martedì 29 novembre 2022

Come dovremmo prepararci per la venuta di Gesù Cristo

 


Sei pronto per il ritorno di Gesù?

Per 2000 anni l'umanità ha atteso la promessa di Gesù Cristo che Egli ritornerà una seconda volta e vivrà con noi, il che significa che da lì si manifesterà pienamente il Regno di Dio, dove tutto sarà puro e non ci sarà alcun male.

Questo richiede da noi una preparazione esigente, perché Dio lascerà entrare solo i puri nel suo Regno.

Questa preparazione è un compito che dura tutta la vita.

Ma a volte ci stanchiamo, ci dimentichiamo di perseverare, cadiamo, ed è per questo che devono ricordarcelo, in modo che possiamo riprendere il lavoro con passione.

Qui parleremo di qual è l'incentivo esterno più importante che abbiamo per prepararci per la seconda venuta del Signore e di come i cristiani dovrebbero fare sforzi per purificarsi in quel momento.

Gesù Cristo, Dio incarnato come uomo, promise di venire una seconda volta nella carne, visibilmente.

Lì regnerà per sempre e sarà la fine della storia.

Ma nel frattempo Egli viene sempre a visitare ogni persona, in modo invisibile ma concreto.

A volte Egli si manifesta attraverso locuzioni e movimenti, a volte attraverso gli angeli che ci assistono, a volte attraverso la guida dei suggerimenti dello Spirito Santo.

E c'è un periodo dell'anno in cui ricordiamo in particolare che Egli verrà di nuovo come ci ha promesso, e ricordiamo anche la prima volta che è venuto e ha cambiato la storia per sempre.

L'ultimo mese dell'anno ci prepariamo per Natale e celebriamo la sua nascita.

Quella preparazione è l'Avvento, che è il 4 settimane prima di Natale, e lì ci prepariamo spiritualmente a ricevere di nuovo l'arrivo del Signore come Dio incarnato.

L'Avvento inizia la domenica successiva alla celebrazione di Cristo Re e termina il 24 dicembre, prima della preghiera della notte di Natale, cioè pochi istanti prima di celebrare il compleanno di Gesù.

E come interpretare spiritualmente questo periodo?

Il grande grido dell'Avvento è: "Preparate la via del Signore, raddrizzate i vostri sentieri", Matteo 1:2, come gridò Giovanni Battista.

Questo significa che se qualcuno è nelle tenebre e nelle ombre della morte, se qualcuno ha perso l'amicizia con Dio, se qualcuno è uscito dalla via della salvezza, ora è il momento di tornare a Dio, preparando un luogo ben disposto e ordinato dentro di sé, per ricevere il Signore.

Ecco perché ricordiamo specialmente tre figure della storia della salvezza che ci aiutano a perseverare, e ci circondiamo di simboli che ci portano a sentire più profondamente la preparazione di quel cammino.

I tre personaggi sono il profeta Isaia dell'Antico Testamento, San Giovanni Battista che è la cerniera tra Antico e Nuovo Testamento, e fondamentalmente la Vergine Maria, che ha reso possibile l'incarnazione del figlio di Dio.

Isaia aveva annunciato 700 anni prima al popolo di Israele, che il messia stava arrivando, attraverso imponenti profezie che si erano adempiute.

In Isaia capitolo 9 profetizzò che il popolo ebraico non sarebbe stato sempre in difficoltà e promise che Dio avrebbe mandato loro luce e gioia attraverso la nascita di un bambino che avrebbe spezzato "il loro pesante giogo" e che sarebbe stato chiamato "Meraviglioso, Consigliere, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace".

Poi San Giovanni Battista fu incaricato di indicare chi è il Messia.

Giovanni Battista annunciò Cristo non solo con le parole, come altri profeti, ma soprattutto con una vita analoga a quella del Salvatore.

Egli stesso preparò la via al Signore, predicando un battesimo di conversione, annunciando la presenza di uno che sarebbe stato più di lui e che avrebbe battezzato con lo Spirito Santo.

E fu anche il braccio esecutore di Dio per battezzare Gesù stesso nelle acque del Giordano, dove Dio lo annunciò come Suo Figlio prediletto.

Ma il più significativo di questo tempo è legato alla nascita di Gesù, attraverso sua madre Maria, che dà inizio agli ultimi tempi della storia umana.

Maria, pura e senza macchia, di cui celebriamo l'8 dicembre la nascita immacolata, rende possibile che la preparazione di Dio al suo popolo raggiunga il suo apice.

Fu preservata in modo unico e straordinario dal Signore dal peccato originale, ereditato dai nostri progenitori Adamo ed Eva.

Il ruolo della Madonna nella storia della salvezza è molto essenziale, non casuale come dicono i protestanti.

Maria è la testimone silenziosa del compimento delle promesse di Dio.

Nei libri dell'Antico Testamento la promessa di vittoria sul serpente fatta ai primi genitori è già profeticamente abbozzata.

Nelle prime pagine del libro della Genesi, il capitolo 3 ci racconta la storia del peccato originale, che ha fatto crollare l'amicizia dell'uomo con Dio.

Ma una volta che Adamo ed Eva ebbero peccato, Dio non ci abbandonò al nostro destino, ma ci promise che ci sarebbe stata una Donna, madre del Messia, che avrebbe schiacciato il responsabile della caduta.

In Genesi 3:15 Dio dice: "Io metterò inimicizia tra te e la donna, e tra la tua discendenza e la sua discendenza: Ella ti calpesterà la testa mentre tu le inseguirai il calcagno".

Quella donna è la Vergine Maria, che concepirà e darà alla luce un figlio che si chiamerà Emmanuele.

È l'arca e il tabernacolo della Nuova Alleanza.

È la Nuova Eva, la donna vestita di Sole che conduce la battaglia sulla Terra alla Fine dei Tempi, come mostrato nel libro di Apocalisse 12.

E l'ultimo mese dell'anno, con l'Avvento, viviamo tutto questo con il mistero dell'Incarnazione.

E ricordiamo che Dio interviene nella storia dell'umanità attraverso gli uomini, perché è attraverso di Lei che il Redentore viene nel mondo.

È Lei che lo porta e lo presenta al mondo, e così continuerà ad esercitare questo ruolo di mediatrice anche ai nostri giorni.

San Bernardo di Chiaravalle diceva: "Mai la storia dell'uomo è dipesa così tanto, come allora, dal consenso della creatura umana".

E quali cose ci portano a valorizzare la Vergine Maria in Avvento?

Prima di tutto, la fede.

Perché ci mostra la fede eroica che ci è voluta per dire sì all'Annunciazione.

Solo la fede permise a Maria di accettare ciò che l'angelo le disse essere nel piano di Dio.

E anche la fede di credere che suo Figlio sarebbe stato chiamato il Figlio dell'Altissimo.

