domenica 22 settembre 2024
Gli angeli del Cielo stanno aspettando l'avvertimento per distruggere la maggior parte dell'Umanità.
"Chi non rinuncia a se stesso e non prende la sua croce, non può seguirmi".
17 ottobre 1946, S. Margherita Maria
Gesù va coi suoi apostoli dal Cenacolo al Getsemani e, per strada, annuncia che sarà loro di scandalo. Ricorda che è scritto: "Percuoterò il Pastore e le pecore del gregge saranno disperse". La Scrittura non dice gli agnelli ma solo le pecore. Evidentemente gli agnelli seguiranno rispettivamente le loro madri. Questo ci mostra che l'assenza del Capo della Chiesa è una causa di divisione tra i pastori, e, secondariamente, tra i fedeli; ciascuno ha quindi tendenza ad andarsene dalla sua parte con le sue pecorelle. La garanzia essenziale dell'unità della Chiesa è il Papa. Senza il Papa, già da molto tempo non ci sarebbe più cattolicesimo. Tuttavia il Papa stesso può essere soggetto di scandalo per i vescovi e i fedeli; può esserlo per le sue debolezze personali; può esserlo anche e soprattutto per delle misure che, senza toccare la fede, sono deplorevoli dal punto di vista religioso, che costituiscono dei rinnegamenti analoghi a quelli di Pietro, come la soppressione di ordini religiosi per compiacere i poteri civili, etc.
Simili rinnegamenti ci sono purtroppo stati, e ci potranno essere fino alla fine. Tuttavia non ci appartiene di esserne scandalizzati e questo non ci autorizza a separarci né da Cristo, né dalla Chiesa e dal suo Capo; non possiamo in nessun caso rinnegarli. Non basta d'altronde saperlo, e nemmeno, come Pietro, volerlo; bisogna farlo, e non bastano il ragionamento e la millanteria, ma la preghiera umile per la Chiesa e il Papa prima, per noi e i nostri fratelli poi, affinché, ad esempio di S. Francesco, tutti abbiano il coraggio di seguire Cristo e la Chiesa nelle ingiurie, nel biasimo, nei lazzi e nelle persecuzioni, il che non significa che bisogna approvare gli errori.
Il leale S. Pietro, armato di spada e della sua buona volontà, comincia, dopo un inizio d'azione offensiva, a fare come gli altri; poi rinnega tre volte il suo amato Maestro, e, pur essendo pentito, se ne va a piangere lontano da Lui; non lo segue nella sua Passione; lo abbandona ancora al Calvario; solo S. Giovanni segue il suo Maestro ai piedi della croce: tre rinnegamenti ma anche tre abbandoni: ecco ciò di cui siamo capaci, e fino alla fine esiteremo: "Quo vadis?". Il coraggio, il vero coraggio, è nel Cristo: Ce ne dà l'esempio, la forza, l'occasione. Non allontaniamoci dunque da Lui qualunque cosa accada.
Aspettiamoci di tutto e di peggio per essere meno sorpresi. Ma anche così, diffidiamo di noi stessi. Se noi vedessimo, come Gesù l'ha visto prima, tutto ciò che ci aspetta, avremmo la forza di resistere? Andiamo dunque a Lui: Egli ci ha amabilmente prevenuti: "Chi non rinuncia a se stesso e non prende la sua croce, non può seguirmi".
La rinuncia, la rinuncia totale, che problema profondo!.. senza fondo si può dire!
meditazioni, ritrovate tra i suoi scritti Fernand Crombette
“Tutti per Gesù Cristo"
Lettera di nostro Signore e nostro Dio tramite Suor Beghe - 20 settembre 2024
Carissimi
sapete chi è Dio? Non lo sapete veramente. Sono venuto sulla terra per essere uno di voi, pensate di conoscermi perché mi avete visto, ma nessuno di voi, nemmeno i miei apostoli e discepoli, ha potuto conoscermi veramente. Mi hanno visto, mi hanno parlato, mi hanno ascoltato, mi hanno seguito, ma Io, il loro vero Dio, non hanno potuto scorgermi nella mia realtà.
L'ho rivelato ai miei apostoli e soprattutto a Filippo, che mi chiese: “Mostraci il Padre”. E io gli risposi: “Chi ha visto Me ha visto il Padre” (Gv 14, 8-9). È lo stesso per lo Spirito Santo: chi vede Me vede lo Spirito Santo; eppure siamo tre Persone divine distinte, il Verbo non è il Padre e il Padre non è lo Spirito Santo; ma poiché Gesù Cristo è Dio, Dio è in tre Persone divine, in Lui.
In cielo lo capirete perfettamente, ma sulla terra sappiate che io, Gesù Cristo, sono Dio; essendo Dio in Tre Persone, chi vede il Signore Gesù Cristo vede allo stesso modo il Padre e lo Spirito Santo.
Io sono l'Onnipotente, il Misericordioso, il Giusto Giudice, vedo tutto, conosco tutto, creo tutto, sono.
Nelle vostre preghiere, pensate a Me in tutti i miei attributi, in tutte le mie virtù, in tutta la mia dolcezza, perché ogni virtù è totale e non si oppone mai a un'altra virtù. Il giudizio non si oppone mai alla severità, né all'equità, né alla dolcezza, né alla comprensione. La gentilezza non si oppone mai al rigore, al realismo, alla fermezza o alla giustizia. E così via per tutte le virtù, che non sono mai in opposizione tra loro. All'inferno, invece, tutto si scontra: i difetti si scontrano, sono in guerra tra loro: l'ingiustizia, la menzogna, la crudeltà, l'esacerbazione di tutto ciò che è male, tutto sottopone le creature all'atrocità della loro vita quotidiana, alla disperazione più profonda che non è addolcita da alcuna tregua.
