giovedì 30 gennaio 2020

ESERCIZIO DI PERFEZIONE E DI VIRTÙ CRISTIANE



Le cose spirituali sopra ogni altra occupazione. 

Leggiamo di quei Padri dell'eremo, che per non potere star sempre leggendo, meditando ed orando, spendevano il tempo che avanzava loro in fare sporte ed altri lavori manuali, per non stare.in ozio: e che alcuni di essi alla fine dell'anno davano fuoco a tutto quello che avevano fatto; perché non ne avevano bisogno per il loro sostentamento, ma solamente lavoravano per occuparsi e non stare in ozio (CASSIODORUS, de Abb. Paul. De coenob. inst. l. 10, c. 24). Così noi altri abbiamo da metter l'occhio principalmente nel nostro proprio profitto, e gli altri negozi ed occupazioni, benché siano coi prossimi, prenderli nel modo che quei santi Padri prendevano il fare le sporte, non per scordarci ed avere per questo meno cura di noi medesimi, né per perdere mi punto di perfezione. E così abbiamo da fabbricar sempre sopra questo fondamento e tenerlo come primo principio; che gli esercizi spirituali, toccanti il nostro proprio profitto, siano sempre posti da noi nel primo luogo, né mai siano per cosa alcuna tralasciati; perché questo è quello che ci ha da conservare e portare avanti nella virtù; e mancando noi in questo, subito si conoscerà il nostro scapito. E pur troppo l'esperienza ci fa conoscere, che quando non camminiamo come dovremmo, ciò sempre avviene per esserci allentati negli esercizi spirituali. «Il mio cuore si è inaridito, perché mi sono scordato di mangiare il mio pane» (Ps. 101, 5). Se ci manca il cibo e nutrimento dell'anima, chiara cosa è che resteremo deboli e scaduti. Onde il nostro Santo Padre c'ingiunge grandemente questa cosa, e molte volte ce ne avverte nelle sue Costituzioni. Dice in un luogo: «Lo studio che faranno quelli che stanno in probazione, e tutti gli altri, dev'essere intorno a quello che riguarda alla loro abnegazione, e per andar sempre più crescendo in virtù e perfezione». Dice in un altro luogo: «Tutti diano il tempo determinato alle cose spirituali, e procurino devozione, secondo la misura della grazia loro comunicata da Dio Nostro Signore». E in un altro luogo: «Ciascuno dia ogni giorno con ogni diligenza nel Signore ai due esami di coscienza, all'orazione, meditazione e lettura quel tempo che gli sarà ordinato» (Const. p. 3, c. 1, § 27; Summ, 21; Reg. com. 1; Epit, 207, § l; 181, § l; 182, § 1.). E notinsi quelle parole, «con ogni diligenza». 
Da questo potrà vedersi che, siano quante si vogliano le occupazioni che uno abbia dall'ubbidienza e dal suo ufficio, non è mai volontà dei Superiori che tralasci i suoi ordinari esercizi spirituali per queste: perché non v'è Superiore che voglia che uno trasgredisca le sue regole, e regole tanto principali, quanto sono queste. E così non vi sia chi pretenda di colorire e coprire la sua imperfezione e negligenza negli esercizi spirituali col velo e manto dell'ubbidienza, dicendo: Non ho potuto far orazione, o esame, o lettura spirituale, perché mi ha occupato l'ubbidienza; ché non è l'ubbidienza che mette quest'impedimento, ma la negligenza e trascurataggine della persona particolare, e la poca affezione che ha alle cose spirituali. S. Basilio dice (S. BASIL. Serm. de renunc. saeculi etc. n. 8), che abbiamo da procurare d'essere molto fedeli nel dare a Dio i tempi, che abbiamo assegnati per l'orazione e per i nostri esercizi spirituali: e se alcuna volta, per qualche necessaria occupazione, non abbiamo potuto far l'orazione o l'esame a suo tempo, abbiamo da restare con una certa fame e desiderio di supplire e ristorare il mancamento quanto più presto potremo. In quella guisa che quando ci manca la porzione corporale del cibo, o il sonno necessario, per essere stati tutta la notte confessando infermi e assistendo loro per aiutarli a ben morire, subito procuriamo di supplire; e non ci manca tempo per farlo. Questa è la volontà dei Superiori, quando occupano qualcuno nel tempo assegnato agli esercizi spirituali, per essere alcune volte ciò necessario: non vogliono per questo che li tralasci, ma che li differisca, e supplisca di poi ad essi molto compiutamente, conforme a quello che dice il Savio: «Nessuna cosa ti ritenga dal sempre orare» (Sir 18, 22). Non dice, non impedire, ma non sii impedito, non vi sia impedimento né disturbo alcuno che ti tolga il far sempre la tua orazione. E pel buon religioso mai non v'è; perché sempre trova tempo in cui rimetterla e rendersi disoccupato per farla. 

