sabato 19 ottobre 2019

COLUI CHE PARLA DAL FUOCO



Parteciperai all'amarezza  della mia Croce.  

(N. Signore a Josefa, 5 agosto 1920).  

Il Cuore ferito di Gesù non tardò a riapparire sull'orizzonte di Josefa. Era stata scelta per una partecipazione speciale alla redenzione delle anime, e il Maestro divino ben presto le ricordò la sua vocazione di vittima.  
Il giovedì 5 agosto, qualche giorno dopo la vestizione, la fa di nuovo partecipare al dolore delle spine che Lo feriscono. Poi la conforta con queste parole: 

 «Se sarai fedele, ti farò conoscere la ricchezza del mio Cuore. Porterai, sì, la mia croce, ma ti colmerò di doni come sposa prediletta».  
«Questa volta - scrive Josefa - Lo vidi circonfuso di uno splendore abbagliante. Il Cuore, avvolto dalle fiamme, sembrava uscirgli dal petto.  
«Il martedì 10 agosto, alla meditazione provai un gran desiderio di consolarlo. Gli ho offerto tutte le azioni della giornata, aggiungendo che se desiderava qualche cosa di più me lo facesse conoscere. Gli ho promesso di non dimenticarlo nemmeno un momento e Gli ho ripetuto continuamente il desiderio di amarlo. Nel pomeriggio, prima di recarmi all'adorazione, entrai nell'oratorio di Mater i per supplicare la Madonna di aiutarmi a consolare Suo Figlio. Nell'entrare in cappella mi trovai ad un tratto alla presenza di Gesù...  
«- Non ho altro desiderio che quello di essere amato. Guarda il mio Cuore, Josefa: lui solo può farti felice. Riposati in Lui».  
Poi continuò: «- Avevo sei spine, tu me ne hai tolte cinque. Una sola ne rimane ed è proprio quella che più ferisce il mio Cuore! Voglio che tu non risparmi nulla per togliermela!».  
«Signore, - risposi - che cosa vuoi che io faccia?».  
«- Voglio che tu Mi ami e Mi sia fedele. Ricordati che Io solo posso farti felice. Ti scoprirò la ricchezza del mio Cuore. Amami senza limiti!».  
«E di nuovo mi lasciò sola».  

Si avvicinava la festa dell'Assunzione e Josefa, teneramente unita alla sua Madre celeste, trascorre questo giorno di preghiera in intima unione con Lei. E siccome il pensiero della spina confitta nel Cuore di Gesù non la lasciava un istante:  

«La supplicai - ella scrive - di prendersi cura di quell'anima e di levare la spina che Gesù mi chiedeva di togliergli.  
«Il giorno dopo, lunedì 16 agosto, verso le tre del pomeriggio, mentre cucivo e offrivo a Gesù il desiderio di trasformare ogni punto in un atto di amore che potesse consolarlo, Lo vidi improvvisamente davanti a me.  
«- Non vengo per consolarti, Josefa, - Egli disse - ma per unirti alla mia sofferenza. 
Toglimi questa spina: vedi come trafigge il mio Cuore! Quest'anima è sul punto di costringermi ad abbandonarla alla mia giustizia».  

Molte sofferenze saranno riservate a Josefa per cooperare alla salvezza di quell'anima in pericolo. Così Gesù l'iniziò, a poco a poco, all'Opera corredentrice che prenderà tanta parte della sua esistenza. Nostro Signore proseguì:  

«- Le offese degli uomini Mi feriscono profondamente, ma nulla tanto Mi affligge quanto quelle delle mie spose.  
«- Questa spina è un 'anima religiosa che ho ricolmata di doni, ed ella se li appropria... l'orgoglio la perde!».  
«La sera mi mostrò il Cuore, tutto fiamma, con la piaga aperta, e sempre... la spina!».  
«- Ho per ogni anima due misure - mi disse - una di misericordia, e questa ha già traboccato... l'altra di giustizia, che è quasi al colmo. Nulla mi offende più che l'ostinazione e la resistenza di quest'anima... le toccherò di nuovo il cuore, ma se non risponde, l'abbandonerò alle sue forze».  
«A questo punto non so esprimere quello che Egli mi fece comprendere... ma darei la mia vita per salvare quell'anima!  
«La sera feci l'ora santa, avendone il permesso, e mi offersi in unione a Lui, nella Sua passione. O Dio, non guardare i peccati di quell'anima!... Guarda il Sangue che hai versato per lei... quel Sangue che può coprire tutti i peccati del mondo!  
«Poi recitai le litanie della Madonna, ripetendo molte volte: "Rifugio dei peccatori, prega per noi". Arrivata all'invocazione: "Agnello di Dio che cancelli i peccati del mondo..." mi sentii ripiena di angoscia. Gesù non diceva nulla, come se non udisse. Sembrava sordo. 
Alla fine dell'ora santa venne col Cuore sempre trafitto dalla spina. Lo supplicai di aver compassione di quell'anima, e siccome non rispondeva, Gli dissi: ma dunque, Signore, non vuoi perdonarla?».  
«- Le toccherò ancora il cuore: se Mi ascolterà, tornerà ad essere la mia sposa prediletta, altrimenti lascerò agire la mia giustizia».  

Trascorsero così parecchi giorni. Josefa moltiplicò le generose offerte, mentre l'anima sua era immersa «in una tristezza indicibile».  

«Credo che mai ho capito come adesso quello che sia resistere alla grazia! Mi sembra di sperimentare qualche cosa dell'infinito dolore del Cuore divino allorché un'anima Gli resiste».  
«- Se tu sei disposta a soffrire - le ripete Nostro Signore il mercoledì 18 agosto - Io aspetterò quell'anima, ma non posso perdonarle finché essa stessa non vuole. L'ho creata senza di lei, ma ella è libera di salvarsi o di perdersi».  

Qualche giorno dopo aggiunge:  

«- Quando trovo un'anima che Mi ama e desidera consolarmi, sono pronto a darle tutto quello che Mi chiede.  
«- Attenderò dunque, busserò ancora alla porta di quel cuore, poiché se vuole, il mio è disposto a perdonano.  
«E mi lasciò l'anima in agonia, insegnandomi a ripetere spesso questa invocazione: 
"Mio Dio, soffrirò tutto per amor Tuo e per consolare il Tuo Cuore!"».  

