martedì 19 maggio 2020

Presto sarete testimoni di eventi soprannaturali, ma non saranno fatti dalla Mano del Padre.



Sabato 16 maggio 2020

"Figlio mio, io sono Maria, tua Madre". Caro figlio, in questo momento ti sto preparando a ricevere questo Fuoco dello Spirito Santo. Questa gioia di ricevere questo fuoco d'Amore è già cominciata nei cuori dei miei figli. Molti lo riceveranno con entusiasmo, mentre molti saranno delusi da questo sconvolgimento. D'altra parte, molti si convertiranno e troveranno il Sentiero della Verità. 

È attraverso ognuna delle vostre preghiere che guarirò i cuori di molti dei miei figli. Presto sarete testimoni di eventi soprannaturali, ma non saranno fatti dalla Mano del Padre. 

Proverete una sensazione di rottura con il Cielo, ma sarà di breve durata. Satana penserà di aver vinto tutto, ma per la potenza dello Spirito Santo tutto cambierà per fare spazio all'Amore. Sarete tutti testimoni di questa transizione che trasformerà molti dei Miei figli affinché diventino Apostoli del Fuoco.

Non dimenticate che Dio Padre spazzerà tutto sul Suo Passaggio, affinché ognuno di coloro che pregano possa ricevere l'Amore. È per la potenza dello Spirito Santo che tutto si realizzerà. Figli miei, non vi preoccupate, anche se tutto sembra perduto. Credete nel potere di Colui che vi ha creato, il vostro Padre Celeste. 

È donando se stessi per coloro che vi circondano che riceverete questa forza che lo Spirito Santo porterà su questa terra per scacciare ogni male. Pregate più che mai che tutto si realizzi secondo i piani di Dio. SEI A TERMINE! Che il vostro cuore sia in costante armonia con il Cielo per poter passare attraverso questa Purificazione nella gioia e nell'amore. Siate perseveranti anche se ci vuole molto e soprattutto non perdete la speranza.

La preghiera rimane il vostro sostegno e la vostra forza e soprattutto la VOSTRA PROTEZIONE in questo tempo in cui la malattia diffonde i suoi tentacoli. Non abbiate paura, ma rimanete saldi in modo da poter sradicare questo male. 

Figliolo, grazie per avermi ascoltato. Ti amo e ti benedico". 

Tua madre Maria

Robert Brasseur


LA CREAZIONE



L’INCREATO CI CREÒ PER SÉ

La cosa più grande della creazione, più del tempo, più dello spazio e dell’universo intero, è l’uomo, creato per essere Dio per partecipazione. (7-1-65)

Dio si conosce e si ama; e questo conoscersi ed amarsi è essersi quello che è, conosciuto, mantenuto e abbracciato in infinità. Conosce e ama noi; e questo conoscere ed amare noi è, in volontà creatrice, crearci e mantenerci, il che, per potenza della sua sapienza che si identifica con Lui stesso, è stare penetrando fin nel midollo del nostro essere... Chi ci conosce come Dio? Poiché, in Dio, il conoscerci è stare in noi per potenza di essere. (12-2-67)

Dio è la somma Perfezione, e l’uomo è creato ad immagine di questa stessa perfezione, manifestandosi in lui, per il fatto di essere libero, la perfezione infinita. (9-1-65)

L’eterno Esseersi ti creò per Sé e secondo se stesso, perché tu lo possedessi; per questo ti ha reso capace di conoscere ed amare e, nella misura in cui lo conosci in amore, aderisci a Lui e vivi della sua vita. (9-1-65)

Dio ci ha fatti sua immagine e ci ha dato la capacità di possederlo, ponendo in noi le esigenze che Egli avrebbe riempito. Quante volte ci sconcertiamo cercando la gioia, l’amore, la bontà..., che soltanto in Dio troveremo, e siamo tormentati fino a quando non incontriamo Lui, riempiendo tutto ciò che possiamo ambire...! «Bellezza sempre antica e sempre nuova, tardi ti ho conosciuto...!». (26-9-63) 

La mia anima è stata creata per essere una risposta amorosa al tuo essere; e, per esserlo adeguatamente, occorre che sappia quel che Tu fai e sei in me, e rendendomi simile a Te ti corrisponda nel modo che mi chiede il tuo dono. (11-9-62) 

L’uomo è stato creato da Dio per essere innalzato a Lui, e per possederlo a faccia a faccia nell’eternità. (7-12-77)

Cantate al Signore, uomini tutti della terra, perché Egli vi creò per farvi entrare in questo sguardo eterno di possesso, dove l’Immenso, essendosi di per sé, è. (7-1-65)

Dio non ci lascia mai né di giorno né di notte; dovunque noi andiamo, possiamo sempre andare in sua compagnia; e, poiché colui che ha Dio ha tutto, stiamo bene da qualsiasi parte, se stiamo come e dove Egli vuole. (21-2-67)

Come si potrà vivere senza il sommo Bene se soltanto Lui è il centro della nostra vita e l’unica ragione d’essere del nostro esistere...! (13-10-74)

Amore, perché mi guardi così compiaciuto?  —Perché, al mirarti, mi vedo riflesso in te. (27-3-62) 

Signore, cosa hai messo in me che tanto ti compiaccio? —La mia immagine. (27-3-62)

BREVE RELAZIONE - SUL RITROVAMENTO DELLE SAGRE SPOGLIE DEL SERAFICO PATRIARCA S. FRANCESCO DI ASSISI




ESTRATTA DALLE SCRITTURE E DAI PROCESSI ISTITUITI NELLA CAUSA DELLA IDENTITA .

