mercoledì 12 ottobre 2022

MARIA, L'EUCARISTIA E LA FINE DEI TEMPI

 


L'OPPORTUNITÀ DELLE APPARIZIONI MARIANE 

Dopo questa introduzione esplicativa non dobbiamo stupirci che l'Eucaristia sia presente nelle apparizioni della Madonna, anche se a volte non in modo molto evidente. E questo accade soprattutto quando l'Eucaristia è in crisi e quindi la fede in crisi e la Chiesa in crisi. Questo argomento potrebbe essere oggetto di diversi libri. Tra i segni più evidenti della crisi e della sua gravità c'è la reificazione e la banalizzazione dell'Eucaristia, al punto da chiedersi: quanti credono nella presenza reale del Signore nell'Eucaristia e nella Messa come sacrificio? Per molte persone la Messa è un ricordo di qualcosa di lontano e distante dalla propria vita, è un esserci per, al massimo, la comunione, perché per loro quella è la comunione. Per altri è solo un'evocazione dell'ultima Pasqua che Gesù ha celebrato sulla terra, e per tanti è una routine incomprensibile, nonostante gli sforzi "creativi" di molti sacerdoti, anzi proprio per questo.  

È ora, in questo momento, che vediamo in tutta la sua drammaticità ciò che Paolo VI confidò all'amico Jean Gitton nell'ultimo anno del suo pontificato. "C'è un grande turbamento in questo momento nel mondo e nella Chiesa, ed è la fede ad essere in discussione. Mi viene in mente ora di ripetere quella frase oscura di Gesù nel Vangelo di Luca: "Quando il Figlio dell'uomo tornerà, troverà ancora la fede sulla terra?" ... A volte rileggo il Vangelo della fine dei tempi e noto che alcuni segni di questa fine stanno emergendo ora. Siamo vicini alla fine? Non lo sapremo mai. Dobbiamo essere sempre pronti, ma potrebbe durare ancora a lungo. Quando guardo al mondo cattolico, ciò che mi colpisce è che all'interno del cattolicesimo a volte sembra esserci una predominanza del pensiero non cattolico, e può accadere che questo pensiero non cattolico diventi il più forte domani. Ma non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa. È necessario per la sopravvivenza di un piccolo gregge, per quanto piccolo possa essere". 

Il cardinale Robert Sarah 4 ha recentemente affermato che l'attacco diabolico più insidioso consiste nel cercare di spegnere la fede nell'Eucaristia, seminando errori e favorendo un modo di riceverla che non corrisponde alla verità. Davvero la guerra - ha proseguito - tra Michele e i suoi Angeli da una parte e Lucifero dall'altra, continua nel cuore dei fedeli: il bersaglio di Satana è il Sacrificio della Messa e la Presenza Reale di Gesù nell'Ostia consacrata. Ovviamente, il cardinale si riferiva alla mancanza di un gesto di adorazione, cioè il ricevere il Corpo di Cristo, la Persona divina del Signore, in piedi e nella mano. Illustrativo a questo proposito è il caso di un musulmano, al quale hanno spiegato che i cattolici credono nella presenza reale e vera di Gesù Cristo, che è Dio, nella Sacra Forma, e hanno concluso dicendo: "Ma, naturalmente, voi non credete". Dopo aver ascoltato attentamente, l'uomo rispose: "Quello che credo è che sei tu a non credere a quello che dici". "Se credeste che è Dio che state ricevendo, vi prostrereste! Come potete dire che è Dio e trattarlo così?".  

Il Cardinale ha anche denunciato le orribili profanazioni e gli oltraggi delle comunioni sacrileghe ricevute non in grazia di Dio o non professando la fede cattolica, come avviene nelle cosiddette "intercomunioni". Ha aggiunto che le cosiddette messe nere non feriscono direttamente Colui che è oltraggiato nell'ostia, ma finiscono negli incidenti del pane e del vino. Se Gesù soffre, è per le anime di quei miserabili per i quali ha dato la vita per salvarli e che quindi lo disprezzano orribilmente. Ma soffre soprattutto quando quel dono infinito, che è la Presenza divino-umana nell'Eucaristia, non può raggiungere i suoi effetti potenziali nelle anime dei credenti perché la loro fede nell'Eucaristia è minata. 

E tale tentativo di rubare la fede, secondo l'attuale Prefetto per il Culto Divino, il cardinale Sarah, segue due strade, la prima delle quali è la riduzione del concetto di "presenza reale". Molti teologi oscurano o sminuiscono il termine "transustanziazione", nonostante tutti gli appelli del Magistero. La fede nella Presenza Reale può condizionare il modo di ricevere la Comunione, ma soprattutto è vero il contrario: il modo di ricevere la Comunione condiziona la fede nella Presenza Reale. L'attenzione alla purificazione dei vasi sacri e al fatto che le particelle più piccole non cadano diventa una professione di fede nella Presenza Reale di Gesù. Al contrario, trascurare i frammenti fa perdere di vista il dogma perché se il parroco non presta attenzione ai frammenti, significa che Gesù non c'è, o c'è solo in parte. L'altro modo in cui l'Eucaristia viene attaccata è il tentativo di togliere il senso del sacro ai fedeli. E questo si ottiene quando il cibo speciale viene ricevuto come se fosse un cibo ordinario. 

La liturgia è fatta di gesti e di segni, e quindi deve promuovere la bellezza, l'adeguatezza e il valore pastorale di una pratica sviluppata in più di mille anni che è quella di ricevere la Comunione in bocca e in ginocchio. "La grandezza e la nobiltà dell'uomo, nonché la più alta espressione del suo amore per il Creatore, è inginocchiarsi davanti a Dio. Gesù stesso pregava in ginocchio alla presenza del Padre". Il Cardinale ha ricordato il santo Papa Giovanni Paolo II che, nonostante fosse stremato dalla malattia, con il corpo deteriorato, si era imposto di inginocchiarsi davanti al Santissimo Sacramento. Non era in grado di farlo da solo, doveva contare sull'aiuto di altri per piegare le ginocchia e alzarsi. Fino ai suoi ultimi giorni ha voluto darci una grande testimonianza di riverenza davanti al Santissimo Sacramento. La domanda che il cardinale Sarah si è posto dovrebbe interpellare più di uno: "È davvero troppo umiliante prostrarsi e inginocchiarsi davanti al Signore Gesù Cristo? Perché questa ostinazione a ricevere la Comunione in piedi e in mano? Perché questa mancanza di sottomissione ai segni di Dio?". 

Il Prefetto ha anche ricordato che "Santa Madre Teresa di Calcutta, che nessuno oserebbe definire tradizionalista o estremista, aveva un assoluto rispetto e una grandissima riverenza per il Corpo del Signore. Lei, che toccava la "carne" di Cristo nei corpi malati e sofferenti dei più poveri tra i poveri, non osava però toccare il Corpo eucaristico di Gesù. Piuttosto, lo ha venerato e contemplato in silenzio, rimanendo a lungo in ginocchio e prostrata davanti a Gesù Eucaristia, e ha ricevuto la comunione in bocca come una bambina che si lascia umilmente nutrire dal suo Dio". La comunione nella mano è la conseguenza di una concessione speciale, tecnicamente chiamata indulto, data per "ragioni pastorali" che, abilmente, l'hanno fatta diventare regola generale.  

In conclusione, ci troviamo in una situazione in cui nella maggior parte dei casi si è persa la fede eucaristica e quindi non c'è un gesto di adorazione, quando invece la Santa Messa è soprattutto un culto di adorazione perché il Signore si rende presente perché sia presente il suo sacrificio. La comunione sacramentale richiede l'adorazione perché è Dio stesso che viene ricevuto. Per dirla con Sant'Agostino: "Nessuno mangia di questa carne senza prima adorarla [...], peccheremmo se non la adorassimo". 

