domenica 15 settembre 2024
In ogni rosa c'è un sigillo segnato, e quel sigillo è il sigillo dell'Anticristo, 666.
La Nuova Gerusalemme.
Dice Gesù:
«… Riguardo al Regno di Dio, esso è in voi e ovunque sono uomini che credono in Me. Sparso per ora, succedentesi sulla Terra nei secoli. Poi eterno, unito, perfetto nel Cielo. Là, nel Regno di Dio, sarà edificato il nuovo Tempio, ossia là dove sono spiriti che accettano la mia dottrina, la dottrina del Regno di Dio, e ne praticano i precetti.
Come sarà edificato se siete poveri e pochi? Oh! in verità non necessitano denari e poteri per edificare l'edificio della nuova dimora di Dio, individuale o collettiva. Il Regno di Dio è in voi. E l'unione di tutti coloro che avranno in loro il Regno di Dio, di tutti coloro che avranno Dio in loro - Dio: la Grazia; Dio: la Vita; Dio: la Luce; Dio: la Carità - costituirà il grande Regno di Dio sulla Terra, la nuova Gerusalemme che giungerà ad espandersi per tutti i confini del mondo e che, completa e perfetta, senza mende, senza ombre, vivrà eterna nel Cielo.
Come farete a edificare Tempio e città? Oh! non voi, ma Dio edificherà questi luoghi nuovi. Voi dovrete soltanto dargli la vostra buona volontà. Buona volontà è permanere in Me. Vivere la mia dottrina è buona volontà. Stare uniti è la buona volontà. Uniti a Me sino a fare un sol corpo che è nutrito, nelle sue singole parti e particelle, da un unico umore. Un unico edificio che è poggiato su un'unica base e tenuto unito da una mistica coesione…»
DA: L’EVANGELO COME MI È STATO RIVELATO
D'ora in poi, occhio alla bocca
La bocca è una parte del corpo che ho fatto perché l'uomo si nutrisse e comunicasse tra di loro, e perché da essa uscissero parole pure di saggezza, attraverso l'intelligenza che ho dato all'uomo; ma purtroppo è la parte che offende di più il vostro Dio, attraverso le parolacce e tutto il turpiloquio che l'uomo usa oggi nel suo linguaggio, dove dice quello che vuole senza mettere un freno alla sua bocca.
Ah, figli miei, quante volte mi offendete ogni giorno! Se fossi vendicativo, come molti pensano, avrei già messo fine a tutte queste persone che usano la bocca solo per dire cose sbagliate.
Benedetto, figlio mio, è per pietà di coloro che mi seguono che il mondo è ancora così, ma presto tutta la sporcizia sarà cancellata dalla faccia della terra. Ricchi o poveri che siano, non resterà nessuno che usi la bocca per offendermi; è la parte del corpo che Mi rattrista di più; è peggiore della più potente bomba.
Figlioli, non pronunciate più parole che Mi offendono, così le vostre preghiere saranno utili. Il sale è buono per insaporire i cibi, ma quando perde il suo sapore è inutile (Mt 5,13). È giunto il tempo in cui anche le vostre parole saranno controllate (Mt 12,36-37). Quindi siate attenti, non perdete tempo a vedere ciò che non va bene e a dire ciò che non si deve, solo così avrete la mia protezione al momento del castigo, quando arriverà; lasciate tutto ciò che è male. Quando qualcuno vi invita a unirvi a loro, scappate da quei luoghi, perché tutto ciò che c'è lì diventerà un unico falò: un salone, un locale notturno, un motel, una spiaggia, un campo da calcio, un centro spiritico, una casa da gioco e false chiese. Saranno tutti rasi al suolo, proprio come ho fatto con Sodoma e Gomorra (Gen 19,24-25).
Chi vuole liberarsi da questa disgrazia, non ci vada, perché non ci sarà più nessuno, perché lì il loro linguaggio è opera del diavolo, per offendermi; alcuni, per la concupiscenza della carne, altri, per mettere in mostra il proprio corpo, e la maggioranza, per dire cose sbagliate.
