martedì 22 aprile 2025

La Chiesa è raffigurata in una donna maestosa e veneranda, ma oppressa e inferma. Ogni particolare dell’immagine ha un significato preciso

 


LA PASSIONE DELLA CHIESA

Negli scritti di Luisa Piccarreta

Riflessione di don Pablo Martin


La Chiesa è raffigurata in una donna maestosa e veneranda, ma oppressa e inferma. Ogni particolare dell’immagine ha un significato preciso:

Avendo detto al Confessore i miei timori di non essere Volontà di Dio il mio stato [di vittima] e che, almeno per prova, avrei voluto provare a sforzarmi di uscire e vedere se riuscivo o no, il Confessore, senza fare le sue solite difficoltà, ha detto: “Va bene, domani proverai”.

Onde io sono rimasta come se fossi stata liberata da un peso enorme. Ora, avendo celebrato la Santa Messa e avendo fatto la Comunione, appena ho visto nel mio interno il mio adorabile Gesù, che mi guardava fisso, con le mani giunte, in atto di chiedere pietà e aiuto. E in questo mentre mi son trovata fuori di me stessa, in una stanza dove stava una donna maestosa e veneranda, ma gravemente inferma, in un letto con le spalliere tanto alte che quasi toccavano la volta; ed io ero costretta a stare al di sopra di questa spalliera, in braccio ad un sacerdote, per tenerla ferma e guardare la povera malata.

Onde io, mentre stavo in questa posizione, vedevo pochi religiosi che circondavano e apprestavano cure alla paziente, e con intensa amarezza dicevano tra loro: “Sta male, sta male, non ci vuole altro che una piccola scossa”. Ed io pensavo a tenere ferma la spalliera del letto, per timore che movendosi il letto potesse morire. Ma vedendo che la cosa andava per le lunghe e quasi infastidendomi dello stesso ozio, dicevo a colui che mi teneva: “Per carità, fammi scendere, io non sto facendo nessun bene, né dando nessun aiuto; a che pro stare così inutile? Almeno, se scendo posso servirla, aiutarla”. E quello: “Non hai sentito che anche una piccola scossa la può peggiorare e succederle cose tristissime? Onde, se tu scendi, non essendoci chi mantiene fermo il letto, può anche morire”. Ed io: “Ma può essere possibile che facendo solo questo le possa venire questo bene? Io non ci credo. Per pietà, fammi scendere”.

Quindi, dopo aver ripetuto varie volte queste parole, mi ha fatto scendere sul pavimento ed io sola, senza che nessuno mi tenesse, mi sono avvicinata all’ammalata e con mia sorpresa e dolore vedevo che il letto si moveva. A quei movimenti illividiva la sua faccia, tremava, faceva il rantolo dell’agonia. Quei pochi religiosi piangevano e dicevano: “Non c’è più tempo, è già agli estremi momenti”.

Poi entravano persone nemiche, soldati, capitani, per battere l’ammalata, e quella donna così morente si è alzata con intrepidezza e maestà per essere piagata e battuta. Io nel vedere ciò tremavo come una canna e dicevo tra me: “Sono stata io la causa, ho dato io la spinta a che succedesse tanto male”. E comprendevo che quella donna rappresentava la Chiesa inferma nelle sue membra, con tanti altri significati che mi pare inutile spiegare, perché si comprende leggendo quello che ho scritto. (Volume 5°, 24-10-1903)

…Per ubbidire al Confessore riprendo a dire gli altri significati da me compresi il giorno del 24 corrente. Onde la donna rappresenta la Chiesa, che essendo inferma, non in se stessa, ma nelle sue membra, sebbene abbattuta ed oltraggiata dai nemici e resa inferma nelle sue stesse membra, non perde la mai sua maestà e venerazione.

Il letto dove si trova, comprendevo che rappresenta la Chiesa, che mentre pare oppressa, inferma, contrastata, pure riposa con un riposo perpetuo ed eterno, con pace e sicurezza nel seno paterno di Dio, come un bambino nel seno della propria madre. Le spalliere del letto che toccano la volta, comprendevo che sono la protezione divina che assiste sempre la Chiesa, e che tutto ciò che essa contiene, tutto dal Cielo è venuto: Sacramenti, dottrina ed altro; tutto è celeste, santo e puro, in modo che, tra il Cielo e la Chiesa c’è continua comunicazione, non interrotta mai. I pochi religiosi che prestano cura e assistenza alla donna, comprendevo che sono quei pochi che a corpo perduto difendono la Chiesa, tenendo come fatti a se stessi i mali che riceve. La stanza dove dimora, composta di pietre, rappresenta la solidità e fermezza ed anche la durezza della Chiesa a non cedere nessun diritto che le appartiene. La donna morente, che con intrepidezza e coraggio si fa battere dai nemici, rappresenta la Chiesa, che mentre pare che muore, allora risorge più intrepida, ma come? Con le sofferenze e con lo spargimento di sangue, vero spirito della Chiesa, sempre pronta alla mortificazione, come lo fu Gesù Cristo. (Vol. 5°, 25-10-1903)


La Terra sta per fermare la sua rotazione, il suo equilibrio cesserà!

 


Carbonia 17.04.2025

Il Cielo discende a te, o donna!

Metti in te l’ardore dell’Amore, custodisci il Mio popolo.

Amata figlia, Io sono il Padre tuo che è nei Cieli, sono il Dio Amore, il Creatore! Sono qui con te per darti questo messaggio urgente per questa Umanità incredula e perversa.

Metti in divulgazione questo che ora ti detto:
la Terra sta per fermare la sua rotazione,
il suo equilibrio cesserà!

Amati figli, vi chiedo di ravvedervi: … tornate a Me, riconoscetemi quale vostro Dio, il vostro Creatore, urlatemi l’aiuto.

Non state ad attendere altro tempo perché non vi sarà concesso, la scelta di tornare al Padre vostro, a Colui che vi ha creati, è ora!

Abbandonate il mondo, o uomini, non è più tempo di gozzoviglie: la Terra trema, i mari si innalzano, i vulcani eruttano, la guerra avanza, ma voi restate indifferenti.

Il maledetto serpente gioca d’astuzia, vi usa per i suoi piani, si prende gioco di voi e voi cedete alle sue lusinghe, vi fa cadere nella sua trappola mortale.

L’ora tuona a morte certa per chi non cercherà riparo nel Cuore Immacolato di Maria.

