lunedì 28 aprile 2025

Saranno tempi di persecuzione, la Mia Chiesa cambierà sotto gli occhi di tutti.

 


MESSAGGIO DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO
A LUZ DE MARIA
FESTA DELLA DIVINA MISERICORDIA

26 APRILE 2025


Vi benedico figli Miei, vi benedico con il Mio Amore.


NEL GIORNO DELLA MIA DIVINA MISERICORDIA, DESIDERO EFFONDERE LA MIA MISERICORDIA SU TUTTI I MIEI FIGLI.


CHIEDETE PERDONO AL FRATELLO CHE AVETE OFFESO E POI ACCOSTATEVI AL SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE E RICEVETEMI NELL’EUCARISTIA, PER POTER RICEVERE LE BENEDIZIONI.


IO HO EFFUSO IL MIO SANTO SPIRITO SU COLORO CHE SONO DECISI A RINUNCIARE AL LORO PASSATO E AD INTRAPRENDERE IL CAMMINO DELLA CONVERSIONE, TRAMITE IL DISCERNIMENTO DEL MIO SANTO SPIRITO, AFFINCHÈ LI ALLONTANI DEFINITIVAMENTE DAL MALE.


IN QUESTO GIORNO LE PORTE DELLA MIA CASA SI APRONO IN MODO SPECIALE, COSICCHÈ MIA MADRE POSSA ACCOGLIERE LE ANIME CHE ESCONO DAL PURGATORIO PER VENIRE A GODERE DEL BANCHETTO ETERNO.


Amati figli Miei, in quanto pellegrini nella vita, dovete continuare ad aumentare la Fede in tempi in cui l’umanità sta aumentando il suo disinteresse per la Mia Casa e Mi considera come un estraneo che deve adeguarsi a questa generazione depravata, che non entra in unione con la Mia Chiesa, ma si unisce a quello che è demoniaco.


Amati figli Miei:


La Mia Chiesa si trova in momenti veramente tragici, nei quali voi dovete lottare per avvicinarvi alla Mia Madre Santissima e non alle cose mondane.


La Mia Chiesa deve pregare unita nell’amore, facendo prevalere la fratellanza e l’unità, quale simbolo della Mia Predicazione.
Si stanno avvicinando giorni in cui la preghiera deve diventare prioritaria nella Mia Chiesa.


Le Mie pecore si sono disperse (Cf. Mt. 9,36) in lotte intestine, in concetti non risolti e in odi che prevalgono sull’amore, per cui si corre il pericolo che il male si addentri nell’anima dei Miei e si perdano.


Voi patirete figli Miei, patirete, figli Miei!


Io vi chiedo di seguire il Mio Santo Spirito, cosicché si compia la Mia Volontà, per questo dovete pregare con forza (Cf. Luca 21,36), senza distrazioni, uniti a Me e uniti alla Mia Madre Santissima con la preghiera del Santo Rosario, che è sempre necessario.


Abbiate Fede, siate saldi, portate avanti la Tradizione della Mia Chiesa e rimanete nella Mia pace.
Io rimango con il Mio Popolo. Voi non sarete MAI abbandonati, abbiate Fede!


I tempi che si stanno avvicinando saranno difficili per i Miei figli: la Fede verrà messa alla prova e i Miei figli dimostreranno quello che hanno nei loro cuori: il Mio Amore.


Saranno tempi di persecuzione, la Mia Chiesa cambierà sotto gli occhi di tutti.


Praticate il Mio Amore, la fede, la speranza e la carità, con il Mio Ausilio e quello della Mia Madre Santissima.
San Michele Arcangelo non si allontana da voi e voi non allontanatevi da Lui, cosicché non rimaniate nelle reti del demonio.


Si compiranno profezie che sono importanti per il Mio Popolo…


Io sto con ciascuno dei Miei figli. Sono risuscitato, Alleluia!


Popolo Mio quanto vi amo, quanto vi amo!
Vi porto nel Mio Cuore.


Il vostro Gesù



AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO



COMMENTO DI LUZ DE MARIA



Fratelli:


Dobbiamo essere più di Cristo che del mondo, il quale nella Sua Infinita Misericordia ci offre molte promesse, se adempiremo le condizioni che Lui ci ha posto.


In questo particolare momento dobbiamo rimanere in preghiera, dobbiamo supplicare e offrire, sollecitando lo Spirito Santo affinché illumini i Cardinali che prenderanno parte al Conclave.
Come Popolo di Dio, abbiamo la responsabilità di fare la nostra parte, pregando.


In occasione di questa Solennità, condividiamo con voi il libro “Vengo con la Divina Misericordia” nella sua seconda edizione.


Amen.

Io sono la Chiesa. La Chiesa è stata fondata da Me e non può mai morire.



Io sono la Chiesa. La Chiesa è stata fondata da Me e non può mai morire.


Mia amatissima figlia, lo scisma nella Chiesa Cattolica, di cui ho parlato, è iniziato. 

I Miei insegnamenti, che non sono mai cambiati dalle Mie Sacre Scritture e che si conclusero con il Libro delle Rivelazioni, sono ora messe in discussione. 

Nel corso dei secoli, ci sono state una serie di sfide, di opinioni e di valutazioni teologiche della Mia Parola Santa. 

Molti uomini eccellenti misero in discussione le indicazioni e gli insegnamenti che impartii all‟umanità. 

Alcuni dei Miei insegnamenti furono smontati, analizzati, cercate nuove interpretazioni e quindi accettati. 

Eppure tutto questo era inutile. Poiché la verità è stata data all’uomo per mezzo dei profeti che sono venuti prima di Me e poi da Me durante il Mio tempo sulla terra. 

La verità non è mai cambiata. La verità è semplice. 

Altre informazioni, non contenute nella Sacra Scrittura, sono state date come un dono al mondo attraverso anime elette, per una sola ragione. Per aiutarvi a contemplare il Mio sacrificio per l‟umanità e per mostrare e ricordare l‟amore che ho nel Mio cuore per tutti i figli di Dio. 

Tutte le divine rivelazioni date al mondo di oggi sono date per aiutarvi a prepararvi per la Vita Eterna. 

I Miei insegnamenti, onorati dalla Santa Chiesa Cattolica e Apostolica, sono ormai sotto attacco nella prima delle molte sfide che si tradurrà nella divisione della Chiesa. 

Saranno introdotte nuove leggi per soddisfare le moderne opinioni in modo che si confacciano comodamente con coloro che, con orgoglio nelle loro anime, sentono la necessità di pacificare l‟umanità piuttosto che mostrare obbedienza agli insegnamenti della Chiesa. 

Io sono la Chiesa. La Chiesa è stata fondata da Me e non può mai morire. 

Molti, compresi quelli all‟interno così come all‟esterno della Chiesa, tenteranno di abbattere la sua struttura. 

Pregate affinché il Mio Santo Vicario Papa Benedetto XVI rimanga forte in mezzo all’opposizione che deve affrontare ormai. 

Questo è un tentativo deliberato da parte di quelli connessi con il Falso Profeta per creare una nuova chiesa. 

Queste abili persone vi faranno credere che sarà la stessa Chiesa, ma non potrà esserlo. 

Come può la Mia Chiesa rappresentarMi con nuove leggi e versioni distorte della verità che ho dato al mondo? 

Non può. Questa è la ragione per cui Mio Padre dirigerà la Sua Chiesa, i veri credenti fedeli, dal Cielo. 

Egli terrà le chiavi fino alla Seconda Venuta, quando la Nuova Gerusalemme, l’unica vera Chiesa Cattolica, sorgerà dalle ceneri, ricostituita da tutti i figli di Dio, da tutte le religioni e tutti i credi come una sola. 

Questo è il modo in cui è stata concepita, in unione completa e definitiva nella nuova Era di Pace sulla terra. 

Il vostro amato Gesù Cristo. 

