martedì 23 marzo 2021

L'ultimo Papa canonizzato

 


OPINIONI CHE CAMBIANO 

Il 14 Luglio 1867 — una Domenica ardente di sole — Don Giuseppe Sarto,  senza sussiego e senza ombre di pose, si presentava davanti al suo popolo  raccolto nella chiesa della grande Parrocchia. 

Dopo il Vangelo della Messa solenne salì sul pulpito, e, con una parola che  rifletteva l'energia e l'ampiezza del suo cuore, delineò a rapidi tocchi la  missione del Parroco, terminando con questa commovente invocazione al  Signore:  

 “Mio Dio, quale grande responsabilità è la mia nel dover rendervi conto di  tutte queste anime affidate alla mia cura! Datemi il vostro aiuto e la vostra  assistenza, o Signore, mentre confido ancora nella corrispondenza di voi, o  Salzanesi, che siete tanto profondamente cristiani. 129 

Il popolo ne fu avvinto, perché aveva già compreso che il nuovo Parroco era  nato per fare il Pastore di anime, non dubitando che quel “pretino” che veniva da Tombolo, non solo avrebbe degnamente continuato la serie dei  Parroci che avevano in passato onorato Salzano, ma che li avrebbe anche  superati 130. E di questo dovevano ancora meglio persuadersi di lì a qualche  giorno, quando il nuovo Arciprete volle conoscere tutti i suoi Parrocchiani,  visitare tutte le famiglie, salutare tutti, portare a tutti la sua benedizione. 

Il suo carattere franco e gioviale, l'amabilità delle sue maniere e la sua parola dolce e schietta gli conquistarono subito la stima, l'affetto e la venerazione  universale. 

Da quel giorno Salzano fu completamente nelle sue mani. 131 

La diffidenza, con cui era stata accolta la sua nomina a Parroco, si era mutata  nella più sincera ed affettuosa ammirazione. 


CATECHISMO E CULTO DIVINO 

Conosciuto il suo popolo e conosciuti i più urgenti bisogni della Parrocchia,  Don Sarto non conobbe indugi, e, con quella calma e serenità che gli dava la  piena coscienza della sua nuova missione, incominciò la sua fatica di Pastore  di anime. 

Tutto ardore per la salvezza delle anime, dell'altare ne fece come il suo trono,  del pulpito e del confessionale i punti di riferimento di tutta la sua giornata, i  luoghi dove i suoi Parrocchiani lo avrebbero sempre trovato in qualunque ora  ed in qualunque momento. 

All'altare pregava per essi: dal pulpito li ammaestrava con chiarezza ed  energia, come se novellasse accanto al loro focolare o nei campi assolati: nel  confessionale solcava a fondo, prudente e paterno, nelle loro coscienze, riconducendole — se deviate — al bene od infiammandole, quando rette e  buone, ad una sempre più perfetta vita cristiana; mentre al letto degli  ammalati e dei moribondi era l'angelo del conforto e della rassegnazione  cristiana che leniva i dolori e sosteneva la fede con la consolante visione dei  gaudi immortali 132. 

Gli stava davanti una grave responsabilità, lo spingeva il bene del suo popolo,  il dovere gli accresceva le forze. 

I Salzanesi non tardarono ad apprezzare lo zelo e la superiorità del nuovo  Parroco, ispirato unicamente da un ardentissimo amore, anche quando,  accendendosi ed arroventandosi, si scagliava, senza umani riguardi, con  accenti che agghiacciavano il sangue, contro i vizi e i disordini, e capirono  che voleva sradicare il male, moltiplicare il bene, salvare ad ogni costo le  anime 133. 

Ma suo campo era il Catechismo, suo centro di azione la Dottrina Cristiana: il  codice insostituibile che è alla base dell'ordine e della morale insegnata dalla  Chiesa di Cristo. 

Persuaso che un popolo senza il Catechismo isterilisce e muore, come  senz'acqua isterilisce e muore la semente nei solchi, le insistenze e le raccomandazioni su questo punto non finivano mai. 

 “Vi prego e vi scongiuro di venire al Catechismo — diceva continuamente al  suo popolo — e piuttosto che mancare al Catechismo mancate pure al  Vespero” 134. 

Che cosa importa il culto divino se non è inteso, se l'anima ignora il codice  della sua fede, e, conseguentemente, della sua vita? Allora il sentimento  religioso si volge in sentimentalismo e la Religione perde ogni efficacia come  norma, come regola ed orientamento di costume. 

Perciò, il Beato, solito a ripetere con la più viva preoccupazione che la  maggior parte del male proveniva dalla mancanza della conoscenza di Dio e  delle sue verità, non cessava un momento dall'invitare con accorate  esortazioni i suoi Parrocchiani alla frequenza del Catechismo che egli  spiegava con molta vivacità e con particolare passione. 

E perché le verità della fede rimanessero più facilmente e più fortemente  impresse nelle menti, nelle intuizioni della sua grande fede e negli slanci  della sua grande carità per il bene delle anime, escogitò la felicissima idea di  adottare il sistema del Catechismo a dialogo che egli teneva, con straordinaria  abilità, con un giovane prete — Don Giuseppe Menegazzi — della vicina  Noale: una novità che alla Domenica richiamava nella chiesa di Salzano non  solo tutti i Parrocchiani del luogo, ma anche molta gente delle Parrocchie dei  dintorni. 135 

Qualche Parroco, nel vedere alla Domenica la propria chiesa deserta, non  mancò di lamentarsi con il Vescovo per questo nuovo sistema di spiegare il  Catechismo. Ma il Vescovo, che seguiva con vivo interesse e con più viva compiacenza lo zelo e la sorprendente attività del Parroco di Salzano,  rispondeva, sorridendo: “Fate altrettanto anche voi”! 136 

*** 

E' evidente che con la formazione delle anime, per mezzo del Catechismo,  doveva andare di pari passo le premure per il rinnovamento del culto divino e  di quanto ad esso appartiene. 

