mercoledì 16 novembre 2022

SULL'ORLO DELLA NUOVA GERUSALEMME

 


L'anima riparatrice compie atti quotidiani di riparazione al Cuore morente di Gesù. 


L'Apostolato della Riparazione risveglia nel vostro cuore il desiderio di unirvi alle sofferenze del Sacratissimo Cuore di Gesù attraverso le ore notturne di riparazione. Ore che alleggeriranno il peso della croce del Martire del Golgota. Ore che affretteranno il trionfo dei nostri Sacri Cuori. Ore che vi manterranno come soldati attivi nell'Esercito Vittorioso dei Cuori Trionfanti. Ore che porteranno molte, molte anime alla perfetta conversione, perché la vostra preghiera salirà come incenso al cielo. Ore che vi daranno, anime di riparazione, la perfezione nella virtù. Ore che dovranno essere recitate in questo tempo di tribolazione. Ore che serviranno da monito a tutta l'umanità, perché il mondo dovrà tornare al primo ordine della creazione. 

L'Apostolato della Riparazione muove il vostro spirito a riparare gli abomini commessi contro il Cuore Eucaristico di Gesù. I primi giovedì del mese sentirete il bisogno di visitare il Suo Tabernacolo dell'Amore Divino, vi presenterete davanti alla Maestà Sovrana, vorrete sopportare il Suo dolore, vorrete servire come medicina al Suo Cuore Agonizzante. L'anima riparatrice medita i primi giovedì del mese in atti di riparazione al Cuore eucaristico di Gesù. 

L'Apostolato della Riparazione promuove la grande devozione dei primi nove venerdì perché di fronte a tanto amore che Gesù prodiga alle sue creature, riceve solo ingratitudine e disprezzo; essi ricevono la comunione nei primi venerdì del mese per riparare, per quanto possibile, alle offese fatte durante il mese nel Santissimo Sacramento; diffondono la grande promessa di misericordia del Sacro Cuore di Gesù che concede a tutti coloro che ricevono la comunione nei primi venerdì, nove mesi di seguito: la grazia della penitenza finale, non moriranno inimicati senza ricevere i Sacramenti, il Cuore Divino sarà un rifugio sicuro nella loro ultima ora. 

Le anime riparatrici mediteranno i primi venerdì del mese sugli eccessi dell'Amore del Sacro Cuore. 

L'Apostolato della Riparazione promuove i cinque primi sabati del mese. Mi fanno la promessa di assistervi nell'ora della morte con tutte le grazie necessarie alla vostra salvezza se il primo sabato di cinque mesi consecutivi: si confessano, ricevono la Santa Comunione e mi fanno compagnia meditando i misteri del Santo Rosario con l'intenzione di offrirmi un atto di riparazione. Le anime riparatrici mediteranno i primi cinque sabati del mese sugli eccessi d'amore del Cuore Immacolato. 

L'Apostolato della Riparazione accompagna Gesù dalle 10:00 alle 12:00. È un'ora di terribile solitudine nel giardino del Getsemani. Egli ripara con la sua insonnia d'amore per l'addormentamento dei suoi tre discepoli; notte in cui ha emesso gocce di Sangue prezioso per i peccati dell'umanità. Notte in cui si preparava a morire sulla croce, notte in cui uno dei suoi discepoli gli avrebbe dato un bacio traditore, lo avrebbe venduto per 30 monete. Le anime della riparazione meditano ogni giovedì sera nella camera della riparazione. È un'ora santa che vi unisce alle sofferenze del Cuore sofferente di Gesù. 

L'Apostolato della Riparazione promuove la riparazione sacerdotale perché questi, i miei figli preferiti, sono il bersaglio di Satana. Questi, miei amati figli, hanno bisogno dei vostri sacrifici e delle vostre preghiere per essere rafforzati contro le seduzioni del male. La riparazione sacerdotale è un'urgenza in questi tempi finali, perché molte di queste anime privilegiate cadono nella tentazione e quindi nel peccato; molte di queste anime privilegiate si trovano nell'abisso dell'inferno; anime che non hanno saputo essere fedeli alla loro vocazione, anime che non hanno imitato le virtù del Divino Maestro. Le anime di riparazione meditano nella camera di riparazione sacerdotale; una camera che sfida i sacerdoti a una vita di santità; una camera che li immerge nel mio Cuore Immacolato per difenderli dal demonio. Una stanza che li avverte della sofferenza che li attende se non vivono la Parola di Dio, se non incarnano il Vangelo. 

L'Apostolato della Riparazione promuove la meditazione degli otto dolori del mio Cuore Immacolato perché fa molto bene all'anima riflettere sulla mia Passione, fa molto bene all'anima applicare ogni sabato un balsamo di sollievo al mio Cuore Materno. Cuore di madre che ama tutti i suoi figli allo stesso modo. Cuore di Madre che intercede perché tutte le anime siano salvate. Cuore di Madre che desidera bruciare il peccato degli uomini con la fiamma del mio Santo Amore. Cuore materno che vuole darvi un nutrimento solido e un latte spirituale affinché possiate rimanere sani e forti nella fede.

L'Apostolato della Riparazione ha un esercito selezionato di anime vittime; anime che si offrono come martiri dell'amore per la Giustizia e la Misericordia Divina; anime che sono piccoli parafulmini del Grande parafulmine che è Gesù Cristo, Vittima Divina. Anime che rimangono sul Monte Calvario a riparare, con la loro sofferenza e immolazione sulla croce, i peccati di tutta l'umanità; anime che minimizzano la giusta collera del Padre Celeste. Anime che, con le loro continue penitenze e mortificazioni, sono un mezzo per salvare altre anime. I martiri del Divino Amore meditano sul manuale delle anime vittime, un manuale che li porta a una continua riparazione ed espiazione di tutte le colpe. 


ALLA RICERCA DEL PARADISO PERDUTO

 


(M. Valtorta: Libro di Azaria, Cap. 16, pagg. 149/159 - Centro Edit. Valtortiano) 


Il Padre si manifestò per la prima volta nella Creazione. 


Luce: 

Il Padre si manifestò per la prima volta nella Creazione... 

A chi? Agli occhi degli uomini che sarebbero venuti e che lo avrebbero negato dicendo, con le parole e con i comportamenti, che Dio non è, che l'uomo è! 

 Perché in tanti modi si può dire che Dio non è. 

Negare Iddio, negarlo con protervia, comporta comunque coraggio, diabolico ma coraggio. Ed è il coraggio della diabolicità che rende l'uomo non solo meritevole ma degno dell'Inferno. 

Ma l'uomo decaduto, l'uomo impoverito dal Peccato originale, nella più parte dei casi ha perso il coraggio, quello che nei buoni è una virtù morale, ed allora nega Dio nei comportamenti. 

La maggioranza degli uomini è così. Che fare? Fulminarli? 

Tutto il mondo dovrebbe essere ridotto in cenere. 

Ma lo scopo della Creazione fu quello di crearmi un popolo di figli per amarli ed esserne amato, e può, un Padre, fulminare i suoi figli degeneri, specie se degeneri a tal punto per colpa del Peccato d'origine? No, un Padre non può. 

Figli malati sono, malati nello spirito prima ancora che nel corpo. 

E come malati vanno trattati, raccolti, accuditi, medicati, bendati, sanati. 

