mercoledì 18 dicembre 2019

SPIRITO SANTO



Ammonimento salutare

San Paolo, quel Vaso d'elezione, pieno dello Spirito Santo, che nei suoi scritti sì mirabilmente lo esalta, esorta caldamente i fedeli a non contristare quel Dio Amore, senza il quale non possiamo far nulla di bene, e col quale possiamo arrivare all'apice della perfezione. Non vogliate contristare lo Spirito Santo, ci dice agli Efesini: e lo Spirito Santo si contrista col preferire la soddisfazione delle proprie voglie alle divine ispirazioni, col secondare lo spirito mondano anzichè lo spirito del Vangelo, e con ogni e qualunque infedeltà e offesa di Dio.
Chi possiede un fedele amico dal quale riceve sempre del bene, si guarda certamente dal contristarlo e dal contradirgli, e ciò per effetto di riconoscenza e per proprio interesse. Queste due ragioni dovrebbero tener bene in guardia anche noi, per evitare tutto ciò che può contristare l'ottimo degli amici che è lo Spirito Santo, al quale dobbiamo esser grati d'innumerevoli benefizi, e senza il cui aiuto noi siamo perduti.
Alle riferite parole l'Apostolo ne aggiunge altre che indicano essere il cristiano cosa al tutto dello Spirito Santo. Ecco quelle parole: in quo signati estis. E poichè il suggello indica proprietà sulla cosa suggellata, però è chiaro che avendo noi ricevuti nel Battesimo e nella Cresima il suggello del Divino Spirito, siamo cosa sua, e quindi gli dobbiamo perfetta sommissione in tutto e sempre.
Anima cristiana, non ti consola quel prezioso suggello che ti consacra al Divino Amore siffattamente che tu diventi sua proprietà? Non ti consola appartenergli così strettamente? - Deh! apprezza tanta sorte; e piuttosto che contristare colla mala corrispondenza e con peccati lo Spirito Santo, disponiti a soffrire qualunque cosa. Contrista pure il tuo amor proprio, le tue passioni, il mondo, il demonio; ma non contristare mai più l'Eterno Amore; e pensa che chi non si tiene collo Spirito Santo sarà preda dello spirito infernale.

Di Suor Elena Guerra (Beata)

Continuate ad avere coraggio e resistete ancora un po’, perché il giorno del Mio ritorno, si avvicina!



Maria Madre di Dio

Presto questo tempo passerà, ma il dolore aumenterà ancora, le bugie diventeranno più grandi e la sofferenza sotto forma di malattia, povertà e paura raggiungerà livelli mozzafiato.

Non impauritevi, perché Dio Signore vede tutto. EGLI è con voi, se voi LO invocate. EGLI allevia la sofferenza se Lo pregate ed Egli dona salvezza, se vi rivolgete a LUI e percorrete la strada verso di LUI.

Preparatevi per questi ultimi giorni, perché molto presto tutto sarà finito.

martedì 17 dicembre 2019

Chi è don Luigi Villa?



Agente segreto

In tutti quegli anni, don Villa, lavorò come agente segreto del card. Ottaviani, con la specialità di documentare l’appartenenza alla Massoneria di alti Prelati della Chiesa cattolica e di occuparsi di certe questioni delicate della Chiesa. 

Questo ruolo fece di don Villa una persona di casa e molto conosciuta in Uffici di Polizia, di Questura e di altre Agenzie di Investigazioni Generali e Operazioni Speciali.
Quando, nel settembre 1978, durante il breve pontificato di Papa Luciani, la “Lista Pecorelli” apparve su “OP”

(Osservatore Politico), la Rivista dell’avvocato Mino Pecorelli, non fu certo una grande meraviglia per don Villa leggervi molti nomi di quegli alti Prelati che lui stesso aveva già fatto allontanare dalle loro sedi, tanto tempo prima, per aver fornito al Sant’Uffizio i documenti della loro appartenenza alla Massoneria. 

Uno dei casi più illustri fu quello del card. Joseph Suenens, cacciato dalla sua sede di Bruxelles perché massone, convivente e con un figlio di nome Paolo!
Un altro caso “doloroso”, fu quello del card. Achille Lienart. A Parigi, mentre attendeva, nei pressi di una Loggia massonica, l’uomo che gli doveva confermare l’esistenza di documenti che attestavano l’appartenenza alla Massoneria del card. Lienart, don Villa, d’improvviso, vide corrergli incontro un giovane che, aggreditolo, gli sferrò un pugno “ferrato” in pieno volto, gridando: «Esiste un Diavolo su questa terra!».
Don Villa rinvenne in una farmacia, con la bocca piena di sangue, la mandibola spezzata, e senza più un dente in bocca.

