domenica 15 dicembre 2019

FRATELLO ESORCISTA



 Tobia stanco di pregare e di soffrire  

Nei successivi incontri con Tobia ho potuto e dovuto dialogare sempre con il demonio, ribadendo alcuni discorsi precedenti, pur facendo solo le preghiere di liberazione. Il demonio è tornato più volte a chiedermi di andare con lui. La mia risposta è stata: “Se tu divieni un angelo e ami la Madonna”.  
Alla mia proposta sghignazza, la ritiene impossibile: perché lui non accetterà mai di ritornare ad obbedire a Dio. Aggiunge:  
“Allora vengo io a casa tua”. “La troverai chiusa”.  
“Ma io vengo lo stesso a disturbarti”. “Di notte semino nel cuore degli uomini il male, le tentazioni per il mattino quando si svegliano”. 
I miei dialoghi con il demonio continuano anche con altre preghiere di liberazione che suppliscono alle preghiere, invocativa e  imperativa dell’esorcismo solenne. Trattasi pur sempre di esorcismi minori che si rivelano efficaci.  
Successivamente per telefono Tobia mi chiede delle preghiere e la benedizione perché soffre molto. Due volte su tre è subentrato subito il demonio lamentandosi:  “Soffro moltissimo, lasciami stare”. Io gli rispondo senza compassione, come al solito. 
La prima volta ho continuato a pregare per una buona mezzora; il demonio continuò a piangere, a lamentarsi, ad insultarmi. Mi chiedeva di lasciarlo stare, ma non si decideva di tacere, di lasciare la cornetta del telefono libera, a Tobia. 
Visto il suo persistere alla cornetta durante le preghiere, chiamo 3-4 volte Tobia, lo risveglio dalla trance diabolica, riprende possesso delle sue facoltà e del telefono, e con qualche altra preghiera e benedizione lo saluto. 
Nella telefonata successiva, già dalle prime battute il demonio interviene, mettendo a tacere Tobia. Gli dico: “Al prossimo incontro mi racconterai del viaggio fatto a Medjugorie (Tobia si era recato là recentemente). Subito comincia a lamentarsi perché soffre moltissimo e mi dice:  “Lasciami stare, che vuoi tu da me: fatti gli affari tuoi”. 
Torno a ripetergli il mio ritornello per deriderlo, per stancarlo e spingerlo ad andarsene da Tobia. Gli dico: “Io continuo a pregare perché ti stanchi e te ne vada”. Mi risponde:   “Se tu fai soffrire me, se continui a pregare, io farò soffrire lui”. E lo fa: dopo circa 15 minuti Tobia esce dalla trance e mi dice per telefono: “Sto malissimo, sto per rimettere, devo lasciarti per andare a letto”. E subito interrompe la telefonata. 
Trascorrono più giorni senza più telefonate di richiesta di preghiere o per venire a pregare insieme, tanto da farmi pensare che il demonio mi abbia fatto un secondo sgambetto, cioè l’abbia sconsigliato di continuare gli incontri di preghiera. Poi su consiglio, forse dell’altro esorcista, il giovane torna a telefonarmi, a chiedermi un incontro di preghiere di liberazione. 
Lo trovo molto sfiduciato e sofferente, tentato di mollare. 
Vedo venirgli meno le forze spirituali per continuare la battaglia. Spero continui il cammino della preghiera per rinnovare fiducia e forza per la lotta. Il demonio tenta di demolire il suo coraggio, di indebolire il suo carattere, di ferire lo stato psicologico per portarlo alla sconfitta, a qualche gesto insano. 
Tobia ha fatto un impegnativo cammino cristiano, ma non riesce più ad accettare, la sua condizione di vivente paralizzato nelle sue attività: sport, lavoro, progetti familiari.  
Sono trascorsi otto anni di sofferenza e inoperosità senza un risultato, il frutto delle sue molte preghiere e sofferenze offerte. Non riesce più a mettersi con fiducia nelle mani di Dio, ad abbandonarsi alla sua volontà, al suo amore. Proprio a questa sfiducia in Dio il demonio lo vuole condurre, mentre il Signore aspetta l’ abbandono del giovane!    

sabato 14 dicembre 2019

PREGHIERE CHE RECANO LA GUARIGIONE



Come puoi essere guarito 

Dio ha molti modi per guarirci sulla base dell'opera redentrice di Cristo. E 'qualcosa per cui Gesù ha pagato, qualcosa per cui ha sofferto. Il suo desiderio che tu guarisca e cammini nella divina salute è la ragione per cui ha attraversato tanto dolore e sofferenza. Stava prendendo su di sé il dolore e la sofferenza dell'umanità. Pertanto, Egli ha reso la guarigione disponibile attraverso molte strade. Esse sono: la guarigione attraverso l'imposizione delle mani (Luca 04:40) 
Lui non ha detto loro che non era la volontà di Dio che loro fossero guariti. Chiunque è venuto a Gesù è guarito. Nessuna eccezione. 

Guarigione attraverso la liberazione (Matt 08:16) I Demoni possono essere il motivo per cui le persone sono malate nei loro corpi.Essi possono avere uno spirito di infermità. Vedi anche Luca 8:02. 

