domenica 26 gennaio 2025
APPELLI
sabato 25 gennaio 2025
“Il galluccio” di Matteo Mangiacotti
Padre Marciano Morra: “Terminata la guerra, nel ’45-6, tanta gente si recava da Padre Pio per avere notizie dei propri cari dispersi in guerra. Riferisco una colorita espressione del Padre riguardante il dr. Matteo Mangiacotti, di San Giovanni Rotondo, suo figlio spirituale, divenuto poi funzionario d’ambasciata negli Stati Uniti. L’episodio lo appresi direttamente dall’interessato. Al papà che chiedeva costantemente notizie del figlio, Padre Pio assicurava che sarebbe tornato. Una mattina, Padre Pio vedendo ancora una volta l’afflitto padre, gli dice subito: ‘Torna in paese e uccidi il galluccio, perché Mattiuccio sta arrivando.’ Il giorno dopo Mattiuccio tornò a casa e trovò il galletto già cucinato.”
Giuseppe Caccioppoli
MESSAGGIO N. 15 SAN MICHELE ARCANGELO - LA CADUTA DELLA GRANDE BABILONIA - (LA GRANDE PROSTITUTA)
MESSAGGIO N. 15 SAN MICHELE ARCANGELO
LA CADUTA DELLA GRANDE BABILONIA
(LA GRANDE PROSTITUTA)
Io, San Michele Arcangelo, Principe delle Milizie Celesti, voglio parlarvi oggi di un evento molto vicino, la caduta di Babilonia la grande, citata in Apocalisse 18.
Questa grande città degli USA (New York) sarà quasi interamente distrutta dallo Stato Islamico (Isis). Molto presto i suoi grandi lussi e le sue ricchezze saranno diminuiti e quasi scompariranno da un attacco così grande.
Questa città è raffigurata nell'Apocalisse come una bella donna, piena di gioielli preziosi, che affascinano gli abitanti della terra con il loro potere e prestigio e, come tutto ciò che luccica davanti al mondo e gli appartiene, è una città abominevole agli occhi di Dio per i suoi molteplici peccati, che scatenano la sua ira.
È coronata d'oro e diamanti; l'oro rappresenta la ribellione dei suoi abitanti ai comandi divini, e i diamanti rappresentano i sette peccati capitali.
Si veste lussuosamente, e invita tutti i suoi abitanti e visitatori alla degradazione morale e spirituale. Si prostra davanti a Satana e lui gli dà un potere immenso sulla terra.
Da luoghi lontani, da tutto il mondo, arrivano navi e il commercio è molto importante per questa città.
Io, San Michele Arcangelo, invito il popolo di Dio che ancora vi risiede, a lasciare la città, prima che l'ira di Dio si abbatta su di essa e sia distrutta dallo Stato Islamico Isis.
Abitanti della terra, la Grande Meretrice cadrà presto; il mondo intero piangerà la caduta della grande dea, che ha deliziato il mondo con i suoi peccati abominevoli: satanismo, aborto, omosessualità, degradazione morale, sodomia, adorazione del denaro e della tecnologia, omicidio, suicidio, edonismo, lussuria ecc. e soprattutto arroganza, perché i suoi peccati, la sua superbia e soprattutto il suo orgoglio saranno distrutti, e soprattutto l'arroganza, perché i suoi abitanti si credono dei del mondo e si sentono così sicuri della stabilità che dà loro questa grande metropoli, che fanno della loro vita un carnevale di passioni sfrenate e di peccati abominevoli al cielo, che scatenano l'ira di Dio.
O grande prostituta, sarai presto punita per esserti prostituita con falsi dei e aver adorato Baal. Città perversa, bella davanti al mondo, ma inquinata agli occhi di Dio, il tuo castigo è alle porte.
Popolo di Dio, che abitate in questa città, i pochi che osservano i comandamenti e Dio nei loro cuori: lasciate questa città prima che il castigo cada su di lei, perché sarà terribile.
Abituata ad essere lodata dal mondo intero, si sente potente e dimentica il suo Dio, indulgendo in modi perversi, che la degradano e la fanno cadere nell'abisso del peccato, pervertendo i suoi abitanti e visitatori.
Li seduce con il suo potere illecito e li induce con il suo fascino a peccare.
Brilla come un gioiello prezioso agli occhi del mondo. È lusingata ed esaltata dall'uomo, dal suo potere economico e dal suo prestigio mondano.
Ma davanti a Dio è un abominio, un nido di peccati e demoni malvagi, che danno da bere ai suoi abitanti, spregevoli sorsi di orgoglio, superbia e degradazione morale e spirituale.
Guai a te! Grande prostituta, tu riceverai presto il tuo castigo per aver eretto dei di bronzo e averli adorati, dimenticando il tuo Dio e abbandonando la retta via.
La tua punizione è grande, perché non solo hai perso te stesso, ma ogni uomo che ha messo piede sul tuo territorio; lo hai invitato alla perversione e a commettere atti abominevoli disumanizzanti davanti a Dio.
