lunedì 13 dicembre 2021

Progresso spirituale - DELLA NECESSITÀ DI CONOSCERE E AMARE DIO.

 


Mi lascio, Padre, nelle tue mani; fai e rifai questa argilla, modellala o riducila in atomi; è tua, non ha nulla da dire; solo fa' che sia sempre sottomessa ai tuoi disegni sempre benedetti, e che nulla in me si opponga al tuo buon volere per il quale sono stato creato. Esigi, comanda, proibisci; cosa vuoi che io faccia? cosa non fare? Esaltato, o abbassato, gioendo o soffrendo, facendo la tua opera o mettendola da parte, Ti loderò sempre allo stesso modo, cedendo sempre tutta la mia volontà alla Tua! Non mi resta che adottare il linguaggio di Maria: "Sia fatto secondo le tue parole" (Luca i. 38).

Fammi, o mio Dio, soffocare per sempre nel mio cuore ogni pensiero che mi tentasse di dubitare della tua bontà. Io so che Tu non puoi che essere buono. O Padre misericordioso, non voglio più ragionare sulla grazia, ma abbandonarmi silenziosamente alla sua operazione. La grazia compie tutto in noi, ma lo fa con e attraverso di noi; è per essa, quindi, che io agisco, che sopporto, che soffro, che aspetto, che resisto, che credo, che spero e che amo, tutto in cooperazione con la grazia. Seguendo la sua guida, essa farà tutto in me, e io farò tutto attraverso di essa; essa muove il cuore, ma il cuore deve muoversi; non c'è salvezza senza l'azione dell'uomo. Devo lavorare, dunque, senza perdere un momento, per non porre alcun ostacolo a quella grazia che opera incessantemente in me. Tutto il bene è della grazia, tutto il male è dell'io; quando faccio il bene, è la grazia che lo fa; quando faccio il male, è perché resisto alla grazia. Prego Dio di non cercare di sapere più di questo; tutto il resto servirà solo a nutrire una curiosità presuntuosa. O mio Dio, tienimi sempre nel numero di quei bambini ai quali Tu riveli i Tuoi misteri, mentre li nascondi ai saggi e ai prudenti!

Tu mi fai capire chiaramente che Tu usi i mali e le imperfezioni della creatura per fare il bene che hai determinato in anticipo. Tu ti nascondi sotto l'importuno visitatore, che si intromette nelle occupazioni del tuo impaziente figlio, perché impari a non essere impaziente, e perché muoia alla gratificazione di essere libero di studiare o lavorare a suo piacimento. Tu ti avvali di lingue calunniose per distruggere la reputazione dei tuoi figli innocenti, affinché, oltre alla loro innocenza, ti offrano il sacrificio della loro troppo ricercata reputazione. Con gli astuti artifici degli invidiosi, Tu abbassi le fortune di coloro che sono troppo concentrati sulla loro prosperità. È la tua mano che manda la morte su colui al quale la vita è una fonte costante di pericolo e la tomba un porto di rifugio. Sei Tu che fai della sua morte un rimedio, abbastanza amaro, è vero, ma efficace, per coloro che gli erano troppo affezionati, e così, mentre salvi uno, togliendolo dalla vita, Tu prepari gli altri, con questo stesso atto, ad una morte felice. 

Così Tu, misericordiosamente, hai steso l'amarezza su tutto ciò che non è Te, affinché i nostri cuori, formati per amarTi e per esistere sul Tuo amore, possano essere, per così dire, costretti a tornare a Te per mancanza di soddisfazione in tutto il resto.

E questo perché Tu sei tutto Amore, e di conseguenza tutta la Gelosia. O Dio geloso!

(perché così ti chiami!) un cuore diviso Ti dispiace; un cuore errante eccita la Tua pietà.

Tu sei infinito in tutte le cose, nell'amore come nella saggezza e nella potenza. Tu ami come un Dio infinito quando ami; Tu muovi il cielo e la terra per salvare i tuoi cari; Tu ti fai uomo, un bambino, il più vile degli uomini, coperto di rimproveri, morendo di infamia e sotto i dolori della croce; tutto questo non è troppo per un amore infinito. Il nostro amore finito e la nostra saggezza limitata non può comprenderlo; come potrebbe il finito comprendere l'infinito?

non ha occhi per vederlo né un cuore per accoglierlo; l'anima svilita e ristretta dell'uomo e la sua vana saggezza sono offese e non possono percepire alcuna traccia di Dio in questo eccesso di amore. Ma per me, è proprio da questo carattere di infinito che lo riconosco: questo è l'amore che fa tutte le cose; che fa passare anche i mali che soffriamo, modellandoli in modo che non siano che strumenti per preparare il bene che, ancora, non è arrivato.

Ma ah, quando restituiremo amore per amore? Quando cercheremo Colui che ci cerca e ci porta costantemente tra le sue braccia? Quando ci porterà nel suo tenero e paterno seno, allora lo dimentichiamo; nella dolcezza dei suoi doni, dimentichiamo il Datore; le sue incessanti benedizioni, invece di scioglierci nell'amore, distraggono la nostra attenzione e la allontanano da Lui.

Fenelon, François


SULLE ERESIE

 


10. Anche gli EBIONITI affermano che Cristo sia soltanto un uomo.  Osservano i precetti carnali della legge, come la circoncisione della  carne e tutte le altre pratiche dalle quali siamo stati liberati grazie  al Nuovo Testamento. Epifanio unisce questa eresia ai SAMPSEI e  gli ELCESEI, trattandole tutte nello stesso paragrafo come se  fossero una sola eresia, mettendo però in evidenza che qualche  cosa le distingue. In seguito, però, parla di costoro, assegnando  loro il numero di serie ad esse spettante. Eusebio, quando  menziona la setta degli Elcesaiti, riferisce che costoro hanno  insegnato la liceità di negare la fede durante la persecuzione,  purché venisse conservata nel cuore. 

11. I VALENTINIANI prendono il loro nome da Valentino. Costui  escogitò molte fantasticherie sulla costituzione dell'universo: asserì,  infatti, che ci sono stati trenta eoni, cioè secoli, il cui principio sono  il profondo e il silenzio. Il profondo viene da lui chiamato anche  padre. Da questi due principi, presi quasi come coniugi, riteneva  fossero proceduti l'intelletto e la verità, che, a loro volta, avrebbero  prodotto, in onore del padre, altri otto eoni. Poi dall'intelletto e dalla  verità sarebbero discesi il verbo e la vita e, da questi ultimi, altri  dieci eoni. Dal verbo e dalla vita sarebbero poi discesi l'uomo e la  chiesa, origine, essi, di dodici eoni. Così dunque otto più dieci più  dodici fanno trenta eoni che hanno, come abbiamo detto, come loro  primo principio il profondo e il silenzio. Cristo sarebbe stato  mandato dal padre, ossia dal profondo, e avrebbe portato con sé un  corpo spirituale o celeste. Dalla vergine Maria non avrebbe preso  nulla: passò per essa come attraverso un fiume o un canale, senza  esserci stata alcuna assunzione di carne presa da Lei. Inoltre non  ammette la resurrezione della carne, affermando che soltanto lo  spirito e l'anima ricevono la salvezza per mezzo di Cristo. 

12. I SECONDIANI, come è affermazione comune, si distinguono  dai Valentiniani per il fatto che aggiungono pratiche immorali. 

13. TOLOMEO, anch'egli discepolo di Valentino, desiderando  fondare una nuova eresia, volle distinguersi da lui, affermando che  ci sono quattro Eoni, ai quali se ne aggiungono altri quattro. 

14. MARCO ancora, ma non so chi fosse, fondò un'eresia che nega  la resurrezione della carne e afferma che Cristo non ha sofferto  realmente, ma soltanto apparentemente. Ha professato anche l'esistenza di due principi tra loro contrari; sosteneva poi, quanto  agli eoni, una dottrina simile a quella di Valentino. 

