lunedì 15 novembre 2021

L'Ira Giusta di Dio cadrà su OGNI NAZIONE e Purificherà le Nazioni Scelte, in modo che dopo essere passate attraverso il Crogiolo della Sofferenza, possano essere la LUCE delle altre Nazioni.

 


MESSAGGIO DI SAN MICHAEL ARCANGELO A LORENA 


12 SETTEMBRE 2021

L'Ira Giusta di Dio cadrà su OGNI NAZIONE e Purificherà le Nazioni Scelte, in modo che dopo essere passate attraverso il Crogiolo della Sofferenza, possano essere la LUCE delle altre Nazioni. La Purificazione inizia per il Messico, Grandi Disastri Naturali di tutti i tipi cadranno sui suoi abitanti, il Mio Angelo della Giustizia sguainerà la Spada, portando Flagelli Naturali e Piaghe, ma il Popolo di Dio deve essere PROTETTO dalla Giustizia Divina e Riconosciuto come parte del Popolo di Dio attraverso Preghiere date all'Umanità che servono come PROTEZIONE; come la mia Coroncina dei 9 Cori Angelici, Salmo 91 e 23, e Efesini 6, così come la Preghiera di SHEMA ISRAELE che vi servirà come PROTEZIONE.


PREGHIERA SHEMA ISRAELE

Io, indegno figlio del Padre in questi Tempi Finali, affermo di appartenere alla Stirpe di Davide, e come erede del Regno dei Cieli, e appartenente al Santo Popolo d'Israele, grido dall'interno del mio cuore per la Protezione del Dio Vivente; e sigillo la mia Mente, Corpo e Anima, famiglia, parenti e beni ai piedi della Santa Croce di Gesù.

Con il potere del Suo Prezioso Sangue, mi copro da ogni minaccia nella mia integrità, fisicamente e spiritualmente. Dichiaro di essere un figlio del Padre e quindi degno di tutta la Sua Protezione.

Mi nascondo nelle Sante Piaghe del Figlio, mi ungo con il Potere dello Spirito Santo, e mi rifugio nel luogo più sicuro e caldo del Mondo, il Grembo della mia Amata Madre, Regina di tutti i Cieli.

Con il Potere che tutti loro mi conferiscono, sono Sigillato e Protetto in questi Tempi Finali, sia io che i miei discendenti e tutti i membri della mia famiglia sono protetti dai legami di sangue.

Con questa Preghiera siamo sigillati e protetti. L'Angelo della Giustizia preserverà le nostre case perché come popolo di Dio saremo riconosciuti davanti alla GIUSTIZIA DIVINA.

Ci rifugiamo nelle Giuste Mani del Padre, dando il nostro FIAT alla Santa Trinità, e aspettiamo sigillati e protetti che il Leone della Tribù di Giuda venga a giudicare le Nazioni. Amen.


Abbiate sulle vostre porte l'Immagine della Beata Sacra Famiglia, vi proteggerà dalla GIUSTIZIA DIVINA, nelle finestre mettete l'immagine di SAN BENEDETTO E DEL SACRO CUORE DI GESU' SCAPOLARE, coprite le finestre affinché non vediate la Giusta Ira di Dio, QUANDO GLI ANGELI DELLA GIUSTIZIA la scateneranno contro l'Umanità. NON VEDETE DALLE FINESTRE, è IMPORTANTE che ci siano serate di Preghiera, a partire da oggi, affinché l'Ira Giusta di Dio cada con meno rigore.

TUTTE LE NAZIONI SARANNO PURIFICATE, quindi è IMPORTANTE volgere gli occhi a Dio, CONFESSARSI IL PIÙ PRESTO POSSIBILE affinché il Grande Terremoto e altri Disastri Naturali come Tsunami, Uragani, Eruzioni Vulcaniche, Inondazioni e Pestilenze che porranno fine a migliaia di vite siano meno forti, usate l'Olio di San Giuseppe e di San Raffaele per le malattie, questi serviranno anche come Medicina, pregate OGNI GIORNO il più possibile davanti al Santissimo Sacramento, affinché la Purificazione sia meno grave e i Miei Giusti Angeli vi RICONOSCANO come Popolo di Dio.

- Vi inginocchierete davanti ad un Crocifisso chiedendo Pietà e Misericordia in una Veglia di Preghiera e pregherete così:


PREGHIERA

Chiedo Pietà e Misericordia a Dio Padre del mio Popolo affinché attraverso la mia Petizione, e una vita di Espiazione, Sacrifici, Preghiera, Digiuno, Penitenza e Opere di Carità, la Giustizia di Dio cada con meno rigore sul mio amato Messico, mi unisco in Preghiera con l'Armata Purgante e Militante affinché pregando all'unisono chiediamo a Dio Padre, la Giusta Ira di Dio cada con meno rigore sulla mia amata Nazione, Amen


Non dimenticate di pregare le Ore della Passione di Luisa Piccarreta, la RIPARAZIONE è MOLTO IMPORTANTE, non dimenticate il Rosario quotidiano, siate nella Grazia di Dio e fate la Penitenza chiedendo che molte persone possano salvare le loro anime e convertirsi, dirigendo il loro sguardo al Cielo e chiedendo PIETÀ e PIETÀ.

Caro Messico sarai passato attraverso il Crogiolo per essere Purificato e risplendere per essere la Luce delle Nazioni, RIPARATI, PREGA, DIGIUNA, e fai molti Sacrifici perché la Purificazione di questa Amata Nazione sia più sopportabile e dia Molti Frutti

Molte persone moriranno, pregate per il loro Pentimento e la Salvezza delle loro Anime e per coloro che sopravvivono di CONVERTIRSI e volgere il loro sguardo a Dio.

CHI È SIMILE A DIO!

NESSUNO È SIMILE A DIO!

LA MIA GIUSTIZIA, LA MIA SANTA GIUSTIZIA È QUELLA CHE FA TREMARE CHI NON HA AGITO NEL BENE

 


LA MIA GIUSTIZIA, LA MIA SANTA GIUSTIZIA È QUELLA  CHE FA TREMARE CHI NON HA AGITO NEL BENE


Rosario serale.


Argomenti:

Ora è il momento di entrare nella fase della Purificazione dove si mostrerà anche la Mia Santa Virtù, che ho il diritto di mostrare a tutti voi e di realizzare nella vostra vita.

Tutto ciò che permetterò in tutto il mondo, nel vostro mondo e in tutto l'universo, sarà perché cominciate ad amarvi gli uni gli altri.

Presto saprete cos'è la Divina Misericordia, avrete tutti l'opportunità di sentire l'Amore del Nostro Dio e certamente molti di voi piangeranno per il dolore che avete causato al Nostro Dio.

Amarsi l'un l'altro è amarsi come mio Figlio vi ha insegnato, darsi pienamente, anima e corpo per il bene del fratello, chiunque esso sia, e questo è più difficile, perché dare un tozzo di pane è facile.

Io voglio darvi il Cielo sulla Terra, dipende da voi se questo sarà più lungo o più breve, il tempo dipende da voi per gestirlo con la vostra conversione e con il vostro desiderio di essere con Me ora.


Messaggio di Dio Padre e della Beata Vergine Maria a J. V. (23/11/2013)


Primo mistero. Dio Padre parla.

Su: Ora è il momento di entrare nella fase della Purificazione dove si mostrerà anche la Mia Santa Giustizia, che ho il diritto di mostrare a tutti voi e di realizzare nella vostra vita.

Figli miei, in effetti la Mia Misericordia è infinita, vi ho regalato un mare di Misericordia per molti anni, ma ora è il momento che entriate nella fase della Purificazione dove si mostrerà anche la Mia Santa Rettitudine, che ho il diritto di mostrare a tutti voi e che si realizzi nella vostra vita.

Certamente, coloro che hanno agito secondo ciò che vi ho chiesto, che hanno saputo eseguire le Mie Regole, i Miei Comandamenti, le Mie Parole, che hanno compiuto atti secondo ciò che vi ho chiesto, non dovete temere, anche se sentite che la Mia Giustizia deve essere data tra di voi.

In una famiglia, i figli obbedienti sanno di avere l'appoggio dei loro genitori, perché li conoscono e hanno fatto ciò che è stato loro chiesto di fare e non vivono nella paura di ciò che può accadere, perché hanno obbedito a ciò che è stato loro chiesto di fare.