La punizione è imminente.
Popolo di Dio, salvate le vostre anime e le vostre vite; chiedete al cielo l'aiuto per mostrarvi la via, e la luce dello Spirito Santo per illuminarvi, affinché prima che tutto ciò avvenga, illuminate le vostre coscienze e lasciate questa città abominevole.
Esercito Militante, pregate per le poche anime che abitano questa città e che non sono state contaminate dal peccato, affinché possano trovare misericordia in Dio ed essere salvate anima e corpo.
Chi come Dio!
Nessuno come Dio!
Lorena - 22 Agosto 2016
"L'anima trapassata" (III)
Tra i diversi significati spirituali della" spada" che ha trapassato l'anima della Madonna, c'è soprattutto quello legato alla triste e dolorosa realtà dei nostri peccati, dei peccati di tutti gli uomini del passato, del presente e del futuro. Sappiamo bene, infatti, che la "spada" dei nostri peccati è stata in certo senso la vera protagonista micidiale nel trapassare l'anima della Madonna. Sono stati i nostri peccati, infatti, che, crocifiggendo il corpo di Gesù sulla Croce, hanno concrocifisso anche l'anima della Madonna trapassandola da parte a parte, così come i chiodi hanno trapassato da parte a parte le mani e i piedi di Gesù, e la lancia di Longino ha trapassato il Cuore di Gesù Crocifisso.
Spaventosa è la visione che ebbe Gesù nell'Orto del Getsemani, la notte del Giovedì Santo, alla vista della somma spaventosa delle colpe e dei delitti degli uomini di tutti i tempi, per i quali Egli doveva e voleva immolarsi, riparando, in tal modo, la Giustizia divina offesa e riaprendo le porte del Paradiso per dare agli uomini la possibilità della salvezza dalla dannazione nell'inferno eterno.
La visione spaventosa della notte del Giovedì Santo dovette colpire tremendamente l'animo di Gesù al punto di fargli «sudare sangue» per tutto il corpo: quel sangue cadeva a gocce su gocce per terra, come precisa san Luca, l'evangelista medico (cfr. Lc 22,44), e l'angoscia ad un certo punto sembrò quasi sovrastare la natura umana di Gesù spingendolo a pregare il Padre con le parole: «Padre, se è possibile, passi da me questo calice ..., ma non la mia, bensì la tua volontà si faccia!» (Mt 26,39).
Ugualmente, l'umile Vergine Maria, tutta lieta nel portare Gesù Bambino in braccio nel giorno della sua Presentazione al Tempio di Gerusalemme, dovette dolorosamente trasalire di colpo all'udire le parole dette a Lei dal santo vegliardo Simeone con chiarezza e precisione: «Questo Bambino è posto quale segno di contraddizione per la rovina e la salvezza di molti [...] e anche a te una spada trapasserà l'anima» (Lc 2,34-35). A queste parole si può dire che la Vergine Madre ebbe una sorta di visione terribile in cui poté amarissimamente contemplare anzitutto la missione redentrice del Figlio divino, svolta fin dall'inizio fra contraddizioni e opposizioni, attacchi e persecuzioni, false accuse e perfide insidie e conclusa, alla fine, con il rinnegamento di san Pietro e il tradimento di Giuda, seguiti dalla condanna più umiliante e dolorosa: la Crocifissione; e poi vide anche la causa di quella spaventosa sofferenza del Figlio divino dovuta interamente alla somma terrificante dei peccati e delle offese di tutti gli uomini, dai peccati del primo Adamo progenitore peccatore fino ai peccati dell'ultimo uomo suo discendente.
La Madonna stessa un giorno rivelò a santa Matilde che quella voce e quelle parole di Simeone le «agghiacciarono il cuore», annientando e amareggiando tutta la soave letizia che Ella stava provando nel tenere e portare in braccio Gesù Bambino, al quale, dopo quella tremenda "rivelazione", Ella si sentì ancor più non solo legata ma "unificata", si potrebbe dire, per condividere in pienezza ogni sofferenza e immolazione di Lui, fino al compimento della dolorosissima Redenzione universale.
La causa della dolorosissima Redenzione, in effetti, sono stati i peccati degli uomini, tutti i peccati insieme e uno per uno. Sì, i peccati hanno formato quella "spada" micidiale che doveva trapassare inesorabilmente, fibra a fibra, l'anima della Madonna. La "spada" orrenda, costituita da tutti i peccati di ateismo e di bestemmia, di omicidio e di vendetta, di odio e di disperazione, di vergogne e di oscenità, di ingiustizie e di oppressioni, di infedeltà e di tradimento ...: chi può contare le miserie, i vizi e gli abbrutimenti degli uomini schiavizzati dalla carne, dal mondo e dal demonio? Dominati dalla triplice concupiscenza che domina nel mondo: lussuria, cupidigia, orgoglio (cfr. 1Gv 2,16)? Si tratta, in realtà, di oceani di nefandezze e di malvagità mortali che satana, il «dio dei morti», fa compiere agli uomini contro il «Dio dei vivi» (Mc 12,27), contro il "Dio che salva" (cfr. Mt 1,21), contro la vera «Madre dei viventi» (Gn.3,20).