7 Aprile 2012

domenica 27 aprile 2025

Conoscenza del Piano di Salvezza di Dio

 


Il Piano di Salvezza di Dio


Io voglio che voi diate un piccolo sguardo al Mio Piano di Salvezza dall’Eternità, e perciò cerco, secondo il vostro grado di maturità, di dare su ciò conoscenza. Cerco di trasmettervi questo sapere attraverso il Mio Spirito, affinché voi vi muoviate nella piena Verità, e che possiate essere certi di questa Verità. Perché soltanto sulla via dello Spirito è possibile farvi arrivare la pura Verità. Ma voi dovete sapere tutto, per poter contrastare gli insegnamenti errati che vi rendono difficile il ritorno a Me, che deve essere raggiunta una volta attraverso il Mio Piano di Salvezza. Voi dovete sapere, da dove venite, e che cosa vi ha spinto abbandonarMi. I Dovete sapere riguarda al destino, che voi stessi vi siete creati con la vostra caduta da Me. E voi dovete sapere, che e perché ho ora preparato per voi un Piano che assicura di nuovo la lenta via di ritorno a Me. E su questo Piano voi dovete ottenere anche conoscenza, soltanto allora voi comprenderete il vostro essere uomo sulla terra, e terminerete di viverla ora con una precisa meta. Voi riconoscerete ed imparerete ad amare Colui Che per via della vostra beatitudine ha lasciato formarsi l’intera Creazione, Che in infinito Amore e Saggezza ha impiegato la Sua Potenza, per chiamare in vita delle Creazioni di specie meravigliose, che corrispondono tutte al loro specifico scopo, e tutte servono soltanto ad accogliere dello spirituale un tempo caduto, per portarlo fino all’ultima maturazione – affinché una volta ritorni a Me, Io che sono Stato l’Origine del Suo Essere, e Che Rimarrò eternamente unito ai Miei esseri creati, perché Io li amo. Voi uomini dovete sapere intorno al Mio infinito Amore, perché esso è la spiegazione di tutto, altrimenti avrei anche potuto distruggere tutto ciò che ho creato, quando Mi si è opposto. Ma il Mio Amore Me lo ha impedito, il Mio Amore vuole però anche rendere felice il creato, perché l’Amore non può fare diversamente, che preparare delle Beatitudini. E perciò il ritorno degli esseri caduti da Me deve inevitabilmente aver luogo ed il Mio Piano di Salvezza è puntato dall’Eternità soltanto su questa meta del ritorno definitivo di tutto lo spirituale caduto. Che Io ora ve ne dia l’assoluta conoscenza è determinato soltanto dalla fine dei tempi, che rende necessario per voi uomini un ultimo aiuto. Voi dovete sapere di che cosa si tratta, e che non vi rimane più molto tempo, per effettuare quel ritorno a Me. Non dovete vivere spensierati alla giornata, ma dovete cercare di annodare uno stretto legame con ME, per essere guidati ora da Me attraverso il caos, che cadrà ancora su voi uomini prima della fine e per cui vi deve essere anche data la vera spiegazione. Ma se rimarrete nell’errore, sperate sempre che per tutti verrà di nuovo una fioritura terrena, una risalita terrena, perché non sapete sul senso e scopo di tutti gli avvenimenti, che vi riguardano, allora la vostra vita terrena verrebbe vissuta invano senza alcuna utilità per la vostra anima, che è il vostro vero io, e che non muore con la morte del vostro corpo. E vorrei preservarla dal destino che attende poi l’anima. Vorrei prepararvi delle beatitudini, perché Io vi amo, e per questo Io guido sempre di nuovo la Verità sulla Terra, che voi dovete soltanto accettare, e poi sarete anche salvati da un orrendo destino della rinnovata cattura delle creazioni nella nuova terra. Chi ha conoscenza del Mio eterno Piano di Salvezza, attraversa la vita terrena già con una certa felicità perché ha riconosciuto senso e scopo di ciò e ora la vive anche coscientemente, perché cerca di adempiere sempre la Mia Volontà. Ma a chi è estranea questa conoscenza, non conosce alcuno scopo di esistenza, ed egli valuterà sempre soltanto tutto ciò che è terreno, ma non lascerà mai valere mete spirituali, perché lo spirituale gli è sconosciuto. E di nuovo soltanto quell’uomo avrà comprensione per il Mio Piano di Salvezza dall’Eternità, il quale ha già creato il legame con Me attraverso azioni d’amore, perché il suo spirito è già risvegliato alla vita, mentre l’uomo privo di ogni fede in Me penserà ed agirà senza amore e che non è mai aperto a tale conoscenza. Egli quindi passa in fitta oscurità spirituale attraverso la vita, e nella sua cecità non trova nemmeno la giusta via. Io però voglio sottoporre a tutti gli uomini la conoscenza, che un tempo sono usciti da Me, si sono distolti liberamente da Me, sono precipitati nell’abisso, e che sono stati aiutati da questo abisso dal Mio Amore, perché il Mio Amore per tutto da Me creato è troppo grande, e questo Amore non cambierà mai. E perciò non Mi fermo prima che Io abbia riconquistato tutto ciò che da Me è caduto, finché ritorna liberamente a Me. E per questo scopo passa attraversa le creazioni, che un tempo ho permesso si creassero per questo ritorno a Me. E ripetutamente Io trasmetterò a quegli uomini questa conoscenza, che si uniscono a Me e che vogliono sapere la Verità su causa, senso e scopo della loro esistenza sulla terra. – E voi verrete istruiti in tutta Verità su ciò, perché soltanto la Verità vi rende liberi, e vi ricondurrà di nuovo definitivamente a Me.

 Amen

22. febbraio 1964

Chi confida nella Mia Misericordia non perirà, poiché tutti i suoi problemi sono Miei ed i nemici s'infrangeranno ai piedi del Mio sgabello ».

 



Oggi ho udito queste parole: « Le grazie che ti concedo non sono soltanto per te, ma anche per ungran numero di anime... E nel tuo cuore c'è la Mia stabile dimora; nonostante la miseria che sei, Mi unisco a te, ti tolgo la tua miseria e ti do la Mia Misericordia. In ogni anima compio l'opera della Misericordia e più è grande il peccatore, tanto maggiori sono i diritti che ha alla Mia Misericordia. Chi confida nella Mia Misericordia non perirà, poiché tutti i suoi problemi sono Miei ed i nemici s'infrangeranno ai piedi del Mio sgabello ».

 Il giorno prima degli esercizi spirituali cominciai a pregare affinché Gesù mi concedesse almeno un po' di salute, per poter partecipare agli esercizi; poiché mi sento così male che forse saranno gli ultimi per me. Però appena cominciai a pregare, provai subito una strana insoddisfazione, perciò interruppi la preghiera di supplica e cominciai a ringraziare il Signore per tutto quello che mi manda, sottomettendomi completamente alla Sua santa volontà. Allora sentii nell'anima una profonda pace.  

La fedele sottomissione sempre e ovunque alla volontà di Dio, in tutti i casi e le circostanze della vita, rende a Dio una grande gloria. Tale sottomissione alla volontà di Dio, ai Suoi occhi ha un valore maggiore di lunghi digiuni e mortificazioni e delle più rigide penitenze. Oh, guanto grande è la ricompensa per un solo atto di amorevole sottomissione alla volontà di Dio! Mentre scrivo queste cose, la mia anima rimane estasiata, pensando a quanto Iddio l'ama e a quanta pace gode l'anima già su questa terra. 

Diario di Santa Sr. Faustina Kowalska 

Oggi, non c‟è mai stato un così piccolo numero di persone che credono nella Parola di Dio.