Pregate, o uomini, convertitevi ora, in questo poco tempo che ancora vi resta prima della grande sciagura.

Mettete riparo in voi, confessate i vostri peccati, inginocchiatevi davanti al Crocifisso e chiedete perdono con cuore contrito.

Invocate lo Spirito Santo in vostro aiuto, non perdetevi nella tenebra, il dolore sarà immenso per chi non provvederà alla propria salvezza.

Dio Padre, l’Onnipotente Jahwè, richiama questa Umanità alla conversione, a tornare a Lui, il Dio Creatore!

Parlerò al Mio amato popolo come parlai a Mosè nel roveto ardente! Presto Mi manifesterò nella Mia Onnipotenza a tutti i popoli della Terra, sarà il momento della verità: Dio c’è! Dio esiste! Egli È! La Sua Parola è scritta, leggete la Bibbia, o uomini, la storia si ripete, non commettete gli stessi errori di allora, vi serva d’insegnamento per non offendere più il Padre! Siate obbedienti al richiamo dell’Altissimo, prostratevi a Lui, chiedete Misericordia.

Ponete attenzione ai segni che già sono nel mondo, non dite che le profezie annunciate dai Miei profeti non si realizzano, non siate stolti, i superbi cadranno a causa del loro orgoglio.

Figli amati, siete alla fine dei tempi, questa storia antica sta per essere da Me chiusa, il Mio nuovo popolo, quello fedele a Me, passerà a vita nuova e gaudente, apro per questi figli una nuova Terra, un mondo perfetto nell’amore.

Vi attendo convertiti per donarvi di Me.

Dio Padre, l’Onnipotente JAHWè

Padre infinitamente generoso

 


Poiché hai voluto che il Figlio tuo rimanesse perpetuamente tra noi con la sua presenza eucaristica, aiutaci ad accogliere questa presenza, a venerarla, ad adorarla, ad amarla.

E poiché presentandoci senza posa questo tuo Figlio ci rinnovi costantemente il dono del tuo amore paterno, fa' che riceviamo questo dono con un fervore filiale, avido di piacerti e di rispondere alla tua generosità.

Trascinaci verso il tabernacolo, ispiraci il desiderio di ritrovare frequentemente il tuo Figliuolo diletto, di visitarlo, di salutarlo, di testimoniargli il nostro attaccamento.

Attiraci a lui affinché troviamo le nostre compiacenze nel contemplarlo in silenzio, entrando nella sua intimità, dimorando presso di lui come si prova piacere nella compagnia di un amico.

Fa' che veniamo a lui nelle nostre pene e nelle nostre prove, per confidargli le nostre preoccupazioni e le nostre tristezze, per ricevere da lui conforto, pace e gioia.

Orienta sempre più il nostro sguardo e il nostro cuore verso di lui, affinché la sua presenza sia al centro della nostra vita e illumini le nostre attività.


Due Cuori in profonda Unione Mistica, che stanno compiendo la Volontà del Padre.

 


VISIONE
DATA DA NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO
A LUZ DE MARIA
SABATO SANTO

19 APRILE 2025


Mentre mi trovavo in preghiera, all’improvviso il mio amato Signore ha permesso che avessi la visione che segue.

 

Nostro Signore mi aveva annunciato che mi avrebbe permesso di accompagnare la Sua Santissima Madre e mi sono ritrovata a Gerusalemme, dove ho visto la nostra Madre Santissima, stava piangendo, con il Cuore devastato dal dolore.
Era circondata da altre donne e ho sentito qualcuno chiamare Giovanni, che si stava prendendo cura della Madonna e ho sentito pronunciare il nome di Lazzaro e quindi lo vedo avvicinarsi frettoloso e lo sento fare i nomi dei suoi fratelli e della Maddalena.

 

Sentendo il vociare della gente tutti si allontanano da dove si trovavano per andare a vedere cosa sta succedendo e la Madonna li supera e allora vede Nostro Signore Gesù Cristo carico della Croce, flagellato e insanguinato. Il Cuore della Madonna accelera i battiti mentre il Suo Corpo viene invaso da un gelo mortale, vede cadere il Suo Divin Figlio e senza esitare corre verso di Lui, tra le lacrime.

 

La Madonna abbraccia il Suo Divin Figlio, mentre il dolore come una daga trafigge i loro cuori: quello della Madre che consola il Figlio e quello del Figlio che consola la Madre. Nella profonda mestizia del momento entrambi si estraniano da quello che li circonda, mentre una forza interiore che Li accomuna, si impadronisce di Loro.
I ricordi affiorano in entrambi, in totale armonia e quindi subentra la realtà: Due Cuori in profonda Unione Mistica, che stanno compiendo la Volontà del Padre.

 

La Madre che allattò l’Uomo Dio e che lo faceva addormentare tra le Sue Braccia, lo vede schernito e deriso a causa del tradimento degli uomini.

 

Davanti agli occhi abbiamo la Madre del Divin Figlio trafitta dal dolore, un dolore umanamente insopportabile, una spada che lacera il Cuore Immacolato di Nostra Madre, che nel profondo silenzio del Suo Cuore, si affida al Piano Salvifico di Dio.
Lei sente la Voce di Dio, che Le parla nei momenti più cruenti della Passione del Suo Divin Figlio, Dio Le parla, mentre Lei non pronuncia una parola.

 

Il Cuore Immacolato di Maria patisce profondamente e prova un tale dolore fisico che a momenti il Suo Cuore sembra fermarsi di fronte alla durezza e alla mancanza di pietà dei soldati romani.

 

La Madonna mi permette di vedere il Suo Cuore puro, nato nell’Amore di Dio e come stia soffrendo a causa della ferocia del tradimento dell’uomo.

 

La Madonna non conosce l’ira, la disobbedienza, il disprezzo o la menzogna, non conosce la superbia, né le competizioni degli uomini, non Le importa dei primi posti, perché Lei è il Vaso Cristallino, il Cuore Purissimo, l’Immacolata, Colei che È nata senza la macchia del peccato Originale, Colei che È la prescelta da Dio per essere la Madre della Seconda Persona della Santissima Trinità: il Figlio di Dio.

 

La Madonna durante la Passione, provò grandi dolori che Le lacerarono il Cuore, che la portarono quasi alla morte. La Madonna, molte volte si sentì venire meno…
Era Suo Figlio, quello che avrebbero messo in Croce!
Il Cuore della Madonna era colmo di Fede ma pur sempre umano e Lei dovette essere sorretta dagli Angeli, che La consolarono e L’ausiliarono in quel Suo immenso dolore.

