lunedì 8 febbraio 2021
Chi possiede amore non farà mai nulla di disonesto verso il suo prossimo. Ecco ciò che manca a questo mondo: amore verso Dio, amore verso il prossimo"...
Sacro Cuore
Arda nei vostri cuori continuamente il fuoco dell’amore per le anime. Salvarle, condurle a Gesù, far loro conoscere l’infinita bontà del Suo Cuore – ecco l’ideale al quale dobbiamo consacrarci.
MADRE ORSOLA LEDÓCHOWSKA
DIO E IL CREATO
PRESENZA DELLA TRINITÀ NEL MONDO
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Circa il terzo tipo di presenza di Dio nel mondo, Tommaso lo menziona qui molto brevemente: «Eppure c‘è un altro modo singolare di esistenza di Dio nell‘uomo: mediante l‘unione». Così com‘è, questa semplice parola ha qualcosa di enigmatico, Tommaso però l‘ha spiegata nel testo delle Sentenze che ci serve da canovaccio: «La creatura raggiunge Dio stesso non solo mediante la sua operazione, ma anche nel suo proprio essere. Quest‘ultimo bisogna intenderlo non dell‘atto che costituisce l‘essenza divina — poiché la creatura non può mutarsi nella natura divina — ma dell‘atto che costituisce l‘ipostasi o la persona alla cui unione la creatura è elevata. E‘ l‘ultimo modo[ di presenza], quello secondo il quale Dio è in Cristo tramite l‘unione [ipostatica]». Con una formula più semplice possiamo dire che è la venuta del Verbo nella carne che realizza questo terzo modo di presenza nella sua creazione. Noi incontriamo qui la questione, celebre tra i teologi, sul motivo dell‘incarnazione: Perché Dio si è fatto uomo?... Partendo dal principio che questo genere di questioni può avere una risposta soltanto dalla Scrittura, Tommaso vi risponde dicendo che Dio probabilmente non si sarebbe incarnato se l‘uomo non avesse peccato, ma ammette che esiste a riguardo una diversità di opinioni possibili: «Alcuni dicono che anche se l‘uomo non avesse peccato, il Figlio di Dio si sarebbe incarnato; altri affermano il contrario. Quest‘ultima opinione sembra preferibile. Infatti, le cose che dipendono dalla sola volontà di Dio e sulle quali le creature non hanno nessun diritto, non possono esserci note se non nella misura in cui Dio vuole manifestarcele e ce le trasmette mediante la Sacra Scrittura. Ora, il motivo che la Sacra Scrittura dà dappertutto dell‘incarnazione, è il peccato del primo uomo. Sembra dunque più probabile (convenientius) che questo mistero sia stato voluto da Dio come rimedio al peccato, sicché senza il peccato non ci sarebbe stata l‘incarnazione. Tuttavia bisogna ammettere che la potenza di Dio non si limita a questo e che, anche senza il peccato, Dio avrebbe potuto incarnarsi» 162 . L‘ardore della controversia con gli scotisti aveva indotto i tomisti ad esacerbare un po‘ questa risposta del Maestro. Non si prestava così molta attenzione alla sua moderazione (sembra preferibile) e al fatto che non faceva altro che sottolineare la sua maggiore «convenienza» 163 , lasciando aperte altre possibilità. Infatti, quando in un quadro più ampio si interroga sulla convenienza dell‘incarnazione, egli situa in primo piano piuttosto una ragione di ordine metafisico e, seguendo Dionigi, spiega: «La natura di Dio è la bontà. Di conseguenza, tutto ciò che è essenziale al bene conviene a Dio. Ora è proprio dell‘essenza del bene il comunicarsi... Si addice dunque al Bene supremo di comunicarsi alla sua creatura in modo sommo. E questa sovrana comunicazione si realizza quando Dio si unisce alla natura creata in modo tale da formare una sola persona da queste tre realtà: il Verbo, l‘anima, la carne, così come afferma sant‘Agostino... La convenienza dell‘incarnazione appare dunque con chiarezza» 164 . In questo modo, la venuta del Verbo nella carne non è più causata soltanto dalla felix culpa — che a volte è difficile dissociare da un certo antropocentrismo — ma Cristo appare anche come il vertice e il coronamento