lunedì 9 dicembre 2019

PREGHIERE CHE RECANO LA GUARIGIONE



Gesù guarisce tutti  
Modalità di malattia 

La malattia e le infermità sono le cose peggiori che possono capitare a un individuo. A Gesù interessano le persone. Egli si preoccupa delle cose che rendono la vita abbondante. Pagò per il miserabile e l'insopportabile.Ecco perché Egli non ebbe problemi nello spezzare  le leggi religiose e tradizioni fatte da uomini e stantie per fare in modo che le persone sono state guarite. Ebbe grande compassione per le persone che venivano da Lui per essere guariti. In Matteo 9:36, la Bibbia dice che "Vedendo le folle (Gesù), ne ebbe compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore.". Gesù si preoccupa profondamente quando stai male e sofferente .Egli non vuole quello per te. Ecco perché ha preparato una via per ogni malattia, malattia, malattia, disfunzione, e la malattia di essere guarite e per voi di essere guarito. 
Quando Gesù camminò sulla terra, non ci fu nulla che  Gesù non ha guarito. Quando se ne andò, ha mandato lo Spirito Santo, che lavora in noi per avere la piena portata della salvezza che Gesù ha pagato sulla croce.Quindi, sappi solo che ciò che era buono per la gente allora è un bene per noi adesso, perché Gesù è lo stesso ieri, oggi e sempre (Eb 13:08). Dio non cambia (Mai. 3:6). Non c'è ombra di mutamento presso di Lui (Giacomo 1:17). A causa della fedeltà di Dio ci si può fidare che se ha guarito allora, Egli guarirà oggi. Matteo 4:23 dice, “Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando il vangelo del regno, guarendo ogni malattia e ogni infermità tra il popolo. ” (enfasi dell'autore). Gesù guarì ogni malattia o infermità con cui la gente veniva da Lui -senza eccezioni. Non c'era niente di troppo difficile per lui. Quindi non lasciare che il diavolo o il medico ti dica che hai qualcosa che è incurabile.Potrebbe essere incurabile per il medico, ma non è  incurabile per Gesù Cristo. 
Quando fu sera, gli portarono molti che erano indemoniati. Ed egli scacciò gli spiriti con una parola e guarì tutti i malati. Matteo 08:16 
Dal versetto di cui sopra, non risulta che Gesù disse alla gente che non era la volontà di Dio che loro fossere guariti o che Dio voleva che soffrissero. Non ha mai detto: "Dio vuole che tu a porti questo per un pò per insegnarti qualcosa." 
Il profeta Isaia dice che Gesù portò le nostre pene e dolori (Is. 53:4). In Matteo 8:17, si dice Egli prese le nostre infermità e malattie. Che cosa provoca tanta pena e tanto dolore? Malattia e infermità. Quando non sei in buona salute, non puoi godere delle benedizioni e della pienezza di Dio. 
Isaia 53 è il capitolo redentivo. Il versetto 5 parla di essere guariti dalle piaghe di Gesù. La Bibbia dice che Gesù prese trentanove frustate sulla schiena e sul corpo. Ci sono trentanove maggiori categorie di malattie e infermità Ogni piaga he Gesù sopportò si prese cura di una malattia e la malattia diversa. 
La Young Literal Translation pone Isaia 53:4 in questo modo:  "Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato;- "Dio non vuole nemmeno che le persone siano nel dolore. Milioni di dollari sono spesi per alleviare il dolore. Mal di denti, mal di testa, dolore al collo, mal d'orecchie, dolori articolari, mal di schiena, Gesù ti libera dal dolore. Il dolore non è la volontà di Dio per te. Gesù è morto così che tu potessi guarire dalla malattia e il dolore. 

DI JOHN ECKHARDT 

Profanazioni



Il vandalismo è un peccato, questo vandalismo però è contemporaneamente una profanazione Mia e dei vostri Santi e di Dio Padre, guardate infatti che cosa Ci infliggono, come Ci distruggono e non hanno nemmeno la coscienza sporca.

Figlia Mia Io, il tuo Gesù soffro profondamente perché questo vandalismo viene dal diavolo. Egli utilizza queste anime per danneggiare ME e quindi voi.

Figlia Mia. Informa i Nostri figli riguardo a queste profanazioni perché siamo stati decapitati, i Nostri volti sono stati deturpati.

Figlia Mia. Informa il mondo di questo, perché il diavolo imperversa fra voi. Guardate con attenzione e riconoscete questi fatti  perché tutto ciò è stato predetto per questo tempo.

Io vi amo,

il vostro Gesù con la Mia Santa Madre e i Santi che sono profondamente avviliti e tristi. Amen

La bellezza di una persona non è nel corpo, ma nel cuore.



Perciò, figli di Dio, mantenete i vostri cuori puri e netti per ringraziare il vostro Padre Celeste che, con il Figlio e lo Spirito Santo, vengono a vivere in voi. 

Maria Madre di Dio

LA SODOMA E GOMORRA DI OGGI, NON DIFENDE NE FAMIGLIA (SECONDO I PIANI DI DIO) NE I BAMBINI...