 


PAROLA DI DIO 


Mia amata figlia prediletta, non permettere a nessuno di dubitare che non possa trovare la Verità nel libro del Padre Mio, la Santissima Bibbia. La Parola è lì perché tutti la possano testimoniare come essa lo è stata per secoli. La Sacra Bibbia contiene la Verità, e tutto ciò che ci si aspetta dall‟umanità è svelato nelle sue pagine. 

Tutto ciò che è uscito dalla bocca dei profeti e dei Miei discepoli, che erano guidati dallo Spirito Santo, è contenuto in essa. La Verità è contenuta all‟interno della Parola, cioè il Libro di Mio Padre. Perché allora l‟uomo mette in discussione la validità della Parola? Tutto quello dato all‟uomo per il bene della sua anima, può essere trovato nella Sacra Bibbia. 

La Verità è assimilata dalle anime in modi diversi. Coloro che hanno anime umili e che accettano la Parola di Dio non la mettono in discussione. Altri la accettano e ne scartano delle parti finché non assomiglia più alla Verità. Poi ci sono quelli che non accettano la Parola, perché è di scarso interesse per loro. Vedono la Verità, contenuta nella Sacra Bibbia, come nient‟altro che folclore. 

Oggi, non c‟è mai stato un così piccolo numero di persone che credono nella Parola di Dio. Coloro che credono, ne prendono solo le parti che si accordano con i propri stili di vita e respingono le leggi di Dio, per le quali non sentono alcuna affinità. Oggi, la Verità che viene insegnata non è che l‟ombra di ciò che è contenuto nella Bibbia. 

Vi parlo ora della Verità per tre motivi. Il primo è quello di ricordarvi la Parola della Verità che è contenuta nel libro di Mio Padre. Il secondo è quello di riaffermare il fatto che non potete riscrivere la Parola di Dio. Il terzo è che così Io posso nutrire i figli di Dio con la Parola di Dio in un momento in cui, presto, essa vi verrà tolta. Lo faccio adesso attraverso il Libro della Verità che vi è stato promesso per mezzo dei profeti. Se la Verità non vi sta bene, allora voi non accettate la Parola di Dio. Se non accettate la Parola di Dio, allora non posso prendervi nel Mio Nuovo Regno e portarvi la salvezza vi ho promesso, quando sono morto sulla Croce per i vostri peccati. 

Il vostro Gesù.

28 Gennaio 2014

Dr. Pietro Castriota

 


Dr. Pietro Castriota

Il dr. Pietro Castriota testimoniò il 30 maggio 1957 a Padre Ruggiero, nel convento di San Giovanni Rotondo. Il dr. Castriota aveva un fratello, Padre Tarcisio, dell’Ordine degli Osservanti. Il dottore dal 1950 risiedeva a San Giovanni Rotondo, e solo da tre anni era salito al convento. Durante la guerra era ufficiale medico in Jugoslavia, e fu fatto prigioniero dei tedeschi. Riuscì a fuggire e si unì ai partigiani che lo trattarono bene e lo fecero rimpatriare su una motonave a Barletta. Lì fu caldamente accolto dalla sezione comunista, e fu nominato ufficiale medico prima a Manfredonia e poi a San Giovanni Rotondo. 

Dal 1950 al 1954 mai era salito al convento, nemmeno attirato dalla curiosità. Una notte sognò Padre Pio che gli diceva: “Ti aspetto. Quando vieni?” Al mattino andò. Attendeva in sacrestia insieme ai paesani il suo turno di confessione. 

Lui stesso racconta: “Appena mi presentai Padre Pio mi abbracciò dicendo: ‘Figlio mio, ti ho atteso tanto.’ Mi confessai tra un profluvio di lacrime. Poco tempo dopo, per i corridoi Padre Pio guardando mio fratello Padre Tarcisio gli disse: ‘Avevo ragione io?’ Padre Tarcisio scoppiò a piangere. Io gliene chiesi il motivo.

Mi rispose: ‘Giacché vuoi saperlo, eccoti accontentato. Quando tu stavi a Manfredonia e facevi tanto male nel PCI, io venni a raccomandarti a Padre Pio e gli dissi: ‘Padre, è possibile che lui abbia un fratello sacerdote, sia stato allievo salesiano e debba restare così cattivo?’ E Padre Pio mi rispose: ‘Non ti preoccupare, tornerà!’ Ecco perché piangevo’, mi spiegò Padre Tarcisio.” 147

 

Prima di adottare una decisione, dovrà essere presente l'Amore di Cristo, affinché tutto, assolutamente tutto, si trovi nel Cammino di Dio e non nel cammino degli uomini

 


MESSAGGIO SETTIMANALE RICEVUTO, NELLA CASA NUESTRA SEÑORA DE LOS POBRES, CARMO DA CACHOEIRA, MINAS GERAIS, BRASILE, TRASMESSO DALLA VERGINE MARIA, ROSA DELLA PACE, AL VEGGENTE FRATE ELÍAS DEL SAGRADO CORAZÓN DE JESÚS


5 Aprile 2025

Cari figli,

Nell'abisso più profondo del pianeta, nello spazio più oscuro della coscienza, nella circostanza più confusa e poco chiara, nel momento più teso di una situazione, risorge la consolazione e la Verità di Dio che non può essere offuscata né occultata da nulla o nessuno.

E' in questo momento, in cui tutto sembra precipitare o intraprendere un rotta sconosciuta, che risorge la Sapienza e la Luce immarcescibile di Dio per far tornare le anime e i cuori al grembo delle Braccia di Dio.

Perché oggi vi dico questo, cari figli?

Perché non abbiate più paura di nulla. La Grazia ancora inspiegabile, che ha abbracciato l'Opera dei Sacri Cuori, non potrà essere dissipata da nessuno, perché l'Opera non è un ciclo, è una Grazia che ha toccato e continuerà a toccare il cuore delle anime incarnate in questo mondo.

Per questo, abbiate fede, il Mio Cuore non vi abbandonerà, Sono qui e Sono la Madre di tutti. Sono la Madre che vi consentirà sempre di rimanere di fronte al Volto Misericordioso di Mio Figlio.

Trovate nelle Mie Parole la calma di Dio, la grandezza infinita del Suo Regno Eterno, la Pace immutabile che non termina mai.

Auguro a tutti il bene e la pace.

Vi auguro di non dimenticare mai che, prima di adottare una decisione, dovrà essere presente l'Amore di Cristo, affinché tutto, assolutamente tutto, si trovi nel Cammino di Dio e non nel cammino degli uomini; perché Mio Figlio, il Cristo, vi ha già mostrato qual è l'unico e vero Cammino. 

La vostra guarigione arriverà mediante l'amore autentico che perdona, l'amore che riconcilia e che è il solo capace di dare una nuova opportunità.

E' questo il tempo del salvataggio, che lo stesso Cristo sta realizzando. Non è tempo di condanne, è il tempo della speranza, che potrà sorgere quando davvero non avrete più paura e avrete un cuore aperto a tutti i Disegni di Dio.

Vi ringrazio per aver risposto al Mio Appello!

Vi benedice,

Vostra Madre, la Vergine Maria, Rosa della Pace

Ci fa «imparare» Cristo

 


E giustamente il papa Giovanni Paolo II chiede: «Ma quale maestra, in questo, più esperta di Maria? Se sul versante divino è lo Spirito il Maestro interiore che ci porta alla piena verità di Cristo (cfr. Gv.14,26; 15,26; 16,13), tra gli esseri umani, nessuno meglio di Lei conosce Cristo, nessuno come la Madre può introdurci a una conoscenza profonda del suo mistero». Per questo il Papa conclude la sua riflessione, su questo punto, scrivendo, con luminosità di parole e di contenuto, che «il passare con Maria attraverso le scene del Rosario è come mettersi alla "scuola" di Maria per leggere Cristo, per penetrarne i segreti, per capirne il messaggio».  

