sabato 10 settembre 2022

IL CUORE DEL PADRE

 


La paternità integrale

Nel dramma del peccato e della redenzione il Padre si è comportato secondo il principio dell'amore più grande: per gli uomini peccatori egli ha avuto un affetto più ardente, donando loro, col Figlio suo, il fondo del suo cuore paterno. In questo modo aveva esecuzione il suo disegno grandioso, concepito sin dall'origine, di diventare il Padre degli uomini a un titolo superiore e completo, comunicando cioè loro la vita divina e facendoli propri figli nel suo unico Figlio e mediante lui.

In Cristo risuscitato, che riunisce in sé l'umanità, si rivela il compimento magnifico di questo progetto del Padre, compimento che è esso stesso l'inizio di un nuovo sviluppo. Infatti, è in Cristo glorioso che viene data concretamente agli uomini la qualità di figli di Dio. Dal momento della risurrezione, Cristo possiede nella sua natura umana tutto lo splendore della filiazione divina, mentre prima, durante la vita terrena, aveva rinunciato a far apparire quello splendore rimanendo nell'umiltà di una comune condizione umana. San Paolo dichiara che Cristo Gesù, Figlio di Dio nato in una debole carne umana, ha ricevuto la sua potenza di Figlio di Dio in virtù della sua risurrezione da morte. In quell'istante egli ha rivestito nella sua carne trasformata e rinnovata tutte le prerogative della sua filiazione divina ed è stato investito del suo potere di santificare l'umanità. Possedendo ormai nella sua natura umana il pieno splendore della divinità, egli ci fa partecipi della sua vita divina e della sua filiazione nei confronti del Padre.

La comunicazione agli uomini di questa filiazione integrale è il primo risultato del suo sacrificio, ed egli si affretta ad annunciarlo fin dalle prime parole che pronuncia subito dopo la risurrezione. A Maria Maddalena, che pochi istanti prima lo aveva ancora cercato nello stato di cadavere, egli sottolinea intenzionalmente che la nuova vita che lo anima significa nuove relazioni con i discepoli: « Va' dai miei fratelli e dì loro: io salgo verso il Padre mio e Padre vostro ».

Gesù aveva già avuto con i suoi discepoli relazioni veramente, amichevoli, anzi fraterne; d'altronde non chiamava egli col nome di fratello l'ultimo degli uomini, quello che pareva il più trascurabile? 3. Ma è chiaro che qui egli dà un nuovo valore alla parola fratelli, designando espressamente con essa i suoi discepoli. È vero che anche in precedenza egli aveva detto indicando gli apostoli: « Ecco mia madre e i miei fratelli. Perché chiunque farà la volontà del Padre mio che è nei cieli è mio fratello, mia sorella, mia madre ». Ma egli si riferiva allora alla particolare situazione in cui si era trovato quando i membri della sua famiglia erano venuti a lui durante la, sua vita pubblica per ricondurlo alla casa di Nazareth, e dicendo che la sua vera famiglia erano i suoi discepoli, non intendeva ancora porre l'accento su di una particolare relazione di fraternità; del resto, egli non parla soltanto di fratello, ma di sorella e di madre, e attribuiva tutte insieme queste qualità ai suoi discepoli. Non dava quindi ancora loro il nome di fratelli come un attributo caratteristico, esprimente il suo legame con essi.

Con quella dichiarazione egli annunciava tuttavia che il legame che lo univa ai suoi discepoli passava per il Padre celeste: solo quelli che facevano la volontà del Padre diventavano fratello, sorella e madre suoi; e questo vincolo è posto in modo nuovo e definitivo al tempo della risurrezione. Col sacrificio del Calvario il Padre ha riconciliato l'umanità con se stesso ed ha mandato ad effetto il perdono che aveva progettato di concedere agli uomini. Avendo distrutto in linea di massima il regno del peccato nel mondo, egli ha vinto le forze che gli erano ostili ed estirpato quello stato di inimicizia verso di lui, nel quale l'anima dell'uomo era stata posta a causa del peccato originale. Non vedendo i peccatori che attraverso il Figlio immolato sulla croce, egli li considera come assolti e riscattati da lui. Per questo vota loro l'amore paterno più completo, circondandoli dell'affetto che porta al Figlio: ed è questo nuovo amore paterno, preparato da lungo tempo ma realizzato di recente, che Cristo risuscitato reca ai suoi discepoli e che annuncia con il suo primo messaggio.

Dicendo « fratelli miei » e usando l'espressione « il Padre mio e Padre vostro », è come se Gesù dichiarasse: « Il Padre vi ama. Vi ama come figli suoi. È vostro Padre come è mio. Ecco perché siete diventati miei fratelli » .

La nuova paternità non si manifesta soltanto con un amore integrale da parte del Padre, ma anche col dono integrale della vita divina, che Cristo glorioso ha ricevuto dal Padre per trasmetterlo a noi. Noi non possediamo dunque la qualità di figli semplicemente a titolo morale di rapporti affettuosi, ma perché dal profondo del nostro essere scaturisce la vita stessa di Dio. Il Padre ha fatto ben più che considerarci figli: egli ci ha creati o ricreati dall'interno, affinché la sua vita diventi la nostra. L'essenza della paternità consiste nella generazione o comunicazione della vita; e appunto questa paternità essenziale il Padre ha voluto assumere quando, ridando vita al corpo di Gesù, ha profuso nel Figlio incarnato una pienezza di vita divina, che doveva esserci comunicata. Facendo di Cristo, mediante la risurrezione, « il primogenito dei redivivi », egli ci elargiva una nuova nascita. Per farsi integralmente nostro Padre, ci elevava all'altezza del suo essere divino.

Se Cristo risuscitato fa in primo luogo allusione a questa nuova paternità, ciò è dovuto, tra l'altro, senza dubbio al tatto che egli amava il Padre sopra ogni cosa e perciò desiderava farci partecipi della felicità che ci viene dall'essere suoi figli, mostrandoci la gioia che provava il Padre dall'aver elargito il suo amore paterno e introdotto l'immensa famiglia umana nella famiglia divina. Infatti, tutta la gioia della risurrezione, nata il mattino di Pasqua e destinata a diffondersi nel mondo e attraverso i secoli, era sbocciata dal cuore del Padre.