Cari figli del mio cuore, è per voi che sopporto tutte queste offese che mi fate. Ricordate che sono un Padre molto amorevole; non vorrei perdervi per nulla al mondo, ma una sola parola pronunciata davanti a Me che mi offende vi farà perdere le vostre anime. D'ora in poi, fate attenzione a ciò che dite. Se dalla vostra bocca escono parole che mi offendono, chiedetemi perdono e Io, Gesù, potrò aiutarvi a non dire la cosa sbagliata e a liberarvi così dalla punizione che verrà dal Cielo. Ciò che sta per accadere è infuocato e scioglierà tutto ciò che l'uomo ha fatto per danneggiare il suo prossimo, anche le sue parole. Non rimarrà nulla.
Figlio mio Benedetto, ciò che l'uomo ha fatto finora è irreparabile. I miei occhi, che vedono tutto, non possono più prolungare ciò che stanno progettando per il terzo millennio. Non accetterò mai questa sfida che gli scienziati stanno lanciando.
Restate nella mia pace, figli miei. Non dormite tanto, perché non conoscete l'ora.
Gesù
03/10/1995
VISTE STRAORDINARIE
E' forse dal suo amore per N. Signore che Suor M. Marta attingeva un supplemento di lumi? Noi troviamo in lei delle cognizioni, che non si potrebbero spiegare naturalmente. Il Signore pare averle concesso di leggere nell'avvenire.
Diversi esempi ne abbiamo già visti su queste pagine, aggiungeremo qui altri fatti.
Al tempo delle grandi traversie di Sua Santità Pio IX, specialmente dal 1866 al 1870 Suor M. Marta, senza essere al corrente degli avvenimenti, li viveva, si può dire, col cuore vicino al Tabernacolo. Il giorno stesso della battaglia di Mentana, ella apprese il successo delle truppe pontificie “al quale, diceva Gesù, avevano contribuito le invocazioni alle Sante Piaghe”; essa ne fece parte alla sua Superiora, che ne ebbe in seguito conferma al parlatorio. Quanto al Concilio Vaticano, abbiamo già notato che lo seguiva per così dire da lontano. (1)
La morte di Pio IX le venne annunziata fin dal 15 gennaio 1878, da una visione misteriosa, di cui allora essa non capì il senso.
“Una gran processione di santi Pontefici venuta dal Cielo vi ritornava, conducendo al celeste soggiorno un Santo che indossava una veste d'oro di meraviglioso splendore. Quest'ultimo, restò tuttavia alla porta del Paradiso, mentre gli altri Pontefici dicevano alla nostra Sorella: “Noi lo lasciamo ancora, ma ben presto sarà dei nostri”. Dopo di che disparvero nella gloria.
“Ogni giorno essa aveva la stessa visione e siccome viveva in timore che Dio chiamasse a sé il nostro Confessore Can. Bouvier allora ammalato, s'immaginò che questo fosse l'annunzio della sua morte”.
“Il 29 gennaio comprese che ben presto il glorioso drappello dei Pontefici tornerebbe a prendere il loro Amico.
“Infine il 9 febbraio, durante la “Via Crucis” fatta per il nostro Santo Padre Pio IX, l'anima dell'augusto Defunto comparve ricolma di gloria alla nostra Sorella che riconobbe allora Colui che Iddio le aveva fatto vedere in veste d'oro alla porta del Paradiso. Egli era andato diritto al Cielo per i meriti delle Sante Piaghe di Gesù” ( Manoscritto ).
Per ciò che concerne la Francia, Suor M. Marta vide in anticipo la guerra del 1870: “Io voglio fare struggere il mondo - le disse tra le altre cose il Signore - nel mese di maggio. La Superiora, non comprendendo questa parola, si era dispensata di notarla. Qualche settimana dopo, Nostro Signore tornò alla carica: “Questa parola non è stata scritta e Io voglio che lo sia”. Poi, nel mese di agosto ne spiegava chiaramente il significato.
Fin dal 21 gennaio 1871, Suor M. Marta apprendeva gli orrori della Comune: “Vi saranno dei massacri di preti e religiosi.... Io non permetterò che questo accada nel tuo paese (la Savoia)”.
Quanto alla storia intima della Comunità, essa fornisce gran numero di queste viste sorprendenti: previsioni o predizioni. La Superiora e la Direttrice di Suor M. Marta le constatavano con una meraviglia facile a comprendersi.