(Lv 18, 22 e 29): «Non accoppiarti con un maschio come si fà con la donna: è cosa abominevole[…]. Tutti quelli che commetteranno tali azioni abominevoli, verranno sterminati di mezzo al popolo». 

domenica 8 dicembre 2019

PREGHIERA DI SUA SANTITÀ PIO XII ALLA VERGINE IMMACOLATA DA RECITARSI NELL'ANNO MARIANO



Festa della presentazione di Maria - Sabato, 21 novembre 1953



Alla Beata Vergine Maria, concepita senza il peccato originale.


Rapiti dal fulgore della vostra celeste bellezza e sospinti dalle angosce del secolo, ci gettiamo tra le vostre braccia, o Immacolata Madre di Gesù e Madre nostra, Maria, fiduciosi di trovare nel vostro Cuore amantissimo l’appagamento delle nostre fervide aspirazioni e il porto sicuro fra le tempeste che da ogni parte ci stringono.

Benché avviliti dalle colpe e sopraffatti da infinite miserie, ammiriamo e cantiamo l’impareggiabile ricchezza di eccelsi doni, di cui Iddio vi ha ricolmata al di sopra di ogni altra pura creatura, dal primo istante del vostro concepimento fino al giorno, in cui, Assunta in cielo, vi ha incoronata Regina dell’universo.

O Fonte limpida di fede, irrorate con le eterne verità le nostre menti! O Giglio fragrante di ogni santità, avvincete i nostri cuori col vostro celestiale profumo! O Trionfatrice del male e della morte, ispirateci profondo orrore al peccato, che rende l’anima detestabile a Dio e schiava dell’inferno!

Ascoltate, o prediletta di Dio, l’ardente grido che da ogni cuore fedele s’innalza in quest’Anno a voi dedicato. Chinatevi sulle doloranti nostre piaghe. Mutate le menti ai malvagi, asciugate le lagrime degli afflitti e degli oppressi, confortate i poveri e gli umili, spegnete gli odi, addolcite gli aspri costumi, custodite il fiore della purezza nei giovani, proteggete la Chiesa santa, fate che gli uomini tutti sentano il fascino della cristiana bontà. Nel vostro nome, che risuona nei cieli armonia, essi si ravvisino fratelli, e le nazioni membri di una sola famiglia, su cui risplenda il sole di una universale e sincera pace.

Accogliete, o Madre dolcissima, le umili nostre suppliche e otteneteci soprattutto che possiamo un giorno ripetere dinanzi al vostro trono, beati con voi, l’inno che si leva oggi sulla terra intorno ai vostri altari: Tutta bella sei, o Maria! Tu gloria, Tu letizia, Tu onore del nostro popolo! Così sia.

PIUS PP. XII

Una vita con il Cielo e la gioia più vera è più bella che un uomo possa provare!



Sì, figlia Mia. Sono molto triste perché la condizione della vostra terra peggiora sempre più. Internet è il vostro grande nemico e “essi“ lo utilizzano per “spersonalizzare“ TUTTO infatti  laddove non c’è più una persona cui rivolgersi, nessuno deve più agire e così nessuno di voi riesce ad avanzare di un passo!

Là dove “macchine” e “computer” vI sostituiscono manca il cuore, manca l’anima perché manca l’essere umano che dovrebbe fare questo lavoro  al servizio dei suoi fratelli. Ma “essi” sostituiscono voi uomini in modo mirato, con queste tecnologie in modo da togliere tutto” il bene”, il cuore, la compassione che ogni cuore ha o dovrebbe avere, e che invece  a loro manca . A “ loro”, che sono i seguaci del Male,  manca la compassione per voi perché amano e conoscono solo se stessi e i loro simili e anche i loro simili solo fino a quando sono loro utili. Non conoscono quindi il vero amore e tolgono al vostro mondo, alla vostra quotidianità, proprio questo amore!!! Sempre di più la vostra società si ghiaccia, sempre più voi soffrite e sempre meno ci si occupa di voi e delle vostre necessità.

Figli Miei. STOP! Fermatevi, restituite un cuore al vostro mondo! Ridonategli l’amore occupandovi l’uno dell’altro e reagendo alle esigenze  dei vostri fratelli! Una macchina non potrà mai sostituire una persona, perché questo è impossibile! Occupatevi di nuovo l’uno dell’altro e ascoltate chi vi sta difronte! Eliminate questi freddi apparecchi perché vi confondono e vi amareggiano! Vi rubano qualità di vita  anche se siete tutti convinti del contrario, ma non lo  è ! Siete” trasparenti” per il gruppo d’elite del lato oscuro  ma voi continuate a vivere come se tutto questo non fosse vero! Concentratevi di nuovo sull’essenziale nella vita, perché siete qui per prepararvi alla Vita Eterna al fianco del Signore! Invece vivete  come se esistesse solo questo mondo!

