domenica 19 giugno 2022

A che cosa va incontro l’umanità? - Nuova relegazione, conseguenza della morte spirituale

 


Nuova relegazione, conseguenza della morte spirituale

La morte spirituale pretende una relegazione nella materia, cioè: un essere spirituale che è caduto nella morte, che sosta nella morte, deve di nuovo essere generato nella dura materia per arrivare di nuovo lentamente alla vita. Appena lo spirituale ha ancora in sé una piccola scintilla di vita viene tentato di tutto per condurlo oltre alla vita e questo può anche aver successo che un essere rimanga risparmiato da una relegazione nella materia, che arrivi già lentamente alla vita, anche se soltanto in un tempo infinitamente lungo. Ma può anche darsi che l’essere s’irrigidisca totalmente, che continui a sprofondare nell’abisso, cosa che molte anime permettono che accada nel Regno dell’aldilà. Allora la sostanza spirituale di quell’essere viene dissolta e di nuovo generata nella dura materia, nelle Creazioni della Terra. Deve percorrere una via estremamente atroce per giungere di nuovo alla vita. Così pure gli uomini sulla Terra possono sprofondare nel loro stato spirituale nel tempo della fine; possono tendere nella libera volontà sempre di più all’abisso, possono ascriversi totalmente al signore dell’oscurità e sprofondare nella più estrema oscurità come il suo seguito. E così è data pure la necessità di dissolvere le anime in innumerevoli particelle e di generarle di nuovo nella Creazione e devono di nuovo percorrere la via dello sviluppo verso l’Alto attraverso incalcolabili formazioni, finché si risveglino di nuovo alla vita ed appunto questo basso stato spirituale è subentrato. Nel tempo della fine la morte spirituale è evidente e sia sulla Terra che anche nell’aldilà viene fatto di tutto per attizzare ancora delle singole scintille di vita, per fortificare della vita ancora esistente e per impedire che cada nella morte, perché è un tempo di infiniti tormenti ai quali lo spirituale ora è di nuovo esposto, quando viene relegato nuovamente nella forma. E questo Amore, questa Compassione di Dio va anche a questo spirituale troppo sprofondato in basso e lo vorrebbe preservare da questo. Ma dove la libera volontà dell’essere spirituale Gli si oppone, dev’essere eseguito il Piano di Salvezza di Dio, dopo che una nuova relegazione nella materia non si può evitare. Se gli uomini avessero una precisa conoscenza di ciò, farebbero davvero di tutto per sfuggire alla morte spirituale. Ma non accolgono il sapere su questa, non credono nella continuazione di una vita, non credono in una responsabilità davanti a Dio e non credono nemmeno in un Dio e Creatore il Quale una volta pretenderà da loro la responsabilità. Ma il loro “Io” non può più scomparire e secondo il suo stato è la sua dimora, soltanto che nello stato di morte non è più cosciente di sé stesso, ma sente comunque i tormenti dell’essere legato, perché era stato creato come essere spirituale orginariamente libero. Nel suo stato di morte però non può essere trasferito là dov’è la Vita, perché ha scelto liberamente lo stato di morte ed ora viene esaudito nella sua volontà. La libera volontà è però uno stato della beatitudine, lo stato legato è tormento. E l’essere come uomo sceglie da sé il suo stato e l’Amore e la Sapienza di Dio gli lascia la sua libertà, ma lo aiuta in ogni modo immaginabile per giungere da uomo all’eterna vita, come Egli gli concede  il Suo Aiuto attraverso la relegazione nella materia affinché lo spirituale morto possa di nuovo risvegliarsi alla vita. L’Amore di Dio va a tutto lo spirituale una volta caduto, lo segue anche nell’abisso e lo aiuta di nuovo a salire in Alto, ma è particolarmente all’Opera nel tempo in cui l’essere ha di nuovo riottenuta la sua consapevolezza dell’io e la sua libera volontà, nel tempo come uomo, affinché cambi poi di nuovo lo stato inizialmente ancora morto in uno stato di vita. Ma la libera volontà dell’uomo rimane intoccata, viene rispettata ed è questa libera volontà che determina se l’essere si libera totalmente della sua forma esterna oppure se questa forma si raddensa di nuovo, che ritorni nella dura materia. Allora l’essere è caduto nella morte spirituale e ci vuole un tempo infinitamente lungo affinché si trovi di nuovo nella Grazia dell’incorporazione come uomo e possa conquistarsi la . nuovamente Vita

Amen

30 aprile 1960

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