sabato 22 maggio 2021

VITA E PROFEZIE - Marie-Julie Jahenny

 


I VICARI CAPITOLARI 

 

Alla morte di un vescovo, i poteri dei suoi vicari capitolari cessano. P. Rousteau e P. Morel saranno sollevati dal loro compito. 

Così il Capitolo della Cattedrale assume immediatamente i poteri. Infatti dovrà annunciare ufficialmente ai diocesani la notizia della morte del loro capo spirituale. 

Il Capitolo elegge due vescovi con il potere di guidare la diocesi durante la Sede vacante. 

I nuovi canonici di Nantes chiedono di dimettere i due vicari generali precedenti e scelgono il canonico Vincenzo, teologo del capitolo e prelato della diocesi vicina, Mons. De Lespinay. 

Lespinay, nato in Vandea, vedovo, dopo un matrimonio di qualche mese, fu ordinato sacerdote nel 1842 e divenne vicario generale di Luçon. Fu proposto come vescovo di Nantes dopo la morte di Mons. Jacquement, onore che rifiutò. 

Dopo tre anni si ritirò senza far chiasso in solitudine vicino alla chiesetta dell’Immacolata Concezione, che tanto amava. 

I vicari capitolari sono accusati di aver condannato Marie-Julie. In realtà non esistono documenti ufficiali che mettano i fedeli in guardia contro di lei… Sembra non esistano accuse né a Roma né nella diocesi. 

Perché dunque questa impressione nella gente, che la stimmatizzata di Fraudais sia stata condannata dall’autorità ecclesiastica? 

Può darsi che nella cond anna di una nuova devozione a Nantes, quella delle “Piaghe e della Spalla” qualcuno abbia visto senza dubbio una allusione indiretta a Marie-Julie. 

Si sapeva che la piaga alla spalla la faceva soffrire più ancora di quelle delle mani e dei piedi. I devoti “della piaga della spalla” ne parlavano…. 

Un curato a Fraudais scriveva il suo entusiasmo per aver potuto mettere nella sua chiesa la statua del Cristo con “la piaga alla spalla”. 

Roma non ammette questa devozione “la piaga della spalla”… il termine non è bello! Bastano le cinque piaghe ed il Sacro Cuore! Fu dato l’ordine di ritirare tutte le statue e tutti gli scritti con questa denominazione… e cancellare ogni iscrizione sulle statue del Cristo che porta la Croce. 

I vicari generali hanno messo tutto a tacere, togliendo anche il direttore di Marie-Julie. Ecco la spiegazione scritta da P. David in una lettera indirizzata a Mons Lecoq, quando giunse a Nantes come successore di Mons Fournier: 

 

“Il 14 giugno 1877, apprendendo la nomina dei capitolari, m’affrett o a scrivere, lasciando il mio incarico e sottomettendomi alle loro direttive. 

Il 2 luglio mi invitarono a fare una vacanza di 15 giorni o tre settimane… Noi abbiamo saputo da Roma… vuole che teniamo le “statue” fino all’arrivo del nuovo vescovo. 

Una seconda lettera mi avvertiva di restare a casa e non vedere mai più Marie-Julie. 

Ho obbedito senza lamenti e siccome ero stanco pregai la autorità di nominare qualcun altro… Aspettavo il mio vescovo. 

Un mese dopo i canonici ricevevano una lettera particolare ed i saggi, SOPRATTUTTO saggi consigli di Mons Salluat. Tutto era già passato, diceva sua eccellenza… ed io sono qui, attendendo l’ora della Provvidenza. 

Inviai una lettera personale di Mons Fournier attestando che ero nella verità ed agivo per ordine del santo vescovo.” 

Tramite il sacerdote si voleva spegnere, cancellare Marie-Julie! Tuttavia Mons Lespinay si difenderà, durante la festa del Perdono di S. Anna d’Auray, il 26 luglio seguente, dichiarando ad un vescovo: “Credo al soprannaturale ed alla buona fede di Marie-Julie. É una manifestazione di Dio. Bisognerebbe togliere tutto ciò che è troppo umano. É per questo che ho allontanato Padre David.” 

Senza attendere la nomina del vescovo, 23 giorni dopo la morte del vescovo Fournier… fu inviato Mons Audrai con l’ordine di non portare la Comunione a Marie-Julie, se non in caso di morte. 

A quel tempo Marie-Julie era a letto e perciò impossibilitata ad alzarsi… il suo nutrimento era solo la COMUNIONE. 

Quest’ordine terribile durò fino al 1888. Questa sofferenza le era stata annunciata dal Signore ed era veramente un martirio eucaristico! 

Mons Lecoq alla fine del 1877 è nominato alla sede di Nantes e vi rimane fino al Natale 1892! 

Era una figura simpatica, ma per pacificare gli spiriti, sanare le difficoltà tra “i pro e i contro” di Fraudais doveva convincere che Marie-Julie era una donna isterica SENZA ESAMINARLA… decise di non occuparsene… Tutto finirà in una bolla di sapone!… diceva, se non se ne parla tutto finirà con il silenzio!” 

Mons Lecoq ebbe il merito di confessare, sul letto di morte, di essere stato troppo duro con Marie-Julie e chiese perdono. Ma i due vicari capitolari che avevano privato Marie-Julie dei Sacramenti… MORIRONO SENZA RICEVERE L’ESTREMA UNZIONE! 

Nel 1880 arriva a Blain don Bachelier… che segnerà un’epoca nella vita di Marie-Julie. 

E’ l’inizio della grande prova. 

Già prima di essere nominato si opponeva a ciò che avveniva a Fraudais. Prima di accettare, esige che Don Guitteny, favorevole a Marie-Julie, se ne vada dal paese. 

Mons Bachelier vuo le essere il confessore di quella benedetta anima… tanto per trovarla in errore e per farle ammettere che la sua è tutta una commedia. 

“Mi confessava e mi rifiutava l’assoluzione” diceva più tardi l’eletta del Signore! 

Marie-Julie Jahenny

VI PRESENTO L'AMORE

 


Come rendere a Dio la massima gloria?

Soltanto i cattolici possono rendere a Dio la massima gloria, celebrando o  concelebrando il santo sacrificio della Messa. Nessun uomo può glorificare Dio come  merita, eccettuato Cristo Signore, perché egli è figlio di Dio e figlio dell'uomo. Ecco  perché egli è il mediatore fra Dio e l'uomo; ed ecco anche perché la sola vera  adorazione è possibile attraverso Cristo. Nella Messa, infatti, Gesù Cristo è offerto al  padre; ma non da solo, perché anche noi siamo offerti con lui. L'opera di Salvatore è  stata sufficiente soltanto per lui, in quanto egli compì la missione affidatagli dal  Padre. Nella Messa, invece, noi uniamo noi stessi all'offerta che Cristo fece di sè  stesso sulla Croce. Quando Egli muore in croce, noi pure moriamo con lui, come  diceva S. Paolo: « L'amore verso Cristo ci spinge a pensare che se egli morì per tutti,  anche noi tutti siamo morti con Lui». (Seconda ai Corinti, 5, 14),

Con la rinnovazione mistica della morte di Cristo che ha luogo nella Messa,  dobbiamo unire noi stessi in modo efficace al sacrificio Eucaristico.