Questo è il Medico, pietoso, pietà che è Misericordia, e che - proprio perché la colpa d'origine fu colpa dei primi due e non dei discendenti - usa con i discendenti la pazienza che non ebbe, per giustizia, con i primi due ma che per giustizia - sempre per giustizia - egli deve avere con i successivi. 

E la pazienza è Misericordia, e la Misericordia è Amore, e l'Amore è Dio. 

Vedi come è sconvolgente la Creazione: dal nulla il tutto, dalla materia la vita animale, dalla vita animale, al cui apice Io posi l'uomo, la vita spirituale. 

Hai letto di atomi, protoni, neutroni, quarks e che tutto si è formato dal nulla. 

Se lo dice la scienza, troppe volte cieca, l'uomo lo crede. Se l'affermo Io, egli dubita. 

Ma c'è bisogno di guardare nell'atomo? C'è bisogno di controllare la velocità di fuga delle galassie e poi andare a ritroso per scoprire l'attimo "zero" della creazione esplosiva, quando l'evidenza della creazione è 'evidente' non per l'atto creativo in sé quanto nelle sue manifestazioni? 

Come non capire che l'albero creato fu, i fiori creati furono, gli animali, gli insetti, gli uccelli, l'uomo creato fu. 

Come, come l'evoluzione può aver prodotto organismi così differenziati e, nella loro specifica differente missione, perfetti? 

E tutti l'uno complementare all'altro? 

Sì, indispensabili e complementari - come le tre Persone della Trinità sono fra loro - perché Dio, perfetto, è stato perfetto anche nella creazione! 

L'uomo corrompe la creazione, così come l'uomo ha corrotto il suo spirito, sottomettendolo poi - in un capovolgimento di valori - ai bisogni della carne. 

Ma la vera Creazione non è quella che vedi, ma quella che non vedi: lo 'spirito'.  

Questo è il 'figlio' di Dio, figlio non 'unigenito' ma creato, ma non per questo meno figlio e meno amato al punto di rendere necessario il sacrificio della propria vita, in un annichilimento totale, per tentare la salvazione di quelli di buona volontà. Perché i figli di Dio non possono essere che quelli di buona volontà! 

Per lo spirito ormai imperfetto, cosa si poteva chiedere (il minimo!) se non una "minima" manifestazione di buona volontà? 

Ecco perché è facile essere salvati, ecco perché è difficile salvarsi. 

 Perché la buona volontà è davvero il minimo per chi "voglia", ma il massimo per chi "non vuole", perché ribelle, perché figlio del Ribelle. 

Ed ogni figlio, alla fine del Tempo, alla fine del mio Tempo, quello che Io stabilirò, seguirà il Padre che si sarà voluto scegliere. 

I figli miei con Me, i figli dell'Altro con l'Altro. 

Per l'eternità, perché i primi siano felici in eterno, i secondi in eterno dannati, così come essi stessi protervamente vollero. 

Ecco perché ti chiedo buona volontà e perché ti chiedo di vivere giorno per giorno. Perché più facile è preoccuparsi di essere buoni almeno solo per oggi. É un po' come dire: per oggi un piccolo sforzo ancora e per domani si vedrà ... perché nelle braccia di Dio sei, e solo se non ti abbandoni rischi di cadere. 

Abbandonati a Dio, anche nelle tue cose umane. Usa pure l'intelletto, che ti ho dato perché venga usato, usa pure la prudenza, che quando è spirituale è somma virtù, ma poi abbandonati a Dio, al Padre, che ti curerà anche nelle cose umane, perché, da buon Padre, sa che di 'carne' sei. 

 

Ecco è finito il tuo particolare ciclo sulla "Creazione". 

Di più non serve, i negatori rimarranno negatori. I figli, quelli di Dio, comprenderanno e saranno miei, figli miei. 

Guido Landolina


Terza Guerra Mondiale - La terra tremerà e tremerà sotto un grande olocausto atomico. L'Iran sarà devastato da Israele.

 


La terra tremerà e tremerà sotto un grande olocausto atomico. L'Iran sarà devastato da Israele.


Cari figli, rimanete con il Signore. O uomini, dove state andando? Sappiate che non c'è salvezza al di fuori di Cristo. Egli è la Luce del mondo, e chi è con Cristo avrà la sua vita trasformata. Non lasciarti corrompere [dallo spirito del mondo]. L'umanità sta percorrendo il sentiero della distruzione.

La terra tremerà e tremerà sotto un grande olocausto atomico. L'Iran sarà devastato da Israele. Queste sono le ore difficili dell'umanità. Torna al Signore. Dite a tutti che questo tempo è propizio alla conversione. Verrà un giorno in cui molti dovranno pentirsi della loro vita vissuta senza Dio, altri tarderanno. Quello che devi fare, non rimandarlo a domani. (…)

Pedro Régis (Brasile) – Messaggio della Madonna, ricevuto il 4 agosto 2005

GESU’ OSTIA

 


MARIA VALTORTA: LA SCRITTRICE DI DIO


Altre visioni

Il «piccolo Giovanni» descrive una toccante visione di Maria di Magdala, che muore in un'estasi eucaristica nella sua spelonca di penitente: «[ ...] un fulgore vivissimo si fa nella grotta per la venuta di un angelo portante un calice che posa sull'altare e che adora. Anche Maria, inginocchiata presso il lettuccio, adora. Non può più muoversi. Le forze calano. Ma è beata. L'angelo prende il calice e la comunica. Poi risale al Cielo.

Maria, come un fiore arso da troppo sole, si piega, si piega con le braccia ancora conserte sul seno e cade col viso fra le foglie del giaciglio. È morta. L'estasi eucaristica ha reciso l'ultimo filo vitale».

Ha la visione di un «Cuore fulgidissimo» che «appare come una viva Ostia, raggiante nel suo ostensorio d'oro».

A commento della visione, Gesù le dice: «II tuo spirito ha visto giusto. Il mio Cuore è Eucaristia viva. Da dove si parte l'amore? Dal cuore. Cosa è l'Eucaristia? È amore. Ecco dunque che, quando pensate all'Eucaristia, potete dirvi: "Ecco la matrice in cui si formò l'Eucaristia"».

Vede scene di cristiani che nell'Eucaristia trovano la forza di affrontare il martirio. Ha pure la visione di una riunione nella quale San Pietro celebra quella che doveva essere la Messa di allora. La scena si svolge nel Cenacolo, la «prima delle chiese di tutto il mondo», alla presenza della Vergine Maria, degli apostoli e di molti discepoli.

