domenica 23 maggio 2021

Il beato Francisco Palau - Un profeta di ieri, per oggi, domani e per la fine del mondo

 


La tempesta minacciò di affondare la barca di Pietro, ma Gesù dormì,
Rembrandt van Rijn (1606 - 1669), Museo Isabella Stewart Gardner.

“23. Salì su una barca con i suoi discepoli.
24. Improvvisamente, una tale tempesta scoppiò sul mare,
      che le onde coprivano la barca.
      Tuttavia, dormiva.
25. I discepoli andarono da lui e lo svegliarono, dicendo:
      Signore, salvaci, periamo!
26. E Gesù chiese: Perché questa paura, gente di poca fede?
      Poi, alzandosi, diede ordini ai venti e al mare,
      e c'era una grande calma.
27. Ammirati, hanno detto:
      Chi è quest'uomo a cui obbediscono anche i venti e il mare? "

La Chiesa colpisce, rinnovata dallo Spirito Santo


Il predominio travolgente della Rivoluzione, secondo le predizioni chiaroveggenti del santo carmelitano, sarà indebolito.

Il fatto farà impazzire il capo del processo rivoluzionario, che scatenerà il suo odio.

Al tempo dei disperati furori persecutori di Satana, la Chiesa cercherà rifugio in luoghi meno alla portata della tempesta.

Là resisterà agli assalti agonizzanti del furore rivoluzionario.

In questi momenti estremi di apparente schiacciamento e rischio di estinzione, il pensiero beato, lo Spirito Santo invierà il suo soffio rigenerante sulla Chiesa perseguitata.

E lei, rinnovata da grazie straordinarie, intraprenderà la controffensiva:

“La Chiesa cambierà una seconda volta il volto del mondo, ma prima dovrà scendere nel silenzio delle tombe.

“Con i suoi templi rovinati, si ritirerà nella solitudine delle montagne.

"Là riceverà lo Spirito Santo nella pienezza dei doni di cui ha bisogno per salvare la società moderna" ("La Internacional", El Ermitaño , Nº 147, 31-8-1871.).


Tale azione dello Spirito Santo avrà una sorprendente analogia con la discesa del Paracleto sugli Apostoli nel Cenacolo.

Ma questa volta sarebbe accaduto tra persecuzioni e martirio, nel bel mezzo di una lotta contro la folle Rivoluzione. Condizioni del tutto opposte alle feste “carismatiche” più o meno identificate con irenismi relativistici interreligiosi:

“Lo Spirito Santo è disceso sul monte Sinai tra tuoni, fulmini e tempeste per annunciare al popolo la legge del Decalogo che aveva dimenticato.

[Nota: "18. Tutto il monte Sinai fumava, perché il Signore era sceso su di esso in mezzo alle fiamme; il fumo che saliva dalla montagna era come il fumo di una fornace, e l'intera montagna tremava violentemente ”. Esodo, 19, 18 )

“Lo Spirito Santo discese sugli Apostoli durante una tempesta [Nota:“ 2. All'improvviso, un rumore venne dal cielo, come se stesse soffiando un forte vento, e riempì tutta la casa dove erano seduti.
“3. Poi apparvero loro alcune specie di lingue di fuoco che si divisero e caddero su ognuna di esse ”. Atti degli Apostoli, 2, 2-3 )].

"In una tempesta scenderà ancora una volta, e lo spirito rivoluzionario malvagio, empio, tenebroso che ha il corpo morale della società umana e che lo scuote da queste arie che respiriamo, in orribili sconvolgimenti politici" sarà gettato nell'abisso " ("La Tempestad", El Ermitaño , Nº 149, 15-9-1871.).


La Chiesa, sotto l'impetuoso soffio rinnovatore dello Spirito Santo, inizierà il contrattacco.

Denuncerà ovunque la Rivoluzione, i suoi leader e tirapiedi. Tale predicazione avrà un vigore irresistibile:

“Dopo aver riconosciuto come un fatto storico che Satana dirige l'opera della Rivoluzione, la sostiene, le dà forza, potere e forma, la Chiesa sarà coerente: la attaccherà in una guerra offensiva e la vincerà” (“Incendio de barracas en Barcelona ”, El Ermitaño , No. 170, 8-2-1872).

“La Chiesa (...) sola apparirà imperterrita sul campo di battaglia in una guerra offensiva, sola combatterà, sola vincerà, e solo le sue figlie, le nazioni. daranno gloria e onore ”(“ Esclavitud de las naciones ”, El Ermitaño, Nº 132, 18-5-1871).

"Non sarà la Rivoluzione che si pronuncerà ufficialmente contro la Chiesa, ma sarà questa che attaccherà contro quella" ("Las tinieblas: eclissi totale di sole nel mondo ufficiale", El Ermitaño, Nº 145, 17-8-1871).

Di fronte allo sguardo attonito delle moltitudini, i discepoli del Promesso Restauratore - gli apostoli degli ultimi tempi - espelleranno i veri mentori della Rivoluzione, denunciando i suoi artifici e i suoi veri obiettivi.

Li costringeranno a riconoscersi come tali e inevitabilmente ordineranno loro di cessare di nuocere agli uomini e di abbandonare la Terra:

Beato Palau. No fundo: o monte Vedrà

 

“Quando vedi un ordine di apostoli o missionari che scaccia i demoni e li smaschera, (...)

“ in atto, pubblicamente nelle piazze, nelle strade e nelle case; quando vedi che le malattie provocate nel corpo umano vengono curate all'istante;

"Quando vedi che i demoni non resistono più, ma addirittura fuggono dalla nostra ombra (...)

" Con il princeps hujus mundi fuori dal santuario, ho espulso il re delle tenebre dalla convivenza dei figli e delle figlie del popolo di Dio; superandolo nel proprio terreno, che è quello della forza ecclesiastica puramente spirituale,

“questo trionfo porterà come risultato infallibile quello della Chiesa nel campo della politica e della forza materiale; la rivoluzione mondiale cadrà ”(“ Elías y el Anticristo ”, El Ermitaño , Nº 22, 1-4-1869).