Questi sono i momenti in cui i bravi bambini avranno la loro ricompensa. Io, come Padre, vi darò grandi doni, vi riempirò di benedizioni, saprete che vi do il mio consenso, perché avete agito secondo ciò che vi ho chiesto.

Coloro che devono temere, e da questo derivano tutte le situazioni di paura che vedete intorno a voi, sono coloro che non hanno fatto la mia Volontà, che hanno vissuto nel peccato, che hanno vissuto nel male ma, soprattutto, che non hanno voluto ascoltare ciò che ho chiesto loro, secondo la mia Volontà, loro, sì, devono temere.

Voi, che siete con Me, vedrete tutte le mie promesse di bene, realizzate davanti a voi, nuovi cieli, nuove terre, benedizioni, cure amorevoli. Anche se avrete catastrofi intorno a voi, persecuzioni o qualsiasi cosa avrete in particolare, tutti, la Mia Mano Potente sarà sempre su di voi, prendendosi cura di voi e, così, vi rallegrerete come quegli ebrei che ho fatto uscire dall'Egitto, che videro la Mia Mano Potente e Amorevole e si rallegrarono che mi stavo prendendo cura di loro. Apprezzerete il mio amore per voi, vi renderete conto di ciò che il mio potere di Dio può fare sulla malvagità di Satana e vi rallegrerete immensamente.

Molto bene verrà a voi, voi che avete agito nel Bene. La Mia Giustizia, la Mia Santa Giustizia è quella che fa tremare coloro che non hanno agito nel Bene. Interiormente, il Mio Spirito Santo indica loro che hanno vissuto nell'errore e nella disobbedienza, soprattutto, e ora, all'avvicinarsi del tempo del raccolto, si rendono conto che tutto ciò che è stato chiesto loro, non l'hanno fatto, e interiormente sanno che presto avranno un incontro con Me. Ecco perché sentite intorno a voi l'inquietudine di questi vostri fratelli e sorelle.

Piccoli miei, voi che siete con Me, figli miei obbedienti, Io sarò con voi, e vi chiedo di continuare a intercedere per i vostri fratelli, perché hanno bisogno delle vostre preghiere per la loro salvezza. Non mettere da parte il tuo buon cuore, hai l'esempio di Mio Figlio Gesù Cristo, seguilo, perché molte anime hanno bisogno della tua preghiera.

Grazie, miei piccoli.



Secondo mistero. Dio Padre parla.

Passo: Tutto ciò che permetterò in tutto il mondo, nel vostro Mondo e in tutto l'Universo, sarà perché cominciate ad amarvi l'un l'altro.

Figlioli, io sono il vostro Padre e il vostro Dio, dovete imparare ad avere una completa fiducia in me in ciò che permetto nella vostra vita. Passi tutto il tuo tempo a rimuginare su ciò che potrebbe accadere e sprechi il tuo tempo in questo rimuginare.

Non dovete pensare a quello che succederà perché ognuno di voi richiede un tipo diverso di purificazione. Ogni popolo, nazione, governo, tutti hanno bisogno di diversi tipi di purificazione secondo i loro meriti particolari, quindi quello che alcuni dei vostri fratelli passeranno sarà molto diverso da quello che passerete voi. Inoltre, a seconda di quanto mi hai lasciato agire nella tua vita, ho vissuto nel tuo cuore o mi hai buttato fuori da esso, mi hai lasciato condividere i tuoi sentimenti, mi hai lasciato condividere le tue conquiste, mi hai lasciato condividere i tuoi successi, i tuoi trionfi, ma anche i tuoi errori? Ti ho chiesto di avermi nella tua vita in ogni momento, nel bene, nel male, nei tuoi problemi e nelle tue conquiste.

Io sono tuo padre, tu appartieni alla mia famiglia, perché mi metti da parte? Vi ho chiesto un'unione totale e intima con Me.

I bambini piccoli imparano a conoscere i loro genitori poco a poco, e man mano che crescono, anche i genitori dovrebbero passare abbastanza tempo con i loro figli in modo che anche loro li conoscano e si crei un legame affettuoso. Quando genitori e figli non raggiungono questo legame, la famiglia non è unita, i genitori non conoscono i figli e viceversa, non c'è fiducia, non si aprono, non hanno la fiducia di mostrare il loro cuore e, così, ci sono innumerevoli famiglie dove non si può parlare veramente di famiglia. Siete individui che vivono sotto lo stesso tetto, ma non vi comportate come una famiglia, certo, potete rispettarvi, potete amarvi, potete prendervi cura l'uno dell'altro, ma non raggiungete il livello intimo, perché non vi fidate, non potete dare consigli che vanno da cuore a cuore, perché non sapete come possono reagire.

Quando io vivo pienamente nel cuore delle persone in una casa, esse vivono in modo diverso, si amano profondamente, si conoscono, si rispettano, ma il rispetto va più in profondità, perché guardano a me, il vostro Dio. Rispettano la persona della famiglia, perché è di Me che si prendono cura nella persona del fratello, del padre, del figlioletto.

Miei piccoli, è l'amore profondo, l'amore da cuore a cuore che lega una famiglia. È Mio Figlio che vi ha chiesto questo, che vi amiate l'un l'altro come Lui vi ha amato e continua ad amarvi e io, come Padre, continuo ad amarvi, ma cosa avete fatto con questo Amore? Cosa avete fatto con questa richiesta di Mio Figlio? Non l'avete seguito ed è così che state diventando separati gli uni dagli altri nella società, nelle nazioni, non siete ancora quel Corpo Mistico di Mio Figlio che voglio vedere unito; ognuno di voi agisce secondo i propri interessi o convinzioni, non vivete secondo ciò che vi ho chiesto e secondo i bisogni che ognuno di voi ha, nella vostra famiglia e poi nella società.

Tutto ciò che permetterò in tutto il mondo, nel vostro mondo e in tutto l'universo, sarà perché cominciate ad amarvi gli uni gli altri. Quando vi vedete nel bisogno, quando vedete il disastro intorno a voi, nasce in voi quella cura, quel sentimento di prendersi cura del fratello, anche se è sconosciuto, ma in quel momento lo vedete come un fratello e vi date per il fratello nel bisogno e, così, comincerete a prendervi cura l'uno dell'altro, comincerete ad amarvi l'un l'altro, come avreste dovuto amarvi con tutta l'evangelizzazione che vi ha insegnato Mio Figlio.

È l'Amore, ripeto, che vi unirà e vi terrà uniti nella mia Volontà e nel mio Amore Divino.

Quindi mantenetevi uniti, cercando il bene del fratello, ma soprattutto il bene spirituale, perché se amate dal profondo, le vostre azioni si mostreranno all'esterno e, così, il vostro amore sarà vero e non sarà un amore ipocrita, come quando "amate", tra virgolette, quando "amate" per comodità, quello non è vero amore.

Vi chiedo di amarvi l'un l'altro, ma dal profondo del vostro cuore, dove io dimoro.

Grazie, miei piccoli.



Terzo mistero. Dio Padre e la Beata Vergine Maria parlano.

Circa: Tra poco saprete cos'è la Divina Misericordia, avrete tutti l'opportunità di sentire l'Amore del Nostro Dio e certamente molti di voi piangeranno per il dolore che avete causato al Nostro Dio.

Figlioli, io sono la vostra Madre, la Sempre Vergine Maria. In Cielo, tutto ciò che viene dal nostro Dio, nella Sua Santissima Trinità, tutto è Luce, Satana è tenebra, Satana sarà vinto dalla Luce.

Ora vi chiedo, miei piccoli, cosa siete, luce o tenebre? La Luce, cercate la Luce, soprattutto quando è una grande, immensa Luce, come quella che viene da Noi. Coloro che sono nella Luce, sono attratti dalla Nostra Luce.

Coloro che vivono nell'ombra, rifiutano la Luce, ne sono disturbati e, inoltre, sono disturbati da quelle anime che vivono nella Luce. Coloro che vivono nelle tenebre attaccano la Luce e coloro che sono nella Luce. Li rende inquieti, li rende invidiosi, non sopportano di vedere la Luce, e da questo nascono tutti i conflitti che avete visto nel corso della storia, miei piccoli.

Le anime scelgono da che parte stare, Luce o tenebre, e siccome voi siete nel dominio di Satana, che è l'oscurità, tutti coloro che hanno scelto di vivere nell'oscurità lo vivono attaccando coloro che sono nella Luce. Molti di loro, i vostri fratelli e sorelle, hanno vissuto ingannati e hanno diritto alla Luce, per questo ho mandato Mio Figlio.

Mia Figlia, la Sempre Vergine Maria, ha accettato la maternità, affinché Mio Figlio venisse sulla Terra.

Miei piccoli, in Cielo si vive l'unità, si vive l'Amore, il peccato ha disunito tutta la Creazione, la Mia Volontà si compie e si accetta in Cielo e in quelli che sono con Me. Voi sapete, Miei piccoli, voi che siete con Me, che quando vivete facendo la Mia Volontà, tutto va bene e godete, soprattutto, di ciò che fate.

La Mia Figlia, la Sempre Vergine Maria, ha accettato di essere la Madre di Mio Figlio, ha accettato la Mia Volontà, certo, è stata una prova forte e dolorosa, ma ha accettato la Mia Volontà.

Sì, Miei piccoli, il Padre mi ha chiesto questo, ero libero nella scelta, è una lotta tremenda quella che vivete tra la Luce e le tenebre. Vi prendo per mano, vi porto verso la Luce, ma voi, a volte, preferite le tenebre e cadete nell'errore, nel peccato e nel male.

Certamente, Mio Figlio vi ha dato tutte le armi spirituali necessarie per recuperare lo stato di Grazia, così necessario alle anime, per tornare al Regno dei Cieli.

L'uomo è libero di scegliere dove andare e quanti errori fate, Miei piccoli, li fate perché non sapete scegliere, perché siete curiosi, perché siete infidi, ma anche così, la Misericordia di Nostro Dio, nella Sua Santissima Trinità, è Infinita e solo se vi pentite di cuore, Lui vi riprende e continua ad acconsentire.

Miei piccoli, certamente, tra poco tempo, saprete cos'è la Misericordia Divina, avrete tutti l'opportunità di sentire l'Amore di Nostro Dio e, certamente, molti di voi piangeranno per il dolore che avete causato a Nostro Dio, ma vi farà bene piangere per i vostri peccati, miei piccoli, affinché non lo facciate più.

Chiedete al Mio Sposo, lo Spirito Santo d'Amore, di aiutarvi a prepararvi a questa ricezione spirituale, che tutta l'umanità avrà, affinché possiate approfittarne al massimo, perché è una Grazia molto grande, che Nostro Padre e Nostro Dio permetteranno a tutti voi. Conoscerete il Suo Amore, e anche se vi rimprovererà, è l'Amore infinito di un Dio intero, che vi ama, che vi rimprovererà, affinché ritorniate a Lui e non per espellervi dalla Sua Presenza. Questo è importante per voi da capire, perché è l'Amore, l'Amore puro che sta per essere versato su di voi. Lui ti rivuole e, anche se ti rimprovera, sarà un rimprovero amorevole, ma per riportarti a Lui.

Venite a Me, piccoli miei, venite a Me, con vostra Madre, affinché vi prepari a ricevere il Padre vostro, Dio nostro.

Grazie, miei piccoli.



Quarto mistero. Dio Padre parla.

Su: Amarsi l'un l'altro, è amarsi come mio Figlio vi ha insegnato, darsi pienamente, anima e corpo per il bene del fratello, chiunque esso sia e questo è più difficile, perché dare un tozzo di pane è facile.

Figlioli, la gente di quel tempo seguiva Mio Figlio. Alcuni, certamente, volevano ascoltare le Sue Parole, imparare da Lui, fare un cambiamento nella loro vita e raggiungere la santità, ma quelli che infastidivano Mio Figlio, erano quelli che Lo seguivano solo per riempire il loro stomaco, ed Egli disse loro: "voi mi seguite perché volete cibo per il corpo, ma non cibo per l'anima".

Piccoli miei, l'evangelizzazione di mio figlio è stata quella di far crescere le capacità dell'anima. Vi ho ripetuto tante volte che la vostra anima è quella che è in missione, che il vostro corpo non è che il veicolo che, certamente, deve essere sano, forte perché la vostra anima possa essere in missione e portare la Parola, portare l'esempio, portare la conoscenza che Mio Figlio vi ha dato e tutto questo avvolto nell'amore.

Quando vi parlano di pace e di armonia tra gli uomini, ma solo con parole umane, o vi parlano che non ci sono guerre, o che non c'è il male, ma non escono dall'anima o quando non escono dal vostro cuore le intenzioni che vi uniranno come veri fratelli, tutto questo finisce presto. Si può parlare di amore, di carità, ma in modo superfluo, di convenienza e questo non dura, miei piccoli.

Dare da mangiare al proprio fratello è certamente un bene e bisogna farlo, ma se non si parla di Me all'anima, non si fa un bene completo. Il corpo certamente morirà, sarà polvere, tu hai solo aiutato il veicolo, che è il corpo, ad avere vita, ma cosa hai fatto perché l'anima, piena di Me, Mi portasse a tutti gli uomini? Il veicolo, cioè il vostro corpo, deve portarMi agli uomini, deve essere la Mia Divina Presenza per tutti gli uomini, è questo che farà sì che le anime si salvino. Ecco perché siete apostoli in questi tempi, voi che siete con Me e che avete capito la Parola che vi ho insegnato. Se non condividi il Mio Cibo Divino e fai crescere le anime, non stai facendo ciò che un mio apostolo dovrebbe fare. Se non fate altro che nutrire il corpo dei vostri fratelli, il che, come vi ho detto, è certamente buono, ma non parlate loro di Me, non date loro la Saggezza Divina, non svolgete correttamente la vostra missione.

Guardatevi da coloro che vi parlano solo del superfluo, di un amore tra fratelli, che vi porteranno solo ad una pace, superflua, di convenienza, ma non ad una pace di cuore, condividendo il Mio Amore come fratelli, che non viene da Me, quelli non sono gli Insegnamenti di Mio Figlio.

Chiedete lo Spirito di Discernimento, affinché possiate imparare a discernere tra le menzogne di Satana, che sembrano verità, perché parlano di amore, di umiltà, ma in realtà non c'è vera vita spirituale nel cuore.

Amarsi l'un l'altro è amarsi come mio Figlio vi ha insegnato, darsi pienamente, anima e corpo per il bene del fratello, chiunque esso sia, e questo è più difficile, perché dare un tozzo di pane è facile, ma darsi pienamente per il bene dei fratelli, questo è più difficile.

Meditate su questo, miei piccoli. Ti amo.

Grazie, miei piccoli.



Quinto mistero. Dio Padre parla.

Circa: Io voglio darvi il dono del Cielo sulla Terra, dipende da voi se questo si prolunga o si accorcia, il tempo, lo gestite voi con la vostra conversione e con il vostro desiderio di essere già con Me.

Oh, Miei piccoli, come vorrei essere già regnante in mezzo a voi, ma dovete imparare a chiamarMi e questo è vivere Me dentro il vostro cuore!

Quando si ha un buon amico, gli si fornisce tutto il necessario per farlo stare bene, soprattutto quando lo si invita a casa propria. Certamente lo conoscete e sapete quali sono i suoi gusti, e cercate di provvedere a lui affinché si trovi a suo agio nella vostra casa e affinché possiate passare un tempo piacevole con lui.

Cosa c'è di meglio che preparare il tuo cuore e tutto intorno a te per invitare Me, il tuo Dio, a venire a vivere con te, a regnare per te, a istruirti, a prendersi cura di te, a nutrire la tua anima e a prendersi cura del tuo corpo?

Miei piccoli, questo dovrà accadere e accadere presto, ma prima verrò se mi chiamerete, implorerete la Mia Presenza in mezzo a voi e questo porterà un cambiamento totale nella vostra vita, un cambiamento bellissimo, che non conoscete, con un Amore immenso, che non potete immaginare.

Miei piccoli, quando entro in un'anima, un'anima che Mi cerca, che si dona totalmente per Me, che Mi invita a vivere in essa e, soprattutto, che muore in se stessa per lasciarMi vivere in essa, Io entro, dimoro in essa, la faccio godere della Mia Presenza e Io, che sono un Dio che dà, le do Grazie, Benedizioni Infinite. L'anima che Mi ha pienamente, vive nel Cielo qui sulla Terra, non posso fare a meno di dare a tale anima doni divini, belli, inimmaginabili.

