giovedì 20 ottobre 2022

I Dieci Comandamenti

 


Alla luce delle Rivelazioni a Maria Valtorta


Il nono Comandamento: ”Non desiderare la donna d’altri”. 

9.3 A Gesù viene insidiosamente chiesto di giudicare un caso di adulterio di cui durano le conseguenze: come si comporta e cosa sentenzia?   

Gesù sta evangelizzando, come al suo solito, il Suo popolo ed un giorno incontra per strada quello che poi sarà nominato anche dagli Atti degli Apostoli, il levita Giuseppe detto Barnaba 168 , che allora era un discepolo del grande rabbi Gamaliele: 

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[…] Si riuniscono tutti prima di prendere la via maestra, ma non hanno fatto che pochi metri quando due uomini vengono loro incontro con cenni di saluto. 169 

«Due discepoli dei rabbi, e uno è levita. Che vogliono?», dicono fra loro gli apostoli per nulla contenti dell'incontro. Io non so da che deducano che sono discepoli e che uno è levita.  

Non capisco ancora bene il linguaggio dei fiocchi e delle frange e altri segreti del vestiario israelita. 

Gesù, quando è a due metri circa dai due e quando non è possibile nessun equivoco, perché la via è ormai libera dei viandanti che a piedi o su cavalcature si affrettavano verso il paese, risponde al saluto ripetuto e si ferma in attesa.  

«La pace a Te, Rabbi», dice ora a voce il levita che prima si era limitato a profondi inchini.  

«La pace a te. E a te», dice Gesù rivolgendosi all'altro.  

«Sei Tu il Rabbi di nome Gesù?».  

«Lo sono».  

«Una donna è entrata avanti sesta in città e ha detto di aver parlato per via con un rabbi più grande di Gamaliele, perché oltre che sapiente è buono. La cosa è giunta a noi e i maestri ci hanno mandato, tutti quanti eravamo e sospendendo la partenza verso Gerusalemme, per trovarti. Due ad ogni strada che da Giscala scende sulle vie del piano. A loro nome e a nostro mezzo ti dicono: "Vieni nella città, ché ti vogliamo interrogare"».  

«E per qual motivo?».  

« Perché Tu sentenzi su un fatto accaduto in Giscala, del quale durano le conseguenze».  

«E non avete i grandi dottori d'Israele per sentenziare? Perché rivolgersi al Rabbi sconosciuto?».  

«Se sei Colui che dicono i rabbi, Tu non sei sconosciuto. Non sei Tu Gesù di Nazaret?».  

«Lo sono».  

«La tua sapienza è nota ai rabbi».  

«E a Me è noto il loro astio verso di Me».  

«Non in tutti, Maestro. Il più grande e giusto non ti odia».  

«Lo so. Neppure mi ama. Mi studia. Ma rabbi Gamaliele è in Giscala?».  

«No. É già partito per essere a Sefori avanti il sabato. Partito subito dopo il giudizio».  

«E allora perché mi cercate? Io pure devo rispettare il sabato e appena posso giungere in tempo a quel luogo. Non mi trattenete oltre».  

«Hai paura, Maestro?».  

«Non ho paura, perché so che nessuna potestà è data per ora ai miei nemici. Ma lascio ai sapienti la gioia di giudicare».  

«Che vuoi dire?».  

« Che Io non giudico. Io perdono».  

«Tu sai giudicare meglio d'ogni altro. Gamaliele lo ha detto. Ha detto: "Solo Gesù di Nazaret giudicherebbe con giustizia qui"».  

«Sta bene. Ma ormai avete giudicato. E la cosa non ha più riparo. Io avrei dato giudizio di far calmare le passioni prima di colpire. Se c'era colpa, il colpevole poteva pentirsi e redimersi. Se colpa non c'era, non sarebbe accaduto il supplizio che per qualcuno è, agli occhi di Dio, uguale ad omicidio premeditato». 

«Maestro! Ma come sai? La donna ha giurato che hai parlato con lei solo delle sue cose... e... Tu sai... Sei allora veramente profeta?».  

« Io son chi sono. Addio. La pace a te. Il sole si curva verso occidente», e gli volge le spalle andando verso il paese.  

«Bene hai fatto, Maestro! Certo ti insidiavano!».  

Gli apostoli sono solidali col Maestro. Ma le loro lodi, le loro ragioni sono troncate dai due di prima, che li raggiungono supplicando Gesù di risalire a Giscala.  

«No. Il tramonto mi coglierebbe per via. Dite a chi vi manda che Io osservo la Legge, sempre, quando l'osservarla non lede il comandamento più grande di quello sabatico: quello dell'amore».  

«Maestro, Maestro, te ne supplichiamo. Qui proprio è caso di amore e giustizia. Vieni con noi, Maestro».  

«Non posso. E neppur voi potete risalire in tempo».  

«Abbiamo licenza di farlo per questo caso».  

«E che? Si è alzata la voce se Io guarivo un malato e lo assolvevo in sabato, e a voi è concesso di violare il sabato per un'oziosa disputa? Ci sono forse due misure in Israele? Andate! Andate! E lasciatemi andare».  

«Maestro, Tu sei profeta. Tu sai perciò. Io lo credo e costui lo crede. Perché ci respingi?».  

«Perché!...».  

Gesù li guarda fisso fisso, fermandosi. I suoi occhi severi, che trafiggono e penetrano oltre i veli della carne a leggere i cuori, guardano dominatori i due che ha davanti. E poi i suoi occhi, così insostenibili nel rigore, così dolci nell'amore, cambiano sguardo e prendono una espressione così amorosa, così misericordiosa che, se prima il cuore tremava di timore per lo sguardo potente, ora trema di emozione davanti al brillare dell'amore del Cristo.  

«Perché!», ripete... «Non Io, ma gli uomini respingono il Figlio dell'uomo, e questo deve diffidare dei suoi fratelli. Ma a chi non ha malizia nel cuore Io dico: "Venite", e dico anche: "Amatemi" a coloro che mi odiano...».  

«E allora, Maestro...».  

«E allora Io vado al paese per il sabato».  

«Attendici, almeno».  

«Al tramonto del sabato parto. Non posso attendere». 

I due si guardano, si consultano restando indietro; poi uno, quello dal volto più aperto 170 e che ha quasi sempre parlato lui, torna di corsa.  

«Maestro, io resto con Te sino a dopo il sabato».  

Pietro, che è a fianco di Gesù, gli tira la veste obbligandolo a voltarsi dalla sua parte e gli sussurra: «No. Una spia». Giuda Taddeo alle spalle del cugino sibila: «Diffida». Natanaele, che è andato avanti con Simone e Filippo, si volta e fa gli occhiacci per dire: «No». Persino i due più fidenti, Andrea e Giovanni, fanno cenno di no col capo da dietro le spalle dell'importuno.  

Ma Gesù non tiene conto delle loro sospettose paure e risponde brevemente: «Resta», e gli altri si devono rassegnare. L'uomo, contento, si sente meno estraneo, sente il bisogno di dire il suo nome, chi è, perché è in Palestina, lui nato nella Diaspora, ma consacrato a Dio dalla nascita perché fu «consolazione ai parenti» che, grati al Signore d'averlo, lo affidarono ai parenti in Gerusalemme perché fosse del Tempio, e là, servendo la Casa di Dio, conobbe il rabbi Gamaliele e ne divenne discepolo attento e amato: «Mi hanno chiamato Giuseppe perché come l'antico ho levato alla madre la pena di esser sterile. 

Ma la madre sempre mi diceva "mia consolazione" mentre mi nutriva, e Barnaba son divenuto, per tutti. Anche il grande rabbi mi chiama così, perché egli si consola nei discepoli migliori».  

«Fa' che tale ti dica anche Dio, anzi soprattutto ti chiami così Dio», dice Gesù. 171  

Entrano in paese.  

«Sei pratico?», chiede Gesù. 