— In che modo possiamo noi diventare vittime con la Vittima suprema?

— Con il disporre noi stessi, a sua imitazione, a compire interamente la volontà  divina. Dobbiamo, quindi, essere nell'attitudine essenziale di dare tutto a Dio, con  l'unire le nostre mortificazioni, i nostri dolori e le nostre tribolazioni alle sue. Così  potremo ripetere ciò che disse il Redentore alla vigilia della passione : « il mondo  possa conoscere che io amo il Padre. Come il Padre mi ha comandato, così io opero.  Alzatevi, andiamo» (S. Giovanni, 14, 31).

E quell'« andiamo » significava: Andiamo al Calvario.

FULTON J. SHEEN

 


Morirei ancora per te, soffrirei fino all'estremo per la tua salvezza, ma tu hai un cuore di roccia, freddo, senza sentimenti, senza gratitudine per tutto quello che ti è stato dato, non c'è più amore nel tuo cuore.

 


Messaggio di Nostro Signore Gesù Cristo a JV


Messaggio UNICO - Coroncina alla Divina Misericordia.

Il nostro Signore Gesù Cristo parla.

Figli miei, la Mia Parola è la Vita, sono venuto a portarvi la Mia Vita, quella fisica, quella spirituale e quella della Parola perché possiate regolare la vostra esistenza verso il Divino. Certamente, nessuno può amare ciò che non conosce o chi non conosce, ed è per questo che il Padre mio ha voluto che fossi in mezzo a voi perché mi conosciate, perché mi seguiate e così, conoscendomi e imparando da me da ciò che vi ho lasciato negli insegnamenti, sia nella Parola che nell'Opera, vorrete seguirmi.

Io sono il vostro Dio, sono il Verbo Divino, sono il Verbo Incarnato. Sono venuto sulla terra per salvarvi, per redimervi, per sollevarvi dall'errore in cui eravate, dove Satana vi aveva portato. Quella generazione viveva nelle tenebre, nell'oscurità quasi totale, perché anche la Parola dell'Antico Testamento, data dal Padre mio, era manipolata dal Tempio, dai farisei, dagli scribi, manipolati a loro piacimento e dando una parola più di paura che d'Amore, ed è per questo che mi presento come il Dio dell'Amore, togliendovi quella mentalità di terrore dell'Antico Testamento e attirandovi al mio Cuore.

La gente di quel tempo mi ha visto, mi ha sentito, mi ha toccato eppure non ha creduto. Gli uomini di oggi hanno la Mia Parola nelle Sacre Scritture e, attraverso le parole del Nuovo Testamento, con diversi scrittori, potete conoscerMi profondamente e amarMi profondamente, ma ci deve essere anche un grande desiderio da parte vostra di accettare che, se volete conoscerMi, dovrete cambiare verso il Bene, verso ciò che vi ho insegnato, e che questo vi porterà grandi benedizioni, grandi doni spirituali e, soprattutto, la vita eterna.

Ma quanto sono triste per questa generazione, proprio come la precedente! Quelli che avevano Me, vivevano con Me, e anche così, la grande maggioranza di loro non voleva seguirmi; solo pochi erano quelli che mi amavano, mi proteggevano e si prendevano cura di Me. State vivendo un'altra generazione e posso ripetere la stessa cosa: Solo pochi di voi sono quelli che Mi seguono, quelli che hanno preso tempo, e potrei dire un tempo d'oro, Miei piccoli, perché le Parole della Nostra Santissima Trinità sono oro, oro divino, che se le prendete, le seguite, le vivete, avrete in dono il Nostro Regno, il Regno Eterno, ma anche così non le seguite.

Siete così pochi, siete così pochi che apprezzate i doni del Cielo, siete così pochi che desiderate una vita eterna, siete così pochi che avete fede in ciò che vi è stato dato, siete così pochi che avete speranza per una nuova vita, per un grande cambiamento nella vostra persona, per i grandi doni che vi saranno dati per difendere ciò che vi è stato insegnato, ciò che vi è rimasto per riemergere verso la Luce Divina.

Ricordatevi, miei piccoli, che siete i figli prodighi di questo tempo. Ti ci vuole molto tempo per reagire, per alzarti dal pantano in cui sei caduto; ti ci vuole molto tempo per renderti conto che la vita che stai conducendo non ti sta lasciando niente di abbastanza buono per guadagnare la vita eterna che sono venuto a portarti, e che tu ne hai diritto perché ne sei uscito. Hai lasciato il Nostro Regno, il Regno dei Cieli; sei venuto, come il figliol prodigo, per compiere una missione e hai il diritto di tornare a casa da cui sei partito, ma sembra che tu voglia di più ciò che Satana ti offre, tutto ciò che è fuori dal Regno.

Continuate a lasciarvi ingannare da Satana che vi offre perle luccicanti che non hanno valore, che risplendono ma che non vi lasceranno nulla di abbastanza buono per guadagnare il Regno dei Cieli.

Quanta tristezza Mi date e quanto dolore continuate a causarmi, perché non rispondete a ciò che vi è stato dato così tanto! Morirei ancora per te, per soffrire fino all'estremo per la tua salvezza, ma tu hai un cuore di roccia, freddo, senza sentimenti, senza gratitudine per tutto quello che ti è stato dato, non c'è più amore nel tuo cuore.

Che tristezza mi date, piccoli miei! Che altro posso fare per la vostra salvezza? Come posso farvi reagire in modo che rivolgiate il vostro volto verso di Me, il vostro Dio, e Mi chiedete perdono? Vi aiuterò rapidamente a rialzarvi, perdonerò le vostre colpe e vi porterò nel mio regno, ma no, non c'è più umiltà in voi, non c'è più semplicità, non c'è più desiderio di crescere spiritualmente per piacerci. Siete stati creati per il bene, siete i nostri figli e un padre è sempre contento di vedere nei suoi figli delle risposte gradite.