In secondo luogo, Maria ci porta a valorizzare la speranza.

Ciò è dimostrato nella sua speranza, che con la grazia di Dio, poteva essere una moglie vergine e che suo marito Giuseppe lo avrebbe accettato.

È il riconoscimento di ciò che la fede e la speranza possono, perché ricordiamo la grande notte della nascita, la notte di Natale, quando accadde qualcosa di umanamente impossibile.

Il figlio di Dio e di un essere umano come Maria nasce in una stalla a Betlemme in mezzo a vicissitudini, negazioni, rifiuti e povertà.

E come lo ricordiamo e lo celebriamo?

Innanzitutto spiritualmente nella riflessione sulla nostra vita, confrontandola con quella della Vergine Santa.

E in secondo luogo con segni esterni che ci fanno approfondire questa riflessione e celebrare anche la nascita di Gesù.

Uno di questi segni è la mangiatoia o Natività.

È consuetudine cristiana rappresentare la nascita di Cristo ai fini della catechesi e, soprattutto, contemplare il grande mistero dell'amore di Dio che si è incarnato per la nostra salvezza.

Prima del Natale del 1223, San Francesco d'Assisi chiese a Papa Onorio III la possibilità di realizzare una mangiatoia viva nella città di Greccio, con fieno, un asinello e un bue, e i personaggi umani che accompagnavano il bambino Gesù.

La gente del posto con le torce veniva da ogni dove.

Francesco annunciò il Vangelo e poi predicò al popolo il grande mistero dell'incarnazione.

È stata una notte indimenticabile!

Oggi i cristiani sono soliti allestire la loro mangiatoia l'8 dicembre, festa dell'Immacolata Concezione, per meditare sulla nascita di Gesù.

Un altro segno universale è l'Albero di Natale, una tradizione che sembra essere iniziata con il monaco benedettino San Bonifacio nell'VIII secolo.

San Bonifacio andò a predicare alle tribù germaniche che facevano sacrifici umani.

Fece loro sapere che avrebbe impedito personalmente il prossimo sacrificio umano.

I tedeschi eseguivano il rituale su una quercia che consideravano sacra.

quando venne il giorno del sacrificio, Bonifacio apparve con un'ascia, abbatté la quercia sacra e liberò colui che doveva essere sacrificato.

I tedeschi erano sicuri che San Bonifacio sarebbe stato punito dai loro dei, ma nulla di tutto ciò accadde.

Invece, tra le radici della quercia recisa emerse un alberello di abete rosso, che non perde mai le foglie ed è pieno di vita, anche in pieno inverno, e cominciò ad essere usato come segno del Natale.

Poi si aggiunse la stella di Betlemme che guidò i tre Magi verso Gesù appena nato.

Anche le luci che evocano Cristo, perché irradia la sua luce per tutti gli uomini.

E divenne consuetudine porre doni sui rami dell'albero, o ai suoi piedi, che rappresentano i doni, i frutti e le grazie di salvezza che il Redentore ci porta.

L'albero di Natale evoca ulteriormente l'albero della croce dove si consumò la nostra salvezza.

Allude anche all'albero della vita nel Giardino dell'Eden.

Ma ci sono anche molte altre devozioni.

Uno di questi è la corona dell'Avvento, che ha candele che vengono accese ogni settimana di Avvento.

Fin qui quello che volevamo dire su come l'ultimo mese dell'anno ci ricorda che dobbiamo prepararci per la seconda venuta del Signore, attraverso la contemplazione del piano di Dio all'opera nella storia della salvezza, e di ciò che Egli ci ha lasciato alla Sua prima venuta.

Fori della Vergine Maria

Carenze e carestia - Impara a fidarti di me per tutto, perché sta arrivando il giorno in cui dovrai sopravvivere.

 


Impara a fidarti di me per tutto, perché sta arrivando il giorno in cui dovrai sopravvivere.

Stavo pregando per la confusione espressa da alcuni sull'opportunità o meno di conservare il cibo (...) e questo è quello che mi ha detto:

Voglio che la mia gente sia completamente preparata per ciò che sta per accadere. Vorrei che non fossero colti alla sprovvista come lo sarà il mondo. Il mondo non mi sente, ma tu, popolo mio, senti la mia voce e voglio che tu mi ascolti di più.

Popolo mio, il tuo buon senso ti dice di fare scorta e cercare un luogo di rifugio, ma non sai cosa ti aspetta, quindi come puoi farlo? Sì, ho parlato ad alcuni di voi e tramite i miei profeti, ma ci sono cose a venire che non sapete.

Soprattutto, voglio che tu mi cerchi in modo che io possa guidarti nei tuoi preparativi personali per te stesso e per i tuoi cari. Solo io so quali provviste ti saranno utili e quanto presto ne avrai bisogno.

Alcuni di voi vanno e vengono in cerca di messaggi, mentre io voglio che voi cerchiate me, il datore di messaggi. Perché cerchi le parole e non colui che le pronuncia, quando io ti sono così accessibile? Perché ti fidi più dell'uomo che di Me, il creatore dell'uomo? Cammini per visione ma questa non è fede.

Sappiate che creerò una via di fuga per quelli di voi che ne hanno bisogno.

Per i tempi a venire, sto suscitando alcuni di voi per guidare altri nel loro viaggio spirituale. Aprirai la strada, in modo che gli altri possano conoscermi meglio.

Imparate, figli miei, imparate a fidarvi di me in tutto, perché sta arrivando il giorno in cui dovrete fare questo per sopravvivere. Studia i miracoli della mia onnipotenza nelle Scritture in modo da poter comprendere meglio le mie vie e come ricevere provviste. Sappiate che creerò una via di fuga per quelli di voi che ne hanno bisogno. (…)

Glynda Lomax – Ali della profezia – 17 giugno 2011

VITA PRIMA DI SAN FRANCESCO D'ASSISI

 


MALATI STRAPPATI ALLA MORTE E ALTRI INFERMI GUARITI


139. Matteo, un bambino di Todi, da otto giorni giaceva in un letto più morto che vivo: bocca ermeticamente chiusa, occhi serrati, volto, mani e piedi anneriti come un paiolo al fuoco. Tutti pensavano che non c'era più nulla da sperare. Vomitava inoltre sangue marcio e con tali convulsioni che sembrava dovesse rovesciare gli intestini. Un giorno la madre si prostra in preghiera, invocando il nome e l'aiuto di san Francesco. Quando si alza, il bambino comincia ad aprire gli occhi, a vederci e a succhiare il latte. Poco dopo, caduta quella pelle nera, la carne ritorna al suo colorito normale e riprende vigore e sanità.

