domenica 26 gennaio 2025

Dobbiamo restituire il mondo a Dio Padre.

 


Messaggio di Nostra Signora del Preziosissimo Sangue a Padre Thomas Mac Smith


“Figli miei, vengo stasera come Madre della Pace per tutta l'umanità.  

Dobbiamo restituire il mondo a Dio Padre. Dobbiamo amare e pregare, anche per i nostri nemici. Stasera darò a voi, a questa comunità e a questo luogo, delle benedizioni speciali; nelle vostre famiglie i malati saranno guariti, tornerete in chiesa e i rapporti tra le vostre famiglie saranno sanati.  

Per favore, continuate a pregare

Preghiera dell'Offerta di Vita. Questa preghiera ha così tanta Grazia, che i risultati di questa preghiera non possono fare altro che miracoli. Dovete pregare per il mondo. 

Mai nella storia del mondo la distruzione è stata così vicina, ma Dio vincerà e il mio Cuore Immacolato trionferà. 

Non abbiate paura; se siete con Me, se pregate, se siete onesti con Dio Padre, se centrate la vostra vita su Gesù, non avete nulla da temere.

Il peccato più grande in questo Paese è quello dell'avidità aziendale, per cui i poveri che avevano un lavoro non ce l'hanno più e questo sta causando molta angoscia. Vi chiedo di pregare per la conversione di tutte le persone che gestiscono queste aziende, perché se continua così, molti andranno all'inferno; perché sono egoisti e non si preoccupano dei poveri, dei più poveri dei poveri.  

Benedico questa immagine e la consacro ai proprietari di questa famiglia. Questa sera toccherò le anime di tutte le persone che vengono a pregare. Dobbiamo credere che Dio, e solo Dio, può darci la serenità di cui abbiamo bisogno e la voglia di vivere. Ricevere i Sacramenti; Gesù è in tutti i Sacramenti. Pregate il Rosario, pregate per la pace, visitate il Santissimo Sacramento per un'ora alla settimana e questo luogo sarà benedetto, protetto e crescerà.  

Voglio che i miei messaggi siano inviati a tutto il mondo.

 Il mio messaggio è molto semplice, è sempre così, ovunque io vada. Tornate a Mio Figlio Gesù. Siate umili. Pregate. 

Molti di voi, che hanno problemi finanziari, hanno fede. Se pregate la Preghiera dell'Offerta di Vita, vi prometto che le vostre finanze saranno risolte; Dio Padre è il Proprietario dell'intero Universo e non c'è nulla che Egli non possa pagare. Ciò che ci chiede è un'adorazione totale. Egli non sostiene gli dei del materialismo, gli dei della new age, dell'avidità e del potere. Non hanno bisogno di Dio. Quando inizieranno ad avere bisogno di Dio, la loro vita sarà benedetta. Molte persone in questo Paese sono molto materialiste, questo è un male quando pensano di non aver bisogno di Dio. 

Pregate per i sacerdoti, affinché si convertano e portino lo Spirito Santo ai loro parrocchiani, in modo che le persone di fede possano conoscere i Misteri di Dio. Digiunate una volta alla settimana fino a Natale; molte anime andranno in Paradiso e voi sarete benedetti, le vostre preghiere saranno ascoltate: un solo giorno alla settimana e se non potete farlo, digiunate un solo pasto. 

Benedico i petali, le medaglie, i rosari, benedico l'immagine della Rosa Mistica e benedico voi. Vi benedico. 

Grazie per aver ascoltato la Mia chiamata!”. 

19 ottobre 2006 


CHE COSA È L'INFERNO? L'Inferno è il patimento eterno della privazione di Dio, nostra felicità, e del fuoco, con ogni altro male, senza alcun bene.

 


SPIEGAZIONE TEOLOGICA DEL CATECHISMO DI S. S. PIO X 


I. L'Inferno è il patimento ... della privazione di Dio, nostra felicità (pena del danno).  

 L'Apostolo S. Giovanni, ispirato da Dio ci dice: Per i paurosi e per gli increduli, e gli esecrandi, e gli omicidi, e i fornicatori, e i venefici, e gli idolatri, e per tutti i mentitori, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo; che è la seconda morte (Ap.21,8).  

 I cattivi, che non si curano di fare le buone opere, saranno esclusi per sempre dal Paradiso, condannati a non vedere la faccia di Dio e a soffrire le pene indicibili dell'inferno. L’essere lontani da Dio, condannati all'odio e oggetto di odio da parte di Lui, è la massima pena dei dannati, pena tanto più grande quanto maggiore è il bene perduto.  

Il fuoco tende all'alto, l'acqua tende al basso; l'uccello ha bisogno assoluto dell'aria e il pesce dell'acqua. Immensamente maggiore è il bisogno che il dannato sente di Dio.  

 L'anima è creata per vedere e godere Iddio. Nell'altra vita, non più distratta dalle creature, tende a Dio, a unirsi a Lui, a conoscerLo, ad amarLo, a possederLo, a goderLo; e vi tende con tutte le forze e lo slancio di tutto l'essere suo.  

 Per tutta l'eternità tenderà a Lui, con forza incoercibile, e per sempre si vedrà da Lui lontana e respinta, scacciata e odiata.  

