domenica 28 febbraio 2021

Scrittura: I miei modi sono ingiusti?

 


Nella prima lettura della Messa di oggi, Nostro Signore afferma:

Tu dici: "La via del Signore non è giusta!" Ascolta ora, casa d'Israele: è la mia via che è ingiusta, o piuttosto, le tue non sono ingiuste? Quando un virtuoso si allontana dalla virtù per commettere iniquità e muore, è a causa dell'iniquità che ha commesso che deve morire. Ma se il malvagio, allontanandosi dalla malvagità che ha commesso, fa ciò che è giusto e giusto, conserverà la sua vita; poiché si è allontanato da tutti i peccati che ha commesso, vivrà sicuramente, non morirà. (Ezekiel 18: 25)

Molti modernisti oggi attribuiscono queste parole di giustizia al "Dio dell'Antico Testamento" ", una divinità vendicativa e spietata che infligge la morte ad ogni turno. Il “Dio del Nuovo Testamento”, invece, è quello della misericordia, della tolleranza e dell'amore che abbraccia inequivocabilmente tutti i peccatori; non ci si aspetta nulla da loro in cambio se non avere "fede" nell'amore di Dio. 

Niente potrebbe essere più lontano dalla verità, ovviamente. Questa è l'eresia dell '"universalismo", la convinzione che tutti saranno salvati. Il Dio dell'intera Bibbia è Uno e lo stesso che "è amore".[1] Il fatto è che le prime parole predicate da Gesù furono "Pentirsi e credi alla buona notizia. "[2]

Nel suo nuovo libro, il dottor Ralph Martin spiega l'attuale crisi di verità nella Chiesa:

Se dovessi descrivere quanti dei nostri compagni cattolici vedono il mondo oggi, lo descriverei in questo modo: “Ampia e ampia è la via che conduce al paradiso, e quasi tutti stanno andando da quella parte; stretta è la porta che conduce all'inferno, difficile è il sentiero e pochi sono quelli che viaggiano in quel modo. " Questo ... è l'esatto opposto di ciò che Gesù stesso dice sulla situazione della razza umana come la vede. La situazione predefinita della razza umana è perduta, non salvata, e gli avvertimenti di Gesù al riguardo devono essere ricevuti con la massima attenzione. -Una chiesa in crisi: percorsi futuri, p. 67, Emmaus Road Publishing

Tra le tante vittime del politicamente corretto oggi ci sono i termini "giustizia", ​​"inferno" o "castigo". Per decenni, le case di ritiro cattoliche sono state il focolaio del New Age e dei programmi femministi radicali che hanno ricevuto un pass gratuito da molti nella gerarchia. Ma il vero problema sono laici o sacerdoti che affrontano la verità sul peccato, la dannazione eterna, la riparazione, le conseguenze, ecc. Sì, il cuore del Vangelo è davvero l'incredibile amore e misericordia di Dio ... ma anche quel brano della Parola termina con un avvertimento:

Perché Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo unico Figlio, affinché chiunque crede in lui non muoia, ma possa avere la vita eterna. Perché Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma affinché il mondo potesse essere salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non sarà condannato, ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. (John 3: 16-18)

Ma poi si ottiene veramente politicamente scorretto:

Chi crede nel Figlio ha la vita eterna, ma chi disobbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio rimane su di lui. (John 3: 36)

Condannato? Ira? Veramente? Sì davvero. Ma come sentiamo in quel Vangelo e nella prima lettura di oggi, Dio è arrivato al punto di dare la Sua stessa vita in modo che i peccatori non solo sarebbero stati salvati, ma anche guariti dagli effetti distruttivi del peccato. 

"Traggo davvero piacere dalla morte dei malvagi?" dice il Signore Dio. "Non mi rallegro piuttosto quando si allontana dalla sua via malvagia per poter vivere?" (Ezekiel 18: 23)

Oggi, il nostro mondo sta rapidamente cancellando i confini tra il bene e il male, il giusto e lo sbagliato, la verità e la menzogna; tra animali e uomo, tra maschio e femmina, tra vivere e morire. Quindi, i tempi a lungo predetti nella Sacra Scrittura sono ora su di noi quando la mano di Dio è costretta a purificare il mondo, secondo i veggenti di tutto il mondo. Nel 1975, riunito in Piazza San Pietro con Papa Paolo VI, il dottor Ralph Martin pronunciò una profezia, che è forse la migliore sintesi di Nostro Signore su ciò che è qui e in arrivo:

Perché ti amo, voglio mostrarti cosa sto facendo nel mondo oggi. Voglio prepararti per quello che verrà. Giorni di oscurità stanno arrivando nel mondo, giorni di tribolazione ... Gli edifici che sono ora in piedi non saranno in piedi. I supporti che sono lì per il Mio popolo ora non ci saranno. Voglio che siate preparati, popolo Mio, a conoscere solo Me, a restare attaccati a Me e ad avermi in un modo più profondo che mai. Ti condurrò nel deserto ... ti spoglierò di tutto ciò da cui dipendi ora, quindi dipendi solo da Me. Un tempo di oscurità sta arrivando nel mondo, ma un tempo di gloria sta arrivando per la Mia Chiesa, un tempo di gloria sta arrivando per il Mio popolo. Verserò su di voi tutti i doni del mio Spirito. Ti preparerò per il combattimento spirituale; Ti preparerò per un tempo di evangelizzazione che il mondo non ha mai visto…. E quando non hai nient'altro che Me, avrai tutto: terra, campi, case, fratelli e sorelle e amore, gioia e pace più che mai. Sii pronto, popolo mio, voglio prepararti ... —Pentecoste Monday, 1975, Rome, Italy

Una parola simile è arrivata a p. Michael Scanlan un anno dopo (vedi qui). Tuttavia, questi sono solo echi di ciò che Gesù disse alla Serva di Dio Luisa Piccarreta diversi decenni prima:

Figlia mia, la terra non è ancora purgata; i popoli sono ancora induriti. E poi, se il flagello cesserà, chi salverà i sacerdoti? Chi li convertirà? La veste che per molti di loro copre le loro vite è così deplorevole, che anche i laici sono disgustati ad avvicinarli ... In molti punti [sulla terra] diranno: "Qui c'era una città del genere, qui tali edifici". Alcuni punti scompariranno completamente. C'è poco tempo. L'uomo è arrivato al punto di costringermi a castigarlo. Voleva quasi sfidarmi, incitarmi, e io rimasi paziente, ma tutti i tempi vengono. Non volevano conoscermi attraverso l'amore e la misericordia, mi conosceranno attraverso la giustizia. —4 novembre 21st, 1915; Libro del cielo, Vol 11

Ma anche questo è amore, sebbene sia "amore duro". UN Grande agitazione della Chiesa e del mondo è necessario, non perché Dio debba sfogarsi come un tiranno esasperato, ma per salvare il maggior numero di anime. Quindi la giustizia è amore, la giustizia è anche misericordia.

Mentre i paesi continuano ad espandere le leggi sull'aborto, ridefinire la natura umana e sperimentare con il nostro stesso DNA ... sembra che, collettivamente, l'umanità non riconoscerà più Dio in nessun altro modo. Sono davvero i nostri modi che sono ingiusti.

 Mark Mallett

sabato 27 febbraio 2021

Quel “Diario della peste” parla di noi

 


di Aldo Maria Valli

In fuga, con i suoi figli, accusato di omicidio, abusi e altre nefandezze. Solo per aver pensato e scritto che il Nuovo Ordine Mondiale e il pensiero unico imposto dall’ideologia del politicamente corretto stanno imprigionando tutti, rendendoci schiavi della più feroce delle dittature: quella che si impone sotto forma di paternalismo, tanto che i prigionieri sono indotti a ringraziare e perfino ad amare i carcerieri.

Se nel 1999, quando fu scritto, Plague Journal poteva sembrare fortemente distopico, oggi fotografa una realtà sempre più evidente. E così la traduzione italiana del romanzo di Michael D. O’Brien, Il diario della peste, opportunamente proposta dalla casa editrice Fede & Cultura, più che una tragica profezia appare come una cronaca.

Qualcuno potrebbe obiettare: ma noi non abbiamo, non ancora, aerei ed elicotteri della polizia che pattugliano i cieli alla ricerca del “diversamente pensante”. Sì, ma non so se ricordate, durante il primo lockdown da coronavirus, l’elicottero della Guardia di finanza che inseguiva (e il tutto in diretta televisiva) un uomo sorpreso a correre, in totale solitudine, sulla spiaggia deserta. Ecco, l’immagine di quel solitario cittadino, inseguito e messo sotto tiro dalle telecamere perché “reo” di essere uscito di casa per una corsetta, sotto molti aspetti si sovrappone a quella del protagonista del romanzo di O’Brien. La differenza è che nel romanzo i velivoli da ricognizione sparano, ma sappiamo che anche le pallottole mediatiche possono fare molto male.