Appena lo vede fuori pericolo, la madre lo interroga: "Chi ti ha guarito, figlio mio?". Il fanciullo balbettando risponde: "Ciccu, Ciccu". Di nuovo lo interrogano: "A chi devi questa grazia?". E il bimbo replica: " Ciccu, Ciccu! " dimezzando in questo modo il nome di Francesco, poiché era ancora piccino e incapace di parlare bene.


557 140. Un giovane, precipitando al suolo da grande altezza, perdette la favella e rimase totalmente paralizzato. Per tre giorni non mangiò né bevve; e poiché non dava più segni di vita, tutti lo credevano morto. Sua madre non ricorse ai medici, ma ne implorò la guarigione dal beato Francesco, facendo anche un voto. Riebbe il figlio guarito. e subito cominciò a innalzare lodi all'onnipotente e misericordioso Salvatore.


558 Mancino, un altro giovane, colpito da malattia mortale e ritenuto inguaribile da tutti, invoca il nome di Francesco, così come può, e istantaneamente guarisce in modo perfetto.

Gualtiero, un fanciullo di Arezzo, sempre febbricitante e tormentato da due ascessi, dichiarato inguaribile dai medici, per un voto fatto a san Francesco dai genitori ricupera l'auspicata salute. Un altro giovane è moribondo. Si decide di fare una figura di cera in onore di san Francesco per impetrare la grazia della vita; non è ancora finito il lavoro, che quel giovanetto viene liberato da ogni male.

141. Una donna, inferma da molti anni e completamente immobilizzata nel suo letto, appena ebbe fatto un voto a Dio e al beato Francesco, si rialzò guarita e in grado di attendere a tutte le sue occupazioni.

Nella città di Narni viveva una donna che da otto anni aveva una mano inaridita, del tutto inutilizzabile. Un giorno le apparve il beato padre e, toccandole la mano malata, gliela rese atta al lavoro come l'altra.

Un giovane della stessa città, infermo da dieci anni, s'era talmente gonfiato che era ormai inutile qualsiasi farmaco. La madre fece un voto al beato Francesco, e subito riacquistò piena salute.

Analogamente un idropico di Fano, col corpo paurosamente tumefatto, fu guarito in maniera perfetta per i meriti del glorioso servo di Dio.

Un abitante di Todi soffriva di gotta artritica talmente brutta, che non poteva neppure sedersi né starsene disteso su di un letto. La veemenza della malattia lo gettava in preda a continui brividi, così da sembrare prossimo alla morte. Chiamò medici, moltiplicò bagni e farmaci; ma tutto era inutile. Un giorno però, alla presenza di un sacerdote, fece un voto a san Francesco implorando la grazia della guarigione. E subito si vide guarito.


142. A Gubbio, una donna paralitica ripete per tre volte il nome del beato Francesco, e subito è guarita.

Un certo Bonifacio, colpito alle mani e ai piedi da strazianti dolori, non può muoversi né camminare, e perde del tutto sonno e appetito. Viene un giorno da lui una donna e lo consiglia ed esorta a votarsi al beato Francesco, se vuole essere subito liberato. Quell'uomo, dapprima quasi impazzito a causa degli spasimi, si rifiuta dicendo: "Non lo credo un Santo". Poi cedendo all'insistenza della donna, formula un voto così: "Mi affido all'intercessione di Francesco e lo considero Santo, se entro tre giorni mi libererà dalla mia malattia". E viene subito esaudito, ricuperando la possibilità di camminare, l'appetito e il sonno, e rende gloria a Dio onnipotente.


560 143. I sanitari si dichiaravano impotenti davanti ad un uomo che era stato trafitto al capo da una freccia la cui punta di ferro era penetrata nel cranio attraverso la cavità dell'occhio. L'infelice con umile devozione si vota al santo di Dio, Francesco, con viva speranza d'essere liberato per sua intercessione. Mentre dorme per un poco, viene Francesco nel sonno e gli dice di farsi strappare quella punta di ferro dalla nuca. All'indomani, operando nella maniera indicata dal Santo, si riesce a liberarlo con facilità.


561 144. A Spello, un uomo, di nome Imperatore, è affetto da un'ernia così grave che gli escono gli intestini dal ventre e, nell'impossibilità di farli rientrare, l'infelice è costretto per molto tempo a sostenerli con un guanciale. Ricorre ai medici, ma di fronte al prezzo richiesto, lui che aveva denaro appena sufficiente per il vitto di un solo giorno, perde ogni fiducia nel loro aiuto. Finalmente ricorre all'aiuto celeste, e incomincia a supplicare per strada, in casa e ovunque il beato Francesco. In brevissimo tempo, per grazia di Dio e per i meriti del beato Francesco, guarisce pienamente.


562 145. Un frate del nostro Ordine, della Marca di Ancona, aveva una fistola al bacino e ai fianchi. Per la gravità della situazione non c'era più speranza che potesse guarire ad opera di nessun medico. Allora egli domandò il permesso di recarsi a visitare la tomba del beato padre, con filiale fiducia che, per i meriti di lui, avrebbe ottenuto la guarigione. Ma il ministro provinciale non gli permise di partire, temendo che lo strapazzo del viaggio, a causa della neve e della pioggia caduta abbondantemente in quella regione, gli portasse maggior danno. L'infermo ne rimase angosciato. Ma ecco che una notte gli apparve lo stesso santo padre Francesco, che gli disse: " Figliuolo, non rattristarti; togliti la pelliccia che indossi, butta via l'impiastro e le fasciature, osserva la tua Regola e sarai sanato!". Il frate, appena si levò al mattino, eseguì tutto questo; e poté ringraziare Iddio per l'immediata guarigione ottenuta.


Posso fidarmi di te?

 


Cerco operai obbedienti e allegri che lavorino per il mio Regno. Posso fidarmi di voi?

Posso fidarmi di voi per rappresentarmi in tutto ciò che fate? Posso fidarmi di voi per non tornare ai vostri peccati precedenti quando tutto diventa troppo per voi?

Posso fidarmi di voi per resistere alle tentazioni che il nemico vi manda quando perseguite le anime per il mio Regno?  Potete fidarvi di voi stessi?

Posso fidarmi di voi anche se il nemico vi tenta con tutto ciò che desiderate di più, anche se non è la mia volontà per voi?

Posso fidarmi di voi? Potete fidarvi di voi stessi o vi piegherete agli idoli che si nascondono nel vostro cuore? Cadrete nel peccato e diventerete inutilizzabili per gli scopi del mio Regno?

Posso fidarmi di voi? Il modo in cui rispondete alle tentazioni mi dice la risposta che cerco.

Coloro che lavorano per Me non mancheranno di nessuna cosa buona. Non mancheranno nei tempi a venire. Non soffriranno la fame quando arriverà la carestia. Posso fidarmi di voi? Venite a lavorare per il vostro Re.