Certamente, la grande maggioranza di voi spreca il suo tempo sulla Terra non invitando Me, il vostro Dio, a vivere con voi dentro di voi. Potrei darvi tante cose e voi, perché siete più interessati alle vostre cose, non date il mio posto a Me, vostro Dio, e vi private delle mie benedizioni. Certo, tornerò sulla Terra, devo prima purificarla, perché non posso venire in un luogo sporco e questa sporcizia è il peccato, che Mi dà molto fastidio, perché la Virtù, l'Amore, la Mia Divinità, non può coesistere con il male di Satana, delle sue opere, di tutte le porcherie che possono uscire da lui. Certo, dovete preparare il terreno, dovete cambiare dentro di voi e dovete chiedere a Me, chiedere al mio Spirito Santo di trasformarvi, perché non potrete farlo da soli.

L'umiltà, Miei piccoli, è essenziale per ottenere questo cambiamento. Vi piace come siete e come siete e non vi rendete conto che vivete nell'errore, per questo è molto necessario che io venga prima a purificare i vostri cuori e questo vi sarà dato attraverso il mio Santo Spirito, affinché conosciate la realtà del vostro interno e ciò per cui lottate tanto, che non è il Vero.

Cercate innumerevoli cose che non fanno bene alla vostra salute spirituale. Vi riempite di errori e di male e molte volte credete che questo sia il bene e, vivendo così, in questo errore e producendo errore, non posso presentarmi a voi. Ecco perché questa Purificazione che avrà luogo sulla Terra e in tutto l'Universo sarà per voi di conoscere gli errori in cui avete vissuto e la Verità alla quale dovete anelare con tutto il vostro cuore. Praticamente nessuno di voi ha sperimentato questa vita intima con Me e non sapete cosa vi manca, ma credetemi, miei piccoli, che ciò che vi chiedo di desiderare con tutto il cuore, sarà un cambiamento tremendo nella vostra vita, che non vi farà più desiderare di essere quello che eravate prima, ma cercherete ad ogni costo la perfezione alla quale vi chiamo, per ottenere le mie benedizioni, ma soprattutto la mia presenza in voi.

Io voglio darvi il dono del Cielo sulla Terra, dipende da voi se questo si prolunga o si accorcia, il tempo, lo gestite voi con la vostra conversione e il vostro desiderio di essere già con Me.

Grazie, miei piccoli.


domenica 14 novembre 2021

Di Cristo o del mondo

 


Il mondo effimero

Nessuno, come abbiamo visto, ha mai provato un amore così grande ed efficace per la creazione visibile e per il mondo peccatore come Cristo. Ma nessuno come lui, Né è stato così consapevole della relatività effimera dei beni del mondo, che sono intrinsecamente ordinati verso i beni eterni. 

Tutte le realtà intramondane, infatti, dovranno sempre essere prese o rifiutate in funzione delle future realtà escatologiche; perché "che cosa giova all'uomo se guadagna il mondo intero e perde la propria anima? (Mc 8,36). No non sta passando Dimentichiamo, quindi, che questo mondo, e che sta passando rapidamente. Ecco perché il Signore rimprovera l'uomo mondano:  "Stolto, questa stessa notte chiederanno la tua anima e tutto quello che hai accumulato, per chi sarà? Così sarà colui che accumulerà per sé e non sarà ricco davanti a Dio" (Lc 12,20-21).  


Il mondo prezioso 

Sia compreso qui che Cristo, parlando della vanità del mondo e della sua condizione effimera, non sta in alcun modo cercando di "svalutare" il mondano. Al contrario: egli esalta ed eleva il mondano allo stato di niente di meno che un "mezzo" per un "fine" eterno e celeste, il che ne aumenta immensamente il valore e la dignità. 

In questo senso, nessuno conosce il valore delle realtà temporali come Cristo, e nessuno ha osato tentare la loro perfezione con maggiore speranza. Gesù Cristo, infatti, non si rassegna a lasciare questo mondo nella sua misera e indegna condizione; non lo considera perduto, né irrimediabile. Vuole fare con la Chiesa un mondo migliore, un mondo degno di Dio, trasfigurato con la bellezza e la santità del Regno. Ha mezzi e forza sovrumani per raggiungere questo obiettivo. 

Per questo il Salvatore manda i cristiani nel mondo come "sale della terra", come "luce del mondo" (Mt 7,13-15), con una missione elevata, piena di amore e di immensa speranza. Con loro continuerà ad operare la sua salvezza nell'umanità. Come il matrimonio e la famiglia, con i cristiani salverà la cultura e il diritto, il pensiero e l'arte, l'economia e la politica, tutto ciò che è umano. I cristiani faranno, dice il Signore, "le opere che faccio io e più grandi di queste, perché io vado al Padre", e dal Padre li assisterò sempre con lo Spirito Santo (Gv 14,12.16). 

PADRE JOSE MARIA IRABURU

I Comandamenti di Dio Dimenticati

 


Io sono un Padre afflitto da una prematura tristezza perché vedo quanto il mondo è più pronto ad uccidere che ad amare. Quotidianamente sopraggiungono nuove iniziative di uccisioni in massa di bambini. Ovunque i Miei occhi si volgano, vedono tradimento, crimini, corruzione, adulterio, frode, sfascio di matrimoni, gente che si burla della religione, profanazione delle anime, spergiuro, peccati contro natura, allora, come potrei rimanere in silenzio? Ecco perché la giustizia  si abbatterà su tutti questi mali. 

Io qui parlo apertamente come un Padre ansioso, ma dispiaciuto e rattristato. Dai Cieli, la Mia voce geme; ascoltatemi; fra voi è rimasto un solo uomo giusto?  

 ... Il Signore a Vassula, 1994

ESISTENZA E NATURA DI DIO - I limiti della nostra conoscenza di Dio.

 


E per quanto l‘ordine naturale possa illuminarci su Dio, l‘intelletto nostro, il quale ha coscienza del suo punto di partenza e del suo proprio oggetto, sa perfettamente che non ci porterà se non alla soglia, per così dire, della intima essenza di Dio. Dio trascende ogni essere creato e ogni nostra cognizione. I concetti che possiamo avere di lui e i nomi con cui esprimiamo tali concetti, desunti dal creato, sono concetti e nomi che convengono a Dio analogamente, non univocamente, sebbene non equivocamente (q. 13, aa. 1-3). Dalla equivocità nascerebbe l‘impossibilità totale di conoscere Dio (agnosticismo); dalla univocità- intendendo con questo termine una somiglianza sostanziale delle realtà significate — nascerebbe una panteistica confusione dell‘essere increato con l‘ente creato; dall‘analogia risulta una possibilità reale di conoscerlo, ma in modo imperfetto. Tali nostri concetti ce lo significano in modo proprio e non puramente metaforico o simbolico; ma per poterli appropriare esclusivamente a lui, dobbiamo affrettarci a includere in essi, oltre l‘elemento positivo che contengono, anche un elemento negativo, escludente i limiti e le imperfezioni, con cui la realtà espressa dai concetti viene attuata nelle creature. In forza del principio di causalità noi siamo perfettamente autorizzati ad attribuire a Dio tutta la perfezione che è negli effetti; ma poichè Dio è causa libera, agente per intelletto e volontà, analoga agli effetti e non univoca ad essi, trascendente cioè la specie e il genere degli effetti (non come il padre è causa del figlio, ma come 1‘ ingegnere è causa della macchina), per questa ragione al concetto di Dio, desunto dai rapporti reali che le cose hanno con lui, dobbiamo aggiungere la differenza del suo essere da quello delle cose. E questa differenza, che è l‘elemento più importante, non è per noi che una negazione. Dobbiamo accontentarci di dire che la sua perfezione non è essenzialmente quella delle cose, ma soltanto simile e proporzionale; in sè è infinitamente superiore, trascendente, e sostanzialmente a noi ignota (q. 12, aa. 2, 12).  24 — Ma la nostra cognizione di Dio, sebbene imperfetta, è vera e preziosissima. La dottrina dell‘analogia degli enti, che si estende a tutto il campo dell‘essere, non escluso Dio che è il «Sommo Analogato » dell‘essere e delle perfezioni dell‘essere, è fondata, nel sistema di S. Tommaso, ben più saldamente che nel sistema di Aristotele. Perchè S. Tommaso beneficia della preziosa dottrina della creazione, ignorata o non considerata da Aristotele, secondo la quale ogni ente deriva, da Dio; il molteplice, per quanto vario ed esteso, deriva dall‘ Uno e necessariamente porta nel suo seno la immagine o il vestigio dell‘ Uno: dell‘ Uno com‘ è in se stesso, nella sua natura intima, la quale non può non essere in qualche modo simile ai suoi effetti, poiché causare è rendere altri partecipi del proprio essere, anche se questa partecipazione, ai limiti del creato, non sia più che un‘ombra (I, q. 44; q. 4S., a. 7; q. 93).  Pertanto nella nostra conoscenza di Dio la via remotionis et negationis, deve integrare le vie causalitatis ad excellentrae perché mette in più chiara evidenza la radicale distinzione di Dio da ogni cosa creata, togliendoci la tentazione di confonderlo con l‘essere vago e astratto che si trova, come realtà universalissima, nella mente, quando fonde in concetti semplici le differenze delle cose, o le considera come enti. Pensatori valenti, antichi e moderni, hanno fatto questa deplorevole confusione. Per questo S. Tommaso insiste su questo aspetto negativo della nostra conoscenza di Dio: « Di lui — egli scrive — sappiamo piuttosto ciò che non è, anziché ciò che è» (q. 3, prol.) ; e mai così bene — egli nota — noi pensiamo di Dio, come quando lo distinguiamo da tutte lo cose create, negando energicamente che Egli sia qualcosa di identico ad esse. Così il pensiero di S. Tommaso armonizza profondamente, nella sua metafisica evidenza, con quanto definisce il Concilio Lateranense IV: « Tra Dio e la creatura non si può notare una somiglianza tanto grande, senza notare, insieme, una dissomiglianza ancora più grande» (cfr. DENZ., 132).  

