domenica 28 febbraio 2021

Chi è don Luigi Villa?

 





La “Causa di beatificazione” di Giovanni Paolo II 

Nel novembre 2009, pochi giorni dopo il suo ritorno a Roma dalla visita fatta a Brescia, Benedetto XVI annunciò il proseguimento della “causa di beatificazione” di Giovanni Paolo II. Agli inizi di febbraio 2010, don Villa decise di raccogliere la ventina di articoli su Giovanni Paolo II, già pubblicati su “Chiesa viva” negli ultimi anni, in un unico file PDF e inviarlo a migliaia di indirizzi e-mail che includevano: Santa Sede, Cardinali, Nunzi, Conferenze Episcopali, Istituti Religiosi, Corpo Diplomatico presso la Santa Sede, Università e Istituti di formazione cattolici, Vescovi, Diocesi italiane, Ambasciate e Consolati italiani, Senatori e Deputati, Consigli regionali, mass-media, università, biblioteche, librai, laici, ecc.. In seguito, la stampa italiana iniziò a riportare la notizia relativa ad alcune difficoltà che erano emerse per la “causa di beatificazione” di Giovanni Paolo II, e, per diversi mesi, scese il silenzio su questo argomento. Ma don Villa si era già attivato per produrre un Numero Speciale di “Chiesa viva” su Giovanni Paolo II che fosse un’opera completa e accessibile al vasto pubblico, che evidenziasse tutti i lati oscuri e inquietanti di questo Papa “itinerante”, che spese gran parte del suo Pontificato a rincorrere il miraggio di riunire tutte le religioni in un’unica Religione Mondiale. Ma per raggiungere questo obiettivo, che è il fine supremo a cui mirano i vertici della Massoneria mondiale per poter realizzare il loro sogno di dominio planetario, si deve eliminare Gesù Cristo come unico Redentore e Salvatore dell’umanità, si deve ignorare e calpestare la Verità, si deve reinterpretare il Primato di Pietro, si deve corrompere la Virtù Cattolica, si deve alterare la Morale Cattolica, si deve formare una nuova Autorità Cattolica per metterla al servizio e sottometterla al potere dell’Anticristo. Ma Lucifero ha perso il potere assoluto che aveva sull’umanità con il Sacrificio di Cristo sulla Croce, che lui stesso causò col DEICIDIO. La sua rabbia infernale, quindi, è tutta diretta e focalizzata su questo Atto di Redenzione di Gesù e sulla sua “rinnovazione incruenta” nel Sacrificio della Santa Messa Cattolica! Vi è, però, una soluzione radicale per risolvere questo problema: negare la divinità di Gesù Cristo. Questa orribile bestemmia elimina il Sacrificio di Cristo sulla Croce alla sua radice e apre la porta a tutte le “novità” e a tutti gli “aggiornamenti” che sono indispensabili per “eclissare” la Chiesa di Cristo e creare una “Nuova Chiesa” che diventi la “Prostituta di Babilonia”! Allora, il Sacrificio di Cristo sulla Croce offerto da Gesù al Padre, tramite il Ministero sacerdotale, che ci offre la Redenzione e la salvezza dell’anima, potrà diventare la rinnovazione del DEICIDIO, tramite il ministero sacerdotale massonico, offerto ad un altro “dio padre”: Lucifero il quale, presentandosi come il Padre del Tempio della Pace universale tra gli uomini, ci offre la sua redenzione gnostica e, con un diabolico inganno, la Pace universale tra gli uomini. Ma questo “dio padre” non è altro che il “dio” della Massoneria e il suo nome è: BAPHOMET, che scritto all’ebraica diventa: TEMpli, Omnium, Hominum, Pacis, ABbas, (il Padre del Tempio della Pace Universale tra gli Uomini). Questo, però, è esattamente il tema centrale del Tempio satanico di Padergnone della Diocesi di Brescia dove, dopo aver inneggiato al Dio Pan e alla dottrina gnostica, negazione della divinità di Gesù Cristo, il Cavaliere Rosa-Croce, sull’altare, non rinnova il Sacrifico di Cristo sulla Croce, ma rinnova il DEICIDIO! Avevamo anche scritto che «nessun Cavaliere Rosa-Croce al mondo, può aspirare, come invece può fare Paolo VI, di meritarsi la gloria della dedica del Tempio satanico di Padergnone!». Inoltre, sulla “lapide di consacrazione” di questo Tempio satanico, oltre alla medaglia episcopale di mons. Giulio Sanguineti, vi sono anche le medaglie pontificali di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI. Perché queste due ultime medaglie?

Nel settembre 2010, uscì il Numero Speciale di “Chiesa viva” n. 430, dal titolo: “Karol Wojtyla beato?.. mai!”. È un’edizione speciale di 96 pagine con 217 fotografie che include: una breve biografia di Karol Wojtya, i suoi viaggi internazionali, le sue idee, la sua filosofia, la sua teologia, i suoi rapporti con la Massoneria e col Comunismo, i suoi “fatti” e “detti”, la sua “dottrina mariana”, le sue posizioni sul Primato di Pietro e la sua “Teologia del corpo” con una serie di fotografie, a dir poco, imbarazzanti. Il retro copertina riporta una fotografia, a piena pagina, dell’immagine del Papa nelle fiamme, scattata nel suo paese natale, esattamente un anno dopo la sua morte. La diffusione del file PDF di questo Numero Speciale ha raggiunto tutti quelli che avevano già ricevuto il precedente file PDF, contenente i 20 articoli su Giovanni Paolo II. Per i quattro mesi successivi, calò il silenzio sulla “causa di beatificazione” di Giovanni Paolo II. Il 6 gennaio 2011, l’annuncio: “Giovanni Paolo II santo subito”. I giornali hanno riportato la notizia della beatificazione di Papa Wojtyla, entro il 2011. Sul “Giornale”, Tornielli scriveva: «Giovanni Paolo II sarà beato nel 2011, forse già prima dell’estate. Nelle scorse settimane la consulta medica della Congregazione delle cause dei santi si è infatti espressa favorevolmente sul miracolo attribuito all’intercessione di Papa Wojtyla – la guarigione dal Parkinson di una suora francese – e la documentazione nei giorni scorsi ha già passato anche il vaglio dei teologi. Prima che il fascicolo arrivi sul tavolo di Benedetto XVI manca ora soltanto il via libera dei cardinali e vescovi membri della Congregazione, che hanno appena ricevuto il dossier sul miracolo. Si riuniranno per esaminarlo collegialmente e per esprimere il loro voto verso la metà di gennaio». Sul “Times” si leggeva: «Benedetto XVI, lo ha chiamato “Giovanni Paolo il Grande”: è “solo il quarto papa della storia ad avere avuto questo onore”. La beatificazione dovrebbe avvenire in tempo record, poiché Papa Benedetto XVI aveva autorizzato la deroga per far partire immediatamente il processo di canonizzazione, senza attendere i cinque anni previsti dalla morte». Il 14 gennaio 2011, l’annuncio ufficiale del Vaticano: “Giovanni Paolo II sarà beatificato il 1° maggio”. Per anni serpeggiò il sospetto che la “mente” di Giovanni Paolo II, durante il suo Pontificato, fosse il Prefetto della Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, e, quando nell’aprile 2005, Giovanni Paolo II morì e fu eletto Benedetto XVI, furono in molti a domandarsi se il cardinale Joseph Ratzinger non fosse semplicemente succeduto a se stesso!