Tale sofferenza opprime l'anima di Josefa, sembrandole che la collera divina sia caduta su di lei. Gli inviti di Gesù la incalzano, senza lasciarle tregua né giorno né notte. La responsabilità di quest'anima pesa incessantemente sulla sua, senza che diminuisca il suo desiderio di riparare. Il mercoledì 25 agosto, dopo una notte angosciata di supplica, Josefa, sempre fedele all'incontro mattutino, comincia la meditazione con le sue sorelle.  

«Ad un tratto - ella scrive - L'ho visto... così bello che non so ridire... In piedi, vestito di bianco. Con le mani sosteneva il Suo Cuore immerso in una fornace di fuoco. Tutta la persona adorabile irraggiava una luce splendente. I capelli sembravano d'oro, gli occhi due diamanti, il volto... non posso dire... perché non so a che cosa paragonarlo!... il Cuore, sormontato dalla croce, non aveva più la spina! Dalla ferita tutta aperta uscivano fiamme, sembrava un sole... Le piaghe delle mani e dei piedi sprigionavano anch'esse viva fiamma... 
Di tanto in tanto apriva le braccia e le tendeva. Non potei dirgli altro che queste parole: 
Mio Gesù, quanto sei bello!... Tu rapisci i cuori! e la spina?...  
« La spina! non l'ho più! Niente è più forte dell'amore e Io lo trovo nelle mie spose!».  
«Il Cuore sembrava Gli si accendesse sempre di più. Lo ringraziai di avermi chiamata in questa Società del Sacro Cuore e Lo supplicai di avere compassione di me, ogni giorno più miserabile e indegna di trovarmi qui: Mio Gesù, non permettere che la mia miseria formi una macchia nel candido gruppo di queste spose del Tuo Cuore! Non permettere che le grazie da me ricevute siano la mia condanna, poiché sono capace di tutto! Concedimi di esserti fedele o di morire!».  

Così consolata, Josefa ascolta la Messa, qualche istante dopo, unendosi al ringraziamento della SS. Vergine.  

«Dopo la Comunione Lo supplicai di farmi Sua sposa mediante una perfetta fedeltà, ma di lasciarmi nella via comune, poiché mai riuscirò a corrispondere alla Sue grazie».  
«- Abbandonati nelle mie mani, Josefa, mi servirò di te come crederò bene. La tua piccolezza e la tua debolezza poco Mi importano, ciò che ti chiedo anzitutto è di amarmi e di consolarmi. Voglio che tu sappia quanto il mio Cuore ti ama, quali ricchezze racchiude, e che tu sia come cera molle da poter modellare a mio piacere...».  
«- Voglio che tu Mi offra tutto, anche le minime cose, per consolare il mio Cuore di ciò che soffre, soprattutto da parte delle anime consacrate.  
«Voglio che tu riposi tranquilla nel mio Cuore. Guardalo e comprenderai a qual punto è capace di consumare in te tutto ciò che vi si trova d'imperfetto.  
«- Voglio che ti abbandoni al mio Cuore e che ti preoccupi soltanto di piacergli.  
«- Voglio che ciò che ti chiedo tu lo dica con semplicità alla Madre, e che ti abbandoni a tutto ciò che sarà disposto per te. Infine ti ripeto che tu devi essere per Me come cera molle che Io possa modellare a mio piacere... Ricordati che sono tuo Padre, tuo Sposo, tuo Dio!».  
«Poi scomparve. Mai l'avevo visto così bello! Durante quel tempo - nota Josefa - avevo potuto ascoltarlo e parlargli, avendone il permesso. D'ora in poi mi è stato ordinato di non far caso di queste cose e di non rispondergli più».  


PREGHIERE CHE SCONFIGGONO I DEMONI



 Preghiere per Sradicare 
              
Che ogni pianta che il Padre mio non ha piantato sia sradicata nel nome di Gesù. 
              Io offro la scure alla radice di ogni albero del male nella mia vita. 
  Fa che ogni radice generazionale empia venga tagliata e tirata fuori dalla mia linea di sangue 
nel nome di Gesù. 
              Fa che le radici della malvagità siano come marciume. 
              Dico ad ogni albero malefico di essere sradicato e gettato in mare (Luca 17:06). 
              Fa che il Tuo sacro fuoco bruci ogni radice empia nel nome di Gesù (Malachia 4:1). 
              Fa che la fiducia del nemico sia sradicata (Giobbe 18:14). 
              Fa che ogni radice velenosa sia tagliata dalla mia vita (Eb 12,15). 
              Fa che la parola profetica sia liberata per sradicare i regni del male (Ger. 1:10). 
              Fa che ogni persona malvagia piantata nella mia chiesa sia sradicata nel nome di Gesù. 
              Fa che ogni malattia radicata nel mio corpo sia sradicata nel nome di Gesù. 
              Fa che tutti i falsi ministeri che si sono radicati nella mia città siano tirati fuori. 
              Fa che ogni rovo e ortica vengano sradicati dalla mia vita nel nome di Gesù. 
              Fa che tutte le spine siano consumate dalla mia vita nel nome di Gesù (Is. 10,17). 
              Fa che tutti gli spiriti radicati nel rifiuto siano espulsi nel nome di Gesù. 
              Fa che tutti gli spiriti radicati nell' orgoglio siano espulsi nel nome di Gesù. 
              Fa che tutti gli spiriti radicati nella ribellione siano espulsi nel nome di Gesù. 
              Fa che tutti gli spiriti radicati nella paura siano espulsi nel nome di Gesù. 
              Fa che tutti gli spiriti radicati nella lussuria e nel peccato sessuale siano espulsi nel nome di Gesù. 
              Fa che tutti gli spiriti radicati nelle maledizioni siano espulsi nel nome di Gesù. 
              Fa che tutti gli spiriti radicati nella stregoneria siano espulsi nel nome di Gesù. 
              Fa che tutti gli spiriti radicati in ogni parte del mio corpo e dei miei organi siano espulsi nel 
nome di Gesù. 