15. COLORBASO ha seguito gli eretici ora menzionati senza grandi  differenze dottrinali e sostenendo che la vita e la generazione di  tutti gli uomini dipendono da sette stelle. 

16. Gli ERACLEONITI prendono il nome da Eracleone, discepolo  degli eretici ora ricordati, che ammette l'esistenza di due principi:  l'uno deriva dall'altro, e da questi due moltissimi altri. Si dice che  redimano, per così dire, gli adepti in fin di vita in un modo insolito,  ovvero ungendoli con olio, balsamo ed acqua e formule invocatorie,  che proferiscono con parole ebraiche sul capo di quelli. 

17. Gli OFITI traggono il loro nome dal serpente che, in greco, si dice .  Ritengono che esso sia Cristo; hanno anche un serpente in carne ed  ossa addestrato in modo tale da sfiorare i loro pani e in questo  modo essi li santificano come se fossero l'eucarestia. Alcuni  ritengono che tali Ofiti derivino dai Nicolaiti e dagli Gnostici e ad  opera delle invenzioni mitologiche di costoro siano arrivati alla  venerazione del serpente. 

18. I CAIANI sono chiamati in questo modo perché onorano Caino  dichiarandolo essere un personaggio di straordinaria virtù. 

Ugualmente ritengono anche Giuda, il traditore, una qualche entità  divina, e giudicano il suo misfatto un'azione benefica, poiché  asseriscono che costui aveva la prescienza di quanto grande bene  per il genere umano sarebbe stata causa la passione di Cristo, e,  perciò, egli lo consegnò ai Giudei, perché lo uccidessero. Di loro si  dice che venerino anche quanti provocarono uno scisma nel primo  popolo di Dio e morirono inghiottiti dalla terra 4, così come anche i  Sodomiti. Bestemmiano la legge e Dio, autore della Legge, e  negano la risurrezione della carne. 

19. I SETIANI traggono il loro nome dal figlio di Adamo, che si  chiamava Set. Codesti, come è evidente, lo onorano, ma con  l'insipienza propria della mitologia e degli eretici. Lo dicono, infatti,  nato dalla madre celeste, che, come essi affermano, si sarebbe  unita al padre celeste, affinché avesse origine un'altra divina  discendenza, in certo qual modo, quella dei figli di Dio. Anche  questi inventano molte ed astruse fole sui principati e sulle potestà. 

Alcuni autori affermano che costoro identificano Sem, figlio di Noè,  con Cristo. 

Sant'Agostino

SOTTO LA GUIDA DELLO SPIRITO - L'umile amore

 


L'umile amore

Nulla rivela un essere meglio della sua capacità di amare, anche se è altrettanto evidente che questa capacità non è immediatamente disponibile. Solo dopo un processo di maturazione, che può durare anni - e a volte anche tutta una vita -, arriviamo a liberare progressivamente tutto l'amore che è racchiuso nel nostro cuore. Il nostro sviluppo spirituale e l'esperienza acquisita svolgono un ruolo importante in questo processo. In fondo l'amore ha a che fare con Dio - Dio infatti è Amore - e noi possiamo amare solo nella misura in cui abbiamo potuto sperimentare qualcosa dell'amore di Dio e della sua grazia. L'abbiamo già visto più volte in questo libro: è al cuore della tentazione e della conversione che impariamo come prendere contatto con la grazia e come vivere conformemente ad essa. È lì infatti che incontriamo la misericordia straripante di Dio. Nella misura in cui ogni amore è il frutto dello Spirito in noi, una simile esperienza della nostra impotenza e della misericordia, fatta al momento della conversione, si ripercuote forzatamente sulla nostra capacità di entrare in contatto con gli altri attraverso l'amore. Questa esperienza infatti libera in noi un amore che va ben al di là dei limiti del nostro amore naturale, un amore che finisce per somigliare all'amore del Padre celeste, di cui Gesù testimonia che fa sorgere il sole sopra i malvagi e sopra i buoni (Mt 5,45). L'amore andrà così lontano che Gesù vuole che si estenda non solo a quelli che ci amano - anche i pagani fanno altrettanto - ma addirittura a quelli che ci odiano, perfino ai nostri nemici (Mt 5,44). E’ una missione gravosa, impossibile da realizzare finché lavoriamo solo con la nostra generosità. Solo una lunga familiarità con la grazia, o meglio con l'agire della grazia in noi, un agire paziente e generoso, mite e forte insieme, ci insegna come amare sempre meglio. Non è tanto facile parlare dell'amore come esperienza spirituale: fino a poco tempo fa, l'aspetto sensibile dell'amore creava a molti un certo disagio. Da allora molte cose sono state scritte a questo proposito, ma non è detto che la situazione si sia evoluta così velocemente come lascerebbe pensare la marea di parole e di scritti: affermazioni scottanti, anche se ben intenzionate, generalmente non bastano a infiammare un cuore; e la precipitazione con cui si parla di una cosa solitamente tradisce il malessere che proviamo nei suoi confronti. Non è mia intenzione soffermarmi su questa difficoltà: vorrei soltanto ricordare una duplice deformazione dell'amore, che a volte si incontra ancora ai nostri giorni e la cui origine risale forse all'atteggiamento adottato dalle generazioni precedenti nei confronti della tenerezza e dell'amore sensibile. Una prima deformazione concerne il fatto che l'amore è stato spesso forzato nel senso di un servizio attivo: per amare non sarebbe essenziale sentire qualcosa ma, al contrario, fare qualcosa. La seconda deformazione porta ad accentuare in modo unilaterale gli aspetti sociali dell'amore, a danno degli aspetti personali: è più facile che ci venga chiesto di amare un popolo, una classe, una giusta causa, magari la chiesa stessa, piuttosto che la persona che incontriamo per caso all'angolo della strada. Questa duplice deformazione procura seri rischi all'amore. E’ indubbio che l'amore deve portarci a dedicarci a quanti ne hanno veramente bisogno: ogni pagina dell'evangelo ce lo ricorda. Tuttavia non bisogna dimenticare che in ogni amore autentico quello che conta innanzitutto è che io stesso mi senta indigente. La mia povertà in amore ha un ruolo altrettanto importante del bisogno materiale o spirituale del mio prossimo. A prima vista, ciò può apparire egoista, ma non è così: se mi preoccupo troppo in fretta del servizio da offrire all'altro, salto una tappa importante dell'amicizia, forse addirittura una tappa essenziale. E’ anche possibile che, inconsciamente, questa omissione ci venga a costare meno: in fondo è più piacevole fare qualcosa per un altro piuttosto che accettare che si avvicini a me come a un povero. E’ tuttavia per l'amore è essenziale che io sia per primo ferito dall'altro, gli devo lasciare l'occasione e il tempo di procurarmi questa ferita. Quando amo, sorge in me un bisogno che può venir colmato solo dalla persona amata; amare significa dire a qualcuno: "Sei la mia gioia, senza di te non posso vivere, ho bisogno di te". L'amore desta un bisogno, rende indigente e povero, arriva a farmi dipendere dall'altro. L'amore mi apre all'altro, mi insegna ad ascoltare, mi rende ricettivo. In questo senso l'amore non può mai essere dissociato dall'autentica umiltà: e soprattutto l'amore che mi rende umile nei confronti di colui verso il quale mi sento così fortemente attratto. E forse quanto c'è di più difficile nell'amicizia: non il carattere troppo sensibile dell'amore e i problemi che pone, ma il fatto che l'amore ci porti a riconoscere che abbiamo bisogno dell'altro, un altro che solo può darci quello che ci manca, nella misura in cui ci abbandoniamo a lui. E’ comprensibile che molti oppongano inconsciamente resistenza a quanto può apparire debolezza o viltà, e che facciano tutto il possibile per evitare questa prova. Allora un'attività generosa diventa spesso la via d'uscita più onorevole che lusingherà il nostro amor proprio. Un simile amore, che pretende di essere disinteressato, è un sistema facile per schivare l'amore vero e soprattutto l'autentica umiltà dell'amore. Mostrarsi eroici nell'amore del prossimo è relativamente semplice. "Eroe della carità!": curiosa espressione che ha trovato molto presto diritto di cittadinanza. Un simile eroismo ha però poco a che fare con l'amore autentico, il quale riguarda piuttosto la vulnerabilità e la fragilità della persona amata. Non si parla mai di eroi dell'amicizia, né di amore coniugale eroico: l'amore non sa che farsene dell'eroismo che potrebbe essere al massimo un amore che schiaccia. L'amore è amore e basta a se stesso. Un altro modo di schivare il confronto con la nostra debolezza sarebbe quello di indirizzare il nostro amore solo verso gruppi di persone. Ci si dedica attivamente agli altri (al plurale!), alla parrocchia, alla chiesa, alla patria, ai paesi sottosviluppati. E’ una semplice distrazione se non si menziona mai l'uomo concreto? E così facile amare al plurale, di un amore astratto e idealizzato che non fa male a nessuno - né a noi, né agli altri - ma che non fa neanche del bene ad alcuna persona concreta. Allora si può essere occupatissimi con un prossimo lontano (già la contraddizione dei termini dovrebbe dirci qualcosa!), in qualche paese straniero, ed essere in difficoltà con tutti i propri compagni di lavoro: è ancora un modo di sfuggire all'amore autentico, che si vive sempre al singolare. Non si ama un gruppo, ma innanzitutto una persona, qualcuno che mi può ferire, davanti al quale accetto di perdere la faccia e al quale faccio l'onore di essere l'unico che, in un dato momento, mi salva dalla miseria. Questa capacità di essere feriti dall'amore, questa debolezza che nasce in ogni relazione d'amore possiamo impararla solo da Dio e dalla sua grazia. E’ lui che ci ha lasciato l'esempio assoluto dell'amore nella sua azione redentrice, lui il cui amore si occupa di noi ogni giorno. Non ha forse tanto amato il mondo da offrire il suo Figlio unigenito (Gv 3,16)? E suo Figlio non ha forse detto - lui, il buon pastore - che abbandonerebbe le novantanove pecore nel deserto per cercare la pecora smarrita (cf. Lc 15,4)? Non si è forse paragonato al Padre che ogni giorno si mette di sentinella per correre verso il figlio prodigo e abbracciarlo non appena lo vede sbucare all'orizzonte (cf. Lc 15,20)? E quando, alla vigilia della sua passione, ha voluto dare un segno del suo amore infinito, non si è forse tolto la veste e, come un servo, non si è inginocchiato davanti ai suoi discepoli, Giuda compreso, per lavar loro i piedi (cf. Gv 13,5)? La vulnerabilità di Dio di fronte all'uomo è così grande, il suo desiderio di lui è così intenso, il prezzo che è disposto a pagare è così alto che non c'è gioia più grande in cielo di quella che solo il peccatore è in grado di dare a Dio quando decide di tornare dal Padre suo (cf. Lc 15,7). L'amore di Dio non schiaccia mai, anzi: è discreto e umano, mite, umile e riconoscente. L'amore umile, humilis caritas, ecco forse la virtù evangelica per eccellenza. E’ molto più rara di quanto lascerebbe supporre l'uso odierno del termine amore; è l'amore a immagine di Dio: generoso, paziente, mite con tutti, con il prossimo vicino come con quello lontano, con l'amico come con il nemico, un amore che si offre anche al primo venuto. Un abate cistercense del XII secolo, Guerrico d'Igny, l'ha espresso a modo suo: "Proprium est amicitiae humiliari pro amicis. Proprio dell'amicizia è umiliarsi per gli amici". Persone simili sono una grande grazia per la chiesa e per il mondo. Di solito sono persone facilmente riconoscibili perché l'amore autentico attira gli altri, a sua insaputa. A volte vivono nascoste, in disparte, ma una sola delle loro parole, pronunciata sulla porta del loro eremo, può bastare a gettarci a terra, come è capitato a Paolo, e a farci gustare qualcosa della grazia di Dio. Vorrei concludere questo capitolo sui frutti dello Spirito con il ricordo personale di un pellegrinaggio presso alcuni eremiti del Monte Athos. C'è poco da dire, se non che me li ero immaginati completamente diversi: magari come uomini rozzi, rudi e duri, degli eroi dell'ascesi e della solitudine, restii a ogni contatto umano. La realtà è stata tutt'altra: raramente ho potuto sperimentare un amore simile, un amore mite e umile che mi ha immediatamente fatto sentire accolto nella loro preghiera e mi ha trascinato, come mio malgrado, verso Dio. Raramente mi sono anche sentito così vicino agli uomini, immesso nel cuore stesso del mondo che non cessa di battere per Dio e che così pochi, purtroppo, sanno ascoltare.