Figli miei, non andate all'inferno, allontanatevi da questo futuro atroce, inimmaginabile anche nelle peggiori crudeltà terrene. Vi attiro a Me, che sono il Sole di ogni benedizione, di ogni speranza, di ogni Amore. Esercitatevi a fare il bene, e potrete farlo solo pregandomi ogni giorno, imitandomi ogni giorno, offrendomi sacrifici, piccoli e grandi, ogni giorno.
È così semplice essere buoni, avere un cuore tenero, amare e servire. È così semplice volere il bene degli altri, condividere un po' di ciò che abbiamo in comune, ciò di cui abbiamo bisogno. Sulla terra, non avevo nulla e spesso vivevo della generosità del mio popolo. Anche i farisei, senza amarmi, mi invitavano a condividere il loro pasto, perché era il loro modo di vedermi, di interrogarmi, di avermi per un po' in loro compagnia. Non erano tutti cattivi, ma era difficile convincerli perché erano radicati nei loro pregiudizi, nel loro modo di essere.
E voi, miei carissimi figli, non siete troppo sicuri di voi stessi, dei vostri pensieri, dei vostri giudizi, delle vostre conoscenze? La vostra scienza è così piccola eppure spesso vi aggrappate ad essa come se fosse il Vangelo. Il Vangelo, sì, viene da Me e potete, dovete aggrapparvi ad esso perché è la Parola di Dio, la Mia Parola. Ma cos'è la scienza? È una conoscenza sempre nuova, perché è così piccola rispetto alla realtà divina. Si evolve, cambia, si perfeziona, si afferma, e poi viene superata da altre conoscenze, altri criteri, altri calcoli. Ma perché? Perché non potrà mai eguagliare la scienza di Dio e perché deve continuamente mettersi in discussione. Una cosa tira l'altra, finché una nuova scoperta la supera e la rende inutile.
Così anche voi, Miei carissimi, mettetevi sempre in discussione, non siate mai soddisfatti di voi stessi, state costantemente avanzando nella vostra conoscenza e ciò che era vero ieri può essere migliore o peggiore domani.
Quando leggete queste righe, fate un grande atto di umiltà e dite:
“Mio Dio, io credo, adoro, spero e ti amo. Tu sei il mio Signore, credo in te con tutta l'anima, ti rispetto infinitamente, ti sono devoto e non ho altro desiderio che diventare ogni giorno più simile a te”.
È a questa condizione e con questi atteggiamenti che potrete partecipare alla Felicità eterna, perché per entrarvi dovete volerla, dovete desiderare di assomigliarmi con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutta la mente. Infatti, questa è una preghiera dell'Offertorio della Santa Messa: “... concedici di partecipare alla tua divinità come ti sei degnato di partecipare alla nostra umanità”. Io mi sono donato a voi, donatevi a Me in modo altrettanto totale, generoso, obbediente.
Che Dio vi benedica, figli miei, vi amo tanto e vorrei tanto essere il Primo nel vostro amore.
Vi benedico nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Così sia.
Il vostro Signore e il vostro Dio,
Padre Pio di Pietrelcina, il primo Sacerdote stigmatizzato
CONVERSIONI.
1) - CONVERSIONE DEL SIGNOR LUIGI DE MERCURIO, DI BENEVENTO
Il signor Luigi De Mercurio, nato a Benevento, ma abitante a Pietrelcina, non credeva a nulla, né a Dio, né a Cristo e meno ancora ai Santi.
Quando si sposò, non volle in casa immagini Sacre di nessuna specie, anzi una volta sputò contro un quadro raffigurante S. Lucia, che la moglie invece amava e venerava. Più volte la sua signora e le signorine Florio, lo consigliarono di andare da Padre Pio, che lo avrebbe cambiato.
- Padre Pio - ripeteva sempre - non riuscirà mai a farmi cambiare il cervello.
Una notte, Padre Pio apparve in sogno alla moglie, e la consigliò di persuadere il marito di andare a S. Giovanni Rotondo.
Il 19 giugno 1925, il signor De Mercurio, dovendosi recare per ragioni di affari a S. Giovanni Rotondo, si aggregò ad una comitiva di fedeli, che si recava dal Padre. Vi andò, oltre che per affari, anche per curiosità, cioè per dare una smentita alla moglie, che, come Catone l'Uticese, finiva i suoi discorsi dicendo: «devi andare da Padre Pio».
La sera del 19 giugno 1925, egli si presentò dal Padre, che mai aveva veduto, e appena lo scorse, lui il ribelle, lui l'apostata, si sentì spinto da una forza sovrumana ad inginocchiarsi dinanzi e a baciargli la tonaca.
Non seppe mai spiegarsi come avesse fatto ciò. Quando questo febbraio, il signor De Mercurio, mi raccontò ciò che io narro, soggiunse: «mi parve che due mani nerborute mi obbligassero a piegarmi, e fui costretto anche a baciargli la tonaca».
Scese poi a S. Giovanni Rotondo, cogli altri, senza dire al Padre chi era.