Guarire attraverso la rottura di maledizioni (Gal. 3:13) Le persone sono afflitte da demoni generazionali di infermità come il diabete, pressione alta, da alcune malattie cardiache, e altro ancora.Se vi è una maledizione generazionale che sta attivando la malattia nel tuo corpo, sappi che poichè Gesù è stato fatto maledizione per noi, tu puoi dire al diavolo che non metterà questa malattia nel tuo corpo. Digli, "Non mi importa se mia madre, mia nonna, o mia bisnonna avevano questa malattia; la maledizione si ferma qui.La spezzo nel nome di Gesù ". Incomincia a sollevarti e usa la tua autorità! Dì, "Non sono maledetto. Sono benedetto. Il mio corpo è benedetto con la guarigione, nel nome di Gesù ". 

Guarire attraverso l'Unzione dell' Olio (Mc 06:13) L' olio dell'unzione rappresenta lo Spirito di Dio e l'unzione.L'olio dell'unzione è ciò che spinge la malattia e l'infermità fuori dei nostri corpi. L'olio dell'unzione rompe il giogo della schiavitù (Is. 10:27), e la malattia è una forma di schiavitù. 

Guarire attraverso la fede (Marco 11:23) 
Per alcune persone, la malattia è una montagna. E 'sempre a modo loro. Sembra qualcosa che non possono superare. Ma Marco 11:23 dice che quando hai fede e non dubiti, parlerai ad una montagna ed essa si sposterà.Quindi parla a quella montagna di malattia; non salirci sopra! Devi parlare alle montagne: "Lupus, sii rimosso e gettati in mare" "Cancro,sii rimosso e gettati nel mare!" Ma non dubitare nel tuo cuore. Questo è il motivo per cui devi stare attenti a proteggere il tuo cuore. Non girare intorno persone che dubitano. Mantieni il tuo cuore libero dal dubbio e dall'incredulità.Sta per venire un momento in cui dovrai parlare ad alcune cose. Ogni volta che una montagna viene sulla tua strada, invece di voltarti e correre, hai bisogno di stare faccia a faccia e dire: "Togliti!" Cresci nella fede. Apri la bocca e parlare alla malattia. Dì, "Ordino a questa malattia di lasciare il mio corpo nel nome di Gesù". Mc 11:23 dice, “...quelle cose che dice” (). Non si tratta nemmeno di preghiera. Questo è solo parlare. Alcune cose le devi solo pronunciare!" Lui avrà qualsiasi cosa dica:" (). 

Dio Padre li ha avvisati attraverso tutti i Suoi profeti!



Figlia Mia. Mia cara bambina. Dì ai Nostri figli, che devono prepararsi, perché presto il vostro mondo finirà e per allora tutti i Nostri figli devono essersi convertiti, perché Mio Figlio verrà a salvare coloro che GLI hanno regalato il loro SÌ, che si sono dimostrati fedeli e Lo amano!

Tutti gli altri però, cadranno nelle mani del diavolo, perché egli li trascinerà con sé e non li libererà più. Proveranno le pene dell’inferno e soffriranno per 1000 anni. Poi, quando l’era della pace terminerà, i Nostri figli saranno messi alla prova ancora una volta. Ci vorrà, però molto tempo prima che questo accada e molti saranno già entrati nel Regno Celeste del Padre.

Quelli però che ora non si convertono, non raggiungeranno il Regno Celeste. Dio Padre li ha messi in guardia attraverso tutti i Suoi profeti, ma loro non hanno voluto ascoltare e per questo ora sono condannati all’inferno, l’eternità nel tormento e nel dolore dal quale non ci sarà mai via di scampo.

State attenti, voi figli non credenti, perché se no vi convertite, non potrete stare dinanzi al Signore. EGLI, che vi ama moltissimo, vi concede quest’ultima possibilità. Utilizzatela quindi, convertitevi a LUI e sarete preservati dall’ atrocità e dal dolore e il Signore vi accoglierà con tutto il Suo amore e la Sua misericordia.

Convertitevi, figli Miei, cambiate strada perché solo così  Mio Figlio vi potrà salvare e portare con sé nel Suo Nuovo Regno!

In profondo amore,

La vostra Mamma Celeste.

Mamma di tutti figli di Dio e l’Angelo del Signore. Amen.

LA NASCITA DI GESU’ NELLA DIVINA VOLONTA’



25 dicembre 1938 - Vol. 36

La discesa del Verbo. È facile far nascere Gesù, purché si viva nel Suo Volere.
Il Paradiso che fece trovare la Regina del Cielo in terra al suo Piccolo Gesù.