ORA FELICEMENTE TERMINATA IN ROMA
DAL P. M. ANGELO BIGONI M. C

Fate attenzione agli inganni, questo è il momento in cui, molti lupi travestiti da agnelli serpeggeranno all'interno dei gruppi di preghiera per distruggerli.



Trevignano Romano 15 settembre 2018
Cari figli amati, grazie per aver risposto alla mia chiamata nel vostro cuore. Amati figli, quanto dolore nel mio cuore per tutto ciò che sta accadendo nella casa di Dio, ma satana non vincerà perché,  poco sarà il tempo a sua disposizione e la Chiesa rinascerà Santa. Vi chiedo, amori miei , restate uniti, siate pieni di Spirito Santo e chiedete il dono del discernimento. Fate attenzione agli inganni, questo è il momento in cui, molti lupi travestiti da agnelli serpeggeranno all'interno dei gruppi di preghiera per distruggerli. Non ascoltate le parole di coloro che cambiano la Messa e le interpretazioni errate che daranno a ciò che è scritto nel Vangelo, ricordate figli, la parola di Gesù è stata e sarà  sempre una e soltanto una. Figli, lottate per la verità ed io vi sarò sempre accanto insieme ai miei Angeli e Arcangeli. Amate la Santissima Trinità. Ora, vi benedico nel nome del Padre, del Figlio dello Spirito Santo, Amen”.

AMOR PROPRIO



Santa  Veronica Giuliani


(demonio – inferno – ingratitudine) 

“Chi vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la  sua croce e mi segua”. Per seguire Gesù dobbiamo  imparare a lottare. Veronica nel suo cammino ha  combattuto dure battaglie contro il proprio egoismo. Lei ci  insegna che per accogliere la grazia dobbiamo liberare il  cuore dal nostro “io”. 

Quanto mi abbia dato da fare è cosa incredibile; e mi sembra che il  difficile e più crudele nemico che abbiamo, siamo noi stessi. (D I,  286) L’amor proprio è quell’impedimento per cui l’amore di Dio  non ha tutto il dominio in me. (D III, 1105) 

Questa notte, ho sofferto molto: il tentatore mi voleva inquietare.  Mi metteva davanti tante cose per farmi disperare; mi diceva ero sua  e che non c’è misericordia per me. Io gli ho detto: Certo, che presso  di te, non c’è né misericordia né pietà; ma io confido in Dio; nella  sua carità, nel suo amore e nella sua misericordia. Qui sto salda,  per mezzo dei suoi santi meriti; spero nel suo sangue preziosissimo.  Lui ha cominciato a tentarmi di bestemmia. Voleva che maledicessi  il sangue prezioso di Gesù e tutto quello che ha operato per la nostra  salvezza. Ho riso di gusto di questi suoi insegnamenti; ho preso  l’acqua benedetta e l’ho gettata verso quei fantasmi che stavano qui,  in cella. Subito è sparito via tutto. (D II, 611) 

Si scoprono i modi di Dio e si vede con quale trascuratezza io abbia  negoziato i doni di Dio, le opere di Dio, le grazie di Dio. Lui con  tanto amore, ed io con tanta ingratitudine! Ho visto distintamente  tutto ciò nel divino specchio di Dio, dove si vede ogni minimo neo,  tutti i pensieri, tutte le opere come stanno davanti a Lui, tutte le  parole ed ogni cosa con distinzione. (D III, 968) 

Il Signore mi ha partecipato un dolore interno per tutte le offese che  si fanno a Lui, e specialmente, per l’ingratitudine di molti, che non  vogliono avvalersi di così grandi tesori che sono tutti i tormenti  sofferti da Gesù ed il prezzo del suo sangue. Fra questi ingrati, ci  sono anche io, e, per il dolore di ciò, ho provato agonia di morte. (D  III, 34) 

Silvia Reali 

TRATTATO DI DEMONOLOGIA



I - I DUE FRATELLI TEOBALDO E JOSEF BURNER
Illfurt, Alsazia, 1864-1869


Teobaldo rinato a vita nuova

Descrivere l’impressione degli astanti, sacerdoti, laici, suore, la loro gioia, il respiro di sollievo alla  fine del lungo incubo, la riconoscenza a Dio, alla Madonna, non è facile. Noi rinunciamo a farlo  lasciando alla fantasia del lettore immaginarla e pensarla, se ci riesce. Che differenza da un  momento prima a un momento dopo sul viso del fanciullo! Prima la faccia contratta dallo spavento  e dalla rabbia, un linguaggio spavaldo e arrogante, la sfrontatezza di un orgoglio indomato e  indomabile. Ora il fanciullo tace, dorme un sonno tranquillo, la sua faccia si è distesa, un leggero sorriso si atteggia sulle sue labbra come stesse vivendo un bellissimo sogno. Il sonno durò circa  un’ora. Alla fine riaprì gli occhi e si guardò attorno trasognato. Dov’è? Perché si trova lì? Chi è tutta quella gente che sta lì intorno e che cosa vuole da lui? Non reagisce più contro il crocifisso e  l’acqua benedetta, lo si può sollevare e ricondurre nella sua stanza senza nessuna resistenza. E  diventato docile e arrendevole come da anni non era mai stato. Il padre Schnautzer si accorge di  questo cambiamento repentino e gli domanda:

— Mi conosci? Sai chi sono io?

— No, chi sei? Non ti ho mai visto né conosciuto, risponde il ragazzo.

