lunedì 16 dicembre 2019

Quanto dolore esiste sulla vostra terra, ma coraggiosamente i figli fedeli prendono su di sè la loro croce e seguono il Signore.



I 1000 anni di pace incominceranno molto presto!

Bonaventura guarda tristemente sulla nostra terra:

Sì, figlia Mia, guardo con tristezza giù sulla vostra terra, perché distruggete la creazione del Signore, vi ponete contro LUI e contro Suo Figlio e voltate le spalle all’unica Verità. Siete talmente dominati dall’oscurità del diavolo, talmente coperti dalla cortina di nebbia, dipendenti dall’amor proprio e volete sempre più brivido, sempre più di questo e di quello, che non riuscite a riconoscere la Verità. Il vostro cuore è infatti adombrato, chiuso e completamente avvolto nella nebbia ; il diavolo vi ha allestito un mondo dell’apparenza e non trovate l’uscita, perché anche nel vostro cuore provate “i brividi di piacere” del diavolo, così non trovate mai l’unica vera gioia del Signore. Se però non vi convertite presto, andrete all’inferno insieme a questo mondo dell’apparenza poiché siete totalmente persi in esso, che non vi accorgete di ciò che accade intorno a voi e non riconoscete la Verità del Signore.

Figli Miei. Svegliatevi! Liberatevi da questo mondo dell’apparenza del diavolo e intraprendete la via per il Signore! Solo LUI è la vostra salvezza. Solo con LUI raggiungerete il Nuovo Regno! Solo LUI, Gesù Cristo, vi porterà al Padre, e solo con LUI diverrete figli felici!

I 1000 anni di pace presto cominciano, ma saranno donati solo ai figli che si sono donati a Gesù e che GLI hanno regalato il loro SÌ. Saranno le anime fedeli a raccogliere le ricchezze del Signore. Quelli invece che si sono allontanati da Lui, proveranno sofferenza, tormento e agonia perché il diavolo si rivelerà per quello che è, maledirà chiunque non gli abbia dato la vittoria su Gesù e farà soffrire tutti i figli, li tormenterà e li dominerà e questa condizione sarà insopportabile per i figli caduti.

Per questo, cambiate strade finchè c’è ancora tempo, perché presto Gesù, verrà e vincerà il male e la sua armata delle atrocità. Allora, figli Miei, voi dovete essere pronti perché Gesù potrà portare con sé, nella nuova era della pace, il Suo Nuovo Regno, solo chi Gli ha regalato il suo SÌ.Così sia.

Convertitevi.

Il vostro san Bonaventura. Amen.

O MARIA



O Maria, Vergine e Madre Santissima, ecco che io ho ricevuto il Tuo dilettissimo Figlio, 
che Tu hai concepito, generato, allattato e stretto al seno con i più soavi amplessi. Quello 
stesso Figlio, la cui vista ti allietava e ti deliziava, ora umilmente ed affettuosamente lo 
presento nelle tue braccia, affinché Tu lo abbia a stringere al Tuo Cuore, amarlo ed 
offrirlo alla SS. Trinità in supremo culto di adorazione, a tuo onore e gloria, per i miei 
bisogni e per quelli di tutto il mondo. Ti prego dunque, o piissima Madre, d'impetrarmi il 
perdono di tutti i miei peccati, un'abbondante grazia di servire ed amare da ora innanzi il 
Figlio tuo con maggior fedeltà, e infine la grazia della perseveranza finale affinché lo 
possa lodare insieme con Te per tutti i secoli. Così sia. 

Non permettete che il diavolo vi avvolga con i suoi veli!



Maria Madre di Dio

Figli svegliatevi perché i vostri giorni terreni sono contati! Esiste già moltissima sofferenza, tantissima ancora travolgerà la vostra terra, ma voi non volete ammetterlo! Vi chiudete alla verità, restate fermi nell’apparenza e nell’illusione e in questo modo vi mettete in grande pericolo.

Figli Miei così non va! Sbarrate a voi stessi la strada per la Salvezza Eterna!