(Scrive Luisa:) La mia povera mente continua nel Volere Divino il suo cammino; oh! come Esso si sente felice nel vedere che la sua piccola neonata va in cerca dei Suoi Atti per conoscerli, baciarli, adorarli, farli suoi e dirGli: “ Quanto mi hai amato! ”.
Onde, mi sono fermata nella discesa del Verbo sulla terra, ed io Lo compativo nel vederLo solo. Ed il mio dolce Gesù, con una tenerezza indicibile, sorprendendomi mi ha detto: “Figlia mia carissima, tu ti sbagli: la solitudine fa parte dell’ingratitudine umana; ma dalla parte Divina e delle Opere Nostre, tutte Mi accompagnarono, né Mi lasciarono mai solo; anzi, tu devi sapere che insieme con Me scese il Padre e lo Spirito Santo; mentre Io restai con Loro in Cielo, Loro scesero in Me sulla terra. Siamo inseparabili; Noi stessi, se lo vogliamo, non possiamo separarCi; al più ci bilocheremo. E mentre teniamo il Nostro Trono in Cielo, formiamo il Nostro Trono in terra; ma separarCi mai; al più il Verbo prese la parte operante, perciò sempre concorrente il Padre e lo Spirito Santo. Anzi, nell’atto che scesi dal Cielo, tutti si mossero per farMi corteggio e per dare gli onori a Me dovuti.
Mi corteggiò il cielo con tutte le sue stelle dandoMi gli onori della Mia Immutabilità e del Mio Amore che mai finisce.
Mi corteggiò il sole dandoMi gli onori della Mia Eterna Luce. Oh, come Mi decantò bene con la molteplicità dei suoi effetti! Posso dire che trovandoMi con la sua luce e col suo calore, nel suo muto linguaggio, mi diceva: ‘Tu sei Luce ed io Ti onoro, Ti adoro, Ti amo con quella stessa Luce con cui mi creasti’.
Tutti Mi circondarono: il vento, il mare, il piccolo uccellino, tutti e tutto per darMi l’amore, la gloria con cui li avevo creati, e Mi decantavano il Mio Impero, la Mia Immensità, le mie gioie infinite. Le cose create Mi facevano festa, e se Io piangevo anche loro piangevano, perché la Mia Volontà, risiedendo in esse, le teneva aggiornate di quello che Io facevo; ed oh! come si sentivano onorati nel fare ciò che faceva il loro Creatore!
Poi ebbi il corteggio degli Angeli che non Mi lasciarono mai solo. E siccome tutti i tempi sono miei, ebbi il corteggio del mio gran popolo che sarebbe vissuto nel Mio Volere: il quale lo portavo nelle Mie Braccia ed Io lo sentivo palpitante nel Mio Cuore, nel Mio Sangue, nei miei passi; e solo nel sentirMi investito da questo popolo, amato con la Mia stessa Volontà, Mi sentivo come contraccambiato della mia discesa dal Cielo in terra.
Era questo il mio scopo primario, di riordinare il Regno della Mia Volontà in mezzo ai figli miei; mai avrei creato il mondo se non dovessi avere i figli che Mi somigliano e che non vivessero della Mia stessa Volontà: Essa si troverebbe nelle condizioni di una povera madre sterile che non ha potere di generare e che non può formarsi una famiglia a sé. Perciò la Mia Volontà ha potere di generare e di formarsi la sua lunga generazione, per formarsi la sua famiglia”.
Onde, continuavo a pensare alla discesa del Verbo Divino: e dicevo tra me: “Come mai può nascere Gesù nelle anime nostre?”Ed il caro Bambino ha soggiunto: “Figlia mia, è la cosa più facile il farMi nascere, molto più che Noi non sappiamo fare cose difficili; la Nostra Potenza facilita tutto; purché la creatura viva nel Nostro Volere, tutto è fatto. Come vuol vivere di Esso, già forma l’abitazione al tuo Piccolo Gesù; come vuol dare principio a fare i suoi atti, così Mi concepisco; e come compie il suo atto, Mi fa nascere: come ama nel Mio Volere, così Mi veste di luce e Mi riscalda delle tante freddezze delle creature; ed ogni volta che Mi dà la sua volontà e prende la Mia, Io Mi trastullo e formo il mio gioco e canto vittoria d’aver vinto l’umano volere, Mi sento il Piccolo Re vincitore.
Vedi dunque, figlia mia, come è facile da parte del tuo Piccolo Gesù, perché quando troviamo la Nostra Volontà nella creatura possiamo far tutto. Essa ci somministra tutto ciò che ci vuole e vogliamo per formare la Nostra Vita e le Nostre Opere più belle. Invece, quando non vi è il Nostro Volere, restiamo inceppati; dove Ci manca l’amore, dove la santità, dove la potenza, dove la purezza e tutto ciò che occorre per rinascere e formare la Nostra Vita in loro. Perciò il tutto sta da parte della creatura ché da parte Nostra Ci mettiamo a sua disposizione.
Oltre di ciò, nella Mia Nascita, la Mia Mamma Divina Mi formò una bella sorpresa coi suoi atti, col suo amore, con la Vita della Mia Volontà che possedeva; Mi formò il Mio Paradiso in terra. Non faceva altro che intrecciare col suo amore tutta la Creazione dove stendeva mari di bellezze per farMi godere le Nostre bellezze divine, dentro le quali splendeva la sua beltà. Come era bella la Mamma Mia nel trovarla nella Creazione tutta che Mi faceva godere la sua beltà, la bellezza dei suoi atti dove stendeva il suo mare d’amore per farMi trovare che in tutte le cose Mi amava e trovavo il mio Paradiso d’amore in esso, e Mi felicitavo e gioivo nei mari d’amore della Mamma Mia. Ora, nel Mio Volere Mi formava le musiche più belle, concerti più deliziosi, affinché al suo Piccolo Gesù non mancassero le musiche della Patria Celeste. A tutto ciò pensò la Mia Mamma, affinché non Mi mancasse nulla dei godimenti del Paradiso lasciato. Non faceva altro in tutti i suoi atti che formare gioie per renderMi felice. Solo a poggiarMi sul Suo Cuore sentivo tali armonie e contenti, che Mi sentivo rapire.
La Mia cara Mamma, col vivere nel Mio Volere, prendeva nel suo grembo il Paradiso e lo faceva godere al Figlio Suo e tutti i suoi atti non Mi servivano ad altro che a renderMi felice e raddoppiarMi il mio Paradiso in terra.
Ora, figlia mia, tu non sai un’altra sorpresa: chi vive nel Mio Volere è inseparabile da Me ed ogni qualvolta che Io rinasco, rinasce insieme con Me.
Sicché non sono mai solo: la faccio rinascere insieme con Me alla Vita Divina. Rinasce al nuovo amore, alla nuova santità, alla nuova bellezza, rinasce nelle conoscenze del suo Creatore, rinasce in tutti gli Atti Nostri, anzi, in ogni atto che fa Mi chiama a rinascere e forma un nuovo Paradiso al suo Gesù; ed Io la faccio rinascere insieme con Me per renderla felice. Felicitare chi vive insieme con Me è una delle gioie più grandi. Perciò, sii attenta a vivere nel Mio Volere se vuoi renderMi felice, se vuoi che negli atti tuoi trovi il mio Paradiso in terra, ed Io penserò a farti godere il pelago delle mie gioie e felicità. Ci renderemo felici a vicenda ”.