Figli Miei. Quanto siete abbagliati!  Quanto siete fuorviati e quanto ignorate! E comunque credete di essere “superiori “se avete soldi , dei beni , un buon lavoro e un po’ di potere! Vivete solo per avere il riconoscimento altrui, invece dovreste farvi piccoli, perché solo Dio, il Signore è onnipotente! Solo a LUI sono dovuti onore e fama! Voi provenite da LUI, dal Creatore Onnipotente, ma vi comportate come se foste i signori della vita e della morte!

Figli Miei. Questo non deve succedere! Smettetela e ritrovate la strada per il Padre! Solo a  chi onora il Padre e LO rispetta e GLI regala la sua vita condividendola con LUI verranno rivelate le verità della propria esistenza e l’amore di Dio lo ricolmerà. Vivrà felice e beato si rivolgerà sempre con  tutti i propri problemi al Padre e lascerà agire LUI!

Figli Miei. Una vita con il Cielo è la gioia più vera e più bella che un uomo possa provare! Per questo aprite i vostri cuori e lasciate entrare il Signore, lasciate che EGLI agisca in voi e lasciate che EGLI agisca attraverso di voi!

Figli Miei. Vi abbiamo spiegato già molte cose in questi messaggi e quindi vi prego: ascoltate la chiamata di Maria e vivete secondo la Parola del Signore! Preparatevi al ritorno di Gesù perché questo è imminente! Accettate tutti gli aiuti che continuamente vi diamo in mano e lasciatevi illuminare dallo spirito Santo! Così accoglierete degnamente il Signore e starete di fronte A LUI con gioia nel cuore. Il Suo amore sarà immenso per questo abbandonate tutti i peccati! Utilizzate la santa confessione perché essa vi regalerà la purificazione necessaria.

Figli Miei. Io vi amo e Mi rallegro per il grande giorno della gioia ;perché quando Gesù viene EGLI trionferà e tutti i Suoi fedeli figli entreranno nel Suo Nuovo Regno e la sofferenza, le difficoltà, la povertà, la fame, l’ingiustizia e la crudeltà non esisteranno più! Verrete innalzati e sarete puri, però dovete prepararvi per questo meraviglioso tempo.

In profondo amore.  Il vostro Santo Bonaventura.

Sant'Atanasio sulla sodomia



Sant'Atanasio, Sull'Incarnazione (5), 318 DC: "… nel peccare eglino sono divenuti insaziabili, poiché adulterj e furti dappertutto vi erano e la Terra intiera era piena di omicidj e saccheggj… Né financo crimini contra la natura eran lungi da essi, ma, come dice l'Apostolo e testimone del Cristo, poiché le loro femmine cangiaron l'uso naturale in quello che è contra natura e parimenti pure gli uomini, lasciando l'uso natural delle femmine, arsero nella loro lussuria uno inverso l'altro, uomini con uomini operando l'immondo e ricevendo in loro medesimi quella ricompensa del loro errore la quale era appropriata."
Il mondo diviene largamente quale Sodoma e Gomorra, però la tragedia è maggiore, perciocché esso avviene dopo l'Incarnazione e la Risurrezione del Messia del popolo Ebraico e del genere umano Gesù di Nazaret.

sabato 7 dicembre 2019

LE SETTE ARMI SPIRITUALI



Santa Caterina da Bologna 


Una occulta tentazione 

Non tacerò di un altro inganno, teso alla medesima religiosa, per rendere più prudenti e accorte anche quelle che prediligono l'orazione e la meditazione.  

Una notte, mentre stava in coro per le preghiere del mattutino, si sentì come mentalmente sollevata e rallegrata e credette di essere visitata da uno spirito buono; così si dispose ad ascoltarlo, interrrompendo il mattutino, ma senza mutare posto e atteggiamento, per non fare trapelare nulla alle altre sorelle. 
Mentre continuava quel senso di consolazione, udì in sé una voce, che ragionava su come e quanto Iddio avesse nobilitato l'uomo e la donna col dare loro il libero arbitrio di operare il bene e il male, e del premio che Dio concede a chi fa il bene, quasi per debito di giustizia; infatti -continuava la voce, sempre in forma di ragionamento dimostrativo - anche l'apostolo Paolo diceva di attendersi il giusto premio, per avere scelto di esercitare il libero arbitrio nell'operare il bene e ripudiare il male, che pure aveva libertà di fare.  

Essa rimase con questi ragionamenti nella mente e li meditò, convinta di avere ricevuto una grazia divina. Ma la notte successiva, sempre in coro per il mattutino, le venne un tedio mentale e una stanchezza fisica insopportabili; così, nel considerare le fatiche dei suoi doveri religiosi e gli altri sacrifici offerti a Dio volontariamente, li mise in connessione coi ragionamenti uditi la notte precedente, e in lei si insinuò il pensiero che dovesse ricevere, per giustizia, un più alto stato di quello di Cristo, perché il Figlio di Dio non aveva potuto peccare e concupire i vizi del mondo, mentre lei, in libertà di peccare e soggetta al peccato, aveva nondimeno lasciato la via del male e scelto di esercitare la virtù.  