Protagonista del diario di O’Brien è un giornalista canadese che attraverso il suo modesto giornale di provincia conduce la sua coraggiosa battaglia contro il pensiero unico, e per questo motivo diventa un reprobo, un pericoloso provocatore da screditare ed eliminare. La sua “colpa”? Molto semplice: credere nella famiglia tradizionale, dire no ad aborto ed eutanasia, sostenere che la verità esiste, che non è vero che l’unica verità è il relativismo, distinguere tra bene e male in senso oggettivo e rifiutare di dire che è bene ciò che oggettivamente male e viceversa.

Nathaniel Delaney, il giornalista controcorrente, in questa sua battaglia avrà come alleata una famiglia di poveri profughi vietnamiti, che gli daranno rifugio nella loro improbabile casa-imbarcazione sulle rive di un lago ghiacciato. Famiglia cattolica, come cattolico è Delaney. Il che prefigura quella Chiesa delle catacombe di cui ogni tanto parliamo, immaginando quale potrebbe essere il destino di noi tutti cattolici non intenzionati a cedere alla dittatura globalista.

Quando i macchinari del giornale, The Eco, vengono distrutti in un attentato, e contro il direttore parte la campagna denigratoria, a Nathaniel (che gli amici vietnamiti chiamano Natano) non resta che la fuga tra le nevi della sua regione. Con lui, i due figli Tyler e Zöe e un figlio adolescente che la famiglia Thu, con estrema generosità, mette a disposizione dei fuggitivi.

Il romanzo di O’Brien fornisce una serie infinita di spunti di riflessione su quanto stiamo vivendo oggi. Commovente la fede della povera e religiosissima famiglia vietnamita, decisivo il ruolo dei nonni, presenze benefiche che assicurano il legame con la tradizione. Duro e disperato il confronto tra Nathaniel e il padre, uomo che si è totalmente arreso all’ideologia dominante e non solo non riesce a vederne i pericoli ma ritiene che tale ideologia abbia dato vita al miglior mondo possibile.

Il Canada raccontato da O’Brien è un paese di anime morte, la cui identità interiore è stata sovvertita. “Laggiù ti uccidono, ma qui ti uccidono il cuore. Siete già morti, siete un popolo morto” dice un profugo dall’ex Unione Sovietica. Parole che descrivono non solo la realtà immaginaria disegnata nel libro ma, ormai, anche la nostra realtà. E il fatto che siamo morti come si può verificare? Dall’assenza, dice O’Brien attraverso Nathaniel, di quattro elementi: arte, letteratura, preghiera e amore.

Non è un caso che l’aiuto, per i fuggitivi, oltre che dalla famiglia di cattolici vietnamiti arriverà da un nonno di sangue indiano e da un misterioso prete cattolico che ancora si veste da prete. Recidere le radici è ciò che la dittatura vuole fare perché soltanto così può imporre la propria realtà ideologica e sostituirla alla realtà effettuale, soltanto così può chiamare bene ciò che è male e male ciò che è bene.

Resi sordi e ciechi da una propaganda incessante spacciata come libera informazione, gli abitanti di questo Canada ricco ma privo di anima sono istruiti, perfino colti, ma sono stati spogliati della loro umanità. E chi osa dirlo è messo alla gogna, perché la dittatura soffice, che fa della tolleranza la sua bandiera, non può tollerare chi, con l’innocenza del bambino proclama apertis verbis che il re è nudo e anche cattivo.

Mentre si legge il romanzo viene in mente La democrazia in America di Tocqueville, con la descrizione di un apparato statale che tiene i cittadini in una condizione di perenne infanzia, così da evitare loro la fatica di pensare. Viene in mente anche il Discorso sulla servitù volontaria di Étienne de La Boétie, specie là dove il pensatore francese scrive: “È il popolo che si assoggetta, che si taglia la gola e potendo scegliere fra l’essere servo e l’essere libero, lascia la libertà e prende il giogo; che acconsente al suo male, o piuttosto lo persegue”. E non si può non pensare a Brave New World di Aldous Huxley, quel Mondo nuovo nel quale lo Stato totalitario non ha bisogno della forza dei manganelli, perché ha formato una popolazione di schiavi che amano la loro schiavitù.

Papà premuroso e amorevole, Nathaniel (che è stato lasciato dalla moglie, donna incapace di aprire gli occhi e di sopportare il peso di una vita da non allineati, perché “totalmente imbevuta di ogni percezione distorta che il nostro secolo sia stato in grado di produrre”) racconta ai suoi bambini fiabe sui draghi, spiegando che i draghi sono il male e non bisogna credere a chi dice che, in nome dell’inclusività, anche i draghi hanno i loro diritti. Il male esiste. Il male va riconosciuto e combattuto con coraggio. Perché esiste la verità.

Non diremo come finisce il romanzo. Diremo solo che Nathaniel, durante la fuga, porta nello zaino la croce celtica appartenuta al nonno di origini irlandesi. E chiudiamo con le parole che il misterioso prete cattolico rivolge al fuggitivo: “Non aver paura. Non sarai solo”.

Vi darò pastori secondo il mio cuore, che vi guideranno con scienza e intelligenza.

 


LIBRO DEL PROFETA GEREMIA

Ecco un’altra solenne promessa del Signore. Se essi si convertiranno, non saranno più pecore senza pastori, abbandonate a se stesse.

Vi darò pastori secondo il mio cuore, che vi guideranno con scienza e intelligenza. Ogni pastore è un dono di Dio. Questa volta sarà un dono speciale.

Non darà il Signore pastori e basta. Darà loro pastori secondo il suo cuore, che guideranno Israele con scienza e intelligenza. Saranno pastori saggi, sapienti.

Sarano pastori che lo guideranno nella Legge del Signore, nella sua alleanza, terranno lontano Israele da ogni idolatria. È questa la sapienza che occorre.

In questa promessa il Signore non pensa ad una conversione effimera del suo popolo, vuole invece stabilire con esso una relazione stabile e duratura.

Nessuna relazione stabile, duratura, permanente, efficace tra Dio e il suo popolo senza pastori che guidino il gregge con scienza e intelligenza.

Sono scienza e intelligenza dello Spirito Santo. Il Messia del Signore lo Spirito di Dio si posa nella pienezza di se stesso e dei suoi doni.

Senza veri pastori, sempre il popolo si abbandonerà all’idolatria, alla superstizione, all’adorazione di nullità, si consegnerà all’immoralità.

MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI

LA FIAMMA D’AMORE DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

 


DIARIO SPIRITUALE DI ELISABETTA SZANTÓ 1961-1981 


3 giugno 1962 

In quest'alba, appena terminata anche la seconda ora di veglia, il Redentore si è rivolto a me pregando: "Figliola mia, soffri con Me! Senti con Me le mie pene! Lenisci il mio dolore!" E davanti ai miei occhi spirituali ha messo una visione tale che credevo che il mio cuore scoppiasse. L'orribile visione non mi ha procurato solo dolore, ma per qualche minuto, anche un vero e proprio soffocamento. 

4 giugno 1962 

Si svolgeva l'adorazione delle quaranta ore. Fin dal pomeriggio mi sono recata al Santuario di Mariaremete per prepararmi all'adorazione notturna. 

La devozione della grande folla ha avuto buon effetto su di me; un'ora di permanenza lì e la mia anima ha trovato un po' di tregua dopo lo smarrimento della mattina. Gioivo nel mio intimo perché la folla, con devoto raccoglimento, adorava, ma il Signore Gesù ha detto: "Mi desta pietà il gruppo dei fedeli!" Infatti alla preghiera della mezzanotte eravamo circa duecento, due ore dopo la mezzanotte, continuava ancora la veglia al Santissimo; ma poco dopo il tempo è trascorso solo con la lotta contro il sonno. Intanto anch'io sono uscita all'aria aperta per scuotermi dalla sonnolenza. Ritornata, ho notato che erano sveglie soltanto poche persone ed io stessa non riuscivo a vincere il sonno che pesava su di me. Ho pregato il dolce Redentore di accettare la mia lotta come adorazione per Lui, anche per conto di coloro i quali avevano dimenticato di chiedere scusa. 