Ma se Cristo fa consistere tutto il suo primo messaggio nella notizia della nuova paternità di cui beneficiavano ora i suoi discepoli, è anche perché quel privilegio implicava o portava con sé tutti gli altri. La filiazione rispetto al Padre è il privilegio fondamentale, quello che coglie l'anima umana nella sua intimità più profonda. Siamo figli del Padre attraverso ciò che abbiamo di più profondo; e questa filiazione e all'origine e alla base della nostra vita soprannaturale di cristiani, perché in essa il Padre ci ha dato tutto il resto. Dalla nostra dignità di figli deriva tutto ciò che vi è di bello e di grande nella nostra vita, tutte le grazie che trasformano la nostra esistenza, la nobiltà del nostro destino e le gioie che l'accompagnano. Tutto poggia sulla nostra qualità di figli, che ci schiude senza limitazioni i tesori dell'amore del Padre. Con la risurrezione di Gesù l'universo ha mutato volto, perché gli uomini hanno ricevuto definitivamente il loro volto di figli.

Elevando la nostra riconoscenza verso Cristo glorioso, che ci ha meritato con le sue sofferenze la felicità di questa filiazione, noi non dobbiamo trascurare di volgerci al cuore del Padre, prima sorgente del nostro nuovo stato. « Vedete, scriveva san Giovanni, quale amore ci diede il Padre, affinché noi portiamo il nome di figli di Dio e lo siamo veramente ».

Ciò che si è rivelato in piena luce fin dal giorno di Pasqua è quest'amore, questa predilezione con la quale il Padre « ci aveva predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo, affinché. egli sia un primogenito tra i molti fratelli ». E come fratello maggiore Cristo risuscitato è ritornato tra gli uomini, per dare a tutti gli altri l'impronta di sé, che altro non è se non l'impronta del Padre. Perché Cristo « è l'immagine del Dio invisibile ». Dandoci Cristo e imprimendo su di noi la sua immagine, il Padre ci rendeva dunque uguali a lui.

La sua paternità integrale era un dono di sé integrale: il Padre ci arricchiva di tutto ciò che possedeva, facendoci partecipi della sua vita divina. Egli arrivava fino a far riflettere in noi il suo viso paterno, fino a far risplendere la sublimità del suo volto divino nella debolezza del nostro essere umano. Pronunciando all'indirizzo dei discepoli le parole: « il Padre mio e Padre vostro », Cristo li vedeva già con gli occhi dello spirito portare nel loro volto umano il riflesso del volto del Padre. Egli contemplava in essi quel volto che conosceva così bene; lo contemplava imprimendolo in essi in modo invisibile. E in un segreto stupore diceva: « Padre mio e Padre vostro », riconoscendo in essi il Padre suo e loro.

In fondo, questo stupore dovrebbe essere il nostro; con gli occhi della fede dovremmo riconoscere in ciascuno dei nostri fratelli il riflesso del volto del Padre e partecipare senza posa alla gioia che provò Cristo risuscitato a ritrovare nei suoi discepoli la somiglianza sorprendente del volto paterno.

Di Jean Galot s. j.


Venite a Me, Miei piccoli, unitevi a Me in questo giorno speciale, perché così come sono salito al Regno dei Cieli, voglio portarvi con Me.

 


Rosario - Messaggio UNICO.


Messaggio della Beata Vergine Maria a J. V.


15 agosto 2022

Parla la Beata Vergine Maria.

Figlioli, io sono la vostra Madre, la Sempre Vergine Maria. Sono vostra madre e una madre cerca sempre il meglio per i suoi figli. Sapete che per l'infinita misericordia di Nostro Padre Dio, tutti voi, tutti voi, buoni e cattivi, avete il diritto di tornare nel Regno dei Cieli.

L'umiltà, l'umiltà è ciò che vi farà vedere i vostri errori, accettarli e con lo spirito di discernimento vi renderete conto di quanto avete danneggiato il Cuore di vostro Padre, del vostro Dio.

Piccoli miei, Mio Figlio ha dato se stesso per tutti. Tutti voi, buoni e cattivi, indipendentemente dalla razza, tutti voi, tutti voi siete figli dello stesso Padre e tutti voi avete il diritto di tornare nel Regno dei Cieli, Egli giudicherà in base all'amore che portate nel vostro cuore.

Il mio Sposo, lo Spirito Santo dell'Amore abita in ognuno di voi, in ogni anima che è scesa sulla Terra. Tutti voi, indipendentemente da dove siete e da cosa credete, potete produrre amore.

Mio Figlio è venuto a insegnarvi come dovete amarvi l'un l'altro e, alla fine della sua permanenza sulla Terra, è questo che vi ha chiesto di fare, amarvi l'un l'altro. L'amore, piccoli Miei, vi è stato detto, è l'arma più potente che esiste in tutta la Creazione, e con essa potete facilmente sconfiggere satana.

Avvicinatevi a mio Figlio, chiedetegli con il cuore di condurvi all'amore, di farvi vedere i vostri errori, di darvi lo Spirito di umiltà, di pentimento, affinché possiate ottenere il suo perdono e possiate tornare alla vostra dimora eterna.

Ricordate che non è il corpo che avete a rendervi migliori o peggiori, ma è l'anima che portate dentro di voi, trasportata dalle ispirazioni (lingue...) del mio Spirito Santo, a fare la differenza tra buoni e cattivi, non il vostro aspetto esteriore, né vi guadagnerete il Paradiso con l'aspetto esteriore, ma piuttosto lo guadagnerete con l'amore che portate nell'anima, perché è questo che sarà presentato alla fine della vostra esistenza davanti a mio Figlio, il vostro giudice.

Io, vostra Madre, Madre di tutti gli uomini, di tutta l'umanità e di tutti i tempi, veglio su di voi per il vostro bene, veglio su di voi per prendermi cura della vostra anima, per riportarla a mio Figlio. Certamente, ci sono anime che hanno capito molto bene, fin da piccole, cos'è l'Amore, cos'è vivere per mio Figlio, il vostro Dio, e lo avrete fatto per tutta la vostra esistenza, e certamente avrete un posto speciale nel Regno dei Cieli. Ma coloro che, anche se alla fine della loro esistenza, capiscono cos'è l'Amore, si pentono della loro malvagità, torneranno anch'essi nel Regno dei Cieli, sarete giudicati e avrete il posto che meritate nel Regno dei Cieli, e questo non vuol dire che invidierete il posto che vi è stato dato con quello dato ai vostri fratelli, sarete tutti pieni dell'Amore di Dio e questo dipenderà dall'Amore con cui arriverete alla fine della vostra esistenza, quando vi presenterete davanti a Mio Figlio, vostro Giudice.

Ciò che conta, Miei piccoli, è che desideriate, con tutto il cuore, tornare alla vostra Casa Eterna, che con Umiltà e con molta fortezza, ritorniate, chiedete perdono, dal vostro cuore e otterrete quell'ingresso, che molte anime desiderano, ma che a molte, molte, molte altre, non interessa, perché hanno già perso la Fede e l'Amore per il Nostro Dio e Signore.