«No. Non ci sono mai stato.È la prima volta che vengo qui, in Neftali. Mi ha portato seco, con altri, il rabbi, perché sono rimasto solo...».  

«Hai Dio ad amico?».  

«Lo spero. Cerco di servirlo come meglio posso».  

«Allora non sei solo. Solo è il peccatore».  

«Posso peccare io pure...».  

«Tu discepolo di un grande rabbi, sai certo le condizioni per cui un'azione diviene peccato».  

«Tutto, Signore, è peccato. L'uomo pecca continuamente. Perché sono più i precetti dei momenti del giorno. E non sempre il pensiero e le circostanze ci aiutano a non peccare».  

«In verità anzi le circostanze, soprattutto esse, sovente ci inducono a peccare. Ma hai chiaro il concetto del principale attributo di Dio?». 

«Giustizia».  

«No».  

«Potenza».  

«Neppure»...  

«Rigore».  

«Men che mai».  

«Eppure... ciò fu sul Sinai e poi ancora...».  

«Allora fu visto l'Altissimo fra i fulmini. Essi cingevano di aureole tremende il volto del Padre e Creatore. In verità voi non conoscete il vero volto di Dio. Se lo conosceste, e se ne conosceste lo spirito, sapreste che il principale attributo di Dio è l'Amore, e Amore misericordioso».  

«So che l'Altissimo ci ha amati. Siamo il popolo eletto. Ma servirlo è tremendo!».  

«Se tu conosci che Dio è Amore, come puoi dirlo tremendo?».  

«Perché peccando noi perdiamo il suo amore».  

«Ti ho chiesto avanti se tu sai le condizioni per cui un'azione diviene peccato».  

«Quando non è azione dei seicentotredici precetti, delle tradizioni, delle decisioni, consuetudini, benedizioni e preghiere, oltre le dieci imposizioni della Legge, oppure non è come gli scribi insegnano queste cose, allora è peccato».  

«Anche se l'uomo non lo fa con piena avvertenza e perfetto consenso della volontà?».  

«Anche. Perciò chi può dire: "io non pecco"? Chi può sperare di aver pace in Abramo alla sua morte?».  

«Sono gli uomini perfetti nello spirito?».  

«No. Perché Adamo peccò e noi abbiamo quella colpa in noi. Essa ci fa deboli. L'uomo ha perduto la Grazia del Signore, unica forza per reggerci...» 172  

«E il Signore lo sa?».  

«Egli tutto sa».  

«E allora credi tu che Egli non abbia misericordia tenendo conto di ciò che indebolisce l'uomo? Credi tu che Egli esiga dai colpiti ciò che poteva esigere dal primo Adamo? In ciò sta la differenza che voi non considerate. Dio è Giustizia, sì. È Potenza, sì. Può essere anche Rigore per l'impenitente che continua nel suo peccare. Ma quando Egli vede che un suo fanciullo - tutti fanciulli sulla Terra, che è un'ora di eternità per lo spirito, il quale si fa adulto al suo esame spirituale di maggiorenne eterno nel giudizio particolare - quando Egli vede che un suo fanciullo manca perché svagato, perché tardo nel saper discernere, perché poco istruito, perché debole tanto in una o in più cose, pensi tu che il Padre Santissimo lo possa giudicare con inesorabile rigore? Tu lo hai detto. L'uomo ha perduto la Grazia, forza per reagire alla tentazione e agli appetiti. E Dio lo sa. E non bisogna tremare di Dio e fuggirlo come Adamo dopo la colpa. Ma ricordarsi che Egli è Amore. Il suo volto splende sugli uomini, ma non per incenerirli. Bensì per confortarli come il sole conforta coi suoi raggi. L'amore, non il rigore raggia da Dio. Raggi di sole, non saettar di fulmini. E del resto... Cosa, di suo, ha imposto l'Amore? Una soma che non si può portare? Un codice dagli innumerabili capitoli che si possono dimenticare? No. Dieci soli comandi. Per tenere l'animale uomo imbrigliato come puledro che senza briglie va a rovina. Ma quando l'uomo sarà salvato, quando gli sarà resa la Grazia, quando sarà il Regno di Dio, ossia il Regno dell'amore, ai figli di Dio e sudditi del Re sarà dato un solo comando e in esso tutto sarà: "Ama il tuo Dio con tutto te stesso e il tuo prossimo come te stesso". Perché credi, o uomo, che Dio-Amore non può che alleggerire il giogo e renderlo dolce, e l'amore renderà dolce il servire Dio, non più temuto, ma amato. Amato soltanto, amato per Se stesso e amato nei fratelli nostri. Come sarà semplice la Legge ultima! Così come è Dio, che è perfetto nella sua semplicità. Senti: ama Dio con tutto te stesso, ama il tuo prossimo come te stesso. Medita. I pesanti seicentotredici precetti e tutte le preghiere e benedizioni non sono già enumerate in queste due frasi, spogliandosi dei cavilli inutili che non sono religione, ma schiavitù verso Dio? Se ami Dio, certo lo onori a tutte le ore. Se ami il prossimo, certo non fai cosa a lui dolorosa. Non menti, non rubi, non uccidi o ferisci, non sei adultero. Non è così?».  

«Così è... Maestro giusto, io vorrei stare con Te. Ma Gamaliele ha già perso per Te i migliori discepoli... Io...».  

« Non è ancora l'ora che tu venga a Me. Quando essa sarà, il tuo stesso maestro te lo dirà, perché egli è un giusto».  

«Lo è, vero? Tu lo dici?».  

«Lo dico perché è verità. Non sono uno che abbatte per alzarsi sull'abbattuto. Riconosco ad ognuno il suo... Ma ci chiamano... Certo hanno trovato gli alloggi per noi. Andiamo... ». 

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a cura del Team Neval 

Riflessioni di Giovanna Busolini  

L'IMMORTALITA' DELL'ANIMA

 


... anche se non è sempre e universalmente in atto; 

4. 6. Ma supponiamo che l'arte liberale ora sia ed ora non sia in  una coscienza. È un fatto assai noto, dovuto alla dimenticanza o  all'ignoranza. Anche in tal caso non si può dedurre contro  l'immortalità se si spiega la premessa nella seguente maniera. O v'è  qualche cosa nello spirito anche se non v'è nell'attuale stato di  coscienza, ovvero in una mente colta non rimane la disciplina della  musica nell'atto che si applica alla geometria. Ma questa  conclusione è falsa, quindi la prima è vera. La mente non ha  coscienza di possedere una nozione se questa non è rappresentata.  Vi può esser quindi nello spirito qualche cosa di cui esso non è  cosciente. Per quanto tempo vi rimanga non importa. Poniamo  dunque che un soggetto sia stato occupato in altre cose tanto a  lungo che non gli è più possibile richiamare alla coscienza  rappresentazioni anteriori. Tale stato si chiama dimenticanza o  ignoranza. Ma quando noi scopriamo qualche verità riguardante le  discipline liberali in una meditazione interiore ovvero in un dialogo  condotto con buon metodo, la scopriamo soltanto nel nostro spirito.  E scoprire non è il medesimo che produrre o causare, altrimenti la mente causerebbe verità eterne con una scoperta operata nel  tempo. Talora infatti scopre verità eterne. Nulla v'è infatti di più  eterno che l'idea del circolo o altre nelle varie discipline. È assurdo  che esse non siano per sempre o che cessino d'essere. Ed è anche  evidente quindi che lo spirito umano è immortale e che le nozioni  intelligibili esistono nella sua interiorità, sebbene possa sembrare  che, o per non averle apprese o per averle dimenticate, non le  abbia o le abbia perdute. 

Sant'Agostino


Il vostro parlare sia: si si, no no, il di più viene dal maligno.