Anche ad Haiti, un giorno, egli rischiò la vita. Recatosi in quel paese per una missione, fu preso dai militari, e portato in un luogo, per la fucilazione. Ma don Villa ebbe un’ispirazione: chiese all’ufficiale che lo custodiva di poter parlare con un suo carissimo amico, il Superiore del Seminario locale. L’ufficiale, turbato da quella richiesta, si recò dai suoi superiori e tornò subito, dicendogli: «Ci siamo sbagliati», e lo liberò.

Tra le questioni delicate affidategli dal cardinale Ottaviani, vi fu quella dell’incontro con Lucia di Fatima.
Un giorno il cardinale Ottaviani disse a don Villa: «Ho pensato di mandarti a Fatima per parlare direttamente con Suor Lucia».
Egli accettò con gioia. Lo accompagnò un industriale padovano, il Sig. Pagnossin, un convertito da Padre Pio, che gli offrì il viaggio e la permanenza in Portogallo. Il Cardinale Ottaviani lo aveva munito di una sua lettera personale e firmata da lui, come Prefetto del Sant’Uffizio, da consegnare al Vescovo di Coimbra, perché gli concedesse l’incontro con Suor Lucia. Ma il Vescovo di Coimbra, prima di concedere l’incontro con la Veggente, prese il telefono e chiamò in Vaticano. Gli rispose Mons. Giovanni Benelli, il quale, prima di dare una risposta, volle sentire Paolo VI, perché Roma aveva dato ordini precisi: il “colloquio” con Lucia era consentito solo ai Reali e ai Cardinali.

Mons. Benelli trasmise al Vescovo di Coimbra il divieto di Paolo VI alla richiesta di colloquio con Suor Lucia. Inutile, quindi, fu l’insistenza di don Villa, nell’evidenziare il suo ruolo di inviato del Prefetto del Sant’Uffizio. Comunque, egli rimase
in Portogallo, cercando di vincere la resistenza del Vescovo. Dopo una decina di giorni, però, si dovette rassegnare alla sconfitta. Ottenne dal Vescovo solo di poter celebrare nella Cappella del Convento di clausura. 
Al rientro in Italia, don Luigi andò subito a riferire l’accaduto al cardinale Ottaviani. Il Cardinale si sentì offeso dal comportamento di Paolo VI, al quale scrisse subito una lettera di protesta. Tornato in seguito a Roma, il card. Ottaviani gli disse che Paolo VI gli aveva fatto le scuse, dicendo, però, che la decisione era stata presa da mons. Benelli. Ma il Cardinale sottolineò che quello era il solito metodo del doppio gioco di Paolo VI.

Fintanto che visse Pio XII, il Vaticano, per don Villa era un ambiente più che accogliente: oltre agli incontri inerenti alla sua attività di agente segreto, don Villa pranzò e cenò almeno una cinquantina di volte con Cardinali e Vescovi. Ma quando giunse al potere Paolo VI, egli si vide preclusa ogni ospitalità ed ogni possibilità di avviare iniziative per la difesa della Fede Cattolica.

a cura dell’Ing. Franco Adessa

“FIGLIO, NON DIMENTICARE LE LACRIME DI TUA MADRE!”



"Mamma, perché piangi ?" 

“Tanto Mi preme dirvi qualcosa sulle atroci sofferenze che quasi soffocarono mia Madre a causa delle mie pene. Fin da quando ero fanciullo, Ella apprese che la quasi infinita dolcezza che sperimentava per essere Madre mia, aveva come contrapposto stati di dolore e di struggimento che la tenevano sospesa fra la vita e la morte. Sicché presto si convinse che l’esser Madre dell’Uomo dei dolori comportava l’effettiva partecipazione a tutte le mie pene. E come può estraniarsi una Madre dalle sofferenze di suo Figlio? Come poteva non aiutarmi a soffrire Colei che scelsi per farmi aiutare a redimere? Per tanto la sua vita, nascostissima ora a voi, era apertissima a Me, perché era l’altare sul quale ho preferito immolarmi. Sì, la mia Mamma ha fatto da altare, in certo modo, a tutte le mie offerte, giacché nessuna ne facevo senza di Lei. 
Amatela, amate la dolorosa Madre! Comprendetela, almeno un po’, perché pochi cercano di esserle vicini per quello che ha sofferto per Me. 
Ed ecco cosa voglio farvi sapere. Quando Giovanni poté far avvicinare mia Madre alla Croce, dove ero confitto da circa un’ora, avvenne che tutti i miei dolori furono a Lei comunicati, partecipati, in un attimo, sicché da allora Ella sentì di essere crocefissa con Me. Tutta la sua anima bruciava di dolore, mentre il suo corpo riceveva raggi dolorosi che le trapassavano mani, piedi e cuore. Allora compii il primo miracolo del genere, sicché Maria fu la prima stigmatizzata da me.  
Benedetta Madre, che sopportasti così crudeli piaghe e che bruciasti di cocentissimo dolore! Chi non la compatisce, non è degno di Me. Chi la dimentica, meriterebbe di essere dimenticato da Me. Perciò a voi la ricordo, a voi la mostro ed in voi voglio continuare a lodarla  e amarla”. 

