lunedì 26 agosto 2019

Ci sono segni con gli animali?



Gli animali possono essere segni dei tempi? Uno considera il loro ruolo da Noè ( Genesi 6) all'asino di Baalam ( Numeri 22:21). Ma restiamo solo sulle osservazioni attuali: per un po 'di tempo ormai, molti hanno citato la scomparsa delle api come un segno non solo di troppi pesticidi e microonde, ma come indicatore di quanto spiritualmente sbilanciati siamo con Dio e ciò che ha creato.
I corvi sono considerati un segno. Ricordi il loro declino a causa del virus del Nilo occidentale? E come i maiali in Cina ospitavano (e possono ancora) virus virulenti per l'influenza trasmissibili umanamente?
Ci sono molti, molti segni nell'oceano, sia per mezzo di tappi di bottiglia di plastica nello stomaco degli uccelli marini e di sacchetti di plastica nelle esche delle balene o temperature in luoghi come l'Alaska che stanno causando uccisioni insolitamente massicce di salmoni.
Questi non sono solo barometri ecologici - e certamente non hanno affari in politica - ma anche spirituali.
Gli animali che attaccano sempre più l'uomo sono un presagio? Alcuni la pensano così. La maggior parte no. Ci sono molti squali vicino alle coste americane quest'anno.
È forse profetico o semplicemente il risultato della sverniciatura di così tanti pesci con barche di gamberi e reti a deriva che non c'è cibo per loro nelle acque più profonde?
Guardiamo a Osea 4: 1-3 ... ”Ascolta la parola del Signore, figli di Israele: poiché il Signore ha una controversia con gli abitanti della terra, perché non c'è verità, né misericordia, né conoscenza di Dio in la terra.
“Giurando, mentendo, uccidendo, rubando e commettendo adulterio, scoppiano e il sangue tocca il sangue. Perciò il paese piangerà e tutti quelli che vi abitano languiranno, con le bestie del campo e con gli uccelli del cielo; sì, anche i pesci del mare saranno portati via . ” Rivelazione 11:18…” E le nazioni erano adirate, e la tua ira è giunta , e il tempo dei morti, che dovrebbero essere giudicati e che tu dovresti dare ricompensa i tuoi servi i profeti e i santi e quelli che temono il tuo nome, piccolo e grande; e dovresti distruggerli che distruggono la terra . "
È ora di smettere di guardarlo solo da una prospettiva scientifica o politica (la politica sta distorcendo tutto) e di vederlo a volte sotto una luce più biblica.Annotiamo i cambiamenti nella natura come segni dei tempi.
Dal 1970, il numero di creature della foresta negli Stati Uniti è precipitato di oltre il cinquanta per cento. Mezzo miliardo di api è morto durante i primi tre mesi del 2019 in soli quattro stati del Brasile. Nel Montana, una grandinata ha ucciso 11.000 uccelli. Cinquemila tonnellate di pesci morti affondarono a riva nel fiume Dong Nai nel Vietnam. 
Come vanno gli animali, così possono andare gli umani.
Centinaia di delfini morti si riversano a terra sulla costa del Golfo della Florida. Le balene soccombono. Decine di migliaia di stelle marine nel Flintshire, nel Galles.
Poi ci sono i terremoti.
Questo da un tabloid inglese: “Israele nord-orientale è stato recentemente il centro di un'intensa attività sismica - e tutto è iniziato quando, nel settembre 2013, i locali hanno sentito le finestre battere mentre un terremoto brontolava sotto il Mare di Galilea. Si dice che il lago di acqua dolce fosse il luogo in cui Gesù camminava sull'acqua - come raccontato nel Nuovo Testamento. Si è sviluppato in un nuovo centro per i tremori - in particolare a luglio 2018 quando una dozzina di piccoli terremoti ha scosso lo stesso punto sotto il lago per una faglia - la superficie di scorrimento lungo la quale si rompe un terremoto. "Non è stata l' Apocalisse che ha menzionato un terzo di gli oceani si trasformano in assenzio? ("Assenzio" si traduce in ucraino come "Chernobyl"; nota i recenti incidenti russi; nota Fukushima. Vedi il "rapporto speciale" del prossimo mese).