a cura dell’Ing. Franco Adessa

Quali sono i contenuti mancanti del Terzo Segreto?

 


Il Mistero dell’Iniquità


Appendice I

Quali sono i contenuti mancanti del Terzo Segreto?


Trascrizione rivista e corretta del discorso tenuto da Padre  Paul Kramer alla Conferenza The Fatima Challenge, a Roma, il  4 maggio 2010.

Prima di affrontare la questione dei contenuti della parte mancante  del Terzo Segreto, oggi vi è stato detto che in realtà una parte mancante  del Terzo Segreto non esiste; lascio ad altri il compito di rispondere in  maniera dettagliata a quest’affermazione.

Chi sta dicendo la verità?

 Voglio tuttavia sottolineare il fatto che, a questo riguardo, se il  Cardinale Bertone ha detto la verità quando ha affermato che non esiste  il cosiddetto “quarto Segreto”, e cioè che non esiste una parte mancante  del Terzo Segreto e nessun testo nascosto, allora molte altre persone  hanno mentito, nel corso degli anni. Perché delle due l’una: o dicono la  verità loro, o la dice il Cardinale Bertone. 

  Il 2 settembre 1952, Padre Joseph Schweigl si incontrò con  suor Lucia, a Coimbra. Era stato inviato da Papa Pio XII. Dopo essere  tornato a Roma si recò al Russicum, dove viveva, e lì fece rapporto ai  suoi confratelli sul fatto che il Terzo Segreto era diviso in due parti. Una  riguardava il Papa – e quella parte del Terzo Segreto riguardante il Papa,  come sappiamo, è stata rivelata il 26 giugno 2000. Padre Schweigl disse  tuttavia che esisteva un’altra parte del Terzo Segreto, di cui però non  poteva divulgare i contenuti. Ma egli aggiunse: “logicamente, si tratta  del testo che segue “l’eccetera” messo da Suor Lucia nella sua Quarta  Memoria, “in Portogallo si conserverà sempre il dogma della Fede ecc.”.

 Abbiamo poi l’affermazione fondamentale rilasciata dal Cardinale  Ratzinger in un’intervista a Vittorio Messori, pubblicata nel novembre  1984. In essa, il Cardinale Ratzinger affermò che il Terzo Segreto  riguarda “i pericoli che minacciano la Fede e la vita del cristiano, e  dunque (la vita) del mondo.” In quella parte del Segreto che è stata  rivelata il 26 giugno 2000, non v’è niente che riguardi i pericoli che  minacciano la Fede.

 E ricordiamoci dell’allora Vescovo di Leiria-Fatima, Il Vescovo  Cosme do Amaral, il quale affermò presso l’Università delle Scienze  di Vienna – se non mi ricordo male nel 1984 – che il Terzo Segreto ha  a che fare con la perdita della Fede. Egli fece uno specifico riferimento  alla perdita della Fede che sarebbe avvenuta su continenti interi!

Fatima e le Sacre Scritture

 Si tratta di un’affermazione molto importante, se la colleghiamo  a quella del Cardinale Ratzinger. Perché quando il Cardinale Ratzinger  parlava dei pericoli della Fede e della vita del cristiano, egli faceva  riferimento ad altre apparizioni Mariane, nonché alle Sacre Scritture, e  cioè al fatto che ciò che è contenuto nel Terzo Segreto corrisponde alle  Scritture e a quello che è stato menzionato più e più volte in molte altre  apparizioni Mariane. 

 Riferendosi alle Scritture, il Cardinale Ratzinger parla dei testi  escatologici, specialmente quando usa il termine novissimi. Alcuni  hanno provato surrettiziamente a suggerire che quando si parla delle  “ultime cose” (i novissimi), in realtà stiamo parlando della morte, del  giudizio universale, del Paradiso e dell’inferno – le quattro ultime cose.  Ma non può certo essere questo ciò di cui parlava il Cardinale Ratzinger,  né è questo ciò di cui parlò la Madonna. Se vogliamo apprendere le  ultime quattro cose possiamo tranquillamente studiare il catechismo,  dove ne viene fornita una spiegazione più che dettagliata. La Madonna,  ovviamente, non è giunta tra noi dal Cielo per impartire una semplice  lezione di catechismo!

 Quando il cardinale parlava dei novissimi, stava facendo  riferimento a ciò che secondo il profeta Daniele sarebbe avvenuto alla  fine dei tempi – le ultime cose; o, come diremmo in Greco, eschata, “le  cose escatologiche”, i testi escatologici della Scrittura. È questo il Terzo  Segreto, ed ancora una volta si arriva alla questione della perdita della  Fede. 

 Nella sua Seconda Lettera ai Tessalonicesi, San Paolo parlava della  Grande Apostasia, che dovrà avvenire prima dell’apparizione del figlio  della perdizione, dell’uomo del peccato; in altre parole, dell’Anticristo.  San Paolo, in quella lettera, affermava che il mistero d’iniquità sta già operando tra noi. Se esaminiamo attentamente la storia dell’umanità  ed in particolar modo quella della Chiesa, possiamo tracciare – secolo  per secolo, epoca per epoca – il continuo svolgersi di questo mistero  dell’iniquità. 

Il culmine del mistero dell’iniquità

 Il mistero dell’iniquità raggiungerà il suo culmine in ciò che è stato  predetto nel Segreto di Fatima; anzi, più precisamente nella parte non  ancora pubblicata del Terzo Segreto di Fatima. È per questo motivo  che Papa Giovanni Paolo II, parlando del Terzo Segreto, disse che non  voleva rivelarlo perché pensava che fosse a rischio di scatenare del  sensazionalismo.

 In un’altra occasione, anche il Cardinale Ratzinger ha usato quello  stesso termine, “sensazionalismo”, in relazione al Terzo Segreto.