ALFONSO RODRIGUEZ

TRATTATO DI DEMONOLOGIA



I DUE FRATELLI TEOBALDO E JOSEF BURNER
Illfurt, Alsazia, 1864-1869


l diavolo si diverte a far dispetti alla gente

C’erano alcune categorie di persone verso le quali il demonio faceva vedere una spiccata antipatia,  anzi ostilità aperta. Verso costoro, potendo, non mancava di farsi sentire nei modi più impensati e  provocanti. Tra questi, oltre i due piccoli pazienti, occupavano un posto di primo piano coloro che  erano già convinti della presenza diabolica nei due fanciulli e che si adoperavano in tutti i modi per  liberarli, i sacerdoti, gli esorcisti e i laici del paese, specialmente il sindaco Tresch e la famiglia  Brobeck. Coloro invece che mettevano in dubbio l’ossessione e la negavano, godevano delle  simpatie dei demoni, i quali talvolta rivolgevano loro lodi ed elogi. Questa antipatia e ostilità non si  limitava solo a parole col fiorito vocabolario che conosciamo, ma anche con dispetti e vendette  molto più gravi.
Un giorno Teobaldo, seduto alla finestra di casa, vide venire la carrozza sulla quale sedeva il padre  Treurnpf, verso il quale il demonio dimostrò sempre un odio particolare, e un altro sacerdote, e li  riconobbe subito: «Ah! le canaglie — gridò — eccoTi di nuovo. Aspetta che li faccio divertire!».  Due minuti dopo una ruota della carrozza uscì dall’asse, la carrozza si rovesciò e i due sacerdoti  dovettero fare a piedi il resto della strada.
Tutte le case di Illfurt, in un modo o nell’altro sentirono la sinistra presenza e l’odio dello spirito  delle tenebre e il parroco Karl Brey fu spesso chiamato a benedire le loro case e le loro stalle per  liberarle da quell’ingrato ospite, ma erano le famiglie Brobeck e Tresch le più bersagliate. In due  notti il demonio distrusse le api di venti alveari appartenenti ai vicini della famiglia Brobeck, tutte  le api erano state decapitate. Satana stesso fece sapere più tardi che era stata opera sua. I Brobeck  fecero benedire gli alveari e in poco tempo gli sciami furono ricostruiti come prima senza che le  infestazioni diaboliche si ripetessero. Alla famiglia Tresch fu giocato un bruttissimo scherzo: tutte le noci raccolte in autunno furono trovate vuote, senza gheriglio, lasciando intatto solo il guscio:  stupore comprensibile per i proprietari quando si accorsero del disastro pur essendo rimasto il mallo perfettamente intatto. Al Signor Tresch — che poco prima aveva fatto una visita in casa Burner —  una delle mucche della sua stalla si ruppe una gamba. Qualche giorno dopo gli morirono due vitelli  senza una causa apparente. Trascorso un po’ di tempo il sindaco scendendo le scale si ruppe un  braccio. Il demonio si dichiarò tutte le volte autore di quelle disgrazie.

Paolo Calliari

INVOCAZIONI AL VOLTO SANTO



1- Il tuo Volto, Signore, io cerco, non nascondermi il tuo Volto!
2 - A te giunga, Signore, il mio grido: non nascondermi il tuo Volto!
3 - Non nascondermi il tuo Volto perché in te confido, Signore!
4 - Lo sguardo del Signore si è chinato su di me: il Potente mi ha fatto grandi cose!
5 - Con amore e timore ti seguiremo e cercheremo il tuo Volto, Signore: non sarà delusa la nostra speranza.
6 - Di Te ha detto il mio cuore: io cerco il tuo Volto. Questa è la generazione che cerca il Signore, che cerca il Volto del nostro Dio.
7 - Fa risplendere su di noi il tuo Volto, donaci, o Dio, la tua benedizione!
8 - Risveglia, o Dio, la tua potenza, fa risplendere il tuo Volto e noi saremo salvi!
9 - Grido aiuto, Signore: non nascondermi il tuo Volto!
10 - Confido in Te, o Signore; vedrò la luce del tuo Volto.
11- Lodate il Signore, invocate il suo nome. Cercate il Signore e la sua potenza, cercate sempre il suo Volto!
12- Nella giustizia contemplerò il tuo Volto, al risveglio mi sazierò della tua presenza: anela a te la mia carne.
13 - O principio e sorgente della vita immortale, rivelaci il tuo Volto nella gloria dei cieli!
14 - Trasformati a tua immagine, noi vedremo il tuo Volto; e sarà gioia piena nei secoli dei secoli. Amen!
15 - Illumina con il tuo Spirito il nostro cuore, fa' risplendere in noi la gloria che rifulge sul tuo Volto!
16 - Fa' che torniamo a Te, Signore nostro Dio: mostraci il tuo Volto e saremo salvi!
17- Crea in me, o Dio, un cuore puro, non allontanarmi dal tuo Volto!
18 - Irradia su di me la luce del tuo Volto: insegnami la sapienza, o Signore!
19 - Guarda, o Dio, nostro scudo, guarda il Volto del tuo Cristo!
20 - Fa' risplendere su di noi il tuo Volto; liberaci dal male e saziaci con i beni della tua casa.
21 - Mostraci, o Dio, il Volto del tuo amore!
22 - Giunge al tuo Volto, Signore, il grido del povero!
23 - I giusti, Signore, contemplano il tuo Volto!
24 - Noi cerchiamo il tuo Volto, Signore!
25 - Il tuo Volto cerchiamo, Signore: colmaci di gioia!
26 - Mostraci, Padre, la luce del tuo Volto!
27 - Spero nel Signore: i miei occhi vedranno il tuo Volto!
28 - Io ti cerco, Signore: mostrami il tuo Volto!
29 - Il Signore ci protegga e ci benedica: faccia risplendere il suo Volto su di noi e ci doni la sua misericordia.
30- Fa' splendere il tuo Volto e salvaci, Signore!
31- Dio ci benedica con la luce del suo Volto!
32- Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo Volto!
33 - Volgiti a noi, o Dio, nostra difesa, contempla il Volto del tuo Cristo.
34 - Irradia su di noi, Signore, la luce del tuo Volto. Insegnaci la sapienza che viene da te.
35 - Ci sazieremo, Signore, contemplando il tuo Volto!
36 - Mostrami, Signore, la luce del tuo Volto!
37 - Giunga al tuo Volto, Signore, il grido dei poveri!
38 - I tuoi amici, Signore, contempleranno il tuo Volto!
39 - Dinanzi al tuo Volto, Signore, gioia senza fine.
40 - Rivelaci il tuo Volto, Signore, nella gloria dei cieli.
41 - Vieni in nostro soccorso, Signore, fa' splendere il tuo Volto e noi saremo salvi.
42 - Fa' splendere il tuo Volto sul tuo servo; salvami per la tua misericordia.
43 - Mostra il tuo Volto, o Dio, al popolo della nuova alleanza.
44 - Il Signore ci mostra il suo Volto: venite, adoriamo.
45 - Contemplerò il tuo Volto, Signore, nella terra dei viventi.
46 - Benediciamo il Signore: egli mostra il suo Volto a coloro che lo cercano.
47 - Io cerco il tuo Volto, Signore, per contemplare la tua potenza e la tua gloria.
48 - Camminate alla luce del Signore per contemplare in eterno il suo Volto.
49 - Mostraci il Tuo Volto, Signore, e saremo salvi.
50 - La tua destra, Signore, e la luce del tuo Volto hanno salvato il popolo che ti sei acquistato.
51 - Il Signore non vi nasconde il suo Volto se voi tornate a lui con cuore sincero.
52 - Il Volto del Signore sull'uomo che cerca la pace.
53 - Irradia su di me la luce del tuo Volto, guidami sulla via della giustizia, Signore.
54 - Il Dio della rivelazione ha fatto brillare il suo Volto in Cristo Gesù.
55 - Fa' risplendere nei nostri cuori la gloria che illumina il Volto di Cristo.
56 - Lode al Signore Gesù: sul suo Volto si svela la gloria del Padre.
57 - Nel Volto di Cristo contempliamo le meraviglie dell'amore di Dio.
58 - La gloria di Dio si è rivelata sul Volto di Cristo.
59 - Servo sofferente ed esaltato, Cristo rivela al mondo il Volto del Padre.
60 - In Cristo Gesù il Padre ci ha benedetti e ha fatto brillare il suo Volto.

