martedì 16 novembre 2021

La Battaglia Finale del Diavolo



C’è ancora del tempo per evitare il disastro


È stato proprio un grande papa, San Gregorio Magno, a dichiarare che: 

“È meglio che sorga lo scandalo emerga, piuttosto che la verità venga sepolta”. 

Qualunque sia il nostro ceto sociale o il nostro censo, ciascuno di  noi è un membro della Chiesa militante, un soldato di Cristo. In quanto  tali, abbiamo il dovere di difendere la Chiesa secondo le nostre capacità.  Come disse Papa San Felice III: 

“Non resistere all’errore è approvarlo, non difendere la verità è ucciderla. Chiunque manca di opporsi ad una prevaricazione  manifesta può essere considerato un complice occulto”.

Dovrebbe essere evidente agli occhi di ogni Cattolico, che il tempo  a disposizione dell’elemento umano della Chiesa e della civiltà in  generale sta finendo velocemente. Come disse San Paolo: Dio non sarà  ingannato. Se la storia della salvezza ci insegna qualcosa, è proprio  che quando gli uomini si ribellano a Dio in modo così evidente, come  accade al giorno d’oggi, allora il mondo subisce un castigo divino, tanto  repentino quanto terribile. Il Messaggio di Fatima non è nient’altro  che l’avvertimento dell’imminente castigo che sta per colpire la nostra  epoca, qualora gli uomini non si distolgano dal peccato. 

La Madonna di Fatima ci ha offerto i mezzi per evitare questo castigo  eppure, come abbiamo dimostrato, molte personalità della Chiesa – sia  laici che religiosi, e persino vescovi e Cardinali - hanno disprezzato  questo aiuto divino e continuino a farlo. Proprio come i Re di Francia,  quando si rifiutarono di esaudire la semplice richiesta di Nostro Signore  di consacrare la loro nazione al Suo Sacro Cuore, anche le persone che  controllano oggigiorno l’apparato Vaticano hanno impostato una rotta  che conduce al disastro – ma questa volta assai più grande di quello che  colpì la Francia. 

Siamo tuttavia ancora in tempo per cambiare rotta. È l’estrema criticità  della situazione che ci ha mossi a scrivere questo libro e a descrivere le  azioni di chi non crede a Fatima, nonché le loro tattiche, i loro errori e  tutto ciò che potete fare, anzi che dovete fare, per opporvi ai loro piani.  Abbiamo introdotto il nostro caso alla vostra attenzione non certo per  provocare polemiche o discordie, e neanche solo per la giusta causa che  esso rappresenta, ma sopratutto come atto di misericordia – nei confronti  non solo delle vittime del grave crimine commesso contro Fatima, ma  anche dei responsabili di questa situazione  ai quali, in carità, vogliamo  dare l’opportunità di comprendere la portata di ciò che hanno fatto,  affinché possano cambiare le proprie azioni, pentendosi di esse, prima che sia troppo tardi per loro e per noi tutti. Ricordiamo l’insegnamento  di San Tommaso, al riguardo, già citato nel capitolo precedente: “quando  un suddito ammonisce con carità il suo prelato, non per questo si stima  superiore a lui ma offre solo un aiuto a colui che, stando alla regola di  S. Agostino, ‘quanto più si trova in alto, tanto più è in grave pericolo’...” Gli atti e le omissioni di questi prelati Vaticani e dei loro collaboratori  mettono a repentaglio la salvezza temporale della Chiesa e del mondo,  nonché la salvezza eterna di innumerevoli anime. Come possiamo  rimanere in silenzio di fronte ad un pericolo così grande? Farlo vorrebbe  dire collaborare attivamente a dei peccati oggettivi commessi contro la  Chiesa e l’umanità, a prescindere dalle intenzioni delle persone che ne  sono responsabili. 


Vi chiediamo di emettere un verdetto

Noi crediamo che le prove che abbiamo presentato impongano  un dovere che non può essere ignorato dai Cattolici di buona volontà.  Non è più possibile rimanere neutrali in questo momento così critico  nella battaglia per la Chiesa ed il mondo intero. Vi abbiamo mostrato le  prove, e sono schiaccianti. Dopo averle esaminate, dovete compiere una  decisione. Come disse Suor Lucia: 

“[D]a questo momento in poi dovremo scegliere da che parte  stare: o con il Signore o con il demonio. Non c’è altra possibilità.” Preghiamo affinché la vostra decisione sia quella di unirsi a questo  nostro tentativo, per quanto umile, di porre rimedio ad una situazione  così terribile. Nei sette anni che sono passati dalla prima edizione di  questo libro, abbiamo avuto modo di vedere grandi progressi – persino  degli sviluppi “clamorosi” – che si sono verificati nella vicenda di Fatima.  Eppure, siamo ancora ben lontani dall’ottenere i nostri obiettivi: (1) la  pubblicazione integrale del Terzo Segreto e quindi degli avvertimenti  e consigli vitali che esso certamente contiene; e (2) la Consacrazione  collegiale della Russia ed il Trionfo del Cuore Immacolato, che Socci  descrive giustamente come una vittoria titanica nei confronti del  maligno. Egli la definisce: “un radicale e straordinario cambiamento del  mondo, un capovolgimento della mentalità dominante nella modernità,  probabilmente in seguito a eventi drammatici per l’umanità,” come  profetizzato nel Terzo Segreto.506

Ciò che dicemmo sette anni fa rimane vero anche oggi: noi non  ci consideriamo affatto importanti, nel grande dramma di Fatima, ma  lavoriamo umilmente per la causa della Madonna che, per volere stesso  di Dio, è al centro di quel Messaggio. La Beata Vergine Maria non può  fallire in ciò che ci ha promesso, se solo i Suoi figli - una volta liberati  dagli obiettivi sbagliati di certe persone - faranno quel poco che ci ha  chiesto: “Se le Mie richieste saranno esaudite, molte anime verranno  salvate e vi sarà la pace.... Alla fine, il Mio Cuore Immacolato trionferà”. 

Padre Paul Kramer

GESÙ BAMBINO NEGLI SCRITTI DI LUISA PICCARRETA

 


«Mi sentivo un timore di ciò che scrivo e pensavo tra me: “Quale sarà la mia confusione nel giorno del Giudizio, se invece di essere il mio Gesù che mi parla fosse una mia fantasia, oppure il nemico infernale? Mio Gesù, mi sento morire al solo pensarlo, e Tu sai il gran ritegno che sento nello scrivere. Se non fosse per la benedetta ubbidienza, non avrei vergato neppure una parola”. E mi sentivo tale confusione che, se stesse in mio potere, avrei bruciato tutto. Ora, mentre mi trovavo in questo stato, il mio sempre adorabile Gesù è uscito da dentro il mio interno, piccolo bambino, e mettendo la sua testolina sopra la mia spalla, si stringeva al mio volto e mi ha detto: “Figlia mia, perché temi? Tu non devi accorarti dei pensieri, ma dei fatti. Non è forse vero che la tua volontà, abbracciando la Mia, vuole trovare tutti per vincolarli con la Mia, per riannodare tutti i rapporti spezzati tra la volontà umana e la Divina, esibendoti a difendere e a scusare le creature e a riparare il Creatore? Questo è certo un fatto in te. Non è forse vero che giurasti di voler vivere nel mio [Volere], pronunciando un sì? Ah, quel sì è [per] te catena che ti tiene avvinta nella mia Volontà e, gustando di Essa, ti fa aborrire l’ombra della tua volontà. Questo è un fatto; e poi, tante altre cose che tu sai. Se tu scrivessi e non ci fosse in te la vita, i fatti di ciò che scrivi, allora avresti potuto temere, ed Io non ti avrei dato né forza, né luce, né assistenza, anzi tu saresti scimunita e non avresti potuto andare avanti. Perciò, quietati e continua a vivere come impastata nella mia Volontà, affinché allarghi i confini della tua volontà umana nella Mia. Vedi, anche la mia Umanità fu piccola e andò crescendo come impastata con la Divina Volontà, in modo che, come crescevo, così la mia volontà umana, vivendo insieme con la Divina, allargava i suoi confini in Quella dell’Eterno e preparavo la Redenzione e il «Fiat Voluntas tua, come in Cielo, così in terra». E tu non vuoi seguire la mia crescita e il tuo volo nella mia Volontà? La mia Volontà non solo è vita, ma è aria dell’anima, e se manca l’aria alla vita, la natura incomincia a declinare, il respiro è stentato, il cuore è interrotto nel palpito, la circolazione del sangue è irregolare, l’intelligenza resta attutita, l’occhio semispento, la voce strozzata, le forze perdute… Che cosa è che tanto scompiglio getta nella vita umana? La mancanza dell’aria. Sicché un’aria balsamica può restituire l’ordine e il vigore alla natura. E questo lo fa la propria  volontà, che come aria cattiva mette lo scompiglio, l’irregolarità, la debolezza, il declino a ciò che è bene nell’anima, e se non si aiuta con l’aria celeste della mia Volontà, che tutto fa risorgere, fortifica, ordina, santifica, la vita umana è una vita semispenta, disordinata e nel declino del male”. (Vol. 16°, 20.11.1923)