Il dannato ricorda incessantemente il Bene infinito, che ha perduto per sempre... Ah, quella sentenza: «Lontano da me, maledetti!» come risuonerà tagliente e inesorabile! Essere con Dio è la suprema gioia, la suprema beatitudine; essere da Lui separati, da Lui odiati e condannati a odiarlo è il più grande e il più inesorabile tormento.  

 II.... e del fuoco, con ogni altro male, senza alcun bene (pena del senso).  

 In Mt 13, 24-30 i cattivi sono raffigurati nell'erbaccia detta loglio. Essi ora vivono in mezzo ai buoni. Il giorno del giudizio, quando verrà la separazione dei giusti dai peccatori, saranno legati e gettati nel fuoco eterno dell'inferno. Anche il ricco Epulone, ci dice Nostro Signore, fu sepolto e condannato alle fiamme eterne dell'inferno. Gesù Cristo stesso ci ha rivelato, con la sua parola che non può ingannarsi e non può ingannare, che nell'inferno vi è la pena del fuoco: Se la tua mano o il tuo piede ti sono occasione di scandalo, tagliali e gettali lontano da te; meglio è per te entrare nella vita o monco o zoppo, che non essere gettato con le due mani e i due piedi nel fuoco eterno. E se il tuo occhio è per te occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te; meglio è per te entrare nella vita con un occhio solo, che non essere gettato con due nella geenna del fuoco (Mt. 18, 8-9).  

 I dannati sono immersi nel fuoco, sepolti nel fuoco, compenetrati dal fuoco, quasi immedesimati col fuoco, fatti fuoco anch'essi, come il ferro arroventato che non si distingue più dal fuoco. Il fuoco dell'inferno è intelligente, e non tormenta soltanto il corpo, ma anche l'anima, in tutte le sue potenze. L'anima è strettamente unita al fuoco, legata al fuoco (S. TOMMASO, Suppl., q. 70, a. 3). La tristezza interiore dell'anima «è massima quando considera di essere soggetta alle cose infime (come appunto il fuoco), essa che era nata per essere unita a Dio nella fruizione» (S. TOMMASO, De anima, a. 21).  

 Nell'inferno, oltre il fuoco, vi sono tutti i mali di cui è capace il dannato, senza alcun bene. Dio è il Sommo Bene e in Lui ci sono tutti i beni. Il dannato essendo privo di Dio, non ha nessun bene. Mancando tutti i beni, soffre necessariamente tutti i mali, il male infatti non è che la mancanza del bene dovuto.  

 Male tremendo è il rimorso che rode e non consuma il dannato. E chi può immaginare il tormento e lo spasimo che cagiona il ricordo della nullità dei beni per i quali l'anima. si è dannata? Bastava un po' di buona volontà, un po' di mortificazione, un po' di penitenza, un po' di contrizione, un po' di amore di Dio per salvarsi invece!...  

L'intelligenza comprende l'immensità e la bellezza del bene irrimediabilmente perduto; la volontà rimpiange, con rabbia impotente, il Bene infinito che mai più potrà possedere, che ha perduto per la ricerca di beni senza consistenza e senza realtà; la memoria troverà il suo inenarrabile tormento nel ricordo delle grazie di Dio, alle quali il dannato non corrispose, l'estrema facilità con la quale poteva salvarsi, le difficoltà e le pene sopportate per ottenere i beni fugaci e compiere il peccato. Ciascuno dei sensi avrà la sua pena proporzionata: per quae peccaverit homo, per haec et torquetur: l'uomo sarà tormentato in quelle stesse facoltà con le quali avrà peccato e da quelle stesse creature delle quali si è servito per offendere Dio (Sap.11,13).  

I dannati si tormentano a vicenda e si odiano con un odio implacabile, quale non conoscono le belve più feroci, chiuse assieme in una gabbia.  

I demoni metteranno in opera tutta la loro intelligenza, tutta la loro potenza e tutta la loro sconfinata malvagità per tormentare i dannati e per rinnovare in eterno i supplizi.  

 III. ...patimento eterno. - Oh, se almeno il dannato potesse avere la certezza, almeno la speranza, che un giorno, per quanto lontano, le pene, i tormenti avranno fine! Egli ha invece la certezza più assoluta che il suo tormento non avrà mai fine! Il fumo dei loro tormenti si alzerà nei secoli dei secoli; e non hanno riposo né giorno né notte ... (Ap.14,11).  

Saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli (Ap.20,10). Il peccatore meriterebbe una pena di infinita intensità. Non essendo possibile all'uomo sopportare una pena di intensità infinita il tormento sarà infinito nella durata, e sarà eterno. I dannati nell'inferno sono nel fuoco inestinguibile, dove il loro verme non muore, e il fuoco non si estingue (Mc 9, 43).  

 Riflessione. - Che cosa sono i piccoli piaceri della colpa, di fronte alla pena eterna dell'inferno? Nelle tentazioni è necessario considerare il bene infinito che si perde peccando e le pene ineffabili che si meritano con la colpa.  

