venerdì 27 marzo 2020

Preghiera per la guarigione



Ti invoco Spirito Santo per la guarigione di  ............. ,
i Tuoi raggi di luce inondino le sue membra sofferenti e rimangano impressi nel cuore
così che questo corpo malato, risplendendo della Tua luce, riceva sollievo anche nello spirito.
Ti prego Spirito di Dio perché la nostra notte non sia mai così buia,
perché illuminata dalla Tua luce che dona vita.
Ascolta, Spirito di Cristo, la preghiera di questo cuore che a Te ricorre e Ti invoca
nel nome di Dio, Padre Creatore,
di Gesù , Figlio Salvatore,
dello Spirito, forza santificante.
SS. Trinità di Dio, accogli la mia preghiera che implora la guarigione di .......... ,
affinchè dalle nostre labbra nasca un canto di lode e di ringraziamento. Amen. 

Regina della Famiglia



Don Cortesi spiega la ritrattazione 

Don Luigi Cortesi, professore di filosofia del Seminario di  Bergamo, nel libro Il problema delle apparizioni di Ghiaie,  descrive il modo con cui riuscì a indurre Adelaide Roncalli a  ritrattare le apparizioni. Credo sia illuminante, per l'argomento  che trattiamo, citare dal suddetto libro qualche pagina degli  interrogatori, cui sottopose la piccola veggente. 

Egli scrive (pp. 220-221): 
"Ranzanico, 23 luglio, ore 22,30 — Siamo bucolicamente sdraiati nel praticello dell'asilo, in faccia al lago sottostante... 
La conversazione sfarfalleggia da un argomento all'altro. Ma  mi è facile condurla, al momento buono, dove voglio. La fermo  sulle paure del buio, dalle quali Adelaide s'è lasciata agitare anche  l'altra sera. 
 Non devi aver paura, dunque, se quelle immagini non  sono vere. Del resto, chi è quieto in coscienza non teme neppure il  diavolo. Si direbbe che tu non sia quieta in coscienza. 
 Che cosa vuol dire "quieta in coscienza"? 
 Non si è quieti quando si prova rimorso, perché si hanno 
peccati sull'anima. Li hai tu? 
 Non so... Chi ha un peccato sull'anima, se dice un'Avemaria, 
il diavolo scappa via, no? 
 Lascia stare il diavolo. È sempre bene dire un'Avemaria,  ma non basta: chi è in peccato mortale deve confessarsi. Forse che  ce l'hai tu? 
- Non so. Che cosa sono i peccati mortali? 
 Sono peccati grossi che, se morissimo... 
- Per esempio? 
 Per esempio... - E intanto annaspo per trovare l'esempio  adatto. Non voglio buttarle in faccia il caso suo, senza averla  preparata. La bimba è sulle spine e ripete tre volte: 
- Per esempio? 
 Ecco per esempio: un tale va in tribunale e dice al giudice:  "Questo fascista ha ucciso dieci partigiani". La cosa non è vera, ma  il giudice fa ammazzare il fascista. Ebbene, quel tale ha  commesso peccato grave. 
 Io non ho mai fatto queste cose. Non ho mai parlato di 
soldati. 
 Lo credo bene. Ma io non dicevo di te... Però anche tu hai  fatto delle bugie grossettine, grossettine, colla storia della tua  Madonna. 
Adelaide non si ribella: pare angustiata della sua colpa e  chiede ansiosa: - È peccato mortale? — È terribile compito il  convincere di peccato grave la coscienza di un bambino: ma  bisognerà pure illuminarla, quandochessia. 
 Adelaide mia, non ti voglio ingannare. Tu sei piccola e 
 forse il tuo non è un peccato grave, perché tu non sapevi bene  tutto il male che facevi. Ma se avessi fatto io, io che ho più di  trent'anni quello che hai fatto tu, se io avessi detto alla gente che  mi era apparsa la Madonna sapendo che non era vero, io avrei  commesso un peccato mortale, grosso, grosso, uno dei più grossi...  Invece, forse tu non sapevi... 
 È più grosso ancora del peccato mortale? 
 Eh, no. Tutti i peccati grossi sono mortali. 
 No, ci sono dei peccati più grossi dei mortali. 
 Quali? Vuoi dire i peccati contro lo Spirito Santo? - 
No, un altro. 
- Che gridan vendetta al cospetto di Dio? 
- No, un altro. 
- Me lo dirai quando ti viene in mente. Però, tu l'hai confessato per bene, non è vero? 
 Sì, annuisce Adelaide col capo". 
Il 31 luglio (pag. 225) il Cortesi ripete ad Adelaide: 
"Certo, una bugia, in queste cose della Madonna è peccato  grosso... E quindi devi confessarti, chiedere di cuore perdono al  Signore e alla Madonna: poi devi fare penitenza... 
Domani saremo a Bergamo e ti potrai confessare. Se vuoi, 
puoi venire da me, perché io so già le cose...". 
Il 13 agosto (pp. 228-229), a Bergamo, don Cortesi, tra 
l'altro dice alla bambina: 
Io so che non ti sei ancora confessata... 
 Sì, mi sono confessata da quell'altro... 
 Volevo dire: non ti sei ancora confessata di quella bugia 
circa la tua Madonna, non è vero? 
No, non ne ho parlato. 
Vedi ascolta: secondo il tuo parere, fu bene o male che tu 
dicessi di aver visto la Madonna?
Male. 
Perché fu male? 
Perché è una bugia. 
Se è male devi confessartene... 
 Penso che Mons. Vescovo vorrà conoscere questa storia  della Madonna: a lui bisogna dirla per bene. Tu certamente avrai  vergogna di confessare la tua bugia. Perciò facciamo in questo  modo: tu scrivi una lettera e ci metti tutto ciò che il cuore ti  detta; io poi la porterò al vescovo. Vuoi?...". 
Gli interrogatori martellanti non potevano che portare alla  ritrattazione. La resistenza della bambina, nell'isolamento,  durata più di un anno, a una tale coercizione morale, è un prodigio. 
Questi fatti procurarono gravi ferite nella psiche e nella  coscienza della bambina, e furono la causa principale di altre  ritrattazione.

