giovedì 21 gennaio 2021

INFORMAZIONI SPIRITUALI IMPORTANTI È NECESSARIO SAPERE PER ESSERE SALVATI

 


COME CONTROLLARE I TUOI OCCHI

Nota: Nessuno degli insegnamenti sul nostro sito deve essere ritenuto assolutamente infallibile o vero, e il lettore deve essere consigliato di seguire la propria coscienza. Anche se i nostri insegnamenti proclamano questa o quella posizione come vera (secondo la nostra interpretazione), il lettore deve capire che questa è la nostra interpretazione privata di citazioni di santi e insegnamenti della chiesa: dogmi ed encicliche. Qualunque sia il caso, seguite sempre ciò che pensate che la chiesa insegni su qualsiasi argomento; e non fidatevi ciecamente di ciò che viene insegnato sul nostro sito (anche se sosteniamo che questa o quella posizione sia un peccato mortale) - anche se la nostra posizione può sembrare vera e infallibile (potete, comunque, seguire ciecamente ciò che insegniamo se pensate che questa sia la vera posizione). Se hai delle preoccupazioni riguardo a qualsiasi posizione, chiedi consiglio a un amico o a un sacerdote esperto; e se hai ulteriori preoccupazioni, chiedi a un altro sacerdote o anche a più sacerdoti di vedere cosa pensa di questa o quella posizione. Nessuno può essere costretto a credere in qualsiasi posizione che sia incerta, e il lettore deve essere consigliato di seguire la sua coscienza. Quindi, se pensate che una qualsiasi posizione sia incerta secondo la vostra coscienza, fate un giudizio ragionevole, e poi chiedete consiglio o continuate a studiare la questione finché non avrete fatto un giusto giudizio - secondo la vostra coscienza.

L'apprendimento e il controllo della vostra vista saranno molto necessari per la salvezza. Non puoi ingannare Dio! Ogni volta che guardi volontariamente con la lussuria nel cuore un oggetto non casto, seducente o inadatto, hai sicuramente commesso un peccato mortale! Perciò, ogni volta che incontri con gli occhi qualcosa di peccaminoso (o anche qualcosa di lecito ma che è molto bello), devi prendere l'abitudine di guardare in basso o lontano - perché il peccato di lussuria non sarà lontano - facendo il segno della croce e dicendo un'Ave Maria, che è altamente raccomandato e aiuta contro le impurità. Innumerevoli santi hanno rimproverato la gente per il grande errore di non controllare gli occhi. Sant'Ignazio Loyola per esempio rimproverò un fratello perché guardava il suo viso più di un breve momento. Santa Brigida faceva una confessione specifica per ogni singola faccia che vedeva durante ogni giorno! Questa è vera saggezza, perché il mondo ti dice di guardare sempre in faccia la persona con cui sei. Questo porterà molte volte a peccati e pensieri impuri.


LA MODESTIA DEGLI OCCHI È ASSOLUTAMENTE NECESSARIA PER LA SALVEZZA

Domanda: È peccato guardare volontariamente persone o cose da cui si è attratti sessualmente e che suscitano il proprio desiderio sessuale? È permesso cercare direttamente l'occasione prossima al peccato per un bene spirituale o temporale proprio o del prossimo?

Risposta: Sì, è un peccato guardare volontariamente, e continuare a guardare, le cose che suscitano il desiderio sessuale. Inoltre, la Chiesa condanna anche il mettersi in "occasione prossima al peccato per un bene spirituale o temporale proprio o del prossimo" (Papa Innocenzo XI), il che ci mostra che non è permesso nemmeno guardare o ascoltare cose come i media pericolosi e mondani o rimanere in situazioni in cui si può essere tentati di commettere un peccato. Questo, naturalmente, dimostra che la Chiesa aborrisce ogni atto di volontà in cui ci lasciamo tentare inutilmente, o ci troviamo in un luogo o in una situazione in cui sappiamo che c'è una grande possibilità che qualcosa ci tenti, o sia contro Dio.

La custodia degli occhi è sempre necessaria per ottenere la salvezza, e quindi è chiaramente peccaminoso fissare gli occhi su una persona o un oggetto che si sa che susciterà pensieri e desideri peccaminosi. "Frate Ruggero, un francescano di singolare purezza, interrogato una volta sul perché fosse così riservato nei suoi rapporti con le donne, rispose che quando gli uomini evitano le occasioni di peccato, Dio li preserva; ma quando si espongono al pericolo, sono giustamente abbandonati dal Signore, e cadono facilmente in alcune gravi trasgressioni." (Sant'Alfonso Liguori, La vera sposa di Gesù Cristo, Mortificazione degli occhi, p. 221)

Il nostro nemico, il Diavolo, prima di tutto viene da noi ed entra nel nostro cuore attraverso i nostri occhi. Nessun altro senso è più potente nel tentare l'uomo. Imparare a controllare ciò che si guarda è assolutamente cruciale per essere salvati, perché ogni volta che si guarda volontariamente con la lussuria nel cuore un oggetto non casto, seducente o inadatto, o qualsiasi oggetto, anche se modesto, si è sicuramente commesso un peccato mortale! Perciò, ogni volta che incontri qualcosa di peccaminoso con i tuoi occhi (o anche qualcosa di lecito ma che è molto bello) devi prendere l'abitudine di guardare in basso o lontano - perché il peccato di lussuria non sarà lontano - facendo il segno della croce e dicendo 1 o 3 Ave Maria, che è altamente raccomandato perché aiuta contro le impurità.

Innumerevoli santi hanno rimproverato le persone per il grande errore di non controllare i loro occhi. Sant'Ignazio di Loyola, per esempio, ha rimproverato un fratello per aver guardato il suo viso per più di un breve momento. Santa Brigida faceva una confessione specifica per ogni singolo volto che vedeva durante ogni giorno! Questa è vera saggezza, ma il mondo e il costume e l'abitudine attuale ti dicono di guardare sempre in faccia la persona con cui sei, o che guardi, anche se è alla televisione! Questa è una cattiva abitudine a dir poco. Questo porterà molte volte a peccati e pensieri impuri e tentazioni del diavolo. La modestia e la purezza ci impongono di non fissare le persone in faccia, e specialmente gli occhi, anche solo per un brevissimo momento, anche quando parliamo direttamente con loro. Nei tempi passati, questo era risaputo.

Sant'Alfonso Liguori scrive a questo proposito quanto segue: "Ma non vedo come gli sguardi a giovani di sesso diverso possano essere scusati dalla colpa di una colpa veniale, o anche dal peccato mortale, quando c'è il pericolo prossimo di un consenso criminale. "Non è lecito", dice San Gregorio, "guardare ciò che non è lecito desiderare". Il pensiero malvagio che procede dagli sguardi, anche se dovrebbe essere respinto, non manca mai di lasciare una macchia sull'anima". (La vera sposa di Gesù Cristo, Mortificazione degli occhi, p. 221)

Questa virtù può effettivamente essere difficile da mettere in pratica per molti all'inizio, ma col tempo e con la pratica, diventerà più facile.

La precedente citazione di Sant'Alfonso mostra anche perché la maggior parte delle cose trasmesse dai media sono totalmente inadatte da guardare o leggere. Le notizie in sé non sono malvagie o contrarie a Dio o alla morale, ma la maggior parte dei giornali o dei canali di notizie oggi hanno immagini totalmente inaccettabili o conduttori televisivi vestiti in modo immodesto o molto belli, che li rendono estremamente inadatti da leggere o da guardare, o almeno da fissare lo sguardo. 

Ricordate: "Non è lecito", dice San Gregorio, "guardare ciò che non è lecito desiderare". Leggere giornali che sapete che conterranno molte immagini non caste, immodeste e sessuali e storie inutili sul sesso, ecc. è una completa idiozia e vi condurrà ai peccati della carne se non vi saprete difendere. Pertanto, se avete a cuore la vostra salvezza, non dovete leggere alcun giornale o rivista o guardare alcun programma o film che contenga immodestia di persone che vi tentano.