Signore, pietà.
Cristo, pietà.
Signore, pietà.
Cristo, ascoltaci.
Cristo, esaudiscici.
Padre celeste, Dio, pietà di noi.
Figlio, Redentore del mondo, Dio, pietà di noi.
Spirito Santo, Dio, pietà di noi.
Santa Trinità, unico Dio, pietà di noi.
Volto adorabile di Gesù, splendore del Padre, pietà di noi.
Volto adorabile di Gesù, candore di luce eterna, pietà di noi.
Volto adorabile di Gesù, sole di giustizia, pietà di noi.
Volto adorabile di Gesù, specchio di virtù, pietà di noi.
Volto adorabile di Gesù, amabilissimo, pietà di noi.
Volto adorabile di Gesù, delizia di Maria e di Giuseppe, pietà di noi.
Volto adorabile di Gesù, adorato dai pastori e dai magi, pietà di noi.
Volto adorabile di Gesù, risplendente sul monte Tabor, pietà di noi.
Volto adorabile di Gesù, pietoso con la Maddalena, pietà di noi.
Volto adorabile di Gesù, piangente sopra Lazzaro, pietà di noi.
Volto adorabile di Gesù, prostrato a terra nel Getsemani, pietà di noi.
Volto adorabile di Gesù, baciato a tradimento nell'Orto, pietà di noi.
Volto adorabile di Gesù, colpito dagli schiaffi, pietà di noi.
Volto adorabile di Gesù, sputacchiato, pietà di noi.
Volto adorabile di Gesù, ricoperto di uno straccio, pietà di noi.
Volto adorabile di Gesù, intriso di sangue, pietà di noi.
Volto adorabile di Gesù, che guardasti Pietro, pietà di noi.
Volto adorabile di Gesù, rifulgente nell'Ascensione, pietà di noi.
Volto adorabile di Gesù, che tornerai nel giorno del Giudizio, pietà di noi.
Volto adorabile di Gesù, unico nostro bene, pietà di noi.
Volto adorabile di Gesù, sollievo dei miseri, pietà di noi.
Volto adorabile di Gesù, speranza degli infermi, pietà di noi.
Volto adorabile di Gesù, gaudio degli Angeli, pietà di noi.
Volto adorabile di Gesù, desiderio dei Patriarchi, pietà di noi.
Volto adorabile di Gesù, luce dei Profeti, pietà di noi.
Volto adorabile di Gesù, fiamma degli Apostoli, pietà di noi.
Volto adorabile di Gesù, fortezza dei Martiri, pietà di noi.
Volto adorabile di Gesù, vita dei Confessori, pietà di noi.
Volto adorabile di Gesù, profumo dei Vergini, pietà di noi.
Volto adorabile di Gesù, delizia di tutti i Santi, pietà di noi.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, perdonaci, o Signore.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, esaudiscici, o Signore.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, pietà di noi, o Signore.
- In Cristo Gesù il Padre ci ha benedetti: e ha fatto brillare il suo Volto.