La reificazione dell'Eucaristia è un segno inequivocabile dell'apostasia, essa stessa segno della fine dei tempi. Pertanto, possiamo collegare con umana certezza le apparizioni mariane, soprattutto quelle degli ultimi due secoli, con l'escatologia apocalittica.  


1) ESCATOLOGIA  

La verità sulle realtà ultime è stata a lungo dimenticata e tra queste la più grande: Cristo tornerà e ricapitolerà tutte le cose in lui. Ricapitolare significa che: tutte le cose avranno Gesù Cristo come capo, che il suo Regno sarà stabilito sulla terra, che ci sarà una nuova terra e un nuovo cielo, che egli verrà a fare nuove tutte le cose. Queste verità erano il segno distintivo della speranza della Chiesa primitiva, una speranza fondata sulla fede nella Parola del Signore. E i primi cristiani continuavano a gridare "Maranatha, vieni, Signore Gesù!  Così - con queste parole - si conclude l'Apocalisse. La Rivelazione è la rivelazione delle cose che verranno. La liturgia è impregnata di questa tensione escatologica perché l'opera iniziata deve essere terminata. È, come ben si dice, la tensione tra il "già" e il "non ancora", perché Cristo è già venuto e il Regno è presente, ma lontano dall'essere pienamente presente. Il nemico è stato sconfitto, ma i nemici non cessano di tormentare la Chiesa di Cristo, di perseguitare Cristo. "Prima della venuta di Cristo, la Chiesa dovrà subire una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti (cfr. Lc 18,8; Mt 24,12; Gv 15,19-20) e svelerà il "Mistero dell'iniquità" sotto forma di un'impostura religiosa che fornirà agli uomini un'apparente soluzione ai loro problemi al prezzo dell'apostasia dalla verità.  La suprema impostura religiosa è quella dell'Anticristo, cioè quella di uno pseudo messianismo in cui l'uomo si glorifica mettendosi al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne (cfr. 2 Te 2, 4-12; 1 Te 5, 2-3; 2 Gv 7; 1 Gv 2, 18-22) (CEC 675).  

Certo, il millenarismo grossolano è condannato dalla Chiesa, ma non deve in alcun modo essere confuso con la verità dell'attesa della Parousia del Signore alla fine dei tempi. Non per nulla ci ha dato dei segni per essere preparati e ci ha esortato a essere sempre vigili, non solo in riferimento al nostro personale pellegrinaggio sulla terra, ma anche al culmine della storia, quando verrà a restaurare tutte le cose e a distruggere i suoi nemici. Ad avvalorare questa certezza sono le sue parabole, le allusioni ai segni e le descrizioni che Cristo ci ha lasciato, nonché l'eredità degli stessi antichi profeti. 

Se vogliamo vederlo, se non siamo accecati dalla menzogna del progressismo o storditi dal mondo, possiamo già percepire alcuni segni profetici davanti a noi. Il mistero dell'iniquità ha aperto le porte ed è entrato nel mondo. Il tempo sta per scadere e il Nemico ha urgente bisogno di finire il suo lavoro.  

La Vergine è già con noi per combattere l'ultima battaglia e questa battaglia, come scriveva suor Lucia, sarà combattuta sul campo della sacralità della famiglia e anche - soprattutto - dell'Eucaristia. Siamo attenti, ascoltiamo la voce del Signore: "Quando vedrete accadere queste cose, alzate il capo ed esultate, perché la vostra liberazione è vicina" (cfr. Lc 21,28). 

È in questo momento - quando i pastori dovrebbero parlare e invece tacciono - che la nostra Madre Celeste viene a parlarci di queste realtà e a prepararci a ciò che è già qui e - soprattutto - a ciò che presto verrà. 

Proponiamo ora al lettore di seguire un itinerario a braccetto con la Beata Vergine 6 . Itinerario in cui dovremo necessariamente fermarci più in alcune tappe che in altre. Questo viaggio ha una sola meta: il nostro Signore nell'Eucaristia. 


Quelli di voi che sono con Me, risplenderanno e la Luce sarà data a questa nuova generazione eletta.

 


Rosario - Messaggio UNICO


Messaggio di Nostro Signore Gesù Cristo a J. V.


14 settembre 2022

Parla il nostro Signore Gesù Cristo.

Vi ho detto, piccoli Miei, che quelli di voi che sono con Me, non devono temere gli eventi, la stessa cosa che ho promesso loro a quel tempo con Mosè, che le case segnate con il sangue dell'agnello, non avrebbero subito la perdita del primogenito. Ora sarete i primogeniti, gli eletti, per un nuovo mondo, per una nuova generazione, perché Io sono così, per coloro che sono con Me. Io sono l'Amore, sono il Vero Amore e coloro che sono con Me lo hanno dimostrato.

In effetti, vi ho detto che anche gli eletti dovranno essere purificati, affinché possiate indossare l'abito per poter entrare nei Nuovi Cieli e nelle Nuove Terre.

Vi ho anche detto che quando gli eventi si intensificheranno, dovrete essere più gioiosi, perché durerà solo pochi istanti ancora, e poi avrete una gioia immensa, che durerà per molti, molti anni, perché sarete gli eletti; è una nuova generazione, protetta da Me, protetta dalla Mia Promessa.

Così come sono severo con coloro che non Mi cercano, che Mi attaccano, che Mi bestemmiano, che non vogliono sapere di Me; per coloro che sono con Me, sono un Padre amorosissimo, un Maestro che vi insegnerà tante cose, che vorreste già sapere, ma che vi saranno date nel tempo che verrà, perché questo è un tempo che scomparirà.

Inizierete con grandi qualità, grandi Doni, Carismi, un Nuovo Mondo di cui voi, eletti di questa generazione, inizierete a godere. Non avete mai immaginato che questo cambiamento sarebbe stato vostro: essere gli iniziatori di un Nuovo Mondo, di una Nuova Generazione, la prima generazione degli eletti del Signore.

Dimenticherete le vostre grida, i vostri dolori, le incomprensioni, le bestemmie, gli attacchi, le persecuzioni, perché avete scelto la parte migliore, e come ho detto a Marta: Maria ha scelto la parte migliore, voi siete le Marie di questo tempo che verrà, avete scelto la parte migliore, e nessuno ve la toglierà, avete scelto Me, come vostro Dio, anche se siete state perseguitate, bestemmiate, odiate, separate dalla società, perché le vostre idee non erano in accordo con queste idee che state vivendo: idee del Mondo, idee peccaminose, idee che vi portano su sentieri dannosi, di peccato, di tribolazione spirituale.

Avete scelto la parte migliore: avete scelto l'Amore, la Sapienza, e questo aumenterà, perché il mio Spirito Santo vi darà doni e carismi, piena Sapienza, in modo che possiate capire ciò che ancora non comprendete pienamente nelle Sacre Scritture, e godrete della Parola, godrete di ciò che prima, anche molti, molti, anche i miei stessi sacerdoti non potevano capire, perché non mi cercavano, perché non cercavano di essere uniti a Me, alla mia Parola, alla mia Sapienza.

Tanto peccato, tanto male, tanto errore intorno a voi. Coloro che comandano il mondo, vi hanno come in quel tempo, quando venni sulla Terra, quando gli scribi e i farisei non permisero loro di saper leggere, affinché non comprendessero le menzogne che venivano loro raccontate, facendo loro credere che fossero scritte nelle Sacre Scritture. E ora state vivendo la stessa cosa, continuate ad essere feriti da queste persone, queste persone sataniche, queste persone che adorano il serpente, che non vi permettono di conoscere le verità di questi tempi e dei tempi passati, si sentono i detentori della conoscenza, ma quale conoscenza più grande di avere Me? I tempi vanno e vengono, le generazioni vanno e vengono, ma Io rimango, la Mia Sapienza rimane, perché Io sono il vostro Dio. Queste persone che vogliono distruggere il mondo, che vivono obbedendo a satana, vogliono distruggere voi, vi perseguitano, perché siete con Me. Non vogliono darvi ciò che altre culture del passato hanno insegnato, perché erano idolatre, blasfeme, adoravano satana; questo non è per voi, Miei piccoli.