Don Sarto conosceva la grande influenza che sopra il sentimento religioso  esercitano le sacre cerimonie del culto e quanto contribuisca alla devozione  ed alla fede il decoro e la dignità della Casa del Signore, dove il popolo si  raccoglie nella preghiera e nella lode di Dio. 

Una bella chiesa, una chiesa ordinata e pulita, anche se non sontuosa ed  artistica, è sempre un indice della pietà, come del clero che l'ha in custodia, così del popolo che la frequenta. 

Quantunque la Parrocchiale di Salzano non potesse dirsi trascurata, il suo  stato poteva, però, essere migliorato. 

A questo intese alacremente il Beato fino dai primi giorni del suo ministero  di Pastore di anime. 

Così, per tenere sempre più unito il suo popolo alla chiesa della grande  Parrocchia, volle più maestoso lo splendore delle funzioni, ordinate ed  eseguite secondo lo spirito della Sacra Liturgia; il massimo onore nelle cose  riguardanti più da vicino l'altare; tenuti in onore i paramenti e le suppellettili  sacre; educati alla bellezza del canto sacro fanciulli, giovani ed adulti 137;  richiamata a nuova vita la decadente Compagnia del SS.mo Sacramento;  istituita la Confraternita del Sacro Cuore di Gesù; promossa l'Adorazione  delle 40 Ore; introdotto il pio esercizio del Mese di Maggio in onore di Maria  SS.ma; dato incremento alla frequenza dei SS.mi Sacramenti; celebrato con  solennità di cerimonie il giorno della prima Comunione dei fanciulli che egli  ammetteva ad “una età notevolmente minore di quella allora in uso” 138. 

Il Beato Pio X, del Padre Girolamo DAL GAL Ofm c. 

State molto attenti al Mio avversario, perché vuole creare confusione tra i Miei consacrati.

 


Messaggio di Nostra Signora Madre Protettrice degli Afflitti alla Vergine Sovrana


"Cari bambini,

Ecco la serva del Signore!

Cari e amati figli, stendo sui vostri cuori il mio Amore Materno! Il Mio Cuore desidera sempre il bene di tutti i Miei figli. Vi invito alla santità! Disprezzate i piaceri del mondo, perché non potete essere santi vivendo qui sulla terra nei piaceri del mondo. Disprezza, per tutta la tua vita, l'immoralità, l'impurità, i desideri malvagi, l'ira, l'indignazione e la menzogna. Disprezzando questi mali potete ottenere una vita felice al fianco di Mio figlio Gesù. Prenditi cura della tua vita spirituale per ottenere la vita eterna al fianco di Mio figlio. La mia Opera d'Amore ha bisogno di essere moltiplicata in questo luogo attraverso il vostro SI e la vostra vera testimonianza. Non stare fermo! Dammi le tue mani e ti porterò davanti a Mio figlio Gesù. Abbiate una vera devozione al Signore ed Egli vi renderà uomini e donne di fede. State molto attenti al Mio avversario, perché vuole creare confusione tra i Miei consacrati. Voi sapete che l'opera che ho iniziato qui non è un'opera umana. Vi ringrazio per i vostri sforzi. Siate anime buone e generose! Dio vi farà diventare grandi uomini e donne nella fede e nell'amore. I buoni entreranno in Paradiso e riceveranno la Corona della Ricompensa. Sii buono qui sulla terra!

Che Dio vi benedica e vi conceda la Sua pace!                                                                                                               Ti amo! Rimanete tutti nel nome della Santa Trinità".

Matilde Oliva con Gesù è andata all'inferno



Matilde Oliva Arias veggente del Signore Gesù Cristo della Divina Misericordia, Garagoa, Colombia


Vengo per darti un messaggio, in modo che tu possa pronunciarlo ovunque tu vada e credere senza vedere", "Alcuni lo derideranno, ma altri riconosceranno la mia voce, capiranno il mio messaggio e mi seguiranno ".


***

Ti mostrerò chi soffre di più e chi è sulla strada per l'inferno ". 

Poi ho visto tre forni più grandi del primo e Satana gridava:

 Lascia che il giudizio sia fatto, ho lavorato duramente per accoglierti nel mio regno, ho inventato nuove pene e tormenti. Lasciate che quelli che potevano essere salvati e non volevano venire qui, che quelli che mi hanno servito sulla terra vengano da me.

Poi ho visto alcune donne, trascinate con catene, che trasportavano carichi come muli, picchiate e tormentate duramente.

 Aprivano il ventre, li lasciavano urlare, li facevano a pezzi, li picchiavano con corde come il ferro, li insultavano, mostravano loro i figli che li avevano assassinati e li legavano al seno.

 Hanno sentito il pianto e le urla dei loro bambini (perché mi hai ucciso mamma !!!) al pianto del bambino, i loro seni si sono strappati e hanno iniziato a sanguinare, le loro orecchie sanguinavano e tutto ciò era orribile.

E chiedi al Signore:

 Signore GESÙ, chi sono queste donne e perché soffrono così tanto? 

Ha risposto:

"Sono tutti quelli che uccidono i loro figli abortendo, soffrono perché hanno fatto la loro pancia tombale, e il grembo è quello di dare la vita.

 Il peccato dell'aborto è molto difficile da perdonare per mio Padre.

Non è sufficiente confessarlo, ma c'è vero pentimento. Devi fare molte preghiere e penitenze, chiedendo misericordia a Dio Padre e al figlio che hanno ucciso.

Le loro grida e le loro grida saranno davanti al trono di DIO e il loro sangue griderà dalla terra al cielo ”.

 E io dissi:

"Pregate, pregate, per loro, perché alcuni sono vivi e possono pentirsi. Ebbene, molti vanno all'inferno ”.

 Ho visto accanto a loro uomini e donne che hanno sofferto gli stessi tormenti di loro.

 E chiedi, chi sono questi e perché soffrono gli stessi tormenti?