Severino Bortolan 

DELLE CAUSE DEI MALI PRESENTI E DEL TIMORE DE' MALI FUTURI E SUOI RIMEDI AVVISO AL POPOLO CRISTIANO





DEL CONTE CANONICO ALFONSO MUZZARELLI

GESU’ AL CUORE DELLE MAMME



Tu sposa, tu madre... Tu soffri, figlia mia. Che cosa hai raccolto dalla vita e dalla terra? Delusioni e dolori. Tu soffri, come sposa e come madre... Sei scoraggiata. Ecco, io ti vengo incontro per consolarti: vieni a me, accostati a me, nel Sacramento eucaristico. E invece del povero amore umano, tu trovi l'amor mio infinito. Riposa sul mio Cuore e troverai in me la tua vita, pur vivendo nelle tue mansioni di sposa e di madre.

don Dolindo Ruotolo

Chi è don Luigi Villa?



Alcuni tentativi di assassinio

Per mettere a tacere un Sacerdote come don Villa, però, esisteva un solo metodo sicuro: l’eliminazione fisica.
Infatti, la sua vita fu costellata da sette tentativi di assassinio.
Ne cito tre, brevemente.

1° Don Villa stava tornando da Roma a Brescia in macchina. Poco prima di Arezzo, la strada, sulla destra, rasentava uno strapiombo di almeno 100 metri. In quel tratto, egli si accorse di essere seguito da una macchina che poi lo affiancò, obbligandolo, a poco a poco, a portarsi sul ciglio della strada. Che fare? Don Villa vedeva ormai la morte davanti a sé. In quel momento, però, sopraggiunse una macchina della polizia. Don Villa suonò il clacson per richiamarla, ma la macchina che lo fiancheggiava accelerò e sparì.
Il Signore lo aveva salvato da morte certa!.. Quell’incidente don Villa lo raccontò, poi, al card. Palazzini, alla presenza del Professor Luigi Gedda, il quale esclamò: «Ma allora, siamo in guerra!».

2° Don Villa si stava recando, in macchina, da un suo sacerdote amico, don Berni, parroco a Corlanzone, presso Lonigo (Vicenza). Uscì dal casello dell’autostrada e si avviò sulla statale che lo avrebbe portato a destinazione. Improvvisamente, gli si bloccarono gli arti, mani e gambe, e si sentì paralizzato. Chi gli aveva dato narcotici?.. Ad una curva della strada, don Villa, sebbene ad occhi aperti, vide la macchina andare dritta in un prato che costeggiava un canale largo 6-7 metri e profondo due, con acqua e molta melma. Egli vedeva tutto come in un sogno, senza essere in grado di agire. I suoi arti restavano paralizzati. Ormai, continuando la corsa, la macchina, si trovava a pochi metri dal canale... ma a pochi centimetri dall’orlo, improvvisamente, il motore dell’auto si bloccò di colpo. Fu un grande miracolo! Pochi secondi ancora ed egli sarebbe caduto nel canale e sparito sul fondo, con la macchina che gli avrebbe fatto da bara.
Con l’improvviso blocco dell’automobile, don Villa ebbe come un risveglio e uscì dalla macchina. Egli si vide circondato da parecchia folla e un Vigile urbano gli propose di portarlo all’ospedale. Don Villa rifiutò, risalì in macchina e ripartì.

3° Dopo diversi mesi, don Villa fece visita ad un suo “amico” sacerdote e, dopo il pranzo, terminato con un caffè, tornò a casa. Durante il viaggio, però, cominciò a sentirsi male; arrivato a casa, era in tali condizioni di salute che fu chiamato subito il suo medico. La diagnosi fu: “avvelenamento”. Il medico gli disse: «Le hanno dato un caffè avvelenato?». Comunque, nell’arco di alcuni giorni, il me dico riuscì a far uscire don Villa dal pericolo di morte.
Dopo alcuni anni, accompagnando don Villa da un suo conoscente altolocato e molto ferrato sul problema dell’infiltrazione massonica nella Chiesa, assistetti ad un loro colloquio sulla questione della “Lista Pecorelli”, che era stata pubblicata da “Chiesa viva”
proprio alcuni mesi prima del tentato avvelenamento. Sentii uno dei due ricordare le parole pronunciate dal card. Silvio Oddi a proposito di questa “Lista”. Il Cardinale aveva detto:
«È una lista tutta da una parte».
L’altro, invece, disse: «La Lista Pecorelli è la Lista di tutti gli uomini del card. Agostino Casaroli» e ag giunse: «Casaroli è il Capo di quattro Logge massoniche in Vaticano».
Poi, seguì una frase che mi fece comprendere il vero significato della pubblicazione di quella “Lista” da parte dell’avvocato Mino Pecorelli, egli stesso membro della Loggia P2 e Direttore della Rivista “OP” (Osservatore Politico) che, il 12 settembre 1978, l’aveva pubblicata. 
Uno dei due interlocutori disse: «La “Lista Pecorelli” è stata fatta pubblicare dalla Massoneria stessa per fermare l’ascesa al Papato del card. Agostino Casaroli».
Infatti, il discorso proseguì con la considerazione che il card. Casaroli era talmente potente in Vaticano che solo la Massoneria avrebbe potuto fermarlo, se non fosse stato da lei prescelto come Papa.