Questo appena dal Vaticano: "La" gravità "degli incendi che infuria attualmente in Alaska, Siberia, Groenlandia, Isole Canarie e" in particolare, l'Amazzonia "non è solo locale, affermano i vescovi dell'America Latina e dei Caraibi . È "di proporzioni planetarie". L'Amazzonia, la più grande foresta pluviale del mondo, brucia da oltre due settimane. "
E così via.
Molti sono i segni.
Pochi sono quelli che li considerano.
Spirit Daily 23 agosto 2019
 D ear children! Oggi, come mai prima, ti invito alla preghiera. Lascia che la tua preghiera sia una preghiera per la pace. Satana è forte e desidera distruggere non solo la vita umana, ma anche la natura e il pianeta su cui vivi. Pertanto, cari figli, pregate che attraverso la preghiera possiate proteggervi con la benedizione di Dio per la pace. Dio mi ha mandato in mezzo a voi per aiutarvi. Se lo desideri, afferra il rosario. Anche il solo rosario può fare miracoli nel mondo e nelle tue vite. Ti benedico e rimango con te fino a quando sarà la volontà di Dio. Grazie per non aver tradito la mia presenza qui e ti ringrazio perché la tua risposta è al servizio del bene e della pace. 

Per la fiducia e la pace



Gesù, confido in Te. 
Aiutami ad amarTi di più. 
Ricolmami di fiducia,  
affinché io mi abbandoni in unione piena e definitiva con Te. 
Aiutami ad accrescere la mia fiducia in Te nei momenti difficili. 
Riempimi della Tua Pace. 
Io vengo a Te, caro Gesù, come un bambino libero da ogni legame 
mondano, privo di ogni condizionamento e Ti affido la mia volontà  
affinché, con essa, Tu possa fare tutto il necessario per il bene della mia 
anima e di quelle degli altri. 
Amen. 


domenica 25 agosto 2019

Preghiera alla Madre di Salvezza per le anime annerite



Oh Cuore Immacolato di Maria, 
Madre di Salvezza e Mediatrice di tutte le Grazie, 
Tu che parteciperai alla salvezza dell’umanità 
dalla malvagità di Satana, 
prega per noi. 
Madre della Salvezza,  
prega perché tutte le anime possano essere salvate 
e accettino l’amore e la misericordia di Tuo Figlio 
nostro Signore Gesù Cristo che viene ancora una volta per salvare l’umanità 
e per darci la possibilità della salvezza eterna. 
Amen. 

Beata Elisabetta della Trinità



 Dopo la Comunione, possediamo tutto il cielo nella nostra anima, eccetto la visione.

ADAMO E LA SUA VITA NELL’UNITA’ DEL SUO CREATORE E PADRE



Ed ecco quindi la necessità del Ritorno dell’alito di Gesù per far regnare la Divina Volontà.  (Volume 24 - Agosto 26, 1928)

[…]  (Gesù a Luisa:)  “Piccola figlia del mio Volere, il mio alito fiatandoti ti rinnova, e colla sua potenza vivificatrice distrugge in te l’infezione del germe dell’umano volere e vivifica il germe del mio Fiat Divino.  Quest’alito è il principio della vita umana della creatura, la quale come si allontanò dal mio Volere perdette il mio alito e, sebbene le restò la vita, tuttavia non sentiva più la forza vivificativa del mio alito, che vivificandola la manteneva bella, fresca, a somiglianza del suo Creatore.  Sicché l’uomo senza il mio alito, rimase come quel fiore che non avendo più pioggia, vento e sole, si scolorisce, appassisce e declinando il suo capo tende a morire.
Ora per riabilitare il Regno del mio Volere Divino in mezzo alle creature, è necessario che ritorni il mio alito continuo in mezzo a loro, che soffiandoli più che vento faccia entrare in loro il Sole della mia Volontà, che col suo calore distrugge il germe cattivo dell’umano volere, e ritorna bello e fresco come era stato creato;  ed il fiore ridrizzando il suo stelo sotto la pioggia della mia grazia, rialzi il suo capo, si vivifica, si colorisce e tende alla vita del mio Volere, non più alla morte.  Oh, se sapessero le creature il gran bene che sto preparando, le sorprese d’amore, le grazie inaudite, come sarebbero più attenti!  E chi conosce le conoscenze del mio Volere, oh, come metterebbero la vita per slanciarle in mezzo al mondo, affinché le creature si disponessero a ricevere un tanto bene!”  […]

dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta

EPISTOLARIO



L'EPISTOLARIO 

 Forma stilistica 
 
Le lettere sono scritte in stile piano e semplice, alle volte anche disadorno e non privo di nei grammaticali e lessicali. Padre Pio spesso doveva lottare contro un fattore che gli rendeva non sempre facile e chiara la manifestazione scritta del proprio pensiero: esprimere con vocaboli usuali le sue altissime esperienze spirituali. 
 