Figli Miei, svegliatevi! Dov’è l’amore in voi e nel vostro cuore? Pensate di riuscire a sfuggire al diavolo con un po’ di compassione? No, figli Miei, dovete dichiararvi per il Mio Gesù, perché altrimenti il diavolo prenderà possesso su di voi e voi correte il grosso pericolo che egli rubi la vostra anima e la trascini con sé nel giorno dei giorni, quando Mio Figlio tornerà per salvare i Suoi figli fedeli.

Non permettete che il diavolo vi avvolga con i suoi veli, perché chi è impigliato in questi veli, resta prigioniero dell’apparenza, nella nebbia del mondo illusorio della bestia.

Con un SÌ a Mio Figlio Gesù, vi sarà regalato l’aiuto e il sostegno e sarete liberati dalle insidie del diavolo.

Così sia.

domenica 15 dicembre 2019

LA NASCITA DI GESU’ NELLA DIVINA VOLONTA’


(Tratta da: Brani scelti dai Volumi di Luisa Piccarreta)

24 dicembre 1903 - Vol. 6

Gesù nacque nel tempo e rinasce nelle anime per amore.

Questa mattina, trovandomi nel mio solito stato, è venuto il Bambinello Gesù, ed io vedendolo piccino piccino, Gli ho detto: “Quale fu la causa che Ti fece venire dal Cielo, e nascere così piccino nel mondo?”
Ed Egli: “L’amore!
La mia Nascita nel tempo fu anche lo sbocco dell’amore della SS. Trinità verso le creature. In uno sbocco d’amore della Mia Madre nacqui dal Suo Seno, ed in uno sbocco d’amore rinasco nelle anime. Ma questo sbocco viene formato dal desiderio, e non appena l’anima comincia a desiderarMi, Io resto già concepito: e quanto più s’inoltra nel desiderio, tanto più Mi vado ingrandendo nell’anima. Quando questo desiderio riempie tutto l’interno e giunge a traboccarne fuori, allora rinasco in tutto l’uomo, cioè nella mente, nella bocca, nelle opere e nei passi, in tutto.
All’opposto, anche il demonio fa le sue nascite nelle anime, non appena l’anima incomincia a desiderare e volere il male, egli resta concepito con le sue opere perverse: se questo desiderio viene nutrito, il demonio ingrandisce e riempie tutto l’interno di passioni le più brutte e schifose, e giunge a farne lo sbocco fuori, dando all’anima la rotta di tutti i vizi. Figlia mia, quante nascite fa il demonio in questi tristissimi tempi! Se avessero potere, gli uomini e i demoni avrebbero distrutto le mie nascite nelle anime”.


ANGELI IN AZIONE



I cori degli Angeli

Secondo tutti gli autori, ci sono nove cori di angeli:

1 -             Angeli, che compaiono in molti testi biblici (Ap 5, 11; Dn 7, 10);
2 -             Arcangeli, specialmente san Michele, Gabriele e Raffaele (1 Ts 4, 16);
3 -             Principati (Ef 6, 12; Col 1, 16; Rm 8, 38; 1 Col 15, 24; Ef 1, 21; Col 2, 15; Col 2, 10; Ef 3, 10);
4 -             Virtù (Ef 1, 21; 1 Pt);
5 -             Potestà (Stessi testi dei Principati);
6 -             Dominazioni (Col 1, 16; Ef 1, 21);
7 -               Troni (Col 1, 16);
8 -               Cherubini (Ez 10, 1-20; Gn 3, 24);
9 -               Serafini (Is 6, 2-6).