Preghiamo: O Padre, che con la Passione di Cristo hai liberato l'umanità dalla morte, ereditata col peccato, rinnovaci a somiglianza del tuo Figlio, perché, cancellata la nativa immagine del vecchio Adamo, rifulga in noi con la tua grazia l'immagine del celeste Adamo, Gesù Cristo nostro Signore.
Egli è Dio, e vive e regna con Te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Tratte da: “Cerco il tuo Volto” – Istiututo Religiose del Santo Volto – San Fior TREVISO



Geremia



Il lamento di Geremia

17Il Signore mi ordinò di rivolgere al popolo
queste parole:
'I miei occhi son pieni di pianto,
giorno e notte non possono trattenere
le lacrime:
una grande sciagura
si è abbattuta sul mio popolo
e lo ha colpito a morte.
18 Esco in aperta campagna
e vedo cadaveri di caduti in guerra;
rientro in città
e vedo gente che muore di fame.
Profeti e sacerdoti
si aggirano per la regione
senza capirci più nulla'.

ADAMO E LA SUA VITA NELL’UNITA’ DEL SUO CREATORE E PADRE



Quante volte l’anima entra nel Voler Divino, tante vie apre tra il Creatore e le creature, che servono per incontrarsi con Lui, ed in questo incontro lei copia le virtù del suo Creatore, assorbe in sé nuova Vita Divina, e tutto ciò che fa non è più umano, ma divino. (Volume 15 - Maggio 5, 1923 ) 

[…]  Mi sentivo tirata verso su, ed aprendosi innanzi a me questo cielo, mi son trovata davanti ad una Luce purissima, innanzi alla quale, sprofondandomi, ho richiamato nelle mia intelligenza tutte le intelligenze umane, da dove Adamo aveva incominciato, col sottrarsi dalla Volontà Divina, a spezzare l’unione della sua intelligenza con quella del suo Creatore, fino all’ultimo che esisterà sulla terra, e cercavo di dare al mio Dio tutto l’onore, la gloria, la sottomissione, eccetera, di tutte le intelligenze create;  e così facevo di tutti gli altri miei sensi, richiamando, nei miei, tutti quelli delle altre creature;  sempre, tutto ciò, nel suo amabile Volere, dove tutto si trova, niente sfugge - ad onta che al presente non esistano - e tutto si può fare. 
Onde, mentre ciò facevo, una voce è uscita da dentro l’immensità di quella Luce, dicendo:  “Quante volte l’anima entra nel Voler Divino per pregare, operare, amare ed altro, tante vie apre tra il Creatore e le creature e, la Divinità, vedendo che la creatura si fa via per andare a Lui, apre le sue vie per incontrarsi con la sua creatura.  In questo incontro lei copia le virtù del suo Creatore, assorbe in sé sempre nuova Vita Divina, s’addentra più dentro negli eterni segreti del Voler Supremo, e tutto ciò che fa non è più umano in lei, ma divino, e questo operato divino in lei forma un cielo d’oro, dove la Divinità, dilettandosi di trovare l’operato suo nella creatura, passeggia su questo cielo, aspettando la creatura per ricevere i suoi atti divini e, quindi, aprirle altre vie nella sua Divinità, e va ripetendo con tanto amore:  ‘Ecco, ecco come nel mio Volere la creatura si avvicina alla mia somiglianza, come realizza i miei disegni, come compie lo scopo della Creazione!’”.  

dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta

PADRE PIO E IL DIAVOLO



Gabriele Amorth racconta...