(Tratta da: Brani scelti dai Volumi di Luisa Piccarreta)

LO SPIRITO SANTO RINNOVA LE ANIME



Lo Spirito Santo non solamente rinnova la faccia della terra, ma rinnova anche le anime: anzi il rinnovamento della faccia della terra non è altro in sostanza che il rinnovamento delle anime. Ma quali saranno le anime felicemente da Lui rinnovate nella grazia e nella santità? Solamente quelle che acconsentono a spogliarsi dell'uomo vecchio e a rinascere a nuova vita.
Or questo spogliamento e questo rinascimento è difficile e doloroso, e non sogliono acconsentirvi quei cristiani gretti, sensuali e schiavi dell'orgoglio, dell'avarizia o d'altra passione. Ma l'eterna Verità l'ha detto, e non può essere altrimenti: Bisogna rinascere. E in qual modo? O ammirabile e dolcissimo mistero della divina grazia! Bisogna rinascere nello Spirito Santo! O precetto veramente salutare! O rinascimento veramente desiderabile, nel quale torniamo a formarci, non già nel seno di nostra madre, ma nel seno dell'Eterno Amore, in quel seno sempre aperto a chi davvero vuol rinascere a santa vita!

MESSAGGIO DELLA SANTISSIMA VERGINE MARIA ALLA SUA AMATA FIGLIA LUZ DE MARIA 11 DICEMBRE 2019



Figli del Mio Cuore Immacolato:

NEL MIO MANTO C’È IMPRESSO QUELLO CHE SUCCEDERÀ ALL’UMANITÀ.

Mi presentai come Regina del Cielo ad un umile indigeno che non tenne per sé quello che i suoi occhi avevano visto.

Come i semplici e gli umili, come coloro che credono senza vedere, come quelli che obbediscono avendo parlato loro una sola volta, allo stesso modo agì il Mio amato figlio, San Juan Diego.  

È nell’umiltà che Io Mi paleso, nell’umiltà di insistere per obbedienza, di chi non si trattiene dal compiere le Mie richieste, che non sono altro che la Volontà Divina, alla quale vi chiamo.   

MIO FIGLIO CHIEDE UMILTÀ ALL’UOMO (Cfr. Mt 11,29) E L’UOMO RISPONDE CON SUPERBIA. È QUESTO IL VERO AMORE DI UN
MIO FIGLIO?

Per mancanza di umiltà, l’uomo si è sollevato contro Mio Figlio e Lo disprezza. Devo ricordare a coloro che disprezzano Mio Figlio e che si sono addentrati sulla via traviata del demonio, che sono stati ingannati dal male e che il male si insedia in coloro che lo accolgono.
Figli, è necessario che apriate gli occhi spirituali senza indugio e che revochiate l’adesione che avete fatto di marciare al fianco del demonio.

PENTITEVI DI CUORE E FATE FERMO PROPOSITO DI NON TORNARE A SCAGLIARVI CONTRO MIO FIGLIO GESÙ CRISTO, DI NON BESTEMMIARLO, DI NON COMMETTERE ERESIE E PROFANAZIONI, DI NON UCCIDERE GLI INNOCENTI APPOGGIANDO L’ABORTO, DI NON FARE PARTE DI QUELLI CHE ACCOLGONO QUANTO VA CONTRO LA LEGGE NATURALE.