 


25 maggio 2020
"Pace a voi fratelli. Scenda su di voi lo Spirito Santo, vi fortifichi e vi dia vigore. Annunciate il Vangelo, lo stesso che avete ricevuto, come Io sono morto per i peccati e sono resuscitato. Questo tempo di grazia serve per rendervi più forti. Tutto si deve realizzare, perché Io farò nuove tutte le cose. Lasciatevi guidare da me. Siate umili. Fate in modo che la ragione non prenda il sopravvento nella vostra vita. Aprite il cuore all'amore. Lasciatevi trasformare. La battaglia che state affrontando è contro lo spirito del male, che si adorna di luce per ingannarvi. Fate discernimento. Non fate del bene cercando l'approvazione, altrimenti, che vantaggio ne trarrete? Avete già ricevuto la vostra ricompensa dagli uomini.
Fate del bene senza aspettarvi il contraccambio, così accumulerete tesori in Cielo. Non affannatevi di risolvere questa situazione con le vostre mani, lasciate tutto a me.
Io sono la vostra guida e vi conduco per il giusto cammino. Il vostro parlare sia: si si, no no, il di più viene dal maligno. Pregate, pregate, pregate. Il mio intervento è prossimo. Sconvolgerò i piani del nemico. I nemici della Casa indietreggeranno. Pregate per i miei consacrati che sono fedeli a me, perché il nemico li sta attaccando. A loro dico: coraggio, avanti per la strada che vi ho indicato, non disperate è il tempo di mia e vostra Madre, affidatevi a lei, Ella trionferà. Miei fedeli consacrati non dimenticate il mio popolo che soffre ed è allo stremo delle forze in questa battaglia, beneditelo ogni giorno dal sorgere del sole al tramonto.
Ecco l'avvertimento. Risveglierò le vostre anime, vedrete la verità tutta intera, è su di voi, preparatevi. Io sono con voi, mia Madre è con voi, tutto il Cielo è con voi, non perdete la speranza. Una nuova primavera si profila all'orizzonte. Inneggiate canti, danzate, gridate con gioia e la vostra gioia sia piena.
Il vostro Gesù."


Se camminerai nelle mie vie e osserverai le mie leggi, tu avrai il governo della mia casa

 


SAN GIOVANNI APOSTOLO APOCALISSE


Anche il profeta Zaccaria parla degli abiti sacerdotali:

Zaccaria - cap. 3,1-10: “Poi mi fece vedere il sommo sacerdote Giosuè, ritto davanti all'angelo del Signore, e satana era alla sua destra per accusarlo. L'angelo del Signore disse a satana: Ti rimprovera il Signore, o satana! Ti rimprovera il Signore che si è eletto Gerusalemme! Non è forse costui un tizzone sottratto al fuoco?

Giosuè infatti era rivestito di vesti immonde e stava in piedi davanti all'angelo, il quale prese a dire a coloro che gli stavano intorno: Toglietegli quelle vesti immonde. Poi disse a Giosuè: Ecco, io ti tolgo di dosso il peccato; fatti rivestire di abiti da festa.

Poi soggiunse: Mettetegli sul capo un diadema mondo. E gli misero un diadema mondo sul capo, lo rivestirono di candide vesti alla presenza dell'angelo del Signore. Poi l'angelo del Signore dichiarò a Giosuè: Dice il Signore degli eserciti: Se camminerai nelle mie vie e osserverai le mie leggi, tu avrai il governo della mia casa, sarai il custode dei miei atri e ti darò accesso fra questi che stanno qui. Ascolta dunque, Giosuè sommo sacerdote, tu e i tuoi compagni che siedono davanti a te, poiché essi servono da presagio: ecco, io manderò il mio servo Germoglio.

Ecco la pietra che io pongo davanti a Giosuè: sette occhi sono su quest'unica pietra; io stesso inciderò la sua iscrizione oracolo del Signore degli eserciti e rimuoverò in un sol giorno l'iniquità da questo paese. In quel giorno oracolo del Signore degli eserciti ogni uomo inviterà il suo vicino sotto la sua vite e sotto il suo fico.

Gesù è il Figlio dell’uomo, è Sacerdote, è Re. Ciò che l’Antico Testamento insegna sulla regalità e sul sacerdozio, è solo una pallida figura per rapporto a Cristo Signore.

La sua verità è infinitamente oltre, oltre tutto ciò che è stato scritto sui re e sui sacerdoti.


Gioacchino e Anna si incontrano - Ven. Anne Catherine Emmerick

 


Secondo le visioni del  

Ven. Anne Catherine Emmerick 


LA VITA DI GESÙ CRISTO E DELLA SUA SANTISSIMA MADRE 

(Dalla nascita di Maria Santissima alla morte di San Giuseppe).


Gioacchino e Anna si incontrano 

Gioacchino fu condotto dai sacerdoti alla porta del passaggio sotterraneo, che passava sotto il tempio e la porta di destra. Si trattava di un percorso utilizzato in alcuni casi per la purificazione, la riconciliazione o il perdono. I sacerdoti lasciarono Gioacchino alla porta, davanti a un corridoio che all'inizio era stretto, poi si allargava e scendeva insensibilmente.  C'erano pilastri rivestiti di foglie di alberi e viti, e ornamenti d'oro scintillavano sulle pareti, illuminati da una luce proveniente dall'alto.  Gioacchino aveva fatto un terzo del percorso, quando Anna gli venne incontro, nel punto del corridoio, sotto la porta dorata, dove c'era una colonna a forma di palma con foglie e frutti caduti. Anna era stata condotta dai sacerdoti attraverso un ingresso sull'altro lato del sotterraneo. Aveva dato loro con la sua serva le colombe per il sacrificio, in cesti che aveva aperto e presentato ai sacerdoti, come le aveva ordinato l'angelo. Era stata condotta lì in compagnia di altre donne, tra cui la profetessa Anna. Ho visto che quando Gioacchino e Anna si sono abbracciati erano in estasi. Erano circondati da numerosi angeli che fluttuavano sopra di loro, reggendo una torre luminosa, che ricordava la torre d'avorio, la torre di Davide e altri titoli delle litanie laureliane. La torre scomparve tra Gioacchino e Anna: entrambi erano pieni di gloria e di splendore. Allo stesso tempo, il cielo si è aperto sopra di loro e ho visto la gioia degli angeli e della Santissima Trinità e il legame di tutto questo con la concezione di Maria Santissima. Quando si abbracciarono, circondati dal fulgore, capii che era il concepimento di Maria in quell'istante, e che Maria era stata concepita come sarebbe stato il concepimento di tutti senza il peccato originale. 

Gioacchino e Anna si incamminarono così, lodando Dio, verso l'uscita. Arrivarono a un grande arco, come una cappella, dove ardevano delle lampade, e uscirono. Qui furono accolti dai sacerdoti, che li salutarono. Il tempio era aperto e ornato di foglie e frutti. Il culto si svolgeva sotto il cielo, all'aria aperta. In un punto c'erano otto pilastri isolati e ornati di rami. Gioacchino e Anna giunsero a un'uscita aperta all'estremità del monte del tempio, di fronte alla valle di Giosafat. Non era possibile proseguire in quella direzione, perché la strada girava a destra e a sinistra. Hanno comunque fatto visita a un sacerdote e poi ho visto loro e la loro gente tornare a casa. Quando arrivarono a Nazaret, Gioacchino diede una festa di giubilo, servì molti poveri e distribuì grandi elemosine. Ho visto la gioia e il fervore degli sposi e il loro ringraziamento a Dio, pensando alla sua misericordia verso di loro; li ho osservati spesso pregare insieme, con gli occhi bagnati di lacrime. 

In questa occasione mi è stato spiegato che i genitori della Beata Vergine l'hanno generata in perfetta purezza, per effetto dell'obbedienza. Se non fosse stato per obbedire a Dio, avrebbero mantenuto la continenza perpetua. Ho capito, allo stesso tempo, come la purezza, la castità, il riserbo dei genitori e la loro lotta contro i vizi impuri abbiano un'influenza incalcolabile sulla santità dei figli generati. In generale, ho sempre visto nell'incontinenza e nell'eccesso la radice del disordine e del peccato. Ho anche visto che molte persone si sono congratulate con Gioacchino per aver ricevuto la sua offerta nel tempio. 

