lunedì 3 febbraio 2025
MESSAGGI PER I SACERDOTI
domenica 2 febbraio 2025
La Forza redentrice del Nome Gesù
Lasciatevi redimere dall’Amore di Gesù, prendete la via verso la Croce e chiedete il Perdono della colpa !
Voi uomini dovete cercare la salvezza nel Mio Nome, dovete sapere che non potete avere nessuna salvezza da un'altra parte che da Me, che dovete assolutamente riconoscere Me Stesso in Gesù Cristo, che quindi dovete credere nel divino Redentore e la Sua Opera di Misericordia. Nell’Uomo Gesù Io Stesso Sono venuto sulla Terra, attraverso la Sua Bocca istruivo Io Stesso gli uomini, in Lui si rivelava la Mia Forza, attraverso Lui operavo Miracoli, risvegliavo i morti alla vita, guarivo malati ed aiutavo gli uomini nella miseria terrena; in Lui ho subito Io Stesso la morte sulla Croce, perché l’Uomo Gesù Mi aveva accolto totalmente in Sé, perché Si era formato nell’Amore ed è diventato per Me Stesso un Involucro idoneo, in cui potevo compiere l’Opera di Redenzione, per estinguere la colpa di peccato dell’intera umanità. Perciò il Nome di Gesù è il Nome del vostro Dio e Padre dall’Eternità, perciò vi dovete radunare nel Mio Nome e lasciare dimorare Me Stesso fra di voi, se volete arrivare alla Beatitudine, che vi renderà una volta inesprimibilmente felici, che però vi manca ancora finché dimorate sulla Terra. Perciò non è sufficiente soltanto credere in “Dio”, perché una tale fede è bensì il riconoscimento di un Creatore, il Quale ha fatto sorgere tutto e con ciò anche voi, ma questa fede non vi riconduce a Lui, però ora dovete anche riconoscere il Redentore, il Quale dapprima ha reso percorribile la via per voi verso il vostro Dio e Padre. E soltanto su questa via potete arrivare al Padre. Quindi dovete credere in Gesù Cristo e la Sua Opera di Redenzione, soltanto allora la vostra fede vi conduce alla salvezza, cioè soltanto ora la vostra anima potrà essere trasferita nello stato di una volta, perché Gesù Cristo la deve aiutare in questo e senza l’Aiuto non può mai e poi mai raggiungere la meta. Nel Mio Nome quindi dovete cercare la salvezza. Ora comprenderete anche che è necessario, annunciare Gesù Cristo agli uomini, che non è sufficiente, il voler sondare o dimostrare l’Esistenza di un Dio, perché questa fede se la può conquistare soltanto ogni uomo, che guarda intorno a sè con occhi aperti e riflette sulla Creazione ed il suo sorgere, ma si tratta della Forza redentrice del Nome Gesù. Voi uomini dovete soltanto sperimentare il significato dell’Opera di Redenzione per poi mettervi anche sotto la Croce di Cristo ed invocare il Nome di Gesù come il vostro Dio e Padre per la salvezza delle vostre anime, perché con la Sua Venuta sulla Terra era iniziato un nuovo tempo, ora era venuto il tempo in cui attraverso la morte sulla Croce venivano aperte le Porte nel Regno di Luce e le prime anime totalmente redenti potevano ritornare al Padre, perché molte anime stavano davanti alla Porta per la Beatitudine, che dovevano dapprima essere liberate della loro colpa ur per dimorare come esseri spirituali beati di nuovo là da dove avevano avuto la loro origine nel principio ur. E questo definitivo ritorno nella Casa del Padre lo ha reso possibile solo il divino Redentore Gesù Cristo, il Quale deve perciò anche essere riconosciuto da ogni uomo, che vuole di nuovo raggiungere il suo stato ur. Gesù Cristo Stesso E’ la Porta per il Regno dei Cieli ed il Suo Nome risuona ovunque nelle sfere di Luce, perché in Lui Sono Io Stesso, Lui ed Io Siamo Uno. E chi pronuncia il Nome di Gesù nella più profonda adorazione, si rivolge a Me, ed Io gli porto