lunedì 27 settembre 2021

IL ROSARIO

 


Per parlare del Rosario dobbiamo partire da un concetto basico: che "chi prega si salva,  chi non prega si danna ", cioè dalla necessità della preghiera o rapporto d’amore e di vita  con Dio. Come il respiro continuo è essenziale alla vita fisica, così la preghiera è condizione  indispensabile per la vita spirituale, perché l’uomo non è solo (come dicono) "homo sapiens",  ma creato da Dio a sua Immagine e Somiglianza, elevato all’ordine soprannaturale di un   eterno rapporto di vita e di amore con Dio. Da qui, che il Signore raccomanda di pregare  incessantemente. Da qui pure, che la preghiera deve essere come respirare, un incessante  ricevere e dare, ricevere e contraccambiare ("mi ami, Ti amo"), apparentemente ripetitivo,  ma al tempo stesso sempre nuovo. Il vero amore mai si ripete, è sempre nuovo, pur dicendo  sempre la stessa cosa. Così sono le Avemaria del Rosario.  

La finalità della preghiera non è di compiere un obbligo o fare un esercizio mentale, ma  entrare in intimità con Dio, un "inzupparsi" di Dio, della sua conoscenza, del suo Amore  trasformante. Dopo la preghiera dobbiamo essere migliori, almeno nell’intenzione.  

 La preghiera si rivolge sempre a Dio: cioè, al Padre, a Gesù Cristo, allo Spirito Santo.  

Quando ci rivolgiamo al Padre, lo facciamo sempre "per Cristo, con Cristo e in Cristo",  mediante l’azione dello Spirito Santo; e si dà il caso che Gesù Cristo ha voluto la  partecipazione e l’unione inseparabile di sua Madre in tutto.  

Se è pensare a Gesù o guardarlo, occorre farlo con gli occhi o con il Cuore di Maria,  affinché il nostro pensiero o il nostro sguardo possa arrivare a Lui e possa interessargli; se si  tratta di guardare Maria o rivolgersi a Lei, occorre farlo con gli occhi e con il Cuore stesso di  Gesù per no tradire il suo Amore Divino di Figlio.  

Maria "recitava il Rosario": ma come? E’ vero che a Lourdes Santa Bernadette la vedeva  farsi il segno della Croce, dire con lei el Padrenostro e il Gloria; durante le Avemaria Lei non  diceva nulla ma passava con le dita i granelli del rosario. Ma il modo di dire el Rosario lo  troviamo nel vangelo di San Luca: "Maria  –dice per ben due volte–  meditava tutte le cose   di suo Figlio nel proprio Cuore".  In questo consiste il Rosario! 

Perciò si può dire che è come una fotocopiatrice, mediante la quale possiamo copiare  ogni giorno le varie scene (i misteri) della Vita di Gesù e di Maria nella pagina in bianco della  nostra vita. Per tanto, se abbiamo stampato qualunque altra cosa che a ciò non corrisponda,  dobbiamo cancellarla; altrimenti dire il Rosario risulta inutile, non riempie né produce frutto.   Ad ogni mistero, le Avemaria sono come passare dieci volte la pagina sotto l’immagine che  vogliamo fotocopiare e il "flash" di luce è l’azione dello Spirito Santo. La fotocopiatrice,  possiamo dire pure, è il Cuore Immacolato di Maria.  

Possiamo considerare il Rosario come la mano materna che ci prende per mano per  condurci attraverso le pagine fondamentali del Vangelo; perciò mi piace prendere il Rosario  all’inizio e sollevarlo in alto, come il bambino che dà la mano alla sua mamma.  

Padre Pio lo chiamava "l’arma" nella lotta di spiriti che stiamo vivendo. I miei amici  colombiani lo chiamano "il mitra delle cinquanta pallottole". Suppongo che in mano a Davide  sia stata la fionda con cui colpì il gigante Goliat. La battaglia di Lepanto, che fermò  l’avvanzata irresistibile dei turchi in Europa, fu vinta  mediante il Rosario: da questo è nata  l’invocazione "Aussiliatrice dei Cristiani" e l’istituzione della sua festa del 7 Ottobre, fatta dal  Papa San Pio V. Il Sultano disse: "Io non temo i cannoni dei cristiani; ciò che temo è quel  vecchio a Roma col suo rosario in mano". E con il Rosario fu liberata l’Austria, metà della  quale era occupata dall’Armata sovietica da alcuni anni dopo la fine della guerra.  

Senza dubbio è la catena con cui, secondo l’Apocalisse, San Michele deve incatenare il  drago per rinchiuderlo nell’inferno; sta aspettando che tutti insieme la completiamo. O come  diceva San Bartolo Longo, è  "la dolce catena che ci unisce a Dio". 

Esso è un continuo ripassare la vita di Gesù e di Maria per ricambiare in amore quanto  per noi hanno fatto, hanno sofferto, ci hanno preparato. E’ un girare –anche la stessa forma della “coroncina” lo dice– per imprimere insieme alla nostra Mamma il nostro doveroso atto  di adorazione, di lode, di benedizione, di ringraziamento, di riparazione e di amore, e per  invocare in ogni scena o mistero del Rosario il frutto di tutta la vita di Gesù e di Maria, cioè, il  compimento del Regno…  

Come al tempo di Giosuè, per conquistare Gerico, anche noi dobbiamo girare in silenzio  tante volte seguendo la vera “Arca dell’Alleanza”, che è Maria, servendoci appunto del  Rosario… Ma ricordiamo il testo biblico:  Gerico era saldamente sbarrata dinanzi agli Israeliti;  nessuno usciva e nessuno entrava. Disse il Signore a Giosuè: «Vedi, io ti metto in mano Gerico e il  suo re. Voi tutti prodi guerrieri, tutti atti alla guerra, girerete intorno alla città, facendo il circuito della  città una volta. Così farete per sei giorni. Sette sacerdoti porteranno sette trombe di corno d'ariete  davanti all'Arca; il settimo giorno poi girerete intorno alla città per sette volte e i sacerdoti  suoneranno le trombe. Quando si suonerà il corno dell'ariete, appena voi sentirete il suono della  tromba, tutto il popolo proromperà in un grande grido di guerra, allora le mura della città crolleranno e  il popolo entrerà, ciascuno diritto davanti a sé». (Giosuè, 6,1-5)  

Non dimentichiamo mai lo scopo del Rosario: plasmare in noi la stessa vita interiore  vissuta da Gesù e da Maria. In questo consiste esattamente il Regno di Dio, il Regno della  Divina Volontà che tutti domandiamo!  

