martedì 4 maggio 2021

Rimane soltanto che passi il tempo dell'Avvertimento e del Miracolo, affinché il mio Braccio scarichi tutto il peso della mia Giustizia sulla stragrande maggioranza di questa umanità ingrata e peccatrice.

 


1 maggio 2021 - Appello di Dio Padre all'umanità. Messaggio a Enoch.


“Popolo mio, Pace a te.

Figli miei, si avvicinano giorni di carestia nel vostro mondo; fame, disoccupazione, carestia, virus, peste e pandemie saranno altre delle tante purificazioni che l'umanità dovrà affrontare. Il denaro non servirà a nulla, perché non avrete nulla da mangiare; è il tempo, figli miei, in cui dovete già fare scorta di cibo non deperibile, perché si avvicina un tempo di carestia come mai prima sulla terra. Coloro che possono fare scorta di cibo, lo facciano già; ma quelli che non possono, non temano; Io, vostro Padre Celestiale, moltiplicherò il molto o il poco avete, purché lo condividiate.

Il Rosario della Provvidenza che vi ho inviato tramite il mio Servo Enoc, dovete recitarlo dopo il Rosario della Misericordia, così che nei giorni di scarsità e di carestia che si avvicinano, non vi manchi il vostro pane quotidiano. Attraverso la recita di questo Rosario moltiplicherò il vostro cibo. Quindi cominciate, figli miei, a pregare questo Rosario in modo che non vi manchi la provvidenza quotidiana nelle vostre case. Le grandi tribolazioni stanno per iniziare e la stragrande maggioranza di questa umanità cammina addormentata per il peccato. Stolti, non volete rifugiarvi nella mia Misericordia? Conoscerete dunque la mia Giustizia, che è retta e inesorabile e che dona a ciascuno secondo le sue opere!

I miei cavalieri della desolazione cavalcano già la terra e hanno cominciato a rovesciare le loro coppe; rimane soltanto che passi il tempo dell'Avvertimento e del Miracolo, affinché il mio Braccio scarichi tutto il peso della mia Giustizia sulla stragrande maggioranza di questa umanità ingrata e peccatrice. O empia umanità, continui ad essere spiritualmente addormentata e quando ti risveglierai non troverai più Misericordia, ma Giustizia! Il mio tempo della Misericordia sta per consumarsi nella sua interezza e per quanto ti esorto a cambiare, ciò che in cambio ricevo è ancora più malvagità, ribellione, ingratitudine e peccato. Poveri quelli di voi che continuano a voltarmi le spalle, perché quando si scatenerà la mia Giustizia, per quanto vi lamenterete e supplicherete, già non sarete più ascoltati!

Popolo mio, la tribolazione che si avvicina mai è stata vissuta in questo mondo. Se sapessi umanità peccatrice cosa sta per arrivare, correresti a mettere in ordine i tuoi conti e a cercare Dio con tutto il tuo cuore! Nel tempo delle grandi tribolazioni, se non vi aggrapperete a Me, il vostro Padre Celestiale, correrete il rischio di perdervi eternamente. Figli prodighi, sono il Padre vostro che vi aspetta a braccia aperte; riprendete la via della salvezza e ritornate a Me con cuore contrito e umiliato; vi assicuro che se lo farete, vi perdonerò e non ricorderò mai più i vostri peccati per quanto grandi possano essere. Correte allora, perché la barca della Mia Misericordia è già pronta a partire; non lasciate il biglietto della vostra salvezza per l'ultimo momento; affrettatevi a prenderlo cosi da non avere nulla di cui lamentarvi un domani!

Rimanete nella pace popolo mio, mia eredità.

Vostro Padre, Yahweh, Signore delle Nazioni.

Fate conoscere i miei messaggi di salvezza a tutta l'umanità, figli miei.”


ROSARIO DELLA PROVVIDENZA

(Per I tempi di scarsità economica, dovete recitarlo dopo il Rosario della Misericordia)

"A chi fa questo Rosario con fede e devozione non mancherà il pane quotidiano. È una promessa di Gesù Misericordioso"

Preghiera iniziale: "O Misericordia Infinita di Dio, che provvedi agli uomini di buona volontà, ai bisognosi, alle vedove e agli orfani, coprendo le loro necessità materiali e spirituali, apri le dispense del cielo, nel Nome del Padre (benedizione +), nel Nome del Figlio (benedizione +) e nel Nome dello Spirito Santo (benedizione +), inviami la provvidenza di cui ho bisogno per soddisfare le mie necessità di questo giorno." (Si fa la richiesta ...)

Si recitano il CREDO e il PADRE NOSTRO.

Nei grani grandi dite: “Possa avere grazia e misericordia anche nei tempi di necessità”. (Ebrei 4:16)

Nei grani piccoli dite: “Nel Nome del Dio Uno e Trino, provvedi per me, Misericordia Divina”. (10 volte)

Al termine di ogni decina, si recita il PADRE NOSTRO, e si ricomincia di nuovo: “Possa avere grazia e ...”, fino a completare le cinque decine.

Si termina il Rosario con la recita del SALMO 136.

Alleluia.
Lodate il Signore perché è buono:
perché eterna è la sua misericordia.

Lodate il Dio degli dei:
perché eterna è la sua misericordia.

Lodate il Signore dei signori:
perché eterna è la sua misericordia.

Egli solo ha compiuto meraviglie:
perché eterna è la sua misericordia.

Ha creato i cieli con sapienza:
perché eterna è la sua misericordia.

Ha stabilito la terra sulle acque:
perché eterna è la sua misericordia.

Ha fatto i grandi luminari:
perché eterna è la sua misericordia.

Il sole per regolare il giorno:
perché eterna è la sua misericordia;

la luna e le stelle per regolare la notte:
perché eterna è la sua misericordia.

Percosse l'Egitto nei suoi primogeniti:
perché eterna è la sua misericordia.

Da loro liberò Israele:
perché eterna è la sua misericordia;

con mano potente e braccio teso:
perché eterna è la sua misericordia.

Divise il mar Rosso in due parti:
perché eterna è la sua misericordia.

In mezzo fece passare Israele:
perché eterna è la sua misericordia.

Travolse il faraone e il suo esercito nel mar Rosso:
perché eterna è la sua misericordia.

[16] Guidò il suo popolo nel deserto:
perché eterna è la sua misericordia.

Percosse grandi sovrani
perché eterna è la sua misericordia;

uccise re potenti:
perché eterna è la sua misericordia.

Seon, re degli Amorrèi:
perché eterna è la sua misericordia.

Og, re di Basan:
perché eterna è la sua misericordia.