a cura dell’Ing. Franco Adessa

IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO



La vita delle piaghe è il Sangue

La vita delle piaghe di Gesù è il Sangue divino. Creato dal Padre per un mistero di misericordia, composto dallo Spirito Santo per un mistero di amore, ci viene donato da Gesù per un mistero di grazia. Ah! non era necessario che Gesù aprisse sulla croce tutte le sue vene per darci e ridarci il suo amore. Lo aveva profuso nella Incarnazione, nella sua vita privata di silenzio, di lavoro e di sacrificio, nella sua vita apostolica di zelo e di bontà, nella sua vita intima di preghiera manifestata a Dio con gli atti perfetti di un culto supremo.
Ma l'amore di Dio, l'amore di Gesù è inesauribile e, per significare questa sovrabbondanza, il Salvatore aperse le sue piaghe perché il Sangue fluisse a dismisura.
Sì, mio Gesù, intendo questo prodigio di amore; lo adoro, e lo invoco per me e per tutti, con la fede più viva, con la speranza ardente, con la carità attinta dalla tua stessa carità.
Gesù rinnova in me le sue misericordie.
Non gli basta che io sia la sua croce: questa croce viva deve avere tutte le impronte del Sangue.
E con una tenerezza, con una bontà, con una degnazione inedita, s'appressa alla mia povera anima e vi pone i sette suggelli del suo amore.
Come dirò, o meglio, come custodirò nel cuore queste meraviglie?
Gesù purifica col Sangue del suo Capo divino la mia mente e, in virtù di quel Sangue, aperta alle visioni del Mistero, essa è fatta degna della contemplazione di Dio.
La destra di Gesù stringe ora la mia povera mano e l'unione, trasmettendo il Sangue della piaga, trasmette la santificazione alle mie povere azioni, avvalora le mie meschinissime opere, i doveri dell'obbedienza e del sacrificio.
Ora è la mano sinistra che tocca la mia mano meschina e, al suo tocco divino, per i meriti del Sangue di cui si riveste, vengono pure rivestiti di meriti i santi desideri di bene, le intenzioni molteplici, gli ideali di apostolato non compiuto, gli slanci della pietà non effettuati.
Chi può dire l'ebbrezza, la ricchezza, la trasformazione dell'anima per questi contatti di grazia, di Sangue, di vita soprannaturale?
Anche i santissimi piedi di Gesù portano le loro stigmate sui miei poveri piedi e il Sangue, fluente dalle trafitture, impreziosisce, sollecita e guida i miei passi nella via della santità, li rende alacri nelle vie del Signore, li tiene sospesi in quelle del Mistero.
Sembra ora che tutta la mia vita sia trasformata in Cristo per virtù del suo Sangue adorabile...
O carità di Cristo impressa sulle mie povere membra, nel cuore e nell'anima a carattere di Sangue!
L'impronta di Cristo in me è il suggello della Redenzione. - Questa impressione, dice Gesù, allontana da te ogni tentazione, raddoppia in te la grazia e ti prepara alla gloria.
La sentirai rinnovata in te ogni volta che contemplerai la mia croce, che parteciperai al Sacrificio e mi riceverai nel Sacramento dell'amore.
Queste impressioni, queste operazioni di misericordia si rinnoveranno con tanta vivezza, effusione di grazia ed intensità di unione quanto più l'anima tua vivrà di fede e di abbandono ai piedi della croce.
La Vergine Santa, S. Giovanni, la Maddalena, furono i primi ad avere le impressioni del Sangue, così come le ho vivificate in te. Angosciati sotto la croce, furono poi i più beati nella vita, tanto è la magnificenza della grazia che proviene dalla mia Passione. Ebbero sempre negli occhi e nel cuore la visione della Croce, ma ebbero, con essa, tutti i godimenti della Redenzione...
0 Signore Gesù, io intendo accogliere in me le impressioni del tuo Sangue divino tante volte quanti sono i tuoi Sacrifici sull'Altare, le tue immolazioni nelle anime, le tue offerte all'Eterno Padre e intendo di offrirle con Te, non solo durante la vita terrena, ma oltre la vita, fino alla fine dei secoli, pur vivendo beata in Te.
O adorabili piaghe della vita del mio Gesù! O vita mistica del Sangue prezioso!
Aumento in me queste virtù con l'esercizio, con il desiderio, con la preghiera. q. 13 : 23 marzo

SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO

La vostra Santità è importante!



La vostra Santità è importante. Essa è ciò che Dio Padre vorrebbe da voi, è l’unica cosa cui dovete anelare in questa vostra vita terrena. Tutto il resto non ha nessun valore. Chi persegue la Santità vive ciò che Dio Padre si aspetta da lui.

La santità incarna le virtù e i valori che piacciono al Signore. Il vostro mondo terreno-materiale improntato sul piacere invece è orientato -alla rovina della vostra anima, alla vostra caduta, alla perdita della fede, della bontà, della moralità, del rispetto, -la lista è infinita.

Il vostro mondo non ha più posto per Dio e il diavolo vi taglia chiaramente le strade che portano al Signore! Egli ve le prende e le nasconde abbagliandovi, ma guai a chi non mostra le spalle a questo “cambiamento dei tempi”, non si convertono e non si dichiara per Gesù!

Voi dovete trovare la via verso di LUI, regalarGli il vostro SI, per non soccombere al vortice della depravazione, che vi conduce direttamente nelle fauci dell’inferno.

I tesori del Signore resteranno nascosti e le porte del Nuovo Regno resteranno chiuse a chi non aspira alla propria Santità.

Convertitevi! Non è ancora troppo tardi!

La vostra amorevole Mamma Celeste.