Pablo  Martín  Sanguiao 

L'ultimo Papa canonizzato



GLI STUDI GINNASIALI 

La strada che da Riese conduce a Castelfranco Veneto non stancò mai la costanza di Giuseppe Sarto, a cui ardeva in petto l'ansia del sapere per un alto e non terreno ideale. 
Eppure erano 14 chilometri al giorno — sette nell'andare ed altrettanti nel ritornare dalla scuola — che egli percorreva a piedi, allegro e contento, senza mai lamentarsi ne di fitte nebbie nella stagione invernale o di estenuanti calori nell'estate, imparando così a temprare la sua anima a quella vita di sacrificio e di continuo lavoro che avrebbe più tardi spiegato come Sacerdote, come Vescovo e come Papa (13). 
Era povero: lo diceva quel suo vestito di stoffa comune, tagliato e cucito dalla madre; quel paio di scarpe buttate sulle spalle per non consumarle troppo presto; quel sacchettino a tracolla che, insieme ai quaderni, nascondeva un pane od una semplice fetta di polenta spesso, senza companatico, insufficienti a calmare gli stimoli dell'appetito che qualche volta lo costringevano a domandare ai compagni di scuola qualche cosa per sfamarsi (14). 
Era povero: ma i punti migliori nella scuola erano i suoi. 
Era sempre il primo tra i più assidui allo studio, il primo tra i più encomiati. 
Il Conte Lauro Quirini, ricordando quegli anni, durante i quali ebbe condiscepolo a Castelfranco Giuseppe Sarto, così testimoniava: “Io ero studente interno, Sarto frequentava quelle scuole come esterno. 
Ricordo benissimo: vestiva dimessamente e talvolta gli si vedeva spuntare dalla saccoccia un pane che portava con sé per la colazione. Come era buono! 
Era carissimo a tutti, gioviale, sereno, diligentissimo, il migliore della classe era sempre lui” (15). 
“Era un angelo di bontà — attestava un altro suo condiscepolo — un angelo di purezza ed amantissimo dello studio. Era sempre il primo in tutto: in disciplina, in diligenza, nei componimenti italiani e latini e nelle altre materie. Soavissimo con i compagni, egli era l'ammirazione dei Professori, i quali avevano sempre in bocca il nome di lui a lode e non si stancavano di additarlo ad esempio a tutta la classe per la prontezza dell'ingegno, per il suo instancabile amore allo studio e per la sua specchiata condotta. Era la delizia dei preti di Riese” (16). 

*** 
Tra la scuola del mattino e quella del pomeriggio si recava presso la famiglia di Giovanni Battista Finazzi — esattore delle imposte — il quale era amico del cursore di Riese. 
Qui mangiava quel poco che si era portato da casa, a cui la buona moglie del Finazzi aggiungeva qualche altra cosa, e, quando il fanciullo doveva per esigenze di scuola trattenersi tutta la settimana a Castelfranco, gli preparava anche un altarino, perché sapeva che egli godeva di imitare le cerimonie della Messa che vedeva all'altare della sua Parrocchia (17). 
Di ritorno dalla scuola non fantasticava: studiava, aiutava il padre nello sbrigare qualche commissione, assisteva la madre in quello che poteva; mentre, per il grande amore che portava allo studio ed alla vita di sacrificio, sapeva trovare anche il tempo per dare lezioni di scuola ai figlioli di una agiata famiglia del paese (18). 
Nei giorni di vacanza, con un branco di vivaci fanciulli della sua età, si recava al Santuario della Madonna delle Cendròle, appena fuori del villaggio, dove, in una dolcezza temprata di silenzio, inginocchiato ai piedi della Vergine, intonava le Litanie, e, dopo una breve preghiera, con accesa parola, incitava i compagni a tenersi lontani dal male ed a crescere nel santo timore di Dio (19) 
E i fanciulli di Riese ascoltavano volentieri quel loro compagno che rideva sempre di cuore, che aveva sempre qualche buona parola da dire o qualche cosa di bene da proporre e del quale le loro mamme parlavano con ammirazione ed invidia, perché lo vedevano accostarsi ogni otto giorni a ricevere il mistico “Pane della vita” con quella stessa pietà e con quello stesso raccoglimento, con cui vi si era accostato, non ancora dodicenne, la prima volta, il 6 Aprile 1847: terza festa di Pasqua (20). 

