lunedì 26 agosto 2024

IL CUORE DEL PADRE

 


Il dono della Chiesa

Come ha voluto fare di Maria un'immagine del suo cuore paterno, così il Padre ha voluto imprimere profondamente il segno della sua paternità nella Chiesa, affinché essa si presentasse a noi come una madre. Per dare ai suoi figli un ambiente che avesse 1'atmosfera, il calore del focolare umano, ha voluto che la vita cristiana non si sviluppasse semplicemente nelle anime individuali isolate, bensì in una comunità, e che questa comunità funzionasse come un autentico ambiente materno. Così il dono della Chiesa agli uomini appare una manifestazione caratteristica di un amore paterno, che desidera esprimersi in forme concrete.

La Chiesa é stata riconosciuta come una madre fin dai primi secoli del cristianesimo, perché si vedeva in essa la generatrice della fede nelle anime. In realtà, la comunicazione della fede fa parte della comunicazione, più ampia, della vita della grazia. Mediante i sacramenti, innanzi tutto il battesimo, la Chiesa immette e sviluppa nelle anime la vita divina. Al momento del battesimo in particolare, essa impersona colui che dà nascita al nuovo cristiano; e in seguito ha il compito di favorire con ogni mezzo questa vita che ha trasmesso. Compito materno, che adempie mettendo a disposizione dei fedeli, oltre ai sacramenti un numero considerevole di elementi che sono di aiuto alla santificazione e che favoriscono il completo sviluppo dello spirito: la proclamazione della verità col magistero e la chiarificazione progressiva di quella verità con tutto un lavoro di ricerche e di precisazioni compiuto dalla teologia, lavoro che costituisce un patrimonio della Chiesa; il governo gerarchico, che dà ai cristiani un quadro giuridico di leggi e d'istituzioni e un quadro vivente di orientamento delle varie attività; la distribuzione di tesori di grazie con la solidarietà comunitaria e l'esercizio di una missione educatrice, con la quale la Chiesa mira ad elevare il livello spirituale e morale dei popoli e dell'umanità intera. La Chiesa ha veramente un compito di madre, consistente nel far sfociare la vita della grazia, nel proteggerla, favorirla e guidarne lo sviluppo.

Il termine di funzione materna è quello che meglio esprime la missione della Chiesa, la quale fu formata dal Padre a sua immagine, come Maria, per rappresentare in mezzo agli uomini la sua paternità. Noi tendiamo spesso a dimenticarlo; ammiriamo la provvidenza materna della Chiesa senza pensare che essa e una emanazione del cuore del Padre, che la sua qualità di madre è una testimonianza di quella celeste paternità « da cui ogni famiglia in cielo e in terra prende il suo nome », la sua esistenza.

Nella Chiesa stessa molte manifestazioni particolari della sua attività portano in modo tutto speciale il sigillo della paternità celeste. È noto che una delle caratteristiche essenziali del governo della Chiesa è il suo aspetto paterno. La sua gerarchia è stabilita, e vero, in vista di una funzione amministrativa, ma questa non deve essere considerata unicamente un lavoro di funzionari, bensì un compito tutto impregnato di sollecitudine paterna. L'autorità di cui sono investiti gli uomini della gerarchia ecclesiastica è una autorità di pastori, poiché la loro missione è quella di guidare un gregge di cui conoscono ed amano ogni pecorella. Così è del Papa, il quale porta il bel titolo di pastore di tutti i fedeli. Gli ampi poteri di cui è investito comporterebbero, se gli fossero conferiti in una società puramente umana, pericoli di assolutismo, di tirannia, di arbitrio; ma, appunto perché inseriti in una missione pastorale e paterna d'ordine superiore, essi si esercitano in uno spirito diametralmente opposto all'arbitrio tirannico, lo spirito di un potere vastissimo che mette tutte le sue risorse a servizio di coloro per i quali esiste e che manifesta la sua forza in una più profonda benevolenza. Esso è una immagine luminosa dell'autorità. del Padre celeste, la cui onnipotenza, che avrebbe potuto affermarsi con una sovranità tirannica, ha preferito concentrarsi in un più fervido e generoso amore.