Il mattino dopo, fece la confessione da Lui e ricevette dalle sue sanguinanti mani la S. Comunione.
Il fascino del Padre era grande, ma il tarlo roditore del dubbio era ancora vivo in lui.
Egli voleva dal Padre una prova che lo convincesse definitivamente.
Alla sera a cena, erano in 13, gli amici gli dissero:
- Gigino, domani è il tuo giorno, ci pagherai qualche cosa.
- Sì, sì, - rispose - vi pagherò l'anice.
- È troppo poco.
- Ebbene, berremo una bottiglia di «Strega».
Il signor De Mercurio, narrandomi ciò, mi fece notare che: «fece tale promessa come spinto da una forza arcana».
Andato a letto, pensando insistentemente a Padre Pio, si disse:
«Padre, io ti crederò, se domattina nessuno dei miei compagni, mi farà gli auguri per il mio giorno, da quando mi alzo fino alla soglia della chiesa del convento, Tu dovrai essere il primo a farmi gli auguri».
Egli disse appunto: «Tu sarai il primo a farmi gli auguri», perché sapeva che il Padre non conosceva il suo nome.
Il mattino dopo, il 21 giugno (giorno di S. Luigi, cioè il suo onomastico) essendosi addormentato, venne svegliato dagli amici.
- Gigino, fa presto, abbiamo fatto tardi, per colpa tua non potremo assistere alla Messa di Padre Pio.
Nessuno gli fece gli auguri, pur chiamandolo per nome, né in casa, né durante la strada, che dal paese conduce al convento e che come altra volta ho detto, è lunga due chilometri; durante i quali più volte lo avevano chiamato per nome.
Il suo cuore era sulle spine, ogni volta che sentiva chiamare «Luigi, Gigino o Giggi'» temeva che qualcuno gli ricordasse la promessa fatta la sera prima, non per il timore di dover pagare la bottiglia di «Strega», ma perché il suo dubbio lo avrebbe assillato nuovamente.
«Ecco, - si diceva - ora lo dicono, ora lo dicono, è fatta, non credo più, non può darsi che tutti abbiano dimenticato che oggi è il mio giorno, sono in dodici, basta uno, basta uno che si ricordi, è sufficiente.
A mano a mano che si avvicinava al convento, si ripeteva: «ancora cinquecento metri, poi trecento, ancora cento ... pochi metri...», finalmente, col cuore in tumulto, arrivò sulla porta senza che nessuno gli avesse fatto gli auguri.
Ma non respirò del tutto.
«Ed ora - si disse - come può il Padre farmi Lui gli auguri per il primo, se non conosce il mio nome? Non ho chiesto forse troppo? È impossibile, sono stato, uno sciocco».
Padre Pio, dopo la Messa, si era ritirato nel coro per ringraziare il Signore.
Cogli amici egli attese che uscisse: difatti poco dopo, sorridendo, Padre Pio uscì dal coro e venne verso di loro. Il cuore gli batteva da scoppiare.
- Luigino, i miei auguri, oggi è il tuo giorno onomastico - disse il Padre appena lo vide.
Luigi De Mercurio si sentì come preso da una morsa di acciaio, voleva parlare, voleva ringraziare, voleva sorridere, ma la voce gli rimase in gola e non pronunciò parola.
Gli altri si guardarono stupiti e si meravigliarono di non avere ricordato all'amico la promessa della sera innanzi.
De Mercurio, vinto lo sgomento, si inginocchiò dinanzi al Padre, gli baciò nuovamente la tonaca, alzò i suoi occhi verso Colui che tutto sapeva e pianse di gioia.
Padre Pio lo guardò, parve dicesse:
- La voce tace, ma il cuore parla.
- Perdono, perdono, perdono, Padre, Voi solo sapete quello che ho pensato, Voi solo sapete quanto ho desiderato e temuto questo momento, sono vinto, sono vinto, sono vinto, credo, credo, credo, Vi amerò io pure come Vi amano tutti coloro che Vi avvicinano, diverrò io pure Vostro figlio spirituale ... Voi mi avete convertito.
Qui faccio punto, ma ripeto al lettore che a Padre Pio, nessuno aveva mai detto che il signor De Mercurio si chiamava «Luigi».
2) - CONVERSIONE DI UN BOLOGNESE
1° Telegramma.
S. Giovanni Rotondo, 27-12-1930. - Ritorno ora, niente entusiasmo. Saluti. - Emilio.
2° Telegramma.
S. Giovanni Rotondo, 28-12-1930. - Arrivo martedì mattina, ore 5,35. Sono emozionato. - Emilio.
Più rapida di così, la conversione non poteva essere. Per gli increduli dirò che io conservo i telegrammi, se qualcuno vorrà vederli, li tengo a disposizione. Non pubblico il nome per deferenza.
ALBERTO DEL FANTE
Atto di riparazione e di supplica allo Spirito Santo
“E non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio, col quale foste segnati per il giorno della redenzione” EF 4,30
Spirito Santo, nostro Dio, nostro Santificatore, che, fino alla fine dei secoli, sarai la guida, l'ispiratore della Chiesa fondata da Gesù Cristo, noi ti adoriamo e ti amiamo dal più profondo dei nostri cuori.
Prostrati davanti alla tua infinita potenza, noi ti facciamo onorabile ammenda per l'inconcepibile oblio della maggioranza dei cristiani, che non pensano ad amarti, né a pregarti, né ad offrirti lo stesso culto destinato alle altre due Persone della Santissima Trinità.