Senza un aiuto straordinario della grazia divina, come avrebbe mai potuto la Madonna portare il carico davvero schiacciante dei peccati dell'Umanità intera e non soccombere mille volte sotto il loro orribile peso? Maledetti peccati! Ognuno dei peccati gravi è una vera "spada" che trapassa l'anima della Madonna e crocifigge Gesù, come ci fa capire l'episodio straordinario capitato a un giovane devoto il quale aveva nella sua camera un'immagine dell'Addolorata e un giorno, assalito da una brutta tentazione, stava per uscire dalla sua stanza per recarsi a compiere il grave peccato, ma una voce lo ferma e gli grida: «Fermati! Dove vai? ...», il giovane si ferma, si volge indietro e vede che l'Addolorata, nell'immagine, staccatasi la spada dal petto, gliela presenta dicendogli: «Prendi questa spada e ferisci il mio seno, prima che tu vada di nuovo a crocifiggere il mio Figlio con il peccato!».
Sì, è proprio così: i peccati sono quella "spada" micidiale che, di giorno in giorno, secondo le parole dette dal vegliardo Simeone alla Presentazione di Gesù Bambino al Tempio - e come rifletteva a suo tempo il grande sant' Atanasio -, penetra e rende sempre più l'anima della Madonna «trapassata dalla spada del dolore, di ogni dolore e di ogni oltraggio senza misura riservato al tuo Figlio, e tradotto in angoscia nel tuo Cuore di Madre!».
Padre Stefano Manelli
ADORARE LE MIE CINQUE PIAGHE.
Verso la fine delle preghiere della Novena con la Messa, Nostro Signore mi è apparso con la Corona di Spine. Mi ha mostrato le sue cinque piaghe e ha detto:
“Figli miei,
onorate queste piaghe. Adorate il Sangue prezioso che sgorga da esse.
Abbiate pietà di Me, nella mia agonia.
Figli miei, ascoltate.
Vi chiedo di ascoltare. Alcuni di voi dispiacciono alla Santissima Trinità quando pregano. Invitate la Santa Trinità e poi allontanate il vostro spirito dal Dio Santo, lasciando solo l'argilla per il Dio vivente.
Figli miei, pentitevi di questo atteggiamento. Mostrate rispetto a Colui che è al di sopra di tutta la creazione, al Creatore stesso.
Figli miei, con questo atteggiamento mi fate molto dispiacere.
Pregate solo quando volete pregare. Mai, vi dico, mai pregare quando non volete pregare. Anzi, mi rattristate. Il Padre non risponderà alle vostre preghiere se lo scontentate con la vostra mancanza di concentrazione.
Figli miei, ho sempre bisogno delle vostre preghiere, ma rispettatemi. Figlio mio, di' ai miei figli di chiedere qualsiasi cosa per sette minuti, io risponderò.
(Silenzio).
“Dì loro di fare le loro domande per tre minuti. Io risponderò”.
(Silenzio).
“Dovrebbero fare domande ragionevoli”.
(Silenzio prolungato). A questo punto sono rientrato in me stesso e poi sono ricaduto nell'estasi.
“Figlio mio, ascolta, ho bisogno del tuo sacrificio. Attraverso di esso, realizzerò la salvezza.
Ho ascoltato le tue preghiere. Io salverò. Ma vi dico che condividerete con me le mie sofferenze.
Più grandi saranno le vostre sofferenze, più facile sarà il vostro cammino.
Più pregherete, più questa devozione si diffonderà.
Perciò vi dico: siate pazienti.
In questa fine dell'era, mio Padre ha riversato il suo Spirito Santo sul suo popolo. Così anche l'anticristo sta riversando il suo spirito maligno sul popolo.
Figlio mio, ascolta:
In questo tempo della fine, la parola “pentecostale” è stata inizialmente formata dallo spirito dell'anticristo, un prodotto della disobbedienza. Vi dico: fuggite da loro.
Ascoltate di nuovo. La presenza dello Spirito Santo si trova nella Santa Chiesa Cattolica. Tutti coloro che appartengono a questa ROCCIA, che obbediscono e sono santi, hanno lo Spirito Santo. Anche i carismi appartengono a questa ROCCIA. Con questi: obbedienza, umiltà, amore e santità, possedete la pienezza dello Spirito Santo.
Figli miei, ascoltate. Allertate tutti i carismatici che appartengono a questa ROCCIA, satana è entrato. Molti sono stati posseduti dallo spirito dell'anticristo. Fate attenzione.
Figlioli, se la vostra domanda non riceve risposta, aspettateMi nella vostra preghiera personale di riparazione alle ore 15:00. Il 7 di questo mese vi risponderò e vi mostrerò la soluzione.
Siate felici perché vostro Padre accetta i vostri sacrifici. Fate subito la benedizione.
