venerdì 15 gennaio 2021

Per questo sono state fermate le piogge e gli acquazzoni di primavera non sono venuti. Sfrontatezza di prostituta è la tua, non vuoi arrossire.

 


LIBRO DEL PROFETA GEREMIA

Quali sono stati i frutti di un così grande peccato? Il Signore ha dovuto fermare la sua benedizione. Non ha potuto irrorare la terra con la sua benefica acqua.

Per questo sono state fermate le piogge e gli acquazzoni di primavera non sono venuti. L’acqua è sempre per Israele un dono di Dio. È un dono per la fedeltà.

Se Giuda, Gerusalemme, Israele sono infedeli, sono idolatri, Dio dovrà bloccare tutto ciò che è frutto della sua benedizione. La terra diventa un deserto.

Il Signore rispetta sempre la sua Parola. Ad essa rimane fedele in eterno. Sia il Libro del Levitico che quello del Deuteronomio sono espliciti.

Non vi farete idoli, né vi erigerete immagini scolpite o stele, né permetterete che nella vostra terra vi sia pietra ornata di figure, per prostrarvi davanti ad essa; poiché io sono il Signore, vostro Dio.

Osserverete i miei sabati e porterete rispetto al mio santuario. Io sono il Signore.

Se seguirete le mie leggi, se osserverete i miei comandi e li metterete in pratica, io vi darò le piogge al loro tempo, la terra darà prodotti e gli alberi della campagna daranno frutti. La trebbiatura durerà per voi fino alla vendemmia e la vendemmia durerà fino alla semina; mangerete il vostro pane a sazietà e abiterete al sicuro nella vostra terra.

Io stabilirò la pace nella terra e, quando vi coricherete, nulla vi turberà. Farò sparire dalla terra le bestie nocive e la spada non passerà sui vostri territori. Voi inseguirete i vostri nemici ed essi cadranno dinanzi a voi colpiti di spada. Cinque di voi ne inseguiranno cento, cento di voi ne inseguiranno diecimila e i vostri nemici cadranno dinanzi a voi colpiti di spada.

Io mi volgerò a voi, vi renderò fecondi e vi moltiplicherò e confermerò la mia alleanza con voi. Voi mangerete del vecchio raccolto, serbato a lungo, e dovrete disfarvi del raccolto vecchio per far posto al nuovo.

Stabilirò la mia dimora in mezzo a voi e non vi respingerò. Camminerò in mezzo a voi, sarò vostro Dio e voi sarete mio popolo. Io sono il Signore, vostro Dio, che vi ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, perché non foste più loro schiavi; ho spezzato il vostro giogo e vi ho fatto camminare a testa alta.

Ma se non mi darete ascolto e se non metterete in pratica tutti questi comandi, se disprezzerete le mie leggi e rigetterete le mie prescrizioni, non mettendo in pratica tutti i miei comandi e infrangendo la mia alleanza, ecco come io vi tratterò: manderò contro di voi il terrore, la consunzione e la febbre, che vi faranno languire gli occhi e vi consumeranno la vita. Seminerete invano le vostre sementi: le mangeranno i vostri nemici. Volgerò il mio volto contro di voi e voi sarete sconfitti dai nemici; quelli che vi odiano vi opprimeranno e vi darete alla fuga, senza che alcuno vi insegua.

Se nemmeno a questo punto mi darete ascolto, io vi castigherò sette volte di più per i vostri peccati. Spezzerò la vostra forza superba, renderò il vostro cielo come ferro e la vostra terra come bronzo. Le vostre energie si consumeranno invano, poiché la vostra terra non darà prodotti e gli alberi della campagna non daranno frutti.

Se vi opporrete a me e non mi vorrete ascoltare, io vi colpirò sette volte di più, secondo i vostri peccati. Manderò contro di voi le bestie selvatiche, che vi rapiranno i figli, stermineranno il vostro bestiame, vi ridurranno a un piccolo numero e le vostre strade diventeranno deserte.

Se, nonostante questi castighi, non vorrete correggervi per tornare a me, ma vi opporrete a me, anch’io mi opporrò a voi e vi colpirò sette volte di più per i vostri peccati. Manderò contro di voi la spada, vindice della mia alleanza; voi vi raccoglierete nelle vostre città, ma io manderò in mezzo a voi la peste e sarete dati in mano al nemico. Quando io avrò tolto il sostegno del pane, dieci donne faranno cuocere il vostro pane in uno stesso forno e il pane che esse porteranno sarà razionato: mangerete, ma non vi sazierete.

Se, nonostante tutto questo, non vorrete darmi ascolto, ma vi opporrete a me, anch’io mi opporrò a voi con furore e vi castigherò sette volte di più per i vostri peccati. Mangerete perfino la carne dei vostri figli e mangerete la carne delle vostre figlie. Devasterò le vostre alture, distruggerò i vostri altari per l’incenso, butterò i vostri cadaveri sui cadaveri dei vostri idoli e vi detesterò. Ridurrò le vostre città a deserti, devasterò i vostri santuari e non aspirerò più il profumo dei vostri incensi. Devasterò io stesso la terra, e i vostri nemici, che vi prenderanno dimora, ne saranno stupefatti. Quanto a voi, vi disperderò fra le nazioni e sguainerò la spada dietro di voi; la vostra terra sarà desolata e le vostre città saranno deserte.

Allora la terra godrà i suoi sabati per tutto il tempo della desolazione, mentre voi resterete nella terra dei vostri nemici; allora la terra si riposerà e si compenserà dei suoi sabati. Finché rimarrà desolata, avrà il riposo che non le fu concesso da voi con i sabati, quando l’abitavate.

A quelli che tra voi saranno superstiti infonderò nel cuore costernazione nei territori dei loro nemici: il fruscìo di una foglia agitata li metterà in fuga; fuggiranno come si fugge di fronte alla spada e cadranno senza che alcuno li insegua. Cadranno uno sopra l’altro come di fronte alla spada, senza che alcuno li insegua. Non potrete resistere dinanzi ai vostri nemici. Perirete fra le nazioni: la terra dei vostri nemici vi divorerà.

Quelli che tra voi saranno superstiti si consumeranno a causa delle proprie colpe nei territori dei loro nemici; anche a causa delle colpe dei loro padri periranno con loro. Dovranno confessare la loro colpa e la colpa dei loro padri: per essere stati infedeli nei miei riguardi ed essersi opposti a me; perciò anch’io mi sono opposto a loro e li ho deportati nella terra dei loro nemici. Allora il loro cuore non circonciso si umilierà e sconteranno la loro colpa. E io mi ricorderò della mia alleanza con Giacobbe, dell’alleanza con Isacco e dell’alleanza con Abramo, e mi ricorderò della terra. Quando dunque la terra sarà abbandonata da loro e godrà i suoi sabati, mentre rimarrà deserta, senza di loro, essi sconteranno la loro colpa, per avere disprezzato le mie prescrizioni ed essersi stancati delle mie leggi.

Nonostante tutto questo, quando saranno nella terra dei loro nemici, io non li rigetterò e non mi stancherò di loro fino al punto di annientarli del tutto e di rompere la mia alleanza con loro, poiché io sono il Signore, loro Dio; ma mi ricorderò in loro favore dell’alleanza con i loro antenati, che ho fatto uscire dalla terra d’Egitto davanti alle nazioni, per essere loro Dio. Io sono il Signore”».

Questi sono gli statuti, le prescrizioni e le leggi che il Signore stabilì fra sé e gli Israeliti, sul monte Sinai, per mezzo di Mosè (Lev 26,1-46).

Se tu obbedirai fedelmente alla voce del Signore, tuo Dio, preoccupandoti di mettere in pratica tutti i suoi comandi che io ti prescrivo, il Signore, tuo Dio, ti metterà al di sopra di tutte le nazioni della terra. Poiché tu avrai ascoltato la voce del Signore, tuo Dio, verranno su di te e ti raggiungeranno tutte queste benedizioni. Sarai benedetto nella città e benedetto nella campagna. Benedetto sarà il frutto del tuo grembo, il frutto del tuo suolo e il frutto del tuo bestiame, sia i parti delle tue vacche sia i nati delle tue pecore. Benedette saranno la tua cesta e la tua madia. Sarai benedetto quando entri e benedetto quando esci. Il Signore farà soccombere davanti a te i tuoi nemici, che insorgeranno contro di te: per una sola via verranno contro di te e per sette vie fuggiranno davanti a te. Il Signore ordinerà alla benedizione di essere con te nei tuoi granai e in tutto ciò a cui metterai mano. Ti benedirà nella terra che il Signore, tuo Dio, sta per darti.

Il Signore ti renderà popolo a lui consacrato, come ti ha giurato, se osserverai i comandi del Signore, tuo Dio, e camminerai nelle sue vie. Tutti i popoli della terra vedranno che il nome del Signore è stato invocato su di te e ti temeranno. Il Signore, tuo Dio, ti concederà abbondanza di beni, quanto al frutto del tuo grembo, al frutto del tuo bestiame e al frutto del tuo suolo, nel paese che il Signore ha giurato ai tuoi padri di darti. Il Signore aprirà per te il suo benefico tesoro, il cielo, per dare alla tua terra la pioggia a suo tempo e per benedire tutto il lavoro delle tue mani: presterai a molte nazioni, mentre tu non domanderai prestiti. Il Signore ti metterà in testa e non in coda e sarai sempre in alto e mai in basso, se obbedirai ai comandi del Signore, tuo Dio, che oggi io ti prescrivo, perché tu li osservi e li metta in pratica, e se non devierai né a destra né a sinistra da alcuna delle cose che oggi vi comando, per seguire altri dèi e servirli.