Tu ci ricolmi di grazie, ti fai tempio per le nostre anime rigenerate, e noi riceviamo queste grazie, questi impulsi divini, senza riconoscere che li dobbiamo a te. Quando dunque cesserà questa dimenticanza pressoché universale?
Quando dunque, o Spirito di Dio, riceverai dagli uomini il culto di adorazione e di amore per riconoscere che sei il principe, ma che, in pratica, sei così spesso sconosciuto? Non è infatti a questa scarsa conoscenza che si fa attribuire il trionfo dello spirito del male? Vieni in nostro aiuto, Spirito Santo, poiché lo spirito delle tenebre invade tutto; egli ha falsato le idee, i princìpi. Innumerevoli sono le vittime che strappa alla tua Chiesa e precipita negli inferi.
Tu sei l'Onnipotenza, il Dio d'amore e d'infinita misericordia. Noi gridiamo verso di te e, pieni di fiducia, ti supplichiamo di ravvivare la fede nelle anime e di salvare le nostre società così malate, con una nuova effusione delle tue grazie ed un'eclatante manifestazione della tua potenza, affinché gli spiriti infernali siano ricacciati negli abissi e l'immensa moltitudine dei credenti, riuniti in un unico gregge, ti lodino, ti adorino e ti amino di un unico e medesimo amore, con il nostro Padre celeste e con Gesù, nostro Fratello, nostro divino Redentore. Amen.
Gerusalemme piangerà insieme all’Inghilterra, alla Francia e alla Germania. L’Italia è in grande pericolo…soprattutto Roma!
Messaggio della Regina del Rosario dato a Gisella 21 settembre 2024
Cari figli, grazie per essere qui nella preghiera per la consolazione del Mio Cuore e quello del Mio dilettissimo Figlio. Figli miei, le lacrime di sangue sono la sofferenza che provo nel vedere molti figli che non comprendono ciò che sta accadendo nel mondo. Perché tanta indifferenza? Toglietevi l’orgoglio, l’invidia, la gelosia, l’ingiustizia, l’odio e il rancore che avete nei vostri cuori e finchè non entrerà la giustizia, l’amore e la correttezza, non ci sarà Pace nel mondo, ma sofferenza e morte. Figli miei, vi scongiuro, guardate Gesù e la Sua continua crocifissione! Figli, Gerusalemme piangerà insieme all’Inghilterra, alla Francia e alla Germania. L’Italia è in grande pericolo…soprattutto Roma! Chiedo ai sacerdoti, ai vescovi e ai cardinali di aprire i loro cuori per fare entrare lo Spirito Santo, Vi prego ascoltate le mie parole. Figli, soffro molto per quella Croce che siete stati costretti a togliere a causa degli uomini iniqui, purtroppo, non hanno compreso che sarebbe stata la loro salvezza. Vi amo e vi voglio salvi! Per questo vengo a guidarvi e a istruirvi, come Madre, Avvocata e Corredentrice dell’umanità. Ora vi benedico, nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo e vi copro con il mio Manto Benedetto.
Mentre il Venerdì Santo si avvicina, quelli che Mi tormentano e cercano di cancellare tutte le Mie tracce, soffriranno molto in quel giorno.
CASTIGHI
Mia amata figlia prediletta, è Mio desiderio che quelli che Mi amano veramente, facciano ammenda attraverso il Dono della Riconciliazione, durante la Settimana Santa. Se Mi dimostrate sincero rimorso per i vostri peccati, Io riverserò su di voi un Dono speciale di Accettazione, in accordo con la Mia Santa Volontà. Vi esorto, in questo momento della storia, ad avere fiducia in Me come mai prima, perché, se ascoltate con attenzione, potrò far sentire la Mia Parola a tutti, compresi quelli che non Mi conoscono.
Quando i Miei nemici Mi diedero la caccia, fecero di tutto per screditarMi. Sfogarono la loro rabbia su molti poveri innocenti e torturarono uomini che credevano che fossi Io. Essi diffusero menzogne sui Miei apostoli, cercarono di screditarmi in molti modi e furono preda a crisi di rabbia, quando non riuscirono ad aggredirmi fisicamente. Essi Mi avrebbero ucciso se Mi avessero catturato prima del Venerdì Santo – se Io non avessi protetto Me stesso. Il loro odio, le loro menzogne, le calunnie che diffusero sulla Mia missione e le loro false accuse contro di Me, furono divulgate in ogni città e villaggio, prima del giorno in cui venni finalmente tradito da uno dei Miei.
Il veleno che si riversò dalla bocca dei Miei nemici, venne dal serpente che infestava le loro anime. Lo imitarono in ogni modo: gridarono contro di Me con una rabbia violenta, anche se le loro accuse erano false e senza senso. Sputarono sui Miei apostoli, torturarono i Miei discepoli, così come quegli sfortunati uomini che scambiavano per Me. Cercarono di far ribellare contro di Me, altri che non avevano mai sentito parlare di Me e offesero profondamente coloro che non potevano convincere a denunciarMi. Ogni demone uscito dalle viscere dell‟inferno mi tormentò durante le Mie ultime settimane sulla Terra, quando la Mia Parola aveva trafitto il cuore di molti e convertito migliaia di persone.
