lunedì 23 marzo 2020

LA VITA DI SAN BENEDETTO



Il furto del bariletto di vino

Ti ricorderai certamente di quel certo Esilarato, che visse qui tra noi come  monaco. Egli un giorno fu mandato dal suo padrone al monastero a portare  all'uomo di Dio due recipienti di legno, chiamati volgarmente fiasconi, pieni di vino.  Durante il viaggio ne nascose uno lungo la via e l'altro lo presentò al Padre.  L'uomo di Dio, a cui i fatti anche lontani non eran nascosti, accettò ringraziando  quel solo bariletto; mentre però il servo stava per riprender la via del ritorno, gli  diede questo avviso: "Stai attento, figlio, a non bere a quel fiascone che hai  nascosto; inclinalo invece con cautela e vedrai cosa c'è dentro".

L'altro restò sorpreso assai da quelle parole e si mise in cammino.
Sulla via di ritorno volle accertarsi sugli avvisi del santo: inclinò il recipiente e  subito ne scivolò fuori una serpe. Spaventato e impressionato da quella brutta  sorpresa, si pensi per il sotterfugio che aveva commesso.

tratto dal Libro II° dei "Dialoghi" di San Gregorio Magno

Il Fuoco che farò discendere sulla Terra, per rinnovarla, é lo stesso Fuoco che ricevettero gli Apostoli alla Pentecoste.


Cristo Re


J.N.S.R.”: “0 Cristo, Re dell’universo, eccomi oggi dinanzi a Te; mio Dio e mio Re”

Gesù: “Re, Io lo sono. È vero. Il Mio Regno é eterno. È tutto l’Universo, visibile ed invisibile. Tutte le Mie Creature sono accolte, se Me lo chiedono con amore, per vivere nel Mio Amore. Amo intrattenerMi con i Miei figli diletti. Voglio eliminare molti errori affinché comprendiate meglio il Mio Piano di Salvezza Eterna.

Figlia Mia, Cristo ha donato la Sua Vita sulla Santa Croce d’Amore per farvi partecipare alla Vita del Mio Regno Eterno; Vita che é in Verità una vita reale, la vera Vita per la quale voi tutti siete stati creati per vivere con il vostro Maestro e Re, vostro Dio ed Amico. Io sono venuto per farvi conoscere ed amare il Nostro Padre dei Cieli.

‘Chi vede Me, vede anche il Padre!’.

Il Verbo di Dio parla al Mondo intero per ogni Anima all’ascolto. Oggi parlo scegliendo i Miei Ricettori. Le Mie Anime ricevono la Mia Parola; esse hanno ricevuto il Dono di sentirMi, il Dono di comprenderMi perché, attraverso loro, Io Mi darò ai cuori che vogliono ricevere la Mia Parola di Vita.


Io ritorno tra voi, in mezzo al Mio Popolo eletto, che ho formato dall’alto dei Cieli. Popolo che già Mi invoca e nel quale ho riposto tutta la Mia Fiducia. Sono Figli dal cuore puro che hanno in sé la Mia Speranza. Sono come briciole di buon pane, sparse su tutta la terra. Sono il nutrimento fecondo sparso qua e là in ogni Paese, in ogni crocicchio,

 in ogni quartiere di città, in ogni villaggio, in ogni borgata. Essi esistono per attirare a sé quelli che Io chiamo, perché ascoltino la Mia Parola di Vita.

Io chiamo gli Affamati che stanno morendo in una grande debolezza spirituale.

Io chiamo i ricercatori; per loro la Mia Parola diverrà un problema, un interrogativo vivente: ‘Per voi chi sono Io? ’, che li spingerà ad andare più lontano per trovarMi infine e mangiarMi in piena consapevolezza.

A chi cerca, Io darò di che comprendere; Io Mi donerò interamente e così essi Mi scopriranno.

Voi siete alla ricerca degli Ultimi, figli diletti del Padre.

Ma quanto saranno numerosi, quando essi vedranno apparire la Mia Croce sfolgorante di luce.

Per tutti gli increduli il Tempo é diventato una ricerca dentro di sé perché Dio non é ancora visibile ai vostri occhi di carne. Ma, a poco a poco, Dio Si manifesta alle Anime che Lo cercano con Amore, e a quelli che ricercano l’assoluto, stanchi ormai d’incontrare falsi valori.

Essi vogliono trovare la Verità completa, il perfetto nella Perfezione. Io non sono un’utopia: Io sono la Verità.

 La Verità é unica, sola, vera, poiché appartiene a Dio Stesso. Io sono la Via, la Verità, la Vita.

Io lascio ancora gli spiriti in questo stato di ricerca. Fortifico quelli che Mi amano in spirito e in verità. In loro faccio la Mia Dimora. Io vivo in colui che vive in Me. Così Dio é l’Ospite che riceve e diventa l’Invitato che viene accolto nella propria casa.

Dio vive in voi.

Il Fuoco che farò discendere sulla Terra, per rinnovarla, é lo stesso Fuoco che ricevettero gli Apostoli alla Pentecoste.

Il Fuoco del Mio Amore é Vita, che si nutre alla Fontana della Santissima Trinità. Questo Fuoco d’Amore copre la Terra e ricopre tutto l’Universo. Questo Fuoco vivente circola dal Padre al Figlio e dal Figlio al Padre passando attraverso lo Spirito Santo. Egli si amplifica nel Cuore del Figlio, Fornace ardente di Carità, per ritornare al Padre che riceve l’Effusione divina di tenerezza, d’Amore infinito, di Obbedienza assoluta del Suo Figlio Regale, il Figlio Suo, Cristo Re.