Il passato dei tuoi fratelli, prima di te, tra l'altro, negativo, consisteva nell'avermi voltato le spalle, nell'avermi tolto come Colui che Sono, il Primo, il tuo Dio, nell'aver preferito adorare satana, nel non aver rispettato il Primo Comandamento, che dice: non adorare altro Dio che Me, il vostro Dio, questo è ciò che satana nasconde e ritiene che questa sia la vecchia, meravigliosa conoscenza, con la quale inganna molti dei vostri fratelli e fa loro credere che questa conoscenza passata sia quella valida, e questa conoscenza passata è quella satanica; e lo state vivendo ora, e sono coloro che si definiscono l'élite che ora si sentono i proprietari del mondo, perché adorano satana, perché egli ha dato loro quella conoscenza passata, di adorare il serpente, adorando gli idoli che il serpente ha dato loro. Cadranno, come sono cadute le generazioni passate, adoratrici di satana, quindi la Verità prevarrà, coloro che sono con Me, coloro che adorano il Vero Dio, che sono Io, prevarranno.

Rimanete, Miei piccoli, con Me, accettate le prove, accettate gli attacchi dei vostri fratelli, quelli che non capiscono che avete la Verità. Mantenetevi nella Vera Vita, che si prolungherà quando passerete nelle Nuove Terre, perché è scritto che coloro che vivranno meno di cento anni, saranno presi come contrari a Me, saranno considerati maledetti, si riterrà che non siano riusciti a vivere più a lungo, per non aver voluto vivere nella Verità.

Io sono la Luce e ve l'ho portata, non perdetela, Miei piccoli, resistete alle tenebre, mantenete la Luce dentro di voi, affinché a un certo punto, quelli di voi che sono con Me, risplendano e la Luce sia data a questa nuova generazione eletta.

Aspettatevi, quindi, con tutto quello che vi ho detto, la gioia che otterrete, perché siete Miei, il tempo è breve e presto, presto, in parole terrene, avrete il cambiamento, il cambiamento tanto atteso per quelli di voi che sono con Me.

Rallegratevi, ripeto, rallegratevi, e guai a coloro che non hanno capito quello che voi avete già capito, perché avete scelto di seguire la Saggezza, che è la Mia; nel frattempo, continueranno a cercare, presumibilmente, una verità che non esiste, con quelle antiche intelligenze sataniche. Scegliete la Verità che è attuale, che è di sempre, che non ha tempo, che è mia, del vostro Dio.

Vi benedico, Miei piccoli, nel Nome di Mio Padre, nel Mio Santo Nome e nel Mio Santo Spirito.

Grazie, Miei piccoli.


Attenzione, cattolici

 


Nel ricevere il sacramento della Penitenza? 

Come è facile, cara anima, rendere la Confessione una routine.  Sappiate che la semplice denuncia dei vostri peccati al sacerdote non è sufficiente per fare una degna Confessione.  Ci sono cinque passi per fare una degna Confessione: 

(1) esame di coscienza 

(2) Contrizione (dolore) per il peccato 

(3) fermo proposito di emendarsi 

(4) Confessione dei peccati 

(5) intenzione di fare la penitenza. 

Tutte e cinque le fasi sono necessarie e San Francesco di Sales avverte: 

Per quanto piccoli possano essere i peccati che confessate, abbiate sempre un sincero dolore per essi e un fermo proposito di correggerli in futuro.  Molti di coloro che confessano i loro peccati veniali per consuetudine e preoccupazione per l'ordine, ma senza pensare all'emenda, ne rimangono gravati per tutta la vita e perdono così molti benefici e vantaggi spirituali.  Se confessate di aver detto una bugia, anche se innocua, o di aver pronunciato qualche parola sconveniente, o di aver giocato troppo a carte, scusatevi e decidete fermamente di emendarvi.  È un abuso confessare qualsiasi tipo di peccato, mortale o veniale, senza la volontà di liberarsene, dal momento che la Confessione non è stata istituita per nessun altro scopo34. 

(1) Esame di coscienza:  Tutti i cattolici dovrebbero fare l'esame di coscienza almeno una volta al giorno (cfr. sezione 5).  In genere questo dovrebbe avvenire alla fine della giornata, poco prima di ritirarsi.  Annotando ogni giorno i propri peccati durante questi esami, si dovrebbe avere, al momento di confessarsi, un resoconto completo di tutte le mancanze commesse dopo la precedente Confessione. 

(2) Contrizione (dolore) per il peccato:  Sebbene sia necessario avere un vero dolore per i propri peccati per fare una degna Confessione, ciò non significa che si debbano versare lacrime o sentire il cuore spezzato.  Il vero dolore consiste semplicemente nel pentirsi delle proprie offese con un motivo soprannaturale.  Questo motivo soprannaturale può essere basato sulla paura (temere i castighi di Dio: la perdita del Paradiso o le pene dell'inferno e del purgatorio) o sull'amore (rimpiangere di aver offeso Dio, che è tutto buono e merita tutto il vostro amore).  Il dolore motivato dalla paura è sufficiente per il perdono dei peccati, ma è imperfetto.  Il dolore basato sull'amore è perfetto.  Naturalmente, è meglio cercare di ottenere un dolore perfetto.  Per evocare questo vero e perfetto dolore nel vostro cuore, prima di entrare nel confessionale, prendetevi tutto il tempo necessario per considerare gli effetti terribili dei vostri peccati e della vostra mancanza di corrispondenza alle grazie di Dio - acquistate per voi dal Sangue prezioso del vostro Salvatore Gesù. 

 

 - Considerazioni per suscitare la contrizione 

A volte un'anima può essere tentata di guardare il crocifisso e pensare che, poiché lì, collettivamente, Gesù ha sofferto per tutti i peccati del mondo, non ha molta importanza per Lui se io pecco di più o di meno.  Questo è ben lontano dalla verità!  Sappiamo che nell'Orto del Getsemani tutti i peccati del mondo (compresi i vostri) si sono presentati a Gesù e, in modo misterioso, Egli ha sofferto per espiare ciascuno di essi.  Per questo motivo, Papa Pio XI esclamò nella sua enciclica sulla Riparazione al Sacro Cuore:  "Si deve dire che ogni peccato rinnova in qualche modo la Passione di Nostro Signore, "crocifiggendo di nuovo a se stessi il Figlio di Dio e facendolo oggetto di scherno"" (Eb 6,6). 

È bene anche considerare che non è solo Gesù a soffrire per i nostri peccati.  Seguendo Gesù in tutto, la nostra Beata Madre Maria ha sofferto allo stesso modo.  Consapevole di tutti i vostri peccati, ha sofferto per ciascuno di essi, uno per uno.  Gesù ha rivelato alla venerabile Maria Concezione Cabrera de Armida: "Come Corredentrice, Maria ha sentito nella sua anima così pura l'eco di tutte le mie agonie, umiliazioni, oltraggi e torture, ha sentito il peso dei peccati del mondo che fanno sanguinare il mio Cuore, e il dolore commovente dell'abbandono del cielo che ottiene le grazie.... Così è che ha sofferto per i suoi figli, che ha dato loro la vita soprannaturale della grazia, che ha ottenuto per loro il cielo".  (Diario, 22 giugno 1918). 35  

Sebbene sia importante essere dispiaciuti per i propri peccati, non permettete mai che i vostri peccati o gli effetti dei vostri peccati vi facciano scoraggiare o deprimere.   Questo è un trucco del Maligno e un'offesa al vostro Gesù, che è Amore e Misericordia infiniti.  Ricordate, Gesù conosceva tutti i peccati che avreste commesso e quante volte li avreste ripetuti molto prima della vostra nascita.  