Quando la Mia Presenza era al punto più alto, l‟odio si intensificò e i ruggiti di quelli che Mi rifiutavano erano come quelli che provengono da animali selvatici. Le persone che si erano aggiunte ai gruppi di Farisei per condannarmi diventarono tanto malvagie quanto quelle che li incitavano ad una rabbia demoniaca contro la Mia Persona. Fui accusato di essere immondo nel Corpo e nell‟Anima. Dissero che la Mia Parola proveniva da spiriti immondi. Affermarono che portavo falsa testimonianza contro Mosè e che ero stato inviato dal maligno per corrompere le loro anime. Ignorarono l‟Amore che trasmettevo, la conversione all‟amore reciproco che creavo tra di loro ed i miracoli che compivo. Mentre cantavano oscenità contro di Me, stavano a testa alta e, allo stesso tempo, bestemmiavano contro Dio dichiarando che parlavano nel Suo Nome. Questo mostra esattamente come Satana inganna la gente.
Coloro che bestemmiarono contro di Me durante la Mia Crocifissione, non vivono nel Mio Regno, perché hanno subito il castigo peggiore. Mio Padre distruggerà quelli che dicono che Io parlo con la voce di Satana. Così quelli di voi che sostengono che la Mia Voce è quella del maligno, sappiano che la loro sofferenza sarà peggiore della morte. Le vostre lingue non potranno più sprizzare il veleno che Satana ha messo dentro le vostre anime; i vostri occhi non vedranno più, perché sarà solo l‟oscurità ciò che desidererete – e così sia. Le vostre orecchie non sentiranno più la dolcezza della Mia Voce, perché vi rifiuterete di ascoltare – e così sia. Il vostro cuore non ha amore e quindi non potrà mai più sentire l‟amore, una volta che vi sarete chiusi all‟Amore di Dio. Le vostre parole saranno la vostra rovina e quando accuserete Me, il vostro Signore Dio, Salvatore e Redentore di tutti gli uomini, di parlare male – esse non saranno più ascoltate. Esse moriranno.
In questo momento la Mia Collera contro gli ipocriti che vagano per il mondo fingendo di venire da Me, ha superato ogni limite e la Mia punizione si abbatterà su ciascuno di voi che sputate su di Me. Lontano da me – non avete presa su di Me. Vi getterò via.
Quando sento le urla di quelli posseduti dall‟odio di Satana nella loro anima e che osano dichiarare pubblicamente la loro fedeltà a Me, mi sento disgustato. Mi ripugnano e non sono migliori di quelli che litigarono per piantare il primo chiodo nel Mio Corpo.
Mentre il Venerdì Santo si avvicina, quelli che Mi tormentano e cercano di eliminare ogni traccia di Me, soffriranno molto in quel giorno. In quel giorno, quando patirete il Mio Dolore, che vi ho dato per riportarvi alla ragione, saprete che Io sto chiamando voi. Lo faccio non perché vi meritate un grammo della Mia Simpatia, ma perché vi amo – nonostante tutto. In quel giorno, vi chiedo di invocarmi così:
“Gesù, perdonami per il male che ho inflitto al Tuo Corpo, alla Tua Parola e alla Tua Divinità”.
Io vi risponderò e vi aiuterò a venire a Me, con Amore e Gioia nel Mio Cuore.
Il vostro Gesù.
13 Aprile 2014
sabato 21 settembre 2024
Un figlio della luce perso nelle tenebre
Maria
Molte persone, che percorrono il sentiero delle tenebre, hanno bisogno solo di un po’ di luce perché i loro cuori sono buoni. Sono i loro intelletti ad essere ottenebrati. Dico queste parole così che questa oscurità venga dispersa e possano vedere la strada giusta. Altre hanno bisogno di maggiore luce, perché i loro cuori sono dedicati alle tenebre. Eppure, anche queste, se si abbandonano alle mie parole, riceveranno la luce sia per il loro intelletto che per il loro cuore. Qui, non solo disperdo le tenebre, ma le traggo fuori dal buio a cui si aggrappano. Cominciamo. Tutto può essere aiutato.
Andando avanti e indietro
Una persona che entra per la prima volta nell’oscurità sa di aver perso un po’ di luce. Alcune tornano indietro immediatamente perché odiano qualsiasi oscurità. Altre trovano le tenebre gradevoli. Quindi, vanno avanti e indietro, dalla luce al buio e poi nella luce e indietro nel buio. Esse possono fare questo per anni. I loro cuori cercano la luce, ma anche trovano un po’ di buio abbastanza a loro piacimento. A questi voglio parlare per primi, perché hanno bisogno di smettere di fare compromessi. Sì, questo è quello che fate. Siete scesi a compromessi e mi fate molto male. Tu sai chi sei. Hai ricevuto molta luce. Vieni da una famiglia che era piena di luce. Sei stato addestrato alla luce, soprattutto in gioventù. Ti sei sempre visto anche tu come un figlio della luce.
La porta si chiude dietro te
Ora, il mondo ti ha attratto nell’oscurità e tu vai avanti e indietro. È tempo per una decisione. Non si può andare avanti dalla luce al buio e tornare alla luce. Ad un certo punto, e questo è molto grave, terrai il tuo viaggio di consueto nel buio, pensando che si possa facilmente tornare alla luce, e scoprirai che la strada è bloccata, la porta è chiusa dietro di te e sei dove non saresti mai voluto essere. Tu sei un figlio della luce, che ti trovi in un buio che non può mai essere la tua casa. Se questo sei tu, invocami. “Maria, rendimi un figlio della luce”. Io verrò. Sì, verrò.