Il sorgere della “Linea del Partito” su Fatima

 


La Battaglia  Finale del Diavolo


Il Messaggio di Fatima contro la Linea del Partito

Ma la questione della consacrazione della Russia non sarebbe stata  liquidata così facilmente, perché fu ovvio a tutti che tra il 1984 ed il  2000 la Russia non aveva certo ricevuto la conversione religiosa che la  Vergine aveva promesso, come frutto di una corretta consacrazione al  Suo Cuore Immacolato. Anzi, al contrario, malgrado alcuni cambiamenti  in ambito politico, le condizioni morali, spirituali e materiali in cui versa  la Russia sono andate solo peggiorando fino ai giorni nostri (2009). Come dimostriamo senza ombra di dubbi nel Capitolo 16, la  Russia non si è convertita in nessun senso pertinente a quella parola:  né religiosamente, né moralmente, né politicamente e neanche  economicamente, né tantomeno nel senso inteso dalla Beata Vergine,  che prevede necessariamente la riunificazione dei fedeli Russi con  Roma, grazie alla loro totale adesione alla Fede Cattolica. La Russia dei  nostri giorni continua ad avere il più alto tasso pro capite di aborti al  mondo (solo la Cina supera la Russia nel numero degli aborti globali);  l’alcolismo e la pornografia infantile sono diffusissimi e la condotta omosessuale è stata “legalizzata.” L’appartenenza nominale di molti  Russi alla religione Ortodossa non ha alcun senso, perché pochissimi di  loro vanno a Messa; l’occultismo ed il satanismo sono sempre più diffusi  e non v’è certo una rinascita morale tra la popolazione nominalmente  Ortodossa; al contrario essa è in costante declino, alimentato tra l’altro  da una cultura popolare degenerata, che impazzisce per i “reality show”  dal contenuto sessualmente esplicito. La Chiesa Cattolica rimane una  piccola minoranza, che soffre di continue persecuzioni sotto forma  di forti restrizioni legali, orchestrate da Vladimir Putin, il quale ha  messo su e continua a controllare una dittatura neo-Stalinista dalla  sua poltrona in Cremlino, per mezzo della sua marionetta Medveded,  nominalmente presidente della nazione. La recente alleanza militare  con la Cina e lo sviluppo di nuove armi nucleari delineano una nazione  che si sta preparando per fare la guerra e per dominare la regione (e  forse anche il mondo) ma di certo non per cercare la pace. La recente  crisi economica mondiale ha smascherato inoltre la vera natura della  cosiddetta “esplosione capitalistica” in Russia: si tratta in realtà di pochi  oligarchi ricchissimi che dominano un’economia che rimane da Terzo  Mondo in tutti gli altri settori, nei suoi indici statistici e, in concreto, per  la maggioranza della popolazione.

È chiaro che, a 25 anni di distanza dalla consacrazione del 1984,  quella cerimonia non ha certo ottenuto ciò che aveva promesso  la Madonna di Fatima, perché la cerimonia non fu quella che era  stata richiesta. Ciò che aveva richiesto la Madonna, cioè la specifica  consacrazione della Russia per nome, affinché il mondo apprendesse  che la conversione miracolosa della Russia era stata ottenuta per  mezzo dell’intercessione del Suo Cuore Immacolato, era assolutamente  inaccettabile per i custodi dell’Adattamento Sergiano della Chiesa al  “mondo moderno”. Per questo motivo, dal loro punto di vista, bisognava  agire, e subito, nei confronti di Fatima. 

In particolare, bisognava intervenire contro un sacerdote Canadese  di nome Nicholas Gruner, il cui apostolato di Fatima era divenuto  una cassa di risonanza per milioni di fedeli Cattolici, convinti che la  Consacrazione della Russia fosse stata impedita dai piani di alcuni  funzionari del Vaticano. Semplicemente, Fatima ed il “sacerdote di  Fatima” dovevano essere fatti sparire, una volta per tutte. 

Questo processo ebbe avuto inizio nel 1988 quando, come ci  racconta Frère Frànçois: “Giunse un ordine dal Vaticano indirizzato  alle autorità di Fatima, a Suor Lucia, a vari ecclesiastici, tra cui Padre  Messias Coelho ed un sacerdote Francese [evidentemente Padre Pierre  Caillon] molto devoto alla Madonna; quest’ordine ingiungeva a tutti  di cessare di disturbare il Papa riguardo alla Consacrazione della  Russia”. Padre Caillon, assai devoto di Fatima, confermò l’esistenza di  quest’ordine: “Venne un ordine da Roma che obbligò tutti a pensare: ‘la  consacrazione è stata fatta. Il Papa ha fatto tutto quello che poteva, il Cielo si è degnato di accettare il suo gesto’”.234 Intorno a quel periodo  (’88-’89) molti Apostolati di Fatima, che avevano fino ad allora affermato  che la consacrazione della Russia non era stata compiuta, mutarono  radicalmente opinione e dichiararono che la consacrazione del 1984  aveva soddisfatto le richieste del Cielo. Sfortunatamente, anche  Padre Caillon cambiò presto opinione e cominciò ad affermare che la  consacrazione del 1984 aveva soddisfatto le richieste della Vergine.

Fu durante questo periodo che cominciarono a circolare alcune  lettere scritte al computer ed attribuite a Suor Lucia. Una di queste,  assolutamente senza credibilità, è quella datata 8 novembre 1989,  indirizzata ad un certo signor Noelker, che contiene l’affermazione,  apparentemente di “Suor Lucia”, secondo la quale Papa Paolo VI avrebbe  consacrato il mondo al Cuore Immacolato durante la sue breve visita  a Fatima, nel 1967 – una consacrazione che non è mai avvenuta, come  Suor Lucia sapeva benissimo, dato che fu testimone dell’intera visita.235 Emerse così una Linea del Partito sul Messaggio di Fatima. Ma  cosa intendiamo esattamente con “Linea del Partito”? Lenin disse  una volta che “La menzogna è sacra e l’inganno sarà la nostra arma  principale”. Non deve quindi stupire il fatto che la Pravda, quando era  ancora l’organo ufficiale del Partito Comunista Sovietico, pubblicasse  una quantità enorme di menzogne, malgrado la stessa parola Pravda significhi “verità”, in Russo. Un giornale il cui nome è “verità” pubblicava  continuamente menzogne, proprio a causa di quell’affermazione di  Lenin: “La menzogna è sacra e l’inganno sarà la nostra arma principale”. Ora, un bugiardo non riuscirà mai a convincere nessuno con le sue  bugie se porta chiaramente su di se la scritta “Bugiardo!”, perché neanche  un pazzo gli crederebbe mai. Per riuscire a convincere la gente che le  sue menzogne sono vere, il concetto stesso di verità deve essere ridefinito.  Ecco cosa intendeva Lenin con la sua frase “La menzogna è sacra ...” La  menzogna diventa “verità” e viene pedissequamente considerata come  tale. Come dicono le Sacre Scritture, nella maledizione contenuta nel  libro di Isaia: “Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene:  che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre”. [Isaia 5:20] Le  tenebre della menzogna vengono spacciate per la luce della verità, ed è  questo uno degli errori principali della Russia.

Poiché secondo Lenin “la menzogna è verità”, egli dovette  sviluppare una politica comune di “menzogne ufficiali” per tutti i suoi  seguaci e agenti. Con quella frase, Lenin insegnava loro che qualsiasi  bugia che porti il Comunismo un passo più in avanti verso il suo trionfo,  questa dovrà essere fatta propria dai suoi seguaci, perché possano  rimanere “saldi” nei loro “principi”. Ma questa politica non avrebbe potuto funzionare se l’agente Comunista #1 avesse detto una bugia  contraddetta da un’altra, pronunciata invece dall’agente Comunista  #2. Il Partito Comunista doveva quindi ideare una bugia comune sia  per l’agente #1 che per il #2. Questa menzogna comune ed ufficiale  divenne nota come “Linea del Partito.”

Questo trucco di trasformare la menzogna in “verità” non ha avuto  certo origine in Russia, o grazie ai Comunisti, bensì col demonio, che è il  padre delle menzogne. San Paolo parlò del diavolo che si traveste come  un angelo della luce. Si riferiva specificamente al Vangelo di Nostro  Signore Gesù Cristo: “Orbene se anche noi stessi od un angelo dal Cielo  vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato,  sia anatema!” [Gal. 1:8] È il diavolo, che appare con le sembianze di un  angelo della luce, che fa sembrare le menzogne verità e grazie ad esse  riesce ad ingannare. Qui ebbero origine gli errori “la menzogna è sacra”  e “la menzogna è verità”.

Padre Paul Kramer rivelò di una conversazione da lui avuta con  un Generale dell’esercito degli Stati Uniti, Daniel Graham: “Il Generale  Graham mi disse d’essere stato in Russia, un volta, con un ufficiale  sovietico, il quale gli aveva chiesto: ‘non volete la pace?’ Il generale  aveva risposto: ‘No! Perché so cosa intendete voi con “pace”. Io non  voglio quel genere di pace’. Mentre stavano conversando, passarono  davanti ad un immenso cartellone raffigurante soldati armati di fucile.  Sul cartellone c’era scritto: ‘Pobieda kommunista eta mir.’ ‘La vittoria  Comunista è la Pace’”. 