Durante la benedizione, stavo guardando il sacerdote che sollevava il Santissimo Sacramento con l'ostensorio, quando Nostro Signore è apparso e ha detto:
“Vi benedico nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”.
E scomparve.
BARNABÉ NWOYE - 5 febbraio 1997
VITA DI SAN GIUSEPPE
Aridità – Terminate le tentazioni del nemico infernale, il nostro Giuseppe non stette molto in pace, mentre Dio volle provarlo di nuovo Egli stesso, sottraendogli i lumi, il fervore e la consolazione interiore, così il Santo cadde in una grande aridità di spirito. Oh! Qui sì che il nostro Giuseppe soffrì un grande travaglio, per il timore di avere disgustato il suo Dio e per vedersi come derelitto e abbandonato dal suo Dio, unico oggetto del suo amore. Come smaniava! Come si raccomandava! Quante suppliche e sospiri inviava al cielo! Stava le notti intere genuflesso in atto supplichevole, pregando il suo Dio di manifestargli in quale modo fosse rimasto offeso da lui, perché, riconosciuto l’errore, potesse fare la dovuta penitenza; ma il cielo, fatto di bronzo alle sue suppliche, non gli recava conforto alcuno. L’Angelo non gli parlava più nel sonno, e non avendo il Santo con chi sfogare la sua pena si rivolgeva sovente al suo Dio dicendogli: «O Dio di Abramo, d’Isacco, di Giacobbe! O Dio mio, dal quale tanto bene ho ricevuto, che sei tutta la mia eredità, tutta la mia consolazione e il mio conforto, muoviti a pietà del tuo indegno e vile servo! Tu mi hai promesso il tuo aiuto, il tuo favore; ora è tempo che mi mantenga le promesse e mi consoli in tanta mia afflizione. Quale male ho fatto io, perché tu ti sei allontanato da me? Fammi la grazia di poterlo conoscere! È vero che ti ho molto offeso, ma tu sei buono, sei misericordioso, perciò ti supplico di perdono. È vero che io non lo merito, ma tu, sei buono e perciò lo spero». Il nostro Giuseppe faceva queste suppliche, delle quali Dio godeva molto, ma pure tardava ad esaudirlo e a manifestarsi a lui. Il Santo soffriva il suo travaglio con molta rassegnazione, ma non lasciava già di continuare a pregare il suo Dio.
Serva di Dio Maria Cecilia Baij O.S.B.
Ho bisogno di anime per pregare nella notte
Gesù dice: “Ho bisogno di sentinelle che preghino nella notte, ho bisogno di sentinelle che accendano le fiamme del loro cuore con una fiamma ardente d'amore, con raggi splendenti di tenerezza, di misericordia e di compagnia. Ho bisogno di anime eucaristiche, che dalla solitudine della loro stanza di notte si innalzino spiritualmente fino al Tabernacolo più solitario e mi facciano compagnia.
Ho bisogno di anime a cui rubare parte del loro sonno, perché lo dedichino alla preghiera, perché lo dedichino alla riparazione, perché lo dedichino a farmi compagnia. Ho bisogno di anime che abbraccino la croce con amore.
Agustín del Divino Corazón - 23 marzo 2007
Le opere e perciò anche lo zelo sono voluti da Dio
Dio vuole le opere e la vita interiore
E’ attributo della natura divina l’essere generosa. Dio è bontà infinita e la bontà non desidera altro che diffondersi e comunicare il bene di cui gode.
La vita mortale del Signore non è stata altro che una manifestazione di questa inesauribile generosità. Il Vangelo ci mostra il Redentore che semina sul suo cammino i tesori amorosi di un Cuore avido di attirare gli uomini alla verità e alla vita.
Quella fiamma di apostolato, Gesù Cristo la comunicò alla Chiesa che è un dono del suo amore, diffusione della sua vita, manifestazione della sua verità, splendore della sua santità. Animata dallo stesso fuoco, la mistica Sposa di Cristo continua, lungo il corso dei secoli, l’opera d’apostolato del suo divino Modello.
O ammirabile disegno e universale legge stabilita dalla divina Provvidenza! L’uomo deve conoscere la via della salute per mezzo dell’uomo6. Soltanto Gesù Cristo ha versato il Sangue che riscatta il mondo; Egli solo avrebbe potuto conferirgli la virtù di agire immediatamente sulle anime, come fa attraverso l’Eucarestia; ma Egli ha voluto eleggersi dei cooperatori per diffondere i suoi benefici.
Per quale ragione? Certamente perché così l’esigeva la Maestà Divina, ma non meno lo spingevano le sue tenerezze verso l’uomo. Se al più grande dei monarchi è conveniente governare solitamente per mezzo di ministri, quale condiscendenza da parte di Dio, nel degnarsi di associare povere creature alle sue opere e alla sua gloria!
Nata sulla Croce, sgorgata dal costato trafitto di Cristo, la Chiesa perpetua col ministero apostolico l’opera benefica e redentrice dell’Uomo-Dio. Questo ministero voluto da Cristo diventa così il fattore essenziale della diffusione della Chiesa tra le nazioni e lo strumento il più ordinario delle sue conquiste.
In questo apostolato figura in prima fila il clero, la cui gerarchia forma i quadri dell’esercito di Cristo; clero illustrato da tanti Vescovi e Sacerdoti santi e pieni di zelo, ed onorato così gloriosamente dalla recente beatificazione del santo Curato d’Ars.
A fianco di questo clero ufficiale, fin dalle origini del Cristianesimo sorsero compagnie di volontari, veri corpi scelti, la cui fioritura perenne e rigogliosa costituirà sempre uno dei fenomeni più evidenti della vitalità della Chiesa.
Nei primi secoli nacquero anzitutto gli Ordini Contemplativi, la cui preghiera incessante e le macerazioni più dure tanto contribuirono alla conversione delle genti pagane. Nel medioevo sorsero gli Ordini Predicatori, gli Ordini Mendicanti, gli Ordini Militari, gli Ordini che si votano all’eroica missione di riscattare i prigionieri dalle mani degli infedeli. I tempi moderni infine hanno visto sorgere una vera moltitudine di Milizie insegnanti, Istituti, Società di Missionari, Congregazioni di ogni specie, che mirano a diffondere il bene spirituale e corporale sotto tutte le forme.
Inoltre, in ogni epoca della sua storia, la Chiesa ha sempre trovato preziosi collaboratori nei semplici fedeli, come quei ferventi cattolici divenuti oggi una legione, gli «uomini d’azione» – per usare l’espressione consacrata – dal cuore ardente che, riuscendo ad unire le loro forze, mettono al servizio della nostra Madre comune, senza alcuna riserva, tempo, capacità, beni, immolando spesso la propria libertà e non di rado versando il proprio sangue.
E’ veramente uno spettacolo mirabile e confortante questa provvidenziale fioritura di opere che nascono a tempo dovuto e sempre meravigliosamente adatte alle circostanze. La storia della Chiesa lo dimostra: ogni nuovo bisogno da soddisfare, ogni pericolo da scongiurare ha visto immancabilmente sorgere l’istituzione richiesta dalle necessità del tempo.
Ed anche oggi, a mali di particolare gravità, vediamo opporsi una moltitudine di opere ieri appena conosciute: Catechismi in preparazione alla prima Comunione, Catechismi di perseveranza, Catechismi per i fanciulli abandonati, Congregazioni, Confraternite, Riunioni e Ritiri per uomini e giovani, per signore e ragazze, Apostolato della preghiera, Apostolato della carità, Leghe per il riposo festivo, Patronati, Circoli cattolici, Opere militari, Scuole libere, Buona stampa eccetera: tutte forme di apostolato suscitate da quello spirito che infiammava l’anima di S. Paolo – «In quanto a me ben volentieri sacrificherò del mio, anzi tutto me stesso, per le anime vostre» (2 Cor., 12, 15) – e che vuol diffondere ovunque i benefici del sangue di Gesù Cristo.
Possano queste umili pagine giungere a quei soldati che, pieni di zelo ed ardore per la loro nobile missione, proprio a causa dell’attività svolta, si espongono al pericolo di non essere prima di tutto uomini di vita interiore e che, se venissero puniti un giorno con insuccessi in apparenza inesplicabili, come pure da gravi danni spirituali, potrebbero essere tentati di abbandonare la lotta e ritirarsi scoraggiati sotto la tenda.
I pensieri sviluppati in questo libro furono anche a me di grande aiuto per lottare contro il perdersi nell’azione esteriore. Possano essi evitare ad alcuni le delusioni e guidare meglio il loro coraggio, mostrando a loro che il Dio delle opere non dev’essere mai abbandonato per fare le opere di Dio, e che il motto «Guai a me, se non avrò evangelizzato» (1 Cor., 4, 16) non ci dà mai il diritto di dimenticare quest’altro: «Che giova all’uomo guadagnare fosse anche tutto il mondo, se poi perde la propria anima?» (Mt. 16, 25)
I padri e le madri di famiglia, per i quali il libro Introduzione alla vita devota7 non è ormai sorpassato, gli sposi cristiani che si considerano vicendevolmente obbligati ad un apostolato che esercitano nel tempo stesso verso i propri figli per formarli all’amore e all’imitazione del Salvatore, possono applicare anche a loro stessi l’insegnamento di queste modeste pagine. Possano anch’essi meglio comprendere la necessità d’una vita non solo pia ma anche interiore, per rendere efficace il loro zelo e imbalsamare la loro casa con lo spirito di Cristo e con quella pace inalterabile che, nonostante tutte le prove, sarà sempre la caratteristica delle famiglie profondamente cristiane.
Dom Jean-Baptiste Gustave Chautard
L’Opera d’Amore e di Misericordia di Gesù Cristo
Lasciatevi redimere dall’Amore di Gesù, prendete la via verso la Croce e chiedete il Perdono della colpa !
Ho versato il Mio Sangue per tutti gli uomini, ho sofferto per tutti e sono morto per tutti sulla Croce. Nessun uomo è escluso dalla Mia Opera di Redenzione, perché tutti gli uomini sono aggravati con il peccato che tiene chiuso per loro la Porta nel Regno di Luce. Perciò tutti gli uomini che non trovano nessun Perdono da questa grande colpa della loro caduta d’un tempo da Me, sono infelici. Ogni uomo comunque è libero di far uso della Mia Opera di Redenzione, perché gli uomini non sono stati redenti in un colpo solo, quando fu compiuta la Mia Opera di Misericordia, ma ci vuole anche l’assenso dell’uomo stesso per valere come redento, altrimenti non ci sarebbe davvero più nessun essere sulla Terra ed anche nel Regno spirituale, che camminerebbe ancora sotto il peso del peccato. Ma la libera volontà dell’uomo non può mai essere esclusa, ognuno deve dichiararsi liberamente per Me in Gesù Cristo e quindi anche per la Mia Opera di Redenzione, ed ognuno deve ora anche approfittare delle Grazie dell’Opera di Redenzione, per esser liberato dal suo peso di peccato. La libera volontà quindi spiega il basso stato spirituale nel quale si trovano malgrado il Mio Sacrificio della Croce, perché solo la minoranza degli uomini si dichiara coscientemente per Me, per il loro divino Salvatore e Redentore del mondo. La maggioranza però prende poca notizia del più grande Atto d’Amore e di Misericordia che mai ha avuto luogo su questa Terra, benché non ne siano senza conoscenza. A loro è a disposizione un incommensurabile Tesoro di Grazie dal quale passano oltre, che non rivalutano, che non li stimola per nulla di sottoporlo ad una più precisa osservazione. Non sanno che cosa loro stessi si giocano attraverso la loro indifferenza, non sanno qual insopportabile sorte devono prendere su di sé dopo la morte del loro corpo per propria colpa, perché entrano non redenti nel Regno dell’aldilà, mentre invece avrebbero potuto raggiungere la definitiva Redenzione sulla Terra. Quello che ho preso si di Me come Uomo Gesù, in dolori e sofferenze, in disdegni ed amarezze, in animosità ed azioni colme d’odio, l’ho fatto soltanto per Amore per voi, per espiare per voi, per deporre la vostra colpa di peccato. Volevo soffrire per voi, per distogliere da voi l’effetto dei vostri peccati, li volevo espiare e quindi estinguere la vostra colpa. Era una misura di tormento e sofferenza, che voi uomini non potete misurare, perché era sovrumano quello che è stato fatto per voi. Era davvero un’Opera d’Amore e di Misericordia, perché come Uomo non lo avrei potuto sopportare, se il Mio Amore per voi non Mi avesse dato la Forza ed il Mio Amore per voi era infinitamente grande, e perciò ho sofferto e sono morto per voi. Voi uomini non dovete fare altro che immaginarvi una volta il Mio grande Amore, di riflettere ciò che ha sopportato l’Uomo Gesù per voi, dovete soltanto immaginare i tormenti del Suo percorso verso la Croce, il maltrattamento attraverso i Suoi aguzzini e la sua sofferenza sovrumana ed il morire sulla Croce. Vi dovrebbe afferrare un ardente amore per Lui, il Quale ha sopportato per voi tutto ciò che voi avreste dovuto sopportare per via del vostro grande peccato. Il vostro amore dovrebbe ora spingervi verso di Lui, al quale date anche pentiti la vostra colpa di peccato, chiedendo a Lui affinché voglia aver versato il Suo Sangue anche per voi. Sareste liberi da ogni colpa, riconoscereste il Mio grande Amore per voi, Che IO Stesso nell’Uomo Gesù ho compiuto l’Opera di Redenzione. Quanto facilmente vi potreste conquistare l’eterna Vita, quanto sicuramente potreste entrare attraverso le Porte del Regno di Luce dopo la morte del vostro corpo, se soltanto voleste approfittare delle Grazie dell’Opera di Redenzione, se pensate a Colui Che ha compiuto questa grande Azione d’Amore, e se Lo pregaste per l’apporto di forza, dove la vostra propria volontà è troppo debole, se soltanto vi affidaste colmi di fiducia a Me Stesso in Gesù Cristo. Dovreste credere in Lui come il divino Salvatore e Redentore, perché allora riconoscete anche Me Stesso, Che Sono morto in Lui per voi sulla Croce.
Amen
11 aprile 1957
BREVITÀ DEL TEMPO
1. Verità conosciuta, ma non apprezzata. Quante volte ti lamenti che le ore volano, che i mesi passano, che gli anni incalzano?... Pare un sogno l'anno, la vita passata... manca il tempo per mille cose... Tutti sanno e dicono che il tempo è breve, che forse questo è l'ultimo anno di vita..; ma chi si scuote per ciò? Io stesso, che cosa risolvo, che faccio per non perderlo?