Venite a Me, Miei piccoli, unitevi a Me in questo giorno speciale, perché così come sono salito al Regno dei Cieli, voglio portarvi con Me. Desiderate questo momento anche per voi, chiedetelo a Me, Miei piccoli, e sarete con Me, in eterno.

Grazie, Miei piccoli.


TEMPO ED ETERNITÀ


L'eternità è senza fine. 


L'eternità è inscrutabile. 
  
Tutte queste dichiarazioni e definizioni dell'eternità non sono ancora sufficienti per far concepire al vivo la sua grandezza; né alcuno può intendere bene, come dice Plotino, ciò che sentirono quelli che vollero definirla. Si potrebbe dir di essa ciò che disse Simonide, (CICERO, De natura deorum. Lib. II) quando Cerone, re di Sicilia, l'interrogava: che cosa fosse Dio. Il filosofo si prese un giorno di tempo a rispondere, per poter frattanto pensarci sopra. Passato quel giorno, disse di aver bisogno di maggior tempo e chiese due altri giorni; passati quelli, ne chiese altri quattro: trascorsi questi, disse che più vi pensava più doveva meditare e minor facilità trovava per rispondere. 
Lo stesso si può dire dell'eternità, la quale è un abisso tanto profondo da non potersi scrutare senza che il pensiero umano vi si affoghi. Così disse San Dionigi Areopagita, (De Myst. Theologia) che Dio non poteva dirsi ciò che era, ma solamente ciò che non era e come a tutto sovrasta. Similmente non può dichiararsi altro dell'eternità che ciò che essa non è e come supera ogni comprensione. L'eternità non è tempo, non è spazio, non è secolo, non è milioni di secoli; ma è sopra ogni tempo, sopra ogni secolo, sopra milioni di secoli. Non è eternità questa vita che godi e presto ha da finire; non è eterna la salute che hai; non sono eterni i tuoi divertimenti; non sono eterni i tuoi possedimenti; non sono eterni i tuoi tesori; non sono eterni coloro nei quali confidi; non sono eterni i beni nei quali ti compiaci, poiché devi lasciare tutto. Più gran cosa è l'eternità, e sopra i regni, sopra gli imperi e sopra ogni felicità sono le cose eterne. Per questo Lattanzio (LACTANTIUS, De falsa Religione, lib. I, cap. 12) ed altri autori dichiarano l'eternità per ciò che non è, dicendo gli uni che l'eternità è ciò che non ha fine, altri ciò che non ha mutazione, altri ciò che non ha confronto, ossia ciò che non è limitato, non è mutabile, non è paragonabile. Basta spiegare ed analizzare queste tre condizioni dell'eternità, non per far comprendere cosa sia, ma per incuterci almeno spavento e stima di essa, che è quanto più ci conviene, insieme a un gran disprezzo di tutto ciò che è temporale, limitato, mutabile e meschino. 

P. Gian Eusebio NIEREMBERG S. J. 

PREPARARSI ALLA MORTE

 


Preparate il mio esercito militante per la battaglia finale

 


IO, SAN MICHELE ARCANGELO, VENGO IN NOME DI TUTTO IL CIELO A PREPARARE IL MIO ESERCITO MILITANTE PER LA BATTAGLIA FINALE TRA IL BENE E IL MALE.


Le Forze del Male sono al loro apice e ho bisogno di Soldati disposti ad andare in guerra, a lasciare TUTTI gli affetti e tutti i loro beni e le loro famiglie per andare a combattere le Forze del Male.

Il mio Battaglione è quasi pronto, ma ci sono Soldati ancora freddi e con un piede nel mondo, ho bisogno che tu decida ora! per finire di formare il mio Battaglione.

Ciò che resta di questo mese di agosto e ciò che resta di settembre, prima di ottobre, devono aver deciso quale strada prendere nella loro vita, perché il Mio Battaglione è quasi pronto, per questo vi chiedo che questo mese di agosto e ciò che resta di settembre, accentuino i vostri preparativi, con le indicazioni menzionate prima con il Messaggio precedente.

LA TERZA GUERRA MONDIALE STA PER SCOPPIARE, le Elites faranno crollare l'economia molto presto, arriverà la carestia, le pestilenze stanno avanzando e i vaccini mortali per la cura delle "presunte pestilenze", che sono in realtà malattie create in laboratorio, vengono già applicati con lo scopo di far ammalare gran parte della popolazione.

L'agenda delle élite è in corso da molti anni e cerca di realizzare i suoi piani per sterminare gran parte della popolazione.

PREPARIAMOCI PER LA BATTAGLIA FINALE: pregherete le vostre 3 FIAT, le prime due FIAT ora e la terza sarà detta il giorno dell'Avvertimento, rinnoverete le consacrazioni al Cuore Immacolato di Maria e al Sacro Cuore di Gesù in modo breve, e le preghiere della Mia Armatura data per la Battaglia.

Fatelo al più presto davanti al Santissimo Sacramento, o se non siete davanti a un altare, è di ESTREMA URGENZA che lo facciate, poiché il tempo sta per scadere e le vostre PREPARAZIONI devono essere pronte.

Coraggio, Miei Guerrieri!!! Io sono il vostro Capo e Protettore San Michele Arcangelo. Chi è come Dio, nessuno è come Dio!!!



I TRE FIAT

(Pregate i due Fiat davanti al Santissimo Sacramento o, se non è possibile, davanti all'Altare delle vostre case e memorizzate il Terzo per il Tempo dell'Avvertimento, per dirlo davanti alla Santissima Trinità)


PRIMO FIAT

PREGHIERA: Io, come Soldato appartenente all'Esercito di San Michele Arcangelo, diretto da Lui e guidato dalla Vergine Maria, do in questa mia ultima preparazione prima di andare all'Illuminazione delle Coscienze, il mio FIAT alla Santissima Trinità, mi inchino davanti alla Croce di Cristo e cedo la mia Vita, i miei Progetti e TUTTO ciò che sono affinché Lui mi guidi e non sia io ma Lui a vivere in me. Dono a Dio Padre TUTTO ciò che sono affinché si prenda cura di me e mi liberi da ogni male, e mi dono allo Spirito Santo affinché mi riempia della Sua Potenza, per intercessione della Santissima Trinità, rinnovo e porto a termine la mia Missione Salvifica in questa Fine dei Tempi. Amen.