Quattro mesi e mezzo, meno tre giorni, dopo che Anna aveva concepito sotto la porta d'oro, vidi che Maria era stata resa così bella dalla volontà di Dio. Ho visto come Dio ha mostrato agli angeli la bellezza di quell'anima e come hanno provato una gioia inspiegabile per essa. In quel momento vidi anche come Maria si muoveva sensibilmente per la prima volta nel grembo di sua madre. Anna si alzò subito e lo disse a Gioacchino; poi uscì a pregare sotto l'albero sotto il quale le era stata annunciata l'Immacolata Concezione.  


I TRE GIORNI DI BUIO

 


          Le grazie che continuo ad elargire, figlio mio, sono per coloro che mi sono fedeli e per coloro che cominciano a vedere la mia luce. Non potevo lasciare indietro dei bambini che non hanno avuto la possibilità di conoscermi bene, per mancanza di un buon evangelista, ma queste persone volevano conoscermi. So chi sono, quindi darò loro la grazia di incontrarmi di nuovo e di restare con Me per sempre.

          Benedetto, figlio mio amato, la forza del male è così forte che se Io, Gesù, lascio la presa, nessuno scapperà; tutti periranno. È terribile ciò che il diavolo ha già fatto. Il suo potere è nelle mani degli uomini più terribili. Non hanno paura di Me in nulla. Stanno solo aspettando la luce rossa, il che significa che il diavolo dice loro di premere il pulsante e tutto esploderà. Le vittime cadranno a terra come si scuote un gambo di frutta matura e tutto cadrà. Coloro che non riescono a morire sul posto si contorcono in un dolore terribile. La puzza di carne arrostita sarà insopportabile. Le luci della città si spegneranno tutte e il sole si nasconderà attraverso una nuvola nera. Le bestemmie contro di Me si sentono per chilometri. I fiumi si riempiranno di cadaveri e diventeranno rossi di sangue. Le tende del tempo si chiuderanno nel lutto. Le ore più tristi sembreranno infinite. Dureranno tre giorni, ma questi giorni saranno come un mese, perché nessuno potrà aiutare nessuno. Ogni persona rimasta in vita non sarà in grado di aiutare l'altra. Alcuni chiederanno di essere uccisi per non soffrire più; altri chiederanno acqua, ma nei fiumi di acqua dolce ci sarà solo sangue. Il lamento sarà come il suono di un grande nido di droni, come il lamento di quasi molti animali.

          Io Gesù e Mia Madre, con i Miei Angeli, consoleremo coloro che Mi hanno adorato, affinché non vengano danneggiati, perché i gas si diffonderanno rapidamente in tutto il mondo, ma la Mia Potenza non permetterà che i Miei amati figli, che tanto Mi hanno chiesto protezione, vengano abbandonati. È in questo momento che le tenebre arriveranno a voler soffocare il resto che è rimasto, che sono i miei. Ma non potrà fare nulla con quelli che avevo già scelto. Il diavolo, che è la sua tenebra, aspetterà solo la fine del suo tempo. Allora, figlio mio Benedetto, dopo che questo comincerà ad accadere, la terra tremerà e si scuoterà, ma non per essere distrutta, bensì per adempiere ciò che è stato scritto: "Tutti i monti saranno rasi al suolo, tutte le valli saranno raddrizzate e la pienezza comincerà a cadere sulla faccia della terra" (Lc 3,5). Le tenebre scompariranno a poco a poco, e un nuovo giorno inizierà a sorgere. Gli occhi di coloro che restano brilleranno come le stelle, perché vedranno che tutti i pericoli sono passati. Allora tutti sentiranno un suono come quello di una musica che viene da lontano, e sarà sempre più forte: canti di lode di migliaia di voci. I morti risorgeranno dalla terra come un campo di grano, con le spighe forti, senza più erbacce in mezzo. E nell'ora in cui tutti cantano, una nuvola bianca comincerà a formarsi nel cielo. In essa, le luci inizieranno a dare colori bellissimi e molto luminosi, e i loro raggi scenderanno verso le persone che si trovano sulla Terra. A poco a poco, tutti gli occhi mi vedranno in mezzo, con i miei dodici apostoli, con abiti bianchi finissimi, fino ai piedi, e allora dirò a quelli che sono miei: "Venite, o benedetti del Padre mio, alla vita eterna". Da lì, figlio mio, si presenterà a tutti i suoi figli che hanno chiesto la sua protezione. Lei, al Mio fianco, sarà vista come un mazzo di rose tra i più belli, e da allora tutti saranno miei figli. E io, Gesù, sarò l'unico a comandare.

          Grazie, figlio del mio cuore. Vi aspetto e vi attendo.

GESU'

11/03/1995

La Missione Sacerdotale di Conchita

 


DOMANDA D'AMORE 

 

a) Amare loro come si ama me 

E questo amore è ciò che ti chiedo oggi, Conchita, tendendoti le braccia con maggiore tenerezza, affinché tu li ami come ami Me, e affinché tu ti interessi a loro e concretizzi la tua vita nell'immolarti a loro favore, per ottenere grazie per loro... affinché il tuo cuore, senza smettere di essere il mio, sia anche il loro, come il mio è il mio (54,390). 

 

b) PERCHÉ SEI MIO, APPARTENI A LORO  

Perché siete miei e siete la sorgente delle mie grazie per gli altri.  Ma vi amo di più perché appartenete ai Sacerdoti e, per questo fatto, più miei, perché essi, ciascuno, e tutti sono uno in Me.  E voi siete loro perché siete miei e ve li ho dati, ma in un modo, senza lasciarli andare, ma in Me; e voi siete in Me.  E proprio perché siete miei e siete in Me, appartenete a loro (54,383). 

 

c) SOSTITUZIONE DELL'AMORE 

...Guarda, avvicinati; dimmi che mi ami per te e per tutti i sacerdoti del mondo, perché ho bisogno di crederlo, gioisco nel saperlo.  Ditemi che mi amate con la tenerezza di tutti i cuori sacerdotali, che mi adorate, che mi offrite al Padre trasformato in me.  Dimmi che in ogni Sacerdote ci sarai tu, perché ci sono io.  E che tu rifornisca queste anime del loro amore e dei loro sacrifici (54, 250-251). 

 

Conclusione logica:  

d) ESSERE VITTIME A SUO FAVORE. 

Accetti, figlia mia, che questo non ti appartenga, ma si converta in Me, per offrire vittime a favore degli amati sacerdoti, specialmente per quelli che sono caduti, e per acquistare grazie preventive per quelli che potrebbero cadere? 

-O mio Gesù!  Con la tua grazia, usami, anche se non servo a nulla, in questo che ti fa tanto male, perché la mia unica illusione, e l'unico fine della mia vita, è quello di consolarti (54,67). 

Manuel Rubín de Celis, M.Sp.S

La nostra Immacolata Sovrana si è degnata di determinare, dopo un anno di aspettazione nei dubbi ed incertezze da parte nostra il regolamento pei Suoi «Militi»

 


LETTERA 22   

A P. Quirico Pignalberi, Capranica di Sutri (Roma) J.M.J.Fr.  

Roma 27 XI 1918


Carissimo!  

 Scrivo questa cartolina nel giorno della Manifestazione di Maria Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa e precisamente per comunicargli una buona notizia riguardo a questa, cioè riguardo alla nostra «Militia Immaculatae». La nostra Immacolata Sovrana si è degnata di determinare, dopo un anno di aspettazione nei dubbi ed incertezze da parte nostra il regolamento pei Suoi «Militi» come segue 1:  

I Principi: «Ipsa conterei caput tuurn» (Gen 3,15); «Cunctas haeteses sola interemisti in universo mundo».  

