domenica 28 marzo 2021

Una “nuova” Fatima per un “nuovo orientamento”

 


La Battaglia  Finale del Diavolo

Abbiamo ricordato il ruolo dell’Arcivescovo Bertone (ora Cardinale)  nella stesura del MDF. I suoi contributi principali a questa farsa sono  stati due: 

Per prima cosa, Bertone ha pronunciato “l’ordine” (che non ha  effetto su nessuno, ovviamente) secondo il quale i fedeli devono finirla  di chiedere la Consacrazione della Russia: “Ogni discussione perciò ed  ogni ulteriore petizione [per la Consacrazione] sono senza fondamento”. Per sostenere questa sua affermazione, Bertone ha citato un’unica  prova: la “lettera del 8 novembre 1989” di “Suor Lucia” indirizzata al  Sig. Noelker, palesemente falsa e già da noi precedentemente citata –  quella stessa lettera in cui “Suor Lucia” parlava di una consacrazione del mondo fatta da Papa Paolo VI a Fatima, che non avrebbe mai potuto  vedere, in realtà, dato che non era mai avvenuta. È rivelante il fatto  stesso che Bertone non indichi il destinatario della lettera. Non ne viene  fornita neanche una copia, affinché il mondo possa esaminarla, dato  che tutti avrebbero notato l’evidente contraddizione insita in quella  “consacrazione del mondo” che Papa Paolo VI non aveva mai compiuto.  Ancor più rivelatore rivelante è il fatto che l’MDF non conteneva  alcuna testimonianza diretta da parte di Suor Lucia riguardo alla  Consacrazione, anche se Bertone l’aveva intervistata sul Terzo Segreto  solo due mesi prima e malgrado Lucia fosse pronta e disponibile  a parlare col Cardinale Ratzinger e con l’intero apparato Vaticano,  durante la cerimonia di beatificazione del maggio 2000. 

Non c’è da meravigliarsi. La versione della “consacrazione della  Russia” contenuta nel MDF – o meglio, la versione del Cardinale Sodano  – contraddiceva apertamente una vita di testimonianze opposte, in  merito, rilasciate da Suor Lucia. Ne citeremo alcune in queste pagine. Più di 60 anni fa, il 15 luglio 1946, il grande autore e storico  americano William Thomas Walsh intervistò Suor Lucia, come narrato  nella sua opera ponderosa Nostra Signora di Fatima, che ha venduto più  di un milione di copie. Durante quell’intervista, verso la fine del libro,  Walsh pose a Lucia delle domande sulla corretta procedura da tenere  affinché avesse luogo la Consacrazione della Russia secondo le richieste  dalla Madonna di Fatima: 

Finalmente arrivammo al tema assai importante del secondo  segreto di luglio, di cui sono state pubblicate tante differenti  versioni in conflitto tra loro. Lucia fece presente che la Madonna  non aveva chiesto la consacrazione del mondo al Suo Cuore  Immacolato. Quello che aveva specificatamente richiesto era la  consacrazione della Russia. Non commentò, ovviamente, sul fatto che Papa Pio XII aveva consacrato il mondo, e non la Russia, al  Cuore Immacolato di Maria nel 1942. Ma disse più di una volta, con grande enfasi: “Quello che vuole la Madonna è che il Papa e tutti i vescovi del mondo consacrino la Russia al Suo Cuore  Immacolato, in un giorno speciale. Se questo verrà fatto, Ella  convertirà la Russia e vi sarà la pace. Se non verrà fatto, gli errori  della Russia si diffonderanno in ogni nazione del mondo”.253

Suor Lucia è lucida e chiara. La consacrazione richiesta dal Cielo è  la Consacrazione della Russia, non del mondo, e deve essere fatta dal  Papa in unione con tutti i vescovi del mondo, nello stesso giorno.

C’è poi una rivelazione che la Madonna fece a Suor Lucia agli  inizi del 1950, un fatto assai poco conosciuto che viene narrato ne Il Pellegrinaggio delle Meraviglie, un libro pubblicato sotto gli auspici  dell’episcopato Italiano. La Vergine Maria apparve a Suor Lucia nel  maggio del 1952, dicendole: “Fai sapere al Santo Padre che sto ancora  aspettando la Consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato.  Senza la Consacrazione, la Russia non sarà in grado di convertirsi, ed il  mondo non avrà la pace”.254

Dieci anni dopo che Papa Pio XII aveva consacrato il mondo, nel  1942, abbiamo quindi un’altra rivelazione della Madonna che ricordava  a Suor Lucia che la Russia non sarebbe stata convertita e che non vi  sarebbe stata la pace, a meno che la Russia non venisse consacrata per  nome. 

Trent‘anni dopo, nel 1982, la testimonianza di Suor Lucia  rimaneva la stessa. Il 12 maggio 1982, il giorno prima del tentativo di  consacrazione del 1982, il giornale del Vaticano L’Osservatore Romano  pubblicò un‘intervista rilasciata da Suor Lucia ad un sacerdote Salesiano,  Padre Umberto Maria Pasquale, nella quale la suora gli rivelava che la  Madonna non aveva mai richiesto la consacrazione del mondo, bensì unicamente la Consacrazione della Russia: 

Ad un certo punto le dissi: “Sorella, vorrei farle una domanda. 

Se non può rispondermi, fa niente. Ma se può, le sarei molto grato... 

La Madonna le ha mai parlato della Consacrazione del mondo al Suo Cuore Immacolato?”

“No, Padre Umberto! Mai! Nel1917, presso la Cova da Iria, la Madonna promise questo: verrò ancora una volta per  richiedere la Consacrazione della Russia... nel 1929 a Tuy,  come aveva promesso, la Madonna tornò da me per dirmi che il  momento era finalmente giunto in cui il Santo Padre consacrasse quella nazione [la Russia]”.

Questa testimonianza è stata confermata da Suor Lucia in una  lettera manoscritta e consegnata a Padre Umberto, il quale l’ha poi  pubblicata (vedi la fotografia riprodotta nella pagina seguente). Ecco la  traduzione di quella lettera: 

Reverendo Padre Umberto, in risposta alla vostra domanda,  vorrei chiarire: La Madonna di Fatima, nella Sua richiesta, si è  riferita solamente alla Consacrazione della Russia...” - Coimbra 13 

IV - 1980 (firmato) Suor Lucia

Il 19 marzo 1983, su richiesta del Santo Padre, Suor Lucia si incontrò  col Nunzio Papale, Arcivescovo Portalupi, con il Dott. Lacerda e con  Padre Messias Coelho. Durante questo incontro, Suor Lucia confermò  che la consacrazione del 1982 fatta da Papa Giovanni Paolo II non aveva  soddisfatto le richieste della Madonna. Suor Lucia disse: 


Nell’atto di affidamento del 13 maggio 1982, la Russia non  sembrò essere l’oggetto della consacrazione. Né tutti i vescovi  organizzarono nella propria diocesi una solenne e pubblica  cerimonia di riparazione e di Consacrazione della Russia. Papa  Giovanni Paolo II ha semplicemente rinnovato la consacrazione del mondo eseguita da Pio XII il 31 ottobre 1942. Da questa  consacrazione possiamo aspettarci alcuni benefici, ma non la  conversione della Russia.255
Ella concludeva: “La Consacrazione della Russia non è stata compiuta  come aveva richiesto la Madonna. Non ho potuto dirlo [prima] perché  non avevo il permesso della Santa Sede”.256
Un anno dopo, il 25 marzo 1984, Papa Giovanni Paolo II fece un  ulteriore atto di affidamento, dove ancora una volta venne consacrato  “il mondo” e non la Russia. Così come per la Consacrazione del 1982,  nessun “vescovo organizzò nella propria diocesi una solenne e pubblica  cerimonia di riparazione e consacrazione della Russia”. Riguardo  a questa cerimonia Frère François scrisse: “Nei mesi che seguirono  l’atto di affidamento del 25 marzo 1984, il quale non fu altro che una  ripetizione di quello del 1982, gli studiosi più importanti di Fatima  riconobbero che la consacrazione della Russia non era ancora stata  compiuta come desiderava il Cielo”.257