SECONDO FIAT

L'Avvertimento è molto vicino, perciò ho bisogno che vi prepariate il più possibile per questo Secondo FIAT, che sarà davanti al Santissimo Sacramento, solo se potete avere accesso a una Cappella di Adorazione, altrimenti via Internet. Metterete la mia immagine nell'Invocazione della Vergine Maria di Guadalupe, una della Santissima Trinità e un'altra di San Michele Arcangelo sul vostro Altare davanti al Santissimo Sacramento e direte la seguente Preghiera:

PREGHIERA: Come Apostolo dei Tempi Finali e Guerriero dell'Esercito della Madre del Cielo, voglio d'ora in poi nel Santissimo Sacramento dare il mio Secondo FIAT alla Santissima Trinità, dando TUTTO il mio essere, affinché lo prenda e ne faccia ciò che vuole, in modo che la Santissima Trinità mi copra con la Sua Magnificenza e mi prepari per la mia Missione Finale. Amen.

Dopo aver dato il secondo FIAT, direte questa preghiera della Divina Volontà come segno che avete imparato a vivere totalmente in essa.

PREGHIERA: Oggi, io (nome) formo la mia Volontà sulla Volontà del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, prendendo come modello la mia Madre Celeste, seguendo i suoi passi e dando oggi la mia Volontà alla Santissima Trinità, ora e per sempre. Amen

Al termine di queste due preghiere, reciterete il Rosario e vi congederete ringraziando per aver suggellato il patto tra il Cielo e voi.

Tutto questo deve essere fatto in stato di grazia, preferibilmente dopo aver ricevuto la Comunione, il Corpo di Cristo, nello stesso giorno.

Questo sarà il giorno di Pentecoste. In questo giorno il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo riverseranno su di voi doni, grazie e carismi in abbondanza, affinché, unti dalla potenza dello Spirito Santo, prepariate le vostre anime, le vostre menti e i vostri spiriti all'illuminazione delle coscienze, e siate pronti e preparati per il giorno in cui rinascerete per le vostre trasformazioni finali come apostoli dei tempi finali, raggiungendo la maturità spirituale per poter svolgere le vostre missioni.

Come preparazione per dare il FIAT in questa Pentecoste, direte questa Preghiera davanti alla Santissima Trinità ogni giorno, da oggi fino al giorno di Pentecoste:

PREGHIERA: Io, come apostolo della fine dei tempi, mi preparo oggi a dare il mio secondo FIAT alla Santissima Trinità, dando la mia volontà, tutto il mio essere, affinché attraverso questa consegna possa crescere nel grembo di mia Madre, la Vergine Maria di Guadalupe, in questi ultimi giorni, per rinascere nel giorno dell'Illuminazione delle coscienze. Amen.


TERZO FIAT

(Da memorizzare e dire il giorno dell'Avvertimento davanti alla Santissima Trinità) PREGHIERA: "Io, (nome), come figlio dell'Altissimo, vengo a dare il mio Terzo FIAT davanti alla Santissima Trinità; e con un Cuore puro e infantile, Gli do TUTTO il mio essere affinché Egli possa prenderlo e farne ciò che vuole. Cedo TUTTA la mia Volontà e TUTTO ciò che possiedo affinché non sia più io a vivere, ma Gesù Cristo che vive in me; e così, consumandomi davanti alla Santissima Trinità, mi rivesto della Potenza dello Spirito Santo, per svolgere la mia degna Missione di Lode in questi Tempi Finali". Amen.


PREGHIERA DI CONSACRAZIONE AL SACRO CUORE DI GESÙ

"Io, __, dono e consacro me stesso e la mia vita, le mie Preghiere, i miei Dolori e le mie Sofferenze al Sacro Cuore di Nostro Signore Gesù Cristo, per non voler usare nessuna parte del mio essere, ma per onorarlo, amarlo e glorificarlo. È mia volontà irrevocabile essere tutta di Lui e fare TUTTO per il Suo Amore, rinunciando con tutto il cuore a tutto ciò che può dispiacerGli.

Ti prendo, dunque, o Sacro Cuore, come l'unico oggetto del mio Amore, il Protettore della mia vita, la Sicurezza della mia Salvezza, il Rimedio della mia fragilità e della mia incostanza, il Riparatore di tutti i difetti della mia vita, e il mio Asilo nell'ora della mia morte.

Sii dunque, o Cuore di bontà, la mia giustificazione presso Dio tuo Padre e allontana da me i raggi della sua giusta ira. Oh Cuore d'Amore! Io ripongo in Te tutta la mia fiducia, perché temo tutto dalla mia malizia e dalla mia debolezza, ma mi aspetto tutto dalla tua gentilezza. Spegni allora in me TUTTO ciò che può dispiacerti o resisterti! Che la Tua agilità di Amore Puro si imprima nel mio Cuore in modo che io non possa mai dimenticarTi, né separarmi da Te, che evoco, per tutta la Tua Gentilezza, che il mio nome sia scritto in Te, perché voglio costruire la mia gloria nel vivere e morire come Tuo schiavo. Amen".


PREGHIERA DI CONSACRAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

Oh, Cuore Immacolato di Maria, traboccante di bontà, mostra il tuo amore per noi. Che la fiamma del tuo cuore, o Maria, scenda su tutti i popoli. Ti amiamo immensamente. Imprimi nei nostri cuori un Amore vero. Che il nostro cuore aneli a Te. Oh Maria, dolce e umile di cuore, ricordati di noi quando cadiamo nel peccato. Tu sai che noi uomini siamo peccatori. Con il tuo Cuore Santissimo e Materno, guariscici da ogni malattia spirituale. Rendici capaci di contemplare la gentilezza del tuo Cuore materno, affinché ci convertiamo alla fiamma del tuo cuore. Amen.


PREGHIERE DELL'ARMATURA DI SAN MICHAEL ARCANGELO


PREGHIERA DELLA SPADA DI SAN MICHELE ARCANGELO

Io, come Soldato appartenente all'Esercito Mariano della nostra Madre del Cielo diretto da San Michele Arcangelo, dono il mio FIAT alla Santissima Trinità e dono il mio Cuore al Fedele Guerriero di Cristo, San Michele Arcangelo, affinché lo prenda e mi renda parte del Suo Esercito, preparandomi con la Sua Spada alla Grande Battaglia che si combatte tra il Bene e il Male, cedo la mia Volontà, il mio Cuore, la mia Vita alla Santissima Trinità e ti dono il mio FIAT e come Guerriero appartenente a questo Esercito mi dichiaro LIBERO da ogni vincolo, essendo totalmente docile alle ispirazioni dello Spirito Santo nella mia Vita, Corpo, Mente, Spirito e Anima, Amen.