Ma se non obbedirai alla voce del Signore, tuo Dio, se non cercherai di eseguire tutti i suoi comandi e tutte le sue leggi che oggi io ti prescrivo, verranno su di te e ti colpiranno tutte queste maledizioni: sarai maledetto nella città e maledetto nella campagna. Maledette saranno la tua cesta e la tua madia. Maledetto sarà il frutto del tuo grembo e il frutto del tuo suolo, sia i parti delle tue vacche sia i nati delle tue pecore. Maledetto sarai quando entri e maledetto quando esci. Il Signore lancerà contro di te la maledizione, la costernazione e la minaccia in ogni lavoro a cui metterai mano, finché tu sia distrutto e perisca rapidamente a causa delle tue azioni malvagie, per avermi abbandonato. Il Signore ti attaccherà la peste, finché essa non ti abbia eliminato dal paese in cui stai per entrare per prenderne possesso. Il Signore ti colpirà con la consunzione, con la febbre, con l’infiammazione, con l’arsura, con la siccità, con il carbonchio e con la ruggine, che ti perseguiteranno finché tu non sia perito. Il cielo sarà di bronzo sopra il tuo capo e la terra sotto di te sarà di ferro. Il Signore darà come pioggia alla tua terra sabbia e polvere, che scenderanno dal cielo su di te, finché tu sia distrutto. Il Signore ti farà sconfiggere dai tuoi nemici: per una sola via andrai contro di loro e per sette vie fuggirai davanti a loro. Diventerai oggetto di orrore per tutti i regni della terra. Il tuo cadavere diventerà pasto di tutti gli uccelli del cielo e degli animali della terra e nessuno li scaccerà.

Il Signore ti colpirà con le ulcere d’Egitto, con bubboni, scabbia e pruriti, da cui non potrai guarire. Il Signore ti colpirà di delirio, di cecità e di pazzia, così che andrai brancolando in pieno giorno come il cieco brancola nel buio. Non riuscirai nelle tue imprese, sarai ogni giorno oppresso e spogliato e nessuno ti aiuterà. Ti fidanzerai con una donna e un altro la possederà. Costruirai una casa, ma non vi abiterai. Pianterai una vigna e non ne potrai cogliere i primi frutti. Il tuo bue sarà ammazzato sotto i tuoi occhi e tu non ne mangerai. Il tuo asino ti sarà portato via in tua presenza e non tornerà più a te. Il tuo gregge sarà dato ai tuoi nemici e nessuno ti aiuterà. I tuoi figli e le tue figlie saranno consegnati a un popolo straniero, mentre i tuoi occhi vedranno e languiranno di pianto per loro ogni giorno, ma niente potrà fare la tua mano. Un popolo che tu non conosci mangerà il frutto del tuo suolo e di tutta la tua fatica. Sarai oppresso e schiacciato ogni giorno. Diventerai pazzo per ciò che i tuoi occhi dovranno vedere. Il Signore ti colpirà alle ginocchia e alle cosce con un’ulcera maligna, dalla quale non potrai guarire. Ti colpirà dalla pianta dei piedi alla sommità del capo. Il Signore deporterà te e il re, che ti sarai costituito, in una nazione che né tu né i tuoi padri avete conosciuto. Là servirai dèi stranieri, dèi di legno e di pietra. Diventerai oggetto di stupore, di motteggio e di scherno per tutti i popoli fra i quali il Signore ti avrà condotto.

Porterai molta semente al campo e raccoglierai poco, perché la locusta la divorerà. Pianterai vigne e le coltiverai, ma non berrai vino né coglierai uva, perché il verme le roderà. Avrai oliveti in tutta la tua terra, ma non ti ungerai di olio, perché le tue olive cadranno immature. Genererai figli e figlie, ma non saranno tuoi, perché andranno in prigionia. Tutti i tuoi alberi e il frutto del tuo suolo saranno preda di un esercito d’insetti. Il forestiero che sarà in mezzo a te si innalzerà sempre più sopra di te e tu scenderai sempre più in basso. Egli farà un prestito a te e tu non lo farai a lui. Egli sarà in testa e tu in coda.

Tutte queste maledizioni verranno su di te, ti perseguiteranno e ti raggiungeranno, finché tu sia distrutto, perché non avrai obbedito alla voce del Signore, tuo Dio, osservando i comandi e le leggi che egli ti ha dato. Esse per te e per la tua discendenza saranno sempre un segno e un prodigio.

Poiché non avrai servito il Signore, tuo Dio, con gioia e di buon cuore in mezzo all’abbondanza di ogni cosa, servirai i tuoi nemici, che il Signore manderà contro di te, in mezzo alla fame, alla sete, alla nudità e alla mancanza di ogni cosa. Essi ti metteranno un giogo di ferro sul collo, finché non ti abbiano distrutto.

Il Signore solleverà contro di te da lontano, dalle estremità della terra, una nazione che si slancia a volo come l’aquila: una nazione della quale non capirai la lingua, una nazione dall’aspetto feroce, che non avrà riguardo per il vecchio né avrà compassione del fanciullo. Mangerà il frutto del tuo bestiame e il frutto del tuo suolo, finché tu sia distrutto, e non ti lascerà alcun residuo di frumento, di mosto, di olio, dei parti delle tue vacche e dei nati delle tue pecore, finché ti avrà fatto perire. Ti assedierà in tutte le tue città, finché in tutta la tua terra cadano le mura alte e fortificate, nelle quali avrai riposto la fiducia. Ti assedierà in tutte le tue città, in tutta la terra che il Signore, tuo Dio, ti avrà dato. Durante l’assedio e l’angoscia alla quale ti ridurrà il tuo nemico, mangerai il frutto delle tue viscere, le carni dei tuoi figli e delle tue figlie che il Signore, tuo Dio, ti avrà dato. L’uomo più raffinato e più delicato tra voi guarderà di malocchio il suo fratello e la donna del suo seno e il resto dei suoi figli che ancora sopravvivono, per non dare ad alcuno di loro le carni dei suoi figli, delle quali si ciberà, perché non gli sarà rimasto più nulla durante l’assedio e l’angoscia alla quale i nemici ti avranno ridotto entro tutte le tue città. La donna più raffinata e delicata tra voi, che per delicatezza e raffinatezza non avrebbe mai provato a posare in terra la pianta del piede, guarderà di malocchio l'uomo del suo seno, il figlio e la figlia, e si ciberà di nascosto di quanto esce dai suoi fianchi e dei bambini che partorirà, mancando di tutto durante l’assedio e l’angoscia alla quale i nemici ti avranno ridotto entro tutte le tue città.

Se non cercherai di eseguire tutte le parole di questa legge, scritte in questo libro, avendo timore di questo nome glorioso e terribile del Signore, tuo Dio, allora il Signore colpirà te e i tuoi discendenti con flagelli prodigiosi: flagelli grandi e duraturi, malattie maligne e ostinate. Farà tornare su di te le infermità dell’Egitto, delle quali tu avevi paura, e si attaccheranno a te. Anche ogni altra malattia e ogni altro flagello, che non sta scritto nel libro di questa legge, il Signore manderà contro di te, finché tu non sia distrutto. Voi rimarrete in pochi uomini, dopo essere stati numerosi come le stelle del cielo, perché non avrai obbedito alla voce del Signore, tuo Dio. Come il Signore gioiva a vostro riguardo nel beneficarvi e moltiplicarvi, così il Signore gioirà a vostro riguardo nel farvi perire e distruggervi. Sarete strappati dal paese in cui stai per entrare per prenderne possesso. Il Signore ti disperderà fra tutti i popoli, da un’estremità all’altra della terra. Là servirai altri dèi, che né tu né i tuoi padri avete conosciuto, dèi di legno e di pietra. Fra quelle nazioni non troverai sollievo e non vi sarà luogo di riposo per la pianta dei tuoi piedi. Là il Signore ti darà un cuore trepidante, languore di occhi e animo sgomento. La tua vita ti starà dinanzi come sospesa a un filo. Proverai spavento notte e giorno e non sarai sicuro della tua vita. Alla mattina dirai: “Se fosse sera!” e alla sera dirai: “Se fosse mattina!”, a causa dello spavento che ti agiterà il cuore e delle cose che i tuoi occhi vedranno. Il Signore ti farà tornare in Egitto su navi, per una via della quale ti ho detto: “Non dovrete più rivederla!”. E là vi metterete in vendita ai vostri nemici come schiavi e schiave, ma nessuno vi acquisterà».

Queste sono le parole dell’alleanza che il Signore ordinò a Mosè di stabilire con gli Israeliti nella terra di Moab, oltre l’alleanza che aveva stabilito con loro sull’Oreb (Dt 28,1-69).

Gerusalemme questo deve sapere: mai una sola di queste parole del suo Signore cadrà a vuoto. Esse tutte si compiranno.

Poiché molte si sono già compiute, è obbligo di Gerusalemme chiedersi: Perché tutto questo mi sta accadendo? Una sola è la risposta: perché sono idolatra.

Invece di confessare il suo peccato di idolatria, fare ammenda, pentirsi, il Signore può dire di essa: Sfrontatezza di prostituta è la tua, non vuoi arrossire.

È nell’idolatria, non si pente, non si converte, non lascia il suo peccato, anzi ne fa uno strumento di onore e di gloria. Questa è la sfrontatezza da prostituta.

Gerusalemme è una prostituta che non vuole neanche arrossire, perché fa della sua prostituzione un vanto e una gloria. La prostituzione è il suo onore.

4E ora gridi verso di me: “Padre mio, amico della mia giovinezza tu sei!

Ora però Gerusalemme vede il male che la minaccia e chiede aiuto: E ora gridi verso di me: Padre mio, amico della mia giovinezza tu sei!