 

Sta per arrivare la domenica della Risurrezione e tutto cambia con la Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo: È il Suo trionfo sulla morte.

 

Dopo la Risurrezione, il Cuore della Madonna sa che Lei vedrà il Suo Divin Figlio e sa che ogni passo è il Trionfo del sacrificio, compiuto nel silenzio e nella tristezza.

 

Ora Suo Figlio Ha vinto e Ha ottenuto ai Suoi figli la Redenzione, che va al di là di tutto.

 

Fiat Voluntas Tua

L’influenza del mondo laico è simile ad una grande inondazione.



La Madre della Salvezza: L’influenza del mondo laico è simile ad una grande inondazione. 


Miei cari figli, il Dono del Discernimento viene dal Potere dello Spirito Santo e non viene concesso facilmente. Dev‟essere guadagnato. Esso viene dato solo a coloro che sono in unione con Cristo e che sono liberi da ogni distrazione dovuta alle tentazioni che il maligno pone loro davanti. Il maligno non può ingannare coloro che sono stati benedetti con questo Dono. 

Guai all‟uomo che viene ingannato, poiché si lascerà trascinare nelle falsità. L‟inganno viene da satana in persona e da quelli che egli infesta. Colui che non accetta l‟Esistenza di Gesù Cristo, troverà quasi impossibile resistere al fumo di satana, il quale acceca, al fine di divorarvi, ciascuno di voi che si rende colpevole del peccato d‟orgoglio. Qualsiasi servitore consacrato di Dio che si allontani dalla Verità, indurrà in errore tutti coloro che guardano a lui per farsi guidare. Per questo, egli subirà una grande punizione nel Giorno del Giudizio. 

L’influenza del mondo laico è simile ad una grande inondazione e le anime che gli permettono di cambiare il loro punto di vista o la loro opinione sulla Parola di Dio, annegheranno. L’inganno è uno strumento del maligno ed il suo obiettivo principale è quello di distruggere la Chiesa di mio Figlio sulla terra, seducendo coloro che si trovano all’interno di essa. Aprite gli occhi ai nuovi cambiamenti che verranno introdotti e che malediranno il Nome di Dio. 

Non dovete mai permettere alle falsità di influenzare ciò che mio Figlio vi ha insegnato, poiché Egli non ha mai deviato dalla Sua Parola Scritta, né mai lo farà. La Verità vi sosterrà durante le prove che vi attendono e che flagelleranno la Chiesa di mio Figlio sulla terra. Dovete prepararvi per questi tempi, perché essi sono quasi su di voi. 

La vostra amata Madre, 

Madre della Salvezza. 

25 Gennaio 2015

lunedì 21 aprile 2025

La somma di tutte le paure, la guerra, è ora una realtà per l'America e per il mondo.

 


Figli e figlie dell'AGNELLO
dell'Immacolata Concezione


 21 marzo 2025

Geremia 6,19 Ascolta, terra: io faccio venire su questo popolo la sciagura, il frutto delle sue trame, perché non ha ascoltato le mie parole e ha rigettato la mia legge.


La somma di tutte le paure:

La casa del Padre ha un posto per ciascuno dei suoi figli, figlia inizia a pregare il Padre nostro:


Padre nostro, che sei nei cieli sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra, dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male. Amen


Figli miei, il tempo è giunto - la guerra è su di voi, è qui. Inizierete a vedere e a sentire i tamburi di guerra. Sto preparando un posto per ciascuno di voi, così non avrete paura e vi darò la pace. Preparatevi nel senso che andrete con Me in un luogo di protezione, un luogo dove risiede la mia volontà. Questa mattina il vostro Paese è diventato un bersaglio di guerra, perché colpiranno e vedrete la distruzione e la mia mano di misericordia sarà su di voi, figlioli, senza paura. Coloro che saranno presi in questo atto di guerra saranno portati davanti al trono del giudizio, per favore pregate per queste anime. Ho permesso molte sofferenze per la conversione di molte anime. Il corpo umano è un tempio per la dimora di Dio, un luogo per Cristo. Questo tempio di grazia diventerà un tutt'uno nella mia volontà, è un tempio di pace, amore e misericordia. La formazione alla preghiera di questo apostolato resisterà alla sofferenza e a coloro che si sottometteranno totalmente alla mia volontà, sì alla mia volontà.


Posso dare il mio amore a qualcuno che lo rifiuta? No, perché per loro libera scelta lo hanno rifiutato. Pregate per coloro che rifiuteranno il mio amore. Io riterrò tutti responsabili dei loro peccati, ma coloro che si umilieranno davanti a Me come un mendicante senza cibo “Date a tutti quelli che vi chiedono l'elemosina (Luca 6:30)” e io concederò loro il dono della mia misericordia.


I Figli e le Figlie dell'Agnello hanno ricevuto una grazia speciale e una missione della Mia Volontà, perché si sono abbandonati alla Volontà Divina. Chi forma il proprio cuore alla Mia Volontà riceve questa grazia speciale. La preghiera forma il cuore - la mia Volontà forma tutta la persona in una trasformazione che si manifesta come un altro Gesù. Siete formati nel cuore e in tutto voi stessi per diventare una cosa sola con Me. È molto importante la vostra formazione alla preghiera, perché vi ho dato le preghiere e gli strumenti per costruire questa comunità d'amore; tutti coloro che partecipano a queste preghiere quotidiane riceveranno una grande ricompensa: la grazia della mia volontà. Bisogna formarsi dentro per diventare una cosa sola nella mia Volontà, così all'esterno sarete un altro Gesù per gli altri. La lettura degli scritti di Luisa è la fonte della mia memoria, del mio intelletto e della mia volontà, e la formazione alla preghiera formerà il cuore. Sto inviando la mia provvidenza e la mia grazia a questa comunità, più si prega e più si riceve. Più si agisce nella mia volontà, più si forma l'intero essere come una luce della mia divinità che cammina con me.

Il paesaggio pittoresco dell'America vedrà presto spargimento di sangue e distruzione, perché tutto deve essere rifatto. Sto dicendo al Mio popolo che la guerra sarà combattuta sul suolo americano e ci sarà un grande conflitto contro il nemico malvagio del comunismo. Voi, mio popolo, sarete vittoriosi se abbraccerete le mie verità e il Cuore Immacolato di mia Madre vi aiuterà a stabilizzare il vostro Paese da future invasioni, perché Lei farà nuove tutte le cose nella mia volontà. Non abbiate paura, ho provveduto ai miei e questo sarà l'inizio della fine di un'era. La somma di tutte le paure, la guerra, è ora una realtà per l'America e per il mondo.