Pablo Martín Sanguiao 

Ripeto, affinché non dimentichiate: sono le vostre azioni che vi daranno la ricompensa o il castigo.

 


Messaggio di Dio Padre a J. V.


20 0tt0bre 2021

Rosario del mattino - Messaggio unico.


Primo mistero. Dio Padre parla.

Vi chiederete, miei piccoli, perché vi chiedo di chiedere così tanto per le famiglie. Certamente, come vi ho spiegato prima, è nella famiglia che si dà il principio della Fede, è il principio dei valori, il principio dell'educazione, cristiana, morale, spirituale, sociale. Ciò che puoi prendere dalla tua famiglia nei tuoi primi anni di vita rimarrà profondamente radicato per il resto della tua vita, sia nel bene che nel male.

Certamente ci sono famiglie non cattoliche, famiglie in cui io non sono presente tra loro, e quei piccoli saranno anche fortemente colpiti da una mancanza di spiritualità e sarà più difficile per loro assumere questa spiritualità nei loro anni futuri. Ma vi ho detto che nella Mia Misericordia, e tutti voi essendo Miei figli, provvederò affinché prima o poi quelle piccole anime Mi trovino e possano stare con Me.

Non necessariamente chi nasce in una famiglia cattolica e cristiana sarà salvato, no, miei piccoli. Gli atti che fate durante la vostra esistenza sono quelli che vi daranno la ricompensa o la punizione.

Le cose esterne che avete, ve le ho prestate perché possiate andare in missione, andare e venire da un luogo all'altro nel vostro veicolo, il veicolo della vostra anima. I beni che avete, il denaro che avete, tutte le cose materiali che potete aver raccolto durante la vostra esistenza, non vi daranno la ricompensa eterna. Tutto ciò che appartiene a Me, e lo ripeto di nuovo: le tue azioni sono ciò che ti appartiene, anzi, la tua anima mi appartiene, ma le azioni che la tua anima ha prodotto, sono ciò che ti appartiene e le azioni sono ciò che sarà messo sulla bilancia alla fine della tua esistenza, e lì si deciderà dove andrai: nel luogo eterno, con Me, il Paradiso, atteso da molti e dimenticato da altri, o l'Inferno, che molte anime meritano e che nonostante siano state chiamate diverse volte, durante la loro esistenza, non sono tornate a Me.

Ricordatevi dunque, miei piccoli, che sono le vostre azioni che vi daranno la ricompensa o il castigo. Non cercare di approfittare di un bel viso, di un corpo muscoloso, dei tuoi beni materiali che hai raccolto durante la tua esistenza, tutto quello che ti ho dato, mi appartiene e mi ritornerà.

E ancora una volta vi dico e ripeto, affinché non dimentichiate: sono le vostre azioni che vi daranno la ricompensa o il castigo.

Quante volte avete veramente meditato su questa realtà, Miei piccoli, e cosa fate ogni giorno per aumentare i beni che vi porteranno al Cielo, per evitare il male che può negarvi l'ingresso nel Regno dei Cieli? Quanto avete fatto per i vostri fratelli e sorelle? Voi siete famiglia, e in una famiglia dove io sono presente, ci sarà sempre unione, ci sarà sempre aiuto, vi unirete per proteggervi a vicenda dai mali con cui satana vi attacca, perché vuole distruggere tutte le famiglie, perché sa qual è il valore della famiglia. Tutti uniti, come famiglia sulla terra e stando con Me, siete anche uniti alla Famiglia Celeste.

Potete chiedere alla vostra Famiglia Celeste di aiutarvi ad andare avanti, di aiutarvi nel vostro cammino sulla Terra, di aiutarvi ad evitare i vizi, il male, i peccati, perché tutti voi cadete, molte volte, nella stessa cosa, a causa dei vizi a cui Satana vi conduce.

Chiedete ai vostri fratelli del Cielo di intercedere, affinché il mio Spirito Santo vi conduca a vivere nelle Virtù, nell'Amore, nell'eccellenza spirituale, perché non entrerete nel Regno dei Cieli se non sarete adeguatamente rivestiti della mia Grazia, e questo si ottiene proprio vivendo il più vicino possibile allo stato di Grazia e cercando sempre il bene per i vostri fratelli, affinché anch'essi possano raggiungere il Regno dei Cieli.

Tutto questo vi è dato dal mio Spirito Santo che vive in voi, conducendovi sulla via del Bene, sulla via della Purezza, della Santità. I vostri Santi Angeli Custodi vegliano su di voi, vi proteggono dal male di Satana. Dovete proteggervi con tutto il bene che viene dal Cielo, non trascurate i vostri fratelli, i vostri fratelli sulla Terra, perché siete una famiglia e anche quelli che non conoscete, che vivono lontano, ma che sapete che esistono, aiutateli, proteggeteli, pregate per loro, donatevi a loro, come Mio Figlio si è dato per voi. Certo, Lui conosceva tutti, perché Lui è Dio, voi non conoscete molti dei vostri fratelli, ma ce ne sono molti che hanno bisogno del Mio aiuto e della vostra intercessione, e l'intercessione di molti, che sono con Me, aiuterà molte anime a tornare a Me.

Vi benedico, Miei piccoli, e lasciate che il Mio Spirito Santo vi guidi pienamente nella vostra missione, affinché possiate raggiungere il Regno dei Cieli e possiate aiutare molti a tornare al Regno dei Cieli.

Grazie, miei piccoli.