Diede in eredità il loro paese;
perché eterna è la sua misericordia;

in eredità a Israele suo servo:
perché eterna è la sua misericordia.

Nella nostra umiliazione si è ricordato di noi:
perché eterna è la sua misericordia;

ci ha liberati dai nostri nemici:
perché eterna è la sua misericordia.

Egli dà il cibo ad ogni vivente: perché eterna è la sua misericordia.

Lodate il Dio del cielo:
perché eterna è la sua misericordia.

 


PARADISO



Quando la nuova Gerusalemme scenderà sul mondo al suono delle trombe, le luci riempiranno i cieli e tutto tacerà. 

Mia amata figlia, il dolore che sopporti fisicamente in questo momento serve a salvare le anime che sono così lontane da Me che, se tu non lo offrissi a Me come anima vittima, sarebbero perdute per Me per sempre. Ricordati sempre quanto Mi ferisca e Mi spezzi il cuore, quando perdo anche una sola anima. 

Il Mio amore per l‟umanità rimane intatto, perché nulla potrebbe mai impedirmi di amare ogni anima preziosa. Le amo tutte così tanto che i doni che ti ho dato, figlia Mia, di vedere tutti i figli di Dio come Egli li vede, con purezza di cuore, non finiscono mai. Questo è il motivo per cui soffri tanto, piccola Mia. Non è a causa di coloro la cui ira ti offende, ma è a causa di quelle anime che si trovano in un buio terribile e il cui destino ti terrorizza, che tu sopporti queste nuove sofferenze fisiche. 

Cerca per favore di capire che quando diventi impaziente e sconvolta a causa di queste prove dolorose, che esse non sono nulla in confronto alla sofferenza intensa che attende quelle anime che saranno afferrate dalla bestia. Questo sarà nulla rispetto alle anime che devono sopportare il dolore della sofferenza in Purgatorio. Quanto diventerà insignificante questo per te quando vedrai come salverò quelle anime, che altrimenti non sarebbero in grado di salvare se stesse dalla morsa malvagia della bestia. 

Figlia Mia, non importa quanto è dolorosa questa sofferenza, poiché essa non conterà più quando riunirò i figli di Dio, quando il più Glorioso Paradiso scenderà nel Grande Giorno. 
Quando la nuova Gerusalemme scenderà sul mondo al suono delle trombe, le luci riempiranno i cieli e tutto tacerà allora prima della musica degli angeli, il cui canto raggiungerà ogni anima prima del momento finale. Questa sarà l‟ultima ora, quando Io verrò a giudicare i vivi e i morti. 

Il vostro Gesù. 

9 Giugno 2013 


lunedì 3 maggio 2021

Chi ha letto il libro del Mio Santo Padre potrà ora interpretare con sempre più chiarezza i segni dei tempi.



Maria Madre di Dio

La vostra preghiera, MIEI amati figli mitiga molto, e molte delle Nostre “pecorelle addormentate “saranno salvate, grazie alla vostra devozione a Noi. Questo tuttavia non vale per tutti i figli di Dio.

Chi non si allontana di propria volontà dalla cattiveria del peccato e dal male stesso, non può entrare in questo meraviglioso Nuovo Mondo! Solo a chi è puro nel cuore, sarà aperta la porta, per chi invece è impuro, corrotto e malvagio essa resterà chiusa!

Il Mio Santo Figlio è la chiave per questa meravigliosa gloria, solo chi LO ama, è degno di entrare.

Non dimenticate mai che Mio Figlio trionferà! Al diavolo è concesso solo poco tempo per maltrattare la terra.

Il tempo stringe! Quando sarà arrivato il giorno della grande gioia, voi dovrete aver già regalato il vostro SI a Gesù; per provare l’intimità con LUI con perfetta gioia, dovrete aver già dato a LUI il vostro Sì!

Adesso avete la possibilità di ritrovare la strada verso di Lui, verso l’unico e vero Dio Uno e Trino quindi pregate adesso lo Spirito Santo di ispirarvi, di guidarvi verso Gesù e ringraziate, onorate, dimostrate il vostro rispetto al vostro Dio! AmateLo! OnorateLo! Vivete con LUI!

Voi tutti siete figli della fine dei tempi! E chiunque abbia letto il libro del Mio Santo Padre interpreterà ora i segni dei tempi con sempre maggior chiarezza.

Così sia.

La “Nuova” Guerra Fredda

 


Il Mistero dell’Iniquità


La Russia si è convertita?

Ma nel mondo esiste una superpotenza militar capace di tenere  testa agli Stati Uniti, e cioè la Russia. Come spiega Donald McAlvany,  “l’ex Unione Sovietica possiede tuttora l’apparato militare e il numero  di testate nucleari più grandi al mondo … ha il maggior numero di carri  armati, veicoli corazzati, sottomarini nucleari, missili ICBM e SLBM (i  missili balistici montati sui sottomarini) e aerei al mondo.”360

La Russia Sovietica ha ancora l’obiettivo di conquistare il mondo  intero. Durante un discorso pronunciato alla Scuola Lenin per la Guerra Politica, nel 1930, Dimitri Manuilski dichiarò: “La guerra finale tra  capitalismo e comunismo è inevitabile. Ma oggi siamo troppo deboli per  colpire. Il nostro giorno verrà tra 30 o 40 anni. Prima, però, dobbiamo  indurre le nazioni capitaliste ad abbassare la guardia, dando loro le più  grandi rassicurazioni in materia di pace e disarmo. Solo allora, quando  la loro guardia si sarà abbassata, li schiacceremo col nostro pugno di  ferro.” 

La Russia Sovietica ha mantenuto intatta questa politica sino ad  oggi. Nel novembre 1987, durante un suo discorso al Politburo, il  Presidente dell’Unione Sovietica, Mikhail Gorbaciov affermò: “Signori,  compagni, non abbiate paura di tutti questi discorsi di ‘Perestrojka’,  ‘glasnost’  e della venuta della democrazia negli anni che verranno. Si  tratta di termini dati in pasto all’esterno. Non ci saranno cambiamenti  significativi all’interno dell’Unione Sovietica, a parte qualche modifica  superficiale. Il nostro scopo è quello di disarmare gli Americani e farli  addormentare.” 