Anche se a volte stende la minuta è evidente che non lima letterariamente quanto ha scritto. Però i suoi "scritti sempre scuciti", come li chiama in una lettera a padre Agostino (16 2 1915), non sono privi d'immagini ed espressioni eleganti, poetiche, come queste scelte a caso fra tante:  "Ecco una languida figura di ciò che Gesù opera in me. A quella guisa che un torrente trascina seco nella profondità dei mari tutto ciò che incontra nel suo corso, così l'anima mia che si è sprofondata nell'oceano senza rive dell'amore di Gesù, senza alcun mio merito e senza potermene rendere ragione, attira dietro di sé tutti i suoi tesori" (9 8 1912).  
"Egli [Dio] per adesso nulla può darti come il raggio d'una stella, il profumo d'un fiore, il gemito d'un'arpa, le carezze del vento" (5 11 1912).  
"Le vostre risposte sui tanti problemi, dubbi e difficoltà io le aspetto come luce di paradiso, come rugiada benefica su pianta assetata" (21 4 1915).  
"L'amarezza della prova viene addolcita dal balsamo della bontà e della misericordia di Dio. Viva Dio, che sa si meravigliosamente alternare le gioie e le lagrime da condurre l'anima per incognite vie al raggiungimento della perfezione; la perfezione ch'egli sa trarre anche da quello che all'anima sembra e reputa un male; la perfezione, fiore che Iddio pietoso fa sbocciare tra le spine del dolore, innaffiato dalle lagrime dell'anima che pazientemente soffre, che umilmente ai divini voleri si uniforma e che caldamente e fervidamente prega" (20 61915).  
"Oh come questa comitiva è santa, è nobile, augusta, pregevole e cara! Oh come in essa la gioia è sincera, la pace profonda, il camminar coraggioso, il vivere perfetto! La fede la anima, la fiducia la sostiene, la carità l'accende, il pudore l'abbellisce, la penitenza l'adorna" (24 6 1915).  
"La pace è la semplicità dello spirito, la serenità della mente, la tranquillità dell'anima, il vincolo dell'amore. La pace è l'ordine, è l'armonia in tutti noi; ella è un continuato godimento, che nasce dal testimonio della buona coscienza; è l'allegrezza santa di un cuore, in cui vi regna Iddio. La pace è il cammino alla perfezione, anzi nella pace si trova la perfezione. Ed il demonio, che conosce assai bene tutto questo, fa tutti gli sforzi per farci perdere la pace" (10 7 1915).  
"Non vi preoccupi il pensiero che il tempo della prova è lungo ancora; è meglio il purgatorio sofferto per volontà di Dio, che deliziarsi nel chiostro, pallida figura della Gerusalemme celeste. Non si perviene a salvezza senza attraversare il burrascoso mare, sempre minacciante rovina. Il Calvario è il monte dei santi; ma di là si passa ad un altro monte che denominasi Tabor" (10 10 1916).  
Ciò premesso, è doveroso aggiungere che nell'epistolario vi è un notevole gruppo di lettere di una straordinaria bellezza letteraria e spirituale, degne di comparire in una antologia di spiritualità, nella quale certamente troveranno un posto preminente. Sono scritte con calore e convinzione, con una logica implacabile e con accenti che toccano soavemente il cuore ed illuminano saggiamente l'intelletto. I più complessi stati della vita mistica sono descritti con meravigliosa limpidezza di linguaggio e con non comune chiarezza 
di concetti.  
In un periodo reso particolarmente difficile, da continui e violenti assalti di satana, che con le sue insidie si ostinava a rendere impossibile la direzione per iscritto (cf. lett. 31, 82, 102, 103, 104, 107), s'inserisce un episodio alquanto strano e insolito nella pedagogia della direzione spirituale. Per far dispetto a satana, padre Agostino scrive parecchie lettere in latino (4), greco (3), e francese (37). Queste ultime non sono un modello stilistico né grammaticale, noi però le pubblichiamo, con qualche correzione, così come sono uscite dalla sua penna, perché hanno soltanto, almeno per noi, un valore documentario, in quanto trasmettono un insegnamento e svelano un aspetto curioso e forse unico nella corrispondenza spirituale: servirsi, cioè, d'una determinata lingua, il cui uso dispiace a satana! 