È santo e salutare, dunque, il pensiero secondo cui il Rosario ci mette alla «scuola di Maria», ossia alla scuola della Madre del Verbo Incarnato, alla scuola della Sede della Sapienza, alla scuola dunque che ci insegna Cristo, ci illumina di Cristo, ci porta a Cristo, ci unisce a Cristo, ci fa «imparare» Cristo, fino a cristificarci nell'intimo quali fratelli di Lui, il «Primogenito» di Maria (Rm.8,29).  

Il papa Giovanni Paolo II, nella sua Lettera Apostolica sul Rosario, riferisce un testo molto significativo di quel grande apostolo del Rosario, il beato Bartolo Longo, il quale dice testualmente cosi: «Come due amici, praticando frequentemente insieme, sogliono conformarsi anche nei costumi, così noi, conversando familiarmente con Gesù e con la Vergine, nel meditare i misteri del Rosario, e formando insieme una medesima vita con la Comunione, possiamo divenire, per quanto ne sia capace la nostra bassezza, simili ad essi, ed apprendere da questi sommi esemplari il vivere umile, povero, nascosto, paziente e perfetto». Il Santo Rosario, quindi, ei fa alunni di Maria Santissima, ci lega e ci immerge in Lei, per farci somigliare a Cristo, per farci divenire immagine perfetta di Cristo.  

Padre Stefano Manelli

Le persone sono distratte dalle cose del mondo, non si preoccupano più della propria anima.

 


Carbonia 23.04.2025

Oltre questa vita c’è la vera vita!

La pace sia con te, o donna, Gesù è al tuo fianco, non aver timore di nulla, Io sono Colui che tutto può, abbandonati alla Mia voce e seguimi senza indugiare, Io sono il Pane di vita eterna, in Me e solo in Me si compie la vita.

Un’aurora boreale accompagnerà Maria, il Suo Manto aprirà per proteggere i Suoi figli. La Sua bellezza è nell’amore infinito, il Padre La segue nella missione ultima in amore e carità. Ecco, il cielo si apre al Suo passaggio, tiene tra le Sue braccia Gesù, l’Amore Perfetto.

State nella purezza del cuore, o uomini, mettete in voi la pace e pregate perché Dio intervenga ora a mettere ordine in ogni cosa.

La Verità sia in ognuno di voi, o uomini, uscite dalle vostre iniquità e abbracciate il santo Vangelo, vivete secondo gli insegnamenti di Gesù, mostratevi umili, fermi alla Sua santa volontà, esordite nuovi alla Vita.

Pregate, o uomini, convertitevi, il mondo è in subbuglio:…guerra, carestia, malattie, stanno già colpendo questa Umanità. Le persone sono distratte dalle cose del mondo, non si preoccupano più della propria anima.

Fermati, o uomo, alza il tuo volto verso Colui che ti ha creato, torna al Padre, tuo Creatore, non perderti nella selva oscura, Satana ti vuole portare alla disperazione, lavora su di te in maniera sottile affinché tu non ti accorga del suo maledetto gioco che ti porterà a cadere nella sua trappola mortale.

Alzati, o uomo, ridestati dal sonno, torna al tuo Signore, supplica la Sua misericordia, mostrati desideroso di tornare a Lui.

Piange la Terra che partorisce nell’angoscia, il suo ventre è nella sofferenza! L’uomo ha abusato troppo della sua bontà, troppi maltrattamenti e veleni.

Avanti, il tempo è nella fase finale, un grande frastuono sconquasserà i cuori degli infedeli, periranno per non aver riconosciuto Colui che li ha creati e amati.

Il sole pulsa forte, le sue esplosioni stanno per colpire la Terra!

I SEGNI DI DIO NELLA VITA DI UN BAMBINO AFRICANO

 


Nel 1976 è stato nominato professore e poi direttore del seminario minore Giovanni XXIII di Conakri.


Sì, e c'erano molti seminaristi: quasi un centinaio. Ma non c'è dubbio che i formatori e gli insegnanti che mi avevano preceduto mancavano di rigore. Regnava una sorta di fragilità morale.  Inoltre, era un'istituzione in cui potevamo servire i seminaristi solo al di fuori dell'orario scolastico, perché Séku Turé imponeva ai giovani di studiare in istituzioni pubbliche.

Appena arrivato, ho cercato di ristabilire una vera disciplina. Purtroppo gli studenti erano lassisti da molti mesi e non accettavano il rigore che volevo imporre.  Per prima cosa dovetti affrontare una piccola rivoluzione.  Ma la mancanza di formazione spirituale era molto più profonda di quanto potessi immaginare.

Una notte, uno o più alunni diedero fuoco alla cappella. Quando chiesi ai colpevoli di confessare pubblicamente, nessuno volle ammettere la propria responsabilità.  Il secondo passo fu quello di chiedere a coloro che conoscevano gli autori di un reato così grave di denunciarli.  Sono arrivato a dire loro che se l'obiettivo di quell'atto abominevole fosse stata la mia stanza, avrei potuto perdonarli.  Ma la cappella era la casa del Signore.  Nonostante la mia insistenza affinché il colpevole si assumesse coraggiosamente la responsabilità, nessuno degli studenti aprì bocca. Li avvertii allora che, se l'origine dell'incendio fosse rimasta ignota, avrei preso la decisione di chiudere il seminario. Pensai alla formazione che avevo ricevuto da monsignor Tchidimbo e sapevo che questa sarebbe stata anche la sua decisione.

La prefettura di Kindia mi convocò per notificarmi l'ordine di ritrattare, poiché solo un atto controrivoluzionario poteva autorizzarmi a chiudere il seminario. Ma non cedetti, perché ritenevo che una profanazione commessa da un seminarista non potesse rimanere impunita.  I servizi governativi insistettero affinché riaprissi le porte del seminario il prima possibile. Ancora una volta, spiegai che non avrei cambiato la mia decisione; come potevo accettare che i futuri sacerdoti, e quindi uomini di Dio, si abbandonassero ad atti sacrileghi? Di fronte alla mia determinazione e alle mie spiegazioni, il prefetto di Kindia capì che le mie ragioni erano inconfutabili e alla fine accettò la mia decisione. Così, durante quel primo anno appena iniziato, il seminario minore rimase chiuso.

Per l'anno successivo, chiesi ai sacerdoti di inviarmi un certificato di buona condotta per ciascuno dei ragazzi che avevamo accolto tra le nostre mura.  Il numero si era ridotto della metà, ma ero sicuro che si trattava di giovani adatti a iniziare un cammino di servizio a Dio.

Nonostante questo episodio, conservo un bel ricordo della mia vita come direttore del Seminario Giovanni XXIII: avevo la sensazione di trasmettere il sapere che tanti maestri avevano saputo infondere in me con il loro rigore, il loro coraggio e la loro abnegazione.


Siate pronti a tenere l'assedio perché non potrete più comprare o muovervi. Che la vostra fede sia forte, che i vostri cuori siano pronti!

 


( Messaggio ricevuto da CHRISTINE: Martedì 22 Aprile 2025 [5.18]


Siate pronti a tenere l'assedio perché non potrete più comprare o muovervi.

Che la vostra fede sia forte, che i vostri cuori siano pronti!

Fino alla fine vi daranno la caccia, fino all'ultimo respiro voi resisterete e loro soffocheranno sotto il peso della Mia Forza data in voi che proteggo dai colpi del Maligno.

[Prima che la terra sprofondi, prima che le forze del Male riempiano il mondo, pregate! Figlioli, non sapete più cosa sia la preghiera, non sapete più implorare con la forza della preghiera. Il diavolo vi addormenta, irrigidisce il volto del vostro cuore. Venite e inginocchiatevi davanti al mio Volto Santo, venite a implorare il mio aiuto e non attirate più la mia ira con la vostra indifferenza!

Chi siete voi, gente senza fede, dai cuori rigidi e dai costumi subdoli? Più i tempi si avvicinano, più i vostri cuori sono rigidi e aridi, i vostri pensieri inutili, il vostro amore assente!

