell'evoluzione spontanea: questa e' che tutte le specie, pur occupando vari gradi nella immensa scala dei viventi, sono assolutamente, in se', perfette e complete! Pur non avendo la stessa perfezione e completezza, tutte, Però, hanno la pienezza organizzativa! 
Un filo d'erba e' un trionfo della vita, come il cedro del Libano; una pulce e' una meraviglia nel suo genere, come un elefante; una lucertola e' un capolavoro, com'e' un capolavoro il coccodrillo; un moscerino, un'ape sono portenti, come lo e' un'aquila reale; un verme e' meravigliosamente rifinito, nella sua pochezza come, nella sua grandezza, lo e' l'uomo! 
Ebbene, questa perfezione, che si nota in tutte le specie viventi, costituisce un'impressionante rivelazione sperimentale contro l'evoluzione: se questa, infatti, fosse vera, il mondo dovrebbe essere pieno di specie abbozzate, rudimentali e incomplete, cioe' in ritardo rispetto alle specie complete verso cui esse tenderebbero. Ebbene, di queste specie incomplete, nel mondo, non troviamo neppure una qualsiasi traccia! 
Si deve concludere che quando la vita e' nata, con essa e' nata la perfezione; la vita, quindi, e' stata creata perfetta!!!! 
Com'e' possibile, allora, che Charles Darwin abbia potuto prendere un abbaglio cosi' vistoso? 
La responsabilita' di questa teoria, che porta il suo nome, può essere fatta ricadere solo sulle sue spalle? 
Dal libro The New Dark Ages di Carol White, apprendiamo: "La fine del diciottesimo secolo e l'inizio del diciannovesimo furono caratterizzati dal trascurabilissimo lavoro scientifico svolto in Gran Bretagna (...) Le scienze matematiche come quelle astronomiche erano a livelli infimi (...)L'agghiacciante torpore della monotonia aveva iniziato a riversarsi anche su tutte quelle branchie della scienza che necessitavano l'eccitamento della ricerca sperimentale". 
Queste sono le parole dell'astronomo del secolo XIX; parole che mettevano a nudo la triste realta' della comunita' scientifica inglese, in quel periodo. La situazione doveva essere ribaltata e senza perdere tempo! 
Più avanti si legge: "L'Universita' di Cambridge venne scelta come il centro per una rinascita deifica della reputazione scientifica britannica (...) John Herschel e Charles Babbage, entrambi dell'Universita' di Cambridge, fondarono la Società Analitica, stranamente seguita dalla fondazione di un'altra associazione: Il Club Spiritista! Un altro professore di Cambridge, Adam Sedgewick, fondo' la Società Filosofica e, nel 1820, venne fondata un'altra società, conosciuta col nome di Apostoli di Cambridge; questa, a sua volta, diede vita alla Società Metafisica e alla Società Aristotele. L'ingresso in questi clubs, per un iniziato, significava la sua elezione a membro della ristretta élite dell'intelligence britannico! (...) Nel 1830, l'élite di Cambridge, proponendo Herschel come presidente, tento' di prendere il controllo della prestigiosa Società Reale, (...) il cui presidente era il duca di Sussex, che, contemporaneamente, ricopriva la carica di Gran Maestro della Massoneriaxxi (...) Sconfitti nel loro tentativo di conquistare l'egemonia di tale istituzione, l'èlite di Cambridge decise di creare l'Associazione Britannica per la Promozione della Scienza. Ebbene, il prodotto più famoso di questa nuova associazione fu la pubblicazione, nel 1859, dell'opera di Charles Darwin: Sulla Origine delle Specie"!. 

***
di Arrigo Muscio

Ti ringrazio, o Signore Santo, Padre onnipotente,



Ti ringrazio, o Signore Santo, Padre onnipotente, o eterno Iddio, perché senza alcun 
merito da parte mia, ma per solo effetto della Tua misericordia, ti sei degnato di saziare 
col prezioso Corpo e Sangue del Figlio tuo Gesù Cristo me peccatore indegno. Ti 
supplico che questa santa Comunione non mi sia causa di condanna, ma valida 
intercessione per ottenere il perdono. Sia una arma per la mia fede, uno scudo per la mia 
buona volontà. Mi liberi dai vizi, mi difenda contro le cattive tentazioni, aumenti in me 
la carità, la pazienza, l'umiltà, l'obbedienza e tutte le altre virtù. Mi renda incrollabile 
contro le insidie dei miei nemici visibili e invisibili, tranquillizzi perfettamente in me le 
passioni carnali e spirituali, e mi unisca intimamente a Te, che sei unico e vero Dio e 
felice coronamento del mio fine. Ti prego infine di condurmi a quell'ineffabile 
banchetto, dove Tu insieme col Figlio e lo Spirito Santo sei ai tuoi santi la vera luce, la 
sazietà piena, il gaudio eterno, la gloria completa e la perfetta felicità. Te lo chiediamo 
per mezzo dello stesso Gesù cristo, Nostro Signore. Così sia. 