PREGHIERA ALLA MADONNA DEL LAVORO

 


O Vergine Santissima che, pur essendo Madre di Dio
e discendente di stirpe reale,
non disdegnasti i più umili lavori domestici,
insegnaci a santificare la nostra quotidiana fatica,
offrendola come Te al Signore,
affinchè si converta in uno strumento di penitenza
e di santificazione.
Tu che fosti Sposa e Madre di artigiani,
benedici il nostro lavoro
in modo che ci ottenga un pane sufficiente in terra
e una ricompensa eterna in cielo.
Fa che sotto il Tuo manto materno
tutti gli uomini, di qualsiasi classe sociale,
si sentano membri di una stessa famiglia
e si trattino perciò con sentimenti
di carità fraterna e di giustizia.

Benedici le nostre famiglie,
affinchè siano sempre santuari di pietà e asili di pace,
a somiglianza della Santa famiglia
di Nazareth


UN GRANDE SILENZIO, …POI, UN GRANDE FRASTUONO!

 


Carbonia 12.12.2021  ore 11.10

Un grande silenzio, …poi,
un grande frastuono!

Miracolosamente miei!

Amati figli, è Colui che È che vi parla e vi benedice.
Santo, è Colui che vi parla! …ascoltate la sua Voce e dirigetevi con urgenza alla santità.

Allungo le mie mani a voi figli miei e vi prendo in Me, vi sollevo dalle macerie della vostra vita. Ponete attenzione ai miei appelli o uomini, il vostro Dio vi richiama alla vera conversione, non siate stolti, il tempo è giunto, la mia Giustizia è in atto, …si farà sempre più forte!

Attendo il vostro ravvedimento urgente. Devo intervenire figli miei, non fatevi trovare fuori dal recinto. Quando tutto sembrerà perduto, ecco che il Cielo si aprirà a voi, vedrete cose mai viste, vedrete la Luce Infinita, vedrete Colui che è il Santo! Il vostro Salvatore torna a manifestarsi al mondo perché il mondo creda.

Le nuvole stanno muovendo verso Oriente, la tempesta è in atto, non state ad attendere di vedere, pregate il santo Rosario e chiedete con veemenza il mio ritorno anticipato.

“Un grande silenzio, …poi, un grande frastuono!”.

Ecco, Dio avanza nel suo Progetto affinché tutto si compia in fretta.

Il Cielo tuonerà con potenza! …  Tremeranno i cuori degli stolti ma sarà troppo tardi. Convertitevi ora, o uomini, per non subire i dolori che verranno a causa della vostra indifferenza e disobbedienza al vostro Dio Creatore.

 


IL SIMBOLO DELL'ICTUS, SARÀ IL SEGNO DEI MIEI RIFUGI MARIANI

 


     La creazione chiama alla preghiera


Chiamata di Maria Santificatrice al mondo cattolico


Piccoli figli del mio cuore, che la pace di Dio sia con tutti voi.