PADRE PIO DA PIETRELCINA 

Volto adorabile di Gesù,



Volto adorabile di Gesù,
unica bellezza che rapisce il mio cuore,
degnati imprimere in me la divina tua rassomiglianza,
affinché tu non possa mirare la mia anima,
senza contemplare te stesso.

(Santa Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo)


Don Bosco



 Chi fa elemosina per salvare anime sarà ricompensato con molta santità e lunga vita, XVIII,470. 


MARIA SIMMA LE ANIME DEL PURGATORIO MI HANNO DETTO…



Perché faccio delle conferenze?

"Tu devi andare ovunque ti domandino - dicono le anime del purgatorio - è il tuo apostolato". Anche il Concilio vuole che i laici lavorino maggiormente per l'apostolato. Ogni cattolico è obbligato, dopo la cresima, a difendere la fede e la verità secondo i doni che ha ricevuto. Così è pure mio dovere fare delle conferenze. Anche certi preti non vogliono capire; non lo permettono, mentre il popolo lo desidera. Preghiamo per questi preti. Io non mi faccio pagare per queste conferenze e queste discussioni; chiedo solo le spese di viaggio e di mantenimento. Mi si è pure rimproverato di ricevere dei doni spontanei che oltrepassano le spese di viaggio. E’ vero, ma questo denaro non l'adopero per me: va nella piccola «casa delle anime». Là vanno pure tutti i doni supplementari. Essi appartengono alle anime che domandano una Messa o il dono di una buona opera. Ho l'abitudine di vivere semplicemente. Quando andavo a scuola non avevamo altra cosa da mangiare, a mezzogiorno e la sera, che una zuppa e un pezzo di pane. Tuttavia eravamo otto ragazzi e tutti siamo cresciuti in buona salute. Si starebbe meglio se si vivesse più semplicemente. Mi si domanda anche che scuole ho frequentato per essere in grado di fare tali conferenze. Ho frequentato solo la scuola elementare per otto anni. Ma le mie relazioni con le anime del purgatorio mi hanno insegnato molto, e sono diventata un'altra. Ho pure una grande fiducia nello Spirito Santo. Ed è solo quando s'invoca lo Spirito Santo con fiducia che si prova la potenza del suo aiuto e quanta importanza ha la sua assistenza, soprattutto quando si tratta dell'educazione dei bambini! Così non saprò mai consigliare abbastanza agli educatori ed ai genitori di domandare allo Spirito Santo di illuminarli. 

Il Sacro Cuore



Cuore umano e Cuore divino

Possiamo riassumere la dottrina sul Sacro Cuore con queste parole di Pio XII: «Il culto da tributarsi al Sacratissimo Cuore di Gesù è degno di essere stimato come la professione pratica di tutto il Cristianesimo. La Religione di Gesù è infatti questa: è tutta imperniata sull’ Uomo-Dio Mediatore, così che non si può giungere al Cuore di Dio se non passando attraverso il Cuore di Cristo. (...) In sostanza, il culto al Sacratissimo Cuore di Gesù non è altro che il culto dell’amore che Dio ha per noi in Gesù, ed è anche la pratica del nostro amore verso Dio e verso gli altri uomini. In altre parole, tale culto si propone l’amore di Dio come oggetto di adorazione, di rendimento di grazie e d’imitazione; inoltre considera la perfezione del nostro amore per Dio e per il prossimo come la mèta da raggiungere mediante la pratica sempre più generosa del nuovo Comandamento lasciato dal divino Maestro agli Apostoli come in sacra eredità, allorché disse loro: “Vi dò un nuovo Comandamento: amatevi a vicenda, come io ho amato voi” (Gv.,13,34)».
Praticando efficacemente questa devozione, inoltre, i fedeli sono sicuri di avere come principale motivo della loro vita non un vantaggio personale – sia esso materiale o spirituale, temporale o eterno – ma la bontà stessa di Dio, ponendo la gloria divina come fine supremo dell’ esistenza terrena e quindi diventando veramente suoi figli.
Scriveva il padre De Gallifet: «Nel mondo sensibile e corporeo non c’è nulla, che possa essere proposto con maggior ragione al culto del fedele, che questo Sacro Cuore. Infatti non c’è nulla che contenga e rappresenti i misteri più sublimi; nulla la cui vista sia capace di svegliare nel cuore dei fedeli gli affetti più santi; nulla che esprima meglio (...) l’amore immenso di Nostro Signore Gesù Cristo; nulla che ricordi meglio tutti i benefici dell’ amantissimo Redentore; nulla che mostri meglio le pene intime ch’egli ha sofferto per noi».
Chiediamoci dunque con san Giovanni Eudes: «Quale cuore più adorabile, ammirevole e amabile, del Cuore di quell’ uomo-Dio che si chiama Gesù? Quale onore merita questo Cuore divino, che ha sempre reso ed eternamente renderà una così gran gloria a Dio? Con quale zelo dovremmo onorare questo Cuore augusto, fonte della nostra salvezza, che è l’origine di tutte le felicità del cielo e della terra, che è una immensa fornace di amore per noi, che non pensa altro che a donarci una infinità di beni, e che infine si è spezzato dal dolore per noi sulla Croce?»