Secondo l’insegnamento Marxista, lo Stato Comunista deve portare  la guerra per fare la rivoluzione e usare ogni possibile mezzo di  inganno – e quindi una guerra totale – per soggiogare il mondo intero  al Comunismo. Una volta che la guerra totale è stata lanciata ed il  Comunismo dominerà il pianeta, allora si avvererà la “Pace” in versione  Comunista. Ma che cosa è la pace in realtà? Ecco una precisa definizione  datane da Sant’ Agostino: “La pace è la tranquillità dell’ordine”. Quale  definizione è più corretta? Non è questione di opinioni soggettive. San  Tommaso d’Aquino spiega che “ens et verum convertuntur”, un modo  scolastico per dire che la verità è convertibile con la realtà. Ovvero ciò  che è oggettivamente reale è, per questo stesso motivo, oggettivamente  vero. In altre parole, la verità è ciò che è, mentre la menzogna è ciò  che non è. Quello che non è non può essere vero. Pertanto, se qualcuno  dichiara che il bianco è nero, questa è una menzogna e rimane tale a  prescindere dall’autorità di chi l’afferma.

Tuttavia, secondo la dottrina Marxista, la verità è tutto ciò che  promuove la rivoluzione Comunista. E cosa promuove la rivoluzione  Comunista? Qualsiasi cosa venga decisa dalla Linea del Partito. Quel  che il Partito dichiara essere vero diventa esso stesso “verità”, anche se in  realtà è una menzogna. Così, se la Linea del Partito afferma che il nero è  bianco, questo è ciò in cui tutti i membri del partito dovranno credere,  semplicemente perche è stato deciso così dal Partito. 

Così come c’è stata una sorta di “Stalinizzazione” della Chiesa,  nel senso di un suo Adattamento al mondo, esiste anche una cosa  simile alla Linea del Partito Staliniana nei confronti di Fatima. Si  tratta di una versione di Fatima che viene imposta dall’alto, alla quale  tutti i membri della Chiesa dell’Adattamento post-conciliare devono  adeguarsi. In pratica, la Linea del Partito su Fatima si riduce a questo:  La “Consacrazione della Russia” è stata compiuta, l’argomento è chiuso  e non bisogna più parlarne; abbiamo già avuto la “pace” predetta  dalla Madonna di Fatima; la Russia si sta avviando quindi verso la  “conversione” promessa dalla Madonna; pertanto – finché lo afferma la  Linea del Partito – non rimane più niente del Messaggio di Fatima che  debba ancora compiersi, e Fatima appartiene ormai al passato.

Come vedremo, tutti i termini messi tra virgolette: “consacrazione  della Russia”, “pace” e “conversione”, sono stati ridefiniti per volere  della Linea del Partito su Fatima. Quando si parla delle apparizioni di  Fatima, oramai, ci viene chiesto di credere che il “bianco è nero”, in  senso figurato, perché è quello che vuole la Linea del Partito.

Padre Paul Kramer

Abbiate Fede, l'urto sarà tremendo, ma la " Vittoria " è già segnata!

 


Abbiate Fede, l'urto sarà tremendo, ma la " Vittoria " è già segnata!

La vittoria è e sarà di COLEI che è stata proclamata " Regina Mundi Universi " e " Regina di tutte le Vittorie ".

Credere - Sperare - Amare - Tacere - Accettare - Soffrire - Offrire - Pregare - Adorare ecco la nostra forza in COLUI e COLEI che furono, sono e saranno sempre " i più forti nel tempo e nell'eternità ".

MARCHIO DELLA BESTIA IN ARRIVO... COSA FARE?

 


IL SIGNORE GESÙ STESSO GUIDA: 

"Quando vedrete Gerusalemme assediata da eserciti, allora saprete che la sua rovina è vicina. Quelli che sono allora in Giudea fuggano sui monti; quelli che sono in città si ritirino, e quelli che sono nei campi non entrino in città. Perché questi sono giorni di punizione, affinché si compia tutto ciò che è scritto".  (Lc. 21:20-22) 


E noi, che per la Misericordia e la Grazia di DIO sappiamo già molto, vogliamo aspettare ancora - pagare per vedere - Gerusalemme assediata per agire? Allora, già SOTTO RISCHIO TOTALE, accetteremo finalmente l'indicazione del Cielo - per la sopravvivenza fisica delle nostre famiglie e degli altri cari - correndo il rischio imminente di compromettere la nostra anima? Come si può continuare nelle città senza essere stati scheggiati? ...Non potranno comprare o vendere... Il Libro dell'Apocalisse ce lo dice chiaramente!  

Tuttavia, il nemico di DIO e delle anime si procura sempre degli alleati per confondere e ritardare l'attuazione della volontà di DIO. Emergono tra gli atei, gli scettici, gli orgogliosi, gli spietati e gli ufficiali che, nella loro cecità spirituale provocata da Satana, anche così pensano di essere al servizio di DIO, ma in verità agiscono come tares in mezzo al grano, poiché seminano il dubbio nella Sua santa parola; e divisione, insicurezza e paura in mezzo ai Suoi figli fedeli. 

Quindi, coloro che contraddicono il santo Vangelo di nostro Signore GESU' CRISTO e le Sue autentiche Rivelazioni di oggi, NON DEVONO RICEVERE IL MINIMO CREDITO DA NESSUNO, perché questi sono veramente al servizio di Satana. Ora, se per una grande debolezza qualcuno decide di dargli credito che tutto questo non viene da DIO, almeno cerca di identificare nei dettagli l'indirizzo dove vivono - via, città, stato - in modo che quando i chip saranno impiantati avranno dove far pagare una soluzione per la sopravvivenza tua e dei tuoi parenti? I rischi che si corrono sono i seguenti: 

1 - Trovarli già scheggiati, e insistere che tu e la tua famiglia facciate lo stesso, perché queste profezie sono sciocchezze...  

2 - Non trovarli (i farisaici dottori della legge di oggi), perché sono già fuggiti molto prima che voi e la vostra famiglia arrivaste; e voi, con una mano davanti e l'altra dietro, vi troverete ancora alla porta... 

Tuttavia, ricordate sempre che DIO ha avvertito, esortato, insistito...  

Il rimorso e la disperazione saranno terribili per coloro che hanno contestato irresponsabilmente e per coloro che non hanno avuto abbastanza fede e discernimento per poter identificare la luce in mezzo alle attuali fitte tenebre... 

Poiché questi testi che divulghiamo sono una prova contro i trombettieri infedeli "possessori della verità" o gli orgogliosi "ciechi ufficiali" guidati da Satana, non ci lasceremo certamente governare da dissoluti servi dell'inferno, persecutori delle autentiche Rivelazioni che non vogliono vedere pubblicate.  Successivamente, trascriviamo le esortazioni di Nostro Signore Gesù Cristo, attraverso la voce interiore, al defunto sacerdote Ottavio Michelini, in Italia.  

Attestando ancora una volta l'immensa misericordia di DIO, negli anni '70, in Italia, nello stesso momento in cui la Madonna parlava, anche don Stefano Gobbi, Nostro Signore si rivolgeva a Padre Ottavio Michellini:  



E' L'AURORA

 28 ottobre 1976

Scrivi, figlio mio,

sono Io, Gesù, che ti voglio parlare. Ora sai con chiarezza le varie ragioni per cui ti ho condotto quassù, e ti dico che la Comunità di cui ti ho parlato, la voglio così:

1° - Dovrà essere aperta a tutti. Ho detto a tutti, purché coloro che chiederanno di farne parte, dimostrino senza equivoci, di avere una conoscenza completa delle finalità che la Comunità vuole raggiungere, delle basi su cui si fonda e dello spirito di cui deve essere permeata e compenetrata.

2° - La Comunità pur essendo UNA, e una dovendo restare, si articolerà in due rami.

Il primo ramo sarà composto da coloro che vorranno vivere insieme, formando una famiglia ordinata, esemplare, saranno un corpo solo - ed un'anima sola permeati dalla stessa fede, dallo stesso amore, dalle stesse finalità.

Predominerà Dio su ogni altra cosa, quindi predominerà la pietà che innalza l'anima a Dio e la unisce a Dio. Ciaschedun membro si dedicherà al lavoro a seconda delle sue attitudini e a seconda gli verrà chiesto da chi avrà la (p. 7) responsabilità di dirigere la Comunità - tutti per uno, uno per tutti. - Ognuno dovrà considerarsi al servizio diretto dei propri fratelli.