Glynda

Abominio e desolazione.

 


AGONE MISTICO 

La lotta di oggi 


Come interpretare gli esempi di ribellione che fra i membri della gerarchia cattolica aumentano sempre di più? È questo il segno che l’abominio della desolazione annunciata da Cristo è già presente? Se ben capisco, l’apogeo dell’abominio e della desolazione si raggiungerà quando il Papa non sarà più tra noi, e al suo posto ci sarà un impostore, un fantoccio molto applaudito dalle masse perché vestito da papa, ma falso del tutto. 

Abbiamo già visto che l’elezione di un papa deve essere regolare, ed il suo insegnamento in accordo con quello dei suoi predecessori. Se l’uno o l’altra si rivelano irregolari è probabile che alla direzione della Chiesa di Dio si installi la Menzogna al posto della Verità. È evidente che la presenza di un falso papa (papa-fantoccio) sul Trono pontificio darebbe inizio alla più abominevole e desolante delle situazioni, e che l’apoteosi degli applausi orientati verso la sua persona non farebbe altro che sottolineare la vastità dell’Apostasia collettiva. Il brano che segue ci rivela quello che Gesù intende farci sapere a questo proposito. La “voce” è quella di Maria Valtorta.

 “Che nessuno vi inganni in nessun modo. Bisogna che si produca prima l’Apostasia, e che si riveli l’uomo di peccato, l’essere di perdizione, l’avversario che si eleva contro tutto ciò che porta il nome di Dio, o riceve un culto, al punto di troneggiare in persona nel Tempio di Dio, e di considerarsi lui stesso come un Dio. Non ricordate che mentre stavo ancora tra voi vi dicevo queste cose? Ora sapete ciò che gli fa da ostacolo e lo costringe a rivelarsi soltanto a suo tempo. Sì, il mistero d’iniquità è già all’opera. Che  soltanto sia tolto di mezzo colui che gli fa da ostacolo, e allora si rivelerà l’Empio.” 32 

Chi fa da ostacolo all’Empio? Il nostro cuore già conosce la risposta, ma per confermarla la nostra Mamma celeste ha confidato a don Stefano Gobbi il messaggio seguente. 

“Guardate alla grande luce che il mio Cuore Immacolato ha dato alla Chiesa: è il mio primo figlio prediletto, il Papa Giovanni-Paolo II. ... Questo Papa è segno della mia straordinaria presenza accanto a voi. Diventa la pietra d’inciampo per tutti i miei nemici, e lo scoglio contro cui si opererà la grande divisione. Come sono pochi quelli che seguono il suo sicuro ed ispirato insegnamento!

 ... Anche da parte di alcuni miei figli prediletti si continua a prescindere da lui, e così si cade in una tenebra più profonda. E la Chiesa di questo Paese si trova tanto ammalata e piagata. Siate voi, figli consacrati al mio Cuore Immacolato, l’esempio vissuto dell’amore, della fedeltà e della piena unità al Papa. Così attirerete sulla strada dell’unità e della salvezza nella vera fede un grande numero di poveri figli disorientati. Fra poco l’apostasia si farà manifesta. Si salveranno dalla minaccia di naufragare nella fede solo quelli che saranno col Papa. Con lui tutti vi benedico, e vi incoraggio a camminare nella fiducia e nel filiale abbandono.” (New York, 2 settembre 1980). 

Sappiamo che Cristo ha agonizzato sulla croce per tre ore, ed è possibile che pure alla Chiesa sia riservata un’agonia di “tre ore”, l’equivalente per noi di tre settimane o di tre mesi. Non è escluso che questo periodo possa essere quello dell’esilio che il Papa dovrà affrontare poco prima di morire. Agli occhi del mondo questa morte potrà apparire naturale. Lo sarà veramente? Seguiranno la sepoltura ed i “tre giorni” di attesa. Per noi questi tre giorni di attesa potranno essere tre mesi o tre anni. Ma alla fine il Bene trionferà sul Male, la Vita sulla Morte. Quella che ci attende è una Risurrezione simile à quella di Gesù avvenuta “tre giorni” dopo la sua morte.

 La terza parte del segreto di Fatima, quella che probabilmente non è mai stata rivelata, sembra riassunta in due messaggi che don Stefano Gobbi ha ricevuto rispettivamente il 1o maggio 1994, e l’11 marzo 1995, a Roma il primo, a Fatima il secondo. Eccoli qui, cominciando da quello di Roma.

 Roma: “L’ora del calvario è arrivata per la Chiesa, chiamata ad offrirsi in olocausto, e ad essere immolata sulla Croce del suo sanguinoso martirio. L’ora del calvario è arrivata per questa povera umanità che comincia già a vivere le ore dolorose del suo castigo”. (1 maggio 1994).

 Fatima: “Vi voglio spiritualmente uniti a Me perché ora state entrando nell’ultimo periodo del vostro secolo, durante il quale gli avvenimenti predetti da Me giungeranno al loro pieno compimento, ed è per questo che oggi, in questo luogo dove sono apparsa, voglio rivelarvi il mio segreto. Il mio segreto riguarda la Chiesa. Nella Chiesa si diffonderà a livello mondiale la grande Apostasia, e arriverà al suo culmine. Lo scisma provocherà un allontanamento generale dal Vangelo e dalla vera fede. Nella Chiesa entrerà l’uomo iniquo che si oppone a Cristo. Egli porterà nel suo seno l’abominazione della desolazione compiendo l’orribile sacrilegio di cui ha parlato il profeta Daniele. 33

Il mio segreto riguarda l’umanità. L’umanità raggiungerà il sommo della corruzione e dell’empietà, della ribellione contro Dio e dell’opposizione aperta alla sua legge d’amore. Essa conoscerà l’ora del suo più grande castigo, quello che vi è stato predetto dal profeta Zaccaria.” 34 (11 marzo 1995). 

La reazione che oggi parecchi prelati hanno di fronte all’annuncio della morte della Chiesa sembra identica a quella che due mila anni fa i dodici Apostoli hanno avuta di fronte all’annuncio della morte del loro Maestro. Per ben capire la reazione di questi e di quelli sarebbe opportuno leggere: Mc 9, 30-32, e qualcuna delle numerose citazioni che vi corrispondono. Gesù predice la sua morte, la descrive. La reazione dei Dodici è rifiuto, sordità, ostruzione. Gli Apostoli - che non avevano ancora ricevuto lo Spirito Santo - amavano “troppo” il loro Maestro per poter accettare predizioni del genere. Un giorno l’apostolo Pietro ha tentato di convincere Gesù di cambiare idea, onde schivare la morte umana. Tutti sanno il tipo di risposta che Gesù ha dato al povero Pietro: “Vade retro, Satana!” (Allontanati da me. Satana!). 35

De Parvulis 

Il più grande Miracolo

 


Carenze e carestia - Se un male li tocca, non mancheranno loro l'aiuto che ho loro promesso e che darò loro

 


Se un male li tocca, non mancheranno loro l'aiuto che ho loro promesso e che darò loro

Voglio dire ai Miei figli devoti e amabilissimi che non li lascerò soli nei castighi che verranno. Li prenderò sotto la Mia protezione, qualunque cosa accada loro. Non saranno abbandonati, ma se accade loro qualcosa di brutto, possono essere felici perché Dio glielo restituirà il centuplo.