2. Il tempo in punto di morte. A pensare all'anima, al giudizio, a vincere una passione, a correggersi si spera sempre di aver tempo; ma che diremo, negli ultimi istanti, quando con le mani vuote di meriti, nell'imminenza della resa totale dei conti chiederemo al tempo, al medico, ai parenti, a. Dio stesso un'ora che ci verrà negata? Ti prepari anche tu una simile delusione?
3. Il tempo di fronte all'eternità. Pochi anni bastano per giungere al Paradiso, per poter godere, lodare, amare Iddio cogli Angeli e coi Santi, ed esser felice per sempre; ma ne bastano anche pochi, se male spesi, a meritarmi un inferno, coi tormenti, con l'odio, colle catene riservate ai demoni... E se l'eternità giungesse per me quest'oggi, come mi troverebbe? Posso consolarmi per il tempo passato?
Canonico Agostino Berteu
E' arrivata l'ora della separazione, non è come la vedi o la pensi, senza rendertene conto riceverai una chiamata che cambierà completamente la tua vita,
DOVE PORTERÀ LA VOSTRA IGNORANZA UOMINI, SE VI DO LEZIONI E VI DICO COME DOVRESTE VIVERE, È PERCHÉ VEDO PIÙ DI QUANTO VEDETE VOI E STO APRENDO E ELIMINANDO QUEGLI OSTACOLI CHE VI IMPEDISCONO DI AVANZARE IN UN MONDO CHE INQUINATO VI FA AMMALARE E INFETTA L'UOMO CON TUTTO QUELLO CHE C'È, NON È BENE AMARE IL MONDO E AGGRAPPARSI AD ESSO, È BELLO ABBANDONARSI A ME CHE DO TUTTO SENZA CHIEDERE NULLA, VENGA CHI È STANCO, PERSEGUITATO E UMILIATO, PERCHÉ LA GIUSTIZIA DI YAHWEH COME UN LAMPO STERMINATORE VIENE A METTERE TUTTO AL SUO POSTO, GESÙ
Gesù: La mia divinità poco compresa sulla terra, e accettata dagli angeli e dai santi del cielo, non conosciuta dagli uomini che hanno preferito vivere nel pericolo, non resta che scuotere le vostre coscienze dure e lasciare che vi rifocalizzino su ciò che è veramente importante per voi, che passate per la valle della morte senza sapere se vi resterete per sempre, perché chi non si veste avendone la possibilità, la sua nudità peserà su di lui perché quello che prova è vergogna per tutto quello che hai fatto di male, marciano, e lo fanno indipendentemente dalla condizione da cui provengono, sporcano la santità con le loro azioni ordinarie, se solo ci provassero, e si lasciassero toccare dall'amore, Niente sarebbe lo stesso perché i loro spiriti traboccherebbero della gioia profonda che si trova quando la complicità li avvicina a quell'amore non compreso o compreso, perché ciò che toccano con le mani si sporca, e ciò che portano alla loro mente avvelena le loro anime, è così che tutto ci separa e nulla ci unisce, perché le decisioni passano attraverso quel cuore che dovrebbe ardentemente desiderare di gustare quanto è buono sentire in anticipo questa Mia chiamata, fatta ad una razza di uomini che cercano senza sapere che non troveranno nulla senza il Mio aiuto, la disperazione, il pianto e la desolazione, attende coloro che nella loro testardaggine non vogliono venire a gustare tutto ciò che ho e vogliono condividere con voi.
Gesù: Quei pensieri meschini si manifestano in voi, nei vostri cuori c'è un sopracciglio di orgoglio, spengono le mie opere, e non solo vi allontanano dalla necessità ma separano anche la verità da chi vuole trovare la luce che vi indica quella strada che è tagliata quando il peccato come ostacolo vi impedisce di andare oltre. Figlio, quanto amore provo per te, se ho aperto i mari, potrò aprire anche i cieli, portando la pioggia che ti tirerà fuori da quell'aridità che inasprisce tutto, è arrivata l'ora della separazione, non è come la vedi o la pensi, senza rendertene conto riceverai una chiamata che cambierà completamente la tua vita, molti non presteranno attenzione e si faranno beffe, come fecero con Noè, quando in pieno sole in un luogo dove non c'erano né mare né fiumi costruì avidamente una barca, ci credette e non solo si salvò, ma riuscì a far salire sulla sua barca la sua famiglia e gli animali di tutte le specie, sapete perché? solo perché la preservazione di tutta la creazione viene prima degli impulsi di distruzione che l'uomo ha, che lascia tutto alla discussione, e nulla alla comprensione e all'amore che dovrebbero rendervi compassionevoli, come Io sono con voi, che ogni giorno presentate le loro offese e dovete presentare offerte che piacciono al Mio cuore divino, prepara il tuo spirito, e sappi che il giorno è arrivato, tu sei con Me o contro di Me, la definizione viene da chi sente che tutto è già stato sciolto, amico devi pregare, devi mendicare, perché nell'unione perfetta l'uomo si intreccia con la sua umanità, che quando viene abbracciata dalla Mia divinità, vi rende subito uomini virtuosi, che hanno la forza di lasciarsi alle spalle il male e cominciare a vivere come vi viene chiesto, nella prudenza e nell'umiltà, a colui che sa che l'amore provvederà a ciò di cui hanno bisogno, Gesù
SUGGESTIONE E TENTAZIONE DI GESU’ NEL DESERTO 4 – Sopra l’alto monte
Una grande croce luminosa si ergerà e segnerà la Mia Gloria.