Mi aspetto che ognuno di voi sia una terra fertile che piega il ginocchio davanti al Mio Volto e svanisce. Non mi aspetto da voi il rifiuto, ma la gratitudine e l'amore. Piegate il ginocchio, implorate il Mio aiuto, venite a Me con cuore contrito, venite a lodare il Mio Santo Volto, venite a deporre la vostra vita davanti a Me! Siete alberi secchi, senza fede né legge, se non quella della vendetta. Cos'è questa durezza di cuore?

Piegate il ginocchio, smettete di ascoltare la Bestia e le sue opere distruttive. I vostri cuori stanno diventando sempre più aridi. Da ciascuno di voi mi aspetto un fiume di acqua viva, non un fiume di morte. La morte ha colpito i vostri cuori e i vostri steli sono appassiti; non portate più frutti di vita e siete buoni solo per essere gettati nel fuoco.

Verrò con il mio esercito e darò fuoco ai vostri cuori, per scacciare da voi la zizzania e tutte le sfaccettature nascoste e perverse delle vostre azioni che sono più nere del carbone. Non vi siete assopiti, ma addormentati e state dormendo il sonno della morte.

O figli, vi aspetta un brusco risveglio! Prima di essere mandati al macello come bestie inutili, ascoltate queste parole, le mie parole, perché presto, presto verrà il momento in cui sarete costretti a tacere.

Sarete marchiati con il sigillo della Bestia1 , non accettatelo o morirete per l'Eternità e soffrirete nell'Inferno di fuoco per aver negato la Mia Parola di Vita.

Figli, il tempo è vicino, così vicino, e voi dormite! Avete ricevuto il primo marchio, non accettate il secondo, perché la morte eterna che è l'inferno verrà per voi. Preparatevi, come vi abbiamo chiesto di fare. Non perdete tempo!

Le bestie feroci agiscono con metodo, applicando rigorosamente la legge del Maestro dell'Inferno. Cosa ci vuole per svegliarvi?

Anche i miei figli dormono!

Cos'è la carne, bambini! Ma lo spirito, non lasciatelo andare nelle fiamme dell'inferno applicando obbedientemente le leggi del diavolo. Preparatevi, come vi ho chiesto di fare, e pregate, pregate senza sosta, con il cuore aperto al Cielo del Mio Cuore, e riacquisterete la vostra forza,1) Cfr. [Ap 13,16-17]

troverete un po' di pace. Pregate affinché le vostre anime non si addormentino con il veleno di parole insidiose e false. Non addormentatevi! Pregate affinché i vostri cuori siano aperti alla mia Parola.

O figli, leggete e rileggete l'Apocalisse, questi sono i vostri tempi! Vi siete addormentati nell'incoscienza, vi state lasciando condurre al macello, ma questo macello, figlioli, è peggiore di quello delle bestie, perché è l'inferno! Il dono della vostra vita accettando tutte le trappole, addormentando le vostre anime! Vi sveglierete, vi sveglierete?

Non avrete più di che nutrirvi o vestirvi. Vi ho chiesto di prepararvi, di essere pronti, vi ho avvertito e state ancora dormendo!

Pregate, fate opere di carità distribuendo le mie parole! Preparatevi per gli inverni freddi, per la mancanza di cibo, anche il Cibo Sacro vi sarà tolto e, se non siete preparati, che ne sarà delle vostre anime?

O figli, non restate più sordi, preparatevi, vegliate e pregate con fede e non dimenticate mai che non siete il gregge che viene condotto al macello, ma che siete il Mio gregge, le Mie pecorelle che vengo ad avvertire per salvarle e condurle al Mio Cielo di Gloria, dove troveranno pace, gioia e resurrezione.

troveranno pace, gioia e resurrezione! Venite, figli, alla Mia corte, portatemi le vostre lodi e i vostri cuori, venite ad adorarMi e ad offrirMi le vostre anime. Vi aspetto, lontano dal mondo, nel silenzio delle mie cappelle, al riparo dalla folgore di Satana.

Non indugiate oltre, siate pronti! Siate pronti all'assedio, perché non potrete più comprare né muovervi. Sarete isolati e abbandonati a voi stessi. Che la vostra fede sia forte, che i vostri cuori siano pronti!


[ alle 7:30] [IL SIGNORE]

Andate avanti, non ritiratevi, ma agite e agite in fretta. Il tempo sta per scadere e la stampa sarà sempre più implacabile e assassina. Vanno avanti con l'Avversario che promulga le sue leggi di morte, molto dietro le quinte, ma la nuova legge si avvicina e voi sarete colti di sorpresa. Perciò ascoltatemi, mettete in pratica le mie parole e siate pronti.

Abbiate acqua! Beati quelli che hanno un pozzo! Allora il piccolo resto sarà raro.

Sì, proprio come sono stato cacciato nel Getsemani, voi sarete cacciati dalle mie chiese. I templi saranno costruiti per la gloria di Satana e la terra sarà coperta di sporcizia. Ci sarà desolazione, grande desolazione.

Beati coloro che non vivranno su questa terra in quei tempi, perché i vivi invidieranno i morti. Come vi ho detto, non seguite la Bestia! Si mostrerà gentile, ma vi porterà all'inferno, cambierà le mie parole di vita in parole di morte, porterà il male e l'angoscia.

Le chiese saranno chiuse e, nel silenzio o nelle grida e nel pianto, i miei figli si lamenteranno e piangeranno, ma non saranno ascoltati, saranno derisi, flagellati anche nei loro cuori, e questa sarà la prova, la grande prova, quella mai conosciuta. L'apostasia al suo apice vedrà tanti orrori svelati davanti ai vostri occhi!

Allora il Cielo scenderà e con la sua furia darà fuoco a tutto ciò che non viene dall'Alto. Ci saranno grandi grida, grande stupore, e poi ci sarà silenzio, un grande silenzio, e la Terra rinascerà dalla sua terra desolata, come ai tempi di Noè.

La zizzania deve essere scacciata, il male che invade la Terra e la crocifigge deve essere scacciato fino alla feccia! Figli, la Terra si ribellerà, lei che soffre per i vostri abusi. La Terra chiede riparazione e io, il suo Signore, la ordinerò. E tutti i malfattori saranno scacciati, inghiottiti dalle acque e terremoti.

Sì, ci sarà una rivolta, la grande rivolta degli elementi contro tutti gli abusi dei viventi, degli uomini che non portano chiarezza ma confusione, che abusano degli elementi, dell'acqua, della terra, delle nuvole, di tutto ciò che vive, che è stato consegnato loro perché possano vivere in pace e regnare come padroni sugli elementi, ma nell'amore e non nell'abuso. Tutto è stato consegnato all'uomo per il suo compimento, ma non per distruggere, abusare o possedere per sé. E lo scatenamento degli elementi sarà il primo avvertimento della sua provvidenza.


[Alla sera] [IL SIGNORE]

Fino alla fine vi inseguiranno, finché l'alloro resisterà e loro soffocheranno sotto il peso della Mia Forza data in voi, in voi che credete, in voi che sperate, in voi che Mi amate, in voi che Mi seguite, in voi che Mi offrite il vostro cuore e che venite a rannicchiarvi nell'incavo dei Miei lombi, che proteggo dai colpi del Maligno.