Ora Dio è divenuto suo Padre. È dichiarato, proclamato, osannato come l’amore della sua giovinezza. È vera questa dichiarazione di amore e di fede?

MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI

Abbattere la liturgia

 


La Battaglia  Finale del Diavolo

Prima del Vaticano II i Papi avevano difeso unanimemente, contro  l’innovazione, l’antica liturgia Latina della Chiesa, riconoscendo  all’immutabile lingua Latina la funzione di baluardo contro le eresie,  come insegnò Papa Pio XII nella sua monumentale enciclica sulla  liturgia Mediator Dei. In effetti, i “riformatori” Protestanti del 16° secolo  odiavano con tutte le loro forze proprio la Messa Cattolica tradizionale  in Latino, cioè la liturgia Gregoriana che era stata il cuore della vita  della Chiesa sin dal 4° secolo (e probabilmente da prima ancora), fino  alla “riforma” liturgica di Papa Paolo VI, avvenuta nel 1969.

Per comprendere questo desiderio di distruggere, questa voglia di  abbattere gli antichi bastioni, non vi sono parole più adatte di quelle  usate da Papa Paolo VI per spiegare la sua decisione di cancellare  la Messa tradizionale in Latino, a distanza di più di 1500 anni dalla  sua introduzione, rimpiazzandola con un nuovo strano rito in lingua  parlata – un’azione assolutamente senza precedenti e che i predecessori  di Paolo VI avrebbero considerato del tutto impensabile:

 Qui, è chiaro, sarà avvertita la maggiore novità: quella  della lingua. Non più il latino sarà il linguaggio principale della  Messa, ma la lingua parlata. Per chi sa la bellezza, la potenza, la sacralità espressiva del latino, certamente la sostituzione  della lingua volgare è un grande sacrificio: perdiamo la loquela dei secoli cristiani, diventiamo quasi intrusi e profani nel recinto  letterario dell’espressione sacra, e così perderemo grande parte di  quello stupendo e incomparabile fatto artistico e spirituale, ch’è il canto gregoriano. Abbiamo, sì, ragione di rammaricarci, e quasi di smarrirci: che cosa sostituiremo a questa lingua angelica? È un  sacrificio d’inestimabile prezzo. E per quale ragione? Che cosa vale di più di questi altissimi valori della nostra Chiesa?

Esattamente, cosa può esservi mai di più prezioso di questi “altissimi  valori della nostra Chiesa”? Secondo Paolo VI è più prezioso essere  apprezzati “dall’uomo moderno”, il quale è visto probabilmente dal  Papa come ottuso ed incapace di comprendere le preghiere in latino  contenute nel Messale Romano, malgrado lo stesso Messale contenesse  la traduzione in lingua parlata di tali preghiere, accanto alla versione in  latino. Paolo VI, rispondendo da solo alla propria domanda, prosegue  in questo modo: 

La risposta pare banale e prosaica; ma è valida; perché umana,  perché apostolica. Vale di più l’intelligenza della preghiera, che non le vesti seriche e vetuste di cui essa s’è regalmente vestita; vale di più la partecipazione del popolo, di questo popolo moderno saturo di parola chiara, intelligibile, traducibile nella sua conversazione  profana.211

Il discorso di Paolo VI è una cartina tornasole di ciò che è avvenuto  nella Chiesa sin dal Concilio. I cambiamenti conciliari e post conciliari,  tutti senza precedenti nella storia della Chiesa, sono il lavoro di intrusi profani, che operano per distruggere qualcosa dal valore  incommensurabile, per abbattere i bastioni rimasti in piedi da secoli,  non solo nella liturgia, ma anche negli immutabili insegnamenti della  Chiesa. Non è un caso che il Vaticano II abbia causato una devastazione  senza precedenti, perché proprio questo era l’obiettivo che si erano  prefissi i primi attori del Concilio. 

Tuttavia, in questa seconda edizione de La battaglia finale del diavolo possiamo riportare almeno l’inizio di un tentativo di restaurazione. Il motu proprio Summorum Pontificum di Papa Benedetto XVI, promulgato  il 7 luglio 2007, ha infatti dichiarato che ogni sacerdote e ordine  religioso della Chiesa ha il diritto di celebrare la Messa tradizionale  in Latino, che “non è mai stata abrogata” da Paolo VI. Nel suo motu  proprio e nella sua lettera ai vescovi mondiali che l’accompagnava, il  Papa fece le seguenti, scioccanti ammissioni: 

Ciò che per le generazioni anteriori era sacro, anche per  noi resta sacro e grande, e non può essere improvvisamente del  tutto proibito o, addirittura, giudicato dannoso. Ci fa bene a tutti conservare le ricchezze che sono cresciute nella fede e nella  preghiera della Chiesa, e di dar loro il giusto posto.212

Quanto all’uso del Messale del 1962, come forma extraordinaria  della Liturgia della Messa, vorrei attirare l’attenzione sul fatto che questo Messale non fu mai giuridicamente abrogato e, di  conseguenza, in linea di principio, restò sempre permesso.213

Non fu mai giuridicamente abrogato. Restò sempre permesso. Con  queste frasi, il Papa in persona ha dato ragione ai “tradizionalisti” e  a ciò che avevano detto sin da subito, e cioè che Paolo VI non aveva  “abrogato” - anche perché non poteva - il tradizionale rito della  Messa. Grazie al Motu proprio di Papa Benedetto, è stata finalmente  smascherata questa truffa del “rinnovamento liturgico” che aveva fatto  seguito al Vaticano II. Senza alcuna vera autorità, la Messa tradizionale  in Latino era stata effettivamente messa all’indice e la liturgia della  Chiesa era stata rivoltata da cima a fondo da quella stessa banda di  incompetenti iconoclasti, la cui “opera” distruttiva era stata predetta da  Pio XII alla luce di Fatima.

C’è un’altra ammissione chiave, sulla stessa falsariga, emersa dai  “meandri del Vaticano” dopo la pubblicazione della prima edizione  di questo libro. In una sorprendente intervista a due giornalisti  Cattolici italiani, Mons. Domenico Bartolucci - niente meno che il  Maestro Perpetuo della Cappella Sistina sotto cinque Papi consecutivi  e recentemente onorato da Papa Benedetto per i suoi servigi resi alla  Chiesa durante tutti questi anni – ha parlato in assoluta franchezza,  anzi quasi brutalmente, della nuova liturgia e del tentativo fraudolento  di “proibire” la Messa tradizionale. Mons. Bartolucci – ricordiamolo  ancora: Maestro della Cappella Sistina! – rivelò ai giornalisti di non  aver mai celebrato in vita sua la nuova Messa, ma solamente quella  Tradizionale in Latino, affermando: “…avrei delle difficoltà, non  avendola mai detta, a celebrare la Messa del rito moderno”. Quando gli  fu chiesto se la “riforma liturgica” fosse stata fatta da gente consapevole  e dottrinalmente formata, Bartolucci fornì questa tagliente risposta:

Scusate, ma la riforma è stata fatta da gente arida, arida, ve lo ripeto. E io li ho conosciuti. Quanto alla dottrina, il Cardinal  Ferdinando Antonelli, di venerata memoria, mi ricordo che diceva  spesso: “che cosa ce ne facciamo di liturgisti che non conoscono la  teologia?”214

Lo storico Motu proprio del Papa non può che essere il frutto della  campagna mondiale dei rosari, condotta dalla Società di San Pio X,  teoricamente “scismatica”, che aveva chiesto la “liberazione” della  Messa in Latino come prerequisito per continuare i propri colloqui con  le autorità del Vaticano, in relazione alla crisi nella Chiesa e al ruolo  della Società di San Pio X nell’affrontarla. 

La difesa della Tradizione Cattolica da parte della Società di San  Pio X, è stata convalidata in modo quasi drammatico quando il Papa  ha esaudito anche il secondo prerequisito della Società, sospendendo  (con grande clamore e polemiche, sia dentro che fuori la Chiesa) la  presunta “scomunica” del 1988 contro i suoi quattro vescovi, grazie  ad un decreto della Congregazione per i Vescovi promulgato il 21  gennaio 2009 (Festa di Sant’Agnese, Vergine e Martire, nel calendario  liturgico Romano Tradizionale). In una lettera ai vescovi del mondo,  nella quale difendeva la sua decisione di fare un passo in avanti per  “regolarizzare” la Società di San Pio X, il Papa ha fatto forse la più  devastante ammissione tra tutte quelle “uscite dal Vaticano” sin dalla  pubblicazione della prima edizione di questo libro: 

Nel nostro tempo in cui in vaste zone della terra la fede è nel pericolo di spegnersi come una fiamma che non trova più  nutrimento, la priorità che sta al di sopra di tutte è di rendere Dio  presente in questo mondo e di aprire agli uomini l’accesso a Dio.215

Che commento, e proprio durante la “Primavera del Vaticano II”  che avrebbe dovuto essere inaugurata teoricamente dalle “riforme” del  Vaticano II! Non desta stupore il fatto che il Papa abbia collegato queste  sue parole riguardo allo spegnimento della fiamma della fede in vaste  zone della terra - perché rimasta senza più nutrimento  –ai numeri che  la Società di San Pio X aveva fatto pervenire alla Chiesa: “Può lasciarci  totalmente indifferenti una comunità nella quale si trovano 491  sacerdoti, 215 seminaristi, 6 seminari, 88 scuole, 2 Istituti universitari,  117 frati, 164 suore e migliaia di fedeli?”