Luis Dufaur

SEQUENZA DELLO SPIRITO SANTO

 


Vieni Spirito Santo,  manda a noi dal Cielo  un raggio della tua luce. 

  

Vieni, Padre dei poveri,  vieni, datore dei doni,  vieni, luce dei cuori. 

  

Consolatore perfetto,  ospite dolce dell' anima, 

dolcissimo sollievo. 

  

Nella fatica, riposo,  nella calura, riparo,  nel pianto, conforto. 

  

O luce beatissima,  invadi nell' intimo, 

il cuore dei tuoi fedeli. 

  

Senza la tua forza  nulla è nell'uomo,  nulla senza colpa. 

  

Lava ciò che è sordido, 

bagna ciò che è arido, 

sana ciò che sanguina. 

  

Piega ciò che è rigido, 

scalda ciò che è gelido, 

drizza ciò che è sviato. 

  

Dona ai tuoi fedeli, 

che solo in te confidano, 

i sette santi doni. 

  

Dona virtù e premio, 

dona morte santa, 

dona gioia eterna. 

Amen. 

Manda il tuo spirito e sarà una nuova creazione. 

-E rinnoverai la faccia della terra. 

  

Preghiamo 

O Dio, che hai istruito i tuoi fedeli, illuminando i loro cuori con la luce dello Spirito  Santo, concedi a noi di avere nello stesso Spirito, il gusto del bene e di godere 

sempre del suo conforto. Per Cristo nostro Signore. Amen. 

Non tagliate i legami con coloro che vi odiano a causa Mia.

 


PERSECUZIONI 

Mia amata figlia diletta, non vi è alcuna necessità che le persone interrompano le loro normali attività giornaliere, quando promettono lealtà a Me. Io non Sono un Dio che vi comanda di cadere ai Suoi Piedi, a scapito delle vostre responsabilità giornaliere. Io non Mi vanto, non Mi ergo maestosamente con un atteggiamento orgoglioso per governare il genere umano né Io detto ogni vostra mossa, tantomeno tento di costringervi ad essere i Miei sottoposti. Io non Sono tutto questo, poiché Io venni come un umile servitore, per liberare l‟uomo dalla schiavitù al diavolo. 

Io venni per salvarvi e verrò ancora per completare il Mio Piano di Salvezza. Io Sono qui per servirvi. Io vengo per attrarvi a Me e mentre Mi rallegro del vostro amore per Me e del tempo che Mi dedicate, la Mia intenzione è di fare questo, in un modo che non vi causi un‟angoscia non necessaria. Sebbene Io gradisca il tempo che Mi donate e le preghiere che offrite in sacrificio, voi dovete comunque vivere le vostre vite, al fine di nutrire e vestire voi stessi e le vostre famiglie. Tutto ciò che chiedo è che viviate le vostre vite, nella maniera necessaria per servirMi, e mentre la vostra relazione con Me si approfondisce, voi sentirete un impellente desiderio di parlare con Me attraverso i vostri pensieri e le vostre parole. 

Io vi chiedo che trattiate gli altri con lo stesso rispetto che mostrate a Me. Non discutete né perdete la calma con gli altri per causa Mia. Tuttavia, non giustificate mai le azioni o le parole di coloro che Mi insultano, semplicemente, pregate per loro. Mentre il vostro amore per Me cresce, la vostra relazione con Me diverrà più intima. Quando questo accadrà, sarà il momento in cui verrete trascinati giù dall‟ira di coloro la cui fede è debole. Aspettatevi che ciò succeda e non siate spaventati o angosciati, poiché quando sarete uniti a Me, verrete odiati per questo. Siate pazienti con queste persone, siate gentili ed educati. Non preoccupatevi di discutere, poiché niente di ciò che direte farà differenza. Al contrario, mostrate loro il significato del Cristianesimo rispondendo all‟odio con l‟amore. 

Non tagliate i legami con coloro che vi odiano, a causa Mia. Invece, per favore, pregate per loro. Dovete provare a mantenere un equilibrio nella vostra vita, quando siete in unione con Me. Mentre desidero la vostra compagnia, desidero anche che amiate coloro che hanno bisogno di Me, ma che non possono vederMi, che non riescono a trovare, nei loro cuori, il modo di accettarMi o che non hanno alcuna idea di cosa significhi la Vita Eterna. Il vostro dovere è verso di Me e il Mio Desiderio è che voi usiate il vostro tempo saggiamente, per amare queste anime; attraverso le vostre parole, opere, azioni e preghiere, voi potrete portarle a Me. 

Il vostro Gesù. 

25 Giugno 2014

TESORI DI RACCONTI

 


Un peccato non confessato. 

Una giovane persona, racconta S. Antonio, commise giorno una colpa contro la santa purità. Appena la ebbe commessa si trovò coperta di confusione. Come avrò io il coraggio, diceva, di dichiarare questa nefandezza al mio confessore? Che penserà di me? Che dirà egli? Intanto si confessa senza dire tal colpa; si comunica e i rimorsi aumentano le sue pene; essa si trova come in un inferno. Agitata giorno e notte dai rimproveri della coscienza e dal timore di dannarsi, per liberarsi si diede alle lagrime, ai digiuni, alla preghiera, ma invano: la memoria dei suoi sacrilegi la tormentava senza posa: l'anima sua era come in un abisso di amarezza. Le viene in pensiero di entrare in convento, e ivi fare una confessione generale, e infatti vi entra e comincia la confessione progettata: ma tiranneggiata dalla vergogna, confessa il peccato in una maniera sì imbrogliata, che non lo fa punto intendere al suo confessore; e continua a comunicarsi con questo peccato nell'anima. Le sue pene divennero estreme. Per sollevarsi raddoppia i digiuni, le preghiere, per modo che le religiose del convento la presero per una santa, e la elessero per superiora. Divenuta superiora continuò codesta ipocrita la sua vita penitente ed esemplare, ma sempre amareggiata dall'estremo dei rimorsi. Per temperare l'insoffribile dolore stabilì di confessare il brutto peccato taciuto; ma la vergogna la rattenne più fortemente di prima, e perciò non se ne accusò. Risolse quindi di confessarlo un istante prima di morire, ma non ebbe il potere di farlo! Un assalto straordinario di febbre la fece cadere nel delirio, ed essa morì senza accorgersene. Qualche giorno dopo la sua morte, stando le religiose in orazione per lei, apparve loro in sembianze orribili, e disse: Mie sorelle, non pregate per me; io sono dannata! Per avere taciuto un peccato commesso nell'età di 18 anni: e per essermi tante volte accostata sacrilegamente alla Santissima Comunione.