Racconta l'apparizione di Gesù, che la comunica sotto le due specie: «Mi leva dalla pena l'apparizione gaudiosa del mio Gesù, non martirizzato e sanguinoso, ma bello, radioso nella sua veste di lino candido come lo è nei momenti più lieti delle visioni. Viene verso di me come se venisse da una campagna in fiore e sorride tenendo qualcosa sotto il mantello bianco che ha incrociato sul petto e sulle mani. [...] E lasciando che il manto si apra mi mostra la pisside che ha nella mano. Si fa solenne e dice: "Io sono il Pane vivo che dal Cielo discende. Chi mangia di questo Pane non avrà più fame e vivrà in eterno. Questo è il mio Corpo che Io ti do in memoria di Me. Prendi e mangia". E mi dà una grossa particola. Dico grossa perché è alta come una moneta antica (uno scudo). Il suo sapore (materiale e spirituale) è tale che mi riempie di delizia. Mi accarezza e dice: "Ora che sei nutrita scrivi. Domani tornerò". E questa sera, alla stessa ora mi riappare. [...] Tenendo ben scoperto il calice colmo di un sangue rosso, robusto, direi spesso, quasi bollente perché schiumava con rare bolle come fosse appena uscito da un'arteria, mi dice: "Questo è il mio Sangue che Io ho versato per amore di voi. Prendi e bevi". E mi avvicina il calice alle labbra mentre con l'altra mano mi accosta ad esso. Sento il freddo del metallo contro le mie labbra e l'odore del sangue nel naso. Ma non ne ho ribrezzo. Mi attacco all'orlo liscio del calice d'argento e bevo un sorso di questo Sangue divino. Il quale ha tutte le caratteristiche del nostro per fluidità, viscosità, sapore. Ma che scende in me dandomi una delizia che mi porta ben in alto nella gioia. Vorrei bere e bere... Perché più se ne beve, più se ne vorrebbe. Ma me ne trattiene la riverenza. E contemplo quel Sangue amato, ne fiuto l'odor vivo, ne ammiro il perfetto colore rosso vivo. Ma per altre due volte Gesù mi fa bere... E poi se ne va... e in me resta il sapore e la fragranza di quel Sangue del mio Gesù».

Quante volte la scrittrice apre gli occhi e le orecchie al Cielo, dopo la Comunione! In una pagina annota, ad esempio, il suo rapimento alla vista del Paradiso «iniziato subito dopo aver ricevuto la sacra particola».


Terza Guerra Mondiale - Gerusalemme sarà di nuovo distrutta.


 

Gerusalemme sarà di nuovo distrutta.


I potenti hanno già realizzato il progetto dell'anticristo . Presto vedrai i segni dal cielo. (…)

Amati figli, ricordate sempre la Parola, ricordate sempre la Messa e l'Eucaristia. Questi sono i fondamenti della fede. Non ascoltare la falsa pace che si manifesta nel mondo. I potenti hanno già attuato il progetto dell'anticristo. Presto vedrai i segni dal cielo.

Gerusalemme sarà distrutta di nuovo, come 2000 anni fa.

Chi non crede a questi messaggi deve ricordare cosa accadde ai giorni di Noè, con il diluvio universale, oggi la storia si ripeterà con maggior grandezza. Preparati. Sono al tuo fianco per proteggerti. Ora vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Vergine Maria: Trevignano Romano (Italia) 6 gennaio 2018

Il suicidio di Alterare la fede nella liturgia

 


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Nel nuovo rito non rimane quasi traccia dell'Offertorio romano, nonostante il Concilio abbia specificato che "si deve fare attenzione che le nuove forme adottate si sviluppino in qualche modo in modo organico da forme già esistenti". Il Súscipe Sancte Pater è stato scartato nel nuovo rito. "Súscipe Sancte Pater", spiega Pius Parsch, "'Ricevi, o Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, quest'ostia immacolata che io, tuo indegno servitore, offro a te, mio Dio vivo e vero, per i miei innumerevoli peccati, offese e negligenze, e per tutti i presenti; come anche per i fedeli cristiani, vivi o morti, affinché serva per la mia e la loro salvezza a vita eterna. Amen". Questa preghiera - la più ricca di contenuti di questa parte della Messa - contiene un intero mondo di verità dogmatiche".

Allo stesso modo, anche la preghiera per l'offerta del calice è stata spostata: "Ti offriamo il calice della salvezza, o Signore, implorando la Tua misericordia affinché sia come un dolce profumo davanti alla Tua divina maestà per la salvezza nostra e del mondo intero".

La preghiera per la "presentazione dei doni", il rito che sostituisce l'Offertorio del Rito Romano, recita:

Benedetto sei Tu, Signore, Dio di tutta la creazione. Per la tua bontà abbiamo questo pane (o vino) da offrire, che la terra ha dato (frutto della vite) e le mani dell'uomo hanno fatto. Diventerà per noi il pane della vita (o bevanda spirituale)".

"Questa preghiera", spiega Davies, "è... accettabile non solo per i protestanti, ma anche per gli ebrei e si adatterebbe certamente all'ethos di una sala massonica". Nonostante il Vaticano II abbia decretato che "Il rito della Messa deve essere rivisto in modo tale che la natura intrinseca e lo scopo delle sue varie parti, così come la connessione tra di esse, possano essere più chiaramente manifestati", le varie preghiere che esprimono chiaramente la natura intrinseca e lo scopo della cerimonia sono state rimosse e sostituite da un'unica nuova preghiera che non offre nemmeno un accenno al sacrificio divino che sta per avere luogo48.

Le nuove preghiere per la "Presentazione dei doni" sono, come sottolinea Jungmann, antiche preghiere ebraiche "ricostruite". Non sono nemmeno preghiere liturgiche ebraiche, ma sono "probabilmente le stesse parole usate per la benedizione del pane e del vino in un pasto ebraico al tempo di Cristo".49 L'enfasi cattolica sull'oblazione è stata sostituita dall'enfasi protestante sulla cena, ed è abbastanza ovvio che le nuove preghiere non sono "cresciute organicamente da forme già esistenti" come richiede il paragrafo 23 della Costituzione sulla liturgia.

Non è difficile capire perché i bellissimi versi del Salmo 25 che costituivano il Lavabo siano stati ridotti ai seguenti:

"Signore, lavami dalla mia iniquità, purificami dal mio peccato".

Il Salmo 25 "doveva" sparire: conteneva un riferimento all'altare del sacrificio: et circuibo altare tuum Domine.

Anche il Súscipe Sancta Trinitas, ricco dal punto di vista dottrinale, era intollerabile per il suo riferimento all'"oblazione" e quindi doveva essere eliminato:

"Ricevi, o Santa Trinità, questa oblazione...".

Anche il Veni Sanctificator è stato rimosso. A questo proposito lo Studio critico50 commenta:

La soppressione dell'invocazione alla Terza Persona della Santissima Trinità affinché scenda sulle oblazioni, come un tempo nel grembo della Santissima Vergine per compiere il miracolo della Presenza divina, è un ulteriore esempio della negazione sistematica e tacita della Presenza Reale.

Tenendo presente la direttiva del Concilio: "Non ci devono essere innovazioni a meno che il bene della Chiesa non le richieda realmente e certamente...", Davies osserva: "È sicuramente più che una coincidenza che il bene della Chiesa abbia richiesto "realmente e certamente" lo scarto di quasi tutte le preghiere che i Riformatori protestanti avevano trovato inaccettabili". Il motivo per cui tutte queste preghiere erano inaccettabili per i Riformatori è espresso al meglio dalle parole di Martin Lutero, per il quale "tutto quell'abominio chiamato Offertorio, e da qui quasi tutto puzza di oblazione".

Le amputazioni liturgiche nel Canone seguono lo stesso schema di quelle descritte in precedenza. "L'antica formula di consacrazione", dice lo Studio critico, "era propriamente sacramentale e non narrativa". È quindi in virtù del modus significandi, cioè del modo chiaro e inequivocabile di significare le parole della consacrazione, che si manifesta l'intenzione di conferire il Corpo e il Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo secondo il rito di Santa Romana Chiesa.51 Nel Novus Ordo, "la modalità narrativa è ora enfatizzata dalla formula "narratio institutionis" (n. 55d) e riplicata dalla definizione dell'anamnesi52 , in cui si dice che "Ecclesia memoriam ipsius Christi agit"". La nuova anamnesi, "Fate questo in memoria di Me", si presta ad essere intesa in modo meramente narrativo, mentre la formula tradizionale esprimeva chiaramente il modo sacramentale.