S. Tommaso rigetta entrambi gli opposti errori dell‘agnosticismo e dell‘antropomorfismo ma se potesse avere una preferenza tra due errori, sarebbe certo per l‘agnosticismo, tanta è la sua preoccupazione di non materializzare l‘essere divino, per sè sussistente (q. 13, a. 5.). Per cui l‘Angelico ritiene « più alta e più sicura» la via negationis, per arrivare alla cognizione propria di Dio, finché noi siamo in terra. Così infatti scrive nella  (3 Cont. Gent., c. 39:  «Oltre la conoscenza di cui si è parlato, ve n‘ è un‘altra più alta, che si ha di Dio per mezzo di dimostrazione, con la quale ci avviciniamo meglio alla cognizione propria di lui. Infatti mediante la dimostrazione si rimuovono da lui molte cose, per cui riusciamo ad intendono distinto dagli altri. Con la dimostrazione si fa chiaro come Dio sia immobile, eterno, incorporeo, semplice, del tutto unico, e dotato di simili proprietà che già abbiamo veduto. Ora si giunge alla cognizione proprio. di una cosa non solo per la via delle affermazioni, ma anche per quella delle negazioni; poiché se è cosa propria dell‘uomo essere animale ragionevole, così è proprietà di lui ancora non essere inanimato, né irragionevole; ma questa è la differenza fra i due modi di conoscenza, che avuta la conoscenza propria di una cosa medi ante le affermazioni. si sa che cosa sia, [positivamente] la cosa, e come sia distinta dalle altre; invece avendo la conoscenza propria della cosa mediante le negazioni) sì sa come sia distinta dalle altre, ma ci resta sconosciuto qua! che è in se stessa. Tale è la cognizione propria di Dio che acquistiamo con le dimostrazioni».  2 — Questa teologia negativa si distingue però radicalmente da quella dei neoplatonici, i quali insegnavano l‘ incapacità assoluta della mente umana a determinare qualsiasi cosa circa Dio; e da quella, affine e peggiore, del movimento teologico eterodosso capitanato da Barth, ispirato alla concezione pessimistica di un decadimento irrimediabile della ragion umana per la colpa d‘origine, per cui Dio e i misteri divini in nessun modo sarebbero esprimibili in concetti umani. Infatti la teologia negativa di S. Tommaso ci notifica qualche cosa di ben prezioso circa Dio, e cioè la sua distinzione o separazione netta dalle cose. E così viene perfezionata I‘ imperfetta cognizione positiva che dì lui possiamo avere per la via della causalità, per la quale lo determiniamo mediante concetti che sono analogicamente comuni a Dio e alle creature L‘elemento dissomiglianza, che è incluso nei concetti analogici, non potendo noi determinano positivamente in sè, lo determiniamo negativamente, in rapporto sempre alle creature, col vantaggio prezioso di evitare lo scoglio panteistico e di conservare Dio in tutta la sua trascendenza. senza tuttavia cadere nell‘agnosticismo.  Da notare infine che, pur nell‘ambito della fede cattolica, altri teologi sono meno energici nel rilevare la distinzione dei due ordini di conoscenza: ordine increato essenzialmente divino e in sè a noi inconoscibile coi mezzi naturali, e ordine creato proporzionato alla nostra facoltà intellettiva. Infatti l‘ente creato è concepito da alcuni piuttosto univocamente all‘ente increato (Scoto); oppure l‘analogia è definita più per l‘elemento di somiglianza (Suarez) che per l‘elemento di dissomiglianza, come invece fa abitualmente e nei rapporti tra l‘ente creato e Dio in modo speciale, S. Tommaso.  

di P.Tito S. Centi  e P. Angelo Z.

Preghiera dell'ammalato

 

O Madonna dei Miracoli, io povero ammalato mi rivolgo con fiducia a Te, che sei fonte di Grazia e Salute degli infermi. 

O Madre di Gesù e Madre mia, domanda per me al Signore il perdono dei miei peccati e il dono della salute; aiutami a soffrire santamente e fare volentieri la volontà di Dio: per espiare le mie colpe e guadagnarmi il Paradiso. 

Fa' che con le mie sofferenze possa ottenere la salvezza di altre anime; il ritorno alla Chiesa cattolica dei fratelli cristiani separati e la pace nel mondo. 

O Madonna dei Miracoli, benedici questo povero ammalato, che spera in Te! Così sia. 

O Maria, Salute degli infermi, prega per me.

LA TERRA PRESTO BRUCERÀ, UN FUOCO DALL’ALTO VERRÀ!

 


Carbonia 13.11.2021

La Terra presto brucerà, un fuoco dall’alto verrà!

Carità e amore sempre!

Sono Dio Padre Onnipotente, sono Colui che Sono! Sono il vostro Creatore, o uomini, e desidero ardentemente la vostra felicità. Tornate in fretta a Me figli miei, i tempi sono ormai oscuri, Satana guida le file, i suoi accoliti lo ascoltano e lo seguono come loro dio.

Amati figli, non siate distratti mettete in voi attenzione, guardatevi intorno, questa è l’ora delle tenebre, non permettete a Satana di farvi tutti suoi, allontanatevi da lui prima che cali il buio devastante sui vostri cuori.

Oggi rivolgo la mia attenzione a chi ancora pensa con il proprio metro terreno, …il Mio Dire è Parola che non passa, quando meno ve lo aspetterete ecco che tutto si compirà. Abbiate fede, siate credenti, confidate nella mia Misericordia, non danneggiate il vostro cuore con pensieri oscuri, presto i vostri occhi vedranno quello che mai avrebbero voluto vedere.

Il tempo è corto, il Cielo si manifesta a questa Umanità incredula e perversa, ancora, ancora e ancora richiama alla conversione questo popolo ingrato, perdutosi nelle effimere glorie del Demonio.

I sapienti della Terra non sono a conoscenza di tutto ciò che Io manderò. Studiano sui libri degli uomini e tralasciano le Sacre Scritture. “Dio È, o uomini, voi chi siete?” Se Dio non vi permette oltre, voi non potete giudicare né il tempo né la vita. Mettetevi in discussione o uomini, rivestitevi di umiltà, scendete dal piedistallo, mettete i piedi per terra e mostratemi obbedienza.   Dio È! …nessun altro dio è!