Così è di tutti coloro che in qualche modo partecipano alla missione pastorale del sommo pontefice, e che non devono usare dei poteri di cui sono investiti se non per lasciarne trasparire la paternità divina di cui sono i messaggeri. Sotto quest'aspetto i sacerdoti non sono soltanto i rappresentanti di Cristo sulla terra, ma anche i rappresentanti del Padre. Infatti, quando impartiscono l'assoluzione ai fedeli che hanno appena confessato i loro peccati, essi compiono un atto eminentemente paterno, l'atto di una misericordia che accoglie, perdona e guarisce. Quando si chinano sulle umane miserie cercando di apportarvi aiuto, rappresentano presso gli uomini il Padre celeste sempre chino su di essi. La cura d'anime che è loro affidata richiede che il loro comportamento personale rispecchi, per quanto è possibile, la sollecitudine generosa del Padre verso i suoi figli. Il loro apostolato deve dunque effettuarsi sotto il segno dell'amor paterno.

È così, d'altra parte, che Cristo aveva inteso la propria missione di pastore. Egli ha voluto essere buon pastore, come il Padre aveva annunciato in precedenza di essere il pastore del popolo ebreo. E modellava il suo amore su quello del Padre: « Come il Padre ha amato me, così io amo voi ». Perciò la nota di tenerezza paterna che risuona nelle parole di Cristo riecheggia l'amore del Padre. « Figli miei », egli dice talvolta ai suoi discepoli. « Abbi fede, figlia mia », dice alla donna atterrita e tremante che si presenta a lui dopo aver toccato il suo mantello e ottenuto la guarigione. Allo stesso modo si rivolge al paralitico per concedergli la remissione dei suoi peccati: « Figliolo, confida, e ti saranno perdonati i tuoi peccati » ; ad un tempo il gesto e la voce del Padre che perdona. E la stessa paterna sollecitudine Cristo dimostra nel vegliare sui suoi discepoli con ogni sorta di attenzioni. Pur vivendo in semplicità e povertà, egli non lascia mancar loro nulla e provvede ad ogni loro bisogno come farebbero un padre o una madre. I discepoli al momento della passione ne renderanno testimonianza.

Anche verso coloro che gli resistono si manifesta l'amore paterno di Gesù. « Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi coloro che a te sono mandati; quante volte ho voluto io radunare i tuoi figli, come la gallina raduna i suoi pulcini sotto le ali, e tu non hai voluto! ». In questa apostrofe, solenne e tenera ad un tempo, l'aspirazione del Padre a formare intorno a sé l'unità dei suoi figli si manifesta in tutto il suo fervore insieme a un profondo rispetto per la libertà che non si vuole conculcare, sia pure con un amore troppo esclusivo.

Continuatrice di Cristo, la Chiesa si trova direttamente nel prolungamento di questa aspirazione paterna a riunire in unità i figli del Padre, « come la gallina raduna i pulcini sotto le sue ali ». La Chiesa ha il compito di realizzare progressivamente per tutti i popoli e per tutti gli uomini ciò che Gesù aveva tentato di fare, in nome del Padre, per l'unione del popolo eletto. Attraverso essa il Padre stende le ali della sua paterna protezione sull'umanità intera, fondendola in un solo blocco col calore del suo amore.

Testimoni di quest'amore non sono soltanto coloro che sono stati istituiti pastori di anime, ma anche gli innumerevoli operai dell'opera educatrice di cui, come abbiamo notato, è investita la Chiesa e che risponde così bene ad un compito materno. A questa missione consacrano la loro vita un gran numero di uomini e di donne, tutti coloro, cioè, che si dedicano alla formazione cristiana della gioventù. Il primo titolo di nobiltà di questa vocazione consiste nella sua somiglianza con la paternità di Dio. Quegli uomini e quelle donne, infatti, vanno considerati innanzi tutto come un dono del Padre all'umanità, un dono profondamente paterno. Questa attività fa loro assumere una paternità o una maternità di ordine morale e spirituale. In essi e per essi il Padre celeste modella lo spirito, il cuore e il carattere dei suoi figli, aprendoli a una vita divina più generosa e più aperta, ve li stabilisce solidamente infondendo loro i principi di una condotta morale rispondente alla loro qualità di figli di Dio. Grandezza degli educatori e delle educatrici, ai quali il Padre ha affidato le sue responsabilità paterne e ai quali desidera prestare il suo volto di Padre, volto di una bontà coraggiosa, attiva e instancabile!