"In breve", conclude lo Studio critico, "la teoria avanzata dall'epiclesi,53 la modifica delle parole di consacrazione e dell'anamnesi, hanno l'effetto di modificare il modus significandi delle parole di consacrazione.

Le formule consacratorie sono qui pronunciate dal sacerdote come elementi costitutivi di una narrazione storica e non sono più enunciate come espressione dell'affermazione categorica pronunciata da Colui nella cui Persona il sacerdote agisce: 'Hoc est Corpus meum' (e non 'Hoc est corpus Christi')". La conseguenza pastorale di avere quello che appare chiaramente come un modo narrativo di espressione per le parole della Consacrazione è che i fedeli non hanno più la certezza morale di partecipare a una Messa valida.54

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Di Padre Paul L. Kramer


QUELLI NATI DALLA CARNE E QUELLI NATI DALLO SPIRITO

 


          Vedo nel vostro cuore la forza e la volontà di aiutare gli altri. Chi fa questo è un bambino che cammina con Me giorno e notte. Quando qualcuno ascolta la mia voce, fa quello che faccio io; quando non mi ascolta, scappa dagli impegni e, oltre a non camminare bene, rende la vita degli altri un inferno, portandoli a calunniare il proprio fratello, perché non riesce a vedere i sentimenti del suo prossimo.

          Figlio, per seguirmi, la persona deve avere un cuore aperto e pieno di luce, per non permettere alle tenebre di oscurarsi. Chiunque sia trovato con molto amore sarà chiamato a seguirmi. Chiunque maltratti uno dei miei piccoli, sarà gettato nel fuoco dell'inferno, perché ciò che non è buono non può essere mio.

          Chi è nato per la vita, non soffrirà nulla, perché ciò che è nato dallo spirito è mio; chi è nato dalla carne, vive per la carne e la sua vita vive per i piaceri del mondo. Quando qualcuno non riesce a purificarsi nella Mia Chiesa, è perché non è nato dallo spirito, quindi fugge verso altre fondazioni, dove viene illuso da falsi pastori. Può trovarsi senza il marito, o il marito senza la moglie, i figli senza i genitori, o il fratello senza il fratello, cercando di dire che sono stato io, Gesù, a chiamarlo. È tutta una menzogna perché In primo luogo, sono venuto a radunare le mie pecore; in secondo luogo, parlo del mio Regno con voce soave, mentre loro gridano perché tutti sentano; in terzo luogo, voglio l'unità e non la discordia, mentre i loro separano le famiglie; in quarto luogo, sono l'unica via, mentre i loro sono molti; quinto, a uno solo affido la Mia Chiave, che è quella di Pietro, mentre la loro non apre nessuna porta; sesto, pianto solo grano, che è il Mio seme, mentre i loro sono diversi semi; settimo, scelgo solo quelli che Mi servono, lì il servo è il loro pastore; ottavo, ho parlato della "Mia" Chiesa, e non della "Mia" (Mt 16,18), mentre le loro sono diverse; nono, ho detto: "Donna! Ecco tuo figlio" (Gv 19,26), perché solo io sono nato da Lei, mentre loro dicono che ha avuto più figli; dieci, ho detto: "Ama prima Dio e il tuo prossimo come te stesso" (Mc 12,30-31), mentre loro vivono giudicando la mia Chiesa. Tanto che ho detto: chi giudica sarà giudicato, chi ama sarà amato. Se avessero amore, non lancerebbero pietre contro i miei figli. La confusione è opera del diavolo, è lui che ha creato tutta questa divisione. Sono stato così chiaro! Il mio Regno non può essere diviso, perché io sono l'unico Re.

          Benedetto, Mio amato, le pietre che ti vengono lanciate pagheranno tutte, indipendentemente dalla tua provenienza, perché tu sei il Mio autentico Messaggero. Anche Paolo era così, quando usciva a predicare era considerato un pazzo. Eppure ha dato la sua più grande testimonianza nel Nuovo Testamento.

          Ora che sei mio figlio, sarai anche quello che scriverà di più sulle Mie Materie, e tutte le parole vengono da Me. Nessuno può giudicare ciò che hai scritto, perché è totalmente contrario ai miei precetti. Con questo la pagherete cara.

          Grazie figlio mio, ti amo molto. Rimanete con la mia pace. 

GESU'

07/05/1995


"Più santi ci sono in Cielo..... .... più il Cielo avrà forza per aiutare la TERRA". QUINDI: SALVIAMO LE ANIME!

 


IL VALORE DEL SACERDOZIO 

(Hugo Wast - romanziere messicano) 


(Questo articolo è stato letto la sera del Giovedì Santo nella parrocchia di V, ricordando l'istituzione del sacerdozio da parte di Gesù. Data l'importanza di questa creatura unica, la Madonna ha chiesto che fosse allegata al libro. La prima parte di questo messaggio è tratta dal libro "Si salvi chi vuole", indicato alla fine). 


Quando si pensa che nemmeno la Beata Vergine può fare quello che fa un sacerdote....  Quando si pensa... che nemmeno gli angeli, né gli arcangeli, né Michele, né Gabriele, né Raffaele, né alcun principe di quelli che hanno vinto Lucifero, possono fare quello che fa un sacerdote....   Quando si pensa... che Nostro Signore Gesù Cristo, nell'Ultima Cena, ha compiuto un miracolo più grande della creazione dell'Universo, con tutti i suoi splendori, cambiando il pane e il vino nel suo Corpo e nel suo Sangue per nutrire il peccatore, e che questo prodigio, davanti al quale si inginocchiano gli angeli e gli uomini, non è stato mai realizzato. e il sacerdote è in grado di ripeterlo ogni giorno; quando si pensa... all'altro miracolo, che solo il sacerdote è in grado di compiere: perdonare i peccati perché ciò che egli lega in fondo al suo umile confessionale, Dio, legato dalla sua stessa Parola lo lega in Cielo e ciò che egli stacca nello stesso istante Dio lo stacca; 

Quando si pensa... che il mondo morirebbe della peggiore fame se gli mancasse questo po' di pane e questo po' di vino; 

Quando si pensa... che questo potrebbe accadere perché mancano le vocazioni sacerdotali; e quando questo accadrà i cieli tremeranno e la terra tremerà come se la mano di Dio avesse smesso di tenerla; e la gente griderà per la fame e l'angoscia e chiederà questo Pane e non ci sarà nessuno che glielo darà; e chiederà l'assoluzione dai propri peccati e non ci sarà nessuno che li assolverà; e così morirà con gli occhi aperti nel più grande spavento... 

Quando si pensa... che un sacerdote è più necessario di un presidente, più di un militare, più di un banchiere, più di un medico e più di un insegnante, perché può sostituirli tutti e nessuno può sostituirlo... 

Quando si pensa... che un sacerdote, quando celebra sull'altare, ha più dignità di un re; che non è solo un simbolo, nemmeno un ambasciatore di Cristo, ma è Cristo stesso che è lì, a ripetere il più grande miracolo di Dio... 

Quando si pensa a tutto questo, si capisce quanto si debbano amare i sacerdoti, rispettarli, incoraggiare le vocazioni, pagare gli studi dei seminovari e mantenere seminari e noviziati... 