 I. Finis: Quaerere conversionem peccatorum, haereticorum, schismaticorum, etc., et praesertim massonorum et sanctificationem omnium sub patrocinio et mediante B.M.V. Immaculata.    

 II. Conditiones: 1) Totalis suimetipsius Immaculatae oblatio, sicut instrumentum in immaculatis Eius manibus. 2) Gestare «Numisma Miraculosum».  

 III. Media: 1) Possibiliter semel quotidie Immaculatam iaculatoria: «O Maria sine peccato concepta ora pro nobis, qui ad Te recurrimus et pro omnibus qui ad Te non recurrunt et praesertim pro massonis» exorare, 2) Omnia legittima media secundum possibilitatem in diversitate status, conditionis, occasionis quod zelo et prudentiae uniuscuiusque commendatur et praesertim Numisma Miraculosum.  

Ma Lei mi domanderà forse (o forse no) donde Io so che proprio la nostra amantissima Sovrana vuole così? Donde? Dal mezzo più sicuro donde si può conoscere la Volontà di Dio e, conseguentemente, della nostra Domina e Madre tenerissima. Dall'ubbidienza nel foro interno. E questo basta.   

 Non soltanto, ma anche da questo stesso fonte so che la nostra «Militia» deve allargarsi, anche se si trovasse qualche buon secolare. Si capisce, in quanto la cosa si fa esternamente, la volontà del buon Dio si manifesta per la volontà dei Superiori in foro esterno. Che cosa, dunque? Se Lei ha buona occasione può prudentemente e conformemente alla volontà dei Superiori. relativi far gli arruolamenti.  

Domandando la preghiera, mi scrivo sincero confratello in S. Padre Nostro Francesco e commilite in Immacolata  

Fr. Massimiliano  

Vogliamo rinnovare la-nostra oblazione l'8 dicembre? Saluti dal P. Cirillo e da tutti gli altri.  

Tanti saluti dal P. Pal e Fr. Girolamo. 

 

Il mio Cuore vittima è stanco dell'ingratitudine dei miei amati figli; non vi parlo della malvagità dei malvagi, ma della malizia dei cristiani.

 


Il Signore:

Sì, figlia mia, ecco il tuo Padre celeste, come ti ho detto il primo giorno della mia apparizione. Io sono il tuo Padre celeste; so che stai soffrendo molto, figlia mia, e non voglio sapere quali orribili tormenti siano, e soffrire tutto questo per un'Umanità così ingrata. So che non meritano nulla di tutto questo, figlia mia, ma devono essere salvati, devono essere salvati ad ogni costo, figlia mia. Ascoltatemi, il mio Cuore vittima è stanco dell'ingratitudine dei miei amati figli; non vi parlo della malvagità dei malvagi, ma della malizia dei cristiani.

Vi parlerò apertamente della situazione del mondo, affinché possiate comprendere il motivo della mia Passione mistica come vittima immolata per il mondo, come Re martire della mia carità per le anime e come Dio disprezzato dalle mie creature.

Ho impiegato tutta la mia saggezza, figlia mia, nel fornire tutti i mezzi per acquisire la gioia del mio Regno eterno, tutta la mia tenerezza nell'attirarli, la mia bontà e la mia misericordia, le mie ricchezze, la mia magnificenza e il mio amore; ma essi non vogliono nulla, sono ingrati. Ho fatto per tutti loro quello che avrei fatto per i miei figli; non meritano nulla. Tutto ciò che ho fatto per loro, per tutti in generale, l'ho fatto come ho fatto per i miei eletti; l'ho fatto per uno e l'ho fatto per tutti in generale, e per tutti ho dato il mio esempio sulla via di questo mondo. Per tutti sono salito al cielo, tornando nel seno del Padre, e per tutti ho compiuto il miracolo della consacrazione dell'Eucaristia, per rimanere con loro. Per tutti sono - non solo per alcuni - racchiuso in quel Sacramento giorno e notte, triste, sofferente. Per tutti ho istituito il mio sacerdozio privilegiato, e per tutti la santa Chiesa con il suo aiuto di...

Luz Amparo:

Che dolori, mio Dio; so come soffrite!

Il Signore:

...con il suo aiuto di virtù infallibile e dell'unica speranza di eternità. Figlia mia, a tutti ho dato le mie parole di salvezza e di vita, che custodiscono il Santo Vangelo della legge della grazia e dell'amore; e con tutta chiarezza l'ho manifestato in queste parole: "Amatevi gli uni gli altri". L'ho detto in una lingua che tutti potessero capire. E io vi dissi: "Rimanete tutti insieme, rimanete in me, perché possiamo essere una cosa sola, come io e il Padre mio siamo una cosa sola". Ma, figlia mia, che cosa hanno fatto della mia parola, della mia dottrina, dei miei desideri, se non beffe, crimini e tradimenti?

Guarda, figlia mia: la mia amata Chiesa è stata formata, il mio Regno è stato eretto ed esteso nelle anime; ma l'eterno nemico è entrato nella razza maledetta per impossessarsi di tutto, si è impossessato di tutta la razza. Inoltre, si è venuto a creare una divisione nella famiglia, che, sollevandosi in fazioni, ha iniziato a minacciarsi l'un l'altra.

Non mi lamento del nemico, né dei suoi scagnozzi, perché sono tutti maledetti; mi lamento di coloro che, essendo miei, hanno secondato l'azione del male. Il nemico, figlia mia, vuole sedurre e non sa come farlo.

Ricordate sempre le mie parole, perché se non vi avessi avvertito..., ma vi avverto continuamente. Se non vi avessi avvertito, sareste stati meno responsabili, ma d'ora in poi che scuse troverete, figli miei? Non potete giustificarvi.

L'ultimo giorno è vicino, figlia mia, e in quell'ultimo giorno verrò come giudice. Non l'ho detto alla mia Santa Chiesa, non l'ho aiutata con i pastori? Non ho smesso di fare miracoli ovunque, di riversare amore; e loro non hanno voluto ricevere tutte queste cose con un cuore puro. Naturalmente, sapete chi sono: gli ingrati e le ingrate.

Figlia mia, di' loro che c'è ancora tempo, che vengano tutti da me, come dissi loro una volta: "Venite a me, voi tutti che siete oppressi, e io vi aiuterò a liberarvi". Venite pentiti e contriti, sforzandovi di vincere le cattive tendenze delle vostre passioni e le seduzioni che il mondo, il diavolo e la carne vi presentano, come un giorno nel Paradiso dei primi genitori naturali.

Dite loro che quando li invito a venire a me, è nello spirito di cambiare la cattiva vita di vizi, di peccati, di incredulità, di malizia, di raffinate comodità di cui ogni giorno avete circondato la vostra vita umana; perché gli uomini, appunto, sono quelli che devono soprannaturalizzare le loro azioni, imitando me quando mi sono fatto uomo; che ho cercato dal primo all'ultimo momento di questa vita il sacrificio, la povertà, l'umiltà, il disagio in tutto.

Per questo sono nato una notte d'inverno, in mezzo al ghiaccio e sulla paglia in una mangiatoia di animali, per offrire a mio Padre il sacrificio riparatore e propiziatorio per pagare la Giustizia divina per i vostri peccati, figli miei. Tutti voi, dunque, figlia mia, siete obbligati.... (Parola incomprensibile) di amarmi; per questo sono sceso fino a voi, rendendomi sempre simile a voi, tranne che nel peccato.

Di' ai giovani, figlia mia, che cos'è il vero amore; di' loro di venire da me; e in silenzio, con fede nella mia presenza nella mia Eucaristia, chiedimi di rivelare loro il segreto della felicità del cuore umano in questa vita e nell'eternità, figlia mia. Rivela loro, figlia mia, quanto ti ha reso felice il mio amore e che non c'è amore che possa renderti felice se non è innestato nel mio amore. Sì, figlia mia, dillo a tutti.