Sant'Alfonso, Sull'evitare l'occasione del peccato: "Ora, nessuno può ricevere l'assoluzione se non si propone fermamente di evitare l'occasione del peccato; perché esporsi a tali occasioni, anche se talvolta non dovesse cadere nel peccato, è per lui un peccato grave. E quando l'occasione è volontaria ed è effettivamente esistente al momento presente, il penitente non può essere assolto finché non abbia effettivamente rimosso l'occasione di peccato. Perché i penitenti trovano molto difficile rimuovere l'occasione; e se non la tolgono prima di ricevere l'assoluzione, difficilmente la rimuoveranno dopo essere stati assolti". (Le opere ascetiche complete di Sant'Alfonso, vol. 15, p. 543)

Per esempio, in passato sono andato su numerosi siti web di notizie mainstream solo per leggere le notizie, ed è diventato così brutto che non ci vado mai se prima non ho bloccato tutte le immagini (sul mio web-browser). In effetti, ho anche preso l'abitudine di navigare sul web senza alcuna immagine o JavaScript abilitato, o almeno senza immagini a seconda del browser e del lavoro che faccio. Quasi tutti i siti funzionano perfettamente senza immagini e JavaScript abilitati comunque. E sui pochi siti che non funzionano senza JavaScript o immagini abilitate, si può sempre permettere un'eccezione per quel sito.

Manterrà egli il rancore per sempre? Conserverà in eterno la sua ira?”. Così parli, ma intanto commetti tutto il male che puoi».

 


LIBRO DEL PROFETA GEREMIA 

Dopo la sua professione di fede, Gerusalemme si interroga: “Manterrà egli il rancore per sempre? Conserverà in eterno la sua ira?”.

Quando il Signore smette di avere rancore? Quando depone la sua ira? Solo quando Gerusalemme smette con il peccato, depone la sua idolatria.

Finché Gerusalemme vivrà nell’idolatria e persevererà nelle sue prostituzioni, il Signore deve mantenere il rancore, deve conservare l’ira.

Ecco la risposta immediata del Signore: “Così parli, ma intanto commetti tutto il male che puoi”. Non si tratta di vera conversione, vero pentimento.

La professione di fede è con le labbra. Essa non è con il cuore. Non è con la vita. Con le labbra il Signore è l’amico della sua giovinezza, il Padre suo.

Con la vita Gerusalemme è la prostituta sfrontata che non sa neanche arrossire. È la prostituta che insegue i suoi amanti.

Non vi è alcuna relazione tra professione di fede e vita, tra bocca e cuore. Le labbra dicono una cosa. Cuore e vita ne attestano un’altra.

Il Signore non può deporre la sua ira, deve mantenerla. Non può liberare il cuore dal rancore, lo deve rafforzare. Gerusalemme è nell’orrendo peccato.

MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI

AVANTI POPOLO MIO, LE BELLEZZE DI DIO VI ATTENDONO PER ESSERE GUSTATE.

 


Amati figli, vi benedico e ascolto il vostro cuore, sento il suo battere per Gesù, in amore grande, un amore che oltrepassa il terreno, siete ormai presi dal suo Amore e attendete con gioia il suo intervento.

Amati figli, eccomi, sono con voi in questa porzione di Chiesa, Sono con voi in questo luogo Sacro, vengo dal Cielo ripiena di Spirito Santo e poso su ognuno di voi il mio Manto, vi accolgo in Me e vi proteggo dalle insidie del demonio.

Questo è un tempo di grandi rivelazioni al mondo, questa Umanità conoscerà la verità perché conoscerà Colui che È; Egli presto si manifesterà al mondo, nel suo infinito splendore si affaccerà al suo popolo, si presenterà nella sua grande misericordia, chiamerà a Sé ogni figlio e sarà Colui che benedirà. Ascolterà il dolore di ognuno dei suoi figli, li giudicherà e li separerà secondo le proprie opere.

Avanti popolo mio, il tempo è giunto, le Bellezze di Dio vi attendono per essere gustate.

A voi tutti che amate e credete veramente nel Figlio di Dio, saranno consegnati compiti importanti, perché nella Nuova Era ci saranno molti compiti da eseguire; tutto incomincerà con Me con voi; vi aprirò le porte della Nuova Era, vi presenterò tutto ciò che Io ho preparato per voi, vi prenderò per mano e vi condurrò alla vita nuova in Me.

Sorgeranno nuovi Cieli e nuove Terre per i figli di Dio,
essi coltiveranno tutto nell’amore e nella condivisione

Saranno gli eletti di Dio e saranno coloro che genereranno nuovi figli in santità e amore perché apparterranno a Dio in quanto si uniranno a Dio, nella sua stessa Divinità entreranno, faranno parte della nuova Gerusalemme e saranno coloro che erediteranno di Dio.

Satana è furente, il suo piano è fallito, il suo scopo è ormai sfumato, Dio interviene a mettere fine alla sua cattiveria e realizzare sulla Terra il suo Disegno di Salvezza.

Conduco a Me i miei figli attraverso i miei profeti, li metto in condizioni di ascolto e di tornare a Me.

La mia Parola è Cibo che mai passerà, chi si nutre della Parola di Dio e fa la sua Volontà è salvo.

Questo mio dire è per chi è ancora titubante a Me, per chi ancora non vuole correggersi e tornare alla via che conduce alla vita eterna.

Attenti figlioli, il Padre è alla sua giustizia, il suo braccio già si è abbassato sulla Terra, il suo intervento metterà fine allo sfacelo di questa Umanità allontanatasi dal suo Dio Creatore e abbandonatasi a Satana.

L’opera di Satana è veramente crudele, il nuovo virus sarà terribile, il mondo attraverserà tanta sofferenza: … chi resterà su questa Terra, attraverserà la grande tribolazione tra le piaghe e le distruzioni della vita su questo Pianeta.

Avanti! Io attendo figli convertiti, santi, purificati nel mio Amore, ascoltate la mia Voce e seguite Me per essere in Me salvi.

Preparate le vostre case con i sacramentali e un altarino degno di ospitarmi.
Mettete in voi l’amore e concedetevi all’Amore per essere amore nell’Amore.

Dio ama, vi ama tutti e vi attende tutti a Sé, rinnovati nel suo amore sarete un popolo nuovo e fedele.

Gridate al mondo la sua seconda venuta, Egli è vicino a voi e presto Lo vedrete, tutti Lo vedranno! Amen

Vi benedico nella SS. Trinità.

Carbonia 20-01-2021

Abbattere la teologia

 


La Battaglia  Finale del Diavolo

Il 19 dicembre 1946, sull’Osservatore Romano, Papa Pio XII (parlando  contro le teorie eterodosse di modernisti del calibro di Chenu e de  Lubac), ammonì che quella che veniva lodata come “nuova teologia”  avrebbe finito per minare alle fondamenta la stessa Fede:

Si fa un gran parlare (ma senza la necessaria chiarezza di concetto) di una “nuova teologia”, che sarebbe in costante  mutamento, seguendo l’esempio di tutte le altre cose terrene, che  cambiano costantemente e sono sempre in movimento, senza per  altro mai raggiungere i loro obiettivi. Se dovessimo accettare una tale opinione, cosa accadrebbe agli immutabili dogmi della Fede Cattolica; e cosa accadrebbe all’unità e della stabilità di quella  Fede?217

Come abbiamo visto, Giovanni XXIII non tenne in considerazione  gli avvertimenti di Papa Pio XII; al Vaticano II egli infatti riabilitò  quegli stessi promotori della “nuova teologia” che erano stati sospettati  d’eresia durante il precedente pontificato di Papa Pio XII. Secondo  la testimonianza di Mons. Bandas: “Non v’è dubbio che il buon Papa  Giovanni pensasse che questi teologi sospetti avrebbero corretto le loro  idee ed avrebbero dato il loro contributo sincero alla Chiesa. Ma avvenne  l’esatto opposto.... La grande confusione era cominciata. Divenne subito  evidente che non sarebbe stato permesso né al Concilio di Trento né al  Vaticano I né ad alcuna enciclica di impedire la sua avanzata”.