Il Beato Pio X, del Padre Girolamo DAL GAL Ofm c.

ALL’IMMACOLATA DELLO SPIRITO SANTO



O Immacolata dello Spirito Santo,  
per il potere che l’Eterno Padre Ti ha dato sugli Angeli e gli Arcangeli,  
mandaci schiere di Angeli con a capo San Michele Arcangelo,  
a liberarci dal maligno ed a guarirci. 
Amen 

Tantissimi figli seguono cecamente il falso profeta!



Maria Madre di Dio

 Tantissimi figli seguono cecamente il falso profeta e tantissimi figli si smarriscono sempre più, perché ascoltano chi viene dal diavolo. Ubbidienti lo osannano e non si accorgono di quanto sono messi alle strette e nelle reti del diavolo.

Gli insegnamenti di Mio Figlio sono rilevanti in tutti i tempi. Non possono essere modificati, anche se è proprio quello che stà succedendo. Vi avviso, Mia Amata schiera di figli, perché quelli che maggiormente vi leggono nel cuore, sono quelli che v’infliggono maggiori danni. Essi fingono, mentono approfittano della vostra insoddisfazione, per raggiungere i loro obiettivi, cioè realizzare i piani del male e rimuovere Gesù, Mio Figlio, completamente dalla vostra vita.

Quando mostreranno il loro vero volto, sarà troppo tardi per voi, perché vi siete opposti troppo e troppo spesso  al Signore, vi siete permessi con troppa indifferenza troppi peccati favorendoli nella vostra vita e vi siete rivolti molto poco o per niente al Cielo, non avete seguito i Comandamenti del Signore, né vissuto insieme con umiltà e in profondo amore.

Un mondo pieno di bugie e intrighi, sesso e omosessualità, matrimoni tra persone dello stesso sesso, adozioni di bambini da parte di coloro la cui unione mai potrebbe dare alla luce la vita, prostituzione, tratta di minori e abusi, aborto e tanto altro ancora, viene da voi accettato come cosa “normale”, ma non è così. Tutto ciò è stato portato dal diavolo, nulla di questo proviene da Dio nostro Signore e Padre.

Dio ha creato il vostro mondo in modo meraviglioso, ma voi non LO rispettate, non vi rivolgete a LUI, non vivete con LUI. “Sia fatta la Sua volontà” queste parole, le avete abolite dalla vostra vita, perché vivete soltanto secondo la vostra volontà e non comprendete che proprio questo, causa così tanta sofferenza, male e peccato sulla vostra così meravigliosa terra.

Non credete mai al maligno perchè non ha nessuna buona inclinazione in sé! Avranno un brutto risveglio quelli che sottomessi lo seguono e non otterranno nulla di quello che ha loro promesso. Quelli invece, che vivono con Mio Figlio, saranno innalzati e il loro raccolto saranno la vera gioia, la felicità, l’amore e la pace a lungo desiderata. Così sia.



lunedì 16 dicembre 2019

AVVISI DALL'ALTRO MONDO SULLA CHIESA DEL NOSTRO TEMPO



5 Febbraio 1976 

E = esorcisti 
Al = Allida, demonio angelico del Coro degli Arcangeli  

Virtù e vizio 

E: Dì la verità, Allida, nel nome delia SS. Trinità...! 

Al: Noi siamo riconoscenti a Quelli Sopra che non sia ancora il castigo di Dio. 
Adesso abbiamo ancora un po’ più di tempo per fomentare. ESSI IN ALTO (mostra in alto) tengono in mano tutto; tutto si trova nelle loro mani. Noi laggiù (inteso l’inferno) temiamo, che il grande Avvertimento verrà presto. 

E: Dì la verità nel nome...! 

Al: Abbiamo presto finito di deliberare. 

E: Nel nome della Madre di Dio e nel nome... dì la verità!  

Al: Perché tutti i segni, che sono ora su tutta la terra - nel clero e nella natura - parlano molto in favore di ciò che... che cosa credete, anche noi sappiamo cosa è scritto nell’Apocalisse. Se si confronta questo ogni «asino» deve ammettere che ci siamo a questo punto... soltanto con piccoli ritardi, perché IN ALTO praticano ancora misericordia durante tutto il tempo. 