di un universo interamente retto dalla comunicazione dell‘Essere e del Bene divini, secondo le tre grandi modalità che abbiamo ricordato 165 52 Solo così completiamo la visione della meravigliosa gradazione che Tommaso introduce circa la presenza di Dio nel mondo, anche se è evidente che il secondo e il terzo modo di presenza non sono in continuità naturale con il primo. Se questo deve esistere affinché la grazia possa essere «innestata» su di esso, c‘è tra di essi l‘alterità radicale della natura, ridotta alle sue possibilità, e della grazia che proviene dalla pura liberalità divina. Ed è per questo che non è possibile concepirli in un modo rigorosamente simmetrico 166 . L‘ordine discendente dei doni naturali non tollera nessun intermediario tra l‘azione di Dio e la sua creatura quando si tratta di comunicare l‘essere; invece l‘ordine ascendente, che è quello del ritorno della creatura verso Dio, non solo accetta alcune mediazioni ma le esige necessariamente, come nel caso dell‘umanità di Cristo e del dono della grazia dello Spirito Santo. Cristo si trova infatti all‘esatta congiunzione dei due ordini di mediazione, discendente e ascendente, e perciò — Tommaso lo spiega commentando un versetto un po‘ ermetico del Siracide (1, 7) che parla dei «fiumi che ritornano alla loro fonte» — la circolarità trova in lui la sua realizzazione più perfetta e la sua più bella espressione: «È il mistero dell‘incarnazione che è significato da questo ritorno dei fiumi verso la loro fonte... Questi fiumi sono in effetti i beni naturali di cui Dio ha colmato le creature: l‘essere, la vita, l‘intelligenza.., e la fonte dalla quale essi provengono è Dio... Mentre poi si trovano dispersi in tutta la creazione, questi beni si trovano riuniti nell‘uomo perché costui è come l‘orizzonte, il limite in cui si congiungono la natura corporale e quella spirituale; trovandosi come al centro, egli è partecipe sia dei beni spirituali che di quelli temporali... Per questo quando la natura umana fu unita a Dio tramite il mistero dell‘incarnazi one, tutti i fiumi dei beni naturali ritornarono alla loro fonte» 167 .
di P.Tito S. Centi e P. Angelo Z.
SACERDOTI TUOI
Gesù, mio sospiro e mia vita, oggi che trepidante ti elevo in un mistero di amore, con te per il mondo via, verità e vita e per te sacerdote santo vittima perfetta. Epistolario 4,1031
PADRE PIO
Molti di voi attendono l'Avvertimento come se fosse solo misericordia, ma ricordate figli, che sarà anche un evento che metterà a nudo chirurgicamente le vostre vite.
Trevignano Romano 6 febbraio 2021
Cari figli, grazie per aver risposto alla mia chiamata nel vostro cuore. Figli miei, molti di voi attendono l'Avvertimento come se fosse solo misericordia, ma ricordate figli, che sarà anche un evento che metterà a nudo chirurgicamente le vostre vite. Figli miei, Io sono venuta tra voi per mettere insieme il mio piccolo resto fedele. Figli, non siate come i farisei, non siate falsi, ricordate che Io vedo i vostri cuori e a me nulla potrà mai essere nascosto. Figli, testimoniate sempre e abbiate coraggio, a volte sentite la paura dei giudizi altrui così come fecero gli Apostoli e alcuni di loro per paura rinnegarono Gesù, eppure furono scelti da Lui. Figli, pregate per i potenti della terra, affinché non prendano la strada che hanno in mente, perché dai loro progetti dipenderanno i miei figli e il loro futuro, guerre sono in programma. Figli miei, Io sono qui e vi Amo. Fate cenacoli di preghiera ovunque, oggi il mondo ha bisogno di voi, pregate per la Chiesa e per i vostri governanti. Ora vi lascio con la mia benedizione materna nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, Amen.
Il sangue versato dagli indifesi grida la sua giusta ricompensa davanti al Trono di Dio.
Messaggio urgente di Nostra Signora del Rosario di Fatima
per Argentina, Bolivia, Cile e Perù.