Geremia



Lettera di Geremia

1Il profeta Geremia mandò da Gerusalemme una lettera a quelli che Nabucodonosor aveva condotto prigionieri a Babilonia. La lettera era indirizzata al gruppo degli anziani in esilio, ai sacerdoti, ai profeti e a tutti gli altri. 2Tutta questa gente era stata costretta da poco ad abbandonare Gerusalemme con il re Ieconia e la regina madre. Erano partiti anche i funzionari di corte, i capi di Giuda e di Gerusalemme, gli artigiani e i fabbri. 3La lettera fu recapitata da Elasa figlio di Safan e da Ghemaria figlio di Chelkia. Il re di Giuda Sedecia, li aveva mandati a Babilonia per trattare con il re Nabucodonosor. La lettera diceva: 4'Questo è il messaggio del Signore dell'universo, Dio d'Israele, per tutti quelli che ha fatto deportare da Gerusalemme a Babilonia: 5Costruite case e abitatele, coltivate orti e mangiatene i frutti. 6Prendete moglie e abbiate figli e figlie. Date moglie ai vostri figli e marito alle vostre figlie perché abbiano anch'essi molti bambini. Crescete di numero, lì dove siete, e non diminuite. 7Lavorate per il benessere della città dove vi ho fatti deportare e pregate il Signore per lei, perché il vostro benessere dipende dal suo. 8'Il Signore dell'universo, Dio d'Israele, vi dà anche questo avvertimento: Non lasciatevi ingannare dai profeti che vivono in mezzo a voi né da quelli che predicono il futuro; non date retta a quelli che interpretano i vostri sogni. 9Tutti questi pretendono di parlarvi a nome mio, ma quel che dicono non è vero. Io non li ho affatto mandati. Questo dice il Signore. 10'Il Signore dice ancora: La potenza di Babilonia durerà settant'anni. Solamente allora io interverrò a vostro favore e realizzerò le promesse che vi ho fatto, di farvi ritornare qui, nella vostra patria. 11Io, il Signore, ho fatto progetti precisi su di voi. Vi assicuro: sono progetti di benessere, non di sventure perché voglio darvi un futuro pieno di speranza. 12Allora, quando verrete a supplicarmi e a pregarmi, io vi esaudirò. 13Mi cercherete e mi troverete. Poiché mi cercherete con tutto il vostro cuore, 14io mi lascerò trovare da voi, ve lo prometto. Ricostruirò il vostro popolo, vi radunerò da tutte le nazioni e da tutti i paesi dove vi ho dispersi. Vi farò ritornare nel luogo dal quale vi ho fatti partire per l'esilio. Questo dice il Signore. 15'Voi siete convinti che il Signore vi ha dato profeti anche a Babilonia. 16Ebbene, ascoltate il messaggio del Signore riguardo al re che governa nel regno di Davide e alla gente rimasta a Gerusalemme, i vostri concittadini che non sono stati deportati con voi. 17Così dice il Signore dell'universo: Fra poco manderò contro di loro la guerra, la carestia e la peste. Saranno così malconci da sembrare fichi marci, immangiabili. 18'Continuerò a colpirli con la guerra, la fame e la peste e tutti i regni della terra saranno atterriti quando li vedranno. In tutte le nazioni dove li farò arrivare, la gente ne avrà paura e li maledirà, li coprirà di insulti e di disprezzo. 19Questo accadrà perché non hanno ubbidito alle mie parole. Io, il Signore, ho continuato a mandare loro i miei servi, i profeti, ma non li hanno mai ascoltati. 20Almeno voi, che ho mandato in esilio da Gerusalemme a Babilonia, ascoltate quel che vi dico io, il Signore. 21'Questo è un altro messaggio del Signore dell'universo, Dio d'Israele. Riguarda Acab figlio di Kolaia e Sedecia figlio di Maasia che dicono di parlare a nome di Dio, ma in realtà vi raccontano fandonie. Li consegnerò a Nabucodonosor re di Babilonia, che li farà uccidere davanti a voi. 22Quando i deportati dalla terra di Giuda che vivono a Babilonia vorranno maledire qualcuno, faranno riferimento a quei due e diranno: 'Il Signore ti tratti come Sedecia e Acab che il re di Babilonia ha fatto bruciare vivi'. 23Questo accadrà perché si sono comportati in modo intollerabile tra il popolo d'Israele. Hanno commesso adulterio con le mogli dei loro amici e hanno preteso di parlare a mio nome. Ma io non avevo dato loro nessun ordine. Io so bene come sono andate le cose, perché ne sono stato testimone. Così dice il Signore'.

DELL'ULTIMA PERSECUZIONE DELLA CHIESA E DELLA FINE DEL MONDO



  P. B. N. B.

Profezie di Anguera



“ARRIVERÀ IL GIORNO IN CUI SUL TRONO DI PIETRO SARÀ SEDUTO COLUI CHE CAMBIERÀ PER SEMPRE GLI ORIENTAMENTI DELLA CHIESA”


Ogni giorno la provvidenza di Dio sorge prima del Sole.