DON ANTONIO ZACCARIA 

VOGLIA DI PARADISO

 


Il Paradiso è la città di Dio e dell'uomo. Viene dopo la terra, ma viene dalla terra, ed è il frutto del nostro impegno e del nostro amore. C'è un legame tra storia ed eternità; fra l'al di qua e l'al di là; fra la terra e il cielo; fra coloro che sono ancora quaggiù, e coloro che già sono lassù. V. Messori

La parola sempre sarà la felicità degli eletti; la parola mai l'infelicità dei reprobi. S. Elisabetta della Trinità

 

Il Paradiso e gioia partecipata e condivisa

Insieme felici

1 Beati del cielo, anche se sono totalmente immersi nella più profonda comunione con Dio, non perderanno la loro identità.

Anzi: solo in Dio la raggiungeranno pienamente.

Il mistero della persona non sarà né confuso né scalfito in Paradiso, ma sarà felicemente consolidato nel più alto grado.

La Sacra Scrittura dice che ogni Beato riceverà un nome che apparterrà a Lui solo e che non potrà essere scambiato con altri nomi: un nome che nessuno conosce all'infuori di chi lo riceve.

Ognuno si realizzerà non solo nella visione beatifica di Dio, ma anche nell'unione con tutti gli altri beati. Un vincolo di comunione, animato dallo Spirito Santo, li abbraccerà e li unirà tutti.

Gesù, per illustrarci questa comunione, ha usato l'immagine del convito, dove i Beati staranno a mensa con tutti coloro che vi sono già seduti. A questo convito di festa, Egli servirà personalmente i commensali, compiendo quei gesti di attenzione e di amore che sono tipici delle famiglie unite e felici.

La gioia di essere tutti felicemente e definitivamente uniti sarà la condizione indispensabile per la beatitudine completa di tutti i beati.

 

La comunione terrena

I vincoli di amore, di amicizia e di parentela in cielo verranno purificati e consolidati.

Sulla terra, invece, i legami si stringono generalmente fra poche persone.

Nei casi più frequenti le persone vivono in uno stato di continua agitazione e di forte tensione che le espone al duplice rischio

- di chiudersi in se stesse, soggiacendo all'egoismo; oppure

- di abbandonarsi a relazioni misere e degradanti.

Ma esistono casi di amicizia più profonda e intensa. La più alta forma di comunione si attua nel matrimonio, che è la comunione piena e indissolubile di un uomo e di una donna.

L'amicizia e la comunione matrimoniale, per quanto possano essere profonde, non riescono mai a superare i grandi limiti imposti dal carattere di ciascuno e dalle difficoltà delle diverse personalità.

Permangono quindi, anche fra amici ideali e fra sposi "perfetti", stati e momenti di incomprensione, di turbamento e anche di solitudine.

La persona terrena non riesce a ottenere quel grado di comunione perfetta e stabile alla quale aspira e che le sarebbe così conveniente.

La comunione nell'amicizia e nell'amore, sulla terra, è una delle più forti aspirazioni, ma, purtroppo, è difficilmente raggiungibile e resta segnata da forti limiti e da frequenti delusioni.

 

La comunione celeste

I limiti e le delusioni non esisteranno in cielo. La comunione fra i Beati sarà libera:

- da ogni egoismo,

- da ogni limite,

- da ogni stanchezza,

- da ogni invidia.

I Beati, purificati ed elevati, saranno creature nuove, dotate di facoltà di conoscere e di amare ben superiori alle possibilità terrene.

Si apriranno l'uno all'altro in modo perfetto, senza annullarsi e senza confondersi.

Pur restando gelosamente se stessi, ognuno circonderà l'altro di mutuo rispetto e di venerazione, senza invidie e competizioni.

Ciascuno conserverà il suo "io" personale, che è unico e irripetibile, e quindi il suo intimo e impenetrabile mistero; il mistero dell'uno però non sarà un mistero doloroso per l'altro, ma un mistero di gaudio illimitato.

Ogni beato, libero da tutti gli egoismi, sarà felice per la perfezione dell'altro, e gioirà della sua stessa gioia, condividendola con amore.

 

Rivedremo i familiari, i parenti e gli amici

Sarà particolarmente intensa la comunione con le persone con le quali abbiamo avuto speciali rapporti di amicizia e di parentela.

Rivedremo

- i genitori,

- lo sposo, la sposa,

- i nonni,

- i figli,

- i parenti,

- i superiori,

- gli amici,

- tutti coloro che abbiamo aiutato, e dai quali siamo stati in molti modi beneficati.

Rivedremo coloro che hanno condiviso con noi le gioie, le sofferenze, le responsabilità e gli impegni della vita.

Quando ci ritroveremo, per iniziare insieme quella comunione di felicità che non avrà fine, sperimenteremo ciò che fu detto da un antico poeta: «nella morte ci dividiamo, ma solo per essere un giorno uniti più intimamente, più divinamente, in pace con Dio, in pace con noi e in pace con tutti».

Questa particolare comunione nella gioia nasce dal fatto che la vita nuova, che ci è data in Cristo, non distrugge la natura, ma la eleva e la sublima.

Saremo dunque tutti nella gioia, e l'intimità che avremo con la più ristretta cerchia dei parenti e degli amici non toglierà nulla alla comunione con tutti gli altri Beati, perché la capacità di amare verrà incredibilmente potenziata e dilatata.