Da questo ragionamento, comprese subito che quanto le stava accadendo in quelle due notti era azione del diavolo, che la spingeva a credersi generatrice del bene fatto; così ricorse all'arma della umiltà, si sottopose all'abisso infernale con la immaginazione e meditò sul dono divino della buona volontà, senza il quale non avrebbe potuto operare il bene. Infatti, se da Dio abbiamo ricevuto la libertà di fare il bene e il male, il debito di giustizia verso di Lui ci impegna a fare il bene, che non possiamo, però, praticare senza il dono divino della buona volontà: quindi, non è Dio in debito verso chi fa il bene, ma l'uomo lo è comunque verso Dio. E certamente manca di vero intelletto chi pensa di avere meriti, invece di colpa e difetto.  

Illuminata Bembo 

Charles de Foucauld



In nessun caso sarà permesso dire di no a chi ci domanda qualcosa, si deve donare l’ultimo soldo, l’ultimo pezzo di pane della casa. E se non abbiamo nulla, si farà entrare l’ospite e il povero e si andrà a mendicare per lui. 

Il grande divorzio tra sacerdote e vittima



1 Lo studio che pubblichiamo è del celebre Mons. J. Sheen Fulton, i cui libri sono ben conosciuti anche in Italia. Dopo che si è ritirato come arcivescovo coadiutore di New York, Fulton si è dedicato alla predicazione di esercizi per il clero ed è il consigliere ricercato di molti sacerdoti. Proprio in questo autunno pubblica un libro dal titolo "The Mysterious Priest" a del quale noi presentiamo un estratto. 

2 L’unione fra sacerdozio e sacrificio è talmente inscindibile che uno dice riferimento all’altro. Sappiamo che sono una dottrina e realtà molto care a P. Dehon e, secondo il carisma ricevuto dallo Spirito come Fondatore, un valore d’identità della vocazione SCJ: "Vittime d’amore, vittime di riparazione, ecco la più bella delle vocazioni. Le vittime sono gli intimi amici, i consolatori di Gesù, i redentori, salvatori del popolo... La Chiesa ha bisogno di anime che s’immolano come della S. Messa".1 

3 "I Sacerdoti per la loro vocazione e i Religiosi per i santi voti sono in modo speciale vittime col Cuore di Gesù”.2 

4 Occorrono delle vittime! Certo ve ne sono di molte generose...; ma non ve ne sono abbastanza, come lo provano i nostri mali".3 

5 Questa dottrina, siamo convinti, è autenticamente biblica: basta leggere le lettere di Paolo, la lettera agli Ebrei, gli scritti giovannei; ma suona forse dura, urtante per la nostra psicologia moderna e difficilmente si trova uno scrittore famoso che osi affrontare apertamente il tema: non si può essere veramente sacerdoti senza essere in qualche modo vittima. 

6 Questo coraggio J. Sheen Fulton l’ha avuto e senz’altro la sostanza di quello che egli afferma è profondamente vera e ogni sacerdote, soprattutto ogni SCJ, che è consapevole del dono dello Spirito, ricevuto nella chiamata di Dio, deve prenderne coscienza, riflettervi e realizzarlo nella vita, secondo l’aiuto della grazia e la buona volontà. 

7 Sono opportune alcune osservazioni allo studio di J. Sheen Fulton. 
Teologi e biblisti arricceranno un po’ il naso, costatando l'insistenza dell’Autore sulla sostituzione vicaria di Cristo. 

8 Gli studiosi sanno bene che varie teorie sono state proposte per spiegare come Cristo ha espiato i nostri peccati: la teoria del riscatto; quella della sostituzione penale; quella della soddisfazione (o di S. Anselmo) e quella della solidarietà. 

9 Nelle prime tre teorie, osserva P. F. Prat (La Théologie de Saint Paul, II, pp. 278-315) vi sono dei punti di vista veri, mentre altri, se esagerati, sono falsi. Nessuna delle tre teorie soddisfa completamente. E allora, qualsiasi strada si imbocchi, se non si vuol rimanere a metà, occorre concluda al principio della solidarietà. 

10 Già i Padri l’avevano formulato, affermando che Cristo è diventato ciò che noi siamo, perché noi divenissimo ciò che Lui è. Si è incarnato perché la redenzione avvenisse, come la caduta, da parte di un vero uomo, che, nel caso di Cristo, è anche vero Dio. Cristo, come redentore, ricapitola in sé tutta l’umanità. P. Prat porta le prove esegetiche per dimostrare che il principio di solidarietà interpreta correttamente il pensiero di Paolo (cf. o.c. II, p. 290-307). Tutto si spiega in termini di partecipazione e di comunione. Paolo afferma sempre che Cristo è morto "per noi” ( ) ossia partecipe, solidale con l'umanità peccatrice (cf. o.c. II, p. 287, nota 1). 

11 Ora, Fulton, afferma implicitamente la solidarietà, ma poteva farlo espressamente, discorrendo in termini di solidarietà tutte le volte che parla di sostituzione vicaria. 