Figlioli, vicini a Me, in Me c'è la salvezza per le vostre anime. Vi ho dato la mia vita, come mia Madre vi ha dato la sua vita. Anche io e lei siamo una cosa sola, come io e il Padre siamo una cosa sola. Io e mia Madre abbiamo la stessa carne e lo stesso Spirito, quello di Dio, mio Padre. Figlioli, come uomo sono della carne di Maria, come Spirito sono il Figlio di Dio, l'Unico, e il Padre e io siamo Uno. La Vergine Madre possiede in sé una parte della nostra Divinità, il Padre ed Io siamo Uno e la Madre Mi ha portato nel suo grembo per farMi venire al mondo, ma è per il suo Spirito e per il suo abbandono alla Volontà del Padre, per il suo Fiat pieno e completo che il Figlio di Dio, il Figlio dell'Uomo è venuto al mondo nella carne con la sua Incarnazione. È un mistero per voi che questo atto di obbedienza e di sottomissione al Padre, un mistero per voi che questo amore trabocchi dai Nostri tre Cuori uniti, quello del Padre, quello del Figlio e quello della Madre, la Trinità della Terra che si unisce alla Trinità del Cielo per portare al mondo e all'umanità la Fiamma viva dell'amore, l'unica Fiamma che non cessa e non si indebolisce mai, quella dello Spirito, lo Spirito Santo, lo Spirito puro, lo Spirito di Verità, la Verità che vi renderà liberi, voi che siete figli di Dio!

Il seme della Verità è stato piantato in voi e, come il seme di senape che è il più piccolo dei semi, in Cielo fiorisce in un albero immenso e sontuoso che allarga i suoi rami per riversare sugli uomini non solo la fragranza ma l'intima essenza del Mio Essere divino e puro, per proteggerli sotto la Mia ombra e liberarli dalle molte trappole dei demoni incarnati, vendicativi e bugiardi, becchini.

Figli, venite a ripararvi sotto il Mio mantello, come voi venite a ripararvi sotto il mantello della Vergine, Mia Madre. Venite, lasciatevi portare sotto la Nostra ombra! L'arsura del Sole nei vostri cuori scenderà, nelle vostre anime brillerà, ma non raggiungerà la fragilità dei vostri corpi, riparati sotto il manto della Santissima, Madre mia e Madre vostra. Siete figli di una Regina, la Regina del Cielo, la Regina degli angeli, e siete suoi figli così come Io sono il suo Figlio Primogenito, l'Unico, l'Onnipotente, il Figlio del Padre, che viene a voi portando il mio seme, perché siate nutriti di latte e vino nuovo e perché la gioia prenda possesso delle vostre dimore, per sollevarvi nell'ebbrezza e nella gioia.

O figli, quanto sono grandi le vostre dimore e voi non le misurate!

Voi vegetate nelle viscere della Terra perché avete ascoltato e ascoltate ancora la voce del Maligno che nei vostri cuori porta l'erba amara che vi separa da Noi, l'adorabile Trinità, e dalla vostra Madre Celeste, la perfetta, l'unica, la divina e pura e Santissima Madre, Madre mia, che ho fatto vostra e che è vostra. Figli della Terra, anche voi siete nati dal Cielo! Non rifiutate il fuoco della gioia che è stato depositato in voi alla vostra nascita come figli di Dio. Vivete consapevolmente e ringraziate costantemente di essere accompagnati, guidati e salvati. Volgete lo sguardo verso il Cielo e non verso la Terra.

La Terra è il Mio sgabello, il Cielo è il vostro volo. In questo modo, figli, ci riuniamo costantemente e voi non siete mai soli, né isolati, né trascurati, né abbandonati.

Sono il diavolo e le sue astuzie che vi velano il volto e vi nascondono il pozzo di Vita che ogni giorno scende dal Cielo per voi, figli amati, figli adorati del Padre e di Me stesso che sono il Figlio, l'Unico, il Generato della Beata Vergine Maria, Madre mia, Madre vostra. È lei che vi accompagna ogni giorno, è lei che vi libera anche dalle insidie dei malvagi, perché i figli della vipera sono molti! Ma se vivete con il cuore nel Cielo del mio Cuore, se vivete con l'anima nella preghiera, cosa possono fare Satana e i suoi figli? Non può raggiungervi né gettare un'ombra su di voi, può solo infierire e flagellarsi.

Figlioli, tenete i vostri cuori uniti ai Nostri e sarete vittoriosi, uscirete vittoriosi dagli attacchi e dalle trappole del demonio, che non sono altro che una finzione e una luce oscura di fronte alla Luce, la Luce eterna, la Luce abbagliante, la Luce radiosa che porta nei vostri cuori il Cibo Divino dei nostri Cuori uniti, la Pace che facciamo diventare la vostra casa.

Abbiate le vostre anime in Cielo e i vostri cuori nel battito dei tamburi, e i demoni che si arrampicano sulle tombe e che non possono lottare contro la Luce sfolgorante e radiosa che li acceca, li brucia e li fa cadere se ne andranno da voi.

O figli, abbiate le vostre anime e i vostri cuori nel Cielo dei Nostri Cuori! Siamo venuti a unire i Nostri battiti d'amore con i battiti dei vostri cuori per portare loro la vita, l'unica Vita, l'unico Frutto della Vita che è speranza e certezza, gioia e pace, pienezza e quintessenza.

Figli, mentre percorrete il cammino della vita, lasciate che i vostri occhi contemplino lo splendore del Cielo, affinché le vostre anime siano illuminate e vivificate!

O figli, l'Amore viene a portare ai suoi figli la forza e la quintessenza della vita. Nessuno potrà raggiungervi se non la voce del Padre che vi guiderà sulla sua strada e vi libererà. Nessuna tenebra potrà raggiungervi, se e solo se manterrete il vostro cuore sulla retta via, se seguirete la strada del Giusto che Io sono, che guida i vostri passi verso la Luce eterna e vi libererà e proteggerà dai mille demoni infuriati che, al soldo del Demonio, loro padre e loro padrone, cercano di circondarvi e di farvi cadere.

Figli, tenete i vostri cuori nei Nostri Cuori e la forza vi sarà data; innalzate le vostre anime nel Nostro Cielo di Gloria, che è anche il vostro, e nessuna avversità potrà raggiungervi, nessuna trappola potrà farvi cadere e non potrete deviare dal cammino.

Figli, pregare è amare, pregare è ascoltare i Nostri Cuori uniti, pregare è prendere la vela che vi stiamo tendendo. Pregare è abbandonarsi e non desiderare altro che dimorare nelle Nostre Presenze e servire i Nostri Sacri Cuori con il dono della vostra vita, nel silenzio del mondo.

Soli, sì, ma accompagnati dal Cielo, anche nelle tenebre più oscure, nell'attacco più travolgente, nei colpi ripetuti del Maligno, nell'abbandono degli uomini, nell'immensa solitudine ma... nel profumo del Cielo!

Che le Nostre Vite regnino nelle vostre vite, le Nostre Dimore nelle vostre case, e che le Nostre fragranze vi accompagnino, fragranze di Fuoco, fragranze d'amore, fragranze di abbandono e di donazione, fragranze di Cielo per i nostri amati figli che lavorano al Nostro Compito e consegnano le Nostre Parole in un mondo in cui l'odio ha assunto la misura di Satana e combatte contro la Nostra Santa Gloria.

Ma, figli, ricordate: “Chi è come Dio?”. L'angelo, figli, vi accompagna sempre, l'angelo della pace, l'angelo della lotta, l'angelo della Luce, l'angelo della via del Cielo, la barca ebbra che porta nelle vostre anime conforto e pace e il puro Vino della Vite.

Andate in pace, figli, e pregate, pregate incessantemente, con l'anima nei confini del Cielo, la mente nello Spirito del Padre, il cuore nel Cuore del vostro Maestro e Signore e l'obbedienza alla Santissima, vostra Madre!

Andate in pace, portate la Mia voce! Fino agli estremi confini della terra, essa risuonerà e molti verranno, si inginocchieranno, cresceranno, conquisteranno, perché la liberazione è sempre data agli uomini di buona volontà.

Pregate, figli, e vegliate! Il Padre vostro, al vostro fianco, vi sta portando il seme della pace e le vostre anime voleranno fino ai più remoti confini del cielo. Andate a dimorare alla Mia Presenza e portate la Mia Presenza in silenzio.