davvero la salvezza. Perciò non farete nemmeno una richiesta errata, se pronunciate il Nome di Gesù in piena fede e presentate a Me Stesso il vostro problema, perché se credete in Lui e la Sua Opera di Redenzione, siete anche liberati dal peccato ur che grava su di voi, ed allora il Mio Amore per voi si dimostrerà di nuovo su di voi, e l’invocazione infantile del Mio Nome vi assicura anche il Mio Esaudimento della vostra richiesta. Io Sono sempre ed in eterno il vostro Dio e Creatore, ma potevo diventare il vostro Padre solamente attraverso l’Opera di Redenzione, perché soltanto ora percepite la Forza di cambiarvi nella libera volontà nell’essere perfetto e soltanto ora potevate diventare da “creature” i Miei “figli”, se utilizzate la libera volontà per il ritorno a Me e questa libera volontà sperimentava una fortificazione soltanto attraverso la Mia morte sulla Croce. Perciò soltanto nel Mio Nome si trova la salvezza per voi, . Perciò voi uomini siete sulla via del ritorno a Me, solo quando avete preso la via verso Gesù Cristo, perché unicamente questa via conduce a Me, di ritorno nella Casa del Padre.
Amen
14 marzo 1958
I SEGNI DI DIO NELLA VITA DI UN BAMBINO AFRICANO
Quando è arrivato a Roma nel 1969, ha assistito agli inizi della riformaliturgia nella città del Papa...
Sì, ma sono stato ordinato secondo il vecchio rito nel luglio 1969, quando il nuovo rito non era ancora entrato in vigore. Tuttavia, appena arrivato a Roma ho celebrato con il nuovo messale di Paolo VI. A quel tempo, nel Collegio San Pietro, ognuno aveva il proprio altare. La pratica della concelebrazione era insolita.
Personalmente, cercavo di fare molta attenzione alla mia Messa quotidiana. Ho notato che, nel mio ambiente, alcuni sacerdoti avevano difficoltà a trovare un equilibrio tra la gestione del loro tempo libero, la loro vita personale con il Signore e l'obbligo di occuparsi della vita comunitaria sacerdotale. Per altri, lo studio era la cosa principale e la loro vita spirituale era un po' rilassata. Ricordo distintamente ciò che mi disse il sacerdote africano che mi accompagnò nel mio appartamento: “Questa è la tua stanza: vai e vieni come vuoi”. Per un giovane sacerdote, quell'invito era molto costruttivo....
Al mattino preferivo alzarmi prima per poter celebrare senza fretta. Sapevo che la Messa era il momento più importante della giornata, perché senza l'Eucaristia il mio rapporto con Cristo non poteva conoscere quella grande intimità che ogni cristiano desidera. Non ero più in seminario, quindi spettava a me organizzare la mia giornata in piena libertà e programmare i momenti di incontro con il Signore, per accrescere la mia unione con Dio. Il sacerdote che trascura la sua Messa non è più in grado di percepire quanto Dio ci ami, fino a mettere in gioco la sua vita.
Già allora sapevo che la liturgia era il momento sacro più prezioso in cui la Chiesa ci permetteva di incontrare Dio in modo unico. Non dobbiamo mai dimenticare di collegare la liturgia al fatto doloroso della morte di Gesù sulla croce.
La guerra nasce dall'orgoglio e dal peccato, questo dividerà il vostro paese e porterà sofferenza a tutta l'America
Figli e figlie dell'AGNELLO
Geremia 29:11 Poiché io conosco bene i piani che ho in mente per te, oracolo dell'Eterno, piani per il tuo benessere e non per il tuo dolore, per darti un futuro di speranza.
La vostra America, una volta bella, tornerà ad essere bella. Oggi, figlia, le Mie parole parleranno di cambiamento, voglio che tu sappia che l'America sta cambiando e sarà ancora una volta la Mia bella America, la terra dei liberi e dei fedeli.
America, tu sei diventata una nazione di ricchezza trasformata in avidità, una nazione di fede rivolta a se stessa e una nazione che ha perso la sua grandezza di verità e l'impegno di una nazione sotto Dio. Ma oggi vi dico, America, che questo sta per cambiare. Sarai un testimone della verità per tutta l'umanità con la tua capacità di ergerti a testa alta per la verità, mentre io permetto a questa nazione di cadere, permetterò a questa nazione di essere ricostruita, ma non per scelta dell'uomo, ma per volontà di Dio.
La guerra nasce dall'orgoglio e dal peccato, questo dividerà il vostro paese e porterà sofferenza a tutta l'America; Ma attraverso questa guerra l'uomo vedrà la verità e vedrà i suoi errori. Io sarò questo portatore di verità, e mostrerò tutti i loro peccati e tutto l'amore che il Padre ha per i Suoi figli. Maria, mia Madre, condurrà i suoi figli al Padre e li guiderà con lo Spirito Santo, ed essi saranno purificati. Oggi, figli, gran parte del vostro paese è in difficoltà a causa del freddo, della neve e del fuoco, e di altri a venire. PENTITI e cessa di fare il male, volgiti al Signore e cerca ogni cosa nel suo nome, perché là sarò io, tuo Gesù. La conoscenza è importante per conoscere la tua fede cattolica, ma una relazione piena d'Amore con Dio è molto più importante, RICORDATE QUESTO FIGLI. Confida nel Tuo Dio, Io sono qui per te e provvederò ai Miei figli fedeli e amorevoli. Voi che non mi conoscete, venite e io costruirò una relazione con voi, voglio che tutti conoscano il mio amore. Figli miei, è necessario che abbiate fede e fede in Dio Creatore, Redentore e Santificatore. Io sono il Dio vivente; Io sono il vostro Dio e sono con voi tutti i giorni.
Conversazioni dei discepoli con Gesù - Ven. Anne Catherine Emmerick
Secondo le visioni del
Ven. Anna Caterina Emmerick
LA VITA DI GESÙ CRISTO E DELLA SUA SANTISSIMA MADRE
(Dalla fine della prima Pasqua alla prigionia di San Giovanni Battista)
Conversazioni dei discepoli con Gesù
Qualche giorno dopo, Gesù camminava con i suoi discepoli, una ventina, nei pressi di Iago di Gennesaret. Non avevano preso la strada diritta, ma erano andati a sud, attraverso le alture dove si trovava la casa di Marfa, verso ovest. Questa catena montuosa è come la fine di una catena di monti che corrono verso nord, un po' separati da una valle. Gesù insegnava mentre camminavano. Qui c'erano molti bei ruscelli che scendevano dalle alture e attraversavano le valli per sfociare nel lago. Intorno a Betsaida c'erano diverse sorgenti d'acqua che arricchivano questa regione. Gesù si fermò più volte in alcuni di questi luoghi ameni. A volte stava in silenzio e a volte insegnava sulle decime. I discepoli parlarono della grande oppressione che veniva esercitata a Gerusalemme con il pretesto delle decime ed espressero l'idea che tale precetto non potesse essere rimosso. Gesù disse che la decima dei frutti da dare al tempio e ai suoi servitori era stata comandata da Dio, affinché gli uomini si ricordassero che non possedevano le cose della terra, ma le avevano solo in uso; che dovevano dare anche la decima delle erbe per ricordare loro la mortificazione e la penitenza.
I discepoli parlarono anche dei Samaritani, esprimendo il loro rammarico per il fatto che erano stati la causa della sua partenza prima di quanto pensassero; che se avessero saputo che erano così desiderosi della parola di Dio e che l'avevano accolta così bene, non avrebbero insistito per lasciare la paf prima. Gesù rispose che i due giorni in cui era stato lì erano stati sufficienti; che i Sichemiti erano focosi e si commuovevano facilmente; che forse solo venti dei convertiti erano rimasti saldi; e che la prossima e più grande messe era riservata a loro (i futuri apostoli). I discepoli, commossi da quest'ultimo insegnamento, espressero simpatia e compassione per i Samaritani, e ricordarono nelle loro lodi la storia dell'uomo che era caduto nelle mani dei briganti vicino a Gerico, mentre passavano i sacerdoti e i leviti, e lodarono il Samaritano che aveva sollevato l'uomo ferito, lavandolo con olio e vino. Questa storia era ben nota ed era accaduta nei primi tempi a Gerico. Gesù colse l'occasione della sua compassione per l'uomo ferito e della sua gioia per l'azione del samaritano per raccontare loro un'altra parabola. Raccontò come Adamo ed Eva, a causa del peccato, furono cacciati dal Paradiso e finirono in un deserto pieno di ladri e briganti, con i loro figli; e come l'uomo giace lì, ferito per il peccato e maltrattato nel deserto. L'ha raccontato con semplicità, come è scritto nella Bibbia. Allora il Re del cielo e della terra fece tutto il possibile per aiutare l'uomo bruno; gli diede la sua legge e preparò i suoi sacerdoti e gli inviò molti profeti. Tutto era passato senza salvare il malato, perché in parte l'uomo aveva anche disprezzato l'aiuto offertogli. Infine mandò il proprio Figlio, sotto forma di povero, per aiutare i poveri. Descrisse la propria povertà: senza scarpe, senza cappello, senza cintura. Aveva versato olio e vino sulle sue ferite per guarirlo. Affermò che proprio coloro che erano pronti con tutti i mezzi ad aiutare, non solo non ebbero pietà dell'uomo ferito, ma fecero prigioniero il Figlio del Re e lo uccisero perché aveva aiutato il disgraziato ferito con olio e vino. Propose loro di riflettere su questo, dicendo loro che lo avrebbe raccontato più tardi. Essi non capirono. Non si accorsero che parlava di se stesso quando parlava del Figlio del Re, che era apparso nella povertà e nel bisogno, e mormorarono su due piedi, chiedendosi chi fosse questo Padre di cui parlava sempre. Gesù ricordò anche la loro conversazione sull'angoscia per l'attività di pesca che avevano dovuto abbandonare, e disse loro che anche il Figlio del Re aveva lasciato tutto ciò che aveva presso il Padre suo, e che mentre gli altri lasciavano l'uomo ferito e malridotto, lui aveva versato olio e vino sulle sue ferite.
Disse loro: “Il Padre non lascerà i servi di suo Figlio né li abbandonerà, ed essi recupereranno tutto ciò che hanno lasciato, più riccamente, quando li radunerà nel suo regno”.
Con questi e altri discorsi giunsero alla città di Gennesaret, vicino a Betsaida, dove si trovavano le barche di Pietro e Zebedeo. Si trattava di una parte chiusa della costa e c'erano diverse capanne di terra per i pescatori. Gesù si avvicinò con i suoi discepoli. Nelle barche c'erano diversi pescatori pagani schiavi e nessun ebreo, perché era un giorno di digiuno. Zebedeo era sulla riva in una delle capanne. Gesù disse loro di smettere di pescare e di venire sulla riva, ed essi obbedirono. Lì Gesù insegnò. Poi si diresse lungo il Iago verso Betsaida, a circa mezz'ora di distanza. I diritti di pesca di Pietro comprendevano circa un'ora di cammino dalla riva. Tra il luogo delle barche e Betsaida c'era un'insenatura, dove molti ruscelli, rami del fiume, scorrevano da Cafarnao attraverso la valle, ricevendo nel loro percorso le acque di altri torrenti. Davanti a Cafarnao forma una grande vasca. Gesù non andò dritto a Betsaida, ma girò verso ovest e andò a nord della valle fino alla casa di Pietro, sul lato orientale del pendio, sul cui lato occidentale si trova la casa di Marfa.
NON STANCATEVI DI CAMMINARE, NON SEPARATEVI DA ME CHE DI SOLITO SOSTENGO NELLA SUA FRAGILITÀ LA DEBOLEZZA DELL'UOMO
NON STANCATEVI DI CAMMINARE, NON SEPARATEVI DA ME CHE DI SOLITO SOSTENGO NELLA SUA FRAGILITÀ LA DEBOLEZZA DELL'UOMO, CHE SOSTENUTO NELLA MIA GRAZIA GLI ASSICURA UN LUOGO DOVE LA PACE ABBRACCIA, L'ARMONIA DÀ LORO EQUILIBRIO, PER GODERE DI QUELLA GIOIA CHE RIEMPIE L'INTERIORITÀ QUANDO SANNO CHE CHI LI HA ACCUSATI SCOMPARE DAVANTI ALLE VIRTÙ E AI DONI CHE PORTO A CHI NEL SUO DESIDERIO SI AVVICINA E PRENDE CIÒ CHE GLI VIENE OFFERTO, GESÙ
Gesù: Chi si è ricordato nella mia terra non camminerà nelle tenebre, perché sarà illuminato dalla grazia. Ispirato dall'amore, egli saprà che io sono, arriva per mollare i suoi ormeggi e condurli ad un incontro glorioso, perché si riversa questa benedizione invisibile, che viene nel toccare gli uomini che hanno bisogno di sentire come l'amore del cielo trasforma tutto, ordina tutto, perché è necessario correggersi in tempo, fare del bene è sapere che risorgeranno e la gioia di sapere che tutto continua, Allieterà i loro cuori, quando sapranno che la luce fa sparire le tenebre, che il bene lascia opere che cancellano il male, ciò che come una malattia contagia l'uomo e lo separa dall'unica e grande verità, il bene viene quando si fa la rinuncia e si dispone il cuore a fare il bene, allora mostrare le opere fatte vi permetterà di conoscere, che dietro ogni buona azione l'ispirazione è venuta da uno spirito che aleggia vicino a tutti e si posa su chi con ferma volontà mette nella propria libertà il desiderio di conoscermi e approfondire nella fede, quella che crescendo ti avvicina ad un impossibile.
Gesù: Io vengo in mezzo a tanto caos, per toccare con mano i tuoi disordini, devi cominciare a sperimentare quello che conosci solo a parole, il fatto che tu sia toccato dalla grazia, farà sì che i frutti del Mio Spirito portino nel tuo cuore il balsamo che diventa pace per l'anima, amore per il cuore, gioia per il corpo, Tutto è necessario oggi, è così che la salute dello spirito ti fa passare attraverso questa vita, trovando quelle risposte che cerchi e ancora non trovi, la distrazione è in tanti attaccamenti quanti sono quelli che hai tra le mani e lo guardi tutti i giorni, ti svegli per osservare e vedere cosa ti offre il mondo nella sua seduzione, Passi il tuo tempo a riempire la tua mente di quella spazzatura che quando si riempie di strani pensieri offusca la tua ragione e inizi a camminare senza meta, abbandoni ciò che ti distrae, concentrati sulla vita e pensi a come sarà dopo la morte terrena, molti sono già pentiti, per non aver preso le misure in tempo, tutto vi è già stato detto chiaramente, il saggio si correggerà e si ringrazierà in tempo, lo stolto continuerà a guardare il mondo e lo condannerà facendone nemico di tutto ciò che è buono, capire quello che dico, è sapere chi è che li conduce per le vie giuste ad una salvezza offerta a tutti, Gesù
Rapporto tra la ragione umana e le verità di fede
Si deve notare che le cose sensibili, dalle quali la ragione umana desume la conoscenza, conservano in sé un certo vestigio della causalità divina, però così imperfetto da essere del tutto insufficiente a manifestare la natura stessa di Dio. Poiché gli effetti conservano in una certa misura la somiglianza con la loro causa, perché ogni agente produce una cosa a sé somigliante; ma l'effetto non sempre raggiunge una perfetta somiglianza. Perciò la ragione umana nel conoscere le verità di fede, che possono essere evidenti solo a coloro che contemplano l'essenza di Dio, è in grado di raccoglierne certe analogie, che però non sono sufficienti a dimostrare codeste verità o a comprenderle per intuizione intellettiva. Tuttavia è proficuo per la mente umana esercitarsi in tali ragionamenti per quanto inadeguati, purché non si abbia la presunzione di comprendere o di dimostrare: poiché poter intendere anche poco e debolmente le cose e le realtà più sublimi procura la più grande gioia, come abbiamo già notato sopra [c. 5].
Tale considerazione è confermata dall'autorità di S. Ilario, il quale afferma nel secondo libro del De Trinitate [cc. 10, 11], a proposito delle verità di fede: «Nella tua fede inizia, progredisci, insisti: sebbene io sappia che non arriverai alla fine, mi rallegrerò del tuo progresso. Chi infatti si muove con fervore verso l'infinito, anche se non arriva mai, tuttavia va sempre avanti. Però non presumere di penetrare il mistero, e non ti immergere nell'arcano di una natura infinita, immaginando di comprendere il tutto dell'intelligibile: ma cerca di capire che si tratta di realtà incomprensibili».
Da quanto abbiamo detto risulta evidente che il sapiente deve mirare alle due serie delle verità divine, e alla confutazione degli errori contrari: circa la prima serie l'investigazione razionale è sufficiente; la seconda invece supera ogni risorsa della ragione. Ho parlato di due serie di verità divine non in riferimento a Dio, che è la verità unica e semplice, ma in riferimento alla nostra conoscenza, che nel conoscere le cose di Dio ha varie maniere.
Perciò nell'esporre le verità della prima serie bisogna procedere con ragioni dimostrative, capaci di convincere gli avversari. Ma poiché tali ragioni non possono applicarsi alla seconda serie, non si deve mirare a convincere l'avversario col ragionamento; bensì a risolvere gli argomenti da lui addotti contro la verità; poiché la ragione naturale non può essere contraria alle verità della fede, come sopra [c. 7] abbiamo dimostrato. Il modo singolare di convincere l'avversario che combatte verità di questo genere, consiste nell'addurre l'autorità della Scrittura confermata divinamente dai miracoli: poiché quanto supera la ragione umana, non lo crediamo se non per rivelazione divina. Tuttavia nell'esporre codeste verità è bene addurre degli argomenti probabili, perché la fede dei credenti trovi il modo di esercitarsi e di confortarsi, senza la pretesa però di convincere gli avversari: poiché la debolezza stessa di tali argomenti potrebbe confermarli maggiormente nei loro errori, pensando essi che noi accettiamo le verità di fede per degli argomenti così fragili.
Volendo perciò procedere secondo il metodo indicato, cercheremo prima di esporre quella serie di verità che è insieme professata dalla fede e investigata dalla ragione, portando argomenti, sia dimostrativi che probabili, desunti in parte dai libri dei filosofi e dei santi, capaci di confermare la verità e di convincere gli avversari [lib. I-III]. Quindi, passando dalle cose più note a quelle meno note, esporremo quella serie di verità che sorpassa la ragione [lib. IV], illustreremo le verità di fede, per quanto Dio ce lo concederà, sciogliendo gli argomenti degli avversari, sia con ragioni probabili che con argomenti d'autorità.
Volendo perciò procedere razionalmente nell'esporre quanto la ragione umana può investigare su Dio, in primo luogo si presenta lo studio di ciò che va attribuito a Dio in se stesso [lib. I];. secondo, la derivazione delle creature da lui [lib. II]; terzo, il tendere ordinato delle creature verso di lui come loro fine [lib. III].
Alle cose da considerare circa Dio in se stesso, si deve premettere, come fondamento necessario di tutta l'opera, la dimostrazione dell'esistenza di Dio. Poiché in mancanza di questa, ogni ricerca intorno alle cose di Dio sarebbe necessariamente distrutta.
SAN TOMMASO D’AQUINO
La tua anima deve essere pronta a vedere il Volto di Dio.
Messaggio pubblico da Nostra Signora di Emmitsburg nel Mondo
Attraverso Gianna Talone-Sullivan
Febbraio 2, 2025
Festa della Presentazione e Candelora
Miei cari figlioli, sia lodato Gesù.
Cuore addolorato e immacolato di Maria, prega per noi!
L'eternità
L'eternità
Matteo xxv. Questi andranno in un castigo eterno.
C'è una cosa che potrebbe trasformare l'inferno in paradiso. Un angelo di Dio si presenta alle porte dell'inferno e dice: “Ascoltatemi, gente dell'inferno, perché vi porto una buona notizia. Brucerete ancora all'inferno per quasi innumerevoli milioni di anni. Ma verrà un giorno e in quel giorno le pene dell'inferno non ci saranno più! Uscirete dall'inferno”. Se arrivasse un messaggio del genere, l'inferno non sarebbe più tale. L'inferno non sarebbe più una casa di bestemmia, ma una casa di preghiera, di ringraziamento e di gioia.
Ma questo messaggio non arriverà mai all'inferno, perché Dio ha detto che la punizione dell'inferno sarà eterna!
La domanda
Voi dite che cosa si intende per eterno? È facile e difficile rispondere a questa domanda. È facile dire che le pene dell'inferno dureranno per sempre e non avranno mai fine. È difficile rispondere alla domanda, perché la nostra comprensione è troppo limitata per capire cosa si intende con la parola per sempre. Sappiamo bene cosa si intende per un anno, un milione di anni, cento milioni di anni. Ma il per sempre, l'eternità, che cos'è?
Una misura - un uccello
Possiamo misurare quasi tutto. Possiamo misurare un campo o una strada. Possiamo misurare la terra. Possiamo misurare la distanza tra la terra e il sole. C'è solo una cosa che non è mai stata e non sarà mai misurata: l'eternità, per sempre!
Pensate a una grande palla di ferro solida, più grande del cielo e della terra. Un uccello arriva una volta ogni cento milioni di anni e sfiora la grande palla di ferro con una piuma della sua ala. Pensate che dovrete bruciare in un fuoco finché l'uccello non avrà consumato la grande palla di ferro con la sua piuma. È questa l'eternità?
No.
Lacrime -- Sabbia -- Puntini
Pensate che un uomo all'inferno piange una sola lacrima in dieci centinaia di milioni di anni. Ditemi, quanti milioni di anni devono passare prima che riempia una bacinella con le sue lacrime? Quanti milioni di anni devono passare prima che pianga tante lacrime quante furono le gocce d'acqua del diluvio? Quanti anni devono passare prima che abbia annegato i cieli e la terra con le sue lacrime? È questa l'eternità?
No.
Trasformate tutta la terra in piccoli granelli di sabbia e riempite tutti i cieli e i cieli con piccoli granelli di sabbia. Dopo ogni cento milioni di anni, un granello di sabbia viene portato via; oh, quanto tempo sarebbe lungo, lunghissimo, prima che l'ultimo granello di sabbia venga portato via. È questa l'eternità?
No.
Dopo un tempo così lungo, Dio punirà ancora i peccatori? Sì. Is. ix. Dopo tutto questo la sua ira non si è allontanata, la sua mano è ancora tesa. Per quanto tempo, dunque, continuerà la punizione dei peccatori? Per sempre, e sempre, e sempre!
Cosa stanno facendo?
Forse in questo momento, alle sette di sera, un bambino sta entrando all'inferno. L'indomani sera alle sette, andate a bussare alle porte dell'inferno e chiedete cosa sta facendo il bambino. I diavoli andranno a vedere. Poi torneranno e diranno: il bambino sta bruciando! Andate tra una settimana e chiedete cosa sta facendo il bambino; avrete la stessa risposta: sta bruciando! Andate tra un anno e chiedete; la risposta è sempre la stessa: sta bruciando! Andate in un milione di anni e fate la stessa domanda; la risposta è sempre la stessa: sta bruciando! Quindi, se vai avanti all'infinito, otterrai sempre la stessa risposta: sta bruciando nel fuoco!