 Se consideriamo ciò che è stato già affermato dalle autorità più  credibili della Chiesa in merito al Terzo Segreto di Fatima, siamo in  grado di sapere i suoi contenuti, anche se non nei dettagli. È proprio quello di cui vi parlerò oggi. 

 Venerdì, invece, approfondirò maggiormente la questione del  mistero dell’iniquità e la sua rivelazione all’interno del Terzo Segreto di  Fatima. 

Padre Paul Kramer

ESERCIZIO DI PERFEZIONE E DI VIRTÙ CRISTIANE

 


Che quanto più uno si dà alle cose spirituali, tanto maggior fame e desiderio ha di esse . 

 

1. Come ci contentano i beni spirituali. 

2. Diversità coi beni temporali.  

3. Come tolgono e accrescono fame e sete. 

 

 1. «Coloro che mi mangiano hanno sempre fame; e coloro che mi bevono hanno sempre sete» (Sir 24, 29) dice lo Spirito Santo, parlando della Sapienza divina. S. Gregorio (S. GREG. Homilia 36 sup. Evang. n. 1) dice, che fra i beni e diletti del corpo e quelli dello spirito v'è questa differenza: che quelli, quando non li abbiamo, cagionano grande appetito e desiderio di sé; ma conseguiti che li abbiamo, non stimiamo niente ciò che si è acquistato. Desidera uno colà nel mondo un uffizio, una cattedra; e subito che l'ha avuta, non stima niente quella cosa e volge l'occhio ad un'altra maggiore, come ad aver un canonicato, o un ufficio di uditore: e conseguito questo, subito se ne infastidisce e comincia a desiderare un'altra cosa più eminente, come un posto nel consiglio reale, e poi un vescovato: e né anche quivi sta contento, ma subito mette l'occhio in qualche altra cosa maggiore, non stimando né tenendosi contento di quel che ha avuto. Ma nelle cose spirituali è tutto al rovescio; ché quando non le abbiamo, allora ci cagionano fastidio e abbiamo renitenza ad esse: e quando le abbiamo e possediamo, allora le stimiamo più ed abbiamo di esse maggior desiderio; e tanto più, quanto più le gustiamo. Ne rende S. Gregorio la ragione di questa differenza; perché quando conseguiamo ed abbiamo i beni e diletti temporali, allora conosciamo meglio l'insufficienza ed imperfezione loro; e vedendo che non ci saziano, né ci soddisfano, né danno la contentezza che pensavamo, stimiamo poco quel che abbiamo conseguito e restiamo con sete e desiderio d'altra cosa maggiore, pensando di trovar in essa il contento che desideravamo. Ma c'inganniamo, perché lo stesso sarà dopo conseguita questa e quell'altra cosa; e nessuna cosa di questo mondo ci potrà mai saziare: ché questo è quello che disse Cristo nostro Redentore alla Samaritana: «Tutti quelli che bevono di quest'acqua, torneranno ad aver sete» (Gv4, 18). Bevi quanto tu vuoi di quest'acqua di qua, che da lì a poco tornerai subito ad aver sete. L'acqua dei gusti e diletti che dà il mondo, non può saziare né soddisfare la nostra sete; ma i beni e diletti spirituali, quando si posseggono, allora sì che si amano e si desiderano maggiormente; perché allora si conosce meglio il prezzo e la valuta loro: e quanto più perfettamente li possederemo, tanto maggior fame e sete ne avremo. Quando uno non ha provate le cose spirituali, né ha cominciato a gustarle, non è gran cosa, dice S. Gregorio, che non le desideri. «Chi infatti, dice egli, può amare e desiderare quello che non conosce», né ha provato che sapore abbia? Perciò dice l'Apostolo S. Pietro: «Se pure avete gustato come è dolce il Signore» (1Pt. 2, 3); e il Salmista: «Gustate e fate esperienza come soave sia il Signore» (Ps. 33, 8); perché subito che comincerete a gustar di Dio e delle cose spirituali, troverete in quelle tanta dolcezza e soavità, da rimanerne sempre più presi. Or questo è quello che, per bocca del Savio, dice la divina Sapienza con queste parole: Chi di me mangerà e beverà, quanto più ne mangerà, tanto ne avrà più fame, e quanto più ne beverà, tanto più ne avrà sete. Quanto più vi darete alle cose spirituali e di Dio, tanto maggior fame e sete avrete di esse. 

 2. Ma, mi dirà alcuno, come si accorda questo con quello che disse Cristo alla Samaritana: «Chi beve di quell'acqua che gli darò io, non avrà più sete in eterno?» (Gv4,13). Qui Cristo dice, che chi berrà dell'acqua che gli darà lui, non avrà più sete; e in quell'altro luogo dice lo Spirito Santo, per mezzo del Savio, che quanto più berremo della divina Sapienza, che è quanto dire delle cose spirituali, tanto più ne avremo maggior sete: come si accorda l'uno con l'altro? A questo rispondono i Santi, che quel che disse Cristo alla Samaritana, s'intende in questo modo: che chi berrà dell'acqua viva, che ivi gli promette, non avrà più sete dei diletti sensuali e mondani; perché la dolcezza delle cose spirituali e di Dio glieli farà parere insipidi. Dice S. Gregorio: «Siccome ad uno, dopo aver mangiato del miele, tutte le altre cose gli paiono insipide e amare; così subito che uno gusta di Dio e delle cose spirituali, tutte le cose del mondo gli fanno nausea e gli paiono insipide e amare» (S. GREG. loc. cit.). Ma quel che dice il Savio in quell'altro luogo, cioè quelli che di me mangiano, seguiranno ad averne fame, e quelli che di me bevono, seguiranno ad averne sete; s'intende delle stesse cose spirituali, ché quanto più uno gusterà di Dio e delle cose spirituali, tanto maggior fame e sete avrà di esse; perché conoscerà meglio quanto valgono e meglio sperimenterà la loro grande dolcezza e soavità; e così avrà di quelle maggior desiderio. In questa maniera accordano i Santi questi due luoghi. 