Ma non si tratta di una semplice e isolata affermazione del Santo  Padre. Nel settembre 2009 il Papa ha ripetuto questo tema di un disastro  post-conciliare, nella Chiesa, durante un discorso ai Vescovi del Brasile,  durante la loro visita ad limina Apostolorum:

Amati Fratelli, nei decenni successivi al Concilio Vaticano II, alcuni hanno interpretato l’apertura al mondo non come  un’esigenza dell’ardore missionario del Cuore di Cristo, ma come un passaggio alla secolarizzazione … ma si è smesso di parlare di certe verità fondamentali della fede, come il peccato, la grazia, la vita  teologale e i novissimi. 

Inconsciamente si è caduti nell’auto-secolarizzazione di molte  comunità ecclesiali; queste, sperando di compiacere quanti erano  lontani, hanno visto andare via, defraudati e disillusi, coloro che già vi partecipavano: i nostri contemporanei, quando s’incontrano con noi, vogliono vedere quello che non vedono in nessun’altra  parte, ossia la gioia e la speranza che nascono dal fatto di stare con il Signore risorto.

Attualmente c’è una nuova generazione nata in questo ambiente  ecclesiale secolarizzato che, invece di registrare apertura e consensi,  vede allargarsi sempre più nella società il baratro delle differenze e delle contrapposizioni al Magistero della Chiesa, soprattutto in  campo etico. In questo deserto senza Dio, la nuova generazione  prova una grande sete di trascendenza.216

Con buona pace del “rinnovamento del Vaticano II”! È chiaro che  l’uomo che siede attualmente sul Soglio di Pietro non è lo stesso che  parlava quand’era ancora il Cardinale Ratzinger. Egli, adesso, è un  uomo che ha ricevuto le grazie del suo ufficio Petrino, e per mezzo di  esse è in grado di riconoscere i nemici della Fede che lo circondano.  Come ha dichiarato nella sua prima omelia in qualità di Pontefice, il 24  aprile 2005. “Pregate per me, perché io non fugga per paura, dinanzi ai  lupi.” Ma Papa Benedetto XVI non sarebbe il primo Papa a subire una  trasformazione in chiave conservatrice. Anche il Beato Pio IX era stato  un “liberalista” all’inizio del suo lungo pontificato, ma alla fine egli era  diventato l’arcinemico del Liberalismo e del “mondo moderno”, dopo  essere scampato per un soffio alla morte ed aver dovuto fuggire dal  suo palazzo apostolico, mascherato da semplice sacerdote, quando i  “patrioti” massonici avevano invaso Roma in nome della Libertà.

Eppure, malgrado questi segni incoraggianti nel pontificato di  Benedetto XVI, la crisi della Chiesa continua. Persino il motu proprio  del Papa non fa altro che ridurre l’antico rito della Messa a “forma  straordinaria” della liturgia, elevando al tempo stesso un nuovo rito,  concepito poco meno di quarant’anni fa da un comitato, allo stato di  “forma ordinaria”. Quest’orribile scambio tra una novità creata dall’uomo  e una tradizione perenne, che giungeva a noi sin dai tempi degli  Apostoli ed era stata forgiata dall’influenza stessa dello Spirito Santo,  è assolutamente emblematica di quel “disorientamento diabolico” nella  Chiesa, di cui parlò più e più volte Suor Lucia, nella sua corrispondenza  e durante le sue conversazioni. Inoltre, il motu proprio che ribadisce con  chiarezza il diritto dei sacerdoti di celebrare la Messa tradizionale senza  alcun permesso preventivo da parte del Vescovo, viene tuttavia ignorato  e talvolta addirittura disubbidito platealmente da molti vescovi, che  continuano ad imporre ridicole restrizioni al patrimonio liturgico stesso  della Chiesa.

Anche la crisi teologica (la discussione sulla quale costituiva il terzo  prerequisito chiesto dalla Società di San Pio X) continua imperterrita.  Nel momento in cui viene pubblicato questo libro, sono appena iniziate  le discussioni teologiche richieste al Vaticano dalla Società di San Pio X.  Ci sembra quindi opportuno, nel contesto di queste nuove e sorprendenti  ammissioni provenienti dal Vaticano, ribadire le preoccupazioni di  carattere teologico che avevamo già espresso nella prima edizione. 

Padre Paul Kramer

Atto di corrispondenza perfetta d’amore nel Divin Volere

 


O eterna e inaccessibile Volontà Suprema del mio eterno Amore, prostrato innanzi a Te, mi  sperdo nel tuo Volere, la cui immensità m'involge, m'inabissa, mi annienta; ma mentre  m’inabissa, m'innalza fino al tuo Trono SS.; mentre mi annienta, mi rida la vita, ma vita nuova,  vita immutabile e santa, la vita dello stesso Volere del mio Gesù, nel cui centro trovo, come in  un solo punto, passato, presente e futuro. Ah, trovo il Supremo Volere Creante, che in tutte le  cose che crea mi manda amore, oceani, immensità di amore. Ma vi aspetta il ricambio d'amore  da ogni creatura; ed io, a nome di tutta l’umana famiglia, dalla prima all’ultima creatura,  prendo da dentro questo imperscrutabile Volere l’amore di ciascuna di esse ed entro in ciascun  atto creante, in ogni luccichio di stelle, in ogni goccia di luce del sole, in ogni alito di vento, in  ogni goccia d’acqua, in ogni essere vegetale e animale, e poi entro in ogni palpito di ciascun  cuore, in ogni parola, passo, opera, pensiero, sguardo e, riempiendo tutto d’amore, mi porto  innanzi alla Maestà Suprema per darle il ricambio dell’amore dì ogni cosa creata e dico: 

O Volontà amabile e potentissima, Volontà ininvestigabile, da cui tutto esce e niente sfugge,  vengo a portare ai tuoi piedi SS. l’amore di tutti, vengo ad armonizzare insieme l’Amore Eterno  con l’amore creato. Ah, sì, per tutti ti ricambio in amore; la mia voce armonizza su tutto ed in  tutti e, con voce eterna che non avrà mai fine, si moltiplicherà in ogni istante e all’infinito e ti  dirà: Ti amo, Ti amo, Ti amo. Sarà il suggello dell’amore creato, in cui non ci sarà cosa e atto  che non suggellerò col mio amore, che unendosi al suggello del tuo Amore Creante, ne formerà  uno solo... 

Ma vedo che il mio eterno Amore Gesù mi guarda e mi sorride e vuole che nel suo stesso  Volere entri nel secondo FIAT dell’Incarnazione, e aspetta il ricambio degli atti della Redenzione.  

Ed io, sulla stessa via del Volere Eterno, entro nel primo istante del tuo Concepimento, in  ogni tuo palpito, pensiero e respiro, in ogni tuo moto, preghiera e pena che soffristi nel seno  materno, in ogni tuo gemito, lacrime e stento della tua infanzia, in ogni passo, opera e parola  della tua vita mortale.  

Nella tua Volontà SS. entro nel mare immenso della tua Passione, in ogni goccia del tuo  Sangue, in ogni piaga, insulto e disprezzo, in ogni spina, schiaffo e spinta. M’immedesimo nelle pene che soffristi sulla Croce, nella sete ardente, nell'amarezza del fiele, nelle tue riparazioni e  soddisfazioni, fin nell'ultimo tuo anelito; e insieme con tutte le generazioni, a nome di tutti,  nell'interminabile tua Volontà in cui tutti ci sono, in modo divino vengo a renderti la pariglia di  tutto ciò che hai fatto; a darti il ricambio di amore per amore, riparazione per riparazione. Mi  sprofondo nell’abisso del tuo Volere e adoro ogni goccia del tuo Sangue, bacio ogni piaga,  benedico, loro, ringrazio ogni tuo atto... Nel tuo Volere mi hai dato tutto, ed io nel tuo Volere ti  ricambio per tutto e per tutti. 

Amor mio, uniamo insieme il FIAT Creante, il FIAT Redimente ed il mio FIAT nel tuo  Volere. Facciamoli uno solo; uno scomparisca nell’altro, affinché Tu abbia amore completo,  gloria perpetua, adorazioni divine, benedizioni e lodi eterne della Creazione, della Redenzione e  del  FIAT VOLUNTAS  TUA,  come in Cielo così in terra. 

Celeste Regina, Mamma Divina, Tu che avesti il primato nel Divin Volere, stendi il tuo  manto azzurro nell’immensità del Volere eterno, ravvolgi tutte le creature, suggella col marchio  del Divin Volere le loro fronti, affinché tutti vivano della Vita della Divina Volontà sulla terra,  per poter passare nel tuo grembo materno a vivere della Divina Volontà nel Cielo. 

Serva di Dio LUISA PICCARRETA

A partire da quest'anno inizieranno i dolori per l'umanità.

 


11 gennaio 2021 - Appello urgente di Maria Ausiliatrice al Popolo di Dio. Messaggio a Enoch.


“Figlioli, la Pace del mio Signore sia con tutti voi, e il mio amore e protezione di Madre Ausiliatrice (Aiuto dei cristiani), vi accompagnino sempre.

Gregge di mio Figlio, il corso della vostra vita sta per cambiare, la pace e la tranquillità molto presto andranno perdute; stanno per accadere grandi eventi che cambieranno completamente la vostra vita e la quotidianità. Il tempo del mio avversario e dei suoi emissari del male sta iniziando e ciò che attende l'umanità e soprattutto il Popolo di Dio è repressione, persecuzione, prigionia, sottomissione, schiavitù, maltrattamenti e morte. Il Nuovo Ordine Mondiale che serve il mio avversario ha già iniziato a dominare il mondo, la sua agenda di tirannia è iniziata con il piano dei vaccini e delle vaccinazioni contro la pandemia esistente; questi vaccini non sono la soluzione, ma l'inizio dell'olocausto che porterà alla morte, al transumanesimo e all'impianto del marchio della bestia, in milioni di esseri umani.