La pace arriverà ai bambini nel Mio tempo, proprio come per gli israeliti e la promessa di Dio, e la profezia si svolge nel Mio tempo, non nel vostro. Siate pronti, preparatevi dando a Me la vostra volontà, perché Io sono sempre con voi.


Il millennio è il tempo della riconquista della perfezione umana secondo il pensiero divino

 


IL  MILLENNIO 


L’assenso pieno alla Volontà di Dio è già mistero, perché la creatura ama oltre la sua stessa capacità d’amare e diffonde il mistero stesso incarnandolo in sé.  

La beatitudine che ne deriva isola l’anima per incastonarla come gemma, in unità con altre gemme, nel cielo terso della spiritualità.  

Il candore, il tenue canto, la ricerca spontanea di un fiore, la poetica appartenenza al Re della gloria è realtà ed espressione di una rinnovata giovinezza del cuore.  

Il raggiungimento della condizione di beatitudine instaura una forza nuova, atta a conquistare la necessaria perfezione spirituale.  

Il millennio ha la prerogativa d’essere il tempo della riconquista della perfezione umana secondo il pensiero divino.  

L’evidente serietà di tale impegno miete e nutre al tempo stesso la volontà umana, che radicherà ogni sua opera nella perfetta Volontà Divina.  

Il corso libero della Volontà Divina ha il potere di raggiungere qualsiasi meta, pur di purificare e rendere possibile all’uomo la vertiginosa altezza della santità.  

La crocefissione di Gesù è l’esempio lampante che il Signore non scherza di fronte alla Volontà del Padre. Ogni uomo in tale Volontà muore a se stesso, ma recupera la vera dignità di figlio di Dio. 

La santità è la ripromessa che Gesù ama in ogni uomo e per la quale intende ritornare.  

La ricchezza ideologica, racchiusa nel mistero dell’Amore Divino, pare insondabile perché l’uomo male dirige se stesso e le sue conoscenze, limitando così ancor più il suo limite.  

Non è infatti la cultura o qualsiasi ambizioso progetto umano a realizzare la meraviglia dell’essere spirituale.  

La coltura dell’azione specifica dello Spirito Santo è la sola che può promuovere ed elevare l’uomo sino alla perfezione umano-divina.  

Molteplici sono le vie e i mezzi necessari che il Signore dona all’uomo perché possa rinascere a nuova identità, perché possa conoscere finalmente la vera felicita.  

La realtà individuale d’essere Chiesa nel proprio cuore evidenzia con quanta generosità il Signore ha provveduto a predisporre l’argine al male.  

È necessario però che l’uomo sia propenso all’unità, alla fusione del principio e del fine per cui è stato creato.  

Il dissolversi dei beni spirituali, dovuto alla grettezza, alla superbia, alla superficialità, all’egoismo, richiama al dovere comunitario di rimediare allo sfacelo che il male va compiendo sol perché l’uomo non arrivi a conoscere con chiarezza ciò che il Signore riserva a coloro che lo amano.  

II principio di vita quale sarebbe, se non d’essere testimonianza di vero amore?  

La carità evidenzia costantemente l’operosità e l’abnegazione atte a far credere che solo nell’operare in Dio per amore l’uomo condivide la crocefissione, non solo quale crocefisso, ma quale risorto con Gesù Cristo sino all’unificazione divina per partecipazione.  

Ecco perché è tanto importante la carità, perché è testimonianza a favore dell’umile impegno umano a far sì che venga meritato e favorito il Regno della pace eterna.  

L’amore dunque è il mezzo essenziale per coronare di luce ogni azione e rendere l’anima sempre più salda nel sacro vincolo che la lega a Cristo, suo Sposo e Redentore.  

La serietà delle promesse di Gesù Cristo non deve essere vanificata dalle leggerezze e debolezze umane.  

È bene perciò che anche l’uomo ottemperi alle sue promesse e si renda garante egli stesso di favorire l’avvento del nuovo Regno con ogni possibile carità.  

La vicenda umana va compiendosi di minuto in minuto e, come è vero che dall’atomo nella materia creata si giunge alla vastità dell’universo più o meno spiegato, così è per l’amore che solo alle creature più piccole viene svelato.  

Nell’opportuna ricerca del totale silenzio, ogni cuore potrà così preparare il proprio altare perché da Gesù, Sacerdote eterno, venga benedetta l’intera umanità.

28/1/1992  

Scritti di Anna Maria Ossi

La vera successione di Gesù

 


Camminate nella Successione di Gesù !