 3. Ma come s'accorda questo con quel che dice Cristo in S. Matteo: «Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno satollati?» (Mt 5, 6). Qui dice che quelli che avranno fame e sete della giustizia rimarranno sazi; e quel luogo del Savio dice, che quelli che mangeranno e berranno delle dolcezze della divina Sapienza ne resteranno sempre con maggior fame e sete. Queste due cose, cioè aver fame e sete ed esser satolli, come sono compatibili? Ma vi è una buona risposta. Questa è l'eccellenza dei beni spirituali, che con saziare, cagionano fame, e con soddisfare al nostro cuore e al nostro desiderio, cagionano sete; ed una sazietà congiunta con fame, ed una fame congiunta con sazietà. Questa è la meraviglia, la dignità e la grandezza di questi beni, che soddisfano e saziano il cuore, ma in modo che sempre restiamo con fame e sete di essi; e quanto più andiamo gustandone, mangiandone e bevendone, tanto più ne cresce in noi la fame e la sete. Ma questa fame non dà fastidio, anzi dà contentezza; e questa sete non dà affanno né angoscia, ma più tosto ricrea e cagiona una soddisfazione e un gusto grande nel cuore. Vero è che la perfetta e compiuta sazietà sarà nel cielo, secondo quel detto del Profeta: «Sarò satollato all'apparire della tua gloria» (Ps. 16, 15); ed altrove: «Saranno inebriati dall'opulenza della tua casa» (Ps. 35, 8). Ma anche colà nella gloria, dice S. Bernardo sopra queste parole (Sermo 94 de diversis. n. 2), in tal maniera ci sazierà lo stare vedendo Dio, che sempre ne staremo come con fame e con sete; perché non mai ci cagionerà rincrescimento né noia quella felice vista di Dio, ma sempre staremo con una nuova voglia di vederlo e goderlo, come se quello fosse il primo giorno e la prima ora. In quella guisa che S. Giovanni dice nell'Apocalisse, che vide i beati starsi alla presenza del trono e dell'Agnello con grande musica e festa, e «cantavano come un nuovo cantico» (Ap14. 3); perché sempre si rinnoverà quel cantico, e quella manna divina ci darà del continuo un gusto sì nuovo, che andremo del continuo con nuova ammirazione dicendo: «Manhu, vale a dire: che è questo?» (Es 16, 25). Or di questa maniera sono anche di qua le cose spirituali; perché sono una partecipazione di quelle celesti, che da un canto saziano, soddisfano e riempiono il cuore, e dall'altro cagionano fame e sete di se stesse: e quanto più ci diamo ad esse e più le gustiamo e godiamo, tanto maggior fame e sete ne abbiamo: ma questa stessa fame è una sazietà, e questa sete è un ristoro e una soddisfazione molto grande. Tutto questo ci ha da aiutare a far una stima tanto grande e ad apprezzar tanto le cose spirituali e ad averne desiderio tanto ardente, ed a nutrire per esse una sì sviscerata affezione, che dimenticate e sprezzate tutte le cose del mondo, diciamo con l'Apostolo S. Pietro: «Signore, buona cosa è per noi lo star qui» (Mt 17, 4). 

ALFONSO RODRIGUEZ

DELLE CAUSE DEI MALI PRESENTI E DEL TIMORE DE' MALI FUTURI E SUOI RIMEDI AVVISO AL POPOLO CRISTIANO

 


***

San Bernardino da Siena, quel singolare Apostolo dell'Italia, parlando in un suo sermone dei peccati, per cui Dio flagella i popoli, annovera tra questi la vanità, la reziosità, e la superfluità degli ornamenti, i quali, dice il Santo (Tom. 2. edit. Veneta 1745. Serm. 18. art. 2 c. 2.), dopo che si sono moltiplicati in una città, se anche scendesse un Angelo dal cielo, o se anche predicassero contro queste superflue vesti un Paolo, e Cristo, credo, che non la vincerebbero, si a motivo dell'avarizia, perchè gli uomini col disfarle, o col venderle, non ne ritrarrebbero il prezzo desiderato; si perchè troppo duro parrebbe alle femmine vane il lasciarle ; sì perchè questo è un peccato, che accieca, e che chiama sopra di se il giudizio di Dio. Onde per rimuovere il lusso, quando è moltiplicato, non si trova altro rimedio, come io stesso ho sperimentato in molte città, se non se il flagello di Dio che purghi la terra da tanta superfluità di ornamenti. Sin qui San Bernardino da Siena. Ora non è questo un passo, che si può applicare con tutta esattezza ai ricchi della Francia, e specialmente della sua capitale? Dio castiga i mercatanti per le frodi, per le usure, e pel pascolo somministrato al lusso, ed alla impudicizia. Imperocchè molto a quest'ora hanno perduto le arti nella Francia, e per la mancanza degli artefici, e per la fuga degli stessi mercatanti, e anche per l'odio, e pel disprezzo in cui sono caduti presso gli stranieri, e molto più è da credere, che perderanno in appresso. Si verifica oggimai, od è vicino ad avverrarsi sopra la capitale del regno ciò, che sta scritto nell'Apocalisse dell'empia Babilonia. E i mercadanti della terra piangeranno e gemeranno sopra di lei, perchè nessuno comprerà più le loro merci... E quelli che di tali cose faceano negozio, e sono stati da essa arricchiti, se ne staranno alla lontana per tema de suoi tormenti, piagnendo e gemendo, e diranno: ahi, ahi, la città grande che era vestita di bisso e di porpora e di cocco, ed era coperta d'oro, e di pietre preziose e di perle: come in un attimo sono state ridotte al nulla tante ricchezze (1)! - Dio castiga il popolo. Dopo che la setta filosofica, come osserva il sig. Audai nel (ivi pag. 26), avea infettato co suoi principii tutte le classi della società; dopo che il dispregio di tutte le religioni conosciute insidiava il trono stesso, ognuno può ben immaginarsi, che cosa fosse divenuto il volgo. Egli era un popolo attaccato da tutti i vizii della viltà, e della corruzione, e dallo scandalo di una dissolutezza di costumi e d'i dee senza esempio: un popolo, che già si allontanava dai tempii, dove entrava colla più profonda indifferenza pel loro culto, e per la sua fede. Che maraviglia adunque, se questo popolo è precipitato nella rete da se medesimo? Inebbriato dalle false lusinghe di una dannosa libertà, abbandonandosi in un momento a tutti i vizii, dopo aver divorate le sostanze degli altri, è vicino a divorare se stesso. Quale disavventura pel popolo francese, diceva il vescovo di is(Testimon. della Chies. di Fran cia ec. edit. Venet. 1791. tom. 2. pag. 25), se fosse destinato a precipitare da se medesimo nell'abisso, che si nasconde ai suoi occhi, e che si scava da lungo tempo sotto i suoi piedi! A me pare, che questa disavventura sia già cominciata, e vada in fretta a compirsi.