Tale era anche la convinzione di Padre Antonio Maria Martins258 e  di Padre Messias Coelho il quale, la vigilia del 25 marzo 1984, annunciò  sul Mensagem de Fatima, del quale era editore, che “La consacrazione  della Russia: non verrà compiuta neanche questa volta”.259
Questi teologi basarono le proprie affermazioni non solo sull’evidente  mancanza della parola “Russia” in una cerimonia che preveda la sua  consacrazione, ma anche sulla testimonianza della stessa Suor Lucia. Giovedì 22 marzo 1984, due giorni prima dell’Atto di Affidamento,  al Convento Carmelitano di Coimbra si festeggiarono i settantasette  anni di Suor Lucia. Come era sua usanza, ricevette quel giorno la visita  della sua vecchia amica Eugenia Pestana. Dopo averle fatto gli auguri,  la signora Pestana chiese a Lucia: “Allora, Lucia, Domenica avverrà la  Consacrazione?” E Suor Lucia, che aveva già ricevuto e letto il testo  della formula di consacrazione del Papa, fece un cenno di diniego e  disse: “questa consacrazione non può avere un carattere decisivo”.260  Questo “carattere decisivo” della consacrazione, che ne è in pratica  il timbro della sua corretta esecuzione, è la conversione miracolosa  della Russia. Anche se il nuovo “indirizzo ecumenico” della Chiesa ha  confuso i termini della questione, la conversione della Russia significa  conversione al Cattolicesimo. Non è solo questione di buon senso, ma  lo si può desumere anche dalla testimonianza di Padre Joaquin Alonso,  probabilmente il massimo esperto di Fatima del 20° secolo. Padre  Alonso, che ebbe vari incontri con Suor Lucia, scrisse nel 1976: 
... dovremmo affermare che Lucia ha sempre pensato che la ‘conversione’ della Russia non debba limitarsi al ritorno del popolo  Russo alle religione Cristiano Ortodossa, rifiutando l’ateismo  Marxista dei Sovietici, ma che essa piuttosto si riferisca puramente,  chiaramente e semplicemente alla conversione totale ed integrale  della Russia all’unica Vera Chiesa di Cristo, la Chiesa Cattolica.261
In un’intervista rilasciata da Suor Lucia al Sol de Fatima, nel 1985, le  venne chiesto se il Papa avesse adempiuto alle richieste della Madonna  quando aveva consacrato il mondo nel 1984. Suor Lucia rispose che  “non vi è stata la partecipazione di tutti i vescovi, e non è stata nominata  la Russia”. Le venne chiesto allora: “Quindi la consacrazione non è stata  compiuta secondo le richieste della Madonna?” alla quale ella rispose:  “No. Molti vescovi non hanno dato alcuna importanza a questo atto”.262  

Persino Padre René Laurentin, un compagno dei progressisti,  ammise nel 1986 che: “Suor Lucia rimane insoddisfatta263... Suor Lucia  sembra pensare che la Consacrazione ‘non sia stata compiuta’ come  voleva la Madonna”.264 
Infine, il 20 luglio 1987, Suor Lucia fu intervistata velocemente al di  fuori del suo convento mentre stava andando a votare. In quell’occasione  disse al giornalista Enrique Romero che la Consacrazione della Russia  non era stata compiuta come richiesto.265
Potremmo citare tante altre affermazioni di Suor Lucia in merito al  fatto che la consacrazione del 1984 non sia stata compiuta secondo i  desideri del Cielo,266 ma il quadro è chiaro: l’allora Monsignor Bertone  e l’ex Cardinale Ratzinger, seguendo la Linea del Partito di Sodano, si  sono basati interamente su di un’unica lettera, per di più chiaramente  falsa, per cancellare più di cinquant’anni di confessioni dal contenuto  univoco rilasciate da Suor Lucia in merito alle richieste del Cielo per  la corretta Consacrazione della Russia. Non hanno osato chiedere  un’opinione diretta a Suor Lucia, oppure - se lo hanno fatto - non hanno  ricevuto una risposta che fosse confacente alla Linea del Partito.267

Padre Paul Kramer

Aprite gli occhi ai segni dei tempi e non sarete nelle tenebre

 


28 settembre 1970 - Vigilia dei SS. Michele, Gabriele e Raffaele


     La Madonna - "Figlia mia, stiamo perdendo terreno. Prega, figlia mia, che il mondo non subisca la Sua vendetta. L'uomo deve venire di sua volontà. Non possiamo forzare l'amore.

     Il cuore di molte madri sarà rattristato". Luciel toglie le parole dal loro cuore. Noi li gettiamo a terra, ma essi operano la loro vendetta. Salvate i vostri figli. Sorvegliateli costantemente. Sono in grave pericolo. Io vi riunisco, madri, perché solo voi potete salvare i vostri figli, perché solo voi vi preoccupate.

     "Aprite gli occhi ai segni dei tempi e non sarete nelle tenebre.

     "Non vengo solo per curare i corpi ma per salvare le anime. Molti soffriranno il Mio dolore. Redenzione, grazia, pace io porto in abbondanza, tutto per chi lo chiede.

     "Nessuna terra è libera dalla sua distruzione. Nessuno sfuggirà a questa distruzione. Non siate sicuri della vostra cecità.

     "Ritirati in te stesso, figlio mio. Ti ho avvertito molte volte. Non si impara facilmente una lezione, figlia mia. Io cerco solo di proteggerti. Non sentirti male; è per il tuo benessere che devo ammonirti. Il bene non vede il male. Ma devi essere più prudente in futuro.

     "Devi fare più sacrifici, figlia mia. Tutti voi dovete fare più sacrifici".

La battaglia continua 3

 


APERTURA AL MODERNISMO APERTURA AL MODERNISMO DI PAOLO VI DI PAOLO VI

È un dato di fatto che, con l’avvento di Paolo VI al soglio pontificio, si iniziò quella religione riformista che, gradualmente, soppiantò quella tradizionale. Prova ne è la Sua posizione teologica, decisamente contraria - quando non opposta! - a quella di S. Pio X e di Pio XII. Nessuna meraviglia! Montini non fu mai neppure un “seminarista”, perché frequentò solo da “esterno” il Seminario (di Brescia). Esentato dalle lezioni regolari di teologia, faceva gli studi (?!) a casa sua, ad eccezione di pochissimi mesi (Cfr. William E. Barret, p. 64). Di più: è risaputo che più di teologia egli si dilettava di letteratura, e che teneva scambi culturali con persone di ambienti notoriamente “modernisti”! Ad esempio: fu frequentatore assiduo - anche da sacerdote - del salotto milanese del conte Gallarati Scotti, esponente lombardo del Modernismo; un luogo d’incontri, cioè, degli esponenti del modernismo, sia nostrano che estero.

 Da notare anche che a Roma, da quando Montini era già Assistente della FUCI, era giudicato dai gesuiti e dal Vicario di Roma, il cardinale Marchetti Selvaggiani, come “persona da sorvegliare in ogni atteggiamento, proprio per le sue intenzioni e attitudini inquietanti” (Cfr. Lettera di Montini al suo Vescovo, il 19 marzo 1933, in: Fappani-Molinari: “Montini giovane”). E quella Sua “mens” modernista non era poi così latente, come lo dimostra il fatto narrato da Jean Guitton, in “Paul VI secret”, là dove riporta il suo colloquio con Paolo VI sulla grande enciclica contro il neo-modernismo di Pio XII, la “Humanae Generis”. A Guitton, infatti, Paolo VI disse: 

«Avete indubbiamente notato le sfumature inserite nel testo pontificio. L’enciclica, ad esempio, non parla di “errori” (“errores”); questo significa che la Santa Sede mira a condannare non gli errori propriamente detti, ma i modi di pensare che potrebbero portare ad errori, ma di per sè restano rispettabili. Daltronde, ci sono tre ragioni perché l’enciclica non sia deformata. La prima, posso confermarvelo; è la volontà espressa del Santo Padre; la seconda, è la mentalità dell’episcopato francese, così largo di spirito, così aperto alle correnti contemporanee. Certo, qualunque episcopato è sempre portato… ad allargare le vie della dottrina e della Fede. E indubbiamente ha ragione!.. Infine, la mia terza ragione: i francesi sono intelligenti!».