Perciò è piuttosto triste vedere come tante persone buone limitano il Rosario ad una  cantilena: enunciano “il titolo” di ogni mistero –nessuna considerazione o contemplazione–   e subito aggiungono una qualche intenzione da chiedere (del tipo: “… preghiamo in questo  mistero per il nonno della nipote della zia di Clotilde”, oppure “… preghiamo per i bambini  strabici del Biafra” )  

Lo può recitare chiunque, dal Papa fino alla vecchietta che non sa leggere né scrivere. Si  può dire ovunque e in ogni momento, viaggiando, a casa, in una chiesa, persino in ospedale,  come un caro sacerdote (che adesso è in Cielo), il quale una volta, ricoverato appunto,  arrivò ad un accordo con gli altri tre infermi (comunisti) che erano con lui nella stessa stanza:  cioè, che al mattino avrebbero letto insieme “L’Unità” (il giornale del partido comunista) e il  pomeriggio avrebbero detto insieme il Rosario… Immaginate chi vinse!  

Per concludere, a chi non ha ancora familiarità con esso, raccomando dirlo all’inizio con  una sola decina (un “mistero”), indicando l’argomento o contenuto del mistero con un  pensiero semplice, un’applicazione alla propria vita… e poi regolare la velocità (per esempio,   riducendo la marcia come in una macchina e la velocità, per aumentare la potenza del  motore e rendersi conto di ciò che sta dicendo e a chi lo sta dicendo, come pure con chi lo  sta dicendo e  perché lo sta dicendo… ecc.  

Per chi si distrae facilmente nel recitarlo da solo, può essere un buon rimedio dire le  preghiere in voce alta, mantenendo il “ritmo” o cadenza delle frasi, in modo che ascolti la  propria voce e così “si tenga un po’ di compagnia”.  

Il Rosario poi moltiplica la sua potenza e il suo “sapore” quando si recita in famiglia: 

“Famiglia che prega unita, rimane unita”. Questo era il motto di Padre Peyton, nella sua  “Crociata del Rosario”.    

Quando lo si recita in gruppo (in chiesa o a casa) e sono per esempio 15 persone,  conviene che chi lo guida faccia notare che non debbono essere “15 rosari”, ma un solo  rosario, e che per tanto ognuno prenda coscienza di tutte le altre persone, si renda conto di  chi è lì presente e che lui fa parte del gruppo, appunto. Quindi non si debbono sentire “voci  ammucchiate”, ma per quanto possibile una sola voce, un vero coro nel quale non c’è chi  corre più degli altri né chi ritarda e finisce dopo gli altri.  

Insomma, spero che questa conferenza non finisca se non con un bel Rosario detto tutti  insieme, con una sola voce e un solo cuore, passandosi per esempio, una bella immagine  della Madonna di mano in mano, al tempo stesso che ogni persona dice un’Avemaria.  Questo potrebbe essere una delle quasi infinite maniere di dirlo. 

P. Pablo Martín 

QUEL FORTE CHE PORTA IL MONDO

 


Sia lode a te, o Padre,

 che hai mandato il tuo Figlio nel mondo, 

 nato da Maria per liberarci dal peccato

 e per redimere dalla morte ogni uomo.

  

Beata sei tu, Maria, che lo hai concepito.

 Beata che lo hai partorito.

 Beata che hai nutrito colui che tutti nutre. 

 Beata che hai portato nel tuo seno

 quel forte che porta il mondo della sua potenza 

 e lo governa.


Lode a colui che è nato da Maria,

 che I 'ha fatta sua madre

 e che in lei si è fatto fanciullo.

 Sia benedetto il re dei re che si è fatto uomo 

 e che ha innalzato la stirpe umana 

 all'altezza del paradiso.

  

da una preghiera del secolo V

Pregate per Roma, la città a me tanto cara e che mi ha tradito, pregate, perchè presto il sangue scorrerà nelle piazze, pregate, pregate tanto.

 


Trevignano Romano 25 settembre 2021

Messaggio di Gesù ore 19:00

Fratelli miei, Io sono qui con voi, anche se non mi vedete, sentirete il mio Spirito. Fratelli carissimi, siete in pochi e con il cuore puro, ma pensate alle grazie che vi vengono fatte tutti i giorni?  Il Padre mio, vi riempie di Spirito Santo, ma voi alcune volte siete ciechi e sordi.  Aiutate tutte le persone e questa mia figlia prediletta che è nel mio cuore: Aiutami figlia mia!  Non posso, non posso più tenere il braccio di mio Padre, tutto è su di voi e sarà un continuo di persecuzioni, malattie e ipocrisie.  Figli miei, quanti danni avete fatto, quanto male è stato procurato per causa dei peccati. Ecco, l’America, parte dell’America sparirà e poi dalle ceneri rinascerà a vita nuova, pregate, pregate Dio e la Sua misericordia.  Voi che avete la grazia di ascoltare mia Madre, non fate finta che non accade nulla, è tutto in corso, la terra sta per trasformarsi e arriverà tutto, quando meno ve lo aspettiate, siate pronti, pregate con il cuore. Oh! Figli miei, questo luogo è il mio santuario offerto per voi in gloria del Padre mio, non abbiate mai paura, vi ho mai promesso delle cose che non ho mantenuto? Vi avevo detto che nulla vi sarebbe mancato, ecco, nulla vi è mancato fino ad oggi, allora, perché non credete?  Credete solo a ciò che vi fa comodo per la vostra vita umana, ma non sempre credete   alle parole di mia Madre. Non ragionate figli, non ragionate su quando e come tutto accadrà.  Molti moriranno e molti saranno presi nella Mia Casa, non abbiate paura delle sofferenze, perché voi dovete purificarvi sulla terra per arrivare al cielo nella casa del Padre Vostro e come   pensate di   arrivarci, con le mani luride e le vesti sporche?  No figli, no, siate gloriosi un giorno, solo così potrete arrivare alla gloria di Mio Padre.  State facendo un buon lavoro tutti, continuate non fermatevi a qualunque costo, Io sono qui per voi e non vi lascerò mai soli.  Ora vi dò la mia Santa benedizione, nel nome del Padre, nel mio nome e dello Spirito Santo, amen.  Vi amo figli, vi amo, pregate per Roma, la città a me tanto cara e che mi ha tradito, pregate, perchè presto il sangue scorrerà nelle piazze, pregate, pregate tanto.

Il vostro Gesù

"O Signore, donaci un poco della tua forza perché con l'olocausto di noi riusciamo a costruire il Tuo Regno. "

 


COLLOQUI EUCARISTICI


"O Signore, donaci un poco della tua forza perché con l'olocausto di noi riusciamo a costruire il Tuo Regno. "

 

"Voi volete costruire il mio Regno ed Io voglio essere il vostro Re.

Ma ricordatevi che Io sono il Re dei martiri. Per questo voglio il martirio del vostro cuore espresso attraverso un'adesione responsabile e consapevole alla mia richiesta di olocausto, divenuto apoteosi del sacrificio per il trionfo dell'amore... perché divenuto impegno concreto, rinuncia concreta, azione concreta, donazione concreta e coraggiosa manifestazione di bontà.

Certo, a questo punto ci vuole anche la fede. Ma tu approfondisci nella fede le cose che ti dico. Vivi intensamente di fede e di amore. Per quanto lo ripeta, non è sempre nuovo il discorso dell'amore? L'Amore di un Dio del quale vivrete per l'eternità? Immagini la forza e la dolcezza di questo amore? No, non puoi immaginare, ma vi compenserà di tutto con il cento per uno.