Ecco, dice Isaia, ecco il Signore, che toglie da Gerusalemme, e da Giuda i potenti difensori, ed ogni più necessario sostentamento (1). E il popolo andrà con impeto l'un contro l'altro, e ciascuno contro il suo prossimo: s'alzerà il fanciullo con tumulto contro il vecchio, e l'ignobile contro il no bile (2). Va in rovina Gerusalemme, e Giuda precipita, perchè provocarono gli occhi della maestà di Dio col loro parlare, e colle loro invenzioni (5). L'impudenza del loro volto gli ha condannati; e pubblicarono, e non nascosero il lor peccato, come altrettanti sodomiti. Miseri loro, perchè han riscevuto male per male (1). Il mio popolo fu spogliato da suoi esattori, e signoreggiato dalle femmine. O popol mio, coloro che ti chiaman beato, t'ingannano, e pervertono i tuoi passi (2). - Ma insieme per mezzo di questo popolo Dio castiga i suoi medesimi seduttori. Che ignominia sarà per i filosofi, quando si leggerà nelle storie, che questa schiatta illusa, la quale annunziava da per tutto la pace, e avea sempre sulle labbra, come un favo di mele, l'umanità, in pochi mesi ha fatto del regno più fiorito e più potente uno scheletro scarnato, esangue, e mal stabile sui proprii piedi? Intanto essi medesimi si sono veduti, e si vedono tuttodi perseguitati da quel popolo, di cui si chiamavano i benefattori, vicini a dissetare col proprio sangue l' arsura di quelle tigri, a cui essi hanno sciolte con tanta fretta le catene. Simili a quegli antichi filosofi, che conoscendo Iddio non gli resero la gloria a lui dovuta, hanno ricevuta la stessa pena, e gli ha Dio abbandonati alle ignominose loro passioni. Per la qual cosa abbandono gli Iddio ai desiderii del loro cuore.... riportando in se stessi la condegna mercede del proprio errore (1). E siccome non mostrarono di conoscere Iddio, cosi gli ha Dio dati in mano al loro reprobo senso, lasciandoli correre per tutte le strade dell'iniquità. E siccome non si curarono di riconoscer Dio: abbandono gli Iddio a un reprobo senso, onde facciano cose non convenienti, ricolmi di ogni iniquità, di malizia, di fornicazione, di avarizia, di malvagità, pieni d'invidia, di omicidio, di discordia, di frode, di malignità, susurroni, dettrattori, nemici di Dio, oltraggiatori, superbi, millantatori, inventori di male cose... stolti, disordinati, senza amore, senza legge, senza compassione (2).

***

DEL CONTE CANONICO ALFONSO MUZZARELLI

SENTO I GEMITI DELLO SPIRITO SANTO NEI SACRAMENTI


“Figlia mia, le Tre Divine Persone siamo inseparabili e distinte, così vogliamo manifestare alle umane generazioni le Nostre Opere verso di loro, ché, mentre siamo uniti tra Noi, Ognuno di Noi vuole manifestare distintamente il Suo Amore e la Sua Opera verso le creature”. (Cfr. Vol. 17 - 17.5.1925)

Luisa Piccarreta

Amate Gesù e la croce e avrete la salvezza.

 


Trevignano Romano 27 febbraio 2021


Cari figli, grazie per aver risposto alla mia chiamata nel vostro cuore. Figli Benedetti, sono tante le mie lacrime versate per coloro che ancora non mi ascoltano, che non vivono i messaggi, che da anni vi accompagnano per far sì che la vostra vita possa cambiare e il vostro cuore possa aprirsi alla grazia. Figli miei, in questo momento il mondo è sotto il dominio del male che ormai ha smesso di nascondersi e che apertamente vi vuole sudditi, è finita la democrazia ed è emersa la dittatura. Figli miei, vi chiedo di essere fermi nella fede, altrimenti rischiate di perdere tutto il cammino che avete intrapreso fino ad oggi, amate Gesù e la croce e avrete la salvezza. Figli miei, questo è un momento di grandi prove e di purificazione, vi chiedo di non essere assopiti, ma vegliate, pregate figli, pregate tanto e abbiate nonostante tutto la gioia nel cuore e la pace, questa è la fede. Vi amo tutti perché siete tutti i miei figli. Ora vi lascio con la mia benedizione materna nel nome del Padre, del figlio e dello Spirito Santo, Amen
.


 

SANTO MATRIMONIO - Bayside

 


"IL DONO DEL SACRAMENTO è al tempo stesso una vocazione ed un comandamento per gli sposi cristiani, affinchè restino fedeli l'uno all'altro per sempre, al di là di ogni prova e difficoltà, in generosa obbedienza alla santa volontà del Signore: "Ciò che dunque Dio ha unito, nessuno lo separi"". - Familiaris Consortio, Papa Giovanni Paolo II, 22 novembre 1981


JOINED

"L'atto del matrimonio benedetto dal Padre non deve essere sciolto per soddisfare l'uomo nella sua natura carnale e la perdita della conoscenza di Dio. Ciò che Dio ha unito, l'uomo non lo separi". - Nostra Signora, 28 dicembre 1974

DESPICABILE

"Il Padre Eterno ha dato all'umanità un insieme di regole, e nella disciplina esse devono essere rispettate. Mi conviene dire che il Mio cuore è straziato dalle azioni, le azioni spregevoli, del Mio clero. Io unisco, come vostro Dio, l'uomo e la donna nel santo stato del matrimonio. E ciò che ho unito, nessun uomo deve separare. E cosa vedo se non case rotte, matrimoni sciolti per annullamento! Questo ha scandalizzato la vostra nazione e sta scandalizzando il mondo. Guai ai maestri e ai capi che scandalizzano le pecore!". - Gesù, 3 maggio 1978

PROPAGAZIONE

"L'atto dell'unione della carne è stato creato come mezzo per la propagazione della vita sulla vostra terra. Abbiamo visto il disonore di questo sacro rituale del vostro Dio. Voi fornicate come animali, e quando peccate non vi alzate per accettare i frutti della vostra volgarità. 