Già in precedenza, molti anni prima, Padre Pio era stato oggetto di una campagna di  calunnie; eanche in quell’occasione l’attacco partì dall’interno della chiesa.  
Riferisce padre Alberto D’Apolito: «Don Domenico, nella campagna denigratoria contro Padre Pio e i Frati cappuccini, fu uno strumento facile e malleabile nelle mani dell'arciprete e dell'arcivescovo Gagliardi. (...) Negli ultimi anni della sua vita mi pregava di andare a fargli un po' di compagnia nella solitudine della sua casa. L'argomento dei discorsi era sempre lo stesso: il passato, la lotta a Padre Pio, il crollo delle sue calunnie, il rimorso della coscienza». 
Ma diceva: «Ero convinto di fare bene. Pensavo che Padre Pio fosse un impostore. Poi ho dovuto obbedire a chi mi dava gli ordini». Era il vescovo, che gli ordinava di calunniare Padre  Pio, e lui non pensava che si trattasse di calunnie: «Non ci pensavo. Ero molto giovane per riflettere e rendermi conto. Sapevo che dovevo obbedire e non davo importanza a tante cose». 
Padre Alberto D’Apolito disse che riconosceva «il torto e la mia colpa di avere parlato e scritto contro Padre Pio». Ma si rifiutò di rilasciare una smentita scritta. «Non ho il coraggio... a voce smentisco tutto». E infatti nella Positio manca la ritrattazione di don Palladino. 
Ma torniamo agli anni Sessanta, ai microfoni e alla sciagurata «Visita apostolica»  compiuta da monsignor Maccari, che ricevette la deposizione di Elvira Serritelli. Una  deposizione netta e precisa, da cui venne a sapere che la donna avrebbe avuto rapporti col  Padre Pio «semel vel bis in hebdomada» come il visitatore scrisse nel suo latino curiale,  certamente sconosciuto alla Serritelli. «Una o due volte alla settimana.» L’Elvira non tenne  certo per sé, il contenuto di quella deposizione, se come racconta don Giosuè Fini: «... Elvira Serritelli al Visitatore apostolico mons. Maccari, ora arcivescovo di Ancona, aveva riferito cose strane, incongruenti sulla condotta di Padre Pio, anzi aveva ben specificato accuse molto gravi. Io pensai al mondo circostante. Mi fu riferito che aveva calunniato il padre. Mi misi alla ricerca della verità». E parlò a Maria Massa, una fedele di San Giovanni Rotondo, che gli  disse: «Al tempo della visita apostolica sono stata da Maccari. Il quale mi fece la domanda se Elvira Serritelli fosse capace di mentire. Mi sentii spinta a dire di sì e con tutte le mie forze vigorosamente affermai che Elvira Serritelli era capace di mentire. Ho avvicinato la sorella di Elvira Serritelli, la sig.na Manetta, per sapere qualcosa circa la deposizione di Elvira a mons. Maccari. Manetta con facilità e vanto disse: "Ce l’ha fatta a gh’isso lu servizie" e accompagnò le parole con lo stendere del braccio e mettendo la mano sinistra al gomito per sottolineare  'lu servizie" fatto a Padre Pio. Io capii tutto: (quel gh’isso,) era Padre Pio e capii il significato del gesto volgare, che mi rivelò ancora l'origine bassa della Serritelli». 
«Satana lavorava in quella mente malata fin da moltissimi anni prima» ha dichiarato  Maria Massa in un'altra occasione, e Padre Pio disse: «Non mi sono poi mai illuso per quanto riguarda le persone che mi hanno circondato». Serritelli incluse: le chiamava le «sue piaghe»,  e non lesinava rimproveri. La signora Anna Benvenuto, vedova Panicali, riporta la  confidenza fattale da un’altra fedele: «...Un giorno la signorina Cianferoni, anima pia e devotissima di Padre Pio mi disse in grandissima confidenza che aveva saputo da una persona degnissima di fede che il padre aveva imposto per penitenza a Elvira di chiudersi nella sua camera e attraversare il pavimento della stessa camera con la lingua per terra». 
Ma tutto quel lavorio ai fianchi del monaco santo funzionava, eccome. Il professore  Antonio Bianchi ha riferito nella Positio: «... Personalmente trovai indecifrabile l'estrema chiarezza del Cardinal Iorio, quando declinando una sollecitazione della marchesa Giovanna Boschi a interessarsi di Padre Pio, non riuscì a reprimere le lagrime e sussurrò con amarezza: "Quelle mogli di Padre Pio!". Parimenti incollocabile la risposta del Cardinal Lercaro, nella chiesa di San Gioacchino a Roma, alla marchesa Boschi, alla signorina Margherita Hamilton e ad altre figlie spirituali: "Eminenza, quanto fanno soffrire Padre Pio!". 
“Anche lui fa soffrire il Papa!".» 
Padre Carmelo Durante racconta come un membro della Commissione che dovette  esaminare i nastri magnetici registrati a Padre Pio, gli rivelò che «un giorno ricevette una telefonata da monsignor Loris Capovilla, segretario particolare del papa, (Giovanni XXIII,  N.dA.) con cui a nome di questi lo invitava a partecipare alla celebrazione di un'Ora Santa indetta dal santo Padre stesso proprio per impetrare luce dal Signore per un giudizio sereno e veritiero sulla persona di Padre Pio». Luce che evidentemente non venne, perché la «Visita  apostolica», anche se risolse drasticamente lo scandalo dei microfoni, fu viziata dalle calunnie e dalle prevenzioni. Sempre padre Carmelo riporta, a proposito di Papa Giovanni,  un’ulteriore confidenza fatta da una persona dell’anticamera pontificia. «Al termine della sua giornata terrena, Giovanni XXIII simbolo della bontà e della bonomia, a chi lo pregava a favore di Padre Pio, umiliato e ferito da provvedimenti punitivi del Sant'Offizio, ripeteva: “Mi hanno ingannato! Mi hanno ingannato! Io nella mia vita non ho fatto mai male a nessuno, neppure a una mosca!... Mi hanno ingannato: Padre Pio è un uomo di Dio!”. » 
Però la strategia del discredito aveva ormai lavorato silenziosamente, in profondità,  Giovanni Gigliozzi, per anni vicino a Padre Pio, ha deposto così al processo presso la Congregazione per le Cause dei Santi: «Mi recò stupore una conversazione con don Umberto Teremi, parroco del Divino Amore in Roma, per moltissimi anni amico fedele di Padre Pio e poi messosi contro improvvisamente, mi raccontò di pretesi rapporti del Servo di Dio con una di queste “pie donne”, aggiungendo che Padre Pio prima era santo e adesso non lo era più. Io replicai che se Padre Pio avesse avuto una di quelle fantasie, l’avrebbe fatto quando era più giovane e non adesso che era cadente e anziano. Dissi che don Terenzi non aveva mai visto in faccia quelle “pie donne”. Bastava guardarle per essere liberati dalla tentazione». 
Anche padre Amedeo si chiede «come mai don Terenzi era passato da tanta stima verso Padre Pio a una valutazione opposta, fino a considerarlo un “immorale” e un “ipocrita”». E  come fu possibile che accuse del genere fossero credute, e che estimatori di Padre Pio  mutassero parere su di lui così rapidamente? Il capitolo seguente offre, grazie a una  testimonianza riservata contenuta nella Positio, una possibile risposta a comportamenti  apparentemente inspiegabili. 
«Dal profondo silenzio della mia celletta sento da un pezzo in qua l’eco di sinistre voci che si fanno intorno alla mia povera persona» scriveva Padre Pio; vediamo che genere di  sussurri, e dove. 

MARCO TOSATTI 

«La verità vi farà liberi» (Gv 8, 32)



Gesù è la piena e perfetta rivelazione di Dio.
In Lui la verità di Dio si incarna e diventa verità divina ad altezza di uomo, diventa Verità di Dio in mezzo a noi.
Per cui la conoscenza della verità coincide concretamente con la Fede in Gesù, con l’accoglienza della sua parola e della sua persona.
L’obbedienza alla verità si fa obbedienza al Vangelo.
Qual è la verità che Gesù porta in sé?
Egli ci fa conoscere quello che Lui conosce, ci parla dell’amore che il Padre nutre per noi, ci rende partecipi della sua vita e della sua comunione con il Padre.
Soltanto Lui conosce veramente chi è Dio, perché ne è il Figlio Unigenito.
Sono parole che nessuno può sondare totalmente, queste:

«Se Dio fosse vostro Padre, certo mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo;
non sono venuto da me stesso,
ma lui mi ha mandato» 
(Gv 8, 42).