12 Anche l’uguaglianza dei sacerdoti ebrei ai sacerdoti pagani nell’offrire in adorazione a Dio solo qualcosa di estraneo a se stessi, e contraria a una realtà religiosa di Israele, che si fa sempre più estesa e intensa, avvicinandosi ai tempi di Cristo. Nella recensione P (o sacerdotale) non è mai Jahvé il soggetto dell’espiazione, ma il sacerdote quale rappresentante di Jahvé (cf. W. Eichrodt, Theologie des alten Testaments, 2/3, pp. 308-336). 
Non bisogna dimenticare che Mosè ed Aronne si offrono in espiazione per il popolo sviato; così i Profeti, in modo speciale Geremia ed Ezechiele, come pure i Giusti del tardo Giudaismo. È una mentalità troppo diffusa in Israele per non coinvolgere anche il comportamento del sacerdozio ebraico (cf. A. FEUILLET, Le Sacerdoce du Christ et de ses ministres, Ed. de Paris, 1972, p. 68). 

13 Inoltre il principio di solidarietà avrebbe messo meglio in rilievo che l’immolazione personale del sacerdote cristiano ha valore solo se unita al sacrificio dell’unico Salvatore e Redentore, Cristo. Forse un accenno all’esigenza, non solo dei sacerdoti, ma di tutti i cristiani, come partecipi del sacerdozio di Cristo, al suo sacrificio, avrebbe tolto quel tono di esclusività che sembra impegnare il solo sacerdozio ministeriale a seguire Cristo sulla via dell’immolazione. 

14 Che cosa richieda in concreto questa partecipazione al sacrificio di Cristo, nessuno lo può dire o prevedere. Tutto dipende dal disegno d’amore del Padre concepito per ciascuno di noi e che si rivela, giorno per giorno, negli eventi della vita. 

Giuseppe Manzoni scj 

* * * * * 

15 È stata forse una semplice coincidenza che la fissione dell’atomo sia avvenuta col frazionarsi del mondo. Ad ogni modo i nostri tempi hanno assistito alla schizofrenica follia del bianco contro l’uomo di colore, di una razza contro un’altra, di popoli contro popoli, di cittadini contro governi. 
Camus, lo scrittore della coscienza dissociata afferma che “per l’uomo assurdo non è più questione di spiegare e risolvere, ma solo di esperimentare e descrivere”. 

16 Questo accenno ci spiega perché la spiritualità neurotica o di psicosi è la manifestazione religiosa di ciò che sta avvenendo nella psiche umana. 
L’età della fede aprì la via all’età della ragione, che è diventata l'età del sentimento. In questo vuoto filosofico, la sensazione domina. Il valore di un oggetto cambia col mutarsi dei sentimenti nei suoi riguardi. Questo oggetto può essere anche la chiesa, il matrimonio, il sacerdozio o i contratti dei calciatori. Le persone sono amate durante il tempo in cui sono utili. La foglia di fico è stata tolta dalle parti intime degli uomini e delle donne e la si è posta sulla faccia. Non importa chi sia la persona che fornisce il rilassamento per la tensione. Per Platone “la moralista guida la politica”, per Machiavelli “ la politica non ha nulla a che fare con la morale”, Nel nostro tempo è “la politica che decide riguardo alla morale”. 

17 Il frazionamento nel sacerdozio è solo una delle fessure della società. La rottura non è semplicemente l'usuale distacco che esiste fra preti giovani e anziani, ove il termine di confronto è l’età. La spiritualità non ha nulla a che fare con la cronologia, poiché il sacerdote è "l'uomo di tutte le stagioni". 
Piuttosto la separazione è fra coloro che hanno lo spirito di Cristo e quelli che non l’hanno. In tutto questo il fattore età è indifferente. San Paolo potrebbe ancora oggi opportunamente presentarci la sua domanda: "Cristo è forse 
diviso" fra voi? (1Cor 1,13). 

18 Cristo era diviso a Corinto. È diviso nel Mondo occidentale. Se la fissione dell’atomo è segno della minuscola divisione del mondo materiale, la divisione nell’attitudine riguardo a Cristo è lo "shock" maggiore nel regno dello spirito. Come è diviso Cristo oggigiorno, e come intacca il sacerdozio questa divisione? La disunione o fissione è la separazione del suo sacerdozio dal suo stato di vittima. In questo divorzio, è lo stato di vittima che è stato quasi completamente trascurato. Quando questo è fatto compiuto, allora una questione spuria si presenta, dal momento che il mondo è il termine di confronto: come deve essere giudicato il sacerdote? Dalla sua opposizione al secolarismo o dalla sua identificazione con esso? Quale bene rappresentano i contemplativi? Perché sprecare il tempo nella preghiera? Perché la Chiesa è così in ritardo sui tempi? Cristo, in queste domande, non è mai il termine di confronto. E quale prova migliore del triste risultato della maniera nel porre le questioni, del modo in cui è oggi usata la parola "sacerdote"? I seminaristi dicono che "studiano per il sacerdozio". Seminario è chiamato il luogo “per la formazione dei sacerdoti". Nel giorno dell’ordinazione "un seminarista diventa sacerdote". "Alcuni preti lasciano il sacerdozio". "I sinodi discutono del sacerdozio". Le madri si gloriano: "Mio figlio è sacerdote". 