Guido Vignelli

sabato 24 agosto 2019

Le Profezie di Teresa Neumann



TERESA NELLA VITA QUOTIDIANA 

Quando Teresa Neumann non era troppo sofferente (ebbe molte tribolazioni e malattie anche dopo le miracolose guarigioni) e non aveva visioni, conduceva una vita normale, nei limiti in cui le sue dolorose stigmate glielo consentivano: amava curare il suo piccolo giardino, ornare di fiori l'altare della chiesa, occuparsi degli animali.  

Aveva una predilezione per gli uccellini esotici. Dedicava anche molto tempo alle visite agli ammalati, ai colloqui con la gente che veniva a incontrarla da tutte le parti della Germania e dall'estero, al disbrigo della vastissima corrispondenza. Tutti coloro che l'hanno conosciuta la descrivono concordemente come una donna di grande semplicità e disponibilità, di carattere allegro, aperta al dialogo, innamorata della natura e di quello che chiamava «il bel mondo di Dio».  

Teresa non era esente da certe debolezze, come tutti i comuni mortali. Racconta infatti il fratello Ferdinand: «Mia sorella aveva un temperamento forte, deciso, e poteva anche inalberarsi facilmente, soprattutto con i visitatori che erano di un'insistenza incredibile. Lei ogni giorno metteva alcune ore a loro disposizione, dall'una alle quattro del pomeriggio, e aveva anche appeso un cartello fuori della porta per renderlo noto. Però non la lasciavano in pace un momento, le correvano dietro anche in chiesa, in giardino, dappertutto. Lei allora si irritava: "Ma voi non avete proprio niente da fare? Perché non andate a lavorare?" 

Se però capiva che non era semplice curiosità, ma necessità autentica di colloquio e consiglio, si metteva di nuovo a disposizione. I visitatori, bisogna dirlo, l'hanno molto tormentata. Ricordo che quando chiedeva al Salvatore qualcosa (mai per sé, sempre per gli altri) prometteva: “Salvatore, ti chiedo questa grazia. In cambio per un mese sarò più paziente con i visitatori!” 
Solo per amore del Salvatore aveva accettato i suoi fenomeni straordinari, in particolare il digiuno. Anni Spiegì, che visse per settimane intere in casa Neumann, ricorda come Reslnon fosse praticamente mai sola: «Se per trentasei anni fosse riuscita a mangiare e bere di nascosto, sarebbe un miracolo ancora più grande del digiuno stesso!». Racconta poi un episodio che fa capire chiaramente quale fosse lo stato d'animo di Reslnei confronti di questo tanto discusso digiuno: «Una volta tutta la famiglia Neumann era a lavorare in campagna e io rimasi a casa sola con Resi. Preparai il pranzo per tutti. Mentre mescolavo il cibo nella pentola, chiesi a Reslche era accanto a me di assaggiarlo per sentire se era giusto di sale. Lei scosse la testa. Io insistetti, affermando che bastava che provasse appena con la punta della lingua. E Teresa: "Guarda, proprio non posso, non riesco ad assaggiare nulla neppure se ho le labbra secche, aride e sanguinanti".  

