venerdì 19 febbraio 2021

PANE DI VITA ETERNA E CALICE DELL’ETERNA SALVEZZA

 


«Questo sacramento è il segno della più grande carità ed è il sostegno della nostra 

speranza per l’unione tanto familiare di Cristo con noi»[131].

San Tommaso


I diversi stati del Corpo di Cristo nell’Eucaristia

Dobbiamo prendere ora in considerazione i diversi stati che ebbe o poté avere Cristo  nell’Eucaristia. Dobbiamo dichiarare senza esitazioni che la consacrazione, l’immolazione  eucaristica, il memoriale, ciò che realizza il sacramento per la sua propria natura, è prendere  il Corpo e il Sangue di Cristo così come li trova, in qualsiasi stato essi siano, in maniera  che il sacrificio sacramentale non produce in Cristo nessun nuovo stato.

Il sacramento stesso non pone in un nuovo stato né la Persona divina, né il suo Corpo e  Sangue[132]. Il nuovo stato che può avere il Corpo e il Sangue non derivano ad essi a motivo  del sacramento (ex vi sacramenti = in forza del sacramento; ex vi verborum = in forza delle  parole della consacrazione; ex vi convertionis = in forza della transustanziazione). «“In virtù  delle parole della consacrazione”, noi abbiamo nell’Eucaristia tutte quelle realtà e solo quelle  che sono contenute nella formula della consacrazione [...]; diamo a ciascun termine il proprio  senso letterale e avremo enunciato con chiarezza tutto ciò che è sull’altare»[133]. «Poiché la  conversione del pane e del vino non termina alla divinità o all’anima del Cristo, ne consegue  che la divinità e l’anima di Cristo sono presenti non in forza del sacramento, ma per  concomitanza naturale. Infatti, non avendo mai la divinità lasciato il corpo che assunse,  dovunque si trova il Corpo di Cristo deve esserci anche la sua divinità. Quindi in questo  sacramento è necessariamente presente la divinità di Cristo in concomitanza con il suo  Corpo»[134], (è evidente che il pane e il vino non possono convertirsi né nella divinità di  Cristo, né nella sua anima[135]). Il nuovo stato deriva al Corpo e al Sangue… per  concomitanza naturale! (ex vi realis concomitantiae). Questa realtà teologica ha categoria  dogmatica secondo il Concilio di Trento[136]. Non sono giochi di parole dei teologi, ma  spiegazione della verità presente nella realtà stessa eucaristica, e che conferisce tutta la sua forza  al fatto che la Messa è sacrificio.

La concomitanza, come s’intende in questo contesto, per le sue radici latine, significa  tramite una ridondanza di verbo e avverbio l’azione di camminare con un altro, come  compagno. Le sue radici sono: cum (con) e comes (compagno). Cioè il Corpo e il Sangue  eucaristici di Cristo non sono soli, ma accompagnati; sono scortati d’amici, da un corteo di  splendori[137], senza i quali di fatto non si presentano mai, e che sono: divinità, quantità  dimensionale al modo della sostanza, e gli altri accidenti del Corpo[138], l’anima (che  potrebbe in via ipotetica mancare), lo stato mortale e passibile o immortale e glorioso, ecc.

Per comprendere meglio questa verità vedremo la Messa in diverse fasi della vita di  Gesù: nell’ultima Cena, nell’ipotesi che si fosse celebrata nel momento della sua morte e  dopo la Resurrezione.


1. Nell’ultima Cena

Immaginiamo l’ultima Cena. Nel momento più importante Gesù istituisce  l’Eucaristia. La distribuisce agli Apostoli: «Infatti era certamente il vero e identico Corpo  di Cristo quello che vedevano allora i discepoli nella sua specie [in propria specie] e quello  che veniva ricevuto sotto le specie del sacramento [in specie sacramenti]»[139]. La stessa  persona seduta a capotavola. Avviene che quello che era passibile stava sotto la specie in  forma impassibile, come pure era invisibile quello che, di per sé, era visibile. Per questo S.  Tommaso ha messo come argomento d’autorità dello stesso articolo l’insegnamento del  nostro amico Innocenzo III: «Ai discepoli ha dato il Corpo tale come lo aveva allora»[140].

Nella terza obiezione S. Tommaso presenta la seguente difficoltà: «Le parole  sacramentali non sono più efficaci quando sono proferite dal sacerdote nella persona di  Cristo [in persona Christi] di quando furono pronunziate da Cristo stesso. Ma ora in virtù  delle parole sacramentali il Corpo di Cristo sull’altare viene consacrato impassibile e  immortale. Dunque tanto più allora»[141]. E risponde così: «Gli accidenti del Corpo di  Cristo, come si disse sopra, sono presenti in questo sacramento per naturale concomitanza,  non già in forza [= virtù, potere, ragione…] del sacramento, il quale rende presente la  sostanza del Corpo di Cristo [e del Sangue]. Perciò la virtù delle parole sacramentali ha il  compito di produrre e rendere presente nel sacramento il Corpo di Cristo [e il Sangue], con  tutti gli accidenti che (in quel momento) realmente possiede»[142]. Dice Dom Vonier che  quest’ultima frase è un vero lampo di genio![143] (letteralmente «una genialità»). «Dal resto  è grazie a questa distinzione fra le virtù del sacramento e la concomitanza che può essere  mantenuto l’aspetto sacrificale dell’Eucaristia»[144].

Molti anni fa cominciai a studiare in profondità il tema dell’Eucaristia. Mi spinse fin  dall’inizio un’intuizione che appena adesso posso vedere concretizzata in parole.  L’intuizione era che il motivo per cui la Messa è sacrificio deve essere molto semplice,  come tutte le cose grandi di Dio, che è Semplicità infinita. Penso che la pista si trova  nell’ultima frase di S. Tommaso: «…la virtù delle parole sacramentali ha il compito di  produrre e rendere presente nel sacramento il Corpo di Cristo [e il Sangue], con tutti gli  accidenti che (in quel momento) realmente possiede», come per esempio i diversi stati  dell’esistenza di Cristo. In virtù delle parole (e dei segni sacramentali) sono significati  separatamente da una parte il Sangue di Cristo e dall’altra il Corpo di Cristo: non occorre  nient’altro. Con la duplice consacrazione per la quale resta, da una parte, la sostanza del  Sangue di Cristo sotto la specie del vino e, dall’altra, la sostanza del Corpo di Cristo sotto la  specie di pane, non occorre nient’altro per ottenere il sacrificio sacramentale. Ecco la  “mactatio mystica”, l’immolazione incruenta.

Nell’Ultima Cena, nel Sacramento eucaristico, a motivo delle parole c’era il Sangue  sotto la specie del vino e il Corpo di Cristo sotto la specie del pane, e a motivo della  concomitanza c’era il Sangue – sotto la specie di pane – e il Corpo – sotto la specie di vino –, la  divinità, l’anima, lo stato mortale e passibile e gli altri accidenti della natura umana di Cristo.

Perché è proprio di questo sacramento prendere il Corpo e Sangue di Cristo così come li trova in qualsiasi stato essi siano.


2. Nella morte

Vediamo ora un caso ipotetico. Immaginiamo che un Apostolo stia celebrando la  Messa o che il Corpo del Signore stava custodito in un tabernacolo: 1º. Nel momento in cui  Cristo resta senza sangue, esangue; 2º. Quando muore in croce, cioè quando la sua anima si  separa del corpo. Cosa sarebbe successo in questi casi?

1º. Quando resta senza sangue: «In forza della consacrazione, sotto la specie del pane,  come si è detto sopra, è presente il Corpo di Cristo, e sotto la specie del vino è presente il  Sangue. Adesso però, non essendo il Sangue di Cristo separato dal suo Corpo, sotto le specie  del pane è presente per reale concomitanza anche il Sangue di Cristo insieme al Corpo; e  sotto le specie del vino è presente anche il Corpo insieme al Sangue. Se invece al tempo della  passione di Cristo, quando il suo Sangue fu realmente separato dal suo Corpo, fosse stato  consacrato questo sacramento, sotto le specie del pane sarebbe stato presente soltanto il  Corpo e sotto le specie del vino soltanto il Sangue»[145].

2º. Quando muore in croce: «In questo sacramento e sotto la propria specie il Corpo  di Cristo è lo stesso nella sostanza, ma non si trova nello stesso modo: infatti nella propria  specie esso viene a contatto con i corpi circostanti mediante le proprie dimensioni, il che  non avviene nell’Eucaristia»[146], «[dove] non è in relazione con l’ambiente circostante  mediante le proprie dimensioni, con le quali i corpi si toccano tra loro, ma mediante le  dimensioni delle specie del pane e del vino. Di conseguenza a essere immutate e viste sono  le specie, non già il Corpo stesso di Cristo»[147]. «Quindi tutto ciò che appartiene a Cristo  in se stesso (nella sua sostanza) gli può essere attribuito sia nella propria specie che nella  presenza eucaristica: p. es. vivere, morire, soffrire, essere animato [con l’anima] o  inanimato [senza l’anima] e cose simili. Tutto ciò che invece gli conviene per i suoi rapporti  con i corpi esterni gli può essere attribuito se viene considerato come esistente nella sua  propria specie e non in quanto è presente nel sacramento: come essere deriso, coperto di  sputi, crocifisso, flagellato e cose simili»[148], «perciò Cristo, in quanto sta nel sacramento  non può subire [la passione]. Invece può morire»[149].

«Perciò se in quel triduo di morte fosse stato celebrato questo sacramento, l’anima  non vi sarebbe stata presente né in forza del sacramento né per concomitanza naturale. Ma  poiché “Cristo risorto dai morti non muore più”, come dice S. Paolo [Rom 6,9], la sua  anima è sempre realmente unita al Corpo [e al suo Sangue]»[150]. 

«Nel sacramento ci sarebbe stato lo stesso Cristo che era sulla croce. Ma sulla croce  egli allora moriva. Dunque sarebbe morto anche nel sacramento»[151], afferma  nell’argomento d’autorità. Come l’anima nel momento della morte esce dal suo Corpo fisico  così «in questo sacramento non sarebbe stata presente l’anima di Cristo: non per difetto di  virtù nelle parole sacramentali, ma per la diversa condizione della realtà»[152].

È infatti proprio di questo sacramento prendere il Corpo e Sangue di Cristo così quale li trova, in qualsiasi stato essi siano.


3. Dopo la Resurrezione

Se si fosse celebrata la Messa al momento della Resurrezione del Signore, è ovvio  che in quel momento anche l’anima tornerebbe al sacramento e il Corpo e Sangue, nel  sacramento, acquisirebbero un nuovo stato glorioso e immortale, come quello che aveva  Cristo nella sua specie propria in quel momento, e come lo ha adesso nei cieli. In modo che  per virtù del sacramento sotto la specie del vino c’è la sostanza del Sangue di Cristo insieme  (per virtù della concomitanza naturale) al Corpo, anima, divinità e agli accidenti della natura  umana; e sotto la specie del pane c’è la sostanza del Corpo di Cristo insieme al Sangue,  anima, divinità e agli accidenti della natura umana.

Perché è proprio di questo sacramento prendere il Corpo e il Sangue di Cristo così quale li trova, in qualsiasi stato essi siano.

Padre Carlos Miguel Buela,

L’UOMO NON PUÒ VIVERE SENZA DIO! DITE CHE DIO STA PER INTERVENIRE A RIPRENDERE IN SÉ OGNI COSA.

 


La voce di Dio è una e una la sua Parola! Egli vede il vostro sì in amore e carità e vi dichiara figli di Dio! Figli della Luce! Ponetevi quindi in condizioni di essere da Lui presi.

Il Sole è alto, il suo calore è Perfetto, é giunta l’ora di riconciliare a Sé tutte le cose, Dio è impaziente di voi, di tutti i suoi figli.

La notte sarà buia e fredda ma il calore dell’Amore sui suoi figli sarà delizioso, essi verranno rapiti e verranno posati in un luogo di amore eterno in attesa che tutto finisca. Grande sarà la tribolazione che dovranno attraversare gli uomini lontani da Dio, coloro che hanno rinnegato Dio!

L’avvertimento è ormai su di voi, la vostra vita salvate, o uomini! Preferite tornare al vostro Dio Creatore, abbandonate le cose di quaggiù, esse a breve tutte spariranno, perché Dio deve rinnovare la Terra.

L’ora è giunta per questa Umanità indifferente al suo Dio Creatore, è giunto il tempo di capire:

Che l’unico e vero Dio è il Signore Gesù Cristo!
Che l’uomo non può vivere senza Dio!
Che la vita appartiene a Dio e deve tornare a Dio!

Satana ha preso il sopravvento sui miei figli, su coloro che si abbandonano a lui, coloro che stanno nel silenzio senza difendere la verità.

Ecco che giunge il Dio Altissimo a rinnovare ogni cosa in Sé:

…tuoneranno i cieli,
saranno sconvolti per la grande potenza di Dio!
La sua giustizia sarà grande su chi non si sarà ravveduto,
su chi non sarà tornato a Lui!

Il tempo dell’Apocalisse è al suo termine, a breve precipiteranno tutte le cose, una dietro l’altra, senza tregua, l’uomo si troverà spiazzato di fronte a un mondo che più non riconosce.

La Luce del mondo apparirà all’improvvisosquarcerà la tenebra e tutto sarà come Dio aveva prestabilito fin dai primi tempi.

Le case cresceranno e saranno tante e tutte avranno la presenza di Dio, in questi luoghi ci sarà la Luce, nulla mancherà, Dio provvederà a tutto, mentre nel resto della Terra tutto verrà arso dal fuoco.

Chiamo ancora a Me tutti coloro che non vogliono ascoltare la mia voce, li richiamo ancora perché non abbiamo a perdere la vita.

Figli miei ravvedetevi e tornate a Colui che vi ha creati.

Il tempo è finito, questo Pianeta sarà colpito dalla sfera della Redenzione!

Questa Umanità si troverà in condizioni di pena per non aver voluto tornare al suo Dio Creatore.

Pongo le mie sante mani su di voi, vi innalzo a Me, vi battezzo in Spirito Santo e fuoco, vi forgio come oro al crogiolo, sarete belli come il sole, risplenderete della stessa luce del vostro Dio Amore, sarete divini nel Divino.

Avanzate senza timore, Dio vi richiama al vostro compito, questo è un ordine! “Andate senza timore di fronte agli uomini e dite che Dio sta per intervenire a riprendere in Sé ogni cosa”.

Nei miei rifugi ricovererò i miei figli. Io stesso li chiamerò per nome, durante il sonno verranno svegliati e dovranno seguire l’Angelo che li guiderà ai miei rifugi.

Pronti, senza perdere altro tempo, con il santo Rosario in mano e con il cuore pieno d’amore al vostro Signore, cantate inni di lode a Colui che ora torna. Amen!

Vi benedico e vi custodisco in Me, il Sole già risplende su di voi, figli miei benedetti, gloria a Dio. Amen!

Carbonia 17-02-2021 


 

OGGI LA NOSTRA BEATA MADRE MI DICE

 


“Bisogna chiedere molta preghiera per le anime sofferenti del Purgatorio che visito frequentemente e che richiedono la vostra preghiera per essere liberate.

Allo stesso modo, Piccoli Miei, hanno bisogno delle vostre preghiere, avete bisogno che intercedano per voi.

Ci sono così tante anime che sono condannate per non avere qualcuno che interceda per loro, che vi chiedo, Piccoli Miei, di non restare un attimo oziosi ma di offrire sacrifici, digiuni e penitenze per la Conversione dei poveri peccatori.

Ascolta ciò che la tua Beata Madre Maria, Regina del Cielo e degli Angeli, ti dice che è per la Tua salvezza e santificazione tutto ciò che la tua Beata Madre ti chiede.

Io ripeto:non rimanete oziosi un momento, ma pregate a tempo e fuori tempo, intercedete per i vostri fratelli in ogni momento che tutto il Bene che fate per un fratello, lo farete per voi stessi.

Non dimenticarlo.

Che non vi presentiate davanti al Sacro Trono con le vostre mani vuote in opere di Misericordia: pregate per i vivi e i morti che il vostro piccolo sacco di Doni al Cielo sia riempito così in modo da avere qualcosa da presentare Davanti al Trono di Dio .

Vi amo e vi aspetto nel mio Cuore Immacolato per prendervi cura di voi e non dimenticate di Consacrare le vostre Famiglie e i moribondi a San Giuseppe ”.

Poi sento: "La preghiera dei cento requiem"

Puoi usare un rosario comune di cinque decine, ripassandolo due volte per formare le dieci decine, cioè il cento Requiem. Inizia pregando l'atto di contizione, un Padre Nostro e poi una dozzina di Requiem in questo modo:

-Dona loro, Signore, riposo eterno.

-e lascia che la luce perpetua risplenda per loro.

R. Alla fine dei dieci Requiem si fanno le invocazioni:

Anime sante, anime pazienti, anime prigioniere, pregate Dio per noi, preghiamo per voi perché il Signore vi dia la sua gloria. Amen.

Eterno Padre, ti offriamo il Sangue, la Passione e la Morte di Nostro Signore Gesù Cristo, i dolori della Beata Vergine e quelli di San Giuseppe, per la remissione dei nostri peccati, la libertà delle Anime dal Purgatorio e la conversione dei peccatori.

Amen.


Pregate così le dieci decine con le invocazioni alla fine di ciascuna di esse, i cento requiem di questa devozione sono completi.

(Leone XIIII concesse ad ogni requiem 50 giorni di indulgenza).

(Agosto, 09, 2015)

E Maria Del Getsemani


Da Profundis:

 Dalle profondità ti ho chiamato, o Signore, ascolta la mia voce allora, Signore.

 Ascolta, Signore, il grido delle mie suppliche. Ebbene, se esamini molto la mia colpa, chi aspetterà un buon successo?

 Perché solo in te si trovano misericordia e misericordia, ea motivo della tua legge ho sperato in te, o Signore. La mia anima è molto sicura nelle sue parole e ha aspettato il Signore.

 Dalla veglia mattutina fino alla sera, Israele aspetta nel Signore.

 Perché solo in Dio si trova la misericordia e la copiosa redenzione dei peccati.

 Poiché Egli Stesso deve redimere Israele da tutti i peccati.

Gloria al Padre, al Figlio, ecc.


 Dona loro riposo eterno, Signore,

 illuminali con luce eterna.

 Dalle porte dell'inferno

 Bilancia, Signore, le tue anime,

 Riposa in pace. Amen.


giovedì 18 febbraio 2021

VITA PRIMA DI SAN FRANCESCO D'ASSISI

 


SPIRITO DI PROFEZIA E PREDIZIONI Dl SAN FRANCESCO


363 26. Il beato padre Francesco, ricolmo ogni giorno più della grazia dello Spirito Santo, si adoperava a formare con grande diligenza e amore i suoi nuovi figli, insegnando loro, con princìpi nuovi, a camminare rettamente e con passo fermo sulla via della santa povertà e della beata semplicità.

Un giorno, pieno di ammirazione per la misericordia del Signore in tutti i benefici a lui elargiti desiderava conoscere dal Signore che cosa sarebbe stato della sua vita e di quella dei suoi frati. A questo scopo si ritirò, come spesso faceva, in un luogo adatto per la preghiera. Vi rimase a lungo invocando con timore e tremore il Dominatore di tutta la terra, ripensando con amarezza gli anni passati malamente e ripetendo: "O Dio, sii propizio a me peccatore!"(Lc 18,13). A poco a poco si sentì inondare nell'intimo del cuore di ineffabile letizia e immensa dolcezza. Cominciò come a uscire da sé: l'angoscia e le tenebre, che gli si erano addensate nell'animo per timore del peccato, scomparvero, ed ebbe la certezza di essere perdonato di tutte le sue colpe e di vivere nello stato di grazia. Poi, come rapito fuori di sé e trasportato in una grande luce, che dilatava lo spazio della sua mente poté contemplare liberamente il futuro. Quando quella luce e quella dolcezza dileguarono, egli aveva come uno spirito nuovo e pareva un altro.

364 Allora fece ritorno ai suoi frati e disse loro pieno di gioia: "Carissimi, confortatevi e rallegratevi nel Signore; non vi rattristi il fatto di essere pochi; non vi spaventi la mia e vostra semplicità, perché, come mi ha rivelato il Signore, Egli ci renderà una innumerevole moltitudine e ci propagherà fino ai confini del mondo. Sono costretto a raccontarvi a vostro vantaggio quanto ho veduto; sarebbe più opportuno conservare il segreto, se la carità non mi costringesse a parlarne. Ho visto una gran quantità di uomini venire a noi, desiderosi di vivere con l'abito della santa Religione e secondo la Regola del nostro beato Ordine. Risuona ancora nelle mie orecchie il rumore del loro andare e venire conforme al comando della santa obbedienza! Ho visto le strade affollate da loro, provenienti da quasi tutte le nazioni: accorrono francesi, spagnoli, tedeschi, inglesi; sopraggiunge la folla di altre varie lingue". Ascoltando queste parole, una santa gioia si impadronì dei frati, per la grazia che Iddio concedeva al suo Santo, perché assetati come erano del bene del prossimo, desideravano che ogni giorno venissero nuove anime ad accrescere il loro numero per trovarvi insieme salvezza.

365 28. E Francesco riprese il suo discorso: "Per ringraziare con fedeltà e devozione il Signore Dio nostro per tutti i suoi doni, o fratelli, e perché conosciate come dobbiamo vivere ora e nel futuro, ascoltate la verità sugli avvenimenti futuri. All'inizio della vita del nostro Ordine troveremo frutti dolci e deliziosi, poi ne avremo altri meno gustosi; infine ne raccoglieremo di quelli tanto amari da non poterli mangiare, perché a motivo della loro asprezza saranno immangiabili per tutti, quantunque siano estremamente belli e profumati. Effettivamente, come vi dissi, il Signore ci farà crescere fino a diventate un popolo assai numeroso; poi avverrà come di un pescatore che, gettando le reti nel mare o in qualche lago, prende grande quantità di pesci (Lc 5,6), ma dopo averli messi tutti nella sua navicella essendo troppi, sceglie i migliori e i più grossi da riporre nei vasi e portar via, e abbandona gli altri".

Di quanta verità e chiarezza rifulgano queste predizioni del Santo è manifesto a chiunque le consideri con spirito obiettivo e sincero. Ecco come lo spirito di profezia riposava su san Francesco!

L'INFERNO NEGLI OCCHI DELLA MENTE

 


Il giovane lord e la sua amante

A Londra, durante l'inverno del 1847-1848, una giovane vedova benestante di circa 20 anni si trovò improvvisamente in una relazione illecita con un giovane lord. Una notte tardi, mentre si stava addormentando, un barlume di luce iniziò a crescere ed espandersi alla sua porta. Con suo grande stupore, la porta cominciò ad aprirsi lentamente, e c'era il giovane signore. Si avvicinò, le afferrò il polso sinistro e sibilò: "C'è un inferno". Il dolore al polso fu così forte che perse conoscenza. Quando rinvenne, aveva una terribile bruciatura nel polso fino all'osso. Anche il tappeto era bruciato dove i suoi passi erano andati e venuti. Il giorno dopo seppe che la notte prima il suo signore era stato trovato ubriaco ed era morto tra le braccia dei suoi servi. Apparentemente visse il resto della sua vita con la sua cicatrice carbonizzata come ricordo.



Il Vangelo di mio Figlio vi invita alla santità e ad abbandonare una vita di peccato, per vivere da santi nell'eternità. Vi invito a disprezzare il mondo malvagio per essere salvati qui sulla terra.

 


Messaggio di Nostra Signora Madre Protettrice degli Afflitti alla Vergine Sovrana


9 febbraio 2021

"Cari bambini,

Ecco il Servo del Signore!

Se i miei figli aprono i loro cuori alla Grazia di Dio, come fecero i discepoli di mio figlio Gesù, potete essere certi che lo Spirito Santo dimorerà nei vostri cuori e che sarete illuminati come lo furono i discepoli quando aprirono i loro cuori a Gesù. Guarda la porta del Mio Cuore Immacolato e vedi come è facile calcolare la Mia Gioia quando ti vedo sotto il Mio Sacro Manto. Siate sempre con Me affinché le vostre anime contemplino, nell'Eternità, la gioia che c'è nel Cuore del mio Gesù quando conquista un'anima. Offri al Dio Misericordioso i tuoi dolori e le tue gioie. So che soffrite qui sulla terra, ma sapete anche che la felicità e la gloria vi aspettano in cielo. Ora i miei figli stanno percorrendo un cammino di sofferenza, so che è molto doloroso il tempo presente, ma tutto passerà e i miei figli saranno gioiosi. Il Signore ti ama e vuole sempre il tuo bene! Il mondo parla molto di amore, ma non conosce il suo vero significato, perché questo è un fatto che non può essere compreso da chi vive una vita di peccato. Il Vangelo di mio Figlio vi invita alla santità e ad abbandonare una vita di peccato, per vivere da santi nell'eternità. Vi invito a disprezzare il mondo malvagio per essere salvati qui sulla terra. È molto triste vedere che gli uomini sono sempre più lontani dal loro Creatore! Rivolgetevi a Dio finché c'è tempo, perché il tempo è breve e molto prezioso. Vi invito ad essere apostoli in questo cammino qui sulla terra. Cerca sempre lo Spirito Santo per la tua vita. La malvagità è ovunque, molti hanno il sorriso sulle labbra e il cuore pieno di veleno. Vi chiedo di non allontanarvi dalla Grazia di Dio affinché i vostri cuori siano riempiti dell'Amore di Dio Padre e questo basterà nella vostra vita, perché sempre più nel mondo si accumula il peccato e io soffro con tutto questo, ma Gesù vincerà tutte le battaglie, così come ha vinto sulla morte, e darà la vittoria a tutti i fedeli. Cristo desidera essere sempre nella vostra vita! ASCOLTAMI!!!!!!


Che Dio vi benedica e vi conceda la Sua pace!

Ti amo! 

Rimanete tutti nel nome della Santa Trinità".

Un vero Cristiano

 


TESORI DI RACCONTI 


Un vero Cristiano  

Pochi anni or sono, un soldato, dopo le fatiche del giorno, rientrato cogli altri nella caserma e venuto il momento del riposo, s'accosta al letto, s'inginocchia, e si mette a recitare, come usò sempre, le sue orazioni. A quella vista si leva un bisbiglio, un tumulto e poi un forte gridare:  

- Dalli al bigotto, al bacchettone, al gesuita: dalli, dalli! - e volano da cento parti del camerone addosso al malcapitato coscritto, berretti, scarpe e képi a guisa di gragnuola.  

Il soldato, come non fosse fatto suo, continua la sua preghiera, e non si leva prima di averla finita. Rizzato dice: «Tutto il giorno ho servito da militare, ora io pregavo perché sono cristiano».  

La sera dopo i compagni stavano all'erta per vedere come l'amico avesse imparata la lezione, e l'amico si segna, s'inginocchia e prega. Allora incomincia a baccano della sera innanzi: chi fischia, chi urla, chi ride, e il novello soldato non se ne dà per inteso. Levatosi da terra ripete: «Tutto il giorno ho servito da militare, ora che sono libero, servo Dio pregando da cristiano».  

La terza sera quando egli si mise in ginocchio, si levò qua e là qualche rumore, ma in paragone delle prime sere fu un nulla. Ed egli levatosi dice: «Che cosa dolce dopo aver servito tutto il giorno da militare, servire Dio coll'adorarlo e ringraziarlo da cristiano!». 

La quarta e la quinta sera appena si udì qualche voce. Alla sesta un camerata, vedutolo di nuovo in ginocchio, gridò ai vicini: «Perdinci! il nostro novello compagno d’arme regge al fuoco: egli è un bravo!».  

- «È bravo davvero, risposero molti, poiché egli adempie il primo dovere del cristiano, che è di servire, adorare e lodare Iddio». E d'allora in poi il coscritto ebbe la stima e il rispetto di tutti. Impariamo da questo soldato a vincere il rispetto umano, e persuadiamoci che la preghiera è il primo bisogno del cuor dell'uomo. 

DON ANTONIO ZACCARIA

CRISTO, VITA DELL'ANIMA

 


IL DISEGNO DIVINO NELLA NOSTRA PREDESTINAZIONE ADOTTIVA IN GESÙ CRISTO 

Infatti ogni gloria deve ritornare a Dio, questa gloria è il fine fondamentale dell’opera divina (3). S. Paolo ce lo dimostra terminando con queste parole la sua esposizione del disegno divino (4).  

   Se Dio ci adotta come suoi figli, se egli realizza questa adozione per mezzo della grazia, la cui pienezza è in suo Figlio Gesù, se vuole farci partecipare alla beatitudine dell'eredità eterna di Cristo, tutto ciò è per l'esaltazione della sua gloria.  

   Osservate con quale insistenza S. Paolo, esponendoci il disegno divino, nelle parole che vi ho citate in principio, insiste su questo punto: «Dio ci ha eletti... a lode della  gloria della sua grazia» (1).  

   Più avanti, egli riprende due volte: «Dio ci ha predestinati affinché noi serviamo di lode alla sua gloria» (2).  

   La prima espressione dell'apostolo soprattutto è notevole. Egli non dice: «in lode della sua grazia», ma «in lode della gloria della sua grazia»; ciò vuol dire che questa grazia sarà circondata dallo splendore che si unisce ai trionfi.  

Perché S. Paolo parla così? Por renderci l'adozione divina, Cristo ha dovuto trionfare degli ostacoli creati dal peccato; ma questi ostacoli hanno servito solamente a far risplendere di più, agli occhi del mondo intero, le meraviglie divine nell'opera della nostra restaurazione soprannaturale. Ognuno degli eletti è il frutto del sangue di Gesù e delle mirabili operazioni della sua grazia; tutti gli eletti sono altrettanti trofei acquistati da questo sangue divino e perciò essi sono tutti come una lode gloriosa a Cristo e a suo Padre.  

   Vi diceva, incominciando, che la perfezione divina particolarmente cantata dagli angeli, è la santità.  

   Ma qual è l'inno di lode, che si eleva al cielo dal coro degli eletti? Qual è il cantico di questa folla immensa, che costituisce il regno di cui Cristo è il  Capo? «O Agnello immacolato, voi ci avete riscattati, voi ci avete resi i titoli all’eredità, voi ce ne avete fatto parte; a voi e a colui che è seduto sul trono, lode, onore, gloria e potenza!» (1). È il cantico di lode, che il cielo fa risuonare per esaltare i trionfi della grazia di Gesù. 

   Unirci fin da quaggiù a questo cantico è dunque entrare nel pensiero eterno. Guardate S. Paolo: quando scrive quella ammirabile epistola agli Efesini, è prigioniero; ma nel momento in cui si prepara a rivelar loro il mistero nascosto da secoli è talmente rapito dalla grandezza di questo mistero dell’adozione divina in Gesù Cristo, è talmente abbagliato dalle «inscrutabili ricchezze» portate da Cristo, che non può impedirsi, malgrado le privazioni, di innalzare, fin dal principio della sua lettera, un grido di lode e di ringraziamento: «Sia benedetto Dio, il Padre di Nostro Signor Gesù Cristo, che ci ha benedetti in Cristo con ogni sorta di benedizioni spirituali» (2). Sì, sia benedetto il Padre Eterno che ci ha chiamati a sé da tutta l'eternità, per renderci suoi figli e farci partecipi della sua vita e della sua beatitudine; che, per effettuare i suoi disegni, ci ha dato in Gesù Cristo tutti i beni, tutte le ricchezze, tutti i tesori, in modo che «niente ci manca in lui» (3).  

Ecco il disegno divino.  

   Tutta la nostra santità consiste nell'approfondire, alla luce della fede, questo Sacramentum absconditum, l'idea intima di Dio, nell’entrare nel pensiero divino, nell’effettuare in noi l'economia eterna. Colui che vuol salvarci, renderci santi, ne ha tracciato il disegno con una saggezza che ha di uguale soltanto la sua volontà. Adattiamoci a questo pensiero divino, che vuole che noi troviamo la nostra santità nella nostra conformità a Gesù Cristo. Non ce n'è un'altra.  

   Noi piaceremo al Padre Eterno - e non è il fondamento della santità «piacere e Dio?» - soltanto se egli riconoscerà in noi i lineamenti di suo figlio. Bisogna che siamo, per la grazia e le nostre virtù, talmente identificati con Cristo, che il Padre, guardando le anime nostre, ci riconosca come suoi figli, vi si compiaccia, come faceva contemplando Gesù Cristo sulla terra. Cristo è il suo Figliolo diletto, e in lui noi saremo colmati di tutte le benedizioni, che ci condurranno alla pienezza della nostra adozione nella beatitudine celeste.  

   È bene ripetere ora, alla luce di queste verità così elevate e così benefiche, la preghiera che Gesù stesso, il Figlio beneamato dal Padre, ha messo sulle nostre labbra e che, venendo da lui, è la preghiera del Figlio di Dio per eccellenza: «O Padre santo, che vivete nei cieli, noi siamo i vostri figli, poiché voi volete essere chiamato Padre nostro!  

Che il vostro nome sia santificato, onorato, glorificato; che le vostre perfezioni siano lodate ed esaltate ognor più sulla terra; che noi manifestiamo in noi, per mezzo delle nostre opere, lo splendore della grazia vostra; - estendete dunque il vostro regno; si accresca continuamente questo regno, che è anche di vostro Figlio, poiché voi lo avete costituito capo; vostro Figlio sia veramente il re delle anime nostre; - che - noi esprimiamo questa regalità in noi con l'adempimento perfetto della vostra volontà; e continuamente «cerchiamo, come lui, di aderire a voi, realizzando ogni vostro desiderio» (1), il vostro pensiero eterno su noi, a fine di essere simili al vostro Figlio Gesù in ogni cosa e di essere, per opera sua, degni figli del vostro amore!».  

Beato Dom COLUMBA MARMION

Gesù Ti Amo!

 


PREGHIAMO CON GESU’ NELLA SUA DIVINA VOLONTA’

GESU’, Ti amo con la tua Volontà! Vieni, Divina Volontà, a pregare in me e poi offri questa preghiera a Te, come mia, per soddisfare alle preghiere di tutti e per dare al Padre la Gloria che dovrebbero dargli tutte le creature.

GESU’, Ti amo con la tua Volontà! Vieni, Divina Volontà, ad abbracciare in me tutto quello che vuoi che oggi io faccia; che tutto sia nella tua Divina Volontà per darti il ricambio di amore, adorazione, gloria, come se tutte le creature aprendo gli occhi Ti avessero dato questo contraccambio completo.

GESU’, Ti amo con la tua Volontà! Vieni, Divina Volontà, a pensare nella mia mente.

GESU’, Ti amo! Vieni, Divina Volontà, a circolare nel mio sangue.

GESU’, Ti amo! Vieni, Divina Volontà, a guardare nei miei occhi.

GESU’, Ti amo! Vieni, Divina Volontà, ad ascoltare nelle mie orecchie.

GESU’, Ti amo! Vieni, Divina Volontà, a parlare nella mia voce.

GESU’, Ti amo! Vieni, Divina Volontà, a respirare nel mio respiro.

GESU’, Ti amo! Vieni, Divina Volontà, a palpitare nel mio cuore.

GESU’, Ti amo! Vieni, Divina Volontà, a muoverti nel mio moto.

GESU’, Ti amo! Vieni, Divina Volontà, a camminare nei miei passi, per andare in cerca di tutte le creature e chiamarle a Te.

GESU’, Ti amo! Vieni, Divina Volontà, nel mio scrivere e scrivi la tua legge nell’anima mia.

GESU’, Ti amo! Vieni, Divina Volontà, nel mio leggere ed imprimi le tue Verità, come vita, nel mio cuore.

GESU’, Ti amo! Vieni, Divina Volontà, ad operare nelle mie mani.

GESU’, Ti amo! Vieni, Divina Volontà, a soffrire nel mio soffrire e, la mia anima unita con la tua Volontà, sia il Crocifisso vivente immolato per la gloria del Padre.

GESU’, Ti amo! Vieni, Divina Volontà, ad offrire nel mio offrire, perché tutto in me chieda del Padre la gloria e la santificazione delle anime.

GESU’, Ti amo con la tua Volontà! Vieni, Divina Volontà, ad adorare in me. E poiché la tua Volontà moltiplica gli atti all’infinito, così intendo darti soddisfazione come se tutti partecipassero alla Santa Messa nella tua Divina Volontà; ed intendo dare a tutti il frutto del Santo Sacrificio ed impetrare per tutti la salvezza e la santificazione nel Divin Volere.

GESU’, Ti amo con la tua Volontà! Vieni, Divina Volontà in questa comunione mia con Te; vieni, perché io intendo non solo donarti all’anima mia, ma a tutte le anime che non Ti ricevono, per riparare i nostri peccati e dare gloria al Padre.


QUESTA QUARESIMA SI VIVRÀ NELLA PURIFICAZIONE.

 


MESSAGGIO DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO
ALLA SUA AMATA FIGLIA LUZ DE MARIA

16 FEBBRAIO 2021

Amato Popolo Mio:

 

RICEVETE LE MIA BENEDIZIONE IN QUESTO TEMPO DI QUARESIMA CHE STA PER INIZIARE.

 

Io non solo desidero che commemoriate, ma che VIVIATE LA QUARESIMA E IN MODO PARTICOLARE QUESTA, in cui vi trovate così prossimi agli eventi che vi porteranno alla Purificazione.

 

La Mia Chiesa deve stare attenta e mantenere la Fede, deve essere salda e fedele e rispettare i Comandamenti.

 

LA MIA BENEDIZIONE SARÀ D’AIUTO, PER CHI LA ACCOGLIERÀ:
IL MIO SANTO SPIRITO, IN MODO SPECIALE, VI DARÀ LA SUA LUCE IN QUEGLI ASPETTI DELLA VOSTRA VITA PERSONALE CHE DOVETE MIGLIORARE.

 

Questa Mia Benedizione riuscirà ad effondersi in chi è degnamente preparato per ricevere con umiltà la Luce del Mio Santo Spirito, che vi preparerà per il cammino spirituale, mettendovi faccia a faccia con il vostro ego, cosicché riusciate a vedervi per quello che siete.

 

L’umanità, sotto lo sguardo indifferente di alcuni dei Miei Sacerdoti, si trova in una complessa diversità di ideologie che la separano dalla Mia Volontà. 

 

QUESTA QUARESIMA DEVE ESSERE DIVERSA DA QUELLE CHE AVETE VISSUTO IN PRECEDENZA, da quelle che alcuni hanno vissuto con distacco o andandosene in vacanza ed altri senza alcuna consapevolezza, scegliendo questo tempo per commettere grandi eresie e sacrilegi davanti ai quali la Mia Casa freme.

 

È arrivato il momento in cui i Miei figli devono uscire dalla trappola delle cose facili, dal rancore, dall’ira, dall’odio, dalla disobbedienza, dall’essere persone che vivono di attimi, senza sentimenti, disprezzandomi, dall’essere persone senza una Fede salda e che pertanto credono in Me un momento sì e un momento no.

 

LA MIA VIA NON È DI DOLORE, MA DI ESPIAZIONE, DI DONAZIONE, DI CRESCITA, DI ABBANDONO DEL “IO SONO”, “IO VOGLIO”,
DELL’ “IO, IO, IO…

 

LA MIA VIA VI PORTA AL MIO AMORE, ALL’AFFIDAMENTO A ME, AL MIO SACRIFICIO, ALLA MIA DONAZIONE, COSICCHÈ IN VOI POSSA SOVRABBONDARE LA MIA PACE, LA MIA SOLIDARIETÀ, LA MIA SERENITÀ, IL MIO PERDONO.

 

Popolo amato, Popolo Mio, ciascuno è speciale davanti a Me, per questo ciascuno di voi è una perla preziosa e di valore infinito e quindi dovete amarvi come fratelli, riproducendo questo Mio Amore, grazie al quale Mi sono consegnato alla Croce.

 

State iniziando una Quaresima estremamente speciale, tanto che non dovete sprecarla, non dovete viverla come in passato… QUESTA QUARESIMA SI VIVRÀ NELLA PURIFICAZIONE.

 

Il nemico dell’anima è riuscito a penetrare in tutti gli ambiti dell’umanità, ha invaso la Mia Chiesa per allontanarvi dalla vera tradizione, vi ha allontanato dal Mistero Infinito del Mio Sacrificio per la Redenzione del Mondo.


Ho un'altra cosa da dirvi, prima di terminare questa lettera. State alla larga da quelli che provocano divisioni e scandali, e insegnano di Cristo cose che sono contrarie a ciò che vi è stato insegnato.”(Rom. 16,17)

 

Questa è la strategia del male, che viene espressa da coloro che rappresentano l’anticristo, il quale vi sta facendo sentire il flusso della sua presenza sulla terra, diffondendo la paura per l’incontro fraterno, in questo tempo di cammino verso il culmine del compimento della Missione che Mio Padre Mi affidò, per la Redenzione del genere umano. Questo viene fatto per fare in modo che il Mio Popolo non lasci gli stracci nauseabondi che si porta appresso e dei quali si vanta con piacere.  
  
VI INVITO A RIMANERE UNITI A MEpregando, digiunando, dimostrando la carità ai fratelli.

 

VI INVITO ALLA PENITENZA, a quella che la Mia Volontà vi ordina di fare e non quella che decidete voi.

 

VI INVITO AD ESSERE CARITÀnon con quello che avete in sovrappiù, ma con quello di cui c’è bisogno, che è più proficuo.

 

Vi invito a pregare con vero pentimento per le miserie che vi portate appresso.

 

VI ORDINO DI NON CONSIDERARE VOI STESSI, MA IL FRATELLO E NEL FRATELLO VEDERE ME.  (Gal 6,4)
VI ORDINO DI PREGARE CON LE LACRIME NATE DAL DOLORE DI AVERMI OFFESO E DI CONTINUARE AD OFFENDERMI.

 

Guardatevi figli:

non siete stelle risplendenti…
non siete Miei veri testimoni…
non siete veri discepoli di Mia Madre…

Avete imparato a strisciare e a nascondervi per non essere visti: fare il male è facile, fare il bene implica morire a sé stessi.

 

Il tempo di Quaresima non è un’imposizione, non è un compito tortuoso, ma un tempo in cui rettificare il percorso deviato sul quale state camminando, in cui correggere i comportamenti e le azioni che credete siano buone e non lo sono.

 

SMETTETELA, POPOLO MIO!
 IL MOMENTO AVANZA E CONTEMPORANEAMENTE LA PURIFICAZIONE SI FARÀ PIÙ DURA, PIÙ DOLOROSA, PIÙ COSTANTE, PERCHÉ RAFFORZIATE LA VOSTRA FEDE ED IL MIO POPOLO, IL MIO PICCOLO RESTO FEDELE, SIA SALDO.

 

La terra continuerà in un costante tremore, la pestilenza sta avanzando ed il male la accoglierà con gioia, per poi prendere misure contro i Miei.

 

TENETE PRESENTE CHE QUESTO MOMENTO ERA STATO PREDETTO…


CHE LA NOTTE NON VI SORPRENDA MENTRE ASPETTATE UN SEGNALE PER CAMBIARE!
IL SEGNALE È QUESTA QUARESIMA.

 

I vulcani addormentati si attiveranno e l’umanità si vedrà obbligata a limitarsi, per trasferirsi da un luogo all’altro.

Popolo Mio, figli amati:

 

IO SONO CON VOI, MIA MADRE NON VI ABBANDONA, IL MIO AMATO ANGELO SAN MICHELE CON LE LEGIONI CELESTI RESTA NELL’ATTESA CHE VI AFFIDIATE ALLA SUA PROTEZIONE E IL MIO ANGELO DELLA PACE (*) VERRÀ PER IL BENE DEL MIO POPOLO. 

 

Voi siete benedetti dall’Amore Trinitario, venite e sarete costantemente benedetti. Il Mio Popolo non è mai stato abbandonato né lo sarà in futuro, per questo manderò il Mio Angelo di Pace, perché con la Mia Parola sulla bocca, sazi la fame e la sete dei Miei, nei momenti cruenti per l’umanità.

 

Gli spiriti del male sparsi nell’aria, non perderanno tempo per portarvi alla perdizione, soprattutto lo faranno con coloro che sono lontani da Me.


Venite a Me, venite a Me!

Invocate San Michele Arcangelo, le Legioni Celesti e siate testimoni del
Mio Amore e figli veri di Mia Madre.

 

IN QUESTA QUARESIMA DESIDERO IN MODO PARTICOLARE CHE IL MIO POPOLO SI ASTENGA DAL PRONUNCIARE PAROLE CONTRO UN FRATELLO.
VI CHIEDO DI PERDONARE E DI ESSERE PERDONO. (S. Giac 4,1)

 

Voi siete il Mio Popolo ed il Mio Popolo deve attirare il bene e renderlo vita in ciascuno di coloro che fanno parte del Mio Corpo Mistico.

 

Vi benedico con il Mio Cuore Sacrosanto.

 

Il vostro amantissimo Gesù.

 

AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO

 

(*) Rivelazioni sull’Angelo di Pace, leggere…

 

 

COMMENTO DI LUZ DE MARIA

 

Ho guardato il nostro amatissimo Signore Gesù Cristo mentre stava osservando l’umanità che spariva, come se su di essa fosse caduta una polvere che le eliminava la carne, mentre gli edifici costruiti dall’uomo rimanevano intatti.  

 

Ho chiesto al Signore di cosa si trattasse e Lui mi ha risposto:

 

Mia amata, questo succederà nella prossima guerra.

 

Te l’ho anche fatto vedete con un altro significato:

 

La polvere rappresenta le cose materiali, la miseria umana, l’egoismo, la superbia, l’indifferenza ai Miei ordini, la meschinità, il disamore, perché tutto questo porta i Miei figli a svanire nello spirito, mentre il male non svanisce, ma aumenta.   

 

L’umanità si sta dibattendo nelle cose materiali, per quello che ritiene sia la verità, mentre se non si pentiranno e non verranno a Me, la realtà sarà la fossa nella quale svanirà la salvezza.  

Alla fine l’Immacolato Cuore di Mia Madre trionferà ed i Miei figli godranno della Salvezza.  

 

Mia amata, l’essere umano sta andando dove non dovrebbe andare, sta facendo cose delle quali non c’è bisogno, sta restringendo il suo cammino e si addentra nella solitudine, in una solitudine personale nella quale la mente lo incarcera, fino a portarlo ad abbandonarmi.

 

Vengano a Me quelli che hanno bisogno di consolazione, vengano a Me gli affamati, chi è abbattuto, chi è abbandonato, umiliato, oltraggiato, vengano a Me i cuori induriti, i superbi, tutti coloro che hanno bisogno di Me!  

 

Venite, non lasciate passare questa Quaresima senza pentirvi, venite, Io vi guarirò!

 

Nostro Signore si è quindi allontanato, benedicendo la terra.

 

Amen.