I leader militari Sovietici sono discepoli delle teorie di Sun Tzu,  autore del testo di strategia militare intitolato L’arte della Guerra,  scritto nel 500 a.c. La principale tra queste è “avanzare per mezzo della  ritirata.” La ritirata è stata compiuta con lo smantellamento dello stato  stalinista, ormai inefficiente e burocratizzato, cioè l’Unione Sovietica,  ristrutturandola in un nuovo stato Leninista, la Russia Sovietica. Ciò  che è avvenuto in Russia a cavallo degli anni 80-90 non è stato il crollo  del Comunismo, come vorrebbero farci credere, ma una demolizione  programmata del Socialismo applicato in Unione Sovietica. Nel numero  43 del The Fatima Crusader, pubblicato nell’inverno del 1993, scrissi un  articolo a riguardo. Eccone una parte:

“L’Europa si sta allontanando dal vecchio equilibrio di potere del dopo guerra, che vedeva il blocco della NATO e della CEE  contrapposto al blocco del Patto di Varsavia e del COMECON.  Gorbaciov sta promuovendo la dissoluzione dei blocchi ed il  riordino dell’Europa in un organismo unitario. Un’Europa unita e  neutrale sarà un conglomerato di piccoli stati, dominati dal gigante  Sovietico. Con le sue sconfinate risorse, la sua grande popolazione ed un apparato militare unico al mondo, l’Unione Sovietica sarà  facilmente padrona di tutta l’Europa. Non mi sorprende che il  nuovo slogan usato dalla Russia sia ‘governare dalla Siberia alla  penisola Iberica’.”361

I Sovietici sono riusciti a portare a compimento il loro programma,  che prevedeva la dissoluzione dei blocchi e il riordino dell’Europa in  un nuovo organismo unito, grazie all’entrata della Russia nella NATO,  per mezzo del Partenariato Euro Atlantico. Lo ha ammesso abbastanza  apertamente lo stesso Presidente Sovietico, Vladimir Putin, il 28 maggio 2002 a Roma, quando ha affermato sulla NATO: “ci chiameremo ‘la  Casa dei Soviet’”. Putin ha ottenuto quello che Brezhnev promosse con  il detente, cioè lo stesso scopo di conquista già annunciato da Manuilski  nel 1930. Nel 1973, dinanzi ai leader del Patto di Varsavia riuniti a  Praga, Leonid Breznev disse: “Fidatevi, compagni, perché nel 1985,  grazie al detente, avremo raggiunto la maggior parte dei nostri obiettivi  in Europa Occidentale. Avremo consolidato le nostre posizioni … e  un cambiamento decisivo nei rapporti di forza, dopo il 1985, ci vedrà  esercitare il nostro volere ovunque ne avremo bisogno …”362

Perché si realizzasse quel piano ci sarebbe voluto più di quanto  Breznev avesse ipotizzato, ma l’adesione totale da parte dei leader  Sovietici al programma annunciato da Manuilski li ha effettivamente  portati nella posizione di poter esercitare il proprio volere, ovunque  o dovunque desiderino. È loro intenzione conquistare l’Europa e gli  Stati Uniti, tramite un’alleanza militare con la Cina. Nel febbraio 2002,  Donald McAlvany ha scritto: “Il progetto di un attacco militare contro  gli Stati Uniti, da parte di Russia e Cina, è stato ideato molti anni fa e  mi è stato rivelato personalmente nel 1999 dal Colonnello Stanislav  Lunev, l’ufficiale di più alto rango appartenente al GRU, il Direttorato  Principale per l’Informazione dello Stato maggiore russo, che abbia mai  disertato.”363

“In merito all’esistenza di un piano militare Russo-Cinese,”  continua McAlvany, “Lunev ha affermato che durante la sua ultima  visita a Mosca, prima della sua diserzione avvenuta nel ‘92, lo Stato  Maggiore russo stava ancora progettando di combattere e vincere una  futura guerra nucleare contro l’America. ‘Il progetto di guerra nucleare  è ancora attivo’, dissero al Colonnello Lunev. Ma ci sarebbero stati dei  cambiamenti. I 48 stati continentali degli Stati Uniti non sarebbero  più stati occupati dalle forze armate Russe, che si sarebbero limitate  ad occupare ‘l’Alaska e parte del Canada.’ Sarebbero stati i cinesi ad  occupare l’America continentale.” 

La potenza nucleare della Russia Sovietica e l’immenso esercito  cinese si sono uniti in un nuovo maglio d’acciaio, che forma il cuore  del Nuovo Asse Mosca-Pechino. Richard Maybury ha coniato il termine  di Nuovo Asse nel 1996. Ma questo termine non si limita ad indicare  solo Russia e Cina, che hanno firmato il trattato di cooperazione russocinese nel luglio 2001 e che hanno apertamente dichiarato i propri  interessi strategici comuni contro gli Stati Uniti; esso infatti riguarda  anche molte altre nazioni che hanno aderito ad un’alleanza segreta  contro l’America ed i suoi alleati della NATO. Nel numero di febbraio  2003 della rivista Early Warning Report, Maybury spiega che: “questo  gruppo consiste in almeno 12 stati”, tra i quali l’Iran, l’Iraq, la Corea del  Nord, la Siria, la Libia, Cuba, ecc.

Il governo degli Stati Uniti è consapevole dell’esistenza di questo Nuovo Asse: il 12 giugno 2002, il Vice Segretario alla Difesa Paul  Wolfowitz, ha infatti affermato: “Quel che ci colpì maggiormente,  durante i lavori della Commissione Rumsfeld, fu la scoperta di quanto  questi stati cosiddetti “cattivi” (i paesi del Nuovo Asse) si stessero  aiutando l’un l’altro, e soprattutto quanto aiuto stessero ricevendo sia  dalla Russia che dalla Cina.”364

Il Nuovo Asse supera abbondantemente gli Stati Uniti ed i loro  alleati sia da un punto di vista di armamenti che di soldati. Il piano dei  leader di questo Nuovo Asse è quello di costringere gli Stati Uniti ad  impegnarsi in una serie di micro-guerre contro gli stati meno importanti  dell’asse, prima l’Afghanistan, poi l’Iraq, la Siria, l’Iran e la Corea del  Nord, per proseguire forse addirittura con la Cina, presumibilmente per  difendere Taiwan. Intendono disperdere ed esaurire le forze armate  delle potenze occidentali impiegando la cosiddetta “strategia della  pulce”, messa in pratica con successo da Michael Collins durante la  Guerra d’Indipendenza Irlandese (1919-1921) contro gli Inglesi (“mordi  il cane finché non sa più dove grattarsi” ). A quel punto, lanceranno un  massiccio Blitzkrieg contro l’Europa ed il Nord America. Questo sarà  solo l’inizio della Grande Tribolazione. 

Padre Paul Kramer

ORE DI RIPARAZIONE NOTTURNE

 


ORE DI RIPARAZIONE NOTTURNE 


Passi: 

I. Coroncina dell'amore 

II. Meditazione dell'ora notturna. (uno al giorno) 

III. Preghiera conclusiva (vedi ultima preghiera alla fine) 

 

I. CORONCINA DELL'AMORE 

Sui grani del rosario: 

Sulle perline grandi: 

Sacri Cuori di Gesù e Maria, siate il nostro amore e la nostra salvezza. 