DI S. TOMMASO D' AQUINO 

Rimanete fedeli a Gesù e agli insegnamenti del vero Magistero della Sua Chiesa.




Cari figli, sono l'Immacolata Concezione. Vengo dal Cielo per farvi grandi nella fede e offrirvi il Mio Amore. Siate docili alla Mia Chiamata. Allontanatevi da tutto quello che vi allontana da Mio Figlio Gesù. Voi siete importanti per il Signore e Lui si aspetta molto da voi. Non siate schiavi del peccato. Appartenete al Signore e solamente Lui dovete seguire e servire. Ritornate a Mio Figlio Gesù e ovunque testimoniate le Meraviglie di Dio nelle vostre vite. Non vi allontanate dalla preghiera. Camminate per un futuro pericoloso e pochi rimarranno fermi nella fede. Il demonio ingannerà molti dei Miei poveri figli con i falsi insegnamenti che si diffonderanno ovunque. State attenti. Amate e difendete la verità. AscoltateMi e Io vi condurrò per il cammino del bene e della santità. Rimanete fedeli a Gesù e agli insegnamenti del vero Magistero della Sua Chiesa. La vostra vittoria è nella difesa della verità. Non vi allontanate dal cammino che vi ho indicato. Non permettete che il serpente vi inganni e vi allontani dal cammino della salvezza. Coraggio. Il Mio Gesù è con voi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per averMi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

La preghiera del discepolo



Caro Gesù, sono pronto a diffondere la Tua Santa Parola. 
Dammi il coraggio, la forza e la conoscenza per trasmettere la Verità e 
condurTi un gran numero di anime. 
Prendimi nel Tuo Sacro Cuore e ricoprimi col Tuo Prezioso Sangue affinché 
io riceva le Grazie per diffondere la conversione per la salvezza di tutti i Figli 
di Dio in ogni parte del mondo, qualunque sia la loro fede. 
Confido sempre in Te. 
Il Tuo amato discepolo. 
Amen. 

SE MI APRI LA PORTA...



L'umiltà eleva

L'umiltà è efficace contro tutti i mali spirituali che alterano e distruggono la pace. Fatti un impegno di praticarla, così non soffrirai più dei contrasti: le tentazioni di ribellarti saranno meno violente quando sarai contrariata, non curata, dimenticata. Nella mia Passione quali riguardi, quali attenzioni e cortesie mi hanno usato?
L'umiltà vera eleva l'anima e le dà una forza e insieme una leggerezza, che la solleva, verso il mio Cuore, con volo rapido e sicuro. L'amore mette le ali e l'umiltà le rende agili e quasi trasparenti.
Quando un'anima è ricca di questa virtù, è sicura di conquistare il Cielo e anche la terra, perché la sua potenza, che è la mia Onnipotenza, si estende dappertutto.

La bellezza di un'anima umile non trova paragoni. E voi non potete essere umili senza la mia grazia, perché la superbia in voi è tanto radicata da sembrare quasi inespugnabile.
Senza gli esempi della mia vita terrena non l'avreste mai capita come è realmente; e anche avendo davanti i miei esempi, quanta difficoltà, quanta impotenza constatate...
L'umiltà è contraria tanto alla vostra natura, quanto la superbia è contraria alla mia. La vostra natura ambisce e tende al rumore, all'apparenza: la vita nascosta vi sembra uggiosa. Siete impastati di orgoglio, e il primo peccato dei vostri progenitori è stato appunto questo.
E proprio una sciocchezza la superbia! Siete meno che niente, e quali pretese mi potete addurre? In un attimo potrei farvi ritornare nel nulla: tutto dovete a Me.
Che assurdità commettete con l'insuperbirvi, mentre l'umiltà vi darebbe diritto a tutto il mio amore!
Togli la superbia, e tutto sarà pace e calma nel tuo interno. È la superbia che sconvolge le buone disposizioni, rovescia i tuoi propositi e mette tutto in rivoluzione. Strappa questa erbaccia e allora l'erba buona potrà crescere indisturbata. L'amore mio è nemico acerrimo della superbia e non si possono avvicinare in nessun modo.
Pensaci bene: l'unico mezzo per mantenerti in Me è che ti spogli della superbia, scendendo fino all'ultimo gradino. Le radici della superbia sono molto profonde: ci vorrà sforzo e costanza.

DON RENZO DEL FANTE 

lunedì 9 dicembre 2019

"CHE COSA ABBIAMO PERSO"


"...Che cosa di più bello Gesù poteva dare all'umanità, che cosa di più prezioso, di più Santo, quando moriva sulla croce? Il Suo Sacrificio. La messa è il tesoro più grande e il più ricco dell'umanità che Nostro Signore ci abbia donato...La Messa è "tutto per Dio". Perciò vi dico: per la gloria della Santissima Trinità, per l'amore di Nostro Signore Gesù Cristo, per la devozione della Santissima Vergine Maria, per l'amore della Chiesa, per l'amore del Papa, per l'amore dei Vescovi, dei Sacerdoti, di tutti i fedeli, per la salvezza del mondo...custodite il testamento di Gesù Cristo, custodite il Sacrificio di Nostro Signore! Conservate la Messa di Sempre!..." 