PREGHIERA DELLO SCUDO DI SAN MICHAEL ARCANGELO

Io, come Soldato appartenente all'Esercito della mia Dolce Madre del Cielo, ricevo da San Michele Arcangelo questo Scudo come Protezione contro gli attacchi del nemico e come Guerriero appartenente a questo Esercito, lo depongo ai Piedi della mia Amata Madre, affinché insieme alla mia Spada, Ti benedica e mi dia la Forza e il Coraggio e la Conoscenza per usare saggiamente queste Armi che San Michele Arcangelo mi ha dato per la Battaglia. Oggi l'ho ricevuta da San Michele Arcangelo e la porto con orgoglio davanti a questa Grande Armata diretta da San Michele Arcangelo e guidata dalla Vergine Maria, Amen.


PREGHIERA DELL'ARMATURA DI SAN MICHAEL ARCANGELO

Io, come guerriero dell'Esercito militante di San Michele Arcangelo, indosso oggi la mia Armatura e con essa mi difendo dagli attacchi del nemico chiedendo la protezione della Santissima Trinità, di San Michele Arcangelo e della Madre del Cielo, affinché mi aiutino a sapere come usare la mia Armatura e mi diano la Forza di superare il male di ogni giorno, Amen.

Prima di uscire di casa recitate questa preghiera, in modo da usare la vostra Armatura ogni giorno ed essere protetti contro le forze delle tenebre. Fate la vostra parte e date il meglio di voi stessi. Vi saluto con il Grido di guerra,

Chi è come Dio! Nessuno è come Dio!

Lorena


 


Per voi è inpenetrabile……!

 


Figlia Mia. Mia cara figlia. Sei venuta. Grazie. Per favore ascolta e scrivi ciò che Io, la tua amorevole Mamma Celeste, oggi ho da dire ai figli del mondo:

Preparatevi amati figli della terra, perché il vostro mondo finirà. Gesù verrà per salvare voi, che GLI siete fedeli e sottomessi, dal dominio del maligno. Questo dominio ora comincia ad arrivare al culmine, il suo raggiungimento è imminente.

Siate pronti, amati figli del Mio Cuore. L’Avvertimento verrà e vi saranno chiaramente mostrati i vostri peccati ma avrete la possibilità di donarvi a Gesù, di offrirvi a LUI dunque preparatevi per questo giorno, per questo momento, che CAMBIERÀ OGNI COSA nel vostro mondo e in voi stessi, Miei amati figli della terra. Il tempo che seguirà l’Avvertimento sarà un tempo in cui bisognerà resistere!

Preparatevi e abbiate fiducia, figli Miei, fidatevi di Gesù! Ora vi può guidare soltanto LUI!

DonateGLI il vostro SI, amati figli del Mio cuore, il vostro SÌ illimitato in modo che non andiate perduti nelle grinfie dell’avversario di Mio Figlio che è astuto e inpenetrabile per voi. Presto, molto presto egli assesterà il suo ultimo colpo e ciò non porta nulla di buono per voi. Allora comincerà il periodo più brutto ma abbiate fiducia nei vostri cuori e pregate, figli Miei perchè il Padre abbrevierà questo tempo se voi LO pregherete con devozione e lealtà.

Non abbiate mai paura, amati figli del Mio cuore perché chi resta fedele a Mio Figlio non sarà danneggiato, la sua anima sarà salvata e se dovesse morire per Mio Figlio, entrerà in Cielo come martire.

Credete, abbiate fiducia e pregate figli Miei, pregate. Soltanto la vostra preghiera può evitare il peggio, soltanto la vostra preghiera potrà intenerire il Padre Celeste quando incomberà il tempo più brutto.

Io vi amo, figli Miei affidatevi ogni giorno alla Mia protezione e con amore e cura Io porrò il Mio mantello protettivo su di voi e sulle vostre famiglie.

Vai ora, bambina Mia. Tutto è stato detto.

Io ti amo, Io vi amo, amati figli del Mio Cuore. Andate in pace e preparatevi.

Amen.

La vostra Mamma Celeste.

Madre di tutti i figli di Dio e Madre della Salvezza.

Amen.

22. maggio 2016

FUGGITA DA SATANA

 


MICHELA

La mia lotta per scappare dall'Inferno


In cerca di una nuova adepta

Dopo alcuni mesi di partecipazione alla setta, durante un rito del sabato il Sacerdote si rivolse direttamente a me: «Lucifero sarà contento se riuscirai a portare un nuovo adepto fra noi. È questo il tuo nuovo compito». Mi chiese se accettavo e io, sempre tramite la Dottoressa, gli risposi di sì, ma aggiunsi anche che non avevo idea riguardo a chi coinvolgere. Lui mi tranquillizzò: «Non preoccuparti di questo. Ti verrà detto». E in effetti, dopo la seduta di ipnosi del lunedì successivo, la Dottoressa mi spiegò che aveva individuato la persona giusta, fra quelle poche conoscenze che ancora continuavo a frequentare (sempre ovviamente con il suo permesso).

Si trattava di una ragazza di quattro anni più grande di me che avevo conosciuto ai tempi della scuola di cucina internazionale. Era molto bella e dotata di notevoli capacità intellettive, proveniva da una famiglia benestante e si era da poco lasciata con il fidanzato. Insieme con altri insegnanti e allievi ci eravamo ritrovate ogni tanto a mangiare una pizza e avevamo legato abbastanza.

Qualche tempo prima ne avevo parlato alla Dottoressa e lei mi aveva chiesto di fargliela conoscere.

La scusa che avevo trovato era che la psicologa che mi stava seguendo aveva utilità nel poter confrontare alcune sue idee con qualche mia amica. Lei accettò e così un pomeriggio la portai con me allo studio. Dopo un po' che parlavamo, la Dottoressa mi chiese di uscire dalla stanza e il colloquio fra loro due continuò per un'altra ventina di minuti. Non so che cosa si siano dette. Alla fine chiesi alla mia amica come fosse andata e lei rispose che l'aveva trovata un tipo molto in gamba e piacevole.

Evidentemente anche la Dottoressa l'aveva trovata di proprio gradimento, perché mi disse di avviare con lei vero e proprio lavoro di seduzione, mediante tecniche che probabilmente mi aveva rinforzato nell'ipnosi. In ogni occasione di incontro valorizzavo le sue qualità, la facevo sentire importante, le dicevo che mi sarebbe piaciuto fare il suo lavoro... In realtà io di carattere non sono assolutamente così, non sono un tipo espansivo. Con lei però mi veniva facile, anzi ero intrigata dall'idea di farle ogni tipo di complimenti, di sedurla.