Un vero squallido sproloquio di Paolo VI!.. Pio XII non la intendeva affatto così! Nella Sua “Humanae Generis”, infatti, condannava, con toni gravi e solenni, la “nuova teologia”, e aveva richiamato Vescovi e Superiori Generali, “onerata in maniera gravissima la loro coscienza”, perché curassero “con ogni diligenza che opinioni di tale genere 3 La Batt. continua ANNA:3 La Batt. continua 03/08/10 09:54 Pagina 18 19 non siano sostenute nelle scuole e nelle adunanze e conferenze, nè con scritti di qualsiasi genere, e nemmeno insegnate, in qualsivoglia maniera, ai chierici e ai fedeli”. Ecco, quindi, il “tradimento” di Montini che asserisce, addirittura, che gli “errori”, condannati da Pio XII, sono invece “opinioni rispettabili”; e assicura che questa era la “volontà espressa” dallo stesso Pio XII; e che a Roma si confidava nella “larghezza di spirito” dell’episcopato francese, affinché si allargassero, pastoralmente, le “vie della dottrina e della Fede”, perché loro (i vescovi francesi!) erano “intelligenti”! (e gli altri, no?..).

Comunque, non piacque a Pio XII questo “sforzo” (di Montini) per ridimensionare la portata dell’intervento pontificio, e “deplorò la nessuna cura presa dai rappresentanti della Compagnia di Gesù, a cui si era rivolto, nel settembre 1946, perché seguissero fedelmente le direttive pontificie” (Cfr. Martina s. j., p. 56-57). Seguiranno, poi, le misure disciplinari contro padre de Lubac e la sua “banda”!.. Ma quell’ammirazione per la “nouvelle théologie”, da parte di Montini, era di vecchia data. Richiamo solo questo esempio: mentre fervevano le polemiche sulla “ortodossia” di Blondel, modernista, Montini (allora ancora Sostituto alla Segreteria di Stato di Pio XII!), gli scrisse una “Lettera”, (Cfr. “Documentation Catholique” dell’8 luglio 1945) a nome di Pio XII, ma che recava, però, solo la firma di Montini! In quella “Lettera”, Montini approvava in pieno (“salvo qualche espressione, che un rigore teologico avrebbe voluto più precisa”), mandando all’aria tutti gli studi critici, serrati e documentati, che erano già usciti sulle deviazioni, esplicite ed implicite, del pensiero di Blondel. Quindi, anche qui, risulta chiaro che Montini aveva agito da “Papa” (senza ancora esserlo!), usando della Suprema Autorità della Chiesa, per propagare la “nouvelle théologie”, con effetti dannosissimi per la Fede!.. Cioè: mentre Pio XII chiudeva le porte al neo-modernismo, Montini, spudoratamente, le apriva alle sue spalle!.. E così, i teologi neo-modernisti si facevano un argomento di… autorità di quella “Lettera” di Pio XII, inviata da mons. Montini, fingendo di ignorarne il… tradimento! Purtroppo, quella “Lettera”, falsata da Montini, fu l’inizio del disastro post-conciliare! La “nuova teologia” travolse, infatti, poi, ogni resistenza tradizionalista! Altro che “Papa tentenna”, quindi!.. Paolo VI sapeva bene quello che voleva, e sempre operò in quella direzione di apertura al “modernismo” con grande ostinazione. Lo riconobbe lo stesso de Lubac in: “Memoria intorno alle mie opere” (Jaka Book, p. 420): “Con una fermezza metodica e tenace - scrisse de Lubac - che smentisce una leggenda ugualmente tenace”. Arrivò perfino a riabilitare - senza alcun argomento che quello della Sua autorità! - sia de Lubac che Teilhard de Chardin, benché le loro opere fossero state colpite da un “Monitum” del Sant’Uffizio! E con la medesima “fermezza metodica e tenace”, Paolo VI piegherà, scoraggerà e colpirà l’ortodosso mons. Lefebvre, come ogni altra resistenza, mettendo le leve dei comandi in mano ai “novatori”, assicurando loro il futuro, con una serie, più o meno balorda, di “riforme” (compresa la riforma delle norme per l’elezione del Sommo Pontefice!). Comunque, è un fatto che, appena arrivò al potere, Paolo VI mostrò subito il Suo “modernismo”, vanificando ogni salda tradizione, annullando il giuramento anti-modernista; abrogando la “Professione di Fede” del Concilio di Trento, prescritta da Pio IV; abrogando l’Indice dei libri; smantellando il Sant’Ufficio, baluardo anti modernista; non condannando il “Catechismo olandese”, perché Lui stesso predicava di continuo la “libertà di pensiero”; lasciando denigrare S. Pio X, mediante la “Radio Vaticana” e l’“Osservatore Romano” (4 e 6 settembre 1977), quale Pontefice anti-modernista; promovendo un ecumenismo in chiave modernista, eretica e utopistica; rimettendo sulla cattedra dell’Istituto Biblico i professori che erano stati espulsi dopo una condanna del Sant’Uffizio; mettendosi dalla parte dei peggiori pseudo-teologi, quali Rahner, Chenu, Congar, Schillebeeckx, Küng, e via dicendo… E così facendo, ha potuto rimettere tutto in “dubbio”, tutto in “ripensamento”, in “ricerca”, in “diagnosi”, in “dialogo”. (S. Paolo disse di “proporre” la Verità, non di dialogarla! E Cristo impose il “docete”, imperativo, e non il “dialogate”!); lasciando così libero corso ai teologi modernisti di attaccare ogni ramo dei dogmi, delle “verità” di Fede!.. E questo perché la Sua costruzione di una “nuova Chiesa” escludeva ogni discussione dogmatica; e perché quel Suo “modernismo umanista” esigeva la base di un umanesimo. A questo punto, possiamo dire che la “persona” Montini aveva conservato, anche da Pontefice, tutte le idee storte che, ignorantemente, aveva prese da Teilhard de Chardin, da Maritain e dal cristianesimo vagamente letterario di Bernanos, per cui se, in politica, aveva sempre osteggiato, prima, Pio XI (ingannandolo anche a proposito dei “fatti” del 1931!), e poi, Pio XII, contrastandolo, mentre operava per stipulare un Concordato con la Spagna, e tradendolo con le sue fila segrete con Mosca, in dottrina, come Sommo Pastore della Chiesa e quale Suprema Autorità responsabile, Paolo VI non vigilò affatto perché al Suo “popolo fedele” venisse dato un insegnamento catechistico di piena e assoluta fedeltà alla dottrina della Chiesa di sempre! Il Suo “riformismo”, ormai, si è rivelato fragile e dannoso alla prova dei fatti. Le sue ripercussioni religiose e politiche sono sotto gli occhi di tutti e non hanno nulla di edificante. Dalla porta delle Sue “riforme” è passato, in politica, il “compromesso storico”, e, nella Chiesa cattolica, “l’auto-distruzione”!..

sac. Luigi Villa

Il beato Francisco Palau - Un profeta di ieri, per oggi, domani e per la fine del mondo

 


Il dramma: se Dio manda qualcuno, la Rivoluzione vorrà ucciderlo

Il Beato Palau aveva previsto e rivelato una guerra feroce, sottile e implacabile contro Mosè della Legge della Grazia che Dio avrebbe mandato per sconfiggere la Rivoluzione satanica e portare la Chiesa e il mondo fuori dal caos che li divorava.

A questo proposito, ha tratto il meglio della sua ispirazione dalla meditazione sui versi dell'Apocalisse riguardanti la morte dei due testimoni inviati da Dio.

Sant'Elia e il suo compagno, infatti, predicheranno alla fine del mondo il tempo necessario per farsi ascoltare dalle anime sensibili alla voce dell'Altissimo che rimangono sulla faccia della terra.