Il pentimento dei Miei figli è urgente, è urgente una presa di coscienza, è urgente che la Chiesa di Mio Figlio continui ad elevare il Popolo di Mio Figlio, è urgente che la Chiesa di Mio Figlio apra le porte delle Chiese e chiami a raccolta i suoi fedeli cosicché, assieme ai Miei Figli prediletti e in obbedienza, celebrino UN’ORA DI ADORAZIONE EUCARISTICA QUOTIDIANA, per ottenere che l’essere umano non resista all’Amore Divino.

Dovete comprendere che il demonio non è un’allegoria, esiste e si dispera per penetrare nei cuori dei Miei figli e preparare in questo modo l’appoggio degli uomini all’anticristo, mediante azioni denigratorie.

Figli Miei, in questo giorno in cui celebrate la Mia Devozione come MADONNA DI GUADALUPE, vi sollecito a fare un regalo a Mio Figlio: siate uniti nei nostri Sacri Cuori, amatevi gli uni gli altri (Cfr. Gv 23), perdonate di cuore, siate amore, per poter offrire riparazione a Mio Figlio per quelli che non riparano.

La guerra c’è già sulla terra, sta avanzando poco a poco, le nazioni sono in guerra, ma voi figli non lo vedete, non ve ne accorgete e quando la guerra si scatenerà sull’umanità, patirete la crudeltà che l’uomo ha raggiunto.
Dovrete aiutarvi a vicenda, dovrete soccorrervi a vicenda e come Madre desidero che Mi offriate quell’amore puro che c’è in ciascuno dei Miei.

L’AVVERTIMENTO È VICINO E VOI NON STATE UBBIDENDO AI MIEI APPELLI. (1)

L’AVVERTIMENTO SARÀ IL MOMENTO IN CUI LA VOSTRA STESSA COSCIENZA VI PORTERÀ A VEDERE LE VOSTRE MISERIE E LE VOSTRE BENEDIZIONI, NON SIATE STOLTI E NON SIATE DURI CON VOI STESSI.

Non siate stolti, non perdetevi nelle cose mondane, né andando dietro alle insidie di satana, pentitevi prima che giunga questo istante che è stato annunciato in molti modi.

Non è un evento di poca importanza, figli, pentitevi, riparate, pregate, consacratevi ai Nostri Sacri Cuori e siate carità, nel Nome di Mio Figlio.

Guardate a Me quale Imperatrice delle Americhe e… ditemi in quale stato è il Cuore di questa Madre che vede la condizione dei paesi, la loro decadenza spirituale, gli oltraggi ai quali i Miei figli vengono sottoposti e come i Miei figli si stanno scagliando gli uni contro gli altri, mentre li prende la follia che li fa agire in modo irriconoscibile.   

IN QUESTA DATA IN CUI FESTEGGIATE LA MIA APPARIZIONE, OFFRITEMI L’AMORE VERO, NON UN ALTRO CHE NON È QUELLO DI UN MIO FIGLIO.

NON TEMETE. IO VI STO GUIDANDO VERSO MIO FIGLIO, NON TEMETE, IO DO IL MIO AMORE ED IL MIO AUSILIO A TUTTI!
NON SIETE SOLI E RIMANETE IN ATTESA DEL MIO AMATO
ANGELO DELLA PACE. (2)

LA MIA BENEDIZIONE SIA SU TUTTI I MIEI FIGLI CHE AMO NELLA VOLONTÀ DIVINA.

NEL NOME DEL PADRE, DEL FIGLIO E DELLO SPIRITO SANTO.
AMEN.

Mamma Maria

AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO


PADRE PIO E IL DIAVOLO




Gabriele Amorth racconta... 

In un'occasione specifica, il 24 febbraio 1939, un'altra lettera avverte: questa sera mentre state a cena Padre Pio aprirà la Chiesa. É l'ora di cena. Dopo alcuni bocconi, Padre Pio avverte il padre vicario che deve assentarsi ed esce. Racconta padre Raffaele: «Salgo su nel corridoio; mi levo i sandali e a piedi nudi - faceva freddo - vado dietro la porta del coro per assicurarmi che Padre Pio fosse ancora là; e con mia somma sorpresa e grande umiliazione sento che il povero Padre, tanto calunniato da anime vendute al diavolo, si disciplinava dicendo il Miserere a voce abbastanza chiara... Dopo osservo dal finestrino della stanzetta a fianco del coro per vedere se nel piazzale vi fosse qualche persona; ma non vi era anima vivente. Allora mi persuado essere opera puramente diabolica, all'unico scopo di diffamare il Padre». 