Una sera le ho telefonato per proporle di uscire insieme. Siamo andate al ristorante e abbiamo parlato del più e del meno. Al ritorno, durante il tragitto in automobile, tentai il primo approccio: «Ma qualcuno ti ha mai detto che sei veramente carina?». Ho visto nei suoi occhi che la mia frase l'aveva turbata e nel contempo incuriosita. Allora proseguii: «Sono sola a casa. Ti va di salire da me a bere qualcosa?». Non ha fatto fatica a dirmi di sì. Senza bisogno di troppe parole, siamo finite a letto e abbiamo avuto un rapporto sessuale. Poi lei e tornata a casa sua, dove viveva con i genitori.

Il giorno dopo, la Dottoressa mi dettò alcune frasi: «Mi dispiace per quello che è successo. Anche per me era la prima volta. Mi sono sentita importante per te», e concludevo: «Ti aspetterò all'uscita. Se desideri che ci vediamo ancora, sali sulla mia macchina. Se no, vai verso l'autobus. Io rispetterò la tua decisione e non ti cercherò mai più». Le feci recapitare il biglietto a scuola e, all'orario d'uscita, ero parcheggiata davanti. Lei salì in macchina e da quel giorno ci vedemmo ogni pomeriggio per fare sesso e per ascoltare le sue confidenze: io ovviamente mantenevo il silenzio totale sulla nostra attività nell'ombra.

Sua madre aveva intuito che fra noi c'era qualcosa di strano e aveva cercato più volte di ostacolare quella relazione. Lei però stravedeva per me e non intendeva ragioni. Nell'estate del 1996 era in vacanza con i genitori sul litorale tirrenico e io la raggiunsi, pur senza essere stata invitata. Il compito che mi era stato dato era infatti di stare il più possibile a stretto contatto. La mamma mi chiese di andare via e lei minacciò che in tal caso se ne sarebbe venuta con me. A quel punto mi fu permesso di rimanere lì, ma dopo qualche giorno fui io stessa a indurla ad andarcene in Puglia, in un villaggio turistico dove avevo un amico che lavorava come chef. Furono due settimane di passione, nelle quali io ero sempre in collegamento con la Dottoressa mediante il cellulare.

Devo dire che a quel punto anch'io ero talmente entrata nella storia da aver perso la testa per lei. Forse il fatto di essere stata lasciata dal fidanzato, con cui era stata per una decina d'anni, l'aveva ferita al punto da toglierle qualsiasi inibizione. Sta di fatto che i nostri rapporti erano molto intensi, anche perché le avevo insegnato delle tecniche sessuali nelle quali dolore e piacere si fondevano e ci rendevano totalmente complici. Per di più, la Dottoressa mi aveva anche dato una boccetta con delle gocce che dovevo somministrarle di nascosto, che probabilmente avevano un effetto stimolante.

Il momento del suo ingresso nella setta era previsto subito dopo l'uccisione di Chiara. Al mattino presto di quel famoso 17 gennaio, quando scappai verso Trigoria, sono andata sotto casa sua e le ho fatto gli auguri per il suo onomastico, che capitava proprio quel giorno. Le dissi anche che ci saremmo incontrate la sera per festeggiare. Da quel momento non l'ho più rivista. Un mesetto dopo le ho fatto una telefonata per rassicurarla e lei è sbottata: «Tu mi hai rovinato la vita!». Poi mi ha sbattuto giù la cornetta.

 

venerdì 9 settembre 2022

Vergine Maria: “La speranza non deve mai essere scansata a favore della paura”.

 


AMORE DI DIO 

Figlia Mia il mondo deve essere informato in fretta dell‟amore e della misericordia che mio Figlio Gesù Cristo ha per ogni singola persona sulla terra. 

Egli ama tutti, compresi quelli con anime tiepide e quelli che non lo conoscono. 

Non dubitate mai che queste stesse persone che possono essere prive di spirito, siano molto amate da Lui. Grande speranza sarà concessa loro quando la misericordia di Mio Figlio li avvolgerà. 

Il cielo si rallegrerà quando queste persone apriranno gli occhi alla verità durante L‟Avvertimento. Cioè quando essi accetteranno l‟amore e la speranza concesse loro. Sarà il più grande dono che possano aver mai ricevuto in questa vita sulla terra. 

Figlia, le persone non devono mai condannare chi non rispetta il Padre Mio. Non devono mai perdere la speranza per chi rifiuta mio Figlio. Queste anime sono tutte amate con profonda tenerezza da mio Figlio che vuole solo salvarle. 

La Speranza, figlia Mia è un dono di Dio Padre. Non deve mai essere scansata a favore della paura o della negatività. La Misericordia di mio Figlio non conosce limiti. Sarà concessa a ognuno di voi al più presto. 

Figlia, la speranza e la gioia devono essere in prima linea nei vostri pensieri, poiché mio Figlio sta per concedere un dono grande per i suoi figli al fine di salvare il mondo. 

Egli vuole che tutti gli uomini facciano parte di questa grande era gloriosa di pace che aspetta tutti voi. 

Pregate, pregate, pregate affinch é tutte le anime della terra accolgano questo dono d‟amore con cuore aperto e umile. 

Sarà tramite L‟Avvertimento che la Misericordia di Dio sarà finalmente mostrata all‟umanità. 

Dopo non ci potranno essere dubbi di quanto tutti i suoi figli siano amati e cari a Lui. 

La Tua amata Madre, 

Regina dei Cieli. 