Domenica 1 ottobre 2017,
Buenos Aires, Argentina.
e dimori all'ombra dell'Onnipotente,
[2] dì al Signore: "Mio rifugio e mia fortezza,
mio Dio, in cui confido".
[3] Egli ti libererà dal laccio del cacciatore,
dalla peste che distrugge.
[4] Ti coprirà con le sue penne
sotto le sue ali troverai rifugio.
[5] La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza;
non temerai i terrori della notte
né la freccia che vola di giorno,
[6] la peste che vaga nelle tenebre,
lo sterminio che devasta a mezzogiorno.
[7] Mille cadranno al tuo fianco
e diecimila alla tua destra;
ma nulla ti potrà colpire.
[8] Solo che tu guardi, con i tuoi occhi
vedrai il castigo degli empi.
[9] Poiché tuo rifugio è il Signore
e hai fatto dell'Altissimo la tua dimora,
[10] non ti potrà colpire la sventura,
nessun colpo cadrà sulla tua tenda.
[11] Egli darà ordine ai suoi angeli
di custodirti in tutti i tuoi passi.
[12] Sulle loro mani ti porteranno
perché non inciampi nella pietra il tuo piede.
[13] Camminerai su aspidi e vipere,
schiaccerai leoni e draghi.
[14] Lo salverò, perché a me si è affidato;
lo esalterò, perché ha conosciuto il mio nome.
[15] Mi invocherà e gli darò risposta;
presso di lui sarò nella sventura,
lo salverò e lo renderò glorioso.
[16] Lo sazierò di lunghi giorni
e gli mostrerò la mia salvezza.
domenica 7 febbraio 2021
CHIEDIAMO LA GUARIGIONE FISICA
O Spirito Santo, che hai formato nel seno di Maria il corpo di Gesù e con la tua potenza hai ridato vita al suo corpo morto risuscitandolo dal sepolcro, guarisci per sempre il mio corpo dalle tante malattie da cui è spesso colpito.
Illumina i medici a fare la diagnosi esatta e a dare la terapia giusta. Guida la mano dei chirurghi.
Per le malattie gravi e forse misteriose intervieni direttamente con la tua terapia divina.
Con il tuo soffio di vita passa attraverso le membra malate del mio corpo: risana, trasforma, rinnova, riporta salute e vita nuova.
Se non dovessi guarire perché diverso è il piano del Padre su di me, dammi tanta forza perché non disperi mai; dammi tanta fede perché comprenda il valore eterno della sofferenza e la unisca alla passione di Gesù per la salvezza mia e del mondo.
O Spirito Santo, guariscimi.
Grazie, o Spirito Santo, per la guarigione fisica e la salute che dai al mio corpo.
DIO ENTRERÀ NELLA SUA GIUSTIZIA. SCUOTERÀ LA TERRA COME UNA TOVAGLIA.
Nella mia Misericordia prenderò in Me tutti i miei figli.
Il giorno è giunto per essere letto in tutte le sue parti, metterò a soqquadro ogni cosa e determinerò la mia Giustizia.
Attenti o uomini, il vento ora si alzerà e soffierà come mai ha soffiato, sarete sorpresi, succederà all’improvviso, nulla potrete contro la forza della natura.
Napoli è per ricevere la sua ricompensa, hanno messo fuori gioco la Verità scegliendo Satana al posto del Dio Amore, oggi faranno i conti con la grande distruzione che verrà su di essa.
San Gennaro vi ha voltato le spalle come voi avete fatto con Me, Io sono il vostro Tutore, ma voi ne avete scelto un altro, quello della via della perdizione, della morte eterna.
Dio Padre, il Creatore, vi dice ancora, o uomini: sono giunti quegl’istanti di cui tanto abbiamo parlato, non avete più tempo, se non vi convertite ora per voi sarà la fine. Dio entrerà nella sua Giustizia, sarete messi alla sua destra o alla sua sinistra.
Provvedete a convertirvi, o uomini, mettete in voi la Verità,
uscite dall’iniquità e chiedete urgentemente perdono
perché non c’è più tempo da perdere.
State per essere travolti da una grande catastrofe, il vostro cuore impazzirà, non saprete da quale parte andare, sarete come topi in trappola.
Perché non piegate le vostre ginocchia e pregate Colui che è il Padre della vita?