In base alla rivelazione fatta da Dio alla mistica tedesca Mechtilde Thaller (1868-1919), ai Principati è affidata la cura delle parrocchie e di tutti i loro fedeli. Sono sempre in adorazione di Gesù Sacramentato, giorno e notte, e pregano per i fedeli della parrocchia. Nessun sacerdote dovrebbe scordarsi di salutare l’angelo della sua parrocchia e gli angeli che circondano e adorano Gesù dinnanzi all’altare della parrocchia.
Gli angeli Virtù sospingono verso le virtù e le incarnano in diversi modi. Alcuni di questi angeli si distinguono in modo particolare in alcune virtù, per esempio: nella purezza, nella fedeltà, nella generosità, nella pazienza, nell’allegria, nella speranza. Per questo, sarà più che opportuno chiedere all’angelo Purezza questa virtù, o all’angelo Allegria, che ci doni l’allegria necessaria per liberarci dalla tristezza. E allo stesso modo possiamo comportarci con altre virtù; soprattutto con quelle di cui maggiormente abbisogniamo.
Gli angeli Potestà accompagnano i loro sacerdoti nelle funzioni religiose, soprattutto, quando celebrano la messa e si confessano...
Gli angeli Dominazioni sono angeli che proteggono specialmente i missionari per la gloria e l’ampliamento del regno di Dio. Sono gli angeli dell’insegnamento, anche nelle università, nella direzione spirituale...
I Troni sono angeli della categoria regia, poiché sono angeli che aiutano e assistono i re e i loro alti dignitari.
I Cherubini sono le spade di Dio, spade di fuoco e stanno dinnanzi al trono del Papa e dinnanzi a certi santuari per proteggerli.
I Serafini sono gli angeli-amore, che stanno al servizio dell’amore. Senza sosta adorano e amano la Santissima Trinità. Sono stati creati per amare e adorare Dio. Sono gli angeli più spirituali, i più amorevoli: sono pieni del fuoco dell’amore di Dio.
Forse queste idee di Mechtilde Thaller sono opinabili, ma ciò che è certo è che ci sono cori di angeli diversi, che mantengono missioni distinte e con ciascuno di questi cori sarebbe bello stringere amicizia affinché ci aiutino nel corso della nostra vita.
Dal canto mio, di volta in volta, quando celebro la messa, invito in maniera personale uno dei cori angelici, affinché, in giorni diversi, possa tenermi la sua speciale compagnia e, normalmente, li invito tutti a starmi accanto mentre celebro la messa(3).

Padre ángel Peña

SAN GIOVANNI DELLA CROCE



Ci sono delle anime che si rivoltano nel fango come gli animali, e altre che volano come gli uccelli, che nell’aria si purificano e si puliscono.

Un Invito a ritornare a Dio



Caro Gesù, perdona me, anima separata,  
che ho rinunciato a Te perché ero cieco. 
Perdonami per avere sostituito il Tuo amore  
con cose inutili che non hanno alcun valore. 
Aiutami a trovare il coraggio di camminare al Tuo Fianco,  
ad accettare con gratitudine il Tuo Amore e la Tua Misericordia. 
Aiutami a rimanere vicino al Tuo Sacro Cuore  
e a non allontanarmi mai più da Te. 
Amen. 

ESERCIZIO DI PERFEZIONE E DI VIRTÙ CRISTIANE



Della stima e del prezzo in che abbiamo da tenere le cose spirituali. 


Da stimarsi più che il far miracoli.  

Aveva mandati Cristo nostro Redentore i suoi discepoli a predicare, e dice il sacro Vangelo che ritornarono molto contenti e festosi, dicendo: Signore, abbiamo fatto cose meravigliose e grandi miracoli; mentre perfino i demoni si rendevano soggetti a noi e ci ubbidivano nel vostro Nome. E il Redentore del mondo rispose loro: «Non vogliate rallegrarvi per questo, che siano a voi soggetti gli spiriti: ma rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti nel cielo» (Lc 10, 20). Nell'acquistarci e guadagnarci il regno dei cieli abbiamo da mettere il nostro gusto e la nostra allegrezza; perché senza di questo, né il far miracoli, né l'operare grandi conversioni a nulla ci gioverà. «Che giova infatti all'uomo guadagnare tutto il mondo, se poi perde l'anima?» (Mt 16, 26). 

ALFONSO RODRIGUEZ 

Geremia



La disubbidienza del popolo

16Il Signore disse: 'Geremia, non pregare per questo popolo, non piangere e non supplicarmi in suo favore, non insistere con me, perché non ti ascolterò. 17Non vedi che cosa fanno nelle città di Giuda e nelle strade di Gerusalemme? 18I ragazzi raccolgono la legna, gli uomini accendono il fuoco, le donne impastano la farina per fare dolci in onore della dea Istar, regina del cielo, e offrono vino ad altri dèi. Tutto questo mi offende. 19Ma è proprio me che offendono? No, offendono se stessi e si coprono di vergogna. 20Perciò la mia grande collera si riversa su questo luogo, sugli uomini e sul bestiame, sugli alberi della campagna e sui frutti della terra. Il mio furore brucerà come fuoco che non si spegne'. Così ha detto Dio, il Signore.