L'Anticristo tesserà mille insidie ​​contro i portavoce di Dio, ma li sconfiggeranno con i poteri straordinari ricevuti per compiere la loro missione. Tuttavia, nelle mosse finali l'Anticristo farà la guerra e darà loro la morte (cfr. Ap, XI, 3-ss.).

Questi versetti si applicano direttamente alla lotta di Elia e del suo compagno contro lo stesso Anticristo alla fine del mondo.

Ma i beati pensavano che nel nostro tempo sarebbero accaduti fatti prefigurativi di quei grandi eventi futuri.

Nel caso in cui lo stesso Elia non venisse ora, ma un Restauratore con la "missione di Elia", il beato ragionò che avrebbe dovuto affrontare qualche presagio dell'Anticristo.

Pertanto, ci sarebbero alcuni episodi analoghi alla lotta annunciata nel libro dell'Apocalisse.

Ha concluso che ciò che è stato detto sui due testimoni si applicherebbe a Mosè della Legge della Grazia: il portatore della “missione Elia” potrebbe cadere morto di fronte alla Rivoluzione.

Ma ciò avverrebbe solo "quando tutti gli elementi cattolici sono già organizzati" ("La Restauración", El Ermitaño , Nº 154, 19-10-1871).

E quando fosse avvenuta la morte di Mosè della Legge della Grazia, avrebbe già lasciato dei discepoli che porteranno a termine la sua opera: “ci saranno già quelli che sosterranno la lotta” (id. Ibid.).

Anche su questo punto questo episodio differirà dalla morte di Elia alla Fine del Mondo: la morte di Mosè per Legge della Grazia è una pietra miliare all'interno di una guerra che continua con la vittoria della Chiesa e la conversione di interi popoli .

Ma, alla fine del mondo, la morte dei due testimoni è una delle ultime mosse della storia, che si conclude presto con il ritorno di Nostro Signore Gesù Cristo in pompa magna e maestà e il Giudizio Universale.

Sofferenze e morte che ripercorrono il cammino del Calvario

In un'interpretazione teologico-morale della storia, il Beato Palau ha considerato che la Chiesa, fedele all'esempio del Divin Redentore, ha salito con lui la Via Crucis.

Spiritualmente inchiodato alla Croce, ha conquistato i popoli a Nostro Signore Gesù Cristo e li ha governati dai tempi apostolici.

Ma, dopo alcuni secoli, coloro la cui vocazione era quella di mantenere la Chiesa sempre unita alla Croce, credevano che il potere dello Sposo di Gesù Cristo fosse già stabilito in modo sufficientemente solido.

Quindi presumevano erroneamente di poter rilassare l'ascetismo e godersi i piaceri della pace e dell'egemonia raggiunti.

Da quel momento storico-psicologico - che la beata pone alla fine del Medioevo - iniziò un continuo declino.

I nemici della Chiesa si diffusero dentro di lei e intronizzarono la Rivoluzione nella parte più intima e insospettata del santuario.

In proporzione alla distensione e al crescente rilassamento della gerarchia ecclesiastica e dei costumi nella società civile, il diavolo ha trovato le porte aperte alla sua penetrazione tra le persone chiave del santuario e della civiltà.

Può affascinare persone paradigmatiche, articolare la Rivoluzione e precipitare l'umanità nel caos in cui oggi sprofonda come in una discesa agli inferi.

Con questi antecedenti fissati, affinché la Chiesa e la civiltà possano sorgere splendidamente, è necessario un rovesciamento di direzione.

È necessario che la Chiesa militante - clero e popolo -, che da secoli si allontana dal sacrificio e dall'olocausto, abbracci nuovamente la Croce, ripercorrendo la via del Calvario.

Le sofferenze, le incomprensioni, le persecuzioni e la morte che soffrirà Mosè della Legge della Grazia attireranno con forza i fedeli sinceri alle vie insegnate dal Divin Redentore con la Sua Passione e Morte.

“Se Dio, nei più alti disegni della sua Provvidenza, ha scelto il Monte Calvario come centro del cattolicesimo, quando verrà il tempo, la Chiesa coronata di spine vi arriverà, e lì sarà crocifissa, e lì il mondo sarà redento ancora.

"Qui, in questo mondo, la Moglie dell'Agnello riceverà ai piedi della Croce tutte le nazioni redente di nuovo dal sangue di Gesù e gli ultimi martiri" ("La Iglesia coronada de espinas", El Ermitaño , Nº 156, 2-11-1871).
Seguendo l'esempio di Mosè della Legge della Grazia sotto l'oppressiva persecuzione della persecuzione rivoluzionaria, la Chiesa militante risorgerà sulle vette del Calvario, per regnare da lì, risplendente di gloria e santità, sul rinnovato globo.

Per placare l'ira di Dio

L'immensità dei peccati accumulati nei secoli della Rivoluzione ha solo provocato l'ira di Dio.

Dio ha fatto ricorso alle punizioni per esercitare la sua giustizia, che è necessaria affinché gli uomini tornino in sé.

E per eseguire queste pene usa i demoni, come un giudice usa gli agenti della giustizia per applicare le pene:

“Vedo”, disse il Beato Palau, “l'ira di Dio in cielo, causata dai crimini degli uomini, è attualmente sospesa sulle nostre teste. I demoni non si arrendono, perché sono la verga di ferro con cui [Dio] flagella nazioni e popoli criminali.

"Dio sembra proteggere i demoni come il giudice [protegge] lo strumento di vendetta davanti alla legge, così come la rivoluzione guidata dagli angeli malvagi" ("Importance of the ministerio del exorcistado, el catholic dogma", El Ermitaño , Nº 24, 15-4-1869).

E ha aggiunto:
"È il fuoco dell'ira di Dio che, acceso dal soffio del diavolo e dell'uomo corrotto, arde sempre, producendo nelle sue eruzioni rivoluzione su rivoluzione, rovine su rovine e una dissoluzione sociale universale" ("El Estado, y la Iglesia en España: divorzio ”, El Ermitaño , Nº 27, 6-5-1869).
Quando, in unione con gli infiniti meriti di Nostro Signore Gesù Cristo, il buon odore sacrificio della missione ellittica ascenderà al più alto dei Cieli - sosteneva B. Palau -, l'Altissimo si sentirà spinto a scambiare la Sua ira con compassione.

Quando ciò accadrà, Dio getterà via gli strumenti di punizione che usa - cioè il diavolo e i suoi seguaci - che saranno disprezzati, calpestati ed espulsi dal mondo dai fedeli cattolici:

"Dio, per porre fine alla rivoluzione, no tu bisogno di fare qualcosa di diverso dall'abbandonarlo. Abbandonato alla propria malizia, cade senza armi oltre al proprio peso ”(“ El paganismo en España ”, El Ermitaño , Nº 25, 22-4-1869).

Secondo la visione umana ristretta, la morte di Mosè dalla Legge della Grazia apparirà come l'insediamento dell'impero rivoluzionario per sempre.

Tuttavia, paradossalmente per gli uomini di poca fede, precipiterà il rovesciamento della Rivoluzione e ogni possibile prefigurazione dell'Anticristo:
"Satana (...) vinse anche Cristo e San Pietro, ma fisicamente e momentaneamente, e il sangue di Cristo fu la redenzione del mondo" ("Dei grandi profeti", El Ermitaño , Nº 101, 13-10-1870 ), ha spiegato il beato.
Luis Dufaur

Dio ti ama personalmente.

 


Dio ti ama personalmente. Per lui non sei un essere umano in più nell’immensa moltitudine dell’umanità. Per lui sei il suo figlio prediletto e non ama nessuno più di te. Lui sa, se in questo momento hai fame o hai freddo, se sei malato o se hai qualche problema concreto. Ma lui vuole che tu gli chieda aiuto per poterti aiutare. Lui non vuole benedirti contro la tua volontà. E ti darà molte cose solo se gliele chiedi con fede. Ricorda che lui vuole sempre il meglio per te e vuole farti felice. Tu non sei uno sconosciuto per lui.

Oh, se tu ti rendessi conto che l’amore di Dio ti avvolge ed impregna ogni istante della tua vita!