Il secondo ramo sarà composto invece da coloro che pur desiderando la vita in comune, situazioni particolari non permetteranno loro di realizzare questo desiderio. Però anche quelli del secondo ramo, che potremmo chiamare esterni, saranno condizionati in tutto e per tutto ai doveri da compiersi da quelli del primo ramo.

E' evidente che tutti i beni dovranno essere posti in comune.

L'amministrazione dei beni dovrà essere operata dal Consiglio Dirigente, per mezzo della persona delegata o economo, che farà parte del Consiglio.

Fine di questa Comunità sarà formare un vigoroso virgulto della Chiesa rigenerata, Chiesa di veri, sinceri, leali figli di Dio, che dovranno ridare a Dio il posto a Lui dovuto in quanto Alfa e Omega di tutto e di tutti.

I due massimi comandamenti dell'amore che racchiudono in sé tutta la legge e i profeti saranno l'anima della Comunità. Ciò che Dio ha dato era ed è perfetto, non occorrono quindi cose nuove; voglio, in questo spirito rigenerato, il mio Corpo Mistico, così martoriato dalla malvagità infernale ed umana, ora. (p. 8)

Realtà viva, palpitante dei due massimi comandamenti dell'Amore, saranno l'umiltà, l'obbedienza, la vita intesa come un servizio che dobbiamo a Dio e ai fratelli, sull'esempio mio, che non sono venuto a farmi servire, ma...

  

Voglio la Mia rivoluzione

Figlio mio, il mondo vuole la sua rivoluzione, la vuole e l'avrà; ma Io voglio la Mia, che è la negazione e la solenne condanna di quella del mondo. La rivoluzione che il mondo ha voluto e vuole è permeata di odio, di vendetta, di divisioni, di violenze, di delitti e di ogni altra scelleratezza.

La Mia sarà tutta permeata dall'amore e si snoderà nell'ordine, nella giustizia, nella pace e nel rispetto del diritto naturale delle genti.

Ma guai a coloro che non sapranno accogliere Colui che passa! Figlio mio, se gli uomini non vorranno capire e non vorranno riconoscere Colui che passa, allora figlio mio vedranno l'ira terribile di Dio.

Il cataclisma che si abbatterà sull'umanità sarà tale da cambiare la topografia della terra e l'umanità sarà ridimensionata e cesserà la torbida tirannia di Satana che, debellato dalla Madre Mia SS.ma, con le sue schiere rinchiuderò nel suo maledetto inferno.

Ti benedico figlio e ti dico: Beati coloro che crederanno. (p. 9)


CERCARE IL REGNO DI DIO


 1° novembre 1976

Figlio mio, riprendiamo il discorso sulla Comunità che Io voglio e ti ho detto come la voglio; essa deve essere aperta a tutti, a tutti quelli che avranno piena coscienza di ciò che chiedono, che dimostreranno di conoscerne i fini, la struttura, le basi sulle quali si fonda e lo spirito di cui deve essere permeata.

Figlio, voglio questa Comunità ancora più perfetta di quelle formate dai primi cristiani; sarà fondata sui due primi e fondamentali pilastri dell'Amore di Dio e del prossimo. Sarai guidato passo passo, dallo Spirito Santo e dalla Madre Mia SS.ma. Sarò Io, Gesù, a chiamare coloro che ne faranno parte. Non preoccuparti di nulla, poiché nulla vi mancherà del necessario.

Figlio mio, fa bene attenzione a quello che ti dico, ti ripeto: non preoccupatevi del come farete a vivere; Io Gesù so bene di quello di cui avete bisogno.

Una sola grande preoccupazione deve trovare posto nel vostro animo: " Cercare il Regno di Dio ". Quaerite primum Regnum Dei...

 

Sono pochi coloro che vedono

Figlio, pochi sono quelli che pregano e quei pochi generalmente non sanno che domandare, sempre e (p. 10) solo domandano; questo è indice dell'aridità che l'egoismo ha portato nelle anime.

Voglio che il mio Vangelo riviva nella sua potenza vivificatrice in tutta la Comunità; figlio, se sarete fedeli, integralmente fedeli alla Mia Parola, essa, da piccolo seme, diventerà albero gigantesco nella mia Chiesa rigenerata, fatta nuova.

Oggi l'umanità è immersa nel buio più intenso, non esclusa la mia Chiesa almeno in gran parte, sono pochi nella mia Chiesa coloro che vedono, coloro che non hanno rifiutato la luce. Oggi non si può capire ciò che Io sto preparando per la rigenerazione della mia Chiesa; ma le anime che Io da sempre ho prescelto capiranno, oh sì, esse capiranno.

Questo figlio mio, non dimenticarlo, è una indicazione precisa che ti eviterà pericolosi errori. Prega lo Spirito Santo e consigliati col tuo Direttore Spirituale. Figlio ti ricordo ancora una volta che tu sei un semplice strumento della mia Provvidenza.

Figlio ti benedico. Voglimi bene, prega e ripara. Il livello del male sta crescendo e l'umanità è sul baratro. (p. 11)

 

                                                              

ANELLO DI CONGIUNZIONE


  3 novembre 1976

Scrivi figlio.

Desidero che tu abbia idee chiare e precise sulla Comunità per la quale Io, Gesù, ti ho prescelto come strumento. Ti ho già detto su quali basi desidero costruita questa comunità; ti ho già parlato delle sue finalità.

La voglio come anello di congiunzione tra la Chiesa oggi straziata dai numerosi mali di cui è affetta, e la Chiesa rinata, rigenerata sotto l'influsso dello Spirito Santo e mediante l'azione vigorosa della Vergine SS.ma intesa a sconfiggere Satana e le sue schiere.

Figlio, ti ho detto ancora che non si tratta di cosa nuova, nel senso che voi date a questa parola, una cosa che inizia ad essere in un determinato momento del tempo, niente di tutto questo; ribadisco il concetto che ti ho già manifestato; si tratta di formare una comunità di persone che fermamente e decisamente vogliono riscoprire lo spirito genuino ed autentico del Mio Vangelo, i valori infiniti della mia Redenzione, la reale efficacia dei Sacramenti.

Tutto è stato sepolto sotto il formalismo, l'indifferenza religiosa, sepolto sotto un costume pagano di (p. 12) vita, sotto l'ateismo, sotto l'odio e l'avversione contro di Me e della Mia Chiesa.

Lo vedrai fra non molto fino a che punto arriverà l'uomo sotto l'influsso delle potenze dell'inferno.

 

Comunità vigile e saggia

Il Vesuvio eruttò sopra Ercolano e Pompei la sua lava incandescente e ne cancellò la vista e perfino la memoria; così Satana vomita da sempre il suo odio incandescente su questa povera umanità da trasfigurarla mostruosamente; ha ucciso l'amore nei cuori, spento la fede e la speranza negli animi; ha fatto ardere nella stessa Mia Chiesa le due concupiscenze e dello Spirito e della materia (carne); l'oscurità è calata sulla Mia Chiesa, uscita dal Mio Cuore squarciato.

Voglio, figlio mio, una Comunità di persone cementare tra loro da un amore così intenso che faccia di loro una cosa sola, un corpo solo, come Io col Padre e con lo Spirito Santo siamo tre in uno solo.

Voglio figlio mio, una Comunità di persone, di anime pienamente consapevoli della loro dignità Divina ed umana, decisamente risolute fino alla effusione del sangue, a difendere questa soprannaturale dignità a loro comunicata coi valori infiniti della Mia Redenzione.

Voglio, figlio mio, una comunità vigile e saggia, pronta in ogni momento alla estrema lotta contro il (p.13) Maligno e le sue folte schiere, per il trionfo della verità, della giustizia e della pace, frutti preziosi dell'Amore infinito di Dio.

Per questa sera basta. Ti benedico figlio, voglimi bene.

Offrimi te stesso cosi come sei, con quello che hai. Con te figlio, benedico coloro che saranno da Me Prescelti per l'attuazione del Mio piano d'Amore. (p. 14)

Cerco amore e non incontro che ingratitudine! Sono così rare le anime che Mi amano davvero!

 


COLUI CHE PARLA DAL FUOCO 


Il sabato 20 novembre, dopo la Comunione le apparve come un povero per mendicare il suo amore:  

«Molte piccole ferite Gli straziavano il Cuore», ella scrive.  

«Dimmi, Josefa, che cosa non faresti per consolarmi?... Condividi un istante l'amarezza del mio Cuore!». «Allora l'anima mia si trovò come smarrita. Era rimasto lì. Poi, a poco a poco, il Cuore Gli si accese e le ferite sparirono». «Ascolta - disse - Voglio che tu Mi dia delle anime! Perciò non ti chiedo altra cosa che amore in ogni tua azione. Fa' tutto per amore, soffri per amore, lavora per amore e soprattutto abbandonati all'Amore. Quando ti faccio sentire l'angoscia e la solitudine, accettale e soffri nell'amore. Voglio servirmi di te come del bastone su cui si appoggia una persona stanca... Voglio possederti, consumarti interamente, ma tutto con grande soavità, in modo che soffrendo un martirio di amore, tu desideri maggiormente soffrire».  