Siete stati creati per il bene perché io, il vostro Dio, sono il Sommo Bene. Non posso creare cose cattive, ma voi avete il libero arbitrio, avete la libertà e scegliete di venire con Me o di disprezzare tutto quello che è stato fatto per ognuno di voi, perché quello che ho fatto, il Mio Dono, la Mia Sofferenza, la Mia Crocifissione, la Mia Morte, potete prenderli come personali, non prendeteli come se mi fossi dato per le moltitudini, mi sono dato per ognuno di voi e non ricevo la vostra gratitudine personale.

Quanto dolore mi causate! Perché non solo non volete vivere nel Bene, ma, pieni del male a cui satana vi ha portato, diffondete i suoi errori, il suo male e allontanate anche altre anime dal Bene che dovrebbero seguire e, in questo modo, diventate partecipi e messaggeri del male di satana, tradendo prima di tutto, il dono della vita che Io, il vostro Dio, vi ho dato e che vi ho dato perché foste messaggeri del Bene.

Quanto errore avete permesso di entrare nel vostro essere! Quanto male state vivendo, quando siete stati creati per il Bene! Voi siete corredentori con Me, miei piccoli, perché la vostra preghiera, il vostro esempio, la vostra intercessione, diventano corredentori per il bene dei vostri fratelli. Voi vivete nel male e, nonostante conosciate il Bene e ne approfittate, rispondete sempre con il male.

Ricordatevi, miei piccoli, che Io, il vostro Dio, sono l'Amore, l'Amore infinito, e solo le anime che hanno permesso al mio Amore di entrare nei loro cuori, quelle che hanno trasmesso il mio Amore ai loro fratelli, quelle che Mi hanno compiaciuto facendo il Bene tra i loro fratelli e quelle che sono morte cercando il Bene eterno del Regno dei Cieli, verranno nel Regno dei Cieli. Nessun'altra anima entrerà nel Regno dei Cieli se non soddisfa queste caratteristiche dell'Amore.

Il Regno dei Cieli è un Regno d'Amore e non ci sarà più tradimento, non ci sarà più male, non ci sarà più discordia, ma ci saranno figli buoni che mi ringrazieranno continuamente per il Bene e l'Amore che do alle anime.

Voi siete i Miei figli prediletti e Io Mi effondo in Benedizioni su quelle anime che sanno essere grate per ciò che vi do. È il mio Amore Infinito che aspetta il vostro ritorno, ma spetta a voi decidere, voi avete l'ultima parola, voi avete il libero arbitrio. Sarete voi a decidere: vita eterna di gioia o morte eterna in disgrazia. Io sono il vostro Dio, il vostro Dio d'Amore, vi rivoglio tutti, ma voi sceglierete il vostro futuro eterno.

Grazie, miei piccoli.

 


La preghiera illuminerà i cuori e li spingerà alla conversione!


Maria Madre di Dio

Figli Miei è importante che voi preghiate, perché soltanto la preghiera farà fiorire il cambiamento e il bene. Illuminerà i cuori e li porterà alla conversione, porterà il bene sulla vostra terra e in voi stessi e impedirà e purificherà molte delle scelleratezze e misfatti pianificati, perché la preghiera detta con profondità, è forte.Essa è potente e fautrice di miracoli perché se pregate con cuore sincero, Dio Padre Nostro Signore può fare i Suoi miracoli.

Pregate sempre secondo le intenzioni del Mio Santo Figlio.

Siate certi del Nostro amore celeste e della Nostra protezione, che accordiamo a quelli che sinceramente e con tutto il cuore si sono schierati con Mio Figlio.

venerdì 21 maggio 2021

Il giorno della grande trasformazione sta arrivando!

 


Messaggio di Nostra Signora Madre Protettrice degli Afflitti alla Vergine Sovrana


08 Maggio 2021

"Cari bambini,

Ecco il Servo del Signore!

Figli miei, un seme è stato piantato nei vostri cuori! L'Amore di Dio è in mezzo a voi! Il Signore si prende cura di tutti i miei figli! Il mio amato figlio Gesù ha un piano perfetto nelle vostre vite! Voi sapete, figli miei, che nessuna foglia cade da un albero senza il permesso di Dio. Voglio dirvi che ognuno dei miei figli, amati e consacrati, sono inclusi in questo piano perfetto del cielo. Il Signore vi ama molto e vuole che tutti i miei figli siano amati e semplici qui sulla terra in modo che più tardi possano ottenere il Paradiso e tutto ciò che c'è in esso come ricompensa. Vi faccio una richiesta: abbandonatevi al mio Gesù con tutto il vostro cuore, perché Egli sta preparando un grande giorno per tutti gli uomini e le donne della Terra. Il giorno della grande trasformazione sta arrivando! Un grande cambiamento è necessario nella vita di tutti gli uomini, quindi pregate e lasciate che il Signore agisca nelle vostre vite, affinché non soffriate negli ultimi giorni che stanno arrivando. Questo è già il tempo della scelta e vi chiedo umilmente: giratevi verso il cammino della santificazione. Dio ti sta aspettando!

Che Dio vi benedica e vi conceda la Sua pace!                                                     Ti amo! Restate tutti nel nome della Santissima Trinità".

Lettere di Sant'Agostino

 

LETTERA 11 

Scritta dopo la precedente. 

Fra le tante questioni di Nebridio A. sceglie la più difficile (n. 1), il  rapporto fra Incarnazione e Trinità (n. 2-3). L'Incarnazione fu un  esempio di umiltà perché l'uomo ascenda a Dio (n. 4). 

AGOSTINO A NEBRIDIO 

Un quesito assai difficile. 

1. Mentre mi teneva in grande pensiero la questione, postami da te  già da un pezzo anche con un certo tono di amichevole rimprovero,  sulle misure da prendere per poter vivere insieme, e avevo deciso  di risponderti e di chiederti risposta solo su questo e di non usare la  penna per nessun altra cosa inerente ai nostri studi finché non  fosse risolto tra noi questo problema, mi ha tranquillizzato di colpo  un'osservazione brevissima e oltremodo rispondente a verità della  tua ultima lettera: cioè che non dobbiamo darci pensiero di questo,  perché o noi verremo da te sicuramente non appena ne avremo la  possibilità, oppure quando potrai verrai tu da noi. Perciò, reso  tranquillo, come ho detto, su questo punto, mi son messo ad  esaminare con attenzione tutte le tue lettere, per vedere a quante  io debbo ancora rispondere. Ma in esse ho trovato tante questioni che, se anche si potessero risolvere facilmente, per il loro stesso  cumulo sarebbero eccessive per l'ingegno e il tempo a disposizione  di qualsiasi individuo. E per giunta sono così ardue che, anche se  me ne fosse stata proposta una sola, non esiterei a dichiararmi  sovraccarico. Questa premessa mira a far sì che tu smetta per un  po' di tempo di pormi nuovi quesiti finché mi sia interamente  liberato del debito, e mi risponda soltanto per farmi conoscere il tuo  parere. E questo pur sapendo quale danno sia per me, che, sia pure  per questo breve periodo, cesso d'essere messo a parte dei tuoi  sublimi pensieri. 