Santa Caterina da Siena

Santa Caterina da Siena, nella sua opera Il dialogo, ci parla di ciò che le dice Dio Padre della provvidenza divina: “Manifestai la mia provvidenza, in modo generale, per mezzo della legge di Mosè e tramite molti altri santi profeti dell’Antico Testamento... Dopo questi, la mia provvidenza inviò il Verbo, che fu il vostro mediatore tra me, Dio eterno e voi. Lo seguirono gli apostoli, martiri, dottori e confessori, come ti ho detto altre volte. Tutto questo lo fece la mia provvidenza e ti ripeto che, nello stesso modo, provvederà fino alla fine... Do tutto tramite la mia provvidenza: la vita e la morte, la sete, la perdita della posizione sociale, la nudità, il freddo, il caldo, le ingiurie, gli scherni, e le villanie. Permetto che gli uomini facciano tutte queste cose. Non che io sia l’autore del male o della cattiva volontà di quelli che fanno il male... All’uomo, qualche volta, potrà sembrare che la grandine, la tempesta, il fulmine che mando su una creatura, sia una crudeltà, credendo che non abbia badato alla sua salute; ma io l’ho fatto per liberarla dalla morte eterna, anche se penserete il contrario... Tutto quello che faccio lo porto a compimento con la provvidenza, cercando sempre ed unicamente la salvezza dell’uomo...
Io sono la provvidenza suprema che non manca mai né all’anima né al corpo di quelli che confidano in me. Come può sospettare l’uomo di me, che vado a dar da mangiare al verme all’interno di un tronco secco, a pascere gli animali, dar da mangiare ai pesci del mare, a tutti gli animali della terra e agli uccelli dell’aria, che mando il sole sulle piante e la rugiada che imbeve la terra? Come crede che non vada a dare il cibo a lui che è la mia creatura, formata a mia immagine e somiglianza? Tutto è stato creato dalla mia bontà per essergli utile. Per questo, da qualsiasi parte guarderà, spirituale o temporale, non troverà altro che il fuoco e la grandezza del mio amore con la maggiore e più perfetta provvidenza... Infiniti sono i modi della provvidenza che impiego con l’anima peccatrice per toglierla dalla colpa del peccato mortale... E, se volgerà lo sguardo al purgatorio, vi vedrà la mia dolce ed inestimabile provvidenza per quelle povere anime, che perdettero tempo per ignoranza... Ora ti spiegherò qualcosa sui modi che ho di soccorrere i miei servitori che confidano in me... A volte, li purifico con molte tribolazioni perché diano il migliore e più soave frutto (spirituale). Oh, quanto soave e dolce è questo frutto e di quanta utilità per l’anima che soffre senza colpa! Se lei lo capisse, non ci sarebbe nulla che non farebbe con zelo ed allegria pur di soffrire.
Ti ricordi di quell’anima che, arrivando in chiesa con grande desiderio di comunicarsi ed avvicinandosi al sacerdote che era all’altare, lui rispose che non le avrebbe dato la comunione? In lei crebbe il pianto ed il desiderio, e nel sacerdote, quando arrivò all’offertorio del calice, crebbe il rimorso di coscienza. E poiché io lavoravo in quel cuore, il sacerdote lo manifestò, dicendo al chierichetto: - Domandale, se vuole comunicarsi, le darò la comunione. -
Io l’avevo permesso per farla crescere in fedeltà e speranza... Ricordi il tuo glorioso padre Domingo, quando trovandosi i fratelli in necessità, essendo arrivata l’ora e non avendo da mangiare, il mio amato servitore Domingo, confidando nella mia provvidenza, disse: - Figli, mettetevi a tavola.
I fratelli obbedendo al suo ordine, si misero a tavola. Allora, io che soccorro chi confida in me, inviai due angeli con del pane bianchissimo, e così abbondante, che ne ebbero per molti giorni...
Alcune volte, provvedo moltiplicando una piccola quantità, che non sarebbe sufficiente per essi, come sai della dolce vergine Ines (di Montepulciano)... Lei fondò un monastero ed all’inizio vi riunì diciotto ragazze senza nulla, solo con  a mia provvidenza. Una volta, permisi che restassero senza pane per tre giorni, unicamente con delle verdure. Se mi domandi: Perché le trattasti in quel modo, quando mi hai appena detto che mai vieni meno ai tuoi servi che sperano in te e sono bisognosi? Ti risponderei che lo feci e permisi per estasiarle con la mia provvidenza, in modo che, con il miracolo che seguì dopo, avessero il materiale per mettere il loro principio e fondamento nella luce della fede. A chi accadesse qualcosa di simile o altro, sappia che in quella verdura o in altro, mettevo, davo e do una potenzialità per il corpo umano di modo che si senta meglio con essa (e talvolta ciò avviene con nulla) di come stava prima con il pane o altre cose che occorrono per la vita dell’uomo.
Mentre Ines volgeva gli occhi del suo spirito verso di me, con la luce della fede, disse: - Padre e Signore mio, sposo eterno, mi hai fatto tirar fuori queste figlie dalle case dei genitori perché morissero di fame? Provvedi, Signore, alle loro necessità. -
Io stesso facevo in modo che chiedesse. Mi rallegravo, comprovando la sua fede e la umile orazione, e la gradivo. Estesi la mia provvidenza a quello che mi chiedeva ed ispirai una persona a portare cinque panini. Lo manifestai allo spirito di Ines ed ella disse, rivolgendosi alle sorelle: - Andate, figlie mie, alla ruota del convento e prendete il pane. - Le diedi tanto potere nel dividere il pane che tutte si saziarono e ne raccolsero tanto sulla tavola, che ne ebbero per soddisfare con abbondanza la necessità del corpo... Innamorati, figlia, della mia provvidenza”(50). 

Io vengo a voi in questi giorni oscuri per chiedervi di aprire i cuori alla Preghiera della Madre dei Dolori,



La Santissima Madre di Dio vi parla e Cristo, Re dell’Universo, é qui

“Santa Madre di Dio, aiutaci a diventare migliori per poter aiutare Nostro Signore Gesù Cristo in tutto quello che ci comanderà di fare per la Sua Santissima Gloria e per la Salvezza di tutti i nostri fratelli. Amen”.

Maria: “La Madre di Dio é sempre vicino a voi, Figli benedetti del Padre. Io vengo a voi in questi giorni oscuri per chiedervi di aprire i cuori alla Preghiera della Madre dei Dolori, che viene a lenire le pene dei Suoi Figli della Terra. Io vengo a portare sollievo alle vostre grandi sofferenze; ma vengo anche per fortificarvi perché il Cielo ha bisogno di molte Anime che si offrono a Dio.

Dio benedice le Anime che vanno a Lui nella Sofferenza d’Amore, Amore offerto per il Mondo che ha perduto 1’Amore del suo Dio, che rinnega il suo Dio, perché i piaceri del mondo hanno preso tutto il posto nel cuore di alcuni dei Suoi Figli. Io vengo a cercare fra voi, care piccole Anime, molto Amore, molte Preghiere sincere; ogni Anima apra il suo cuore per donare al nostro Padre dei Cieli il meglio di quello che contiene, la Gioia d’amare, la Gioia della condivisione, la Gioia di perdonare.

Oh! Quanto meravigliosi sono i cuori dei Figli che si aprono a Dio, come il fiore che si dischiude sotto la carezza del sole per esalare il suo gradevole profumo.

Sì, il Padre vostro dei Cieli é commosso dalle vostre preghiere, in special modo da quelle che dite con il cuore; esse hanno una forza deliziosa sul Cuore adorabile del Suo divin Figlio, il Mio dolcissimo GESÙ’, che viene a donarvi tutto il Suo Amore per inerpicarvi con Lui sulla Montagna Santa fino alla Santissima Croce Gloriosa.

Dio é Padre. Per ciascuno di voi Egli ha tanti meravigliosi progetti! Ogni Figlio del Padre é benedetto dalla Santissima Trinità.

Lo Spirito di Dio viene a condurvi sulla Via del Figlio.

Lo Spirito di Dio é onnipotente. Al Suo Santo contatto voi comprendete ciò che Dio, oggi, chiede ad ognuno.

Lo Spirito Santo é Luce per il vostro cammino. Egli é il Soccorso é il Padrone dell’impossibile. Miei piccoli, pregateLo con Amore. Riscaldate i vostri cuori con la Sua Presenza. Egli depositerà in voi i Doni necessari che Dio vi affida. Questi Doni sono tutte le Grazie utili che vi abbisognano per superare, ad una ad una, le tappe che percorrerete fino al Regno Eterno di Dio, dove si trova la Santa Grazia di Dio tre volte Santo, Grazia permanente, universale ed infinita.

Dio prepara il Banchetto dell’Agnello senza macchia; e gli invitati al Pranzo di Nozze dell’Agnello già si preparano a ricevere nel loro cuore questo richiamo meraviglioso, che diventa per ciascuno l’Invito Personale, perché ciascuno é amato dal Padre, dal Figlio e dallo Spirito Santo. Ciascuno é atteso. Il Regno si aprirà per tutti gli Eletti”.