19 Perché l’uso comune della parola "sacerdote" ci ha accecati in così ampie dimensioni? Stiamo cadendo nella trappola che gli scrittori del Nuovo Testamento cercarono di evitare, rifiutandosi di usare la parola greca "Iereus" per denominare il sacerdote ordinato. Questa parola era usata per denominare i sacerdoti pagani (At 14,13), i sacerdoti ebrei (Mt 8,4,12,4-5; Lc 1,5). Il termine “ierós" fu evitato nel descrivere il sacerdozio del Cristo, eccetto in un caso,4 perché il sacerdozio pagano e giudaico offriva in adorazione qualcosa di estraneo a se stesso. Ma Cristo non era un sacerdote di tal genere, come non lo sono gli ordinati come altri - Cristi. Non sono semplici offerenti di un dono distinto da loro stessi. 

20 Cristo non fu solo un "prete". Chi è Cristo? Bisogna rispondere prima a questa domanda. Fu Egli solo un Sacerdote o un Sacerdote - Vittima? A questa domanda Cristo rispose quando visitò la città mezzo-pagana e mezzo-
giudea di Cesarea di Filippo. Molte leggende degli dei della Grecia riguardavano questa città. In una caverna delle vicinanze era nato, secondo la tradizione, il grande dio Pan. Erode il Grande aveva eretto un tempio di marmo bianco alla divinità di Cesare. Ivi la storia d’Israele si mescolava con l’adorazione di Cesare. Nostro Signore mette alla prova i suoi discepoli. Se essi volevano seguirlo, dovevano conoscere Chi Egli era. 
***
Mons. J. Sheen Fulton

Per salvare le anime dei non credenti



Caro Gesù, Ti chiedo di salvare tutti coloro che, non per colpa loro,  
si rifiutano di riconoscerTi. 
Io Ti offro la mia sofferenza per condurre a Te le anime di quelli che Ti 
rifiutano e per la Misericordia che riverserai sul mondo intero. 
Abbi Pietà delle loro anime.  
Accoglile nel Tuo Celeste Rifugio e perdona i loro peccati. 
Amen. 

TESORI DI RACCONTI



Eroismo d'un prete.  

Ai tempi della Rivoluzione francese il curato Aurain venne avvertito che due carabinieri della repubblica stavano per arrestarlo. Il curato, persona molto agile e robusta, si mette in fuga, ed incontrati i due carabinieri arriva a fuggir loro di mano superando un muro e correndo precipitoso per l'aperta campagna: i due soldati lo inseguivano furiosamente. Arrivato ad un grosso torrente, egli senza esitare si getta nelle acque e lo attraversa nuotando vigorosamente. Uno dei soldati si getta pure nell'acqua per inseguirlo; e intanto il curato guadagnava con gran prestezza una collina, e si trovava al sicuro di non essere più raggiunto. Ma ecco che sente delle grida che implorano aiuto, e volgendo gli occhi dalla cima del colle dove era arrivato, vede l'infelice soldato suo persecutore che si dibatte disperatamente fra le acque del torrente che lo hanno sopraffatto, ed è già in procinto di annegare. Il buon sacerdote che aveva insegnato la carità, predicato il perdono, non fu sordo alle grida di quel suo feroce nemico che domandava soccorso in tanto pericolo. Ritorna indietro di volo, scende dalla collina, si precipita nelle acque e più volte in quelle si immerge profondamente. Egli finalmente comparve sopra di esse trascinando per i capelli l'infelice carabiniere che aveva strappato dal fondo dov’era stato inghiottito. Gli riesce di condurlo alla spiaggia, e trovatolo semivivo fuori dei sensi lo riscalda e con mille premure lo richiama alla vita. Il soldato, ritornato ai sensi riconobbe il suo liberatore, e guardandolo sbalordito non poteva credere agli occhi propri e diceva:  
- Voi siete pure quel prete che io perseguitava e a cui voleva dare la morte! 
Come mai vi siete fatto mio salvatore? Ah! io dunque sono stato ingannato, mentre ho udito dire le tante volte che i preti sono egoisti, senza carità, e che non respirano che odio e vendetta.  
- Mio amico, rispose il curato, voi potete ora toccar con mano se questo sia vero: col salvarvi non ho fatto che il mio dovere. Ogni prete, anzi ogni cristiano, è obbligato a perdonare e a render bene per male, io sono contento d'averlo fatto e ne ringrazio il Signore. Ringraziatelo anche voi, e cessate di perseguitare coloro che, investiti del carattere sacerdotale, rappresentano sulla terra il Dio della Carità.  

DON ANTONIO ZACCARIA 

PER NOI OFFRI LE TUE LACRIME, O SANTA MADRE DEL SIGNORE!