    "L'unione della carne produrrà come il Padre ha ritenuto. Se la userete in modo contrario alle leggi del vostro Dio, raccoglierete ciò che avete

seminato". - Nostra Signora, 10 maggio 1972

HUMANAE VITAE*

"L'enciclica di Papa Paolo sul controllo delle nascite è vera e deve essere seguita dall'umanità. Non ci deve essere nessuna razionalizzazione del peccato. Non ci saranno scuse per l'assassinio dei nascituri. Il peccato è diventato uno stile di vita tra gli uomini, ma il cielo non perdona l'omicidio. Il Cielo non può perdonare il peccato, anche se il Padre Eterno nella Sua misericordia è molto misericordioso, soffre a lungo e perdona". - Nostra Signora, 2 ottobre 1976

*La lettera enciclica Humanae Vitae [Della vita umana] di Papa Paolo VI, che proibisce principalmente l'uso di contraccettivi artificiali nella regolazione delle nascite, sotto pena di peccato mortale. Fu emesso nel 1968 in mezzo a una grande controversia generata da teologi dissidenti e altri, che chiedevano a gran voce un'inversione di questa dottrina senza tempo. Questa ricerca senza Dio ha subito un duro colpo quando il nostro Santo Padre, parlando come il supremo maestro della Chiesa, ha articolato delicatamente ma fermamente l'insegnamento costante della Chiesa. Vi raccomandiamo di leggere e studiare questa epocale lettera enciclica, Humanae Vitae.

FORZA

"La forza per le anime si troverà nella cerchia familiare". - Nostra Signora, 31 dicembre 1972

ANNULLAMENTI

"Le famiglie si stanno disintegrando. Devo dirvi ora, figli miei, che la famiglia deve essere riportata allo stato santo per cui è stata costruita. Non approveremo né accetteremo mai il matrimonio e la convivenza senza matrimonio. Non accetteremo gli annullamenti che vengono dati ora a tanti senza giusta causa". - Nostra Signora, 27 settembre 1986

LEGGE COMUNE

"O figlia mia e figli miei, mai abbiamo visto dall'inizio dei tempi un mondo in un tale caos. E inoltre, non parlerò con parole che spaventano il tuo cuore, figlia mia, ma voglio che si sappia che questo nuovo ruolo moderno di ciò che chiamano "matrimonio senza matrimonio" - che significa vivere come "legge comune", capisco - i Miei figli non saranno tollerati in Paradiso. Non è mai stato il piano del Padre Eterno che l'uomo e la donna vivano come animali.

    "La fornicazione non sarà mai accettata. Non ci sono scuse per la fornicazione. Se non potete rimanere celibi, meglio allora che vi sposiate. È meglio, figlia mia e figli miei, essere sposati che bruciare all'inferno. 

    "Chiedo anche che tutti i Miei figli del mondo ripassino i Dieci Comandamenti". - Nostra Signora, 1 novembre 1985

NUVOLA NERA

"Figli miei, quando Mio Figlio tornerà sulla vostra terra, troverà anche solo un barlume di fede nel cuore degli uomini? Ai tempi di Sodoma, anche gli uomini si abbandonavano a tutti i piaceri della carne: mangiare, bere, sposarsi, dare in sposa. Ogni sorta di lussuria peccaminosa veniva commessa. Gli uomini si vergognavano con gli uomini, le donne mettevano da parte il loro ruolo di maternità e desideravano le donne. Come ai tempi di Sodoma, così ora c'è questa nuvola nera sull'America". - Nostra Signora, 14 luglio 1979

SACRALITÀ

"La sacralità del matrimonio e della vita matrimoniale dell'uomo e della donna non deve essere distrutta dalla sensualità svilita. È una consumazione privata tra l'uomo e la donna e la famiglia. Non è oggetto di risate derisorie e di scherzi sprezzanti, figli miei. 

    "Le vostre azioni sono osservate dal Padre Eterno che guarda nel vostro cuore. Pensieri puri, mente pura, spirito puro: ciò che entra nel cuore uscirà". - Nostra Signora, 21 agosto 1975

FAMIGLIA

"Pregate costantemente il vostro Rosario, i vostri grani di preghiera al Cielo. Rimanete uniti nella vostra vita familiare. L'istituzione del vostro paese - il grande fondamento è basato sulla vita familiare. Distruggete la famiglia e distruggete il vostro paese". - Nostra Signora, 18 giugno 1980

DISINTEGRAZIONE

"Figli miei, se solo poteste recuperare la pace e la tranquillità di spirito che una volta era molto evidente nelle vostre case e che ora è stata sostituita da ogni sorta di creazioni di Satana, creazioni che distraggono le menti degli innocenti....

    "I genitori di molti sono caduti nell'errore di nutrire il corpo e affamare le giovani anime. Queste anime, agli occhi del Padre Eterno, sono giovani fiori che devono essere nutriti con acque pure di verità, di scopo, di dedizione alla strada - metteteli sulla strada che porterà al Regno eterno di Dio vostro Padre in cielo." - Nostra Signora, 24 luglio 1976

FARE ONORE

"Famiglie, portate onore nelle vostre case. Padri, siate un padre; disciplinate i vostri figli. Madri, non scartate il vostro ruolo di madre. Perché avete cercato di stare al fianco di vostro marito senza essere sottomesse a lui? Avete perso il vostro onore. L'esempio che date ai vostri figli non può condurli da nessuna parte se non nell'oscurità. Un albero forte porterà buoni frutti. Un albero che è nutrito con acque impure non crescerà fino alla maturità, ma morirà e appassirà sulla vite". - San Giuseppe, 18 marzo 1974

MEZZI ARTIFICIALI

"L'uomo non deve cercare di creare la vita con mezzi artificiali, perché voi distruggete la natura stessa della vostra umanità. E riceverete per tali azioni un giusto castigo, nel castigo dell'Eterno Padre". - Nostra Signora, 6 ottobre 1979

PREGHIERA

"Siamo abbastanza soddisfatti delle parole che lo Spirito ha inviato all'uomo: la famiglia che prega insieme rimarrà unita, figlia mia. Non è mai stato coniato un messaggio più vero. La famiglia che prega insieme rimarrà insieme". - Nostra Signora, 18 giugno 1974

PERMANENTE FINO ALLA MORTE

Veronica - Gesù vuole che tu sappia che molti matrimoni non sono approvati dal Cielo. L'esempio all'interno delle case ha condotto molti figli sulla strada dell'inferno. Non ci sarà razionalizzazione dell'adulterio, non ci sarà razionalizzazione della rottura della casa nel divorzio. I matrimoni, consumati e benedetti da Dio Padre, non saranno sciolti dai capricci dell'uomo.

    Sappiate ora che Satana governa nel vostro mondo per un breve periodo. Egli ha il potere di mettere il marito contro la sua sposa e la moglie contro il marito. Sappiate ora che non si può sfuggire alle fiamme dell'inferno se si scioglie un matrimonio benedetto da Dio Padre. È permanente, e agli occhi di Dio, permanente fino alla morte. - 2 ottobre 1973

Scrittura: I miei modi sono ingiusti?