Io allora le chiesi se non sentisse mai fame, oppure se rinunciasse volontariamente al cibo o se proprio non riuscisse a mangiare. Lei allora divenne triste e disse: "Spesso ho pregato il Salvatore di consentirmi di mangiare come l'altra gente. Credi che sia facile per me essere ritenuta da tanti una mistificatrice? Io non posso mangiare e non provo neppure mai la sensazione della fame!" Anni Spiegì ricorda ancora che un giorno un visitatore disse a Resi: «Che meraviglia vivere di niente!». E lei di rimando: «E’ meraviglioso anche vivere di un pezzo di pane. Entrambi sono miracoli, però uno colpisce di più perché è raro». Resl andava a tavola insieme ai familiari, recitava con loro la preghiera, partecipava alla conversazione, li serviva. La famiglia aveva imparato ad accettare serenamente la situazione. Una volta Anni lavorava con Resl in giardino. Passò mezzogiorno e Anni cominciò a sentir fame, però non voleva disturbare Resl che lavorava con entusiasmo. Verso le tre venne in giardino la madre di Resl: portava la colazione per Anni e fece un rimprovero alla figlia: «Perché non mandi a casa Anni a mangiare? 
Tu non hai bisogno di mangiare e pensi che neppure gli altri sentano la fame!». La famiglia fu sempre un prezioso appoggio per Resl.  

Fu anche grazie all'affettuoso sostegno dei familiari che riuscì a sopportare con tanta forza e serenità gli anni della malattia e della cecità. La sua camera era proprio sopra il laboratorio di sartoria del padre, e quando aveva bisogno di qualcosa picchiava col bastone e qualcuno accorreva. La sua camera era del resto divenuta il cuore della casa: qui venivano discusse le questioni familiari, la compra e vendita del bestiame, tutto ciò che riguardava la famiglia. La domenica in camera di Resl si davano convegno le amiche: raccontavano e pregavano insieme, leggevano, cantavano. Queste ore liete davano a Resl la forza per affrontare gli altri giorni della settimana. Vediamo ora più da vicino le persone che costituivano lo stretto entourage di Teresa Neumann, cominciando dai genitori e dal pastore Naber. 

PADRE PIO E IL DIAVOLO



Gabriele Amorth racconta... 