Perché non vi convertite, o uomini, … quale sorte per voi!
Scuoterò la Terra come una tovaglia, non lascerò in essa la più piccola briciola, tutto sarà purificato.
Il Cielo annuncia la fine di questa storia antica! Ecco il tempo nuovo, o uomini, inviterò tutti i miei figli ad entrare nella Nuova Era, li metterò a godere di tutto il mio Bene.
Andate come il Padre vostro vi chiede, l’ora è giunta, il tuono è per essere avvertito su tutta la Terra. Amen!
Carbonia, 06.02.2021 – ore 17.03
Dio fece sì che Daniele incontrasse la benevolenza e la simpatia del capo dei funzionari.
LIBRO DEL PROFETA DANIELE
Ecco la potente azione dell’Agente principale della storia e in modo del tutto Agente speciale nella vita e nella storia di Daniele: il Signore.
Dio fece sì che Daniele incontrasse la benevolenza e la simpatia del capo dei funzionari. Il capo dei funzionari vede Daniele con gli stessi occhi di Dio.
È come se il Signore gli avesse dato i suoi occhi per qualche istante. Vedere gli uomini con gli occhi della carne e vederli con gli occhi di Dio, tutto cambia.
Daniele incontra la benevolenza e la simpatia del capo dei funzionari. Non per suo merito, ma per grazia del suo Dio e Signore.
Il capo dei funzionari vede Daniele così come Dio vuole che lui lo veda: persona sulla quale riversare tutta la sua benevolenza, il suo amore, la sua bontà.
Lo vede anche come persona con la quale può condividere la vita. La simpatia è vera capacità di condividere gioie e dolori, benefici e sacrifici.
Simpatia è fare della vita dell’altro la propria vita. Si sente con l’altro, si vive con l’altro, si ama con l’altro, si soffre con l’altro. Tutto si mette in comune.
Simpatia e benevolenza è il Signore che li ha messi nel cuore del capo dei funzionari. È il Signore che gli ha dato occhi e cuore di amore e di bontà.
10 Però egli disse a Daniele: «Io temo che il re, mio signore, che ha stabilito quello che dovete mangiare e bere, trovi le vostre facce più magre di quelle degli altri giovani della vostra età e così mi rendereste responsabile davanti al re».
Il capo dei funzionari è ben disposto ad esaudire le richieste di Daniele. Teme però che mangiando solo legumi o altro le loro facce diventino magre.
Però egli disse a Daniele: «Io temo che il re, mio signore, che ha stabilito quello che dovete mangiare e bere, trovi le vostre facce più magre di quelle degli altri giovani della vostra età e così mi rendereste responsabile davanti al re».
Si è già detto che l’aspetto, il portamento, il fisico è importante in una corte così eccelsa quale quella del re di Babilonia, l’eccelso Nabucodònosor.
Che figura farebbe lui dinanzi al suo re, se le loro facce sarebbero “smunte e magre”? Sarebbe accusato di irresponsabilità e tolto dal suo incarico.
Il capo dei funzionari introduce un elemento che mai va sottovalutato nelle richieste: “Il bene tuo mai dovrà nuocere al bene mio”.
La saggezza questa verità sempre la deve prendere in considerazione. Ognuno è obbligato a rinunciare al suo bene pur di non distruggere il bene dell’altro.
Ma è proprio della saggezza trovare la soluzione che possa favorire tutti e due i beni: il bene della singola persona e il bene di ogni altra persona.
Nessuna persona dovrà subire un danno dal bene chiesto dal singolo per se stesso. La sapienza vede sempre in prospettiva di universalità.
Questo principio di sapienza oggi è fortemente sfasato, anzi inesistente. Tutti chiedono per sé, nessuno pensa al bene di tutti.
Altra regola di morale vuole che si distingua tra carità e diritto. Per carità posso chiedere qualsiasi cosa. Per diritto solo ciò che mi è dovuto per giustizia.
La giustizia non è soggettiva, è invece sempre oggettiva. Il diritto è un dovere maturato in un frutto di bene per me. Il salario deve essere dato per giustizia.
Ma quando il salario è giusto? Quando il lavoro è giusto. Se il lavoro è stato ingiusto, anche il salario è ingiusto. Questa ingiustizia è vera piaga.
Resta sempre la verità: mai una mia richiesta deve nuocere al bene dell’altro. Se nuoce, mi devo astenere dal chiedere. Il bene dell’altro è il mio bene.
Ma Daniele disse al custode, al quale il capo dei funzionari aveva affidato Daniele, Anania, Misaele e Azaria:
Ora Daniele introduce un altro principio di verità nella questione tra giusto e ingiusto, tra richieste da fare e richieste da non fare.
Ma Daniele disse al custode, al quale il capo dei funzionari aveva affidato Daniele, Anania, Misaele e Azaria: È Daniele che offre la soluzione.
La saggezza non solo chiede, dona anche la soluzione di bene perché la richiesta possa essere esaudita. È una soluzione di saggezza.
Spesso noi diamo anche soluzioni per le nostre richieste, ma non sono per nulla soluzioni di saggezza. Quasi sempre sono soluzioni di ingiustizia.
Il bene per me deve essere bene per tutti. È principio universale di santa e giusta morale. Se non è bene per tutti, devo io rinunciare al mio bene.
La soluzione per essere esaudito spetta a me offrirla, donarla. Deve essere una soluzione di saggezza. Non deve recare danno ad alcuna persona.
Tutti questi principi li può osservare solo chi è nella più grande saggezza del suo Dio. Noi quasi sempre parliamo dal peccato e dalla stoltezza.
Chi è nel peccato è sempre stolto. Non ha ascoltato la prima elementare saggezza del suo Dio che è l’obbedienza ai suoi Comandamenti.
Senza questa primaria sapienza, nessun’altra sapienza potrà essere data all’uomo. La sapienza inizia con l’obbedienza alla Legge del Signore.
Dove l’obbedienza è assente, manca il fondamento sul quale il Signore possa innestare la successiva sapienza. Sul vuoto non si può costruire.
MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI
SULL'ORLO DELLA NUOVA GERUSALEMME - Come faccio a farti capire...
Come faccio a farti capire...
Novembre 13/09 (3:17 p. m.)
Gesù dice:
Figli miei: c'è tanta sofferenza nel Mio Sacro Cuore. Soffro di nuovo una passione mistica: per la durezza, per la freddezza del cuore degli uomini, per l'ostinazione e la persistenza nel peccato. Come vi faccio capire che la mia seconda venuta è molto vicina. Come vi faccio capire che molto presto Maria scenderà dal cielo, una donna vestita di sole, in piedi sulla luna con una corona di dodici stelle. Come vi faccio capire che molto presto le trombe suoneranno annunciando l'arrivo di San Michele Arcangelo per combattere contro Satana e i suoi scagnozzi. Come vi faccio capire che se non cambiate la vostra vita, che se non riconoscete le vostre colpe, i vostri errori; che se non fate uno sforzo per rettificare, per riaffermarvi nella fede, nei principi religiosi e spirituali che avete ricevuto da bambini nelle vostre famiglie, la vostra anima sta per perire. Siete in tempo, miei piccoli, per venire da me. Prenderò la durezza dei vostri cuori e li ammorbidirò. Prenderò il marcio che c'è dentro e ti profumerò con il più puro nardo del profumo celeste. Io restaurerò di nuovo le vostre anime deformate dal peccato. Vi darò luce, vi darò splendore, vi darò aroma, miei piccoli. Ho bisogno che tu sia attaccato al legno della croce. Legno della croce che ti dà la salvezza e la vita eterna. Legno della croce che ti purifica come l'oro e l'argento. Legno della croce che ti rende simile a Me. Ti dà coraggio nella debolezza, Ti dà luce nei giorni di tenebra, ti dà forza per non vacillare nella tua fede, ti dà forza per non soccombere alle tentazioni e ai molti pericoli che ti assalgono.
Riconoscete e capite che le porte della Nuova Gerusalemme saranno presto aperte. Città dove non ci sarà più sofferenza.
Città dove non ci sarà più tristezza.
Città dove non ci sarà più dolore.
Città in cui non ci saranno più prigioni, non ci saranno più ospedali.
Città dove si mangiano frutti saporiti.
Città in cui vi nutrirete di squisite prelibatezze, abbondantemente.