Il ragazzo non è più sordo. Egli sente bene, normalmente, la sua sordità è completamente sparita. La mamma getta un grido di gioia sovrumana. Il mostro che l’aveva tenuto schiavo per tanto tempo  finalmente se n’è andato e per sempre. Lacrime di riconoscenza sgorgano abbondanti dai suoi occhi  e a lei si uniscono tutti gli altri per ringraziare Dio, la Madonna che, attraverso la chiesa, hanno  ancora una volta riportato la vittoria sui nemico.

Madre e figlio possono ormai tornare alla loro casa di Illfurt. Dal giorno in cui Teobaldo rientrò in  casa riprese le buone abitudini di prima, era allegro gioviale, di buon umore, servizievole e  obbediente. Ritornò a scuola e spesso si confessava. Quanto era avvenuto lo venne a sapere da altri,  più tardi; egli — cosa bellissima — non ricordava nulla, affatto nulla. Anche il parroco Brey era per lui, a principio, una persona sconosciuta, non ricordava di averlo mai incontrato prima.

Dal collegio di San Giuseppe Teobaldo aveva portato con sé alcune medaglie benedette e ne offrì  una al fratello osef, il quale — egli era ancora indemoniato — la rifiutò con dispetto, la gettò a terra  e la calpestò coi piedi dicendo stizzito:

— Potevi tenertela, non ne ho bisogno.

Teobaldo ne rimase meravigliato e afflitto non sapendosi spiegare il perché dello strano  comportamento del fratello e raccontando il fatto alla mamma disse:

— Che Josef sia diventato matto, mamma?

La mamma si guardò bene, per allora, dallo spiegare la causa di quello strano comportamento al  figlio che viveva ormai in un mondo nuovo e tanto bello.

Paolo Calliari

Colui che è lì (in Vaticano) distruggerà la Mia Chiesa e porterà via tutto ciò che è Mio per portare i miei figli all'inferno.



Maria De Jesus Coelho  -  14 maggio 2020

Mia cara figlia scrivi, sono il tuo Dio, il tuo Salvatore. Sono venuto con il mio amore paterno, per darti un altro messaggio che viene dal mio Sacro Cuore al tuo. Sono venuto per darti tutto, perché tu dia tutto ai miei amati figli Sacerdoti, perché voglio salvarli. Tutti sono i miei figli, ma voglio che i miei figli che mi servono (Sacerdoti) siano chiusi nel Mio Cuore, perché colui che è lì (in Vaticano) distruggerà la Mia Chiesa e porterà via tutto ciò che è Mio per portare i miei figli all'inferno. Fate attenzione figli miei, perché è già stato scritto che tutto questo accadrà, e vi ho dato i miei segni perché vediate che tutto questo accadrà.

La bestia nera è lì travestita da persona buona, per farvi credere che tutto va bene, si è nascosta a tutti, ma tutto si sta rivelando. Chi ha occhi deve vedere quello che ha fatto e che sta facendo, per un po' di tempo ancora può farlo, ma poi non potrà più farlo perché, come Dio, io farò apparire tutto. I miei figli restino IN ALLERTA, e allontanatevi dalla Mia chiesa, perché non potete fare nient'altro finché non appare la verità che è ancora nascosta, ma non mi si può nascondere nulla. Io vedo tutto, niente può essere nascosto ai miei occhi, anche se molti lo pensano, farò vedere a tutti chi c'è dietro tutto questo, come un topo che si nasconde con la coda che sporge.

Figli miei, le cose stanno per uscire molto presto, ma i miei figli piccoli non lo sanno e sono fuori controllo. Devo fargli capire che devono stare attenti, perché quando l'altro (nemico) si presenterà con la sua lunga coda, trascinerà la maggior parte dei miei figli nell'abisso. Tutti voi dovete avere fede e speranza, io sarò nei cuori di tutti i miei figli che credono in me il vostro Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. Io sono un Padre, darò gioia a tutti i miei figli e non li abbandonerò. Molti devono rimanere in silenzio perché non sanno cosa sta succedendo, ma per coloro che mi servono con amore, non permetterò loro di stare in silenzio perché Io sono un Padre, voglio che vi avvertano che non abbandonerò tutti i miei figli che sono con me fino alla fine, che hanno fede e speranza.

Mio figlio (il sacerdote di Maria) ascolta bene, tutti quelli che sono con me e mi rispettano dovranno stare fermi e ascoltarmi. Io sono il Signore degli Ospiti, vi amo e vi invito alla grande battaglia della fine dei tempi. Darò a tutti voi la chiave del Mio Cuore, perché sappiate che la porta sarà aperta a tutti coloro che rimarranno fedeli nel Mio amore.

Io sono Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. Amen.

Alla fine del messaggio Maria chiese a Gesù se poteva dare il messaggio a tutti, ed Egli rispose: "Figlia mia, di' a tutti i miei figli che la mia venuta è molto vicina". Rimani allerta".

Preghiera di Sant'Anselmo d'Aosta



Guardaci, o Signore, ascoltaci, illuminaci e mostrati a noi!... Abbi pietà delle nostre fatiche e dei nostri sforzi per tendere a Te poiché senza di Te nulla possiamo. Tu ci inviti a Te: aiutaci. Ti prego ardentemente, o Signore, non lasciarmi cadere nello scoraggiamento ma fa' che viva di speranza; fa' che il mio cuore, amareggiato nella sua desolazione, sia addolcito con le tue consolazioni; fa' che avendoti cercato affamato non rimanga digiuno di Te: mi sono avvicinato a te famelico, non permettere che mi allontani senza essere saziato; povero mi sono accostato al ricco, miserabile al misericordioso; non permettere che me ne torni vuoto e scontento... insegnami a cercarTi, mostrati a chi ti cerca, perché non posso né cercarTi, se tu non me lo insegni né trovarti se tu non Ti manifesti. Fa', o Signore, che possa cercarti desiderandoTi, possa desiderarti cercandoTi, possa trovarti amandoTi e ti possa amare trovandoTi.