La nostra Sorella sembrava pure “leggere, talvolta, nelle coscienze”. - “Noi credevamo distinguere in un'anima tre punti ai quali doveva applicarsi. Ne segnalammo due, non osando ancora attaccare il terzo. La mattina dopo, la nostra cara Privilegiata venne con umiltà a farci notare questa astensione: “Mia Madre, Nostro Signore dice che nell'anima della mia Sorella N .... , vi sono tre punti ai quali bisogna che essa si applichi”. - “Io restai stupefatta, conchiude la Superiora”. (Manoscritto).
La nostra cara Sorella portava qualche volta a Nostra Madre - da parte del buon Maestro, diceva essa - un consiglio concernente le disposizioni interne e i bisogni spirituali di qualcuna tra noi. E quando la Superiora utilizzava questi consigli, riceveva invariabilmente una risposta simile a questa: “E' proprio vero, mia Madre, ciò che V. C. mi dice! Pare che il Signore vi faccia leggere nell'anima mia”.
Qualche volta ancora, era l'anima della Superiora stessa che diveniva, per Suor M. Marta, trasparente come un cristallo: “Mia Madre, il nostro buon Maestro mi ha detto di pregare per Lei che si trova oggi nella tal disposizione”. Ovvero: “Mia Madre, V. C. è impressionata della tale e tale cosa.... Nostro Signore non ne è contento”... E sempre, ciò che ci diceva la nostra diletta Sorella era perfettamente esatto. Non avendo comunicato a nessuno le mie interne disposizioni era obbligata a riconoscere che Dio stesso le aveva rivelate alla nostra figlia! E questo accadde buon numero di volte”. (Manoscritto).
SUOR MARIA-MARTA CHAMBON
Elevazioni allo Spirito Santo
O impetuoso, fuoco divino che provieni eternamente dal Padre e dal Figlio come da un principio unico, io mi rallegro del fatto che sei Spirito, amore e dono per eccellenza, e mi rallegro anche della felicità che doni e che ricevi in seno alla gloriosa Trinità. Tu sei il soffio del Padre, che ti comunica la sua divinità e la sua potenza; tu sei il soffio del Figlio, dal quale ricevi infinita saggezza; tu sei il soffio, l'amore reciproco dell'uno e dell'altro, uniti con il vincolo di una perfetta amicizia. Tu sei il respiro avvolto d'amore che Dio porta con sé; l'effusione misteriosa di questo amore all'interno di Lui; l'espressione interiore, la via dell'amore infinito che proviene dal Padre e dal Figlio, senza uscire dalla profondità dell'essere divino. Tu sei, se mi è permesso di esprimermi così, il completamento e il termine dell'adorabile Trinità.
Oh! Chi mi permetterà di aderire a te fino al punto di essere uno stesso spirito con te, di trasformarmi interamente per amore! Lascia uscire da te, come durante la Pentecoste, un soffio impetuoso che mi ravvivi il cuore, lo infiammi d'amore e lo unisca interamente a te, tanto che nessuna creatura possa mai separarlo!
O Spirito divino, dono di Dio, l'Altissimo, che hai voluto essere chiamato "Santo" per eccellenza, poiché provieni dal divino amore, fammi comprendere che la santità consiste innanzitutto nell'amare e nel donare.
Sii lodato e glorificato, in Cielo e in terra, per la perfezione alla quale partecipi con il Padre e con il Figlio, poiché voi tre non siete che un solo Dio, una sola bontà, uno stesso amore.
Ma poiché procedi anche come un dono destinato ad essere comunicato liberamente a coloro che sono capaci di riceverlo, degnati di donarti pienamente a me, o dono infinito, affinché, donandomi a te senza riserve, e imitandoti, in purezza, amore e santità, io meriti un giorno di gioire eternamente della tua beatitudine.
Tutto è stato creato secondo la Mia Volontà.
7 Settembre 2024
« Caro figlio, una stella che brilla nel cielo è come una luce che brilla nel cuore dei miei figli.
Se ho creato le stelle, è per mostrarvi tutto lo splendore che emana da esse. La stella è un asteroide che ho creato nell'Universo in modo che trasudasse tutta la sua bellezza nell'oscurità.