E: Dì la verità, Allida, parla nel nome...! 

Al: Dobbiamo dire perché ESSI IN ALTO lo vogliono: Non perdete la testa, siate fissi come granito e duri come ferro e diamante, applicatevi passo per passo al bene, al tradizionale. Si vede bene dove conduce il nuovo. Molti bambini sono per esempio già cosi precoci, che sanno già tutto intorno al sesso, prima che abbiano abbandonato il vaso da notte. Lo si inculca loro per così dire già all’età di quattro o cinque anni in maniera che dalle loro teste non viene più recepito nient’altro. Ci sono persino istituzioni, come asili, scuole ecc. che non sanno fare niente di meglio e di infondere nelle menti dei bambini per forza i concetti del sesso. Cosa sarà poi dei giovani che si trovano nella pubertà? I genitori non sanno che cosa devono fare. Non osano nemmeno parlare col parroco e lottare. Dicono: è il parroco, lui saprà bene cosa fa (ringhia). La gioventù viene rovinala ancora prima che stia sui suoi piedi. Così l’ultima e la penultima generazione non diventeranno mai buoni soldati di Cristo, salvo che si verifichi da loro un riorientamento sconvolgente. Si troverebbero meglio in campi di concentramento che in tali posti d’insegnamento, nei quali il sesso viene versato col contagocce. In più questo succede ancora col sapore di cristianesimo moderno. A Sodoma e Gomorra era più evidente. Allora la perversione non veniva istillata così a sorsi (ringhia). A Sodoma e Gomorra era ben terribile, ma sapevano che peccavano. Lo sentivano. I bambini odierni sovente non sanno nemmeno che peccano. Si accorgono troppo tardi, che vengono gettati nel peccato. I sacerdoti, maestri di scuola ed educatori che ne sarebbero responsabili, sanno sovente loro stessi e solo a tratti che la loro attività è errata. Di tanto in tanto sentono ancora la coscienza e a volte pensano che sia lo Spirito Santo. 

E: Nel nome della SS. Trinità, dell'Immacolata Concezione, della Madre di Dio del Monte Carmelo, del Santo Parroco di Ars e Caterina Emmerich, continua a dire quello che hai da dire! 

Al: Non c’è mai stata una così grande confusione come ai nostri giorni. È vero che ai tempi della Riforma regnava una grande crisi, ma allora c’è stata piuttosto una scissione. I buoni restarono dalla parte giusta e gli altri passarono semplicemente al protestantesimo, I luterani erano ancora migliori dei cattivi cattolici. Certamente allora fu una grande disfatta per la Chiesa, ma adesso tutto si trova in uno stato ancora molto peggiore. A quel tempo si rendevano conto in massa, persino presso i protestanti, che avevano fatto qualcosa di sbagliato. Siccome vennero divisi in tre gruppi - Lutero, Zwingli e Calvino - riconobbero ben presto che questa non poteva essere la vera Chiesa, specialmente perché questi tre uomini vivevano anche fra loro in lite. A quel tempo vedevano bene che il cattolicesimo si trovava in crisi. Presso i buoni vedevano però che questi difendevano almeno unitamente la stessa cosa. Essi sarebbero poi tornati indietro volentieri, almeno Lutero, ma era troppo tardi. 
Noi (mostra in basso) lo avevamo già troppo in trappola. 

E: Parla nel nome… quello che hai ancora da dire, Allida!  

Al: Lutero è stato ispirato da noi e Zwingli dal Vecchio [inteso è Lucifero]. 
Zwingli dovette ben essere trattato dal Vecchio finché poté fiorire come che cresce come la malerba (ringhia con gioia maligna). Non ci vuole nemmeno molta pioggia. La malerba cresce come si sa in ogni modo molto più in fretta della buona erba. Lussureggia per così dire e non si riesce quasi più a tagliarla. 
Fare il seme è sempre più duro e più pesante. Ciò che è buono non prospera con tanta facilità; ed anche se si è sviluppato cd il padrone crede di essere riuscito, esso può subito ricascare dalla metà della montagna per cui occorre ricominciare di nuovo. Il male invece cresce con grande forza di spinta come la malerba, senza mai ricadere. Monta in alto e cresce, nessuno può arrestarlo. 
La perversione è simile ad una montagna, che oscura, appesta, condensa ed inquina tutto. Una volta che c’è il cattivo, rassomiglia ad un inquinatore dell’aria, che trascina con sé masse intere. La virtù per contro trova più difficoltà di prosperare. Non è cosi leggera, attraente, è piuttosto singolare. 
Ma noi non vogliamo dire questo. Che dobbiamo dire questo! (ringhia rabbiosamente). 