Vi chiedo, figlioli, di ritornare a Dio con tutto il cuore, perché soltanto in Lui troverete pace, sicurezza, fiducia e una soluzione a tutti i vostri problemi; soltanto Dio può distruggere le trappole e gli inganni che gli emissari del male vi tenderanno! Il pretesto della pandemia sarà utilizzato per sottomettere e rendere schiava l'umanità; i confinamenti diventeranno più severi, perché quello che cercano è di mantenere l'umanità impantanata nella paura e nel panico, in modo che non possa protestare; cercano anche con i confinamenti di destabilizzare l'economia di molte nazioni, specialmente le più povere, al fine di esercitare dominio e controllo su di esse. Le nazioni in bancarotta verranno aiutate con prestiti, ma per accedervi dovranno accettare incondizionatamente l'intera agenda del Nuovo Ordine Mondiale. Ogni nazione soggiogata perderà la sua sovranità, i suoi governi perderanno l'autonomia, saranno governati dalle leggi e dalle politiche del Nuovo Ordine Mondiale. La falce e il martello governerà il Nuovo Ordine Mondiale e tutti coloro che insorgeranno contro questo regime saranno fatti scomparire. La proprietà privata andrà perduta nelle nazioni governate dal Nuovo Ordine Mondiale e persino la patria potestà dei genitori sui loro figli, specialmente sui più piccoli. Tutto passerà nelle mani dello stato, che si incaricherà di disporre dei beni dei cittadini e delle famiglie. Il Popolo di Dio camminerà in esilio, soltanto coloro che hanno il marchio della bestia potranno acquistare, vendere e godere dell'aiuto e dei servizi dello Stato.

Figlioli, a partire da quest'anno inizieranno i dolori per l'umanità, quale tristezza provo nel mio Cuore di Madre dell'umanità, al sapere che la stragrande maggioranza si perderà perché lontana da Dio! Le grandi tribolazioni stanno iniziando: ingiustizie, inganni, maltrattamenti, repressione, sottomissione, schiavitù, fame e morte, sarà il deserto che dovrete attraversare; soltanto se rimarrete uniti a Dio e presi dal mio Santo Rosario, potrete superare queste prove. Di nuovo vi dico, gregge di mio Figlio, non abbandonate il mio Rosario perché vi darà grandi vittorie sulle forze del male; pregate in catena con il mio Rosario e tutti i piani e gli inganni del mio avversario e dei suoi emissari del male, rotoleranno a terra. Gregge di mio Figlio, il mio Rosario unito alla vostra Armatura è protezione e forza spirituale con cui sconfiggerete il mio avversario e le sue schiere del male. Figlioli, è tempo di essere uniti nella preghiera e nel raccoglimento, perché le tenebre, il peccato e il male coprono già la terra. Quindi attenetevi alle mie istruzioni e non lasciate andare il mio Rosario, così da poter essere vittoriosi in tutte le prove.

Che la Pace del mio Signore permanga in voi e il mio Amore e Protezione Materna vi accompagnino sempre.

Vostra Madre, Maria Ausiliatrice.

Fate conoscere, figlioli, i messaggi di salvezza al mondo intero.”

AVVERTIMENTO


 

I pericoli che ti minacciano

 


Il 10 gennaio 2021, questa anima californiana ha “visto” il numero 488 del Libro blu. Questo messaggio è stato originariamente dato a P. Stefano Gobbi a San Paolo, Brasile, l'11 febbraio 1993, nell'anniversario dell'apparizione a Lourdes:

Guarda oggi lo splendore della tua Madre celeste, apparsa a Lourdes come l'Immacolata Concezione. Sono apparsa per annunciarvi che siete entrati nel tempo della mia piena manifestazione. Sono apparso per indicarti la via lungo la quale dovresti viaggiare in questi tuoi ultimi tempi. Sono apparsa per svolgere il mio compito materno nei vostri confronti, figli miei, così intrappolati dal mio e dal vostro Avversario. Nel tempo della grande prova, vi sto indicando i pericoli che vi minacciano.

Il pericolo più grave è quello di soccombere alla seduzione del mondo in cui vivi; di diventare vittima del peccato e del male; di tornare alla schiavitù sotto Satana e il suo potere diabolico. E così mi sono manifestato a voi come l'Immacolata Concezione, cioè come l'unica creatura che non ha mai conosciuto l'ombra del peccato, nemmeno il peccato originale, che ogni persona contrae al momento del suo concepimento umano. E ho rivolto a voi il mio materno invito a camminare sulla via della bontà e della grazia, della purezza e dell'umiltà, dell'amore e di una sempre maggiore santità. Vi ho anche chiesto di avvalervi di quei mezzi indispensabili per camminare su questa difficile strada: la penitenza e il sacramento della riconciliazione.

Un altro pericolo che ti minaccia è quello di lasciarti coinvolgere in attività smodate, dimenticando così la forza potente che la preghiera ha nell'ottenere la grazia della conversione per molti dei miei poveri figli peccatori. E così vi ho invitato a pregare molto per la conversione dei peccatori, mostrandovi, attraverso la mia piccola figlia Bernadette, che la preghiera più efficace, la preghiera che più mi piace, è quella del Santo Rosario.

E infine c'è il pericolo continuo di ammalarsi, di lasciarsi prendere dallo scoraggiamento e dalla mancanza di fiducia, riducendovi così a una vera impotenza spirituale. E così ho voluto manifestarmi anche come una medicina per i tuoi mali, un aiuto nei tuoi bisogni e un sostegno nella tua debolezza umana. Ti ho invitato ad andare a lavarti alla fontana, con quell'acqua che ho fatto sgorgare miracolosamente dalla roccia su cui sono apparsa. Oggi, ora che è già giunto il tempo della grande prova, vi ripeto ancora il mio materno invito a seguirmi sulla via della grazia e della purezza, della penitenza e della preghiera, per ottenere il dono della guarigione e della salvezza.

giovedì 14 gennaio 2021

Sono rattristato dalla durezza del cuore degli uomini. In questi tempi in cui si vive, mio Figlio Gesù si sente più facile moltiplicare i pani e camminare sull'acqua che entrare nel cuore degli uomini, indurito dal peccato.

 


Messaggio di Nostra Signora Madre Protettrice degli Afflitti alla Vergine Sovrana


9 gennaio 2021

"Cari bambini,

Ecco la serva del Signore!

Qui, in questo luogo, lontano dalla civiltà, desidero mantenere la pace nei vostri cuori. Mio Figlio Gesù manderà su di voi una straordinaria pioggia di grazia!  La sua promessa sarà presto mantenuta dai miei poveri figli di questo luogo. Siate in pace e non stancatevi di fronte ai problemi, proprio in questi giorni in cui si parla tanto di paura e di angoscia. Bisogna saper godere della vera Pace di Dio, anche in mezzo a questa tempesta che l'umanità sta attraversando. Io sono a braccia aperte e vi chiedo di aprire i vostri cuori alla Grazia del Signore, perché solo così sarete felici. Andate avanti, con coraggio, e non restate fermi nel dubbio e nel peccato. Cammino sempre al vostro fianco e vi chiedo umilmente di credere con fervore nella risurrezione di mio Figlio Gesù. Mio Figlio Gesù è risorto corporalmente dalla tomba, diventando vivo attraverso la risurrezione fisica. Ai nostri tempi gli uomini scelgono di non credere nella risurrezione di mio figlio Gesù. Il diavolo di uno farà di tutto per fare spazio nel cuore degli uomini. Sono rattristato dalla durezza del cuore degli uomini. In questi tempi in cui si vive, mio Figlio Gesù si sente più facile moltiplicare i pani e camminare sull'acqua che entrare nel cuore degli uomini, indurito dal peccato. Fate tutto con amore affinché la Mia Opera, iniziata qui, cresca e fiorisca nei vostri cuori, e in Cielo pregherò per tutti.

Che Dio vi benedica e vi conceda la Sua pace!                                                                                                               Ti amo! Tutti voi, restate nel nome della Santissima Trinità".

Il Mistero dell’Iniquità si manifesta ai nostri occhi

 


Il Mistero dell’Iniquità


D) Il controllo della percezione nasconde alla maggior parte dell’umanità la verità sull’Anticristo e sulla sua imminente venuta 

Il marxismo è un’ideologia che prevede l’inversione sistematica  della realtà. La maggior parte della gente conosce del comunismo solo il  suo lato ‘esoterico’, come direbbe Pike, e cioè quel che Rakovsky liquidò  come il Comunismo degli attivisti di base. Lo stato socialista costruito  da Stalin era socialista, ma non comunista; eppure, in genere si sente  parlare dell’URSS come di uno stato Comunista. In effetti l’Unione  delle Repubbliche Socialiste Sovietiche è stata governata da un partito  comunista, così come altri stati governati dai comunisti sono stati  definiti ‘paesi comunisti’. Il Comunismo, tuttavia, è lo scopo dichiarato  della Rivoluzione, mentre la ‘dittatura del proletariato’ socialista è  solo uno stadio intermedio per raggiungere quel fine. Durante quello  stadio della Rivoluzione al quale oggi ci riferiamo col nome di ‘periodo  sovietico’, infatti, la Rivoluzione venne alimentata con la politica  stalinista del ‘Socialismo in un solo paese’, all’interno di un contesto  generale di ‘dittatura del proletariato.’ Con il crollo dell’URSS finì anche  quello stadio della Rivoluzione, al quale è succeduto quello in cui ci  troviamo adesso, definito da Gorbaciov ‘Lo Stato di tutto il popolo’. Solo  ora comincia ad essere messa nudo la vera faccia del Comunismo, e cioè  un capitalismo monopolistico di stato (cioè un governo neo-feudale e  privatizzato) – esattamente l’inverso di ciò che aveva promesso Marx al  proletariato. 