Una testimonianza molto interessante inedita, contenuta nella Positio, è stata fornita da padre Aurelio di Sant'Elia a Pianisi, che era uno degli allievi di Padre Pio. «Seppi più tardi» racconta «delle lotte che lui sosteneva con il diavolo. Devo affermare che fui testimone di quanto veniva asserito dagli altri, religiosi maturi e coscienti. Nel 1917, ricordo, rientrando dopo le preghiere della sera nella camerata, adibita oggi ad archivio, trovai, o meglio trovammo, i ferri grossi quanto un dito che sostenevano le tende di separazione del letto del Padre contorti e divelti dal loro posto. Presi tutti da stupore prima e da paura dopo, ognuno diceva la sua. I piccoli piangevano, i più grandi cercavano di sedare gli animi. Richiamato dal fracasso, arrivò il Padre. Sedò lui la tempesta, raccomandandoci di pregare assieme a lui perché il maligno non avesse cantato vittoria. Con la tenerezza di una mamma ci pregò di metterci a letto perché avrebbe lui vegliato accanto ai nostri letti. E non si mosse davvero fintanto che non prendemmo sonno. Fece suonare un poco più tardi del solito la sveglia e, svegli, ci raccomandò di non dire a nessuno quello che era avvenuto. Conservammo i ferri gelosamente per parecchi mesi. Un incosciente superiore poi permise che venissero utilizzati per il davanzale del piccolo balcone che venne aperto nella scuola, oggi adibita per gli abbonamenti della “Voce di Padre Pio”.» Un altro episodio di questo genere, ma tutto personale: «Non vedevo bene, come piccolo responsabile del gruppo dei seminaristi più piccoli, che si fossero attardati, dopo aver ricevuto la benedizione serale, che il Padre dava a tutti noi’ a richiederne un’altra. Me ne lamentai risentitamente con loro e con il medesimo Padre, affermando che stimavo inutile e ipocrita la richiesta di una seconda benedizione. Il Padre si turbò un tantino e mi pregò di mitigare il giudizio proprio perché avrei potuto pentirmene. Non cedei alle sue reiterate preghiere e turbato anch'io mi allontani da lui portandomi nella cella, oggi abitata dal superiore del convento, a dormire. Ma cosa insolita per un ragazzo di quindici anni, non riuscivo a prendere sonno. Il Padre venne per due volte a visitarmi, sempre raccomandandomi di pregare. Con tutte queste sue accortezze paterne, non riuscii ad addormentarmi. Alla mezzanotte, dopo aver contate le ore, battute dall'orologio, sito allora in fondo al corridoio principale, avvertii uno strano fenomeno. Caldo intenso e soffocante, fetore nauseante, passi di piedi scalzi e un respiro accelerato e ansante. Avrei voluto gridare e muovermi, ma, per la paura, non riuscivo né a gridare e né a muovermi dalla posizione presa. Questo fenomeno durò oltre dieci minuti. Avvertii, distintamente, il raschiare di unghie vicino al letto. Non esagero: niente vidi, ma tutto potei avvertire. Dalla mano invisibile fu preso il quadretto della Madonna di Pompei, che ebbi regalato dal medesimo Padre, e fu scaraventato contro le imposte della piccola finestra della mia cella. Sentii il colpo e constatai al mattino, alla presenza del Padre Pio, quello che era avvenuto nella notte. 
Terrorizzato non osai uscire dalla cella e non mi mossi dal letto fintantoché non si fece giorno e non avvertii i primi passi nel corridoio. Senza vestirmi, in mutandine e maglietta, corsi alla cella del Padre tremando e piangendo e gridando per narrare l'accaduto e per pregarlo di farmi partire immediatamente per il mio paese. Il Padre non mi fece dire. Capì tutto. Si alzò anche lui e mi disse queste parole: “Meno male che hai sentito solamente e non hai visto". Mi toccò la testa e il polso e senza farmi tornare alla mia cella, mi adagiò sul suo letto. Mi addormentai subito. Venne lui a svegliarmi, dopo la colazione. Mi fece promettere che non avrei detto a nessuno dei compagni la terribile e paurosa nottata e mi assicurò che mi avrebbe passato dalla cella alla cameratina, dove avrei potuto stare più tranquillo. Da quella notte il primo a richiedere una e due benedizioni ero io». 

MARCO TOSATTI 

IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO



Ho lo spirito avvinto alla Croce

Per le angosce, per gli affanni, per il martirio, per il Sangue, per la preghiera, per la riparazione, per la morte di Gesù, abbi, o Padre Santo, pietà di me.
Come il ladro crocifisso al suo fianco, anch'io ripeto che ho meritato il castigo della morte con tutti i suoi tormenti, i suoi spasimi e le sue agonie.
Che se non sono realmente crocifissa a un duro legno, ho però lo spirito avvinto alla Croce di Gesù: ho desiderato partecipare alle sue pene, ho adorato, annientandomi, le sue stigmate, mi sono immersa, per devozione, per compassione, per amore, nel suo Sangue Prezioso.
Per il Sangue, per le stigmate, per le pene, per l'immolazione, per l' impetrazione, per la morte di Gesù, abbi, o Padre Santo, pietà di me.

Ch'io mi senta ripetere la divina promessa: «Hodie mecum eris in Paradiso». q.'12 : agosto, s.g.

SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO

Lui e io



12 luglio 1937 – 
«La tua conversazione con me? Piccole parole brevi, capisci? Senza sforzi.
Meno sforzo c’è, più c’è Amore. »

18 luglio 1937 – 
«Donati a me come io mi dono a te. 
Se tu ti serbi per te stessa, la nostra unione non è completa.
Donati a me come io mi dono a te».

«I tuoi successi? La tua allegria? Il tuo fascino? Attribuisci a Me tutto. Sono io che te l'ho dato».

10 luglio 1937 – Ero stata in giardino ad occuparmi dei fiori prima di dire le orazioni. Poiché mi attardavo, mi ha detto: 

«Quando toccherà a me?».

22 luglio 1937 – Scendendo da una stazione. 
«Abituati a rivolgerti al prossimo con un atteggiamento d’inferiorità.»

Alla fermata di un treno. 
«Quando la tua vita si fermerà, che sia con un grido d’amore!».

«Vedi questa bimba? Guarda suo padre sorridendo. Non gli parla. Ma come è felice suo padre di questo sorriso!».