Lo stesso vale per ciascuno dei Miei figli che sono in stato di grazia. Lo splendore che ne deriva porta una chiarezza che si diffonde e trasuda luminosità.
È così che tocco i cuori di coloro che sono nelle tenebre. (Peccato)
Tutto è stato creato secondo la Mia Volontà.
L'uomo è stato creato a Mia Immagine, affinché la sua bellezza risplenda sulla natura e sulle stelle.
Ahimé! La Mia Creazione ha sofferto le conseguenze del peccato; ma con la Mia Grazia ristabilisco il cuore dell'uomo mediante il Sacramento del Perdono e gli affido tutta la sua Bellezza interiore.
È in questo modo che la sua Bellezza interiore riflette, come la stella, la sua luminosità nell'oscurità dell'anima.
Caro figlio, possa il tuo cuore brillare con le sue Luci nei cuori dei tuoi fratelli e sorelle.
Vostro Padre, pieno di compassione per tutti i Suoi figli
Robert Brasseur
Maledetti sono coloro che Mi maledicono.
CASTIGHI
Mia amatissima figlia, il maligno si è impadronito dei cuori di molti che credono in Me a causa del facile accesso, che gli consentono, alle loro anime.
Satana tenta le anime attraverso i sensi ed anche attraverso il peccato di orgoglio. Coloro i quali credono che la loro intelligenza e la loro conoscenza della Santa Parola di Dio dia loro il diritto di giudicare gli altri nel Mio Nome, Mi offendono profondamente. Essi sono gonfi di orgoglio, ed il loro narcisismo gli fa credere di avere il diritto di disprezzare gli altri e di versare del veleno nel Mio Nome. Diffidate di coloro che maledicono gli altri e poi dicono di essere Miei, poiché parlano con una lingua malvagia. Nel giorno in cui Io verrò, queste anime indietreggeranno dalla paura e si proteggeranno gli occhi dalla Mia Luce, poiché li accecherà.
Abbiate sempre fiducia nella Mia Misericordia, in quanto Io perdonerò sempre coloro che vengono davanti a Me con un sincero pentimento, nelle loro anime, riguardo a qualsiasi cosa essi abbiano detto, fatto e operato, offendendoMi. Abbiate però timore, della Mia Giustizia poiché sarà terrificante. Non Mi scuserò per questo. Sappiate che i superbi e i potenti che Mi hanno fatto perdere le anime che Io desideravo attraverso l‟influenza malvagia esercitata sugli altri, soffriranno. Essi tremeranno di paura davanti al Mio Trono, ma discuteranno ancora con Me e difenderanno la loro condotta malvagia, nell‟errata convinzione che Io li ascolterò.
Maledetti sono coloro che Mi maledicono. Benedetti sono, invece, coloro che vivono la loro vita con l‟amore per gli altri e che seguono i Miei Insegnamenti, anche se questo causa loro dolore. Io innalzerò i giusti, ma schiaccerò i malvagi che voltano le spalle alla Parola di Dio. Chiunque provoca dolore agli altri, ed in particolare nel Mio Nome, dovrà rendere conto a Me nell‟Ultimo Giorno.
Il vostro Gesù.