Figlioli, sono molto triste e non smetto di piangere, per questa umanità ingrata e peccatrice; ora la volontà del Padre mio deve essere compiuta e con essa la Sua Santa Giustizia. Continuerò ad intercedere per tutti i miei figli e specialmente per i più isolati nella casa del Padre; fino all'ultimo secondo supplicherò il Padre per loro.

Mio Padre ha già scaricato il Suo braccio e darà inizio a tutti gli eventi descritti nella Sua Santa Parola, per questi tempi finali. Tutto è già consumato. Pregate con me, piccoli miei, ed io, vostra Madre, intercederò presso il Padre, affinché la vostra purificazione sia più sopportabile. Giorni difficili stanno arrivando per l'umanità, ma se voi, gregge di mio figlio, rimanete uniti al Padre e alla Madre celesti, tutto passerà e i giorni, il Padre mio li accorcerà ancora di più, così che possiate sopportare le prove della vostra purificazione.

Figlioli, una casa che sia un cenacolo di preghiera e dove il mio Santo Rosario sia recitato con fervore e meditazione; una casa dove la Santa Parola di Dio sia messa in pratica, dove i suoi precetti siano adempiuti e dove sia consacrata ai nostri due cuori, sarà un rifugio per i tempi di persecuzione; ed io, vostra Madre, la coprirò con il mio manto e la renderò invisibile agli attacchi e alle insidie del maligno e alle schiere del male. Sappiate dunque che fate delle vostre case delle roccaforti di preghiera, che vi proteggano in questi tempi di tenebre.

Figlioli, queste case di preghiera devono essere purificate da ogni contaminazione di questo mondo; le persone che le abitano devono vivere in comunione con Dio e in esse devono regnare la pace, l'armonia e la preghiera. Nessuno deve vivere al di fuori dei comandamenti di Dio, e in essi non devono dimorare persone che vivono in una libera unione, né adulterio, né peccato mortale. Se ci sono dei giovani, devono consacrarsi al mio Cuore Immacolato e non ascoltare la musica del mondo, né quella del mio avversario, e non fornicare con i loro partner. Tutti coloro che abitano queste case devono rispettare i precetti di mio Padre, solo allora saranno scelti come miei rifugi mariani.

Il simbolo dell'Ictus, o pesce, sarà il segno dei miei rifugi mariani. Questo segno dovrebbe essere posto all'entrata della porta principale; all'interno di questa porta, si dovrebbe mettere: Una distensione, la Croce Gloriosa di Dozulé, il Volto Divino di mio Figlio, una medaglia di San Michele, una medaglia nella mia invocazione della Medaglia Miracolosa, e una medaglia o immagine del mio amato marito Giuseppe. Tutto deve essere benedetto da uno dei miei figli preferiti (Prete).

Figli miei, queste case scelte come miei rifugi, saranno protette dalla mano di mio padre e da Me, quando l'Angelo della Giustizia Divina passerà versando il calice dell'amarezza sull'umanità. Vi chiedo, figlioli, che le case che soddisfano queste condizioni siano preparate per accogliere i miei figli in tempi di persecuzione. Figlioli, che in queste case non ci siano discriminazioni, né arroganza, né invidia; al contrario, che la carità e l'amore siano aperti ad accogliere i miei figlioli che sono stanchi e oppressi dal loro cammino nel deserto. Perciò, andate avanti e preparate i miei rifugi, perché la creazione sta per iniziare la sua trasformazione e il tempo della giustizia divina sta bussando alla porta. Che la pace di Dio sia con voi e che la mia protezione materna vi assista. Tua Madre, Maria Santificatrice.

Messaggio a Enoch, 25 marzo 2012


Il nostro commento: In questo messaggio, la Vergine si riferisce al tempo dell'anticristo, quando le religioni cristiane saranno proibite. I rifugi mariani saranno nascosti agli occhi di chiunque, il che spiega perché ci sono diversi sacramentali posti alla porta d'ingresso. Dobbiamo tenere a mente quanto segue: 1.- La vita santa degli abitanti della casa. 2. Preparare i sacramentali.

Nei futuri messaggi ai veggenti degli ultimi tempi, entreremo più in dettaglio sui rifugi mariani. Per il momento, manteniamo questa spiegazione.



L'ICTUS.

Il pesce (Ictus) come segno di Nostro Signore Gesù Cristo è stato usato fin dai tempi antichi. Dopo l'Ascensione del Signore, i primi cristiani si accorsero che la parola pesce, in greco e in latino (ICTUS) è un anagramma che si riferisce a Gesù, cioè ogni lettera della parola Ictus (pesce) è l'iniziale di una parola che indica il Maestro: I (Iesus), C (Cristus), T (Theos-Dio), U (Uius-Figlio), S (Soter-Salvatore). Ictus significa: Gesù Cristo-Dio-Figlio-Salvatore.

In diverse apparizioni la Beata Vergine chiese ardentemente che l'Ictus fosse posto sulle porte delle case, cosa che è descritta in dettaglio nei libri che ho citato sulle apparizioni di Peñablanca.

Per quanto possa sembrare incredibile, alcuni membri di spicco del clero si sono fatti beffe di questo, ignorando che in molte chiese e altari c'è l'Ictus. Purtroppo, hanno aggravato il loro atteggiamento facendolo pubblicamente attraverso i mass media, confondendo così molti cattolici.

Penso che anche se sono passati diversi anni da quando la Vergine ha dato questo messaggio a Peñablanca, è sempre più necessario che le famiglie mettano le loro case sotto la protezione divina, ascoltando la Sua richiesta di mettere l'Ictus sulle porte delle loro case.

- Un Ictus, che è il segno del cristianesimo, dovrebbe essere messo su ogni porta.

- Non abbiate paura, voi che avete l'Ictus con fede, sarete salvati".

-La seconda venuta di Nostro Signore Gesù Cristo è molto vicina, preparatevi e siate vigili.

- È un simbolo di Nostro Signore Gesù Cristo che significa: Io sono con Lui e sarò con Lui nei secoli dei secoli".

- Mettete l'Ictus sulle porte delle vostre case, non abbiate paura perché è arrivata la lotta decisiva: chi è con Dio e chi è contro di Lui".



COPRITEVI CON LO SCUDO DEL MIO SANTO ROSARIO PERCHÉ LA BATTAGLIA È GIÀ INIZIATA

 


Indossate l'armatura spirituale, sigillatevi con il Sangue di mio Figlio.


Figlioli, che la pace di Dio sia con voi e che la mia protezione materna vi assista sempre.

Figlioli, i giorni, i mesi e gli anni, saranno sempre più brevi; rimanete uniti nella preghiera al Padre e alla Madre celeste e tutto passerà secondo la volontà di Dio. Un grande evento che scuoterà le fondamenta della Chiesa sta per accadere, ma voi, popolo di Dio, non perdete la fede, né la pace; anzi, che la vostra fede sia più salda e che restiate fedeli alla dottrina della Chiesa e al Vangelo di mio Figlio.

Quando verrà l'attacco alla Chiesa, ho bisogno di voi uniti in preghiera con me, con il nostro amato Michele, con le armate celesti degli Angeli e degli Arcangeli e con l'esercito Trionfante e Purgante, affinché possiamo essere un bastione che non permetterà alle forze del male di prevalere contro la santa Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana, costituita da mio Figlio.

Figlioli, in quei momenti dovete pregare più intensamente con il mio Rosario e fare l'esorcismo del nostro amato Michele e la preghiera che lo Spirito Santo di Dio mi ha dato quando ho visitato mia cugina Elisabetta. Ve la ricordo perché la impariate a memoria, perché ha un grande potere di scacciare tutte le forze del male.


IL MAGNIFICAT

    L'anima mia glorifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umile condizione della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beato, perché l'Onnipotente ha fatto grandi cose per me, il suo nome è santo, la sua misericordia di generazione in generazione per tutti i fedeli. Egli ha steso la forza del suo braccio, ha distrutto i piani dei superbi, ha fatto cadere i potenti dai loro troni e ha esaltato gli umili, ha riempito di beni gli affamati e ha mandato via i ricchi a mani vuote. Egli ha soccorso il suo servo Israele, ricordandosi della sua misericordia, come ha promesso ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza per sempre. (Luca 1. 46, 55).