Guarda, figlia mia, oggi Satana celebra la sua festa nelle profondità dell'Inferno; lo vedrai.... Guarda le caverne come sono piene di dannati, di peccatori, di ingiusti, come sono coperte di fuoco; sono spiriti maligni, figlia mia. Pensate che l'inferno è pieno di peccatori e che dura un'eternità. C'è chi pensa che come può Dio, essendo misericordioso, mandare loro questa punizione? Sì, figlia mia, il mio Padre Eterno è misericordioso, ma è giusto e dà a ciascuno ciò che merita. Guarda quanti spiriti maligni ci sono in mezzo; come le anime dei peccatori soffrono torture, figlia mia, per i loro peccati. Qui non c'è la morte, ma nelle dimore del cielo c'è la vita, figlia mia. Quanti vorrebbero morire per non soffrire!

Guarda, figlia mia, stai per vedere una parte del Paradiso, perché tu non abbia orrore, perché tu non abbia un gusto così cattivo: guarda la felicità, guarda la dolcezza, guarda la pace, guarda la gioia; qui non c'è invidia, non c'è sofferenza, tutto è amore! Dove ci sono io non ci sarà mai sofferenza, figlia mia; dove c'è Satana con i suoi scagnozzi non c'è altro che tormento e sofferenza. Diglielo a tutti, digli di convertirsi, non voglio che siano condannati; diglielo, figlia mia, diglielo a tutti.

Sii umile, figlia mia, offri le tue sofferenze, prega un po' di più. Dite a quelli che sono con voi che sono molto contento di loro, che rispettano molto bene i miei messaggi, che continuano nel modo in cui continuano, che sono anche i miei figli preferiti perché hanno avuto l'opportunità di vedere tutto questo. Dite loro che Dio, quando fa qualcosa, sa come lo fa, dove lo fa, in che modo. Siano anche umili, perché l'umiltà è la base principale per raggiungere il Paradiso. Dillo a tutti, figlia mia.

Sì, figlia mia, vedrai mia Madre, la vedrai per un secondo. Addio, figlia mia. Eseguite i messaggi di mia Madre e i messaggi del vostro Padre Celeste. Addio, figlia mia.


La Vergine:

Figlia mia, figlia mia, eccomi qui, figlia mia, come potrei essere assente, la tua gloriosa Madre? Non dubitare che ti apparirò, figlia mia, continuerai a vedermi. Ricordate che mi fate soffrire quando dubitate che sia io a parlarvi. Io sono la tua Madre, sarai felice, figlia mia, della ricompensa che ti ho dato per vedere la tua madre terrena; lei è gloriosa in cielo grazie alle tue preghiere. Sì, figlia mia, continua nell'umiltà, continua ad obbedire perché venga quel giorno glorioso e tu ti unisca a lei, figlia mia. Povera figlia mia! Sei certamente molto ingenua, figlia mia; per questo ti ho scelta e ti sostengo nel mio stesso Cuore, affinché il diavolo non ti turbi. Prepara il tuo cuore, figlia mia, affinché quando verrà il giorno, tu sia pronta.

Tu sai, figlia mia, che non mi piaci, che non puoi piacermi se non sei umile; rimani umile e che lo siano anche tutti quelli che ti circondano; che io abbia dei servi fedeli alla mia dottrina e che la predichino e difendano la dottrina di mio Figlio, che siano fedeli nel praticarla e nel predicarla; di' loro di umiliarsi, perché solo gli umili possono piacermi, figlia mia. Che tutte le anime siano umili, perché tutte hanno bisogno di essere umili affinché i loro servizi siano graditi a me, figlia mia. Pregate per tutti, per l'intera generazione, per tutti, tutti sono miei figli. Figlia mia, per me non esistono politiche; la mia "politica" è l'amore, e quella di mio Figlio, la croce.

Dite loro che chi non ha amore e non rispetta i comandamenti della Legge di Dio non sarà salvato; il prossimo è in ogni essere umano. Non faccio distinzione di razza; la politica non servirà a salvarti, figlia mia, ma a condannarti. Addio, figlia mia; sii umile fino all'ultimo momento, segui il consiglio del tuo padre spirituale, perché sai, figlia mia, che è un buon figlio di Dio; ascolta il mio consiglio e il consiglio del tuo padre spirituale. Addio, figlia mia, addio.

13 novembre 1981

PIO IX

 

IL PAPA DELLA IMMACOLATA CONCEZIONE


La proclamazione del dogma

Venerdì 8 dicembre 1854, fin dalle 6 di mattina fu aperta la Basilica di San Pietro, che già alle 8 era gremita di popolo. Dalla Cappella Sistina, dove erano radunati cinquantatré cardinali, quarantatré arcivescovi, novantanove vescovi convenuti da tutto il mondo, la solenne processione liturgica giunse fino all'altare papale, dove Pio IX celebrò solennemente la Santa Messa.

Al termine del canto del Vangelo in greco e in latino, il cardinale Macchi, decano del Sacro Collegio, assistito dal più anziano degli arcivescovi e vescovi latini, da un arcivescovo greco e uno armeno, si prostrò ai piedi del Pontefice domandando, in lingua latina e con voce sorprendentemente energica per i suoi 85 anni, il decreto «che avrebbe cagionato gioia in Cielo e il massimo entusiasmo sulla terra».

Dopo avere intonato il Veni Creator, il Papa si sedette sul trono e, tenendo sul capo la tiara, lesse con tono grave e voce alta la solenne definizione dogmatica: «A onore della santa e individua Trinità, a gloria cornamento della Vergine Madre di Dio, per l'esaltazione della fede cattolica, e per l'incremento della religione cristiana, con l'autorità del Signore Nostro Gesù Cristo, dei beati Apostoli Pietro e Paolo, e Nostra, dichiariamo pronunciamo e definiamo che la dottrina, la quale ritiene che la beatissima Vergine Maria, nel primo istante della sua concezione per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, ed in vista dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, sia stata preservata immune da ogni macchia di colpa originale, è dottrina rivelata da Dio e perciò da credersi fermamente e costantemente da tutti fedeli» 12.

Dal momento in cui il cardinal decano fece la domanda per la promulgazione del dogma fino al Te Deum che fu cantato dopo la solenne Messa, al segno dato dal cannone in Castel Sant'Angelo, per lo spazio di un'ora, dalle undici al mezzodì, tutte le campane di Roma suonarono a festa per celebrare un giorno che, come scrive mons. Campana, «sarà fino alla fine dei secoli ricordato come uno dei giorni più gloriosi che figuri nella storia» 13 (...). «L'importanza di questo atto non può sfuggire a nessuno. Esso fu la più solenne affermazione della vitalità della Chiesa, quando l'empietà imperversante si lusingava di averla quasi distrutta» 14.

Tutti i presenti affermano che, al momento solenne, Pio IX fu investito dall'alto da un fascio di luce che ne illuminò il volto solcato di lacrime 15. Mons. Piolanti, che ha studiato le testimonianze, afferma, alla luce della sua lunga esperienza della Basilica Vaticana, che in nessun periodo dell'anno, tanto meno di dicembre, da nessuna finestra della Basilica un raggio di sole può scendere ad illuminare qualunque punto dell'abside nella quale si trovava Pio IX 16 e concorda con la spiegazione suggerita dalla Madre Giulia Filippani, delle religiose del Sacro Cuore, presente in San Pietro con la famiglia al momento della definizione, secondo cui non era possibile spiegare naturalmente lo straordinario chiarore che illuminò il volto di Pio IX e tutta l'abside: «Quella luce - essa testimonia - fu attribuita universalmente a causa soprannaturale» 17.