(Poi, senza intervallo, é GESÙ che parla)

Gesù: “Il Signore vi chiede di ascoltare la Sua Voce nel silenzio dei vostri cuori. Dio parla nel silenzio profondo, in quanto GESÙ’ é Presente in chi ardentemente Lo desidera e il Suo adorabile Cuore desidera parlare al cuore che Lo chiama.

La Mia Parola é una presenza lieve e gradevole al vostro cuore: lasciate che si esprima; essa é ineffabile, lieve, dolce da sentire. Arriva come il vento che non si fa annunciare e che, improvvisamente, diventa prorompente da ogni parte.

In questo modo la Mia Parola invade il vostro cuore, il vostro spirito, la vostra Anima, il vostro corpo; essa diventa una Verità ‘vivente’, che vi avvolge fino a penetrarvi intimamente. Allora é impossibile mettere in dubbio la Mia santa Parola, poiché Io sono nella Mia Parola vivente.

GESÙ’ é il Verbo Eterno di Dio ed Egli parla a colui che é innamorato di Dio, a colui che ha scelto di vivere con Dio per essere in Lui. Allora GESÙ diventa in voi il Re che desiderate, colui che dirigerà la vostra vita, perché il Re é Padrone di ciò che Gli appartiene.

Voi avete donato il vostro cuore al Re.

Egli ne ha fatto la Sua Dimora. Egli l’abita interamente. È l’Invitato perché voi Lo desiderate con tutte le vostre forze. È anche l’Ospite che invita con amore il Figlio Suo.

Allora anche voi siete in Lui. Quale dolce Mistero! Voi vivete con il Re che é il Padrone di tutto l’Universo.

Piccole particelle del Regno di Dio, comprendete quello che avete in voi? Voi avete il Regno tutto intero... e non lo sapete ancora!

Perché Io sono il Re dell’Universo,
Io sono il Regno Eterno d’Amore,
Io sono l’Infinito.

E voi accogliete nel vostro cuore
tutto ciò contemporaneamente, quando Mi ricevete.
Come si può misurare una simile grandezza!...

0 Figlia Mia, tu che Mi cerchi, non ti accorgi che Io sono qui, interamente in te dove ho fatto la Mia Dimora?

0 Figlia Mia, non avere alcun timore (”J.N.S.R.”: ‘Avevo posto la domanda a GESÙ per tutti i miei Fratelli’), ognuno di voi Mi può contenere come te. Tu sei felice di saperlo questa sera, in cui il tuo Dio meraviglioso viene a farti visita.

SÌ, gridalo al Mondo intero: potete avere tutto in voi, invitando GESÙ nel vostro cuore, perché GESÙ é Dio; e Dio é la Santa Trinità che viene con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo; é Dio che viene con la Sua Santissima Madre che ha unito il Suo Cuore a quello del Figlio Suo per l’Eternità. Il Cuore Addolorato e Immacolato di Maria é unito al divino Sacro Cuore di GESÙ.

Dio é il Regno Eterno. Ti rendi conto di ciò che fai? Tu M’invochi per tutti. In verità, quando un Figlio del Mio Amore Santissimo Me lo chiede con tutto il cuore, alla sua richiesta, Io Mi struggo d’Amore e desidero che tu lo ricordi al mondo intero: Cristo, Re dell’Universo, é per ognuno che desidera invitarLo nel proprio cuore. La ricchezza del mondo intero é ben poco a confronto del Tesoro che in te possiedi. Dillo, affinché tutti si arricchiscano del loro Dio d’Amore.

Figlia Mia, non piangere mai sulle tue sofferenze: esse sono le Mie Perle con le quali tu potrai acquistare il Regno per coloro che ancora non sanno meritarlo. Ma grazie alle vostre sofferenze d’Amore, un giorno Io toccherò tutti questi cuori che voi Mi offrite nelle vostre preghiere e nelle vostre sofferenze d’Amore.

La Santa Croce di GESÙ é la Chiave del Mio Regno.

Ognuno di voi deve amarLa, contemplarLa, benedirLa, abbracciarLa e portarLa: essa vi aprirà il Regno Eterno.

Va’, figlia Mia: ora tu possiedi la Mia Parola di Vita e non te la toglierò mai più perché l’hai meritata per l’amore verso il tuo Dio.

GESÙ’, MARIA, GIUSEPPE ti benedicono e, attraverso te,
benedicono tutti i Figli del Padre che ascolteranno la Mia Parola.

Amen”.

”J. N. S. R.” 22 novembre 1994 

«ESSENDO PICCOLA, PIACQUI ALL'ALTISSIMO». (da un antico ufficio della B. Vergine)



«ESSENDO PICCOLA, PIACQUI ALL'ALTISSIMO». (da un antico ufficio della B. Vergine)

«La Madonna è il modello delle anime interiori.
Tu puoi imitare la Madonna con l'imitare le sue virtù, i suoi esempi, la sua profonda umiltà, la sua perfetta obbedienza, la sua vita nascosta, e facendo con affetto ciò che fai in suo onore.
Maria è stata tanto sublimata in cielo, perchè è stata la creatura più umile, più pura, quella che ha sofferto di più e che ha amato di più.
Vivi della vita della Madonna. Voglio che tu la imiti in tutto, che tu la prenda per modello.
La Madonna ama le anime che fanno ai miei piedi la parte di Maria, più di quelle.che fanno la parte di Marta; benchè ami anche quelle, preferisce le prime, perchè mi tengono più compagnia e la imitano di più.
Godo che tu dica il S. Rosario con la maggior devozione, attenzione e fervore possibile, per onorare mia Madre. Se ricevi tante grazie, le devi anche in parte a questa tua tenera devozione alla Madonna.
Chi onora mia Madre e chi l'ama è da me amato, e chi l'ama di più è da me amato di più, favorito di più, protetto di più. Ricordati sempre che non si può entrare in una casa che passando per la porta: ora, la porta del cielo è la Madonna e la chiave per aprire questa porta è la devozione alla Madonna.
Tu puoi onorare la Madonna soprattutto imitandola nel suo raccoglimento, nella sua vita d'unione con me.
Imitala nel suo silenzio nel mistero dell'Incarnazione: Ella conserva il più assoluto segreto che non svela neppure a San Giuseppe.
Imitala in questo silenzio che durò tutta la vita, circa la grande grazia che aveva di essere Madre di Dio.
Dio comunica nel segreto i suoi favori.
Sempre più, sempre meglio, sempre con amore, sempre con Maria.
«Quando Gesù ha dei disegni particolari su di un'anima per condurla a una  santità non comune, me l'affida e lo (la Madonna) le faccio da Maestra, da Madre, da Guida, da Infermiera. Non la lascio più un momento, come la mamma non toglie gli occhi dal suo bambino quando egli comincia a camminare da sè. Un'anima che diventa così l'oggetto delle mie cure, deve, per quanto può, restarmi unita, pensare spesso a me, invocarmi sovente e soprattutto riposarsi in me per tutto».