Li avverto di questi tempi futuri, non devono temerli; se questo male li tocca, non mancheranno loro l'aiuto che ho loro promesso e che darò loro
: sarà dato a suo tempo; perché non siete voi che parlerete, ma lo Spirito Santo» (Mc 13,11).
Ciò che è stato predetto agli apostoli è per sempre.

Nostro Signore Gesù Cristo - Suor Beghe – domenica 12 luglio 2020

Le Profezie di Teresa Neumann

 


LE NOZZE DI CANA 

Per comprendere a fondo questo episodio, è bene sapere quanto il professor Wutz, docente di esegesi veterotestamentaria, fece a suo tempo notare: al tempo di Gesù, era abitudine festeggiare i matrimoni per otto giorni di seguito; era quindi consuetudine che gli ospiti portassero con sé un certo quantitativo di cibo e bevande. Dato che questo evidentemente non era avvenuto, Maria si sentì a disagio quando il vino cominciò a scarseggiare. Teresa ebbe questa visione nel 1931; era presente padre Naber, che ne fece una descrizione. Alle otto di sera Teresa era nella stanza di soggiorno della casa paterna, circondata da una ventina di parenti e amici. Era seduta a un tavolo sul quale alcuni stavano giocando a dadi, quando improvvisamente fu trasportata lontano e assistette alle nozze di Cana. Nel successivo stato di quiete raccontò quanto aveva visto, disse cioè cosa aveva fatto il Salvatore, in che modo avesse tagliato l'agnello arrosto che gli avevano portato, come si fosse mosso tra gli ospiti intrattenendosi con loro, come Maria avesse aiutato a servire gli ospiti. Aveva aggiunto che, se avesse potuto, sarebbe stata felice di aiutare Maria.  

La visione si ripeté regolarmente negli anni successivi; in base alle varie descrizioni che ci sono pervenute, i fatti si svolgevano in questo modo: Teresa si trova in una grande sala, con molta gente; c'è una festa. Sono stati predisposti parecchi lunghi tavoli, uomini e donne siedono separati, fra di loro è stesa una tenda. Così è l'uso. Però si può vedere al di sopra della tenda, che è bassa. Tra gli ospiti Teresa vede il Salvatore, sua madre e alcuni degli uomini che stanno col Salvatore, non tutti; il giovane Giovanni è presente. Evidentemente sono imparentati con i padroni di casa, o almeno molto amici, perché la madre di Gesù aiuta a servire gli ospiti. Hanno mangiato e bevuto e il Salvatore ha parlato. Il giorno successivo la madre va dal Salvatore e gli dice qualcosa. Il Salvatore risponde meravigliato, ma cordiale. Teresa non ha capito cosa si dicano. Dopo questo colloquio la madre esce e va in un ampio corridoio dove sono «grandi pentoloni» (orci). Essi hanno una bella forma, sembrano grandi vasi, hanno le pareti spesse, sembrano di pietra, e sono collocati su supporti fatti in modo tale che si possono piegare per versare il contenuto. «Altrimenti sarebbero stati difficili da sollevare, perché erano molto grossi». Teresa non sapeva quanti fossero esattamente, disse però che ce n'era una fila intera. Accanto ai recipienti ci sono alcuni servi, ai quali Maria dice qualcosa (secondo il Vangelo, ella dice loro di fare ciò che Gesù avrebbe detto loro). Qualche tempo dopo entra il Salvatore e parla agli uomini. Essi riempiono i recipienti. Quando sono pieni, il Salvatore si avvicina, stende le mani su di essi, guarda verso il cielo e dice qualcosa. Poi parla ancora ai servitori. Loro attingono dai recipienti; uno di loro, che sembra essere il capo, assaggia. Non sapendo cosa fosse accaduto, si irrita e va dal padrone; sono poi i servitori a raccontare. Il padrone e anche Maria sono molto contenti. Tutto si è svolto molto in fretta. Teresa aggiunse che questo era niente per il Salvatore, che si era limitato a fare in modo che l'acqua che era stata messa nei recipienti avesse un sapore migliore. 


FORZA PER DIFENDERE LA MIA FEDE CONTRO IL FALSO PROFETA

 


LA GRANDE PURIFICAZIONE DELLA TERRA.

 


Carbonia 27.11.2022

La grande purificazione della Terra.

L’Eterno Padre si affaccia a questa Umanità e la richiama al ravvedimento.

Convertitevi o uomini, convertitevi! 

La buia notte è in arrivo, il freddo entrerà nelle vostre anime, pianto e stridore di denti per tutti coloro che non si saranno ricoverati in Me, l’unico e vero Dio, il Creatore! Colui che tutto può.

La Terra attraversa la sua passione, avverte l’uomo con i suoi sussulti dolorosi: … terremoti e smottamenti.

Il sole scaglia sulla Terra le sue lingue di fuoco!
La grandine colpisce con forza!
L’acqua sommerge la Terra!

Eppure l’uomo resta indifferente, … attende che tutto si ristabilisca: … poveri uomini!!! Figli miei, quando vi accorgerete del disastro che è ormai su di voi sarà troppo tardi.

Figli miei, vi richiamo ancora, con tanta pazienta e amore, alla conversione, vi supplico la salvezza!

Non siate stolti o uomini, ascoltate il grido del Padre vostro che è nei Cieli, che tanto vi ama e desidera ardentemente ricoverarvi nella sua Casa.

L’Oceano s’innalza, … presto si abbatterà con forza sulle coste!
New York sparirà dalla cartina geografica.
America, America, un tempo eri bella in Me, oggi ti sei abbruttita rivoltandoti alle mie Leggi per favorire quelle di Satana: sarai messa in condizioni di grande pena, perderai il tuo lustro, le tue luci si spegneranno, diverrai schiava del nemico!
Manderò i miei Angeli, per radunare quei figli ancora a Me fedeli, poi il mio braccio si abbasserà e sarà la tua fine o America!

Fulmini su Roma!!! Sradicherò Satana dalla mia Casa. Basta!

Amati figli miei, quale Dio e Padre, vengo a scuotervi dal sonno che attanaglia la vostra anima, aprite gli occhi, la devastazione è ormai su di voi, ravvedetevi ora prima che sia troppo tardi.