 ESEMPI. - 1. CONVERSIONE DI SAN BRUNONE. - Era l'anno 1082. Un dottore dell'Università di Parigi assisteva alle esequie di un suo amico, il professore Raimondo Dìocres. Mentre il clero e il popolo cantavano l'ufficio dei morti, in suffragio dell'estinto, alle parole: «Responde mihi: rispondimi», fu da tutti udita questa voce, che usciva dal feretro: «Per giusto giudizio di Dio sono stato accusato!» Tutti, spaventati, guardarono attorno; il cadavere giaceva immobile. Fu ripreso il capto, Alle parole: «Responde mihi» risuonarono le parole: «Per giusto giudizio di Dio sono stato giudicato». I circostanti avevano tutti udito e tutti avevano veduto il cadavere muoversi, sotto la coltre mortuaria, quasi avesse tentato di sollevarsi. I medici, professori, scienziati constatarono che il Dottor Diocres era realmente morto. Fu deciso di attendere per il seppellimento. La mattina seguente fu ripreso l'ufficio. Al canto delle solite parole: «Responde mihi» fu visto da tutti il cadavere sollevarsi, mettersi a sedere sulla bara, e fu udito dire con voce straziante: «Per giusto giudizio di Dio sono stato condannato all'inferno!» Quindi riprese la sua posizione supina per non muoversi più.  

 Il dottore amico del Diocres, che aveva assistito alla scena raccapricciante, andò a chiudersi in un convento, per vivere una vita migliore. Divenne uomo di grande virtù; fondò un ordine religioso molto austero, e in seguito fu canonizzato dalla Chiesa. È San Brunone fondatore dei Certosini.  

 2. Visione di S. Teresa. - Santa Teresa racconta di aver avuto la seguente visione: «Mentre un giorno facevo orazione, mi parve di trovarmi in un attimo all'inferno, senza sapere in qual modo vi fossi stata portata. Intesi solo che Dio voleva che io vedessi il luogo che i demoni avevano preparato e che io avrei meritato con i peccati. La visione durò pochissimo; ma anche se dovessi vivere molti anni, credo che dalla mia mente non se ne cancellerebbe mai più la memoria. L'ingresso in tal luogo mi parve come una di quelle viuzze brevi e strette che sono chiuse da una parte, anzi piuttosto come la bocca di un forno assai basso, buio e angusto. Il suolo era come di sudicissimo fango, che esalava un fetore insopportabile e che brulicava di rettili velenosi. In fondo a quella straducola vi era una specie di nicchia fatta nel muro, dove mi vidi strettissimamente rinchiusa. Parola umana non vale a dare una menoma idea di quello che provai in quell'orribile incavatura: è affatto incomprensibile. Sentii nella mia anima un tale fuoco, che per mancanza di parole e di immagini, non saprei, non solo descrivere, ma nemmeno concepire, e ad un tempo, tutto il mio corpo si trovò in preda a intolleranti spasimi, in confronto dei quali tutti i dolori, a detta dei medici, più insoffribili, sono un nulla. Vidi rattrappirmisi i nervi in maniera spaventosa e perdetti affatto l'uso delle membra. Ma queste torture del corpo non sono ancora nulla in confronto dell'orribile agonia dell'anima. La stretta del cuore era tale, così profonda l'angoscia, cosi straziante il cordoglio, così disperata ed amara la tristezza, che invano mi proverei a descriverla. È poco dire che a ogni momento si soffrono agonie di morte, perché nell'atto di morire ci pare che una forza estranea e prepotente ci tolga la vita ... No, non potrò mai trovare espressioni e concetti per dare qualche languida idea di quel fuoco interiore e di quel dolore disperato, che forma, per così dire, il colmo di tanti tormenti e dolori. Ogni speranza di qualsiasi conforto è spenta in tale spaventoso albergo: dense tenebre, senza un barlume di luce; eppure tutto ciò che è atto a causare pena l'occhio chiaramente lo vede! (Autobiografia, c. 32).  

Sac. C. T. DRAGONE, P. S. S. P.

Vuoi far penitenza per i tuoi peccati? Amami. Sia l’amore la tua penitenza.

 


Vuoi far penitenza per i tuoi peccati? Amami. Sia l’amore la tua penitenza.

Figlio mio, scrivi il mio messaggio di amore per gli altri miei figli:

Io Sono la Madre di Dio e vengo fino a te, perché mio Figlio Gesù lo ha voluto!

La Chiesa ha bisogno continuamente di molte preghiere. Pregate per i miei figli sacerdoti. Essi hanno bisogno delle vostre preghiere. L’amore deve nascere dal profondo dei vostri cuori. Amatevi gli uni gli altri, come mio figlio Gesù vi ama. Recitate il Santo Rosario con amore, con il cuore. 

Meditate i suoi 15 sacri misteri. Mio Figlio Gesù sempre vi aspetta a braccia aperte. Egli desidera aiutarvi molto a superare tutte le difficoltà che trovate nel vostro cammino terreno. Invocatelo ed Egli vi aiuterà. Egli è il vostro grande amico!