Nella Sua ammirabile Trinità, lo Spirito Santo, la Terza Persona, diventa l’Intermediario che contiene e trasporta 1’Amore di Dio tre volte Santo, divenendo Lui Stesso Amore, Tenerezza, Obbedienza, in una unione perfetta con il Padre e il Figlio, poiché procede dal Padre e dal Figlio: Egli riceve la stessa Adorazione e la stessa Gloria.

Ogni spirito docile, ricolmo d’Amore di Dio, al contatto con lo Spirito Santo diventa una fornace d’Amore che, a sua volta, entra nell’ammirabile Trinità, portato dallo Spirito Santo.

Il mondo ha dimenticato che Dio é l’Eterno, che il Suo Soffio dona la Vita a tutte le cose, sia del regno animale sia del regno vegetale. Tramite il Suo Soffio, l’Uomo si muove. L’Uomo ha ricevuto nuovamente questo Soffio di Vita il giorno in cui GESÙ soffiò sugli Apostoli per comunicare loro lo Spirito di Vita.

Egli é la Verità che rigetta la schiavitù del peccato.
Egli é la Luce che illumina la nostra Fede.

Nel giorno della Pentecoste fu GESÙ, glorificato dal Padre, che soffiò sugli Apostoli, facendo di loro il Segno visibile della Salvezza, la Santa Chiesa di Cristo Re.

 Oggi il Popolo di Dio attende il Nuovo Soffio di Vita; attende di radunarsi nella Nuova Gerusalemme. 0 Padre, il Tuo Popolo attende che Tu soffi su di lui per ricevere

la Tua Nuova Vita
la Vita del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

0 Padre, rinnova la faccia della terra; ognuno santifichi il Tuo Nome per ricevere, da Tuo Figlio, Nostro Signore GESÙ-Cristo, il Tuo Fuoco Purificatore.

0 Padre di ogni bontà, oggi il Soffio dello Spirito Santo é come il mantice del vetraio che attende la mano del Maestro per dare la Vita a questi corpi inerti e senza vita. Il Maestro-soffiatore darà il segnale che azionerà la grande soffieria.

E il Vento e il Fuoco non attendono che la voce del Padre per invadere la Terra intera.

Il Padre, il Figlio e lo Spirito d’Amore discenderanno, come un fuoco incandescente, per formare una Nuova Terra e Nuovi Cieli.

 Re, Io lo sono.
E il Mio Regno viene a voi.
Dio é il Re dell’Universo”.


La Nostra Santa Madre:

“Piccola Vergine MARIA, Madre di Dio e degli Uomini,
stendi il Tuo Mantello di candore e d’Amore,
copri interamente questo Mondo malato,
guarisci tutte le piaghe della Terra,
lenisci tutte le ferite dei Tuoi Figli.
Concedici di amarTi

0 Madre di GESÙ’.

0 Madre degli Uomini,
0 Madre della Santa Chiesa,
il Mondo ha bisogno d’Amore.

Solo I’Amore di Dio,
unito all’Amore della Sua Santissima Madre,
può guarire l’Umanità sofferente.
Ma tutta l’Umanità deve aprirsi all’Amore di Dio.

Dio vi salverà il giorno
in cui l’Amore sarà conosciuto ed amato.
Pregate, Figli Miei, perché questo Regno d’Amore
venga presto sulla Terra.

Io vi benedico

Restate uniti sotto il Mio Manto che vi protegge.

Santa MARIA,
Madre di Dio,
Madre degli Uomini,
Madre della Chiesa”.



”J. N. S. R.” 20 novembre 1994

La preghiera



Leggi il Vangelo vi troverai la gemma preziosa che illuminerà la tua vita: vi troverai Gesù che diventerà inseparabile Compagno della tua vita, tuo Consigliere, Forza nella debolezza, Maestro nei momenti tenebrosi.

MADRE ORSOLA LEDÓCHOWSKA

GESÙ BAMBINO NEGLI SCRITTI DI LUISA PICCARRETA



«Trovandomi fuori di me stessa, mi son trovata col Bambino Gesù in braccio e gli stavo dicendo: “Carino mio, tutta e sempre tua sono; deh, non permettere che scorra in me alcunché, fosse anche un’ombra, che non sia tua”.  

E Lui: “Figlia mia, quando l’anima è tutta mia, Io sento un mormorio continuo del  suo essere in Me. Me lo sento scorrere, questo suo mormorio, nella mia voce, nel mio  cuore, nella mente, nelle mani, nei miei passi e fin nel mio sangue. Oh, come mi è dolce  questo suo mormorio in Me! E come lo sento vado ripetendo: tutto, tutto, tutto è mio di  quest’anima, ed Io l’amo, l’amo tanto che suggello il mormorio del mio amore in essa.  Sicché, come Io sento il suo, così l’anima sente il mormorio mio in tutto il suo essere;  sicché se l’anima in tutta se stessa si sente scorrere il mio mormorio, è segno che l’anima  è tutta mia.”(Vol. 6°, 26.05.1905) 