Carbonia 23.01.2025
Mia amata ancella, sono Io, il tuo Gesù, eccomi, vengo a darti il Mio amore, per te e per tutti i Miei figli.
Dico a te, ma è per tutti coloro che Mi ascoltano e Mi seguono con amore vero, state per assistere ad una manifestazione in cielo, una grande croce luminosa si ergerà e segnerà la Mia Gloria.
Vengo a radunare il Mio popolo a Me, vengo a dividere il buono dal male, darò agli uomini la possibilità di scegliere se stare con Me o contro di Me.
Ancora un poco e i vostri occhi vedranno il loro Dio discendere dal cielo su di una nube, tutti gli uomini Lo vedranno e resteranno sbigottiti! Irradierò la Mia luce su tutta la Terra! Angeli e Arcangeli Mi accompagneranno con canti di gloria.
Grido a te, popolo Mio, torna al tuo Dio, non essere stolto, donami il tuo cuore, convertiti ora, popolo Mio. La tenebra avvolge già tutta la Terra, i demoni sono pronti ad abbrancare le anime dei lontani da Me, quelle prive del Mio Scudo.
Amati figli, è con amore di Dio e Padre che vi richiamo alla conversione:…scegliete di vivere la vita eterna e non la morte. Ore di angoscia vivranno coloro che non si ravvedranno!
Lascio andare il Mio braccio, il Mio Basta è già nel mondo!
Amen.
La Chiesa e il mondo
1ª Epistola di San Pietro {2:5}: Voi stessi, come pietre viventi, vi prestate alla costruzione di un edificio spirituale per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo.
"La storia del velo fa emergere negativamente il problema religioso nella vostra società. I nemici della Chiesa ne approfittano per passare sotto silenzio, nella Costituzione europea, l'origine della vostra civiltà giudaico-cristiana.
È attraverso l'acquisizione delle loro reciproche esperienze e delle loro comuni speranze che i cristiani sono progrediti in una comune condivisione e impegno. Questo impegno si è realizzato attraverso l'amore per il creato, che è immagine di Dio e dell'universo.
Eppure, per il mondo di oggi, sembra che il destino del cristianesimo sia deciso. La Chiesa è considerata una realtà sociologica più o meno utile, di fronte a un umanesimo secolare e persino antireligioso. Così, la Chiesa appare smarrita in un mondo disorientato.
Attraverso la sua opera, che comprende la conoscenza scientifica e tecnica, l'uomo è indiscutibilmente chiamato a collaborare con Dio per la salvezza dell'universo. Con grande umiltà, raccogliete la preghiera di Gesù al Padre suo e invocatelo per il vostro aiuto !
Soprattutto per i Paesi dell'Europa, con un'antica tradizione cristiana, è essenziale che un nuovo sforzo missionario sia intrapreso rapidamente, sia nei confronti dei cristiani che perdono i riferimenti della fede, sia nei confronti di coloro che vivono nell'ignoranza della Buona Novella.
Il Vangelo della speranza, donato alla Chiesa e da essa assimilato, chiede di essere annunciato e testimoniato ogni giorno. Questa è la vocazione propria della Chiesa in ogni tempo e in ogni luogo. Questa è anche la sua missione oggi in Europa...
Le relazioni degli uomini sono generalmente avvelenate, perché non hanno la semplicità di dire le cose e risolvere i loro conflitti al livello in cui si presentano. Invece di lasciarsi avvolgere dal non detto e dalle incomprensioni, sarebbe opportuno che loro, attraverso il discernimento, mettessero in discussione tutti i loro problemi... Infatti, è attraverso il cammino della meditazione e della preghiera, quindi attraverso il pensiero dell'amore, che l'uomo uscirà dai suoi problemi per ritrovare la serenità e diventare trasparente a Dio e al mondo.
Grazie allo Spirito Santo, che opera in voi e vi aiuta a rispondere alla vostra vera vocazione, rimanete sensibili alla dimensione spirituale della vostra esistenza...
In questa ricerca, l'impegno dell'uomo e la presenza dello Spirito Santo, che da esso è inseparabile, sono alla base del rispetto che deve ispirare i rapporti della Chiesa cattolica con le altre religioni.
Lo Spirito Santo ha agito in modo del tutto speciale nella venuta di Gesù Cristo e continua a farlo nella Chiesa, da qui il suo zelo missionario. Ogni cristiano è chiamato a praticare il dialogo, per testimoniare la propria fede e scoprire, nella vita dei fratelli e delle sorelle non cristiani, i semi della Parola che sono raggi di Verità che illumineranno il mondo. (...)
Giovanni messaggero della Luce"