E ancora la stessa paternità che risplende in tutti coloro che nella Chiesa dedicano la loro attività al sollievo delle umane miserie, portando il suo messaggio di carità evangelica tra i poveri, tra i malati, tra tutti quelli che soffrono o che hanno bisogno di aiuto. Nella svariata molteplicità delle opere con le quali si organizza quest'aiuto al prossimo, nella generosità di quelle esistenze umane le cui forze sono tutte consacrate a sollevare la miseria altrui, dobbiamo riconoscere il Padre dei cieli sempre chino sugli uomini a prodigare loro il suo amore misericordioso. Quando un malato è preso d'ammirazione per la religiosa che lo cura con devozione materna, è il cuore del Padre che egli incontra in lei, e la stessa verità si rivela al lebbroso, che chiama « mano di Dio » la mano della suora missionaria che medica le sue piaghe.

Quanti uomini ribelli alla religione sono stati convinti dell'esistenza di Dio dalla dedizione sino al sacrificio di una suora! E la loro intuizione è giusta, perché è veramente Dio che si scopre in quella meravigliosa generosità, anzi ciò che di più profondo vi è in Dio: un cuore paterno. E con esso scoprono anche la Chiesa sotto il suo vero volto: il volto di una madre piena di bontà.

Di Jean Galot s. j.


CIÒ CHE FACCIO È PER VOI CHE AVETE CREDUTO IN ME

 


          Tutti i diritti mi sono stati dati dal Padre mio. È giunto il momento di regolare i conti con quegli uomini smarriti che hanno saputo solo offendermi; lo stesso vale per le donne. In nessuna parte del mondo andrà perso un briciolo delle mie parole. Sarà fatta giustizia, a partire dai grandi che pensano di possedere la Terra. Io, Gesù, non ho creato un Paradiso per un gruppo di corrotti; me lo hanno sottratto per tutto questo tempo. Ora è arrivato il momento di restituire tutto ciò che mi hanno rubato, e lascerò che ognuno se ne vada a mani vuote.

          Figlio mio Benedetto, tu non capisci quasi nulla della legge, perché non l'hai studiata, ma io, il Salvatore dell'umanità, conosco tutti i miei diritti e nessuno può rovesciarmi cercando di spacciarmi. Tutto ciò che è stato fatto per l'uomo è uscito dalle mani del Padre mio. Io e Lui siamo una cosa sola. Quindi la verità deve essere detta.

          Colui che è nato per mentire e rubare ai più deboli, ora regolerà i conti con il suo capo. Lui, che è sempre stato contro i piani di Dio, non ha mai avuto pietà dei poveri, ha saputo solo massacrare; più sangue scorre nelle strade, più gli piace; ride dei gemiti di dolore di chi muore di fame, solo per vedermi piangere. Perché ogni persona che muore di fame e senza risorse è un pezzo che esce dalla mia carne, perché sono miei figli e miei fratelli. Ogni giorno che passa, milioni di persone mi chiedono aiuto. Non ce la faccio più. Tutto si consumerà, sto solo dando il tempo giusto per realizzare ciò che è già stato scritto.