Perché quest'uomo, il sacerdote, durante l'ora che celebra quotidianamente, è molto più importante di tutte le celebrità della terra messe insieme e di tutti i santi del cielo, perché è Cristo stesso che sacrifica il suo Corpo e il suo Sangue, per nutrire il mondo, le anime! (Fine) 


Adoro il tuo prete! Pregate per lui! Le vostre preghiere faranno di lui il santo di cui la Chiesa ha bisogno! 

Gesù, il Sommo Sacerdote eterno, vi ringrazia! Mary lo ringrazia! Il Padre Eterno ringrazia! 

MA SIAMO OBBLIGATI AD AGGIUNGERE: voi siete tutto questo e molto di più! Ma ricorda, amico prete! 

01. Siete stati fatti Cristo, per Cristo, per vivere con Cristo, in Cristo e solo per Cristo. 

02. Essere Cristo è consacrare (Lc 22,19) perdonare (Gv 20,23) benedire (Lc 24,30) vigilare per le anime (Gv 21,15-17) 

03. Essere Cristo non significa amministrare i beni materiali, ma curare i beni spirituali (1 Cor 14,1). 

04. Essere Cristo non significa un'intensa attività sociale, ma un'intensa attività spirituale (Gal 5,16-18). 5,16-18) 

05. Essere Cristo non significa solo saziare la fame del corpo, ma soprattutto quella dell'anima con l'amore di Dio. l'Eucaristia e la Parola (Gv 4,13-14) 

06. Essere Cristo non significa essere l'assistente sociale del quartiere, ma la guida spirituale e il leader della comunità. parrocchia (Gv 21:17) 

07. Essere Cristo non significa condurre alla sorte della terra, ma alla dimora eterna. (Gv 18:36) (Mt 6:19-20) 

08. Essere Cristo non è solo curare le ferite del corpo, ma piuttosto perdonare curando le ferite dell'anima. (Lc 5,23) 

09. Essere Cristo non significa essere alla periferia, ma intorno al tabernacolo, perché il cuore deve essere in esso. essere in lui (Gv 15,19-20) 

10. Essere Cristo non è fare grandi discorsi, ma sermoni pieni della Parola eterna...(Mt 5,111) 

11. Essere Cristo non significa solo dare la vita per gli uomini, ma soprattutto dare la vita per le anime. (Gv 10, 11-17) 

12. Per essere CRISTO, dovete fondarvi su Cristo, sui due pilastri: Maria e l'Eucaristia. Essi sosterrà la Chiesa... e voi! 


PERCHÉ finché sei solo un buon amministratore di beni, socialmente attivo, soddisfi solo la fame degli stomaci, sei anche un grande operatore sociale e dai la terra a tutti (anche se puoi farlo) e fai ancora grandi discorsi nelle "grida della terra"... ma sei lontano dal tabernacolo... 

Nel frattempo, Satana si prenderà cura delle vostre pecorelle; le terrà lontane dall'Eucaristia e le nutrirà con il suo sterco; le terrè lontane dal vostro confessionale asciugando le loro anime; le guiderà sulla strada dell'errore e delle sette attraverso l'errore della Parola e mentre applaudirà i vostri grandi discorsi vuoti di contenuto per l'eternità, organizzerà comunque una bella sorte per le vostre anime... nella sua "terra";  

Perciò il PADRE non vi chiederà conto né dei soldi della parrocchia, né delle feste e delle riunioni in cui siete andati o avete programmato, né della vostra grande eloquenza nei discorsi, né dei cesti di base che avete distribuito, né delle case e delle lottizzazioni che avete fatto per ottenere (anche se potete fare anche questo).  Perché in fondo, "poveri, li avrete sempre in mezzo a voi" (Gv 12,8). 

ORA, se UNA SOLA ANIMA del vostro gregge cerca altre sette e voi non la seguite, se una pecora si smarrisce e voi non la cercate, se non curate le anime ferite e non vegliate su quelle sane.... (Zac 11,16) E peggio ancora, guai a voi se siete causa di giudizio o di condanna anche di uno solo di loro! 

So..... Lasciate che il Signore Dio sia il vostro giudice!                   

Infatti, nella gloria, il cielo più alto è riservato ai sacerdoti SANTI.    

In Purgatorio il peggio è per i sacerdoti più RELAZIONALI. L'inferno, il luogo più oscuro, è per coloro che TENTANO Cristo. 


Unisci la tua Chiesa, unisci l’umanità lacerata! Donaci la tua salvezza!

 


Ma chi odia suo fratello, è nelle tenebre, cammina nelle tenebre e non sa dove va, 

perché le tenebre hanno accecato i suoi occhi (1Gv 2,11).


Guidaci sulle strade di questa nostra storia! 

 Mostra alla Chiesa e ai suoi Pastori 

sempre di nuovo il giusto cammino! 

Guarda l’umanità che soffre, 

che vaga insicura tra tanti interrogativi; 

guarda la fame fisica e psichica che la tormenta! 

 Da’ agli uomini pane per il corpo e per l’anima! 

 Da’ loro lavoro! Da’ loro luce! Da’ loro te stesso! 

 Purifica e santifica tutti noi! 

Facci comprendere 

che solo mediante la partecipazione 

alla tua Passione, mediante il “sì” alla croce,

  alla rinuncia, alle purificazioni che tu ci imponi, 

la nostra vita può maturare 

e raggiungere il suo vero compimento.

 Radunaci da tutti i confini della terra. 

Unisci la tua Chiesa, unisci l’umanità lacerata! 

Donaci la tua salvezza! Amen.

(Benedetto XVI)

Terza guerra mondiale - Questa grande luce che si vedrà nel cielo sarà un precursore della terza guerra mondiale. (...) ma questa guerra avrà luogo in Medio Oriente.

 


Questa grande luce che si vedrà nel cielo sarà un precursore della terza guerra mondiale. (...) ma questa guerra avrà luogo in Medio Oriente.


Gesù: Popolo mio, vi sto mostrando una massiccia scarica di corona dal sole che potrebbe danneggiare i vostri satelliti di comunicazione. Un tale effetto sulla terra causerà una grande aurora boreale ad entrambi i poli. Sarà come la strana luce che è stata vista prima dell'inizio della seconda guerra mondiale. La Madonna aveva chiesto alla gente di recitare il Rosario e cambiare il loro modo di vivere. Non ascoltarono l'avvertimento dal cielo e la strana luce apparve nel cielo, seguita dalla seconda guerra mondiale.

Qualche tempo fa, la Madonna ha anche invitato le persone di oggi a recitare il Rosario e cambiare vita, altrimenti sarebbe stata inflitta una severa punizione sulla terra.

Questa grande luce che si vedrà nel cielo sarà un precursore della terza guerra mondiale.

Le vostre preghiere potrebbero ridurre al minimo le morti, ma questa guerra sarà combattuta in Medio Oriente allo stesso modo delle descrizioni della Battaglia di Armaghedon. Continuate a pregare per la pace e per un minor numero di persone da uccidere, ma sarà una punizione per i vostri aborti e peccati sessuali.

Gesù a John Leary (USA) – venerdì 2 novembre 2018

I preparativi per la presentazione al tempio - Ven. Anne Catherine Emmerick

 


Secondo le visioni del  

Ven. Anne Catherine Emmerick 


LA VITA DI GESÙ CRISTO E DELLA SUA SANTISSIMA MADRE 

(Dalla nascita di Maria Santissima alla morte di San Giuseppe).