Il Cielo è impaziente di riavere i suoi figli.

Non tarderà il Dio Creatore, ad intervenire con la grande purificazione della Terra. Amen!


 


lunedì 28 novembre 2022

In Paradiso - Lascia che ti parli del paradiso in modo che tu conosca e comprenda la gloria della tua destinazione.


 

Lascia che ti parli del paradiso in modo che tu conosca e comprenda la gloria della tua destinazione.


Figlia mia, l'ingiustizia esiste nel tuo mondo, ma l'ingiustizia non è permessa in paradiso. C'è solo amore e festeggiamenti. Lascia che ti parli del paradiso in modo che tu conosca e comprenda la gloria della tua destinazione.

Il paradiso è pieno di anime che amano Dio. Queste anime, tutte piene di gioia, stanno esplorando ogni aspetto del Divino. C'è molta conoscenza da avere e tutto ciò che vuoi imparare, puoi imparare.

Immagina il giubilo per le imprese di tutti i santi, sia quelli che conosci sia quelli conosciuti solo da Dio. In paradiso, i tuoi successi saranno celebrati. Le tue colpe, i tuoi peccati, non fanno il cammino e non solo vengono dimenticati ma inceneriti. Riesci a immaginarlo, miei cari? Inizi a immaginarlo? Lasciami continuare.

In paradiso ci sono vasti spazi, dove sono incastonati tutti i frammenti di bellezza mai creati da Dio. Se sulla terra crei qualcosa che è divinamente ispirato, e questo è ciò che vogliamo da te, rimarrà in cielo per essere ammirato ed esaminato dai tuoi fratelli e sorelle.

Anche le tue relazioni spirituali ti seguiranno in paradiso. Ogni ricordo dei tuoi peccati sarà cancellato perché non potresti goderti il ​​paradiso se fossi costantemente infastidito dal ricordo dei tuoi errori.

È una misericordia di Dio stesso e un buon esempio che illustra il carattere del tuo Dio. Si prega di considerare ulteriormente questo aspetto. (…)

messaggi della nostra Beata Madre attraverso Anne un'apostola laica dall'Irlanda – 13 agosto 2003 (…)

ALLA RICERCA DEL PARADISO PERDUTO

 


(M. Valtorta: 'Lezioni sull'epistola di Paolo ai romani', 22.1.48, pag. 69 - Centro Ed. Valtortiano) 

(P. e A. Angela: ‘La straordinaria storia della vita su lla Terra’ – Ed. Mondadori) 

(A. Einstein: ‘Come io ve do il mondo – La teoria della relatività’ – Ed. Newton) 


La creazione dell'uomo 

Va bene. Ho capito il concetto della creazione dell'universo e tutto il resto, e anche questo dei 'figli di Dio'... Ma la storia biblica dell'uomo che Dio avrebbe fatto dal 'fango'...?  

Via..., non è credibile...!  

Luce: Quando si legge che Dio fece l'uomo dal 'fango', cioè dalla terra, volle significare per l'antichità un concetto semplice che però adombra una precisa realtà scientifica. Infatti per fango e terra si intende il mondo minerale, e l'uomo è costituito da sostanze minerali. 

Così come Dio trasse il mondo dal caos, ordinandolo secondo le leggi pensate dal suo Pensiero, con altrettanta facilità Dio 'pensò' l'uomo, lo volle e lo fece, traendolo dagli elementi della materia che vennero sublimamente ordinati perché servissero allo scopo di fare un Figlio di Dio. 

Dio, o meglio la Parola di Dio, parlava ai Primi due istruendoli su tutto: parlava alla loro mente ed al loro cuore. É vero, essi dovevano essere le prime voci destinate - come voi dovrete fare - a trasmettere la Parola di Dio alla loro discendenza perché rimanesse Figlia di Dio. 

 Sono qui, seduto in sala d'attesa all'Aeroporto di Roma.  

Aspetto la 'chiamata' del mio volo. Rifletto ancora sulla 'creazione' dell'uomo che mi è rimasta sempre difficile da accettare.  

Una volta, quando ero bambino, mi avevano spiegato che Dio aveva fatto una sorta di 'pupazzo' di fango nella cui bocca aveva poi alitato lo 'spirito della vita'. Capisco che ad un bambino non sia facile spiegare, ma se trovassero delle spiegazioni più 'furbe' di quelle date a me, forse quando il bambino diventa grande non legherebbe il concetto biblico della creazione dell'uomo ad una specie di favola incredibile che mette in discussione tutto il resto e finisce per fare poi accettare molto di più l'idea di discendere da una scimmia. 

Ma - anche partendo dal presupposto che l'uomo sia stato 'creato' traendo la sua composizione dai 'minerali' (perché è ben noto che il nostro corpo è costituito per la maggior parte da 'acqua=H2O', e poi da altre sostanze appartenenti al cosiddetto mondo minerale) - l'uomo, 'come' è stato creato?  

Con un atto 'istantaneo' in base al quale, così come è 'esploso' il Big Bang e si è formata la materia, dal nulla si è 'materializzato’ anche l'uomo?  

Impossibile? Ma - mormoro fra me e me - così come è stato possibile, e questo lo dice la 'scienza', 'materializzare' l'universo dal nulla (come affermano gli scienziati quando parlano del 'momento zero' e del 'muro di Planck'), perché Dio non avrebbe potuto 'materializzare' anche il primo uomo?  

Oppure, altra ipotesi, Dio non avrebbe potuto modificare in meglio - telepaticamente, cioè con la forza del pensiero che nel momento in cui 'pensa' anche 'fa' - il Dna di un 'primate', o meglio di quella razza intermedia a metà strada fra la scimmia e l'uomo che gli scienziati chiamano 'ominidi', il cui ovulo fecondato, e quindi il cui 'nato', sarebbe stato una sorta di nuova specie genetica di 'mutante' più evoluto, detto 'uomo', dotato però a questo punto di un'anima da Dio?  

In fondo gli esperti di genetica non 'creano' in laboratorio (come hanno fatto ad esempio nel '97 con la famosa pecora 'Dolly', di cui hanno parlato i mass-media di tutto il mondo) delle razze animali 'mutanti' manipolando il Dna dell'animale originario?  

No, mi dico, quello degli scienziati non è 'creare', cioè produrre dal nulla, ma un manipolare qualcosa di già esistente.  

É vero, ma quello che allora fa l'uomo con ampolle e alambicchi non lo può fare Dio con la forza del suo possente Pensiero creativo, visto che, dal nulla, ha creato l'universo...? 