Pablo Martín Sanguiao

Preghiera di guarigione interiore personale



"Padre di bontà, Padre di amore, ti benedico ti lodo e ti ringrazio perché per amore ci hai dato Gesù. Grazie Padre, perché alla luce del tuo Spirito comprendiamo che Lui è la luce, la verità, il Buon Pastore, che è venuto perché noi abbiamo la vita e l'abbiamo in abbondanza. 
Oggi, Padre, mi voglio presentare davanti a te come tuo figlio. Tu mi conosci per nome. Volgi i tuoi occhi di Padre amoroso sulla mia vita. Tu conosci il mio cuore e le ferite della mia vita. Tu conosci tutto quello che avrei voluto fare e che non ho fatto; quello che ho compiuto io e il male che mi hanno fatto gli altri. Tu conosci i miei limiti, i miei errori e il mio peccato. Conosci i traumi e i complessi della mia vita.
Oggi, Padre, ti chiedo, per l'amore verso il tuo figlio Gesù Cristo, di effondere sopra di me il tuo Santo Spirito, perché il calore del tuo amore salvifico penetri nel più intimo del mio cuore. Tu che sani i cuori affranti e fasci le ferite, guarisci qui ed ora la mia anima, la mia mente, la mia memoria e tutto il mio spirito.
Entra in me, Signore Gesù, come entrasti in quella casa, dove stavano i tuoi discepoli pieni di paura. Tu apparisti in mezzo a loro e dicesti: "Pace a voi". Entra nel mio cuore e donami la pace; riempimi d'amore. Noi sappiamo che l'amore scaccia il timore. Passa nella mia vita e guarisci il mio cuore. Sappiamo, Signore Gesù, che tu lo fai sempre, quando te lo chiediamo; ed io lo sto chiedendo con Maria, nostra Madre, che era alle nozze di Cana quando non c'era più vino e tu rispondesti al suo desiderio cambiando l'acqua in vino. Cambia il mio cuore e dammi un cuore generoso un cuore affabile, pieno di bontà, un cuore nuovo. Fa spuntare in me i frutti della tua presenza. Donami i frutti del tuo Spirito che sono amore, pace e gioia.
Che scenda su di me lo spirito delle beatitudini, perché possa gustare e cercare Dio ogni giorno, vivendo senza complessi e senza traumi insieme agli altri, alla mia famiglia, ai miei fratelli. Ti rendo grazie, o Padre, per quello che oggi stai compiendo nella mia vita. Ti ringrazio con tutto il cuore, perché mi guarisci, perché mi liberi, perché spezzi le mie catene e mi doni la libertà. Grazie, Signore Gesù, perché sono tempio del tuo Spirito e questo tempio non si può distruggere, perché è la casa di Dio. Ti ringrazio, Spirito Santo, per la fede, per l'amore che hai messo nel mio cuore. Come sei grande, Signore, Dio Trino ed Uno! Che Tu sia benedetto e lodato, o Signore! Amen."

(autore: Padre Emiliano Tardif)

AMARE DIO



Il mio Cuore e un mare sterminato di bontà

1) S. Teresa del B. G. morente esclamò: Mio Dio, ti amo! - Il Buon Ladrone sulla croce con un atto d'amore rubò all'ultimo momento il paradiso.
L'estremo atto di Gesù morente fu un atto di puro amore per il Padre, che coronò la sua vita tutta vissuta per Lui. Dai Cuori purissimi di Maria e di S. Giuseppe quanti milioni di atti di amore si innalzarono a rallegrare il cuore di Dio.

2) Non vi è atto più benefico, più consolante, più meritorio di un atto d'amor di Dio. Ogni volta che un cristiano fa un perfetto atto d'amor di Dio ottiene la perfezione del merito e della grazia.
Non v'è parola umana più accetta a Dio di quella con cui l'uomo gli esprime il suo amore. Se poi questa parola si innalzasse giorno e notte da ogni angolo della terra, se ogni casa, ogni parrocchia risuonasse di incessanti atti di amore, quale compiacenza proverebbe il Cuore di Dio!

3) Se in una parrocchia si insegnasse a tutti i bambini, ai giovani, ai lavoratori delle fabbriche e dei campi, agli impiegati, a tutti i vecchi ed infermi, a lanciare frequenti dardi di amore al Cuore di Gesù, certo questo Cuore dolcissimo amerebbe quella parrocchia come la pupilla dei suoi occhi.
Se tutti i cristiani cominciassero la giornata con un: Mio Dio, io ti amo! Oppure con la preghiera dei bambini di Fatima: Mio Dio, io credo, adoro, spero e Vi amo! Domando perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano e non Vi amano!
Se andando al lavoro, se incontrando qualche sofferenza, dicessero con generosità: Per amor tuo, Mio Dio! Se davanti alla tentazione, se davanti ad un sacrificio da compiersi, se alla vista di un'offesa di Dio, con spirito di fede e di riparazione dicessero: Mio Dio, io ti amo! quale cambiamento si verificherebbe nel mondo, quante grazie si attirerebbero sulla terra!

4) Facciamoci apostoli dell'atto d'amor perfetto, anche fra i non cattolici, purché credano in Dio. Nell'impossibilità di far comprendere ad essi il loro errore dite loro: «Se credete in Dio, adoratelo, ringraziatelo per i benefici ricevuti, chiedetegli perdono delle vostre colpe, ditegli che per la sua bontà lo amate e pregatelo di farvi conoscere la vera religione nella quale vuole essere da voi onorato».

5) Un perfetto atto d'amore è un atto di CONTRIZIONE PERFETTA, che rimette immediatamente in grazia di Dio un peccatore, quando è unito al proposito di confessarsi. Oh, come è doloroso pensare che LA MAGGIOR PARTE DEI CATTOLICI VIVE ABITUALMENTE IN DISGRAZIA DI DIO, perdendo il merito delle loro azioni e sacrifici, mentre sarebbe così facile, con un semplice: Mio Dio, io ti amo! cancellare tutte le proprie colpe e rendere la propria vita una splendida catena di meriti!