Bonaventura Meyer

LO SPIRITO SANTO PREGA IN NOI



Lo Spirito Santo si compiace d'essere da noi conosciuto per quegli che ci aiuta nella nostra debolezza e in ogni nostro bisogno, principalmente poi nel più urgente dei bisogni nostri, che è quello di ben pregare per ottenere tutte le grazie necessarie alla salute. - Felice quell'anima che apprezza sì gran benefizio dello Spirito Santo!
Noi, come ne avverte San Paolo, non sappiamo ben pregare, e talvolta neppur sappiamo che cosa pregare, e talvolta neppur sappiamo che cosa chiedere, ma ecco lo Spirito Santo che abitando in noi, prende il nostro luogo a e asce sumendo quasi come proprie «membra la nostra mente e il nostro cuore, li muove, eccita ed u infiamma nell'orazione. presenu tando con gemiti inenarrabili le a nostre e sue preghiere all'adorabile Trinità» - Quando un povero supplicante ha chi intercede per lui, se ne consola e spera; e tu, anima fedele, che hai in te lo Spirito Santo, il quale teco e per te prega e supplica, che puoi desiderare di più e di meglio? Oh, quanto ti aiuterà a ben pregare il pensiero che lo Spirito Santo prega teco! Guardati dunque dal profanare la preghiera con freddezza, distrazione o diffidenza.

LA NASCITA DI GESU’ NELLA DIVINA VOLONTA’



(Tratta da: Brani scelti dai Volumi di Luisa Piccarreta)


25 dicembre 1910 - Vol. 10

Come sempre, anche per far conoscere la sua Nascita nel tempo, Gesù sceglie le persone povere, ignoranti e abbiette per farne dei portenti di grazia, perché sono le più disposte ad ascoltarLo ed a crederGli senza tante difficoltà.

Gesù Benedetto Si faceva vedere piccino piccino ma tanto grazioso e bello, che mi rapiva in dolce incanto; in particolare si rendeva amabile con le sue piccole mani, e prendeva piccoli chiodi e mi inchiodava con una maestria degna solo del mio sempre amabile Gesù, e poi mi colmava di baci e di amore, ed io Lui.
Onde, dopo questo mi sembrava di trovarmi nella grotta del mio neonato Gesù, ed il mio piccino Gesù mi ha detto: “Figlia mia diletta, chi venne a visitarMi nella grotta della mia nascita? I soli pastori furono i primi visitatori, i soli che facevano un va e vieni e Mi offrivano doni e cosucce loro, i primi che ebbero la conoscenza della mia venuta nel mondo, e di conseguenza i primi favoriti e ripieni della mia grazia. Ecco perché scelgo sempre persone povere, ignoranti, abbiette, e ne faccio dei portenti di grazia, perché sono sempre le più disposte, le più facili a darMi ascolto, a crederMi, senza fare tante difficoltà, tanti cavilli, come al contrario fanno le persone colte.
Poi vennero i Magi, ma nessun sacerdote si vide, mentre dovevano essere i primi a farMi corteggio, perché sapevano più degli altri, secondo le scritture che studiavano, il tempo ed il luogo, ed era più facile il venirMi a salutare e a visitare. Ma nessuno si mosse, anzi, mentre lo additavano ai Magi, non si mossero, né si scomodarono di fare un passo per andare in traccia della mia venuta. Questo fu un dolore nella mia nascita, per Me amarissimo… ”
con le adorazioni profonde della tua SS. Mamma! Per noi e per tutti!

Apocalisse di S. Giovanni



San Giovanni e la visione dell’Angelo “forte”, che simboleggia l’intervento di Dio 
tramite le Apparizioni della Madonna, che viene ad informarci delle tragedie 
della Chiesa di Cristo, ma anche del suo trionfo finale.