ADAMO E LA SUA VITA NELL’UNITA’ DEL SUO CREATORE E PADRE



scelta di Brani dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta

La Divina Volontà è più che madre;  cresce insieme alla creatura e forma la sua vita;  e l’operato della creatura in Essa è lampo di luce. (Volume 24 - Agosto 26, 1928)

[…]  (Gesù a Luisa:)  “Figlia mia, quanto ti ama il mio Volere!  Più che madre ti tiene fra le sue braccia e, mentre ti tiene stretta al suo Seno, ti sta dentro per crescere insieme con te.  Palpita nel tuo cuore, circola nel tuo sangue, cammina nei tuoi piedi, pensa nella tua mente, parla nella tua voce;  è tanto il suo amore, la sua gelosia, che se sei piccola si fa piccola, se cresci cresce insieme, e se operi t’ingrandisce tanto che ti distende in tutte le opere sue.  […]
Ecco, perciò tu giri nella Creazione, perché questa madre che è mia Volontà Divina vuole la sua vita che ha formata in te, la sua figlia, in tutti gli atti suoi.  Quindi chi vive nel mio Fiat Divino corre insieme alla corsa vertiginosa, ordinata ed armonica di tutta la Creazione.  […]
L’anima che vive nel mio Volere, come opera sprigiona i suoi lampi dal seno della sua umanità e forma altra luce nel Sole del mio Fiat Divino;  non solo, ma rischiara la terra dalle tenebre dell’umano volere. […] L’operare nel mio Volere contiene la forza universale, quindi forza unica, nuova Creazione, vita divina.  Perciò come la creatura fa il suo atto di lampo, tutte le porte si aprono delle opere mie per ricevere la nuova Creazione ed il lampo di luce dell’operato della creatura nel mio Fiat;  perciò tutte le opere mie si sentono rinnovate e doppiamente glorificate, sicché tutte festeggiano nel sentire la nuova forza creatrice sopra di loro”.  […]

"Signore, insegnaci a pregare!"



Raccolta di preghiere della Serva di Dio LUISA  PICCARRETA 

Efficacia della preghiera 

Trovandomi nel solito mio stato, per breve tempo ho visto il benedetto Gesù ed io Lo pregavo per me e per altre persone; ma con qualche difficoltà, fuori del mio uso, come se non avessi potuto ottenere tanto, se avessi pregato per me sola. Ed il buon Gesù mi ha detto: “Figlia mia, la preghiera è un punto solo e, mentre essa è un punto, può afferrare insieme gli altri punti; sicché tanto può impetrare se prega per sé sola, (quanto) se prega per altri: una è la sua efficacia”. (Vol. 7°, 30.05.1907). 

a cura di D. Pablo Martín

Il grande divorzio tra sacerdote e vittima



DIFFERENZA FRA SACERDOTE E VITTIMA 

***
36 Come Sacerdote Cristo era senza peccato: "Chi di voi può convincermi di peccato?" (Gv 8,46). "Rispose l’angelo: ‘Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio’" (Lc 1,35). "Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il principe del mondo, egli non ha nessun potere su di me" (Gv 14,30). "Che c’entri con noi,Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio" (Mc 1,24). 

37 Come Vittima Cristo fu identificato con i peccatori: "Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio" (2Cor 5,21). 

38 Come Sacerdote Cristo fu santo della santità di Dio, come vittima Cristo fu trattato "come peccato". 

39 Come Sacerdote fu "separato" dal mondo; come Vittima venne nel mondo per combattere contro il demonio, principe del mondo. 

40 Sulla croce fu innalzato come Sacerdote; sulla croce fu prostrato come Vittima. 

41 Come Sacerdote è mediatore presso il Padre; come Vittima è mediatore per i peccati degli uomini. 

42 Davanti a Pilato parlò sette volte come Sacerdote-pastore; dinanzi a Pilato egli tacque sette volte come Agnello-vittima. 