Analizziamo ora quali sono stati gli effetti della “nuova teologia”  sulla Chiesa. Ad oggi, in nome del Vaticano II, viene affermato: 

•  che la Chiesa deve dialogare e collaborare con i Comunisti, i  musulmani, gli eretici, gli scismatici e gli altri nemici della fede  (nell’ordine oggettivo delle cose);

•  che il costante insegnamento ecclesiastico pre-conciliare contro  il Liberalismo (contenuto nel Sillabo del Beato Pio IX) e contro il Modernismo (contenuto nella Pascendi di San Pio X) – è “partigiano”  e datato;

•  che la Chiesa deve “cercare” di “riconciliarsi” con i principi della rivoluzione Francese;

•  che la “Chiesa di Cristo” è un‘entità più grande della Chiesa Cattolica;

•  che gli eretici (cioè i protestanti) e gli scismatici non devono più  convertirsi e tornare alla Chiesa Cattolica per la propria salvezza, e  neanche per l’unità.

In breve, i nemici della Chiesa tra le fila dei neo-modernisti, dei  Massoni e dei Comunisti, hanno visto i loro sogni teologici divenire, per  la maggior parte, realtà.

Tuttavia, il Vaticano sembra oggi disposto a discutere con la Società  di San Pio X sul disastro teologico che ha fatto seguito al Vaticano  II. Non v’è dubbio che i partigiani del Concilio, nel Vaticano, siano  impegnati ad indurre la Società ad abbracciare le novità ambigue di  quel Concilio – cosa che, tra l’altro, nessun Cattolico ha il dovere di  fare. Al contrario, tutti i fedeli Cattolici hanno il dovere di resistere e di  rifiutare tutti gli errori che vengono commessi contro l’insegnamento  perenne della Chiesa - persino se tali errori fossero promossi da un  Concilio non infallibile, quale fu il Vaticano II. Questo perché la Chiesa  non ha alcun potere di inventarsi nuove dottrine.218 Ciò nonostante,  stiamo assistendo a qualche miglioramento, perché il Vaticano sembra  mostrare almeno l’intenzione di mettere in discussione i documenti  conciliari, piuttosto che pretendere una falsa “obbedienza” a concetti  nuovi e nebulosi che hanno provocato chiaramente così tanti danni alla  Chiesa e alla causa del Vangelo.

Padre Paul Kramer

SAN GIUSEPPE: IL PIÙ SANTO DEI SANTI

 


APPARIZIONI DI SAN GIUSEPPE

***

Nel 1847 alcune suore della Congregazione di san Giuseppe dell’Apparizione, fondata da santa Emilia da Vialar, stavano viaggiando dalla Francia alla Birmania. Siccome a quell’epoca non esisteva ancora il canale di Suez, dovettero sbarcare ad Alessandria ed andare a Suez attraverso il deserto. Dice una delle protagoniste, suor Cipriana: La strada si percorreva su pessimi carri condotti dagli arabi. Le nostre sei sorelle erano tutte giovani e senza esperienza di viaggi; e in più portavano ventimila franchi nelle loro borse per i costi del percorso, che non era certo sicuro... Durante il viaggio da Alessandria d’Egitto a Suez un uomo anziano si presentava davanti alle nostre consorelle ogni volta che il carro si fermava e diceva loro: “Sono io, figlie mie, non temete, ci sono io”. L’anziano aveva una lunga barba ed un bastone in mano. Prendeva i loro piccoli pacchi e le aiutava a scendere dal carro. Questo durò finché le nostre care sorelle s’imbarcarono a Suez. Dopo averle accompagnate fino alla nave l’uomo disse ancora: “Addio, figlie mie, buon viaggio, non temete nulla, ci sono io con voi”. E sparì. Le nostre suore si guardarono l’un l’altra mentre la nave iniziava a muoversi e come i discepoli di Emmaus, i loro occhi si aprirono in quell’istante 47 . E riconobbero in quell’anziano san Giuseppe, ormai scomparso senza lasciare traccia. 

Precisamente, il nome della Congregazione San Giuseppe dell’Apparizione, si deve probabilmente ad un’apparizione che ebbe la fondatrice, come raccontava una sua nipote, la signora Camille Brusley, in una lettera all’abate Brunet: Io non so se Lei è a conoscenza dell’apparizione di san Giuseppe a mia zia nel 1880. Ella non ne parlò mai, ma mia madre (Rosina de Bermond), con la quale mia zia si era confidata, mi raccontò che, all’inizio della sua vocazione, disperata per l’opposizione assoluta da parte di suo padre, si prostrò in ginocchio e pregò con tutto il suo cuore. San Giuseppe le apparve e le disse: “Non scoraggiarti, figlia mia, troverai degli ostacoli, dovrai soffrire molto e sopportare tante amarezze, ma la tua opera prospererà” 48 . 

Dice il famoso apostolo e mistico francese padre Lamy (1853-1941): Cominciai a sentire il desiderio di essere sacerdote il giorno della mia prima comunione a 11 anni. Io studiavo, quando potevo, cioè solo di notte, non riuscivo a capire come sarei potuto diventare sacerdote. Non avevo i mezzi e mi sentivo incapace. Ero disperato. Fu allora che mi apparve san Giuseppe e mi confermò nella vocazione. Mi disse: Sarai sacerdote e un buon sacerdote. Da quel momento feci tutti gli sforzi possibili per esserlo. San Giuseppe mi parlò in modo imperativo, stendendo la sua mano in avanti, come per giurare 49 . 

La seconda volta che mi apparve fu alla Courneuve. Mi parlò di cose personali. Egli è molto buono e ha la voce tanto dolce quanto la Madonna. Ha l’accento della sua terra e la voce un po’ roca come quella degli orientali.  

La terza volta fu pure alla Courneuve, nella sala del giardino, non in chiesa. Avevo sistemato là l’immagine di san Giuseppe. Era il 3 luglio del 1917. Le dame della parrocchia l’avevano pulita e io la vidi tre o quattro giorni dopo. Quando entrai nella sala, egli era lì sorridente. Io gli chiesi: Sei san Giuseppe?  

Egli mi parlò di cose personali 50 . 

Dice san Luigi Orione: Eravamo nel marzo del 1900. Erano tempi in cui non avevamo nulla, non avevamo pane e san Giuseppe venne in nostro aiuto... avevamo molto bisogno di soldi e ci raccomandammo a san Giuseppe, che viene invocato come amministratore, o meglio, come provveditore delle case religiose come lo fu per la Sacra Famiglia... Un giorno, non avevamo proprio niente ed esattamente durante la novena di san Giuseppe, l’antivigilia della sua festa, sembrava che egli non ci volesse aiutare. Ma ecco che si presenta alla porta un signore che domanda: 

Dov’è il superiore? 

Il portinaio viene a dirmi: Un signore vuole parlarle. 

È un creditore? 

Non lo conosco. 

Non è il lattaio o il macellaio? 

Non so. 

Erano tempi in cui dopo un creditore ne arrivava un altro e non mi lasciavano in pace. Scesi in fretta le scale e vidi un signore vestito modestamente e con la barba. E mi dice: 

Lei è il superiore? Qui c’è del denaro. 

E lasciò una grossa busta piena di soldi. Questo lo ricordo come se fosse stamattina. Io gli chiesi se dovevamo celebrare delle messe secondo le sue intenzioni. Mi rispose di no e che dovevamo continuare a pregare. Io non l’avevo mai visto. Lui mi guardò un attimo, s’inchinò e se ne andò in fretta. Avrei voluto trattenerlo, ma non ne ebbi il coraggio. Tuttavia, la sua presenza e le sue parole mi lasciarono meravigliato. E mentre usciva, mi riferirono quelli che erano stati presenti all’incontro, il suo volto aveva un che di celestiale. Allora c i mettemmo tutti a seguirlo per vedere dove andava. Ma quell’uomo uscì dalla porta, fece alcuni passi scendendo le scale esterne e non lo si vide più né a destra né a sinistra, né in cortile né in chiesa. Mandai due persone a cercarlo ma non lo trovarono. Appena uscito era subito scomparso. 

Venne mons. Novelli, gli raccontammo quanto ci era accaduto ed egli disse: Era san Giuseppe, era veramente san Giuseppe. 

Io gli feci osservare: 

Però era giovane, troppo giovane e con la barba rossiccia...  

Egli mi rispose: San Giuseppe non doveva essere vecchio... 

Ciò che è certo è che nella busta c’erano soldi abbastanza da pagare tutti i creditori più urgenti e più importanti. E di questo ne fummo sempre grati a san Giuseppe 51 . 