TEMPO ED ETERNITÀ



LA NATURA DEL TEMPO E DELL'ETERNITÀ 


L’ignoranza riguardo ai beni eterni e temporali 
  
All’uso delle cose deve precedere la stima di esse, e alla stima la loro cognizione; la quale in questo mondo è tanto manchevole che non si eleva a considerare le cose celesti ed eterne, per le quali siamo stati creati. Non fa tuttavia meraviglia che conosciamo queste così poco, essendo esse tanto inaccessibili al nostro senso. Anzi le stesse cose che vediamo e tocchiamo sono da noi molto ignorate. Come possiamo comprendere le cose dell'altro mondo, mentre non conosciamo neppure quelle di questo mondo, in cui ci troviamo? A tal punto arriva l'ignoranza dell'uomo da non conoscere ciò che crede di saper meglio. 

Tra fumo e polvere. 

I mortali ambiscono e agognano tanto le ricchezze, le comodità, gli onori e tutti i beni della terra, perché non li conoscono. Aveva ragione San Pietro, quando insegnava a San Clemente Romano che il mondo è una casa piena di fumo, nella quale non si può vedere nulla; perché, come colui che si trova in tale casa non può vedere né ciò che sta fuori, né ciò che sta dentro perché il fumo gli impedisce di veder chiaro ogni cosa; così alla stessa guisa succede a coloro che stanno in questo mondo, i quali non conoscono né ciò che sta fuori del mondo, né ciò che sta dentro di esso e non intendono né la grandezza delle cose eterne, né la viltà delle cose temporali, ignorando ugualmente le cose del cielo come quelle della terra. Per mancanza di conoscenza diminuiscono la stima delle prime, dando alle cose temporali la stima che meritano le cose celesti e tenendo in tal poco conto queste, come si dovrebbe fare delle cose transitorie e caduche. Sono essi, dice San Gregorio, tanto lontani dalla verità, che tengono per patria l'esilio di questa vita, per luce le tenebre della sapienza umana e per soggiorno e dimora il corso di questo pellegrinaggio. Causa di tutto questo è l'ignoranza della verità e la poca riflessione su ciò che è eterno, per cui qualifichiamo i mali per beni ed i beni per mali. Per questa confusione del giudizio umano Davide pregò il Signore di dargli un maestro che gli insegnasse quali siano i veri beni, dicendo: Chi mi mostrerà i veri beni? (Ps. 4, 6) 

Giacché gli uomini ignorano tutto e perfino gli stessi beni del mondo e tutto ciò che tengono di più fra le mani, ci succede quello che toccò ai figli d'Israele, i quali, vedendo la manna e tenendola fra le mani, non la conoscevano e si domandavano a vicenda che cosa fosse. A noi però manca perfino questa curiosità, perché non ci domandiamo neppure che cosa siano le ricchezze per le quali i mortali si espongono a tanti pericoli di morte. 

Che cosa sono gli onori, per i quali i cuori umani si lacerano d'invidia e di ambizione? Che cosa sono i piaceri per i quali si sciupa tanta salute e si viene a perdere la vita? Che cosa sono   i beni della terra che possiamo godere solo nel pellegrinaggio d'esilio di questa vita e che devono scomparire all'entrare nell'altra, come scomparve la manna all'entrare nella terra promessa? Con ragione Cristo Nostro Redentore nell'Apocalisse chiamò la manna una cosa nascosta, perché gli Ebrei, pur tenendola nelle loro mani, non la conoscevano. Così sono le cose di questa vita, nascoste cioè al senso, poiché sebbene le tocchiamo, tuttavia non le conosciamo. Ne confondiamo la stima, facendo temporali quelle che dovremmo tenere per eterne e, meno apprezzando queste, per stimare quelle che dovrebbero essere disprezzate. Mancando la conoscenza delle cose, ne mancherà pure la stima e per conseguenza si sbaglierà nel loro uso. 

Ciò che succede nell'uso delle cose temporali si può riscontrare pure in coloro che mangiavano la manna. Infatti agli uni essa riusciva disgustosa e provocava il vomito; per altri essa aveva un sapore dolce ed era il cibo che più desideravano; tanta differenza v'è tra l'uso buono e cattivo delle cose. E il buon uso di tutte le cose dipende dalla loro conoscenza. 

P. Gian Eusebio NIEREMBERG S. J.

Amate i vostri fratelli e soprattutto chi vi perseguita a causa del nome mio, Io ho perdonato a coloro che mi hanno crocifisso. Tenetevi sempre pronti, Io sto arrivando, ricordate che io vi osservo ogni giorno durante le vostre preghiere e le vostre opere.