18 Ottobre 2014
sabato 14 settembre 2024
Il vero matrimonio valido davanti a Dio
Per la comunione matrimoniale è assolutamente necessaria la Benedizione di Dio, altrimenti un matrimonio risulta bensì concluso sulla Terra, ma non nel Cielo. Quello che si unisce sulla Terra nella miscredenza nel Creatore e Conservatore di tutte le cose, nel Dio e Padre dall’Eternità, non può avere nessuna pretesa sulla Benedizione di Dio. Non riconosce Dio, quindi anche Dio non riconosce un patto, benché sia stato concluso legalmente sulla Terra, cioè quando vengono adempiute tutte le formalità, che richiede un patto di matrimonio. Soltanto quando ambedue si presentano davanti a Dio con la preghiera di benedire il patto, quando ambedue riconoscono Dio come loro Signore, al Quale tendono nell’amore, possono essere certi anche della Sua Benedizione, perché Dio E’ presente, dove Lui è desiderato, Egli è in certo qual modo Testimone di una unione, che è basata sull’amore reciproco. E così è ben comprensibile, che soltanto pochi matrimoni possono elevare la pretesa, di valere come conclusi davanti a Dio, perché nemmeno una azione chiesastica sostituisce l’adempimento delle condizioni poste da Dio. Perché un’azione chiesastica può anche essere intrapresa su degli uomini, che si uniscono senza amore per via di vantaggi terreni, per cui Dio non dà mai e poi mai la Sua Benedizione. Il matrimonio è un’istituzione santa, che è stata stabilita da Dio per la procreazione della razza umana, come anche per la comune maturazione delle anime, che si sono affezionate nell’amore. Ma il matrimonio non è da considerare un legame da intraprendere per affari, per poter soltanto dedicarsi all’istinto e per raggiungere dei vantaggi terreni. Il matrimonio non è neanche uno stato, che può essere arbitrariamente interrotto o cambiato. Chi è legato regolarmente davanti a Dio, cioè per cui è stata supplicata la Benedizione di Dio nella reciproca volontà, rimane anche legato eternamente davanti a Dio e terrenamente può essere sciolto soltanto mediante la morte e sperimentare una separazione temporanea. Ma quasi sempre tali partner coniugali si uniscono anche nel Regno spirituale e tendono insieme verso l’Alto. L’unificazione di anime dello stesso sentimento spirituale sia sulla Terra che anche nell’aldilà è la felicità più alta e la meta, e ciò che si è una volta unito nell’amore, rimane anche unito in tutta l’Eternità. Ma tali matrimoni veri, conclusi dinanzi a Dio, sono soltanto molto rari. E per questo sulla Terra s’incontra così raramente la felicità profonda e la sintonia spirituale, perché gli uomini nella loro impulsività non badano a quelli, ma sono soddisfatti della simpatia puramente corporea, che però non può mai essere considerato un amore profondo e non è mai costante. Soltanto chi chiede intimamente la Benedizione di Dio, entra in un matrimonio vero, valido dinanzi a Dio, e questi vivono nell’armonia delle loro anime fino alla loro morte corporea ed anche dopo, nell’Eternità.
Amen
10 febbraio 1950
Come pregare con il cuore
Maria
Ho messo davanti a voi scelte di vita e di morte. Non parlo della vita terrena e della morte, ma della vita eterna o morte eterna. Queste sono le scelte fatte ogni giorno. Vuole una persona vivere con Dio per sempre o è disposta a perdere la vita eterna a causa di alcune soddisfazioni terrene che sono illecite? Queste sono le decisioni quotidiane, la vita con Dio o la vita senza Dio.
Come orribile è la vita senza Dio. (Questo buio comincia sulla terra.) Come è la vita beata con Dio. (Questa felicità comincia sulla terra.) Ecco perché parlo. Voglio portare molti nella vita eterna.
Dio non è lontano. Non è necessario percorrere mille miglia per trovarlo. Lui è già nel vostro cuore. Ovunque tu vada, anche quando fuggi da lui, lui è lì, in attesa che tu ti rivolga a lui. Questo è il segreto. Questo è tutto quello che dovete fare per trovare Dio. Davvero Dio vi trova. Basta rivolgere i vostri pensieri a lui. Vi mostrerò come fare. Immagina, per un momento, una storia dal vangelo. Conoscete alcune storie. In caso contrario, quindi leggete i vangeli di Gesù.
Pregare con l’immaginazione
Immagina Gesù come un bambino tra le mie braccia, o come un ragazzo nel tempio, o mentre viene battezzato nel Giordano, o predica alle folle, o prega nel giardino degli Ulivi o morente sulla croce. Ognuna di queste scene va bene, quello che più ti attrae. Usa la tua immaginazione per qualche istante e parla a Gesù dal tuo cuore. Potrebbe essere solo una breve preghiera, ma sarà dal cuore. Congratulazioni. Hai cominciato a percorrere la strada della luce divina. Sii indotto a farlo spesso. Solo una breve preghiera dove immagini Gesù e di parlare con lui dal tuo cuore. Questa è veramente una svolta verso Dio. Non dimenticare, io sarò sempre lì con te.
Commento: Gli insegnamenti di questi ultimi giorni hanno portato la persona dalle tenebre alla luce, e ora Maria spiega come camminare in quella luce.
17/1/2012
SONO PERDONATO
Un amore che vince il timore
Da quel giorno, dal giorno di Pasqua, la Chiesa ha continuato ad annunciare che Dio perdona. Lo annuncia a tutti, perché tutti sentano e lo sappiano, e poi attende i singoli, mano a mano che si decidono, per dare loro, personalmente, il perdono di Dio. Non è solo profetico l'annuncio della Chiesa, è anche sacramentale. Non si limita cioè a dire che Dio è capace di perdonare, ma trasmette il perdono stesso con un gesto concreto e vero. Non dice solo, ma fa pure!
La Chiesa, la comunità dei credenti si è presa un altro incarico: conoscendo la riluttanza di molti e il peso che il peccato esercita sull'uomo per tenerlo lontano dall'umiltà del chiedere perdono, obbliga i suoi membri ad inginocchiarsi almeno una volta all'anno, per domandare misericordia. Mi piace vedere la Chiesa così decisa: essa si rende conto di fare la cattiva figura d'assomigliare ai farisei che obbligarono l'adultera a mettersi ai piedi di Gesù, ma è pure cosciente di fare quel che Gesù stesso ha fatto con Zaccheo: "Vieni giù, oggi devo fermarmi da te". Pensino pure tutti quel che vogliono; ciò che preme alla Chiesa è il bene dei suoi figli, che siano perdonati, che siano umili, che perdano la boria accumulata nel frequentare i peccatori. Essa esercita così quel "sarà legato anche nei cieli". Anche "nei cieli" ora si sa che i cristiani devono, almeno una volta all'anno, chiedere perdono alla Chiesa. Gesù Cristo, il capo della Chiesa, vuole ciò che la Chiesa vuole. Ed è il nostro bene. Ma questa "violenza" della Chiesa verso i suoi membri non è sentita dalla maggior parte di essi. Perché? ma perché essi non attendono Pasqua, quando sanno e sentono di aver bisogno del perdono di Dio! Io non aspetto che il mucchio di spazzatura della mia casa fermenti prima di prendere in mano la scopa: chi toglierebbe poi la puzza che si impregna persino nei muri? Non attendo un anno a presentarmi all'apostolo di Gesù per fargli dire per me la parola della riconciliazione. E, come me, molti altri cristiani hanno compreso che la vita può esser vissuta bene solo se è perdonata, che l'amore a Dio esige che ci umiliamo e gli permettiamo di perdonarci, che l'amore alla Chiesa e ai fratelli non è perfetto se non diffonde con costanza il soave profumo del perdono ricevuto.
Io non aspetto di aver peccati mortali, non attendo che l'elastico sia spezzato, per presentarmi al ministro della Chiesa. Ho imparato che il perdono di Gesù mi fa bene anche per i peccati "veniali". La Chiesa non mi obbliga, mi consiglia soltanto. Io accetto anche i consigli. Non credo poi che il mio domandare perdono ad un prete per peccati non gravi sia soltanto egoismo: fosse per egoismo, non andrei a confessarmi mai! L'egoismo gioca brutti scherzi: cerca tante scuse e fa nascere e crescere la vergogna.
Ho imparato a chiedere il perdono di Dio subito, appena posso, dopo aver commesso il peccato. È stato l'amore ad insegnarmelo.
Ho notato che io sono... non solo un individuo che fa la sua vita: ho notato che, dal momento che vivo in società, ho un compito sociale. II compito primo e principale della mia vita - come pure della tua, chiunque tu sia - è di essere uno strumento nelle mani di Dio. Egli mi affida compiti e servizi, che devono esprimere l'amore del Padre per i fratelli e per il mondo. Giacché sono uno strumento di Dio - e voglio esserlo - cerco il più possibile d'esser libero da ogni male. Non sarebbe bello vedere un artigiano lavorare con un martello difettoso o un pittore dipingere con pennello scassato o un contadino andare ai campi con la zappa che perde il manico!
Non è bello vedere Dio, il Dio che amo, agire in questo mondo con uno dei suoi figli intorpidito dal peccato, intiepidito e bloccato dalle sue mancanze e debolezze. Per amore del mio Dio, perché Egli possa far bella figura laddove adopera me per trasmettere il suo amore, io cerco che il mio cuore possa godere il più possibile del suo perdono nei modi che Egli stesso mi offre: se necessario anche tutti i giorni.