Ma le voci e le calunnie fecero premio sull’evidenza. Si decise di installare dei microfoni, per controllare che cosa accadeva nella celletta di Padre Pio, e nella foresteria, la stanzetta dove il religioso riceveva privatamente figli e figlie spirituali. Secondo la relazione stesa per la Positio da padre Amedeo Fabrocini, Provinciale di Foggia, «furono collocati due soli microfoni, uno nella cameretta n. 5 di Padre Pio, l'altro nel parlatorio o foresteria (una stanza presso la porta d'ingresso del convento). L'idea di collocare i microfoni venne in mente al padre Giustino Gaballo (il confratello incaricato dell'assistenza a Padre Pio, compito che in realtà assolveva con fraterna dedizione), che l'effettuò segretamente con la collaborazione del fratello non chierico fra Masseo Cannilo. Il padre Giustino e il suo collaboratore, non essendo demoni" non si permisero mai, per quanto mi consta, di registrare una confessione sacramentale (ma su questo punto le opinioni, a cominciare da quella di Padre Pio, sono molto diverse. N.d.A.): a essi interessavano solo i colloqui del Padre con le tre "pie donne" e quanto gli andava a riferire settimanalmente (precisamente ogni sabato) il comm. Battisti, delegato amministrativo di Casa Sollievo della Sofferenza. Alla domanda che cosa volessero dirmi, padre Giustino rispose che il giorno precedente aveva segretamente registrato una conversazione di Padre Pio con le “pie donne", tenuta privatamente nella foresteria, e avendovi appreso con dolorosa sorpresa cose gravi, era necessario che io l'autorizzassi di continuare a registrare tali colloqui riservati. Alle mie insistenze di volermi prima riferire che cosa precisamente avessero rilevato, non risposero. Quando, innervosito dal loro silenzio, esclamai: “Per amor di Dio, spiegatevi... ho diritto di sapere... perché allora siete venuti da me?”, intervenne padre Emilio: “Si tratta di un bacio”. “Bacio... ma di che natura?” soggiunsi. 
Un’alzata di spalle fu la risposta. Riprese la parola padre Giustino: “Ripetiamo che siamo venuti perché ci autorizzi a continuare a registrare i colloqui riservati di Padre Pio. É assolutamente necessario". 

“Non posso permetterlo”, risposi. 

“Allora” ribatté con tono serio “tenga per certo che poiché il nome di Padre Pio ha risonanza dovunque, di tutte le gravissime conseguenze che deriveranno dalla negata autorizzazione, lei ne porterà le tremende responsabilità di fronte all’Ordine, alla Chiesa, al mondo”.» 

L’iniziativa di padre Giustino «fu fatta propria da un’alta autorità romana», di cui padre Amedeo ignora l'identità. 

Padre Amedeo ebbe l’ordine di mettersi a disposizione di padre Umberto Terenzi, rettore del Santuario del Divino Amore, e si recò a trovarlo una sera a Roma. 

«... Disposto il nastro su un registratore, vi si sedette accanto e m’invitò a fare altrettanto, dicendo: “Ora ascoltiamo questa conversazione di Padre Pio... in silenzio... e dopo i commenti”. 
L’apparecchio mandava un sottilissimo filo di voce; per quanto io tenessi vicino l’orecchio, non riuscii a cogliere che qualche parola isolata, mai una frase di senso completo. Lui invece sembrava che capisse tutto. A un certo punto mi fece notare: “Ecco, qui c’è un bacio”. Si ascoltò più volte la registrazione; ma sempre con lo stesso risultato, per me. Staccato lo spinotto dalla presa di corrente lui esclamò sdegnato: “Cose gravi, padre mio, cose tristi... Costituiranno una spina per la Chiesa. Quale delusione e quale scandalo per innumerevoli anime... e anche per me che gli ero affezionatissimo. Ma è necessario affrontare subito la brutta faccenda, con provvedimenti severi, efficaci. Anche il confessore di Padre Pio avrà quello che si merita: verrà esiliato in Africa”.» 
 
Don Terenzi agiva, disse, «per mandato ricevuto dal Sant'Uffizio (allora retto dall'arcivescovo Parente, perché assente il cardinale Ottaviani). Tutto quanto dispongo, lo stabilisco di accordo con la Suprema Congregazione». Ricordiamo che fu Padre Pio a chiedere che finisse l'esilio di padre Giustino. Riferisce padre Carmelo, durante questo episodio: «Nel 1964 ebbi un incontro con S. Eminenza: argomento del colloquio Padre Pio. A un dato punto della conversazione riguardante l'uso dei registratori, l'eminentissimo a bruciapelo mi domandò: “Padre Carmelo, poi come mai Padre Pio volle vicino a sé Padre Giustino, chiedendone tramite voi il ritorno da Malta?”. Mi sentii umiliato e mortificato, comprendendo la gravità di quell'interrogativo, e abbozzai una risposta: “Eminenza, ma prima padre Giustino voleva bene a Padre Pio, poi...” stavo per continuare quando il cardinale, riprendendosi e rispondendo da se stesso al suo interrogativo, scandì: “Già, del resto anche Gesù ebbe il suo Giuda nel collegio apostolico!... Così pure Padre Pio ha avuto il suo Giuda”». 

Già in precedenza, molti anni prima, Padre Pio era stato oggetto di una campagna di calunnie; e anche in quell’occasione l’attacco partì dall’interno della chiesa.  