          Nelle mie Leggi, figlioli, ho detto: “Quando qualcuno vorrà sedere al mio posto, non ci sarà più nulla da compiere, e allora verrà il tempo” (II Tessalonicesi 2:3-4, 8). Vedete, Giovanni Paolo II è già stato minacciato, solo che ciò che volevano non è accaduto, perché le Profezie non possono fallire; ma presto verrà il momento in cui vorranno impadronirsi del suo posto. I fiumi d'acqua dolce cominceranno a svuotarsi per loro; i pesci del mare saranno presi dal panico quando vorranno mangiare, perché saranno avvelenati. Le loro tavole saranno piene di sporcizia e i loro letti non saranno più comodi a causa delle formiche e di tutti i tipi di insetti che si infiltreranno nelle loro coperte. Le loro luci cominceranno a spegnersi; il freddo consumerà i loro camini e il fuoco brucerà il resto. Così inizierà il giorno della vendetta per coloro che mi hanno offeso per tutto questo tempo.

          Guardate, figli Miei, il tempo è molto breve; non dovete più preoccuparvi delle cose materiali, perché nulla farà, perché ciò che l'uomo ha fatto scomparirà tutto, lasciando solo i beni che usate in quel momento. Quando tutto sarà passato, vedrete un mondo molto diverso, perché tutto ciò che era vecchio è passato. Spero che vi rendiate tutti conto che quello che sto facendo è per voi che avete creduto in Me.

          Rimanete nella Mia Pace, figli del Mio Cuore. Continuate a pregare, non fermatevi.

GESÙ

25/09/1995

Gesù discute con Satana sulla Tribolazione! E ci dà la chiave per prepararci

 


L'ArcangeloMichele condivise con Maria Giulia Jahenny una profezia che è rimasta nascosta sulla Tribolazione.

Maria Julia Jahenny è stata una delle grandi mistiche della Chiesa, nata nel 1850 e morta nel 1941 in Francia.

Gli studiosi delle sue profezie dicono che non si è mai sbagliato.

E ricevette una rivelazione dall'Arcangelo Michele sulla battaglia della Fine dei Tempi.

Dove Michele gli fece rivelazioni impressionanti sulla tribolazione, in cui sembra che stiamo entrando.

Le ha raccontato il motivo per cui è stato rinviato.

Sull'importanza della preghiera e della riparazione al Sacro Cuore di Gesù, perché è il regolatore delle punizioni nella tribolazione.

Gli parlò delle due fasi che la tribolazione avrà.

Sulla promessa che saremo protetti.

E gli disse come verrà il trionfo finale di Dio.

Qui racconteremo tutti quegli aspetti della rivelazione di San Michele, esaudendo la richiesta dell'Arcangelo stesso, che questa sia conosciuta in modo che non ci colga alla sprovvista.

Perché Dio non fa nulla senza prima comunicarlo ai suoi fedeli.

Mary Julia Jahenny era una mistica molto famosa che ricevette le stimmate di Cristo sulle mani, sui piedi e sul costato, le ferite della corona di spine, le lacerazioni e le ferite sulle spalle a causa del peso della croce e i segni della flagellazione.

Aveva il dono della profezia, della lettura delle coscienze, il dono di riconoscere quando un oggetto è benedetto.

E riceveva frequenti visite dalla Madonna e da Gesù.

E l'Arcangelo Michele gli disse come sarebbe stata la Tribolazione.

Michael rivelò a Mary Julia Jahenny un dialogo tra satana e il Signore.

Satana gli disse: "Attaccherò la Chiesa, abbatterò la Croce, dividerò il popolo, metterò nei cuori il più grande indebolimento della fede e ci sarà un grande tradimento".

"Diventerò per qualche tempo il Supremo Maestro di tutte le cose, avrò tutto sotto il mio impero, compreso il Tuo tempio e tutto il Tuo popolo".

Ciò avvenne più o meno nello stesso periodo in cui Leone XIII ebbe la visione di un dialogo tra il Signore e il maligno.

Dove li sfidò dicendo che poteva distruggere la Chiesa, e il Signore accettò, e gli diede 100 anni di potere in più per se stesso e per le persone a lui affidate, per dimostrargli che non poteva farlo.

Michele disse a Maria Giulia: "Il Signore desidera che io ti dica queste parole: 'Preparatevi, valorosi servi di Dio, perché il Divino Maestro verrà presto, prima nella Sua Misericordia e poi nella Sua giusta ira'".