È stato l'amore a spingermi a confessarmi spesso ed è stato l'amore a darmi la forza di vincere la vergogna. La vergogna dei peccati non la provi solo tu, la provo anch'io. Io provo vergogna davanti a me stesso, e davanti al prete che mi ascolta, come tu provi vergogna davanti a me. Vedrai che l'amore vince il timore. L'amore a Dio Padre e a Suo figlio Gesù, la volontà di fargli onore schiaccia la testa alla vergogna ed al rispetto umano.
Don Vigilio Covi
COM'È DOLOROSO PER TUA MADRE VEDERE CHE IL SANGUE DELL'AGNELLO IMMACOLATO NON TI È UTILE
La conversione è risposta della creatura all’amore di Dio
La risposta all’amore di Dio Creatore, Signore e Redentore è certamente la fede e, come conseguenza di quest’ultima, la volontà di perseguire con determinazione la propria conversione. La conversione non è la risoluzione a credere nelle verità rivelate, bensì la propria decisione a conformare la nostra vita ai consigli ed ai comandi del Creatore. Ci ostacolano in questa direzione la superbia di vita, che è conseguenza del peccato di origine, la quale ci porta a credere solo nelle cose che comprendiamo con la nostra intelligenza. Tutto ciò che sfugge alla nostra comprensione noi non lo condividiamo, quindi lo rigettiamo e lo allontaniamo dalla nostra esperienza di vita e dal nostro pensiero razionale. In questo senso la Fede è il motore di una conversione che prescinde dalla nostra intelligenza della volontà del Creatore: essa è credere senza capire, è affidarsi a Dio per pura fiducia, per puro amore. Del resto poiché il Creatore è maggiore della sua creatura, anzi essa è nulla di fronte al suo Creatore, avendo ricevuto la sua stessa esistenza da Lui, come può ragionevolmente pensare di comprendere le ragioni del suo Autore, se non commettendo un grave e fallace atto di superbia? Vorrei ancora, insistendo su questo punto, dimostrare come, se la fede presupponesse la comprensione della volontà del Creatore, da parte della creatura, essa sarebbe non più fiducia, ma piuttosto libera adesione, come conseguenza di un atto di giudizio della stessa creatura sulla volontà del Creatore. In realtà la fede è il vero motore della conversione, anzi la conversione è la prova di una fede vera e robusta, perché l’uomo fa male ciò in cui non crede o in cui crede poco. Ma non vorrei minimizzare, con questo, lo sforzo materiale e spirituale che comporta una vera conversione, essendo uno sforzo notevole di energie spirituali, che si contrappongono eroicamente alla perversa natura dell’uomo, contaminata dalle conseguenze nefaste del peccato originale. Non desidero, con queste considerazioni, affermare che la conversione è opera solamente umana, perché non è così; l’anima umana mette del suo, fa la sua parte coadiuvata dalla Grazia Divina, il resto è opera dello Spirito Santo, che sostiene e promuove la edificazione dell’anima stessa, nella sua santificazione. Dio sostiene e promuove tutte le anime seriamente impegnate nella loro santificazione; quando questo non accade, sebbene ci sia la preghiera, la frequentazione dei riti liturgici e la frequenza dei sacramenti, ciò dipende dal fatto che l’anima non è fattivamente e coerentemente indirizzata verso un radicale cambiamento della propria spiritualità, in una convinta adesione allo spirito ed alla lettera del Vangelo. A Dio nulla è segreto: Egli conosce nelle sue profondità il cuore umano. Una seconda importante considerazione sulla conversione la colloca in una relazione decisiva rispetto all’amore della creatura umana verso il suo creatore. Ed in effetti, a ben riflettere, solo in presenza dell’amore verso Dio la creatura è disposta a bere il calice amaro della mortificazione, che è la via maestra che conduce ad una vera conversione del cuore. La conversione, allora, diventa il frutto maturo dell’amore dell’anima verso Dio, al punto che l’intensità di questo amore assume una valenza decisiva ed una efficacia risolutiva nel rinnovamento spirituale effettivo che la conversione comporta.
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Gioacchino Ventimiglia