6) GUARDIAMOCI PERÒ DALLE ILLUSIONI. Perché il nostro amore sia perfetto non deve solo essere affettivo, ma effettivo, cioè deve portarci a: 1) Pentirci delle colpe passate; 2) amare il prossimo come noi stessi, perdonando le offese ricevute; 3) osservare i comandamenti di Dio e della Chiesa e compiere diligentemente i doveri del proprio stato.
Amiamo dunque Dio non solo a parole, ma con i fatti e facciamoci decisamente apostoli dell'amore, consoleremo il Cuor di Gesù e rallegreremo il Cuore di Maria.

MATER DIVINE GRATUE "FAMIGLIA MARIANA" 

IL PURGATORIO NELLA RIVELAZIONE DEI SANTI



Il numero degli eletti

A questo punto è necessario trattare brevemente in merito alla  questione del numero degli eletti, qquestione grave e  interessante, che tanto da vicino ci tocca, che fu sempre  discussa e sempre rimase insoluta. « E' una questione, scrive il  Faber (Il Creatore e la creatura, Parte III, cap. II), ché è un  segreto di Dio, un segreto del supremo Giudice, un segreto che  l'Altissimo ha riservato tutto a se stesso, ma nella quale egli  permette che ci addentriamo solo nella speranza di trovare  qualche nuova traccia dello sconfinato amore di Dio ». Dopo  tutte le nostre supposizioni, le nostre congetture, le nostre  induzioni, la verità sarà sempre, come prima, nascosta in Dio.  Numerosi teologi di grande autorità sono del parere che il  numero dei reprobi superi quello degli eletti; altri teologi, pure  di indiscussa autorità, ritengono il contrario. Cornelio a Lapide  riferisce che la maggior parte dei teologi che vivevano a Roma  ai suoi tempi, riguardando al rilassamento generale dei costumi  nella loro epoca, sostenevano l'opinione più severa. Mentre i  teologi più recenti pare che propendano per l'interpretazione  più benigna. Gli argomenti addotti sono solidi da ambo le parti,  afferma il Billuard (De Cert. praed., disp. IX, art.7). Le prove  della Sacra Scrittura assicurano il trionfo completo e nella  forma più esplicita della opinione più benigna. E i rigoristi, a  dire il vero, par che sudino abbastanza nel tentare di ritorcere  queste prove in loro favore (Faber, Op. cit.). A proposito delle  parabole evangeliche addotte come prova da ambo le parti, il  Bergier si esprime in questo modo: «Se le parabole del Vangelo  si possono addurre come prove, noi dovremmo concludere che  è la maggioranza e non la minoranza che si salva. Gesù Cristo  paragona la separazione dei buoni dai cattivi; nel giudizio  finale, alla separazione del buon grano dalla zizzania; ora in un  campo ben coltivato la zizzania non è mai più abbondante del  grano. La paragona ancora alla scelta tra i pesci buoni e i pesci cattivi; ora qual mai pescatore fu mai tanto disgraziato da  pescare più pesci cattivi che pesci buoni? Delle dieci vergini  invitate alle nozze, cinque sono ammesse alla festa insieme allo  Sposo. Nella parabola dei talenti, due servi sono premiati, uno  solo è punito; in quella del festino, di tutti gli invitati uno solo è  scacciato » (Bergier, Traíté de la vraie Religion; t. x, pag. 356). 

Coloro che sostengono l'opinione più severa sembra che si  lascino sopraffare dalla considerazione del male nel mondo e  della giustizia divina nei suoi confronti, senza riflettere  abbastanza;

a) che gli uomini furono creati per un piano di sconfinata  misericordia e di sapienza divina, il quale sembrerebbe  destinato a fallire, qualora il numero degli eletti non superasse  quello dei reprobi;

b) che per dare nuovo assetto ai disegni di Dio, sconvolti dal  peccato, Iddio stesso non solo si è fatto uomo, ma ha lavato il  mondo col suo Sangue prezioso, ed è morto aprendo le braccia  sulla croce e implorando il perdono del Padre perfino sui suoi  crocifissori;

c) che fiumi di grazie si riversano continuamente sugli uomini,  dopo il sacrificio del Calvario, in tutte le epoche della loro vita,  in tutti i luoghi;

d) che insieme a tanto male, che del resto colpisce la nostra  fantasia assai più del bene, c'è tra gli uomini molto bene; ci si  fermi a considerare anche soltanto il bene fatto in seno alla  Chiesa, ove per la comunione dei Santi le opere buone tornano  a vantaggio di tutti;

e) che gli uomini, se hanno un inferno che li attende nella vita  futura, qualora se ne rendano meritevoli, hanno altresì la loro  fornace di fuoco in questa vita, ove, volenti o nolenti, pagano  un tributo di espiazione alla inesorabile giustizia divina. Che  tanto fuoco e tanto sangue abbiano uno scopo ristretto nel  tempo, nessuno riuscirebbe mai a farcelo comprendere. Non è  raro il caso in cui gli uomini fanno insieme il male e la  penitenza;