***

P. ÁNGEL PEÑA O.A.R. 

CONSACRAZIONE A GESÙ CRISTO LA VERGINE INCARNATA

 


O Maria Immacolata,
io, _____________,
peccatrice infedele,
rinnovo e ratifico oggi nelle tue mani i voti del mio Battesimo;
Rinuncio per sempre a Satana, ai
suoi fasti e alle sue opere;
e mi dono interamente a Gesù Cristo,
la Sapienza incarnata,
per portare dietro di Lui la mia croce tutti i giorni della mia vita,
e per essere più fedele a Lui di quanto non sia mai stato prima.

In presenza di tutta la corte celeste, oggi
ti scelgo per mia madre e padrona.
Consegno e consacro a te,
come tuo schiavo, il mio corpo e la mia anima, i miei beni,
sia interni che esterni,
e anche il valore di tutte le mie buone azioni,
passate, presenti e future;
lasciando a te l'intero e pieno diritto di disporre di me
e di tutto ciò che mi appartiene,
senza eccezioni, secondo il tuo buon piacere,
per la maggior gloria di Dio,
nel tempo e nell'eternità.

Si avvicinano giorni di scarsità e carestia. Fuoco dal cielo e dalle viscere della terra

 


Approfittate ora che il denaro ha ancora valore per provvedere a voi stessi con cibo e provviste, perché molto presto il dio denaro rotolerà a terra e non servirà più a coprire i vostri bisogni


17 gennaio 2021 - Appello di Maria Santificatrice al Popolo di Dio. Messaggio a Enoch.

Amati figlioli, la Pace del mio Signore sia con tutti voi e il mio Amore e la mia Materna Protezione, vi accompagni sempre.

Figlioli, i giorni e i mesi di quest'anno che sta iniziando saranno più brevi; andate a prepararvi per il vostro passaggio nel deserto, perché questi giorni già sono in arrivo. L'umanità sarà presto sotto shock per il sopraggiungere di eventi che cambieranno il corso delle vostre vite; fuoco dal cielo in quantità sta per entrare nello spazio del vostro mondo, e il fuoco dalle viscere della terra sta per essere liberato dal risveglio dei vulcani. La vita e il vivere quotidiano dell'umanità stanno per cambiare e questo porterà la stragrande maggioranza a perdere la testa; il panico e la paura s’impadroniranno di molti, soltanto quelli che hanno la loro fede e la loro fiducia in Dio, saranno in grado di superare le prove.

I giorni tragici di cui vi ho parlato nei messaggi precedenti sono in arrivo; mantenete la calma e lodate in ogni momento la Gloria di Dio, così che le prove della purificazione saranno per voi più sopportabili. Leggete i messaggi del Cielo e metteteli in pratica, perché sarà attraverso di essi che vi istruiremo in questa fine dei tempi. È già tempo, figlioli, in cui dovete avere cibo non deperibile e molta acqua, perché si avvicinano i giorni di scarsità e di carestia. Guardate che ve lo annuncio in anticipo in modo che la prova della carestia non vi colga di sorpresa e non bussi alla vostra porta. Approfittate ora che il denaro ha ancora valore per provvedere a voi stessi con cibo e provviste, perché molto presto il dio denaro rotolerà a terra e non servirà più a coprire i vostri bisogni. Questo dio, con la caduta dell'economia, perderà il suo valore e diventerà spazzatura che nessuno raccoglierà.

Diffondete, figlioli, il Rosario della Provvidenza che il Cielo vi ha inviato tramite il nostro profeta Enoch, così che nei giorni di scarsità e di carestia, non vi manchi la Manna di ogni giorno che il Padre mio vi invierà. Il Rosario della Provvidenza deve essere recitato dopo la Coroncina della Divina Misericordia, in modo da poter ricevere la benedizione del Cielo. Questo Rosario, figlioli, deve essere recitato in tutte le case del Popolo di Dio, perché con la sua preghiera il Padre mio, domani, nei giorni di carestia, vi farà arrivare la provvidenza di ogni giorno. Il Cielo, figlioli, vi ha inviato attraverso Enoc, tre pilastri fondamentali per la vostra salvezza e il passaggio attraverso il deserto della purificazione. Questi tre pilastri sono: l'Armatura Spirituale completa, il Rosario della Provvidenza e la Corazza del Sangue del Redentore; forza spirituale questa, che vi manterrà saldi nella fede e protetti nei giorni della grande tribolazione che si approssima.

Figli miei, si avvicina lo Scisma nella Chiesa di mio Figlio; Pregate con me con il mio Santo Rosario, affinché il Calvario che la Chiesa vivrà la purifichi ed Essa possa alzarsi domani rafforzata dalla Grazia dello Spirito e continuare ad essere luce e guida del Popolo di Dio. Preparatevi dunque, figlioli miei, perché viene il tempo della vostra purificazione; amatevi e aiutatevi a vicenda in modo che la forza dell'amore e del servizio possa aiutarvi a superare tutte le prove. Ricordate, Io, vostra Madre, sono già in mezzo a voi in compagnia degli Angeli del Cielo e delle anime beate. Pregate tutti i momenti con il mio Rosario, perché con la vostra preghiera troverete la pace e sarete ricoperti dal mio Manto, affinché nulla e nessuno vi possa fare danno. Non dimenticate la mia promessa: la casa dove si prega con il mio Rosario non si perderà, e nessuno dei miei figli fedeli e la loro famiglia conosceranno la morte eterna. Ve lo prometto!

Rimanete, figlioli, nella Pace del mio Signore.

Vostra Madre, Maria Santificatrice.

Date figlioli a conoscere i messaggi di salvezza, a tutta l'umanità.”

Dio non ha creato l'uomo perché si perdesse, bensì perché vivesse in eterno; questo disegno rimane immutabile.

 


II silenzio è sempre stato l'ornamento della grande santità

 


Padre Faber, su come nostro Signore ha praticato il silenzio, ha scritto: «II silenzio è sempre stato l'ornamento della grande santità, il che significa che contiene in se' qualche cosa di divino. Ed è una vita di silenzio quella che il Verbo, proferito silenziosamente da tutta l'eternità, ha scelto per se stesso; e del silenzio tutta la sua vita umana ha portato l'impronta. Nella sua infanzia ha lasciato che il linguaggio apparisse e sbocciasse sulle sue labbra lentamente; quasi lo acquistasse a gradi come gli altri bambini. Così, aiutandosi con queste apparenze, poté astenersi più a lungo dal parlare e differire persino i suoi colloqui con Maria. Anche Maria e Giuseppe contrassero da Lui, per celeste contagio, l'abitudine del silenzio, e durante gli anni della vita nascosta il silenzio ha regnato sovrano nella santa dimora di Nazareth. Le parole vibravano nell'aria rare e brevi, simili ad una melodia così soave che la nota seguente non spegneva mai ne sopraffaceva la nota precedente che ancor tremava all'orecchio di chi stava in ascolto. Nei tre anni di ministero, consacrati alla parola e all'insegnamento, Gesù parlo come avrebbe parlato un uomo tranquillo e amico del silenzio, o meglio come un Dio, che facesse delle rivelazioni. Poi, nella sua Passione, quando insegnò con il magnifico cammino delle sue sofferenze, il silenzio ricomparve di nuovo, come un'antica abitudine ritorna al momento della morte, e divenne una volta di più uno dei tratti caratteristici della sua vita»

Spirito d'amore

 




Tu che sei amore in tutta la tua persona, l'Amore unico e ideale, vieni a trasformare in amore tutta la nostra vita. Donaci di amare alla maniera di Dio, il quale non mette limiti all'apertura del suo cuore, tu che ne sei il dono integrale.

Donaci di amare ad esempio di Cristo, che ha testimoniato all'umanità una bontà mirabile offrendo per essa il sacrificio della vita.

Donaci di amare con tutta la spontaneità del nostro essere, e insieme con tutta l'energia spirituale che ci viene da te.

Donaci di amare in maniera sincera e disinteressata, distaccandoci completamente dalle nostre ambizioni personali. Donaci di amare prodigandoci volentieri e senza attendere ricompensa, dimenticando ciò che diamo e ciò che sopportiamo.

Donaci di amare ad onta di tutte le delusioni e di tutti gli sgarbi, amare fino alla fine anche senza ricevere alcun contraccambio.

Donaci di amare con pazienza instancabile, senza irritarci dei difetti altrui e dei torti ricevuti.

Donaci di amare e di crescere sempre più nell'amore, facendoci scoprire progressivamente tutto ciò che esige quell'amore perfetto che si trova solo in te.

Donaci di trovare la nostra gioia nell'amore e di cercare la nostra vera felicità nel far contenti gli altri.

INVOCAZIONE ALLO SPIRITO SANTO

 



Vieni, o vera luce. Vieni, mistero nascosto.
Vieni, tesoro senza nome. Vieni, felicità interminabile.
Vieni, luce senza tramonto.
Vieni, attesa di tutti coloro che devono essere salvati.

Vieni, risveglio di coloro che sono stati addormentati.
Vieni, o potente, che sempre fai e rifai
e trasformi con il tuo solo volere.
Vieni, o invisibile.
Vieni, tu che sempre dimori immobile
e in ogni istante tutto intero ti muovi
e vieni a noi coricati negli inferi,
o Tu, che sei al di sopra di tutti i cieli.
Vieni, o nome diletto e dovunque ripetuto;
ma a noi è assolutamente interdetto
esprimerne l'essere e conoscerne la natura.
Vieni, gioia eterna.
Vieni, porpora del gran re, nostro Dio.
Vieni, tu che hai desiderato e desideri
la mia anima miserabile.
Vieni, tu il Sole... poiché, tu lo vedi, io sono solo.
Vieni, tu che mi hai separato da tutto
e mi hai reso solitario in questo mondo.
Vieni, tu stesso divenuto in me desiderio,
tu che hai acceso il mio desiderio di te,
l'assolutamente inaccessibile.
Vieni, mio soffio e mia vita.
Vieni, consolazione della mia povera anima.
Vieni, mia gioia, mia gloria, senza fine...


di s. Simeone il Nuovo Teologo

mercoledì 20 gennaio 2021

“SE MI AMI NON PIANGERE”

 



Se conoscessi il mistero immenso

del Cielo dove ora vivo,

questi orizzonti senza fine,

questa luce che tutto investe e penetra,

non piangeresti se mi ami!

Sono ormai assorbito nell’incanto di Dio,

nella sua sconfinata bellezza.

Le cose di un tempo

sono così piccole al confronto!

Mi è rimasto l’amore di te,

una tenerezza dilatata

che tu neppure immagini.

Vivo in una gioia purissima.

Nell’angustia del tempo pensa a questa casa

Ove un giorno saremo riuniti oltre la morte,

dissetati alla fonte inestinguibile

della gioia e dell’amore infinito.

Non piangere se veramente mi ami!

(Sant’Agostino)

ora vedrete ciò che non avrei mai voluto che i vostri occhi vedessero: terremoti molto forti e tutte le calamità come tempeste, bufere, maremoti e guerre, perché non avete ascoltato le mie parole! Siete ridotti in schiavitù, siete perseguitati per la vostra fede, eppure tutto passa come se fosse normale.



 Trevignano Romano 19 gennaio 2021

Figli miei, grazie per aver risposto alla mia chiamata nel vostro cuore. Mi conforta vedervi inginocchiati nella preghiera. Figli miei, Dio ha permesso che Io venissi a voi per prendervi per mano avvicinandovi alla preghiera. Oh! i miei figli erranti che non trovano la luce, ancora in tanti non ascoltano la mia parola, non apprezzano il mio aiuto tanto da deridere questi messaggi per la salvezza dell'umanità. Figli, avete avuto tempo per la vostra scelta e, se guardo i cuori di molti dei miei figli, piango dal dolore e il cuore di mio Figlio sanguina. Figli, ora vedrete ciò che non avrei mai voluto che i vostri occhi vedessero: terremoti molto forti e tutte le calamità come tempeste, bufere, maremoti e guerre, perché non avete ascoltato le mie parole! Siete ridotti in schiavitù, siete perseguitati per la vostra fede, eppure tutto passa come se fosse normale. Figli miei, la guerra a cui state assistendo non è con le bombe, ma è una guerra interiore piuttosto forte. Pregate per la Chiesa, che subirà la sua distruzione prima della Rinascita. Figli miei, siate abbandonati al mio Gesù e noi vi saremo sempre vicini. Ora vi lascio con la Mia benedizione Materna nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

Raccomando la prudenza perché il coraggio della verità ha un prezzo da pagare. Bisogna temere l’entusiasmo e l’inganno. Ma il soprannaturale VERO non deve trovare testimoni che fuggono dalla luce e la nascondono come Nicodemo!

 


ECCO LA STORIA: 

“Cittadino di Nantes, Felix Fournier era cresciuto tra l a sua gente. Divenuto curato di St. Nicolas, fece della sua chiesa una basilica monumentale, orgoglio della città. 

Nel 1848 è stato inviato all’assemblea nazionale da parte dei suoi concittadini. Dotato di intelligenza superiore, un grande cuore, uomo d’azione ed oratore di prim’ordine… Trovò persone invidiose, calunniatori persino tra i confratelli nel sacerdozio”. 

Fournier scrive a Roma il 14 dicembre 1876 al Padre Vanutelli che visitò Marie-Julie, ed è cugino di due cardinali. 

“Vi ringrazio della lettera. Ne avevo bisogno. Ci tenevo ad avere l'espressione dei vostri sentimenti. L’ambiente in cui vi trovate vi rende estremamente prudente. 

Spero tuttavia che non esitiate, all’occasione, a rimanere dalla parte della VERITÀ, poiché, se è bene nascondere i segreti del Re, è altrettanto encomiabile rivelare i DONI DI DIO. 

Raccomando la prudenza perché il coraggio della verità ha un prezzo da pagare. Bisogna temere l’entusiasmo e l’inganno. Ma il soprannaturale VERO non deve trovare testimoni che fuggono dalla luce e la nascondono come Nicodemo! 

Tutti i fatti che continuano a Fraudais confermano sempre più la mia fiducia. Dio ci aiuterà e diffonderà la sua opera quando e come a LUI piacerà”. 

Parla il Dott. Imbert: “Ecco ciò che scrivevo a Mons. Rouard (3° successore di Fournier) inviandogli nel novembre 1899 un documento segreto sui fatti di Fraudais. Bisogna risalire all’opposizione contro Marie-Julie ed alla candidatura di Fournier a vescovo di Nantes…  

Ebbe degli oppositori ed anche, può darsi, dei RIVALI: 

La lotta fu accesa e scandalosa… ed il curato di St. Nicolas fu accusato di atti immorali. 

Quando Marie-Julie giunge al mondo soprannaturale Mons. Fournier credeva in lei, approvava e ne era certo. Gli avversari del vescovo divennero nemici di ciò che accadeva a Fraudais. 

Gli impiegati episcopali, d’accordo con il curato di Blain, denunciarono il vescovo a Roma, dove lo mandarono a morire. 

Era l’anno del 50° di Messa del papa Pio IX. Il vescovo di Nantes vi andò solo a presentare i suoi auguri al Pontefice e per parlare della causa di Marie-Julie, domandandone consiglio.” 

Nella vita di Mons. Fournier, Padre Pothier ricorda la scena triste del sermone del vescovo ai suoi vicari generali ed ai membri del capitolo venuti a salutarlo prima della partenza. 

“Accetterei volentieri i vostri saluti se non ignorassi che alcuni dei miei sacerdoti, nonostante il rispetto che devono alla ’poltrona’ che io occupo, non rimpiangono nulla e mi fanno pena. 

Ho l’onore di guidare questa chiesa, il mio dovere non ha mai smesso di agire e ne sono l’unico giudice. 

… Dio mi ha eletto, mi ha dato anche la forza e la luce. Nelle attuali condizioni mondane è così facile fare il bene? La lotta e gli sforzi del vescovo non vi stimolano ad ogni istante? Con le preghiere, l’affetto particolare e la grande CARITÀ di cui parla l’Apostolo? 

Reverendi, non mi aspetto sicuramente che voi vi ricrediate qui…” 

Poi, guardando i vicari generali: “Tra 15 giorni, se piace a Dio, tornerò. Vi domanderò un resoconto severo della vostra amministrazione.” 

Fournier scriveva a Padre David il 20 maggio 1877: 

“Vi incarico di tutto ciò che riguarda questa santa figliola. Proibisco a tutti i sacerdoti della mia diocesi di fare qualcosa per esaminare questa figlia o ad interrogarla a meno che vi abbia nominato SUO DIRETTORE. 

Se durante la mia assenza morisse, vi incarico di seppellirla e di fare tutto ciò che sarà necessario. 

La benedico e benedico VOI, assicurandovi, signor Vicario, tutta la mia devozione.” 

Felix, vescovo di Nantes 

La vigilia della sua partenza il prelato scriveva al curato di Saveny: 

“Non pensate che io sia contro Marie -Julie. Io le credo e sono convinto che Dio la farà trionfare. Dopo tutto, se io mi sono sbagliato, mi umilierò ed obbedirò al mio successore.” 

***

mistica di Marie-Julie Jahenny. 

Il re assegnò loro una razione giornaliera delle sue vivande e del vino che egli beveva; dovevano essere educati per tre anni, al termine dei quali sarebbero entrati al servizio del re.

 


LIBRO DEL PROFETA DANIELE 

Introdotti nella corte, vivono la vita della corte, seguono i costumi della corte. Mangiano e bevono ciò che mangia e beve il re. 

Il re assegnò loro una razione giornaliera delle sue vivande e del vino che egli beveva. Nelle vivande non vi era alcuna distinzione tra puro e impuro. 

La distinzione tra puro e impuro era Legge di vita per un figlio di Abramo. La Legge del Levitico tutto classificava nei più piccoli dettagli o particolari.  

Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e disse loro: «Parlate agli Israeliti dicendo: “Questi sono gli animali che potrete mangiare fra tutte le bestie che sono sulla terra. Potrete mangiare di ogni quadrupede che ha l’unghia bipartita, divisa da una fessura, e che rumina. Ma fra i ruminanti e gli animali che hanno l’unghia divisa, non mangerete i seguenti: il cammello, perché rumina, ma non ha l’unghia divisa, lo considererete impuro; l’iràce, perché rumina, ma non ha l’unghia divisa, lo considererete impuro; la lepre, perché rumina, ma non ha l’unghia divisa, la considererete impura; il porco, perché ha l’unghia bipartita da una fessura, ma non rumina, lo considererete impuro. Non mangerete la loro carne e non toccherete i loro cadaveri; li considererete impuri. 

Fra tutti gli animali acquatici ecco quelli che potrete mangiare: potrete mangiare tutti quelli, di mare o di fiume, che hanno pinne e squame. Ma di tutti gli animali che si muovono o vivono nelle acque, nei mari e nei fiumi, quanti non hanno né pinne né squame saranno per voi obbrobriosi. Essi saranno per voi obbrobriosi; non mangerete la loro carne e riterrete obbrobriosi i loro cadaveri. Tutto ciò che non ha né pinne né squame nelle acque sarà per voi obbrobrioso. 

Fra i volatili saranno obbrobriosi questi, che non dovrete mangiare, perché obbrobriosi: l’aquila, l’avvoltoio e l’aquila di mare, il nibbio e ogni specie di falco, ogni specie di corvo, lo struzzo, la civetta, il gabbiano e ogni specie di sparviero, il gufo, l’alcione, l’ibis, il cigno, il pellicano, la fòlaga, la cicogna, ogni specie di airone, l’ùpupa e il pipistrello. 

Sarà per voi obbrobrioso anche ogni insetto alato che cammina su quattro piedi. Però fra tutti gli insetti alati che camminano su quattro piedi, potrete mangiare quelli che hanno due zampe sopra i piedi, per saltare sulla terra. Perciò potrete mangiare i seguenti: ogni specie di cavalletta, ogni specie di locusta, ogni specie di acrìdi e ogni specie di grillo. Ogni altro insetto alato che ha quattro piedi sarà obbrobrioso per voi; infatti vi rendono impuri: chiunque toccherà il loro cadavere sarà impuro fino alla sera e chiunque trasporterà i loro cadaveri si dovrà lavare le vesti e sarà impuro fino alla sera.  

Riterrete impuro ogni animale che ha l’unghia, ma non divisa da fessura, e non rumina: chiunque li toccherà sarà impuro. Considererete impuri tutti i quadrupedi che camminano sulla pianta dei piedi; chiunque ne toccherà il cadavere sarà impuro fino alla sera. E chiunque trasporterà i loro cadaveri si dovrà lavare le vesti e sarà impuro fino alla sera. Tali animali riterrete impuri. 

Fra gli animali che strisciano per terra riterrete impuro: la talpa, il topo e ogni specie di sauri, il toporagno, la lucertola, il geco, il ramarro, il camaleonte. Questi animali, fra quanti strisciano, saranno impuri per voi; chiunque li toccherà morti, sarà impuro fino alla sera. Ogni oggetto sul quale cadrà morto qualcuno di essi, sarà impuro: si tratti di utensile di legno oppure di veste o pelle o sacco o qualunque altro oggetto di cui si faccia uso; si immergerà nell’acqua e sarà impuro fino alla sera, poi sarà puro. Se ne cade qualcuno in un vaso di terra, quanto vi si troverà dentro sarà impuro e spezzerete il vaso. Ogni cibo che serve di nutrimento, sul quale cada quell’acqua, sarà impuro; ogni bevanda potabile, qualunque sia il vaso che la contiene, sarà impura. Ogni oggetto sul quale cadrà qualche parte del loro cadavere, sarà impuro; il forno o il fornello sarà spezzato: sono impuri e li dovete ritenere tali. Però, una fonte o una cisterna, cioè una raccolta di acqua, resterà pura; ma chi toccherà i loro cadaveri sarà impuro. Se qualcosa dei loro cadaveri cade su qualche seme che deve essere seminato, questo sarà puro; ma se è stata versata acqua sul seme e vi cade qualche cosa dei loro cadaveri, lo riterrai impuro.  

Se muore un animale, di cui vi potete cibare, colui che ne toccherà il cadavere sarà impuro fino alla sera. Colui che mangerà di quel cadavere si laverà le vesti e sarà impuro fino alla sera; anche colui che trasporterà quel cadavere si laverà le vesti e sarà impuro fino alla sera. 

Ogni essere che striscia sulla terra sarà obbrobrioso; non se ne mangerà. Di tutti gli animali che strisciano sulla terra non ne mangerete alcuno che cammini sul ventre o cammini con quattro piedi o con molti piedi, poiché saranno obbrobriosi. Non rendete le vostre persone contaminate con alcuno di questi animali che strisciano; non rendetevi impuri con essi e non diventate, a causa loro, impuri. Poiché io sono il Signore, vostro Dio. Santificatevi dunque e siate santi, perché io sono santo; non rendete impure le vostre persone con alcuno di questi animali che strisciano per terra. Poiché io sono il Signore, che vi ho fatto uscire dalla terra d’Egitto per essere il vostro Dio; siate dunque santi, perché io sono santo. 

Questa è la legge che riguarda i quadrupedi, gli uccelli, ogni essere vivente che si muove nelle acque e ogni essere che striscia per terra, per distinguere ciò che è impuro da ciò che è puro, l’animale che si può mangiare da quello che non si deve mangiare”» (Lev 11,1-47).  

Dal Secondo Libro dei Maccabei sappiamo che la prova di fedeltà di un figlio di Abramo al suo Dio veniva subìta su questa legge del puro e dell’impuro. 

Non molto tempo dopo, il re inviò un vecchio ateniese per costringere i Giudei ad allontanarsi dalle leggi dei padri e a non governarsi più secondo le leggi di Dio, e inoltre per profanare il tempio di Gerusalemme e dedicare questo a Giove Olimpio e quello sul Garizìm a Giove Ospitale, come si confaceva agli abitanti del luogo. Grave e intollerabile per tutti era il dilagare del male. Il tempio infatti era pieno delle dissolutezze e delle gozzoviglie dei pagani, che si divertivano con le prostitute ed entro i sacri portici si univano a donne, introducendovi pratiche sconvenienti. L’altare era colmo di cose detestabili, vietate dalle leggi. Non era più possibile né osservare il sabato né celebrare le feste dei padri né semplicemente dichiarare di essere giudeo. Si era trascinati con aspra violenza ogni mese, nel giorno natalizio del re, ad assistere al sacrificio e, quando giungevano le feste dionisiache, si era costretti a sfilare in onore di Diòniso coronati di edera. Su istigazione dei cittadini di Tolemàide, fu poi emanato un decreto per le vicine città ellenistiche, perché anch’esse seguissero le stesse disposizioni contro i Giudei, li costringessero a mangiare le carni dei sacrifici e mettessero a morte quanti non accettavano di aderire alle usanze greche. Si poteva allora capire quale tribolazione incombesse. Furono denunciate, per esempio, due donne che avevano circonciso i figli: appesero i bambini alle loro mammelle, e dopo averle condotte in giro pubblicamente per la città, le precipitarono dalle mura. Altri che si erano raccolti insieme nelle vicine caverne per celebrare il sabato, denunciati a Filippo, vi furono bruciati dentro, perché essi avevano riluttanza a difendersi per il rispetto di quel giorno santissimo. 

Io prego coloro che avranno in mano questo libro di non turbarsi per queste disgrazie e di pensare che i castighi non vengono per la distruzione, ma per la correzione del nostro popolo. Quindi è veramente segno di grande benevolenza il fatto che agli empi non è data libertà per molto tempo, ma subito incappano nei castighi. Poiché il Signore non si propone di agire con noi come fa con le altre nazioni, attendendo pazientemente il tempo di punirle, quando siano giunte al colmo dei loro peccati; e questo per non doverci punire alla fine, quando fossimo giunti all’estremo delle nostre colpe. Perciò egli non ci toglie mai la sua misericordia, ma, correggendoci con le sventure, non abbandona il suo popolo. Ciò sia detto da noi solo per ricordare questa verità. Dobbiamo ora tornare alla narrazione. 

Un tale Eleàzaro, uno degli scribi più stimati, uomo già avanti negli anni e molto dignitoso nell’aspetto della persona, veniva costretto ad aprire la bocca e a ingoiare carne suina. Ma egli, preferendo una morte gloriosa a una vita ignominiosa, s’incamminò volontariamente al supplizio, sputando il boccone e comportandosi come conviene a coloro che sono pronti ad allontanarsi da quanto non è lecito gustare per attaccamento alla vita. Quelli che erano incaricati dell’illecito banchetto sacrificale, in nome della familiarità di antica data che avevano con quest’uomo, lo tirarono in disparte e lo pregarono di prendere la carne di cui era lecito cibarsi, preparata da lui stesso, e fingere di mangiare le carni sacrificate imposte dal re, perché, agendo a questo modo, sarebbe sfuggito alla morte e avrebbe trovato umanità in nome dell’antica amicizia che aveva con loro. Ma egli, facendo un nobile ragionamento, degno della sua età e del prestigio della vecchiaia, della raggiunta veneranda canizie e della condotta irreprensibile tenuta fin da fanciullo, ma specialmente delle sante leggi stabilite da Dio, rispose subito dicendo che lo mandassero pure alla morte. «Poiché – egli diceva – non è affatto degno della nostra età fingere, con il pericolo che molti giovani, pensando che a novant’anni Eleàzaro sia passato alle usanze straniere, a loro volta, per colpa della mia finzione, per appena un po’ più di vita, si perdano per causa mia e io procuri così disonore e macchia alla mia vecchiaia. Infatti, anche se ora mi sottraessi al castigo degli uomini, non potrei sfuggire, né da vivo né da morto, alle mani dell’Onnipotente. Perciò, abbandonando ora da forte questa vita, mi mostrerò degno della mia età e lascerò ai giovani un nobile esempio, perché sappiano affrontare la morte prontamente e nobilmente per le sante e venerande leggi». Dette queste parole, si avviò prontamente al supplizio. Quelli che ve lo trascinavano, cambiarono la benevolenza di poco prima in avversione, ritenendo che le parole da lui pronunciate fossero una pazzia. Mentre stava per morire sotto i colpi, disse tra i gemiti: «Il Signore, che possiede una santa scienza, sa bene che, potendo sfuggire alla morte, soffro nel corpo atroci dolori sotto i flagelli, ma nell’anima sopporto volentieri tutto questo per il timore di lui». In tal modo egli morì, lasciando la sua morte come esempio di nobiltà e ricordo di virtù non solo ai giovani, ma anche alla grande maggioranza della nazione (2Mac 6,1-31).  

Ci fu anche il caso di sette fratelli che, presi insieme alla loro madre, furono costretti dal re, a forza di flagelli e nerbate, a cibarsi di carni suine proibite. Uno di loro, facendosi interprete di tutti, disse: «Che cosa cerchi o vuoi sapere da noi? Siamo pronti a morire piuttosto che trasgredire le leggi dei padri». Allora il re irritato comandò di mettere al fuoco teglie e caldaie. Appena queste divennero roventi, il re comandò di tagliare la lingua a quello che si era fatto loro portavoce, di scorticarlo e tagliargli le estremità, sotto gli occhi degli altri fratelli e della madre. Dopo averlo mutilato di tutte le membra, comandò di accostarlo al fuoco e di arrostirlo quando ancora respirava. Mentre il vapore si spandeva largamente tutto intorno alla teglia, gli altri si esortavano a vicenda con la loro madre a morire da forti, dicendo: «Il Signore Dio ci vede dall’alto e certamente avrà pietà di noi, come dichiarò Mosè nel canto che protesta apertamente con queste parole: “E dei suoi servi avrà compassione”».  

Venuto meno il primo, allo stesso modo esponevano allo scherno il secondo e, strappatagli la pelle del capo con i capelli, gli domandavano: «Sei disposto a mangiare, prima che il tuo corpo venga straziato in ogni suo membro?». Egli, rispondendo nella lingua dei padri, protestava: «No». Perciò anch’egli subì gli stessi tormenti del primo. Giunto all’ultimo respiro, disse: «Tu, o scellerato, ci elimini dalla vita presente, ma il re dell’universo, dopo che saremo morti per le sue leggi, ci risusciterà a vita nuova ed eterna». 

Dopo costui fu torturato il terzo, che alla loro richiesta mise fuori prontamente la lingua e stese con coraggio le mani, dicendo dignitosamente: «Dal Cielo ho queste membra e per le sue leggi le disprezzo, perché da lui spero di riaverle di nuovo». Lo stesso re e i suoi dignitari rimasero colpiti dalla fierezza di questo giovane, che non teneva in nessun conto le torture. 

Fatto morire anche questo, si misero a straziare il quarto con gli stessi tormenti. Ridotto in fin di vita, egli diceva: «È preferibile morire per mano degli uomini, quando da Dio si ha la speranza di essere da lui di nuovo risuscitati; ma per te non ci sarà davvero risurrezione per la vita». 

Subito dopo condussero il quinto e lo torturarono. Ma egli, guardando il re, diceva: «Tu hai potere sugli uomini e, sebbene mortale, fai quanto ti piace; ma non credere che il nostro popolo sia stato abbandonato da Dio. Quanto a te, aspetta e vedrai la grandezza della sua forza, come strazierà te e la tua discendenza».  

Dopo di lui presero il sesto che, mentre stava per morire, disse: «Non illuderti stoltamente. Noi soffriamo queste cose per causa nostra, perché abbiamo peccato contro il nostro Dio; perciò ci succedono cose che muovono a meraviglia. Ma tu non credere di andare impunito, dopo aver osato combattere contro Dio». 

Soprattutto la madre era ammirevole e degna di gloriosa memoria, perché, vedendo morire sette figli in un solo giorno, sopportava tutto serenamente per le speranze poste nel Signore. Esortava ciascuno di loro nella lingua dei padri, piena di nobili sentimenti e, temprando la tenerezza femminile con un coraggio virile, diceva loro: «Non so come siate apparsi nel mio seno; non io vi ho dato il respiro e la vita, né io ho dato forma alle membra di ciascuno di voi. Senza dubbio il Creatore dell’universo, che ha plasmato all’origine l’uomo e ha provveduto alla generazione di tutti, per la sua misericordia vi restituirà di nuovo il respiro e la vita, poiché voi ora per le sue leggi non vi preoccupate di voi stessi». 