La vera faccia del Comunismo è quella descritta da Montagu  Norman, ex governatore della Banca d’Inghilterra (1920-1944), e cioè  l’obiettivo finale dell’elite finanziaria mondiale: “l’egemonia della  finanza mondiale regnerà suprema su chiunque e ovunque  in quanto meccanismo di controllo soprannazionale.” Non c’è  da sorprendersi se si considera che il comunismo è stato una trovata  dell’elite finanziaria massonica. Lo spinozismo panteistico dei grandi banchieri massoni e cabalisti è sostanzialmente  identico all’hegelianesimo panteistico dei fondatori  massoni e cabalisti del comunismo. L’obiettivo dello “Stato di  tutto il popolo” è l’unione tra il primo e il secondo mondo – tra il mondo  capitalista occidentale e quello comunista ed ex sovietico, comportando  grazie alla formazione della “federazione universale dei continenti”. Il fine ultimo è lo stesso del comunismo e dell’elite finanziaria massonica  che lo ha creato: Il Nuovo Ordine Mondiale. 

Se lo si osserva nel giusto contesto, è folle parlare dello  smantellamento dell’URSS come di un “collasso” o di una “sconfitta” del  Comunismo, così come è assurdo pensare che questo abbia comportato  la fine degli “Errori della Russia” di cui parlò la Madonna di Fatima.  I vari Vladimir Putin, Gordon Brown, Dimitri Medvedev e gli altri  rappresentanti del cartello Rothschild-Rockefeller stanno cercando di  imporre al mondo una banca centrale globale ed una moneta mondiale. 

Questo è vero comunismo. Fu Lenin a dire che la creazione di una  banca centrale costituisce da sola il 90% della comunistizzazione di  un paese.330 L’attuale crisi finanziaria mondiale è stata deliberatamente  architettata al fine di creare la percezione dell’esigenza di una banca  centrale mondiale; il recente scandalo ‘Climategate’, smascherato da  Lord Christopher Monckton, ha rivelato che l’iniziativa climate change delle Nazioni Unite, per limitare e controllare le emissioni di carbonio,  è in realtà una vera e propria truffa,331 ideata per spaventare l’umanità  e farle accettare ‘un governo globale’ (cioè l’egemonia globale dell’alta  finanza), secondo le proposte enunciate alla conferenza di Copenhagen  nel dicembre 2009. 

Diversi anni fa il giornalista investigativo Alex Jones predisse  che ci sarebbe stata una crisi finanziaria globale attorno all’ottobre  2008. Come ha fatto ad essere così preciso? È stato facile: a Jones  è bastato lettere i documenti del Consiglio sulle Relazioni Estere,  della Commissione Trilaterale, del Fondo Monetario Internazionale,  della Banca Mondiale, del Club di Roma, e così via. L’elite globale ha  pubblicato da tempo i propri piani. Non c’è bisogno di ricorrere a teorie  del complotto, visto che quei progetti sono stati già pubblicati e sono a  disposizione di chiunque; eppure, quei piani non vengono pubblicizzati  dai mass media, controllati proprio dalla finanza internazionale, e  pertanto rimangono nascosti alla stragrande maggioranza dell’opinione  pubblica. Quest’ultima, purtroppo, è stata condizionata per decenni dai  mass media, a loro volta controllati e dominati dagli interessi dell’elite  finanziaria; la risposta condizionata della stragrande maggioranza delle persone, quando viene messa di fronte a simili argomenti (a prescindere  da quanto ben argomentati o documentati possano essere), è quella di  liquidare tutta la faccenda del Nuovo Ordine Mondiale con tre semplici  parole: teoria del complotto.

Questo tipo di risposta psicologicamente condizionata è il risultato  di una deliberata campagna psicologica, come spiegato dall’ex ufficiale  della CIA e dell’Esercito degli Stati Uniti, Colonnello Robert Hickson,  durante una conferenza su Fatima tenutasi a Botucatu, in Brasile, nel  2007: “si tratta di guerra psicologica o, come la definiamo noi nella  CIA, di ‘Controllo della percezione’.” Questa guerra psicologica non è  altro che l’applicazione pratica dell’“Arte suprema della guerra” definita  da Sun Tzu, il cui obiettivo è quello di “sottomettere l’avversario senza  neanche combattere.”

Un altro esempio di questo “controllo della percezione” è l’idea,  del tutto falsa, che la Guerra Fredda si sia conclusa nel 1991 con il  ‘crollo’ dell’Unione Sovietica. Certo, essa ‘crollò’, da un certo punto di  vista assai teatrale, ma dietro le quinte la realtà fu ben diversa. Nel  2008, Andrei Lugovoy, Deputato della Duma Russa, ha affermato alla  televisione (nonché in un articolo pubblicato dal Los Angeles Times)332  che quel che sta avvenendo oggi non è certo una nuova guerra fredda,  perché, ha affermato Lugovoy, “la Guerra fredda non è mai finita.” Lugovoy ha fatto un riferimento specifico alle caratteristiche  aggressive e imperialistiche della politica estera Americana nei confronti  della Russia, dopo la trasformazione dell’Unione Sovietica nella  Federazione Russa e nella Comunità degli Stati Indipendenti. Questo  comportamento aggressivo degli Stati Uniti verso la Russia non solo  è continuato come prima, ma di recente si è addirittura intensificato,  fino ad arrivare a livelli di provocazione decisamente pericolosi. Il 18  maggio 2011, il Presidente Dimitry Medvedev ha dichiarato che la  Russia potrebbe essere costretta a sospendere il trattato sul disarmo  nucleare, recentemente rinegoziato, se gli Stati Uniti porteranno avanti  i programmi di difesa antimissile in Europa Orientale. Una simile mossa,  ha spiegato Medveded, costringerebbe la Russia “a rispondere. Una  cosa che vorremmo veramente evitare di fare.” “Potremmo prendere in  considerazione,” ha proseguito Medvedev, “uno sviluppo del potenziale  offensivo delle nostre risorse nucleari. Si tratterebbe di uno scenario  molto negativo, che ci riporterebbe indietro al periodo della Guerra  Fredda.” (“Medveded minaccia una nuova guerra fredda”, FrancePresse, 18 maggio 2011.)

Se vogliamo riuscire a cogliere la gravità della profonda crisi in  cui versa il mondo al giorno d’oggi, dobbiamo assolutamente superare  il lavaggio del cervello che abbiamo subito da decenni a causa del  “controllo della percezione” perpetrato dai mass media di tutto il mondo.  Gli Stati Uniti ed il Regno Unito sono entrambi strumentalizzati dalla  massoneria anglo-sassone al fine di dominare il mondo intero all’interno di un nuovo impero globale e unipolare. Si tratta di un progetto  conclamato, i cui dettagli sono raccolti in documenti ufficiali di politica  estera degli Stati Uniti e in altri scritti pubblicati dai rappresentanti  dell’elite finanziaria globale. Per essere più specifici, il Project for the  New American Century [il Progetto per il Nuovo Secolo Americano] ha  affermato chiaramente che il dominio globale è l’obiettivo principale  della politica estera Americana, mentre Zbigniew Brzezinski (uomo  di punta del complesso industriale militare degli Stati Uniti) ha detto  pubblicamente che l’obiettivo finale è l’accerchiamento e la conquista  finale della Russia.333 

Solo pochi mesi fa, il Ministro degli Esteri Russo, Sergei Lavrov, ha  affermato che l’Occidente ha fatto un “grave errore” nel riconoscere  la secessione del Kosovo dalla Serbia, mentre Vladimir Putin ha  detto che questo riconoscimento “è un’arma a due lame: la seconda  gli si ritorcerà contro e li colpirà in faccia.”334 Il Vice Ministro degli  Esteri, Grigori Karasin, ha affermato che l’adesione della Georgia e  dell’Ucraina nella NATO “rovinerebbe le relazioni” e porterebbe ad una  “crisi profonda” tra l’Occidente e la Russia, condizionando “nel modo  peggiore la sicurezza di tutta l’Europa.” Nel frattempo, le guerre in Iraq  e Afghanistan continuano condotte senza sosta, al fine di accerchiare  e infine conquistare la Russia e la Cina, e a mantenere il predominio  globale degli Stati Uniti. Tutto questo è stato fatto in nome della  creazione di un Nuovo Ordine Mondiale.

Padre Paul Kramer

Regina della Famiglia

 


Apparizioni a Ghiaie


FENOMENI LUMINOSI 


Testimonianze 

A Ghiaie e in altri luoghi distanti centinaia di chilometri,  si verificarono, durante e dopo le apparizioni, fenomeni straordinari davanti a centinaia di migliaia di persone. 

Adelaide aveva predetto che alla fine del primo ciclo delle  apparizioni ci sarebbe stato un miracolo. La predizione è stata  registrata anche nel diario del vescovo di Bergamo, sotto la data  del 20 maggio 1944: "La cugina è stata molto prudente. Chiede  che si debba fare, se accompagnare o no la bambina stasera. Ha  detto che ci sarà un miracolo domani e se non fosse sarebbe un  colpo per la fede di molti. Io dico di non potermi pronunciare". 

Il miracolo avvenne la sera stessa del 20 maggio. 


Dott.ssa Eliana Maggi 

Il 16 gennaio 1946, davanti alla commissione vescovile la dott.ssa E. Maggi riferì: 

"Il sabato (20 maggio, n.d.r.) era giornata piovosa; e all'inizio dell' apparizione è venuto un raggio di sole sulla testa della bambina, ed io ho alzato gli occhi ed ho visto uno squarcio  a forma di croce e una specie di pioggia di puntini (stelline) d'oro  e d'argento per un minuto o due. E tutti hanno gridato al  miracolo...Poi la pioggia di stelline è cessata...Riguardo alla luce  non ho parlato con altre persone, se non con Maria, che però  disse di non avere visto niente: ma essa disse che aveva sentito  una musica armoniosissima, tanto che si era distratta; e la notte,  pensandoci pianse tutta la notte". 