Suscitate in voi un cuore nuovo, non tardate a tornare al Dio Creatore per non restare nudi.

La Terra presto brucerà, un fuoco dall’alto verrà.

Ravvedetevi o uomini, affrettate la vostra conversione!

Dio ha parlato al suo popolo, fate tesoro di questo Suo Dire.

Amen.

Il mio nulla

 


Se il mio essere derivasse da una materia esistente fuori di Dio o se, creato interamente da lui, avessi portato con me - cosa impossibile - una impercettibile particella della sua sostanza, avrei un valore; e questo valore, sia pur minimo, sarebbe tuttavia sempre degno di apprezzamento.

Ma non è così perché, se è vero che vengo da Dio, io non esco dal suo seno, ma da un atto esterno e da una semplice volontà della sua onnipotenza. Più che un essere, sono una cosa inconsistente, provvisoria, paragonabile ad una nota musicale che esce da uno strumento sotto le dita dell'artista. Dio non è né arricchito dal fatto che è creatore, né diminuito dal fatto che io esisto. Ecco la verità certa, dimostrata dalla ragione e ammessa dalla filosofia più rigorosa.

Nondimeno io esisto, ho un'essenza; questo mio essere ha un'estensione, delle forme; agisce, trasforma la materia; è libero, vuole e non vuole; la sua intelligenza gli dà coscienza di tutto l'universo, il suo genio può generare meraviglie. Forse che tutto questo è niente?

Qualcosa pur è, ma di fronte a Dio, questo qualcosa è sì vano, sì fuggitivo, che la Scrittura lo chiama un `nulla', un essere che non conta: «La mia esistenza davanti a te è un nulla» (Sal 38, 6). Così diventa chiara la parola di Paolo: «Chi dunque ti ha dato questo privilegio? Che cosa mai possiedi che tu non abbia ricevuto?» (1 Cor 4, 7).

Rifletterò domani su questo aspetto sconcertante, su questa rigorosa conclusione che si impone all'anima e ne determina la volontà. Perché l'umiltà è più che una convinzione: è una virtù che opera. Tenderò dunque all'umiltà pratica attraverso la considerazione del mio nulla:

1. nulla dell'essere;

2. nulla dell'operare.

 

1. Il nulla dell'essere: sono un niente

Nostro Signore dice a Caterina da Siena: «Sai, figlia mia, chi sono io? Sarai fortunata se vieni a saperlo! Io sono Colui che è e tu quella che non è».

Dio è l'Essere in tutta la pienezza della parola; questo è il nome che egli si attribuisce: «Io sono colui che sono» (Es 3, 14). Io, al contrario, sono il nulla in tutto il suo vuoto: questo è il mio nome!

Prima della creazione non esistevo neppure nel più lontano elemento. Mille anni, cento anni fa, ero una semplice possibilità che un niente avrebbe potuto impedire di far arrivare all'esistenza. Un giorno sono comparso sulla terra. Secoli e secoli mi hanno preceduto e, senza dubbio, si susseguiranno dopo di me. In questo spazio io riempio alcune ore brevi e precipitose. Poi il silenzio si richiuderà su di me come l'acqua profonda inghiotte la pietra che ne ha increspato per un istante la superficie.

L'essere che possiedo è la fragilità e l'inconsistenza personificate, un vapore che si alza per svanire ben presto. Lo dice bene s. Giacomo: «Siete come vapore che appare per un istante e poi scompare» (Gc 4, 14). Il mio essere è polvere vivificata: «Ricordati, uomo, che tu sei polvere e in polvere ritornerai».

Alla luce della pura verità, quello che si vedrebbe in me, nella materia del mio corpo come nella sostanza della mia anima, sarebbe un nulla sostenuto da ogni parte dalla potenza creatrice. Che se questo sostegno necessario, anche se invisibile, venisse tolto un istante, il mio essere scomparirebbe, svanirebbe come fumo nell'aria, senza lasciare traccia alcuna.

«O nulla sconosciuto! O nulla sconosciuto!», ripete nell'estasi la beata Angela da Foligno. Grido di profonda verità, somma delle irrisorie grandezze dell'uomo; ma anche punto d'appoggio dei sentimenti più potenti, più elevati, più degni di Dio.

Se io sono il nulla, o Signore, tu sei l'Essere; se io sono il niente, tu sei il Tutto. Questa doppia visione forma con il suo contrasto il ritmo dei canti del Cielo. Sotto queste luci che piovono dall'alto, la condizione dei Santi appare simile alla mia, ma la loro umiltà è al tempo stesso a mia vergogna e a mia lezione. La gloria di Dio fa continuamente splendere ai loro occhi la verità del loro nulla, mentre le mie molteplici miserie arrivano ad oscurarla ai miei sguardi.

 

2. il nulla dell'operare: non posso niente

Le mie azioni sono della stessa natura dell'essere. Ora io vivo e non vedo la potenza creatrice che mi sostiene. Agisco e tuttavia non colgo questa stessa potenza che mi mette in movimento.

Sembra a me che tutta la mia attività mi appartenga. Muovo la mano o la testa, combino un affare, invento una soluzione, penso, scelgo, amo. Ebbene, tutto ciò che in questi atti è positivo viene prodotto dall'azione di Dio più che dalla mia.

Non può essere diversamente. Vi si oppone la natura delle cose. Dio onnipotente non può darmi la forza di compiere fuori di lui un solo atto: sarebbe un costituirmi creatore. Conseguenza carica di mistero e allo stesso tempo di abbagliante verità; conseguenza che penetra fin nell'intimo della mia libera scelta.

Nel proposito che faccio di diventare umile, e che sembra appartenere esclusivamente a me (perché potrei lasciarlo perdere), Dio agisce mille volte più di me; la mia partecipazione consiste solamente nell'aderire al suo influsso che mi sollecita.

Se voglio cercare il fondo di questa stessa adesione, perché l'ho data e quale forza mi abbia spinto ad essa, ritroverei ancora Dio. Per spiegare come resto pur sempre libero, sono costretto a dire: «Sento d'essere libero e so che Dio è abbastanza potente da rispettare la mia libertà nelle sue condizioni essenziali, pur completandola perché raggiunga il suo fine ultimo».

Se compio il male, la potenza di Dio - obbedendo a leggi generali di superiore sapienza - concorre a tutto ciò che, in questo caso come negli altri, è atto positivo. Mi accompagna anche nel momento in cui, allontanandomi dall'ordine, mi sottraggo al suo influsso.

Il male è una deviazione di cui io sono responsabile: storno l'azione di Dio, la costringo ad andare fuori strada e le impedisco di arrivare al fine che avrebbe dovuto raggiungere.

Quanto è dunque inconsistente e ridicola, o Signore, la compiacenza per le mie qualità, anche per le più evidenti! Quanto è temeraria la fiducia nella mia volontà, anche la più decisa! Quanto è ingiusto l'attribuirmi il bene che si compie per mio mezzo! Come aver fiducia in me? Come mettermi uno scalino più in su degli altri?

Il sottilissimo velo del creato ricopre tutto questo niente. Il velo è leggero e mille occasioni lo sollevano; è però sufficiente per autoingannarmi. Del resto quanto è trasparente! Ma non sono attento e non guardo quello che nasconde; continuo ad attribuire una consistenza assoluta ai miei atti contingenti e su di essi poggio le mie pretese.

Signore, tu che vedi e scruti le menti e i cuori, che pensi di questo cieco? Abbi pietà di lui, apri i suoi occhi, e fa' sorgere la visione della tua immensa infinità davanti alla sua miserabile piccolezza, confusa da un passato di superbia.

Questa constatazione mi darà la serenità nei successi come negli insuccessi: vale la pena prendersela tanto? Mi innalzerà a quella elevata sapienza che mette le cose nella giusta luce e nella loro esatta proporzione. Siano benedette le grandi ombre del nulla che fanno uscir fuori lo splendore dell'Essere che è tutto! La conoscenza del mio niente può dispormi mirabilmente alla contemplazione.

Sì, vedrò l'Infinito avvolgermi da ogni parte e in esso mi perderò, abbandonando la superbia; cadrò in ginocchio e assaporerò queste parole: «Mio Dio e mio Tutto!».


LA VITA DI SAN BENEDETTO

 


L'anima di sua sorella vola al cielo

Gregorio: il giorno seguente tutti e due, fratello e sorella, fecero ritorno al proprio monastero.