A una religiosa che un giorno chiese al Pontefice che cosa avesse provato nell'atto della definizione, lo stesso Pio IX così confidò i suoi sentimenti: «Quando incominciai a pubblicare il decreto dogmatico, sentivo la mia voce impotente a farsi udire alla immensa moltitudine [cinquantamila persone] che si pigiava nella Basilica Vaticana; ma quando giunsi alla formula della definizione, Iddio dette al suo Vicario tal forza e tanta soprannaturale vigoria, che ne risuonò tutta la Basilica; ed io fui tanto impressionato da tal soccorso divino che fui costretto sospendere un istante la parola per dare libero sfogo alle mie lagrime. Inoltre - soggiunse il Papa - mentre Dio proclamava il dogma per la bocca del suo Vicario, Dio stesso dette al mio spirito un conoscimento sì chiaro e sì largo della incomparabile purezza della Santissima Vergine, che inabissato nella profondità di questa conoscenza, cui nessun linguaggio potrebbe descrivere, l'anima mia restò inondata di delizie inenarrabili, di delizie che non sono terrene, né potrebbero provarsi che in Cielo. Nessuna prosperità, nessuna gioia di questo mondo potrebbe dare di quelle delizie la minima idea; ed io non temo affermare che il Vicario di Cristo ebbe bisogno di una grazia speciale, per non morire di dolcezza sotto la impressione di cotesta cognizione e di cotesto sentimento della bellezza incomparabile di Maria Immacolata» 18.

La definizione del dogma dell'Immacolata suscitò uno straordinario entusiasmo nel mondo cattolico, dimostrando quanto ancora fosse vivo il sentimento della fede in un secolo aggredito dal razionalismo e dal naturalismo. «Dopo la definizione del Concilio di Efeso intorno alla divina maternità di Maria - scrive ancora il teologo Campana - la storia non può registrare altro fatto che abbia suscitato tanto vivo entusiasmo per la Regina celeste, quanto la definizione della sua totale esenzione dalla colpa» 19. Tra i numerosissimi ricordi della solenne definizione resta la colonna dell'Immacolata in Piazza di Spagna a Roma, innalzata il 18 dicembre 1856 e benedetta da Pio IX l'8 settembre 1857.

La definizione fu accolta ovunque con entusiasmo e persino i pochi vescovi che all'inizio si erano dimostrati contrari la festeggiarono con solennità. Uno di essi, l'arcivescovo di Parigi mons. Sibour - che, come osserva Martina, «con finezza non priva di un certo umorismo» 20 era stato incaricato da Pio IX di assisterlo da vicino durante la solenne cerimonia dell'8 dicembre in San Pietro - ne celebrava la portata in toni inattesi, indicando la definizione come «una nuova fase della Chiesa in cui i legami dell'unità romana si stringono, diventano più forti e l'autorità pontificia ingrandisce, a gloria della divina gerarchia e per il successo della sua azione morale sul mondo» 21.

 Quattro anni dopo, il 25 marzo 1858, Bernadette Soubirous, la pastorella di Lourdes, così si rivolgeva, nella grotta di Massabielle, alla misteriosa Signora che ormai da tempo le appariva: «Signora, volete avere la bontà di dirmi chi siete?». La Signora inclinò il capo, sorridendo senza rispondere; per tre volte Bernadette rinnovò la domanda finché - descrive ella stessa ­ allargò le braccia verso terra, come si vede nella medaglia miracolosa. Si compose a un'aria grave, alzò gli occhi verso il cielo e nel medesimo tempo, elevando le mani e giungendole all'altezza del seno, disse: «Io sono l'Immacolata Concezione». «Sembra - commenterà un secolo dopo Pio XII - che la stessa Beata Vergine Maria abbia voluto, in maniera prodigiosa, quasi confermare, tra il plauso di tutta la Chiesa, la sentenza pronunziata dal Vicario del suo divin Figlio in terra» 22

Roberto De Mattei


PER ACCETTARE GRAZIE OFFERTE DURANTE L'AVVERTIMENTO

 


LA MIA LUCE PRESTO ABBAGLIERÀ IL MONDO!

 


Carbonia 18.10.2022

La mia Luce presto abbaglierà il mondo!


Amici del Risorto, eccomi tra voi, a momenti conoscerete il mio Volto e sarete con Me per sempre.
Le tenebre già avvolgono la Terra ma il Signore dei Signori, il Re dei re, apre il suo mantello benedetto per avvolgervi i suoi eletti.

Meditate, o genti tutte, meditate. L’arrivo di un gabbiano sarà l’avvertimento per il mio intervento Divino.

Gesù nel suo Tutto inizia la sua nuova missione,
il tempo delle cose vecchie è passato, ora ci sono le nuove.

Presenzierete dinnanzi al vostro Dio, o uomini, vedrete il suo Volto, … resterete estasiati dalla sua Bellezza infinita, … sarete irradiati della sua luce, Lui vi investirà di Sé nell’istante stesso che Lo vedrete, avrete la vista alla vita nuova, entrerete felici nella nuova vita e vibrerete della stessa energia di Dio.

Fior di frumento IO SONO!
Fiori del mio Giardino, a voi oggi, Io dico:
                        Sollevate il vostro cuore all’Altissimo!
                        Donatevi a Lui, donategli il vostro tutto!
                        Condividete con i vostri fratelli ciò che possedete.
                        Ordinatevi a veri figli di Dio!

Nel cuore della notte capiterà un grande frastuono che sveglierà il mondo intero: la voce del Creatore tuonerà come mai ha tuonato, la Sua ira sarà grande su chi in maniera ignobile Gli ha voltato le spalle.

Dio è Misericordia infinita come è Giustizia infinita! A Lui non si può nascondere nulla; Egli conosce ogni situazione e legge dentro i cuori delle genti!

Egli è il Creatore: avete ben capito, uomini! … Egli è il Creatore!!!
Aprite bene i vostri orecchi: … Egli è il Creatore!!!

Mettetevi in condizioni di purezza, inginocchiatevi alle sue Leggi e non a quelle degli uomini.
Fate in fretta, resta poco tempo per la vostra conversione: chi resta fedele al Creatore avrà la vita eterna, diversamente perirà.

L’odore acre e stomachevole dei traditori Mi giunge ormai insopportabile.
Dio vuole rimuovere la Terra dalla melma che l’avvolge.

È tempo di cambiamenti figli miei! Preparatevi ad entrare in una situazione nuova!

I figli di Dio godranno delle sue grazie mentre i traditori, i potenti sulla Terra, i miserabili ingannatori che hanno voluto prendere il posto di Dio, saranno catapultati all’improvviso nella fame e nella disperazione. Amen! Amen!

DIO È!

 


mercoledì 19 ottobre 2022

Prima del Grande Avvertimento ci sarà una persecuzione religiosa da parte del nuovo avatar della Nuova Era, che farà la sua dichiarazione a partire dal 9 novembre.

 


Messaggio dei Santi Arcangeli San Michele, San Gabriele e San Raffaele. Ricevuta dal Discepolo il 29 settembre alle ore 5:00 a Caborca Sonora Messico.


Amati figli di tutta la Terra, ascoltate attentamente... la lotta è una battaglia, una guerra senza tregua! Questa è la gara spirituale, sono le tenebre contro la luce, il male contro il bene, la morte contro la vita, gli spiriti maligni caduti contro le schiere celesti. O figli degli uomini, ascoltate il disegno della Santa Giustizia del buon Dio. Considerate con saggezza... il buon Dio è saggio nei suoi giudizi, la sua giustizia è santa nella sua sentenza, e anche la sua sentenza è santa.

Il Giusto Giudice visiterà il Suo regno e il Suo giusto resto ascolterà. Il Dio giusto parlerà per bocca dei suoi eletti, dei suoi profeti e il suo popolo sarà un residuo sofferente e perseguitato.