Pace agli uomini di buona volontà!

Nutritevi della Mia Parola e distribuitela; lasciate che molti vengano a bere l'amore delle Mie labbra versato per voi nel silenzio del mondo, in un cuore abbandonato, servo. Sì, servo! Siate tutti servi dell'Altissimo e nascerà una nuova Terra e la Luce scaccerà i demoni dell'Inferno e il Fuoco del Cielo, che brucia e incendia, farà nascere nei cuori degli uomini la Luce eterna, più splendente del sole, che nessuno può vedere con i suoi occhi di carne ma che ognuno porta in sé, voi che siete figli di Dio.

Andate, guardate e pregate e diventate miei discepoli, discepoli dell'Altissimo, figli della mia Luce, Luce eterna.

Pace a voi! Pace a tutti voi!

Che la Mia Grazia e la Mia Pace riempiano le vostre case.

Segnatevi con il segno della Croce e con i miei tre segni sulla fronte, sulle labbra e sul cuore.

Andate in pace, Io sono con voi.

Ichthus


IL CUORE DEL PADRE

 


Il perdono ai peccatori

Nel perdono concesso ai peccatori si rivela: la generosità senza limiti del cuore del Padre. Considerando la sua reazione al peccato di Adamo ed Eva, abbiamo già constatato ciò che essa aveva di sublime 'e di incomprensibile: a coloro che hanno voluto quasi misurarsi con lui, disprezzando i suoi ordini e aspirando a diventare simili a lui, il Padre non esita a promettere una dignità più alta, dando loro il Figlio suo per stabilirli in lui come suoi figli. Il Padre ama maggiormente quelli che lo hanno ferito col loro peccato e dona loro in più gran copia; e tanta magnanimità, manifestata là dove non ci si attenderebbe che punizione e rivalsa, testimonia di una bontà che supera tutte le norme della bontà umana, una benevolenza dalle profondità insondabili. Perché Dio ha amato con affetto paterno più intenso coloro che si erano drizzati contro di lui? Non bisogna cercare giustificazioni, ma adorare il mistero.

E questo medesimo mistero, così confortante, si ripresenta nelle relazioni del Padre con ogni peccatore in particolare. Di fronte alle colpe individuali si ripete il dramma di redenzione avvenuto in risposta al peccato di Adamo. Incrollabilmente fedele nel suo amore e deciso a mai revocare il dono del suo cuore, il Padre adotta nei riguardi di ogni uomo l'atteggiamento adottato verso l'umanità intera al momento in cui decise di salvarla dal peccato. È dunque ancora una volta un più grande amore quello che il Padre celeste testimonia ad ogni peccatore. Lungi dal rispondere alle offese attuali degli uomini con la vendetta, egli non domanda che di aprire più largamente il suo cuore per accogliervi i peccatori pentiti.

Questo atteggiamento del Padre è descritto in una delle parabole più belle del Vangelo: quella del figliol prodigo. Con parole semplici, ma estremamente suggestive, Gesù vi esprime la verità più misteriosa e commovente: l'amore paterno offerto con tanto calore al peccatore pentito.

L'inizio della parabola pone in rilievo il significato esatto del peccato, peccato che, non ci viene descritto come la ribellione di un servo contro il padrone, ma come l'oltraggio di un figlio che vuol lasciare il padre per sottrarsi alla sua tutela. È un'indicazione preziosa questa che Gesù ci offre: il peccato deve sempre essere considerato come una colpa commessa nell'ambito delle relazioni di un figlio col padre. In ciò consiste la sua gravità, il suo carattere tragico; perché un'offesa fatta a un padre è più grave di un oltraggio rivolto a un padrone. Solo nel contesto di un amore filiale che viene tradito appare chiaro il vero senso del peccato.

La domanda del figlio minore esprime chiaramente questo rinnegamento dell'amor filiale: « Padre, dammi la parte dei beni che mi spetta ». È come se gli dicesse: « Ciò che 'mi interessa non è il tuo affetto paterno né la tua compagnia, ma sono i tuoi beni. Dammi la mia parte, e me ne vado ». Tale è precisamente l'intenzione che il peccato presuppone il diritto conclamato di diventare padrone assoluto dei beni che Dio dispensa, di possederli e di utilizzarli a modo proprio, in piena indipendenza. Il peccato viene sempre commesso per mezzo di certi beni che il Padre ci ha elargito e di cui il peccatore si impadronisce per usarli non conformemente alla volontà del Padre e nella sua casa, ma secondo il proprio capriccio e lontano dalla casa paterna. Egli rivolgendosi contro il Creatore, contro il Padre, ciò che ha ricevuto da lui: i beni di questo mondo, di cui fa cattivo uso con la sua avidità; il suo corpo, di cui abusa con la sensualità; la sua anima, che sottrae col suo egoismo o col suo orgoglio. Il peccato comporta dunque la triste ingratitudine di opporsi al proprio benefattore per mezzo dei benefici da lui avuti.

Alla domanda del figlio minore il padre non dà risposta. Egli tace, ma questo silenzio non esclude che egli abbia risentito in modo pungente l'ingiuria fatta al suo amore. Nessun padre, infatti, potrebbe ascoltare senza fremere il proprio figlio chiedergli una parte della sua fortuna per staccarsi definitivamente dal suo affetto. Ma il padre della parabola evangelica vuol essere generoso, e nasconde la sua pena nel segreto del cuore.

Il padre, dice Gesù nella parabola, procedette alla divisione richiesta dal figlio minore. Dovremmo stupirci di una generosità che permette a un giovane sventato di dilapidare tutto il suo patrimonio. Essendo sollecito del bene reale del figlio, il padre avrebbe avuto il dovere di rifiutare, proteggendolo contro se stesso e risparmiandogli tutte le mortificazioni di un'avventura, il cui insuccesso era prevedibile. La condotta del padre si giustifica, invece, con l'intenzione di non forzare la libertà del figlio. Ciò che egli desidera é il suo affetto, e l'affetto non si attiene con la forza. Egli vuole presso di sé un figlio, non uno schiavo; e se attualmente il figlio non vuol più dargli liberamente il suo amore, egli si rifiuta di estorcerlo con la forza e preferisce lasciargli la sua libertà, nella speranza che questa un giorno lo ricondurrà a lui.

Tale è pure la condotta del Padre celeste, che non rifiuta agli uomini i beni della terra, quando essi vogliono abusarne, e che non li costringe a rimanere presso di sé, nella sua amicizia, quando vogliono separarsene. Egli riconosce agli uomini la libertà, e la rispetta profondamente, perché desidera da parte loro un affetto che non sia comandato. Lasciando loro la possibilità di optare tra l'amicizia e la separazione, egli spera che, pur scegliendo, al momento, di andarsene, alla fine ritorneranno e gli tributeranno un amore spontaneo. Questo rispetto della libertà umana non é che una testimonianza di più del vero amore del Padre, il quale, per il nostro bene, si espone volentieri al rischio di essere abbandonato, disprezzato nel suo amore, e di vedere i suoi figli preferire a lui i miseri piaceri della terra.

Il figlio minore non esita un istante ad approfittare della libertà e della fortuna che gli sono state concesse. Se ne va con la borsa piena, ripromettendosi ogni sorta di piaceri. Ma la realtà gli infligge ben presto una crudele delusione. Egli e condannato a fare proprio quel mestiere che tra gli ebrei era giudicato il più abbietto: il guardiano di porci; e cade in un tale abisso di miseria da desiderar di condividere il pasto di quegli animali. Ciò dimostra che il peccato non mantiene le sue allettanti promesse; invece di soddisfare i desideri che ha acceso, ne inganna l'appetito, accentuandolo, spoglia dei suoi beni colui che si è lasciato sedurre, lo trascina in una profonda miseria, genera vergogna e disgusto. Chi aveva creduto di godere l'ebrezza della libertà, cade invece in una degradante schiavitù.