Tre giorni dopo Benedetto era in camera a pregare. Alzando gli occhi al cielo,  vide l'anima di sua sorella che, uscita dal corpo, si dirigeva in figura di colomba,  verso le misteriose profondità dei cieli.

Ripieno di gioia, per averla vista così gloriosa, rese grazie a Dio onnipotente  con inni e canti di lode, poi andò a partecipare ai fratelli la sua dipartita. Ne mandò  poi subito alcuni, perché trasportassero il suo corpo nel monastero e lo  seppellissero nel sepolcro che egli aveva già preparato per sé.

Avvenne così che neppure la tomba poté separare quelle due anime, la cui  mente era stata un'anima sola in Dio.


La visione del mondo e dell'anima di Germano

Un certo Servando, diacono e Abate di quel monastero che il patrizio Liberio  costruì nella regione Campana, aveva l'uso di fargli ogni tanto una visita di  amicizia. Faceva questo perché era anche lui ripieno di dottrina celeste e così si  trasfondevano a vicenda confortevoli parole di vita e non potendo ancora gustare  il dolce cibo della patria del cielo, lo pregustavano almeno con ardente desiderio.

Una volta si trattennero tanto, che era già l'ora di andare al riposo. Benedetto  si era ritirato a riposare nel piano superiore di quella torre che si elevava a  dominare tutto l'abitato, Servando nei locali inferiori: i due piani però erano in  comunicazione per mezzo di una comoda scala. Di fronte poi alla torre si  estendeva un fabbricato più grande, ove presero riposo i discepoli dell'uno e  dell'altro.

Mentre i fratelli dormivano, Benedetto prolungò la veglia in attesa della  preghiera notturna, e in piedi, vicino alla finestra, pregava. D'un tratto, fissando  l'occhio nelle tenebre profonde della notte, scorse una luce scendente dall'alto  che fugava la densa oscurità e diffondeva un chiarore così intenso da superare  persino la luce del giorno. In questa visione avvenne un fenomeno meraviglioso,  che lui stesso poi raccontava: fu posto davanti ai suoi occhi tutto intero il mondo,  quasi raccolto sotto un unico raggio di sole.

Mentre contemplava con lo sguardo gli splendori di quella luce smagliante,  vide l'anima di Germano, Vescovo di Capua, trasportata dagli angeli, raccolta in  un globo di fuoco.

Volendo quindi avere un testimone di sì mirabile prodigio, chiamò a gran voce,  ripetutamente, due o tre volte, il diacono Servando. Questi, impressionato alle  grida insolite di quell'uomo, corse su veloce, guardò anche lui e poté vedere con  meraviglia l'ultimo affievolirsi di quella luce meravigliosa, mentre l'uomo di Dio  completava il racconto di quanto aveva veduto, suscitando in lui profondo stupore  per il grande miracolo.

Mandò subito dopo a Cassino un messaggero al monaco Teoprobo, perché  nella stessa notte si recasse a Capua e si informasse, per poi riferire, che fosse  successo al vescovo Germano. L'ordine fu eseguito. L'inviato trovò già defunto il  reverendissimo Vescovo Germano, e, informandosi delle circostanze della morte,  gli risultò che coincideva proprio con quel momento nel quale l'uomo di Dio aveva  contemplata la sua elevazione al cielo.

Pietro.- E' un Miracolo meraviglioso e stupendo!

Ma cosa vuol dire che fu presentato davanti agli occhi di lui tutto il mondo,  come raccolto in un raggio di sole?

Siccome a me non è successo mai, allora non riesco proprio a immaginare,  come possa avvenire che un solo uomo possa vedere l'intero mondo.

Gregorio: Pietro, tieni bene in mente questo che ti dico: all'anima che  contempla il Creatore, ogni creatura è ben piccola cosa. Quando essa vede un  bagliore del Creatore, per piccolo che sia, esigua gli diventa ogni cosa creata. Per  la luce stessa che contempla interiormente, si dilata la capacità dell'intelligenza, e  tanto si espande in Dio da ritrovarsi al di sopra del mondo. Anzi l'anima del  contemplativo si eleva anche al di sopra di se stessa. Rapita nella luce di Dio, si  espande interiormente sopra se stessa e quando sollevata in alto riguarda al di  sotto di sé, comprende quanto piccolo sia quel che non aveva potuto contemplare  dal basso.

L'uomo di Dio, dunque, che fissava il globo di fuoco e gli angeli che tornavano  in cielo, non poteva contemplare queste cose se non nella luce di Dio. Non reca  dunque meraviglia se vide raccolto innanzi a sé tutto il mondo, perché, innalzato  al cielo nella luce intellettuale, era fuori del creato.

Tutto il mondo si dice raccolto davanti a lui, non perché il cielo e la terra si  fossero impiccoliti, ma perché lo spirito del veggente si era dilatato, sicché, rapito  in Dio, poté senza difficoltà contemplare quel che si trova al di sotto di Dio.

Perciò in quella luce che brillò ai suoi occhi corporei, era simboleggiata la luce  interiore della mente, la quale nel rapimento dell'anima, gli mostrò quanto piccole  fossero tutte le cose di quaggiù.

Pietro: mi accorgo che è stato un bene per me non aver capito prima quel che  avevi detto. La mia ottusità ha occasionato queste tue esposizioni veramente  sublimi.

Adesso ho capito benissimo la cosa e quindi, se non ti dispiace, riprendi il filo del racconto.

Libro II° dei "Dialoghi" di San Gregorio Magno


Fai la tua scelta! - Esistenza dell'inferno

 


C'è un inferno, cioè tutti coloro che muoiono in peccato mortale personale, come nemici di Dio e indegni della vita eterna, saranno severamente puniti da Dio dopo la morte. L'esistenza dell'inferno è, naturalmente, negata da tutti coloro che negano l'esistenza di Dio o l'immortalità dell'anima. Così tra gli ebrei i sadducei, tra gli gnostici, i seleuci, e nel nostro tempo materialisti, panteisti, ecc., negano l'esistenza dell'inferno. Ma a parte questi, se astraiamo dall'eternità delle dolori dell'inferno, la dottrina non ha mai incontrato alcuna opposizione degna di menzione. L'esistenza dell'inferno è provata prima di tutto dalla Bibbia. Ovunque Cristo e gli Apostoli parlino dell'inferno, essi presuppongono la conoscenza della sua esistenza(Matteo 5:29; 8:12; 10:28; 13:42; 25:41, 46; 2 Tessalonicesi 1:8; Apocalisse 21:8, ecc.). Anche i Padri, fin dai primi tempi, sono unanimi nell'insegnare che i malvagi saranno puniti dopo la morte. E a riprova della loro dottrina si appellano sia alla Scrittura che alla ragione (cfr Ignazio, "Ad Eph.", v. 16; "Martyrium s. Policarpi", ii, n, 3; xi, n.2; Giustino, "Apol.", II, n. 8 in P.G., VI, 458; Athenagoras, "De resurr. mort.", c. xix, in P.G., VI, 1011; Ireneo, contro le eresie V.27.2; Tertulliano, "Adv. Marc.", I, c. xxvi, in P.L., IV, 277).

La Chiesa professa la sua fede nel Credo Atanasiano: "Coloro che hanno fatto ilbene andranno in vita eternamente, e quelli che hanno fatto il male nel fuoco eterno"(Denzinger, "Enchiridion", 10a ed., 1908, n.40). La Chiesa ha più volte definito questa verità, ad esempio nella professione di fede fatta nel Secondo Concilio di Lione (Denz., n. 464) e nel Decreto di Unione nel Concilio di Firenze (Denz., n. 693):"le anime di coloro che se ne vanno in peccato mortale, o solo in peccato originale, scendono immediatamente all'inferno, da visitare, però, con punizioni ineguali"(poenis disparibus).