GESU’ OSTIA



LA «PRESENZA» NEI GESTI E NEI SIMBOLI DELLA LITURGIA


L'ostia

'Ostia' è una parola che deriva dal latino «hostia», e vuol dire: vittima.
L'uso del pane eucaristico, sotto forma di ostia, che nasce e si consolida nel tempo per ovvi motivi di praticità, si carica pure di un ricco contenuto spirituale:
a) richiama all'atto del pane spezzato e al miracolo della moltiplicazione dei pani;
b) il suo candido colore sottolinea non solo l'innocenza battesimale e la purezza verginale, ma anche il trionfo pasquale sulla morte: un tempo, i lini e le bende funebri erano di colore bianco, così come di bianco si veste chi è in lutto nell'usanza di alcuni popoli;
c) la sua rotondità, che è ciclicità e completezza, simboleggia la vita che circola intorno al punto fisso ch'è Dio, da cui tutto s'irradia. Inoltre può indicare la santità da conquistare, che nell'arte cristiana è espressa con la cosiddetta aureola.
La forma circolare, quindi, è il segno della divinità, della santità, dell'eternità.
In ogni singola ostia consacrata c'è Cristo 'tutto intero'. Così S. Caterina da Siena, dando voce a Dio, esprime questo concetto: «E come il sole non può dividersi, così nella bianchezza dell'ostia Io sono tutto unito, Dio e uomo. Se l'ostia si spezzasse e fosse possibile farne mille migliaia di frammenti, in ciascuno è tutto Dio e tutto uomo, come ho detto. Come lo specchio può andare in frantumi, e tuttavia non si divide l'immagine che si vede in ogni pezzo, così anche dividendo quest'ostia non vengo diviso Io, tutto Dio e tutto uomo, ma sono tutto in ciascuna parte» 4.

REGOLE ED ESORTAZIONI


COME I FRATI DEVONO ANDARE PER IL MONDO


Quando i frati vanno per il mondo, non portino niente per il viaggio, né sacco, né bisaccia, né pane, né pecunia, né bastone. 2 E in qualunque casa entreranno dicano prima: Pace a questa casa. 3 E dimorando in quella casa mangino e bevano quello che ci sarà presso di loro. 4 Non resistano al malvagio; ma se uno li percuote su una guancia, gli offrano l’altra. 5 E se uno toglie loro il mantello, non gli impediscano di prendere anche la tunica. 6 Diano a chiunque chiede; e a chi toglie il loro, non lo richiedano.

S. Francesco d’Assisi

Preghiera Portare il cielo alla terra



Che cosa è la preghiera 

Parlare con Dio 

La preghiera è la più semplice forma di espressione nella vita cristiana. E' parlare con Dio. Può essere fatta da un credente con la fede di un figlio che sussurra il nome del Padre, dal suo intimo. 


Galati 4:6 
Ora perché voi siete figli, Dio ha mandato lo Spirito del 
Figlio suo nei vostri cuori che grida: "Abba, Padre". 


venerdì 18 ottobre 2019


CON L’IMMACOLATA CONTRO MASSONI E “NEMICI” DELLA CHIESA DI DIO



L'Immacolata, segreto di vittoria su tutti i nemici.

L'Immacolata ottiene, prima di tutto, la grazia della conversione.
Satana, l'inferno, con tutti i loro accoliti e seguaci, in mala o in buona fede, lavorano per stabilire sulle anime la dominazione del peccato e della menzogna, e irretirle in degradanti catene. Schiavitù terribile, orrenda, fatta di lagrime e di umiliazioni, di accecamento pauroso e di disperazione, anche se accompagnata da miseri piaceri ed emozioni. Una schiavitù orrenda: ne sanno qualcosa i poveri «ossessi» o quelli che, comunque, cadono vittime di malefici e sortilegi o di forze demoniache, in genere. È contro questa schiavitù che si rivolge la redenzione del Cristo. E, cioè, tutti gli sforzi di Cristo e della Chiesa, nei secoli, sono rivolti a cacciare fuori «il principe di questo mondo», a «disfare le opere di satana», a redimere le anime in una conversione totale, radicale.
Ebbene le conversioni sono opera dell'Immacolata, sono le sue vittorie. P. Kolbe è esplicito, perentorio: «Tutte le conversioni hanno origine da questa Mediatrice di tutte le grazie. È storicamente confermato che chi chiama l'Immacolata non cade nel fango, oppure se casca si rialza prontamente». È Lei che libera gli eretici «dalle eresie, distrugge in essi le opinioni e le convinzioni erronee». Ella «entra in un'anima mediante un'ispirazione interiore, oppure servendosi dell'ambiente. Ma allorché ella riesce ad entrare, oppure se capita che le porte dell'anima si socchiudano almeno un poco ed Ella riesce a penetrare nell'interno di essa, allora Ella purifica dai peccati e dai difetti, l'adorna di virtù e la conduce sulla via di una amore ardente».
Oltre che alla salvezza, l'Immacolata, poi, porta alla santificazione, con grande facilità ed efficacia, santificazione che è vittoria ancora più grande sul demonio e il male. L'anima, convertita, è già fatta «santa» dalla grazia, nel senso che ogni peccato le è rimesso; innestata poi misteriosamente in Cristo, è come permeata dalla stessa vita di Lui, e fatta oggetto di infinito compiacimento da parte di dio, che ne fa il suo tempio preferito. Ma tutto questo deve svilupparsi e crescere. Il «seme» di dio, cioé, può e vuole svilupparsi fino alla pienezza dei frutti più santi, e cioé anche fino alla santità eroica. La santificazione è splendida vittoria sul male, perché, oltre tutto, è liberarsi e scuotersi di dosso le scorie stesse del peccato, e perciò da ogni influsso demoniaco e del male, in genere; è irruzione di luce di Dio nella notte che incombe sul mondo; è crescita prodigiosa di amoree là dove alligna, tanto facilmente e abbondantemente, la pianta dell'egoismo. I santi, vittoriosi in se stessi, divengono, poi, pure, meravigliosi strumenti di prodigi e di vittorie di Dio. Ebbene, come la conversione, anche la santificazione è squisitissima opera dell'Immacolata, essendo Essa capacissima di purificare le anime nel miglior dei modi, di santificarle e unirle per sempre al dolcissimo Cuore di Gesù, di renderle felici». Un'opera di santificazione, quella dell'Immacolata, che andrebbe analizzata con profitto: vi si scorgerebbero, assieme all'ottenimento delle grazie più scelte e abbondanti, mille sfumature e modi di condurre le anime, che sono altrettanti modi vittoriosi della sua strategia divina. Ma ci basti qui cogliere qualcosa nei vari testi, che qui riportiamo. Così, P. Kolbe afferma che Ella purifica tutto ed avvicina al Padre, perché Lei è la Purissima: «Poiché ella è proprietà di Dio in modo perfettissimo, mentre Gesù è di Dio e proprietà dell'eterno Padre, ogni nostra offerta, anche se indirizzata direttamente all'eterno Padre, per natura di cose, si purifica nell'Immacolata, si eleva ad una perfezione infinita in Gesù e diviene oggetto di compiacimento della SS. Trinità».
Una purificazione progressiva e sempre più profonda, che suppone e comporta grazie ordinarie e straordinarie di ogni genere e in ogni momento. Padre Kolbe non esita a scrivere: «L'Immacolata ha lasciato la terra, ma la sua vita è penetrata e si è dilatata sempre più nelle anime. Se tutte le anime che hanno già percorso il pellegrinaggio terreno o che vivono attualmente in questo mondo potessero pronunciarsi, si dovrebbe pubblicare un numero incalcolabile di grossi volumi testimonianti l'attività dell'Immacolata, tenera Madre delle anime redente dal Sangue sacratissimo del suo divin Figliuolo. Anche questi volumi, tuttavia, conterrebbero unicamente quel che tali anime possono aver riconosciuto come grazie speciali dell'Immacolata, mentre ogni grazia giunge all'anima dalle Mani della Mediatrice di tutte le grazie e non c'è istante in cui non fluiscano in ogni anima sempre nuove grazie: grazie di illuminazione dell'intelligenza, di irrobustimento della volontà, di incitamento al bene; grazie ordinarie e straordinarie, grazie riguardanti direttamente la vita temporale e la santificazione dell'anima». L'Immacolata, spinge, attira, fa vinceree soprattutto l'indolenza della volontà, che si rifiuta di operare: «La rilassatezza morale trae la propria origine principalmente da un infiacchimento della volontà. E chi è capace di irrobustire la debole volontà umana, se non Colei che è l'Immacolata fin dal primo istante della propria esistenza, la Madre della divina grazia».