Anche nella nostra piccola esperienza, chi potrebbe parlarci con proprietà e verità di una persona, se non chi la conosce intimamente, chi gli è amico? Nessuno è in grado di rivelare i segreti del cuore se non colui che è nato dall’amore.
Gesù parla di Dio in maniera unica perché in maniera unica gli è Figlio.
La relazione personale che ha con il Padre è di natura diversa e infinitamente superiore a quella che possono avere tutti gli altri, Abramo compreso. Gesù non solo parla e opera in nome di Dio, come hanno fatto i più grandi profeti, ma dimostra di essere realmente il Figlio.
Escono dalla sua bocca le affermazioni più sconcertanti, come dalle sue mani le opere più meravigliose (cf. Mc 7, 37), ad illuminarci sul mistero della sua persona:

«Sono Figlio di Dio» 
(Gv 10, 36).

«Il Padre è in me e io nel Padre»
(Gv 10, 38).

«Chi ha visto me ha visto il Padre»
(Gv 14, 9).

«Chi crede in me, non crede in me,
ma in colui che mi ha mandato; 
chi vede me, vede colui che mi ha mandato»
(Gv 12, 44-45).

Come Figlio ha ricevuto la testimonianza del Padre al Giordano e sul monte Tabor (cf. Mc 1, 4; Mt 17, 5). Persino i demoni riconoscono la sua altissima dignità (cf. Mc 5, 7), e Caifa si strappa le vesti e lo condanna a morte perché si è definito Figlio di Dio (cf. Mt 26, 63; Mc 14, 61; Lc 22, 70).
Ma noi ci ritroviamo nelle parole di Pietro, che confessa: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» (Mt 16, 16).
In questa professione di Fede accogliamo tutta la verità su Dio, che Gesù ci rivela in una sola parola: Dio è Padre.
Allo stesso tempo noi accogliamo tutta la verità sull’uomo, che Gesù ci rivela in una sola parola: di essere il Figlio.
Accogliendo la verità di Gesù Figlio di Dio, noi diventiamo figli nel Figlio (cf. Ef 1,5; Eb 2,13-14). L’apertura alla Verità non si ferma ad un livello mentale ed affettivo, ma implica una specie di ‘generazione’ che ci fa rinascere ‘realmente’ come figli di Dio (cf. 1 Gv 3, 1):

«A quanti l’hanno accolto,
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali non da sangue,
né da volere di carne,
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati»
(Gv 1, 12-13).

DELL'ULTIMA PERSECUZIONE DELLA CHIESA E DELLA FINE DEL MONDO







***
          P. B. N. B.

IL TUO VERO ASSASSINO



È il peccato mortale! Sai come si commette? Da una parte c'è Dio con la sua legge; dall'altra il diavolo che ti suggerisce di violarla. Tu ascolti il diavolo, invece che Dio, e il peccato è fatto. Quale ingiuria al Signore che ti ha dato la vita, e che te la conserva! Quale oltraggio a Gesù che è morto per te! Gesù ha detto che d'una cosa sola dobbiamo aver paura, del peccato. Tu invece hai fatto il contrario. Ma comprendi che cosa è un solo peccato mortale? Ciò che, nel corpo, è una pugnalata à cuore. Anzi il peccato fa peggio. Una pugnalata ti ammazza il corpo e ti porta via i beni della terra. Il peccato ti ammazza la vita divina dell'anima, la grazia. Ti toglie Dio. Nel battesimo e nella confessione tu hai ricevuto il bacio di Dio. Il peccato invece è il bacio di Satana. È la caparra dell'inferno. Forse ti porti addosso una condanna eterna, e sei tranquillo? Visto che Dio non ti ha colpito dopo i primi peccati, ne hai preso coraggio per moltiplicarli. Chi sa da quanti anni! Ma bada, che Dio quanto più pazientemente aspetta, più severamente colpisce. Finiscila col peccato, se no Dio la farà finita con te. Forse misura è già per colmarsi. Un solo nuovo peccato può farla traboccare.

GESU’ HA DETTO

« Non temete quelli che uccidono il corpo e, dopo di ciò, altro non vi possono fare: ora vi dico io chi dovete temere: temete colui (Dio) che dopo di avervi tolta la vita, ha il potere di precipitarvi nella geenna (nell'inferno). Ecco, vi dico; chi dovete temere... Inoltre vi dico: chi professerà di appartenere a me in faccia agli uomini, anche il Figlio dell'uomo lo riconoscerà come suo davanti agli angeli di Dio. Ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà egli pure rinnegato davanti agli angeli di Dio » (Lc. 12, 4-9).

Per favore pregate per le anime smarrite di questa terra



Oh mio Dio, mio Padre buono. Porta luce nei cuori di tutti i Tuoi figli. Illuminali in modo che riconoscano la via verso di Te.  Amali così tanto da inondarli con quest’amore così che comincino a desiderarTi sempre di più. Invia loro poi il Tuo Spirito Santo, affinchè EGLI li faccia uscire da ogni oscurità.