I preparativi per la presentazione al tempio 

Maria aveva tre anni e tre mesi quando fece voto di apparire nel tempio tra le vergini che vi abitavano. Era di carnagione delicata, con capelli chiari che si arricciavano verso il basso; aveva già la statura che oggi ha una bambina di cinque o sei anni nel nostro Paese. La figlia di Maria Heli aveva qualche anno in più ed era più robusta. A casa di Anna ho visto i preparativi di Maria per essere portata al tempio. È stato un grande banchetto. Erano presenti cinque sacerdoti provenienti da Nazareth, da Sepphoris e da altre regioni, tra cui Zaccaria e un figlio del fratello del padre di Anna.  Stavano provando una cerimonia con Maria bambina. Era una specie di esame per vedere se era pronta per essere accolta nel tempio. Oltre ai sacerdoti, erano presenti la sorella di Anna di Sepphoris e sua figlia, Maria Heli e la sua figlioletta, e alcune bambine e parenti. 

Gli abiti, in parte tagliati dai sacerdoti e sistemati dalle donne, venivano indossati alla ragazza in vari momenti, mentre le venivano rivolte delle domande. Questa cerimonia aveva un'aria di gravità e serietà, anche se alcune domande venivano poste dal vecchio sacerdote con un sorriso infantile, alle quali la ragazza rispondeva sempre, tra l'ammirazione dei sacerdoti e le lacrime dei genitori. C'erano tre tipi di abiti per Maria, che venivano indossati in tre momenti diversi. Si svolgeva in un ampio spazio adiacente alla sala da pranzo, che riceveva la luce attraverso un'apertura quadrata nel soffitto, spesso chiusa da una tenda.  Sul pavimento c'era un tappeto rosso e al centro della stanza un altare coperto da un drappo rosso e da un piano bianco trasparente. Sull'altare c'era una cassetta con dei rotoli scritti e una tenda con disegnata o ricamata l'immagine di Mosè, avvolto nel suo grande scialle da preghiera e con in braccio le tavole della legge. Ho sempre visto Mosè con una schiena larga, una testa alta, un naso grande e ricurvo, e sulla sua grande fronte due rialzi leggermente rivolti l'uno verso l'altro, che gli davano un aspetto molto particolare. Mosè da bambino aveva queste corna, come due verruche. Il colore del suo viso era scuro come il fuoco e i suoi capelli erano biondi. Ho visto spesso queste corna sulla fronte di antichi profeti ed eremiti, e a volte una sola di queste escrescenze al centro della fronte. 

Sull'altare c'erano i tre abiti di Maria; c'erano anche panni e biancheria donati dai parenti per adornare la ragazza. Davanti all'altare c'era una specie di trono su gradini. Gioacchino, Anna e i membri della famiglia erano riuniti. Le donne erano in fondo e le ragazze erano accanto a Mary. I sacerdoti entrarono a piedi nudi.  Erano in cinque, ma solo tre di loro indossarono i paramenti sacerdotali e parteciparono alla cerimonia. Un sacerdote prese i vari indumenti dall'altare, ne spiegò il significato e li presentò a Maraha, sorella di Anna di Sepphoris, che li vestì con la bambina Maria. Prima le misero una piccola veste gialla, e sopra di essa, sul seno, un'altra veste ricamata con nastri, che le fu messa al collo e fissata al corpo. Poi c'era un mantello scuro con delle fessure sulle braccia; alcuni pezzi di stoffa pendevano sopra la parte superiore. Questo mantello era aperto in alto e chiuso sotto il petto. Indossava sandali scuri con spesse suole gialle. I suoi capelli biondi erano pettinati e portava una corona di seta bianca con varie piume. Sul capo era posto un velo quadrato color cenere, che poteva essere raccolto sotto le braccia in modo che poggiassero come su due nodi. Questo velo aveva l'aspetto di un velo penitenziale o di preghiera. I sacerdoti le fecero ogni sorta di domande sul modo in cui le giovani donne vivevano nel tempio. Le dissero, tra l'altro: "I tuoi genitori, nel consacrarti al tempio, hanno fatto voto di non bere vino né aceto, di non mangiare uva né fichi. Cosa vuoi aggiungere a questo voto? ..... Pensateci durante il pasto. Gli ebrei, soprattutto le giovani ragazze ebree, amano molto l'aceto e anche Maria amava berlo. Le furono poste altre domande e le fu messo un secondo tipo di vestito. Si trattava di un abito azzurro, con un mantello bianco-bluastro e un ornamento sul petto, e un velo trasparente di seta bianca con pieghe sul retro, come quello che indossano le monache. Sul suo capo posero una corona di cera ornata di fiori e boccioli di foglie verdi. I sacerdoti le misero un altro velo per il viso: dall'alto sembrava una cuffia, con tre fermagli a distanze diverse, in modo che un terzo, una metà o tutto il velo potesse essere sollevato sulla testa. Le fu spiegato come usare il velo: come doveva alzarlo per mangiare e toglierlo quando le veniva chiesto.  Con questo vestito Maria si avvicinò con gli altri alla tavola: fu posta tra i due sacerdoti e uno di fronte a loro. Le donne con altri bambini si sono sedute a un'estremità del tavolo, separate dagli uomini. Durante il pasto i sacerdoti hanno messo alla prova la bambina Maria nell'uso del velo. Ci sono state domande e risposte. Fu anche istruita su altre usanze che doveva osservare. Le dissero che per il momento poteva mangiare di tutto, dandole vari alimenti per tentarla. Maria li stupì tutti con il suo modo di fare e le risposte che diede loro. Prendeva pochissimo cibo e rispondeva con una saggezza infantile che tutti ammiravano. Per tutto il tempo ho visto gli angeli intorno a lei, che la suggerivano e la guidavano in ogni caso. 

Dopo il pasto, è stata portata nell'altra stanza, davanti all'altare, dove i paramenti della seconda classe sono stati tolti e indossati quelli della terza classe. La sorella di Sant'Anna e un sacerdote la vestirono con i nuovi paramenti festivi. Si trattava di un abito di colore viola con guarnizioni di stoffa ricamate sul petto. Era legato lateralmente con la stoffa dietro, formava dei riccioli e terminava a punta in basso. Le fu dato un manto viola più ampio e festoso, arrotondato sul retro, che assomigliava a una casula da messa. Aveva ampie maniche per le braccia e cinque linee di ornamenti d'oro. La parte centrale era divisa e veniva raccolta e chiusa con dei bottoni. Il mantello era anche ricamato alle estremità. Poi le fu posto un grande velo: da un lato ricadeva in bianco e dall'altro in bianco violaceo sugli occhi. Su di essa era posta una corona chiusa, con cinque fermagli, costituita da un cerchio d'oro, più largo in alto, con punte e bottoni. Questa corona era rivestita di seta all'esterno, con rose e cinque perle come ornamento; i cinque fiocchi terminali erano di seta e avevano un bottone. Lo scapolare sul petto era attaccato sul retro; sul davanti aveva dei nastri. Il mantello era fissato sul davanti sopra il petto.  In questa forma era il bambino che Maria portava sui gradini dell'altare. Le ragazze circondarono l'altare ai lati. Maria disse che non intendeva mangiare carne o pesce o bere latte; avrebbe bevuto solo una bevanda fatta di acqua e midollo di canna, che veniva usata dai poveri, e che a volte metteva un po' di succo di terebinto nell'acqua. Questa bevanda è come un olio bianco, si espande ed è molto rinfrescante, anche se non è fine come il balsamo. Promise di non amare le spezie e di non mangiare frutti più di alcune bacche gialle che crescono come l'uva. Conosco queste bacche: vengono mangiate dai bambini e dai poveri. Ha anche detto che voleva riposare a terra e alzarsi tre volte durante la notte per pregare. Le persone pie, Anna e Gioacchino, piansero quando udirono queste cose. Il maggiore Gioacchino, abbracciando la figlia, le disse: "Ah, figlia! È molto difficile da osservare. Se vuoi vivere in tale penitenza, non credo che potrò più vederti, data la mia età avanzata. È stata una scena molto commovente. I sacerdoti le dissero di alzarsi solo una volta, come gli altri, e fecero altre proposte per mitigare le sue astinenze. Le imposero di mangiare altri cibi, come il pesce, durante le grandi feste. 

