domenica 26 giugno 2022

Grazie al dolcissimo Cuore di Gesù e a Colei che è stata concepita senza peccato - alla quale debbo tutto ciò che ho di buono

 


LETTERA 8  

A Maria Kolbe, Leopoli S. l. G. C.  

Roma 8 VII 1913  


Carissima mamma!  

Innanzi tutto ti ringrazio di cuore per la lettera: sento veramente sopra di me le benedizioni che tu, carissima mamma, mi invii in ogni lettera. Sento pure le tue preghiere e per questo ti mando un sincero «Iddio ti ricompensi»:  

 Riguardo a quel problema 1, ieri sono stato da P. Serafino e ho ricevuto una risposta positiva. Mi ha detto pertanto di scrivere alla Rev.ma Badessa: affinché sia così gentile da chiarire dettagliatamente tutta la questione e da indicare a chi essa verrebbe affidata. Quanto alla lingua per farsi capire da P. Serafino è sufficiente il polacco. Il suo indirizzo: è il seguente: Molto Rev.do Padre Provinciale, P. Serafino Majcher, Penitenziere Apostolico, Roma, Italia.  

 Quanto a noi, abbiamo vissuto in questo' periodo dei momenti assai sereni. Negli ultimi giorni di giugno si è svolta nel nostro collegio la solenne consacrazione al dolcissimo Cuore di Gesù; infatti quest'anno tutto il nostro Ordine si consacra a questo Cuore santissimo. Le sacre funzioni nella cappella del nostro collegio sono durate tre giorni. Nei primi due, al mattino, dei cardinali celebravano la Messa comunitaria e dalle loro mani ricevevamo la santa Comunione. Alla sera, invece, si svolgeva la funzione, con predica, finita la quale i cardinali impartivano la benedizione con il santissimo Sacramento. Nel terzo giorno, [30 VI], poi, ha celebrato la santa Messa pontificale l'arcivescovo Ranuzzi, maggiordomo del Papa (governatore del Vaticano):  

 Alla fine ci ha impartito la benedizione papale con annessa l'indulgenza plenaria. Durante la funzione vespertina lo stesso arcivescovo ha tenuto la predica; dopo di che ha avuto luogo l'atto solenne della consacrazione al dolcissimo Cuore di Gesù ed un cardinale ha impartito la benedizione con il santissimo Sacramento.1  

 Il santo Padre, inoltre, ci aveva permesso, per il terzo giorno della solennità, di celebrare la santa Messa e l'ufficio del sacratissimo Cuore di Gesù. Ha pure concesso per l'altare maggiore a privilegio di altare gregoriano 2.  

 In questo tempo sono stato due volte alla pubblica udienza del santo Padre. Una folla di migliaia di persone – benché non sia facile ottenere il biglietto di ingresso -   stipava il cortile di s. Damaso. Annunciato dal rullare dei tamburi e dalle note della banda delle guardie svizzere che si trovavano nel cortile, il Papa apparve al balcone vestito di abiti bianchi, circondato dai dignitari che lo accompagnavano. Immediatamente lo salutò uno scroscio di applausi. Il santo Padre rivolse amorosamente lo sguardo come un padre sui suoi figli e come un re sui suoi sudditi. Sì, qui lui è anche re. Infatti, da un lato sventola la bandiera bianco-gialla, nel cortile sono schierati i soldati e i gendarmi del Papa, e il popolo lo riconosce anche come proprio sovrano. Ma, qualche passo più in là, davanti al portone del Vaticano, ci stanno i poliziotti italiani... Eppure qui egli è anche re. Gli applausi erano così calorosi che il suono della banda non si sentiva neppure e nel cielo risuonavano le acclamazioni di «evviva».  

All'improvviso la musica cessò e gli applausi si smorzarono, la folla si inginocchiò: allora il Papa, vicario di Gesù sulla terra, con voce sicura pronunciò: «Sit nomen Domini benedictum». «Ex hoc nunc et usque in saeculum» 3, risposero i più vicini. Quindi alzò la mano per benedire, le teste si abbassarono e, in un grande silenzio, con la sua voce chiara impartì la benedizione: «Benedicat vos - Omnipotens Deus - Pater - et Filius - et Spiritus Sanctus» 4. «Amen», fu. la risposta osannante della folla. Immediatamente riprese la musica e gli applausi di migliaia di mani rintronarono fra le mura del cortile. Il santo Padre, ringraziando affabilmente con la mano per la visita, disparve dietro i battenti della porta del balcone. La banda continuò, tuttavia, a suonare un pezzo dopo l'altro per il «finale».  

 Per finire, ti faccio sapere che la mattina del primo di luglio 5 ho sostenuto l'esame. Grazie al dolcissimo Cuore di Gesù e a Colei che è stata concepita senza peccato - alla quale debbo tutto ciò che ho di buono - mi è andato bene, Ora approfitto delle vacanze per rimettermi fisicamente, in modo da incominciare il nuovo anno scolastico con maggior lena. Per la festa di s. Bonaventura qui in collegio terminano gli esami, dopo di che partiremo per le vacanze nella cittadina di Zagarolo, dove abbiamo un convento abbastanza grande.  

 Chiedo perciò caldamente una preghiera, perché durante le vacanze è facile lasciarsi andare spiritualmente.  

Il figlio sempre riconoscente  

Fr. Massimiliano  

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