Trevignano Romano 22 settembre 2018
Fratelli cari, quanta gioia nel mio cuore nel vedervi uniti nella preghiera. Fratelli, amici, figli, guardate bene nei vostri cuori, è l'unica cosa che a me serve per entrare, quindi spalancateli affinché il mio grande amore possa entrare. Fratelli, capisco le tentazioni, anche io sono stato tentato da satana, capisco le vostre debolezze perché anche io sono stato uomo, sono stato rifiutato, maltrattato, mortificato e infine Crocifisso, capisco perfettamente la vostra umanità, ma voi dovete essere forti. Allontanate il demonio con la preghiera del Santo Rosario e prendete spesso l'Eucarestia. Amate i vostri fratelli e soprattutto chi vi perseguita a causa del nome mio, Io ho perdonato a coloro che mi hanno crocifisso. Tenetevi sempre pronti, Io sto arrivando, ricordate che io vi osservo ogni giorno durante le vostre preghiere e le vostre opere. Vi amo tutti e vi benedico nel nome della Santissima Trinità . Vi lascio la pace!
Il vostro Gesù.
 

PADRE PIO E IL DIAVOLO



Gabriele Amorth racconta... 


Padre Gabriele Amorth parla di Padre Pio 

Per ventisei anni, dal 1942 al 1968, l’anno della morte di Padre Pio, don Gabriele Amorth,  il sacerdote paolino che appare come il più autorevole fra gli esorcisti italiani, si è recato a  San Giovanni Rotondo, in pellegrinaggio dal santo del Gargano. Prima ancora di entrare in  questa “specializzazione” pastorale così difficile e straordinaria il sacerdote emiliano  esperto di mariologia si sentì attratto dalla figura del monaco del Sannio. Ventisei anni di  visite, di colloqui, di amicizia hanno lasciato un tesoro di ricordi e di esperienze. Un tesoro  a cui non potevamo non attingere, in questo nostro racconto su un aspetto tanto particolare  della vita di Francesco Forgione, tenendo conto anche della sensibilità «da specialista» di  don Amorth. 

È un destino: non appena si giunge a contatto con la vita di questo monaco si entra nella  saga. Sembrano episodi leggendari i racconti della prima infanzia, quando piangeva perché  non appena scompariva la luce si vedeva circondato da figure mostruose, quasi una  premonizione della presenza dell’Avversario con cui avrebbe lottato tutta la sua esistenza.  Sentiamo don Amorth: «Che Padre Pio, da bambino abbia avuto subito da lottare con il demonio è sicuro; anche se non possiamo indicare delle date precise. Però da quando è incominciato a entrare in una prospettiva di vita religiosa, da quando ha avuto quella famosa visione del gigante, a cui lui ha dato tanta importanza, fino alla morte, tutti i giorni è stato picchiato dal demonio. Tutti i giorni; tranne solo i primi giorni dopo aver ricevuto le stimmate visibili. Mentre quando le ha avute invisibili, ebbene anche in quel periodo, tutti i giorni era picchiato dal demonio. E tutti i giorni ha avuto delle apparizioni, o del Signore o della Madonna». 

Sono rivelazioni che possono apparire sconcertanti, in un mondo e in un ambiente  culturale come quello in cui viviamo, negatore «a priori» della possibilità di un’interferenza  concreta degli esseri spirituali nel mondo e nella vita di ogni giorno. Eppure don Amorth su  questo punto appare categorico: «Tutti i giorni. Una volta il demonio gli ha sbattuto la testa per terra, e gli hanno dovuto dare dei punti sull'arco sopraccigliare. Lo ha picchiato tutti i giorni». 

Sono rivelazioni che possono apparire sconcertanti, in un mondo e in un ambiente  culturale come quello in cui viviamo, negatore «a priori» della possibilità di un’interferenza  concreta degli esseri spirituali nel mondo e nella vita di ogni giorno. Eppure don Amorth su  questo punto appare categorico: «Tutti i giorni. Una volta il demonio gli ha sbattuto la testa per terra, e gli hanno dovuto dare dei punti sull'arco sopraccigliare. Lo ha picchiato tutti i giorni». 

«E poi gli inganni del demonio!» racconta l’esorcista. «E significativo soprattutto quello che ha avuto a Venafro, il demonio che gli appariva - gli è apparso sempre sotto forma spaventosa - ma là gli è apparso anche sotto forma del Signore, della Madonna; e anche questo ha continuato a farlo; gli è apparso sotto forma del suo superiore e del suo direttore spirituale, e gli dava degli ordini. E Padre Pio lì per lì rimaneva incantato. E poi andava a chiedere: ma è possibile padre, lei mi ha detto di fare così e così... No! Macché! Non ho mai detto questo. Si meravigliava, si stupiva; e qualche volta gli è apparso anche sotto forma di ragazze nude e provocanti, quando volevano tentarlo sulla purezza.» Il demonio è un puro spirito, «quindi non ha corpo, e se vuole rendersi sensibilmente presente deve assumere un corpo fasullo. 
Anche per gli angeli è la stessa cosa, perché sono angeli. Anche il demonio ha pur sempre la natura angelica. Noi vediamo l’esempio così bello, così tipico di san Raffaele che per poter accompagnare in viaggio il figlio di Tobia assume la forma fasulla di un giovane vestito da viaggio. E alla fine dice: a voi sembrava che io mangiassi, che io dormissi... tutto falso, era tutta una messa in scena, non aveva bisogno di cibarsi». 

***
MARCO TOSATTI

AVVIATEVI ALLA SANTITÀ, MIEI AMATI.



Carbonia 17.05.2020Bis

Amati figli dell’Amore, eccoMi a voi per annunciarvi il mio intervento Divino. Presto saremo assieme e cammineremo avanti, nell’Universo, dove tutto è in Me, dove tutto risplende di Me.
Amati miei, il sopravvento del nemico spiazzerà i miei figli, che si troveranno all’improvviso disorientati e non sapranno da quale parte andare.
Vedo molti consacrati buttarsi ai miei piedi chiedendo il mio perdono, ma vedo molti altri ostinati nella menzogna.

Ho visto l’infedeltà della mia Chiesa, ma non avranno vittoria, … oggi vi dico, in verità vi dico: Sto per manifestarmi al mondo, sto per stordire questa Umanità incredula, sto per prendere i miei figli in Me.
Avviatevi alla santità, amati del mio Sacro Cuore e chiedetemi perdono per questa Umanità perversa.
Sono alle soglie del vostro cuore amati figli, state per divenire miei per sempre. Vi aprirò le mie braccia e vi prenderò in Me, vi poserò nel mio Petto ed entrerete in Me per abitare in Me per sempre.
Carità e Amore Io sono, Io sono la vostra salvezza, sono il vostro Dio Creatore, il vostro Salvatore, il vostro Cibo perenne, solo in Me avete la vita eterna.
Non allontanatevi dal mio amore, governatevi in Me, seguite le mie Leggi, non deviate mai da esse per nessuna ragione. Io sono Colui che presto dirà ad ogni uomo, faccia a faccia:
         «IO SONO IL TUO DIO CREATORE, CREDI ORA IN ME?».

Solleverò il mio manto su questa Umanità e Mi manifesterò nella mia gloria e tutti sarete al mio cospetto per essere da Me giudicati.
È GIUNTA l’ora della vostra scelta, non si possono adorare gli idoli al mio posto… solo IO SONO! IO SONO COLUI CHE TUTTO POSSIEDE,  CHE TUTTO HA CREATO.
Voi Mi appartenete, o uomini, voi siete il sudore della mia fronte, Io vi ho salvati per amore e per amore ancora torno a liberarvi dalla schiavitù di Satana. Ravvedetevi in fretta!
Giunga a voi benigno questo mio appello, non siate stolti, questi sono gli ultimi istanti prima che Io urli il mio Basta, … al che tutto finirà.

Non attendete altro tempo, tutto è compiuto. La mia pazienza non si protrarrà oltre perché voi Mi rifiutate, vi ostinate a seguire Lucifero.
L’ora batte amara, attendo ancora un poco e poi calerò il sipario a questa storia, … è la fine di un tempo vecchio, l’Era dell’amore è per essere gustata dai figli di Dio. Non perdete l’occasione di ritornare a Me “ORA” … VELOCI!
Tornate a Me, il vostro Unico e Vero Dio. Amen!

GOVERNO UNICO, MONETA UNICA, RELIGIONE UNICA - Sottometteranno l’umanità, per consegnarla nelle mani dell’anticristo



SANTISSIMA VERGINE MARIA


Non tenete conto dei Miei Appelli ed ignorate deliberatamente che state vivendo “solo” l’inizio del compimento di tutto quanto vi ho annunciato. Cercate un’altra spiegazione per sfuggire alla realtà, rimanete sordi alla Parola che il Cielo vi invia, vi prendete gioco di quello che è Dio, lo disprezzate, vorreste perfino farlo sparire; questo non è che il prodotto del desiderio di potere di coloro che stanno preparando un governo unico, una moneta unica, mediante la quale sottometteranno l’umanità, per consegnarla nelle mani dell’anticristo. Che questo non vi faccia retrocedere, non camminate soli, mantenete la fede! 


07.11.2009


lunedì 18 maggio 2020

PREGHIERA A MARIA




Santa Madre di Dio, Madre mia e dell'umanità,
io ti prego affinchè la Tua parola materna, umile e dolce,
intenerisca il cuore degli uomini che faticano a seguire Gesù:
intenerisci il loro cuore, per ascoltare la Tua voce che chiama
all'amore di Gesù e per Gesù;
donaci di capire che la vita dell'uomo è nulla senza Tuo Figlio Gesù.

Intercedi per tutte le madri della terra:
nella loro fatica quotidiana vissuta per amore
cantino con la propria vita, l'amore di Dio.

Intercedi per chi vive nella malattia, nella solitudine e nell'abbandono:
nella loro sofferenza ci offrono, con semplicità, lezioni di vita;
risuoni in noi l'eco del Tuo Figlio che si è offerto sulla Croce per tutti.

Intercedi per l'umanità tutta:
libera i Tuoi figli dagli orrori della fame, della guerra, del maligno;
regni la pace di Dio nei nostri cuori e nel mondo. AMEN.


In questo momento sulla terra c'è solo aridità, così come nei cuori dell'umanità. La terra si ribellerà sempre più forte, guardate questi avvenimenti con il cuore e tutto vi sarà più chiaro. Il demonio si sta insinuando fortemente come mai prima d'ora.



Trevignano Romano 25 settembre 2018



Cari figli, grazie per aver risposto alla mia chiamata nel vostro cuore. Amati figli, presto vedrete grandi segni dal cielo. Cosa attendete ancora? Tutto ciò che accade, non vi basta affinchè Dio vi richiami a se? Sicuramente tutto ciò che arriverà vi intimorirà, ma prima che sia troppo tardi , io vorrei accompagnarvi per quella via che porta alla Luce. In questo momento sulla terra c'è solo aridità, così come nei cuori dell'umanità. La terra si ribellerà sempre più forte, guardate questi avvenimenti con il cuore e tutto vi sarà più chiaro. Il demonio si sta insinuando fortemente come mai prima d'ora. Gesù anticipa ancora i tempi della sua venuta. Pregate per l'America. Ora, vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, Amen”.

VI PRESENTO L'AMORE



COME L'UOMO FUGGE L'AMORE DI DIO


V'insegno cinque maniere con le quali potete opporvi all'amore di Dio.

Negate di essere peccatori.

Oggi nessuno crede nel peccato. Il sentimento della colpa è un sentimento  oppressivo. Io non credo più nella confessione.
A queste tre affermazioni si risponde così:
Per sfuggire le responsabilità della vostra bancarotta morale e principalmente per  sfuggire dal riconoscervi peccatori, contro l'amore di Dio, introducete discussioni  speculative o teoriche. In tal modo rinunzierete a riconoscere nella vostra coscienza la  necessità di confessare che voi siete peccatori.
A questa gherminella fece ricorso anche quella donna Samaritana che andava al  pozzo, quando Cristo Signore, con un gesto di realismo morale, le ricordò che essa  aveva avuto cinque mariti. Allora quella donna, per evadere dalla sua riconosciuta  colpa, sollevò il problema teorico:si deve adorare Iddio nel monte Sion di  Gerusalemme o nel monte Karizim della Samaria?
Imitate questa donna con il cambiare la Religione in una controversia, invece di  cambiarla in una conversione. Voi invece non avete bisogno di argomenti, ma avete  bisogno di assoluzioni. Con il confondere le due cose, voi potete dilazionare il vostro  incontro col Dio dell'amore, fino al giorno della morte.

Pretendete che la Religione sia fatta per gli ignoranti e i superstiziosi; ma non per  gli intellettuali.

Ascoltando Cristo Signore che predicava nel Tempio, alcuni domandarono:
— Come mai questo uomo sa di lettere, non essendo mai andato a scuola? (Vangelo  di San Giovanni 7,15).
Questa domanda era simile a quella fatta poco prima:
— Può venire qualche cosa di buono da Nazaret? (1,46).
Altrettanto fate voi. Invece di mettere attenzione all'aspetto morale e spirituale della  religione cristiana, andate investigando intorno agli antecedenti sociali o ai titoli  accademici di coloro che insegnano la religione. Dicendo: «Ogni religione è buona  come un'altra » venite a concludere elegantemente: «Ogni religione è tanto cattiva  come ogni altra».
Inoltre vantatevi di avere larghezza di mente e condannate l'intolleranza di chiunque  ha una convinzione definitiva. Abitate in un nessun pianeta ma volate sopra tutti i  pianeti.
Quando si discute di religione, dite:
— La mia idea di religione è questa.
In tal modo scarterete il problema che riguarda qual è l'idea di Dio nella religione. In  tal modo vi confermerete nella vostra idea e non già nell'idea di Dio.
Giudicate le religioni se sono progressive o reazionarie, moderne o medioevali; ma  non giudicatele mai sulla base di sapere quali sono vere e quali sono false. Così  facendo assomiglierete a chi va vantandosi di aver molte lauree, piuttosto che pensare  a quello che imparaste. Fate vedere la vostra superiore conoscenza delle religioni per  concludere che le religioni sono inutili. Inoltre nascondete a voi stessi che,  abbracciando la fede cristiana, appartenete alla vera intelligenza, la quale consiste  nell'essere educati a conoscere oltre il comprendere; cioè accettare la fede.
Da ultimo mettetevi a ridere quando udite riferire le parole del Redentore: «Io ti  ringrazio, o Padre, padrone del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai  sapienti e ai furbi e le hai rivelate ai pargoli ». (Vangelo di S. Luca, 10, 21).  Sopratutto quando volete respingere ogni discussione sulla vita spirituale della Chiesa  Cattolica, incollatevi sopra l'etichetta: «Fascista».

Insistete che l'unico scopo della religione è il servizio sociale.

Quando il Redentore ebbe saziato una moltitudine con i pani e i pesci,  miracolosamente moltiplicati, alcuni attraversarono il lago di Genezaret per  proclamarlo re; ma egli rispose: «Questa è la verità che io vi dico: voi cercate di me,  non perché avete veduto i miracoli; ma perché avete mangiato il pane e vi siete  saziati. Adoperatevi ad ottenere non il cibo che perisce, ma il cibo che dura fino alla  vita eterna e che vi darà il figlio dell'uomo. Il padre, infatti, ha impresso sopra di lui il  suo sigillo». (S. Giovanni, 6, 26, 27).
Quando però il Redentore cominciò a parlare Con essi intorno al Pane che discende  dal cielo, dissero che la sua religione era assurda. La vita, insistevano essi, consiste in  essere ben nutriti. Ecco come dovete comportarvi quando volete opporvi all'amore di  Dio. Dite: la Religione è soltanto una specie di « ambulanza », per dar da mangiare ai  denutriti, in attesa che la scienza e il progresso dichiari inutile l'ambulanza stessa. Quando la Chiesa propone una soluzione sociale, basata sulla rigenerazione  spirituale, saltate su a dire:
— La Chiesa fa della politica!
Quando poi la Chiesa si dichiara estranea dalla politica politicante, voi gridate.
— La Chiesa è troppo estranea alle cose del mondo.
Sopratutto citate Marx :
— La religione è l'oppio del popolo.
Sforzatevi di presentare il Cristianesimo come
uno strumento per raggiungere la giustizia sociale. Così, per esempio, condannate la Chiesa per il suo atteggiamento nei riguardi del controllo delle nascite, che essa condanna e andate vociferando:
— Dopo tutto, se Dio ci ha dato i corpi, aveva certamente intenzione che noi li usassimo.
In tal modo scarterete il problema morale dell'anima e renderete inapplicabili le parole del Redentore : « Che giova all'uomo se guadagna tutto il mondo, se poi perde la propria anima? ». (San Matteo, 16, 26). In tal modo, voi perderete tutte le consolazioni della religione, perché il Maestro disse: «Non temete coloro che uccidono il corpo e non possono uccidere l'anima. Temete, invece, colui che può gettare nell'inferno l'anima e il corpo». (S. Matteo, 10, 28).

Valutate la religione, in quanto è o non è accettata dalla nazione più «importante» del mondo.

Quando le turbe si ammassarono intorno al Maestro, i Farisei mandarono alcuni dipendenti per arrestarlo. Quando poi questi ritornarono a mani vuote, i Farisei rivolsero loro questa domanda:
— Siete anche voi sedotti? Qualcuno dei capi o dei Farisei ha creduto in lui? (S. Giovanni, 7, 47-48). Quei tali giudicavano la religione in base all'élite, anziché in base agli eletti. Una volta, pertanto, che uno sia convinto della verità della Chiesa, consigliategli a non entrarvi, per non perdere il tempo e per non essere messo in burla dal mondo. Così accadde a quei capi del popolo che pur avendo creduto nel Maestro «non lo riconobbero, perché amavano la gloria degli uomini più che la gloria di Dio». (S. Giovanni, 12, 42-43).
Quando un personaggio d'importanza entra nella Chiesa cattolica, quei tali spiegano il fatto come una « pazzia momentanea », Quando poi una giovane entra in convento, per consacrare la propria vita a Dio, dicono:
— Deve aver avuto qualche delusione amorosa.
Così facendo, voi scarterete sempre i problemi che hanno un valore eterno.
Andate dicendo anche che la Chiesa non può essere vera, dal momento che non è bene accetta al mondo, e non ricordate o non conoscete le parole del Maestro rivolte agli apostoli:
— Io vi ho scelto dal mondo ed ecco perché il mondo vi odia. (S. Giovanni. 15, 19).

Evitate ogni contemplazione, ogni esame di voi stessi e ogni indagine sopra lo stato morale della vostra anima.

Non state mai soli con voi stessi, per timore che la coscienza vi butti in faccia un'insopportabile risposta. Preferite le folle, il movimento, il chiasso e in tal modo vi difenderete contro gli «scrupoli esasperanti ». contro le «nausee stupide » e contro « i rimorsi ».
Chiudete le porte ai bisbigli che vengono dal cielo e adoperate l'alcool, per spegnere le scintille delle poche grazie attuali che Dio manda per ricordarvi che non camminate per la strada dritta. Cambiate la religione nei vostri affari e così non farete della religione il vostro affare.
Durante la notte quando siete svegli e vi trovate totalmente soli con la vostra anima, non datele un pensiero, come fa chi, per evitare le conseguenze della propria vita non vi pensa affatto. Se il pensiero di Dio diventa troppo forte, consolatevi con l'idea che « bene » e « male » sono soggettivi e fenomeni psicologici. Una barzelletta sopra l'inferno sarà un bel modo, per non soffermarvi sulla possibilità che l'inferno esista. Datevi volentieri il nome di « eretico ». Mettete in burla il puro, chiamandolo «puritano». Chiamate sprovvisto di senso umoristico chi è pulito nel parlare. Il  mezzo migliore, però, per scartare ogni serio pensiero in fatto di religione è dire:
— Io sono passato attraverso tutte queste cose e, quindi, non c'è più niente da dire —. Mettendovi su questa posizione, considererete come sciocco l'invito del Salvatore: «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete sulle vostre spalle il mio giogo e imparate da me. perché io sono un maestro dolce e umile di cuore; e voi troverete riposo per le vostre anime. Il mio giogo, infatti, è dolce e il mio peso leggero ». (S. Matteo, 11, 28-30).

Comportatevi in maniera sostenuta.

Come tutti i fuggitivi da Dio, sentitevi fieri per quello che avete, anziché per quello che siete; per quello che conoscete, anziché per quello che fate; per quello che avete
fatto, anziché per quello che avreste dovuto fare.
Non potendo convincere gli altri che conoscete tutto, limitatevi a convincere gli altri che essi non conoscono niente. Non potendo pretendere l'onniscienza, sforzatevi di convincere gli altri della loro ignoranza. La miglior maniera per tener Dio fuori della vostra anima è quella d'essere pieni di sé stessi. Se voi conoscete tutto, come può Dio insegnarvi qualche cosa? Sfuggite il problema della fede, con il vantare le capacità della vostra ragione.
Dite che voi siete troppo intelligente per credere nel peccato, e così scarterete ogni discussione sul concetto di redenzione. Se voi non avete fatto nessuna cosa storta, è supremamente stupido pensare che qualcuno vi possa rendere diritto.
Presentatevi come conoscitori di tutte le chiese in forza della vostra sapienza superiore, e così scarterete l'obbligo di entrare in nessuna. Se i critici d'arte non dipingono, perché mai un critico delle religioni dovrebbe essere religioso?
Tenete i vostri concetti sempre in un alto livello e così non sarete mai costretti a ammettere che voi siete testardi. In questa stessa maniera.
vi sarà facile identificare la religione coll'infantilismo.
A fare questa identificazione, potreste anche citare a vostro vantaggio le parole del Maestro: < In verità vi dico che se non vi cambierete e diventerete come piccoli fanciulli, non entrerete nel regno dei cieli. Chiunque, pertanto, abbasserà se stesso come un bambino, sarà più grande nel regno dei cieli (S. Matteo, 18, 3-4).

FULTON J. SHEEN