Se astraiamo dall'eternità della sua punizione, l'esistenza dell'inferno può essere dimostrata anche dalla luce della mera ragione. Nella Sua santità e giustizia, così come nella Sua saggezza, Dio deve vendicare la violazione dell'ordine morale in modo tale da preservare, almeno in generale, una certa proporzione tra la gravità del peccato e la severità della punizione. Ma è evidente dall'esperienza che Dio non sempre fa questo sulla terra; perciò Egli infliggerà una punizione dopo la morte. Inoltre, se tutti gli uomini fossero pienamente convinti che il peccatore non deve temere alcun tipo di punizione dopo la morte, l'ordine morale e sociale sarebbe seriamente minacciato. Questo, tuttavia, la saggezza divina non può permetterlo. Ancora una volta, se non ci fosse alcuna punizione al di là di ciò che avviene davanti ai nostri occhi qui sulla terra, dovremmo considerare Dio estremamente indifferente al bene e al male, e non potremmo in alcun modo rendere conto della Sua giustizia e santità. Né si può dire: i malvagi saranno puniti, ma non con alcuna inflizione positiva: perché o la morte sarà la fine della loro esistenza, o, perdendo la ricca ricompensa del bene, godranno di un grado minore di felicità. Si tratta di sotterfugi arbitrari e vani, non supportati da alcuna valida ragione; la punizione positiva è la ricompensa naturale del male. Inoltre, la giusta proporzione tra demerito e punizione sarebbe resa impossibile da un annientamento indiscriminato di tutti i malvagi. E infine, se gli uomini sapessero che i loro peccati non sarebbero seguiti da sofferenze, la semplice minaccia di annientamento al momento della morte, e ancor meno la prospettiva di un grado un po' più basso di beatitudine, non basterebbe a dissuaderli dal peccato.

Inoltre, la ragione comprende facilmente che nella prossima vita i soli saranno resi felici come ricompensa della loro virtù. Ma la punizione del male è la controparte naturale della ricompensa della virtù. Quindi, ci sarà anche una punizione per il peccato nella prossima vita. Di conseguenza, troviamo tra tutte le nazioni la convinzione che i malfattori saranno puniti dopo la morte. Questa convinzione universale dell'umanità è un'ulteriore prova dell'esistenza dell'inferno. Perché è impossibile che, riguardo alle questioni fondamentali del loro essere e del loro destino, tutti gli uomini cadano nello stesso errore; altrimenti il potere della ragione umana sarebbe essenzialmente carente, e l'ordine di questo mondo sarebbe indebitamente avvolto nel mistero; questo, tuttavia, è ripugnante sia per la natura che per la saggezza del Creatore.


Dio parla e tu ascolterai

 


Dio parla e tu ascolterai 

 

Oggi sono andato a confessarmi e ho ricevuto un messaggio da Gesù. 


Giovanni 6:37: "Tutto quello che il Padre mi dà, verrà a me; e colui che viene a me, io non lo caccerò". 

Giovanni 6:39" Ora questa è la volontà del Padre che mi ha mandato: che di tutto quello che mi ha dato, io non perda nulla, ma lo risusciti nell'ultimo giorno". 


Io sono il tuo salvatore. Ho perdonato i tuoi peccati. Tutto ciò di cui hai bisogno te l'ho dato. QUANDO TI CONSACRI A ME OGNI GIORNO, IO PROTEGGO LA TUA FAMIGLIA E TE DALL'ATTACCO DI SATANA. Prega il rosario della mia Beata Madre, indossa lo scapolare, usa l'acqua santa e indossa le medaglie benedette, specialmente il crocifisso benedetto dal Padre. Queste medaglie sono state date per aiutarvi a proteggervi e ricordarvi la mia presenza. Continua a confessarti e a ricevere la santa comunione. Nell'Eucaristia, tu ricevi me e anche la Santa Trinità perché siamo un solo Padre, Figlio e Spirito Santo. Io proteggerò te e la tua famiglia in futuro perché sono Gesù, il tuo creatore e il tuo salvatore, finché rimarrai nella grazia santificante. Il tuo passato è perdonato. Leggi Filippesi 4:13 "Dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno davanti". I tuoi peccati passati sono perdonati, non li ricorderò. Perché dovresti? Satana getta il dubbio nella vostra mente, io no. Per favore, ricordati di dire Gesù, io confido in te. Devi imparare a confidare di più in me. Quando confidi in me, tutto è possibile con Dio. Io ci sarò sempre per te. Continua a leggere la mia parola e a seguire gli insegnamenti della chiesa a cui ti ho condotto, la Santa Chiesa Cattolica Romana. Ricorda che non ti dico mai addio, perché se il mio spirito vive in te, allora sei sempre in costante comunicazione con me. Infine, ricorda San Paolo, lui ha perseguitato e ucciso i cristiani, eppure io mi sono servito di lui e lui è andato avanti lasciando andare il passato. Tutti quelli del tuo passato lascia che io mi prenda cura di loro. Il tuo obiettivo è imparare a vivere ogni giorno seguendo me e vivendo nella mia volontà divina. Ricorda da un messaggio precedente, nessun uomo che mette la mano all'aratro e guarda indietro è adatto al regno di Dio Luca 9:62. Ricorda che io amo, sono morto per te e sarò sempre con te anche fino alla fine dell'era. Tu hai una missione da compiere per me. Ecco perché sei ancora vivo. Sapevo che un giorno vi sareste pentiti dalle vostre vie malvagie. Ecco perché il vostro mondo è ancora nell'ora della misericordia, perché voglio che nessun uomo o donna perisca, ma che tutti giungano al pentimento. Gli eventi del futuro verranno nel mio tempo e non nel vostro. Guarda i segni intorno a te, l'ora è breve, più breve di quanto pensi. Tutto ciò che sto facendo o permettendo è per la salvezza delle vostre anime. Questa dovrebbe essere la vostra primaria importanza. Lasciate andare il mondo. Presto passerà. Vivete nella mia pace, allora nessun evento, per quanto terribile vi sembri, vi disturberà. Ricordatevi che tutto il potere è dato a me in cielo e in terra. Io, Gesù Cristo, il Figlio di Dio ho vinto il mondo. CON QUESTA PROMESSA PER TE, PERCHÉ DUBITI DI ME E NON CONFIDI IN ME. CON ME NON AVETE BISOGNO DI NESSUN ALTRO. MI ADDOLORA IL MIO SACRO CUORE QUANDO NON AVETE FIDUCIA IN ME. Devo ripetermi per il vostro beneficio. Confida nel Signore e tutte le cose si svolgeranno per te secondo il mio piano. Ricorda il mio servo Giobbe come ha perso tutte le cose ma mi è rimasto fedele. Oggi tu hai molte più grazie che ti sono state date del mio servo Giobbe. QUINDI PERCHÉ HAI PAURA, IO SONO CON TE. Prendi a cuore queste parole. Prega mia madre, hai dubbi su di lei. Ricorda che il suo scopo è di condurre tutti gli uomini a me, suo figlio. Ringraziate il vostro Padre celeste per i suoi doni a voi: la mia Beata Madre e me stesso suo unico figlio che è morto per i vostri peccati e vive con voi per la potenza dello Spirito Santo. VEDRETE L'AVVERTIMENTO E QUANDO ACCADRÀ TUTTI SAPRANNO CHI SONO. NON SI POSSONO PIÙ DARE SCUSE CHE L'UMANITÀ NON CONOSCA LA VERITÀ. Siate pieni di spirito. Non indurite i vostri cuori e preparatevi per il giorno del Signore. Il giorno della liberazione dell'umanità dall'inganno di questa epoca. Andate in pace e ricordate che la mia pace è con voi e con tutti i miei fedeli ogni giorno. Questo è un messaggio speciale per voi oggi. Imparate a vivere nella fede, mio fedele residuo. Io vi amo. 

Gesù Cristo, vostro amico, Signore e salvatore. Amen Fiat. 

 21/10/06 

Maria, Regina di tutti, si umiliò più di tutti per la sua conoscenza di Dio e di se stessa

 


Maria, Regina di tutti, si umiliò più di tutti per la sua conoscenza di Dio e di se stessa

“… Della mia Madre, Regina di tutti, si dice che fu la più umile di tutti, perché doveva essere  superiore a tutti; ma per essere più umile di tutti doveva scendere nel più basso, al disotto di tutti; e la  mia Celeste Mamma, con la cognizione che aveva del suo Dio Creatore e chi era Lei, creatura, scendeva  tanto nel basso che, come Lei scendeva, così Noi la innalzavamo, ma tanto, che non c’è nessuno che la  uguale…” (15°, 22-2-1923) 

 scritti di Luisa Piccarreta