Rimango un poco perplesso a riflettere... ma penso che quello della nostra origine esatta sia destinato a rimanere, in questa vita, un segreto per gli uomini, come del resto tantissimi altri segreti dell'universo. Forse - mi dico - è come avevo letto: Dio ci vuol mettere alla prova, se non nella 'fede' completa ed autentica, almeno nella nostra 'disponibilità' ad accettare - senza prove inoppugnabili che, proprio perché 'inoppugnabili' non ci darebbero il minimo merito - il concetto che per 'nascere', cioè per 'esistere', non abbiamo fatto tutto 'da soli', cioè con l'Autogenesi, ma abbiamo avuto bisogno di Dio...  

In fondo, mi dico, Dio si accontenta forse di un 'minimo' di umiltà, cioè che accettiamo di ‘dipendere’ da qualcuno, o meglio, da Qualcuno... 

Smetto di colpo di scrivere queste riflessioni perché - assorto come ero - non avevo sentito la prima 'chiamata' del mio volo e, se non corro, rischio... di rimanere a terra, 

Ora sono in volo, l'aereo ha raggiunto la sua quota di crociera a circa ottomila metri e viaggia ronfando tranquillo sopra le nuvole, nell'azzurro, mentre - sbirciando dall'oblò laggiù in basso vedo - fra uno squarcio e un altro di nuvole - campi e monti e indovino l'esistenza di una umanità che sembra da quassù veramente piccola...e insignificante, lontanissima con i suoi problemi. Ecco, mi sono detto tante volte chiedendomi la ragione del male, della miseria, delle sofferenze che travagliano l'Umanità: 'Se Dio esiste, se anziché un Padre è un 'Dio cosmico', come lo vede Einstein, un Dio indifferente al nostro mondo - e chissà quanti altri mondi magari migliori avrà creato - ecco credo che, dall'alto del Cielo (ma Dio sarà poi in Cielo? Che cos'è il Cielo? Un 'luogo' o uno 'stato' o un'altra dimensione o cosa?), credo che dall'alto del 'Cielo' Dio ci consideri proprio come delle 'formichine', come quegli uomini lontani laggiù che non si vedono neanche, si sa che ci sono, si vede anche qualche navetta sul mare che sembra un giocattolino di bambini, e si sa che contiene degli omini, ma sembra tutto insignificante..., ecco allora perché c'è il dolore, semplicemente perché è un problema 'nostro' e non di Dio che , se ha fatto l'Universo di Einstein: fatto di protoni, adroni, neutroni, neutrini, elettroni, quarks, positoni, leptoni, fotoni e, ancora, di campi gravitazionali, di forze elettromagnetiche, di esplosioni, di stelle, di quasar, di buchi neri, di galassie in fuga e chi più ne ha più ne metta..., non può certo preoccuparsi di questo animaletto, veramente una formichina rispetto alla grandezza dell'universo, che si chiama 'uomo'...' 

Mi rilasso nel mio sedile e - dopo aver sganciato la cintura di sicurezza - riprendo il filo dei pensieri che avevo interrotto al momento della chiamata del volo. 

Dunque, dicevo, ammettiamo pure che sia stato Dio ad aver creato l'universo.  

Non posso infatti a questo punto - senza sentirmi in difficoltà logica, anzi senza sentirmi idiota - 'negare' la realtà della Creazione in quanto tale, cioè dell'universo in quanto 'creato' e non 'autogenerato'. 

Non riesco infatti ad immaginare un qualcosa che ‘da solo’ si 'autogeneri' dal nulla come dal nulla la stessa scienza invece attesta che l'universo è nato, riuscendo anzi a risalire a 15 miliardi di anni fa, quasi all'attimo zero, descrivendo addirittura con 'scientifica' precisione il fantastico succedersi degli eventi a partire dal 'muro di Planck', cioè da quel quarantatremiliardesimo di secondo dopo l'attimo zero. 

Roba da impazzire. Come avranno fatto a calcolare? Già. Con quei computers grandi come 'palazzi'... 

Dunque, ammettiamo 'Dio Creatore', Dio creatore dell'universo, perché il volerlo negare come tale creerebbe dei problemi ancora più difficili da risolvere, da spiegare. D'accordo!  

Però...questo concetto di Dio creatore anche dell'uomo, di un uomo, attenzione!, creato per essere 'figlio di Dio'... Figlio di Dio! 

Ma se l'universo è sorto dal 'nulla' - e questo fatto di essere sorto dal nulla 'deve' far pensare ad un Principio creatore, cioè Dio - l'uomo invece è venuto dopo, per ultimo, quando la materia già esisteva, quando la vita già esisteva, quella vita di cui parlano così bene Piero e Alberto Angela nel loro bel libro scientifico-divulgativo 'La straordinaria storia della vita sulla Terra' (Mondadori Editore), un bellissimo diario di un viaggio immaginario indietro nel tempo, lungo 4 miliardi di anni. Essi spiegano che, all'inizio - attraverso le 'combinazioni' chimiche di quella che i due autori chiamano 'la banda dei quattro', e cioè: carbonio, idrogeno, ossigeno e azoto, e grazie all'interazione con le potentissime scariche elettriche che dovevano attraversare l'atmosfera primordiale di quel mondo in ebollizione - all'inizio essi spiegano (o meglio essi secondo l'opinione della scienza corrente che, con certi esperimenti fatti in laboratorio, ha cercato di 'ipotizzare', anche di 'simulare' le ipotetiche condizioni iniziali di 4/5 miliardi di anni fa), essi spiegano che sono nate le molecole dalle quali certe correnti di pensiero scientifico presumono che sia 'nata' - da sola - la vita. Le molecole - essi spiegano - sono di tipo semplice e complesso (cioè con un maggior numero di atomi) e fra queste ultime vi sono gli 'amminoacidi', cioè i 'mattoncini' che '... legandosi nei modi più svariati, riescono a costruire un numero sterminato di combinazioni, creando tutte le proteine (e quindi tutti i tessuti e gli organismi) che vediamo nel mondo vivente...'. 

I due Autori continuano le congetture ma poi si domandano onestamente:  

Ma è sufficiente tutto ciò a spiegare veramente un 'montaggio' graduale che porti alla comparsa spontanea della vita? Cioè che porti alla comparsa spontanea di cellule o di sferule (sia pur molto semplici) capaci di autocostruirsi utilizzando le materie prime ambientali, e capaci anche di mantenersi stabili in un ambiente fluttuante (grazie ad un primitivo metabolismo)? La risposta non è così semplice. Ricercatori come Oparin, Haldane, Urey, Miller, Orgel, Foz, Ponamperuna e tanti altri, hanno certamente dato un contributo a questo studio della preistoria della vita, formulando ipotesi e realiz- zando esperimenti stimolanti. Ma il buio di questa prima fase della storia dell'evoluzione non è stato ancora diradato...' 