Città dove sarete travolti, riparati nel mio Sacratissimo Cuore.
Vegliate e pregate per non cadere in tentazione.
Vegliate e pregate per poter discernere il tempo che state vivendo.
Vegliate e pregate affinché la giusta ira di Dio non cada con tutto il suo impeto, con tutta la sua forza.
Vegliate e pregate affinché non ritorniate sulla strada che avete percorso, affinché camminiate sulle mie orme, affinché portiate sulle vostre spalle il peso della croce.
Vegliate e pregate perché molte anime periscono, molte anime sono condannate per aver chiuso le loro orecchie alla Mia voce, per aver chiuso i loro cuori alla Mia presenza; per aver sprecato i Sacramenti, sette fonti di grazia, sette fonti di santità; per aver preferito le cose del mondo e aver rifiutato categoricamente le cose del Cielo; per aver ignorato i Miei richiami di Amore Divino, per non aver provato pena per i Miei dolori, le Mie pene e le Mie sofferenze. Molti di loro sono finiti negli abissi dell'inferno e lì soffrono le sofferenze più orrende a causa dell'assenza di Dio che li brucia, li brucia; il rimorso delle loro coscienze grida loro, li rimprovera di non aver risposto alla mia chiamata.
Figli miei: Io sono Gesù, l'Uomo di Nazareth che ha affascinato tante anime, l'Uomo di Nazareth che ha liberato tanti indemoniati, l'Uomo di Nazareth che ha sfamato tanti affamati, l'Uomo di Nazareth che ha liberato tanti prigionieri, l'Uomo di Nazareth che ha risuscitato tanti morti: oggi Egli vi parla, oggi vi chiama, oggi vuole sedurvi ancora perché veniate a Me, perché siate umili, vi prostriate davanti alla mia presenza e chiediate perdono per i vostri peccati. È una delle ultime opportunità che do a tutta l'umanità. È una delle ultime chiamate d'amore in questo tempo della fine. È una delle ultime manifestazioni del mio amore per tutto il mondo. Non essere così procace, così stupido di cuore, non continuare nel tuo letargo e nella tua sonnolenza letargia e sonnolenza spirituale. Svegliatevi: spalancate gli occhi, spogliatevi degli stracci che coprono la vostra anima e indossate, in questo stesso istante, le vesti della mia luce, le vesti della mia grazia.
Ti amo, ti benedico e lascio questa santa inquietudine nel tuo cuore. Scegliete, oggi stesso, la via: la via della vita o la via della morte, la via della speranza o la via della perdizione. Amen.
IL RACCOGLIMENTO INTERIORE
L'Imitazione di Cristo
1. "Il regno di Dio è dentro di voi" (Lc 17,21), dice il Signore. Volgiti a Dio con tutto il tuo cuore, lasciando questo misero mondo, e l'anima tua troverà pace. Impara a disprezzare ciò che sta fuori di te, dandoti a ciò che è interiore, e vedrai venire in te il regno di Dio. Esso è, appunto, "pace e letizia nello Spirito Santo" (Rm 14,17); e non è concesso ai malvagi. Se gli avrai preparato, dentro di te, una degna dimora, Cristo verrà a te e ti offrirà il suo conforto. Infatti ogni lode e ogni onore, che gli si possa fare, viene dall'intimo; e qui sta il suo compiacimento. Per chi ha spirito di interiorità è frequente la visita di Cristo; e, con essa, un dolce discorrere, una gradita consolazione, una grande pace, e una familiarità straordinariamente bella. Via, anima fedele, prepara il tuo cuore a questo sposo, cosicché si degni di venire presso di te e di prendere dimora in te. Egli dice infatti: Se uno mi ama, osserverà la mia parola, e verremo a lui e abiteremo presso di lui" (Gv 14,23). Accogli, dunque, Cristo, e non far entrare in te nessun'altra cosa. Se avrai Cristo sarai ricco, sarai pienamente appagato. Sarà lui a provvedere e ad agire fedelmente per te. Così non dovrai affidarti agli uomini. Questi mutano in un momento e vengono meno rapidamente, mentre cristo "resta in eterno" (Gv 12, 34) e sta fedelmente accanto a noi, fino alla fine. Non dobbiamo far molto conto sull'uomo, debole e mortale, anche se si tratta di persona che ci è preziosa e cara; né dobbiamo troppo rattristarci se talvolta ci combatte e ci contrasta. Quelli che oggi sono con te, domani si possono mettere contro di te; spesso si voltano come il vento.