Colui che si sforza di vivere come Me sulla Terra, che persevera nella sofferenza e la porta rassegnato e porta allo sviluppo l’amore in sé, costui che è il Mio vero seguace, perché egli maturerà nella sua anima. Posso sempre soltanto ammonire alla “successione di Gesù”, perché l’Uomo Gesù ha percorso questa via sulla Terra. La Sua Vita era stata davvero difficile, ma Egli l’ha percorsa rassegnato, Egli ha combattuto la lotta contro la tenebra, cioè Egli ha cercato di ristabilire di nuovo l’Ordine ovunque e di portare agli uomini una Luce sul perché si trovavano nell’oscurità dello spirito e che cosa dovevano fare, per uscire da questa tenebra. Egli ha percorso coscientemente la via della sofferenza e dell’amore. E perciò ha formato Sé Stesso in modo che Io potessi prendere dimora in Lui. Voi tutti dovete percorrere questa via e cercare di formarvi attraverso l’amore e la sofferenza così, che Io Stesso, Che Sono l’Eterno Amore possa Esservi presente. Dovete seguirMi, dovete cercare di vivere la vita che ho condotto Io nell’Uomo Gesù. Per questo ci vuole per primo la volontà di unirvi di nuovo con Me. Soltanto l’amore produce questa unificazione e la sofferenza toglie le scorie alla vostra anima che cela ancora molte particelle immature. Spiritualizza anche il corpo, affinché vi segua anche nel desiderio dello spirito, che matura contemporaneamente con l’anima ed ora possa aver luogo l’unificazione con Me. Questa purificazione deve essere perseguita, e voi siete sulla Terra allo scopo del suo raggiungimento. Appena Mi prendete come Esempio, anche il vostro cammino terreno non sarà vano, vi porterà alla meta: alla totale spiritualizzazione ed all’unificazione con Me. Vi deve servire come Esempio un Uomo, altrimenti avreste sempre portato l’obiezione, di non poter seguire Me, perché questo andrebbe oltre la vostra capacità, oltre la vostra forza. Ma la Via che ho percorso Io Stesso come Uomo sulla Terra era orientato in modo che ogni uomo potesse seguirMi su questa. Non viene preteso da voi nulla di impossibile, non viene preteso ciò che l’uomo peccaminoso non possa compiere, perché ho tenuto conto di tutte le vostre debolezze ed errori, Mi sono immedesimato nella predisposizione e nelle condizioni di ogni uomo, perché qualunque cosa sia, se vivete nell’amore, allora vi raccogliete anche la Forza che vi fa compiere anche la cosa più difficile. Crescete oltre a voi stessi, perché traete la Forza da Me, come anch’Io ho disposto della Forza attraverso l’Amore che era in Me, che Mi ha fatto superare vittoriosamente la lotta contro tutte le tentazioni attraverso il Mio avversario, tutte le brame della carne. L’Amore è la Forza, perciò dapprima dovevo predicare l’Amore e vivere Io Stesso nell’Amore, per darvi un giusto esempio del modo di vivere, che vi conduce in Alto, fuori dall’abisso, che vi porta la libertà dall’avversario, perché l’amore è l’unica arma a cui soccombe. Voi Mi dovete seguire, se volete essere liberi dal suo potere. Anche la sofferenza non è da evitare, perché la vostra anima deve diventare chiara e limpida, che nell’incorporazione come uomo è ancora colma di scorie, perché si sofferma ancora nel reame di colui che ha invertito il suo essere, che quindi nel vero senso della parola poteva diventare “cattivo” e vi siete adeguati al suo essere, quando vi siete allontanati da Me ed avete teso all’abisso, quando lo avete seguito nella libera volontà. Le particelle dell’anima si sono di molto purificate attraverso il percorso nelle varie Creazioni, quando si sono di nuovo assemblate nell’anime dell’uomo, ma ci sono ancora molte scorie da eliminare, cosa che può compire soltanto l’amore e la sofferenza. Vi è bensì assicurato il Perdono della vostra colpa di peccato, appena Mi riconoscete in Gesù Cristo e chiedete a Lui il Perdono. Questo significa, che poi al decesso da questo mondo troverete anche aperta la Porta nel Regno di Luce. Ma la Luce, che ora vi splende incontro, è molto diversa nel suo grado. E sarete oltremodo beati, se la vostra anima può venir irradiata totalmente, quando la Luce non trova più nessuna scoria, che deve ancora essere dissolta. Dato che potete già raggiungere sulla Terra, che la vostra anima sia chiara e trasparente di Luce al suo decesso dalla Terra, dovete anche portare con rassegnazione e pazienti ogni sofferenza sulla Terra, dovete sempre pensare, che è soltanto di promozione per la maturazione della vostra anima, non dovete cercare di liberarvi di ogni sofferenza, dovete sempre pregare: “Padre, la Tua Volontà sia fatta ”, perché Io so perché vi lascio percorrere la via della sofferenza e perché ho detto le Parole: “SeguiteMi ” Se cercate sempre di immaginarvi che vi ho preceduto sulla Via, che è stata molto più difficile e più sofferta che la vostra, allora per amore per Me dovete prendere su di voi tutto ciò che Io vi mando oppure che concedo, perché è la piccola crocina, che vi è stata caricata di portare per la vostra vita terrena e che è sempre soltanto salvifica per la vostra anima.

Amen

16 aprile 1961


PASQUA RISURREZIONE DEL SIGNORE

 


Spunti di Riflessione

seguendo la Sacra Scrittura

e gli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta


“Dio Lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che apparisse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio” (At 10,40-41)

Vol. 12 – Aprile 15, 1919 =

[…]“Ah, figlia mia, la vera felicità la porta la mia Volontà! Solo Essa racchiude tutti i beni nell’anima e, facendosi corona intorno all’anima, la costituisce regina della vera felicità. Esse1 sole saranno regine del mio trono, perché sono parto del mio Volere. È tanto vero questo, che quella gente non fu felice; molti Mi videro, ma non Mi conobbero, perché il mio Volere non risiedeva in loro come centro di vita, quindi, ad onta che Mi videro rimasero infelici; e solo quelli che ricevettero il bene di ricevere nei loro cuori il germe del mio Volere, si disposero a ricevere il bene di vedermi risorto.

Ora, il portento della mia Redenzione fu la Risurrezione, - che più che fulgido sole coronò la mia Umanità, facendovi splendere anche i miei più piccoli atti d’uno splendore e meraviglia tale, da far stupire Cielo e terra -, che sarà principio, fondamento e compimento di tutti i beni, corona e gloria di tutti i Beati. La mia Risurrezione è il vero sole che glorifica degnamente la mia Umanità, è il sole della religione cattolica, è la vera gloria d’ogni cristiano; senza della Risurrezione sarebbe stato come il cielo senza sole, senza calore e senza vita.

Ora, la mia Risurrezione è simbolo delle anime che formeranno la santità nel mio Volere. I Santi di questi secoli passati sono simboli della mia Umanità, ché, sebbene rassegnati, non hanno avuto attitudine continua nel mio Volere, quindi non hanno ricevuto l’impronta del sole della mia Risurrezione, ma l’impronta delle opere della mia Umanità prima della Risurrezione. Perciò saranno molti, quasi come stelle Mi formeranno un bell’ornamento al cielo della mia Umanità; ma i Santi del vivere nel mio Volere, che simboleggeranno la mia Umanità risorta, saranno pochi. Difatti, la mia Umanità prima di morire, molte turbe e folla di gente la videro, ma la mia Umanità risorta la videro pochi, i soli credenti, i più disposti e, potrei dire, solo quelli che contenevano il germe del mio Volere, ché se ciò non avessero, mancava loro la vista necessaria per poter vedere la mia Umanità gloriosa e risorta e quindi essere spettatori della mia salita al Cielo.