Dovete ricordare che, perché la famiglia torni ad essere quale Dio l'ha voluta, cellula primaria e vitale della società, è necessario che il sacrificio diventi la leva possente per ogni suo componente e sarà questa leva che, annientando l'egoismo oggi imperante, distruggitore e disgregatore, potrà ricostruire la famiglia secondo il volere divino... Ma portate Me Eucaristia con la Santa Madre in tutte le famiglie. Allora trionferà la bontà che rigenera ogni famiglia.

Naturalmente il sacrificio non sarebbe leva possente se non fosse permeato d'amore.

Si è egoisticamente dimenticato l'amore, e la famiglia si è sgretolata.

È cessato il dialogo che unisce indissolubilmente gli uni agli altri in un dono d'amore, e non si può più vincere il dissolvimento familiare se non si ritorna all'Amore del Cristo Crocifisso, se non si attinge questo Amore da Me, che sempre vi aspetto nell'Eucaristia.

È con questo amore che si riesce ad irradiare la bontà vera, efficace, instancabile, costruttrice.

Oggi più che mai la famiglia ha bisogno di sacrificio, di amore, e sacrificio ed amore sono le sorgenti inestinguibili della bontà formatrice e illuminante.

Se non si capirà il significato di tutto questo, se non vi donerete per questa indispensabile azione, la vostra adorazione eucaristica passerà invano, come venticello che sfiora le acque putride e non come indispensabile setaccio che toglie il fango e la melma... e fa nascere i fiori delle virtù più belle.

Siete stati scelti dalla Madre mia e vostra per testimoniare com'è semplice e gioiosa la vita di chi attinge l'Amore da Me Eucaristia.

Ma voi guardate a Me come all'Amato vero e insuperabile.

Mettete ogni radice delle vostre potenze: memoria, sentimento, intenzioni, volontà, bontà nel mio Cuore Eucaristico, per la causa mia, per la costruzione del mio Regno in voi e attorno a voi.

Avrete tutto il mio soccorso, perché come potrei non tenere conto di questo reciproco scambio di sentimenti d'amore e non aiutarvi?

Il mio Cuore conosce ogni delicatezza e le mie parole, i miei desideri, i miei sospiri vi fanno corteo. Niente mi interessa di più della vostra anima e del vostro apostolato eucaristico. Ditemi che anche voi sarete disposti a dare la vita per formare famiglie cristiane. Ripetetemi che darete la vita per estendere il mio Regno eucaristico nelle famiglie e nel mondo.

Non temete di niente. Io dall'Eucaristia vi dono la mia forza, la mia comprensione, il mio perdono. Le vostre mancanze, i vostri difetti donateli a Me ed Io subito cancello ogni cosa con il mio Amore onnipotente...

Confidate, confidate in Me, ditemi i vostri segreti, i vostri timori più reconditi, così il vostro cuore si riverserà nel mio e non sarà difficile realizzare ogni sacrificio per il compimento dell'olocausto e per la costruzione di famiglie autenticamente cristiane.

Apritemi il vostro cuore.

Ho pochi rifugi sulla terra. Tutti si preoccupano del benessere, del divertimento, ma sono pochi quelli che mi aprono il cuore!

Ci sono anche quelli che, dopo avermi dato ospitalità, mi cacciano fuori come un intruso.

Ci sono tanti altri che dicono di essere con Me, ma hanno un cuore già occupato da tante sciocchezze, che non trovano un posticino per Me che sono morto per loro, e il pensiero della mia morte, della mia causa, del mio Regno è per loro solo un fastidio...

Non vivono la purezza e dove non c'è la purezza non posso esserci Io.

Mia anima diletta, non essere anche tu così! Non faresti solo dispiacere a Me. Tradiresti te stessa.

"Che giova all'uomo guadagnare anche il mondo intero se poi si perde o rovina se stesso?" (Lc. 9 - 25)

Si può ingaggiare la difficile battaglia con il mio amore, col lavoro umile, sudato, silenzioso, nascosto, ma capillare, con il totale dono di un Bene che non fa e non deve fare chiasso, perché il chiasso non ha mai fatto del bene...

Ricordate però sempre che il segreto della riuscita dipende dalla vostra fede vissuta, sofferta, donata, testimoniata e diffusa con la bontà.

L'olocausto è la consegna che vi lascio, è la parola d'ordine, e ognuno di voi, con serenità umile e cosciente, studi la strada migliore per arrivare alla meta.

Non cercate delizie, entusiastiche adesioni, calorose approvazioni.

La vostra strada sarà invece strada tortuosa, impervia, sconnessa e spesso vi sembrerà che le forze stiano per cedere, la stanchezza per abbattervi.

Ma se andrete avanti con fermezza, con volontà decisa, con amore forte, la vostra vita diventerà il giardino fiorito nel quale Io, vostro Salvatore, mi innamorerò ogni giorno più di voi.

E non dimenticate mai che con voi ci sarà sempre la Madre pronta a soccorrervi, e dove c'è la Madre Santa ci sono anch'Io. Sempre.


Illesa in mezzo a tanto fuoco impuro

 


Il dì 20 febbraio 1815 Giovanna Felice così racconta di sé: Mi trattenevo in orazioni, quando il Signore, per mezzo di particolar cognizione, mi fece conoscere quanto grande era il suo amore verso di me, benché lo avessi abbandonato con il peccato. Mi fece vedere come in quel tempo la povera anima mia se ne stava infelice lontana da lui, dimentica affatto del suo amore e della sua divina legge. Vedevo questa misera sola in mezzo ad una ciurmaglia di popolo mal costumato, immerso nel vizio. La povera anima mia la vedevo tutta intenta ad osservare le azioni altrui, senza però apprendere la malizia di quelli, ma come una semplice fanciulla, che nel vedere operare cose indegne non resta per queste scandalizzata, non apprendendo di quelli la malizia, ma tutto con somma semplicità interpretava a buon senso, così restava affatto illesa dalla corruzione del peccato.

Nel conoscere la povera anima mia questa grande opera del Signore, si disfaceva in lacrime di tenerissimo amore verso la infinita sua potenza, sapienza e bontà; mentre chiaramente conoscevo e confessavo la mia fragilità, piena di ammirazione non mi potevo persuadere come mai le fosse possibile alla povera anima mia di rimanere illesa in mezzo a tanto fuoco impuro. Piena di ammirazione si volgeva verso il suo Dio, e piena di santo affetto e sommissione gli domandavo come fosse possibile ad una creatura fragile sostenere la piena della corruzione e non perire in quella.

Il Signore si degnò farmi conoscere donde aveva origine portento così meraviglioso; mi fece intendere come lui stesso stava alla porta del mio cuore, e a mano armata impediva alle passioni di potersi introdurre nel mio cuore. Comandava poi agli Angeli santi di darmi prezioso liquore, per mezzo del quale veniva compartita all’anima mia una semplicità soprannaturale, e così restava immune dalla malizia altrui. Quali e quanti furono i ringraziamenti che la povera anima mia rese al suo Signore! E il buon Dio, compiacendosi di avermi così beneficata, amorosamente mi stringeva al suo castissimo seno.