Figlioli, tutta questa armatura spirituale insieme alla vostra fede, al digiuno e alla penitenza, non permetterà alle forze del male di rovesciare le fondamenta della Chiesa di mio Figlio. Molto presto la vostra Madre, vestita di sole, vi guiderà nel combattimento spirituale; non sentitevi soli, Io sono nel cuore di ognuno dei miei piccoli figli fedeli alla Santa Trinità e a Me. Io sarò il vostro capitano che vi condurrà alla vittoria e alle porte della Gerusalemme celeste. Figlioli, indossate l'armatura spirituale, sigillatevi con il Sangue di mio Figlio e copritevi con lo scudo del mio Santo Rosario. Perché la battaglia spirituale è già iniziata.

Consacrate il vostro essere fisico, biologico, psichico e spirituale al mio cuore immacolato; dite la preghiera della mia consacrazione ogni giorno, mattina e sera, e affidate tutto a me in questa preghiera che conoscete, ma che voglio ricordarvi:

    O mia Signora o mia Madre, io mi dono totalmente a te e in prova del tuo affetto filiale, ti consacro oggi: i miei occhi, le mie orecchie, la mia lingua e il mio cuore in una parola tutto il mio essere; perché sono tutto tuo Madre di bontà, conservami e proteggimi come tuo figlio e tuo possesso. Amen.

Sigilla con il Sangue di mio Figlio le tue case e i tuoi familiari, così che quando verrà il tempo in cui la terra tremerà, le tue case non subiranno alcun danno e i tuoi familiari rimarranno sotto la protezione dell'Altissimo Dio. Prega d'ora in poi la preghiera del Sangue di Cristo. Vai avanti gregge di mio Figlio, segui tua Madre e accompagnala nella recita del Santo Rosario e insieme sconfiggeremo ogni forza del male. Che la mia benedizione sia con voi e che la pace di Dio sia con tutti voi.

Tua Madre, Maria Santificatrice.

12 aprile 2012

domenica 12 dicembre 2021

Un Mondo secondo il Cuore di Dio

 


San Giovanni ci mette in guardia con una concisione luminosa: «E il mondo passa con le sue concupiscenze». Contro gli inganni di un mondo superbo, l’allarme è dato: «Il mondo passa». Ciascuno deve approfondire e convincersi della fugacità di questo mondo, affinché la “superbia della vita” non lo inganni presentandogli una falsa perennità. Quando la “superbia della vita” sarà rimossa dall’umiltà di cuore, si comprenderà con chiarezza che questo che vedono i nostri occhi e sente la nostra carne, è destinato a scomparire per dar luogo ad un mondo nuovo e a una terra nuova, secondo il cuore di Dio, ove abiteranno eternamente “coloro che hanno fatto la Volontà del Padre”. «Il mondo passa con le sue concupiscenze; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno». 

Mentre questo mondo passa, raccogliamo il consiglio di San Giovanni: «Non amate né il mondo, né le cose del mondo! Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui». Certo; come avremo l’amore del Padre, se amiamo quel mondo che rifiutò suo Figlio? «Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe». Ora possiamo capire in tutto il loro senso le parole di Gesù: «Non prego per il mondo». 

Dobbiamo notare che quando cominceremo a liberarci totalmente dallo spirito del mondo, cominceremo a sentire l’impossibilità di vivere in questo mondo. Non si può conoscere questa impossibilità fino a che davvero non si rinuncia totalmente. Questa rinuncia ci mette in uno stato di violenza nei confronti dei nostri simili. Questa violenza non implica una mancanza di carità propriamente detta, ma cagiona una specie di distorsione; si vive nel mondo, ma con uno spirito che urta da ogni parte col modo di pensare di coloro che sono installati nel mondo. Questa distorsione spirituale, come la distorsione di un membro del corpo, causa dolore nell’umano. Chi vuole vivere totalmente dello Spirito di Dio, desidererebbe essere condiscendente con certe debolezze di quelli che ancora vivono dello spirito del mondo, ma non può. Ecco la distorsione: volere e non potere; volere nell’umano e non potere perché lo Spirito di Dio, di cui vive, non gli permette di condiscendere con ciò che è proprio dello spirito del mondo. 

Questa costante violenza non potrà essere compresa, se non da quelli che hanno rinunciato davvero totalmente allo spirito del mondo. E questo “totalmente” è molto importante perché quell’esperienza sia perfetta. Perché si può rinunciare a certi aspetti dello spirito del mondo, e nello stesso tempo vivere di quello spirito per altri aspetti. Possiamo dire che il segno di quella rinuncia totale si trova in quella impressione di impossibilità a vivere nel mondo. Quelli che non abbiano avuto questa esperienza dolorosa, è perché non hanno rinunciato totalmente allo spirito del mondo; questi lotta ancora con l’anima per restare in lei. È però anche vero che quando quello spirito lo si è espulso totalmente e si vive solamente dello Spirito di Dio, si acquisisce quella perfetta libertà che non trova ostacoli per vivere ancora in questo mondo, inaugurando già nell’anima il regno di Dio. 

Chi vuol vivere in questo mondo stimato da esso e non voglia adattarsi a ciò che lo spirito del mondo esige, vive in una contraddizione: vuole essere amato da “qualcuno” che egli non ama. Questa è una rinuncia egoista, perché ha rinunciato al mondo esterno, riservandosi gli apprezzamenti che quel mondo può dargli. Costoro vivono in una costante inquietudine per timore di perdere quell’apprezzamento, e nel contempo non vogliono condiscendere al mondo (costoro sono nella “via di convenienza”, una posizione falsa, che non può durare).Non parliamo di coloro che vivono totalmente schiavi dello spirito del mondo, in loro non c’è la pace. Perché non serve darsi a quello spirito una volta per tutte; le sue esigenze sono sempre maggiori, perché nel fondo esiste l’inquietudine di uno spirito che si muove in costante rinnovamento per potersi mantenere, giacché è l’errore e la menzogna. 

presentato da JOSÉ BARRIUSO 

PREGHIERA ALLA SS. VOLONTA’ DI DIO

 


O eterna e inaccessibile VOLONTA’ Suprema del mio Eterno Amore, prostrato innanzi a Te, la tua immensità m’avvolge, mi inabissa, mi annienta, ma m’innalza nel contempo fino al tuo Trono e mi ridà la vita, vita nuova, immutabile e santa, la vita dello stesso Volere del mio Gesù, nel cui centro trovo, come in un sol punto, passato, presente e futuro. Oh sì, trovo il Supremo Volere creante, il quale in tutte le cose che crea mi manda amore, oceani di immensità di amore, però aspetta il ricambio di ogni creatura, ed io, a nome di tutta l’umana famiglia, dalla prima all’ultima creatura, prendo da questo imperscrutabile Volere l’amore di ciascuna di esse, ed entro in ogni atto creante, in ogni luccichìo di stelle, in ogni raggio di luce del sole, in ogni alito di vento, in ogni goccia di acqua, in ogni essere vegetale ed animale, e poi entro in ogni palpito di ciascun cuore, in ogni parola, passo, opera, pensiero, sguardo e, riempiendo tutto d’amore, mi porto innanzi alla Maestà Suprema, per darLe il ricambio dell’amore d’ogni cosa creata.

O VOLONTA’ amabile e potentissima, VOLONTA’ immensa da cui tutto esce e niente sfugge, vengo a portare ai tuoi piedi santissimi l’amore di tutti, vengo ad armonizzare insieme con l’amore creato. Ah sì, per tutto Ti ricambio in amore: la mia voce armonizzi su tutto ed in tutti, e facendo eterna questa voce, perché si moltiplichi in ogni istante sino all’infinito, Ti dirò sempre: Ti amo, Ti amo, Ti amo; sarò il suggello dell’amore creato, per cui non ci sarà cosa o detto che non suggellerò col mio amore.