Regala loro la forza di affidarsi a Gesù, di amarLo e di seguirLo. Liberali da ogni male e TU, Santo Arcangelo Michele, spezza tutti i collegamenti con il maligno. TU, Spirito Santo effondi su di loro la Tua chiarezza e ricolmali con speranza e gioia divina.

Signore, accoglili  fra i Tuoi fedeli seguaci, e mostra loro la via che Dio Padre, scelse per loro.

Amen.

La battaglia continua



SITUAZIONE  CATASTROFICA DELLA CHIESA

Guardiamola questa situazione spassionatamente, questo abominevole quadro di tutto ciò che avvenne dopo il primo slittamento che ha seguito la morte di Pio XII, fino alla complicità dei tanti Vescovi con il marxismo, l’immoralità, le numerosi gravi eresie.
Ecco dei Vescovi che sostengono la contraccezione, l’omosessualità; Vescovi che dichiarano addirittura che le parole di Gesù sono “contestabili”; Vescovi che dal Vaticano II e dopo, hanno fatto decisioni pastorali che, per ingenuità, ambiguità o da traditori, hanno dato innegabili frutti pessimi, come il crollo della Fede, il disorientamento, le apostasie, il crollo delle vocazioni consacrate, ha mai avuto una parola contro gli oltraggi a Cristo, alla Chiesa, le eresie, le posizioni scandalose, come quella di lasciar correre che l’uomo è già riabilitato dalla stessa Incarnazione e, quindi, è degno del cielo, senza che si dicesse che, per essere salvo, deve essere battezzato e rimasto fedele a Gesù Cristo e alla sua Chiesa e via dicendo.
La Santa Chiesa di Cristo è dunque già occupata a tutti i livelli e in tutte le organizzazioni. I Sacerdoti che rifiutano di confessare, di visitare i malati, che non parlano più del soprannaturale, né della Grazia, né del cielo, che deridono la pietà dei fedeli, che rifiutano l’adorazione dovuta a Dio, che lasciano profanare l’Eucarestia, che sostennero professori eretici nei Seminari, che appoggiarono socialisti e comunisti, che approvarono giornali e Riviste non cattoliche e anche palesemente contro la Chiesa e la sua dottrina, che furono complici d’immoralità, di rivoluzioni e di eresie, possiamo dire che furono malfattori, perché malfattore è colui che compie il male.
Ora, questo agire è ignobile. Gesù ha confidato la sua Parola della sua Chiesa, sola arca di salvezza. Inoltre, Gesù li ha stabiliti difensori del Diritto naturale e dell’unica Verità, e loro, invece, si sono fatti profeti del Mondo e dei peccatori, e finiranno col rinnegare apertamente Nostro Signore Gesù Cristo (già, oggi, essi favoriscono apertamente il culto di Budda e di Maometto!) e finiranno con l’adorare Satana… con l’ecumenismo!
Così stando le cose, noi possiamo dire che la Religione della Chiesa sta divenendo una “Nuova Religione” che odora già di Apostasia generale.
Ma noi continuiamo a dire che non ci sono due religioni, quella modernista e quella cattolica, ma che c’è solo una Chiesa, quella di Gesù Cristo, e che è per questa Chiesa Romana che Noi combattiamo, anche se è infestata dagli slittamenti nella Fede dei Capi, che sono degli infedeli a Nostro Signore e sono, quindi, dei traditori, dei lupi nell’ovile che appartiene a Gesù Cristo.
Allora, diciamo: la “Chiesa conciliare” non esiste neppure nel Diritto Canonico; Essa è solo una infezione, una setticemia conciliare, che ha imbevuto i membri e i tessuti della Santa Chiesa Cattolica. Certo, non tutti, però, perché c’è ancora qualche raro Vescovo e qualche buona parte del “Popolo di Dio” rimasti fedeli alla vera Santa Chiesa!
Quello che conta, dunque, è di restare fedeli a Gesù Cristo e alla vera Chiesa. Come è triste vedere che tanti Capi della Chiesa trescano con il mondo, preferendo così i nemici di Cristo! 
La Chiesa, ormai, è esangue e si inquina di Mondo, tuttavia, Ella sopravvivrà ancora per la forza redentrice di Colui che “ha vinto il Mondo”. Restiamo fedeli a Lui, con fede, gioia e ardimento. La Gerarchia ecclesiastica che si ostina a mantenere questa svolta modernista della Chiesa, sappia di aver cambiato di religione perché, per 20 secoli di Cristianesimo, avevamo sbagliato. Ma Noi diciamo, invece, che siete voi della “Chiesa conciliare” che, ora, Vi sbagliate!
Quindi, nel nostro amore a Nostro Signore, Noi siamo ancora con il suo Vangelo e con la Chiesa che predica, dalle sue origini, il Vangelo della conversione, delle virtù e dell’amore di Dio, e, perciò, Noi restiamo sulla breccia per difendere Gesù contro il Mondo e le sue forze sataniche, e resteremo rigorosamente nella Tradizione!

sac. Luigi Villa

mercoledì 29 gennaio 2020

La santità sacerdotale



L’ascesa al sacerdozio

Desideroso di mettere l’aspirante alla santità – e specialmente alla santità sacerdotale – nelle migliori condizioni per pervenirvi, ancor prima di considerarne gli elementi e le tappe essenziali, mi sembra indispensabile ricordare l’azione particolare della Vergine Maria in questa conquista, e ciò per volontà divina.

Se il Verbo Incarnato, che non aveva affatto bisogno di una madre per venire in mezzo a noi a compiere la sua missione di Redentore, ha voluto che la sua persona divina ricevesse il suo Corpo e la sua Anima nel seno di Maria e che per trent’anni su trentatré, restasse sottomesso a Sua Madre e fosse in qualche modo formato da Maria, come possiamo immaginare che noi, povere creature peccatrici, non abbiamo bisogno dell’aiuto efficace di Maria per formare in noi il cristiano ed il sacerdote1?