Sarà quindi bella, gioiosa e appagante la felicità di ritrovare i propri cari, così dolorosamente rimpianti dopo i laceranti distacchi di molte separazioni terrene! Sarà finalmente ricomposta quella comunione innaturalmente e spesso violentemente infranta dalla crudeltà della morte.

 

Nulla ci potrà turbare

La comunione felice fra gli eletti non potrà essere turbata:

• dalla presenza di coloro che in vita non ci furono amici o addirittura ci furono nemici, perché in cielo essi saranno dominati dalla verità e dall'amore, e perciò liberi dai limiti e dalle passioni terrene;

• dal ricordo del passato, perché il male commesso non sarà motivo di vergogna e di imbarazzo, ma di ringraziamento a Dio, che ha trasformato i peccatori in santi;

• dalla stanchezza e dalla sazietà di stare sempre insieme, perché da ciascuno fluirà quell'amore inesauribile che Dio continuerà a riversare nel loro cuore.

Si verificherà così in modo perfetto ciò che dice F. Mayer: «i Beati vivranno senza mai stancarsi nella voluttà di amare e di essere amati, nella felice unione con Dio e nella comunione fra di loro, fondata in Dio, e in una primavera eternamente rifiorente e luminosa».

 

La comunione fra il cielo e la terra

La comunione che unirà i Beati si estenderà anche ai fratelli che sono ancora pellegrini sulla terra.

I Beati, benché usciti dalla storia, resteranno invisibilmente uniti con coloro che sono in cammino verso l'eternità.

È il mistero della "Comunione dei Santi".

Siccome essi saranno liberi da ogni egoismo e già possiedono un immenso amore, potranno unirsi ai mortali con un'intimità che supera tutte le possibilità terrene.

Il loro amore verso di noi non sarà rivolto al raggiungimento di beni terreni e apparenti, ma al conseguimento di quel vero bene che giova alla loro salvezza eterna.

Essi accompagneranno i viventi con la loro preghiera, e non solo intercederanno per loro, ma cercheranno anche di renderli partecipi della loro ricchezza.

A differenza dei mortali, che vivono gli uni accanto agli altri nell'indifferenza, nella diffidenza e spesso col cuore roso dall'invidia e dall'odio, essi si doneranno senza riserve e senza calcoli, sinceramente protesi a ottenere il vero bene dei propri cari.

La Chiesa si affida alle preghiere di coloro che sono stati pellegrini sulla terra e che ora sono potenti presso Dio.

La Comunione dei Santi unisce così tutti con tutti, in quel Dio d'amore che è tutto in tutti.

 

«Con gli Angeli e coi Santi cantiamo l'inno della tua gloria»

Nel Prefazio della Messa lodiamo Dio con queste significative parole: «uniti agli Angeli e ai Santi cantiamo senza fine l'inno della tua gloria».

Sono parole che confermano la certezza che la Comunità celeste è davvero numerosa e multiforme. Tanto numerosa che Giovanni afferma di aver visto «una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua».

Il Paradiso è popolato, anzitutto, dagli Angeli e dai Santi, e prima fra tutti, da Maria, la Madre di Gesù. Maria è detta "Regina del cielo e della terra".

Di lei canta la Chiesa:

«Te beata, o Vergine Maria, esaltata sopra i cori degli Angeli. Tutta la Chiesa ti saluta:

Regina del cielo».

Il titolo di Regina le compete per la sua alta dignità di Madre di Gesù, re e centro dell'universo.

Essa è già gloriosa in Paradiso, anche con il suo corpo glorificato, come Gesù è già glorioso in cielo col suo corpo risorto.

Solo Gesù e Maria sono in Paradiso anche con il corpo: i Santi invece solo con la loro anima, in attesa di ricuperare il loro corpo dopo che sarà risuscitato. Gli Angeli sono puri spiriti; sono miriadi e distinti nella dignità e nelle funzioni.

Hanno nomi diversi e si suddividono in diversi "cori", che si chiamano: Angeli, Arcangeli, Dominazioni, Troni, Principati, Potestà, Virtù, Cherubini e Serafini.

I Santi sono uomini e donne che hanno avuto un particolare ruolo nella "storia della salvezza" e che hanno esercitato le virtù cardinali e teologali in modo eminente.

Di alcuni conosciamo il nome, di altri l'appartenenza a gruppi definiti e particolari. Essi sono:

• nell'Antico Testamento: i Patriarchi, i Profeti, i "poveri di Jahvé", e «tutti i giusti che in pace con Dio lasciarono questo mondo».

• nel Nuovo Testamento: Giovanni Battista, Zaccaria, Elisabetta, Giuseppe, Gioacchino, Anna, Simeone, il buon ladrone, gli Apostoli, i Martiri, i Confessori, i Dottori, i Pontefici, i Vescovi, i Presbiteri, i Diaconi, gli Accoliti, i Lettori, i Religiosi, le Religiose, i Monaci, le Monache, gli Eremiti, i Missionari, e tutti i cristiani e le cristiane di qualunque età e condizione, sia che siano stati canonizzati dalla Chiesa, sia che siano entrati in Paradiso nel più completo incognito.

Sarà motivo di grande stupore l'incontrare tanti e così illustri amici, e, soprattutto, sarà fonte di indicibile gaudio il poter condividere quella gioia che essi riverseranno su di noi e sui nostri cari!

Sono toccanti le parole di S. Teresa del Bambin Gesù: «credevo e sentivo che c'era un cielo, e questo cielo era popolato di anime che mi amavano e che ani consideravano come loro figlia».

 

In Paradiso vanno anche Ebrei, Musulmani, Buddhisti, Indù... ?

Il Paradiso è per tutti.

Dice Paolo che il Signore Gesù «vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità».

E la Chiesa nella Messa ci fa ricordare a Dio i defunti «dei quali Egli solo ha conosciuto la fede».

Tutti: e quindi anche coloro che in vita, senza conoscere Cristo, hanno seguito una Religione diversa, e si sono comportati secondo la legge naturale e i principi contenuti in questa Religione.

