sabato 26 settembre 2020

UN DONO per i consacrati al mio Cuore Immacolato

 


Suor Chiara Scarabelli nata il 29 marzo 1912


TERZA APPARIZIONE


"Piccola mia, coraggio, non temere!" 

21 Novembre 1952, festa della Presentazione di Maria ss. al Tempio. 

Mi trovavo in adorazione davanti al Santissimo. Una grande sofferenza mi tormentava: non ero capace di allontanare dalla mia mente la figura di quel giovane che diceva di essere l'angelo del Signore. Erano le due o le tre del pomeriggio e tutte le sorelle si erano ritirate in cella o per il riposo o per lo studio. Sentivo un senso di tristezza e non ero capace di pregare. Solo nel cuore dicevo:  

"Mamma, Mamma, dove sei? Abbi pietà di questa tua piccola bambina sola, sola, abbandonata da tutti".  

Avevo voglia di piangere per paura di essere stata un'illusa e di avere ingannato tutti, e temevo che, per questi motivi, Gesù e Mamma mi avessero abbandonata.  

Ero inginocchiata con gli occhi bassi. Dopo breve tempo mi sentii chiamare:  

- Piccola, piccola mia!  

Compresi che era la voce della Mamma. Provai un sussulto di gioia, alzai gli occhi, la vidi davanti a me sui gradini dell'altare, tutta circondata di luce, vestita come le altre due volte, però in aggiunta aveva attorno al capo una corona di dodici stelle, che emanavano una luce che non so descrivere. Scese i gradini dell'altare, si avvicinò al banco dove ero inginocchiata, posò la sua mano destra sulla testa dicendomi con tanta dolcezza e tenerezza:  

- Piccola mia, coraggio non temere!  

Con un nodo alla gola risposi:  

- Mamma, ti ho tradito! Te lo avevo detto che nessuno mi avrebbe creduto: ho rovinato l'opera tua, perdonami, abbi pietà di me! Tu sai tutto! Mi hai perdonato, Mamma?  

Mi fece una carezza dicendomi:  

- Piccola mia, non temere, ti parlo per tuo conforto. Ascoltami: sappi che questa tua sofferenza ha dato tanta gloria a Dio e al mio Cuore Immacolato ed ha salvato più anime che se fossi riuscita a fare quello che ti avevo chiesto. Sta’ serena, non è colpa tua, ma della rabbia di Satana che si è servito delle creature per ostacolare l'opera mia. Però ti assicuro che il mio Cuore trionferà. Tieni segreto tutto quello che riguarda la medaglia! Dovrai soffrire ancora, però verrà un tempo in cui il Signore susciterà colui che sarà lo strumento per eseguire quello che avevo chiesto, secondo le promesse che ti ho fatto, per il bene di tante anime. Mi credi, piccola mia?  

- Sì Mamma! Tu puoi tutto! Ma vedi, se tu avessi scelto uno strumento più adatto, tutti avrebbero creduto e si sarebbe realizzato...  

La Mamma celeste ribadì: 

- Non dire questo, ho scelto proprio te, che sei un nulla, perché tutti comprendano che ciò che avviene é solo opera mia. Anzi ti dico che se avessi trovato una persona più piccola, più povera di te, l'avrei preferita, perché la gloria sarebbe tutta di Dio e del mio Cuore e per lei, solo l'umiliazione e il disprezzo!  

- Grazie, Mamma. Ma dimmi, dov'eri tu quando soffrivo tanto, ti chiamavo e non mi rispondevi?  

- Oh, piccola mia, chi ti ha dato la forza di sopportare in silenzio tutto quello che è avvenuto? Eravamo io e Gesù. Io ti ho sempre tenuta nel mio cuore, dove c'è Gesù e sempre sarò con te. Coraggio, non temere, sono la tua Mamma. Sei troppo piccola, da sola non sei capace di nulla: lascia fare a Me e a Gesù. La tua missione è: preghiera e sacrificio. Non temere, ama la sofferenza e Gesù ti darà tutte le anime. Non stancarti, continua per questa via. Io sono con te, ti saluto, ti benedico".  

Mi mise una mano sulla testa sorridendo, si sollevò da terra e sparì nella luce lasciando una scia dietro di Lei.  

Le lascio immaginare, caro Padre, quello che successe nel mio cuore! Vi era un desiderio di nascondimento, di sofferenza, di vivere solo per amare Gesù e la Mamma e farli amare da tutti i fratelli.  

a cura di Mons. Luigi Molinari 

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