Io sono la Madre della Chiesa e la Chiesa siete tutti voi, figli miei. Confidate e rifugiatevi nel Sacro Cuore di Gesù e nel mio Cuore Immacolato. L’amore deve regnare nei vostri cuori! Scrivi loro: 

credete come se mi vedeste. Non vi lasciate sopraffare dalle preoccupazioni. La pace deve regnare nei vostri cuori: la pace che viene da Dio!

Figli miei, io non posso rispondere a tutte le domande che mi fate, poiché eseguo in primo luogo la volontà di Colui che mi ha inviato, alla quale mi sottometto umilmente. Non mi posso intromettere nei piani che Dio ha deciso per ognuno di voi. Posso solamente indicarvi il mezzo e il cammino con il quale ognuno di voi potrà compiere meglio la volontà del Signore: la preghiera, il sacrificio, la penitenza, la Parola di Dio e l’Eucarestia. Pregate sempre il rosario ed avrete sempre più le forze per vincere le difficoltà che incontrate nella vostra vita. Non aspettatevi risposte, perché non le avrete. Leggete la Bibbia. Là troverete le risposte a tante domande. Perciò vi dico: convertitevi. 

Cambiate vita. Mettete in pratica quello che Io vi ho detto e vedrete quante grazie Dio invierà a voi.

La preghiera deve’essere motivo di gioia per voi, di incontro con Dio. Se voi ancora non siete riusciti a giungere a questo punto, difficilmente potrete avere la pace nei vostri cuori. Vi dovete sforzare ogni giorno. Entrare nello spirito di preghiera. Io non posso far questo per voi, poiché siete voi stessi a dover fare uno sforzo per essere migliori ogni giorno. Questo deve realizzarsi per ognuno. Solo così potrete decidervi sempre più per Dio. Consacratevi tutti i giorni ai nostri Sacri Cuori, mio e di mio Figlio Gesù, e consegnate a noi le vostre preoccupazioni, attività, pene e sofferenze, per la conversione delle anime dei poveri peccatori. Siate attenti e vigilanti! Pregate per non cadere in tentazione, poiché il nemico tenta ad ogni costo di portare ognuno di voi sul suo cammino di tenebre e di morte. Pregate molto, per poterlo vincere. Armatevi del Rosario e della Parola di Dio. Ancora una volta ve lo ripeto: l’amore deve regnare nei vostri cuori! Con l’amore potrete fare grandi cose e grandi meraviglie nella vostra vita. Figli miei, vivete di amore!... Siate sempre con i cuori aperti a mio Figlio Gesù. Gesù è molto triste per la mancanza di amore negli uomini. Per questo, amate, amate, amate. L’amore sia il vostro grande ideale. Quanto più amerete, tanto più puri diventerete ogni momento e ogni giorno. I nostri Cuori, il mio e quello di mio Figlio Gesù, sono uniti nell’Amore. Così anche voi dovete essere uniti in un amore costante verso il vostro prossimo e verso il vostro Padre del Cielo. Vivete i miei messaggi. Ascoltate i miei appelli e vedrete quanto sarete felici già  qui, sulla terra, per poi essere felici più tardi nella gloria del Cielo. 

Vi amo e benedico tutti: nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Lodato sia Nostro Signore Gesù Cristo!

Edson - 15.10.94

Dobbiamo spogliarci dello spirito del mondo

 


ESERCIZI PREPARATORI 

alla Consacrazione a Maria SS. 


SECONDA BEATITUDINE: 

Beati i mansueti. 


1. La mitezza frutto della povertà di spirito. - Giustamente ai poveri di spirito vanno uniti i mansueti perché è proprio dei poveri e degli umili l'essere miti e senza, asprezza di sorte. I ricchi, invece, come è facile che manchino sia di umiltà, che di mansuetudine! La povertà di spirito, adunque, e la mitezza di cuore sono virtù tanto vicine che possono essere chiamate parenti. Non si può essere miti di cuore senza essere prima poveri di spirito, a quello stesso modo che non è possibile sia tranquillo il mare se prima il vento non ha cessato di spirare, né che il fuoco si spenga se prima non gli si è sottratto l'alimento.  

Chi vuole essere mite, dunque, si studii prima di essere veramente povero di spirito. Dove trovare infatti un animo pronto a tollerare le ingiurie, i trattamenti meno buoni che ci vengono dai tristi; che sappia con una parola, dolce e benigna spezzare l'ira del prossimo, che sia disposto ad accettare con la spogliazione dei beni anche le ingiurie stesse; che sia così generoso da rispondere bene a chi ha parlato male e pregare per quelli che ci perseguitano e calunniano ..., anzi, ci mettono in Croce? E sono questi appunto gli atti della mansuetudine cristiana alla quale in compenso sono assicurati grandi beni.  