Ti supplichiamo, o Signore, che, celebrando noi oggi le virtù della Tua gloriosa Madre e sempre Vergine Maria, ci soccorra l'augusta sua intercessione, sì che, agli splendori del suo volto, camminiamo la via della umiltà, della purezza, della carità.
  
E, benedetta e degna di venerazione sei Tu, o Maria!
  
Ecco, noi veniamo ai tuoi piedi, con letizia e gioia, con amore e fiducia di figli!
  
Salga a Te, quale odore soave, la nostra preghiera: per tutti m'inginocchio e per tutti Ti prego, o Vergine Santissima, per tutti!
  
In modo particolare per la Piccola Opera della Divina Provvidenza, per quanti sono Amici e Benefattori dei nostri orfanelli e dei nostri poveri.
  
O Vergine Madre, ricordati di noi, al cospetto di Dio; parla al tuo Divin Figlio per noi peccatori; per noi offri le Tue lacrime, o santa Madre del Signore!
  
E che io pianga, tra le tue braccia materne, le mie grandi miserie, pianga di dolore, pianga di amore; confonda, con le Tue, le mie lacrime, e tutto il mio pianto col Sangue di Gesù, mio Dio e mio Amore!
  
Che questo Tuo povero figlio, o santa Madonna della Guardia, sia in vita, in morte et ultra, il pazzo della carità, l'inebriato della Croce e del Sangue di Cristo Crocefisso!
  
La Santa Madonna ci conforti e benedica! E benedetti siate tutti, o fratelli: siate sempre benedetti!

S. Luigi Orione

Ritorno a casa



Cristiani, atei ed ebrei convertiti alla fede cattolica


Juan W. Verkade (1863-1946)

Nato in una famiglia calvinista olandese, a 18 anni si rifiutò di ricevere il battesimo. A Parigi, Verkade era entrato varie volte nelle chiese cattoliche come visitatore. Però in Huelgoat, assistette per la prima volta ad una messa. Al Sanctus, racconta, tutti si inginocchiarono: Come? Io inginocchiarmi? Il mio orgoglio protestava con tutte le sue forze contro questa apparente umiliazione. Ma io ero lì, in piedi sovrastando tutti; non potevo far altro e mi inginocchiai come tutti. Quando le persone si alzarono, anch’io mi alzai. Ma, levandomi, qualcosa era cambiato in me. Ero già metà cattolico, giacché il mio orgoglio si era infranto. Mi ero inginocchiato... Dopo alcuni mesi di lotte interiori, restando nel villaggio di Saint-Nolff partecipavo spesso alla messa e leggevo il Nuovo Testamento. Pensavo: “Se divengo cristiano, allora lo sarò con verità e verità per me significa essere cattolico”. Il 26 agosto 1893 ricevette il battesimo nella cappella del collegio dei gesuiti di Vennes. E continuò approfondendo la sua fede, leggendo libri come l’Autobiografia di Santa Teresina del bambin Gesù e le Confessioni di Sant’Agostino... Si fece religioso con il nome di Frate Wilibrordo, e il 20 agosto 1902 fu ordinato sacerdote. Scrisse la sua Autobiografia intitolata Die unruhe zu Gott (Il tormento di Dio).

Padre ángel Peña



Geremia



L'invasione dal nord

22Dice il Signore: 'Attenzione! Un popolo sta arrivando dal nord. È una grande nazione che si mette in marcia dagli estremi confini della terra. 23Sono armati di archi e di spade, sono crudeli e senza pietà. Quando vanno a cavallo il loro frastuono è come quello del mare in tempesta. Sono pronti, come un sol uomo, a combattere contro dite, Gerusalemme'. 24'Abbiamo udito la loro fama e siamo rimasti paralizzati dalla paura, - dicono gli abitanti di Gerusalemme. - Siamo spossati dal dolore e dall'angoscia, come una donna durante il parto.25Non possiamo più uscire nei campi, né camminare per le strade. Da ogni parte ci sono nemici armati che spargono il terrore'. 26Dice il Signore: 'Vestitevi a lutto, rotolatevi nella polvere, abitanti di Gerusalemme! Piangete lacrime amare, lamentatevi come se fosse morto un figlio unico, perché su di voi piomberà all'improvviso l'esercito distruttore. 27'Geremia, voglio che tu sia come un esperto di metalli in mezzo al mio popolo: provalo e vedrai come si comporta.28Sono tutti ribelli ostinati, duri come il bronzo e il ferro. Sono completamente corrotti e per di più spargono calunnie. 29Soffiando con forza sul fuoco, le scorie si separano dai metalli. Io ho cercato di raffinare il mio popolo, ma inutilmente: non si è staccato dai suoi comportamenti cattivi. 30Allora io, il Signore, l'ho rifiutato; perciò sarà chiamato 'materiale di scarto''.