43 Come Sacerdote ha relazioni verticali con il cielo; come Vittima ha relazioni orizzontali con la terra. 

44 Come Sacerdote ebbe una dignità; come Vittima soffrì ogni indegnità. 

45 Come Sacerdote: Dio è vivente; come Vittima: Dio è morto. 

46 Come Sacerdote prega il Padre perché il calice passi; come Vittima lo beve fino alla feccia. 

47 S. Agostino nelle sue "Confessioni", interpreta molto bene tutto questo: "Ideo Victor quia Victima". Quando il ministero del Cristo si avvicina al suo vertice, Egli sempre più insiste che la vittoria sui principati e su ogni potere deve venire attraverso il suo sacrificio e la sua morte. 

48 Cristo personalmente fu senza peccato, ma egli volontariamente accettò di essere imputato come colpevole. Se egli fosse stato solo sacerdote avrebbe esitato a fare l'ultimo passo verso la Croce e la Risurrezione. Come nostro rappresentante Cristo fu trovato colpevole di bestemmia, perché noi abbiamo bestemmiato; alla corte di Anna e dinanzi a Pilato noi peccatori eravamo sotto giudizio nella persona del nostro innocente Sostituto. Sebbene personalmente innocente, Egli fu ufficialmente colpevole. 

49 Cristo divenne povero per espiare la nostra cupidigia; egli patì la fame, perché noi mangiammo il frutto proibito; soffrì la sete, perché noi bevemmo da cisterne sporche. Egli non era un individuo privato, ma il Capo dell’umanità, impegnato dall'Alleanza. 

50 La perfetta innocenza del suo sacerdozio fu la base necessaria della sua opera di portatore del peccato. "Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio" (2Cor 5,21). 

51 Egli deve essere innocente per sostenere il colpevole. Egli deve essere santo per sostituirsi al peccatore, altrimenti non sarebbe stato un Salvatore. 
Fu il Giusto che soffrì per l'ingiusto: "Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti” (1Pt 3,18). 

52 Egli morì al nostro posto. La sua innocenza, invece di squalificarlo per la sua morte di croce, divenne la sua caratteristica essenziale: di essere portatore del peccato. Cristo non è morto per guadagnarsi il nostro amore. 

53 Immaginatevi due uomini che stanno pescando, calmi, su una banchina. 
Improvvisamente uno di loro balza in piedi, si getta nell’acqua e, mentre sta per annegare, grida: “Questa è la prova di quanto ti amo”. Il gesto di quest’uomo sarebbe ridicolo. Ma se qualcuno cadesse realmente in acqua e fosse in pericolo di annegare, allora avrebbe senso il tuffarsi per salvarlo. 
Cristo ha portato i nostri peccati, sopportando l’inferno per causa nostra. A volte, più amiamo, più soffriamo. Una madre soffre più di una figlia sregolata, che ha perso ogni senso di virtù. Siccome Iddio ama, Egli soffre per noi. 

54 Una poesia di Sydney Carter: “Venerdì mattina”, esprime, secondo uno dei due ladroni, la convinzione che né l’uno né l’altro di loro sarebbe dovuto finire in croce, ma Dio avrebbe dovuto essere crocefisso, per permettere a Gesù di morire: 

“Era il venerdì mattina 
quando mi presero dalla cella 
 e vidi che avevano un carpentiere  
che pure doveva essere crocefisso. 
Voi potete biasimare Pilato  
potete biasimare i Giudei  
biasimate anche il Diavolo.  
Io accuso Iddio.  
Dio dovevano crocifiggere  
invece di te e me,  
lo dissi al carpentiere  
pendente dalla croce. 
Certo, Barabba era un omicida  
e lo lasciarono andare  
ma tu sei in croce  
per aver fatto nulla (di male) quaggiù. 
Ora Dio è su in cielo  
e non muove un dito.  
Con milioni di angeli a guardia  
e non muovono un’ala.  
È Dio che dovevano crocifiggere  
invece di te e me,  
lo dissi al carpentiere  
pendente dalla croce”. 