 

Sulle perline piccole (10 volte): 

Gesù e Maria vi amo. Salvare le anime. 

 

Alla fine del rosario, ripetere tre volte: 

Sacri Cuori di Gesù e Maria, fate che io vi ami sempre di più. 


6. MEDITAZIONE DELLE ORE NOTTURNE 


6. Fate riparazione per le anime che perdono il loro tempo su Internet, sulla televisione e si dimenticano di Dio. 

Gesù dice: 

Figlia viziata: sei generosa nell'offrirMi parte del tuo riposo notturno con quest'ora di riparazione, un'ora in cui molte anime perdono il loro tempo su Internet e alla televisione guardando programmi: perniciosi, che non edificano affatto il loro progetto di vita, che eccitano la loro immaginazione e la portano al peccato, che deformano il loro modo di pensare, che rubano gli spazi di condivisione in famiglia, che mettono fine all'identità di alcuni dei miei figli; che sono la via al superficialismo, alla mercificazione, che distorcono ciò che è il peccato, peccato che è mostrato come qualcosa di molto normale, qualcosa che si adatta a questi tempi moderni. 

Ripara, figlio caro: poiché Internet e la televisione sono diventate le scatole nere delle nostre case, sono spesso un passaporto per l'inferno. Perché la preghiera e la recita del Santo Rosario in famiglia è passata in secondo piano; l'erotismo, la violenza, la prostituzione, il traffico di droga e i cattivi esempi sono il pane quotidiano; perché le soap opera non dovrebbero essere assenti nelle case che si dicono cattoliche, case in cui c'è poco dialogo, poca condivisione a tavola, poca preghiera in comunità, case che hanno dimenticato di essere una Chiesa domestica. Una Chiesa in cui il primo posto deve essere Dio e non la televisione e Internet. Una Chiesa che legge e medita le Sacre Scritture.  Chiesa che vive in un amore di agape permanente. Una Chiesa che si sforza di rimanere attaccata al grande mistero della Croce.  Una Chiesa che si lascia avvolgere nelle pieghe del manto della Beata Vergine Maria. Che la Chiesa sia protetta da San Giuseppe.  Ripara, in quest'ora notturna, perché molti dei miei figli vanno a letto senza pensare a Me, senza affidarsi alla mia protezione, senza unire il loro cuore al mio attraverso la preghiera. Ripara, in quest'ora notturna, affinché gli uomini si allontanino dalle porte aperte dell'inferno e si immergano in una delle Camere del mio Cuore Divino e sentano il fuoco ardente della fiamma del mio Amore Divino. Riparate, in quest'ora notturna, affinché i raggi della mia luce divina penetrino nei cuori dei miei figli; figli che proveranno avversione per tutto ciò che è di dubbia moralità; figli che sentiranno la necessità di cercare spazi di preghiera e incontri da soli con me. 

 

Anima della riparazione: 

Dolcissimo Gesù: la gioia è nel mio cuore nel sapere che tu usi il mio nulla, perché io sono un servo inutile alla tua presenza. Sono debole e come tale, ho bisogno della tua forza divina per non declinare sulla strada che ho preso; una strada abbellita con le più belle rose dell'esportazione; una strada stretta e ripida ma una strada sicura che mi porta all'incontro eterno con il mio adorabile Gesù. Nome che porto inciso nei miei pensieri e nel mio cuore. Nome che mi fa sospirare d'amore. Nome che eccita il mio spirito con il desiderio di donarmi. Nome che risuona nel profondo della mia anima ed è per questo che sono con gli occhi spalancati in quest'ora notturna di riparazione. 

Una riparazione che attenuerà il vostro dolore. Riparazione che porterà avanti il trionfo del Cuore Immacolato e il Regno del tuo Sacro Cuore. Riparazione che aprirà le porte della Nuova Gerusalemme. 

Dolcissimo Gesù, stasera faccio riparazione per le anime che passano lunghe ore alla televisione e a Internet; anime che si lasciano derubare dei tuoi doni e dei doni celesti che sei solito elargire nella preghiera; anime che devono riempire il vuoto del loro cuore, immergendosi nei sentieri della contemplazione; anime che devono pensare alla loro salvezza, prendendo coscienza che la televisione e Internet portano spesso alla bancarotta spirituale, alla morte spirituale; anime che hanno bisogno di pensare alla vera vita, una vita che esige santità, rinuncia; una vita che deve essere conforme ai tuoi insegnamenti, mio amabilissimo Gesù; una vita che sia coerente con il tuo Vangelo. Mio dolcissimo Gesù, come sono ingrati e sciocchi gli uomini nei loro pensieri, come sono sciocchi nelle loro azioni, perché la televisione e Internet li hanno intrappolati nelle reti oscure che li condurranno alla perdizione. 

Mio dolcissimo Gesù, ti chiedo di avere pietà di questa umanità riluttante al tuo amore, un'umanità interessata agli affari del mondo ma disinteressata alle cose del cielo.  L'umanità astratta nella scienza, nella teologia, ma dispersa nella Sapienza Divina. Mio dolcissimo Gesù: chiama ciascuno dei tuoi figli alla preghiera; una preghiera che li rafforzi affinché possano camminare come pellegrini alla ricerca dell'Assoluto, alla ricerca del Cielo.

Dammi le tue mani e ti condurrò in Paradiso.




Messaggio di Nostra Signora Madre Protettrice degli Afflitti alla Vergine Sovrana




24 aprile 2021

"Cari figli,

Ecco il Servo del Signore!

Cari e amati figli, la mia grande felicità nel venire dal Cielo in questo luogo è di vedervi riuniti in preghiera, in risposta alla chiamata di Dio. Se il mondo prega, cercando la Misericordia del Signore, tutto si trasformerà e ci sarà tra gli uomini la tanto desiderata pace. La mancanza di preghiera e la mancanza di amore portano gli uomini a uno stato di molti dolori. La mia chiamata è una chiamata alla conversione. Vorrei che gli uomini fossero salvati! Pregate figli miei e non allontanatevi dal Cuore di Mio Figlio Gesù. Ti ama e ti aspetta a braccia aperte. So che vivi in ​​un momento difficile, in cui i miei figli sentono sempre più il pesante fardello. Sono qui per aiutare i miei poveri figli a trovare la via per la salvezza. Dammi le tue mani e ti condurrò in Paradiso. Conosco molto bene i miei figli, vi chiamo per nome! Ascoltami! Avvicinati al Mio Cuore Immacolato e tutto finirà bene per te. Io intercedo costantemente presso Dio per i miei figli e non mi stancherò mai di chiedere per voi. Un giorno ci sarà una nuova Pentecoste e la vera pace discenderà dal Cielo sulla Terra. Preparati per questo giorno !!!