Ora, se la mia Risurrezione simboleggia i Santi del vivere nel mio Volere - e questo con ragione, perché ogni atto, parola, passo, ecc., fatto nel mio Volere è una risurrezione divina che l’anima riceve, è un’impronta di gloria che subisce, è un uscire di sé per entrare nella Divinità e nascondersi nel fulgido Sole del mio Volere, e vi ama, opera, pensa - che meraviglia se l’anima resta tutta risorta ed immedesimata nello stesso sole della mia gloria e Mi simboleggia la mia Umanità risorta? Ma pochi sono quelli che si dispongono a ciò, perché le anime, nella stessa santità vogliono qualche cosa di proprio bene; invece la santità del vivere nel mio Volere, nulla, nulla ha di proprio, ma tutto di Dio; e per disporsi le anime a ciò, di spogliarsi dei beni propri, troppo ci vuole; perciò non saranno molti. Tu non sei nel numero dei molti, ma dei pochi; perciò sempre attenta alla chiamata ed al tuo volo continuo”.

Vol. 25 – Marzo 31,1929 =

[…] “Senti, mia piccola neonata della mia Divina Volontà: se l’uomo non avesse peccato, non si fosse sottratto dalla mia Divina Volontà, Io sarei venuto sulla terra, ma sai come? Pieno di maestà, come quando risuscitai dalla morte, che sebbene avessi la mia Umanità simile all’uomo, unita all’Eterno Verbo, ma con quale diversità la mia Umanità risuscitata era glorificata, vestita di luce, non soggetta né a patire né a morire! Invece la mia Umanità prima di morire era soggetta, sebbene volontariamente, a tutte le pene, anzi fui l’uomo dei dolori. E siccome l’uomo aveva ancora gli occhi abbacinati dall’umano volere, e quindi ancor malato, pochi furono quelli che Mi videro risuscitato, che servì per confermare la mia Risurrezione. Quindi Me ne salii al Cielo per dare il tempo all’uomo di prendere i rimedi e le medicine, affinché guarisse e si disponesse a conoscere la mia Divina Volontà, per vivere non della sua ma della Mia; e così potrò farmi vedere pieno di maestà e di gloria in mezzo ai figli del mio Regno. Perciò la mia Resurrezione è la conferma del Fiat Voluntas tua come in Cielo così in terra. Dopo un sì lungo dolore sofferto dalla mia Divina Volontà per tanti secoli, di non tenere il suo Regno sulla terra, il suo assoluto dominio, era giusto che la mia Umanità mettesse in salvo i suoi diritti divini e realizzasse il mio ed il suo scopo primiero di formare il suo Regno in mezzo alle creature”. […]

 

Vol. 33 – Maggio 31,1935 =

[…] Pensavo tra me: “Mi sembra impossibile che possa venire il Regno della Divina Volontà! Come può venire se i mali abbondano in modo raccapricciante?” Ed il mio dolce Gesù dispiacendosi mi ha detto:

“Figlia mia benedetta, se tu dubiti di ciò, non credi e riconosci la mia Potenza che non ha limiti e quando voglio tutto posso. Tu devi sapere che nel creare l’uomo fu messa la nostra vita in lui, e lui era la nostra abitazione; ora, se non mettiamo in salvo questa nostra vita col suo decoro, col suo dominio, col pieno nostro trionfo, facendoci conoscere che stiamo in questa abitazione e [facendo] che essa si senta onorata d’essere dominata ed abitata da un Dio, se ciò non facciamo, significa che la nostra potenza è limitata, non è, il suo potere, infinito. Chi non ha potenza di salvare se stesso, molto meno può salvare gli altri; anzi il vero bene, la potenza che non ha limiti, prima serve e mette in salvo se stesso e poi si riversa negli altri. Ora, col venire sulla terra, patire e morire, venni a mettere in salvo l’uomo, cioè la mia abitazione. Non ti parrebbe strano anche a te, se mentre mettevo in salvo l’abitazione, il Padrone, l’abitatore di essa [restava] senza i suoi diritti, senza dominio e senza potere di mettersi in salvo? Ah, no, no, figlia mia! Sarebbe stato assurdo e senza l’ordine della nostra Sapienza infinita! La Redenzione ed il Regno della mia Volontà sono tutt’uno, inseparabili tra loro. La mia venuta sulla terra venne a formare la Redenzione dell’uomo e nel medesimo tempo venne a formare il Regno della mia Volontà per salvare Me stesso, per riprendermi i miei diritti che di giustizia Mi son dovuti come Creatore. E come nella Redenzione Mi esibii a tante umiliazioni, a pene inaudite, fino a morire crocifisso, Mi sottoposi a tutto per mettere in salvo la mia abitazione e restituirle tutta la sontuosità, la bellezza, la magnificenza con cui l’avevo formata, perché di nuovo fosse degna di Me, ora, quando parve che tutto fosse finito ed i miei nemici soddisfatti che Mi avevano tolto la vita, la mia Potenza - che non ha limiti - richiamò a vita la mia Umanità, e col risorgere, tutto risorgeva insieme con Me: le creature, le mie pene, i beni per loro acquistati. E come la [mia] Umanità trionfò sulla morte, così la mia Volontà risorgeva e trionfava nelle creature, aspettando il suo Regno. Se la mia Umanità non fosse risorta, se non avesse avuto questa potenza, la Redenzione sarebbe fallita e si potrebbe dubitare che non fosse opera d’un Dio; fu la mia Risurrezione che Mi fece1 conoscere chi Io ero e mise il suggello a tutti i beni che venni a portare sulla terra.

Così la mia Divina Volontà sarà il doppio suggello, la trasmissione nelle creature del suo Regno che possedeva la mia Umanità. Molto più che per le creature formai questo Regno della mia Volontà Divina nella mia Umanità; perché dunque non devo darlo? Al più sarà questione di tempo, e per Noi i tempi sono un punto solo; la nostra Potenza farà tali prodigi, abbonderà l’uomo di nuove grazie, nuovo amore, nuova luce, che le nostre abitazioni Ci riconosceranno e loro stessi, di volontà spontanea, Ci daranno il dominio; e la nostra vita sarà al sicuro coi suoi pieni diritti nella creatura. Col tempo vedrai ciò che sa fare e può fare la mia Potenza, come sa conquistare tutto ed atterrare i più ostinati ribelli; chi mai può resistere alla mia Potenza, ché con un sol fiato atterro, distruggo e rifaccio tutto come più Mi piace!? Perciò tu prega, e sia il tuo continuo grido: ‘Venga il Regno del tuo Fiat e la tua Volontà si faccia come in Cielo così in terra!