Questo non gli ha impedito di crearvi, né di darvi il dono supremo della Fede cattolica affinché possiate avere la Salvezza eterna.  

(3) Scopo fermo dell'emendamento:  Mentre meditate sui terribili effetti causati dai vostri peccati e dalla vostra mancata corrispondenza alla grazia, non dovreste solo provare dolore per il peccato, ma anche un desiderio di emendarvi.  Infatti, non si può dire di essere veramente dispiaciuti se non si intende cambiare e smettere di peccare.  Un fermo proposito di emendarsi significa che avete sinceramente deciso non solo di evitare il peccato, ma anche di evitare (quando è possibile) le occasioni prossime al peccato. 

(4) Confessione dei peccati:  Prima di tutto, ogni cattolico deve essere consapevole che se si è colpevoli di peccati mortali, questi devono essere confessati tutti, in natura e in numero.* L'omissione deliberata anche di un solo peccato mortale non solo invalida il Sacramento, ma trasforma anche la ricezione di questo Sacramento in un sacrilegio.  Se si dimentica involontariamente un peccato mortale, la Confessione è valida, ma si deve confessare questo peccato alla prossima Confessione.  Non è necessario confessare ogni peccato veniale, ma è sempre meglio farlo per avere la certezza di essere perdonati e per ottenere da questo Sacramento la grazia di superarli. 

  Il modo migliore per assicurarsi di avere un inventario completo di tutte le proprie offese quando ci si accosta a questo Sacramento è quello di annotare ogni sera, dopo l'esame di coscienza, i propri peccati e le proprie colpe.  Prima di confessarvi, mettete in ordine questo inventario.  Mettendo insieme i peccati simili, si può vedere quante volte si è commesso ogni tipo di peccato. 

 La confessione deve essere umile, sincera e completa, perché queste sono le tre qualità di una buona confessione.  Il Catechismo di Baltimora insegna: 

La nostra confessione è umile quando ci accusiamo dei nostri peccati con la convinzione di aver offeso Dio.  ... La nostra confessione è sincera quando diciamo i nostri peccati con onestà e franchezza.  ... La nostra confessione è completa quando confessiamo almeno tutti i peccati mortali, indicando la loro natura, il numero di volte che li abbiamo commessi e tutte le circostanze che ne hanno modificato la natura.36 

Se volete fare un vero progresso spirituale, oltre ad annotare e confessare i vostri peccati, cercate anche di scoprire, con l'aiuto di Dio, la ragione o il motivo dei vostri peccati.  Per questo motivo, San Francesco di Sales ci insegna che: 

... dobbiamo dichiarare il fatto, il motivo e la durata dei nostri peccati.  

(corsivo aggiunto) 37  

(5) Intenzione di fare la penitenza:  Dopo aver confessato i peccati, fare subito la penitenza.  Siate anche molto attenti a ringraziare Dio per l'enorme dono che avete ricevuto in questo Sacramento.  Ricordate i dieci lebbrosi che Gesù guarì nel Vangelo (Lc. 17), e assicuratevi di essere come quelli che tornarono a ringraziare.  Il Salmo 102 (103) è una preghiera di ringraziamento appropriata: 

Benedici il Signore, anima mia, e tutto ciò che è in me benedica il suo santo Nome, ecc. 


Frequenza 

Molti Santi, tra cui Sant'Ignazio, San Tommaso d'Aquino, San Francesco di Sales, Santa Francesca di Roma e San Giuseppe da Copertino, si confessavano ogni giorno.  San Francesco di Sales raccomanda la confessione settimanale per i laici che desiderano vivere una vita devota. 38 Certamente nessun cattolico che riceve la Santa Comunione ogni domenica dovrebbe confessarsi con una frequenza minore di una volta al mese.  Che insulto a nostro Signore offrirgli un'anima sporcata dagli innumerevoli peccati e colpe che si accumulano in un mese, quando tutto potrebbe essere facilmente purificato da una degna Confessione.  Se venisse a casa vostra un ospite di riguardo (ad esempio il Presidente, un Cardinale), lascereste la vostra casa in disordine, o piuttosto non fareste il possibile per averla ordinata, pulita e senza macchie?  Un motivo in più per purificare la vostra anima anche dai più piccoli peccati prima dell'arrivo di questo Ospite di infinita dignità, Nostro Signore Gesù Cristo.   Tuttavia, anche se non siete riusciti a confessarvi con questa frequenza minimamente desiderata, purché non siate in peccato mortale e abbiate le giuste disposizioni, non permettete che i peccati veniali vi impediscano di ricevere. 

Tenete anche presente i molti benefici della confessione dei peccati e delle colpe veniali.  San Francesco di Sales dice: "Nella Confessione non solo ricevi l'assoluzione dai peccati veniali che confessi, ma anche una grande forza per evitarli in futuro, la luce per vederli chiaramente e abbondanti grazie per riparare qualsiasi danno tu abbia subito". 39

Robert T. Hart

L’Italia patirà la fame

 


Trevignano Romano 11 ottobre 2022

Figli miei. grazie per aver risposto alla mia chiamata nel vostro cuore e per aver piegato le ginocchia nella preghiera. Figli miei, quanto soffre il mio cuore per l’umanità che si trova in bilico. Figli, voi che siete i risvegliati, risvegliate le coscienze dei vostri fratelli e pregate per le vostre anime. L’umanità ha cambiato l’amore con l’odio, la preghiera con la bestemmia, il dono che ha lasciato Dio per voi ( l’Eucarestia), ormai è qualcosa senza significato. Figli, questo è il tempo di grazia e tanti saranno i miracoli che accadranno, pregate affinché Dio abbia misericordia. Le grandi potenze si stanno attaccando tra loro a causa della vicinanza di tanti demoni, che li stanno guidando alla grande guerra. L’Italia patirà la fame, ma voi, figli miei, siate uniti sempre nel nome del Signore e fidatevi solo di Lui, perché solo in Lui sarà la vittoria. Fate cenacoli di preghiera anche nelle famiglie, consacratevi al mio Cuore Immacolato ed Io vi proteggerò. Figli, siete attratti da false luci e da grandi invenzioni, ma quando tutto crollerà, la delusione sarà enorme, aprite il cuore e pregate. Ora vi benedico, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo,amen.

Credimi: Io ti amo più della mia stessa vita, è per questo che l'ho donata e l'ho lasciata spegnersi fra strazianti dolori su questa croce".

 


UN CONFESSORE ... SI CONFESSA


LE TERAPIE DEL SIGNORE

L'ideale sarebbe che non ci fossero malattie, ma poiché ci sono, sarebbe una catastrofe se mancassero le cure. La realtà della vita si colloca tra questi due estremi: ci sono delle malattie, ma, grazie a Dio, per molte di queste ci sono anche le cure.

Trasferiamo il discorso dal mondo dei corpi al mondo dello spirito. L'ideale sarebbe che non ci fossero peccati, ma poiché ci sono, sarebbe una catastrofe se mancassero le cure. Anche in questo campo la realtà si colloca tra questi due estremi: i peccati ci sono, ma, grazie a Dio, non solo per molti, ma per tutti i peccati ci sono anche le cure. E parlo di "cure" al plurale perché non c'è solo la terapia d'urto della Confessione, ma ci sono anche altri rimedi.

In questa vita... uno dei rimedi più efficaci è la carità, che "copre una moltitudine di peccati" (1Pt 4, 8). La carità, intesa ovviamente non solo come offerta di denaro, ma nel senso più ampio, di donazione di sé agli altri, per amore di Dio, in qualsiasi opera di misericordia spirituale o corporale.