f) che la responsabilità morale degli uomini più spesso che non  si creda è assai limitata. Le azioni degli uomini sono spesso  assai più perverse del cuore che le commette (Faber). Fu scritto  che nessuno è tanto santo e tanto perverso come la dottrina che  professa. Gesú, che meglio di tutti conosceva il cuore degli  uomini, dopo aver implorato il perdono di Dio sui suoi  crocifissori, aggiungeva: Non enim sciunt quid faciunt (Luc.,  23, 34). Non è raro il caso di rimanere sorpresi per l'ignoranza  di persone che frequentano la chiesa e i sacramenti,  immaginiamo ciò che deve essere di quelli che sono sempre  stati lontani dalla chiesa o non hanno avvicinato i sacerdoti che  in circostanze rarissime; e ciò senza loro colpa. Specialmente ai  giorni nostri, questi ultimi sono moltissimi. E ammirabile lo  zelo del Clero per penetrare nelle officine, nelle miniere, nei  cantieri, nelle industrie, nonostante le gravi difficoltà. Un  numero enorme di creature umane, senza colpa o quasi, vive  completamente lontano dalla vita e dai problemi dello spirito.  Noi rimaniamo impressionati, ed a ragione, ma Iddio che tutto  conosce, giudica molto diversamente da noi;

g) che oltre all'Inferno c'è un Purgatorio, acceso per gli uomini  dalla divina giustizia. Confortiamoci perciò con la visione  dell'Apostolo, che, trasportato dalla potenza divina nel regno  degli eletti, racconta di aver veduto una infinita moltitudine di  beati, di tutte le genti e tribù e popoli e lingue, stanti dinanzi al trono e all'Agnello, vestiti di bianche stole, con palme nelle  loro mani, cantanti: Salute al nostro Dio che siede sul trono, e  all'Agnello (Apoc, 7, 9, 10). Tuttavia la grande maggioranza di  quelli che si salvano, si ferma in Purgatorio. Ciò è ammesso da  tutti, dottori e mistici. Nella vita di S. Teresa leggiamo  “Osserverò solo - è la Santa che parla - che di tante anime  elette da me conosciute in vita, ne ho viste tre sole volare  direttamente al cielo senza passare pel Purgatorio: quella del  religioso di cui ho parlato nel discorso di questo libro, quella  del venerabile Pietro d'Alcantara e quella del padre  Domenicano rammentato più sopra (si tratta del P. Pietro  Ybanez, uno dei suoi confessori). Quando si pensi al gran  numero di visioni che la Santa ebbe sul Purgatorio durante la  sua vita, e alla quantità di anime sante che fiorivano allora nella  Chiesa di Dio, questa testimonianza della Santa ci dispensa da  ogni ulteriore ricerca. Ma c'è di più: noi vediamo che gli stessi  Santi canonizzati dalla Chiesa non vanno sempre esenti dalle  pene del Purgatorio. Si legge nelle opere di S. Pier Damiani che  San Severino, Arcivescovo di Colonia, quantunque fosse stato  in vita pieno di zelo apostolico e adorno di straordinarie virtù,  dovette tuttavia rimanere per qualche tempo in quel luogo di  pene. La storia riferita da S. Gregorio Magno nei suoi Dialoghi  (Libro IV, cap. 40) circa il santo Diacono Pascasio è davvero,  stranissima, poichè dopo la morte di costui, la sua dalmatica  distesa sul feretro avendo operato molti miracoli, non c'era  dubbio che egli si dovesse trovare tra i beati comprensori del  cielo; eppure come rivelò egli stesso a S. Germano di Capua,  gli rimaneva da fare una lunga espiazione in Purgatorio. Dopo  tutto questo chi potrebbe mai lusingarsi di sfuggire a quella  pena? Approfittiamo almeno delle sofferenze della vita  presente offrendole a Dio in espiazione delle nostre colpe, onde  voglia il Signore misericordioso abbreviare il nostro soggiorno  nel carcere tremendo del Purgatorio.

Sac. Luigi Carnino,

Il falso profeta vi vuole portare fuori strada!



Quando la luce della terra passerà, non abbiate paura, Miei amati figli, perché la luce del Signore brillerà in voi ; infatti Mio Figlio, il vostro Gesù, non vi abbandonerà mai.Non abbiate quindi paura, figli Miei e abbiate completa fiducia nel Signore.

In questi e in altri messaggi voi venite preparati, quindi attenetevi alla Nostra Parola e restate fedeli al Signore! Nessuno di quelli che si uniscono all’esercito rimanente di Mio Figlio subirà danni, perché chi è con Gesù, e ha fiducia in LUI non può essere rubato dal diavolo! Siate quindi completamente con LUI, con il vostro Gesù e non vi accadrà nulla di male.

Siate comunque vigili, Mia amata schiera di figli, perché il falso profeta vuole portarvi fuori strada! Subdolamente e con molta ipocrisia egli vi porterà una “nuova Chiesa”, ma questa NON sarà di Mio Figlio! La Chiesa di Mio Figlio minaccia ora di soccombere, ma anche questo non accadrà! Siate vigili quindi e non fatevi imbrogliare da menzogne subdole, parole false e dall’ ipocrisia !

Esiste già molta divisione e ne verrà ancora di più, quindi restate vigili e fedeli a Mio Figlio. EGLI salverà la Sua Chiesa ed Essa sarà più grande che mai! Siate quindi i Suoi strumenti qui sulla terra e rallegratevi, perché la Chiesa del Signore risplenderà di luce brillante e Pietro sarà presente per custodirla, ma prima però verrà il declino e sembrerà la sua totale rovina.