Che Dio ti benedica e ti conceda la sua pace! Ti amo! Tutti rimangono nel nome della Santissima Trinità ".

MARIA E LA SUA ARMATA

 


IL REDENTORE

Il mistero della Croce è intimamente connesso con la realtà umana del peccato. Dice san Paolo: « Pertanto, come per mezzo di un uomo il peccato entrò nel mondo e per mezzo del peccato la morte, e in tal modo la morte si estese a tutti gli uomini, perché tutti peccarono... Tuttavia non quale fu il delitto, fu il dono. Infatti, se per il delitto di uno solo tutti morirono, molto di piú la grazia di Dio e il dono che ci viene da un solo uomo, Gesù Cristo, sono stati riversati su tutti. E per il dono non avvenne come nel caso dell'uno che peccò, poiché il giudizio proveniente sfocia nella condanna, mentre il dono di grazia, partendo da molti peccati, sfocia nella giustificazione. Se dunque per la colpa di uno solo la morte regnò per causa di quello solo, molto piú coloro che ricevono l'abbondanza delle grazie e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo. Quindi come mediante il delitto di uno solo si ebbe la condanna su tutti gli uomini, cosí anche mediante la giustificazione di uno solo si ebbe la giustizia di vita su tutti gli uomini. Come, infatti, per la disubbidienza di un solo uomo tutti furono costituiti peccatori, cosí anche per l'ubbidienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti » (Rom. 5, 12-19).

Cristo, infatti, per poterci salvare ha dovuto pagare per tutti e pagare cosí terribilmente da sembrare incredibile, come Dio stesso profetizzò per mezzo di Isaia: « Chi avrebbe creduto alla nostra rivelazione? A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore? È cresciuto come un virgulto davanti a lui e come una radice in terra arida. Non ha apparenza, né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per trovare in lui diletto. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattutto su di lui; per la sue piaghe noi siamo stati guariti.

Noi tutti eravamo perduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l'iniquità di tutti noi. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprí la sua bocca; era come un agnello condotto al macello, come una pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprí la sua bocca.

Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo; chi si affligge per la sua sorte?

Sí, fu eliminato dalla terra dei viventi, per l'iniquità del mio popolo fu percosso a morte. Gli si diede sepoltura con gli empi, con il ricco fu il suo tumulo, sebbene non avesse commesso violenza, né vi fu inganno nella sua bocca.

Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolore.

Quando offrirà se stesso in espiazione, vedrà una discendenza, vivrà a lungo e si compirà per mezzo suo la volontà del Signore. Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce e si sazierà della sua conoscenza; il giusto mio servo giustificherà molti e gli si addosserà la loro iniquità.

Perciò io gli darò in premio le moltitudini, dei potenti egli farà bottino, perché ha consegnato se stesso alla morte ed è stato annoverato fra gli empi, mentre egli portava il peccato di molti e intercedeva per i peccatori » (Is. 53, 1-12).

San Matteo ci fa con estrema sobrietà il racconto della passione di Gesú: “Allora Pilato, dopo aver fatto flagellare Gesú, lo consegnò loro perché fosse crocifisso. Allora i soldati del governatore, condotto Gesú nel pretorio, radunarono intorno a lui tutta la corte. Lo spogliarono e gli misero addosso un manto scarlatto; quindi intrecciarono una corona di spine, gliela posero in capo e gli misero una canna nella destra; poi, piegando i ginocchi davanti a lui, lo schernivano dicendo: "Salve, re dei Giudei!". E sputandogli addosso, prendevano la canna e gliela battevano sulla testa. Dopo averlo cosí schernito, gli levarono il manto, e gli rimisero le sue vesti e lo condussero a crocifiggere. Nell'uscire incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la croce di lui.

Giunti sul luogo detto Golgota, che significa cranio, gli diedero a bere vino mischiato con fiele; ma, assaggiatolo, non ne volle bere. Quando lo ebbero crocifisso, si divisero le sue vesti, tirandole a sorte.

E, seduti, gli facevano la guardia. Al di sopra del capo posero scritta la causa della sua condanna: "Questo è Gesú il re dei Giudei". Furono crocifissi allora insieme a lui anche due ladroni, uno alla sua destra, l'altro alla sinistra. I passanti lo ingiuriavano e scrollavano il capo dicendo: "Tu che distruggi il tempio e lo rifai in tre giorni, salva te stesso! Se sei il figlio di Dio, scendi dalla croce!" Similmente i grandi sacerdoti, gli scribi e gli anziani lo beffeggiavano dicendo: "Ha salvato gli altri e non può salvare se stesso! Se è il re d'Israele scenda ora dalla croce e crederemo in lui! Ha confidato in Dio: lo liberi ora, se gli vuol bene; giacché ha detto: sono figlio di Dio". Nello stesso modo lo beffeggiavano anche i ladroni che erano stati crocifissi con lui.

Dall'ora sesta fino all'ora nona si stesero le tenebre su tutta la terra. E verso l'ora nona Gesú gridò ad alta voce: "Elí, Eli, lemà sabactaní!", cioè: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?" Alcuni dei circostanti, udito questo dicevano: "Costui chiama Elia". E subito uno di essi corse a prendere una spugna, e, inzuppatala nell'aceto, la mise in cima ad una canna e gli dava da bere. Gli altri dicevano: "Lascia, vediamo se viene Elia a liberarlo". Ma Gesú, dopo aver di nuovo emesso un forte grido, rese lo spirito » (Mt. 27, 26-50)

La passione di Gesú, purtroppo, non è finita. Egli continua la sua agonia sino alla fine del mondo. Il motivo è molto semplice: egli è il capo del Corpo Mistico, e soffre per gl'infiniti peccati commessi dagli uomini e per le sofferenze stesse degli uomini. Accanto alla sua croce c'è perennemente la sua SS. Madre Addolorata con l'anima trafitta dalla spada e, insieme, un gruppetto di amici fedeli che lo consolano avanti al Tabernacolo.


LE GRANDEZZE DI MARIA

 


LA VERGINE È LA PERSONA PIÙ INSIGNE DOPO LE PERSONE DIVINE

Oh degnazione infinita! le tre divine persone che vivono ed operano in una perfetta unità, mentre sono eternamente beate e pienamente soddisfatte nella loro società, vogliono estendere questa sociètà ad una nuova persona (Maria SS.), e dovendo operare assieme il capolavoro della loro potenza e della loro bontà, vogliono associarsi [126] la Vergine in questa che è la massima delle loro operazioni.