Beata Elisabetta Canori Mora


 


NON FATEVI AVVELENARE DAL BASTARDO MALE! NON PRENDETE IL SUO VELENO!

 


Carbonia 25.09.2021

Non fatevi avvelenare dal bastardo Male! Non prendete il suo veleno!

Solleverò i miei a Me, renderò loro una nuova vita nella felicità eterna del mio Amore.

Parlo a te o popolo mio! …o popolo ingrato! …dove sei finito? …dove?  la tua Casa è qui in Cielo, ma tu stai prendendo la via sbagliata, fatichi a riconoscermi quale Dio e Padre, …ti sei perduto popolo mio!

Questo mondo meschino cercherà di portarvi via a Me, o uomini, vi prenderà con la menzogna e vi metterà in condizioni di pena, ma voi non vedete, avete gli occhi bendati, il vostro cuore è pieno di miseria.

State ponendo la vostra libertà e vita in grave pericolo, gli artigli di Satana vi agguantano,  …siete certi che questo sia veramente ciò che volete?

Io vi richiamo dal mio Cielo, vi esorto al ravvedimento, alla conversione, ma vedo che non vi scuotete al mio appello! …siete sordi e ciechi, …poveri figli miei! Siete stati ammaestrati a cose che mai vi daranno il bene perché appartengono al Male.

Attento o uomo, sto calando il sipario su questa storiaun’altra è in arrivo, ma solo coloro che Mi appartengono potranno godere delle bellezze infinite che Io ho preparato per loro.

Non fatevi avvelenare dal bastardo Male! Non prendete il suo veleno! …egli vuole la vostra morte, non prestategli il fianco! Resistete, figli miei, Io non vi abbandonerò.

Gesù annuncia il suo imminente intervento, fatevi trovare in Me. Purificatevi figli miei, non siate stolti, rinunciate a Satana e alle sue seduzioni, mortificatevi, chiedetemi perdono, riconoscetemi quale unico e vero Dio e Io vi porterò dove latte e miele scorrono in eterno.

Presto, su questa Terra, l’aria diverrà irrespirabile, il clima cambierà da una giorno all’altro senza preavviso, la mutazione della Natura sarà tremenda, questa Terra morirà a causa della cattiva manipolazione della scienza, da parte dell’uomo.

Preparatevi ora ad evento di grande portata: …terremoti, uragani di potenza incredibile sono in arrivo. I mari tempestosi si abbatteranno sulla terra ferma, i monti si sfarineranno, la grandine si scaglierà sulle colture, i fiumi esonderanno mentre altri si asciugheranno, il fuoco divamperà in ogni angolo della Terra; tutto questo causerà grande distruzione, alcune Nazioni porteranno grande lutto.

Figli miei, voi non volete ascoltare la mia Voce, andate trastullandovi in questo mondo senza comprendere che tutto presto finirà, …che la vostra vita finirà!

Non ci sarà futuro su questa Terra maledetta dal peccato, Io Dio, trasformerò la Terra, cambierò la vita degli uomini, …saggerò la gente! …Chi farà la volontà del Padre Creatore avrà a vivere in una Terra nuova in amore infinito e gaudio immenso.

Il tempo non sarà più tempo, le cose di prima saranno passate perché Dio provvederà ai suoi figli, li metterà nel suo Tutto, …nel suo infinito Amore.

 


LA TENTAZIONE DI GESÙ NEL DESERTO

 


E Satana interpreta male le Scritture.... 


LA TENTAZIONE DI GESÙ NEL DESERTO


Testi di San Tommaso d'Aquino



VANGELO DI SAN MATTEO

Poi Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo, e dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame. (vv. 1-2)

Pseudo-Chrisostom, opus imperfectum super Matthaeum, hom. 5

Dopo che Gesù fu battezzato da San Giovanni in acqua, fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere battezzato con il fuoco della tentazione. Da qui si dice che Gesù fu poi condotto nel deserto dallo Spirito. Fu allora che il Padre gridò dal cielo: Questo è il mio Figlio prediletto.


San Giovanni Crisostomo, homiliae in Matthaeum, hom. 13,1

Chiunque voi siate, per quanto grandi possano essere le tentazioni dopo il battesimo, non lasciatevi turbare da esse, ma state fermi. Perché avete ricevuto le armi per combattere, non per stare con le mani in mano. Ed è per questo che Dio non vi risparmia le tentazioni. In primo luogo, che vi rendiate conto che ora siete molto più forti. In secondo luogo, affinché vi manteniate nella moderazione e nell'umiltà e non vi gonfiate per la grandezza dei doni che avete ricevuto. In terzo luogo, affinché il diavolo, che può dubitare che tu l'abbia veramente abbandonato con la prova delle tentazioni, possa essere sicuro che ti sei allontanato da lui. In quarto luogo, la resistenza ti rende più forte del miglior ferro temprato. Quinto, le tentazioni ti danno la migliore prova dei tesori preziosi che ti sono stati affidati. Infatti, se il diavolo non avesse visto che ora siete costituiti in più alto onore e altezza, non vi tenterebbe.


Sant'Ilario, in Matthaeum, 3

Sui santificati le tentazioni del diavolo sono più intense perché la vittoria sui santi gli è molto più gradita.


San Gregorio Magno, homiliae in Evangelia, 16,1

Alcuni dubitano spesso da quale spirito Gesù sia stato condotto nel deserto. Perciò si aggiunge: il diavolo lo portò nella città santa. Ma veramente e senza alcuna esitazione è compreso da tutti e creduto che era guidato dallo Spirito Santo, in modo che il suo Spirito lo conducesse in quel luogo, dove lo spirito maligno lo avrebbe tentato.


Sant'Agostino, de Trinitate, 4,13

Perché si è offerto per essere tentato? Per diventare un mediatore che vincesse le tentazioni, non solo con il suo aiuto, ma anche con il suo esempio.


Pseudo-Chrisostom, opus imperfectum super Matthaeum, hom. 5

Era guidato dallo Spirito Santo, non come un precetto dall'anziano al giovane. Non si dice solo colui che è guidato dalla potenza di un altro, ma anche colui che si compiace dell'esortazione razionale di qualcuno. Come sta scritto di Sant'Andrea, che trovò Simone suo fratello e lo portò a Gesù.


San Girolamo

È stato condotto, non costretto, né fatto prigioniero, ma dal desiderio di combattere.


Pseudo-Chrisostom, opus imperfectum super Matthaeum, hom. 5

Il diavolo cerca gli uomini per tentarli, ma poiché il diavolo non poteva andare contro il Signore, il Signore andò a cercarlo. Per questo si dice: è andato a farsi tentare.


San Gregorio Magno, Homiliae in Evangelia, 16,1

Ma si sappia che la tentazione si fa in tre modi: per suggestioni, per delazioni e per consenso. Quando siamo tentati, cominciamo con la suggestione, poi cadiamo nella delusione e nel consenso, perché agiamo secondo le tendenze del peccato, propagate dalla natura, e così subiamo la tentazione. Ma Dio, che si era incarnato nel grembo di una Vergine, era venuto nel mondo senza peccato; quindi, non doveva sentire nessuna lotta dentro di sé. Poteva essere tentato dalla suggestione, ma il diletto non avrebbe potuto offendere la sua intelligenza, e quindi quella tentazione del diavolo era esterna e non colpiva l'interno.


San Giovanni Crisostomo, homiliae in Matthaeum, hom. 13,1

Più la solitudine è grande, più il diavolo è tentato. Ecco perché ha tentato la prima donna quando era sola senza il marito. Da dove il diavolo ebbe occasione di tentare. Questo è il motivo per cui è stata condotta nel deserto.


LA LUCENTEZZA

Questo deserto si trova tra Gerusalemme e Gerico, dove abitavano i briganti, il cui luogo è chiamato Dammamin, cioè del sangue, a causa dello spargimento di sangue che i briganti vi facevano così spesso. È lì che l'uomo che veniva da Gerusalemme a Gerico è detto essere caduto in potere dei briganti, rappresentando Adamo, che era caduto in potere dei demoni. Era dunque opportuno che Cristo vincesse il diavolo, nel luogo in cui il diavolo aveva vinto il primo uomo, sotto la figura del serpente.


Pseudo-Chrisostom, opus imperfectum super Matthaeum, hom. 5

Non solo Gesù Cristo fu condotto dallo Spirito nel deserto, ma lo sono anche tutti i figli di Dio che hanno lo Spirito Santo. Non si accontentano di vivere nell'ozio, ma lo Spirito Santo li spinge a intraprendere qualche grande opera, che equivale ad andare nel deserto a cercare il diavolo, perché lì non c'è ingiustizia, dove il diavolo non ha piacere.

Tutto il bene esiste al di fuori della carne e del mondo, perché il bene è superiore alla carne e al mondo. Tutti i figli di Dio vanno dunque in un tale deserto per essere tentati; per esempio, se ti sei proposto di non sposarti, lo Spirito ti conduce nel deserto, cioè oltre i confini della carne e del mondo, perché tu possa essere tentato dalla concupiscenza della carne. Come può essere tentato dalla concupiscenza chi sta tutto il giorno con sua moglie? Ma dobbiamo sapere che i veri figli di Dio non sono tentati dal diavolo se non vanno nel deserto. Ma i figli del diavolo, nella carne e nel mondo, sono tentati e obbediscono o acconsentono alla tentazione. Come l'uomo buono non fornica, ma vive contento con sua moglie, così l'uomo malvagio, sebbene abbia una moglie, non è contento con lei; questa è una regola generale.

 I figli del diavolo non vanno a cercarlo per tentarli; che bisogno ha di andare a combattere chi non desidera vincere? Coloro che sono veri figli di Dio escono oltre i limiti della carne per combattere contro il diavolo, perché ardono del desiderio di vincere la vittoria. Ecco perché Gesù andò a cercare il diavolo, per essere tentato da lui.


San Giovanni Crisostomo, homiliae in Matthaeum, hom. 13,1

Affinché sappiate quanto sia utile e buono il digiuno e che tipo di scudo sia contro il diavolo, e perché dopo il battesimo è bene digiunare e non vivere soggetti ad appetiti smodati, Gesù volle digiunare, non perché ne avesse bisogno, ma per insegnarci.


Pseudo-Chrisostom, opus imperfectum super Matthaeum, hom. 5

Ed Egli digiunò quaranta giorni e quaranta notti, per esprimere la misura dei nostri digiuni. Da cui segue che, avendo digiunato quaranta giorni e quaranta notti, egli digiunò quaranta giorni e quaranta notti.


San Giovanni Crisostomo, homiliae in Matthaeum, hom. 13,2

Non digiunò più di quanto avessero digiunato Mosè ed Elia, per evitare che si ritenesse impossibile che avesse preso la carne.


San Gregorio Magno, homiliae in Evangelia, 16,5

L'autore di tutte le cose non prese cibo per quaranta giorni. Mortifichiamo anche la nostra carne, per quanto possiamo con l'astinenza, nello spazio di quaranta giorni. I numeri quaranta sono conservati, perché la virtù del decalogo è conservata dai quattro libri del Santo Vangelo. Numeri dieci, moltiplicato per quattro, dà Numeri quaranta. O in altre parole, nel corpo contiamo quattro elementi, nei quali possiamo obbedire ai precetti del decalogo, poiché il decalogo accetta la sottomissione di tutti e quattro. Noi che per gli appetiti della carne disprezziamo i comandi del decalogo, è più giusto che mortifichiamo la carne, quattro volte dieci. Inoltre, come nella legge ci viene comandato di dare a Dio un decimo dei frutti, così dobbiamo offrirgli un decimo dei giorni di ogni anno. Sei settimane passano dalla prima domenica di Quaresima alle gioie del periodo pasquale, i cui giorni sono quarantadue: di questi, togliendo le sei domeniche di astinenza, ne rimangono trentasei. L'anno consiste di trecentosessantacinque giorni; e noi ci mortifichiamo nello spazio di trentasei giorni, che costituiscono la decima parte dell'anno, che è quella che offriamo come decima al Signore.


Sant'Agostino, de diversis quaestionibus octoginta tribus liber, q. 81

O in altre parole: tutta la saggezza consiste nel conoscere il Creatore e la creatura. Il Creatore è la Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo. La creatura è in parte invisibile come l'anima, che consiste di tre potenze (ci viene comandato di amare Dio in tre modi: con tutto il nostro cuore, con tutta la nostra anima e con tutta la nostra intelligenza) e in parte visibile come il corpo. A questo dobbiamo anche i Numeri quattro, per il freddo e il caldo, la secchezza e l'umidità. Il numero dieci, che forma l'intera legge, moltiplicato per quattro (cioè, è il numero che corrisponde al corpo, moltiplicato, perché il corpo esercita le sue funzioni in quattro modi), forma il numero quaranta, le cui parti uguali, che sono dieci, se si aggiunge una di esse, formano il numero cinquanta. I numeri uno, due, quattro, cinque, otto, dieci e venti, che sono parti uguali del numero quaranta, uniti insieme formano il numero cinquanta; e quindi il tempo in cui ci mortifichiamo e ci affliggiamo è fissato nel numero quaranta. Inoltre lo stato di felicità eterna, in cui ci sarà gioia, è prefigurato nella celebrazione del cinquantesimo, da Pasqua a Pentecoste.


Sant'Agostino, Sermoni, 210,3

E poiché Gesù digiunò subito dopo il battesimo, non si deve intendere che il precetto del digiuno obbliga subito dopo il battesimo, per cui è necessario digiunare dopo, come fece Gesù Cristo, ma che dobbiamo digiunare quando siamo attaccati dal tentatore, in modo che il corpo paghi la sua malizia con una punizione e l'anima ottenga la sua vittoria con l'umiliazione.


Pseudo-Chrisostom, opus imperfectum super Matthaeum, hom. 5

Il Signore conosceva le intenzioni del diavolo quando si mise a tentarlo. Il diavolo sapeva che Cristo era nato nel mondo, secondo la predicazione degli angeli, la relazione dei pastori, la ricerca dei magi e la manifestazione di San Giovanni. Perciò il Signore andò avanti contro di lui non come Dio, ma come uomo; meglio ancora, come Dio e come uomo, perché non avere fame per quaranta giorni non era proprio dell'uomo, e avere fame in qualsiasi momento non è proprio di Dio. Perciò aveva fame, per evitare che si pensasse che Lui è solo Dio, perché allora avrebbe distrutto la speranza del diavolo che cercava di tentarlo, e avrebbe impedito la sua stessa vittoria. Da cui segue: allora aveva fame.


Sant'Ilario, in Matthaeum, 3

Dopo quaranta giorni. Non ebbe fame nell'arco di quaranta giorni. Pertanto, il Signore quando aveva fame, non era vittima della necessità, ma lasciava l'uomo alla sua natura. Il diavolo non doveva essere vinto da Dio, ma dalla carne. Questo dimostra che doveva avere fame dopo i quaranta giorni in cui avrebbe abitato sulla terra. Aveva fame di salvezza dell'uomo e allora, dopo aver aspettato la ricompensa del Padre, recuperò l'uomo che aveva redento.


E venne il tentatore e gli disse: "Se tu sei il Figlio di Dio, comanda che queste pietre diventino pane". Ed egli rispose: "Sta scritto: "Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che procede dalla bocca di Dio"" (vv. 3-4). (vv. 3-4)


Pseudo-Chrisostom, opus imperfectum super Matthaeum, hom. 5

Infatti il diavolo, quando vide che Gesù stava digiunando per quaranta giorni, cominciò a disperarsi. Ma quando vide che cominciava ad avere fame, ricominciò a sperare. Da cui segue: e "il tentatore si avvicinò". Se sei tentato quando digiuni, non dire che hai perso il frutto del tuo digiuno, perché anche se il tuo digiuno non ti impedisce di essere tentato, ti sarà comunque utile per vincere la tentazione.


San Gregorio Magno, Homiliae in Evangelia, 16,5

Ma se guardiamo l'ordine della tentazione, vedremo con quanta magnanimità siamo liberati dalla tentazione. L'antico nemico tentò il primo uomo con la gola, quando lo spinse a mangiare del frutto proibito; e con la vanagloria, quando gli disse: "Conoscerai il bene e il male". L'avarizia, non solo è propria del denaro, ma anche dell'elevazione, quando si brama troppo gli onori. Il diavolo ha ceduto quando ha tentato il secondo uomo, così come ha ceduto il primo uomo. Lo tenta con la golosità, quando dice: "Di', che queste pietre diventino pane". Per vanagloria, quando dice: "Se sei figlio di Dio, gettati via". Per l'avidità di grandezza, quando gli manifesta tutti i regni del mondo: "Tutto questo ti darò".


Sant'Ambrogio, in Lucam, 4,3

Per questo cominciò, dove una volta aveva vinto, cioè con la golosità. Donde gli disse: "Se tu sei il Figlio di Dio, comanda che queste pietre diventino pane". Perché questi preamboli, se non perché sapeva che il Figlio di Dio doveva venire? Ma non sapeva che era venuto attraverso la carne. Egli agisce come esploratore e tentatore: mentre confessa di credere in Dio, si sforza di ingannare l'uomo.


Sant'Ilario, in Matthaeum, 3

Ha proposto questa operazione tentando di conoscere il potere di Dio nel trasformare le pietre in pane e di ingannare la pazienza dell'uomo affamato, con l'indulgenza del cibo.


San Girolamo

Ma tu sei trattenuto da due, o diavolo. Se già confessi il suo impero proponendo di trasformare le pietre in pane, invano tenti Colui che ha tanto potere, e se non può farlo, invano sospetti che sia il Figlio di Dio.


Pseudo-Chrisostom, opus imperfectum super Matthaeum, hom. 5

Come il diavolo ha accecato tutti gli uomini, così è stato accecato da Cristo in modo invisibile. Sapeva che aveva fame dopo quaranta giorni, ma non capiva che non aveva fame nello spazio di quaranta giorni. Quando sospettava di non essere il Figlio di Dio, non pensava che il forte può scendere alle cose più deboli e il debole può salire alle cose più forti. Ma avendo osservato che non aveva fame in tanti giorni, doveva sapere che era Dio, anche se quando vide che aveva fame dopo i quaranta giorni, poté capire che era uomo. Ma voi direte: Mosè ed Elia digiunarono quaranta giorni ed erano uomini. Ma avevano fame e si sostentavano con il digiuno. Questo non ha avuto fame nello spazio di quaranta giorni, ma dopo. Avere fame e non mangiare è proprio della pazienza umana; ma non avere fame è proprio solo della natura divina.


San Girolamo

Lo scopo di Gesù Cristo era di conquistare con l'umiltà.


San Leone Magno, Sermoni, 39,3

Donde egli vinse il tentatore con le testimonianze della legge, non con la forza del valore, per onorare di più l'uomo e punire di più il suo nemico. Ha fatto questo perché il nemico dell'umanità non solo fosse vinto da Lui come Dio, ma come uomo. Da qui ne consegue: Che rispondendo gli disse: "Sta scritto: L'uomo non vive di solo pane, ma di ogni parola che procede da Dio".


San Gregorio Magno, Homiliae in Evangelia, 16,5

Così, quando il Signore fu tentato dal diavolo, rispose con i precetti delle Sacre Scritture: "Colui che fu capace di far sprofondare il suo tentatore nell'abisso, non ostentò il suo grande potere, e questo lo fece per darci un esempio, in modo che ogni volta che dovremo soffrire qualcosa da uomini malvagi, saremo più inclini al loro insegnamento che alla loro punizione.


Pseudo-Chrisostom, opus imperfectum super Matthaeum, hom. 5

Non disse dunque: non di solo pane vivo, perché non sembrasse che parlasse di se stesso; ma: non di solo pane vive l'uomo, perché il diavolo non dicesse: Se è il Figlio di Dio, si è nascosto, per non rendere manifesta la sua potenza. Se è un uomo, allora si giustifica in modo astuto, in modo che non si sappia che non può.


Ravanello

Questa testimonianza è tratta dal Deuteronomio. Perciò, se qualcuno non si nutre della parola di Dio, non può vivere, perché come il corpo umano non può vivere senza il cibo terreno, così l'anima non può vivere senza la parola di Dio. Si dice che la parola procede dalla bocca di Dio, quando Egli manifesta la Sua volontà, attraverso le Sacre Scritture.


Allora il diavolo lo condusse nella città santa e lo pose in cima al tempio, dicendogli: "Se tu sei il Figlio di Dio, gettati giù dall'alto; sta scritto che egli manderà degli angeli a difenderti, ed essi ti porteranno nelle loro mani affinché la pietra non colpisca il tuo piede. Gesù gli risponde: "Sta anche scritto: 'Non tenterai il Signore tuo Dio'". (vv. 5-7)


Pseudo-Chrisostom, opus imperfectum super Matthaeum, hom. 5

Il diavolo non potendo sapere nulla di certo nella risposta di Gesù Cristo, se fosse Dio o se fosse uomo, lo tentò di nuovo, dicendo tra sé: "Quest'uomo, che non è stato vinto dalla fame, pur non essendo il Figlio di Dio, deve essere un santo". Gli uomini santi possono resistere alla fame, ma quando hanno superato tutte le necessità della carne, cadono per vanagloria. Per questo ha cominciato a tentarlo con la vanità, così continua: "Poi il diavolo lo portò nella città santa".


San Girolamo

Questa guida non procede dall'invincibilità del Signore, ma dall'orgoglio del suo nemico, che considera la ferma volontà del Salvatore come una necessità.


Ravanello

La città di Gerusalemme era chiamata santa perché vi si trovava il tempio, il Santo dei Santi e il culto del vero Dio, stabilito da Mosè.


Remigius

Perché si sappia che il diavolo tenta gli uomini anche nei luoghi più santi.


San Gregorio Magno, homiliae in Evangelia, 16,5

Ma quando si dice che Dio-uomo è stato condotto dal diavolo nella città santa, le orecchie umane si scandalizzano. Il diavolo è il capo di tutti i malvagi. Cosa c'è di speciale nel fatto che si è lasciato condurre da lui nella città santa, quando ha permesso ai suoi membri di crocifiggerlo?


LA LUCENTEZZA

Il diavolo si innalza sempre in alto vantandosi, per poi poter precipitare meglio. Perciò continua: "E lo pose sulla cima del tempio".


Remigio

Il pinnacolo (1) era la sede dei medici. Il tempio non ha punti alti, come le nostre case, ma era piatto, come si usa in Palestina, e nel tempio stesso c'erano tre spianate. E si sappia che sul marciapiede c'era un'elevazione e su ogni atrio c'era un pinnacolo. Se l'abbia messo sul pinnacolo che si trovava sul marciapiede, o se l'abbia messo su quello della prima, seconda o terza spianata, non lo sappiamo; ma sappiamo che l'ha messo dove poteva esserci un precipizio.


LA LUCENTEZZA

Egli osserva che tutte queste cose sono dette solo per farle conoscere ai sensi corporei, e poiché le parole si riducono alla stessa cosa, si sa che il diavolo è apparso in forma d'uomo.


Pseudo-Chrisostom, opus imperfectum super Matthaeum, hom. 5

Ma forse direte: come, avendo una figura corporea, lo ha posto sul pinnacolo del tempio alla presenza di tutti? Ma come il diavolo lo faceva in presenza di tutti, così anche Lui, all'insaputa del diavolo, era in grado di fare in modo che non fosse visto da nessuno quando operava in questo modo.


LA LUCENTEZZA

Perciò lo portò sulla cima del pinnacolo, quando volle tentarlo con la vanagloria, perché la vanagloria aveva ingannato molti sulla cattedra dei dottori, e perciò pensò che posto Est sulla cattedra del magistero, potesse essere gonfiato di vanagloria. Perciò continuò a dire: "Se sei il Figlio di Dio, buttati negli abissi".

San Girolamo

Il diavolo fa questo in tutte le tentazioni, per vedere se può sapere che è il Figlio di Dio. Allora gli dice: "Buttati giù", perché la voce del diavolo, con cui desidera che gli uomini cadano sempre nell'abisso, può persuadere, ma non può precipitare.


 Pseudo-Chrisostom, opus imperfectum super Matthaeum, hom. 5

Ma come poteva sapere in questa occasione se era il Figlio di Dio o no? Volare nell'aria non è propriamente l'opera di Dio, perché non porta a nulla.

Ma se qualcuno vola in aria, lo fa piuttosto per ostentazione, e questo è più dal diavolo che da Dio. Se è sufficiente per un uomo saggio essere ciò che è e non ha bisogno di mostrare ciò che non è, quanto più il Figlio di Dio non ha bisogno di mostrare ciò di cui nessuno può sapere ciò che è in se stesso?


Sant'Ambrogio, in Lucam, 4

Ma come Satana si trasforma in un angelo di luce e prepara il suo castigo nelle Scritture stesse per i fedeli, così egli usa spesso testi delle stesse Scritture, non per insegnare, ma per ingannare. Da cui continua: "È scritto che egli manderà i suoi angeli a voi".


San Girolamo

Lo leggiamo nel novantesimo Salmo, ma non è di Cristo che si parla, ma di una profezia di un uomo santo; il diavolo interpreta male le Scritture.


Pseudo-Chrisostom, opus imperfectum super Matthaeum, hom. 5

In realtà, il Figlio di Dio non è portato nelle mani degli angeli, ma è Lui che li porta. E se Egli è portato nelle mani degli angeli, non è perché la pietra può ferire i suoi piedi in quanto debole, ma per onore, poiché Egli è Dio. O diavolo, hai letto che il Figlio di Dio è portato nelle mani degli angeli, e non hai letto che Egli schiaccia l'aspide e il basilisco (2)? Ma lui cita quell'esempio come un orgoglio, ma lo tace come un'astuzia.


San Giovanni Crisostomo, homiliae in Matthaeum, hom. 13,3

Osserva che le testimonianze sono citate dal Signore in modo conveniente, ma il diavolo le cita in modo sconveniente. Non perché è scritto "manderà i suoi angeli", ecc.


LA LUCENTEZZA

Qui si dovrebbe dire: La Scrittura dice dunque di un certo uomo buono, che Dio comandò da se stesso ai suoi angeli (cioè ai suoi spiriti amministratori), che lo difendessero con le loro mani (cioè con i loro aiuti), e lo aiutassero, affinché la pietra non offendesse i suoi piedi (cioè l'affetto della sua mente), cioè la vecchia legge, scritta su tavole di pietra; o ancora, per pietra può essere intesa ogni occasione di rovina o di peccato.


Ravanello

È da osservare che, anche se il nostro Salvatore permise al diavolo di metterlo sul pinnacolo del tempio, tuttavia non scese al suo dominio, dandoci l'esempio che quando qualcuno ci spinge a salire sulla stretta via della verità, dobbiamo obbedire; ma che se qualcuno ci precipita dall'altezza della verità e della virtù negli abissi dell'errore e del vizio, non dobbiamo ascoltarlo.


San Girolamo

Egli spezza le frecce del diavolo dalle Scritture con gli scudi delle Scritture stesse. Così Gesù gli dice: È anche scritto: "Non tenterai il Signore tuo Dio".