E Michele promise: "Ecco la mia spada fiammeggiante e splendente, vengo a condividerla con gli amici del Sacro Cuore, per offrire loro questa spada per combattere contro la furia implacabile dell'inferno".

Perciò dobbiamo pregare San Michele perché la sua spada abbia forza.

Michele disse anche: "Il nostro stendardo cadrà a terra, ma lo manterremo lo stesso".

Così le forze di Dio sembreranno sconfitte all'inizio e l'inferno avrà il suo tempo di trionfo, ma noi non scompariremo.

E San Michele aggiunse: "Non preoccuparti, ti proteggo con la Mia spada fiammeggiante.

Non preoccupatevi, ce ne sono un buon numero destinati a pubblicare le meraviglie del Signore. Non vedi che non periranno?"

Quindi rivela che i fedeli saranno protetti.

Ha anche detto: "Le vostre preghiere, la vostra devozione, la vostra fede, la vostra fiducia e la vostra sofferenza hanno sostenuto il braccio di Dio che sopporta l'ira vendicativa".

"Fino ad ora il Signore ha mandato molte sofferenze, croci, molte pene, privazioni di ogni genere".

Questo rivela che era per la conversione dei poveri peccatori, ma essi non ne hanno tratto profitto.

E poi predice che gli uomini malvagi prospereranno e diffonderanno il male.

Ma se quel peccato non viene espiato, Dio manderà le Sue grandi punizioni, che potrebbero essere più terrificanti dei mali pianificati dai nemici di Dio.

Nostro Signore e Nostra Signora vorrebbero rimandare questi Grandi Castighi.

Perché, nonostante i piani degli uomini malvagi, possono avere la possibilità di convertirsi.

Ma se le cose si metteranno troppo male, Dio dovrà intervenire con le Sue punizioni più terribili.

In altre parole, dobbiamo distinguere tra la tribolazione che è il risultato dell'attacco del diavolo e la tribolazione inviata direttamente da Dio, che è il risultato dell'avanzata del male senza sufficiente espiazione o riparazione da parte dei fedeli.

Michele disse anche a Maria Giulia che ci saranno due fasi nella tribolazione.

Egli disse: "Dopo che lo stendardo dell'inferno avrà prevalso per alcuni mesi, lo stendardo del Signore si alzerà per vincere, ma cadrà di nuovo.

E questa seconda volta, l'effetto sarà così grande che la maggior parte delle persone vivrà senza sacerdoti, senza Messe e senza ricevere il Corpo di Gesù".

In altre parole, la persecuzione avrà una seconda era, più brutale, in cui la Chiesa sarà costretta a entrare in clandestinità.

Sarà come ai tempi della Chiesa primitiva che doveva nascondersi nelle catacombe.

O come ai tempi della Rivoluzione francese, quando i preti fuggivano e si nascondevano, facendo di tutto per continuare il loro ministero in clandestinità.

E San Michele continuava: "Questo deve accadere, è inevitabile, il peccato e il crimine ne sono la causa, le preghiere dei giusti saranno messe in pratica per la riconciliazione con il Dio della Misericordia verso il Suo popolo".

In altre parole, le preghiere e i sacrifici dei giusti saranno i regolatori della crudeltà della tribolazione.

E continua: "Voi, popolo fedele, vi alzerete sotto il peso dei dolori per salire sul trono della gloria e per alzare la voce per acclamare l'unico Dio che darà pace al suo popolo".

In altre parole, ci saranno alcuni fedeli martirizzati e altri che acclameranno e seguiranno il Grande Monarca che apparirà.

E si lamenta che oggi si insulta la promessa del Cuore Divino, si bestemmiano e si rifiutano i miracoli del Cielo.

Dice: "Voi, cari amici di Dio, siete destinati a vivere per vedere compiuti grandi miracoli, grandi prodigi tra le piaghe, grande giustizia tra le grandi calamità".

"Sarai ben protetto, ma osserva bene tutto ciò che le voci eterne hanno comandato".