55 La sorprendente verità è che era Dio colui che avevano crocifisso. "È stato Dio infatti a riconciliare a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe" (2Cor 5,19). 
***
Mons. J. Sheen Fulton

Trattato di Demonologia



I - I DUE FRATELLI TEOBALDO E JOSEF BURNER
Illfurt, Alsazia, 1864-1869


***
Alla ricerca delle cause

Nonostante la straordinarietà dei fenomeni che quotidianamente e in forma sempre più impressionante avvenivano in casa Burner, di cui erano al corrente tutti gli abitanti del villaggio e ben presto anche quelli dei paesi vicini, nessuno aveva pensato alla vera causa da cui derivavano, cioè a una possessione diabolica, o se a qualcuno ne era venuto il dubbio, non aveva avuto il coraggio di manifestarlo anche per il timore non infondato di non essere preso sui serio. Tanto è vero che gli esorcismi furono cominciati soltanto quattro anni più tardi, nel 1868, e il permesso di farli fu ottenuto con molta difficoltà dal vescovo di Strasburgo Monsignor Raess che da principio non voleva credere a una vera possessione diabolica. Questa diffidenza dei testimoni oculari più vicini agli strani fenomeni di Illfurt è a conferma della verità e oggettività dei fenomeni stessi che non si possono attribuire, come generalmente e semplicisticamente avviene, a illusione collettiva o a psicosi di massa o a altre cause puramente naturali.
Non è neppure escluso che la prima origine dei fatti si possa attribuire a maleficio. Viveva in Illfurt una donna anziana, malfamata, accusata di stregoneria, che a causa dei suoi scandali era stata cacciata dal suo paese di origine. I due fratelli — si diceva — avevano un giorno ricevuto dalla vecchia una mela e l’avevano mangiata. Da quel giorno erano stati colpiti dalla strana malattia e non si erano più ripresi. Che ci fosse una relazione tra i fenomeni diabolici e quell’incontro casuale?
Probabilmente sì, stando a quello che gli stessi spiriti cattivi dissero ripetutamente in seguito. 
Comunque sia la cosa, è certo che la presenza degli spiriti del male non si poteva più ormai mettere in dubbio e, come dice il vangelo, dai loro frutti si poteva conoscere l’albero, da ciò che essi dicevano e facevano si poteva facilmente intuire chi fossero.
Teobaldo, come si venne a sapere più tardi, era posseduto da due diavoli, e da altri due Josef. I nomidei due diavoli di Teobaldo furono tenuti gelosamente segreti fino a quando furono iniziati gli esorcismi e l’esorcista, il padre gesuita Souquart, obbligò gli spiriti di rivelarli. Il nome di uno era Oribas e dell’altro Ypès, il quale ultimo dichiarava di essere un «conte dell’inferno» e di essere a capo di 71 legioni di diavoli. Ypès era sordo e Teobaldo, di cui egli si era impadronito, rimase completamente sordo per più di tre anni tanto che un colpo di pistola sparato accanto al suo orecchio non fu per nulla avvertito. Egli riacquistò l’udito solo al momento della liberazione durante l’ultimo esorcismo.
Josef, ugualmente, era posseduto da due demoni, ma Solo di uno, che si chiamava Soiathiei, si poté conoscere il nome, mentre il nome del secondo demonio non fu mai possibile saperlo.
***
Paolo Calliari