A Gerusalemme, nella parte bassa della città, c'era una grande pescheria, che riceveva l'acqua dalla piscina di Betseda. Un giorno, quando l'acqua scarseggiava, Erode il Grande volle costruirvi un acquedotto, vendendo paramenti sacerdotali e vasi sacri del tempio per raccogliere denaro. A causa di ciò ci fu un tentativo di rivolta, perché gli Esseni, che erano incaricati dell'ispezione dei paramenti sacerdotali, vennero a Gerusalemme da tutte le parti del Paese e si opposero con forza. Mi sono ricordato di queste cose in questo momento. Infine i sacerdoti dissero: "Molte delle altre ragazze che si recano al tempio senza pagare il cibo e i vestiti, si impegnano, con il consenso dei loro genitori, a lavare le vesti dei sacerdoti macchiate del sangue delle vittime e altri panni grossolani, un lavoro molto pesante che fa male alle mani. Non è necessario che tu lo faccia, perché i tuoi genitori pagano il tuo mantenimento". Mary rispose prontamente che voleva farlo anche lei, se fosse stata ritenuta degna di farlo. Gioacchino si commosse molto nell'ascoltarla. Mentre si svolgevano queste cerimonie, vidi che Maria, in diverse occasioni, era diventata così alta davanti a loro da superarli in altezza. Era un segno di grazia e di saggezza. I sacerdoti guardavano seri, con piacevole ammirazione. 

Infine, il sacerdote ha benedetto la bambina Maria. L'ho vista in piedi sul tronco luminoso. Due sacerdoti erano in piedi accanto a lei, un altro di fronte. I sacerdoti tenevano in mano dei rotoli e recitavano preghiere su di lei con le mani tese. Ho avuto una meravigliosa visione di Maria. Mi è sembrato che attraverso la benedizione sia diventata trasparente. Vidi una gloria di indescrivibile splendore e al suo interno il mistero dell'Arca dell'Alleanza come in un vaso di cristallo splendente. Poi vidi il cuore di Maria aprirsi in due come una porticina del tempio e il mistero sacramentale dell'Arca dell'Alleanza penetrare nel suo cuore. Intorno a questo mistero aveva formato un tabernacolo di pietre preziose varie e molto significative. È entrata nel cuore, come l'Arca nel Santissimo Sacramento, come l'ostensorio nel tabernacolo.  Ho visto la bambina Maria come trasformata, fluttuante nell'aria. Con l'ingresso del sacramento nel cuore di Maria, che poi si è chiuso, quella che era una figura è diventata una realtà e un possesso, e ho visto che il bambino era da quel momento in poi come penetrato da un'ardente concentrazione interiore. Ho anche visto, durante questa visione, che Zaccaria ha ricevuto una persuasione interiore o una rivelazione celeste che Maria era il vaso scelto del mistero o del sacramento. Aveva ricevuto un raggio di luce che ho visto provenire da Maria. 

Dopodiché i sacerdoti condussero la bambina dai suoi genitori. Anna sollevò in alto la figlia, la strinse al petto e la baciò con dolcezza e affetto interiori, misti a venerazione. Gioacchino, profondamente commosso, le diede la mano, pieno di ammirazione e venerazione. La sorella maggiore di Maria, Maria di Heli, abbracciò il bambino con più vivacità di Sant'Anna, che era una donna molto riservata, moderata e molto misurata in tutte le sue azioni. La nipotina, Mary Cleophas, le gettò le braccia al collo, come fanno i bambini. Poi i sacerdoti ripresero la bambina, le tolsero i paramenti simbolici e le fecero indossare le vesti abituali. Li ho visti ancora in piedi, bere del liquido da un recipiente e poi andarsene. 


FREQUENTO SOLO CHI MI È FEDELE

 


          Quale padre, vedendo il figlio desiderare qualcosa, non lo dà? Per quanto possa essere brutto, non smette mai di ascoltare suo figlio. Al momento, trova sempre un modo per aiutarlo, cercando di dare sempre ciò che il figlio chiede. Se non può farlo sul posto, ma con poco tempo a disposizione, trova un modo per occuparsi del figlio.

          Lo stesso vale per me, per mio figlio Bento. Non tutti rispondono nello stesso momento, perché ci sono milioni di persone che mi implorano ogni giorno di curare le loro malattie. Alcuni con le gambe rotte, altri con il cancro, molti con la debolezza e altri ancora per la fame. E gli altri sono quelli che non hanno nulla. Così sento dire ogni giorno. Mi occuperò di ciascuno secondo la sua fede, perché è necessario, figlio mio, che la persona abbia molta fede in me, Gesù. Gli altri devono cercare di essere obbedienti e fare ciò che è scritto, perché se hanno fede e non mi obbediscono, non funziona nulla. Se mi obbedite, facendo ciò che è scritto, e non conservate la mia immagine nel vostro cuore, non funziona nemmeno. Le due cose devono essere unite: la fede e l'obbedienza, fare ciò che ho chiesto. Per essere assistito, un figlio o una figlia deve innanzitutto cambiare il proprio comportamento. Se è stato lontano dalla Chiesa, deve tornare. Se stavate bevendo, non bevete più. Se stavate fumando, la stessa cosa. Se siete arrabbiati con qualcuno, dovete perdonarlo. Se siete orgogliosi, dovete essere umili. Se non camminate ben vestiti, iniziate a camminare meglio. Se pregate poco, continuate a pregare sempre di più. Infine, se prometti di essermi fedele, può essere qualsiasi figlio, risponderò immediatamente alla tua richiesta. Se camminate con una stampella, non ne avrete più bisogno. Se siete sordi o ciechi, inizierete a sentire e a vedere. Se si tratta di una brutta malattia, per Me possono essere tutte curate. E così, continuo ad assistere tutti coloro che mi chiedono aiuto.

          Benedetto, mio caro figlio! È giusto avere pietà di coloro che soffrono, ma è necessario che mi guardino e mi rispettino, perché non mi piace che un figlio o una figlia si ricordino di me solo quando hanno bisogno di me per curare la loro malattia e, dopo essere guariti, tornino a fare tutte le cose che non dovrebbero fare. Ecco perché, figlio mio, i miracoli non avvengono quando me li chiedi, perché vedo che nel cuore di quella persona c'è il seme cattivo. Mi chiede solo perché non c'è nessun altro che possa guarirlo, ma nel profondo del suo cuore ha ancora lo stesso male. Se è guarito, torna a fare tutto ciò che aveva in mente.