P. ANTONIO M. DI MONDA O.F.M.Conv.

Preghiera Portare il cielo alla terra



Che cosa è la preghiera 


La preghiera non è 

Chiedere ad un Dio "riluttante" ad agire a nostro favore 
Molte preghiere vengono fatte da persone che chiedono ad un Dio riluttante ad agire. Sanno che Dio può agire, ma dubitano sul Suo desiderio di farlo perché si sentono tanto indegni. 

Raccontare a Dio i nostri problemi 
Ascoltiamo persone raccontare a Dio i loro problemi, come se Egli non li conoscesse già, e allora li ascoltiamo dire a Dio ciò che hanno bisogno che Dio faccia. E' come se dessero a Dio un programma di ciò che vogliono sia fatto e sperano che Egli lo farà. Se preghiamo continuamente sui problemi, cresceranno sempre di più nelle nostre menti. 

Convincere Dio di quanto siamo meritevoli 
 Molti cercano di convincere Dio di quanto una persona sia degna. "Dio, Maria ti ha sempre amato. Ha insegnato alla Scuola Domenicale per vent'anni. E' stata una buona moglie e madre. Abbiamo bisogno di lei e Ti chiediamo di....." Questo è basare la preghiera e la fede sulle buone qualità di una persona. 

Persuadere altri della nostra relazione con Dio 
Alcune preghiere sembrano come se fossero fatte per persuadere altri della grande relazione che la persona ha con Dio. 

Espressioni di dubbio e incredulità 
Molte preghiere nella nostra chiesa tradizionale erano espressioni di dubbio e incredulità. Mentre dicevamo ad altri quanto fossero cattive alcune cose, in realtà stavamo maledicendo le persone che amavamo. Quando chiedevamo alla gente di pregare su questo o su quello, facevamo pettegolezzi. "Te lo sto dicendo così saprai come pregare," diventò un preambolo a molte conversazioni. 

Ciò che chiamavamo preghiera era una lista verbale del male che vedevamo intorno a noi. Invece di pregare trascorrevamo ore in ferventi inquietudini! 

Ci sono molte forme di preghiera. Così come sono molte le forme ci sono cristiani e situazioni. Una forma non è "giusta" ed un'altra "sbagliata". Una forma non è migliore di un'altra. 
Il desiderio di Dio è quello che operiamo in ognuna di esse in momenti differenti, come Egli ci guida. 

Sono differenti i termini che vengono usati per  "preghiera" nella Bibbia. 

PREGHIERA DI S. TOMMASO D' AQUINO




Ti ringrazio, o Signore Santo, Padre onnipotente, o eterno Iddio, perché senza alcun 
merito da parte mia, ma per solo effetto della Tua misericordia, ti sei degnato di saziare 
col prezioso Corpo e Sangue del Figlio tuo Gesù Cristo me peccatore indegno. Ti 
supplico che questa santa Comunione non mi sia causa di condanna, ma valida 
intercessione per ottenere il perdono. Sia una arma per la mia fede, uno scudo per la mia 
buona volontà. Mi liberi dai vizi, mi difenda contro le cattive tentazioni, aumenti in me 
la carità, la pazienza, l'umiltà, l'obbedienza e tutte le altre virtù. Mi renda incrollabile 
contro le insidie dei miei nemici visibili e invisibili, tranquillizzi perfettamente in me le 
passioni carnali e spirituali, e mi unisca intimamente a Te, che sei unico e vero Dio e 
felice coronamento del mio fine. Ti prego infine di condurmi a quell'ineffabile 
banchetto, dove Tu insieme col Figlio e lo Spirito Santo sei ai tuoi santi la vera luce, la 
sazietà piena, il gaudio eterno, la gloria completa e la perfetta felicità. Te lo chiediamo 
per mezzo dello stesso Gesù cristo, Nostro Signore. Così sia. 


Non lasciatevi imbrogliare dai presunti miracoli di coloro che sono gli ipocriti del vostro tempo presente!



Maria Madre di Dio

Figlia Mia. Il tempo nel Nuovo Regno di Mio Figlio sarà bello per voi perché sarete liberati dal peccato e non proverete sofferenza né fisica né spirituale né nell’anima, infatti, vivrete  insieme fra voi e con Noi come veri figli di Dio e vi saranno manifestate le magnificenze del nostro Signore Dio.

Miei tanto amati figli. Tenete duro ancora un po’ e vivrete nell’amore e nella gioia insieme. Il diavolo tenta tutti giorni di provocarvi, di causare litigi e vi sussurra di fare il male. Non ascoltatelo! Non date credito a ciò che di malvagio vi è gettato addosso. Egli il Male dei mali, provoca TUTTI i figli di Dio e non tutti avete abbastanza forza da resistere a queste provocazioni. Tuttavia cercate di farlo e rivolgetevi con amore anche a quelli che non sono nell’amore! Vedrete che allora molte persone diverranno più morbide, perché sentono questo amore, sentono che volete il bene. Cambiano idea e la cattiveria che il diavolo ha messo in loro, si dissolve!
Siate quindi buoni gli uni con gli altri e non lasciatevi provocare!  Incontrate il vostro prossimo con amore e non permettete che il diavolo semini malumori e ostacoli tra i Nostri amati figli -che siete voi-! Siete TUTTI fratelli e sorelle davanti a Dio, perché tutti provenite da LUI, dall’unico Padre il Creatore di tutti figli di Dio - quindi voi- e Creatore di tutto ciò che esiste!

Sappiate che la fine dei tempi è cominciata e per questo il diavolo imperversa furibondo dove può. Non dategli corda, perché molto presto sarà sconfitto, infatti, Gesù Cristo Salvatore di voi tutti, sarà mandato giù da voi. Apparirà in alto nel cielo e disputerà la battaglia per la decisione per il bene e vincerà. Il male sarà dannato per sempre e i Miei figli-Voi TUTTI-verrete liberati per sempre da ogni male. Vivrete nell’amore nel Nuovo Regno di Mio Figlio e condivideremo una grande gioia.

Io vi amo, Mia amata schiera di bambini e prego per voi al trono del Signore affinché il tempo della vostra ultima sofferenza passi in fretta, che abbiate il coraggio e che manteniate la fedeltà verso il vostro Padre Celeste!

Non lasciatevi mai imbrogliare dai presunti miracoli degli ipocriti del vostro tempo presente perché essi vogliono solo confondervi ancora di più. Non appena essi mostrano il loro vero volto, sarà troppo tardi per molti di voi, per ritrovare la via giusta verso Mio Figlio, infatti, sarete talmente smarriti che non riconoscerete la luce perché avete seguito ciecamente il primo venuto e non avete ascoltato la Nostra Parola.

Svegliatevi! Convertitevi e regalateCi il vostro SÌ! In questo modo resisterete allo smarrimento che travolgerà sempre più fortemente la vostra terra e proseguirete determinati la vostra via verso Casa.

Ascoltate la Nostra Parola in questi messaggi e pregate.

Tutto finirà bene per quelli di voi che si affidano a Noi!

Così sia.

“FIGLIO, NON DIMENTICARE LE LACRIME DI TUA MADRE!”



“Coraggio, popolo mio, tu, resto d’Israele! 
Avete dimenticato chi vi ha allevati, il Dio Eterno;  
avete afflitto Colei che vi ha nutriti, Gerusalemme… 
Con gioia li avevo nutriti e li ho dovuto lasciare con lacrime e gemiti… 
Andate, figli miei, andate, Io resto sola.  
Ho deposto l’abito della Pace, ho indossato il cilicio della supplica; 
griderò all’Eterno per tutti i miei giorni” 
(Baruc, 4) 


"Mamma, perché piangi ?" 
 
“Pianse perché era la Corredentrice e la Madre del genere umano rinato a Dio, e doveva piangere, per tutte le mamme che non sanno fare, del loro dolore di madri, una corona di gloria eterna”. (“Il Poema dell’Uomo-Dio”, vol. II, pag.16). 
 
“Dagli occhi di una madre ciascun figlio argomenta, in varie oc-casioni, gli affetti di Colei che, generandolo, donò al Figlio suo proprio immagine di se stessa. Guardare una mamma significa leggere nobili sentimenti o pene materne. Ebbene, figuratevi un momento l’incontro degli sguardi miei, pendente dalla croce, con gli sguardi di mia Madre quasi morente ai miei piedi. Cosa c’è di più pietoso che vedere Maria che guarda Me in stato di immense pene? La Mamma afflittissima non dimenticò più lo sguardo mio col quale le trafissi l’ultima particella di cuore ancora sana e dovetti operare un grosso prodigio per tenerla ancora in vita... 
Mamma mia, quali cose ti procurai associandoti a Me nella Redenzione del genere umano! 
I tuoi occhi ora brillano, ma il mio Cuore non sarà pago finché non farò conoscere a quanti più vorranno le tue pene, le tue amarissime amarezze. Chi Mi ama Mi segua anche in questo e cioè nel ricordo frequente di quegli occhi materni...” 
 
“Oggi ricordate i dolori di mia Madre e ve ne fate l’idea che potete. Oggi Io ricordo quei dolori, quelle pene, quel Cuore spezzato per Me e per voi, che era talmente bello e puro e così palpitante di santissimo amore, che da solo fece argine al grande mare tempestoso delle anime e Mi portò, quale tramite da Me desiderato, tutti voi, figli suoi. Ella, purissima dalla nascita, non avrebbe dovuto soffrire le conseguenze del peccato ed invece, con Me, ha ricevuto e sostenuto tutta la gravezza del mondo. Io ho redento, Lei ha cooperato con Me per amore mio e vostro. 
Io, Figlio divino dell’Immacolata, ho sofferto la grandissima Passione mia come soltanto il Padre può conoscere, ma non fui solo, perché Lei era con Me e Mi comprendeva tanto da essersi trasformata in una torcia di dolore. 
Oh, se sapeste cosa chiedete a Me e a Lei quando ci pregate di farvi provare una piccola parte delle nostre sofferenze! Se lo sapeste! Ma non potete farlo bene se non avete grandissima unione con Noi e, se vi esaudisco, sarà un soffrire blando assai al confronto di Me e di Lei. La Passione mia e quella di Maria, infatti, non saranno mai comprese da altre creature umane o angeliche, perché Io e Lei siamo altissimamente soli dinanzi a mio Padre, sebbene collegati a voi in unione di carità”. 