EPISTOLARIO



LA DIREZIONE SPIRITUALE 


1.   Necessità della direzione 
Da autentico maestro della vita spirituale, padre Pio aveva idee molto chiare sull'importanza della direzione spirituale per l'ascesa delle anime verso la perfezione. Nel novembre 1946 il cappuccino padre Giovanni da Baggio si trovava in visita a San Giovanni Rotondo ed ebbe occasione di trattenersi a lungo con il Padre su vari argomenti. In uno di questi colloqui dice: "Gli ho anche domandato se si può fare senza il direttore spirituale. Mi ha risposto che può anche bastare il confessore, e quando questi non sia capace a comprendere certe situazioni dello spirito, ci si rimette alla bontà di Dio. Però, dice, fare da sé è come studiare da sé; col maestro si fa prima e meglio" 1.  
Ma evidentemente per poter "far prima e meglio" nella scienza dello spirito, il maestro scelto deve possedere le doti richieste. E padre Pio lamentava, anzitutto, la mancanza di guide esperte ed illuminate:  "Quello che mi dà un po' a pensare è ch'ella [una persona raccomandatagli da padre Agostino] avrebbe bisogno di un direttore ben illuminato nelle vie di Dio. 
Ma dove trovarlo in questi bruttissimi tempi? Anche il pietosissimo Gesù ha avuto a lamentarsi di questo. Oh i tristissimi tempi, padre mio, in cui ci siamo imbattuti!" (16 2 1915).  
Inoltre deplorava che i direttori spirituali non sempre erano all'altezza della loro delicata missione e spesso erano di ostacolo alle anime che aspiravano alla cima della perfezione cristiana:  "Con coscienza angosciosa tengo a dirvi con tutta secretezza che quest'anima [sulla quale gli era stato chiesto un parere] avrebbe un gran bisogno di una migliore e più assidua direzione spirituale e che stante la coscienza di chi la guida e di chi ne ha l'immediata cura, è più il male che a lei ne arrechi che il bene. In che tristi tempi ci siamo imbattuti, mio carissimo padre! Piaccia al re delle anime che voglia presto sovvenire ai bisogni di che occorrono queste creature privilegiate!"  (19 7 1915).  
Dalla riconosciuta necessità della direzione nasceva in padre Pio una illimitata fiducia e sincera apertura di coscienza con i suoi padri spirituali e confessori: "Hai mai confidato fin dal principio ai confessori ciò che Gesù operava in te e fuori di te?", gli domandava padre Agostino il 13 ottobre 1915. 
E padre Pio rispondeva:  "State tranquillo, o padre, anche su questo punto, ché l'anima di cui parliamo non mai maliziosamente ha taciuto coi suoi direttori più che con i suoi confessori, ciò di cui veniva operando in lei. Dissi: con i suoi direttori più che con i suoi confessori, perché disgraziatamente, stante la sua vita girovaga non si è potuto mai incontrare, nel mondo specialmente, con confessori illuminati nelle vie soprannaturali. In riguardo vi esprimerò meglio questo mio pensiero al primo abboccamento che avrò con voi" (17 10 1915).  
Queste brevi osservazioni bastano per farci intravedere la chiara visione che padre Pio aveva del problema della direzione delle anime.  
Lasciando ora da parte tutta la vasta problematica che investe questo capitolo della teologia della perfezione cristiana, e che certamente sarà oggetto nell'avvenire di ponderato studio da parte degli specialisti, noi ci soffermeremo ad illustrare alcuni aspetti tra i più salienti e significativi che emergono dall'epistolario, per facilitarne l'interpretazione e valutare il comportamento del Padre nella duplice prospettiva di diretto e di direttore. 
Infatti egli ricavò incalcolabili vantaggi da una direzione intelligente ed oculata e, a sua volta, diresse saggiamente nelle vie dello spirito i suoi direttori.  

PADRE PIO DA PIETRELCINA 

Preghiera Portare il cielo alla terra



Che cosa è la preghiera 


Una lista senza fine 

Il nostro Dio è un Dio di una varietà senza fine; non sempre due fiocchi di neve sono gli stessi. Anche i modi in cui possiamo pregare sono svariati. Il libro dei  salmi è un meraviglioso libro sulla preghiera e parla della preghiera come di gridare a Dio, chiamare Dio, cercare Dio e alzare le mani a Dio. 

Vi sono preghiere di accordo, di fede, di liberazione, di combattimento, autorità e ancora....Tutte le vere preghiere deliziano Dio. 

Proverbi 15:8 
.....ma la preghiera degli uomini retti gli è gradita. 

Accettate i regali del Cielo!



Quando Mio Figlio viene e vi porta con sé, la vostra anima deve essere pura. Si deve essere preparata e deve aver abbandonato tutti i peccati. Andate quindi sempre a confessarvi, Miei amati figli, perché solo in questo modo ricevete l’assoluzione dal peccato, perché la misericordia di Mio Figlio vi perdona in ogni confessione.

Mi raccomando, Miei amati figli, mostratevi realmente pentiti perché non vi serve a nulla pronunciare a parole i vostri errori se nel vostro cuore non percepite il vero rimorso! Pentitevi, quindi delle vostre azioni, parole e comportamenti peccaminosi e restate completamente vicini a Dio e a Mio Figlio perché Loro vi preservano dal peccare e v’inondano con il Loro amore divino.