 

2. Possederanno la terra!... 8. – È  detto che i miti possederanno la terra.  

a) Questa terra è il Cielo, anzitutto, la vera terra dei viventi, secondo il detto nei Salmi in opposizione alla terra che abitiamo, la quale, con maggiore proprietà, deve essere chiamata terra dei morti.  

b) Terra è ancora questa terra che abitiamo, la quale è promessa in eredità ai miti, perché essi ben più facilmente degli altri giungono, colla pratica della mitezza, a superare tutte le difficoltà e si guadagnano, col miele anziché coll'aceto, la padronanza dei cuori. Ne sia esempio per tutti il mite e umile S. Francesco di Sales. Oh, come l'ha posseduta bene la terra questo Santo dolcissimo del quale si ripeteva l'elogio della Scrittura: Dilectus Deo et hominibus, cuius memoria in benedictione est!  

c) Questa terra è ancora il nostro povero cuore, tanto pieno di miserie e capace di produrre da sé soltanto triboli e spine ... e che ci sfugge ad ogni momento, solo che una creatura qualunque lo alletti ... e del quale così difficilmente ci guadagniamo l'impero! Quanto è difficile essere padroni di se stessi! Ebbene anche alla padronanza di noi medesimi ci conduce la mansuetudine, anzi, essa stessa è già un frutto di questa padronanza esercitata sopra di noi. Come regolarci infatti nei vari incontri difficili, così che la dolcezza non ci sfugga, senza aver acquistato un impero grande su noi stessi? E' proprio nella pazienza che, come è detto altrove nel Vangelo, noi diveniamo padroni di noi stessi!  

Padroni del nostro cuore in grazia della mitezza cristiana, noi gli faremo produrre, mediante la grazia di Dio, quei frutti di vita. che ci dovranno alimentare in eterno nella terra dei Santi. 

Infatti ciò che ci rende possessori di un terreno è appunto il diritto di coltivarlo come meglio ci piace: è il diritto ancora di godere dei suoi frutti a nostro piacimento. Così sarà della terra del nostro cuore se la possederemo con la mitezza. Saremo in grado di farle produrre, lavorando assiduamente in unione con Maria, ogni sorta di frutti di virtù. La terra del nostro cuore non sarà più la terra arida e sassosa, di cui parla la Scrittura, capace soltanto di produrre triboli e spine, immagini del peccato e delle miserie, ma sarà invece la terra che il Dio delle misericordie ha benedetto per mano di Maria.  

Veda quindi l'anima di vigilare su se stessa e di padroneggiarsi così bene che, con la pratica del rinnegamento e della dipendenza continua da Maria, che è suo dovere interrogare prima di ogni sua azione, non abbia a produrre frutti di morte, ma sia feconda invece di frutti di vita sempre più abbondanti e gustosi.  

d) Si può intendere finalmente, sotto il nome di terra, la stessa SS. Vergine, la Vera Terra Promessa, di cui l'antica non fu che una semplice figura. E' detto dell'antica Terra Promessa, che era irrigata da fiumi di latte e di miele. Ma quanto meglio si addicono queste immagini a Colei che fu la Terra Vergine, Immacolata in cui il novello Adamo fu formato (Tratt. n. 26). 

Terra in cui il miele delle dolcezze celesti e il latte delle consolazioni materne mai non cessano di scorrere e di ristorare i fortunati che l'abitano per lavorarvi instancabilmente alla santificazione propria e altrui, alla maggior gloria di Dio!  

Come è vero che i miti posseggono ben presto Maria! Oh, come è esatto il dire che la S. Schiavitù d'amore è fatta apposta per queste anime! Come è facile ad esse possedere Maria e a Maria ancora il possedere loro! Se la Vera Devozione è per tutte le anime indistintamente, è in modo tutto speciale per le anime miti che nel Cuore di Gesù e di Maria hanno l'esemplare più bello e più perfetto a cui ispirarsi in tutta la loro condotta.  

Concludiamo con un Santo: «Agli umili si dà il cielo in premio, ai mansueti la terra: che cosa resterà allora per i superbi e per gli iracondi se non la miseria dell'inferno?».  

Servo di Dio B. SILVIO GALLOTTI 


Davanti all'amore, tutti i diavoli si arrenderanno.

 


Mentre pregavo, ho iniziato a sentire una forte pressione sulle spalle e stavo perdendo energia in tutto il mio corpo. Caddi, mentre iniziava un dolore estremo.


LA BEATA MADRE:
Ascolta i suoni dei chiodi che mi conficcano addosso. Io vengo crocifisso insieme a mio Figlio.

Julia:
Come possiamo lenire le dolorose piaghe di Gesù e come possiamo strappare tutti i chiodi dalle sue mani e dai suoi piedi?


La Madonna mi ha mostrato la scena della sua crocifissione e mi ha chiesto di viverla con lei. Era una scena indescrivibilmente miserabile. Lei veniva crocifissa, ogni volta che peccavamo e ogni volta che giudicavamo gli altri. Il suo corpo si riempì di ferite e faceva fatica persino a respirare. Chi piangerà per noi e chi metterà in pratica ciò che la Madonna ci chiede?


Julia:
Madre, per favore dimmelo. Il tuo servo ti ascolta. Non ho paura dei dolori. Voglio consolarvi soffrendo le vostre pene.

Ho ricevuto le pene della crocifissione e di essere colpito da frecce e spade. La Madonna parlò di nuovo.


LA BEATA MADRE:
Chi tirerà fuori questi chiodi, frecce e spade? Le unghie sono più grandi, vanno più in profondità e sono più difficili da estrarre quando sono causate dai miei figli più stretti.