O Gesù, seguendo il tuo Volere Eterno, entro nel primo istante del tuo concepimento, in ogni tuo palpito, pensiero e respiro, ed in ogni tuo moto, preghiera e pena che soffristi nel seno materno, in ogni tuo gemito, lacrima e stento della tua infanzia, in ogni passo, opera e parola della tua vita mortale; entro nella tua VOLONTA’ SS., nel mare immenso della tua Passione, in ogni goccia del tuo Sangue, in ogni piaga, in ogni insulto e disprezzo, in ogni spina, schiaffo e sputo, m’immedesimo nelle pene che soffristi sulla Croce, nella sete ardente, nell’amarezza del fiele, nelle tue riparazioni e soddisfazioni, fin nell’ultimo tuo anelito, ed insieme con tutte le generazioni ed a nome di tutte, entro nella interminabile tua VOLONTA’ in cui tutti sono compresi. E così in modo divino, vengo a darti il ricambio d’amore, riparazione per riparazione; mi sprofondo nell’abisso del tuo Volere ed adoro ogni goccia del tuo Sangue, bacio ogni piaga, Ti benedico, lodo e ringrazio per ogni tuo atto. Nel tuo Volere mi hai dato tutto ed io nel tuo Volere Ti ricambio per tutto e per tutti.

Amor mio, uniamo insieme il FIAT creante, il FIAT redimente, ed il mio FIAT nel tuo Volere, facciamone uno solo: l’uno scompaia nell’altro, affinché Tu abbia amore completo, gloria perpetua, adorazione divina, benedizioni e lodi eterne della Creazione e del tuo Fiat Voluntas tua come in Cielo così in terra.

Celeste Regina, Mamma divina, Tu che avesti il primato nel Divin Volere, stendi il Tuo manto azzurro e, nell’immensità del Volere Eterno, ravvolgi tutte le creature, suggella col suggello del Divin Volere la loro fronte, affinché tutte vivano della vita della Divina Volontà sulla terra, per poter passare nel tuo grembo materno a vivere della DIVINA VOLONTA’ in Cielo. Così sia.


STATE VIVENDO LE ULTIME ORE SU QUESTA TERRA.

 


Carbonia 10.12.2021 ore 17.43 

State vivendo le ultime ore su questa Terra.

State entrando nell’Era Nuova! Il Cielo ora interverrà, …metterà a soqquadro la Terra, …ordinerà ai venti di ripulirla.

Dio griderà la sua Giustizia!
Comanderà il “Santo Vangelo!”

Amati figli, il mondo sta per essere trasformato, tutto deve tornare al Creatore, ciò che non Gli appartiene sparirà mentre risplenderà di Luce nuova la sua Creatura.

Nel suo Amore infinito Dio Padre richiama a Sé il suo Popolo, sollecita la sua conversione, … gli chiede di prepararsi all’incontro con Lui che sarà a breve.

Il Cielo freme, gli Angeli di Dio compariranno all’improvviso e solleveranno tutti coloro che appartengono al Padre Eterno, mentre sui restanti sarà versato il calice dei dolori. Dio ha richiamato a Sé la sua creatura ma ha riscontrato indifferenza e sarcasmo, per questo lo castigherà. La scelta dell’uomo è stata quella di sfidare il suo Creatore, …ora raccoglierà ciò che ha seminato.

Amati figli, …vi mando i miei Angeli per aiutarvi a superare questo poco tempo che ancora vi resta da trascorrere su questa Terra di miseria, a breve entrerete nella nuova vita, dove si godrà la delizia dell’Infinito Amore.

La notte sarà molto fredda, gli ululati dei demoni si aggireranno per le città in cerca di anime da rubare a Dio, ma non potranno entrare all’interno delle case benedette, preparate secondo gli ordini di Dio, perché saranno protette dagli Angeli.

L’uomo che non si è affidato a Dio, e non ha rispettato il suo Volere, cadrà. Chi non avrà condiviso i propri beni come Dio ha comandato, perderà le sue ricchezze, tutto verrà sepolto dalle ceneri.

Ho chiamato tutti, ma molti hanno mostrato indifferenza, hanno proseguito secondo i propri principi e non quelli voluti da Dio! Anatèma! I compromessi non appartengono a Dio, a Lui si deve donare con amore senza interesse o tornaconto personale. Dio che legge nei cuori, premierà o castigherà: nessuno può servire due padroni, …non potete servire Dio e la ricchezza.

*  *  *

Sono la Santissima Vergine, il mio Manto è su tutti voi che amate e seguite mio Figlio Gesù in fedeltà assoluta.

Amati miei, state vivendo le ultime ore su questa Terra, presto entrerete nella Casa di Dio e con Lui celebrerete la nuova e vera vita in Lui.

Questo freddo inverno porterà verità rivelate, Dio permetterà all’uomo di vedere con i propri occhi perché possa convertirsi e tornare al suo Creatore.

Volgo il mio sguardo su chi ancora non vuole né capire né vedere che questo mondo è ormai sfasciato. Siete vicini ad una guerra civile.
Svegliatevi! Il tempo è finito, il Cielo deve intervenire prima che Lucifero faccia mattanza dei suoi Figli.

DOGMA E DOTTRINA CATTOLICA INFALLIBILE CHE DEVE CONOSCERE

 


IL CATECHISMO DEL CONCILIO DI TRENTO


OBIEZIONE - Il Catechismo del Concilio di Trento ha insegnato che la determinazione di uno a ricevere il battesimo può valergli la grazia e la giustizia se gli è impossibile ricevere il battesimo.

Catechismo del Concilio di Trento, Ordinariamente non vengono battezzati subito, p. 179: "Sugli adulti, tuttavia, la Chiesa non ha avuto l'abitudine di conferire subito il sacramento del battesimo, ma ha ordinato che sia differito per un certo tempo. Il ritardo non è accompagnato dallo stesso pericolo che nel caso dei bambini, che abbiamo già menzionato; se qualche incidente imprevisto rendesse impossibile agli adulti di essere lavati nelle acque salutari, la loro intenzione e determinazione a ricevere il Battesimo e il loro pentimento per i peccati passati, varranno loro la grazia e la giustizia."

RISPOSTA - Il Catechismo del Concilio di Trento non è infallibile. I Padri John A. McHugh, O.P. e Charles J. Callan, O.P. hanno scritto l'introduzione per una comune traduzione inglese del Catechismo del Concilio di Trento. La loro introduzione contiene la seguente interessante citazione del Dr. John Hagan, Rettore del Collegio Irlandese a Roma, sull'autorità del Catechismo.

Catechismo del Concilio di Trento - Quindicesima stampa, TAN Books, Introduzione XXXVI:  "Documenti ufficiali sono stati occasionalmente emessi dai Papi per spiegare alcuni punti dell'insegnamento cattolico a individui, o a comunità cristiane locali; mentre il Catechismo Romano comprende praticamente l'intero corpo della dottrina cristiana, ed è rivolto a tutta la Chiesa. Il suo insegnamento non è infallibile; ma occupa un posto tra i catechismi approvati e ciò che è de fide".


IL CATECHISMO ATTRIBUITO A S. PIUS X

Il Catechismo attribuito a Papa San Pio X ripete per noi lo stesso insegnamento de fide della Chiesa Cattolica sull'assoluta necessità del battesimo in acqua per la salvezza.

Il Catechismo di Papa San Pio X, I Sacramenti, "Battesimo", Q. 16: "D. Il Battesimo è necessario alla salvezza? R. Il battesimo è assolutamente necessario per la salvezza, perché Nostro Signore ha detto espressamente: 'Se uno non nasce di nuovo da acqua e Spirito Santo, non può entrare nel Regno di Dio'".

Quindi, contrariamente alla credenza popolare, coloro che rifiutano il "battesimo di desiderio" in realtà seguono l'insegnamento del Catechismo attribuito a Papa San Pio X sull'assoluta necessità del battesimo in acqua. Non seguono, però, l'insegnamento di questo fallibile Catechismo quando procede a contraddire questa verità sulla necessità assoluta del battesimo in acqua per la salvezza. Il Catechismo di Papa San Pio X, I Sacramenti, "Battesimo", Q. 17: "D. L'assenza del Battesimo può essere colmata in altro modo? R. L'assenza del Battesimo può essere colmata dal martirio, che si chiama Battesimo di sangue, o da un atto di perfetto amore di Dio, o di contrizione, insieme al desiderio, almeno implicito, del Battesimo, e questo si chiama Battesimo di desiderio."

Questo ancora una volta è una totale contraddizione con quanto affermato nella Domanda 16. Si dovrebbe notare che questo catechismo, sebbene attribuito a Papa San Pio X, non è uscito dalla sua penna e non è stato solennemente promulgato da lui. Non c'è nessuna bolla papale da parte sua che promulghi il catechismo, quindi è solo un catechismo fallibile che è uscito durante il suo regno e gli è stato dato il suo nome. Ma, anche se San Pio X avesse scritto lui stesso le parole di cui sopra (cosa che non ha fatto), non farebbe alcuna differenza per i punti che ho fatto. Questo perché un papa è infallibile solo quando parla magisterialmente. Questo catechismo non è infallibile perché non è stato promulgato solennemente dalla Cattedra di Pietro e nemmeno specificamente dal papa. Inoltre, questo catechismo è provato non essere infallibile dal fatto che insegna l'abominevole eresia che c'è salvezza "fuori" dalla Chiesa (come dimostrerò)!

Ma prima citerò dove il catechismo afferma il dogma.

Il Catechismo di Papa San Pio X, Il Credo degli Apostoli, "La Chiesa in particolare", Q. 27: "D. Si può essere salvati fuori della Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana? A. 

No, nessuno può essere salvato al di fuori della Chiesa Cattolica, Apostolica Romana, così come nessuno poteva essere salvato dal diluvio al di fuori dell'Arca di Noè, che era una figura della Chiesa".

Qui il Catechismo attribuito a Papa San Pio X riafferma il dogma definito. Ma procede a negare questo dogma appena due domande dopo!

Il Catechismo di Papa San Pio X, Il Credo degli Apostoli, "La Chiesa in particolare", Q. 29: "D. Ma se un uomo, senza sua colpa, è fuori della Chiesa, può essere salvato? R. Se è fuori della Chiesa senza sua colpa, cioè se è in buona fede, e se ha ricevuto il Battesimo, o almeno ha il desiderio implicito del Battesimo; e se, inoltre, cerca sinceramente la verità e fa la volontà di Dio meglio che può, un tale uomo è sì separato dal corpo della Chiesa, ma è unito all'anima della Chiesa e di conseguenza è sulla via della salvezza."

Qui vediamo questo fallibile Catechismo negare parola per parola il dogma Fuori dalla Chiesa non c'è salvezza! Esso insegna che ci può essere salvezza "fuori" dalla Chiesa, il che nega direttamente la verità che ha insegnato al popolo nella Domanda 27. Questa affermazione è così eretica, infatti, che sarebbe ripudiata anche dalla maggior parte degli astuti eretici dei nostri giorni, i quali sanno che non possono dire che le persone sono salvate "fuori", così sostengono che i non cattolici non sono "fuori" ma sono "dentro" in qualche modo. Quindi anche quegli astuti eretici che rifiutano il vero significato di Outside the Church There is No Salvation dovrebbero ammettere che l'affermazione di cui sopra è eretica! 

Inoltre, notate che il catechismo attribuito a San Pio X insegna l'eresia che le persone possono essere unite all'"Anima" della Chiesa, ma non al Corpo. Come già dimostrato, la Chiesa Cattolica è un Corpo Mistico. Coloro che non fanno parte del Corpo non ne fanno parte affatto.

Papa Pio XI, Mortalium Animos (# 10), 6 gennaio 1928: "Poiché il corpo mistico di Cristo, allo stesso modo del Suo corpo fisico, è uno solo, compatto e ben unito, sarebbe sciocco e fuori luogo dire che il corpo mistico è composto da membra disunite e sparse all'esterno: chiunque dunque non è unito al corpo non è membro di esso, né è in comunione con Cristo suo capo."

Questa discussione sui catechismi dovrebbe dimostrare al lettore come la dilagante negazione di Fuori della Chiesa non c'è Salvezza e la necessità del Battesimo in Acqua sia stata perpetuata attraverso testi fallibili con imprimatur e perché sia stata imbibita oggi da quasi tutti coloro che si professano cattolici. È stata perpetuata da documenti e testi fallibili che si contraddicono, che contraddicono il dogma definito, e che insegnano l'eresia, e che - tutto il tempo - altrove affermano le verità immutabili della necessità assoluta della Chiesa Cattolica e del battesimo in acqua per la salvezza. Ed è per questo che i cattolici sono tenuti ad aderire al dogma infallibilmente definito, non a catechismi o teologi fallibili.

Papa Pio IX, Singulari Quadem: "Perché, in verità, quando saremo liberati da queste catene corporee, 'vedremo Dio così com'è' (1 Giovanni 3:2), comprenderemo perfettamente con quale stretto e bellissimo legame siano unite la misericordia e la giustizia divine; ma, finché siamo sulla terra, appesantiti da questa massa mortale che ottunde l'anima, manteniamo fermamente che, secondo l'insegnamento cattolico, c'è 'un solo Dio, una sola fede, un solo battesimo' [Ef. 4:5]; è illegale procedere oltre nell'indagine".

Papa Paolo III, Il Concilio di Trento, Can. 5 sul Sacramento del Battesimo, ex cathedra: "Se qualcuno dice che il battesimo [il sacramento] è facoltativo, cioè non necessario alla salvezza (cfr. Gv. 3,5): sia anatema."

Quante dichiarazioni infallibili di Papi non abbiamo visto, che provano assolutamente che un vero battesimo in acqua psichica è necessario per la salvezza? Chiunque neghi questo fatto è semplicemente un bugiardo e un eretico che si ostina ad aderire a fonti fallibili invece che a quelle infallibili, e immagina se stesso (o qualche altro uomo, o qualche altra fonte fallibile) di essere la fonte della verità, mettendo così l'uomo al posto di Dio (i Papi infallibili, attraverso i quali la verità di Dio si rivela).  Quando una tale persona sopra descritta prega il "Padre nostro" è un ipocrita, perché egli stesso non ha alcuna intenzione di fare la volontà di Dio!

L'ARMA DELLA PREGHIERA - LA NECESSITÀ DI UOMINI CHE PREGANO

 


LA NECESSITÀ DI UOMINI CHE PREGANO

"Pregando sempre con ogni preghiera e supplica nello Spirito e vegliando con ogni perseveranza e supplica per tutti i santi. 6:18.

"Pregando anche per noi, affinché Dio ci apra la porta della parola per parlare del mistero di Cristo, per il quale sono in catene, affinché io possa renderlo manifesto come devo parlare" - Col. 4:3.

Una delle cose più urgenti dei nostri giorni sono gli uomini la cui fede, le preghiere e lo studio della Parola di Dio siano stati vitalizzati, e una trascrizione di quella Parola sia scritta sui loro cuori, e che la diano come il seme incorruttibile che vive e rimane in eterno. Non c'è niente di più che la fedeltà del pulpito nella sua incrollabile fedeltà alla Bibbia e l'impavida proclamazione della sua verità per chiarire la nebbia con cui un'infedeltà critica ha eclissato la Parola di Dio. Senza questo il portabandiera fallisce, e ne seguono vacillamenti e confusione lungo tutti i ranghi. Il pulpito ha compiuto la sua opera più potente nei giorni della sua incrollabile fedeltà alla Parola di Dio.