Antioco, credendosi disprezzato e sospettando che quel linguaggio fosse di scherno, esortava il più giovane che era ancora vivo; e non solo a parole, ma con giuramenti prometteva che l’avrebbe fatto ricco e molto felice, se avesse abbandonato le tradizioni dei padri, e che l’avrebbe fatto suo amico e gli avrebbe affidato alti incarichi. Ma poiché il giovane non badava per nulla a queste parole, il re, chiamata la madre, la esortava a farsi consigliera di salvezza per il ragazzo. Esortata a lungo, ella accettò di persuadere il figlio; chinatasi su di lui, beffandosi del crudele tiranno, disse nella lingua dei padri: «Figlio, abbi pietà di me, che ti ho portato in seno nove mesi, che ti ho allattato per tre anni, ti ho allevato, ti ho condotto a questa età e ti ho dato il nutrimento. Ti scongiuro, figlio, contempla il cielo e la terra, osserva quanto vi è in essi e sappi che Dio li ha fatti non da cose preesistenti; tale è anche l’origine del genere umano. Non temere questo carnefice, ma, mostrandoti degno dei tuoi fratelli, accetta la morte, perché io ti possa riavere insieme con i tuoi fratelli nel giorno della misericordia». 

Mentre lei ancora parlava, il giovane disse: «Che aspettate? Non obbedisco al comando del re, ma ascolto il comando della legge che è stata data ai nostri padri per mezzo di Mosè. Tu però, che ti sei fatto autore di ogni male contro gli Ebrei, non sfuggirai alle mani di Dio. Noi, in realtà, soffriamo per i nostri peccati. Se ora per nostro castigo e correzione il Signore vivente per breve tempo si è adirato con noi, di nuovo si riconcilierà con i suoi servi. Ma tu, o sacrilego e il più scellerato di tutti gli uomini, non esaltarti invano, alimentando segrete speranze, mentre alzi la mano contro i figli del Cielo, perché non sei ancora al sicuro dal giudizio del Dio onnipotente che vede tutto. Già ora i nostri fratelli, che hanno sopportato un breve tormento, per una vita eterna sono entrati in alleanza con Dio. Tu invece subirai nel giudizio di Dio il giusto castigo della tua superbia. Anch’io, come già i miei fratelli, offro il corpo e la vita per le leggi dei padri, supplicando Dio che presto si mostri placato al suo popolo e che tu, fra dure prove e flagelli, debba confessare che egli solo è Dio; con me invece e con i miei fratelli possa arrestarsi l’ira dell’Onnipotente, giustamente attirata su tutta la nostra stirpe». 

Il re, divenuto furibondo, si sfogò su di lui più crudelmente che sugli altri, sentendosi invelenito dallo scherno. Così anche costui passò all’altra vita puro, confidando pienamente nel Signore. Ultima dopo i figli, anche la madre incontrò la morte. Ma sia sufficiente quanto abbiamo esposto circa i pasti sacrificali e le eccessive crudeltà (2Mac 7,1-42).  

È possibile vivere in una corte pagana e osservare scrupolosamente la Legge del Signore? Per la sapienza umana questo è impossibile.  

Ma tutto ciò che è impossibile alla sapienza umana è possibile alla sapienza divina. Vedremo quanto è sapiente la saggezza dei giovani scelti. 

Dovevano essere educati per tre anni, al termine dei quali sarebbero entrati al servizio del re. Il re dona il tempo ritenuto necessario per la formazione. 

Anche quest’aspetto va sommamente curato. Se per la preparazione occorrono tre anni, tre anni devono essere impiegati. Poi il tempo finisce. 

Oggi è questo un grande vizio e peccato dell’uomo: per una preparazione che deve durare tre anni, quattro, se ne impiegano dieci, venti. 

Quando si entra sul “mercato” della vita si è fuori tempo. Non si può realizzare il progetto di Dio. La natura ha i suoi tempi ed essi vanno rispettati. 

Avendo l’uomo costruito una natura e una vita artificiale, quando poi chiede alla natura, essa non risponde. È fuori tempo. Fuori natura. Fuori se stessa. 

La scienza può anche obbligare la natura a produrre fuori tempo e fuori stagione, ma il prodotto non è più naturale, è artificiale. 

Una donna deve sposarsi in giovane età. È questo il tempo “naturale” della sua maternità. Nella vita artificiale ci si sposa a quarant’anni. 

Si è fuori tempo, fuori maternità. Uno può anche scegliere di sposare a quarant’anni, purché sappia che la natura non obbedirà più. 

Oggi nella vita dell’uomo tutto è divenuto artificiale. Ma una natura artificiale, potrà mai obbedire alla natura? Ecco la causa di tutti i mali del mondo.  

MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI 

Spirito Santo

 


Spirito Santo trionfa sul mio corpo manda via satana

…Ora tutto quello che vi ho detto in passato si adempirà e solo le anime che vivono immerse in una grande e fervente preghiera avranno la forza di resistere a ciò che il mio nemico progetta.

 


3 gennaio, messaggio della Madonna,

(Maria Santissima ): “Cari figli, oggi, contemplate la mia ultima apparizione a Beauraing, in Belgio, a cinque bambini ai quali sono apparsa.
È stato il giorno in cui ho dato il mio eterno e solenne messaggio: 'Amate mio Figlio? Mi amate? Quindi, sacrificatevi per me! ': 
Sì, il vero amore si sacrifica per me. L'anima che mi ama veramente soffre qualsiasi cosa per me, fa qualsiasi cosa per me, sopporta qualsiasi cosa per me, sostiene qualsiasi cosa per me. Inoltre, rinuncia a qualsiasi cosa per me. Rinuncia alla sua volontà, ai suoi desideri, ai piaceri mondani, agli onori, alle glorie di questo mondo.
L'anima che mi ama sacrifica qualsiasi cosa per me e se non lo fa, il suo amore è falso. Perciò, create in voi miei figli e abbiate il vero amore per me, che è dimostrato nel sacrificio di voi stessi ogni giorno per me.
L'umanità ha finito di diventare insensibile ai miei messaggi e alle mie lacrime, anche di sangue. Pertanto, i miei messaggi e le mie lacrime inizieranno a diminuire perché questo non tocca più gli uomini.
E ora il Padre darà libero corso alla sua Giustizia, perché gli uomini hanno deriso i miei messaggi e le mie lacrime, hanno deriso i miei veggenti, li hanno perseguitati, li hanno ingannati, li hanno traditi e non hanno cambiato la loro vita.
I cuori non sono cambiati, i cuori hanno continuato a desiderare il peccato, i piaceri mondani e tutto ciò che porta alla perdizione eterna. Pertanto, il Padre darà libero corso alla sua Giustizia, perché questa umanità ha finito di toccare il fondo: del suo peccato, dell'amore ai vizi, ai piaceri carnali, ai sette peccati capitali, e alla sua disobbedienza al Signore e a me.
…Pregate di più le Mille Ave-Maria, (i Cerchi di Gerico) e tutto quello che potete per queste anime, perché le parole ormai non le toccano più. 
…Passate per le case con le mie immagini pregando e mostrando a tutti i miei figli le mie Apparizioni e le mie Lacrime. Se vi ricevono la salvezza entrerà in quella casa. Se non accolgono voi e me, ci sarà più misericordia per Sodoma e Gomorra nel giorno del giudizio che per quella casa.
…Ora tutto quello che vi ho detto in passato si adempirà e solo le anime che vivono immerse in una grande e fervente preghiera avranno la forza di resistere a ciò che il mio nemico progetta.
…Quindi, pregate, pregate e pregate!
Vi benedico tutti con amore e soprattutto te, mio caro figliolino Marco, mio vero figlio che dimostri ogni giorno: con dolore, lacrime e croce il tuo vero amore per me.
Sì, hai sempre sacrificato tutto per me, ecco perché ti riconosco per mio figlio. Hai sacrificato la libertà, la volontà, la giovinezza, il tempo, i sogni, l'amore per la famiglia, l'amore per gli amici, l'amore per il tuo nome, la tua reputazione e persino la tua salute per me.
Per questo oggi ti benedico e ti do abbondanti grazie.
…Benedico tutti qui, ora vi guardo tutti e vi abbraccio spiritualmente: da Fatima, da Pontmain e da Jacareí ".
Convertitevi, perché presto suonerà l'ora della giustizia e guai a coloro che sono al di fuori della grazia di Dio.

CONVERTITEVI