 Il Signore mi ha detto:

"Sono tutti i complici dell'aborto, quelli che li hanno aiutati. Possono venire medici, amici, infermieri, parenti o qualcuno che ha sentito che stavano per abortire e non ha detto loro di non farlo ".


Continua

PADRE PIO E IL DIAVOLO

 


Gabriele Amorth racconta...

La Chiesa è spesso una madre severa, nei confronti dei suoi figli futuri santi, finché sono  in vita; non mancano certo casi di incomprensioni anche clamorose, come ricordava Pio XII,  papa Pacelli, quando gli veniva fatto notare che il monaco di San Giovanni Rotondo era nel  “mirino” del Sant’Uffizio. Ma il tipo di attenzioni che Padre Pio ha dovuto subire per quasi  tutta la sua esistenza è talmente straordinario da suscitare realmente il dubbio di una  strategia diabolica. Nelle testimonianze raccolte nei cospicui volumi della Positio il sospetto  emerge con frequenza. Don Gabriele Amorth ne è convinto, ma il suo racconto getta una  luce ulteriore sul tipo di battaglia ingaggiata dal demonio contro il santo. «Certamente Padre Pio ha avuto costantissima questa lotta contro il demonio, per strappargli anime; e la pagava di persona perché il demonio lo percuoteva non solo fisicamente, ma lo percuoteva psichicamente. Ci sono due tormenti di cui sono diventato consapevole solo dopo la morte di Padre Pio, quando sono venuto a conoscenza dei suoi scritti ai direttori spirituali. Padre Pio per tutta la vita ha vissuto con due incubi, e anche in questo c'era la mano del demonio: il terrore di commettere un peccato, e l'incubo di perdere la fede. Il demonio gli dava delle tentazioni fortissime, per farlo cadere nel peccato. Che tipo di peccati? Magari il peccato di superbia! Con tutte quelle persone che andavano intorno a lui, che pendevano dalle sue labbra, che gli erano devotissime... Era facile che cadesse in peccati di superbia. Era facile. E anche la perdita della fede non era poi così impossibile, sarebbe stato umano che si stancasse di tutte quelle sofferenze, che non ne potesse più di una vita così. Qualcuno si è preso la briga di calcolare in quanti pochi metri quadrati è vissuto per cinquantatré anni: il confessionale, l'altare e la sua celletta. Per cinquantatré anni! E non parliamo poi delle persecuzioni della Chiesa! Due papi ci fanno una pessima figura, Pio XI e Giovanni XXIII. Però Papa Giovanni, ed è storicamente provato, nelle ultime settimane di vita non faceva che ripetere: “Su Padre Pio mi hanno ingannato". L'ho saputo dal postulatore della causa. Giovanni XXIII era un devoto di Padre Pio, quando era patriarca a Venezia. Si raccomandava alle sue preghiere. Poi Bortignon, e Maccari, hanno combinato i guai che hanno combinato. Aiutati anche da altri, fra cui qui a Poma c'era monsignor Terenzi, che è stato rettore del Divino Amore. Che vorrebbero canonizzare; ma è bloccato proprio per questo. C'è una frase tremenda di Padre Pio: un giorno gli dissero che era arrivato monsignor Terenzi in convento, e Padre Pio disse: “Andiamo da quel Giuda". E Padre Pio gli aveva fatto un grande favore, riguardo a don Calabria. Monsignor Terenzi era anche molto devoto di don Calabria, e un giorno andò da Padre Pio, che gli disse: se vuol vedere don Calabria, vada a trovarlo subito. Immediatamente  - allora i treni erano quello che erano - da San Giovanni Rotondo andò a Sanremo, dove viveva don Calabria, arrivò nel pomeriggio, vide don Calabria, gli parlò, lo trovò abbastanza bene. Si chiese: chissà perché Padre Pio mi ha detto così? Ha preso il treno, di notte è tornato a Roma. 

Quando giunse a Roma seppe che nel frattempo don Calabria era morto». 

MARCO TOSATTI

FERMARE L'ANTICRISTO E IL SUO GRUPPO

 


Siete pronti per quello che sta per accadere?

 


Il mio potente potere

   Figli miei, siete pronti per quello che sta per accadere?

   Quando comincerò a dimostrare il Mio grande potere sulla terra, le reazioni dell'umanità saranno estreme. Gli attacchi del nemico divamperanno intensamente mentre cerca di screditare i miracoli che farò.

   Devi preparare i tuoi cuori per la persecuzione che spesso accompagna il fluire nel Mio potente potere.

   Preparate le Mie chiese - Dite al Mio popolo di prepararsi!  

MARTEDÌ 23 MARZO 2021


Il tempo di Lazzaro

   Questa è l'ora di Lazzaro. In questo tempo risusciterò molti dei miei figli dalla morte. Ti richiamerò anche sull'orlo della morte. Non partirai dalla terra finché non avrai completato ciò che ti ho chiamato a fare.

   Sto cominciando a riversare la Mia gloria sulla terra affinché tutti gli uomini sappiano che sono Dio.


NOTA :  Mentre il Signore mi diceva questo, ho visto nello spirito che il Signore non solo risusciterà le persone che sono morte, ma che vedremo più casi che mai di persone riportate indietro che erano sull'orlo del baratro. di morte, e non solo da malattie, ma da dipendenze e da stili di vita distruttivi. Vedremo casi in cui nel naturale, sappiamo che quella persona sta per tirare il suo ultimo respiro e improvvisamente la vita entrerà in loro. Casi di dipendenza così gravi, non pensi che possano vivere un altro giorno, e Dio li libererà, li libererà, li salverà e li risusciterà per testimoniare a molti. Il Signore sta anche ungendo alcune chiese, gruppi e persone affinché compiano queste potenti imprese: pregare sui morti e sui morenti, su coloro che sono gravemente dipendenti o distruttivi, affinché Egli possa rialzarli e ottenere la gloria in questi tempi finali.