Commento: Maria descrive così bene quello che succede a tanti. Come sempre, vi aiuterà.
21/1/2012
Processo della Creazione dell’essere la caduta da Dio
Credete a Me che vi istruisco volentieri, quando riconosco un desiderio per un sapere secondo Verità, perché da Me procede solamente la Luce e questa Luce irradia attraverso l’oscurità. Ma voi siate ancora in una zona senza Luce, dove vi deve venire portata la Luce, fintanto che voi ne siete colmi in modo che possiate anche di nuovo irradiare voi stessi. Voi siete pronti d’accogliere il Mio Raggio di Luce appena desiderate un chiarimento sulle vostre zone ancora senza Luce, posso trasportarvi di nuovo lentamente nello stato della conoscenza e introdurvi in un sapere che vi beatifica. E deve venire Luce in voi, dovete sapere da dove siete venuti e qual è la vostra ultima meta. Soltanto Io Stesso posso darvi questo sapere, Che vi ho creati per la Mia Gioia. Voi siete proceduti da Me Stesso, la Mia Forza d’Amore ha emesso delle creature da Me che corrispondevano a Me Stesso, che erano degli esseri indipendenti, che ho creato come miniature di Me Stesso. Diedi Vita a queste Creazioni, cioè loro potevano creare ed operare come Me, potevano sentire anche la Mia Voce e sapevano anche di Me Stesso come loro Dio e Creatore e loro Mi erano fedeli e oltremodo beati. Ma del Regno degli spiriti un tempo beati voi sapete poco o nulla. Ma questo Regno è stato precedentemente creato quando Io Stesso Mi volevo riconoscere nelle immagini, quando Mi sono creato dei vasi in cui potevo versare il Mio Amore. Perché questo era il motivo della creazione di esseri spirituali, che il Mio Amore infinito SI voleva donare, che Si voleva defluire in esseri simili, che nella loro perfezione MI donavano inimmaginabile Beatitudine. Ho creato per la Mia Gioia un mondo spirituale abitato da esseri, li vivificavo con Creazioni di specie più magnifiche e Mi rallegrai nella beatitudini e di quegli esseri a cui preparai una tale beatitudine perché l’Amore che era ed è il Mio Elemento Primordiale MI vi ha spinto. Per tempi infiniti questo mondo spirituale esisteva in armonia e nella più intima unione di tutti gli esseri con Me, loro Creatore e Conservatore. Per tempi infiniti questi esseri erano nella loro volontà e nel loro amore in sintonia con Me, perché l’essere primo creato, che Io Stesso avevo emesso da Me in tutta la perfezione, Mi era dedito in profondo amore e trovava illimitata beatitudine nella creazione di sempre nuovi esseri che la sua volontà fece sorgere con l’utilizzo della Mia Forza, come era anche la Mia Volontà perché l’amore che quell’essere sentiva per Me, aveva anche la stessa volontà per conseguenza e perciò nel mondo spirituale non vi era niente di disarmonioso, non c’era niente contro la Mia Volontà, era un mondo di illimitata beatitudine, perché tutto l’essenziale è colmo di Luce e Forza e poteva creare secondo la propria volontà che era anche la Mia Volontà tanto chela Mia Forza d’Amore irradiava tutte le creature. Ma questa perfetta situazione non è rimasta così, perché non legavo questo essenziale con la Mia Volontà. Io diedi ad ogni singolo essere la sua libera volontà in segno della sua divinità. Ed anche l’essere primo creato, Lucifero, aveva questa libera volontà e l’ha usata male. Lucifero poteva volere nella libera volontà ugualmente lo stesso come Io Stesso e sarebbe stato illimitatamente beato e lo sarebbe rimasto in eterno. Ma egli abusava della libertà della sua volontà e l’ha orientato al contrario, che ha avuto come conseguenza una rivoluzione spirituale di una tal portata per cui voi uomini non potete avere alcuna comprensione. Ma voi uomini siete il prodotto di questa rivoluzione spirituale d’un tempo. L’essere primo creato, Lucifero, possedeva, come anche tutti gli esseri creati, la capacità di pensare e perciò era anche capace di sottomettere alla Mia Parola anche un senso invertito, possedeva una libera volontà e poteva perciò anche cambiare la direzione dei suoi sensi. Poteva uscire dalla Legge dell’eterno Ordine e poteva con ciò causare in sè stesso, come anche negli esseri che l’avevano seguito, una confusione in pensieri che aveva pesanti conseguenze. Ed egli trasmise il suo pensare errato anche agli esseri che erano proceduti dalla sua volontà con l’impiego della Mia Forza. Si creò una generale ribellione contro di Me, gli esseri si opponevano a Me, non accettavano più la Mia Irradiazione d’Amore e così si indebolivano e rimasero anche senza Luce si ribellavano contro la Legge dell’eterno Ordine, i loro pensieri andavano per le loro vie. Si creò un caos incredibile nell’esercito degli spiriti primordialmente creati che ora si dovevano decidere a chi volevano appartenere, che aveva poi come conseguenza la caduta di innumerevoli esseri da Me. Ma non impedivo tutto questo, vidi in ciò soltanto una via che portava ad una beatitudine ancora maggiore, che potevo preparare agli esseri “creati”, che bensì procedevano da Me in tutta la Perfezione, ma erano comunque sempre soltanto le Mie “Opere”. Ora, dopo la caduta da Me, hanno la possibilità di ritornare da Me come figli, che procura loro una situazione che supera di gran lunga la loro beatitudine originale. Ma la libera volontà deve effettuare questo ritorno, perché soltanto allora l’essere è diventato completamente indipendente da Me, dalla Mia Potenza e dalla Mia Volontà, e malgrado ciò si muoverà nella Mia Volontà, perché attraverso la perfezione ora ottenuta è entrato totalmente nella Mia Volontà. E voi uomini vi trovate ora sulla via di ritorno da Me quando camminate sulla Terra. E se siete di buona volontà allora la Mia Luce d’Amore può di nuovo irradiarvi, ed allora potete riconquistare la conoscenza che possedevate un tempo, che voi però avete lasciata volontariamente. E non conosco beatitudine maggiore che darvi questo sapere, che apportarvi sempre di nuovo il Mio grande Amore e di cambiare il vostro stato di assenza di luce e conoscenza, affinché giungiate di nuovo all’illimitata beatitudine, affinché raggiungiate la vostra meta e ritorniate da Me come figli, vostro Padre dall’Eternità, perché siete proceduti dal Suo Amore.