Già nel 1863 Pio IX scriveva: «quelli i quali non conoscono la nostra Religione, con l'aiuto della luce e della grazia divina, possono conseguire il Paradiso se osservano la legge naturale e i suoi precetti, ed essendo disposti a obbedire a Dio, conducono una vita onesta». Questi fratelli si salvano perché Cristo, che è l'unico Salvatore, è morto e risorto anche per Buddha, Confucio... e cioè per i fondatori delle varie Religioni che hanno tracciato vie diverse per raggiungere l'unico vero Signore, Creatore dell'universo.

 

Quattro autorevoli testimonianze

S. CIPRIANO, uno dei primi scrittori della Chiesa, ai cristiani perseguitati di Tibari scrive: «che grande e glorioso giorno spunterà per noi, quando il divino giudice con sguardo scrutatore peserà i meriti di ciascuno, manderà i colpevoli nell'inferno, e condannerà i nostri persecutori all'eterno calore della fiamma punitrice, e a noi porgerà il premio della fedeltà e della dedizione! Quale gloria, quale piacere quando ti sarà permesso di contemplare Dio, di godere della salvezza e della luce di Cristo, tuo Signore; e di salutare Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i patriarchi, gli apostoli, i profeti e i martiri, di rallegrarsi nel regno dei cieli delle delizie dell'immortalità con i giusti e gli amici di Dio, e ricevere ciò che nessun occhio ha mai visto, nessun orecchio ha mai udito, e non è ancora penetrato nel cuore di nessun uomo».

S. AMBROGIO, Vescovo di Milano, teologo e scrittore, maestro di S. Agostino: «i celesti attendono i loro amici ancora vivi, li accolgono quando entrano in cielo e fanno loro da scorta. In Paradiso sarà una grande gioia avere uno scambio con uomini così grandi e veritieri».

S. GIROLAMO, grande cultore e traduttore della Bibbia: «coloro che entreranno nella comunità celeste incontreranno uomini che non hanno mai conosciuto e di cui non hanno mai sentito parlare, ma la cui amicizia apporterà loro una felicità assai più intensa di tutte le migliori energie terrene».

S. BERNARDO DI CHIARAVALLE, illustre monaco e scrittore illuminato: «quando penso ai santi mi sento ardere da grandi desideri.

Il primo desiderio è quello di poter godere della loro dolcissima compagnia, diventando concittadino e familiare degli spiriti beati; di potermi trovare insieme all'assemblea dei Patriarchi, alle schiere dei Profeti, al senato degli Apostoli, agli eserciti dei Martiri, alla comunità dei Confessori, ai cori delle Vergini, alla comunità di tutti i Santi...

Sentiamo il desiderio di coloro che ci desiderano, affrettiamoci verso coloro che ci aspettano, anticipiamo con i voti dell'anima la condizione di coloro che ci attendono.

Non dobbiamo soltanto desiderare la compagnia dei Santi, ma anche sentire la voglia di possedere la loro felicità, che diventerà anche nostra».

 

«Se mi ami, non piangere!»: un messaggio di gioia per chi sta soffrendo per la morte di una persona cara

«Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo;

se tu potessi vedere e sentire quello che io vedo e sento

in questi orizzonti senza fine, e in quella luce che tutto investe e penetra, non piangeresti!

Sono ormai assorbito dall'incanto di Dio, dalla sua sconfinata bellezza.

Le cose di un tempo sono così piccole e meschine al confronto!

Mi è rimasto l'affetto per te, una tenerezza che non hai mai conosciuto!

Ci siamo conosciuti e amati nel tempo: ma tutto era allora fugace e limitato!

Ora vivo nella serena speranza e nella gioiosa attesa del tuo arrivo fra noi.

Tu pensami così!

Nelle tue battaglie, pensa a questa meravigliosa casa, dove non esiste la morte e dove ci disseteremo insieme, nel trasporto più puro e più intenso, alla fonte inestinguibile della gioia e dell'amore. Non piangere, se veramente mi ami!».

Don Novello Pederzini


È il tempo della resistenza, della preghiera e della conversione!

 


11 maggio 2021

Figlia Mia. Resistete. La Mia seconda Venuta È vicina ma molta sventura travolgerà ancora la vostra terra. Non abbiate però mai paura perché Mio Padre mitiga, abbrevia e protegge quei figli che sono veramente con Me, con il loro Gesù.

Figlia Mia. Non possiamo dare indicazioni temporali. Resistete dunque. Tutto andrà velocemente. L’anticristo è pronto da lungo tempo, ma non gli è permesso mostrarsi. Il Mio Avvertimento arriverà ma sappiate che per ogni giorno che esso viene ritardato(rimandato) ancora più figli trovano la via per arrivare a Me e giungono alla fede in Me ed è questo che conta: convertire più figli possibili e rafforzare voi, Miei fedeli seguaci, nella fede in Me, nel vostro Gesù.

Vi dicemmo che non giungeranno tempi facili per voi e guardate quanto già pesano ora su di voi. Il diavolo tenta tutti i Miei figli, ma chi resta ancorato fortemente nella preghiera e in Me, nel suo Gesù, NON HA NULLA DA TEMERE!

Le vostre preghiere portano frutto in TUTTO IL MONDO (!) e sempre più figli si destano, si risvegliano. Continuate dunque a pregare perché la vostra preghiera converte, mitiga, aiuta, purifica- la lista è lunga e buona. Vi amo molto. La via per il Golgota è quasi compiuta e poi quando comincerà il tempo veramente peggiore non mancherà molto alla fine.

Resistete perché: è il tempo del resistere, della preghiera e della conversione.

Il falso profeta si crede già certo della vittoria, ma non raggiungerà il suo obiettivo. Coloro che lo seguono cecamente, andranno perduti se non si convertono e non si fidano solo di Me, il loro Gesù.