MARCO TOSATTI 

LA’ DOVE CIELO E TERRA SI INCONTRANO



La preghiera e la Messa nella vita del cristiano


Preghiera e Sacramenti

La nostra preghiera - dicevamo - dev’essere “cristiana”, cioè rivolta al Padre per mezzo di Gesù e da Lui ispirata e avvalorata.  Ora, potreste domandarvi: “Dove incontreremo Cristo nella sua Umanità santissima e nella sua presenza salvifica?” La risposta non può essere che una: Cristo lo troviamo nella sua Chiesa. E’ nella Chiesa, soprattutto nella sua Liturgia, dove Cristo si rende presente con la sua Parola e con l’azione salvifica dei Sacramenti. Fratelli miei, non c’è preghiera autenticamente cristiana senza Sacramenti.  Lasciate che vi parli con chiarezza e anche con forza - l’unica forza possibile dentro la Chiesa, la forza dell’Amore di Cristo - : alcuni tra voi mi hanno detto che, sì, pregano ogni giorno, ma poi non si accostano alla Confessione da anni, e altri partecipano all’Eucarestia solo in certe occasioni.particolari.  No, fratelli miei!  E’ un inganno diabolico pensare di avere con Dio un rapporto vero, che porti alla salvezza, con la sola preghiera personale, escludendo la Chiesa che è, sulla terra, l’unico “sacramento” di salvezza.
 La Chiesa, infatti, continua nel mondo la presenza di Cristo e offre a tutti gli uomini, per mezzo del Vangelo e dei Sacramenti, la salvezza che viene dalla passione e dal sacrificio di Cristo sulla croce. Una preghiera non è vera, non è autentica e non è cristiana se non vi porta a desiderare vivamente e a ricevere con frequenza - tutte le volte che la vostra debolezza lo richiede - il sacramento del perdono e della misericordia in una confessione umile, sincera, contrita, e a incontrare nell’Eucaristia, almeno domenicale, il mistero di Cristo morto e risorto per la nostra salvezza.  Rifugiarsi nella sola preghiera personale è credere che la salvezza venga da noi stessi, mentre viene solo da Dio che ha inviato per questo nel mondo il suo figlio Gesù.
 Fratelli miei, non potete pensare di essere leali con Dio soltanto perché non arrivate a negarlo, a rifiutarlo con l’intelligenza, mentre poi lo fate entrare ben poco nella vostra vita, e non vi preoccupate minimamente di sapere che cosa vuole da voi.  Se non mettete nella vostra vita la sua volontà amabilissima con i suoi comandamenti e la sua misericordia salvifica attraverso i Sacramenti, la vostra fede e quindi la vostra preghiera non avranno l’efficacia divina di rinnovare la vostra vita e di riempire il vostro cuore di gioia e di speranza.

Ferdinando  Rancan

venerdì 13 dicembre 2019

Il grande divorzio tra sacerdote e vittima



III
CRISTO È SACERDOTE-VITTIMA 

***
33 Qui è la risposta alla differenza fra Cristo e gli altri sacerdoti, pagani e giudei. Tutti gli altri sacerdoti offrivano una vittima distinta da loro stessi, ad esempio un capro, un agnello, un vitello; Cristo invece offerse se stesso come vittima: "con uno Spirito eterno offrì se stesso senza macchia a Dio” (Eb 9,14). 

34 Chiunque viene a questo mondo, viene per viverci. Cristo venne per morire. La cicuta ha interrotto l'insegnamento di Socrate. Ma la morte sacrificale fu lo scopo della vita del Cristo, lo scopo che egli ricercava: "C’è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto!" (Lc 12,50). 

35 Gesù è Offerente e Offerto; è Sacerdote e Vittima. Il profondo segreto del sofferente Servo non è oggetto di pubbliche dichiarazioni, ma è riservato ai suoi discepoli e ai suoi futuri sacerdoti. Solo a loro svela la profezia di Isaia (cap. 53) e solo per loro interpreta la sua morte come una morte vicaria per i peccatori. 
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Mons. J. Sheen Fulton


Chi gode immeritatamente riputazione di santo, si troverà burlato, se va in Purgatorio, perchè non si pregherà per lui credendolo in Paradiso.

1962 Rivoluzione nella Chiesa



Cronaca dell’occupazione neomodernista della Chiesa Cattolica


«O Dio, perché ci respingi per sempre, 
perché divampa la tua ira 
contro il gregge del tuo pascolo? 
Ruggirono i tuoi avversari nel tuo Tempio, 
issarono i loro vessilli come insegna. 
Come chi vibra in alto la scure, 
nel folto di una selva, con l’ascia e con la scure 
frantumavano le sue porte. 
Hanno dato alle fiamme il tuo Santuario, 
hanno profanato e demolito 
la dimora del Tuo nome». 
(Salmo 73, 1. 4-7)


La Rivoluzione modernista è tuttora vivissima nella Chiesa e va decisamente avanti per una distruzione completa della dottrina cattolica. Non per nulla San Pio X ha definito il “Modernismo” la sintesi di tutte le eresie e il compendio di tutti gli errori.

L’enciclica di San Pio X sul “Modernismo” è un vero passo in
avanti sulla conoscenza della natura del male modernista, che è un assurdo nel ramo filosofico, una congerie di eresie nel campo teologico, una frana nell’ordine morale, che il Vaticano II, purtroppo, ha introdotto nella Chiesa, come una veste nuova e moderna, l’agnosticismo, il panteismo, il luteranesimo, il razionalismo, per finire nel naturalismo e nell’ ateismo individuale e sociale. L’enciclica “Pascendi”, così, è come la Beatrice e il Virgilio che ci portano, dopo descritta la selva selvaggia aspra e forte, prima di pervenire al dilettoso monte della verità. 
In breve, l’enciclica del Papa Pio X è un documento che ci insegna a combattere l’errore di questo perniciosissimo movimento che pretende di conciliare la scienza e la Fede, il progresso civile con gli immutabili principi santi del Vangelo.