Figli Miei. Accettate i regali del Cielo! Partecipate alle vostre sante messe! Confessatevi! E siate buoni gli uni con gli altri! Chi ha un cuore puro non deve temere. Chi invece è impuro e pieno di peccato, senza rimorso nel suo cuore, chi pensa solo al proprio vantaggio, chi non ama il prossimo e gli fa del male, conoscerà la paura, perché quando Mio Figlio viene per riscattare tutti i Suoi figli fedeli, allora chi è malvagio, disubbidiente, vendicativo ed egoista avrà un brutto risveglio!

Convertitevi quindi regalate a Gesù il vostro SÌ, perché Egli vi aiuta in ogni tratto della vostra via. Egli sarà con voi in ogni momento della vostra vita e verrà per salvarvi e per portarvi con Sè nel Suo Nuovo Regno, che il Padre creò per ciascuno dei Suoi figli, e dove vuoi finalmente condividerete la vostra vita pacificamente con amore e perfetta gioia insieme a Gesù, vostro fratello è Salvatore.

Così sia.

La vostra Mamma Celeste che vi ama.

Mamma di tutti figli di Dio. Amen.




Dio non lo rimpiange [di aver creato l'uomo] perché c'è stata Maria e Maria basta per giustificare tutto; è l'unica creatura assolutamente perfetta che rallegra suo padre in modo unico.

Marie-Dominique Philippe


La santità sacerdotale



La vostra vocazione è bella! Siatele attaccati, approfonditela, e che diventi per voi una vita, una trasformazione dell’anima nella persona di Nostro Signore Gesù Cristo.”


Dopo il libro postumo di Mons. Lefebvre, La Messe de toujours, ecco il suo complemento, La santità sacerdotale. In effetti, se la Messa onora Dio ed applica alle anime i meriti di Gesù Cristo, non esiste Messa senza sacerdote. I due termini sacerdote e sacrificio rimandano uno all’altro. Non c’è sacerdote senza Sacrificio, né Sacrificio senza sacerdote. Ma occorre dire di più. Non basta che ci siano dei sacerdoti, bisogna che quei sacerdoti siano santi! Come diceva san Pio X, “ la santità sola ci rende quali ci richiede la nostra vocazione divina, uomini cioè crocifissi al mondo e ai quali il mondo è crocifisso secondo l’avviso dell’Apostolo (2 Cor 6,5 e seguenti); uomini che unicamente tendano ai beni celesti e si studino con ogni zelo di rivolgere al cielo le anime degli altri1”.

Nessuno l’ha capito meglio di Mons. Lefebvre, che affermava a sua volta: “Quello di cui la Chiesa ha bisogno, e che i fedeli si aspettano, sono quei sacerdoti di Dio, quei sacerdoti che manifestano Dio in tutta la loro persona, in tutto il loro comportamento, in tutto il loro modo di essere, in tutte le loro parole. Ecco di cosa hanno bisogno i fedeli2(…) Perché la Chiesa ha avuto un tale irradiamento? L’ha avuto a causa della santità dei suoi sacerdoti. Guardate con che gioia le persone di una parrocchia, d’un paese dicono: Ah! Noi abbiamo un santo sacerdote. Per loro, non c’è bisogno di altra prova apologetica. Sì, un santo sacerdote esprime tutta la religione cattolica. E’ il segno del buon Dio3.”

Questa necessità della santità sacerdotale non è forse richiamata dalla preghiera recitata ogni giorno: “Signore, dateci dei sacerdoti; Signore, dateci dei santi sacerdoti; Signore, dateci molti santi sacerdoti”?

Quest’opera manifesta il senso profondo di tale preghiera facendo cogliere al tempo stesso la grandezza e le esigenze della vocazione sacerdotale. Dato che l’apostolato consiste nel comunicare la grazia alle anime, azione essenzialmente soprannaturale, esso richiede dunque, per un ordine di natura, l’unione con Dio prima del contatto con gli uomini. Mons. Lefebvre l’ha ripetuto instancabilmente.

Fin dagli anni 1970, Mons. Lefebvre denunciò la nuova concezione del sacerdozio che si diffondeva nella Chiesa a tutti i livelli con le conseguenze drammatiche che conosciamo. Se oggi le circostanze sono un po’ cambiate, molti discorsi rimangono assolutamente attuali.

Testi scelti dal rev.do Patrick Troadec