L'Incarnazione. 

2. Ascolta dunque il mio pensiero sulla mistica Incarnazione, che la  religione cui siamo stati iniziati ci propone a credere e a conoscere  come avvenuta per la nostra salvezza. Questo quesito, cui ho scelto  di dare una risposta a preferenza degli altri, non è certo il più facile  di tutti, ma mi è parso più di ogni altro meritevole che vi dedicassi  l'attività del mio pensiero. Infatti le questioni che riguardano questo  mondo non mi sembrano abbastanza pertinenti al conseguimento  della felicità e, se pure procurano qualche soddisfazione quando  vengono esaminate, tuttavia c'è da temere che occupino del tempo  che dovrebbe essere impiegato per qualcosa di meglio. Perciò, per  quanto concerne il problema che mi son proposto di trattare  adesso, mi stupisco innanzitutto che ti colpisca il fatto che si dica  che l'Incarnazione appartiene non solo al Padre e al Figlio ma anche  allo Spirito Santo. Questa Trinità infatti dalla fede Cattolica viene  presentata e creduta talmente inseparabile (e tale viene compresa  anche da pochi santi e beati) che, qualsiasi cosa venga da Essa  compiuta, si deve ritenere compiuta insieme dal Padre, dal Figlio e  dallo Spirito Santo. E niente fa il Padre che non facciano anche il  Figlio e lo Spirito Santo, niente fa lo Spirito Santo che non facciano  anche il Padre e il Figlio, niente fa il Figlio che non facciano anche il  Padre e lo Spirito Santo. Ne consegue evidentemente che  l'Incarnazione appartiene a tutta la Trinità: infatti se si è incarnato  il Figlio ma non si sono incarnati il Padre e lo Spirito Santo, essi  fanno qualcosa di diverso e d'indipendente l'uno dall'altro. Perché  dunque nei nostri misteri e nei nostri riti sacri l'Incarnazione si  celebra attribuendola al Figlio? Questo problema nella sua totalità è  così arduo e verte su un argomento così importante che la sua  spiegazione non può essere qui abbastanza facile né la sua  dimostrazione abbastanza sicura. Ma, poiché scrivo a te, io oso ciononostante accennare, piuttosto che spiegare, il mio pensiero,  affinché tu possa ricavare il resto da solo, dato il tuo ingegno e la  familiarità che v'è tra noi, per la quale tu mi conosci a fondo. 

Le proprietà delle Persone divine. 

3. Non v'è, o mio Nebridio, nessuna natura e nessuna sostanza  assolutamente che non abbia in sé e non riveli questi tre elementi:  in primo luogo di essere; in secondo luogo di essere questo o  quello; in terzo luogo di rimanere per quanto può nello stato in cui  si trova. Il primo ci rivela il principio stesso della natura da cui  derivano tutte le cose; il secondo la forma in virtù della quale  vengono create e in certo modo plasmate tutte le cose; il terzo, per  esprimerci così, è il permanere di tutte le cose nello stato ad esse  proprio. Ora, se è possibile che esista qualcosa che non sia questo o  quest'altro e non conservi le proprie caratteristiche; o che sia  questo o quello senza avere l'esistenza e senza conservare le  proprie caratteristiche quanto più può; oppure che conservi le sue  caratteristiche per quanto lo concedono le potenze che ha in sé, e  ciononostante non esista e non sia questo o quello, è anche  possibile che nella Trinità una Persona faccia qualcosa  separatamente dalle altre. Ma se comprendi che qualunque cosa  esista deve necessariamente e al tempo stesso essere questo o  quello e mantenere la propria natura per quanto può,  evidentemente le tre Persone non fanno nulla indipendentemente  l'una dall'altra. Vedo che di questa questione io ho esposto finora la  parte per causa della quale la soluzione diventa difficile; ma ho  voluto soltanto farti vedere in poche parole (se pure ho realizzato il  mio proposito) con quanto acume e verità venga intesa nella Chiesa  Cattolica l'inseparabilità di questa Trinità divina. 

Perché il Verbo si è incarnato. 

4. Ora ascolta come la difficoltà che colpisce la tua mente possa  perdere la sua forza. La caratteristica che è attribuita in proprio al  Figlio si può estendere anche al metodo e a una certa tecnica (se  usiamo appropriatamente questo termine in cose di tal genere) e  all'intelligenza dalla quale la mente stessa è plasmata mediante la  conoscenza delle cose. Poiché dunque mediante l'Incarnazione si è  ottenuto l'effetto di suggerirci, sotto la maestà evidente di certi  principi, una norma di vita ed un esempio di adempimento dei  precetti, non senza ragione tutto questo è attribuito al Figlio. Infatti in molte cose (che io lascio alla tua considerazione e alla tua  prudenza di pensare), pur essendo insite molte qualità, tuttavia una  si distingue e in maniera tale che non senza ragione acquista la  denominazione di proprietà specifica di quell'oggetto. Ad esempio,  nei tre generi di questioni sopra accennate, anche se si domanda se  una cosa esiste, è implicita altresì la domanda: che cos'è? - giacché  certamente non può essere senza essere qualche cosa -; ed anche  la domanda se sia buona o cattiva: infatti qualsiasi cosa esista  merita una valutazione; perciò quando si domanda di un oggetto  che cosa sia, esso deve necessariamente esistere ed essere oggetto  di valutazione. Allo stesso modo quando si domandano le qualità di  una cosa, essa, evidentemente, è anche qualche cosa. Così, pur  essendo tutti i particolari indissolubilmente uniti fra di loro, tuttavia  la questione non prende il nome da tutti, ma a seconda  dell'intenzione di colui che pone il quesito. Era dunque necessaria  agli uomini una norma, dalla quale fossero permeati e formati come  si conviene. Tuttavia non possiamo dire che questo stesso effetto,  che si verifica negli uomini per mezzo di tale regola, non esista o  non si debba desiderare. Ma prima cerchiamo di apprendere i mezzi  per giungere alla conoscenza e per rimanerci. Bisognava dunque  prima additarci qualche norma e regola di vita. E questo si ottenne  attraverso il disegno divino dell'Incarnazione che si deve attribuire  propriamente al Figlio, in modo che, per mezzo del Figlio, derivasse  la conoscenza del Padre stesso (cioè dell'unico principio da cui  derivano tutte le cose), ed una certa soavità e dolcezza interiore e  ineffabile nel permanere in questa conoscenza e nel disprezzare  tutte le cose mortali: e questo è il dono e il compito che si  attribuisce propriamente allo Spirito Santo. Perciò, sebbene tutte le  cose vengano compiute in perfetta comunione ed unità [dalle tre  Persone], bisognava tuttavia farcele vedere separatamente, a causa  della debolezza di noi che siamo caduti dalla unità nella  molteplicità. Nessuno infatti riesce ad elevare un altro alla  condizione in cui egli si trova se non discende in qualche modo nella  situazione in cui si trova l'altro. Hai qui una lettera che non è tale  da aver posto fine alla tua inquietudine su questo argomento, ma è  forse tale da aver fornito un punto di partenza preciso per le tue  speculazioni; sicché tu possa col tuo ingegno, a me ben noto,  investigare il resto e giungere a darne una spiegazione con l'aiuto  della pietà, su cui bisogna soprattutto fondarsi. 