Suor Benigna Consolato Ferrero

giovedì 26 marzo 2020

AMAMI COME SEI



 (Gesù parla a un’anima)

“Conosco la tua miseria, le lotte e le tribolazioni della tua anima, le deficienze e le infermità del tuo corpo: - so la tua viltà, i tuoi peccati, e ti dico lo stesso: “Dammi il tuo cuore, amami come sei...”. Se aspetti di essere un angelo per abbandonarti all'amore, non amerai mai. Anche se sei vile nella pratica del dovere e della virtù, se ricadi spesso in quelle colpe che vorresti non commettere più, non ti permetto di non amarmi. Amami come sei. In ogni istante e in qualunque situazione tu sia, nel fervore o nell'aridità, nella fedeltà o nella infedeltà, amami... come sei.., Voglio l'amore del tuo povero cuore; se aspetti di essere perfetto, non mi amerai mai. Non potrei forse fare di ogni granello di sabbia un serafino radioso di purezza, di nobiltà e di amore ? non sono io l'Onnipotente ?. E se ml piace lasciare nel nulla quegli esseri meravigliosi e preferire il povero amore del tuo cuore, non sono io padrone del mio amore? Figlio mio, lascia che Ti ami, voglio il tuo cuore. Certo voglio col tempo trasformarti ma per ora ti amo come sei... e desidero che tu faccia lo stesso; io voglio vedere dai bassifondi della miseria salire l'amore. Amo in te anche la tua debolezza, amo l'amore dei poveri e dei miserabili; voglio che dai cenci salga continuamente un gran grido: “Gesù ti amo”. Voglio unicamente il canto del tuo cuore, non ho bisogno né della tua scienza, né del tuo talento. Una cosa sola m'importa, di vederti lavorare con amore. Non sono le tue virtù che desidero; se te ne dessi, sei così debole che alimenterebbero il tuo amor proprio; non ti preoccupare di questo. Avrei potuto destinarti a grandi cose; no, sarai il servo inutile; ti prenderò persino il poco che hai ... perché ti ho creato soltanto per l'amore. Oggi sto alla porta del tuo cuore come un mendicante, io il Re dei Re! Busso e aspetto; affrettati ad aprirmi. Non allegare la tua miseria; se tu conoscessi perfettamente la tua indigenza, morresti di dolore. Ciò che mi ferirebbe il cuore sarebbe di vederti dubitare di me e mancare di fiducia. Voglio che tu pensi a me ogni ora del giorno e della notte; voglio che tu faccia anche l’azione più insignificante solo per amore. Conto su di te per darmi gioia… Non ti preoccupare di non possedere virtù: ti darò le mie. Quando dovrai soffrire, ti darò la forza. Mi hai dato l’amore, ti darò di saper amare al di là di quanto puoi sognare… Ma ricordati… amami come sei… Ti ho dato mia Madre; fa passare, fa passare tutto dal suo Cuore così puro. Qualunque cosa accada, non aspettare di essere santo per abbandonarti all’amore, non mi ameresti mai… Va…”

QUANDO MENO L'ASPETTi



Sai perché tu commetti tanti peccati e te ne rimani tranquillo? Perché non pensi che da un momento all'altro ti può venire addosso la morte. Di colpo, questo mondo scompare, ed eccoti al tribunale di Dio. In un attimo sei giudicato: o salvo o dannato. La tua eternità dipende da come ti trovi al momento della morte. Bada che si muore una volta sola. Sbagliato una volta, avrai sbagliato per sempre. Non ti trema il cuore a pensarci? Gesù ci ha detto di vigilare, di tenerci pronti. Perché non ci pensi? Tu dici: domani. Ma chi te lo assicura questo domani? Ragionavano così tutti quelli che si sono dannati. Ma questo domani non l'ebbero. E tu vorresti fare la loro fine? Perciò stesso che dici: domani, vuol dire che oggi ami il peccato, che sei ostinato nel peccato. E gli ostinati non muovono Dio a pietà, ma a sdegno. Tu speri nel tempo, ma Dio ti può punire togliendoti il tempo, che è suo! Credi sia facile, in punto di morte, aggiustare tutto in un momento? forse sì, forse no. Ma chi fa una brutta vita, suol fare anche una cattiva morte. Sperare una bella morte, menando una vita di peccato, è presunzione. Iddio ti promette il perdono, ma non ti assicura il tempo di abusare quanto vuoi della sua pazienza.

Atto di offerta di Vittima alla Giustizia e all’Amore



O mio Dio, origine e termine di ogni potenza, di ogni sapienza, di ogni bene, Amore eterno ed increato, Trinità Ss., che Tu sia benedetta ora e sempre, amata e adorata per tutti i secoli dei secoli.