2. Riponi interamente la fiducia in Dio, e sia lui il tuo timore e il tuo amore. Risponderà lui per te, e opererà per il bene, nel modo migliore. "Non hai stabile dimora quaggiù" (Eb 13,14); dovunque tu abbia a trovarti, sei un forestiero e un pellegrino, né mai avrai pace se non sarai strettamente unito a Cristo. Perché ti guardi tutto attorno quaggiù, se non è questo il luogo della tua pace? La tua dimora deve essere tra le cose celesti; quelle terrene le devi guardare come di passaggio. Passano tutte le cose, e con esse anche tu; vedi di non invischiarti, per evitare di essere catturato e perire. Sia il tuo pensiero sempre presso l'Altissimo; e la tua preghiera si diriga, senza sosta a Cristo. Che se non riesci a meditare le profonde realtà celesti, cerca rifugio nella passione di Cristo e prendi lieta dimora nelle sue sante ferite. Se ti sarai rifugiato, con animo devoto, nelle ferite e nelle piaghe preziose di Gesù, sentirai un gran conforto nella tribolazione, e non farai molto caso del disprezzo degli uomini, sopportando con facilità quanto si dice contro di te. Anche Cristo fu disprezzato dagli uomini in questo mondo e, nel momento in cui ne aveva maggior bisogno, fu abbandonato, tra sofferenze disonoranti, da quelli che lo conoscevano e gli erano amici. Cristo volle soffrire ed essere disprezzato; e tu osi lamentarti di qualcuno? Cristo ebbe avversari e oppositori; e tu vuoi che tutti ti siano amici e ti facciano del bene? Come potrà essere premiata la tua capacità di soffrire se non avrai incontrato alcuna avversità? Se non vuoi sopportare nulla che ti si opponga, in che modo potrai essere amico di Cristo? Se vuoi regnare con Cristo, sorreggiti in Cristo e per mezzo di Cristo. Che se, una sola volta tu riuscissi ad entrare perfettamente nell'intimo di Gesù, gustando un poco dell'ardente suo amore, non ti preoccuperesti per nulla di ciò che ti piace o non ti piace; troveresti gioia, invece nelle offese che ti si fanno. Giacché l'amore per Gesù ci porta a disprezzare noi stessi.
3. L'uomo che ama Gesù e la verità, l'uomo veramente interiore e libero da desideri contrari alla suprema volontà, può volgersi a Dio senza impacci, e innalzarsi in ispirito sopra se stesso, ricavandone una pace ricca di frutto. Veramente saggio, e dotto di una dottrina impartita da Dio più che dagli uomini, è colui che stima tutte le cose per quello che sono, non per quello che se ne dice nei giudizi umani. Se uno sa procedere secondo la guida interiore, evitando di valutare le cose secondo i criteri del mondo, non si perde nel ricercare il luogo adatto o nell'attendere il tempo opportuno per dedicarsi ad esercizi di devozione. Se uno ha spirito di interiorità, subito si raccoglie in se stesso, giacché non si disperde mai del tutto nelle cose esterne. Per lui non è un ostacolo un lavoro che gli venga imposto né una occupazione che, in quel momento, appaia doverosa; giacché egli sa adattarsi alle situazioni, così come esse si presentano. Colui che è intimamente aperto e rivolto al bene, non bada alle azioni malvagie degli uomini, pur se possano apparire mirabili; infatti, quanto più uno attira a sé le cose esteriori, tanto più resta legato, e distratto da sé medesimo. Se tutto fosse a posto in te, e tu fossi veramente puro, ogni cosa accadrebbe per il tuo bene e per il tuo vantaggio; che se molte cose spesso ti sono causa i disagio o di turbamento, è proprio perché non sei ancora perfettamente morto a te stesso e distaccato da tutto ciò che è terreno. Nulla insozza e inceppa il cuore umano quanto un amore non ancora purificato, volto alle cose di questo mondo; se invece tu rinunci a cercare gioia in ciò che sta fuori di te, potrai contemplare le realtà celesti e godere frequentemente di gioia interiore.