DOGMA E DOTTRINA CATTOLICA INFALLIBILE SI DEVE CONOSCERE

 


SPECIFICO INSEGNAMENTO CATTOLICO CONTRO LE SETTE PROTESTANTI E SCISMATICHE

La Chiesa Cattolica insegna anche che i battezzati che abbracciano sette eretiche o scismatiche perderanno la loro anima. Gesù fondò la Sua Chiesa su San Pietro, come abbiamo già visto, e dichiarò che chi non ascolta la Chiesa è considerato come il pagano e il pubblicano (Matteo 18:17). Egli ha anche comandato ai Suoi seguaci di osservare "tutte le cose" che Egli ha comandato (Matteo 28:20). Le sette scismatiche orientali (come gli "ortodossi") e le sette protestanti sono movimenti di rottura che si sono separati dalla Chiesa Cattolica. Separandosi dall'unica Chiesa di Cristo, lasciano il sentiero della salvezza ed entrano nel sentiero della perdizione.

Queste sette rifiutano ostinatamente e pertinacemente una o più delle verità che Cristo ha chiaramente istituito, come il Papato (Matteo 16; Giovanni 21; ecc.), la Confessione (Giovanni 20:23), l'Eucarestia (Giovanni 6:54), e altri dogmi della Fede Cattolica. Per essere salvati si deve assentire a tutte le cose che la Chiesa Cattolica, sulla base della Scrittura e della Tradizione, ha infallibilmente definito come dogmi della Fede.

Qui sotto ci sono solo alcuni dei dogmi infallibili della Fede Cattolica che sono rifiutati dai protestanti e (nel caso del Papato) dagli "ortodossi" orientali. La Chiesa "anatematizza" (una grave forma di scomunica) tutti coloro che ostinatamente affermano il contrario delle sue definizioni dogmatiche. 

"Per capire la parola anatema... dobbiamo prima risalire al vero significato di herem di cui è l'equivalente. Herem viene dalla parola haram, tagliare, separare, maledire, e indica ciò che è maledetto e condannato ad essere tagliato o sterminato, sia una persona che una cosa, e di conseguenza, ciò di cui l'uomo ha il divieto di fare uso. Questo è il senso di anatema nel seguente passo di Deut. vii, 26: "Non porterai nulla dell'idolo in casa tua, per non diventare un anatema come lui. Lo detesterai come sterco e lo aborrerai completamente come impurità e sporcizia, perché è un anatema".

Così, un protestante o un "ortodosso orientale" che rifiuta ostinatamente questi insegnamenti dogmatici è anatemizzato e separato dalla Chiesa, al di fuori della quale non c'è salvezza. È abbastanza interessante che, nell'emanare questi canoni dogmatici, la Chiesa dica: "Se qualcuno dirà.... sia anatema [anathema sit]" al contrario di "Se qualcuno dirà... è anatema [anathema est]". Questa qualifica di "sia" lascia spazio a quei cattolici che possono essere all'oscuro di un particolare dogma e che si conformerebbero all'insegnamento del canone non appena gli fosse presentato. La persona che è ostinata, tuttavia, e contraddice volontariamente l'insegnamento dogmatico della Chiesa riceve la piena forza della condanna automatica.

Il punto qui è che se uno è in grado di rifiutare questi dogmi ed essere ancora salvato, allora queste definizioni infallibili e i loro anatemi di accompagnamento non hanno alcun significato, valore o forza. Ma hanno significato, valore e forza - sono insegnamenti infallibili protetti da Gesù Cristo. Così, tutti coloro che rifiutano questi dogmi sono anatemizzati e sulla strada della dannazione. 

Papa Pio XI, Rerum omnium perturbationem (#4), 26 gennaio 1923: "Il santo non era meno persona di Francesco di Sales... sembrava essere stato mandato specialmente da Dio per lottare contro le eresie generate dalla Riforma [protestante]. È in queste eresie che scopriamo gli inizi di quell'apostasia del genere umano dalla Chiesa, i cui tristi e disastrosi effetti sono deplorati, fino all'ora presente, da ogni mente giusta".

Papa Giulio III, Concilio di Trento, Sessione 13, Can. 1 sull'Eucaristia, ex cathedra: 
"Se qualcuno nega che nel sacramento della santissima Eucaristia siano contenuti veramente, realmente e sostanzialmente il Corpo e il Sangue insieme all'anima e alla divinità di nostro Signore Gesù Cristo, e quindi tutto il Cristo, ma dirà che Egli è in esso come per segno o figura o forza, sia anatema". Papa Giulio III, Concilio di Trento, Sessione 14, Canone 3 sul Sacramento della Penitenza:  "Se qualcuno dice che le parole del Signore Salvatore: "Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati, saranno rimessi; e a chi li tratterrete, saranno trattenuti" [Giovanni 20:22 s.], non sono da intendersi come il potere di rimettere e trattenere i peccati nel sacramento della penitenza... sia anatema".

Papa Giulio III, Concilio di Trento, Sessione 14, su Estrema Unzione e Penitenza:  "Queste sono le cose che questo sacro sinodo ecumenico professa e insegna riguardo ai sacramenti della penitenza e dell'estrema unzione, e le espone per essere credute e tenute da tutti i fedeli di Cristo. Inoltre, i seguenti canoni, dice, devono essere inviolabilmente osservati, e condanna e anatemizza per sempre coloro che affermano il contrario."

Papa Paolo III, Concilio di Trento, Sessione 6, Cap. 16, ex cathedra:
"Dopo questa dottrina cattolica della giustificazione - che, se non accetta fedelmente e fermamente, nessuno può essere giustificato - è sembrato bene al santo Sinodo aggiungere questi canoni, in modo che tutti possano sapere, non solo ciò che devono tenere e seguire, ma anche ciò che devono evitare e rifuggire."