LUNEDÌ 22 MARZO 2021

Glynda

 


VIGANO': MEDITAZIONE PASQUALE

 


Meditazione pasquale per questi tempi oscuri. Prepariamoci con spirito di riparazione ed espiazione: se questa pseudo-pandemia è un flagello non è difficile comprendere quali siano le colpe per le quali il Cielo ci punisce di Mons. Carlo Maria Viganò  



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Si iniquitates observaveris, Domine:

Domine, quis sustinebit?

Ps 129, 3

 

 

Mors et vita duello

conflixere mirando.

 

 

Lo scorso anno, con una decisione tanto incomprensibile quanto sciagurata, per la prima volta nell’era cristiana, la Gerarchia cattolica ha limitato la celebrazione della Pasqua, assecondando la narrazione mainstream della pandemia. Molti fedeli, costretti a misure di confinamento dimostratesi inutili se non controproducenti, hanno potuto unirsi spiritualmente al Santo Sacrificio, assistendo alle funzioni tramite il computer. Un anno dopo nulla è cambiato rispetto ad allora, e ci sentiamo ancora ripetere che dovremo prepararci ad un ulteriore lockdown per consentire alla popolazione di essere sottoposta ad un siero genico sperimentale, imposto dalla lobby farmaceutica nonostante non se ne conoscano gli effetti collaterali a lungo termine. In molte nazioni si inizia a vietarne l’uso, davanti alle morti sospette che seguono la sua inoculazione; eppure, nonostante la martellante campagna di terrorismo dei media, le cure si dimostrano efficaci e in grado di ridurre drasticamente i ricoveri e, conseguentemente, anche i decessi.

Come Cattolici siamo chiamati a comprendere il senso di quanto, da più di un anno, l’intera umanità è costretta a subire in nome di un’emergenza che – dati ufficiali alla mano – ha causato un numero di morti paragonabile a quello degli anni precedenti. Siamo chiamati a capire, prima ancora che a credere: perché se il Signore ci ha dotati di un’intelligenza, lo ha fatto perché la usiamo per riconoscere e giudicare la realtà che ci circonda. Nell’atto di Fede il battezzato non rinunzia alla propria razionalità in un fideismo acritico, ma accetta ciò che il Signore gli rivela, inchinandosi dinanzi all’autorità di Dio, che non ci inganna e che è la Verità stessa.

La nostra capacità di intus legere gli eventi ci preserva, alla luce della Grazia, dall’incorrere in quella sorta di sconsiderata irrazionalità che viceversa mostrano quanti fino a ieri celebravano la scienza come necessario antidoto alla “superstizione religiosa”, e che oggi celebrano i sedicenti “esperti” come nuovi sacerdoti della pandemia, rinnegando i più elementari principi della medicina. E se per il Cristiano una vera pestilenza è un salutare richiamo alla conversione e alla penitenza per le colpe dei singoli e delle nazioni; per gli adepti della religione sanitaria una sindrome influenzale curabile dovrebbe costituire il grido della Madre Terra violata dall’umanità. Una Natura matrigna, alla quale molti si rivolgono con le parole di Leopardi: Perché non rendi poi quel che prometti allor? di tanto inganni i figli tuoi? Ci accorgiamo che quella crudeltà tribale, quella primitiva forza che vorrebbe sterminarci come un virus del pianeta non risiede nella Natura, di cui il Creatore è mirabile artefice, ma in un’élite asservita all’ideologia globalista, che da un lato vuole imporre la tirannide del Nuovo Ordine Mondiale e dall’altro, per mantenere il potere, remunera generosamente quanti si mettono al suo servizio. I ribelli, i refrattari sono viceversa annientati nei loro averi, privati della libertà, costretti a sottoporsi a tamponi inattendibili e vaccini inefficaci in nome di un bene superiore che essi devono accettare senza possibilità di dissenso o di critica.

Qualche giorno fa una signora, credendo di apparire dotata di senso pratico, diceva che occorre sottostare all’uso della mascherina e del distanziamento sociale non tanto per la loro efficacia, quanto per assecondare i nostri governanti in vista di un allentamento delle misure sinora adottate: «Se mettiamo la mascherina e ci vacciniamo, forse la smetteranno e ci lasceranno tornare a vivere», commentava. Dinanzi a questa osservazione, un anziano signore rispondeva che qualche Ebreo, nella Germania degli anni Trenta, ha forse pensato che portando la stella di Davide cucita sulla giacca avrebbe in qualche modo accontentato i deliri di Hitler, evitando ben peggiori violazioni e risparmiandosi la deportazione. Dinanzi a questa obiezione pacata la sua interlocutrice è rimasta scossa, comprendendo l’inquietante somiglianza tra la dittatura nazista e la follia pandemica dei nostri giorni; tra il modo in cui si è potuta imporre la tirannide a milioni di cittadini facendo leva sulla loro paura, allora come oggi. I quali si sono lasciati persuadere ad obbedire, a non reagire dinanzi alla violazione dei diritti di cittadini tedeschi colpevoli solo di essere Ebrei, a farsi essi stessi delatori dei “criminali” presso l’autorità civile. E mi chiedo: quale differenza sussiste tra la denuncia di un vicino che nasconde una famiglia di Ebrei e la zelante segnalazione di chi riceve conoscenti in violazione di un provvedimento incostituzionale che limita le libertà dei cittadini? Non si trovano entrambi a rispettare la legge, ad osservare le norme, mentre quelle stesse norme conculcano i diritti di una parte della popolazione, criminalizzata ieri su base razziale ed oggi su base sanitaria? Non abbiamo imparato nulla, dagli orrori del passato?