DELL'ULTIMA PERSECUZIONE DELLA CHIESA E DELLA FINE DEL MONDO

 


Profezie Allegoriche e miste


Isaia incomincia la sua profezia con questi flebili lamenti, e giusti ma duri rimproveri, i quali se bene furono meritati dalla Sinagoga, molto più lo sono dai figli della Chiesa, come comprenderà leggermente chi dunque voglia considerare i benefizi maggiori ricevuti da questi. » Ascoltate, o cieli, ascolta, o terra, io ho nutriti del figli, dice Iddio, gli ho esaltati sopra gli altri, ed essi abi crudeli! m' hanno disprezzato, m'hanno abbandonato. (sarà questa l'apostasia quasi universale de cattolici, predetta, come vedremo, da Cristo e dall'apostolo Paolo ). Riconobbe il bue il suo padrone, il vil giumento il presepio del suo Signore; ma Israele non mi volle riconoscere, non m'intese il popolo. (Ecco gli ebrei e i cristiani insieme) (1). Ma guai a questa gente peccatrice, a questo popolo di grande iniquità, a questo seme iniquo, a questi figli scellerati, i quali hanno abbandonato il Signore, hanno bestemmiato il Santo d'Israele, sono divenuti apostati! In che vi castigherò di più, o voi che aggiungete prevaricazione a prevaricazione ? Dalla pianta de piedi fino alla sommità del capo non v'è in voi parte sana, ma siete tutti una piaga, un lividore, e la vostra piaga non è cinta da fasce, non è curata da balsamo alcuno, nè addolcita con olio. La terra vostra sarà deserta, le città vostre saranno in preda alle fiamme, la vostra Patria sarà divorata sotto degli occhi vostri dagli stranieri, e verrà desolata, siccome avviene per invasione ostile. La Figlia di Sionne sarà abbandonata come una città devastata. Se il Signore pietoso non conservasse le nostre reliquie, diverremmo come Sodoma e Gomorra (1). Ascoltate la parola del Signore, o principi di Sodoma, porgete le orecchie alla legge di Dio, o popoli di Gomorra. (Questi epiteti sono evidentemente allegorici d' un popolo guasto e corrotto nella più o scena turpitudine). A che mi giovano le molte vostre vittime? ne sono sazio e stanco... il vostro incenso m'è di nausea, le vostre feste, le solennità non posso più sopportarle; odiai le vostre chiese. . . . Quando inalze rete a me le vostre mani supplichevoli, io rivolgerò altrove gli occhi per non vederle: quando moltiplicherete le preghiere, non vi esaudirò, perchè le vostre mani sono piene di sangue. (Oh Dio! e non veggiam noi adempita a giorni nostri questa profezia terribile? Quando mai la Chiesa intiera ha pregato di più, e quando ha tardato tanto Dio ad esaudirla? Ma questi sono i preliminari!). . . Come è divenuta meretrice la Santa Città, la città fedele e piena di equità (2)! » Un tempo vi regnava la giustizia ed ora l'assassinio. Il tuo argento è divenuto scoria, il tuo vino un acquaticcio, i tuoi principi infedeli, associati ai ladri: tutti desiderano donativi, non seguono che l'interesse. Non giudicano il pupillo, non difendono le vedovelle. Perciò, dice il Santo d'Israele: Ahi! mi consolerò sopra i miei nemici, farò le mie vendette... diventerete come una quercia senza fronde, come un orto senza acqua. E la vostra fortezza come una fa villa nella stoppa, e le vostre opere come una scin tilla: saranno tutte incendiate, e non vi sarà chi e stingua l' incendio » (3). » Piantai una vigna al mio diletto, e la circondai attorno di siepe, (4) ed elessi del bei marmi da lei, e la formai amabile, e vi edificai nel mezzo una torre, e un vinaio, e aspettai che mi producesse delle uve, e non fece che delle amare lambrusche. Ora, o citta dini di Gerusalemme, o figli di Giuda, siate giudici tra me e la mia vigna. Che è mai ch'io far dovessi per lei e fatto non l' abbia ? che aspettai che mi producesse delle dolci uve, e mi produsse delle amare lambrusche 2 Ma ora vi mostrerò quello ch' io sarò per fare della mia vigna. Toglierò le siepi, e sarà manomessa, disfarò i ripari e sarà conculcata. La renderò un deserto; non si poterà più, non si coltiverà più: vi nasceranno solo del prunai e de spini: vieterò alle nubi di versare sopra di lei le acque, e al cielo di stillare le rugiade (1). La vigna del Dio degli eserciti è la casa d'Israele, la vite preziosa è la casa di Giuda (2): aspettai che operasse da senno, ed ecco iniquità ; aspettai la giustizia, e non ascolto che lamenti. Guai a voi che distendete le vostre possidenze, che aggiungete casa a casa. . . . Giuro io che le vostre case grandi e piccole resteranno senza abitatori. Dieci ara ture di vigna non renderanno alla vendemmia che una misura di vino; trenta moggia di semente non ne rendranno che tre sole alla raccolta. Guai a voi che siete tutto il giorno avvinazzati e ingolfati nelle intemperanze. . . Perciò il popolo mio sarà condotto in ischiavitù, perchè non ebbe scienza, e i nobili periranno di fame, e la moltitudine perirà nella sete. Perciò la morte ha allargati senza confine i sepolcri, e vi discenderanno i forti suoi, e il suo popolo, e i suoi sublimi e gloriosi uomini. . . Guai a voi che fate tesoro d' iniquità nelle vanità vostre, e vi incatenate di delitti. . . Guai a voi che dite male il bene e bene il male, chiamando tenebre la luce e la luce tenebre, e amaro il dolce e dolce l' amaro. Guai a voi che andate boriosi della vostra scienza e della vostra politica... Guai a voi che giustificate l' empio a prezzo d'oro, e condannate l'in nocente. Per questo, saranno sterminati, come un a rida scheggia fra le fiamme. Imperochè abbandonarono la legge del Dio degli eserciti, e bestemmiarono la parola di Dio. Perciò si è acceso il furore di Dio contro il suo popolo; è distesa la sua adirata mano sopra di lui, e lo percosse; e si conturbarono i monti, e del loro putridume, come di sterco, sono ripiene le piazze. Ma in tutto questo non è ancora sazia l'ira sua, la sua mano è ancora distesa a ferire. Ed ecco che inalzerà il vessillo nelle nazioni lontane, e sibilerà contro di lui dagli ultimi confini della terra. Ed ecco ch' egli corre, e viene velocemente. . . Le sue freccie sono tutte appuntate, tutti tesi gli archi. Le ruote de' suoi carri sono come un nembo di tempesta, le unghie de cavalli duri come una selce. Il suo ruggito è come quello del leone, e ruggirà come i leoncini, e squarterà e azzafferà la preda, la terrà tra le sue zanne e non vi sarà chi la possa liberare. E griderà in quel giorno, come un mugghio di mare: guarderemo alla terra, ed ecco tenebre di tribulazione, e la luce di sparve fra le sue caligini (1). »

P. B. N. B.

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Il Purgatorio e il Paradiso Nella vita, il ministero del dolore

 


Il Purgatorio e il Paradiso


Nella vita, il ministero del dolore

  L'anima nella vita terrena ha avuto sempre delle prevenzioni verso la bontà di Dio, e a volte addirittura delle recriminazioni, di fronte, specialmente, ai misteri del dolore, della provvidenza, del male, dell'umana libertà ecc.; forse queste recriminazioni le abbiamo avute o le abbiamo un poco tutti. Sì, cerchiamo di ricacciarle come tentazioni, cerchiamo, con sforzo però, di fare atti contrari, o qualche sparuto e debole atto di fede, immergendoci non nella fulgida luce di Dio, ma nelle oscure tenebre della mente che non vuol ragionare o del cuore che non sa amare con tenerezza quello che le appare asprezza e severità. L'anima nostra più che amare il Signore, si sforza di non essergli contraria, e di non naufragare nell'incredulità, nelle oscure onde della fatalità o del cieco destino.