Papa Pio IX, Concilio Vaticano I, 1870, Sess. 4, cap. 3, ex cathedra: "... tutti i fedeli di Cristo devono credere che la Sede Apostolica e il Romano Pontefice hanno il primato su tutto il mondo, e lo stesso Pontefice di Roma è il successore del beato Pietro, il capo degli apostoli, ed è il vero vicario di Cristo e capo di tutta la Chiesa... 
Inoltre Noi insegniamo e dichiariamo che la Chiesa Romana, per disposizione del Signore, detiene la sovranità del potere ordinario su tutte le altre... Questa è la dottrina della verità cattolica dalla quale nessuno può deviare e conservare la sua fede e la sua salvezza."

GUARIGIONE DEI MALI CHE COLPISCONO MATRIMONI E FAMIGLIE

 


Gesù, i nostri antenati hanno disonorato in vari modi il sacramento del matrimonio,  dando origine a tendenze negative che continuano nei nostri matrimoni: mancanza  d'amore, sentimenti di odio, durezza di cuore, tensione, infedeltà, separazione,  divorzio, abbandono e fuga da casa.  

Interrompi tutte queste tendenze che impediscono relazioni durature e creano  infelicità.  

Fa' che d'ora in poi, nelle nostre famiglie, ci siano matrimoni ben armonizzati, pieni  di amore, lealtà, fedeltà, santità. Gesù, benedici le nostre famiglie.  

FIGLI MIEI, IN QUESTA PENTECOSTE CHE SI AVVICINA, RICEVERETE GRANDI BENEDIZIONI, DONI E CARISMI IN ABBONDANZA!

 


APPELLO DI MARIA SANTIFICATRICE AL POPOLO DI DIO | Messaggio a Enoch, Mercoledì 19 Maggio 2021


Piccoli Miei, la pace del Mio Signore sia con tutti voi.

Figli miei, grandi benedizioni, doni e carismi, riceverete in questa prossima Pentecoste. Radunatevi in preghiera, raccoglimento, digiuno e penitenza, affinché l’effusione dello Spirito Santo di Dio diffonda in ciascuno di voi, proprio come è avvenuto con i discepoli di Mio Figlio.

IN QUESTA PENTECOSTE LO SPIRITO DI DIO SI MANIFESTERÀ CON TUTTO IL SUO POTERE SU TUTTE QUELLE UMILI ANIME CHE RIMARRANNO SALDE NELLA FEDE E NELLA GRAZIA DI DIO; PREGANDO, DIGIUNANDO E CHIEDENDO L’EFFUSIONE DEL SUO SANTO SPIRITO.


In questa Pentecoste, grande sarà l”effusione dello Spirito Santo per preparare il Popolo di Dio all’arrivo dell’Avvertimento.

Rallegratevi piccoli miei, perché riceverete doni e carismi che vi rafforzeranno spiritualmente, così da potervi difendere dagli attacchi del nemico della vostra anima e delle sue schiere del male.

 Preparatevi dunque a ricevere l’effusione dello Spirito di Dio che in questa prossima Pentecoste sarà riversato in abbondanza sui figli di Dio. 

Sorgenti di acqua viva nasceranno nei cinque continenti; ci saranno molte conversioni e dopo questa speciale Pentecoste il Vangelo e la Parola di Dio saranno annunciati senza paura. 

I discepoli di mio Figlio in questi ultimi tempi saranno incaricati di evangelizzare tutto il mondo e spianeranno la strada alla sua seconda venuta.

Raccoglietevi dunque in ​​preghiera, digiuno e penitenza, che la venuta dello Spirito Santo vi trovi in Grazia di Dio.

Leggete e meditate la Santa Parola negli Atti degli Apostoli.

Figlioli, giorni di carestia si stanno avvicinando per la terra; accogliete i Nostri Appelli e al più presto, se avete risorse finanziarie, fate scorta di cibo, cereali, alimenti non deperibili e acqua in abbondanza, in modo che la carestia non vi colga di sorpresa.

QUELLO CHE POSSEDETE, POCO O TANTO CHE SIA, DOVETE CONDIVIDERLO CON I PIÙ BISOGNOSI. 


Figli miei a quanti mancano le risorse finanziarie per fare scorta di cibo, vi dico, non abbiate paura;

Il Padre Mio vi porterà la Manna di ogni giorno, perché la Sua Misericordia è grande ed eterna. 

Nel tempo della scarsità e della carestia che si avvicina, dovete prima recitare il Rosario della Misericordia di Mio Figlio e poi il Rosario della Provvidenza dato al mio piccolo Enoch, attraverso il quale il Padre Mio moltiplicherà il vostro cibo e farà pervenire ai più bisognosi il Pane quotidiano. 

Tenete bene a mente, tutte le prove saranno superate se riporrete la vosta fiducia in Dio aiutandovi a vicenda.

SIETE DUNQUE AVVERTITI FIGLI MIEI, SUPERERETE QUESTA PROVA SOLO SE CONFIDANDO NELLA DIVINA PROVVIDENZA, SPARTIRETE QUELLO CHE AVETE CON I VOSTRI FRATELLI. 

Possa la Pace del mio Signore rimanere in voi, miei amati figli


Vostra Madre, Maria Santificatrice

L'ultimo Papa canonizzato

 


PER IL BENESSERE DEL SUO POPOLO 

Ma avrebbe mai potuto il santo Pastore disinteressarsi delle condizioni  economiche del suo popolo, mentre che spendeva tutte le sue forze nel  promuovere la santità dei costumi, nell'eliminare scandali, nel comporre  discordie e nel riparare disordini, con la santa ambizione che la sua  Parrocchia fosse una Parrocchia modello per morigeratezza, probità ed onestà  cristiana? 139 

La Questione Sociale che allora, sotto la pressione del crescente  industrialismo, incominciava ad affacciarsi con i suoi poderosi problemi,  essendo — sopra tutto ed innanzi tutto — questione morale, la cui soluzione  dipendeva unicamente dalla applicazione dei principi cristiani alla evoluzione  economica in corso, non poteva lasciare indifferente il Parroco di Salzano, il  quale era troppo persuaso che, assicurato un pane tranquillo agli operai della  sua Parrocchia, ne avrebbe, nello stesso tempo, immunizzate le anime del  contagio, oramai qua e là serpeggiante, del Socialismo. 

Don Sarto entrò coraggiosamente anche in questo campo, portandovi la  prontezza della sua mente e gli accorgimenti del suo cuore. Non era egli,  forse, venuto a Salzano con il proposito fermo e risoluto di nulla lasciare di  intentato per il bene del suo popolo, disposto a non pesare privazioni, a non contare sacrifici, a non risparmiare sudori? 

Salzano aveva un setificio di proprietà di un notissimo industriale israelita di  Padova, Mosè Vita-Jacur, nel quale lavoravano ben 300 operaie della  Parrocchia, senza contare gli uomini. 