Il figliol prodigo, che ne ha fatto l'amara esperienza, confronta la sua situazione con quella di cui godono i servi di suo padre, e incomincia a capire quali fossero la felicità, la libertà e l'abbondanza di cui egli godeva nella casa paterna e che non aveva saputo apprezzare nel loro giusto valore. « Quanti sono i servi al soldo di mio padre che hanno pane in abbondanza, mentre io, qui, muoio di fame! ». Vi è in questa constatazione l'elogio del benessere spirituale che il Padre prodiga a chi resta vicino a lui, vivendo nella sua amicizia. Solo i santi possono testimoniare di tale abbondanza di grazie e di favori che mantiene l'anima in una disposizione di pace e di gioia piena; dei cristiani dalla vita apparentemente comune possono far fede che tale abbondanza è autentica e che in nessun luogo si sta meglio che nell'amicizia del Padre celeste. Una volta perduta, il peccatore ne valuta appieno il prezzo.

Qui ha inizio un dramma interiore che è il dramma di tanti uomini in questo mondo: il dramma di coloro ai quali l'esperienza ha dimostrato che il peccato e triste, arido, degradante, e che solo una vita di buona intesa col Padre celeste può soddisfare e colmare un cuore umano. Ma bisogna avere il coraggio di ritornare, bisogna compiere quell'ultimo sforzo, di cui si esagera spesso la difficoltà. Il figlio di cui ci parla la parabola si decide a questo passo. Avendo tutto perduto, egli capisce che non gli rimane che la sua mortificazione da offrire; ed è questa che egli si propone di presentare al padre, domandandogli di poter ritornare nella sua casa in veste di servitore: « Io non son più degno d'esser chiamato figlio tuo: trattami come l'ultimo dei tuoi servi ».

Avviandosi verso casa, doveva provare un senso di apprensione: quale accoglienza vi avrebbe ricevuto. Se avessimo dovuto terminare noi il racconto iniziato da Cristo, forse gli avremmo dato una conclusione diversa: avremmo rappresentato Dio in veste di giudice, che concede i suoi lumi divini al colpevole affinché riconosca i suoi peccati, e che pronuncia la condanna. E, attenendoci a quella che sarebbe stata la reazione di un padre umano al ritorno del figlio traviato, avremmo equilibrato la bontà con una saggia prudenza. Il padre, infatti, avrebbe potuto ricevere il figliol prodigo con benevolenza, facendogli tuttavia comprendere il dolore che aveva causato con la sua condotta; e, affinché la lezione non andasse perduta e il giovane non fosse tentato di ricominciare, avrebbe potuto differire il perdono definitivo, tenendo per qualche tempo il figlio in casa, al suo servizio, prima di restituirgli tutti l suoi privilegi di figlio. Il giovane avrebbe così dovuto provare la sincerità del suo pentimento e della sua risoluzione di mutar vita, meritandosi il perdono con la dimostrazione di una condotta buona e onesta.

Ma la conclusionè che Gesù ci prēsenta supera tutto ciò che avremmo potuto immaginare. Invece di attendere che il figlio giunga a lui per implorare perdono, il padre gli corre incontro, impietosito del suo stato di miseria. Il giovane inizia la frase preparata in anticipo per questo difficile istante, ma egli lo interrompe, e non per fargli dei rimproveri, bensì perché la conversazione non insista su un passato di cui il figlio prova vergogna; e quando questi si dice indegno del nome di figlio, egli ordina che gli si portino gli abiti migliori, l'anello e le calzature che distinguono i padroni di casa, e fa sparire immediatamente i cenci e le altre tracce della ,sua miseria, restituendogli così i privilegi e la dignità di figlio. Ma non basta: egli organizza un banchetto, e un banchetto solenne, per il quale ordina di immolare non un capretto o un agnello come per i banchetti comuni, ma il vitello grasso. Il padre è raggiante di una gioia che vorrebbe comunicare a tutti; non ha che un'idea: « Il figlio mio che credevo morto è ritornato alla vita; era perduto e si é ritrovato ». Che altro possiamo trovare nella descrizione di questa meravigliosa accoglienza se non la bontà, tutta la bontà di un cuore paterno? Noi avremmo posto a quella generosità molte restrizioni, molti limiti di giustizia e di prudenza Gesù ci mostra, invece, che il padre supera ogni nostra meschina considerazione e offre tutto il suo amore al figlio prodigo che ritorna.

Ora, quest'accoglienza di pura bontà paterna si ripete di continuo nelle relazioni di Dio con gli uomini. Ogni volta che un peccatore si pente delle sue colpe e che il Padre, il quale attendeva con impazienza quell'istante, accorre a lui, si ripete la parabola del figliol prodigo. Dio non vuol assolutamente forzare la porta di un cuore; ma se quel cuore si apre liberamente a lui con buone disposizioni, egli si affretta ad entrarvi, spinto dal suo immenso affetto, senza alcun indugio cancella la disperazione e l'onta del peccato, reintegra colui che si é perduto in tutti i suoi privilegi di figlio e lo fa godere dell'amicizia divina più completa. Non impone un tempo di prova in cui debba essere fornita la dimostrazione della buona condotta e della fedeltà alle risoluzioni prese; ma concede intero il suo perdono non appena il peccatore manifesta la sua volontà di rinunciare al peccato e di mutar vita.

Il perdono é definitivo; come c'insegna la parabola, il Padre celeste non ha alcun desiderio di ritornare sui fatti del passato, di gravarvi la mano o di richiamarne il ricordo per far rivivere l'onta che li accompagna. Egli è il primo a voler cancellare per sempre il ricordo delle colpe che ha perdonato. È un errore, quindi, raffigurarci il Padre celeste che tiene in serbo tutti i peccati che abbiamo commesso durante la nostra vita, per ripresentarceli nella loro bruttura quando compariremo dinanzi a lui nell'ora della morte. Se così fosse, il suo perdono non sarebbe completo. Egli ha voluto esattamente sopprimere tutta la miseria e tutto il disonore dei nostri peccati; non sarà, quindi, lui a richiamarli in vita. E se un ricordo dovesse sussistere, esso non può essere che un'azione di grazie per la riconciliazione ottenuta; non dunque un ricordo di vergogna e di disgusto, ma di gioia e di liberazione.

Restituendo innocenza e purezza autentiche a un'anima che si era insozzata, il Padre rende al figlio sull'istante tutto il suo affetto paterno e si propone di agire in avvenire come se nulla fosse avvenuto. Lungi dal conservare per lui del rancore, egli è tutto preso dalla gioia paterna di aver rivisto vivo colui che credeva morto. Ed è un gaudio grande, come dimostra il banchetto del vitello grasso e come Gesù afferma « Io vi dico che ci sarà più gioia in cielo per un peccatore che si pente, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di penitenza ». La gioia che manifesta il padre del figliol prodigo, come quella del pastore che ritrova la pecorella smarrita, ha qualcosa di meraviglioso, più ancora della restituzione della innocenza al colpevole di ieri. L'avventura che avrebbe dovuto avere conseguenze amare e irreparabili termina in generale letizia, per il Padre e per tutto il cielo, letizia che si comunica al figlio perdonato. Ed é per il peccatore pentito un privilegio stupendo quello di poter procurare al Padre celeste un gaudio tosi intenso. Più la sua offesa era stata grave, più profonda è la gioia che accompagna il suo ritorno. Il penitente, una volta ricevuta l'assoluzione del sacerdote, sa che non ha da temere il volto severo di Dio; sa che sarà accolto in gaudio da un amore paterno. Egli lo sente, del resto, anche in se stesso; e la gioia che prova non è che il riflesso nella sua anima del gaudio di tutto il cielo e del cuore del Padre.

Di Jean Galot s. j.