  Appena fuori del corpo, l'anima si trova innanzi alla bontà infinita di Dio, scorge le proprie miserie e le proprie recriminazioni nella luce della bontà divina, benché non contempli e non possa ancora contemplare quell'oceano di amore, perché ancora incapace di immergervisi in una felicità incomparabile, e rimane, per darne un pallido esempio, come uno che ha trattato da villano un e travestito, o un Cardinale che passa come un semplice inserviente di sacrestia, o peggio come un ladro travestito da prete. Così avvenne a quei poliziotti che a Venezia, di notte, fermarono S. Pio X, che, vestito da semplice Sacerdote, portava sulle sue spalle un materasso per una partoriente poverissima. « Ehi, dissero i poliziotti da lontano, ehi, ladraccio, che scegli la notte per i tuoi furti, dove hai preso questo materasso? Fermati, mettilo giù, porgi le mani alle manette ». E si avvicinarono per acciuffarlo, ma riconobbero in quell'angelico volto il santo Patriarca, e chi può dire la confusione dalla quale furono presi? E’ un paragone misero di fronte alla sorpresa dell'anima che ha il primo incontro col Signore, infinità bontà ed infinito amore. Anche non vedendolo faccia a faccia, perché non ancora glorificata, essa sente, nella pace dello stato di grazia nel quale sta, la bontà di Dio.

  Anzi v'è di più: l'anima nella luce di Dio, del quale avverte le perfezioni e la grandezza, si trova tutta macchiata e disadorna, e prova tale rossore, da desiderare solo di appartarsi dal Signore per purificarsi.

Vi sarà successo di sognare di trovarvi per la strada in camicia o nudi addirittura. Quale confusione! Voi cercavate di nascondervi in qualche portone, vi stringevate la camicia per tentare di coprirvi, vi sembrava d'incontrare persone sul vostro passaggio che vi davano un senso di sgomento. Respiravate solo all'atto del destarvi, esclamando, constatando che era un sogno: Grazie, Signore, che non è vero!... Ma l'anima che appare innanzi a Dio, e si vede tutta macchiata, non sogna, si risveglia piuttosto dai sogni orgogliosi della propria giustizia fatti in vita, giudicandosi con una superficialità, con una benevolenza che appare fallace nella luce divina.

  In un ricevimento, una signorina avvertiva uno spasimo nei fianchi, e non dava segno di soffrirne, né portava la mano là dove sentiva rodersi, perché stava in un salotto elegantissimo. Dopo un poco di tempo fu tale lo spasimo, che domandò di appartarsi in un'altra stanza, e slacciandosi, con suo orrore le saltò dal busto un animaletto che la rodeva. L'anima innanzi alla luce di Dio vede tutto l'orrore di quelle azioni che in vita le sembravano indifferenti, e dalla confusione e dal dolore che la prende, si accorge che le sue mancanze non erano cose da nulla, ma... roditori della coscienza, dai quali anela solo di liberarsi, appartandosi fuori della festa del Cielo, nel Purgatorio.

  Questo appartarsi dalla festa del Cielo, cagiona un particolare spasimo, per lo stesso stato di grazia nel quale l'anima si trova. Sembrerebbe un paradosso, eppure è così.

Sac. Dolindo Ruotolo


Gli Ultimi Tempi E L'Era Dello Spirito Santo

 


Per molti cristiani lo Spirito Santo è uno sconosciuto. Il Signore rivela a Conchita la sua identitÅ personale in seno della TrinitÅ dove è l’Amore; la sua missione sulla terra : è di condurre le anime al fuoco dell’Amore; donde la necessitÅ dell regno dello Spirito Santo e l’urgenza di un rinnovamento del suo culto. La frase ci ricorda che É la sua missione in cielo, la sua vita, il suo essere : è l’Amore Ñ. {…}

É Esiste un tesoro nascosto, una ricchezza rimasta non sfruttata e per nulla apprezzata nel suo vero valore, che tuttavia è ciò che c’è di più grande in cielo e in terra : lo Spirito Santo. No, neanche nel mondo delle anime lo si conosce bene. Egli è la Luce delle intelligenze e il Fuoco che infiamma i cuori. Se c’è tiepidezza, freddo, fragilitÅ, e tanti altri mali che affliggono il mondo spiriuale e anche la mia Chiesa, è perché non si ricorre allo Spirito Santo.

La sua missione in cielo, la sua vita, il suo essere, è l’Amore.

Sulla terra, la sua missione consiste nell’avviare le anime verso quel fuoco d’Amore che è Dio. Con Lui si possiede tutto quello che si può desiderare.

Se c’è tristezza, è perché non si ricorre a questo Consolatore divino, Lui che è la perfetta gioia spirituale. Se c’è fragilitÅ, è perché non ci si appoggia su colui che è la Forza invincibile. Se ci sono errori è perché si disprezza colui che è la Luce. La fede si estingue per la mancanza dello Spirito Santo.

No, non si il culto dovuto allo Spirito Santo in ogni cuore, nell’intera Chiesa. La maggior parte dei mali che si deplorano nella Chiesa e nel campo delle anime deriva dal fatto che non si riconosce allo Spirito Santo il primato che Io ho dato a questa terza Persona della TrinitÅ, che ha avuto una parte così attiva nell’incarnazione del Verbo e nella fondazione della Chiesa. Lo si ama tiepidamente, lo si invoca senza fervore e in molti cuori, anche fra i miei, non ci si ricorda nemmeno di Lui. Tutto questo affligge profondamente il mio cuore.

È tempo che lo Spirito Santo regni, mi diceva il Signore molto commosso, e non con un regno lontano come una cosa molto alta, benché sia così e nulla sia più grande di Lui poiché è Dio, unito e consustanziale con il Padre e con il Verbo. Ma bisogna che regni, lì, vicinissimo, in ogni anima e in ogni cuore, in tutte le arterie della mia Chiesa. Il giorno in cui lo Spirito Santo circolerÅ in ogni pastore, in ogni sacerdote, così intimamente come [circola] il sangue, allora saranno rinnovate le virtù teologali, che ora languiscono, anche nei ministri della mia Chiesa, per l’assenza dello Spirito Santo. Allora il mondo cambierÅ, perché tutti i mali di cui ci si lamenta oggi hanno per causa l’allontanamento dello Spirito Santo, loro unico rimedio. Che i ministri della mia Chiesa reagiscano, attraverso lo Spirito Santo, e tutto il mondo delle anime sarÅ divinizzato. È l’asse attorno a cui ruotano le virtù. Non c’è vera virtù senza lo Spirito Santo. L’impulso decisivo per innalzare la mia Chiesa dallo stato di prostrazione in cui giace, consisterebbe nel ravvivare il culto dello Spirito Santo. Gli si dia il suo posto, cioè il primo nelle intelligenze e nelle volontÅ ! Nessuno mancherÅ di nulla con questa ricchezza celeste. Il Padre e Io, Il Verbo, desideriamo un rinnovamento ardente e vivificatore del suo regno nella Chiesa.

---- Signore, ciò nondimeno, lo Spirito Santo regna nella Chiesa, perché ti lamenti?

---- Guai alla Chiesa, se non fosse così ! Certamente lo Spirito Santo è l’anima di questa Chiesa tanto amata! Ma quello di cui mi lamento è che non ci si rende conto di questo dono del cielo, non gli si dÅ tutta l’importanza che si deve. La sua devozione nei cuori è ordinaria e languida, tiepida e secondaria. Questo porta mali innumerevoli sia nella Chiesa sia in tutte le anime. Ecco perché le Opere della Croce vengono a rinnovare la sua devozione e a estenderla a tutta la terra. Che lo Spirito Santo regni nelle anime, e il Verbo sarÅ conosciuto e onorato, poiché la croce prenderÅ un nuovo slancio nelle anime spiritualizzate dall’Amore divino.