Al nostro Parroco, ai cui modi gentili, ma senza servilismo, ed alla cui  dignitosa fermezza non vi era autorità o grandezza umana che sapesse  resistere 140, fu facile di entrare, per amore della classe lavoratrice del suo  popolo, nella stima e nella confidenza dello Jacur, il quale, onorandone la  virtù ed apprezzandone i criteri e le idee, si mostrò sempre assai lieto di  seguirne le raccomandazioni ed i consigli per il bene dei propri operai 141. 

*** 

Ma a Salzano, oltre le setaiole del Vita-Jacur, vi erano ancora altri operai,  artigiani e contadini, ai quali bisognava pensare. Don Sarto pensò anche a  questi, e, con una idea precorritrice dei tempi — limitatamente al luogo ed  all’epoca non ancora matura — per tenerli più uniti a sé, li associò in una  piccola cassa rurale: primo embrione — almeno in Italia — di quante ne  sarebbero sorte alcuni anni dopo 142 e primo passo al sorgere e allo  svilupparsi di quelle istituzioni economico-sociali che oggi sono così  dovunque in fiore. 

E quante lettere, quante ambasciate non sempre gradite per tutelare gli  interessi economici dei suoi Parrocchiani! “Se non ci fosse stato l'Arciprete  — diceva qualche contadino — sarei già in mezzo ad una strada” 143. E  quante fatiche per superare le resistenze di qualche proprietario, il quale, pur  professandosi cristiano e cattolico, si lamentava che Don Sarto si occupasse  un po' troppo dei suoi fittavoli. Ma poi finiva con il cedere, riconoscendo in  lui un prete, a cui non si poteva dire di no 144: un prete che sapeva difendere  i diritti del suo popolo e salvaguardare gli immutabili principi della giustizia  e della carità. 

*** 

Facile, dopo tutto questo, l'immaginare il continuo andirivieni di gente  intorno alla Canonica di Salzano, aperta a tutti, di giorno e di notte, ed il  cumulo di lavoro del Beato. 

Il popolo nella sua semplicità faceva dei confronti. Avvicinare il Parroco che  lo aveva preceduto era quasi impossibile, perché era uomo più da Certosa che  da Parrocchia. 

Quando qualcuno bussava alla porta della Canonica, si apriva un finestrino dall'aria claustrale: 

— Siora Adriana, Bon giorno! 

— Bon giorno! . . . cosso, volèu? 

— Parlar con l'Arsiprete. 

— Disème a mi, che fa lo stesso! 145 

I malcapitati, il più delle volte, si allontanavano, maledicendo in cuor loro a  tutte le “Perpetue” della terra. 

Con Don Sarto niente finestrini, niente cerimonie, niente “Perpetue”, ma  schiettezza, fronte serena, viso aperto, sorriso cordiale 146. 

E la gente ricorreva al suo Arciprete con semplicità, con confidenza, con  fiducia, perché sapeva che nell'aria festosa del suo volto e nella dolce mitezza  dei suoi occhi egli portava tutto il suo cuore di Pastore di anime e di Padre  del suo popolo 147. 

A memoria di vecchi, Salzano non aveva mai avuto un Parroco così attivo,  così buono, tanto ricco di virtù sacerdotali, ma, sopra tutto, di carità: la virtù  che meglio di ogni altra rivela il Ministro di Cristo e conquista le anime. 

La grande Parrocchia in breve tempo aveva cambiato fisionomia e preso  l'aspetto di una Parrocchia a modo con un popolo onesto, laborioso, assiduo  alla chiesa, amante della previdenza e del risparmio, a cui lo aveva educato il  Parroco santo 148. 

Il Beato Pio X, del Padre Girolamo DAL GAL Ofm c. 

CHIAMAMI PADRE

 


DIO, IL PADRE DEI POVERI E DEI SOFFERENTI

O Padre, che scegli i piccoli e i poveri per farli ricchi nella fede ed eredi del tuo regno, aiutaci a dire la tua parola di coraggio a tutti gli smarriti di cuore, perché si sciolgano le loro lingue, e tanta umanità malata, incapace perfino di pregarti, canti con noi le tue meraviglie.


COME CONCILIARE LA PROVVIDENZA DEL PADRE CON LA SOFFERENZA DELL'UOMO?

Domanda: se Dio è onnisciente e onnipotente, come conciliare la sua Paternità, con la triste realtà della sofferenza, soprattutto quella nei piccoli e negli innocenti?

Come conciliare la Provvidenza con la sofferenza?

Cosa pensare di un Padre che si definisce onnipresente e provvidente e che sembra

- tanto lontano,

- tanto assente,

- tanto indifferente,

-          tanto muto,

-          tanto distaccato dalla realtà di un mondo nel quale sembrano trionfare solo il male, il peccato, l'ingiustizia, l'arroganza, la morte?

Il problema angoscia tutti, e proprio perché «il mondo è radicato nella sofferenza», urge dare una risposta, «se non si vuole che la fede si tramuti in una droga consolatoria o in una superstizione paurosa e infantile».


QUANTI MALI!

È difficile compilare un elenco dei molti mali che, da sempre, affliggono gli uomini, anche perché le sofferenze, specie quelle morali, acquistano diverse forme a seconda del carattere e della sensibilità di ciascuno.

S. Agostino afferma che, nell'antichità, i termini usati per indicare la felicità erano 288; ma quelli usati per indicare le varie forme di sofferenza erano oltre 400!

E commenta: «la vita presente è un pellegrinaggio faticoso, di incerta durata, pieno di miserie e intessuto di errori. Tutti i mali vi si danno convegno fino alla morte, e se la felicità vi appare, è solo per far sentire la sua assenza».

E stando così le cose, è davvero fallimentare la condizione dell'uomo, perché:

-          è creato per la vita e sa che deve morire,

-          è alla ricerca della gioia e non trova che sofferenza,

-          cerca l'amore e deve vivere in un mondo di odi e di divisioni,

-          aspira alla giustizia ed è circondato da tante ingiustizie,

-          vuole la pace ed è oppresso dalla guerra.

Come dunque conciliare questi opposti? Come ammirare la sapiente Provvidenza del Padre? Come continuare a dare credibilità a un Dio che sentiamo tanto lontano dai nostri problemi?

 

ALCUNI TENTATIVI DI SOLUZIONE

Lungo il corso della storia sono state tentate tante risposte e tante soluzioni ma esse sono risultate tutte parziali, provvisorie, inutili, e incapaci di dare senso e scopo al dramma della vita.

Nonostante le mille interpretazioni filosofiche e le mille scoperte mediche e scientifiche, il dolore resta il compagno fedele e il denominatore comune di ogni esistenza umana.