Queste visite infatti lasciano Josefa di fronte a sofferenze che talvolta la sgomentano, ma non ne stancano la generosità.  

«Da qualche giorno - scrive - ho l'anima immersa nel timore di Dio e sotto il peso della sua Giustizia... Mi sembra che non potrò mai uscire da questo abisso».  

Tuttavia Gesù la sostiene e la domenica 21 novembre durante la Messa ad un tratto le appare:  

«Vengo a riposarmi in te, poiché sono così poco amato! Cerco amore e non incontro che ingratitudine! Sono così rare le anime che Mi amano davvero!».  

«Gli chiesi se non riceveva qualche consolazione da questo noviziato. Poi per consolarlo Gli offersi l'amore della Madonna, dei santi, di tutte le anime fedeli ed anche il mio». «Sì, amami, Josefa, e non stancarti di ripetermelo!».  

Con tutto il cuore ella accetta il comando del Maestro nonostante l'interna oscurità.  

«Mi sforzavo - scrive il giorno seguente - di ripetergli con tutta l'anima: Ti amo Gesù mio!».  

«E anch'Io» mi rispose, improvvisamente durante la meditazione.  

«Mi apparve senza luce, e pareva un povero. Io stavo in silenzio, ma siccome mi guardava tristemente, osai parlargli e dirgli soprattutto il mio ardente desiderio di consolarlo».  

«- Sì, oggi devi consolarmi e, perché non ti dimentichi di Me neppure un istante, resterò al tuo fianco».  

«Alla fine della meditazione, siccome restava lì Gli ho detto: Signore, ora bisogna che vada a spazzare, ma sai bene che tutto quello che faccio è unicamente per amor tuo. Per due volte ancora, durante il mio lavoro, mi chiese se Lo amavo». 

«- Ripetimelo spesso, per supplire alla dimenticanza di tante anime!».  

Suor Josefa Menéndez

PIANIFICAZIONE FAMILIARE NATURALE, L'ATTO SESSUALE CONIUGALE E LA PROCREAZIONE

 


PARTE 1. PIANIFICAZIONE FAMILIARE NATURALE, L'ATTO SESSUALE CONIUGALE E LA PROCREAZIONE

La terza ragione per cui i coniugi devono sempre desiderare di generare figli prima di compiere l'atto coniugale (affinché l'atto coniugale sia senza alcun peccato) è che tutti gli atti sessuali (anche quelli coniugali, naturali, leciti e procreativi) sono vergognosi, ed è per questo che gli uomini non compiono mai alcun atto sessuale davanti ad altre persone. "Ora gli uomini si vergognano soprattutto degli atti venerei, come osserva Agostino (De Civ. Dei xiv, 18), tanto che anche l'atto coniugale, che è adornato dall'onestà del matrimonio, non è privo di vergogna... Ora l'uomo si vergogna non solo di questa unione sessuale ma anche di tutti i segni che ne derivano, come osserva il Filosofo (Rhet. Ii, 6)."  (San Tommaso d'Aquino, Summa Theologica, Seconda Parte della Seconda Parte, Q. 151, Art 4)

E così, quando le persone compiono tali atti intrinsecamente vergognosi non governati dalla volontà di procreare figli, ma piuttosto per motivi lussuriosi ed egoistici, stanno peccando contro la Legge Naturale impressa nei loro cuori poiché "l'atto coniugale è destinato principalmente dalla natura a generare figli" (Papa Pio XI, Casti Connubii) e poiché "l'atto del matrimonio esercitato solo per piacere" è condannato come peccato (Papa Innocenzo XI). Poiché l'atto coniugale è vergognoso per sua natura, deve essere scusato da un motivo assolutamente necessario - e questo scopo è la procreazione dei figli.

Alcune persone potrebbero obiettare che ci sono molti altri eventi che sono vergognosi e che non sono ancora intrinsecamente peccaminosi, come sporcarsi i pantaloni o essere costretti a mostrarsi nudi ad altre persone contro la propria volontà. Questa obiezione, tuttavia, non nota l'ovvia differenza tra 1) persone che commettono atti di lussuria con un desiderio o una brama; e 2) eventi che sono vergognosi ma che non sono desiderati o bramati da una persona in modo sensuale.

Gli atti di lussuria sono atti compiuti per il piacere e sono compiuti con la volontà e lo scopo di soddisfare un desiderio sensuale, mentre gli eventi o gli atti di sporcarsi i pantaloni o di essere costretti a mostrarsi nudi ad altre persone non è un desiderio o una lussuria che viene ricercata. Quindi, queste persone non desiderano che questi eventi accadano. Se quelle persone che hanno sopportato gli eventi di sporcarsi i vestiti o di mostrarsi nudi contro la loro volontà desiderassero o bramassero sensualmente che questi eventi vergognosi accadessero nello stesso modo in cui un uomo o una donna bramano e desiderano che gli atti sessuali o gli atti di lussuria accadano, essi sarebbero davvero dichiarati i più disgustosi pervertiti. Chi se non un completo e satanico pervertito desidererebbe o bramerebbe sensualmente di sporcarsi i pantaloni o di essere esibito nudo? Di conseguenza, non è un semplice atto o evento vergognoso che è peccaminoso, ma l'atto vergognoso che viene eseguito con l'intenzione di piacere sensualmente a se stessi - che è peccaminoso. 

Perché Sant'Agostino dice (Soliloq. i, 10): "Ritengo che nulla abbatta così tanto la mente virile dalla sua altezza come l'accarezzare una donna e quei contatti corporei". (San Tommaso d'Aquino, Summa Theologica, Seconda Parte della Seconda Parte, Q. 153, Art. 2) San Metodio insegnava che l'atto coniugale era "sconveniente", e Sant'Ambrogio era d'accordo con la Sacra Bibbia che esso causa una "profanazione" (Levitico 15:16). Sant'Agostino era d'accordo con la Sacra Bibbia che "È bene che l'uomo non tocchi la donna" (1 Corinzi 7:1) e che il piacere sessuale, la lussuria o la concupiscenza sia per le persone sposate che per quelle non sposate non sono qualcosa di "buono" o "lodevole" ma sono veramente il "male della concupiscenza" e la "malattia della concupiscenza" che è sorta come risultato malvagio del peccato originale di Adamo ed Eva.

Questo è anche il motivo per cui la Sacra Bibbia esorta le persone a rimanere non sposate e in una vita di castità, poiché l'uomo sposato "è sollecito delle cose del mondo, come può piacere a sua moglie; ed è diviso" (1 Corinzi 7:33). Il piacere sessuale è molto simile all'effetto di una droga forte, e le droghe, come tutti sappiamo, sono molto facili da diventare dipendenti abusandone o eccedendo nel loro consumo. Più forte è una droga, più viene ostacolata anche la nostra vita spirituale, ed è per questo che la vita angelica di castità sarà sempre spiritualmente più fruttuosa della vita matrimoniale secondo la Bibbia e la Santa Parola di Dio. E così, è chiaro che la Sacra Scrittura insegna infallibilmente che il matrimonio e la vita coniugale sono un impedimento alla vita spirituale, mentre la vita casta e pura "vi dà il potere di frequentare il Signore, senza impedimenti." (1 Corinzi 7:35)

Qualcuno potrebbe dire che è il membro sessuale che è vergognoso o malvagio da esporre agli altri, e non la concupiscenza o la lussuria sessuale. Ma questo argomento è falso e facilmente confutabile poiché nessuno che non sia un completo pervertito farebbe sesso davanti ad altre persone anche se tutto il suo corpo fosse coperto da lenzuola o coperte. Questo ci dimostra che è il piacere sessuale o la concupiscenza stessa ad essere vergognosa e malvagia, e non solo l'esibizione dell'organo sessuale. Perché "l'uomo si vergogna non solo di questa unione sessuale ma anche di tutti i suoi segni" (San Tommaso d'Aquino) e questo ci dimostra che non solo il desiderio sensuale è vergognoso, ma anche l'atto sessuale stesso e "anche di tutti i suoi segni".