Pablo  Martín  Sanguiao

PRESENTAGLI LE NOSTRE DOMANDE



Presenta le nostre domande! Domanderemmo tutto... I bambini capricciosi vogliono ogni cosa e qualcos'altro ancora. "Chiedete e non ottenete perchè chiedete male, per spendere per i vostri piaceri„ (Gc 4, 3). Come è severo questo giudizio dell'apostolo Giacomo!
Eppure, la preghiera di domanda è tanto gradita a Dio. Gesù ci esorta a chiedere; a chiedere senza mai stancarci. Ma, alle nostre richieste bisogna dare una scala di valori. Non c'è il "Padre nostro" per insegnarci quali cose chiedere e quali prima e quali dopo?
La preghiera di domanda, se usata rettamente, concorre alla nostra santificazione. Perché uno dei suoi primi effetti è di farci prendere coscienza della nostra indigenza, di farci riconoscere che abbiamo bisogno di Dio.
Per noi, presso il Padre, intercede Gesù, nostro avvocato. Per noi intercede Maria: "Nella sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora pellegrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella patria beata. Per questo la Vergine è invocata nella Chiesa con i titoli di avvocata, ausiliatrice, soccorritrice, mediatrice" (LG 62).
Dunque, presentiamo le nostre domande a Maria. Ma stiamo bene attenti! "Non ti fai, per caso, della devozione alla Madonna una specie di superstizione per ottenere ogni cosa, senza accompagnare la tua preghiera con la conversione della vita? Non ti conviene dimenticare che il massimo desiderio di Maria nei tuoi riguardi è che tu diventi conforme a Gesù Cristo suo figlio" (G. Pollano).

La vostra espiazione è molto utile.



Maria Madre di Dio

La vostra espiazione è utile.  In questo modo molte anime possono essere ancora salvate. Dì questo a tutti i Nostri amati figli e pregali di tenere duro. Sarete salvati e portati nel nuovo tempo della pace e il vostro corpo, spirito e anima non proveranno più alcun dolore perché ciò che il Padre Nostro tiene in serbo per voi è stato creato nel puro amore ed è l’amore stesso che là vi accoglierà e v’inonderà. Tutte le vostre ferite guariranno e il vostro cuore esulterà. La vostra anima diverrà “viva” piena di gioia e di felicità perché essa non avrà più alcuna ombra, nessun peso, nulla mai più la opprimerà o la ferirà.

Figli Miei, tenete duro, perché presto arriva il giorno dell’ingresso in questa meravigliosa Gloria. Offrite le vostre sofferenze e pregate sempre Dio Padre di aiutarvi. Quando poi parlate con Gesù e Gli offrite i vostri dolori, il vostro fardello diventerà più leggero, perché l’amore di Mio Figlio vi avvolgerà. In questo modo non porterete il vostro peso da soli, perché ciò che affidate a Mio Figlio e offrite al vostro Padre celeste vi sarà tolto, perché una parte del vostro fardello sarà portato Da Mio Figlio.

Ricordate sempre, che salvate molte anime quando soffrite, espiate per Mio Figlio. Non dimenticatelo perché attraverso l’ offerta della vostra sofferenza, il vostro peso diventerà più leggero.

Secondo le rivelazioni del Cielo e dei Santi 



Visione del Ven. Bernardo Francesco de Hoyos.

Il 9 gennaio 1730, il Ven. Bernardo Francesco, che faceva gli esercizi spirituali ed era giunto alla meditazione dell'inferno, ne ebbe una visione terribile. D'improvviso si vide in un vasto campo; per ordine di Dio il suo angelo custode lo condusse fino all'orlo dell'abisso infernale che s'aprì a' suoi piedi: Vieni, gli diss'egli, e ti mostrerò questo grande spettacolo. Io vidi, scrive il santo giovane, un'immensa caverna piena di fuoco; da quel fuoco usciva un fumo così denso che offuscava la luce. Io dirigevo il mio sguardo su quella immensa distesa di fuoco, ma non ne vedevo la fine. Vidi certi dannati che, spinti dalla rabbia, uscivano fuori dalle fiamme, ma tosto vi ricadevano, precipitati dai demonii e trascinati verso l'abisso come una pietra verso il suo centro.
Il mio angelo si volse a me e mi disse: Fai ben attenzione. Allora vidi quali erano i castighi particolari per gl'impudici, per gli avari, per quelli che portano odio. Pieno d'orrore per quel che vedevo, stordito dalle bestemmie che udivo vomitare contro Dio e la sua santa Madre, spaventato dalla vista dei mostri che m'apparivano, distolsi gli sguardi e non distinsi più nulla. Avendo così percorso alla cieca un grande spazio, il mio angelo mi disse: Vieni e vedi, e scrivi ciò che vedrai.
Allora il sentiero ch'io seguivo s'aprì e mi trovai in un'altra cavità sopra la prima e più orribile. Là si tenevano i sacerdoti indegni che avevano avuto l'audacia di ricevere sacrilegamente nelle loro mani e nel loro cuore il Figlio della Vergine. Quei miserabili soffrivano tali torture che tutte quelle di cui ho parlato non sono nulla al loro confronto. Erano tormentati specialmente nelle parti del loro corpo che avevano toccata l'ostia consacrata; pel dolore si facevano scoppiare le mani ch'erano divenute come carboni ardenti; le loro lingue erano come fatte a pezzi e penzolavano fuori della loro bocca per significare i loro sacrilegi; tutto l'interno del loro corpo e specialmente il loro cuore era divorato dal fuoco e in preda ad orribili dolori. Là io vidi drizzarsi, come un serpente che vuol saltare, un cattivo sacerdote ch'io conobbi e che era morto subitaneamente dopo aver dato gravi scandali. Mi fissò con rabbia e subito ricadde nel più profondo della fornace (cap. x). 

AVVISI DALL'ALTRO MONDO SULLA CHIESA DEL NOSTRO TEMPO



Documentazione testuale di testimonianze dei demoni: 
Acabor, Allida, Giuda Iscariote, 
Veroba e Belzebù, 
durante l’esorcismo. 