Suor Maria Roncalli 

In un interrogatorio eseguito per rogatoria dal cancelliere  della Curia diocesana di Savona e Noli, Maria Roncalli, cugina  di Adelaide fattasi suora di N.S. della Misericordia di Savona, il  3 luglio 1946, così depose: 

"Durante la visione di quella sera (20 maggio) alcuni  testimoni riferirono di avere visto una pioggia d"argento che  scendeva sulla testa della bambina: io vidi le mani della signorina dottoressa Maggi presente, che si coloravano di vari colori  e sentii una melodia musicale tanto bella che non ho mai sentito  di eguali... Ritornando a casa dopo la visione abbiamo visto il  sole che girava e cambiava colore" (v. D. Argentieri, o.c., p.  96). 


Don Luigi Cortesi 

Il Cortesi, descrivendo i fenomeni di quella sera, aggiunge:  "S'alzò dalla folla un grido che presto si fece tempesta: -

Guarda, guarda il sole, guarda che colori... 

Alcuni notarono uno strano fascio di luce, che illuminava  intensamente la bambina e si riverberava sui volti circostanti. 

Altri videro il sole in forma di croce; altri videro il disco solare roteare vertiginosamente in un cerchio non più grande di  un mezzo metro. 

Nei bassi strati dell'atmosfera, si videro piogge di stelline  d'oro, nuvolette gialle a forma di ciambelle, così dense e così  vicine che alcuni tentarono di afferrarle con le mani. Sulle mani  e sui volti degli astanti degradavano i più vari colori, colla prevalenza del giallo; si videro mani fosforescenti, globi di luce in  forma di ostia...". (v. Storia dei fatti di Ghiaie, pp. 83- 84). 

Severino Bortolan 

Questo, figli miei, è il tempo delle persecuzioni, tutto ciò che vi circonda non sempre viene da Dio, purtroppo i tradimenti continueranno ad esserci.

 


Trevignano Romano 14 gennaio 2021

Cari figli, sono qui vostra Madre, giungo a voi per chiedervi pazienza, pietà e amore. Questo, figli miei, è il tempo delle persecuzioni, ma voi pregate, pregate tanto senza riposo, affinché possiate riconoscere i lupi travestiti da agnelli, tutto ciò che vi circonda non sempre viene da Dio, quindi fate attenzione. Figli, purtroppo i tradimenti continueranno ad esserci, anche mio Figlio scelse i suoi Apostoli uno per uno eppure fu tradito, la storia dei Santi si ripete in ogni mio figlio prediletto e in ogni tempo. Figli miei, cercate la pace tra voi fratelli e state nel silenzio pur avendo ragione, state tranquilli, i miei angeli sono qui per custodirvi. Ricordate che le sofferenze offerte al Signore si trasformeranno in Grazie, soprattutto se soffrite per Gesù, non temete, l'importante è la pace che avvertite nel cuore in questo momento. Io non vi lascio soli, abbiate la certezza che sono sempre con voi. Che la pace sia nelle vostre case. Ora vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, Amen.

Si vogliono chiudere loro gli orizzonti spirituali e imprigionare gli uomini tra loro, in questa massa umana che non sa più dove va, cosa fa, né cosa pensa.

 


La santità sacerdotale


La talare: una predicazione 

Voi siete venuti in seminario per incontrare Nostro Signore e, oggi, volete che ciò venga espresso con un segno esteriore che ormai testimonierà agli occhi del mondo che voi siete legati a Nostro Signore per sempre e che desiderate predicarLo, manifestarLo. Voi volete dimostrare il vostro attaccamento a Nostro Signore Gesù Cristo, manifestare la vostra fede nella Redenzione di Nostro Signore venuto nel mondo. Avete ragione, miei cari amici. Voi sarete gli araldi di Nostro Signore Gesù Cristo, Lo predicherete non fosse altro che con il vostro abito, con il vostro contegno. Questa sarà una eccellente predicazione per tutti quelli che v’incontreranno108.

 Si racconta, nella vita di san Francesco d’Assisi, che nel momento in cui andava a predicare nei borghi, nei paesi, egli si facesse accompagnare da frate Leone e, un giorno, disse a questo frate; “Venga, andiamo a predicare”. Ed ecco che san Francesco esce con frate Leone e attraversa la città di Assisi. E rimane in un silenzio completo, senza che gli esca di bocca una parola. E ritorna in convento. Frate Leone gli chiede: “Ma, frate Francesco, aveva detto che saremmo andati a predicare e non abbiamo detto niente!- Ebbene, gli risponde san Francesco, abbiamo predicato con il nostro abito. Girando per la città di Assisi con i nostri abiti, abbiamo predicato il Vangelo”109. Miei cari amici, è quello che la Chiesa vi chiede ora: predicare il Vangelo semplicemente con il vostro abito, che esprime proprio il distacco dalle cose del mondo per attaccarvi a Nostro Signore Gesù Cristo110.

La vestizione è un gran cambiamento nella vostra vita. Non solo è un cambiamento esteriore, ma anche interiore. Bisognerà che siate degni dell’abito che portate. Anche il mondo pagano che rifiuta Dio, che lotta contro Dio, aspetta da voi questa testimonianza; a maggior ragione i cristiani che hanno conservato la fede e che oggi sono smarriti. “Venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in terra così in Cielo” (Mt 6, 10), ecco cosa ci ha insegnato Nostro Signore ed insegnerete voi ai vostri fedeli. Essi hanno bisogno di sapere che Nostro Signore Gesù Cristo deve regnare, non soltanto in Cielo, ma quaggiù, nei nostri cuori, nelle nostre anime, nelle famiglie, nella società. Tutto appartiene a Nostro Signore, tutto è Suo. Noi non abbiamo il diritto di sottrarre nulla al suo Regno111.

Voi sarete così un segno di speranza. Il mondo muore per la mancanza di speranza, per la disperazione, perché si vogliono costringere gli uomini in una condizione terrena. Si vogliono chiudere loro gli orizzonti spirituali e imprigionare gli uomini tra loro, in questa massa umana che non sa più dove va, cosa fa, né cosa pensa. Li si vuole assetati dei beni del mondo perché non pensino più a Dio, né ai beni spirituali, né alla vita eterna. Ebbene, voi sarete il segno di questa speranza, perché la vostra talare è il segno dell’abbandono delle cose del mondo per legarsi alle cose celesti ed alle cose spirituali. Ora la speranza consiste precisamente nel fissare il nostro sguardo sui beni eterni. Voi camminate con lo sguardo fisso alla vita eterna e questo, la gente lo sa, lo capisce. Così facendo, voi farete loro del bene, li consolerete, mostrerete loro che la vera libertà non consiste nel vivere chiusi in questo mondo; tutto il contrario! Quello è il segno della schiavitù. La libertà consiste nel liberarsi dalle cose del mondo per attaccarsi ai beni eterni. La sera, a compieta, voi cantate: “Tu ci hai fondati sulla speranza” (Sal 4, 10)112. Sì, davvero il buon Dio ci ha dato un’anima che ha bisogno dei beni eterni. Allora noi, durante il nostro pellegrinaggio quaggiù, dobbiamo tenere gli occhi rivolti al Cielo. Voi sarete quindi un segno di speranza113.

L’abito clericale indica agli occhi del mondo la santità della Chiesa, cioè il distacco dalle cose del mondo e la vostra consacrazione a Nostro Signore Gesù Cristo. Che esempio darete della presenza di Nostro Signore Gesù Cristo in questo mondo, della presenza del suo sacerdozio! Come ha bisogno, il mondo, di vedere questo!

Com’è triste pensare che la cerimonia che facciamo noi, oggi non esiste più! Forse che non c’è più bisogno di manifestare Gesù Cristo al mondo? Non è forse il ruolo principale della Chiesa? Un mondo senza Gesù Cristo è un mondo senza Dio, un mondo perduto, un mondo destinato ad andare all’inferno. Soltanto Gesù Cristo è la nostra salvezza, la nostra gioia, la nostra ragion d’essere.

Allora voi manifesterete che credete in Nostro Signore Gesù Cristo, che credete nel suo sacerdozio, e in questo rendete un servizio inestimabile alle anime ed alla santa Chiesa114.

Mons. Marcel Lefebvre

PIO IX

 


Verso l'unità d'Italia

«Non potrò fare la guerra, se non avrò una giustificazione agli occhi dell'Europa». Sono le prime parole rivolte da Napoleone III a Cavour al momento della conclusione dell'alleanza di Plombières 81. Gli espedienti e le messe in scena di ogni genere, ideati per provocare il casus belli; non furono necessari 82: bastò l'irritazione austriaca per i preparativi di guerra piemontesi. L'ultimatum inviato dall'Austria al Piemonte fu respinto e il 26 aprile 1859 si aprirono le ostilità fra il Regno di Sardegna e la Francia da un lato e l'Austria dall'altro.

Sconfitte il 4 giugno dai francesi a Magenta, il 12 le guarnigioni austriache si ritirarono da Bologna ad Ancona. L'8 giugno, Napoleone III e Vittorio Emanuele entrarono a Milano mentre l'avversario si ritirava nel quadrilatero. Pochi giorni dopo a San Martino fu combattuta l'ultima battaglia dell'esercito di Sua Maestà Sarda, secondo le regole dell'antica etichetta militare 83.

Anche lo stile di guerra del "Vecchio Piemonte" sarebbe presto mutato.