Ci rifletto sopra. Io avevo sempre pensato che fosse la 'cellula' il 'mattone' della materia animale e vegetale, invece qui dicono che, prima ancora ci sono gli amminoacidi che sono i 'mattoncini' delle proteine che a loro volta sono la base costitutiva del nostro corpo. 

Gli amminoacidi, le proteine...! Ecco dunque da dove è derivato l'uomo...', mi dico.  

Ma se questi sono i 'mattoncini di base' della materia umana, come dicono i due Angela, se sono un po' come i 'mattoni' con i quali si costruisce una casa, questo non significa necessariamente che la casa si costruisca 'da sola', no?  

Ci vuol bene qualcuno che metta insieme mattoni, cemento, sabbia e calce, che immagini una struttura della casa, che gli dia anche una estetica...insomma, qualcuno che, se non lo vogliamo chiamare 'Ingegnere', come avevo letto in quella rivista dei 'testimoni di Geova', chiamiamolo almeno 'Architetto'. 

Sì, un Qualcuno che - usiamo pure le parole della 'Luce' - 'costruisse' l'uomo 'traendolo dagli elementi della materia che vennero sublimamente ordinati perché servissero allo scopo di fare un Figlio di Dio...'  

Figlio di Dio..., di Dio! Sempre Dio! 

Lo stesso Einstein non negava Dio, ma - come ho detto - aveva una religiosità 'cosmica'. Egli aveva infatti scritto: 'L'uomo che crede nelle leggi causali, arbitro di tutti gli avvenimenti, se prende sul serio l'ipotesi della causalità, non può concepire l'idea di un essere che interviene nelle vicende umane, e perciò la religione-terrore, come la religione sociale o morale, non ha presso di lui alcun credito; un Dio che ricompensa e punisce è per lui inconcepibile perché l'uomo agisce secondo leggi esteriori ineluttabili e per conseguenza non potrebbe essere responsabile verso Dio, allo stesso modo che un oggetto inanimato non è responsabile dei suoi movimenti... Gli uomini sarebbero da compiangere se dovessero essere frenati dal timore di un castigo o dalla speranza di una ricompensa dopo la morte. Si capisce quindi perché la Chiesa abbia in ogni tempo combattuto la scienza e perseguitato i suoi adepti...' (Einstein: 'Come Io vedo il mondo - La teoria della relatività', Edizioni Newton). 

Dunque - mi dico - Einstein non negava Dio, cioè un 'qualcosa' dal quale fosse nato l'universo attuale, ma detestava cordialmente la visione di un Dio che ricompensa o punisce l'uomo.  

Figuriamoci - mi dico - se avrebbe mai potuto accettare l'idea di un uomo 'figlio di Dio'! 

In effetti - anche per me - l'idea di essere, noi che siamo fatti di 'carne e ossa', figli di un Dio, il quale dovrebbe essere però una 'Entità' spirituale, cioè 'immateriale', non è facile da 'digerire'. 

Mi viene veramente da pensare che le varie religioni - fermo restando il concetto che Dio esista - loro stesse se ne siano fatto uno, di Dio, a loro immagine e somiglianza, e non il contrario: cioè che sia stato Dio ad aver fatto l'uomo a sua immagine e somiglianza. 

C'è poi la storia di Adamo ed Eva e del mitico Paradiso terrestre. Poi quella del Peccato originale e della 'caduta'. Non sarà anche questo un espediente della nostra religione per giustificare la miseria della condizione umana che mal si concilia con l'idea di un Dio 'Padre' che ama tutti gli uomini che sono figli suoi? 

Ecco, devo dire che il modo di ragionare di Einstein mi dà un po' fastidio perché colgo un certo sprezzo intellettuale anche verso quelli che, come me, si vorrebbero sforzare di credere. Ma non posso negare che i suoi ragionamenti facciano presa. Anzi - senza essere un 'Einstein' - me li ero già 'pensati' per conto mio, perché credo facciano proprio parte di un bagaglio di idee comuni a tanti... Chissà in quanti, queste cose, le avremo qualche volta elucubrate... 

Già..., il paradiso terrestre, la 'tentazione', il 'peccato originale', la 'caduta'... Perché questo Dio? Un Dio che crea l'uomo perfetto e poi, per colpa della 'tentazione', ne consente la 'caduta'...  

Perché farlo 'cadere', l'uomo? Perché? 

 

Luce: 

Dio creò l'uomo 'perfetto': destinato al Paradiso perpetuo.  

Satana , invidioso dell'uomo, perché rabbioso di essere stato cacciato dal Paradiso celeste, volle - anche in 'odio' a Dio - rovinare - con la sua 'tentazione' ed il Peccato originale - l'opera di Dio! 

L'uomo perse la Grazia, divenne imperfetto e perse il Paradiso terrestre. Ma proprio lo stato di colpa - che rende imperfetti e soggetti alle malattie fisiche e spirituali, soggetti al peccato - permette agli uomini meritevoli di 'guadagnarsi' il Paradiso. Ciò per merito della 'buona volontà' e di quel Libero Arbitrio che Dio aveva loro donato. 

Quindi Satana, il Male, si è fatto inconsapevolmente strumento del Bene, perché per l'uomo è più merito 'conquistarsi' il Paradiso che riceverlo in dono senza alcuno sforzo. 

Dio, Dio ha fatto gli uomini a Sua immagine e somiglianza!  

Dio è Amore, e ama gli uomini come figli, di un amore intensissimo, infinito.  

L'uomo, a causa del libero arbitrio, e quindi della sua 'volontà', si è dato al Male perdendo la Grazia e ottenendo morte e dolore.  

Satana imperversa fra gli uomini.  

Dio, immenso nella sua bontà, ha per amore voluto riscattare l'uomo ed i suoi peccati offrendo in sacrificio Sé stesso. Dio si è fatto uomo, ha sofferto, si è immolato dopo aver evangelizzato ed insegnato all'uomo la Dottrina dell'Amore che è necessaria alla sua salvezza. 

Così come l'uomo con il suo libero arbitrio si è perduto, così ora l'uomo - grazie all'insegnamento della Dottrina dell'Amore consacrata nella Passione - con lo stesso libero arbitrio potrà imparare ad amare e riconquistare lo stato di 'grazia' perduto. 

Dio ha fatto dunque sacrificio di Sé stesso per salvare i suoi figli uomini. 

É come se un padre o una madre offrissero la propria vita per la salvezza di quella dei figli.  

D'accordo, sono d'accordo. Però questo non spiega ancora 'come' - in pratica - dall'uomo 'perfetto' si sia arrivati all'uomo attuale.  

Cosa è poi la 'Grazia'? E perché la sua perdita avrebbe portato morte e dolore?  

Mi sembra di ricordare di aver letto da qualche parte che la Grazia è uno 'stato di amicizia con Dio'. Amicizia con Dio? Francamente, non capisco.  

Guido Landolina