L’anticristo opera dietro le quinte. Nelle “sue” cerchie è già conosciuto. Tutto è così come è scritto in questi messaggi, figli Miei, ma non cercate di ipotizzate i tempi altrimenti sareste delusi perché non riuscite a comprenderli.

Solo resistete e restate nella preghiera, sottomessi e fedeli a Me, il vostro Gesù.

Solo Io sono la Via e questa via è quasi compiuta. Poi, amati figli, comincerà il tempo glorioso.  Sperate, fidatevi perché Io, il vostro Gesù sono con voi, tutto il tempo della fine fino a giungere nel Nuovo Regno. Amen.

È il tempo della resistenza, della sopportazione. Amen.

Il vostro Gesù dalla santa croce. Amen.

SOTTO LA GUIDA DELLO SPIRITO

 


A PROPOSITO DI ALCUNI FRUTTI DELLO SPIRITO

L'espressione "frutti dello Spirito" è dovuta all'apostolo Paolo che si sforza di far capire ai primi cristiani che devono vivere non più a partire dalla Legge bensì secondo lo Spirito che hanno appena ricevuto. Perciò avverte il bisogno di indicare i segni che permettono di riconoscere coloro che vivono mossi dallo Spirito santo. Questi frutti dello Spirito, come li chiama, appariranno in chiunque viva della libertà interiore originata dallo Spirito. La lettera ai Galati li elenca: "Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé" (Gal 5,22).

La gioia

Il più grande desiderio di Gesù è che il nostro cuore si rallegri che nessuno possa rapirci questa gioia (cf. Gv 16,22-23). E’ questa l'intenzione della preghiera di domanda: "Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena" (Gv 16,24). E anche la ragione della venuta di Gesù: è venuto a portare la vita e la gioia. "Io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza" (Gv 10,10). Già l'annuncio della sua nascita ai pastori fu una buona notizia e un messaggio di gioia: "Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo" (Lc 2,10). E’ davvero Gesù ci porta la gioia in pienezza: la sua venuta è la buona notizia per eccellenza, e lui stesso, durante tutta la sua vita, non cesserà mai di diffondere la gioia. In lui l'amore e la bontà di Dio sono apparsi sulla terra; secondo la testimonianza degli evangelisti ha fatto bene ogni cosa e ha diffuso ovunque il bene (cf. Mc 7,37). Gesù è straordinariamente mite in mezzo agli uomini: guarisce i malati, risuscita i morti, non fa del male a nessuno, è fonte di gioia e di consolazione per tutti quelli che incontra, soprattutto per i discepoli che aderiscono a lui senza difficoltà. E’ sempre vicino a loro, li rianima quando sono scoraggiati, li porta in un luogo tranquillo in disparte perché possano riprendere le forze. Non appena Gesù è presente, è festa, perché è lo Sposo che scaccia ogni tristezza. Ecco perché i discepoli non digiunano: "Possono forse digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro?" (Mc 2,19). La tristezza, o la penitenza che l'esprime, è il segno che Gesù non è, o non è più, presente. E’ questo il motivo per cui Gesù smette di digiunare dopo la resurrezione, come testimoniano i racconti della resurrezione: è impressionante notare come il pane sia continuamente spezzato e mangiato (cf. Lc 24,30.35; Gv 21,13). Lo Sposo è dunque tornato e il discepolo di Gesù ha immediatamente il diritto di ricevere il centuplo promesso da Gesù già al presente (cf. Mc 10,30). E perché no? Secondo le parole stesse di Gesù, i nostri nomi sono scritti nei cieli, per nostra grande gioia (cf. Lc 10,20). Dobbiamo però porci la domanda che, anche se avessimo voluto evitarla, si sarebbe inevitabilmente imposta: da dove viene questa gioia? Che legame c'è tra questa e la gioia che il mondo può dare? E difficile dare una risposta finché non si è sperimentata la gioia data da Gesù: perciò le opinioni sono molto divergenti, anche tra i teologi di professione. Gli uni insistono sul fatto che la gioia di questo mondo è già un riflesso e un'anticipazione della gioia futura del regno. Con questo vogliono dire che la gioia di questo mondo non può essere ignorata e che ha la sua importanza, contiene già la gioia futura. Altri invece mettono l'accento sulla necessità di rinunciare alle gioie passeggere di questo mondo, fissando lo sguardo sulla gioia a venire. Ritroviamo queste due tendenze nella storia della spiritualità: alcuni insistono sulla continuità tra ciò che è ora e ciò che sarà nell'aldilà; altri sottolineano il passaggio verso la luce e la rottura che questo comporta. Per questi ultimi, non esiste denominatore comune tra la gioia di questo mondo e la gioia di Gesù. Su questo argomento non è sempre necessario arrivare a una sintesi teologica perfettamente soddisfacente. Basta saper convivere con le nostre gioie semplici e vigilare sempre più a riceverle dalle mani di Gesù e attraverso lo Spirito santo. Se ci riusciamo, qualcosa trasformerà a poco a poco la nostra gioia, per quanto mondana ed egoista fosse all'origine. Non appena Gesù è implicato in ciascuna delle nostre gioie, non possiamo che crescere nella gioia, anche se questo raramente avviene senza rottura o strappo: sono i segni di una vita che cresce e quindi anche di una gioia sempre più profonda e che rimbalza sempre più in alto. Questa stessa tensione tra l'oggi e il domani, tra presente e passato, tra ciò che viene e ciò che permane si trova anche nell'evangelo: ci parla incessantemente della gioia eppure non sfuggiamo all'impressione che la gioia di oggi è sempre limitata e che tutto ha una fine. La gioia perfetta e completa di cui parla Gesù non è identica alle gioie del mondo: è come se non potessimo passare da queste alla gioia futura senza che sopraggiunga qualcosa di sconvolgente, addirittura su scala planetaria. Davvero il regno di Gesù non è di questo mondo (Gv 18,36), anche se il seme è già stato seminato e sta germogliando in modo misterioso. Nella vita di Gesù e in quella dei suoi discepoli ci sono momenti in cui sembrano incappare in punti morti: potremmo chiamarli momenti di deserto. Facciamo un esempio: Gesù annuncia la Parola, non senza successo; una folla numerosa si raduna, conquistata dalla sua Parola, lo segue entusiasta per due, tre, addirittura quattro giorni, fino a un luogo sperduto nel deserto. Improvvisamente tutti si rendono conto che la notte si sta avvicinando, che la folla ha fame e che non c'è nulla per sfamarla. Eppure la loro fiducia non sarà delusa: Gesù moltiplica i pani. Nulla poteva essere più adatto a infondere nuovo entusiasmo nella folla che decide di fare di Gesù il suo re: Gesù è alle soglie di una carnera politica. Ebbene, in quel preciso momento Gesù si ritira e fugge, perché non può imboccare quel cammino: il suo regno è altrove, lontano dal successo e dalla felicità che il mondo e i discepoli gli offrono. Gesù acconsente per un attimo ad accogliere i favori della folla, arriva perfino a servirsene fino a un certo punto, per il bene della Parola. Anche un successo mondano può servire all'annuncio della buona novella, ma solo per un certo tempo. Nel momento decisivo, quando il successo immediato minaccia di accaparrare tutto, compresa la persona di Gesù, questi viene allontanato da qualsiasi riuscita mondana, verso qualcosa di radicalmente diverso. Qualcosa che ci appare strano, talmente strano che Pietro, al primo annuncio della passione, vi si oppone apertamente. L'esperienza di Pasqua avrà aspetti analoghi: dapprima sembra essere uno scacco definitivo e la fine di ogni gioia. Gesù muore al mondo per tornare, al colmo della gioia, presso il Padre, lasciandoci solo una vaga promessa di ritorno. Il legame tra Gesù e la nostra gioia in questo mondo non è facile da individuare. Se vogliamo seguire Gesù sul cammino della sua gioia, saremo sempre fortemente tentati di allontanarcene per cercare le nostre piccole gioie provvisorie e limitate, correndo così il rischio di perdere per sempre la gioia autentica. E come se la gioia di Gesù procedesse a spirale fino a un punto centrale: noi dovremmo seguire il più fedelmente possibile la curva di questa spirale, ma nel contempo siamo incessantemente tentati di partire per la tangente, per uscire dalla spirale e continuare da soli. Allora aumenta il rischio che ci allontaniamo dal regno di Dio al centro della spirale per perderci - temporaneamente o definitivamente - nelle nostre piccole gioie umane.