E poi c'è la preghiera, e poi la penitenza (cfr. Tb 12, 8-9), e poi le indulgenze. E oltre la morte... c'è il purgatorio.

Ma non è questa la sede per illustrare tali argomenti. Visto dunque che le malattie che insidiano il nostro corpo ci sono, sarebbe da stupidi non riconoscerlo e licenziare medici e infermieri e chiudere ospedali e farmacie: sarebbe una forma di suicidio collettivo.

Per la stessa ragione, visto che i peccati ci sono, è da stupidi non ricorrere alle cure che il Signore ha messo a nostra disposizione.

C'è chi non vi ricorre perché non ci crede... peggio per lui! C'è chi non vi ricorre perché non ci pensa... peggio per lui!

C'è chi non vi ricorre perché, impestato dall'orgoglio, o non si sente malato, o si crede medico di se stesso... peggio per lui!

C'è, infine, chi non vi ricorre... per timore. A questi non dico: “peggio per voi”, ma a ognuno rivolgo un caldo invito: Fermati davanti a Gesù crocifisso... guardalo... è finito là sopra, su quella croce, perché tu toccassi con mano quanto ti ama e per acquistarti dal Padre suo e tuo la grazia del perdono... Come fai a dirgli di no e a non consegnarti a Lui perché ti guarisca? Se ti rifiuti di accogliere il suo perdono gli fai un'offesa peggiore di tutti gli altri peccati che hai commesso. Va' da Lui, dagli questa gioia e digli: "Gesù, non posso accettare l'idea che Tu sia morto inutilmente, stringimi tra le tue braccia come ha fatto il padre col figlio prodigo...". E Gesù, pur tra spasimi di dolore, ti sorriderà e ti dirà: "Grazie, figlio mio, per questa gioia che mi dai. Credimi: Io ti amo più della mia stessa vita, è per questo che l'ho donata e l'ho lasciata spegnersi fra strazianti dolori su questa croce".

Don Enzo Boninsegna


PREGHIERA DELLA SERA

 


Quanti saranno i battiti del nostro cuore in questa notte, altrettanti atti di amore, di adorazione e di riparazione intendiamo dare a Te, Dio, nostro Padre santissimo, in Gesù, con Gesù, per Gesù. Manda i tuoi Angeli sopra questa casa, per difenderla e custodirla dal nemico; mandali anche sopra le case dei nostri cari, e dona loro la pace, la rassegnazione e l'amore.

 P.Gioacchino Rossetto


COMBATTIAMO FIGLI MIEI, SIAMO ORMAI ALLA FINE, L’ORA È GIUNTA!

 


Carbonia 08.10.2022 (ore 16.55).

Combattiamo figli miei, siamo ormai alla fine, l’ora è giunta!

Torno ancora a voi, a parlare con voi figli miei, voi che Mi ascoltate, voi che dedicate la vostra vita per l’Opera del Signore.

Voi, Io benedico con tutto il mio Cuore. A voi confido il mio dolore per questo mondo che si sta perdendo, per questa Umanità che si sta lasciando sedurre completamente da Satana.

Amati bambini miei, amati figli miei, oh voi che amate mio Figlio Gesù, oh voi che prediligete le “Cose” del Cielo anziché quelle della Terra, oh voi, figli miei, siete già in Cielo con Gesù, siete già al suo fianco!

Egli sorride, vi mostra la sua grande Casa dove dimoreranno tutti i suoi figli; … sorride, vi abbraccia, è con il Padre, lo Spirito Santo è in Lui, Lui È, figli miei! Lui È!

Capite bene questo mio linguaggio e cercate di radunarvi tutti in preghiera; abbracciate il santo Rosario nelle vostre mani, e agguantatelo con forza, pregatelo con forza!

Se non trovate di comunicarvi sacramentalmente fatelo almeno spiritualmente, e fatelo più volte al giorno, unitevi a Gesù, unitevi a Gesù, unitevi a Gesù!!!

Chiedete perdono per averlo offeso in maniera orribile, chiedete perdono per questa Umanità che lo ha offeso in maniera orribile.

Prostratevi figli miei davanti al Crocifisso e dategli tutto il vostro cuore, dategli il vostro sì in totus tuus”.

Io sarò con voi e vi aiuterò a parlare con Gesù, a confidargli tutti i vostri segreti e chiedergli la grazia della vostra salvezza.

Oh! …voi che pensate di non potervi salvare avvicinatevi a Me, la vostra Mamma Celeste, Madre di Gesù e Madre vostra, e Io vi aiuterò a salvarvi.

Gesù non scarterà nessuno dei suoi figli, che umilmente chiederanno perdono: si pentiranno, con cuore contrito chiederanno perdono per averlo offeso.

Siamo alla fine figli miei, siamo alle ultime battute!

Satana è furioso, vuole distruggere ogni cosa creata da Dio, ma maggiormente vuole rubare le anime ai suoi figli.

Pregate figli miei, questo ve lo ripeterò fino alla fine, pregate il santo Rosario; Maria SS. sarà al vostro fianco, unirà le sue mani alle vostre, per darvi coraggio e continuare in questa battaglia, per darvi la forza di essere veri soldati in Dio e di Dio.

Oggi vi dico grazie, vi ringrazio per essere ancora qui presenti in questo luogo dove presto si manifesteranno le grazie di Dio, dove presto questo suolo verrà calpestato da milioni di persone.

Grazie figlioli miei per non essere tornati indietro ma, per aver continuato con fedeltà assoluta in questa chiamata, per avere aiutato Gesù Cristo in questa sua Opera ultima in salvezza e per essere rimasti al mio fianco quali veri figli.

Vi amo, desidero ardentemente aprire il mio Cuore, ricoverarvi tutti in Me e portarvi a Gesù per posarvi nel suo Sacro Cuore.

Oggi Mi fate felice, figli miei! Mi fate felice perché leggo i vostri pensieri, credo nelle vostre decisioni e nel vostro desiderio ardente di volere completare il desiderio che Gesù ha chiesto.

Avanti nulla è perduto! Il vostro futuro è in Cristo Signore in una vita eterna e felice.

Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Continuo a stare in mezzo a voi fino alla fine, e continuo a supplicare la misericordia di mio Figlio Gesù su di voi e su questa Umanità.

°°°°°°°°°°°°°°

(ore 17.01)

Maria Santissima:

Mio Signore, vedo tanti Rosari nelle mani dei tuoi figli! … che vittoria!

Grazie, grazie!

Grazie, mio Signore, per avermi dato questi figli; … Io li riporterò tutti a Te, “puri” e “immacolati nell’amore”; essi saranno “santi” e abiteranno le tue terre e saranno nuovi in Te.

Combattiamo figli miei, siamo ormai alla fine, l’ora è giunta!
Dio presto si manifesterà al mondo e prenderà con Sé i suoi figli.

 


martedì 11 ottobre 2022

I fiori e le spine di Maria

 


Gesù rivelò alla Venerabile Madre Concepción Cabrera de Armida "Conchita" del Messico (d. 1937) che il più grande Dolore della Vergine è stato finora nascosto e sconosciuto.  Durò i lunghi anni dall'Ascensione di Nostro Signore fino alla sua Assunzione.  Durante questo tempo fu lasciata in uno stato di abbandono da parte di Dio in cui "soffrì più di tutte le anime abbandonate, poiché soffrì un riflesso del [Gesù']  proprio abbandono sulla Croce, di cui non si può stimare il valore e che è del tutto inesprimibile" (Diario: 23 giu. 1918).  Fu attraverso quello che Gesù descrisse come "il vivido martirio palpitante della sua solitudine, il desolante martirio dell'abbandono divino, che Lei soffrì eroicamente, con amorevole e sublime abbandono alla Volontà [di Dio]", che Ella divenne "una fonte inesauribile di Grazia e Misericordia per il mondo" e "ha guadagnato grazie per ogni uomo" (Diario: Jun. 30, 1917). 