A misura che regnerÅ lo Spirito Santo, il sensualismo, che oggi invade la terra, sparirÅ. Mai la croce metterÅ radici se prima il terreno non sarÅ stato preparato dallo Spirito Santo. Ecco perché ti è apparso per primo, anche prima della visione della Croce. A motivo di questo egli è al vertice della Croce dell’Apostolato.

Uno dei frutti principali dell’ incarnazione mistica è il regno dello Spirito Santo che deve far scomparire il materialismoÑ.

(Diario di Conchita, 19 febbraio 1911)


PREGHIERA PER I SACERDOTI

 


Signore Gesù.. presente nel Santissimo Sacramento

che hai voluto perpetuare la Tua Presenza tra noi

per il tramite dei tuoi Sacerdoti..

fa' che le loro parole siano sempre le tue..

che i loro gesti siano i tuoi gesti..

che la loro vita sia fedele riflesso della Tua vita.
Che essi siano quegli uomini che parlano a Dio degli uomini..

e agli uomini.. di Dio.

Che non abbiano paura del dover servire..

servendo la Chiesa nel modo in cui essa ha bisogno di essere servita.
Che siano uomini.. testimoni dell'eterno nel nostro tempo..
camminando per le strade della storia con i Tuoi stessi passi
e facendo a tutti del bene.
Che siano fedeli ai loro impegni..

gelosi della propria vocazione e della propria donazione..

specchio luminoso della propria identità

e che vivano nella gioia per il dono ricevuto.
Te lo chiediamo per la Tua Madre Maria Santissima:

Lei che è stata presente nella Tua vita

sarà sempre presente nella vita dei Tuoi Sacerdoti.

Amen.


Preparate i vostri cuori per questa stagione di dolore perché quelli delle vostre famiglie diventeranno vostri nemici.

 


15 novembre 2021

 Figli miei, preparate i vostri cuori per questa stagione di dolore perché quelli delle vostre famiglie diventeranno vostri nemici.

   Il nemico delle vostre anime ha emesso molti incarichi contro il Mio popolo. Ha impostato attacchi per venire a te attraverso coloro che ami, rendendoti meno una minaccia per lui nel tuo dolore. Devi essere forte in questi attacchi, sapendo che sono un segno della fine.

   Sappiate che volgerò ciò che il nemico fa contro di voi al vostro bene, pregate per coloro che vi usano con disdenza e per coloro che vengono contro di voi. Me ne occuperò rapidamente.

   In questo tempo e mentre accadono queste cose, Mi vedrete rispondere a molte delle vostre preghiere precedenti per salvare i vostri cari, anche se i metodi che Io uso potrebbero non essere quelli che scegliereste. Conosco i loro cuori e quanta pressione è necessaria per spingerli alla Croce.

   Non perdetevi d'animo nel vostro dolore, perché ho tutto bene in mano e sono sempre con voi. Restituirò relazioni a molti di voi. Agli altri, Io vi ungerò per camminare da soli in questo tempo e per realizzare molto per il Mio Regno.

Glynda Lomax


Matteo 10:36 KJV

E i nemici di un uomo saranno essi della sua stessa casa.

Matteo 10:37 KJV

Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me: e chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me.

Matteo 10:38 KJV

E chi non prende la sua croce, e mi segue, non è degno di me.

Romani 8:28 KJV

E sappiamo che tutte le cose lavorano insieme per il bene di coloro che amano Dio, di coloro che sono chiamati secondo il suo proposito.

Atti 16:31 KJV

Ed essi dissero: Credi nel Signore Gesù Cristo, e sarai salvato, e la tua casa.

ALLA RICERCA DEL PARADISO PERDUTO - Dal Big Bang ad oggi. Dal macrocosmo al microcosmo.

 


Dal Big Bang ad oggi. Dal macrocosmo al microcosmo.


É una bellissima serata di inizio marzo. Nel cielo notturno occhieggiano tante stelle.  

Ho appena cenato e sono uscito fuori all'aperto per una boccata d'aria ... fresca. In casa scoppiettava la stufa a legna, una stufa a caminetto che mandava bagliori caldi e tepore di intimità. Ma fuori non fa freddo. É stata una splendida giornata ed ora che è notte si sente anche all'esterno un leggero alito notturno, quasi un soffio dei primi tepori primaverili. 

La natura - mi aggiro al buio nel parco ed i miei fedeli amici, i miei cinque pastori tedeschi, mi seguono come ombre protettrici - si sta risvegliando. Cominciano ad arrivare, con la primavera incipiente, i primi uccellini. Fra le frasche dei lecci, delle querce, dei pini e sul cedro del Libano che di fronte alla casa pare stagliarsi immenso contro il cielo si sente ogni tanto qualche pigolio che poi si acqueta.  

Mi fermo con lo sguardo rivolto in su a guardare questa enorme volta stellata. La luna risplende, le stelle palpitano silenziose e, coi loro bagliori quasi intermittenti, pare vogliano trasmettere chissà quale messaggio. Sembrano vicine, eppure ci separano e le separano distanze abissali, inconcepibili alla mente umana. 

Vedo la 'Via lattea': appare come una striscia larga e bianca che si staglia sullo sfondo blu scuro del cielo. Mi sembra una cosa 'al di fuori' del nostro sistema solare e invece l'astronomia ci insegna che il nostro sistema solare ne fa parte, anzi è 'immerso' dentro questa galassia. 

La Terra gira su se stessa, poi - lei insieme agli altri pianeti del sistema solare - girano tutti intorno al Sole. Il Sole, con il suo 'sistema', gira a sua volta intorno ad un 'qualcosa', probabilmente un gruppo stellare che fa da centro gravitazionale, e tutto questo a sua volta gira all'interno di questa nostra enorme galassia dentro la quale - è l'astrofisica moderna che ce lo dice - vi sono centinaia di miliardi di stelle. E questa nostra galassia, la Via Lattea, pare giri a sua volta ancora intorno a qualche cos'altro. Insomma sembra un gioco di scatole cinesi, indovina indovinello cosa c' è dopo... E ognuna di queste stelle - mi ripeto - è a distanze incommensurabili rispetto ad ogni altra stella vicina. E poi ancora, fuori dalla nostra galassia, altre galassie, anzi miliardi di galassie visibili - con i potenti radiotelescopi - come minuscoli puntini nei quali però è stato calcolato che vi sono contenuti altri miliardi e miliardi di stelle... 

Se non ce lo assicurasse la Scienza, nella quale crediamo, dovremmo dire che non è possibile, che è tutto pazzesco, che siamo solo di fronte ad una allucinante illusione ottica. Ma come avranno fatto a contarle? Che tecnologia avranno utilizzato? Forse le avranno contate miliardo più miliardo meno, ma è comunque una cosa da far stramazzare di vertigine, solo che uno provi ad 'immaginare' veramente questi numeri e a percorrere queste distanze con il pensiero.  

Ma non è finito, perché poi l'astrofisica moderna ha constatato che tutte queste galassie, cioè questi miliardi di ammassi stellari contenenti a loro volta centinaia di miliardi di stelle, sono in 'fuga'. In fuga...! Ma in fuga da cosa? In fuga per dove? 

"C'è stata una 'esplosione'..." , dice la Scienza. Non una esplosione come la intendiamo comunemente noi, cioè una esplosione che abbia avuto inizio in un punto preciso dello spazio, come se ad esempio scoppiasse una 'bomba'. No, si è verificata una 'esplosione'… che è esplosa contemporaneamente ovunque... 

Come obbedendo ad un 'comando' misterioso, l'Energia si è scatenata dal Nulla in una esplosione immane. Fu quello che ormai tutti conoscono come il Big-Bang. Le particelle di materia, quelle dei primi istanti, cominciarono ad allontanarsi l'una dall'altra. 