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Le opere dell’amore di Dio richiedono sofferenze.

 


La «Voce» alla Povera Anima


Il mondo d’oggi ha bisogno di questa novella Pentecoste... affinché le anime si sentano scosse, illuminate, rinvigorite per una nuova ripresa di vita cristiana... di una vita che più prestamente le conduca alla salvezza, alla santificazione. Oh la salvezza delle anime quanto mi sta a Cuore! È un’esigenza alla quale non posso rinunziare.

SULL'ORLO DELLA NUOVA GERUSALEMME - Discernere questo messaggio e viverlo

 


Discernere questo messaggio e viverlo 

 

Novembre 19/09 

Gesù dice: 

Figli miei: dovete prendere coscienza che il peccato deforma la vostra anima. 

Dovete prendere coscienza che per salvarvi dovete rendere viva la Parola di Dio nella vostra vita. 

Devi prendere coscienza che c'è un Paradiso, un Purgatorio e un Inferno; che riceverai una ricompensa o una punizione secondo le tue azioni buone o cattive. 

Dovete prendere coscienza che solo facendo la mia Volontà Divina in tutto potrete abitare in una delle mie dimore. 

Dovete essere consapevoli che la preghiera vi fortifica per resistere ai fatidici giorni del forte tempo di tribolazione. 

Devi essere consapevole che il diavolo vuole strappare molte anime dalle mie venerabili mani. 

Dovete essere consapevoli che il tempo sta per scadere, molto presto aprirete i vostri occhi alla vita eterna, a una Nuova Gerusalemme. 

Dovete essere consapevoli del grande miracolo che sta per accadere. Miracolo che risveglierà molte anime dal loro letargo spirituale. Un miracolo che toglierà il velo che non permette ad alcuni scienziati, alcuni intellettuali che sostengono: vedere è credere. Miracolo come preannuncio della mia seconda venuta. Miracolo che vi condurrà alla più profonda e sublime contemplazione, ma anche alla più profonda interrogazione su: cosa state facendo delle vostre vite, come state amministrando i doni che vi sono stati dati; se state raccogliendo per il cielo o raccogliendo per l'inferno. 

Figli miei: non dubitate più delle mie parole. Non mettere in dubbio i doni, i carismi che Agostino ha ricevuto. Comprendi che io faccio uso del suo nulla. Comprendi che io faccio uso del suo nulla, della sua piccolezza. Capire che l'essere umano è di per sé imperfetto. Ma la cosa più bella che sto facendo in lui: lo sto potando, lo sto purificando, lo sto liberando perché voglio che mi assomigli nel mio modo di pensare e nel mio modo di procedere. 

Agostino è stato chiamato ad essere un profeta e un apostolo degli ultimi tempi. È stato chiamato come Giovanni Battista per spianare la strada, ma alla mia seconda venuta. Non guardare il suo passato; guarda il suo presente perdonato, il suo presente purificato, il suo presente guarito. È un uomo nuovo, trasformato, restaurato come argilla morbida nelle mie mani. Pertanto, non esitate più. Approfondite le mie parole e quelle di mia madre. È un'ultima chiamata e un'ultima possibilità che do a tutta l'umanità per salvarvi, per liberarvi dalle grinfie del diavolo. 

Discernete questo messaggio e vivetelo, miei amati figli. 

Vi amo e vi benedico. Amen.

PER IL DONO DELLA SANTA COMUNIONE

 




Ma Gesù, mentre stava sulla croce, non disse che sarei stata vostra Madre?