          Il diavolo, figlio mio, è così triste che fa sì che la persona Mi prometta davanti a molti, ma dopo averlo ascoltato, torna a peccare. Ma io vedo tutto. Solo chi non è libero dal peccato non vede. Ma io so chi è il diavolo. Inganna milioni di persone al giorno e sempre più persone cadono nelle sue trappole.

          Non tutti coloro che pregano possono esaudire le loro richieste, perché molti pregano con le labbra e non con il cuore. Queste persone cercano di ingannarmi, ma nessuno mi inganna. Voglio essere utile a tutti, ma di tutti pochi sono degni di misericordia. 

          Continua, figlio mio, quello che stai facendo, perché il tuo lavoro è quello di un grande Profeta. Le luci cominciano ad aprirsi dove state andando. Tu sei il mio vero Pastore. In voi, Io, Gesù, ho messo tutto il mio potere per raccogliere le pecore disperse.

          Grazie, caro figlio! Il mio desiderio è che cresciate giorno dopo giorno. La pace che vi do.

GESU'

06/05/1995


Come già saprai (soprattutto dall'etica), la gloria di Dio consiste (praticamente è la stessa cosa) nella salvezza delle anime.

 


LETTERA 25   

A Fr. Alfonso Kolbe, Cracovia S.l.G.C.  

Roma 21 IV 1919  

 

Carissimo fratello!  

 La mamma mi ha inviato la tua lettera scrittale il 13 febbraio. Gloria al Signore Iddio e lode all'Immacolata per tutte le grazie che noi, pur non essendone degni, riceviamo.  

Mi riempie di gioia lo zelo che ti anima nella diffusione della gloria di Dio; esiste infatti ai nostri tempi una gravissima epidemia di indifferenza che colpisce, ovviamente in vari gradi, non solo i laici, ma anche i religiosi. Tuttavia, Dio è degno di una gloria infinita. Pur essendo noi delle povere creature limitate, incapaci quindi di rendergli la gloria che si merita, sforziamoci almeno di contribuire, per quanto possiamo, a rendergli la maggior gloria possibile. Come già saprai (soprattutto dall'etica), la gloria di Dio consiste (praticamente è la stessa cosa) nella salvezza delle anime. La salvezza, dunque, e la santificazione più perfetta del maggior numero di anime che Gesù ha redento a caro prezzo con la sua morte in croce (cominciando da noi stessi), deve essere il nostro sublime ideale di vita: tutto questo per procurare le più grandi gioie al sacratissimo Cuore di Gesù.  

 Ma qual è il modo migliore per rendere a Dio la maggior gloria possibile e guidare alla santità più eccelsa il maggior numero di anime? Senza dubbio Dio stesso conosce meglio di noi un «tale modo» perché è onnisciente, infinitamente sapiente. Lui, e Lui solo, Dio onnisciente, sa che cosa possiamo fare in ogni momento per rendergli la maggior gloria possibile. Da Lui, pertanto, e solamente da Lui possiamo e dobbiamo imparare «tale modo».  

Ma come rivela Dio la propria volontà? Per mezzo dei suoi rappresentanti qui sulla terra. L'obbedienza, quindi, e solo la santa obbedienza ci manifesta con certezza la volontà di Dio. I superiori possono sbagliare, ma noi obbedendo non sbaglieremo mai. Vi è solo un'unica eccezione: qualora il superiore ordinasse qualcosa che, chiaramente, «evidenter», senza alcun dubbio, fosse peccato, anche minimo (il che in pratica non succede quasi mai), poiché in tale caso il superiore non sarebbe più il rappresentante di Dio e noi non saremmo soggetti a nessuno e nessuno potrebbe ordinarcelo, nemmeno il nostro cervello limitato e fallibile. Dio e solamente Dio infinito, infallibile, santissimo, clementissimo è il nostro Signore. Lui, il nostro Dio, nostro Padre, Creatore, Fine, Intelletto, Potenza, Amore, Tutto! Qualunque cosa non sia Lui, in tanto ha valore in quanto si riferisce a Lui, Creatore di ogni cosa, Redentore di tutti gli uomini, fine ultimo di tutta la creazione.  

 È Lui, dunque, che per mezzo dei suoi rappresentanti qui in terra ci rivela la propria adorabile Volontà e ci attira a Sé e vuole, per mezzo nostro, attirare il maggior numero possibile di anime e unirle a Sé nel modo più intimo e personale.  

Caro fratello, pensa quanto è grande la nostra dignità per la misericordia di Dio. Per mezzo dell'obbedienza noi ci innalziamo al di sopra della nostra pochezza e possiamo agire conforme a una sapienza infinita (senza esagerazione), alla sapienza divina... Iddio ci offre la propria infinita sapienza e prudenza, affinché esse guidino le nostre azioni: questa è grandezza... Non è vero che così noi santificheremo nel migliore dei modi il più gran numero di anime?  

 E questo non è tutto; per mezzo dell'obbedienza diventiamo infinitamente potenti: chi, infatti, può resistere alla Volontà di Dio?  

 Carissimo fratello, questa e solo questa è la via della sapienza, della prudenza e della potenza infinita, e il modo di rendere a Dio la maggior gloria possibile. Se esistesse una strada diversa, migliore, Gesù con la parola e con l'esempio ce l'avrebbe indicata. I trent'anni della sua vita nascosta sono descritti semplicemente così nella sacra Scrittura: «E stava loro sottomesso» [Lc 2,51]; ugualmente, per quanto riguarda l'intera vita di Gesù, leggiamo spesso nella sacra Scrittura che Egli era venuto in terra per adempiere la volontà del Padre celeste [Gv.4,34; 5,30; 6,38; Ebr.10,9]. Ma tutto questo lo sai bene anche tu; tuttavia quanto più ci si pensa, tanto più se ne vede la grandezza e la bellezza.  

 Amore, dunque, amore senza limiti verso il nostro ottimo Padre, amore che si dimostra attraverso l'obbedienza  e si esercita soprattutto quando si tratta di adempiere cose che non ci sono gradite. Il libro più bello e più vero dove si può approfondire senza posa quest'amore allo scopo di imitarlo è il Crocifisso. Però tutto questo lo otterremo molto più facilmente da Dio per mezzo dell'Immacolata, perché, a Lei Iddio ha affidato tutta l'economia della sua misericordia, riservando a Sé la giustizia, come dice san Bernardo.  

 Ti ho scritto una lettera e una cartolina1; non so se le hai ricevute. Per quanto riguarda la mia venuta, non ho ricevuto ancora nessun ordine dai superiori; lasciamo tutto alla Provvidenza del nostro benignissimo Padre. Preghiamo per papà e per il povero Franco.  

 Qui a Roma ho un collega, P. Giuseppe- Pietro Pal, il quale ha promesso di ricordarti nel «memento» della santa Messa, ma anche lui ti chiede una preghiera (desidererebbe almeno essere incluso una volta per sempre tra le intenzioni della tua santa Comunione).  

 Preghiamo reciprocamente, aiutiamoci «ad quam maximam Dei gloriam per Immaculatam».  

Sinceramente, tuo affezionato fratello  

P. Massimiliano M. Kolbe  

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(1) Cf. SK 21; 23.