San Girolamo: "Così deve essere male toccare una donna. Se l'indulgenza è tuttavia concessa all'atto coniugale, questo è solo per evitare qualcosa di peggio. Ma quale valore si può riconoscere a un bene che è permesso solo per evitare qualcosa di peggio?". Il piacere sessuale è sempre un piacere malvagio da provare di per sé, poiché è un piacere vergognoso e inebriante che è molto simile al piacere malvagio che le persone provano quando abusano di alcol o droghe, ed è per questo che è sempre un piacere malvagio da provare anche per le coppie sposate, anche se i coniugi sposati non peccano durante i loro normali, naturali e procreativi atti coniugali, poiché "coloro che usano l'appetito sessuale vergognoso in modo lecito stanno facendo buon uso del male." (Sant'Agostino, Scritti antipelagiani) Sant'Agostino nel suo libro Sul matrimonio e la concupiscenza, spiega questo male così: "Perciò il diavolo ritiene colpevoli gli infanti [attraverso il peccato originale] che sono nati non del bene per cui il matrimonio è buono, ma del male della concupiscenza [lussuria], di cui, in effetti, il matrimonio si serve bene, ma di cui anche il matrimonio ha occasione di provare vergogna." (Libro 1, capitolo 27)

Il riferimento di Sant'Agostino all'uso lecito del "vergognoso appetito sessuale" significa che ai coniugi è permesso impegnarsi in rapporti sessuali coniugali solo finché essi compiono l'atto per concepire un figlio. I coniugi che compiono l'atto coniugale senza giustificarlo con il motivo o lo scopo della procreazione stanno quindi "facendo un cattivo uso del male" secondo Sant'Agostino. "Non dico che l'attività in cui le persone sposate si impegnano allo scopo di generare figli sia malvagia. Anzi, affermo che è buona, perché fa un buon uso del male della lussuria, e attraverso questo buon uso si generano gli esseri umani, opera buona di Dio. Ma l'azione non si compie senza il male [cioè la lussuria inebriante e vergognosa], ed è per questo che i figli devono essere rigenerati per essere liberati dal male." (Sant'Agostino, Contro Giuliano, 3.7.15) È quindi ovvio che la causa della vergogna che è insita nell'atto sessuale, come abbiamo visto, è "il male dell'appetito sessuale." (Sant'Agostino, Scritti antipelagiani)

DELL'ULTIMA PERSECUZIONE DELLA CHIESA E DELLA FINE DEL MONDO

 


***

Era già ritornato il Popolo dalla schiavitù di Babilonia, aveva rialzato il suo Tempio, ricostruita l'abbattuta città, riordinato il sacerdozio, ristaurato il regno, ripristinato il sinedrio, rioccupate le terre perdute: ogni cosa si componeva in pace. I popoli vicini erano divenuti amici: e Alessandro il Magno, re della Grecia, era ito a Gerusalemme a consultare i libri santi, a venerare il sommo sacerdote, a fare grandi donativi al tempio, il che fecero di poi, e Seleuco splendido e religioso re d' Asia (3), e Tolomeo d'Egitto (4). Il sommo e santo Sacerdote Onia era l'oracolo dei principi stranieri e il padre del suo popolo (5). Ma di questi giorni escirono dal seno del popolo, uomini iniqui, i quali incominciarono a far tumulti, a lagnarsi del regime austero di Onia, a suscitare delle novità, a predicare che si dismettesse una volta quella intolleranza degli ebrei co gentili, la rustichezza antica, in una parola erano predicatori di progresso, di civiltà, di tollerantismo, di fusione, e di tutto ciò che è andata per due secoli ormai predicando fra noi la setta (6). La plebe sempre facile a lasciarsi corrompere e tradurre in inganno, accolse queste parole come calate dal cielo, e questi seduttori ebbe in conto di padri e di salvatori, e si diede a corpo perduto a seguirli. Sicuri questi settari del loro intento, mandarono i rappresentanti del popolo al re per ajuto, e così ottennero il loro scopo. Allora, a dispetto delle sante leggi, s'introdussero i codici gentileschi, si aprirono scuole in Gerusalemme a modo delle genti, si disfecero della circoncisione, abbandonarono Dio e l'antico patto; e si fecero schiavi degli stranieri per ogni malfare (1). Il santo Onia si oppose a queste novità con fermezza sacerdotale; ma ecco che un certo Simone l'andò ad accusare al re, e fatto capo setta, incominciò a raccogliere de sicari e degli assassini, i quali scorrendo per la città, trucidarono con gli stiliqnanti erano zelanti dell'antica legge (2). Uscì ancora un fratello del medesimo Onia e si fece capo della setta, ambendo la suprema potestà regia pontificale. Da qui l'origine di tutti quei mali che non furono finiti se non con la distruzione della città e del regno, e con la dispersione del popolo. Perchè dunque due sette erano nel popolo, la civile e religiosa, o meglio due scismi e una totale apostasia? Tenga ferme illeggitore nella mente queste cose, perchè sono di sommo interesse. - Correva allora il secolo XXXIX del mondo, XIX della religione ebraica (3). Giasone, tale era il nome di quest'empio, ottenne dal re il principato, dispogliandone il fratello. Costui introdusse in Gerusalemme tutti i costumi del paganesimo, profanò il tempio, lo dispogliò delle richezze, cacciò in esilio il sommo Sacerdote Onia, pose la città a tumulto, ogni cosa in ruina (4). Ma l'empio ebbe la fine che si meritava. Menelao comprò anch'egli il sommo Sacerdozio dal re, ed esigliò il Competitore. Egli però non si potè tener fermo, chè il fratel suo Lisimaco lo sbalzò dal trono. Così avvenne lo scisma fatale nel pontificato ebraico: tre usurpatori, e il legittimo in esilio. L'empio Menelao, comprendendo che, finchè fosse vivo Onia, era impossibile ricuperare il Pontificato, lo fece trucidare. Lisimaco cadde pure in una spedizione: Menelao riacquistò allora il trono, ma Giasone lo sbalzò di nuovo (5).