 


Trevignano Romano 22 maggio 2021

Figli amati, grazie per essere qui nella preghiera e per avere ascoltato la mia chiamata nel vostro cuore. Figli miei, quanto soffro nel vedere i miei figli prediletti accettare le leggi di satana. A volte anche i credenti si sono lasciati coinvolgere in questa lotta contro Dio, ma credete di saperne più di Dio? Credete di poter ricevere tutte le grazie solo per aver pregato distrattamente senza aprire il vostro cuore? Figli amati, nelle apparizioni vi ho preparati per questo momento, ma non sono stata ascoltata, anzi derisa e accusata di oscurare mio Figlio Gesù; ma Gesù, mentre stava sulla croce, non disse che sarei stata vostra Madre? Perché rinnegate tutto ciò che accaduto? Cosa vi è successo figli miei, piccoli miei? Eppure Dio è più forte di satana, ma voi preferite vivere nel mondo senza alcun sacrificio. Figli, pregate per la Chiesa e per i sacerdoti, perché dovranno affrontare il male. Domani, durante la messa se avrete il cuore aperto scenderà lo Spirito Santo su di voi. Pregate per il Venezuela. Ora vi lascio con la mia materna benedizione nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, Amen.


 


I giorni bui arriveranno improvvisamente a voi, più velocemente di quanto voi pensiate!



Figlia Mia. Dì ai Nostri figli che i giorni bui si abbatteranno inaspettatamente su di voi più velocemente  di quanto pensiate, perché le azioni di quelli che vogliono dominare il vostro mondo sono troppo crudeli, i figli di Dio soffrono troppo per l’ oppressione, il controllo e le catastrofi da voi attirate e per la  crisi monetaria.

Non preoccupartevi di come farete a sopravvivere, perché verrà provveduto per chi si è dichiarato per Mio Figlio .

Così sia. Io vi amo.

La vostra Mamma Celeste.

Mamma di tutti i figli di Dio. Amen.

Continuate a pregare per i Miei bambini in tutto il mondo! -I bambini devono vivere!-



Continuate a pregare per i Miei bambini in tutto il mondo perché stanno soffrendo, essi sono maltrattati, si fanno esperimenti su di loro, vengono infettati e non c’è nessuno che pone veramente fine a questo.
I collegamenti sono grandi. Si tratta di una rete estesa di organizzazioni che si estendono sopra tutta la terra.
Abbiate il coraggio, vuoi che ne siete a conoscenza, di porre fine a tutto il dolore, alla sofferenza, alla miseria come anche agli omicidi e alla morte!
Non contaminate la vostra anima perché esserne a conoscenza e NON FARE NULLA, È UN PECCATO!!!
Ora vai, figlia Mia e scrivi ciò che ho detto, perchè i bambini devono vivere! Devono essere felici!
Io ti amo. Grazie di aver scritto per Me.
La tua Santa Teresa del Bambino Gesù. Amen.


“Questo è un peccato che posso perdonare con molta difficoltà. Non avete nessun diritto di mettere le mani su questi piccoli, di maltrattarli, di ucciderli di abortirli.
Smettetela! Mi disgusta e squarcia il Mio cuore che tanto ama!
I vostri figli sono il vostro futuro! Non fate peccato verso di loro e lasciateli vivere perché sono Io che regalo loro questa vita e voi non avete nessun diritto di torturarli o di prendere loro la vita.
State facendo peccato mortale!
State attenti  quindi, perché IO vi castigherò e la Mia mano punente vi colpirà!

Dio Onnipotente.
Creatore della vita e di tutto ciò che è.

sabato 22 maggio 2021

"I figli di Maria non saranno ingannati dal maligno"

 


Domenica 31 Agosto 1997, ore 12 - Messaggio pubblico della Madonna del Pino


“Figli miei, vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Figlio, oggi ti do un messaggio straordinario, lo annunzierai a tutta l'umanità.
Vi parlo con amore e piena di tenerezza, Io sono la Mamma vostra e desidero salvarvi da ogni pericolo. Vi invito tutti a riflettere sul vostro futuro, poiché questa umanità ha creato un mondo senza Dio.
Ecco, non siete contenti e non avete la gioia nel cuore perché non avete Dio. Vi invito alla preghiera, alla preghiera di cuore, solo così troverete l'unità con Dio e sentirete la fame della parola di Dio e i vostri cuori traboccheranno di gioia. Io sono la tesoriera, la dispensatrice universale ed eterna dei meriti, delle virtù e delle grazie di Dio.
Figli miei, vi offro come sempre i cibi più squisiti alla mensa di Dio, vi nutro col sale della vita e nel nome della santità vi dico: saziatevi dei miei prodotti, riempitevi del frutto di vita, mangiate il pane, inebriatevi del sangue di Gesù che è stato mescolato col latte delle mie tenerezze materne e sarete pieni del pane di vita, sarete portati in braccio ed accarezzati da tanta felicità da non farvi sentire la pesantezza dell'odio degli uomini.
Voi non potete smarrirvi dalle vie che vi conducono alla vita eterna. Da me sarete nutriti ed illuminati. Non temete, i figli di Maria non saranno ingannati dallo spirito del male e non cadranno in nessuna eresia. Là dove Io vi conduco non troverete lo spirito delle delusioni con le sue astuzie. Vi chiedo figli: siate apostoli della parola di Dio, prendetevi cura di quelli che soffrono nel corpo e specialmente nello spirito; a ciascuno che soffre fate sperimentare l'amore misericordioso di Dio che li consola e li riempie di gioia.
Figli miei, state uniti, non abbiate superbia; vi chiedo di riunire tutte le vostre forze, costruite una grande famiglia, una grande casa ove accoglierete i disperati in cerca di Dio, i soli, ma prima di tutto e soprattutto accoglierete i sacerdoti, che sono piccole lampade che illuminano il cammino di ogni uomo e di ogni donna e voi la chiamerete la grande casa di famiglia, la casa del Cuore Immacolato di Maria.
Non temete, Io sono con voi, resterò con voi, vi manderò grandi operatori e mezzi per resistere alle vostre tentazioni.
Grazie per essere venuti,