Ora, figli miei! Ricevi da me delle pinze e consegna i martelli che hai tenuto tra le mani fino ad ora. Estrarre tutti i chiodi con le pinze. Inoltre, conserva bene quest'arma. Il compito dei diavoli è quello di portarti via le pinze e restituirti i martelli. Ti tengono costantemente d'occhio, quindi stai attenta e stai in guardia. Gli scudi e le armi che puoi usare contro di loro sono le preghiere e le frecce dell'amore. Davanti all'amore, tutti i diavoli si arrenderanno.
22 ottobre 1986

“Pio Pellegrinaggio dell’anima nella Divina Volontà”

 


Vita mia, Gesù, il tuo «FIAT»  mi spinge a girare e già sono nel mare. Ma che sento? Sento un mormorio continuo, simbolo del tuo moto eterno, che mai si ferma, ed io entro in quel moto divino che mai cessa, per fare mio quel moto eterno, che col suo moto incessante fa tutto e dà vita a tutti, per dargli tutto e chiedergli per tutti il Regno del tuo Volere. 

Vedi, o Gesù? Nel tuo «FIAT» sono nel tuo moto incessante, il quale mi porta al Cielo e mi fa scendere nell’abisso dell’oceano, in modo che dove c’è un [8] moto, una vita, un mormorio, faccio dire a tutti: “Ti amo, Ti adoro, Ti ringrazio, Ti benedico, Ti glorifico”, e investendo con la mia voce tutti, il mormorio del mare, il guizzo dei pesci, le onde –ora tumultuanti e ora pacifiche–, Ti chiedo il tuo «FIAT». 

Non senti, o Gesù, come tutte le gocce d’acqua, con il loro mormorio, come tanti voci dicono «FIAT, FIAT»?  Come le onde, con fragore, vorrebbero aprire il seno del mare per fare uscire la tua Volontà che le domina e rinchiudere dentro tutte le creature, perché tutte facciano regnare in loro il Regno del tuo «FIAT»? E perciò in questo mare vengo a decantare e ad amare nel suo mormorio il tuo moto incessante, nelle sue onde altissime la tua fortezza e giustizia, nelle acque cristalline la tua purità che non conosce macchia; nel mare tutta la tua Grazia e la tua immensità che tutto involge e nasconde, e Ti prego di rendere l’uomo giusto, forte, puro, che viva nascosto e avvolto [9] dalla tua SS. Volontà, affinché corra nel tuo stesso moto, donde uscì. 

Vita mia, Gesù, giro nel vento, per amare, lodare, decantare, benedire l’impero della tua Volontà in esso, la sua freschezza refrigerante, la violenza e impetuosità del vento che atterra, innalza, rapisce altrove ciò che investe… Ora pare che gema ed ora pare che urli, che parli: simbolo dell’amore del tuo Volere Divino che geme nel vento, perché vuole essere riconosciuto, e non vedendosi ascoltato urla, parla con voci arcane, perché vuol regnare, vuole il dominio in mezzo alle creature. Quante belle qualità divine nascondono i veli del vento! Perciò Ti prego che con l’impero del tuo Supremo Volere venga il suo Regno in mezzo alle creature e imperi in modo che nessuna gli possa resistere. Allettale con la sua freschezza, fa uso della sua violenza ed impetuosità, in modo di atterrare l’umano [10] volere, e innalza e rapisci tutto nel Tuo. Fa ascoltare i tuoi gemiti continui a tutti, ché vuoi regnare in mezzo ad essi, e se non Ti vedi ascoltato, urla pure, parla forte, con le arcane voci del tuo Volere, affinché assordati da esse possano tutti arrendersi e riconoscere solo il tuo Santo Volere. Ed io, Amor mio, voglio correre sulle ali del vento, per chiederti in esso che venga il Regno del tuo «FIAT», e in ogni sua ondata voglio portare a tutti il bacio, le carezze, gli abbracci del tuo Volere Divino, affinché venga la pace e l’uomo ritorni nell’ordine della Creazione, da Dio stabilito. 


Satana sta cercando di ottenere il maggior numero di anime possibile.

 


Figlia mia, ogni anima è una perfezione della mia creazione. Ogni persona deve nutrire la propria anima per entrare nel mio regno. Come una madre e un padre nutrono e amano il loro bambino, così io nutro e amo tutto il mio popolo. Molti non accettano il mio amore, molti non lo conoscono.  Mentre si avvicina il tempo del giudizio, ogni anima vedrà il mio amore; ogni anima vedrà il dolore che ha causato il suo rifiuto; ogni anima vedrà i suoi peccati e saprà quali ferite ha aggiunto. Continuate a condividere queste parole. Continuate a dire ai miei figli eletti che il tempo si avvicina.  Il Mio popolo deve pentirsi!  Il Mio popolo deve veramente cambiare strada! Satana sta cercando di ottenere il maggior numero di anime possibile. Continuate a soffrire per le anime che sono più in pericolo.  Continua a soffrire per i molti che non mi conoscono. Figlia mia, continua ad essere mia testimone nel mondo. Prega! Prega, figlia mia, e ricorda che sono con te, perché sono Gesù. 