Non abbiate paura e celebrate le vostre Messe in segreto. VOI SIETE L’ESERCITO RIMANENTE e come tale formate “il sacro corpo di Mio Figlio”, quando le vostre chiese saranno chiuse o sfruttate a scopi satanici! Voi mantenete viva la Chiesa di Mio Figlio e in questo modo siete “membra vive “di Mio Figlio qui sulla terra. Questo può essere difficile da comprendere per alcuni, ma accettate la Mia Parola e obbedite alla Mia chiamata.

Dio Padre non vi lascia mai soli ed Egli vi avvisa prima che avvenga qualcosa di brutto, vi chiama alla conversione e vi comunica la Sua Parola grazie a veggenti da LUI scelti. EGLI non vi lascerà morire, ma vi esorta a convertirvi e a dichiararvi per LUI e per Gesù.

Io vi amo, figli Miei. Convertitevi e trovate la strada per Gesù. Amen.

La vostra amorevole Mamma Celeste.

Mamma di tutti i figli di Dio e Madre della Salvezza.

Il piano che mira a scardinare il clero dalla fedeltà a Cristo e alla Chiesa e' ben studiato e articolato.



- Corrompere i preti fin dove si può, facendoli diventare non più maestri di verità e di virtù, ma discepoli degli errori e dei vizi del mondo. Non più guide, ma ... guidati; non più conquistatori di anime ma ... conquistati dal mondo.

- Intimidire e praticamente costringere al silenzio chi non si è lasciato corrompere. E di fatto, quanti preti anche buoni, ricchi di vita interiore, pur vivendo rettamente la loro vita personale, non combattono più la buona battaglia e tacciono sulle miserie del nostro tempo per non scontrarsi col mondo!

- Ridicolizzare chi non si è lasciato né corrompere, né intimidire, perfargli perdere credibilità davanti alla gente.

- Calunniare chi non si è fermato nemmeno davanti al timore di apparire ridicolo e fuori dal tempo.

- E, infine, ignorare e isolare chi è disposto a spingere fino alle estreme conseguenze la fedeltà alla sua missione.
E, a completamento dell'opera, risuona l'altra parola d'ordine: 'Esaltare i preti rinnegati, i traditori che sono sempre pronti a contrastare il Vangelo di Cristo e a dare il loro consenso al vangelo del mondo. Parlare bene di questi, concedere spazio ai loro interventi e soprattutto farli apparire come profeti incompresi dalla Chiesa".
Ma Gesù ha pietà dei suoi preti; conosce le loro difficoltà e gli ostacoli che incontrano e non dimentica lo slancio di generosità con cui un giorno gli hanno detto il loro "sì".
Li vuole santi i suoi preti, per il loro bene e per il bene della Chiesa e di tutta l'umanità.
Questi 'LAMENTI DIVINI" vogliono risvegliare nei sacerdoti tiepidi o stanchi, confusi o traviati la nostalgia di un antico amore ormai spento, o quasi, tra Gesù e i suoi amici prediletti.
Con queste parole Gesù vuol ridare un'anima al sacerdozio dei suoi preti, perché ridiventino sale della terra e luce del mondo. Meditare queste pagine farà sicuramente bene ad ogni prete. E farà bene anche ai laici. Ma nessuno le può usare come pretesto per farsi giudice di qualche sacerdote. Chi giudica è il Signore! Non è di giudici che ha bisogno un prete in difficoltà, o forse già fuori strada. Di giudici, capaci solo di criticare il suo operato, ne ha incontrati troppi sulla sua strada, anche quand'era un buon prete.
Ciò che forse gli è mancato è la presenza discreta e consolante di qualche amico e più ancora la preghiera di tanti fratelli consapevoli che al prete non si può e non si deve sempre e solo chiedere, ma bisogna anche dare, se non altro almeno il sostegno che si può invocare per lui dal Signore, perché sia sempre fedele e generoso nel suo amore a Cristo e nel suo servizio ai fratelli.
Diffondere queste pagine è certamente utile per far comprendere a tanti cristiani quanto bisogno può aver un prete della loro amicizia e della loro preghiera.