La voce della Chiesa invoca la divina Maestà perché allontani i «flagella tuae iracundiae, quae pro peccatis nostris meremur». Questi flagelli si sono manifestati nel corso della Storia con le guerre, le pestilenze, le carestie; oggi si mostrano con la tirannide del globalismo, capace di far più vittime di un conflitto mondiale e di distruggere le economie nazionali più di un terremoto. Dobbiamo comprendere che se il Signore dovesse permettere ai fautori dell’emergenza Covid di aver successo, sarà certamente per il nostro maggior bene. Perché oggi ci è precluso, quasi fosse una colpa, quel poco che rimaneva nella nostra società di ancora ispirato alla civiltà cristiana e che fino a ieri consideravamo normale e scontato: esercitare le nostre libertà fondamentali, ritrovarci a pregare in chiesa, uscire con gli amici, vederci a cena con i nostri cari, poter aprire la bottega o il ristorante e guadagnare onestamente, andare a scuola o fare un viaggio.

Se questa pseudo-pandemia è un flagello, non è difficile comprendere quali siano le colpe per le quali il Cielo ci punisce: delitti, aborti, omicidi, divorzi, violenze, perversioni, vizi, furti, inganni, truffe, tradimenti, menzogne, profanazioni, crudeltà. Colpe pubbliche e colpe dei singoli. Colpe dei nemici di Dio e colpe dei Suoi amici. Colpe dei laici e colpe dei chierici, della base e dei vertici, dei governati e dei governanti, dei giovani e dei vecchi, degli uomini e delle donne.

Sbaglia chi crede che la violazione dei diritti naturali che stiamo subendo non abbia alcun significato soprannaturale, e che nel renderci complici di quanto avviene la nostra parte di responsabilità sia ininfluente. Gesù Cristo è Signore della Storia, e chi vorrebbe bandire il Principe della Pace dal mondo che Egli ha creato e redento con il Suo preziosissimo Sangue non vuole accettare l’inesorabile sconfitta di Satana, l’eterno perdente. Così, in un delirio che ha tutti i tratti dell’hybris, i suoi servi si muovono come se la vittoria del male fosse ormai certa, mentre in realtà è necessariamente effimera e momentanea. La nemesis che si prepara per costoro ci farà ricordare il popolo d’Israele dopo il passaggio del Mar Rosso, e che nulla avrebbe potuto il Faraone se non fosse stato permesso da Dio.

La Pasqua cristiana, la vera Pasqua di cui quella dell’Antico Testamento fu solo figura, si compie sul Golgota, sul legno benedetto della Croce. Di quel Sacrificio perfetto Cristo fu Altare, Sacerdote e Vittima. L’Agnus Dei, additato dal Precursore sulle rive del Giordano, ha preso su di Sé i peccati del mondo, per offrirsi come vittima umana e divina al Padre, ripristinando nel Suo Sangue l’ordine violato dal nostro Progenitore. È lì, sul Calvario, che si è compiuto il vero Great Reset, grazie al quale il debito inestinguibile dei figli di Adamo è stato cancellato dai meriti infiniti della Passione del Redentore, riscattandoci dalla schiavitù del peccato e della morte.

Senza pentirci delle nostre colpe, senza proposito di emendare la nostra vita e di conformarla alla volontà di Dio, non possiamo sperare che vengano meno le conseguenze dei nostri peccati, che offendono la divina Maestà e possono essere placati solo dalla penitenza. Nostro Signore ci ha mostrato la via regale della Croce: «Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio perché ne seguiate le orme» (I Pt 2, 21). Prendiamo ciascuno la nostra croce, rinnegando noi stessi e seguendo il divino Maestro. Avviciniamoci alla Santa Pasqua con la consapevolezza di essere sempre sotto lo sguardo del Signore: «Eravate erranti come pecore, ma ora siete tornati al pastore e guardiano delle vostre anime» (I Pt 2, 25). E ricordiamoci che nel dies irae Lo avremo certamente tutti come Giudice, ma che grazie al Battesimo abbiamo meritato il diritto di riconoscerLo come Fratello e Amico.

Al Sommo Giudice chiediamo, con le parole della Sacra Scrittura: «Discerne causam meam de gente non sancta, ab homine iniquo et doloso erue me». Al Padre Misericordioso, che nel Suo divin Figlio ci ha resi eredi della gloria eterna, rivolgiamo con umiltà le parole di Davide: «Amplius lava me ab iniquitate mea, et a peccato meo munda me». Allo Spirito Consolatore chiediamo: «Da virtutis meritum, da salutis exitum, da perenne gaudium».

Se davvero vogliamo che questa cosiddetta pandemia crolli come un castello di carte – come sempre è avvenuto per ben peggiori flagelli, quando il Signore ne ha decretato la fine – ricordiamoci di riconoscere a Lui, e a Lui solo, quella Signoria universale che ad ogni peccato usurpiamo, rifiutandoci di obbedire alla Sua santa Legge e rendendoci così schiavi di Satana. Se vogliamo la pace di Cristo, è Cristo che deve regnare, ed è il Suo regno che dobbiamo volere, ad iniziare da noi stessi, dalla nostra famiglia, dalla nostra cerchia di amici e conoscenti, dalla nostra comunità religiosa. Adveniat regnum tuum. Se viceversa lasceremo che si instauri l’odiosa tirannide del peccato e della ribellione a Cristo, la follia del Covid sarà solo l’inizio dell’inferno in terra.

Prepariamo quindi la Confessione e la Comunione pasquale con questo spirito di riparazione ed espiazione, tanto per i nostri peccati quanto per quelli dei nostri fratelli, degli uomini di Chiesa e dei nostri governanti. Il vero e santo “nuovo rinascimento” al quale dobbiamo aspirare dev’essere la vita della Grazia, l’amicizia di Dio, l’assiduità con la Sua Santissima Madre e con i Santi. Il vero “nulla sarà più come prima” dobbiamo dirlo alzandoci dal confessionale con il proposito di non peccare più, offrendo al Re Eucaristico il nostro cuore come un trono nel quale Egli si compiaccia dimorare, consacrandoGli ogni nostra azione, ogni nostro pensiero, ogni nostro respiro.

Siano questi i nostri voti per la prossima Pasqua di Risurrezione, sotto lo sguardo benigno della Nostra Regina e Signora, Corredentrice e Mediatrice di tutte le Grazie.