In stretta connessione con questo, dobbiamo avere uomini di preghiera, uomini in luoghi alti e bassi che tengono e praticano la preghiera scritturale. Mentre il pulpito deve mantenere la sua incrollabile fedeltà alla Parola di Dio, deve, allo stesso tempo, essere fedele alla dottrina della preghiera che quella stessa Parola illustra e fa rispettare agli uomini.

Le scuole, i collegi e l'educazione considerati semplicemente come tali non possono essere considerati come leader nel portare avanti l'opera del regno di Dio nel mondo. Non hanno né il diritto, né la volontà, né il potere di fare l'opera. Questa deve essere compiuta dalla Parola predicata, consegnata nella potenza dello Spirito Santo mandato giù dal cielo, seminata con mani in preghiera e innaffiata con le lacrime dei cuori in preghiera. Questa è la legge divina, e quindi "nominata nel vincolo". Siamo chiusi e sigillati ad essa - vogliamo seguire il Signore.

Gli uomini sono richiesti per la grande opera della salvezza delle anime, e gli uomini devono andare. Non c'è bisogno di una forza angelica o impersonale. Cuori umani battezzati con lo spirito di preghiera devono portare il peso di questo messaggio, e lingue umane in fiamme come risultato di una preghiera seria e persistente devono dichiarare la Parola di Dio a uomini morenti.

La Chiesa, oggi, ha bisogno di uomini che pregano per eseguire la sua solenne e pressante responsabilità di far fronte alla spaventosa crisi che la sta affrontando. Il bisogno urgente dei tempi è di uomini, in numero crescente - uomini timorati di Dio, uomini che pregano, uomini dello Spirito Santo, uomini che possano sopportare la durezza, che non considerino la loro vita cara, ma che considerino tutte le cose come scorie per l'eccellenza della conoscenza di Gesù Cristo, il Salvatore. Gli uomini di cui c'è tanto bisogno in quest'epoca della Chiesa sono quelli che hanno imparato il mestiere di pregare, l'hanno imparato sulle loro ginocchia, l'hanno imparato nel bisogno e nell'agonia dei loro stessi cuori.

Gli uomini che pregano sono l'unico bisogno imperativo di questo giorno, come di tutti gli altri giorni, in cui Dio deve avere o farsi vedere. Gli uomini che pregano sono, in realtà, gli unici uomini religiosi, e ci vuole un uomo completo per pregare. Gli uomini di preghiera sono gli unici uomini che fanno o possono rappresentare Dio in questo mondo. Nessun uomo freddo, irreligioso e senza preghiera può rivendicare il diritto. Essi rappresentano male Dio in tutta la Sua opera e in tutti i Suoi piani. Gli uomini che pregano sono gli unici uomini che hanno influenza su Dio, l'unico tipo di uomini a cui Dio impegna se stesso e il Suo Vangelo. Gli uomini che pregano sono gli unici uomini in cui lo Spirito Santo dimora, perché lo Spirito Santo e la preghiera vanno di pari passo. Lo Spirito Santo non scende mai su uomini senza preghiera. Non li riempie mai, non li autorizza mai. Non c'è nulla in comune tra lo Spirito di Dio e gli uomini che non pregano. Lo Spirito dimora solo in un'atmosfera di preghiera.

***

Bounds, Edward M.

La sapienza è uno spirito che ama l’uomo, e tuttavia non lascia impunito il bestemmiatore per i suoi discorsi, perché Dio è testimone dei suoi sentimenti, conosce bene i suoi pensieri e ascolta ogni sua parola.

 


LIBRO DELLA SAPIENZA

6 La sapienza è uno spirito che ama l’uomo, e tuttavia non lascia impunito il bestemmiatore per i suoi discorsi, perché Dio è testimone dei suoi sentimenti, conosce bene i suoi pensieri e ascolta ogni sua parola. 

Ora viene affermata un’ulteriore verità. La sapienza è uno spirito che ama l’uomo. Questa verità è indiscussa. L’uomo è amato da Dio. 

L’amore non è cecità, lasciare l’uomo in balia di se stesso, permettergli di fare ciò che vuole, di praticare ogni ingiustizia. 

L’amore è correzione, ma anche punizione. È punizione nel tempo ed anche nell’eternità. È punizione temporanea, ma anche eterna. 

L’amore che non corregge, non punisce, non sanziona, mai potrà dirsi amore. Perché il peccato è morte e l’amore vuole togliere l’uomo dalla morte. 

La sapienza è uno spirito che ama l’uomo. Poiché lo ama non lascia impunito il bestemmiatore per i suoi discorsi. 

Dio è testimone dei suoi sentimenti, conosce bene i suoi pensieri e ascolta ogni sua parola. Dio è testimone vero, ma è anche giudice vero. 

Essendo testimone vero non ha bisogno che alcuno gli renda testimonianza. Essendo giudice vero, giudica ogni uomo secondo azioni, pensieri, parole. 

Il perdono di Dio è della colpa. La pena va sempre espiata. Spesso la pena è anche il frutto del proprio peccato e mai il frutto viene abolito, cancellato. 

Questa verità oggi è lontana da noi. La sapienza di Dio non abita nel cuore. Vi è una solla stoltezza che genera ogni sorta di caos veritativo e morale. 

L’amore vero è correzione ed anche pena. Dio sempre lascia che l’uomo mangi i frutti del suo peccato come pena per la sua espiazione. 

Se l’uomo non si converte, non chiede a Dio che la sua colpa venga perdonata, la pena sarà anche eterna e sarà di morte per sempre. 

MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI

SONO GIUNTI I TEMPI DI GRANDE DOLORE.

 

Carbonia 09.12.2021 – ore 18.40

Sono giunti i tempi di grande dolore.

Maria Santissima:

Figli miei adorati, siete tutti sotto la mia materna protezione, …quest’anno termina con la santa benedizione di Colui che È.

Adoperatevi per il Regno dei Cieli, convertitevi figli miei.
…Oh voi che ancora non volete ascoltare la Voce del Cielo,
…oh voi che ancora dubitate dell’esistenza del vostro Dio Creatore,
…oh voi che andate ancora rincorrendo le cose di questo mondo senza mettere ordine nella vostra anima, così facendo non permettendovi la salvezza!

Amati figli, ravvedetevi in fretta, non c’è più tempo per le cose del mondo, preparatevi all’incontro con il vostro Salvatore, Gesù attende la conversione di questa Umanità.

Figli miei, aprite i vostri cuori all’Altissimo e abbandonatevi a Lui, sono giunti i tempi di grande dolore, …per le persone che saranno lontane dall’Amore sarà pianto e stridore di denti.

Mostratevi figli della Luce, desiderate le Cose di Dio! Abbandonate il mondo figli miei, la devastazione è prossima, …malattie sconosciute e carestia sono in arrivo. “Consacratevi al Cuore Immacolato di Maria” affidatevi a Lei, pregate il Santo Rosario, chiedete perdono dei vostri peccati, …la salvezza è solo in Cristo Gesù, il Signore.

Movimenti tellurici in corso, …vulcani prossimi ad eruttare!

Pregate il vostro Creatore o uomini, non siate stolti, nulla potete da soli, la scienza senza Dio è nulla! Non attendete di vedere sussultare la terra per ravvedervi, potrebbe essere troppo tardi.

Maria Santissima chiama a Sé i suoi piccoli, … venite a Me bimbi miei, venite sotto il mio Manto, Io sono la Vergine Santissima, Colei che distruggerà il Serpente Antico.

Avanti piccoli miei, la vostra Mamma Celeste è in attesa di voi, …poi, il cielo si tingerà di rosso e grande distruzione sarà.

Vi amo. Vi benedico.