L’ingresso nel santuario


La vocazione


1. La chiamata degli apostoli e dei seminaristi.

Nostro Signore ha voluto associare a sé degli uomini che ha scelto per partecipare all’opera che è venuto a realizzare sulla terra. Ha detto loro: “Oramai, faccio di voi dei pescatori di uomini”. E, dice il Vangelo, “dopo aver abbandonato tutto, lo seguirono” ( secondo Mt 4,19-21)2.

 Più avanti, sempre in san Matteo, è scritto: “Dopo aver chiamato i suoi dodici discepoli, diede loro potere di cacciare gli spiriti immondi.(…) Ecco i nomi dei dodici apostoli (Mt 10, 1-2).

Tutte le considerazioni che seguono nel decimo capitolo di san Matteo sono bellissime, meravigliose. Sarebbe bene leggerle.

Nel Vangelo di san Marco, c’è un piccolo dettaglio che manca nel Vangelo di san Matteo: “ Salito sopra il monte, chiamò a sé quelli che Egli stesso volle, ed essi andarono a Lui” (Mc 3,13). E’ curioso, questo piccolo dettaglio fornito dal Vangelo riguardo a Nostro Signore sulla montagna. E’ molto bello. Voi sapete che, nella Scrittura, la montagna è Cristo. Si va “alla montagna che è Cristo3” nello stesso modo in cui si sale all’altare che è pure una montagna rappresentante Cristo. Noi saliamo verso Cristo. Anche Lui ha voluto andare sulla montagna per chiamare i suoi apostoli, per manifestare loro la separazione dal secolo che si aspettava da loro. Con ciò ha voluto chiedere loro di lasciare il mondo per essere maggiormente uniti a Lui4.

Che lezione per i seminaristi il Vangelo in cui Nostro Signore chiama gli apostoli! “Abbandonata ogni cosa” (Lc 5,11), anch’essi lasciano il loro focolare, i loro genitori, la loro famiglia. Abbandonano tutto per seguire Nostro Signore Gesù Cristo e vengono in seminario come gli apostoli sono stati al seminario di Nostro Signore in cui hanno trascorso tre anni, ascoltandolo, vedendolo operare, ammirando il suo insegnamento, le sue virtù.

Allo stesso modo, i seminaristi meditano sull’insegnamento di Nostro Signore trasmesso dalla santa Chiesa di sempre; meditano sulle virtù di Nostro Signore e si sforzano d’imitarLo5.

 “Amami un po’ più degli altri, donati a me completamente, per tutta la vita”. Sentendo questo richiamo, i giovani si dicono: “Perché non seguire di più Nostro Signore, più completamente, per salire all’altare ed offrire il Santo Sacrificio ed offrirmi anch’io come vittima con la Vittima che si offre sull’altare6? E’ questa, la vocazione del sacerdote7.

Un tal giovane mentre serve Messa un giorno si dice: Ah! Voglio salire all’altare ad offrire la Messa come fa il mio parroco, come quel sacerdote cui ho servito Messa; è talmente bello che ho l’impressione di vedere il divino. Voglio fare come lui, voglio donare Cristo agli altri. La sua vocazione è nata là, insensibilmente, poi, un bel giorno, ha deciso: io voglio essere sacerdote8.

E’ stato chiamato dallo Spirito Santo a realizzare la sua vocazione come chierico della santa Chiesa. Ha pensato che potrebbe anche lui, col suo piccolo contributo, partecipare all’opera della Redenzione. Mosso da quell’ideale, va ad offrirsi generosamente, coraggiosamente, abbandonando gli altri sogni fatti in gioventù. Oramai, sarà uno strumento di Dio9.

Là dove Dio è presente, suscita vocazioni. Le anime che entrano in contatto con il Cielo hanno desiderio del Cielo. Le anime che entrano in contatto con l’eternità si distaccano dal tempo. Si distaccano dalle cose create ed è ciò che suscita in loro il desiderio di darsi interamente al buon Dio, ecco la vera sorgente delle vocazioni10.

Penso che sarebbe ingrato non ricordare il ruolo della famiglia cristiana nella vocazione sacerdotale o religiosa. Noi, in effetti, dobbiamo certamente molto della nostra vocazione ai nostri cari genitori. Sono loro che, con il proprio esempio, con i consigli, le preghiere, la devozione, hanno gettato nelle nostre anime il germe della vocazione11.

Noi dobbiamo augurarci che ci siano molte famiglie cristiane che favoriscano lo sbocciare di buone, sante vocazioni12.

Questa chiamata di Dio, il ragazzo non può sentirla che per una grazia soprannaturale. E’ per questo che il mondo non può capirla.

Le persone del mondo dicono: Non so cosa gli sia venuto in mente di indossare la talare e rinchiudersi in un seminario; rifiutare i piaceri dei sensi, rifiutare la ricchezza, voler vivere in povertà, voler vivere unicamente per gli altri e non per sé, è inverosimile, inverosimile! Ha perso la testa. Le persone che hanno lo spirito del mondo non possono capire la vocazione; per loro è un grande mistero.

Eppure, con questo esempio, noi forse possiamo aprire gli occhi a quelli che vivono d’egoismo e spingerli a dire a se stessi: se ci sono persone che amano il buon Dio al punto da lasciare tutto per donarsi a Nostro Signore, bisogna credere che Egli esista13!

Mons. Marcel Lefebvre