(Monsignor Lefebvre)

Santi Martiri del I – II e III Secolo



Dalla Gerarchia Cardinalizia di  Carlo Bartolomeo Piazza 
 e dalle Rivelazioni Private della mistica Maria Valtorta 


Diaconia Quarta di Santa Maria in Via Lata al Corso.

[…]Non potiamo, senza far gran torto all’antiche memorie di quella illustre collegiata, ed alla fede del nostro racconto delle cose più celebri di essa, tralasciare, per dar lume di venerazione a questi sagri Trofei della primitiva Chiesa di Roma, di non valersi di un’antichissima Scrittura, appesa sopra la scala del sotterraneo Oratorio; Questa già passò per le mani eruditissime del Cardinal Baronio, che ne fece menzione ne’ suoi Annali, insieme con un’Antifonario di carta pergamena con l’Uffizio proprio, intitolato di S. Maria in Via Lata, con l’istoria, e miracoli di questa Santa Immagine; della Consagrazione della Chiesa da Sergio Papa; della reposizione del Corpo di S. Agapito Martire; della fondazione dell’Oratorio, fatta da S. Marziale, riconosciute da Clemente VIII, nella sua Visita personale l’anno 1593, il quale venerabil’avanzo dell’antichità habbiamo per consolazione, più commune de’ Fedeli stimato di rientrarlo nel nostro Idioma, come già lo riferì Fioravante Martinelli, che con molta erudizione scrisse copiosamente di questa Chiesa; troncando ciò, che può essere di tedio a’ Lettori. Egli è dunque tale questo istorico racconto. 

Tosto, che salì Gesù Cristo al Cielo, S. Pietro si parti per Antiochia, dove confutata ch'hebbela perfidia di Simon Mago, che ivi trovò, se ne venne a Roma seguendolo l'istesso Simone, il quale dissegnava quivi con le sue arti magiche di farsi adorar per Dio; e ciò fece il S. Apostolo con buon numero de’ Fedeli per resistere alla di lui malvagità, ed arrivato in Roma predicò pubblicamente la (pag 806) Fede di Cristo, sanando infermi ed operando molti miracoli. 
Accompagnossi con esso S. Marziale, che fù discepolo di Cristo; e seco predicando per le strade, e piazze Romane la Fede Cristiana, convertì infinito numero di Gentili: trattenendosi l'Apostolo tra i principali Cittadini, li quali con ammirazione apprendevano la nuova dottrina, che andava insegnando, parendo loro, che molto si adattasse all'onestà e civiltà morale de’loro antichi costumi, e della loro Romana conversazione e commercio . 
Dimorava S. Marziale in un luogo, che si chiamava Via Lata, e quivi adattò un picciol Oratorio, per celebrarvi il Divin Sagrifizio, per farvi orazione, e per istruirvi e battezzare quelli, che venivano alla Religione Cristiana. Poco dopo venne a Roma S. Paolo, e con molti suoi discepoli, anco S. Luca Evang. Vergine, Pittore e Predicatore insigne: per la cui predicazione crebbe anche in Roma il culto di Gesù Cristo, del cui stabilimento assicuratosene S. Pietro , pensò di propagarlo per le vicine Provincie , e perciò mandò S. Marziale a Ravenna, ed a gli Oltramontani. Partito egli, restò l'oratorio a S. Paolo ed a S. Luca; ed in esso l'Apostolo scrisse a diverse Provincie; predicò e battezzò molta gente, e tra gli altri S. Savina con tutta la sua Famiglia, cioè Santi Novato, Timoteo, Prudenziana e Prassede; con i soccorsi dè quali fù ingrandito l'Oratorio. Auvenne poi, che non essendovi in esso acqua per il Battesimo, fatta orazione dall'Apostolo, comparve un Angelo, il qual toccando il sito dove quella si nascondeva, cavando si trovò; e fù chiamata Acqua Santa, la qual bevuta con divozione, come pure si fà oggidì, liberava da molte infermità; tenuta perciò in venerazione.  
Trattenendosi il S. Evangelista Luca in quest'Oratorio, vi dipinse un'Immagine della Beatissima Vergine nello stato medesimo, che era quando fù Sposata a S. Giuseppe, cioè con l'Anello in Dito. 
Si custodiva questa con gran  divozione in questo Oratorio, riportandone i Fedeli né loro bisogni molte grazie; chiamandosi per lungo tempo questo l'Oratorio de’Santi Paolo, e Luca nella Via Lata. 

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A cura di Mario Ignoffo