 

 

+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo

9 Marzo 2021

 

 

Easter meditation: https://catholicfamilynews.com/blog/2021/03/22/abp-vigano-meditation-in-preparation-for-easter/ 

lunedì 22 marzo 2021

L'UMILE SOTTOMISSIONE


  

L'Imitazione di Cristo 

1.     Non fare gran conto di chi ti sia favorevole o contrario; piuttosto preoccupati assai che, in ogni cosa che tu faccia, Dio sia con te. Abbi retta coscienza; Dio sicuramente ti difenderà. Non ci sarà cattiveria che possa nuocere a colui che Dio vorrà aiutare. Se tu saprai tacere e sopportare, constaterai senza dubbio l'aiuto del Signore. E' lui che conosce il tempo e il modo di sollevarti; a lui perciò devi rimetterti: a lui che può soccorrerci e liberarci da ogni smarrimento.   

  2.     Perché ci possiamo mantenere in una più grande umiltà, è sovente assai utile che altri conosca i nostri difetti, e che ce li rimproveri. Quando uno si umilia per i propri difetti facilmente fa tacere gli altri, e acquieta senza difficoltà coloro che si sono adirati contro di lui. All'umile Dio dona protezione ed aiuto; all'umile Dio dona il suo amore e il suo conforto; verso l'umile Dio si china; all'umile largisce tanta grazia, innalzandolo alla gloria, perché si è fatto piccolo; all'umile Dio rivela i suoi segreti, invitandolo e traendolo a sé con dolcezza. Così colui che umilmente ammette la propria colpa si sente pienamente in pace, avendo egli la sua dimora in Dio, e non nel mondo. Non credere di aver fatto alcun progresso spirituale, se non ti senti inferiore ad ogni altro. 

Svegliatevi figli prediletti e togliete la benda dell’inganno dai vostri occhi, perché il gregge di Mio Figlio è disperso e in molti luoghi si sta perdendo a causa della mancanza di un pascolo!

 


APPELLO DI MARIA SANTIFICATRICE I SUOI FIGLI PREDILETTI | Messaggio a Enoch, Mercoledì 17 Marzo 2021


RINSAVITE FIGLI PREDILETTI E NON CONTINUATE A DARE LA COMUNIONE IN MANO; PREOCCUPATEVI DI GUIDARE E PASCERE IL GREGGE DI MIO FIGLIO, CHE SI STA PERDENDO E SI PERDE A CAUSA DI MOLTI DI VOI CHE OBBEDISCONO AGLI UOMINI PRIMA CHE A DIO!

Miei Amati Bambini, la Pace del Mio Signore sia con tutti voi e la Mia Protezione Materna, vi accompagni sempre.


Miei Prediletti, provo grande tristezza per quanti di voi stanno facendo il gioco degli emissari del male. Mi fa male e mi rattrista vedere come le Case di Mio Padre in molti luoghi siano chiuse, distrutte o trasformate in musei, il gregge di Mio Figlio è confuso e disorientato, vagano come pecore senza pastore, perché molti dei loro pastori non sono più interessati a pascere il gregge, ma a seguire i protocolli di una pandemia che assomiglia sempre di più a una cospirazione contro la Chiesa di Mio Figlio.

Secondo i nemici di Dio, solo nei templi e nei luoghi santi c’è il pericolo di contaminazione.
Oh che grande inganno è stato architettato per il gregge di Mio Figlio e nei miei consacrati!

Come si può pensare che solo nella Casa di Dio si corra il rischio di potersi contaminare?


LO SPIRITO DI DIO ABITA IN ESSA E DIO NON CONTAMINA!

La Santa Messa è guarigione e liberazione per il gregge di Mio Figlio, non credete agli inganni e alle cospirazioni dei nemici della Chiesa. Aprite le porte delle Case di Dio, figli prediletti, non diventate complici di questo grande inganno; perché ciò che gli emissari del male stanno cercando è porre fine alla fede del Popolo di Dio; aiutati da molti di voi che hanno dimenticato di dover obbedire a Dio e non agli uomini. (cfr Atti 5, 29)

Figli prediletti, non rendetevi rei di colpa affinché domani non abbiate a pentirvi quando raggiungerete l’eternità.


Nell’Averno, figli miei, giacciono molte anime consacrate che un giorno erano rivestite del Ministero Sacerdotale ma che si sono dimenticate di servire Dio in questo mondo per pascere se stessi, trascurando il gregge a loro affidato.Svegliatevi figli prediletti e togliete la benda dell’inganno dai vostri occhi, perché il gregge di Mio Figlio è disperso e in molti luoghi si sta perdendo a causa della mancanza di un pascolo!

Voi siete stati chiamati a servire Dio per guidare e pascere il Suo gregge, invece molti di voi hanno trascurato di fare la volontà non di Dio, ma stanno facendo quella degli uomini!

Vi chiedo pastori infedeli, cosa risponderete domani a Mio Figlio quando raggiungerete l’eternità?

Quando sarete giudicati e la Voce di Dio vi dirà: “che cosa ne hai fatto del gregge che ti ho affidato?”

Ricordate: a cui molto è stato dato, molto sarà richiesto. Non fate come l’inutile servitore che, per negligenza e paura, ha solo mantenuto i suoi talenti e non ha dato alcuna utilità al suo padrone. (cfr Mt. 25. 14, 30)

Ancora una volta vi dico Figli Miei Prediletti: il Corpo e il Sangue di mio Figlio, dovete darlo in bocca e preferibilmente in ginocchio, nel rispetto della sua Divinità.

Dare la comunione in mano al vostro gregge è un affronto a Mio Figlio; molte Ostie consacrate con questa detestabile pratica vengono utilizzate dai figli delle tenebre per fare con esse, riti e culti satanici; milioni di particelle cadono a terra ogni giorno e vengono calpestate, per colpa di molti di voi miei consacrati che offrite l’Eucaristia in mano.

Rinsavite Figli prediletti e non continuare a dispensare la comunione nella mano; preoccupatevi di guidare e pascere il gregge di Mio Figlio, che si sta perdendo e si perde a causa di molti di voi che obbediscono agli uomini prima che a Dio.