Amen
COME DIO LASCIA L'ANIMA DOPO CHE L'HA TOCCATA CON IL SUO AMORE
Mi pare di ricordarmi che più volte il Signore mi sia comparso con visione reale visibilmente in forma di bambino, ma in un subito spariva via e poi tornava. Io uscivo furoi di me; e parmi ricordare che lasciava in me certa cognizione di me stessa, certo lume del suo infinito amore, una voltà pronta in amarlo, un desiderio ardente di non volere altro che Lui. Restava più giorni quella sua gran bellezza e parevami che mi tenesse del tutto unita a sé: e bene spesso, se non lo vedevo, lo sentivo e dicevami: Io sono senza altra parola. Mi destava come da un profondissimo sonno, levava da me ogni altro pensiero: solo lui restava nella mia mente. Oh! Dio! Provavo di molte comunicazioni fra Dio e l'anima mia. Delle volte mi pareva che il Signore tirasse a sé questo mio cuore, quest'anima, come fa la calamita il ferro. Restavo per molto tempo immobile senza moto, fuor di me; e quando tornavo in me, mi trovavo tutta interizzita, non potevo in alcun modo muovermi. Quando provavo ciò, per più giorni mi restava certa presenza di Dio più particolare e mi sentivo più nausea alle cose terrene. Parevami di avere certi lumi intimi che mi facevano apprendere che non vi era altro bene che Dio. Questo stava nella mia mente e davami continui stimoli e lumi di Lui. Parevami sentirlo nel cuore e facevami molti effetti, ma non posso raccontarli tutti, perché con parole non posso spiegarlo.
S. VERONICA GIULIANI
Fra tutte le cose, una sola ti è necessaria: che tu salvi eternamente la tua anima.
Gesù
Figlia, fra tutte le cose, una sola ti è necessaria: che tu salvi eternamente la tua anima. Persa l'anima, tutto è perduto; salvata l'anima, tutto il resto rimane salvo. Troverai la salvezza eterna solamente imitando il tuo Gesù.
Non tutti possono seguirmi nel cammino della Mia vita esteriore. Tutti, però, possono e debbono imitare i Miei sentimenti interiori.
Anche se distribuiste tutti i vostri beni ai poveri, anche se sottometteste il vostro corpo a una più che austera penitenza, se i vostri cuori non assomigliassero al Mio, nulla avreste e di niente vi avvantaggereste per l'eternità. Sarete giudicati secondo la somiglianza dei vostri cuori con il Mio e secondo questa, riceverete la remunerazione eterna.
Per quanto virtù apparenti possediate, per quanto vi presentiate con un aspetto pieno di fervore, se i vostri cuori non imitano il Mio, tutta la vostra virtù non sarà niente altro che un disordinato riadattamento dell'aspetto.
Già nella Legge antica, era profetizzato come sarebbe stato il Mio Cuore, e nessuno é stato inserito nel numero degli eletti, se non colui che portava incise nel suo cuore le qualità del Mio futuro Cuore.
Dalle istituzioni della Chiesa fino ad oggi, il Mio Cuore è sempre stato: la santificazione degli apostoli, la forza dei martiri, la costanza dei confessori, la purezza delle vergini, la perseveranza dei giusti, la perfezione di tutti i Santi.
Animo, figli Miei, seguitemi ovunque vi porti Mia Madre; quanto più la seguite da vicino, tanto più vi avvicinate alla perfezione più completa.
Catalina Rivas 22 marzo 1995
La bontà di Dio si estende a tutti gli esseri
L'UNIONE CON DIO
Nel secondo capitolo dell'Ecclesiastico è detto: “Considerate, o figli, le generazioni degli uomini e sappiate, che nessuno sperò nel Signore e rimase confuso, che nessuno che ha perseverato nei suoi comandamenti è stato poi abbandonato” (74). E il Signore dice anche: “Non vi inquietate domandandovi: Che cosa mangeremo?” (75).
S. Alberto Magno
Il futuro celeste è l'unico futuro importante.