Gesù ha poi rivelato: 

Il suo Cuore è presentato con rose, ma sotto si trovano spine.  Le rose significano le grazie per i suoi figli, acquisite con dolori quasi infiniti, con lacrime e martiri il cui peso io solo ero in grado di misurare.  È del tutto naturale per una madre, e tanto più per Maria, tenere per sé le spine e i dolori; sono le rose e la tenerezza che sono le rose e le tenerezze che Ella presenta ai suoi figli, non i sacrifici. 

Ai piedi della Croce sono nati i suoi figli.  La mia morte ha dato loro vita nel Cuore di Mia Madre.  Ma prima della sua morte ha dovuto manifestare questa maternità sulla terra, guadagnando con le sofferenze della mia assenza un'infinità di grazie presenti e future per i suoi figli.  Il titolo di "Madre dell'umanità" Maria l'ha conquistato con il martirio della sua solitudine dopo la mia morte.  Il mondo ne è consapevole?  Lo apprezza e gliene è grato?  È giunto il momento in cui i figli devono dimostrare di essere veri figli, mostrando la loro venerazione per questo Cuore spezzato dal martirio più sottile e doloroso, vissuto per la propria felicità.  Lì Maria ha ottenuto grazie per ogni uomo.  È tempo di ringraziarla (Diario, 30 giugno 1917). 



1. Cuore Immacolato circondato 

 Da rose pure e belle; 

 Ma sotto questi fiori si nascondono le spine  

 sono spine che trafiggono e lacerano. 

 Il tuo Gesù vuole che si sappia ora 

 che nei tuoi ultimi anni 

 la tua vita è diventata più feconda 

 attraverso mari di lacrime amare.


2. Il tuo Gesù è il vincitore 

 Salito al suo Trono, 

 ma ancora sulla terra in esilio 

 La povera Madre è lasciata sola. 

 Abbandonata dalla Divinità 

 Il tuo martirio è iniziato, 

 per portare agli uomini le grazie 

  che la vittoria di Gesù ha ottenuto. 


3. A Pentecoste il dono dello Spirito: 

 Una "nuova pienezza di grazia". 

 Per la forza nel tuo abbandono, 

 "Madre-Martire" della nostra razza. 

 Sentire il peso dei peccati del mondo 

 come eco nella tua anima; 

 La Corredentrice del mondo 

 che ora compie il suo ruolo. 


4. Dare ai tuoi figli fiori 

 mentre le spine le sopporti volentieri, 

 Nel silenzio e nella mitezza 

 Il tuo dolore nessuno lo sente. 

 O martirio di Maria 

 Così poco conosciuto dagli uomini, 

 ti onoriamo ora e ti ringraziamo  

 per tutto ciò che hai subito. 


5. O Madre Addolorata, che amo, 

 insegnami a soffrire con Te 

 I dolori spaventosi della "solitudine". 

 Il tuo Calvario quotidiano. 

 Suffragare per Lui con "perfetta gioia". 

 Ogni momento che mi resta. 

 Che i suoi segni siano completi in me 

 Prima del mio ultimo respiro. 


6. Cuore Immacolato circondato 

 Da rose pure e belle; 

 Ma sotto questi fiori si nascondono le spine 

 sono spine che trafiggono e lacerano. 

 Aiutami a mettere le mie piccole pene 

 nel tuo grande mare di dolore, 

 Per fare la mia parte nel portare 

 La Volontà di Dio sulla terra a regnare! 



SUL MODO IN CUI CRISTO PRENDERÀ POSTO SUL TRONO DEL GIUDIZIO.

 


Presta attenzione, o lettore, a ciò che sta per accadere e non pensare che non ti riguardi. Sicuramente un giorno ne sarai testimone con i tuoi occhi corporei e tutto sarà mille volte più terribile di quanto la mia penna possa descrivere. Quando Cristo, nel suo carro di fuoco, avrà raggiunto il Monte Oliveto, si fermerà in aria, a un'altezza tale da poter essere visto chiaramente da tutti gli uomini, finché gli angeli non avranno preparato il trono del giudizio. Il profeta Daniele descrive così la scena: "Vidi finché furono posti dei troni e l'Antico dei giorni si sedette; la sua veste era bianca come la neve e i capelli del suo capo come lana pulita; il suo trono come fiamme di fuoco, le ruote di esso come un fuoco ardente. Un rapido flusso di fuoco usciva da davanti a Lui; migliaia di migliaia lo assistevano e dieci volte centomila stavano davanti a Lui; il giudizio era seduto e i libri erano aperti" (Dan. vii. 9, 10). Ma Cristo non siederà in giudizio da solo; i dodici apostoli saranno con Lui, secondo la promessa fatta loro: "In verità vi dico che voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell'uomo si siederà sul seggio della sua maestà, anche voi vi siederete su dodici seggi a giudicare le dodici tribù d'Israele" (Mt. xix. 28). Chi può dare un'idea della magnificenza del trono di Cristo? Non è possibile descriverlo. Leggiamo che il re Salomone fece costruire un trono meravigliosamente bello di avorio, riccamente ornato di oro e pietre preziose. Questo trono era così magnifico che lo scrittore ispirato dice che in nessun regno del mondo era stata fatta un'opera simile. Se il seggio del re Salomone era composto di materiale così costoso e realizzato con tanta maestria, quale sarà lo splendore del seggio del Re dei re, sul quale siederà nella sua maestà per giudicare il mondo intero? Nostro Signore parla di questo seggio di giudizio come di un trono di grande splendore, quando dice: "Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua maestà e tutti gli angeli con lui, allora si siederà sul seggio della sua maestà" (Mt. xxv. 31). Un'idea di quale sarà l'aspetto di questo trono si può ricavare dalle parole appena citate del profeta Daniele, e anche da questa descrizione data da San Giovanni: "Intorno al trono c'era un arcobaleno, simile a uno smeraldo.... E dal trono uscivano lampi, voci e tuoni; e c'erano sette lampade che ardevano davanti al trono" (Apoc. iv. 3-5). Queste sono le immagini con cui la Sacra Scrittura ritrae il seggio del giudizio di Cristo. Chi di tutti gli uomini può azzardarsi ad alzare gli occhi su questo trono infuocato? Non sarà forse più abbagliante dei fulmini e dei lampi di fuoco di una tempesta? Il Giudice divino siederà su questo trono e il suo volto grave sarà visibile agli uomini e agli angeli.  