Niente più chiese chiuse, niente più comunioni in mano, ve lo chiedo con tutto il cuore figli prediletti!

Rimanete nella Pace del Mio Signore, Miei amati figli consacrati.

Vostra Madre, Maria Santificatrice

AI DONATISTI DOPO LA CONFERENZA

 


Il caso di Milziade, di Stratone e di Cassiano. 

 17. Era ancora giorno, quando tentarono di invalidare la  sentenza del vescovo di Roma, Milziade, che discolpò e assolse  Ceciliano, denunciando anche lo stesso Milziade come traditore 54. E  poiché si esigeva da essi di provare tale accusa, lessero un  documento interminabile, nel quale non compariva affatto il nome  di Milziade per aver consegnato alcunché. Produssero ancora altri  atti, in cui si leggeva che Milziade aveva inviato al prefetto della  città alcuni diaconi, muniti di lettere dell'imperatore Massenzio e del  prefetto del pretorio al prefetto della città, per recuperare i luoghi confiscati ai cristiani durante la persecuzione. E poiché non emerse  il minimo indizio sulla colpevolezza di Milziade, sostennero che negli  atti relativi al crimine di tradizione, letti anteriormente, era stato  menzionato un certo Stratone come traditore, nome che portava  anche uno dei diaconi inviati da Milziade per recuperare i beni della  Chiesa. Sostenevano che si trattasse proprio di lui, senza riuscire  però a fornirne le prove. E neppure riuscirono a dimostrare che il  presunto traditore Stratone fosse almeno un diacono. Ammesso che  realmente fosse così, noi rispondemmo loro che, per un breve  periodo di tempo, ci furono nel clero della Chiesa di Roma due  diaconi di nome Pietro. Ma essi erano talmente accecati nella loro  mente che continuavano a lanciare oscure calunnie, con l'aggiunta  di una menzogna più che evidente: la coincidenza non soltanto del  nome, ma anche delle località, delle regioni e delle persone, che  concorrevano nel dimostrare che non si trattava d'altri se non di  questo Stratone, benché negli atti non vi fosse la minima  concordanza con tutto ciò, all'infuori dell'identità del nome. Ora, fa  parte del costume più consolidato del genere umano che, non solo  due, ma più persone siano chiamate con lo stesso nome. E lo  dimostrarono molto bene con il loro Donato di Cartagine: temendo  di vederlo condannato dal tribunale di Milziade, poiché lo tengono in  grande considerazione, protestarono vibratamente che non lo si  doveva confondere con Donato di Case Nere, perché questo Donato  di Cartagine non era stato inviato contro Ceciliano al tribunale  episcopale di Milziade. Era talmente fonda la notte che gravava sul  loro cuore, da non volere che Donato fosse disonorato per la  rassomiglianza con il nome di un altro, mentre pretendevano di  infangare Milziade perché aveva un nome simile a quello di un altro 

55. Ora, invece, si dice che aggiungano al nome di Stratone anche  quello di Cassiano, di cui non avevano fatto parola durante la  conferenza. Come se soltanto Stratone potesse avere un omonimo,  e non anche Cassiano! Così pure, sempre ottenebrati dalla loro  notte interiore, non si sono accorti che, oltre ai due Giovanni, il  Battista e l'Evangelista, vi sono due Simone, uno Pietro e l'altro  Mago; e per finire, persino nel ristretto gruppo degli Apostoli si  contano, non soltanto due Giacomo, uno figlio di Alfeo e l'altro di  Zebedeo, ma anche due Giuda, uno santo e l'altro demonio 56. E chi  mai avrà lo spirito così ottenebrato da incriminare l'Apostolo Giuda  del tradimento di Giuda, a meno che non voglia imitare costoro!  Non c'è affatto da stupirsi se la reputazione di Milziade subisse dopo  tanto tempo, a proposito dei due Cassiano o dei due Stratone, calunnie da parte loro, parallelamente a quelle che subì la verità del  Vangelo a proposito dei due Erode. Infatti, poiché non è specificato  quale sia l'Erode che massacrò gli innocenti al posto di Cristo e  subito dopo morì, né quale Erode si unì a Pilato per perseguitare  Cristo, qualcuno potrebbe pensare che si tratti dello stesso  individuo, e quindi accusa il Vangelo di falsità, proprio come  costoro, i quali pensano che vi sia stato un solo Stratone o un solo  Cassiano e rimproverano a Milziade il crimine di tradizione. Ora,  equivocare sul nome di Erode è un errore più tollerabile, poiché in  tal caso vi è una certa concordanza, non solo sul nome ma anche  sulla dignità - si legge infatti di entrambi: il re Erode -, costoro  invece hanno inventato una concordanza inesistente di dignità, in  quanto non hanno potuto in alcun modo leggere che quei due  fossero diaconi. 

Sant'Agostino

FATECI USCIRE DA QUI

 


Maria Simma risponde a questa chiamata delle anime del Purgatorio

Le anime del Purgatorio si sono espresse in qualche modo quando le loro famiglie si sono convertite?

Oh si! Quando questo avviene, esprimono una grande, grande gioia e, naturalmente, esse stesse aiutano i loro parenti durante il processo di conversione.

 

Maria, per coloro che cercano una chiesa in cui vivere comunitariamente la presenza di Dio, ha qualche consiglio da dare?

Solo consigli che servono ad arrivare più velocemente all'intera verità del Vangelo. Dev' essere evitata una chiesa che non si dichiari apertamente contro l'aborto, come vanno evitate le chiese guidate da un individuo super-preparato e quindi potente, le chiese che attaccano il Vaticano e quelle che inseriscono nelle loro attività intrattenimenti mondani. E' da evitare ad ogni costo anche qualsiasi chiesa che affermi che Satana non esiste. Sono da evitare le "chiese" che propongono esercizi mentali asserendo che questi vi portano più vicino a Dio. E cosa molto pericolosa. Non dobbiamo dimenticarci che Gesù èsempre con noi e che quindi NON abbiamo bisogno di nessun esercizio mentale per raggiungerLo! Cercate una chiesa che creda nel Credo di Nicene od apostolico o, almeno, in una variante molto vicina.

 

Esiste un particolare tipo di preghiera che sia migliore di ogni altra?

No. Dio ci conosce molto meglio di quanto noi conosciamo Lui. Tutti noi siamo formati in modi molto diversi per cui la miglior preghiera consiste nel modo in cui preghiamo meglio. Non dimentichiamoci che Dio sa ciò che è meglio per noi, per gli altri e per il mondo intero, quindi è bene pregare molto perché si compia la volontà di Dio in ogni situazione. Sarebbe di grande aiuto seguire il consiglio di Gesù, che nel Vangelo dice d'iniziare a digiunare oltre che a pregare.

Il digiuno aiuta la nostra vita di preghiera immensamente e la preghiera ci aiuta a digiunare. Ci sono molti buoni libri sul digiuno. Grazie alla combinazione di preghiera e digiuno, arriveremo più rapidamente a Dio ed a Sua Madre in Paradiso. Siate come bambini e gettatevi nelle Loro braccia con fiducia totale. Con Loro troverete la vera pace e la vera gioia in questa vita.


PREGHIERA PER GIOVANI PERSONE


 


 

GESÙ - UN INSEGNAMENTO D'AMORE: Il significato delle prove della vita

 


Miei amatissimi figli e fratelli, ascoltatemi. In questa domenica voglio darvi un insegnamento, d'amore.

Vi do questa lettura, che vi spiegherò a poco a poco. Lettera agli Ebrei, capitolo 12, versetti da 4 a 13

IL SENSO DELLE PROVE. 4 Non hai ancora resistito fino al sangue, combattendo contro il peccato.

Figli, non negate ciò che i disegni del Padre mio fanno nella vostra vita. Ho dato la mia vita e tutto il mio sangue, per la tua salvezza senza lamentarmi un momento. Perché quella era la Volontà del Padre Mio, salvarti e permettere che le Porte del Cielo ti si aprissero.
 
5 e avete dimenticato la consolazione che vi è rivolta come figli: “Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non scoraggiarti quando sei rimproverato da Lui; 6 perché il Signore corregge chi ama e quello che riceve come figlio lo flagella ”.

Quanti di voi dicono questo: “perché devo vivere questo nella mia vita; se non succede niente a chi sta trascorrendo la vita in modo licenzioso e vive felice. "

Non puoi immaginare il dolore che questo tuo ragionamento provoca nel Padre mio. Perché ti stai mettendo nella posizione arrogante del fratello maggiore del figlio prodigo.

Tutti voi avete un momento in cui la chiamata che vi faccio costantemente riecheggia, e ci sono quelli che, nel loro viaggio; e provocandomi molto dolore vanno alla ricerca di altri dei, che il mondo offre loro.

Ma tu, che mi hai ascoltato dentro di te, e che sei ritornato; dovresti sentirti onorato, possa il Padre mio correggerti. PERCHÉ LUI TI AMA E HA RISERVATO PER TE POSIZIONI MOLTO VICINE AL NOSTRO CUORE.

 
7 Quindi sopportate la correzione. Dio ti tratta come figli. C'è un figlio il cui padre non corregge? 8 Se siete esclusi dalla correzione, alla quale hanno partecipato tutti, in realtà siete dei bastardi e non dei bambini.

Ci sono alcuni momenti molto difficili nella tua vita. Dove ti senti punito. Ma te lo dico. NON È COME QUESTO.

Mio Padre non ti punisce, perché ti ama! Il Padre mio ti corregge con fermezza, ma con amore, perché il suo amore per te è così grande che vuole che tu venga tra le sue braccia totalmente distaccato e privato di ogni affetto mondano.

Chi di voi, correggendo i propri figli, non ha provocato un dolore momentaneo nel vostro cuore, a causa di questa correzione? Ma col tempo i tuoi figli si rendono conto e ti ringraziano.
 
9 Inoltre, abbiamo avuto i nostri padri secondo la carne che ci hanno corretto e li abbiamo rispettati. Non dobbiamo sottometterci molto di più al Padre degli spiriti, per vivere? 10 E infatti, quelli puniti per pochi giorni, secondo la loro volontà, ma questo lo fa a nostro vantaggio, affinché possiamo partecipare alla sua santità. 11 Nessuna correzione sembra per il momento una cosa di gioia, ma di tristezza; ma in seguito dà a coloro che ne sono addestrati il ​​pacifico frutto della giustizia. 12 Perciò “raddrizza le tue mani cadute e le ginocchia deboli, 13 e raddrizza i sentieri per i tuoi piedi”, così che ciò che è zoppo non si smarrisca, ma possa piuttosto essere guarito.

Ecco perché vi dico: lasciate che il Padre mio vi corregga, perché da soli in questa vita non potete.

E se ti capita di vivere momenti di sradicamento, perdita, è perché sono disegni del Padre mio, che si sono svuotati nel mondo, posso essere totalmente riempito di Lui. Rendi

dritto il tuo cammino, Sorgi al cambiamento radicale della vita, dopo la Nuova Vita ti prometto.

Non avere paura! Ebbene, Padre mio, che ti ha chiamato, TI AMA INCONMENSAMENTE!

Questi tempi che stai vivendo adesso, molti altri avrebbero voluto viverli. Perché nonostante ciò che soffrirete intorno a voi, SARETE GLI EREDI DEI NUOVI CIELI E DELLE NUOVE TERRE.

Perché era così che si pensava dalla Saggezza del Padre mio quando ti creava.

Avanti, abbi FEDE; che non mi separerò mai dal tuo fianco.
TI AMO.

Il tuo Gesù, nato e incarnato da Maria Santissima

Dado a C.S.

Domingo 21 de Agosto de 2016

Argentina.