Il problema non ha che due alternative:

- o ammettere che tutto è assurdo;

- o accettare la presenza del mistero.

Alcuni affermano: il dolore è un assurdo, è cioè una realtà inspiegabile, che non ha alcun fondamento razionale. E inammissibile l'esistenza di un Dio creatore e provvidente, perché se esistesse, avrebbe già eliminato tutto ciò che si oppone alla sua bontà.

L'uomo non ha che una strada: soggiacere a un destino crudele e trascinare, con sofferta rassegnazione, un'esistenza che non ha senso e scopo.

Altri dicono: il dolore non è un assurdo, ma semplicemente un mistero.

L'assurdo è una contraddizione in termini (come ad es. un cerchio quadrato).

Il mistero è una verità del tutto superiore, ma non contraria alla nostra mente, e che noi accettiamo non per l'evidenza della cosa rivelata, ma per l'autorità infallibile di colui che ce la rivela.

Il dolore, dicono, non è un assurdo, ma un mistero. Non esclude Dio, ma lo interpella perché dia una risposta accettabile all'uomo che, da solo, non sa rendersi conto della presenza del male e del dolore.

 

L'UNICA SOLUZIONE RAGIONEVOLE VIENE DALLA FEDE

Noi ci accostiamo al mistero della sofferenza attraverso la via della Fede, perché essa è la sola che può garantirci l'assoluta verità di ciò che propone.

È troppo arduo il problema per accontentarci di opinioni umane sempre parziali e contraddittorie!

Abbiamo bisogno di sapere con certezza assoluta che cosa si nasconde dietro il buio dell'immenso dolore dell'umanità. Abbiamo bisogno di sapere chi è l'invisibile Regista che guida, dietro la scena, il susseguirsi delle vicende umane.

Abbiamo bisogno di sapere i criteri che ispirano i suoi interventi spesso per noi tanto strani e incomprensibili.

Ci accostiamo così all'unica fonte del nostro sapere.

Ovviamente, con l'umiltà dovuta e con quel senso dei nostri limiti che allontana ogni atteggiamento di meschina arroganza.

Affidiamo alla divina Rivelazione la soluzione del mistero.

DON NOVELLO PEDERZINI

PROTEGGI LA NOSTRA NAZIONE DAL MALE

 


Il giorno del mio Avvertimento è ogni volta sempre più vicino e questa povera umanità peccatrice è ancora spiritualmente addormentata.

 


16 maggio 2021 - Appello di Gesù della Misericordia al Suo Popolo fedele. Messaggio a Enoch.


“La mia Pace sia con voi, Amati miei.

Figli miei, le tenebre coprono già la terra, però non temete; siate portatori di luce; amandovi, aiutandovi e perdonandovi mutuamente. Il giorno del mio Avvertimento è ogni volta sempre più vicino e questa povera umanità peccatrice è ancora spiritualmente addormentata. Il mio Risveglio delle Coscienze aprirà la vostra anima e vi mostrerà la Verità; per quelli di voi che sono preparati spiritualmente, il mio Avvertimento sarà la vostra gioia più grande; ma per i tiepidi e i peccatori, sarà tormento, dolore e grande timore. La vostra anima sarà purificata, tutta la vostra miseria e peccato vi saranno mostrati, incluso tutte le cattive azioni che influenzarono voi, il vostro prossimo e la Creazione. Ricordate che siete esseri spirituali in un universo spirituale, che è sincronizzato dall'amore di Dio.

Figli miei, la mancanza di amore nel cuore dell'uomo influisce sull'equilibrio della Creazione, perché tutto il creato custodisce la sinfonia dell'Amore di Dio. Chi non ama distrugge; il risentimento, l’odio, l’invidia, l’egoismo e la mancanza di Dio, portano squilibrio alla perfezione e all'armonia di tutto ciò che è stato creato. Tutto quello che Dio ha creato lo ha fatto per amore, ed è l'amore che deve regnare nella Creazione e nelle creature, in modo che ci sia equilibrio nell'universo. La mancanza di amore porta a cattive azioni, le cattive azioni al peccato; il peccato di un solo uomo influenza molti e il peccato di molti influenza l'intero universo.

Il mio Decalogo sono i Comandamenti dell'amore, della convivenza, del rispetto, della comunione che deve esistere tra l'uomo e Dio. Quando i miei Comandamenti vengono infranti, si altera l'equilibrio dell'amore, si rompe il legame spirituale tra l'uomo e Dio; al rompersi di questo a causa del peccato, entra il male che è distruzione dell'opera del Creatore. Vi chiedo come vostro Gesù della Misericordia, che ritorniate all'adempimento dei miei Santi Precetti, affinché l'amore e l'armonia di Dio regnino nei vostri cuori.

Figli miei, l'ordine e il diritto si sono persi a causa del male e del peccato esistenti, prima che conosciate la mia Giustizia, voglio inviarvi il mio Avvertimento per vedere se vi svegliate; il mio Avvertimento è l'ultima porta aperta della mia Misericordia, dove vi si mostrerà tutto il danno che il peccato produce; Nell'eternità sarete risvegliati e purificati, così che al vostro ritorno prenderete coscienza che l'unica via da seguire è la via che porta alla salvezza della vostra anima.

La mia Pace vi lascio, la mia Pace vi do. Pentitevi e convertitevi, perché il Regno di Dio è vicino.

Vostro Padre, Gesù della Misericordia.

 


La verità del Mio Gesù è mantenuta integra soltanto nella Chiesa Cattolica.




Cari figli, ritornate a Mio Figlio Gesù. Egli è il vostro Grande Amico ed è molto vicino a voi. Non vi allontanate dalla Sua Grazia. In Lui è la vostra vera liberazione e salvezza. Fatevi coraggio e assumete il vostro vero ruolo di cristiani. Voi Appartenete al Signore e solamente Lui dovete seguire e servire. Amate e difendete la verità. L'umanità cammina cieca spiritualmente perché gli uomini si sono allontanati dal Creatore. Difendete Gesù e la Sua Chiesa. La verità del Mio Gesù è mantenuta integra soltanto nella Chiesa Cattolica. Non permettete che la mezza verità difesa dai nemici vi allontani dalla vera Chiesa del Mio Gesù. Camminate per un futuro di grande confusione. State attenti. Qualunque cosa accada, non vi dimenticate delle lezioni del passato. Avanti nella verità. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per averMi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

giovedì 20 maggio 2021

Ora dovete essere molto prudenti!

 


2 maggio 2021

Figlia Mia

Ora dovete essere molto prudenti. Non tutte le messe sono ancora sacre.

Amen.

Il tuo Gesù.

Dillo ai figli per favore. Amen.