Mentre in Lombardia si iniziava a combattere, gli agenti di Cavour inseriti nella Società Nazionale fomentavano l'esplosione di moti nel granducato di Toscana, nei ducati di Parma e di Modena e nelle Legazioni pontificie. All'indomani della dichiarazione di guerra, il 27 aprile, il Granduca lascia Firenze; la duchessa di Parma abbandona i suoi Stati il 9 giugno; il Duca di Modena l'11 giugno. Il giorno seguente, il 12 giugno, non appena il presidio austriaco ha lasciato la città, si solleva Bologna. Le provincie insorte chiedono l'annessione al Piemonte 84. Non è questa però l'Italia che Napoleone aveva presentato a Plombières. L'imperatore avverte che il processo rivoluzionario innescato da Cavour sfugge al suo controllo e decide di chiudere la partita con l'armistizio di Villafranca dell'8-11 luglio 1859.

 Napoleone e l'imperatore d'Austria stabilirono la creazione di una Confederazione italiana con a capo il Papa, di cui l'Austria, grazie al possesso di Venezia sarebbe stato membro. Il Re di Sardegna avrebbe ottenuto la Lombardia e gli altri sovrani sarebbero stati restaurati sui loro troni. Vittorio Emanuele accettò l'armistizio senza consultare Cavour. Alessandro d'Assia annota nel suo Diario che «viene inoltre stabilito che il Re Vittorio Emanuele deve rompere con la Rivoluzione e congedare Cavour: Napoleone consente» 85. I mesi che seguirono possono essere considerati un vero e proprio tornante nella storia del Risorgimento italiano. Cavour vede negli accordi di Villafranca il fallimento della sua politica. Si precipita dal sovrano con cui ha un colloquio tempestoso. «Si calmi, si calmi - esclama a un certo punto Vittorio Emanuele - si ricordi che io sono il re». «Gli italiani - ribatte paonazzo Cavour - conoscono soprattutto me; io sono il vero re» 86. Costretto alle dimissioni, il conte si ritira in campagna dove legge e annota Il Principe di Machiavelli, mentre Vittorio Emanuele II ha formato un "gabinetto debole" sotto la direzione del generale Alfonso La Marmora.

Il trattato di pace, firmato a Zurigo il 10 novembre 1859, prevede che un congresso europeo avrebbe provveduto alla risoluzione dei problemi italiani. Gli accordi stravolgono i progetti di Cavour, perché stabiliscono la cessione della Lombardia al Regno di Sardegna tramite la Francia, ma non del Veneto che resta austriaco; si prevede inoltre la creazione di una Confederazione italiana sotto la presidenza onoraria del Papa che conserva i propri Stati. La Confederazione oltre al Regno delle Due Sicilie, dovrebbe comprendere il Granducato di Toscana e i ducati di Modena e di Parma che tornano sotto i rispettivi principi 87.

Tutta l'opera di Cavour è tesa a questo punto a rendere di fatto inapplicabili gli accordi di pace. Se Napoleone III spera ancora nella fondazione di un regno dell'Italia settentrionale gravitante nell'orbita francese, il fine di Cavour resta quello dell'unificazione sotto lo scettro dei Savoia attuata attraverso la destabilizzazione dei legittimi sovrani e la distruzione del potere temporale del Pontefice. Le sue manovre non contrastano solo i programmi dell'Austria e della Francia, ma anche quelli della parte più radicale del movimento rivoluzionario, per la quale l'unità e l'indipendenza italiana non sono che un mezzo: il fine resta quello della repubblicanizzazione e dalla laicizzazione della penisola. Non è un caso che le terre da "liberare" siano solo quelle appartenenti allo Stato Pontificio e all' Austria cattolica e conservatrice e non quelle appartenenti alle potenze "liberali", Francia e Inghilterra, che sostengono la Rivoluzione 88.

L'apparizione il 22 dicembre 1859 dell'opuscolo Le Pape et le congrès, redatto dal visconte de La Gueronnière, ma ispirato dallo stesso Napoleone III, che ripropone la mutilazione dello Stato della Chiesa, determina tuttavia la definitiva rottura delle trattative e il fallimento del progetto di congresso internazionale che dovrebbe tenersi a Parigi 89. il 16 gennaio 1860 Vittorio Emanuele riaffida la presidenza del Consiglio a Cavour che ha di fronte a sé gli ultimi diciotto mesi, quelli decisivi, della sua vita. John Daniel, il ministro americano a Torino, lo descrive in quei giorni come un uomo «volterriano in filosofia e totalmente privo di scrupoli anche nelle parole e nelle azioni: un fatto in cui non si deve vedere una colpa, perché diversamente egli sarebbe completamente inidoneo a - e incapace di - governare una popolazione italiana» 90.

Cavour conclude a questo punto con Napoleone III la definitiva cessione alla Francia di Nizza e della Savoia in cambio dell'annessione dell'Italia centrale al Regno di Sardegna 91. L'annessione viene sancita da "plebisciti", l'11 e il 12 marzo 1860 in Emilia, in Toscana, a Modena e Reggio, a Parma e Piacenza. Il voto era pubblico e nessuno si stupì se in certe zone il numero dei suffragi a favore dell'annessione superò quello degli iscritti nelle liste elettorali. Un osservatore inglese seguì le operazioni elettorali a Pisa, e le qualificò un'«assurda farsa». «Ma lo scopo - osserva Mack Smith - non era tanto di accertare la volontà del popolo, quanto di esibire una schiacciante, incontrovertibile maggioranza» 92. «In realtà - osserva a sua volta Montanelli - i sistemi a cui si era dovuti ricorrere dimostravano che le masse italiane, le quali si erano sempre rifiutate di fare l'Italia, trovavano qualche difficoltà perfino ad accettarla» 93.

Il 20 giugno 1859 Pio IX aveva esposto in Concistoro le sue preoccupazioni per vedere «innalzati i vessilli della ribellione, tolto di mezzo illegittimo governo pontificio, invocata la dittatura del Re di Sardegna 94, e aveva chiamato i sovrani europei a difesa del dominio temporale del papato, affermando che «i nemici della Chiesa Romana, qualora questa fosse spogliata del suo patrimonio, potrebbero deprimere e abbattere la dignità e la maestà della Sede Apostolica e del Romano Pontefice, e più liberamente arrecare grandissimo danno e muovere asperrima guerra alla santissima Religione, e abbattere dalle fondamenta questa Religione, se fosse possibile» 95. Il 26 marzo 1860 il Papa lancia la scomunica maggiore contro tutti coloro che, in qualunque modo, abbiano cooperato all'usurpazione dei suoi domini, ribadendo, con la lettera apostolica Cum catholica ecclesia, la necessità del principato civile del pontefice 96. «Vengono meno le parole - afferma - per riprovare un così grande delitto che racchiude in sé molti misfatti di estrema gravità. Viene perpetrato infatti un grave sacrilegio, che comporta nello stesso tempo l'usurpazione degli altrui diritti contro ogni legge umana e divina, il sovvertimento di ogni ragione di giustizia e il pieno sradicamento delle basi di ogni Potere civile e di tutta la Società umana» 97.

Un sacerdote belga generoso e combattivo, Francesco Saverio de Merode 98, già soldato nella guerra di Algeria, nel gennaio 1860 convince Pio IX a chiamare a raccolta i cattolici da tutta Europa per formare un esercito in difesa dello Stato Pontificio. Pio IX, malgrado la resistenza del cardinale Antonelli, nomina mons. de Merode pro­ministro delle Armi, affidandogli l'incarico di organizzare il nuovo esercito. Al suo appello in difesa dello Stato della Chiesa accorrono volontari da tutta Europa. Comandante in capo delle forze pontificie è nominato il generale de La Moricière 99, veterano delle guerre del Nord Africa, che affida al capitano Atanasio de Charette 100 il comando del nuovo battaglione di Tiragliatori franco­belgi che poi assumeranno il nome di "zuavi pontifici" 101.

Il 5 maggio Garibaldi, divenuto maggiore generale dell'esercito sardo, con l'assenso segreto di Vittorio Emanuele e di Cavour si imbarca a Quarto alla testa dei "Mille" per invadere il Regno delle Due Sicilie. Si tratta di un'operazione militare contraria alle norme del diritto internazionale, finanziata e sorretta dal Regno Sardo, dall'Inghilterra e dalla Massoneria internazionale 102, con l'obiettivo di sovvertire le legittime istituzioni di uno Stato sovrano e indipendente.

Le truppe piemontesi dal canto loro, senza dichiarazione di guerra, invadono le Marche e l'Umbria. Il comandante piemontese, Cialdini, emana un proclama in cui definisce l'esercito pontificio una banda di assassini, mercenari e codardi, pur mostrando egli stesso, come ricorda Mack Smith, scarsi scrupoli, quanto all'impiego di mezzi terroristici 103. Il 18 settembre 1860, il generale La Moricière muove verso Ancona e sulle alture di Castelfidardo affronta in campo aperto il nemico. In una dura battaglia il piccolo esercito pontificio è sopraffatto dalla preponderanza militare piemontese. Il colonnello de Pimodan 104 cade alla testa dei suoi soldati che, caricando alla baionetta, costringono i sardi a retrocedere verso le cime del colle. Gli studiosi di storia militare affermano che, grazie all'abilità strategica e al valore dimostrato nella battaglia, i pontifici avrebbero facilmente vinto se avessero meglio sfruttato il successo, senza permettere ai nemici l'afflusso dei rinforzi che avrebbero capovolto la situazione 105. Ancona capitola il giorno 29, dopo un violento bombardamento navale proseguito anche dopo la resa. A sud intanto, attaccato alle spalle e stretto tra due eserciti, il re Francesco II deve ritirarsi su Capua e poi su Gaeta, dopo aver invano tentato di forzare le linee garibaldine sul Volturno. 

Roberto De Mattei