Volendo, per colmo della loro gloria, del loro amore e della loro potenza, congiungere l'essere creato con l'Essere increato in una delle loro persone e darle una nuova natura, hanno voluto dividere con la Vergine la gloria di quest'opera. Scegliendola quindi fra tutte le creature, l'hanno resa capace e degna di dare insieme con loro questa nuova natura ad una persona divina e di essere Madre del Verbo Incarnato; elevando una persona umana ad una tale potenza e dandole una parte così grande in un sì grande mistero.

Siate benedetta, o Trinità santa, in questa vostra divina volontà, in questo sacro disegno per il quale il Figlio di Dio si fa Figlio dell'uomo e una Vergine diventa Madre di Dio! Disegno altissimo e degno dell'Altissimo! Disegno profondo e degno altresì della maestà del Padre, della sapienza del Figlio e dell'amore dello Spirito Santo!...

In quest'opera (dell'Incarnazione) Vi associate la santissima Vergine, l'elevate ad operare insieme con Voi nel compimento dell'Opera Vostra più insigne. Come associate una natura umana ad una delle vostre persone divine, volete pure associare una persona umana ad una delle vostre opere divine.

Contemplando dunque quest'opera, o Trinità santa, e trovando in quella la Vergine in società con Voi, la contemplo ed ossequio subito dopo Voi medesimo; la contemplo ed ossequio come la persona più sublime che mai vi sarà, la Persona più santa e più degna della vostra grandezza e del vostro amore; anzi la contemplo ed ossequio come quella che è oltremodo superiore in sublimità, in dignità e santità a tutte le persone umane ed angeliche, considerate anche tutte assieme. [127]

CARD. PIETRO DE BÉRULLE

PER CHI E' IN PECCATO MORTALE

 


Il Signore Dio degli Eserciti dice: Siete giunti alla fine della corsa. Il tentacolo abbrancherà solo i figli di Satana.

 


Carbonia  02.05.2021

Suonano i tamburi a morte! … il macello è prossimo!

Il Signore Dio degli Eserciti dice:
Siete giunti alla fine della corsa. Il tentacolo abbrancherà solo i figli di Satana.

Il trionfo del Cuore Immacolato di Maria è ormai prossimo. Preparate la via del Signore al Signore. Tutto è pronto, il Cielo Comanda amore e carità.

Sono giunti i giorni decisivi, il mio popolo è nella disperazione, … suonano i tamburi a morte, … il macello è prossimo!

Figli miei, ecco che il vostro Dio interviene a portarvi l’aiuto; stringetevi in un cuor solo un’anima sola, il Sole di Giustizia sta per essere tra voi.

Abbandonatevi alle braccia della vostra Mamma celeste e seguitela con fiducia e amore in questa missione di salvezza. Ornatevi di amore e verità, accompagnatevi a Maria nel Santo Rosario e chiedete il Mio intervento anticipato perché veniate a soffrire meno.

Satana ha messo ormai i suoi artigli su tutta la Terra, comanda il mondo, dirige nella mia Chiesa e si pavoneggia a vittorioso: … miserum est!

Il Vaticano è nero! … nero come la pece! Il suo male è in colui che guida: … il maledetto Serpente Antico, il dio di morte eterna.

I miei prelati si sono fatti affascinare dalle sue false luci, hanno voltato le spalle al loro vero Dio, il loro Creatore, … si sono messi alla sua sequela: … pochi sono coloro che abbraccerò a Me, nulla è stato fatto per salvare la mia Chiesa terrena!

Morirà questa maledizione! Non appena Io manderò il fuoco dal cielo, il male verrà bruciato e tornerà la pace, l’armonia e l’amore.

Sono Colui che ora vedrete!
Nella mia sfolgorante Bellezza Mi vedrete!
… Sarete illuminati di Me!

Ecco che Io vengo a dichiararvi la mia Verità, IO SONO COLUI CHE SONO!

Poveri figli, oh voi che non avete che atteso il giorno del vostro innalzamento alla cattedra più prestigiosa, non avrete che dolore.

Basta! Il Cielo comanda la fine del male, interviene a purificare ogni cosa.
La Terra sarà trasformata, i pascoli cresceranno nuovi e il mio nuovo popolo si disseterà alla Sorgente dell’Amore: … nuove tutte le cose! Amen!

 


 


SOLO DIO E' L'AMORE PERFETTO

 

Si nasce per amare, ma solo Dio è l’Amore perfetto. L'amore terreno può esserci tolto, mai quello di colui che ci ha amati da prima che fossimo concepiti e ci amerà per sempre fino all’ultimo: Dio! Purché noi Glielo permettiamo  


Si nasce per amare, ma solo Dio è l’Amore perfetto

 

 

di


Francesco Lamendola

 

 

 0 verso croci 500

 

 

E qual cosa v’era che mi dilettasse se non l’amare e l’essere amato?, si domandava sant’Agostino rievocando gli anni della sua infanzia e adolescenza (Confessioni, II, 2). Amare ed essere amati: certo; che altro desidera l’uomo più di questo? Tutti, sin dalla più tenera età, sin da quando si agitano nella culla e chiedono di essere presi in braccio dalla propria madre, questo prima di ogni altra cosa hanno in cuore: l’ardente desiderio di ricevere amore, e più tardi, crescendo, anche quello di donarlo a propria volta. L’amore, per l’essere umano, non è soltanto un oggetto, uno fra gli altri, per quanto particolarmente desiderabile; è molto di più: tutti, più o meno coscientemente, avvertono che esso è lo scopo, la meta finale e il destino della propria esistenza. Si può immaginare un essere umano il quale non abbia mai sperimentato, né desiderato, il successo, il potere o il piacere, ma difficilmente si può immaginare un essere umano che non abbia mai sentito l’impulso fondamentale di amare ed essere amato. L’amore è l’orizzonte esistenziale proprio dell’essere umano, anche se non è detto che poi si indirizzi verso una persona in senso sessuale; può essere anche l’amore di un genitore per un figlio, o di un figlio per il genitore, o di un fratello per il fratello; può essere l’amore per un ideale, per una grande idea, come nel caso del missionario che desidera donarsi interamente ai lebbrosi, e in genere all’umanità bisognosa; può essere l’amore per la natura, per gli animali, spinto fino ad amare il proprio animale domestico più di qualsiasi altro essere al mondo (e qui siamo già alle soglie d’un amore patologico: difficile stabilire il confine preciso). Una bambina può struggersi e soffrire disperatamente, in silenzio, nella vana attesa di ricevere da sua madre un segno d’amore, uno sguardo, una carezza, una parola affettuosa. Un uomo può sentirsi invadere dalla disperazione perché l’amata compagna della sua vita, afflitta da una malattia psichiatrica, non è più lei, è diventata un’altra persona, un’estranea remota, irraggiungibile e insensibile a tutto l’amore che lui vorrebbe continuare a offrirle. Nessuno è tanto forte da poter fare del tutto a meno dell’amore; e pochi sono talmente aridi da non aver mai provato uno slancio d’amore nei confronti di qualcun altro. Sia come bene da desiderare, sia come pienezza da donare, l’amore riempie l’orizzonte esistenziale di ogni essere umano e si confonde con esso: impossibile immaginare una vita totalmente deserta di amore; impossibile anche immaginare che la sua scomparsa, o la sua assenza, non provochi un’intima, dolorosissima lacerazione e un senso di vuoto, di nulla, che grava sul cuore come una cappa di piombo. Qualunque cosa si pensi dell’amore, noi siamo fatti sulla sua misura; e se non siamo capaci di amare nella maniera giusta, impazziamo, e il nostro bisogno di dare e ricevere amore prende strade inconsuete, pericolose, devianti e perfino degradanti. Vi sono persone che pur di essere amate, accondiscendono a subire i trattamenti più oltraggiosi e umilianti: preferirebbero la morte piuttosto che perdere l’amore, anche se nei momenti di lucidità si rendono conto, o almeno intuiscono, che quello non può essere amore, ma la sua tragica contraffazione.