Perché questo amore per Te dilati ed invada tutta la Terra e il Regno di Cristo si instauri in essa portando agli uomini la pace, quella pace che da Te solo viene, perché le anime si volgano a Te, fontana d’acqua viva che sazia tutte le seti e dà la vita eterna, io, benché misera e peccatrice, oso, dall’abisso del mio niente, elevare il mio cuore e la mia vita, tutta me stessa, verso di Te, Trinità beata, ed offrirti questo mio niente come ostia di espiazione e di amore per l’avvento del tuo regno, per il fiorire di questa tua pace, per la redenzione delle anime, di quelli che amo e conosco, di quelle che mi sono care fra tutte per i legami che ad esse mi uniscono, come pure di quelle che mi sono estranee o nemiche.
Possa questo sacrificio che io ti offro, o Dio, attraverso l’intercessione di Maria Ss. e di S. Giuseppe, esservi gradito nella sua piccolezza. È tutto quanto posso darti, e lo dono con gioia per la conversione delle anime, la pace mondiale, la prosperità, tranquillità, pace e ogni altro bene della Patria mia, per il trionfo della Chiesa sui suoi nemici, per il ritorno a Dio di quelle nazioni che ora sono preda di Satana e degli scismi, per la perfezione del Sacerdozio, la salute eterna mia e dei miei genitori e di tutte quelle anime che ho amate, istruite nella tua Legge e indirizzate a Te.
Se io confrontassi i fulgori della tua potenza con la miseria mia, resterei annientata davanti a tanta onnipotenza; se io confrontassi la mia nullità e colpa alla Perfezione tua, dovrei fuggire come un’indegna dal tuo cospetto; ma io mi fido di Te, come a Te piace, e ti do tutta me stessa col mio passato, il mio presente, il mio avvenire, con le mie colpe, i miei sforzi di bene, le mie cadute, coi miei desideri immensi di amore per Te e per le anime. Io penso che Tu sei Amore, Misericordia, Bontà, sei il Padre, il Fratello, lo Sposo delle anime nostre, sei la Carità fatta carne e nessuno respingi dal tuo seno amoroso. Sono dunque certa che ti chinerai pietoso su questa tua piccola schiava per accoglierne l’offerta, udirne la preghiera, acconsentire ai suoi desideri.
Oh! io me ne starò ai tuoi piedi fintanto che a Te piace, attendendo il tuo sorriso che mi dica che la mia offerta ti è gradita, né mi spaventerà l’attesa perché so che essa è una prova che Tu mi dai per provare la mia fede, né mi spaventerà la mia nullità perché io la rivesto dei meriti del mio Diletto che vive in me. E del mio Verbo adorato, del mio Maestro e Redentore, ripeto le parole ineffabili per presentare la mia preghiera a Te, Eterno: “Padre, perdona agli uomini perché non sanno quello che fanno, perdona per i meriti di Cristo, di Maria, dei Martiri e Santi, e se per placare la tua Giustizia offesa sono necessarie nuove ostie di espiazione, eccomi, o Padre, immolami per la pace fra l’uomo e Dio, fra l’uomo e l’uomo, per l’avvento del tuo Regno.

O mio Diletto, il tuo Cuore sanguina, incessantemente ferito da questa marea di colpe che invade la Terra, e la tua sete d’amore cresce ogni dì mentre l’umanità da Te si allontana. Oh! prendimi come ostia consolatrice del tuo amore vilipeso. Vorrei rinnovare quest’offerta ogni qualvolta una colpa ti ferisce ed una nuova offesa viene scagliata contro la Ss. Trinità, vorrei essere innocente e ricca di meriti per poterti consolare di più, vorrei che con me fossero schiere di anime pronte ad offrirsi al tuo amore. Ma sono povera e sola, colpevole io pure. Non mi sgomenta però la mia incapacità, la mia miseria, la mia solitudine; sono come a Te piace, e questo mi basta e mi incoraggia nell’offrirmi a Te. Sei Tu che hai messo nel mio cuore questa sete sempre crescente d’amore e di immolazione, e questo mi dice che Tu vuoi anche me, povera e debole, vero nulla che si perde davanti alla tua immensità.
Conscia di questa mia piccolezza, ti prego di non trattarmi come sposa o sorella. Tu sei il Padrone del Cielo e della Terra, io sono l’atomo di polvere... Tu sei il Re dei re, io l’ultima dei tuoi sudditi. Ma come in una reggia vi sono gli intimi del sovrano che con lui trascorrono i giorni in affinità di affetti, e vi sono pure i servi il cui solo dovere è quello di ubbidire, così io desidero essere considerata da Te come una serva, anzi meno ancora, o mio Diletto. Io voglio essere la schiava il cui solo scopo è di servire con umiltà e fedeltà il suo Signore. Voglio essere il cieco strumento usato per il trionfo dell’Amore misericordioso sulla Terra, l’umile ancella che dà tutta se stessa per la causa del suo Re, la creatura che sta nella polvere ai piedi del tuo trono per coprire col suo povero canto l’urlo blasfemo dei peccatori, per consolare col suo fedele amore il tuo Cuore trafitto, per ottenerti attraverso il suo oscuro sacrificio molte anime. Lo hai detto Tu stesso, Gesù diletto, che il più grande amore è dato da colui che dà la vita per i suoi amici. Ecco, io vengo, mi offro a Te, mio unico perfetto Amico, perché il tuo Regno si stabilisca sulla Terra e nel cuore degli uomini.
Tu hai anche detto: “Quando sarò innalzato trarrò tutti a Me”. Io pure, a tua imitazione, voglio essere innalzata sulla croce del dolore, sulla tua Croce di salute che i più sfuggono con terrore e, crocifissa con Te, per Te, io voglio espiare per coloro che peccano, ubbidirti per coloro che si ribellano, benedirti per coloro che ti maledicono, amarti per coloro che ti odiano, supplicarti per coloro che ti dimenticano, vivere, in una parola, in un atto di amore perfetto, riferendo tutto a Te, vedendo in tutto Te, amando tutto per Te e in Te, accettando tutto da Te, mio Bene infinito.
O mio Diletto, per la croce che ti chiedo, per la vita che ti offro, per l’amore che anelo, rendimi vittima felice del tuo Amore misericordioso. Che io viva in esso e di esso, che io agisca sotto il suo impulso, che ogni mio atto, parola, pensiero, azione, portino il sigillo di questo tuo amore. Sia esso il mio scudo e la mia purificazione, la mia gioia e il mio martirio, sia esso fusione sempre più intima con Te, sino alla fusione ultima in cui l’anima libera voli a ricongiungersi con Te per adorarti e amarti perfettamente per la beata eternità. (Maria Valtorta)


Tratto da: “Quaderni di Maria Valtorta” Q. 101 Ed. CEV.