Oh, se tu ti rendessi conto che è lui che ti dà la salute, gli alimenti ed il benessere! Come non ringraziarlo e fare della tua vita un canto di lode? Ringraziare ed amare. Fai della tua vita un canto d’amore e di ringraziamento. Amare è l’avventura più bella della vita. Tu dovresti essere un avventuriero di Dio. Dovresti alzarti ogni mattina con l’illusione di andare in cerca di Dio e scoprirlo nelle piccole cose di ogni giorno. Lui sarà felice che tu scopra il suo amore e la sua presenza in un fiore, un tramonto, nel sorriso di un bimbo, nella gioia dei tuoi amici o negli occhi brillanti delle persone che ti amano.

Ogni mattina al risveglio, dai il buon giorno a tuo Padre, vai a salutare Gesù Eucaristia, chiedi l’aiuto di Maria e la protezione del tuo angelo. Inizia il tuo cammino giornaliero con un atteggiamento positivo di chi inizia una nuova vita, dove non c’è posto per l’odio e la malvagità. E, se ti accade qualcosa di sgradevole o ti fanno soffrire, offrilo a tuo Padre e continua il cammino senza rancore. La tua vita deve avere solo senso nell’amore. Iniziò dall’amore di Dio e deve terminare con un cuore pieno d’amore per tutti senza eccezione.

Per questo, impara a cantare come gli uccellini, sapendo che sei in buone mani e che tutto ciò che possiedi e tutti i tuoi cari sono nelle mani amorose del Padre. Loda Dio tuo Padre con gli uccelli ed i fiori, con i fiumi e le montagne. Offrigli la tua vita per servirlo e amarlo con tutto il tuo cuore. E lui si sentirà felice. Fai felice Dio tuo Padre. Digli che lo ami, ringrazialo per tutto quello che ti ha dato ed ha fatto per te. Non ribellarti ai suoi disegni nella tua vita, anche se devi camminare per sentieri oscuri e pieni di spine.

La provvidenza di Dio nella tua vita si è manifestata dandoti tante benedizioni e benefici affinché tu sia felice. Ringrazia per i tanti regali ricevuti e ringrazialo per amarti tanto. E lasciati condurre dal suo amore provvidente, che vuole portarti alla santità nella Chiesa, per mezzo di Maria e con Gesù Eucaristia.

Che tu sia santo. è il mio più grande desiderio per te. 

ángel Peña


Matilde Oliva con Gesù è andata all'inferno

 


Matilde Oliva Arias veggente del Signore Gesù Cristo della Divina Misericordia, Garagoa, Colombia


Vengo per darti un messaggio, in modo che tu possa pronunciarlo ovunque tu vada e credere senza vedere", "Alcuni lo derideranno, ma altri riconosceranno la mia voce, capiranno il mio messaggio e mi seguiranno ".


***

Poi ho visto uomini e donne legati da catene in mano, tirati ciascuno al proprio fianco, si lanciavano e cadevano l'uno sull'altro. I demoni dissero loro, a causa sua che soffre, dargli più duro.

 E chiedi chi sono? E io dissi:

"Sono tutti i miei matrimoni che non vivono in pace. Sono due bestie legate dalla stessa corda. "

 e chiedi Perché stanno andando all'inferno? E io dissi:

"Baciami la mano" feci e me lo misi sugli occhi.

 E ho visto che in quelle case c'erano insulti, gelosie, litigi. Satana stava urlando a GESÙ. Guarda, guarda come ho i tuoi matrimoni! Cosa ottengo santificandoli nel sacramento? come prima coppia mi appartengono, ma ora farò perdere loro la gloria, non permetterò loro di pregare o andare a messa. E rise forte ... Mentre GESÙ piangeva.

 "Pregate, perché ci sono molti che possono pentirsi e cambiare".

 Ho visto uomini e donne legati per i piedi, e hanno sofferto peggio dei precedenti. E chiedi chi sono questi? E io dissi:

"Sono tutti coloro che vivono senza sposarsi, o hanno commesso adulterio o fornicazione".

 E chiedi: perché vanno all'inferno? E ho toccato i miei occhi e ho visto che GESÙ ha benedetto tutte le unioni tra uomo e donna quando erano intimamente, come la prima coppia.

 Ma quando non erano sposati, era Satana che dormiva accanto a loro.

 Colpendo il Signore GESÙ, gli sputò in faccia dicendo: guarda la tua creatura, l'uomo da me trasformato in animale. Anche peggio di lei, a cosa serviva morire per loro? Distruggerò il tuo sacramento che ti permette di unirti santo. . Ma renderò ogni letto un fuoco infernale avvolto da passioni non ancora ammesse. Ebbene, se mi ascoltano, anche se non offro loro un regno di pace, ma di dolore ... E GESÙ mi ha detto: "La mia sofferenza per loro è stata inutile, ecco perché vanno all'inferno".

E ho visto che una delle punizioni per loro è vedere l'uomo o la donna per cui sono stati condannati nel petto, e Satana diede loro un coltello affilato e si tagliarono e tirarono fuori pezzi di carne finché non arrivarono al cuore. Dicendo, dannazione, grazie a te sono qui in questo inferno. Voglio toglierti dal mio petto per sempre ma non posso.

Il Signore mi ha detto: "Pregate, pregate, perché alcuni sono vivi e possono pentirsi".


Ho visto uomini legati con uomini e donne legate con donne, legate in vita, che ondeggiavano come animali selvaggi, trascinando prede.

 E chi sono questi e perché soffrono? Il Signore mi ha detto:

"Sono tutti i tipi di omosessuali e lesbiche, che mi hanno rifiutato liberamente e non hanno potuto essere casti offrendo la loro vita".

 E ho visto come Satana sguazzava nel letto di questi poveri esseri, dando loro più desideri senza mai essere soddisfatto. E ho visto come gli spiriti li tormentavano nelle loro parti con coloro che peccavano E ho visto che dei bastoni lo trafiggevano dall'ano alla bocca, e lo giravano. E chiedi alla preda? E lui mi ha risposto:

"Sono tutti quelli che hanno dormito con loro.

Pregate, perché ci sono ancora vivi che possono essere salvati pentendosi. L'omosessuale che mi offre la sua castità e vive senza far peccare nessuno, io riverso la mia infinita misericordia, perché li amo immensamente ".

Ogni relazione anale è condannata dal Signore, è contro natura. Non possiamo condannare coloro che praticano l'omosessualità, se facciamo lo stesso.

Ho visto uomini e donne con volti di animali e hanno sofferto immensamente. E accanto a loro, alcuni che portavano come nastri e alcuni fogli o riviste dove c'erano donne e uomini nudi. Hanno anche sofferto e vanno all'inferno. E ho chiesto al Signore: chi sono, e andranno anche loro all'inferno? “Se vanno all'inferno se non si pentono. I primi sono tutti coloro che hanno avuto intimità con gli animali. Abbassandosi al livello della bestia, e anche più in basso di lei, perché se avesse pensato, non l'avrebbe fatto. E chiunque renda il sesso un'ossessione attraverso film, riviste, barzellette grottesche, prostituzione, una parolaccia. Sono degni del fuoco eterno, con tutti i suoi tormenti, perché hanno imparato a parlare la bassezza di Satana ea non parlare e vivere la santità e la purezza del DIO uno e trino ".

Continua

Il dramma della fine dei tempi

 


 La conversione degli ebrei.

( Nono articolo settembre 1885 )


La Sacra Scrittura ci indica un grande evento, che ci mostra come intrecciato nella guerra che l'Anticristo condurrà contro la Chiesa: è la conversione degli ebrei. Abbiamo rimandato di parlarne fino ad ora, per trattare questo argomento in modo più dettagliato. Inoltre, nel punto in cui stiamo andando, è perfettamente al suo posto. Infatti la conversione del popolo ebraico ci viene presentata come il frutto della predicazione di Elia.

I

Il popolo ebraico è il punto intorno al quale si è sviluppata la storia dell'umanità. È stato custodito da Dio, nella persona di Abramo, da cui scaturisce; è, davanti a Nostro Signore, il popolo sacro per eccellenza, il cui stato, secondo il dettato di Sant'Agostino, è totalmente profetico; ha dato alla luce la Santa Vergine e il Salvatore del mondo; ha formato il nucleo della Chiesa nascente. Tutti questi privilegi fanno della razza ebraica una razza eccezionale, i cui destini sono estremamente misteriosi.

Per una strana e deplorevole inversione, dal momento in cui produce il Salvatore del mondo, la razza eletta, la razza benedetta tra tutte, merita di essere ripudiata. Rifiuta di riconoscere, nella sua umiltà, Colui di cui non sa adorare la grandezza invisibile. Dio sembra aver voluto mostrare che la vocazione al cristianesimo non deve nulla né alla carne né al sangue, poiché proprio coloro dai quali Cristo è venuto secondo la carne ne sono stati respinti per il loro orgoglio ostinato e carnale.

La loro riprovazione, tuttavia, è definitiva; rimarranno sempre preda di Satana ed esclusi dal resto del mondo dalla croce del Salvatore? Dio non voglia! Dio riserva le misericordie supreme al popolo che era suo. A questo popolo, al quale fu detto: "Voi non siete il mio popolo", sarà detto un giorno: "Voi siete i figli del Dio vivente".40 Dopo essere rimasti per lungo tempo senza re, senza principe, senza sacrificio, senza altare, i figli d'Israele cercheranno il Signore loro Dio; e questo sarà fatto fino alla fine dei tempi.

Elia sarà lo strumento di questo meraviglioso ritorno. "Ecco, io ti manderò, dice il Signore per mezzo di Malachia, il profeta Elia, prima che venga il grande e terribile giorno di Dio, per volgere il cuore dei padri ai figli e il cuore dei figli ai padri" 42.

San Paolo afferma a sua volta questo evento molto consolante. Egli vede nella riprovazione degli ebrei la causa occasionale della vocazione dei gentili. Poi aggiunge: "Non voglio che ignoriate, fratelli, questo mistero: un lutto parziale è venuto su Israele, finché non siano entrate tutte le nazioni, e allora tutto Israele sarà salvato" 43.

Tale, dunque, è il piano di Dio. Tutti i gentili devono entrare nella Chiesa; e quando la processione delle nazioni sarà finita, Israele entrerà a sua volta. Sarà il grande giubileo del mondo; la grazia sarà versata a torrenti. Se le profezie sono prese alla lettera, tutti gli ebrei allora viventi, fino all'ultimo di loro, anche se sono numerosi come le sabbie del mare, saranno salvati 44.

Per comprendere i profondi brividi che questo grande evento produrrà nel mondo, dobbiamo ricorrere alle figure profetiche, con le quali Dio si è compiaciuto di annunciarlo in mille modi.

Il popolo ebraico, entrando nella Chiesa, è Esaù che si riconcilia con Giacobbe, e con quale tenerezza! "Correndo incontro a suo fratello, Esaù lo abbracciò, gli si gettò al collo e lo baciò, ed entrambi scoppiarono in lacrime" 45.

Ma il vero simbolo di Gesù, riconosciuto dai suoi fratelli ebrei, è soprattutto Giuseppe, riconosciuto dai suoi fratelli. Una volta lo vendettero e lo crocifissero; ma un imperioso bisogno di verità e di amore li porta ai suoi piedi alla fine dei tempi. Che incontro! Che spettacolo! Gesù, in tutto lo splendore della sua potenza, rivela ai Giudei i tesori del suo Cuore e dice loro: Io sono Giuseppe, io sono questo Gesù che avete venduto! 46.

47. Questo prodigo, che viene da così lontano, sono i poveri gentili che entrano nella Chiesa. Gli ebrei sono rappresentati dal figlio maggiore, geloso ed egoista, che rimane ostinatamente fuori perché suo fratello è stato accolto in casa. Il padre esce e gli fa inviti pressanti, cœpit illum rogare. Quest'uomo innaturale si rifiuta di ascoltare suo padre; ma alla fine lo ascolterà, entrerà, e ci sarà una doppia gioia nella casa del padre.

No, non possiamo immaginare le gioie della Chiesa quando finalmente aprirà il suo cuore di madre ai figli di Giacobbe. Non possiamo immaginare le loro lacrime, le loro esplosioni d'amore, quando, dopo che il velo sarà finalmente scomparso dai loro occhi, riconosceranno il loro Gesù. In quale momento preciso avverrà questo grande evento? Qui sta il nocciolo della difficoltà. Senza pretendere di risolverlo, speriamo di fare un po' di luce.

II

Sembra certo, secondo la tradizione, che l'Anticristo sarà di nazionalità ebraica. Egli apparirà come il prodotto di quella fermentazione di odio che, per secoli, ha inacidito il cuore degli ebrei contro Gesù, il loro tenero fratello, il loro incomparabile amico.

Sembra altrettanto certo che gli ebrei per la maggior parte accoglieranno questo falso messia, corteggiandolo, e gli sottometteranno il mondo attraverso la cattiva stampa e l'alta finanza.

Chiesa. I grandi eventi hanno sempre dei preludi che li annunciano.

San Gregorio dichiara che la furia della persecuzione dell'Anticristo cadrà principalmente su quegli ebrei convertiti, la cui costanza nel sopportare tutti gli oltraggi e tutti i tormenti per il mille volte benedetto nome di Gesù nessuno eguaglierà. Questo passaggio di San Gregorio è troppo importante per essere omesso.

Il grande Papa spiega una delle misteriose profezie in una citazione di Ezechiele 48. 1º Dio ordina al profeta di uscire nel campo; questo uscire rappresenta la diffusione del Vangelo tra i gentili. 2° Poi lo riporta in casa, dove viene caricato di catene, sequestrato e ridotto al silenzio; il che indica come il Vangelo sarà predicato dai Giudei ai Giudei stessi, dei quali alcuni si convertiranno, e altri sequestreranno i predicatori e li sommergeranno di maltrattamenti, cioè durante la persecuzione dell'Anticristo. 3º Dio appare, apre la bocca del profeta, che parla con più forza che mai; questo è ciò che accadrà con la venuta di Elia, che, con la sua predicazione infiammata e irresistibile, convertirà i resti della sua nazione 49.

Non potremmo qui ammirare a sufficienza la lucidità profetica di San Gregorio. Egli distingue in anticipo le fasi del grande evento che ci riguarda: la divisione del popolo ebraico in due parti, l'oppressione dei convertiti da parte dei refrattari e la conversione totale operata da Elia.

Il santo Papa ci assicura, nei suoi commenti a Giobbe, che questo ritorno definitivo dei resti d'Israele avverrà sotto gli occhi e a dispetto della furia impotente dell'Anticristo 50. Se la Chiesa gode di tali consolazioni nel calore stesso della persecuzione, cosa sarà nell'ora del trionfo! Questo è ciò che considereremo rapidamente.

III

Ci sono distruzioni necessarie, per le quali Dio si serve di angeli malvagi. L'Anticristo, a suo modo e suo malgrado, sarà la verga di Dio. Questa verga di ferro polverizzerà gli scismi, le eresie, le false religioni, i resti del paganesimo, il maomettanesimo e lo stesso giudaismo; schiaccerà il mondo in una prodigiosa unità. Quando questa massa di empietà sarà stata abbattuta dalla piccola pietra, diventerà una montagna immensa e coprirà la terra; il Vangelo, non incontrando più ostacoli di nessun tipo, regnerà senza contraddizioni su tutto l'universo.

Gli ebrei saranno i principali lavoratori in questo stabilimento del regno di Dio. San Paolo è estasiato dalle grandi cose che risulteranno dalla loro conversione. "Se la caduta dei Giudei, esclama, è stata la ricchezza del mondo, e se la loro diminuzione è stata la ricchezza dei Gentili, quanto più lo sarà la loro pienezza [cioè la loro totale adesione]...? Se la sua ricchezza è stata la riconciliazione con il mondo, cosa sarà la sua accettazione [nella Chiesa] se non un ritorno dalla morte alla vita? 51. È legittimo concludere da questo che gli ebrei convertiti metteranno al servizio della Chiesa un inesprimibile ardore di proselitismo. Ringiovanita da questa infusione di vita, la Chiesa uscirà dalle strettoie della persecuzione come dalla pietra di una tomba; e prenderà possesso del mondo, con la maestà di una regina e la tenerezza di una madre.

Questi eventi saranno l'immediato preludio del giudizio finale o l'alba di una nuova era? Esporremo le congetture che si possono formulare su questo argomento.


La Madre della Salvezza: L‟apocalisse concerne soprattutto il sequestro della Chiesa di mio Figlio sulla Terra da parte dei suoi nemici.

 


APOCALISSE 

Figlia mia, quando le persone sentono la parola “apocalisse”, questo può incutere terrore nei loro cuori. Ciò succede perché pochissimi sono davvero informati su ciò che essa simboleggia. Questi tempi sono stati predetti come l‟atto finale del Piano di Mio Padre di unire il mondo e liberarlo dalla morsa del male, che lo ha strangolato per così tanto tempo.  

Il segno più importante che il momento è vicino, sarà, appena prima della Seconda Venuta di Mio Figlio, quando la Sua crocifissione sarà rivissuta ancora una volta. Questi saranno i segni. Proprio come Egli è stato flagellato, così lo sarà il Suo Corpo, la Sua Chiesa sulla terra: lo sarà attraverso la corruzione e l‟infestazione. Poi, proprio come le spine erano state poste sul suo capo, così esse saranno poste sulla testa dei capi della Sua Chiesa. Le mani dei Suoi sacri servitori saranno inchiodate, come se fossero sulla Croce, quando non saranno più utilizzate, nei tempi a venire, come strumenti per i Santi Sacramenti. Come i chiodi trafissero i Piedi di mio Figlio, così sarà fatto divieto ai veri servitori di Dio di condurre le anime lungo la vera Via del Signore. La Crocifissione della Chiesa di mio Figlio sulla Terra continuerà fino a che non morirà e in quel giorno, il Corpo di mio Figlio, Gesù Cristo, non sarà più presente nella Santa Eucaristia. Quando la Chiesa di mio Figlio sarà distrutta, allora su quale strada cammineranno i suoi seguaci? Quindi, se non seguirete la Via di mio Figlio, non sarete in grado di trovare la strada per il Suo Regno. 

Quando la Chiesa di mio Figlio sarà stata conquistata e il nemico siederà sul trono, dovrete rimanere sempre fedeli a mio Figlio. Voi non sarete in grado di farlo, se accetterete le leggi del mondo laico come un sostituto della Verità. 

Il Libro della Verità, insieme con la Crociata di Preghiera, vi manterranno concentrati su mio Figlio. Quei sacri servitori fedeli alla Sua volontà vi nutriranno con il Cibo della Vita, quando esso sarà introvabile. Da allora, sarete in grado di contare i mesi, come se essi fossero settimane e le settimane come se fossero giorni, perché al suono della tromba la Nuova Gerusalemme risorgerà dalle ceneri e la persecuzione sarà finita. 

L‟apocalisse concerne soprattutto il sequestro della Chiesa di mio Figlio sulla Terra da parte dei Suoi nemici. Riguarda la lotta per le anime. Gli avvisi di Dio all‟umanità per aprire i suoi occhi alla Verità riguarderanno il castigo. L‟esercito Rimanente contribuirà a mantenere viva la fiamma d‟amore per mio Figlio e, allo stesso tempo, a concedere alle anime una grande sospensione dal castigo, che altrimenti li avrebbe colpiti se non fosse per la Misericordia di mio Figlio. 

La vostra amata Madre, 

Madre della Salvezza. 

2 Maggio 2014

OPERA DEI "TABERNACOLI VIVENTI"

 


Il grande dono di Gesù agli uomini d'oggi tramite Vera Grita


15-II-1968 Gesù, nell'Abisso del suo Amore. Io brucio, brucio le impurità, i difetti, le resistenze alle mie grazie, brucio, e in questo fuoco attiro l'anima a Me. Quand'essa riceve questa purificazione, dono del mio Amore, soffre perché è attirata dal Divino. L'anima anela a Me, l'anima cerca ansiosa Me, il mio Amore, e mai si sazia finché sarà quaggiù. Ha iniziato così il Martirio d'Amore. Voglio la tua anima piagata. Io la immergo in Me, Io la rinnovo nel mio Sangue, Io la rendo pura, splendente, bianca. Sulla tua anima scenderà il mio Sangue, e le macchie saranno le "mie": quelle che Io dono a te. Unisco a Me, alla mia Passione, il tuo soffrire; il tuo cuore al mio Cuore, finché non ci sarà un solo Sofferente, un solo Cuore: Io, Gesù. Accoglimi, perché vengo a te come ti ho detto. Io ho iniziato il dono d'Amore, per il quale l'Amato dovrà essere incarnato dall'amata. È lo Sposo che prepara la sposa alla Unione Mistica; è lo Sposo che dona, mentre la sposa attende che lo Sposo venga a lei. Tu sei piccola per capire, ma non importa. A me basta che tu mi ubbidisca per amore, e che rimanga sempre molto umile nella tua pochezza. Abbandona il tuo "io" perché è del mondo, e tu non sei più del mondo; lasciati sollevare dal mio Amore, e ama solo in Me, nel mio Amore, affinché ogni affetto umano sia, per mio mezzo, affetto puro, santo; sia Amore mio. E così ti stacco dal mondo, così preparo il mio Tempio, così ti conduco a Me. Non passerà un anno, non passeranno due anni, non passeranno tre anni, prima che le mie Parole saranno manifeste a tutti. Chi renderà testimonianza alla mia Parola in terra, troverà nei Cieli, avanti al cospetto del Padre mio, la testimonianza del mio Amore. Chi testimonierà con la vita, avrà nei Cieli la corona dei Martiri della mia Parola. Chi mi testimonierà nell'apostolato, seminando la mia Parola, avrà nei Cieli Me, Sacerdote Eterno, nella visione gloriosa di Padre, di Figlio, di Spirito Santo. Io dico, dunque, a Vera, povera e umile sposa mia (più povera non c'era sulla terra) di testimoniare dinanzi agli uomini la mia Parola, ricevendo in umiltà ed obbedienza quanto lo Spirito Santo detta, per volontà di Dio, a lei: di testimoniare la mia Parola con fede e fiducia che il suo Sposo la sorregge, la sostiene, ta difende; di rendere testimonianza alla mia Parola, accettando nell'obbedienza quanto Io, Gesù, desidero che ella faccia per Me, per la mia Opera d'Amore; accettando per amore ogni dolore e sacrificio, ogni derisione o beffa, ogni gioia e dolore. Tu scrivi, tu ubbidisci, tu ama, tu aspetta... Io Sposo. Io, Gesù, ho accettato dalla Madre mia la tua vita e se questa la prenderà presto per la mia Gloria, sappi che questa ti verrà trasformata nella Vita che dono Io: la Vita nei Cieli. Ora lavora: scrivi, scrivi, porta e invia i miei Messaggi, finché avrò rivelato ai miei amati Sacerdoti l'immensità del mio Amore. Noi, Io e te, dovremo sostenerli, incorraggiarli nelle lotte che attendono loro perché la mia Opera venga conosciuta. Io detterò le mie lettere, tu scriverai ed Io inseguirò i miei Sacerdoti finché la mia Grazia sarà accolta con gratitudine da essi. Tu sei qui in questa piccola stanza per scrivere per Me. Io avrà cura che ti sia sempre assegnato un posto tranquillo per ascoltare Me. Tu, te l'ho detto, ora vivi per Me, per scrivere. Questo è il tuo compito; e quando sarà terminato tu saluterai la terra per i Cieli. Ti darà la forza per copiare, ma Io, Gesù, voglio rimanere con te anche nella sofferenza, perché tu devi in Me divenire la mia sposa di Sangue. Un giorno ti accolsi sposa della mia Passione, un giorno verrà che Io, Sacerdote Eterno, offrirà al Padre mio, nel mio Sangue, il sangue della creatura per la quale sulla Croce donai ogni goccia del mio Sangue. La creatura in me sarà la mia Sposa, e il Padre mio l'accoglierà in Me. "Io ti prego, Padre mio, di accoglierla in Me, poiché Io a Te l'offro in Me per la tua Gloria. Io ti prego di riconoscere in Me l'anima che Io ho lavato nel mio Sangue, e quel povero mezzo di cui Io mi sono servito per rendere manifesto agli uomini il mio messaggio d'Amore al mondo. Padre mio, Io le ho donato tutto perché povera; Io le ho donato le mie grazie e la mia Parola. Padre mio accoglila nella tua Gloria, perché essa in Me mi ha dato l'obbedienza, l'umiltà; mi ha dato il suo povero braccio. Padre mio, ora ti prego accoglila in Te perché Io la offro in Me, con Me, per Me, a Te, Padre mio, perché quest'offerta renda Gloria a Te e testimonianza della mia Parola quaggiù ai Sacerdoti, agli uomini, alle Nazioni, al mondo intero. Accoglila in Me, Padre mio, per la maggior Gloria tua e l'avvento del mio Regno d'Amore fra le anime. Io, Gesù, ti ringrazio per avermi esaudito". Io, Gesù, ti ho rivelato il mio Amore per te. Attendi con fiducia nelle mie Parole, e disponiti a scrivere, a copiare per amore mio. Tu non sarai sola nello sforzo, ma avrai sempre la mia Mamma vicina che guiderà la tua vita portandola sempre più a Me. Ricorda: Fiducia nel tuo Gesù; fiducia nella Madre mia; fiducia nella mia parola. Inizia a ricopiare per D. B. Non desidero altri sacrifici che questi, e offerti per amore e obbedienza. Altri sacrifici ti verranno risparmiati poiché tu servi a Me, in questo modo, per la Gloria del Padre mio e la salvezza delle anime. Scriveremo presto ai Sacerdoti. Quando mi immolo sull'Altare, offrimi i tuoi scritti: i miei dettati, assieme all'obbedienza e all'amore. A D. B., a p. G. di la stessa cosa poiché dai miei amati Sacerdoti, tutto accolgo. Devi dire loro così: "È Gesù che lo desidera, ed io lo desidero tanto come Lui". Raccogliti in Me, nel mio Amore, perché Io ti difenda da te stessa, dal mondo, dalle tentazioni. Rimani fra le braccia divine: non avrai paura perché Io sono forza, coraggio, serenità, fiducia, verità. Presto ti manderà un conforto: un mio amato Sacerdote, quale dono d'Amore. Gesù che ti ama e ti benedice.


I Dieci Comandamenti

 


Alla luce delle Rivelazioni a Maria Valtorta


Il sesto Comandamento: “Non commettere atti impuri”. 


Il mezzo 

Il mezzo: l'albero e il pomo. Due cose piccole, insignificanti, se paragonate alle dovizie che Dio aveva concesso all'uomo. 

E che? Si era dato Lui: Dio, e vietava di mirare un frutto?  

E che? Aveva dato alla polvere la vita naturale e soprannaturale, aveva infuso il suo soffio nell'uomo, e vietava di cogliere un frutto?  

E che? Aveva fatto l'uomo re di tutte le creature e lo considerava non suddito suo, ma figlio, e vietava di mangiare un frutto? 

A chi non sa sapientemente meditare , questo episodio può sembrare un puntiglio inspiegabile, simile al capriccio di un benefattore che, avendo ricoperto un mendico di ricchezze, gli vieti, poi, di raccogliere un sassolino giacente nella polvere. Ma così non è. 

Il pomo non era solo la realtà: frutto. Era anche il simbolo. Il simbolo del diritto divino e del dovere umano. 

Anche quando Dio chiama e benefica straordinariamente, i beneficati devono sempre ricordarsi che Egli è Dio e che l'uomo non deve mai prevaricare, anche se si sente straordinariamente amato.  

Eppure questa è la prova che pochi eletti sanno superare.  

Vogliono più di quanto già non abbiano avuto, e vanno a cogliere il non dato. E trovano così il Serpente ed i suoi frutti velenosi. 

Attenti, o eletti di Dio! Ricordate sempre che nel vostro giardino, così colmo dei doni di Dio, c'è sempre l'albero della prova e intorno ad esso cerca sempre di avvinghiarsi l'Avversario di Dio e vostro, per strappare a Dio uno strumento e sedurvi alla superbia e cupidigia, alla ribellione. Non violate il diritto di Dio. Non calpestate la legge del dovere vostro. Mai. 

Molti 109 sembrano, troppi secondo alcuni, gli strumenti di Dio, le "voci". Io dico a voi tutti, teologi e fedeli, che cento volte cento di più sarebbero, se tutti coloro che Dio chiama a speciale ministero sapessero non cogliere ciò che Dio non ha dato, per avere più ancora. 

Tutti i fedeli hanno nel Decalogo, albero della scienza del Bene e del Male, la loro prova di fede, di amore, di ubbidienza. Per le " voci " e gli strumenti straordinari più che mai è allettante quell'albero e insidiato da Satana. Perché più grande è il donato, e più è facile il sorgere della superbia e della cupidigia, la presunzione di essere sicuri di salvarsi in ogni modo. Invece Io vi dico che chi più ha avuto, più è in dovere d'essere perfetto per non avere grande condanna, quale non sarà data a chi, avendo poco avuto, ha l'attenuante dell'avere poco saputo. 

Prevengo una domanda. Quell'albero portava dunque frutti buoni e frutti cattivi? 

Portava frutti non diversi da quelli di ogni altra pianta. Ma era pianta di bene e di male, lo diveniva a seconda del comportarsi dell'uomo, non tanto verso la pianta quan to verso l'ordine divino. Ubbidire è bene. Disubbidire è male. 

Dio sapeva che a quell'albero sarebbe andato Satana, per tentare. Dio tutto sa. Il malvagio frutto era la parola di Satana gustata da Èva. Il pericolo di accostare la pianta era nella disubbidienza. Alla scienza pura che Dio aveva dato, Satana inoculò la sua malizia impura, che presto fermentò anche nella carne. Ma prima Satana corruppe lo spirito facendolo ribelle, poscia l'intelletto facendolo astuto. 

Oh! ben conobbero, dopo, la scienza del Bene e del Male! Perché tutto, persino la nuova vista, per cui conobbero d'esser nudi, li avvertì della perdita della Grazia, che li aveva fatti beati nella loro intelligente innocenza sino a quell'ora, e perciò della perdita della vita soprannaturale. 

Nudi! Non tanto di vesti quanto dei doni di Dio. Poveri! Per aver voluto essere come Dio. Morti! Per aver temuto di morire con la loro specie se non avessero agito direttamente. 

Hanno commesso il primo atto contro l'amore con la superbia, la disubbidienza, la diffidenza, il dubbio, la ribellione, la concupiscenza spirituale e, per ultimo, con la concupiscenza carnale.  Dico: per ultimo. Alcuni credono che sia invece stato l'atto primo la concupiscenza carnale. No. Dio è ordine in tutte le cose. 

Anche nelle offese verso la legge divina, l'uomo peccò prima contro Dio, volendo essere simile a Dio: " dio " nella conoscenza del Bene e del Male, e nella assoluta, e perciò illecita, libertà di agire a suo piacere e volere contro ogni consiglio e divieto di Dio; poscia contro l'amore, amandosi disordinatamente, negando a Dio l'amore riverenziale che gli è dovuto, mettendo l'io al posto di Dio, odiando il suo prossimo futuro: la sua stessa prole, alla quale procurò l'eredità della colpa e della condanna; in ultimo contro la sua dignità di creatura regale che aveva avuto il dono di perfetto dominio sui sensi. 

II peccato sensuale non poteva avvenire sinché durava lo stato di Grazia e gli altri stati conseguenti. Poteva esserci tentazione ma non consumazione della colpa sensuale sinché durava l'innocenza, e perciò il dominio della ragione sul senso. 

a cura del Team Neval 

Riflessioni di Giovanna Busolini  

PREGHIERA PER SCONGIURARE GUERRE, FAME E PERSECUZIONI RELIGIOSE