Don Enzo Boninsegna

Geremia



Geremia si presenta con un giogo sulle spalle

1Il Signore diede queste istruzioni a Geremia all'inizio del regno di Sedecia figlio di Giosia re di Giuda. 2Il Signore gli disse: 'Procurati alcuni gioghi di legno con cinghie e mettili sulle spalle. 3Dovrai mandarne uno a ciascuno dei re di Edom, di Moab, di Ammon, di Tiro e di Sidone, per mezzo dei loro ambasciatori venuti a Gerusalemme per incontrare Sedecia re di Giuda. 4Li incaricherai anche di riferire esattamente ai loro re il messaggio che io, il Signore dell'universo, Dio d'Israele, ti affido: 5Io con la mia grande forza e potenza ho creato il mondo, gli uomini e gli animali che vivono sulla terra. Ebbene, io do tutto questo a chi voglio. 6Ora ho deciso di consegnare le vostre terre al mio servo Nabucodonosor re di Babilonia e di mettere al suo servizio perfino le bestie selvatiche. 7Tutte le nazioni dovranno servire lui, suo figlio e suo nipote. Poi verrà il momento in cui anche il suo regno sarà sottomesso da nazioni numerose e da re potenti. 8Ma per ora, se una nazione o un regno non vuole servire Nabucodonosor re di Babilonia o sottomettersi al suo giogo, io li colpirò con la guerra, la carestia e la peste finché non avrò finito di metterli in suo potere. Lo dico io, il Signore. 9'Perciò non date retta ai vostri profeti o a quelli che pretendono di conoscere il futuro per mezzo dei sogni o evocando gli spiriti o con arti magiche. Tutti questi vogliono convincervi che non diventerete schiavi del re di Babilonia. 10Ma quel che essi vi annunziano è falso e così vi faranno portar via dalla vostra patria. Io infatti vi disperderò e sarete completamente sterminati. 11Invece, se una nazione accetta di portare sulle spalle il giogo del re di Babilonia e di servirlo, io la lascerò stare sul suo territorio: potrà coltivarlo e abitarlo. Lo dico io, il Signore'. 12Geremia portò lo stesso messaggio anche a Sedecia re di Giuda: 'Anche tu e il tuo popolo dovrete portare sulle spalle il giogo del re di Babilonia. Se accetterete di servire lui e il suo popolo, avrete salva la vita. 13Il Signore ha minacciato di punire la nazione che non accetta il dominio del re di Babilonia. Perché tu e il tuo popolo volete morire in guerra, o di fame o di peste? 14Non date retta alle parole dei profeti che dicono 'Non diventerete servi del re di Babilonia'. Essi vi ingannano. 15Il Signore stesso ha detto che non li ha mandati. Eppure continuano ad annunziare cose false a nome suo. In questo modo costringono il Signore a scacciarvi lontano e a far morire voi e i profeti che vi raccontano tutte queste storie'. 16Geremia si rivolse poi anche ai sacerdoti e alla gente che stava attorno e riferì questo messaggio del Signore: 'Non date retta alle parole dei vostri profeti. Vi promettono che gli arredi del tempio saranno presto riportati indietro da Babilonia, ma vi ingannano. 17Non ascoltateli! Piuttosto, sottomettetevi al re di Babilonia e avrete salva la vita. Perché volete far diventare questa città un mucchio di rovine? 18Se questi tali sono veramente profeti e se hanno ricevuto un messaggio del Signore, cerchino piuttosto di supplicare il Signore dell'universo. Lo preghino perché non faccia portare a Babilonia anche gli arredi rimasti nel tempio, nel palazzo del re di Giuda e nelle altre case di Gerusalemme'. 19Perché il Signore dell'universo ha ancora qualcosa da dire a proposito delle colonne, della grande vasca di bronzo, dei carrelli e degli altri arredi preziosi rimasti in città. 20È vero, il re Nabucodonosor non li ha presi quando ha portato prigionieri a Babilonia Ieconia re di Giuda e figlio di Ioiakim con i nobili di Giuda e di Gerusalemme. 21Però il Signore dell'universo, Dio d'Israele, a proposito degli arredi preziosi rimasti nel tempio, nel palazzo del re di Giuda e a Gerusalemme, dice così: 22'Anche questi oggetti saranno portati a Babilonia e resteranno là finché io non mi interesserò di farli riportare indietro e di sistemarli di nuovo in questo luogo. Ecco quel che ha detto il Signore'.

Tu conosci le nostre necessità




Signore e Redentore,
odi la mia preghiera,
presta ascolto, Signore tutto Misericordia,
le mie preghiere sono proprio imperfette,
io sono misera e debole,
ma sono qui,
e da questo deserto
grido perché Tu mi aiuti,
Tu conosci le nostre necessità
ed hai certamente udito
le suppliche dei morenti,
Signore, vieni a loro
con la Tua benedizione, una sola
ed essi saranno guariti!

VERRÒ A VISITARVI, NEL CUORE DELLA NOTTE.



Presto verrò a visitarvi, nel cuore della notte sarete presi da Me.
Figli dell’Amore, l’ora giunge gioiosa per voi, ecco che il vostro Dio si avvicina a voi per portarvi alle sue dimore celesti.
Giunge sino al Cielo il grido del suo popolo fedele, bramano il mio intervento divino, i loro occhi sono fissi a Me, il loro cuore Mi appartiene.
Figli di Gerusalemme, state pronti, l’alba giunge nuova per voi.
Avanti o popolo mio fedele, avanti o voi sublimi soldati dell’Amore, …
ecco che tutto è pronto,
la mia voce tuonerà presto nel cielo
e la mia Giustizia sarà grande contro i traditori.

La grande battaglia è in atto, i Demoni si dimenano per cercare di portarmi via più anime possibili, ma il segno che sta per avvenire è grande, è il segno del Figlio dell’Uomo! È il Re dei re che mantiene la sua promessa: … eccomi, figli miei, il vostro Dio torna nella sua infinita gloria.
Poveri uomini, o voi che avete dato onore alla scienza e vi siete beffati dei miei appelli; o voi, servi di Satana, andrete con il vostro degno maestro nelle fiamme dell’Inferno.
Sorgano nuovi i monti, i prati si ricolmino di erbe fresche e fiori colorati, nelle meraviglie di Dio tutto si compirà in fretta! Dio disegnerà la nuova Terra per i suoi figli e l’acqua zampillerà sempre fresca dalla Sorgente!
Beneamati figli, o voi che credete in Me, preparatevi perché il tuono è per essere avvertito su tutta la Terra.
Piangano i disonesti, gli usurai e i maledetti serpenti. A voi, vipere velenose, sarà dato il castigo più grande, quello della perdita della vita.
Siano messe in fuga le entità crudeli, sia riportata la pace e la gioia sulla Terra.
All’improvviso cambierà la situazione: in bene per i figli di Dio…
in pena eterna per i malvagi, i traditori e gli adoratori di Satana.

Pace a voi, figli miei, benedetti del Signore, pace a voi!

LAMENTI DIVINI PAROLE DI GESU’ AI SUOI SACERDOTI



APRITE GLI OCCHI!