17 Dicembre 2011


Le forze occulte che manovrano il mondo - Una prova schiacciante


Una prova schiacciante

A meglio illustrare l'atteggiamento degli Ebrei in Russia, già posto in rilievo da numerose testimonianze, è interessante riportare un grave documento, emanato dal Comitato Centrale della Sezione di Pietrogrado della Lega Internazionale Israelita nel 1919. (In realtà dovette essere distribuito nel termine del '18).
Scritto originariamente in lingua ebraica, fu tradotto e pubblicato il 31 gennaio 1919 dai giornali «Postimees» di Tartu (Estonia) e «Teetaja» di Revel, ristampato a Berlino dal giornale russo «Prizyf» (l'Appello), molto diffuso, il 6 febbraio 1920, dal quotidiano parigino «L'Action Française» nonché da molti altri. (Vogliasi, per curiosità, fare attenzione quante volte l'imperativo «siate prudenti», che è come dire «badiamo ad operare senza farcene accorgere», vi è ripetuto).
La notte del 9 dicembre 1918, durante lo scontro con le forze bolsceviche al confine di Estonia, fu trovato, nel portafogli dell'ucciso comandante di battaglione del II reggimento dei tiratori, l'ebreo Zunder, la seguente circolare confidenziale, descrivente l'attività degli Ebrei e la loro segreta organizzazione in Russia. La riportiamo senza alcuna alterazione e commento:
"Confidenziale. Ai rappresentanti delle Sezioni dell'Unione Internazionale Israelita.
Figli d'Israele! L'ora della nostra vittoria finale è vicina. Noi siamo alla vigilia della nostra egemonia universale. Quello che ci sembrava un sogno ora si trasforma in realtà. Deboli ed abbandonati ancora poco tempo fa, ora noi, grazie alla generale catastrofe mondiale, alziamo con fierezza il capo.
Però noi dobbiamo essere prudenti perché si può prevedere con certezza che, dopo aver calpestato gli altari e i troni distrutti, noi dovremmo proseguire nella direzione stabilita.
Noi abbiamo sottoposto, coi mezzi dell'abile propaganda e delle rivelazioni compromettenti, ad una critica spietata ed alla derisione, l'autorità e le credenze della religione a noi estranea. Noi abbiamo rovesciati i santuari degli altri popoli, abbiamo scosso la loro civiltà e le loro tradizioni. Noi abbiamo fatto tutto per sottomettere il popolo russo alla potenza nostra e per costringerlo finalmente, ad inginocchiarsi davanti a noi. Noi abbiamo conseguito quasi tutto; però... noi dobbiamo essere prudenti perché la Russia asservita è il nostro nemico secolare. La vittoria su di essa ottenuta col nostro genio potrebbe, nelle generazioni future, essere rivolta contro di noi.
La Russia è atterrata, è sotto il nostro dominio; ma non dimenticate neanche per un minuto che dobbiamo essere prudenti e cauti. La sacra lotta per la nostra sicurezza non ammette né compassione né pietà.
Finalmente noi abbiamo visto la miseria e le lagrime del popolo russo. Dopo avergli tolto il suo patrimonio e l'oro noi abbiamo trasformato questo popolo in una razza di miserabili schiavi. Siate prudenti e parchi di parole. Noi dobbiamo essere spietati verso il nemico; bisogna estirpare da esso i migliori elementi affinché la Russia asservita non possa avere un condottiero. Con tale metodo noi elimineremo qualsiasi possibilità di ribellione al nostro dominio. Bisogna svegliare l'odio di parte e le lotte intestine fra gli operai e i contadini. La guerra e la lotta di classe distruggeranno i tesori culturali creati dai popoli cristiani. Ma siate cauti, figli d'Israele. La nostra vittoria è vicina perché la nostra potenza economica e politica e la nostra influenza sulle masse popolari aumentano. Noi accaparriamo i prestiti statali e l’oro e per questo dominiamo le borse del mondo. La forza è nelle nostre mani, ma siate prudenti! Non abbiate fiducia nelle forze oscure e illusorie.
«Bronstein» (alias Trotzky),  «Apfelbaum» (Zinovieff), «Rosenfeld» (Kameneff), «Steinberg» sono tutti, come pure molti altri, fedeli figli d'Israele. La nostra potenza in Russia è illimitata. Nelle città, nei commissariati, nelle commissioni d'approvvigionamento, nei comitati casalinghi, ecc. i rappresentati del nostro popolo sono ai posti di comando.
Non inebriatevi della vittoria, siate prudenti, perché nessuno potrà difendervi eccetto voi stessi. Ricordatevi che non si può contare sull'armata rossa perché essa potrebbe rivolgere subitamente le armi contro di noi1.
Figli d'Israele! E' vicina l'ora in cui noi otteniamo la tanto agognata vittoria sulla Russia! Serrate le file! Diffondete la politica nazionale nel nostro popolo, lottate per i nostri ideali eterni»". Questo documento — a noi che ancora non siamo Russia — dovrebbe dare da pensare non poco, perché ci fa istruiti come sia possibile, da parte di persone superiori che manovrano con diabolica astuzia e senza scrupoli, fare di un popolo un branco di miserabili schiavi, dopo averlo derubato del patrimonio e dell'oro che possedeva, nel tempo stesso che l’ha persuaso di avere agito per il meglio, senza che minimamente sia riuscito ad avvedersi ch'è stato invece superlativamente truffato.
Assume, il citato scritto confidenziale, tale enorme importanza, che basterebbe la sua autenticità per convincere anche l’uomo più ottuso della terra, sul grado di colpevolezza degli Ebrei, e la suprema perfidia, cui possono giungere questa razza di uomini scellerati e vipere, che chiamano «opera di genio» l'assassinio del genere umano per il proprio interesse.
All'erta, dunque, perché quanto avvenuto in Russia non abbia a ripetersi sul resto del mondo. Vi sono fondati motivi per ritenere come tale evenienza sia tutt'altro che cervellotica.
Se noi — previa doverosa indagine — potessimo avere conferma come Krushev ed Eisenhower siano effettivamente di stirpe giudaica, tale fatto, invero, costituirebbe il colmo dell'improntitudine, nonché una netta riprova, come, al dì d'oggi, sia l'Oriente che l'Occidente sarebbero, in pieno, manovrati da Giudei.
E allora — dopo quello che siamo venuti chiarendo — risponda il lettore, se sia cosa intelligente, riporre cieca fiducia in personaggi come quelli testé nominati.
Stando in tal modo i fatti, ben si vede quanto urga badare a non lasciarci convincere e al tempo tesso gabbare dal martellante «cancan» della stampa e della radio asservite all'ebraismo, le quali, per vero, sono del tutto impegnate a confonderci le idee ed a farci apparire bianco ciò che è nero.