Jennifer - 28 Aprile 2003

La Beata Vergine Maria

 


 Vangelo secondo san Giovanni 19:25-27Or presso la croce di Gesù stavano sua madre e la sorella di sua madre, Maria, moglie di Clofa, e Maria di Màgdala. Gesù dunque, vedendo sua Madre e stando accanto a lei, il discepolo che amava, disse a sua Madre: «Donna, ecco tuo figlio». Poi disse al discepolo: «Ecco tua Madre». Da quell'ora il discepolo lo accolse nella sua casa.

Tanto con i suoi gesti quanto con le sue parole, e con tutta una vita esemplare, la Beata Vergine Maria non cessa mai di indicarvi la via di Dio. Essa vi presenta il Signore Dio con la stessa discrezione, la stessa dolcezza con cui Dio si rivela.
Rivolgitevi dunque alla Beata Vergine Maria, che è la Madre di Gesù e la Madre di Dio! Ricordate che, dall'alto della sua croce, Gesù ve l'ha concessa come Madre. Non disse forse a Giovanni, suo discepolo prediletto: "Ecco tua Madre"?

Sii un vero discepolo del Figlio di Dio, accogliendo nel tuo cuore la Madre Immacolata e santa, che ha avuto la grazia di partorire il Verbo e di partorire in te lo stesso Verbo. In questo modo si entra nella vita dello Spirito e si diventa fratelli di Gesù e figli del Padre.
Tra Maria e il suo divin Figlio c'è una reciprocità, un andirivieni, che dà tutta la forza della Parola divina e tutta la sua serietà alle vicende umane. Questo presuppone che tu ti prenda il tempo per meditare su di essi...
 Pensate alle apparizioni mariane, così come ai messaggi dal Cielo dettati in diversi luoghi del pianeta, rivelati alle anime elette la cui missione è quella di diffonderli. Attraverso di essi, vi è chiesto di vivere l'amore di Dio, di aiutare e amare il vostro prossimo, sia nel suo comportamento che nelle sue azioni, di guidarlo; Tutto questo nel quadro della comunione dei santi.
 Dovete pregare Maria perché l'Amore di Dio intervenga con i vostri cari, con le vostre famiglie, perché non ci siano più divisioni e regnino la dolcezza e la misericordia. Pregate affinché tutte le persone di tutte le religioni, razze e culture possano finalmente poter vivere come fratelli. Così tutte le guerre e le persecuzioni cesseranno. È certo che ogni madre non può permettere che i suoi figli si uccidano a vicenda.
Riuscite ad immaginare il primo dialogo che si è instaurato tra la Madre e il Divino Bambino, a partire da queste due parole "Madre" e "Gesù"? Il linguaggio di Gesù, con le parole apprese da sua Madre e da suo Padre, gli permette di parlarvi del Regno e di rivelarvi chi è il Padre.

Maria vi insegna ad accogliere, giorno dopo giorno, lo Spirito Santo che vi rende figli di Dio. Ella ti aiuta a scoprire, sempre meglio, la potenza e la dolcezza del nome di Gesù, il nome che ha dato al suo bambino e di cui ti sei segnato sulla fronte il giorno del tuo battesimoQuesta unzione è la garanzia della tua salvezza; vi rende figli per il Padre diventando prima, come Gesù, figli di Maria.

Nel piano di salvezza si realizza costantemente la maternità di Maria.
Dopo la sua Assunzione al cielo, il suo ruolo nella salvezza non si ferma, anzi, con la sua ripetuta intercessione, continua a indicarti la via che assicura la tua salvezza eterna...

Giovanni, il tuo Messaggero d'Amore"

Preghiera a Gesù Eucaristico

 


Amabilissimo mio Salvatore, io Vi sto oggi visitando in quest’altare; ma Voi mi rendete la visita con altro amore quando venite nell’anima mia nella santa Comunione. Allora non Vi fate solo a me presente, ma Vi fate cibo mio, tutto Vi unite e tutto Vi donate a me; sicché io posso dire allora con verità: Gesù mio, ora siete tutto mio. Giacché dunque Voi Vi donate tutto a me, è ragione ch’io mi doni tutto a Voi. lo sono un verme e Voi siete Dio. O Dio d’amore! O amore dell’anima mia, e quando sarà che mi vedrò tutto Vostro in fatti e non in parole? Voi lo potete fare, accrescete in me la confidenza per i meriti del Vostro Sangue, acciocché io ottenga senz’altro questa grazia da Voi, di vedermi prima di morire tutto Vostro e niente più mio. Voi sentite, Signore, le preghiere di tutti, sentite oggi la preghiera d’un’anima che Vi vuole amare davvero. lo Vi voglio amare con tutte le mie forze, Vi voglio ubbidire in tutto quello che volete, senza interesse, senza consolazioni, senza premio. Vi voglio servire per amore, solo per darVi gusto, solo per compiacere il Vostro Cuore tanto innamorato appassionatamente di me. Il premio mio sarà l’amarVi. O Figlio diletto dell’eterno Padre, pigliateVi la mia libertà, la mia volontà, tutte le cose mie, tutto me stesso e datemi Voi. lo Vi amo, Vi cerco, Vi sospiro, Vi voglio, Vi voglio, Vi voglio.

Gesù mio, fatemi tutto Vostro.