Tutti gli esseri creati tremeranno di riverenza impressionata. San Giovanni lo dichiara nell'Apocalisse: "Vidi un grande trono bianco e uno seduto su di esso, dalla cui faccia la terra e il cielo fuggirono e non vi fu posto per loro" (Apoc. xx. 11). Con queste parole il profeta del Nuovo Testamento sembra indicare che i cieli e la terra non potranno sopportare di incontrare lo sguardo del loro Giudice; che tutti gli esseri razionali, sia gli angeli che gli uomini, tremeranno alla vista del suo volto severo. Che anche gli angeli avranno paura e tremeranno, è affermato da Sant'Agostino, nel seguente passo dei suoi scritti: "Quando Nostro Signore dice che le potenze del cielo saranno commosse, allude agli angeli; perché il giudizio sarà così terribile che gli angeli non saranno esenti da paura; anch'essi tremeranno e avranno paura. Infatti, come quando un giudice siede in giudizio, il suo volto grave non solo incute terrore ai colpevoli che gli stanno davanti, ma anche ai funzionari che gli stanno intorno, così quando tutti gli uomini saranno portati in giudizio i ministri celesti condivideranno l'orrore e l'allarme universale". San Giovanni Crisostomo corrobora questa affermazione dicendo: "Tutti saranno allora pieni di stupore, di apprensione, di terrore, perché anche gli angeli avranno grande paura". Molti altri Padri della Chiesa e commentatori della Sacra Scrittura esprimono un'opinione simile. Ora, se secondo l'opinione di uomini dotti e santi anche gli angeli non saranno senza paura nel giorno del giudizio, quanto più avranno da temere i santi, che dovranno presentarsi davanti al tribunale di Cristo e rendere rigorosamente conto di tutte le loro azioni. Sì, è evidente, da quanto dice San Giovanni nell'Apocalisse, che i santi benedetti sono colpiti da timore e tremore. Egli descrive come gli apparve Cristo e l'effetto che ebbe su di lui". Quando lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ed Egli pose la sua mano destra su di me, dicendo: "Non temere. Io sono il Primo e l'Ultimo". Se l'amato apostolo rimase così sbalordito alla vista del suo caro Maestro e Signore, venuto per consolarlo e non per giudicarlo, che cadde ai suoi piedi come morto e non riuscì a trovare il coraggio di rialzarsi finché Cristo non gli parlò nel modo più gentile e confortante, si può forse supporre che i santi non saranno terrorizzati nel giorno del giudizio, quando vedranno Cristo nella sua terribile maestà e saranno chiamati a rendergli conto di tutta la loro vita? E, o povero peccatore, che ne sarà di te e di tutti i reprobi, se anche gli angeli e i santi tremeranno alla venuta del Giudice?  Le parole non possono esprimere il terrore e lo sgomento degli spiriti maligni e dei peccatori impenitenti, quando vedranno il loro Giudice divino sul trono della Sua maestà e sapranno che li giudicherà e condannerà rigorosamente all'inferno per tutta l'eternità. 

Per dare un'idea della terribile paura e dell'allarme degli angeli caduti e degli infelici peccatori, ascoltiamo ciò che la Sacra Scrittura dice riguardo all'aspetto spaventoso del Giudice e alla grandezza della sua ira, nel primo capitolo dell'Apocalisse, dove San Giovanni ci dice: "Vidi il Figlio dell'uomo vestito di una veste lunga fino ai piedi e cinto sul petto di una cintura d'oro. Il suo capo e i suoi capelli erano bianchi come la lana bianca e come la neve, i suoi occhi erano come una fiamma di fuoco e i suoi piedi simili a bronzo fino, come in una fornace ardente. E la Sua voce come il rumore di molte acque. Dalla Sua bocca uscì una spada affilata a due tagli, e il Suo volto era come il sole che splende nella Sua potenza.  Sul suo capo c'erano molti diademi ed era vestito con una veste cosparsa di sangue. Egli calpesta il torchio della ferocia dell'ira di Dio onnipotente e sulla sua veste e sulla sua coscia è scritto: "Re dei re e Signore dei signori". Medita su queste parole meravigliose, o cristiano, e immagina a te stesso il tuo futuro Giudice con colori vividi. Come si potrebbe descrivere il Suo aspetto maestoso in modo più incisivo che con le parole appena citate?  Quale dev'essere lo splendore di quel volto che si dice risplenda come il sole al suo meridiano! Quale dev'essere la brillantezza di quegli occhi che brillano di santo fervore come fiamme di fuoco! Quale dev'essere la forza di quella voce che ha il suono di un volume d'acqua! Quale dev'essere l'acutezza di quella lingua che taglia come una spada a doppio taglio! Quale dev'essere la testa gloriosa che si adorna di molti diademi costosi! Come deve essere terribile quella veste che è cosparsa di sangue! E quale dignità di quel nome regale: il Re dei re e il Signore dei signori! Come saremo tutti spaventati, che paura e dolore ci prenderanno quando il nostro Giudice ci guarderà! E immaginate quali saranno i sentimenti dei dannati quando vedranno il Giudice di tutte le loro azioni malvagie; come tremeranno sotto il suo sguardo nell'ora della sua giusta ira! Forse ci faremo un'idea migliore di cosa sia l'ira di Dio, se ascoltiamo ciò che il profeta Isaia dice al riguardo: "Ecco che il nome del Signore viene da lontano, la sua ira brucia ed è pesante da sopportare; le sue labbra sono piene di sdegno e la sua lingua come un fuoco divorante; il suo soffio come un torrente che straripa fino a metà del collo, per distruggere le nazioni nel nulla" (Is. xxx. 27, 28). Sono parole in verità terribili. Non indicano forse chiaramente con quale grande ira Cristo si manifesterà al mondo? Tutti i peccatori infelici potrebbero essere sopraffatti dal terrore, dallo sgomento e dall'angoscia; potrebbero gridare ai monti di cadere su di loro e alle colline di coprirli.  

Ora, quando il Giudice sarà seduto sul trono della sua maestà, tutti coloro che sono riuniti nella valle di Giosafat, angeli e demoni, redenti e perduti, dovranno tutti adorare Cristo, come dice San Paolo: "Tutti staremo davanti al tribunale di Cristo". Perché sta scritto: Com'è vero che io vivo, dice il Signore, ogni ginocchio si prostrerà a me e ogni lingua confesserà Dio" (Rom. xiv. 10, n). Quanto solenne e quanto sublime sarà allora la scena, o mio Dio, quando tutti i milioni e le migliaia di milioni di angeli, insieme ai beati, in forma visibile si prostreranno a terra, e gli spiriti maligni con le loro infelici vittime, e tutti i dannati, saranno costretti contro la loro volontà ad adorare Cristo e a riconoscerlo come loro Dio e Giudice! Queste misere creature cadranno in ginocchio e piegheranno il capo verso la terra, non osando alzare gli occhi per non incontrare lo sguardo rabbioso del loro Giudice. Si lamenteranno e si lamenteranno, pieni di sgomento e costernazione indicibili. Sarebbero felici che la terra si aprisse e li inghiottisse, anzi, se fosse possibile, si getterebbero in un abisso senza fondo piuttosto che subire una simile umiliazione. Soffermati a considerare, o peccatore, quali sarebbero i tuoi sentimenti se fossi in mezzo a queste anime perdute; saresti sopraffatto dal dolore e dall'angoscia. San Vincenzo racconta che un giovane dalla vita dissoluta sognò una volta di essere chiamato in giudizio davanti al tribunale di Dio e di dover rendere conto della sua vita mal spesa. Il suo terrore fu così grande da fargli diventare i capelli perfettamente bianchi. Se i terrori del Giudizio Universale provati solo in sogno sono stati sufficienti a far diventare i capelli di quel giovane, quale sarà, pensa, l'effetto che produrranno su di te e su di me, quando saremo presenti, non in sogno, ma nella realtà, al Giudizio Universale, e con i nostri occhi corporei vedremo il nostro Giudice in tutta la sua santa indignazione? O Giudice giustissimo, guarda, ti supplico, dal tuo trono in cielo su di me, povero peccatore, e per amore della tua infinita compassione sii misericordioso con me nel giorno del giudizio finale. So che non potrò resistere in quel giorno terribile, ma che per la Tua giusta sentenza sarò condannato alla dannazione eterna. Ma so anche che se un peccatore implora la Tua misericordia nel tempo della grazia, essa non gli sarà negata. Perciò Ti supplico con profonda umiltà e contrizione, attraverso la Tua amara Passione, di perdonare i miei peccati e di emettere una sentenza clemente su di me nel giorno del Giudizio. Amen.  


Pregate il rosario e io vi terrò al sicuro. Vi aiuterò a superare le insidie e ad aggirare le trappole del nemico.