Sant'Ilario, in Matthaeum, 3

Disturbando gli sforzi del diavolo, Gesù si manifesta come Dio e come uomo.


Pseudo-Chrisostom, opus imperfectum super Matthaeum, hom. 5

Non gli disse: "Non mi tenterai, perché io sono il tuo Dio e il tuo Signore", ma: "Non tenterai il Signore tuo Dio", come potrebbe dire ogni uomo di Dio tentato dal diavolo, perché chi tenta l'uomo di Dio, tenta Dio stesso.


Ravanello

O in altre parole: lo tentò come un uomo, per sapere quanto poteva alla presenza di Dio.


Sant'Agostino, contra Faustum, 22,36

La sana dottrina insegna che quando un uomo ha qualcosa da fare, non deve tentare il Signore suo Dio.


Theodotus

E tenta Dio che fa qualcosa mettendosi in pericolo senza motivo.


San Girolamo, nella quaestione 6 del Deuteronomio

E bisogna notare che ha citato solo le testimonianze necessarie dal Deuteronomio, per mostrare i sacramenti della nuova legge.


Note

1. La parola pinnacolo deriva dal latino: pinnaculum. Si riferisce alla parte superiore e più alta di un edificio o di un tempio.

2. Il basilisco era un animale leggendario a cui si attribuiva il potere di uccidere con la vista.

Di nuovo il diavolo lo portò sulla cima di un alto monte e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria, e gli disse: "Tutte queste cose io ti darò, se mi adorerai". Allora Gesù gli disse: "Vattene dietro di me, Satana, perché sta scritto: Adorerai il Signore Dio tuo e a lui solo servirai". Poi il diavolo lo lasciò e gli angeli vennero in suo aiuto.


Testi estratti dagli scritti di San Tommaso d'Aquino da un sacerdote cileno.

Per gentile concessione di Rolando Ariel G.


domenica 26 settembre 2021

NON LASCIARE LA MIA MANO IN QUESTI TEMPI FINALI

 


(PARLA LA NOSTRA SANTISSIMA MADRE)


Piccole creature del cielo:

Il momento tanto temuto e da altri tanto atteso è arrivato. Non temere, o nostro. Ripeto, non abbiate paura. Se vi abbiamo preparato per periodi e tempi, è perché siate forti e saldi in questi tempi finali.

Molti non vi crederanno come non hanno creduto ai Profeti del passato.

L'uomo ha deciso il suo destino perché non si è attenuto alle ordinanze del Cielo, ma voi, Piccolo Residuo Fedele, state di nuovo in unità e in fermezza. Gli eventi corrono, figli miei, amati figli, e a volte il Santo Cielo tacerà per gli sfortunati che non hanno voluto credere nei Vangeli, per cercare novità.

È un tempo di dolore e di lutto perché il Padre Eterno è stato offeso oltre misura; perché hanno abbandonato il Mio Figlio Prediletto e Lo hanno lasciato solo nei Tabernacoli cercando a chi dare il Suo Cuore Amorosissimo e voi, che siete del Mondo, non avete voluto ascoltare le suppliche del Mio Figlio Prediletto.

Coloro che non sono cambiati, coloro che non hanno creduto, subiranno le conseguenze del vostro egoismo, della vostra fredda indifferenza, delle vostre azioni. Ma i Fedeli si rifugiano nel Mio Cuore Immacolato.

Rimanete saldi e fedeli in questi tempi. Vedete quello che vedete e sentite quello che sentite, non allarmatevi pensando che Dio vi abbia abbandonato perché questo è impossibile, ma Dio (la Madonna affonda) ha dovuto essere Fedele al libero arbitrio che vi ha dato e voi avete scelto e deciso. Non potete dire che non sapevate, ma piuttosto che non volevate, figli miei.

La misericordia è sempre aperta per accogliere le pecore di ritorno. Ritornate ora, Miei piccoli, i nostri figli. Non essere la progenie del Maligno che ti ripagherà con il tradimento, il dolore senza fine e le bugie.

Tornate alla Casa del Padre, perché gli eventi sono già stracolmi e non volete vedere, pregare o sentire. Non ti pieghi in preghiera e il tuo destino eterno è appeso a un filo sottile.

Ritornate a Me e vi presenterò davanti al Mio Figlio Prediletto (Nostra Madre si inginocchia) e con una sola voce imploreremo il Suo Perdono. Ricordatevi che Mio Figlio mette l'Amore compassionevole e comprensivo al di sopra di tutto, che la Sua Misericordia è infinita, ma se non la volete avrete la Sua Perfetta Giustizia.

Venite al mio grembo voi che siete infelici e stanchi del mondo; venite a Me e chiedetemi di portarvi da mio Figlio: dove troverete riposo e tranquillità per la vostra inquietudine e angoscia e la pace desiderata.

Non lasciatevi distruggere dal Male per non voler piegare il ginocchio e pregare Mio Figlio.

Tua Madre Maria Santissima

Non lasciate così soli i Miei Profeti che portano pesanti fardelli, non lasciateli soli, figli miei.




(NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO PARLA)


Caro bambino, ascolta:

Non lasciate la Mia mano in questi tempi finali. Non allontanatevi da Me, perché sarà molto difficile ritornare. Resta nel mio Cuore amoroso e non lasciarlo. Non rischiare di camminare senza la Mia Santa Mano nel mondo perché ti perderai facilmente. Mantenetevi nel mio amore e non vagate nel mondo, perché non è più il momento di farlo. Il mondo cambierà volto e sarà un predatore e non sarà più lo stesso. Passerà attraverso la Tribolazione e non cesserà finché tutto ciò che vi ho annunciato non avrà il suo compimento.

Alla fine - le Mie creature - verrò con Grande Potenza e Grande Gloria per il Mio, per raccogliere il Mio Raccolto. Sarà amaro per coloro che si saranno persi e dolce per coloro che saranno stati salvati; ma mantenetevi come in tempi di guerra spirituale intensificata (*) e nel tempo più terribile, ma qualunque cosa vediate, non dubitate mai della protezione e dell'Amore del Cielo che tutto è stato creato per amore di voi. Non dubitare.

C'è angoscia nei cuori, come gli animaletti quando arriva la tempesta o il fuoco. Dovete sentire ciò che sta arrivando, ma non perdete la vostra pace, non lasciate che vi tolgano la Fede e la Speranza che tutto è stato predetto dal Principio e la fine è vicina.

Non giudicatevi l'un l'altro né criticatevi a vicenda, perché io vengo per i miei e voi non dovete fare altro che pregare e intercedere.

Questi non sono più tempi per essere negli affari del mondo, ma negli affari di Dio.

Muoviti ora e vieni a Me.

Mantenetevi in guardia e in preghiera e non perdete la Verità, - qualunque cosa sentiate, - che vi è stata rivelata.

(*) algido, da. (Dal latino algĭdus).adj. Il momento o il periodo critico o culminante di alcuni processi organici, fisici, politici, sociali, ecc.
 


HDDH

(1 luglio)

Anno del Signore 2013

E Maria del Getsemani