 

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Si nasce per amare, ma solo Dio è l’Amore perfetto!

 

L’amore non va confuso con la sessualità, anche se, nell’amore fra uomo e donna, questo elemento è certamente presente, magari talvolta in forma sublimata, repressa o rimossa. Ma se è certo che la sessualità non può, o non dovrebbe, fare a meno dell’amore, per non diventare uno squallido gioco di corpi che si usano a vicenda, è altrettanto certo che l’amore può fare a meno della sessualità, come avviene in un’autentica relazione d’amore tra genitori e figli, o tra fratelli e sorelle, o anche fra amici: perché esiste un amore di amicizia che può essere perfino più totale e incondizionato dell’amore che si esprime in forma sessuale. Gesù Cristo afferma solennemente che non vi è amore più grande di quello di colui che è pronto a dare la propria vita per i suoi amici (cfr. Gv., 15,13), e questa è la definizione più alta e più vera dell’amore di amicizia, che può esistere, certo, anche entro una relazione di coppia, ma che al di fiori della sfera sessuale divine più puro, perché del tutto privo di sottintesi, aspettative e utilitarismi, sia pure del tutto inconsapevoli.

Ora, questa universalità e totalità del desiderio di amare ed essere amati attesta chiaramente una cosa: che l’amore, l’amore con la A maiuscola, deve esistere. Noi non lo brameremmo, se  non ne avessimo una qualche nozione inconscia; così come il viandante nel deserto non proverebbe la sete, se l’acqua non esistesse. Forse morirebbe di sete senza sapere il perché; ma il fatto che non si conosca il nome di una cosa, che pur si desidera, non smentisce, anzi conferma, che quella tale cosa deve necessariamente esistere. Gaunilone credeva di aver confutato la prova ontologica di sant’Anselmo di Aosta circa l’esistenza di Dio, con la sua famosa metafora dell’isola perduta che nessuno conosce, ma che si ritiene debba esistere, solo perché più bella e più desiderabile di qualsiasi altra isola si possa immaginare: misera argomentazione (che approfondiremo un’altra volta), perché comunque esiste nella mente umana la nozione di isola, così come esiste la nozione di bello, e anche la nozione di sconosciuto: dunque non è affatto illusorio dedurre che l’isola dei nostri sogni deve esistere, perché la nostra mente sempre desidera qualcosa sulla base dei dati che la sua coscienza possiede e l’esperienza le mette a disposizione. Se non esistesse la nozione di isola, né di bellezza, né di sconosciuto, allora si potrebbe dire che il ragionamento di Anselmo (riferito peraltro a Dio e non a un’isola) è capzioso, ma la semplice riflessione mostra il contrario: se immaginiamo qualcosa e la desideriamo, è perché abbiamo tratto dall’esperienza alcuni elementi che agiscono sulla nostra coscienza e ci danno la ragionevole certezza, anche solo a livello istintivo, che quella tale cosa deve esistere. In altre parole, il desiderio in se stesso non è mai vano: può essere vano il suo oggetto, nel senso che può essere diverso da quello sognato; ma il desiderio è indubitabile, e poiché si desidera, sì, qualcosa di indefinito, specie quando si tratta dell’amore, ma non qualcosa di astratto, bensì di concreto, cioè qualcosa di cui si è fatta una sia pur debole esperienza, o si è avuto un sia pur labile indizio, la conclusione è che l’oggetto del desiderio deve necessariamente esistere, altrimenti non potremmo desiderare.

 

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Per Fulton J. Sheen solo in Dio si consegue l’estasi dell’Amore Perfetto e la Felicità del cuore!

 

In effetti, si applica qui lo stesso ragionamento che conduce alla nozione di essere, e su cui si fonda tutta la filosofia (quella vera, cioè la metafisica, non la speculazione parziale e strumentale su singoli aspetti del fenomeno). Noi abbiamo la certezza che l’essere esiste, perché osserviamo che esiste necessariamente non questa o quella cosa (la quale, in effetti, potrebbe anche non esistere), ma perché esiste qualcosa, e questo qualcosa è il fondamento di qualsiasi altro esistere, e dunque di qualsiasi altro essere. L’essere è il sostegno logico e necessario di qualsiasi cosa esistente o anche solo pensabile, cioè di qualsiasi cosa partecipi della proprietà dell’essere. Non di quell’essere specifico che è grande o piccolo, bianco o nero, semplice o complesso: ma di quell’essere che è, che esiste, che è pensabile, e che pertanto deve essere per forza o grande o piccolo, o bianco o nero (o di qualsiasi altro colore), o semplice o complesso. E comprendiamo così che esiste una differenza fondamentale fra i singoli enti e l’essere in quanto tale: gli enti sono specifici e determinati, hanno cioè una propria individualità e particolarità, al punto che non esistono al mondo due enti perfettamente uguali; l’essere invece è universale e necessario, indeterminato non nel senso che non abbia una determinazione, ma nel senso che comprende in sé tutte le determinazioni possibili, e le fornisce ai singoli enti, conferendo loro, così, una individuazione concreta, precisa, unica e irripetibile. Tali sono ad esempio le nostre singole esistenze: che non sono concepibili, né possibili, se si fa astrazione dal fatto che ciascuno di noi è fatto in un certo modo e non in un altro, con certe caratteristiche fisiche, psichiche e morali, con un certo modo di relazionarsi con gli altri, eccetera. Ma noi, come ogni altro singolo ente, non siamo autonomi, non siamo autosufficienti, perché non ci siamo determinati da soli e non ci siamo dati l’essere da noi stessi, lo abbiamo ricevuto, quindi lo possediamo per partecipazione e non per generazione. Nessun ente si genera da se stesso: tutti, per venire all’esistenza, attingono da un qualcosa che è al di fuori di loro, prima di loro, più libero rispetto a loro, nel senso che essi hanno ricevuto e non scelto l’esistenza, mentre chi ha dato loro l’esistenza (ad esempio uno scrittore che dà l’esistenza al suo romanzo) avrebbero potuto anche non farlo, poiché in possesso della libertà di fare o non fare, di trasmettere la catena dell’esistenza o d’interromperla (come un uomo che, deluso dalla vita decide di non amare più, di non dare più nulla ad alcuno, e, se è un artista, di non comporre più un rigo musicale, o una pagina di prosa, o un verso di poesia).

 

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E qual cosa v’era che mi dilettasse se non l’amare e l’essere amato?, si domandava sant’Agostino rievocando gli anni della sua infanzia e adolescenza (Confessioni, II, 2).

 

Citiamo la pagina conclusiva del libro di Fulton J. Sheen La felicità del cuore (Lift Up Your Earth: A Guide to Spiritual Peace, Garden City Books, 1950; traduzione dall’inglese di Etta Comito e Augusto Donaudy, Napoli, Richter, 1952, pp. 398-399):

In alto i cuori! La ricerca del piacere testimonia di un vuoto che solo il Divino può colmare. Chiunque non sia innamorato dell’Amore insegue un paradiso artificiale, e con tanta ostinazione cercherebbe il Cielo se al Cielo appunto non fosse destinato? Nel suo cuore è un terribile vuoto. Ogni suo peccato  non è che un tentativo di colmare questo vuoto.  Tutti gli amanti senza Dio sono amanti delusi.

Solo Dio può amare se stesso, in quanto è Perfetto; l’Ego non può esser pago dell’amor di sé, in quanto è imperfetto. Perciò gli uomini si amano reciprocamente: per compensare la loro mancanza di perfezione. Perché ciò che amiamo negli altri è, quasi sempre, ciò che manca in noi. Ma il nostro amore per un qualsiasi essere umano è sempre inficiato  da un paradosso che gli impedisce la perfezione. Difatti, se io amo, vuol dire che sono amato. Ora, se la persona che mi ama, mi ama con assoluta dedizione cessa di esistere: sono io che la domino, che la posseggo, che la soggiogo, al punto che, come un’immagine di Dio, essa non esiste più di per sé, ma solo per me. In tal caso non mi rimane nessuno da amare. Ma se non mi ama al punto da arrendersi incondizionatamente al suo amore per me, vuol dire che non mi è devota, che non appaga le mie esigenze, perché io sono fatto per l’amore infinito ed essa non mi ama abbastanza.

Nell’amore che prescinde da Dio c’è dunque fame e sazietà al tempo stesso: fame, perché l’umana creatura non può amare abbastanza sazietà, perché ama troppo. L’unica evasione possibile da questo paradosso è l’Amore di Dio. In Lui non c’è fame, perché in Lui si consegue l’estasi dell’Amore Perfetto, la Felicità del cuore. “Voluptas cordium”. Né in Lui c’è sazietà, perché occorrerebbe un’interminabile eternità per cominciare a scandagliare le profondità dell’Amore Divino. Dio è Amore, e l’amore è ciò che desideriamo e di cui abbiamo bisogno. Amore è il nostro destino.

 

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L'amore terreno può esserci tolto, mai quello di colui che ci ha amati da prima che fossimo concepiti e ci amerà per sempre fino all’ultimo: Dio! Purché noi Glielo permettiamo!

 

Il punto è proprio questo: qualsiasi amore terreno può esserci tolto: o dall’incostanza della persona amata, o da una forza esterna e inesorabile, in particolare dalla morte. In tal caso, l’anima resta come mutilata: sente che le è stato strappato via qualcosa d’infinitamente prezioso e non riesce a darsene pace. E nondimeno, anche se sappiamo che ogni cosa amabile può esserci tolta, noi la cerchiamo, la bramiamo e, se riusciamo a raggiungerla, ci attacchiamo ad essa come se ciò dovesse durare per sempre e resistere a qualsiasi ostacolo. E invece, quanto è fragile la natura umana! Basta ad esempio una grave forma depressiva, non diagnosticata e non curata per tempo; basta un incidente che menomi l’intelligenza, una banale caduta dalle scale, o un errore di guida recandosi al lavoro; basta una malattia come il morbo di Alzheimer: e l’amore di quella persona ci sarà tolto per sempre, insieme a tutto ciò che di essa abbiamo amato e giudicato amabile. Certo, si può, anzi si deve rimanere fedeli alla promessa d’amore: ma l’amore in se stesso non c’è più, vi si è sostituita la pietà, o il sentimento del dovere; per continuare ad amare quella persona, ormai irriconoscibile, bisogna ingannare se stessi e continuare a vederla com’era un tempo, com’era prima. Ecco allora che l’anima, una volta compresa questa verità fondamentale, la caducità di ogni ente, comincia a rivolgersi nella direzione giusta: verso l’amore che non sfiorisce, né s’interrompe; verso la pienezza che non delude mai; verso l’essere che non riceve l’esistenza da altri, ma la possiede da se stesso, e che perciò è in grado d’irradiarci sempre, d’illuminarci sempre, di riscaldarci sempre, di consolarci sempre. Allora, e solo allora, comprendiamo la vera natura dei nostri amori precedenti, quelli terreni: non erano altro che dei tentativi esitanti, dei riflessi e delle approssimazioni, molto limitate e imperfette, del solo, vero, grande Amore che regna su tutto e che tutti chiama a Sé. Amando quella certa persona, noi abbiamo cercato, inconsciamente, l’Amore divino, così come l’uomo adulto, amando una certa donna, cerca inconsciamente l’amore della sola donna che lo ha amato incondizionatamente,  fin da prima che nascesse: sua madre. Ebbene, Dio è colui che ci ha amati da prima che fossimo concepiti e ci amerà per sempre, fino all’ultimo, purché noi Glielo permettiamo...

 


Del 02 Maggio 2021