Questo soccorso sarà potente, perché l’angelo porta il titolo di “forte”.
Dagli attributi sotto i quali l’angelo si presenta, in particolare la nube e l’iride fanno pensare alla figura profetica di Maria. È dunque per mezzo di Maria che ci verrà, nella desolazione della sesta età, la certezza della misericordia e il pegno della pace.
Infatti, la definizione del dogma dell’Immacolata Concezione non ha diffuso la speranza in tutti i cuori, e Maria non è venuta, nell’oscuro periodo di questa età, a dire a Parigi, a la Salette, a Lourdes, a Pontmain (e poi a Fatima): non temete, io sono con voi ed intercedo per voi?
Nel 1830, Ella si manifestò per la prima volta, e venne a darci la medaglia miracolosa; cioè nel momento stesso in cui la massoneria, dopo essersi riorganizzata, tramava, per mezzo dell’Alta Vendita (l’organo direttivo dell’Ordine degli Illuminati di Baviera), le sue più nere cospirazioni!
Inoltre, l’angelo teneva un piccolo libro aperto, e quindi un libro che non è misterioso, la cui “apertura” indica che esso è accessibile a tutti.
«Prendilo e divoralo – gli disse l’angelo – esso sarà amaro al tuo ventre ma alla tua bocca sarà dolce come il miele”. Se il riferimento è alle parole dei messaggi di Maria SS., di quel periodo, si può certamente dire che le calamità che annunciano sono veramente “amare”, ma il finale è sempre “dolce” come il miele. 
Ma questo piccolo libro aperto annunzia forse anche qualcosa d’altro?
Il P. Holzhauser, che pubblicò un’autorevole interpretazione dell’Apocalisse (1650), disse che questo piccolo libro, in mano all’angelo, era la profezia del più grande e dell’ultimo dei Concili e che questo Concilio si sarebbe tenuto nella sesta età. Il venerabile aggiunse che questo concilio si sarebbe trovato di fronte al più profondo degli errori: l’ateismo che avrebbe dovuto condannare. Il protestantesimo non faceva che portare le sue negazioni e le sue proteste contro la Chiesa e contro alcuni dei suoi dogmi, ma non contro il dogma fondamentale dell’esistenza di Dio. Oggi, l’ateismo è professato non più soltanto da pochi individui ma da interi Stati.
Una cosa assai singolare fu l’anticoncilio, tenutosi a Napoli nel 1869, come provocazione al Concilio Vaticano; in questo stesso anno questo anticoncilio fece questa dichiarazione: «Considerando che l’idea di Dio è la sorgente e il sostegno di ogni dispotismo e di ogni iniquità, considerando che la religione cattolica è la più completa e la più terribile personificazione di quest’idea ... i liberi pensatori si assumono l’obbligo di lavorare all’abolizione rapida e radicale del cattolicesimo».
Da parte sua, il Concilio Vaticano si trovò nella necessità di mettere nella luce più viva l’idea di Dio e di circondarla di tutte le sue prove teologiche ed anche filosofiche. Il che fece
nella Costituzione “Dei Filius”.
Vi sono, però, altre cose degne d’attenzione.
L’angelo, dopo aver posato il piede destro sui mari e il sinistro sulla terra, si stabilì su tutto l’universo, vale a dire che, nella sesta età verrà un momento in cui la luce della verità splenderà su tutta la superficie del globo e per un certo tempo lo assoggetterà al suo impero. Ai ruggiti dell’angelo fecero eco le voci di sette tuoni. 
L’abate Drach osserva che santa Brigida ebbe la confidenza di chiedere a Dio quello che avevano detto i sette tuoni, e le fu risposto che avevano fatto le più terribili minacce contro i persecutori della Chiesa.
Ma il Signore non colpirà la sètta, Egli non distruggerà interamente la città del male, la cui rovina definitiva non deve accadere che più tardi, dopo i giorni del regno dell’Anticristo.
Sono forse le sette ultime piaghe, le sette coppe dell’ira di Dio, con le quali Dio punirà gli uomini della settima età, a rappresentare la distruzione definitiva della città del male?

a cura del dott. Franco Adessa

Il grande divorzio tra sacerdote e vittima



IL SACERDOTE È PURE VITTIMA 
***
56 Se in Cristo, Sacerdozio e stato di Vittima sono inseparabili, non dovrebbe essere così anche negli "altri-Cristi"? Perché abbiamo considerato noi stessi soltanto come offerenti e non come offerti, come predicatori e non come portatori del peccato, come lavoratori sociali e non come redentori? 

57 La fuga di molti sacerdoti dall’altare verso il mondo non è forse una dimostrazione evidente di un certo scontento interiore, per il fatto che la Chiesa è stata troppo isolata dalle ansietà e dalla miseria che il male ha causato. Gli psicopatici insistono troppo sull'aspetto cultuale, ministeriale, ecclesiastico del sacerdozio; i neuropatici sono preoccupati di essere in rapporto col mondo politico-economico-sociale che Cristo è venuto a redimere. Nessuno dei due è efficace: gli psicopatici sono troppo impegnati col loro popolo di Dio e finiscono di agire come degli impagliatori di animali verso altri impagliatori di animali, troppo alieni dalle necessità del mondo che ha bisogno di essere salvato. I neuropatici vedono che il mondo ha bisogno di essere riaggiustato, ma troppo spesso lasciano Cristo dietro le spalle e finiscono col fare lo stesso lavoro dei filantropi sociali, dei comunisti, ma quasi mai altrettanto bene, poiché il loro servizio costa la defezione da una vocazione dedicata alla santità di Dio. 