La religione cattolica è il punto centrale di ogni azione, di tutte le decisioni e di tutte le conseguenze. La religione cattolica è la chiave di qualsiasi organizzazione, religiosa o laica. Il comportamento cattolico ottiene il buon ordine e il buon funzionamento di tutte le cose. Una persona fedele, retta, buona e competente avrà una vita complessivamente coerente. Colui che si dissocia da ogni virtù e usa le situazioni a suo vantaggio, può essere ricco, ma la sua famiglia o i suoi amici non gli saranno devoti. Quando le battute d'arresto che non possono essere perse arrivano per lui, anche i suoi amici o parenti possono mancare. La religione è una garanzia sia per la condotta sulla terra che per il vostro futuro celeste, ma se questa garanzia manca sulla terra, come nel caso di Giobbe nell'Antico Testamento, la garanzia del suo futuro celeste non verrà mai meno.
Il futuro celeste è l'unico futuro importante. Tutti gli altri, quelli della terra, sono reversibili e passano. Solo il futuro celeste è importante. Quando un uomo muore, viene giudicato per la sua vita terrena. È un must! Quando un uomo muore, l'unica alternativa accettabile è che egli si presenti al tribunale divino con amore e pietà. Qualsiasi altro atteggiamento sarebbe dannoso. Se è vendicativo, i demoni si impadroniranno di lui. Se si vanta o cavilla, i demoni si impadroniranno di lui. Se è bugiardo, i demoni si impadroniranno di lui. Se è evasivo o addirittura loquace, i demoni si impadroniranno di lui. Ha solo l'alternativa di amare e gioire nel vedere finalmente il Dio che ha pregato, davanti al quale si è pentito, che è suo Padre per predilezione.
È così che giudico le Mie creature: con amore, con giustizia, con giustizia e con conoscenza. Sì, so tutto, nei minimi dettagli, dell'essere che viene davanti a Me, che sia felice o spaventato o odioso o blasfemo. Sì, il giudizio particolare a volte è inaspettato. Alcune persone Mi guardano con alterigia, ma i demoni si impadroniscono di loro ancor prima che Io li abbia giudicati. Altri sono velenosi o scontrosi, e anche questi vengono intercettati dai demoni prima ancora che io li giudichi. Altri, quando giungono al Giudizio, inorridiscono nel vedere i loro peccati e si condannano alle fiamme eterne perché non vedono altra via d'uscita.
Tutte queste anime dannate sono certe delle loro colpe, le conoscono, ma a volte non vogliono riconoscerle. È lo stesso. Non cerco di fargli confessare ciò che non vogliono ammettere a se stessi, la loro negazione li condanna immediatamente. Quando ricevo queste anime già dannate nel Mio tribunale, anche loro lo sanno e non cercano l'assoluzione. La caratteristica del giudizio particolare è quella di stare davanti a Dio, che è la purezza, la giustizia e la bellezza per eccellenza, e di dire la verità o di tacere. Nessuna bugia viene mai pronunciata in questo momento particolare o tragico. Alcune anime vengono trascinate direttamente all'inferno perché i demoni le stanno aspettando e né l'angelo né Dio glielo impediscono.
E fu così che Io stesso, nel momento del Mio ultimo respiro sulla Croce, avvolto dal fetore dei peccati per i quali Mi ero offerto in sacrificio, fui quasi coinvolto in una moltitudine di demoni. Mi aspettavano e non volevano sentirne la mancanza. Come ho già raccontato, è stato per l'autorità della Mia Anima luminosa che, liberandomi di tutte quelle macchie e ferite che Mi degradavano, Mi sono liberato dalle loro grinfie e dai loro assalti violenti e monopolizzanti. Di tutte le anime assalite dal loro ultimo respiro, Io sono stato l'unico a liberarMi, senza aiuto e con la Mia sola autorità.
È a questa rabbia e a questa violenza che vengono consegnate le anime colpevoli e orgogliose. Vengono quindi strappati dalla loro condanna e portati all'inferno senza avere la possibilità di giustificarsi. Ma non è più il tempo di giustificarsi, quel tempo è finito; Si deve ammettere la realtà e, se un tale stato è ancora possibile, soddisfare i propri peccati ed essere purificati.
Le anime del Purgatorio sono salvate, nel senso che hanno la certezza di entrare in Cielo quando Dio lo giudica e quando esse stesse ne sono degne, perché il giudizio particolare implica l'assenso dell'anima colpevole ma pentita. Trascorrerà in purgatorio il tempo necessario per la sua soddisfazione e purificazione, e questo tempo per molti è un tempo di privazione, penitenza e rigenerazione. È come un paziente ricoverato in ospedale che trascorre un po' di tempo in riabilitazione o in terapia intensiva, e questo tempo è ardentemente desiderato per guarire e per rivedere Dio e i suoi cari.
Il periodo in purgatorio è difficile e doloroso perché le anime che vi si trovano non si conoscono, non si associano tra loro e non vogliono mostrarsi nel loro stato poco invitante. L'oscurità avvolge gran parte di questo luogo di guarigione, e quando le anime si trovano in una parte infuocata di questo spazio, le fiamme non sono necessariamente illuminanti. Le anime soffrono dove hanno peccato: se sono state avide, il digiuno sarà la loro punizione, se sono state aggressive, dovranno praticare la gentilezza, se erano arrabbiate, dovranno sopportare situazioni restrittive, ecc. Fino a quando tutte queste situazioni scompariranno perché non hanno più alcuna ragione di manifestarsi, l'anima si sarà guarita da tutte le sue restrizioni.
Il Paradiso sarà allora il loro luogo di santificazione e felicità, e la loro ascesa al Cielo assicurata.
Suor Beghe - 12 Novembre 2020