 


Nella prima lettura della Messa di oggi, Nostro Signore afferma:

Tu dici: "La via del Signore non è giusta!" Ascolta ora, casa d'Israele: è la mia via che è ingiusta, o piuttosto, le tue non sono ingiuste? Quando un virtuoso si allontana dalla virtù per commettere iniquità e muore, è a causa dell'iniquità che ha commesso che deve morire. Ma se il malvagio, allontanandosi dalla malvagità che ha commesso, fa ciò che è giusto e giusto, conserverà la sua vita; poiché si è allontanato da tutti i peccati che ha commesso, vivrà sicuramente, non morirà. (Ezekiel 18: 25)

Molti modernisti oggi attribuiscono queste parole di giustizia al "Dio dell'Antico Testamento" ", una divinità vendicativa e spietata che infligge la morte ad ogni turno. Il “Dio del Nuovo Testamento”, invece, è quello della misericordia, della tolleranza e dell'amore che abbraccia inequivocabilmente tutti i peccatori; non ci si aspetta nulla da loro in cambio se non avere "fede" nell'amore di Dio. 

Niente potrebbe essere più lontano dalla verità, ovviamente. Questa è l'eresia dell '"universalismo", la convinzione che tutti saranno salvati. Il Dio dell'intera Bibbia è Uno e lo stesso che "è amore".[1] Il fatto è che le prime parole predicate da Gesù furono "Pentirsi e credi alla buona notizia. "[2]

Nel suo nuovo libro, il dottor Ralph Martin spiega l'attuale crisi di verità nella Chiesa:

Se dovessi descrivere quanti dei nostri compagni cattolici vedono il mondo oggi, lo descriverei in questo modo: “Ampia e ampia è la via che conduce al paradiso, e quasi tutti stanno andando da quella parte; stretta è la porta che conduce all'inferno, difficile è il sentiero e pochi sono quelli che viaggiano in quel modo. " Questo ... è l'esatto opposto di ciò che Gesù stesso dice sulla situazione della razza umana come la vede. La situazione predefinita della razza umana è perduta, non salvata, e gli avvertimenti di Gesù al riguardo devono essere ricevuti con la massima attenzione. -Una chiesa in crisi: percorsi futuri, p. 67, Emmaus Road Publishing

Tra le tante vittime del politicamente corretto oggi ci sono i termini "giustizia", ​​"inferno" o "castigo". Per decenni, le case di ritiro cattoliche sono state il focolaio del New Age e dei programmi femministi radicali che hanno ricevuto un pass gratuito da molti nella gerarchia. Ma il vero problema sono laici o sacerdoti che affrontano la verità sul peccato, la dannazione eterna, la riparazione, le conseguenze, ecc. Sì, il cuore del Vangelo è davvero l'incredibile amore e misericordia di Dio ... ma anche quel brano della Parola termina con un avvertimento:

Perché Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo unico Figlio, affinché chiunque crede in lui non muoia, ma possa avere la vita eterna. Perché Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma affinché il mondo potesse essere salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non sarà condannato, ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. (John 3: 16-18)

Ma poi si ottiene veramente politicamente scorretto:

Chi crede nel Figlio ha la vita eterna, ma chi disobbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio rimane su di lui. (John 3: 36)

Condannato? Ira? Veramente? Sì davvero. Ma come sentiamo in quel Vangelo e nella prima lettura di oggi, Dio è arrivato al punto di dare la Sua stessa vita in modo che i peccatori non solo sarebbero stati salvati, ma anche guariti dagli effetti distruttivi del peccato. 

"Traggo davvero piacere dalla morte dei malvagi?" dice il Signore Dio. "Non mi rallegro piuttosto quando si allontana dalla sua via malvagia per poter vivere?" (Ezekiel 18: 23)

Oggi, il nostro mondo sta rapidamente cancellando i confini tra il bene e il male, il giusto e lo sbagliato, la verità e la menzogna; tra animali e uomo, tra maschio e femmina, tra vivere e morire. Quindi, i tempi a lungo predetti nella Sacra Scrittura sono ora su di noi quando la mano di Dio è costretta a purificare il mondo, secondo i veggenti di tutto il mondo. Nel 1975, riunito in Piazza San Pietro con Papa Paolo VI, il dottor Ralph Martin pronunciò una profezia, che è forse la migliore sintesi di Nostro Signore su ciò che è qui e in arrivo:

Perché ti amo, voglio mostrarti cosa sto facendo nel mondo oggi. Voglio prepararti per quello che verrà. Giorni di oscurità stanno arrivando nel mondo, giorni di tribolazione ... Gli edifici che sono ora in piedi non saranno in piedi. I supporti che sono lì per il Mio popolo ora non ci saranno. Voglio che siate preparati, popolo Mio, a conoscere solo Me, a restare attaccati a Me e ad avermi in un modo più profondo che mai. Ti condurrò nel deserto ... ti spoglierò di tutto ciò da cui dipendi ora, quindi dipendi solo da Me. Un tempo di oscurità sta arrivando nel mondo, ma un tempo di gloria sta arrivando per la Mia Chiesa, un tempo di gloria sta arrivando per il Mio popolo. Verserò su di voi tutti i doni del mio Spirito. Ti preparerò per il combattimento spirituale; Ti preparerò per un tempo di evangelizzazione che il mondo non ha mai visto…. E quando non hai nient'altro che Me, avrai tutto: terra, campi, case, fratelli e sorelle e amore, gioia e pace più che mai. Sii pronto, popolo mio, voglio prepararti ... —Pentecoste Monday, 1975, Rome, Italy

Una parola simile è arrivata a p. Michael Scanlan un anno dopo (vedi qui). Tuttavia, questi sono solo echi di ciò che Gesù disse alla Serva di Dio Luisa Piccarreta diversi decenni prima:

Figlia mia, la terra non è ancora purgata; i popoli sono ancora induriti. E poi, se il flagello cesserà, chi salverà i sacerdoti? Chi li convertirà? La veste che per molti di loro copre le loro vite è così deplorevole, che anche i laici sono disgustati ad avvicinarli ... In molti punti [sulla terra] diranno: "Qui c'era una città del genere, qui tali edifici". Alcuni punti scompariranno completamente. C'è poco tempo. L'uomo è arrivato al punto di costringermi a castigarlo. Voleva quasi sfidarmi, incitarmi, e io rimasi paziente, ma tutti i tempi vengono. Non volevano conoscermi attraverso l'amore e la misericordia, mi conosceranno attraverso la giustizia. —4 novembre 21st, 1915; Libro del cielo, Vol 11

Ma anche questo è amore, sebbene sia "amore duro". UN Grande agitazione della Chiesa e del mondo è necessario, non perché Dio debba sfogarsi come un tiranno esasperato, ma per salvare il maggior numero di anime. Quindi la giustizia è amore, la giustizia è anche misericordia.