Il Concilio Vaticano I, però, ha dovuto richiamare e sviluppare la dottrina e le sentenze date da quel sacrosanto Concilio. E le principali sono:

- «Se qualcuno dirà che Dio uno e vero, Creatore e Signore nostro, per mezzo delle cose create non possa conoscersi con certezza col lume naturale dell’umana ragione, sia scomunicato!».

- «Se qualcuno dirà non essere possibile, o non convenire, che mediante divina rivelazione positiva e storica, sia l’uomo ammaestrato di Dio e del culto che gli si deve, sia scomunicato!».

- «Se alcuno dirà che la Rivelazione divina non possa essere fatta credibile da esterni segni, e che perciò gli uomini non debbono essere mossi alla fede se non da sola interna esperienza o privata ispirazione, sia scomunicato!».

- «Se alcuno dirà non poter l’uomo essere elevato da Dio ad una conoscenza e perfezione che superi la natura, ma potere e dovere di per se stesso, con un perpetuo progresso, giungere finalmente al possesso di ogni vero e di ogni bene, sia scomunicato!».

- «Similmente è eretico chi crede che le verità dogmatiche possono mutarsi col mutare le opinioni umane; eretico è anche chi crede che i Sacramenti siano
dei semplici simboli, senza contenuto di Grazie e virtù soprannaturali; eretico pure chi crede che la Chiesa sia solo invisibile e non un organismo vivo, una società perfetta e visibile; eretico, infine, anche chi crede e dice che il Romano Pontefice sia un capo ministeriale, non avuto da Cristo ma bensì dalla Chiesa quella potestà del ministero».

Sono chiare sentenze (quasi tutte tolte dalla dottrina di San Paolo) che formano il compendio della verità cattolica da credere con fermezza. Quindi, è falso ed eretico il modernismo, perché parte dall’agnosticismo che afferma impotenza di conoscere ciò che è oltre il fenomeno materiale e sensibile, per cui l’anima e Dio sono inconoscibili ed ignoti, mentre la dottrina cattolica af ferma che oltre la conoscenza sensitiva comune ai bruti, possiede anche la conoscenza intellettiva che vede che sotto e oltre il fenomeno, può vedere il nesso tra il vero e il reale, tra l’ef fetto e la causa.
San Paolo fulmina i modernisti dicendo di un Dio Creatore e
conservatore dell’universo, onde in Dio viviamo, ci muoviamo, siamo ed esistiamo, “in quo vivimus, monemur et sumus”. San Paolo, quindi, parla di un Dio personale e distinto dal mondo.
Perciò, è falso ed eretico il modernismo quando vuole spiegare con teorie soggettivistiche d’immanenza e di monismo evolutivo, per cui la religione individuale di un modernista non è che un sentimento cieco, proprio il rovescio del cristianesimo, e quindi, è falso ed eretico; Sant’Agostino lo bolla come “idola mentis”!
Per questo, il modernismo, con la sua filosofia agnostica, nega il valore delle profezie e dei miracoli, stracciando tutte le tradizioni orali che formano il nostro patrimonio della pietà e della fede dei nostri antenati, come pure negano il valore storico e soprannaturale delle Sacre Scritture, negando, il fatto della divina Rivelazione. Da qui, per i modernisti, ogni religione è vera e veramente sentita, sia quella per Gesù Cristo, come pure quella per Maometto, o per il dio Jeova e per Budda! Mentre, al contrario, San Paolo ci dice che “uno è il Signore, una la fede, uno il battesimo, uno Iddio, padre di tutti gli uomini e Dominatore di tutte le cose”; e San Giuda Taddeo ammoniva i fedeli di guardarsi dai sussurroni che portano all’empietà: “in novissimo tempore venient illusores, secundum desideria sua fabulantes in impietatibus; hi sunt qui segregant semetipsos, animales, spiritum non habentes”.
Pure San Paolo raccomanda a Timoteo di vigilare, perché “verrà un tempo in cui alcuni non vogliono più udire la sana dottrina, ma per i propri gusti cercano maestri che solleticano le orecchie, volgono l’udito dalla verità, e si pongono ad ascoltare favole”...
Per questo, anche Gesù ci diede un criterio di verità quando ci disse che dai frutti si riconosce l’albero. Al solito, i modernisti, come i sofisti, scambiano le cause confondendo “causa pro causa”, perciò attribuiscono alla Chiesa gli abusi accidentali, anche quelli immancabili, dovuti alla defettibilità umana. Ora, i modernisti pretendono di riformare la Chiesa ingolfandola, poi, nella politica moderna e democratizzante, tutt’altro che pura!
Ma Dio assiste e sostiene la sua Chiesa, e la Storia dimostra che i grandi riformatori furono i Santi, i Vescovi, i Pontefici e i Concili “de fide”; i modernisti, invece, sono solo dei tralci infecondi, seccati, che poi saranno da Dio gettati nel fuoco a bruciare.
sac. dott. Luigi Villa


sac. Andrea Mancinella