La Scienza moderna -che per i suoi studi utilizza ormai radiotelescopi enormi, calcolatori elettronici che occupano e sono grandi come interi palazzi e che scruta e studia lo spazio anche dai satelliti - ci dice che dopo solo un centesimo di secondo dal momento 'zero' (ripeto: un centesimo di secondo!) il calore liberato da questa esplosione di energia si presume si dovesse aggirare intorno ai cento miliardi di gradi centigradi (cioè 10 elevato alla undicesima potenza). Questa - ho letto - era una temperatura più elevata di quella presente al centro delle stelle più calde e tanto elevata che nessuno degli elementi della materia così come noi oggi la conosciamo (la materia costituita cioè di molecole, atomi, nuclei di atomi, elettroni, ecc.) avrebbe potuto mantenere la sua attuale coesione e struttura. 

Questa 'materia' primordiale dunque era costituita da quelle che la fisica moderna chiama 'particelle elementari', come gli elettroni (carica elettrica negativa), i positoni (carica elettrica positiva e massa identica agli elettroni), come i neutrini (privi di massa e di carica elettrica). E poi, in questo 'brodo' primordiale vi erano tanti fotoni. Anzi l'universo all'inizio era praticamente 'pieno' di fotoni, che non sono altro che 'luce', particelle di massa zero che viaggiano alla velocità della luce: 299.792 chilometri al secondo. Sono fotoni, ad esempio, quelli emessi da una lampadina accesa o dal sole stesso.  

E tutte queste particelle, ma ve ne sono molte altre, venivano - in quei primi centesimi di secondo - creandosi dall'Energia pura e dopo 'lampi' di vita scomparivano e si riproducevano con processi di creazione e di annientamento istantanei, come scintille di fuoco che divampano e si spengono in un accavallarsi caotico. 

All'inizio - dice dunque oggi la Scienza - era la 'luce', all'inizio era il 'Caos'... 

Toh! - mi dico per inciso fra me -  dice che all’inizio era la ‘luce’… ma non è quello che - un po' più semplicemente e poeticamente - diceva già qualche migliaio di anni fa la 'famosa' Bibbia, quella dei 'profeti'? 5 

Era dunque, quello dell'inizio, un universo 'in esplosione', dove le modifiche di 'stato' - dicono i 'Premi Nobel' e gli altri scienziati - si realizzavano in tempi inimmaginabilmente piccoli, calcolati in miliardesimi di secondo! Un universo dove a temperature anch'esse inimmaginabilmente elevate corrispondevano stati della materia completamente diversi dalla materia attuale. 

Il Nobel Steve Weinberg scrive. '...per evitare complessi problemi matematici inizierò pertanto il racconto, in questo capitolo, un centesimo di secondo circa dopo l'inizio, quando la temperatura è scesa a soli cento miliardi di gradi Kelvin (10 alla 11a Kel- vin)... l'universo è in questa fase più semplice e facile da descrivere di quanto non sarà mai più in seguito. É pieno di un miscuglio indifferenziato di materia e di radiazione e ciascuna particella entra rapidissimamente in urto con altre particelle...' 

'Nell'istante del Big-Bang - scrive poi il famoso cosmologo Stephen W. Hawking - si pensa che l'universo avesse dimensioni zero e che fosse quindi infinitamente caldo. Ma all'espandersi dell'universo la temperatura della radiazione diminuì. Un secondo dopo il Big-Bang la temperatura era scesa a circa dieci miliardi di gradi. Questa è una temperatura un migliaio di volte maggiore di quella vigente al centro del Sole, ma temperature elevate come questa si raggiungono in esplosioni di bombe H... 

… Circa cento secondi dopo il Big Bang la temperatura era scesa ad un miliardo di gradi, la temperatura vigente all'interno delle stelle più calde. A questa temperatura protoni e neutroni non avevano più energia sufficiente a sottrarsi all'attrazione della ‘forza nucleare forte’, e avevano cominciato a combinarsi insieme...' 

Steve Weinberg aggiunge da parte sua: '...la temperatura dell'universo è ora di un miliardo di gradi Kelvin (10 alla 9a K): solo 70 volte più elevata di quella esistente oggi all'interno del Sole. Dal primo fotogramma sono trascorsi tre minuti e due secondi. Gli elettroni e i positoni sono per la maggior parte scomparsi e i principali componenti dell'universo sono ora fotoni, neutrini e antineutrini. L'energia liberata nell'annichilazione elettrone-positone ha dato ai fotoni una temperatura superiore del 35 per cento a quella dei neutrini...'  

Dopo circa tre minuti dall'inizio (io mi permetterei anche di dire 'minuto più minuto meno', perché non mi sembra che faccia gran differenza pratica, tanto questi calcoli scientifici riferiti a quindici miliardi di anni fa mi sembrano pazzeschi. Anzi per me potevano dire tre giorni dopo come tre anni dopo, cosa sono rispetto a quindici miliardi di anni?) ad una temperatura di circa un miliardo di gradi, i protoni e neutroni (anch' essi particelle caotiche che oggi compongono invece il 'nucleo' della materia attuale) cominciarono ad 'aggregarsi' dando origine a 'nuclei' più complessi, come quello dell'idrogeno pesante (deuterio), composto da un protone più un neutrone, o quello dell'elio (2 protoni e 2 neutroni). 

Dopo tre minuti dal Big Bang, dopo circa solo tre minuti, l'universo era composto soprattutto di 'luce', neutrini, antineutrini, elettroni, idrogeno, elio. Questo universo, a seguito dell'esplosione, si 'espandeva' a velocità incredibili, quasi vicine a quelle del- la luce, e nello stesso tempo si 'raffreddava' sempre più consentendo infine agli elettroni di unirsi ai nuclei di idrogeno ed elio, dando luogo agli atomi di idrogeno ed elio che, condensandosi sotto l'influsso della gravitazione, si sarebbero trasformati nelle attuali galassie e stelle e poi, raffreddandosi ulteriormente, negli attuali pianeti, nel pianeta Terra. L'universo si è trasformato cambiando di 'stato', dallo stato gassoso al solido, come ad esempio dal vapore acqueo all'acqua e dall'acqua al ghiaccio. 

Più o meno, descritto molto alla buona per capirci meglio (questo non è però un libro 'scientifico'), più o meno così la Fisica moderna, l'Astrofisica, i vari premi Nobel ci spiegano - 'volgarizzando' i concetti scientifico-matematici - quello che sarebbe (?) successo quindici miliardi circa di anni fa quando sarebbe 'esploso’ l'universo, datazione fatta calcolando 'a ritroso' nel tempo la velocità di fuga delle galassie. 

Tutto è cominciato dunque da una specie di esplosione di Energia. 

Ma che cos'è l'Energia?  

Einstein dimostrò che l'energia di un corpo è equivalente alla sua massa (cioè alla quantità di materia di quel corpo) moltiplicata per la velocità della luce elevata al qua- drato (E = mc al quadrato).  

Einstein - bofonchio fra me - ci ha dunque detto a cosa è 'equivalente', ma non ci ha detto 'cosa' è - in realtà - l'Energia. 

E come fanno le stelle a muoversi nello spazio con velocità anche di centinaia di chilometri al secondo? E come fanno le varie galassie (e noi facciamo parte di una di esse) ad allontanarsi l'una dall'altra a velocità vicine a quelle della 'luce', trecentomila chilometri al secondo? E dove vanno? Avrà un termine questa corsa che durerebbe da quindici miliardi di anni?  

Penso a queste cose, la mia ragione vacilla e faccio uno sforzo per distogliere lo sguardo immerso nella profondità del cielo stellato e dei miei pensieri per riportarlo sulla 'Terra', rivolgendolo alla 'materia' che almeno posso toccare con mano. 