"Nuovo incarico di preghiera per la pace in Yemen e Iran"

 


La veggente Melanie vede la Beata Vergine contro il cielo rosso della sera. Dietro di lei volano dei jet: un forte avvertimento di guerra. 
A questa vista nasce un sentimento di cautela e urgenza. 
Lo sguardo di Maria è molto serio. Dietro di lei volano altri jet a passo rapido. I jet letteralmente sfrecciano via.

Mary mostra al veggente un carro armato e dei soldati che impugnano armi da fuoco a canna lunga. Assomigliano ad armi da cecchino. 

L'immagine cambia e si vede un'enorme esplosione. Un edificio su un terreno sabbioso esplode, facendo sobbalzare il visionario. 
La potente detonazione crea una nube speciale dalla quale emergono colonne di fumo. 
La Madonna tiene in mano un rosario come se stesse pregando. Prega molto velocemente, mentre le sue dita si muovono rapidamente sui grani.

Il suo cuore è pesante.

Maria chiede al popolo di fare penitenza e sacrifici. Nel restante periodo di Quaresima le persone dovrebbero digiunare a pane e acqua per dieci giorni e astenersi dall'attività sessuale nei giorni di digiuno speciali e osservare periodi di silenzio per coloro che hanno familiarità con questa pratica.
La Beata Vergine chiede alle persone di praticare un'astinenza ancora maggiore poiché la situazione bellica si intensificherà. 
Per sottolineare l'urgenza, il visionario ha la visione di flotte di jet disposti a V. 
Tuttavia, questa “V” in questa visione è composta da molti più getti ed è anche significativamente più grande rispetto alle visioni precedenti.

La visione cambia e mostra un asino in un recinto con un terreno sabbioso color arancio-marrone. 
Per il visionario, l'asino significa che si tratta dell'Iran. All'improvviso l'asino cade morto. 
Le parole "Terza guerra mondiale" balenano nella mente del visionario. Un piccolo villaggio diventa visibile. All'improvviso, l'aquila calva (simbolo dell'America) appare dal nulla e si trasforma in un drago sputafuoco. Un'ondata di fuoco si diffonde per le strade e distrugge il villaggio. 
Sembra un inferno. Durante questa visione, la veggente sente il fuoco ardere sulla sua pelle. È un avvertimento urgente di un evento imminente. 
Un grande uccello vola sopra il villaggio in fiamme e si sofferma in un punto dell'aria come se fosse a caccia. L'uccello ha il suo bersaglio ben saldo nel mirino.

Entra in scena la Madre di Dio in lacrime, che stringe di nuovo il rosario in mano. 
Chiede preghiere e assegna al gruppo di preghiera un nuovo incarico di preghiera. Chiede che il gruppo di preghiera osservi il seguente ordine di preghiere durante il periodo di riposo della Quaresima, poiché sono in gioco vite umane innocenti:

1) Preghiera di apertura e sintonizzazione per la pace

2) Salmi e Vangelo del giorno

3) Tre Santi Rosari (Salterio)

4) Una preghiera per la pace

Maria sottolinea che l'ordine deve essere seguito scrupolosamente e che tutto deve restare nella sua formulazione originale: nessuna deviazione, nessuna richiesta aggiuntiva. Grazie a ciò le preghiere raggiungono tutta la loro potenza, cosa particolarmente importante in questi giorni.

Questa nuova richiesta di preghiera serve principalmente a proteggere l'Iran e lo Yemen, motivo per cui la purezza della preghiera è di grande importanza. 
Chi prega può esprimerle in qualsiasi momento qualsiasi altra preoccupazione o desiderio, ma questo deve essere fatto in silenzio e non durante la sessione di preghiera. 
Informa il veggente che ascolta ogni preghiera di ogni singolo individuo.

Oltre al nuovo incarico di preghiera, la Beata Madre chiede che coloro che pregano possano all'inizio essere in pace e unirsi a Lei nei loro cuori. Le persone possono affidare a Lei, sua Madre celeste, la pace del mondo.

Mary ringrazia tutti e sottolinea che ama moltissimo tutte le persone. Sa che molti credenti possono percepirla brevemente perché invia loro dei segni. Vuole che la gente sappia che questi segnali non sono frutto della loro immaginazione. Maria può manifestarsi in molti modi diversi: attraverso i sogni, i piccoli movimenti del sole, il suo viso tra le nuvole, un tocco sulla spalla e molto altro ancora.

Non appena si diffonde un sentimento di pace e amore, si può confidare che sia stata la Beata Madre che aveva lasciato un segno amorevole della sua presenza. Con queste parole si congeda.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo

Amen

L'ULTIMA BATTAGLIA - VOCAZIONE DI SUOR FAUSTINA

 


GESÙ MISERICORDIOSO 


VOCAZIONE DI SUOR FAUSTINA 

È lì che il Signore la chiama e che la va preparando e consumando nel suo ruolo terribile di sposa, di ambasciatrice della sua infinita Misericordia e di Vittima. 

Sono umanamente inspiegabili sia l'altezza delle sue ascensioni spirituali, sia la lucida relazione che ne dà, lei quasi analfabeta, nel suo diario. 

Diamo appena qualche stralcio: « Da principio Dio si fa conoscere come santità, giustizia e bontà, ossia come misericordia. 

Durante la preghiera l'anima sperimenta il bagliore di tale luce che le rende impossibile la preghiera precedente. Diventa una impossibilità assoluta il continuare a pregare come prima di avere ricevuto questa luce. Tale luce che ha toccato l'anima è viva in essa e nulla la può soffocare né offuscare. Questo baleno in cui conosce Dio, rapisce l'anima e l'infiamma d'amore per lui; ma lo stesso baleno fa conoscere in pari tempo all'anima quello che è, ed essa vede tutto il suo intimo in una luce superiore, rimanendo spaventata e terrorizzata; non rimane tuttavia in questo stato di terrore, ma comincia a purificarsi, ad umiliarsi e ad annientarsi al cospetto del Signore; queste luci poi diventano più forti e frequenti; man mano che l'anima diventa più cristallina più penetranti sono queste luci. 

L'anima desidera appassionatamente Dio, ma vede la propria miseria, comincia a sentire su di sè la giustizia divina, le sembra quasi di aver perduto tutti i doni di Dio, la sua mente è come offuscata, le tenebre la pervadono e tutta l'anima comincia a soffrire un tormento indicibile; Satana comincia la sua opera. La fede affronta il fuoco, vi è grande combattimento; l'anima compie sforzi, persevera in Dio con un atto di volontà; col permesso di Dio, Satana si spinge oltre; la speranza e l'amore sono sottoposti a dura prova. Queste sono le tentazioni terribili. Iddio sostiene l'anima quasi di nascosto ed essa non lo sa; altrimenti non le sarebbe possibile resistere. Dio sa quello che può mandare a un'anima per provarla ». 

Alle prove interiori si aggiungono, non meno terribili quelle esteriori. Suor Faustina cade gravemente ammalata di quella tbc che in pochi anni, all'età di 33 anni, la porterà alla morte. 

Non si lamenta mai, è sempre piena di brio, sorride sempre, accudisce, come fosse sana, sempre ai faticosi lavori del giardino. Quando non ne può più e crolla, non viene creduta e viene rimproverata come infingarda. 

Ripiglia le sue fatiche fino all'esaurimento. 

Un giorno una suora le chiede se sia felice nel suo lavoro. 

Suor Faustina risponde: « Sorellina, faccio ciò che Dio vuole, perciò mi sento perfettamente felice. In quanto alle contrarietà, ce ne saranno dovunque e sempre; ricordiamoci che Dio le permette". 

La sua missione diventa la sua croce più pesante. Gesù le ordina di fare eseguire un quadro che lo rappresenti. Lei, per poterlo fare eseguire deve parlarne alla Superiora. 

È presa per visionaria, per pazza. 

M. Winoska descrive il motivo per cui Suor Faustina non è creduta: « Diciamolo pure senza perifrasi: la sua qualità di suora coadiutrice non facilita la sua missione, che talune compagne tacceranno di "mancanza di umiltà" o di "folle tracotanza". Se almeno fosse stata del primo coro, con qualche rudimento di istruzione, magari soltanto un diploma elementare; ma come immaginare il Re del cielo in così intima familiarità con questa umile suora che lavora dal mattino alla sera come la più oscura operaia agricola? » (L'icona dell'Amore Misericordioso - EP p. 155). 

Le umiliazioni che lei riceve sono gravissime e continue. Suor Faustina scrive: « Un giorno una delle madri si arrabbiò talmente con me e mi umiliò a un punto tale che pensai di non poterlo sopportare. Mi disse: 

"Stravagante, isterica, visionaria, fuori da questa camera, che non ti veda più, sorella!"; e in testa mi piovve una valangata di tutto ciò che ella poté trovare. Quando arrivai nella mia cella caddi sulla faccia davanti alla Croce e guardai Gesù, ma non fui in grado di pronunciare nemmeno una parola... Mi coprii di sudore e cominciò a pervadermi come un timore, quello di non avere nessuno su cui appoggiarmi interiormente. All'improvviso udii una voce dirmi nell'anima: "Non temere, io sono con te" e, mentre una strana luce mi illuminava la mente, compresi di non dovermi abbandonare a tristezze del genere; fui piena di forza e con nuovo coraggio uscii dalla cella incontro alle sofferenze ». 

Una delle madri più anziane mi chiamò una volta e, quasi fulmine a ciel sereno, cominciarono a cadere saette di fuoco, così che non riuscivo neanche a capire di che cosa si trattasse. Poco dopo compresi però che era in causa quanto non dipendeva assolutamente da me. Mi diceva: « Sorella, si levi dalla testa che Gesù abbia a comunicare così intimamente con lei, con una creatura così misera, così imperfetta. Gesù comunica soltanto con le anime sante: lo tenga bene a mente ». Riconobbi che aveva pienamente ragione, perché sono miserabile, ma confido tuttavia nella Misericordia di Dio. Quando mi incontrai con il Signore, mi umiliai e dissi: « Gesù, sembra che tu non tratti con dei miserabili come me ». « Stai tranquilla, figlia mia; è proprio per mezzo di una simile miseria che voglio manifestare la potenza della mia misericordia ». 

Suor Faustina viene messa alla berlina, abbeverata di umiliazioni, trattata da pazza e da ossessa, sottoposta a stretta sorveglianza, allontanata da confessori spaventati dal suo caso. 

Un giorno scrive: « L'umiliazione è il mio cibo quotidiano; capisco che la sposa prenda per sé tutto quello che è dello sposo; la sua veste di contumelie deve quindi coprire anche me. 

O mio Signore, infiamma il mio amore per te, onde il mio spirito non venga meno tra le tempeste ... Tu vedi come sono debole, ma l'amore può tutto ». 

Una sua compagna, Suor Margherita, dice: « Suor Faustina, eclissava tutte le altre religiose per la sua dolcezza, la sua umiltà e il suo equilibrio interiore. Era molto obbediente e trattava con molto rispetto le sue superiore. Non l'ho mai intesa mormorare o lagnarsi. Non l'ho mai vista impaziente, eppure per tre anni ho lavorato vicino a lei, a Wilno. Era un angelo di pace; non ha mai detto male di nessuno, anzi cercava e trovava in tutti qualche lato buono. Pregava come un angelo, non pensava che a Dio e non sembrava mai distratta. Era allegra e sorrideva sempre parlando. Non mi ha mai confidato nulla, ma quando si parlava dell'amore di Dio era raggiante ». 

La sua somiglianza a Gesù diventa perfetta, per quanto è possibile a creatura umana, mediante le stimmate. 

« La prima volta che mi fu mandata quella sofferenza le cose andarono così: un giorno, dopo i voti annuali (1928), mentre pregavo vidi un grande chiarore dal quale uscirono dei raggi che mi avvolsero tutta e sentii all'improvviso un dolore terribile alle mani, ai piedi e al fianco e sulla testa le spine della corona. Sentivo questi dolori i venerdì durante la messa, ma solo per un istante. La cosa si ripeté per alcuni venerdì; in seguito non sentii più nessun dolore fino al momento presente, cioè sino alla fine di settembre di quest'anno. Un venerdì, durante la messa ho sentito lo stesso dolore trafiggermi, e la cosa si ripeté ogni venerdì e alle volte anche quando mi incontro con un'anima che non è in stato di grazia. Il dolore dura pochissimo, ma è così tremendo che non sarei in grado di sopportarlo senza una particolare grazia di Dio. Esternamente però non porto nessun segno ... Tutto ciò per le anime ». 

In seguito le sofferenze delle stimmate divengono frequentissime. 

Padre Ildebrando A. Santangelo (Servo di Dio)