17 Agosto 1975 
E = Esorcisti 
G = Giuda Iscariote, demonio umano 
Situazione delia Chiesa al tempo presente 
E: Quando devi uscir fuori? Parla, Giuda Iscariote! Parla ora nel nome della SS. 
Trinità, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo...! 
G: Io ero apostolo (parla con voce gutturale bassa, come quella di un uomo). 
E: Continua a parlare nel nome di Gesù...! 
G: Ero un traditore. 
E: Continua a parlare... lo sappiamo... parla nel nome di Gesù! 
G: Oggi ci sono traditori anche tra i vescovi, solo con la differenza, che io ho 
tradito apertamente, e questi possono camuffarsi. 
E: É questa la verità nel nome...! 
G: Sì. 
E: Non dici bugie? Nel nome...! 
G: No. Credi tu che io volevo dire questo? 
E: Hai tu dovuto dir questo nel nome…? Dì la verità! 
G: Sì. 
E: E nel nome di chi? 
G: Nel nome maledetto, DELLA (mostra in alto)... disgraziatamente. 
E: Quando uscirai fuori? Nel nome della SS. Trinità... dì la verità! 
G: Devo dire ancora dì più, 
E: Allora parla adesso, quello che devi dire, tutto quello che devi dire nel 
nome di Gesù! 
G: Tra i vescovi che ci sono adesso ci sono non meno traditori di quello che 
ero io, se non... 
E: Non tutti. Dì la verità nel nome...! 
G: Non tutti, ma molti. Ci si lascia prendere più facilmente dal loro trucco che 
dal mio. 
E: Continua, Giuda Iscariote, a dire quello che devi dire nel nome del ciclo, 
nel nome della SS. Trinità...! 


Non tutti i vescovi si trovano sulla giusta via  
... e a loro non si deve ubbidire 
G: Devo dire, che molti dei vescovi odierni non si trovano più sulla via giusta 
e a loro non si deve più ubbidire. L'ubbidienza viene scritta in grande, anche 
nel cielo l’ubbidienza è scritta in grande, ma adesso è il tempo dei lupi che 
urlano. 
E: Continua a parlare, Giuda Iscariote, nel nome dell'Immacolata Concezione, 
nel nome»...! Non devi dire bugie, nel nome...! 
G: Nessun agnello si getta nella gola del lupo. Non si può ubbidire a lupi. 
E: Nel nome di Gesù continua ora a parlare, continua a parlare nel nome... 
Nel nome dei Santi, le cui reliquie riposano sulla tua testa, dei Santi, che non 
erano traditori! Continua a parlare! 
G: Ogni uomo fugge, quando viene il lupo. Adesso è il tempo dei lupi, per 
sfortuna. Molti vescovi si sono tramutati in lupi feroci, che non sanno più che 
cosa dicono; e a questi non bisogna più ubbidire38, Qui anche il cielo non 
richiede più l’ubbidienza. 
E: Continua a parlare, Giuda Iscariote, nel nome della Madre di Dio...! 
G: Si può riferirsi soltanto al Papa. 
E: Continua a parlare nel nome di Gesù...!  
G: Costui non pubblica i suoi documenti perché viene smentito e falsificato. 
E: Continua a parlare nel nome...! 
G: Bisogna pregare giornalmente lo Spirito Santo, altrimenti si cade nella fossa 
oppure appunto nella gola dei lupi, 
E: Continua a parlare, Giuda Iscariote, nel nome dì Gesù! Che cos'hai da dirci 
ancora riguardo al Papa? Dì quello che devi dire da parte del cielo! Di più non 
vogliamo sapere, soltanto quello che vuol dire il cielo! 
G: Credi tu, che io dica altre cose? Credi tu che io vorrei dire questo? 
E: Dì nel nome di Gesù soltanto la verità che viene dal cielo, dalla Madre 
Celeste! 


Ecône è sulla retta via, molti la cercano 
E: Che cosa hai detto? Ripetilo, Giuda Iscariote! Di chi hai parlato?39 Dì la verità 
e soltanto la verità! 
G: Dopo un lungo combattimento, Ecône vincerà!.40 
E: Parla nel nome di Gesù! 
G: Ecône sta sull’unica via retta. 
E: È vero questo? Ha detto così il cielo? Parla nel nome di Gesù! 
G: Dicendo: la retta via, non voglio dire che non sia nessun altro sulla retta 
via. Però, la via che segue Ecône è l’unica retta. Ecco quanto voglio dire. Non 
sono molte le rette vie, però molta gente sta sulla retta via, Ecône sta sulla 
retta via, e parecchi che - pur non conoscendo Ecône - cercano la verità, 
stanno pure loro, sulla retta via. 
E: Continua, nel nome...! Parla quello che devi dire!  
G: L'arcivescovo Lefebvre avrà ancora molto da soffrire, però è buono. 
E: La liturgia da lui seguita è buona? Dì la verità nel nome di Gesù. 
G: La liturgia da lui seguita è l'unica buona, 
E: É verità questo, nel nome di Gesù? 
G: É tutta verità.
E: Nel nome della SS, Trinità, non avresti detto una bugia?  
G: No! É tutta verità! 
E: Da dove viene? Chi ti costringe a dire tanto? Parla nel nome...! 
G: È LEI (mostra sopra) che lo dice; sono LORO (sopra) che lo dicono! La verità 
viene dal - di - Sopra! A LORO, in Alto, la nuova liturgia dispiace. In nulla 
occorreva modificare l'antico Messale… Dico questo mio malgrado (grida e 
sospira). Oggi come oggi, non si vuole ubbidire a tutti i vescovi. 
E: Ci sono ancora buoni vescovi. Dì, nel nome...! soltanto la verità. 
G: Ce ne sono ancora a cui si può ubbidire; però a tutti, no! Su questo tema 
Acabor ha già parlato! (sospira e non può quasi respirare) 

Bonaventura Meyer

La preghiera compie miracoli. Quelli, che sono stati considerati ormai perduti, saranno convertiti a milioni.


Pregate, pregate, pregate per queste anime “perdute”.

È una preghiera miracolosa. Utilizzatela!

O mio Signore, mio Padre amorevole, nella Tua misericordia dona a chi non vede la verità, la grazia di comprendere.
Dona a chi non sente la verità, la grazia di capire. Dona a coloro che seguono ciecamente il male, la grazia di trovare Te.
Manda ora il Tuo Spirito Santo su di loro e regala loro la grazia della verità e della conversione.
Io ti ringrazio caro Padre.
Amen.