Ma, dopo un attimo di riflessione, mi rendo conto che anche qui la mente vacilla: guardare dentro alla materia è infatti come scoprire un altro 'universo' nell'infinita- mente piccolo. 

Prima vi sono le molecole, cioè degli 'aggregati' di atomi, poi gli atomi. Questi sono a loro volta composti da un 'nucleo' - costituito da protoni e neutroni - intorno al quale gravitano degli elettroni. I protoni ed i neutroni vengono tenuti fra loro insieme dentro al nucleo da delle 'forze' formidabili, tutt'altro che ben conosciute, e l'elettrone è tenuto a sua volta 'incatenato' al nucleo dell'atomo da altri tipi di forze. L'esplosione immane di una bomba 'H' è dovuta appunto alla liberazione di energia conseguente alla disaggregazione del nucleo (provocata artificialmente dalla tecnologia dell'uomo) in una 'reazione a catena'. 

E la 'nube' di elettroni che circonda il nucleo di un invisibile atomo è circa centomila volte maggiore del nucleo stesso. Inoltre le forze 'chimiche' che aggregano i vari atomi in molecole, sono milioni di volte più deboli delle forze che tengono uniti nel nucleo i protoni ed i neutroni. E infine, ma non è certo la 'fine', si scopre che gli infinitamente piccoli neutroni e protoni sono a loro volta composti di 'quarks'.  

E tutte queste particelle sono regolate nei loro rapporti reciproci da leggi e forze così precise che se solo una forza di attrazione o repulsione variasse di una frazione infinitesimale ecco che protoni, neutroni, elettroni non starebbero più insieme, si disgregherebbero, e la materia, l'universo quale è quello che osserviamo, cesserebbe di esistere, non esisterebbe neanche l'uomo che è fatto di molecole, atomi, elettroni, protoni, neu- troni, quarks. 

Tutto ciò è molto pazzesco. Mi domando quale ne sia il senso. 

Me lo domando in questa notte stellata, rialzando l'occhio dalla terra al cielo dal qua- le le stelle mi guardano e 'occhieggiano' come per farmi capire - fra un palpito e l'altro - che il solo senso di tutto ciò è ...Dio. Dio! Dio! 

Molti scienziati - anche se un luogo comune li vorrebbe presentare prevalentemente come 'atei' - sono arrivati a credere in 'Dio' proprio grazie allo studio più approfondito della 'natura'. 

A. Einstein - dico fra me e me - vedeva le comuni religioni come una risposta antro- pomorfa all'idea di Dio. Per Einstein esisteva l'Uomo. 

Egli - come aveva scritto in 'Come io vedo il mondo' - non riusciva ad immaginarsi un Dio che ricompensi e che punisca l'oggetto della sua creazione, un Dio che soprattutto eserciti la sua volontà nello stesso modo con cui la esercitiamo noi stessi. 

Egli disse testualmente: 'Non voglio e non posso figurarmi un individuo che sopravviva alla sua morte corporale: quante anime deboli, per paura e per egoismo ridicoli, si nutrono di simili idee...' 

'Però …, Einstein!', mi dico semiserio... 

Per questo allora - come scrivono di lui - avrà dato una buona 'autorevole' mano a far realizzare quel 'confetto', che tanto dolce non era, che si chiama 'bomba atomica'!  

Si legge infatti nella nota bibliografica dell’Opera sopracitata (Edizioni Newton, 1988) che, pur non desiderando egli immischiarsi in questioni militari né tantomeno incoraggiare la costruzione dell’arma più terribile che fosse mai stata conosciuta dall’uomo - fu proprio grazie alla autorevolezza del suo intervento, con il quale segnalò e attirò l'attenzione dell'allora Presidente Roosvelt sulle scoperte scientifiche di Fermi e Szilard - che vennero messi a disposizione i colossali capitali necessari per quelle ricerche che dovevano poi portare alla bomba di Hiroshima...   

Guido Landolina 

Il santo spirito, che ammaestra, fugge ogni inganno, si tiene lontano dai discorsi insensati e viene scacciato al sopraggiungere dell’ingiustizia.

 


LIBRO DELLA SAPIENZA 


5 Il santo spirito, che ammaestra, fugge ogni inganno, si tiene lontano dai discorsi insensati e viene scacciato al sopraggiungere dell’ingiustizia. 

Viene ribadito con maggiore forza quanto già rivelato e manifestato. Il Santo Spirito, che è lo Spirito Santo, fugge ogni inganno.  

Lui non può convivere con chi cerca l’inganno, la parzialità, l’errore, la falsità, il male. Male e Spirito Santo non possono convivere. 

Poiché è solo Lui il Maestro vero dei cuori e delle menti, dove in un cuore e in una mente vi è l’inganno, Lui non regna, non ammaestra, non c’è. 

Lui sempre si tiene lontano dai discorsi insensati. Ogni ingiustizia scaccia Lui dal cuore e dalla mente. L’uomo rimane maestro di se stesso. 

Poiché solo lo Spirito Santo è luce, sapienza, saggezza, intelligenza, verità, giustizia, l’uomo precipita nelle tenebre. Dalle tenebre non c’è giustizia. 

Questa verità non è per chi crede. Essa è per ogni uomo. Chi vuole essere vero giudice, anche in un semplice discernimento, deve vivere senza peccato. 

Peccato e Spirito Santo mai potranno convivere. Il peccato allontana lo Spirito di Dio e l’uomo precipita in ogni buio sia veritativo che morale.   

Ogni uomo ora lo sa: se vuole esercitare la vera giustizia – vale anche per la giustizia che legifera – deve stare lontano dal peccato, dal male.  

MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI 

SOLO GESÙ SCONFIGGE SATANA - SUL CALVARIO GESÙ HA SCONFITTO SATANA DEFINITIVAMENTE

 


Cosa fare con questi diavoli 


SUL CALVARIO GESÙ HA SCONFITTO SATANA DEFINITIVAMENTE 


Questa è la prima verità. 

Riuscire a portare le persone sofferenti davanti a Gesù Crocifisso, educarle a fermarsi lì, per assorbire lentamente, attraverso la fede e la preghiera, i raggi benefici di salvezza che scaturiscono dalla croce, non è facile, anche perché le persone colpite da queste oppressioni cercano affannosamente la liberazione magica e immediata. Ma questo lavoro di convinzione va decisamente affrontato se vogliamo riportare nella serenità dei figli di Dio i fratelli tormentati da satana. 

Una serie di riflessioni su alcuni brani del Vangelo dai quali risulta con indiscutibile evidenza che sul Calvario è avvenuto lo scontro definitivo tra Cristo e satana, con il trionfo completo di Gesù contro le forze del male, è di fondamentale importanza per convincersi che, solo affidandoci senza riserve al Signore Gesù, possiamo essere salvati dagli attacchi del maligno. 

Partiamo, per questa ricerca, da un brano singolare e un po' misterioso preso dalla prima lettera ai Corinzi di san Paolo, che abbiamo già citato poco sopra: 

«Parliamo di una sapienza divina, misteriosa che è rimasta nascosta, e che Dio ha preordinato prima dei secoli per la nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo ha potuto conoscerla, se l'avessero conosciuta non avrebbero crocifisso il Signore della Gloria» (1 Cor 2, 7-8). 

 

DOMANDA: Questa affermazione che fai con tanta sicurezza, che la morte di Cristo sia stata architettata ed effettuata dalle forze diaboliche, suona un po' strana per i cristiani che, normalmente, hanno sempre attribuito la passione e la morte di Gesù alla cattiveria e alla perfidia dei Giudei. La frase di san Paolo che hai citato per la seconda volta, ha anche un riscontro in quello che dicono i Vangeli? 