Tutta la terra sarà inghiottita dalle fiamme, ma il Rimanente diminuito sarà protetto nei suoi rifugi e sarà provveduto in tutto e per tutto dalla Divina Provvidenza. Il Buon Dio vive d'amore e, per unità e amore, è pronto ad aiutarvi nelle prove più dure.

O Battaglione celeste, la Gloria di Dio è venuta, perciò veniamo, inviati per annunciarvi che il vostro Santo Dio Yahweh degli Eserciti sospira per i suoi figli che sono sulla Terra.

Figli dell'Altissimo, .... l'Avatar New Age sta già arrivando e sta conquistando il tempio e il trono di Dio. L'innominabile che soggiogherà i regni malvagi e gli schiavi del peccato.

O figli dell'Altissimo, aprite gli occhi e vedete che l'implacabile Avatar controllerà le azioni degli uomini, dominerà le intelligenze e tutti i media virtuali, tutti i media virtuali saranno sotto il suo dominio e la sua azione. Sottometterà più intelligenze per mezzo della fatidica antenna di frequenza 5G, ecco perché 5 grandi antenne attireranno la carica magnetica di cinque pianeti. L'anticristo o maitreya entra nel trono dell'usurpatore e danneggia molti perché si presenta ai popoli come un facilitatore e propone di risolvere improvvisamente i problemi mondiali dell'umanità.

O fedele resto... Non guardate i suoi occhi e non ascoltate la sua voce, perché se lo fate vi trascinerà alla perdizione.

Il Grande Avvertimento è alle porte... O fedele popolo residuo di Dio Altissimo, non temete, non temete coloro che distruggono i tabernacoli e i templi. Prima del Grande Avvertimento ci sarà una persecuzione religiosa da parte del nuovo avatar della Nuova Era, che farà la sua dichiarazione a partire dal 9 novembre. L'anticristo farà una dichiarazione pubblica e consegnerà così i capi religiosi dopo l'abolizione del Santo Sacrificio Eucaristico, l'abominio, sarà l'abolizione del Luogo Santo. Allora tutti i popoli e le nazioni cadranno sotto il dominio della più grande eresia che uscirà da Roma per bocca dei traditori, la Santa Sede cadrà e Roma sarà assalita, massacrata e distrutta. Ma il Giudice Giusto che è alle porte, doterà il Suo Popolo fedele della Santa Eucaristia, proteggerà la prole di Maria Santissima e voi sarete curati da noi Arcangeli.

Questo messaggio viene trasmesso dalla trinità angelica di Michele, Gabriele e Raffaele affinché venga presto diffuso. Siamo gli angeli che accompagnano e guidano tutti i Fedeli nei rifugi consacrati, illuminando il mondo.

Beati coloro che si lasciano aiutare da noi, portiamo la benedizione divina e l'aiuto celeste di nostra Madre, la Santa e Santissima Vergine Maria. 

Che questo messaggio sia tradotto nelle sette lingue principali. Questo messaggio del Buon Dio vi accompagnerà e otterrete la protezione divina da ogni tipo di pestilenza, inondazioni, pestilenze, carestie, vulcani e terremoti.

Noi siamo Michele, Gabriele e Raffaele, siate benedetti nel conoscere questi messaggi dati all'umanità. Continueremo a dare altri messaggi. Shalom.

Benedetto sia Dio, che è come Dio, benedetto sia Dio, che è come Dio, benedetto sia Dio, che è come Dio, benedetto sia Dio, che è come Dio, benedetto sia Dio, che è come Dio!


IL PECCATO - 1) Cos'è il peccato ? - 2) Porta la morte spirituale ? - 3) In che modo ci si accorge del peccato mortale commesso?

 


Dio  è  Vivo

Vuoi credere per davvero?

LE  VERITA’  SULLA  FEDE  CATTOLICA


IL PECCATO


1)  Cos'è il peccato ?

         E' una trasgressione della legge di Dio fatta con piena avvertenza e deliberato consenso. Piena  avvertenza qui non significa che per aversi il peccato, bisogna essere consapevoli della sua gravità;  significa piuttosto che, trasgredendo, si è coscienti di commettere una infrazione. Tale piena avvertenza, infatti, non c'è in chi, commette un peccato quando è ubriaco o nel sonno o nell'ignoranza  completa della relativa prescrizione di legge. Il deliberato consenso significa che, al momento di  porre l'atto, si è sufficientemente libero, sicché, volendo, si può anche non porlo.


 2) Porta la morte spirituale ?

         Il peccato, sia quello detto mortale che quello detto veniale, è sempre apportatore di morte  spirituale, o immediatamente o ponendovi le premesse. Il peccato è detto  appunto mortale perché  uccide non l'anima che è di natura sua immortale, ma la Grazia che è la vita divina ad essa partecipata da Cristo e per la quale Dio è venuto sulla terra.

Il peccato invece veniale, è facilmente perdonabile, per essere in qualche modo e per vari motivi trasgressione leggera, di per sé non conduce subito alla morte, ma vi spiana la via. Esso è simile,  un pò, a certe indisposizioni o malattie corporali (per esempio: una puntura di spillo, un raffreddore,  un'influenza, una infiammazione ecc.), che di per sé non uccidono, ma potrebbero, per possibili  complicanze, portare alla morte. Di per sé non priva della Grazia Santificante, ma ne appanna, per  così dire, lo splendore e raffredda la carità soprannaturale, che è forma e vigore della vita soprannaturale. Gettando così l'anima in uno stato di torpore, di inerzia, di apatia, che è l'esatto contrario di  una vita sana e vigorosa. In stato di accentuata debolezza -lo si sa- per il corpo come per l'anima, si  è più esposti a malattie e tentazioni, e si è molto meno capaci di superarle e vincerle. Ciò significa  pure, oltre tutto, che con frequenti e numerosi peccati veniali deliberati, la caduta nel peccato mortale diviene estremamente facile e anche frequente.


3) In che modo ci si accorge del  peccato mortale commesso? 

         La gravità del peccato mortale è data dall'importanza della materia violata o del precetto imposto. Come accorgersi di aver commesso un peccato mortale?... Non essendo il peccato mortale  come la morte o malattia fisica constatabile da molteplici indubbi segni, ci si accorge di averlo commesso verificando e confrontando l'operato con la legge e l'autorità. Un pò come per il corpo di cui  si accerta lo stato di salute a mezzo di visite mediche e di molteplici analisi.

Segni certi, ancora, di peccato mortale commesso potrebbero essere sia gli effetti visibili provocati (la morte, danni molto gravi a sé o agli altri, ecc.) e sia il rimorso che segue alla trasgressione. Un segno però, quest'ultimo, che potrebbe anche mancare facilmente, in tutto o in parte. Può capitare, infatti, quello che così spesso si verifica per il corpo, che spesso si riscontra quasi casualmente ammalato, non avendone avuto prima il minimo sentore: si scopre, cioè, di ritrovarsi, per più versi, in braccio alla morte dell'anima, pur senza aver avuto rimorso alcuno per il proprio operato. E la  ragione è che il rimorso, se  è sempre avvertito dalle coscienze sensibili e bene educate, non lo è invece da quelle  accecate e deformate. In effetti, a forza di minimizzare e non dare peso a niente; a  forza di trasgredire in continuazione la legge e non dare ascolto all'autorità, la coscienza finisce per  annebbiarsi e perdere  quasi del tutto la sensibilità davanti al peccato. In questo caso, allora, se non  si sente alcun rimorso in certe azioni o comportamenti, non è perché essi non costituiscano peccato  e, magari, peccato grave; ma perché si è perduto completamente il senso del peccato.

           Purtroppo è questa un pò la situazione odierna nella quale, pur annegando quasi tutti nei peccati più gravi e vergognosi, si continua a ripetere sfacciati e imperterriti di non aver peccati da confessare. E, col pretesto che “la coscienza non (mi) dice che questo è peccato”, non si cessa di condurre una vita quasi senza Dio e senza morale!

Padre Giulio Maria Scozzaro