* * *

Ora che la luce è fatta ed il segreto è manifesto, è tempo di aprire gli occhi alla grandezza del pericolo e di riunire le forze del cristianesimo alla comune difesa. E' questione di vita o di morte.
E' tempo di porre fine all'indegno spettacolo, di vedere un pugno di stregoni riuscire a menare dove vogliono la totalità degli uomini, quasi fossero bestie da pascolo, ma, soprattutto, di fare basta all'ebraica perfidia di creare degli Stati nell'interno di Stati.
Finché esisterà una simile camorra non vi sarà né pace né quiete in nessuna parte, giacché ciò equivarrebbe a tollerare una rivoluzione permanente, un vulcano sotto i piedi.
Si scuotano, dunque — da sonno letargico — gli oratori e la stampa non legati al massonismo ebraico, e parlino chiaro e tondo per illuminare chi non vede, su la macchinazione denunciata.
Si facciano recensioni reclamistiche su ogni possibile giornale e rivista, perché l'attuale pubblicazione possa venire letta dal maggiore numero di persone. Ciò non vuole affatto significare volontà di offendere o venire meno alla carità. E' legittima difesa non solo pei corpi ma più per le anime. E' seguire l'esempio di Cristo, il Quale ha avuto parole di fuoco contro i dirigenti d'Israele. Mancanza di carità, penso, sarebbe invece mantenere un glaciale silenzio su l'azione satanica dei nemici di Cristo e della Società, perché, chi non vede come, un siffatto silenzio, si risolverebbe, in pratica, ad incoraggiare il male e ad impedire il bene?
Non vale poi il dire che siccome Gesù fu di stirpe ebraica, per questo dobbiamo onorare gli Ebrei. Sarebbe come dire, che siccome i demoni furono di stirpe angelica, per questo siamo tenuti a venerarli.
Poiché un tale pensare evidentemente non regge, noi ci dobbiamo guardare, tanto dai demoni, che furono angeli ribelli, in odio a Dio Padre, quanto — se passa il paragone — dagli ostinati Giudei, popolo riprovato, in odio a Dio Figlio e Spirito Santo.
Sgombrato il terreno d'altresì quest'ostacolo, il restarcene freddi, oziosi od esitanti, al cospetto d'un avvenire oltremodo pauroso, sarebbe lo stesso che tradire la nostra fede cristiana, la famiglia, la patria, la società tutta quanta; tanto varrebbe ad aprire le prigioni ed a dare mano libera ai malfattori.
Desidero, però, sottolineare che, malgrado la veemenza del mio dire per smascherare il mistero dell'iniquità, siamo tutti obbligati in coscienza a non nutrire alcun odio verso gli Ebrei, ma invocare, anzi, che il Cielo li benedica e li converta. (Si deve odiare il peccato non il peccatore).
D'altra parte, tenuto conto della loro abitualità a delinquere e della necessità che abbiamo di difenderci; «visto — per avvalerci ancora del citato editto di Serse — come una sola nazione, ribelle a tutto il genere umano, che segue massime perverse, altera la concordia e la pace di tutte le genti», noi non ripeteremo coi pagani: Morte al Giudeo! ma diremo: Fuori il Giudeo! Viva pure, ma lontano da noi.
Provvedimento, questo, tanto più ragionevole in quanto, dalla Stessa Verità Infallibile è stato implorato su detta gente il perdono «perché non sanno quel che si fanno». Ora, siccome verso chi opera il male senza sapere quello che si fa, anche la Società non pronunzia sentenza di condanna ma lo segrega in manicomi criminali, noi — non essendo possibile applicare tale mezzo — ci limiteremo ad isolarli — come già si è proposto — nella grande isola del Madagascar, purché anche di là non riescano a crearci nuovi guai con qualche inattesa diavoleria. Onde la necessità che vi sia stabilito un permanente servizio di controllo, atto a renderci sicuri da qualunque eventuale sorpresa. Amici! Dopo esserci sincerati della fondatezza delle accuse, ed avere ponderato fino a che punto quello ch'è in gioco ci potrebb'essere fatale, logica vuole, sicurezza esige, che l'umanità si decida, di tentare senza indugio, l'esperimento da me sopra indicato. A estremi mali estremi rimedi. Facciamo tuttavia attenzione, che tale esperimento non potrà mai aver luogo, se prima le masse popolari non saranno state illuminate sulla realtà che si cela dietro il sipario degli avvenimenti.
Ma come faremo per ottenere questo intento?
Sulla cooperazione dei giornali e degli uomini politici di oggidì, non c'è da fare alcun conto, in quanto — è facile intuirlo — essi non possono che esserci avversi.
Se Hitler, consapevole delle infamie dei Giudei, anziché scagliarsi — in modo anticristiano — per sterminarli, si fosse valso dei grandi mezzi in suo potere per scatenare una campagna di stampa nell'interno delle principali potenze, così da ottenere che l'opinione pubblica mondiale restasse alfine convinta della realtà della congiura ebraica contro la Società, penso, avrebbe operato con efficacia assai più potente, e gli avvenimenti susseguiti si sarebbero svolti in tutt'altra direzione. Non essendosi tale cosa verificata, i Popoli sono continuati a restare nella più crassa ignoranza sul retroscena giudaico, per cui l'antisemitismo di Hitler apparve come assurdo ed inconcepibile ed egli fu giudicato quale un criminale di guerra.
Risultando dunque ovvio, come la soluzione del problema ebraico verta esclusivamente a che la gente conosca quello che ora completamente ignora, e che le autorità costituite — venendo meno ad un preciso dovere — non vogliono in alcun modo intervenire per debellare il pericolo denunciato, cerchiamo almeno noi di fare qualche cosa ad estrema difesa. Ecco, pertanto, quanto all'uopo vorrei permettermi suggerire e che ritengo di sicuro successo:

Ogni lettore, che esaminato comunque il presente studio n'è rimasto persuaso, non resti in una colpevole indifferenza, ma senta imperioso il dovere di difendersi con l'unghia e coi denti. Si adoperi, con ogni forza, fra la cerchia dei suoi amici, perché la questione trattata sia anche da loro conosciuta e seriamente sentita. Faccia girare la pubblicazione. Ne diventi un crociato di diffusione impegnandosi che venga acquistata da almeno una persona.

Se ciascuno vorrà mettere in atto il suggerito espediente — il quale vuole essere come un'onda che si allarga — in breve volgere di tempo, tutti avremo conoscenza della situazione. Solo allora, la Società potrà dirsi matura ad ottenere quelle leggi, atte a difenderla da un'oppressione divenuta sì grave, che invero era lì per soffocare tutto il genere umano.
Se il ben dell'intelletto non è dunque ancor perduto, insorgiamo tutti come un sol uomo a estrema difesa e, al grido disperato "fuori i Giudei!", sia posto alfine un argine alla criminale pazzia dell'ebraismo.
Che se poi realmente, il secolo odierno — per incoscienza ed inerzia — non si trova più in grado di svincolarsi dalla rete che Israele ha gettato sul globo terrestre, in questo caso, purtroppo, non resta altro che dire: Tal sia di noi! Avrò parlato ai posteri!

«Non odi consiglio?
Soccorso non vuoi?
E' giusto se poi
Non trovi pietà.

Chi vede il periglio
Né cerca salvarsi,
Ragion di lagnarsi
Del fato non ha».

(1) In relazione a tale paura, potrebbe stare la spiegazione della morte dei generali sovietici, provocata ad opera di medici ebrei, e della estromissione del Maresciallo Zhukov, ad opera del Segretario del P.C.U.S. Krushev, il quale, in un ricevimento alla Ambasciata iraniana a Mosca, ebbe a qualificarsi per un piccolo ebreo. (Cfr. giornale «Il Tempo» di Roma del 29 Ott. 1957). Inoltre, da altra fonte, risulterebbe come il vero nome di Krushev sia: Nicola Salomon Pearl Mutter.

“Vermijon”