Il sacerdozio minore non era men guasto e corrotto; e non poteva essere altrimenti dietro questi scandali. Egli si era lasciato sedurre dagli amatori delle novità e del progresso. Abbandonato ogni ritegno e pudore, mentre doveva opporsi a questi guasti di religione e di leggi, a questi empi settatori; si gettava nelle loro file, li capitanava, e dismesso ogni culto di vino, allontanatosi dal santuario, s'immischiava nella politica e nella corruzione; frequentava le moderne scuole, i teatri, la scherma, e gli altri pubblici spettacoli, e fino quei turpi balli, ora chiamati angelici! Amante delle greche glorie, disprezzava gli antichi fasti religiosi e patrii, studiava di piacere a coloro i quali erano i mortali nemici del sacerdozio ; e giunse a tanta viltà di prestarsi ai sacrifizi degli idoli (1). Diviso poi questo sacerdozio tra le sette che pullulavano a quei giorni nell'ebraismo, abbandonava l'antica purezza della fede mosaica. Quindi i Farisei, uomini politici e ambiziosi, ad una falsa esterna pietà accoppiavano una vita immonda e scellerata, come li accusò e riprese Cristo più volte, dicendoli perfino figli del Diavolo, uomini ipocriti, finti, superbi, avari, crudeli (2). Erano i veri giansenisti di quella religione: tutti rigore per gli altri, tutti sfrenatezza e licenza per loro; nemici d'ogni autorità, d'ogni legge, e solo amanti di libertà, d' indipendenza, di dominio. Quindi i Saducei, nemici ed opposti a quelli, ma avversi tutti alla fede mosaica. Perocchè costoro non ammettevano l'immortalità dell' anima, ne' la risurrezione de morti, ne l'esistenza degli angeli e degli spiriti, ne' l' autorità della tradizione. Erano veri epicurei e materialisti (3). Pochi sacerdoti si tennero fedeli, e questi fondarono la setta degli Esseni, che meglio si dovrebbe dire ordine religioso eremitico; perocchè lontani dall'umano consorzio, fuggendo i tumulti delle città, abitavano le selve, vivevano vita povera e comune, osservavano la castità, si occupavano nel lavoro, nella preghiera, nella contemplazione (1). – Se a tale era ridotto il sacerdozio; immagini, chi ha fior di senno, cosa fosse la plebe. Una corruzione eguale nel popolo ebreo non si era veduta mai più. Non v'era più traccia di religione, non leggi, non pudore, non giustizia, non carità. Si sacrificava agli idoli, si prostituivano le fanciulle e le spose, si rapivano le altrui sostanze, si perseguitavano gli uni con gli altri, si lordavano le mani nel sangue. Era una vera miseria, un orrore vedere il decadimento, la corruzione di questo popolo santo e prescelto da Dio a figurare il cristianesimo. E degna di osservazione, per quello che saremo in seguito per dedurne, una cosa che ci raccontano le storie ebraiche, succeduta in quest epoca; la quale appena sarebbe creduta, se non vi fossero così autentiche testimonianze. Due Nazioni limitrofe erano le nemiche giurate del Popolo Ebreo, l'Egitto e la Grecia. Quanto non ebbe a soffrire questo Popolo da queste Nazioni! Guerre, schiavitù, tradimenti, ed oppressioni d' ogni forma: eppure queste erano le amate, queste le ammirate, queste le desiderate e servite, singolarmente dai ribelli e dagli empi dell'ebraismo. V'era un altra Nazione, la quale, comunque lontana in origine, si era avvicinata per le sue grandi conquiste; questa Nazione, forte e terribile ma religiosa e nobile, nulla aveva mai fatto di male agli Ebrei, ma anzi solo del bene. I sommi sacerdoti avevano stretta con lei alleanza, ed era stabilito che si presterebbe in ogni incontro; ma pure non v'era nazione di lei più odiata ed esecrata da questo sciagurato popolo, ma in modo particolare da coloro, che null'altro avevano in bocca, che l'amor della Patria, che le glorie patrie, che la patria indipendenza ! Ma questi gridatori poi di libertà e d'indipendenza, mentre odiavano i Romani, si davano schiavi ai Greci, e ad una schiavitù così vile, così schifosa che fa rece re all'udirla. E non solo si davano essi per ischiavi, ma volevano che tutto il Popolo facesse il somigliante. Questa schiavitù giunse ad un punto che fece abbandonare la scuola di Mosè e delle Scritture, per istituire una università alla greca, per lo studio del filosofi greci. Si dismise l'antichissima lingua ebraica, e per fino le donne volevano parlare il greco ! Anzi di più, si abbandonò la bella semplicità del vestire ebraico, come era comandato da Dio, e si volle vestire alla greca le donne erano divenute pazze per le mode greche. A dir breve, nulla v' era più di bello, nulla più di buono, se non quello che veniva di Grecia, o portava il greco nome. Si sarebbe detto che Palestina era divenuta una Colonia greca, tanta era la smania d'imitarla in tutto, di prostituirsi a suoi piaceri ed a suoi capricci! E bene di far tesoro di questa notizia storica, perchè agli Ebrei tutto accadeva in figura, e perchè nella loro istoria è scritta la nostra (1). - Questi spasimati d'indipendenza non potendo compire i loro perversi disegni di distruggere affatto la patria, la religione ed il sacerdozio; disegni velati dalle belle parole di progresso e di libertà nazionale; non ebbero vergogna di andare per aiuto ad un re straniero e gentile, come era Antioco: ( sono pur sempre gli stessi; sempre in contradizione i settari!) Vittorioso del re d'Egitto, Epifane, si volse a sfogar l' ira sua sul popolo ebreo. Si mise egli alla testa di tutti i settari, corse la Palestina col ferro e col fuoco alla mano, non lasciando dietro di sè che stragi, incendi, e ruine. Si accostò a Gerusalemme, e l' ebbe senza colpo ferire, perocchè i settari di dentro gli aprirono le porte. Ordinò a soldati di rapire, di trucidare i cittadini senza pietà e senza misericordia. Quei non avevano bisogno di tal comando. Come fiere rabbiose, come tigri assetate di sangue, si diedero a scorrere questa popolosa e ricca città, e penetrare nelle case. Per tre giorni continui durò la strage, e il saccheggio. Non si perdonò a sesso, ad età, a condizione: vecchi cadenti, giovani e fanciulli lattanti, matrone e tenere verginelle, volgo e nobiltà, principi e sacerdoti furono messi a fascio. I morti furono ottanta. mila, i prigionieri quaranta mila, ed altrettanti i venduti in turpe schiavitù; solo avventurati nella loro miseria per essersi loro risparmiato di vedere la profanazione del Tempio, la desolazione della città, la persecuzione del popolo. Imperocchè dopo la strage, per opera dell'intruso Pontefice, il re entrò il venerato tempio, lo dispogliò d'ogni richezza, spezzò i santi vasi, stracciò i sacri veli, e lo profanò con sacrileghi sacrifizi. Nè a tanto fu sazio il diabolico suo furore, chè, dovendo partire, lasciò in sua vece Filippo, il quale per due anni appagò ad esuberanza l'empie brame del suo signore. Ma quantunque barbaro questi fosse ed estremamente crudele, parve al re troppo mite ed indulgente, e perciò gli surrogò quel demonio che fu Apollonio. Questi in un giorno di sabato fece trucidare tanti ebrei inermi, quanti ne poterono uccidere i suoi soldati, e incatenare vergini, vedove , fanciulli, e tradurli in ischiavitù. Spogliò di poi la città e vi appiccò il fuoco, e distrusse le mura fino dalle fondamenta. Il Santuario profanato restò in abbandono, come un tugurio nel deserto: le feste solenni si cangiarono in giorni nefasti e di lutto, e i sabbati in obbrobrio (1). Anche questo era stato predetto (2). Fin qui però la persecuzione era solo esterna, e molti ebrei, i più timorati, eransi rifugiati nelle caverne e nelle spelonche, ove liberamente osservavano la loro religione e la loro legge. Ma Antioco anche a questo pensò. Comandò nel terzo anno della persecuzione, che tutti i sudditi suoi professar dovessero una sola religione, cioè la greca, e mandò i suoi uffiziali, per fare eseguire i barbari decreti. Gli idolatri, i samaritani, ed eziandio molti discoli ebrei vi si acconciarono, ma i più buoni vi si rifiutarono apertamente. Da qui il principio delle violenze e delle carneficine le più crudeli. Si perseguirono ovunque i fedeli, si stivarono nelle carceri, si adoprarono lusinghe e minaccie a corromperli. Molti furono gli apostati, ma quelli che restarono fedeli furono tormentati e trucidati nei modi i più barbari e crudeli, facendo lor bere a sorso a sorso la morte. Quà si appiccava il fuoco alle caverne e alle tane, ove erano rinchiusi; là si precipitavano capovolti dalle alte mura, le madri co' loro pargoletti legati al seno erano spente per il solo delitto d'averli circoncisi. Altrove si recidevano le dita e la lingua; altre misere vittime si scorticavano vive, e su le carni si versavano carboni ardenti, o s' immergevano nelle caldaje bollenti. Una madre vide così perire sette suoi figliuoli, prima di andare essa stessa alla morte. Niun riguardo si aveva anche qui a sesso, ad età e condizione; ma chiunque si professava ebreo, per questo solo delitto era trucidato. Questa terribilissima delle persecuzioni durò appunto tre anni e mezzo, come aveva profetizzato Daniele (1). Non è poi a dire dello scempio delle cose sacre, nel quale si distinsero molto bene i discoli ebrei. Il Tempio fu interamente profanato e consacrato a Giove Olimpico, vi si celebrarono tutte le orgie gentilesche co' baccanali di Venere e Bacco! le feste vennero abolite, i libri della legge consunti dalle fiamme, tolta la circoncisione, e cancellata ogni pratica religiosa. Il solo dirsi ebreo era delitto di morte. Era dunque una vera miseria, chiude il sacro Testo. Ma Daniele aveva promesso, nell'afflizione estrema un breve soccorso: venne. Matatia non seppe reggere a tanto scempio. Radunò i suoi figli, gli esortò con forti parole a combattere per la legge e per la religione, ne andasse ancora la vita, e con eroico animo pel primo trucidò un apostata ebreo che sacrificava agl'idoli, distrusse altari gentileschi, uccise i sacerdoti, e si ritirò dalla città per far raccolta di gente. I figli di questo Eroe, eroi anch'essi, si strinsero con patto di combattere le guerre del Signore fino al l'ultima stilla di sangue; detto, fatto: si misero all'opera; alla testa di pochi zelanti mossero alla Capitale, ne scacciarono gli stranieri e i falsi fratelli, . riconsacrarono il Tempio, rimisero in vigore l'antica religione, ristabilirono il Sacerdozio e il principato; tolsero i disordini introdotti, sradicarono le cattive costumanze, fecero rivivere l'antico valore e l' avita virtù, ricomposero in pace le cose, restaurarono le ruine della santa città, contrassero onorevoli alleanze cogli Spartani e co Romani, fecero insomma risorgere e rivivere l'oppressa e quasi estinta nazione. Ciò fecero per prodigi di eroico valore in mille battaglie, fra rischi e pericoli, fra insidie e tradimenti. Il cielo benedisse a quei prodi, ed operò talvolta prodigi e miracoli (1).

 - Fin quì la storia sacra de Macabei, la quale racconta i fatti di questo popolo fino all'anno MDCCCLX circa della religione ebraica, e cento quaranta innanzi la nascita di Cristo. Il seguito di questa storia l'abbiamo dal libro IV. de Macabei, e da Giuseppe. Questa non ci racconta altro che continue ribellioni intestine, guerre esterne, schiavitù, oppressioni d'ogni maniera. Ne tesseremo un brevissimo sunto, per averne il quadro completo.

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