In altre parole, oggi non credono nelle punizioni, hanno dimenticato le promesse di protezione e messo da parte le predizioni sul Grande Monarca che i santi hanno fatto nel corso dei secoli.

E San Michele ribadisce: "Affermo che non c'è mai stato un tempo come questo, nonostante le tante angosce che sono passate sulla Terra.

Non c'è mai stato un tempo così crudele come quello che sta iniziando".

Quindi dobbiamo aspettare ed essere preparati, non essere colti di sorpresa.

fa una rivelazione interessante: "Tutti i demoni verranno e si raduneranno: ce ne sono molti in forma di uomo".

Sono demoni feroci, hanno una strana fame di nutrirsi di persone di fede, hanno bisogno di vittime, dove la fede fiorisce.

Tuttavia, a Maria Julia fu detto che l'ira di satana sarebbe stata così grande che in seguito si sarebbe rivoltata contro la sua, contro gli uomini che aveva usato per il suo periodo di terrore sulla Terra.

E allora il Signore farà il Suo turno.

Egli trionferà sul male e farà risorgere dal sepolcro la Chiesa sepolta, la croce in rovina, le preghiere apparentemente scomparse, tutto il popolo inorridito.

Il Signore riporterà il sole al conforto dopo che tutto sarà buio.

Questa è un'allusione alla fase di restaurazione dopo i 3 giorni di oscurità.

Fin qui quello che volevamo dirvi sulla rivelazione che San Michele Arcangelo fece a Maria Giulia Jahenny, su come sarebbe stata la tribolazione della Fine dei Tempi e su quale dovrebbe essere la nostra condotta in questi tempi.

Foros de la Virgen María

“CHE I MIEI FIGLIOLI SONO AVVINTI STRETTAMENTE A ME”

 


1. Sì, certamente, i Miei figlioli sono legati a Me. Null’altro vi è che potrebbe rendervi tanto felici, né sul mondo, né nel Cielo. Migliaia di spiriti i quali incominciano a riconoscerMi, e quelli che Mi hanno già riconosciuto, tutti giubilano pensando a Me, oppure quando essi apprendono qualcosa di Me o del Mio Amore. Rallegratevi dunque, o diletti figli, per essere voi strettamente legati a Me per tutti i tempi.

2. Io, il Signore, sono come un fedele Capo di Famiglia, il Quale pondera bene tutto ciò che può essere per il meglio per i Suoi compagni di casa, affinché si sentano bene. Bisogna che nessuno abbia occasione di lagnanza o sia malcontento. Il Mio Regno, la Mia Casa, il Mio tutto che Io divido con coloro che Mi amano, necessita sia composto soltanto di beati. L’Amore Mio per voi è tanto grande che sono persino sceso a rinunciare alla Mia Grandezza e Divinità. Io scendo dalla Mia Altezza, e vado tra i deboli ed i piccoli affinché acquistino maggior coraggio per avvicinarMisi. Sì, voi siete avvinti a Me con i lacci dell’Amore.

3. Nel Regno dei mille anni voi porterete catene di rose per penitenza e per premio per tutto ciò che avete sopportato per causa Mia. Le catene che poi stringeranno i Miei prigionieri non sono pesanti, poiché sono catene che i Miei angeli portano con gioia, e che molti, molti spiriti hanno ardentemente bramato di portare prima della Mia morte corporale. L’eternità vi cingerà come una catena d’oro, così che perfino gli angeli del Cielo vi invidiano la felicità che Io vi dono. Abbracciate saldamente l’Amor Mio, credete e sperate che Io posso darvi tutto, però posso anche riprendere tutto, qualora vi dimostriate indegni della Mia Bontà e della Mia Grazia.

4. La benedizione di Dio vi conduce per buone vie e vi solleva da molte fatiche e tribolazioni, e l’occhio di Dio veglia su tutti. L’Amore di Dio vi costruisce i gradini fino al Suo padiglione celeste; ma lo Zelo di Dio può anche in un istante distruggere tutto ciò, se i Suoi figlioli sono troppo indegni di ricevere tutto il bene.

5. Le catene che Io vi faccio portare sono tanto leggere! Io ho portato per voi i lacci della sofferenza! Portate dunque, anche voi per Me, le catene delle beatitudini. Io voglio benedirvi, affinché impariate presto a vedere quanto poca cosa il Padre richiede da voi. Io voglio aprirvi gli occhi, affinché possiate rendervi ragione del cosa Io abbia fatto per voi, e voglio aprirvi i cuori perché abbiate a riconoscerMi nell’interezza dell’Amor Mio, il quale costantemente vi è dedicato, sia qui, sia là! - Amen!


7 - Gennaio - 1886

OPERA DEI "TABERNACOLI VIVENTI"

 


Il grande dono di Gesù agli uomini d'oggi tramite Vera Grita


20-III-1968 Gesù. Scrivi, figlia mia, il mio Nome: Gesù. Scrivi, figlia mia, il mio Nome: Gesù. Cerca riposo e pace nel mio Nome; cerca la mia Grazia; cerca l'abbandono. Ora è tempo che tu soffra questo, e nell'abbandono mi ami, mi serva e mi glorifichi. Io verrò a te di tanto in tanto: è prova per te, prova per le anime sacerdotali. Si, voglio che si leggano i miei Messaggi; si meditino, perché questi produrranno "grazie". Ritornate a leggere, a meditare... finché Io, Gesù, non ritornerò a voi. L'amore, per essere ricevuto deve essere desiderato. L'Amore che discende in voi, è attesa di Me, della mia Parola. L'Amore che cerco in voi è continuità di pensieri, di opere, di sacrifici, di gioie donate da Me a voi, e per voi alle anime. Scrivi ai miei Sacerdoti che Gesù Eucarestia pone le sue anime ad una prova d'amore per la quale esse passeranno. E ad una prova di Fede. Non sarai esclusa nemmeno tu, ma Fede e Amore con la mia Grazia saranno Luce nelle tenebre, porto sicuro ove devi già rifugiarti: Braccia paterne protese a te, alle anime nella prova, che vi accoglieranno nelle ore difficili. Ora lo vado. E tempo di Passione, di Penitenza. Ma con Me, dietro di Me, venite voi, anime mie perché tanto di Me partecipi nel mio Amore eucaristico, lo siate della mia Passione. Io non ti ho detto che non ritorno, ma è bene che tu, che i miei Sacerdoti mi riconosciate nei travagli, nelle lotte, negli ostacoli, nei dolori che andate incontrando, ricevendo, provando poiché, come vi ho detto prima, la mia Parola per voi, per le anime è Dolore e Amore. Ora voi vivete quanto vi ho annunziato perché riconosciate Me. Tu, figlia mia, bramerai la mia Parola, ed essa tornerà a te dopo la prova, come acqua sulla terra arsa, come lacrima a lungo desiderata. Ora è tempo di silenzio, di raccoglimento, di preghiera. Quando bramerai la mia Parola, ricordati che Io te ne ho donate tante: tante per te, per tutti. Quando ritornerà a voi, amati Sacerdoti, effonderà con larghezza il mio Spirito perché voi "vediate" Me. Pregate, pregate perché Io, Gesù, mi riveli a voi. Pregate per la "poverina" che scrive perché la mia Misericordia e il mio Amore non vengano meno; pregate per l'umanità intera; per la pace, per i deboli, per i buoni e per i "tristi"; pregate per voi stessi perché vi amiate, vi comprendiate, vi perdoniate. Noi rimarremo vivi nella Immolazione, Vittima e Sacerdote e Anime: incontro d'Amore, di Sacrificio. Unione di Anime. Unione e Fusione di Padre con i figli per mezzo del suo unico Figlio. Cielo e terra fra le Braccia del Padre mio: attimi di Amore in cui Dio è nelle anime, e le anime in Dio per Me. Questa è l'effusione del mio Cuore che Gesù, Sacerdote Eterno, lascia a voi, ai Sacerdoti "Tabernacoli Viventi" e alle anime Portatori di Gesù Eucarestia. Ora vado, e a Vera lascio un Messaggio d'Amore. Portati al mio Cuore con umiltà, e aspetta alla porta finché lo Sposo non aprirà. Io, Gesù, gioirà se saprai attendere con fiducia l'arrivo dell'Amato. Ti ho detto stamani ai piedi della Croce: "Dove è la tua Fede?" Tutto devi fondare sulla Fede. Coraggio, coraggio! Io ti aspetto, ogni giorno, nella mia Offerta; ti ricevo, ti unisco a Me per mezzo del mio Sacerdote. Coraggio! Sono con te, su te. Dimmi, figlia mia, quando mai Gesù ti ha lasciata sola? Mai! Ora è scesa la sera. Ora è notte: la notte per te, per i Tabernacoli Viventi. Siate sempre lampade accese avanti a Me. Lampade d'Amore. Gesù Eucarestia.


La mortificazi6ne ci è assolutamente necessaria

 


La mortificazi6ne ci è assolutamente necessaria, poiché nulla ha forza maggiore del contenere le passioni disordinate dell'anima e nel sottomettere alla ragione gli appetiti naturali. Solo allora possederemo quelle gioie e quelle delizie celesti che superano i piaceri della terra, così come l'anima si eleva sul corpo e il cielo sopra la terra. 

Madre Teresa di Calcutta 

"Il mondo è molto peccatore e non posso promettere che l'anno prossimo sarà lo stesso di adesso

 


Solennità dell'Assunzione

Oggi, durante la Santa Messa nella Cattedrale di San Patrizio per l'Assunzione della Santa Madre di Dio, nostro Signore Gesù è venuto con un aspetto molto triste.

Disse: "Oggi è una festa molto speciale dell'Assunzione di Mia Madre. Lei è così altamente onorata da tutti gli angeli e i santi del Cielo. Cantano costantemente melodie in adorazione per essere la Madre di Dio".

"Ma purtroppo, sulla terra, è molto poco onorata. La maggior parte dell'umanità la rifiuta e non vuole credere in lei e non vuole conoscerla. Questo la rende così triste che versa molte lacrime, ma non smette mai di pregare per i suoi figli peccatori. Oh, quanto dolore riceve nel suo Cuore Immacolato che la trafigge fino in fondo".

"Figlia mia Valentina, consola mia madre e dille quanto la ami. Questo le porterà gioia. Conta sui suoi figli fedeli per consolarla".

Allora nostro Signore disse: "Il mondo è molto peccatore e non posso promettere che l'anno prossimo sarà lo stesso di adesso e che avrete l'opportunità di onorare la festa dell'Assunzione. Molte cose cambieranno nel mondo e potrebbero influenzare le Mie Chiese".

"Pregate, pregate e dite all'umanità che presto cambierò il mondo in meglio".

"Valentina, tante anime sono andate in Cielo oggi, in questo giorno così speciale, la festa dell'Assunta. Pensavo che le sarebbe piaciuto saperlo".

Mentre il Signore mi diceva questo, mi sono ricordato di come, nelle prime ore di questa mattina, l'Angelo è venuto e mi ha portato in Purgatorio, dove ho incontrato molte anime. Continuavano a venire da me, ed erano così felici e gioiosi, ognuno portava un piccolo regalo per me, avvolto come un piccolo pacchetto in bella carta e nastri.

Hanno detto: "Grazie, Valentina, questo è per te".

Ho accettato con gentilezza i loro doni, dati in spirito.

L'Angelo era in piedi accanto a me. Dissi all'angelo: "A che servono i doni? Non è il mio compleanno".

Ha detto: "Le anime vi sono così grate per aver sofferto e per aver pregato per loro. Tu li hai aiutati ad essere redenti e purificati, e ad andare in Cielo. E il dono, che è spirituale, è il loro apprezzamento".

Grazie, Signore Gesù, per questo giorno così speciale che celebriamo. Abbi pietà dei Tuoi figli che non onorano la Tua santa Madre.


Valentina Papagna