(S. Alfonso Maria de Liguori)

La scintilla d’Amore – La Redenzione attraverso Gesù Cristo

 


Lasciatevi redimere dall’Amore di Gesù, prendete la via verso la Croce e chiedete il Perdono della colpa !


Nessuno è capace da sé di aiutare la sua anima alla libertà, se non sperimenta il Mio Sostegno, se non lo compenetra la Forza dello Spirito, se la Scintilla spirituale in lui, he è la Mia Parte non gli dà istruzioni dall’interiore ed influenza il suo pensare, di rivolgersi sempre di nuovo a Me in Gesù Cristo, in modo che si liberi con Me da colui che lo teneva legato già attraverso delle Eternità. Questa liberazione è possibile attraverso l’Opera di Redenzione, che Io Stesso ho compiuto per voi nell’Uomo Gesù. Ci vuole soltanto ancora la vostra propria volontà di liberarvi dal Mio avversario. Allora otterrete anche certamente la libertà. Così la Forza dello spirito che sonnecchia in voi non è da sottovalutare, lo dovete risvegliare alla vita e poi vi guiderà e orienterà i vostri pensieri a Me in Gesù Cristo, perché a questo scopo ho messo in voi una minuscola scintillina del Mio Spirito d’Amore affinché riesca l’Opera di Redenzione, affinché il Mio soffrire e morire sulla Croce non sia stato invano per il singolo uomo. Una singola opera d’amore risveglia in voi lo spirito e si manifesterà mentre vi stimola al continuo agire nell’amore.

Allora dovete anche percepire effettivamente la “Forza dello Spirito” che vi spinge inarrestabilmente verso di Me. La Redenzione dal potere del Mio avversario vi deve riuscire, se soltanto vi servite della Forza dello spirito, perché allora chiedete a Me Stesso la Forza che Io vi concedo davvero. Ogni legame con Me, sia attraverso la preghiera oppure anche attraverso l’agire d’amore, vi procurerà sempre la Mia Forza, ed i vostri pensieri dimoreranno sempre di più presso di Me ed il vostro tendere verso l’Alto sarà sempre più evidente. A voi tutti è accessibile la Forza dello spirito, perché voi tutti avete quella Mia scintilla d’amore in voi e dovete soltanto volere affinché si accenda, non dovete soltanto prestare nessuna resistenza, quando si vuole esprimere, cioè dovete badare ad ogni sommesso moto del vostro cuore e seguirlo, perché vi stimolerà sempre all’agire nell’amore. Se eseguite questi stimoli, allora la Forza dello spirito si svilupperà sempre di più, avrete pensieri luminosi ed anche la comprensione per molti avvenimenti, che ad altri uomini sono incomprensibili. Sentirete in voi una spinta rafforzata al legame con il Regno spirituale, cioè il desiderare mondano verrà respinto e si faranno avanti sempre di più i desideri spirituali, sarete sempre accessibili a discorsi spirituali e rivolgere sovente i vostri pensieri in Alto, verso di Me, perché la scintilla spirituale in voi vi spinge verso di Me, verso lo Spirito del Padre dall’Eternità. Vi attiro quindi attraverso il Mio Spirito, perché da soli non potete fare nulla. Ma che vogliate ed eseguiate la vostra volontà, lo ha procurato l’Opera di Redenzione di Gesù, perché Egli ha conquistato attraverso la Sua morte sulla Croce per voi uomini la volontà rafforzata, Egli ha conquistato per voi le Grazie senza numero, che vi aiutano tutte nella vostra debolezza alla difesa contro il Mio avversario, perché senza Aiuto sareste troppo deboli per la resistenza. La Redenzione attraverso Gesù Cristo opera anche affinché lo spirito nell’uomo possa liberarsi più facilmente, che soltanto la più minuscola volontà d’amore lo ammette già all’agire e che si possa manifestare sempre più evidente, più vi unite con Gesù Cristo, più vivamente Lo conoscete e riconoscete la Sua Opera di Redenzione. Allora siete anche redenti, perché la Forza del Mio Spirito agirà ora in voi, vi potrete di nuovo attivare colmi di Luce e Forza per la Benedizione dei vostri prossimi, che sono ancora senza Luce e senza Forza. Quindi Sono sempre Io Stesso in Gesù Cristo che vi devo aiutare alla liberazione, altrimenti non potreste liberarvi in eterno dal vostro torturatore, perché non siete capaci di prestargli resistenza finché siete ancora la sua parte, cioé non rivolgete la vostra volontà ancora al divino Redentore, il Quale soltanto vi può svincolare da lui, se vi rivolgete coscientemente a Lui per l’Aiuto. Ma la piccola scintilla spirituale in voi, la Parte di Me Stesso, vi spingerà a questo appena Gli concedete il Suo Agire. Vi parlerà attraverso il cuore e vi spingerà a compiere delle opere d’amore. Perciò ognuno di voi può essere libero, ma non verrà esercitata nessuna costrizione sull’uomo, nemmeno da parte della Mia scintilla d’Amore. Ma sono sempre pronto ad aiutare, perché il Mio Amore per lo spirituale debole, non redento, non cesserà ed una volta conquisterà anche questo per Sé. Amen 

9 novembre 1950