R. - Certo che ha un riscontro e lo dimostro subito con una carrellata di otto brani presi dai Vangeli. 

Ma è necessario premettere un chiarimento. 

Come spiega il Papa nell'enciclica Dominum et vivificantem (nn. 38-39) il peccato ebbe una origine esterna all'uomo per mezzo di satana, ma è da addebitarsi anche alla responsabilità dell'uomo stesso, che diede il suo consenso e in qualche modo partecipò anche alle motivazioni addotte dal serpente che lo tentò. La passione e la morte di Gesù furono causate sia dalla cattiveria degli uomini che dalla regìa perversa di satana. Poiché in queste pagine si vuole mettere in luce l'azione delle potenze malefiche nella storia dell'umanità, la ricerca che segue documenta il contributo del demonio al dramma del sacrificio di Gesù sulla croce. 

Prima delle citazioni del Vangelo, credo sia opportuno dire che questa verità è chiaramente affermata in una nota della autorevole Bibbia di Gerusalemme, ormai così diffusa anche in Italia. 

Nella nota a Giovanni 2, 13 si legge: 

«La passione è un dramma in cui si trova impegnato il mondo invisibile: dietro agli uomini agisce la potenza diabolica». 

E veniamo ai brani evangelici, riportandoli in ordine cronologico in rapporto alla passione: 

1 - Il Vangelo di Luca parte da lontano. Dopo aver raccontato la tentazione a Gesù da parte di satana, al termine dei quaranta giorni di digiuno, fa questa precisazione: «Il diavolo, dopo aver esaurito ogni specie di tentazione, si allontanò da Gesù, per ritornare al tempo fissato» (Lc 4, 12), cioè il tempo della Passione. 

2 - Il Vangelo di Giovanni, al termine del capitolo in cui si parla della istituzione dell'Eucaristia, dice che Gesù dichiarò agli Apostoli: «A voi dodici, non vi ho forse scelto io? Eppure uno di voi è un diavolo! - Egli parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: questi infatti stava per tradirlo» (Gv 6, 70). 

3 -Veniamo alle ore cruciali della passione: Luca ci avverte che Giuda si accorda con i sommi sacerdoti, spinto da satana stesso: «Allora satana entrò in Giuda, detto Iscariota che era nel numero dei dodici. Ed egli andò a discutere con i sommi sacerdoti sul modo di consegnarlo nelle loro mani» (Lc 22, 3). 

4 - Ha inizio l'ultima cena, Giovanni ci avverte che satana si era ormai impossessato di Giuda: «Mentre cenavano, quando già il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscariota di tradirlo, Gesù si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse» (Gv 13, 2). 

5 - Durante la cena Gesù svela il traditore offrendogli un boccone di pane. L'evangelista annota: «Allora, dopo quel boccone, satana entrò in lui. Preso il boccone subito uscì. Ed era notte» (Gv 13, 27.30). 

6 - Durante il lungo colloquio dell'ultima cena, Gesù preannuncia: «Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il principe di questo mondo» (Gv 14, 30). 

7 - Prima di uscire dal Cenacolo e avviarsi all'Orto degli ulivi, Gesù avvertì Pietro e gli altri apostoli dell'attacco che stavano per subire da parte del demonio: «Pietro, Pietro, ecco satana sta per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli» (Lc 37, 21-22). 

8 - Dopo il bacio del tradimento da parte di Giuda, Gesù dichiarò che quanto stava avvenendo si spiegava col fatto che era giunto il momento in cui si lasciava la libertà alle potenze diaboliche di agire contro di lui: «Ogni giorno ero con voi nel tempio e non avete steso le mani contro di me; ma questa è la vostra ora, è l'impero delle tenebre» (Lc 22, 53). 

Questa lunga serie di brani evangelici ci inchiodano di fronte a una indiscutibile realtà: è stato satana colui che ha progettato e portato a compimento la passione e la morte del Signore Gesù. I sommi sacerdoti, gli uomini del Sinedrio, Pilato, la folla che grida «crocifiggilo» non sono che marionette nelle sue mani. 

Abbiamo iniziato questa ricerca con una precisa affermazione della Bibbia di Gerusalemme, la chiudiamo con le parole di uno dei più grandi biblisti viventi, il gesuita Ignace de la Potterie: «Giuda, si direbbe, diventa la personificazione di satana, la potenza delle tenebre». 

E, più avanti, precisa ancora meglio: « Questi esempi mostrano che, per l'autore del quarto Vangelo, Giuda era diventato la personificazione della potenza delle tenebre, proprio perché satana era entrato in lui» (I. de la Potterie, La Passione di Gesù Cristo secondo il Vangelo di Giovanni, Paoline, Cinisello Balsamo 1988, pp. 38-39). 

Fermiamoci un momento nella contemplazione della passione e morte di Gesù che si consuma sul Calvario. È il punto centrale di tutto questo capitolo; dice un canto del Rinnovamento nello Spirito: «Fissa gli occhi su Gesù, da lui non distoglierli più. Apri il tuo cuore a Gesù: è venuto a salvarti morendo per te». 

Su quel monte è avvenuto il più colossale scontro della storia, quello definitivo: Gesù ha vinto per sempre, satana è stato sconfitto per sempre. La vittoria di Gesù ha segnato la salvezza completa dell'uomo. 

L'uomo d'oggi, nel paniere degli ingredienti che possono costituire la sua salvezza, ci mette tante cose: denaro, successo, macchine, ville, piatti speciali, vestiti firmati e altro: ma la cosa più importante gli sfugge, la salvezza che Gesù ci ha donato. 

Quando ricevo persone nel mio studio per queste situazioni, le invito a guardare il grosso crocifisso dietro la mia scrivania e dico: «Non verrai fuori da questa situazione finché non capirai che lui solo ti può salvare». Mi guardano con gli occhi smarriti come se parlassi di un atterraggio di dischi volanti nel cortile attiguo al mio studio. 

Eppure chi è colpito dalle invisibili forze del male non ha scelta: o riscopre la salvezza che ci viene dall'incontro con Gesù o va di male in peggio. 

Per approfondire questa riflessione ricorriamo ad un esempio: Ritorniamo alla guerra del '15-'18, quando si combatteva con le trincee contrapposte. Nella trincea italiana erano annidati i soldati che sparavano contro gli austriaci e viceversa. Non c'era zona neutra: gli uni erano schierati contro gli altri. 

Così è dopo il sacrificio di Cristo: alla Chiesa è stato donato l'infinito valore della passione e morte del Signore, perché lo utilizzi in redenzione e salvezza per tutti gli uomini, operando così fa arretrare il potere di satana nel mondo. Satana dalla sua parte lotta perché l'uomo rimanga nelle tenebre sotto il suo dominio. Non c'è terra di nessuno: da una trincea si lotta per la salvezza dell'uomo, dall'altra per la sua definitiva rovina. Qui bisogna porsi una domanda fondamentale: maghi, fattucchieri, cartomanti, indovini, parapsicologi, medium, guaritori ecc., hanno veramente dei poteri paranormali ma non hanno avuto né autorità né investitura dalla Chiesa, che sola possiede la salvezza di Cristo; da chi e da dove attingono questi poteri straordinari? Non c'è dubbio: li attingono dal contatto con gli spiriti del male. Ha detto Gesù: «Chi non è con me è contro di me, chi non raccoglie con me, disperde». 

Per approfondire il discorso gettiamo uno sguardo indiscreto nel mondo del l'occultismo, per vedere con chiarezza come funziona il colossale imbroglio di coloro che dicono di sfasciare le fatture. 

Sacerdote Esorcista Raul Salvucci