O miei sacerdoti, intermediari tra Dio e l'uomo, catena d'oro che deve legare le anime a me, risvegliate nei vostri cuori i buoni sentimenti del giorno della vostra ordinazione!
E' così grande la dignità di cui vi ho rivestiti ed è bene che ne siate consapevoli per comprendere sempre meglio la vostra grave responsabilità!
Tutte le amarezze che mi danno alcuni sacerdoti sono legate a quella grande amarezza che mi ha fatto sudare Sangue nell'Orto degli Ulivi, quando vedevo che nei secoli futuri si sarebbero rinnovati il rinnegamento di Pietro nelle file dei miei ministri, il tradimento di Giuda in tanti sacerdoti sacrileghi e la fuga dei discepoli, fuga dovuta agli scandali di certi consacrati.
In quella notte del Getsemani, tanto tormentosa, trovai i tre Apostoli più cari immersi nel sonno: loro dormivano mentre Io sanguinavo per l'angoscia. Li svegliai, invitandoli a pregare, ma si riaddormentarono; si scossero soltanto al frastuono della turba che veniva a catturarmi.
Possibile, o miei sacerdoti, che non comprendiate la gravità dell'ora attuale?... Voi dormite placidamente, cullandovi in una vita comoda, mentre Io, vostro Redentore e Maestro, agonizzo per le iniquità che ogni giorno si moltiplicano.
Vengo a svegliarvi con i tristi avvenimenti di ogni giorno, ma voi vi svegliate per un po' e poi subito vi riaddormentate come i tre Apostoli. Ritorno ancora a svegliarvi con i miei lamenti divini, nella fiducia che vi scuotiate.
Volete forse scuotervi, come gli Apostoli al frastuono della turba, solo quando si scatenerà sul mondo la bufera? Quando i miei nemici, preso il sopravvento, vi metteranno le mani addosso? ... La storia del passato non v'insegna nulla in proposito?
Non vedete come i flutti del mare aumentano, ingigantiscono e si scaraventano contro la mia Nave, la Chiesa? Le onde si infrangeranno, la mia Chiesa non crollerà, perché sulla Nave ci sono Io. Ma ... quale sarà la sorte di tanti sacerdoti? ...
Nel mondo si sta combattendo tra i figli delle tenebre e i figli della luce. Il mio Vicario, il Papa, nelle ore di solitudine piange; è abbattuto, circondato da tante menti in eruzione. Paolo VI, illuminato e assistito da me, è consapevole dell'estrema importanza dell'ora presente.
Molte anime, un tempo a me fedeli, si trovano in condizioni disastrose.
In questa scabrosa situazione cosa fanno i miei sacerdoti? ... Per mia consolazione, ne ho che sono buoni, veri sacerdoti! Ma gli altri... che non sono pochi? ...
Chi pretende che anche ai sacerdoti sia data la possibilità di sposarsi, chi si ribella al mio Vicario, chi nega o mette in dubbio l'altra vita, l'esistenza di Satana, la mia reale Presenza Eucaristica! C'è perfino chi dubita della mia Divinità e dell'esistenza di un Dio Creatore.
Guai a chi tenta di stravolgere le verita della fede! Guai a chi cerca di sottrarre la gloria a Dio onnipotente!
Certe menti sacerdotali sono una vera Babilonia: confusione e tenebre! E con tutto ciò si atteggiano a maestri. Più che pastori, alcuni sono pecore nere nel mio mistico gregge e altri sono lupi rapaci.
Chiedo a questi sventurati: quando foste ordinati sacerdoti e mi giuraste fedeltà, avevate i sentimenti di oggi? ... Non eravate allora lieti di appartenermi e di cooperare con me per la salvezza dei fratelli? ... A che cosa è dovuto il vostro cambiamento? ...
Prima pregavate; a poco a poco avete diminuito e poi quasi tralasciato la preghiera.
Prima eravate convinti della vostra piccolezza; poi è subentrato l'orgoglio.
Un tempo coltivavate lo spirito di penitenza; poco alla volta avete cominciato ad accarezzare il corpo, dandogli ciò che non era necessario, e quindi il corpo vi ha trascinato nel fango ... Penosa situazione la vostra! Avete lasciato la Manna celeste per nutrirvi di ghiande come gli animali immondi.
Prima respiravate l'aria pura della mia grazia ed ora vi dibattete nel fango nauseabondo.
Riflettete, o miei sacerdoti, caduti o pericolanti, riflettete sulla vostra triste condizione! Ditemi: non ho il diritto di lamentarmi?
La cattiva condotta di tanti sacerdoti mi strappa folle di anime.
Ed io, che per salvarne anche una sola mi farei crocifiggere di nuovo, se fosse necessario, come dovrei trattare questi miei ministri? ... Possibile che siate così ciechi da non vedere questa amara realtà?

Don Enzo Boninsegna

GESU’ AL CUORE DELLE MAMME



Donna, vuoi vincere? Sii calma e mansueta, perché la pace vale più del mobile elegante di una casa sfarzosa. Sono più belli i volti sorridenti nella pace che le pareti arabescate di fiori senza profumo. La tua vittoria non sta nel prevalere, ma nel cedere rimanendo tranquilla. L'essere padrona non sta nel comandare, ma nel condiscendere. Il tuo giudizio non vale quando lo imponi, ma quando lo cedi per amore della pace. Il tuo ordine non sta nel rimproverare, ma nell'ordine della carità. Una cosa che ti sembra storta è nulla di fronte all'armonia dell'amore, che tutto intona.

don Dolindo Ruotolo