Vi aspettano tempi duri, ma nonostante ciò non dovete mai perdervi d’animo!


Maria Madre di Dio

Vi aspettano tempi duri ma non dovete mai perdere il coraggio. Tutto andrà bene per chi crede in Noi, ma le anime di coloro che non Ci conoscono, e Ci rifiutano, che Ci disprezzano sono in pericolo di perdersi perché l’anticristo le metterà alle strette.
Pregate, figli Miei per tutti quelli che non si rivolgono a Noi, perché le loro anime sarebbero rubate, i loro cuori divorati e il loro intelletto confuso!
Dite a tutti i Nostri figli di convertirsi perché gli attacchi del diavolo diventeranno sempre di più e la sua abilità ingannerà molte anime innocenti al fine di distruggerle!
Non lasciatevi mai mettere sotto e pregate, pregate, pregate.

Dio Padre
Tenete duro. I tempi oscuri non dureranno troppo a lungo. Io interverrò e Mio Figlio verrà.

Gesù
Chi non vede la luce resterà nell’oscurità.
Chi non MI accetta, resterà nell’oscurità.
Chi non viene a Noi, a Mio Padre e A Me, resterà nell’oscurità. La sua eternità sarà la dannazione e la sua ricompensa tormento e sofferenza.

ESERCIZIO DI PERFEZIONE E DI VIRTÙ CRISTIANE



Della stima e del prezzo in che abbiamo da tenere le cose spirituali. 

Necessaria al religioso.  

Colui che si diletta di pietre preziose, ha bisogno di conoscere il valor d'esse, sotto pena d'essere ingannato; perché se non le conosce né le sa stimare, cambierà e venderà qualche gioia di gran prezzo per cosa che valga molto poco. Il nostro traffico è di pietre e di perle preziose: «È simile il regno dei cieli a un mercante che cerca buone perle» (Mt 13, 45). 
Siamo negozianti e mercanti del regno dei cieli: bisogna che conosciamo e stimiamo il prezzo e valore della mercanzia che traffichiamo, per non essere ingannati, cambiando l'oro col fango e il cielo colla terra; il che sarebbe un perniciosissimo inganno. E però dice Iddio per bocca del profeta Geremia: «Non si glorii il saggio di sua sapienza, e non si glorii il valoroso del suo valore, e non si glorii il ricco di sue ricchezze; ma di questo si glorii, chiunque si gloria, di sapere e conoscere me» (Gr 9, 23 segg). Questo è il tesoro maggiore di tutti, conoscere, amare e servir Dio: e questo è il maggior negozio che possiamo avere: anzi non abbiamo altro negozio che questo; poiché per questo siamo stati creati, e per questo siamo venuti alla religione: questo è il nostro fine: quivi ha da terminare la nostra carriera: quivi hanno da essere il nostro riposo e la nostra gloria. 

ALFONSO RODRIGUEZ 


SUOR M. MARTA - LA SS. VERGINE - SAN GIUSEPPE E LA SANTA FAMIGLIA



CON GESÙ E MARIA, S. GIUSEPPE 

Il cuore di Suor M. Marta non separava nei suoi devoti affetti, ciò che Dio ha sì soavemente e fortemente unito. Essa amava il “buon S. Giuseppe”. A Lui ricorreva con figliale confidenza seguendo l'invito del Salvatore medesimo: “Dovete chiamare S. Giuseppe vostro Padre, perché Io gli ho dato il titolo e la bontà di Padre”. 

E l'augusto Custode di Gesù Bambino, non sdegnava di condiscendere a rapporti di dolce intimità, nei quali la nostra Sorella riceveva utili insegnamenti per la sua vita spirituale. 
  
Lezione di carità perfetta: “Figlia mia, Gesù vuole tutto intero il tuo cuore. A misura che tu sarai fedele a dargli i tuoi affetti, Gesù ti darà per il prossimo tuo l'amor puro di cui Egli è sorgente”. 
   
Lezione di raccoglimento e di unione con Dio: “Preferisco la preghiera del cuore e l'unione con Gesù, alla sola preghiera delle labbra”. 
  
Promesse di soccorso nei bisogni giornalieri: “Io tengo conto di ogni preghiera che mi viene rivolta”. 
 
Per l'ora della morte Egli le dava questa assicurazione: “Se l'anima, che mi ha pregato, avrà ancora dei debiti col Giudice supremo, Io implorerò grazia per lei”. 
  
E per tutti i giorni della vita Egli le raccomandava l'invocazione, d'altra parte così apostolica: “Glorioso S. Giuseppe, proteggeteci e proteggete la Santa Chiesa”. 
  
Suor M. Marta si compiaceva in particolar modo di venerare e pregare il “buon S. Giuseppe” nella Sacra Famiglia e per mezzo della Sacra Famiglia. Gesù, Maria, Giuseppe: oh quanto essa amava avvicinare questi nomi benedetti! Oh, quanto amava contemplare Maria e Giuseppe presso Gesù. 
  
“Mia Madre, io torno dal Paradiso! - diceva alla sua, Superiora, dopo una lunga estasi - Non posso dire ciò che ho visto! Posso dire solo una cosa, che mi sono prostrata ai Piedi della Sacra Famiglia e ho detto a S. Giuseppe: Mio buon Padre, vi ringrazio che mentre 
eravate sulla terra mi avete custodito la mia dolce Madre Maria; ora vi supplico di custodire la mia On.ma Madre affinché non muoia prima di me... S. Giuseppe non mi ha risposto”. (2) 
  
Una tra le giaculatorie preferite era questa: “Gesù, Maria, Giuseppe, vi dono il cuore, l'anima e la vita mia”, e la recitava con tanto fervore, che meritò questo incoraggiamento dagli augusti Sposi: “Quando fate questa invocazione, noi prendiamo i vostri cuori e li presentiamo a Gesù”. 
  
“Questa preghiera, soggiunse S. Giuseppe, mi procura una grande gloria, e una grande gioia, essa rinnova la felicità che ho gustato nel divenire Padre putativo di Gesù e Capo della Sacra Famiglia”.  

SUOR MARIA-MARTA CHAMBON