58 Il Sacerdote è chiamato ad essere un portatore del peccato come Cristo. Questo non significa che debba indossare il cilicio. La penitenza non richiede, oggi, dei cilici. Il nostro prossimo è un "cilicio". 

59 Lo stato di vittima esprime piuttosto la profonda consapevolezza con cui sentiamo le colpe e il peccato del mondo, come se fossero nostri, e mediante la costante unione a Cristo, cerchiamo di riconciliare tutta l’umanità a Lui. 

60 Amore significa identificazione con gli altri, non solo con le pecore del gregge, ma anche con quelle che non appartengono al gregge. Molti volgarizzatori di Bonhoeffer esaltano la sua "religione terrestre", senza sapere che la definiva come l’identificazione col sacerdozio-servizio di Cristo. 

61 "Essere nel mondo per me significa affrontare la propria vita, con tutti i suoi doveri e problemi, i suoi successi e insuccessi, le sue esperienze e miserie. È in una simile vita che ci gettiamo precipitosamente fra le braccia di Dio e partecipiamo alle sue sofferenze nel mondo e vegliamo con Cristo nel Getsemani. Come potrebbe il successo renderci arroganti o il fallimento portarci fuori strada, quando partecipiamo alle sofferenze di Dio, vivendo nel mondo!" (Lettere e carte di Bonhoeffer). 

62 Se il peccato fosse cessato, il sacerdote dovrebbe solo essere sacerdote; ma se il Calvario continua, allora il Cristo glorificato può ancora domandare: "Perché mi perseguiti?" (At 9,4). 

63 Lo stato di Vittima si esige ancora. Ecco come Edward Muir lo propone: "Fu per caso che quel giorno un Dio morente incrociò la mia vita, Lui sulla sua strada e io sulla mia?" (Poesie). 

64 Se Dio sembra morto nella nostra epoca nucleare, è perché i cristiani, popolo arido, hanno isolato Cristo dalla sua croce. Alcuni sacerdoti e religiosi hanno abbastanza amore per gli affamati, ma non sufficiente amore per redimerli dalla colpa. Il sacerdote per trovarsi a migliore agio nei suoi rapporti con il mondo può predicare un "Cristo sociale" o un "Cristo politico" o un "Cristo rivoluzionario", ma l’indifferenza per la crocefissione produce dei discorsi che sono "bronzo sonoro e cembali squillanti". 

65 L’impegno intellettuale e morale del Sacerdote riguardo al Sermone della montagna richiede la resa esistenziale al prolungamento della Croce. 
Gandhi vide questo duplice incontro con il Cristo, quando si trovò di fronte a un crocifisso in Vaticano: "Non fu senza uno sforzo interiore che mi potei allontanare da quella scena di vivente tragedia. Vi scorsi subito che le nazioni, come gli individui, possono solo essere formati attraverso l’agonia della Croce e in nessun altro modo. La gioia non proviene dal dolore della pena per gli altri, ma dal dolore sopportato volontariamente da ciascuno di noi" (HINGORANI, Il messaggio di Gesù Cristo). 

66 Madre Teresa di Calcutta espresse la stessa idea, affermando: "Il servizio dei poveri senza l’amore del Cristo crocefisso è opera sociale". 
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FULTON, J. S. 

PREGHIERA PER IMPLORARE LO SPIRITO SANTO



Siamo qui dinanzi a te, o Spirito Santo;  
sentiamo il peso delle tue debolezze,  
ma siamo tutti riuniti del tuo nome;  
vieni a noi, assistici, vieni nei nostri cuori;  
insegnaci tu ciò che dobbiamo fare, 
mostraci tu il cammino da seguire,  
compi tu stesso quanto da noi richiesto.  
Sii tu solo a suggerire e a guidare le nostre decisioni,  
perché tu solo, con Dio Padre e con il Figlio suo, hai un nome santo e glorioso;  
non permettere che sia lesa da noi la giustizia, tu che ami l’ordine e la pace; 
non ci faccia sviare l’ignoranza;  
non ci renda parziali l’umana simpatia,  
non ci influenzino cariche e persone;  
tienici stretti a te e in nulla ci distogliamo dalla verità;  
fa’ che riuniti nel tuo santo nome,  
sappiamo contemplare bontà e tenerezza insieme,  
così da fare tutto in armonia con te,  
nell’attesa che per il fedele compimento del dovere  
ci siano dati in futuro i premi eterni.  
Amen.  

3 Gloria al Padre.