Di Cristo o del mondo
I tre nemici del Regno
La carne
La carne, l'uomo carnale, è l'uomo, nell'anima e nel corpo, come viene da Adamo: limitato, come creatura, e incline al male e debole per il bene, come peccatore.
Ma l'uomo carnale si aggrappa ai propri modi di sentire, pensare, volere e vivere, resistendo così allo Spirito Santo, che vuole purificarlo e rinnovare tutti questi modi nella fede, speranza e carità. Vediamo, quindi, che senza la mortificazione della carne, il rinnovamento nello Spirito è impossibile (ibid. 307-337).
Il demonio
Il diavolo, o meglio i demoni, sono gli angeli caduti, che combattono in gli uomini contro l'opera del Salvatore. Perciò, quando nel Padre nostro chiediamo la liberazione dal male, siamo consapevoli che «il male non è una astrazione, ma designa una persona, Satana, il Maligno, l'angelo che si oppone a Dio», e alla sua opera di grazia tra gli uomini (Catechismo 2851) (Sintesi 291-306).
Il mondo
Vediamo, infine, il significato della categoria biblica e tradizionale del mondo.
Nel linguaggio cristiano, derivato dalla Bibbia, la parola mondo (kosmos, mundus), ha varie accezioni fondamentali. Le due principali sono quella di mondo-cosmo, la creazione, l'opera buona di Dio, l'insieme delle creature, e il mondo-peccatore, che è quello stesso mondo in quanto infedele dai errori e peccati degli uomini. Altre varianti, su quelle due accezioni di base, appariranno nel testo (+Paolo VI, 23-II-1977; Sintesi 338-360). Il Catechismo della Chiesa descrive ampiamente i due concetti:
Perciò quello che la Parola divina afferma dell'«uomo», è esattamente ciò che che dice del «mondo»: che non ha rimedio senza la grazia di Cristo, che non c'è per lui salvezza ma nel nome di Gesù (At 4,12); che «come tutti noi siamo sotto il peccato» (Rm 3,9) -«tutti si smarriscono ugualmente ostinati, non c'è uno che operi bene, né uno solo» (Sal 13,3)-, perciò «il mondo intero è in potere del Maligno» (1Gv 5,19; +Ap 13,1-8). Questo è ciò che, con tutta verità e con tutto l'amore, dice Dio agli uomini, insieme a loro offre un Salvatore.
Il secolo (aion, sæculum) viene ad avere nella Scrittura un senso simile al mondo (+Sant 4,4). «I figli del secolo», che formano il mondo, rimangono contrapposti ai «figli della luce» (Lc 16,8; +Rm 12,2; 1Cor 2,6; 3,18). Ora bene, come nella mentalità latina il termine mundus esprimeva ordine e bellezza, nella tradizione dei Padri occidentali si usa di più il termine sæculum per esprimere il senso peggiorativo del mondo.
Abbiamo già visto come demoni, mondo e carne combattono uniti contro lo Spirito. Ognuno lo fa a modo suo, e non si può sconfiggere uno senza battere gli altri due.
-La carne e il mondo sono quasi uguali: è, in un caso e nel l'altro, l'uomo, ferito dal peccato, considerato personalmente (carne) o collettivamente (mondo) agiscono, naturalmente, in complicità permanente.
Infatti, non appena la persona si sveglia spiritualmente e inizia a tendere verso la perfezione, sperimenta allo stesso tempo il peso della carne e la resistenza del mondo. Prima, quando non cercava la perfezione evangelica, La carne e il mondo erano così connaturali che non sentiva più il suo peso e il suo legame.
Ma ora avverte, come dice il Vaticano II, che non si può andare avanti e verso l'alto senza «portare il peso della croce che la carne ed il mondo gettano sulle spalle di coloro che cercano la pace e la giustizia» (GS 38a).
-Mondo e demonio, da parte loro, agiscono anche intimamente uniti. Già ci ha ricordato che il demonio è chiamato nella Scrittura il «principe di questo mondo» (Gv 12,31), anzi il «dio di questo mondo» (2Cor 4,4).