Preghiere che attivano benedizioni



Dichiarazioni di Benedizione e di Favore
              
Signore, Tu mi hai concesso vita e favore. 
              Signore, ti ringrazio per la vita e la vita in abbondanza. 
              Ti ringrazio per il favore che viene sulla mia vita. 
              Credo che nuova vita e nuovo favore siano stati ordinati per me. 
              Oggi ricevo nuova vita e nuovo favore. 
              Credo che il favore è un dono del cielo. 
              Ricevo il dono della vita, il dono della vita eterna. 
              Ricevo il dono della grazia e il dono della grazia sulla mia vita nel nome di Cristo. 
              Grazie, Signore, per la nuova grazia e il nuovo favore, la nuova prosperità e la nuova 
benedizione che viene sulla mia vita. 
              Io sono la pupilla degli occhi di Dio. 
              Io sono uno dei preferiti di Dio. 
              Dio mi favorisce, mi ama e mi ha scelto fin dalla fondazione del mondo per ricevere la sua 
grazia e il suo favore. 
              Ricevo straordinario favore sulla mia vita nel nome di Gesù! 
              Fa che sia ben favorito (Genesi 39:6). 
              Signore, mostrami misericordia e dammi favore (Gen. 39:21). 
              Dammi grazia agli occhi del mondo (Es12:36). 
              Permettimi di essere soddisfatto con il tuo favore, come Neftali (Deut. 33:23). 
              Fa che sia gradito a Te, o Signore, e agli uomini (1 Sam. 02:26). 
              Fammi avere favore con il re (1 Sam. 16:22). 
              Dammi grande favore agli occhi del re (1 Re 11:19). 
              Fammi trovare favore come Esther (Ester 2:17). 
              Tu mi hai concesso vita e grazia, e la tua visita ha conservato il mio spirito (Giobbe 10:12, 
KJV). 
              Prego a Te, Signore, concedimi favore (Giobbe 33:26). 
 Benedicimi e circondami di favore come uno scudo (Sal 5:12). 
              Nel tuo favore è la vita (Sal 30:5). 
              Per la Tua benevolenza rendi forte il mio monte (Sal 30:7). 
              A causa del tuo favore, il mio nemico non trionferà su di me (Sal 41:11). 
              Attraverso il Tuo favore, sono ritornato dall'esilio (Sal 85:1). 
              Che la mia potenza sia esaltata attraverso il tuo favore (Sal 89:17). 
              Il mio tempo fissato di favore è giunto (Sal 102:13). 
              Io supplico il Tuo favore con tutto il cuore (Sal. 119:58). 
              Fa che il Tuo favore sia come una nuvola di pioggia primaverile (Prov. 16:15). 
              Fa che il tuo favore sia sulla mia vita come la rugiada sull'erba (Prov. 19:12). 
              Scelgo il tuo favore amorevole piuttosto che oro e argento (Prov. 22:01). 
  

RIMANETE NEL MIO AMORE



«OFFRITE SACRIFICI DI GIUSTIZIA E CONFIDATE NEL SIGNORE». SALMO 4, 6 
   
«Come lo mi do tutto a te, così tu donati tutta a me. Tutta, con tutte le tue miserie che lo ho ardore di consumare; tutta a me, con la tua volontà che lo voglio rinforzare perchè mi sia sempre fedele; tutta a me con i tuoi desideri che voglio appagare e più di quanto tu pensi.
Il mio amore ha cura di tutte le anime e le più piccole sono quelle che custodisco di più.
Un'anima che sia in perpetuo stato di dìpendenza dal suo Dio per amore, è nello stato più perfetto.
Più si ama e più si dà, e quando si è dato tutto, si vorrebbe ancora avere di che dare: allora bisogna supplire con i desideri.
L'unico dono che da te aspetto è l'amore, l'unica cosa che sia tua, poichè puoì farne ciò che vuoi; volgilo dunque ad amare Iddio, vero, sommo e unico bene e sarai pienamente felice.
Come è dolce servire Gesù per amore! Non voglio che si sacrifichi l'amore di Dio a quello delle creature: sarebbe la più grande sconoscenza e la più vile ingratitudine. Si lagnano i cuori che lo non faccio sentire loro la soavitù del mio amore, ma lo mi do ad essi nella misura con cui essi a me si donano; lascino le riserve e vedranno che lo non mi lascio vincere in generosità.
Temono forse che lo non retribuisca loro ciò che essi per me fanno?
Non devono temere Dio; se sono al punto in cui sono, devono incolpar se stessi. Non è la grazia che loro manchi, bensì la buona volontà; ricevono grazie su grazie e mai ne sanno trar profitto. Di chi è la colpa? Forse di Dio che non fa abbastanza o non piuttosto dell'anima che non sa usufruire dei tesori che le vengono consegnati e farli fruttare convenientemente?
Sarebbe da compatire chi non avesse i mezzi, ma chi ha a sua disposizione e grazie, e aiuti e tempo, è doppiamente colpevole e dovrà renderne ben più rigoroso conto.
Questo sia detto per quelle anime che sempre rimandano all'indomani ciò che possono far oggi, nella pratica della virtù; operando in tal modo, finiranno per cadere in un letargo interiore ben dannoso alla loro eterna salute e saranno esse stesse che l'avranno voluto».

Suor Benigna Consolato Ferrero