Stazione di Paray-le-Monial. Mentre pensavo che non era questo il più bel paesaggio francese per ricevere il Sacro Cuore, Lui mi ha detto: 
«Non era il paese ad attirarmi, ma l’anima così umile di Margherita-Maria».

«Quando parli o anche quando pensi in modo altezzoso, ciò proviene dalla tua bassezza. 
Quando ti fai la serva degli altri, questo ti innalza».

26 luglio 1937 – Nel Midi. 
«Guarda la foglia dell’albero, così verde e larga: se con il suo stelo non si reggesse al ramo che è attaccato al tronco, che sarebbe la foglia?».

28 luglio 1937 – 
«È appena hai tagliato le rose appassite, che il roseto fa sbocciare nuove rose: è un incessante movimento in avanti, fiori o frutti. Imita il tuo Creatore».

«Più ti darai agli altri, più Io mi darò a te».

30 luglio 1937 – Distratta dopo la Comunione.
«Quando si ha nel proprio salotto qualcuno di molto amato, non ci si mette alla finestra a guardare i 
passanti».

Nelle paludi salmastre. 

«Vedi, c’è del sale sulle tue labbra, eppure hai semplicemente attraversato l'atmosfera delle paludi: 
quando mi ricevi al mattino, rimane qualcosa di Me in te, tutta la giornata».

Il diario spirituale di Gabrielle Bossis 

PREGATE PER LA VOSTRA PATRIA



Amati figli del Mio Sacrosanto Cuore, venite fra le Mie braccia, Io vi accarezzerò e vi darò Nuova Vita. 
Oggi è un giorno speciale, in cui permetto che la Mia Divina Misericordia vi ricolmi. Pregate, pregate per i vostri fratelli, pregate per il vostro Paese, fate penitenza per tutta l’umanità, specialmente per la vostra Patria; giorni molto difficili vi attendono, abbiate cura di ciò che avete, poiché ne avrete bisogno. Dovrete passare attraverso tutto: la caduta di Babilonia, le piaghe d’Egitto. Lo sapete voi che cosa questo provocherà fra gli increduli e i malvagi? Sapete voi la speranza che Io porterò ai Miei veri prediletti? Approfittate di questa Misericordia, perché non tornerà più. Avanzate sempre uniti nell’amore sincero, senza invidie e senza egoismi.

Siate prudenti, non permettete che sia la vostra bocca e la vostra lingua a parlare, ma fate in modo che sia il vostro cuore a parlare, poiché Io parlerò attraverso di voi. Fate in modo che la vostra volontà non domini sul vostro spirito, ma che sia lo spirito a dominare la carne.

14 giugno 1996

Messaggi dettati a Catalina rivas

"Tu non hai versato il tuo sangue per lui!".



In Spagna si venera un Crocifisso che ha il braccio destro schiodato e abbassato. Ai piedi di questa immagine di Gesù un giorno un peccatore ha confessato le sue colpe, ma il confessore esitava ad assolverlo. Lo ha poi perdonato ed ha aggiunto. "Ma bada di non ricadere". Il penitente promise, ma era debole e ricadde. Tornò allora dal sacerdote che lo accolse con severità: "Questa volta non ti assolvo". Il penitente replicò. "Quando ho promesso ero sincero, ma sono debole. Padre, mi dia il perdono del Signore". Anche stavolta il confessore lo perdonò, ma disse. "E' l'ultima volta!". Qualche tempo dopo il penitente ritornò, ma il sacerdote gli disse seccamente. "Tu ricadi sempre, il tuo proposito non è sincero". "E' vero, padre, io ricado spesso, ma è perché sono debole. Sono un malato, ma il mio pentimento è sincero". "No, non c'è perdono per te!". Dal Crocifisso si è sentito allora un singhiozzo. Il Cristo ha schiodato la mano destra e, alzandola, ha tracciato sul capo di quel peccatore il segno dell'assoluzione. Contemporaneamente una voce disse al sacerdote:

 "Tu non hai versato il tuo sangue per lui!".

Guarite le vostre famiglie!



Figlia Mia. Mia cara figlia.
Dì al mondo quanto è importante la famiglia. Se non guarite le vostre famiglie, allora andrete in rovina.
La vostra Mamma celeste che vi ama.
Protettrice dei cuori puri e di TUTTE le anime dei bambini della terra.