 


IL CIELO PARLA AI GIOVANI ADULTI


Madre benedetta

Cari giovani apostoli, quanto è benedetto il Regno di Dio dalla vostra presenza nel mondo.  Siete una grande gioia per Gesù e siete una grande gioia per me, Maria. Voglio aiutarvi. Voglio proteggervi dal male. Vedo le difficoltà per te ancora prima che tu le incontri. Chiedimi la mia assistenza e l'avrai. Pregate il rosario, perché i poteri legati a questa preghiera vi proteggeranno. Attraverso questi rosari vi lego al mio Cuore Immacolato. In questo modo, vi tengo vicini a me e posso allontanarvi dai pericoli. Questa preghiera viene usata dal Cielo per legare i nostri apostoli in tutto il mondo. Attraverso il rosario, la vostra mano è unita a quella di ogni apostolo sulla Terra.  Capite? Il rosario crea anche un legame indissolubile con me, la vostra Madre celeste. Attraverso questo legame tengo voi e i vostri cari attaccati al Cielo. Il mondo vi attira, ma io sono legata a voi e quindi non potete essere allontanati. Pregate il rosario e io vi terrò al sicuro. Vi aiuterò a superare le insidie e ad aggirare le trappole del nemico. Vi aiuterò a guarire. Vi aiuterò a vedere il mondo con la luce celeste che smaschera il peccato, anche quando è ben nascosto da chi vuole allontanarvi da me. Io sono la vostra madre. Posso solo condurvi a Gesù. Questo è il mio ruolo. Porto le anime dal mondo, mi assicuro che abbiano ciò che serve per guarire e poi le consegno a mio Figlio perché lo serva. Usami per strappare altri dalle tenebre. Usami per aiutarti a collegarti con le anime che stanno percorrendo questo cammino. Usami per allontanarti dalle anime che ti influenzano contro Cristo e il cammino verso Cristo. 

Cristo e il cammino verso Cristo. Questo è il mio momento in che Gesù fa molto affidamento su di me. Servo con la massima felicità perché amo Gesù e amo voi. Farvi incontrare è la mia gioia. Lavoro in silenzio, cari giovani apostoli. Lavoro con calma.  Sono gentile. Non sbaglierete a fidarvi di me. 

Infatti, io sono vostra madre e il mio amore per voi è totale. Vi tengo stretti al mio cuore, se me lo permettete. Questo è un momento emozionante e voi siete capaci di un bene immenso. Vorrei che vi meravigliaste di ciò che Gesù può fare con un'anima. Guardate ai vostri santi e vedrete che con una sola anima Gesù può rovesciare un intero impero del male. Voi siete importanti. Il cielo ha bisogno di voi.  Venite da vostra madre e vi aiuterò a servire.

Come MANTENERE LA FEDE in TEMPO DI CRISI DELLA CHIESA

 


Appendice 

LEX ORANDI, LEX CREDENDI 


Cambiamenti nelle preghiere dell'offertorio 

Un altro esempio di tradizione che è stata infranta nella Nuova Messa e che reca danno all'integrità della Fede si trova nelle sue preghiere e rubriche alterate.  Si tratta di qualcosa di più intrinseco alla Messa che ricevere la Comunione in mano.  Il risultato finale di queste alterazioni è che il concetto che la Messa è un sacrificio propiziatorio - il rinnovamento stesso del sacrificio di Cristo sul Calvario - è diventato molto oscuro.  Prendiamo, ad esempio, le modifiche apportate alle preghiere dell'offertorio.  Mentre le preghiere tradizionali parlano di un sacrificio offerto per la propiziazione dei peccati (la definizione stessa della Messa cattolica), nelle preghiere corrispondenti del Novus Ordo, il concetto di sacrificio propiziatorio è stato eliminato. 

Novus Ordo, il concetto di sacrificio propiziatorio è stato completamente omesso.  Ecco le preghiere della Liturgia tradizionale: 

Accetta, o Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, quest'ostia immacolata che io, tuo indegno servitore, offro a te, mio Dio vivo e vero, per i miei innumerevoli peccati, offese e negligenze, e per tutti i presenti... 

Ti offriamo, o Signore, il calice della salvezza, implorando umilmente la tua misericordia affinché possa salire davanti alla tua divina maestà con un gradevole profumo, per la nostra salvezza e per quella di tutto il mondo". 

Confrontatele con quelle del Novus Ordo: 

Benedetto sei tu, Signore, Dio di tutta la creazione.  Per la tua bontà abbiamo questo pane da offrire, che la terra ha dato e mani umane hanno fatto.  Diventerà per noi il pane della vita. 

Benedetto sei tu, Signore, Dio di tutta la creazione.  Per la tua bontà abbiamo questo vino da offrire, frutto della vite e opera di mani umane.  Diventerà la nostra bevanda spirituale. 

Il vescovo Athanasius Schneider ha detto di queste nuove preghiere: 

"Sono una creazione completamente nuova e non erano mai state usate nella Chiesa.  Esse non esprimono tanto il mistero del sacrificio della Croce quanto quello di un banchetto; ricordano quindi le preghiere del pasto del sabato ebraico". 10 

Qui si vede chiaramente perché il cardinale Ratzinger ha definito la Nuova Messa "fabbricata" e "banale".  Infatti, le nuove preghiere, non avendo assolutamente alcuna radice nella tradizione della Chiesa, sono davvero "un prodotto fabbricato sul momento".  E in esse, l'offerta fatta non è altro che pane e vino comuni allo scopo di diventare una sorta di vago cibo spirituale.  Nelle preghiere tradizionali, invece, vengono offerti l'"ostia" * e il "calice della salvezza", che indicano il Sacrificio del Corpo e del Sangue di Cristo, e questo Sacrificio viene offerto in espiazione del peccato fino alla salvezza.

Di Robert T. Hart 

Vi è una volontà di Dio che è solo nelle mani di Dio. Ma vi è anche una volontà di Dio che è posta tutta nelle mani dell’uomo.

 


LIBRO DELLE LAMENTAZIONI

10 L’avversario ha steso la mano su tutte le sue cose più preziose; ha visto penetrare  nel suo santuario i pagani, mentre tu, Signore, avevi loro proibito di entrare nella tua assemblea. 

Gerusalemme vede la sua desolazione. L’avversario ha steso la mano su tutte le cose più preziose. Gerusalemme è stata spogliata di ogni sua ricchezza. 

Anche il tempio è stato profanato. Essa ha visto penetrare nel suo santuario i pagani, mentre tu, Signore, avevi loro proibito di entrare nella tua assemblea. 

È la fedeltà di Gerusalemme al suo Dio l‘unica e sola difesa e protezione. Dio non vuole che il suo tempio venga profanato. Non vuole che venga abbattuto. 

Questa è la volontà di Dio. Essa però è tutta consegnata, affidata al suo popolo. Il popolo deve far sì che questa volontà del suo Dio si compia. 

Come si potrà sempre compiere? Rimanendo esso fedele ad ogni Parola del suo Signore. La volontà di salvezza di Dio è tutta nelle mani del suo popolo. 

Il popolo è fedele. Gerusalemme non verrà spogliata e il tempio rimane nella sua bellezza. Il popolo non è fedele. La città diviene una desolazione. 

Vi è una volontà di Dio che è solo nelle mani di Dio. Ma vi è anche una volontà di Dio che è posta tutta nelle mani dell’uomo.  

Quando Dio pone la sua volontà nelle mani dell’uomo, tutto il futuro di bene o di male, di innalzamento o di abbassamento, è dall’uomo. 

È dall’uomo per la sua fedeltà o infedeltà al suo Signore. Nella fedeltà il futuro è di sommo bene. Nell’infedeltà è di sommo e indicibile male.  

Tutto il futuro, anche quello eterno, Dio l’ha posto nelle mani dell’uomo. Potrà lui costruirsi un futuro di vita o di morte, di vita eterna o di morte eterna. 

MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI