lunedì 28 ottobre 2019

Due parole dello Spirito Santo



PRIMA PAROLA: Desolatione desolata est omnis terra, quia nullus est qui recogitet corde (Ier. 12, 11). La terra è immersa nella desolazione perchè non v'è più chi mediti nel suo cuore. I mali che inondano la terra sono dunque attribuiti dallo Spirito Santo a difetto di meditazione, avendo l'uomo abbandonato quel pio studio della verità, quel savio e divoto riflettere che tanto concorre ad allontanarlo dalle vie dell'iniquità e a tenerlo sulle vie della rettitudine e della virtù.
E se il non meditare è cagione di tanti mali al mondo in generale, quanto non sarà nocivo anche al piccolo mondo dell'anima tua, o Cristiano?... o Cristiano nato di Dio! rinato nel Sangue del Salvatore, e dal Salvatore stesso chiamato a rinascere nello Spirito Santo, e che però non hai da vivere se non nella verità e nella santità? Rientra ora in te, rifletti sullo stato dell'anima tua, e dovrai confessare che i più santi giorni della trascorsa tua vita, quelli più fecondi di atti virtuosi e di opere lodevoli e abbelliti di dolce pace, furono quelli stessi nei quali il cuor tuo si tenne raccolto in divota meditazione. Ma or come va che anche conoscendo quanto il meditare t'è utile, tu abbi poi trascurato sì santo esercizio? – Se dunque rientrando in te vi trovi la desolazione della tiepidezza, la desolazone del dissipamento, la desolazione delle passioni indomate, di' pure: La terra del cuor mio è così desolata perchè non ho fatto bene la meditazione.

SECONDA PAROLA - Connedite bonum et delectabitur in crassitudine anima vostra (Is. 55, 2). Questa misteriosa parola dello Spirito Santo, oh, quanto dice a chi ha da Lui tanto lume da intenderla! - Proviamoci a spiegarla. - Quel Divino Spirito che è Fonte d'ogni bene e che ha invitato tutti i sitibondi alle sue acque, ha poi soggiunto la suddetta parola, cioè: Mangiate il bene, e l'anima vostra esulterà nell'abbondanza. Oh, quanto sta a cuore al nostro Dio il nutrire le anime da Lui create! - Ma qual sarà quel santo cibo ch'Ei ci porge, e che chiama il bene? Quel cibo, se noi lo consideriamo come pascolo dell'intelletto è la verità; se lo consideriamo come pascolo del cuore è l'amor divino; se lo consideriamo come nutrimento e sostegno dell'anima è la grazia unitamente alla pace e consolazione celeste. - Verità, amore, grazia... oh, il, preziosisimo cibo! E chi ce lo dà? Lo Spirito Santo. - E quando ce lo dà? Quando ci raccogliamo in divota meditazione. - E saremo dunque sì stolti e trascurati del nostro bene da non far meditazione?... E siamo pur quelli che ci lamentiamo d'aver duro il cuore, cieca la mente, e lo spirito arido, debole, afflitto, scoraggiato! Eppure quella mensa dove ci è dato cibo di salute e di vita, cioè verità, amore, grazia e consolazione, è apparecchiata davanti a noi... insistente e amoroso è l'invito che a quella ci chiama... - Qual nome dare al nostro rifiuto, se chiamarlo follia e ingratitudine sarebbe poco?
Bastino queste brevi riflessioni per indurci ad apprezzare e praticare l'orazione mentale.
Qui non aggiungiamo ordinate meditazioni, chè i divoti possono trovarne in altri manuali di pietà, ma solo accenniamo alcuni brevi punti, i quali ben considerati, potranno fornire all'anima pia quel pascolo salutare, che lo Spirito Santo chiama il bene laddove ha detto: Mangiate il bene, cioè: nutrite la vostra mente delle celesti verità e il cuor vostro di santi affetti per mezzo della meditazione, e l'anima vostra esulterà nell'abbondanza della grazia e della pace, ripiena di Spirito Santo. Sì: e in altre parole lo raccomanda anche san Paolo dicendo: Implemiti Spiritu Sancto (Ad Eph. 5. 18).

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