Mentre i paesi continuano ad espandere le leggi sull'aborto, ridefinire la natura umana e sperimentare con il nostro stesso DNA ... sembra che, collettivamente, l'umanità non riconoscerà più Dio in nessun altro modo. Sono davvero i nostri modi che sono ingiusti.

 Mark Mallett

sabato 27 febbraio 2021

Quel “Diario della peste” parla di noi

 


di Aldo Maria Valli

In fuga, con i suoi figli, accusato di omicidio, abusi e altre nefandezze. Solo per aver pensato e scritto che il Nuovo Ordine Mondiale e il pensiero unico imposto dall’ideologia del politicamente corretto stanno imprigionando tutti, rendendoci schiavi della più feroce delle dittature: quella che si impone sotto forma di paternalismo, tanto che i prigionieri sono indotti a ringraziare e perfino ad amare i carcerieri.

Se nel 1999, quando fu scritto, Plague Journal poteva sembrare fortemente distopico, oggi fotografa una realtà sempre più evidente. E così la traduzione italiana del romanzo di Michael D. O’Brien, Il diario della peste, opportunamente proposta dalla casa editrice Fede & Cultura, più che una tragica profezia appare come una cronaca.

Qualcuno potrebbe obiettare: ma noi non abbiamo, non ancora, aerei ed elicotteri della polizia che pattugliano i cieli alla ricerca del “diversamente pensante”. Sì, ma non so se ricordate, durante il primo lockdown da coronavirus, l’elicottero della Guardia di finanza che inseguiva (e il tutto in diretta televisiva) un uomo sorpreso a correre, in totale solitudine, sulla spiaggia deserta. Ecco, l’immagine di quel solitario cittadino, inseguito e messo sotto tiro dalle telecamere perché “reo” di essere uscito di casa per una corsetta, sotto molti aspetti si sovrappone a quella del protagonista del romanzo di O’Brien. La differenza è che nel romanzo i velivoli da ricognizione sparano, ma sappiamo che anche le pallottole mediatiche possono fare molto male.

Protagonista del diario di O’Brien è un giornalista canadese che attraverso il suo modesto giornale di provincia conduce la sua coraggiosa battaglia contro il pensiero unico, e per questo motivo diventa un reprobo, un pericoloso provocatore da screditare ed eliminare. La sua “colpa”? Molto semplice: credere nella famiglia tradizionale, dire no ad aborto ed eutanasia, sostenere che la verità esiste, che non è vero che l’unica verità è il relativismo, distinguere tra bene e male in senso oggettivo e rifiutare di dire che è bene ciò che oggettivamente male e viceversa.

Nathaniel Delaney, il giornalista controcorrente, in questa sua battaglia avrà come alleata una famiglia di poveri profughi vietnamiti, che gli daranno rifugio nella loro improbabile casa-imbarcazione sulle rive di un lago ghiacciato. Famiglia cattolica, come cattolico è Delaney. Il che prefigura quella Chiesa delle catacombe di cui ogni tanto parliamo, immaginando quale potrebbe essere il destino di noi tutti cattolici non intenzionati a cedere alla dittatura globalista.

Quando i macchinari del giornale, The Eco, vengono distrutti in un attentato, e contro il direttore parte la campagna denigratoria, a Nathaniel (che gli amici vietnamiti chiamano Natano) non resta che la fuga tra le nevi della sua regione. Con lui, i due figli Tyler e Zöe e un figlio adolescente che la famiglia Thu, con estrema generosità, mette a disposizione dei fuggitivi.

Il romanzo di O’Brien fornisce una serie infinita di spunti di riflessione su quanto stiamo vivendo oggi. Commovente la fede della povera e religiosissima famiglia vietnamita, decisivo il ruolo dei nonni, presenze benefiche che assicurano il legame con la tradizione. Duro e disperato il confronto tra Nathaniel e il padre, uomo che si è totalmente arreso all’ideologia dominante e non solo non riesce a vederne i pericoli ma ritiene che tale ideologia abbia dato vita al miglior mondo possibile.

Il Canada raccontato da O’Brien è un paese di anime morte, la cui identità interiore è stata sovvertita. “Laggiù ti uccidono, ma qui ti uccidono il cuore. Siete già morti, siete un popolo morto” dice un profugo dall’ex Unione Sovietica. Parole che descrivono non solo la realtà immaginaria disegnata nel libro ma, ormai, anche la nostra realtà. E il fatto che siamo morti come si può verificare? Dall’assenza, dice O’Brien attraverso Nathaniel, di quattro elementi: arte, letteratura, preghiera e amore.

Non è un caso che l’aiuto, per i fuggitivi, oltre che dalla famiglia di cattolici vietnamiti arriverà da un nonno di sangue indiano e da un misterioso prete cattolico che ancora si veste da prete. Recidere le radici è ciò che la dittatura vuole fare perché soltanto così può imporre la propria realtà ideologica e sostituirla alla realtà effettuale, soltanto così può chiamare bene ciò che è male e male ciò che è bene.

Resi sordi e ciechi da una propaganda incessante spacciata come libera informazione, gli abitanti di questo Canada ricco ma privo di anima sono istruiti, perfino colti, ma sono stati spogliati della loro umanità. E chi osa dirlo è messo alla gogna, perché la dittatura soffice, che fa della tolleranza la sua bandiera, non può tollerare chi, con l’innocenza del bambino proclama apertis verbis che il re è nudo e anche cattivo.

Mentre si legge il romanzo viene in mente La democrazia in America di Tocqueville, con la descrizione di un apparato statale che tiene i cittadini in una condizione di perenne infanzia, così da evitare loro la fatica di pensare. Viene in mente anche il Discorso sulla servitù volontaria di Étienne de La Boétie, specie là dove il pensatore francese scrive: “È il popolo che si assoggetta, che si taglia la gola e potendo scegliere fra l’essere servo e l’essere libero, lascia la libertà e prende il giogo; che acconsente al suo male, o piuttosto lo persegue”. E non si può non pensare a Brave New World di Aldous Huxley, quel Mondo nuovo nel quale lo Stato totalitario non ha bisogno della forza dei manganelli, perché ha formato una popolazione di schiavi che amano la loro schiavitù.

Papà premuroso e amorevole, Nathaniel (che è stato lasciato dalla moglie, donna incapace di aprire gli occhi e di sopportare il peso di una vita da non allineati, perché “totalmente imbevuta di ogni percezione distorta che il nostro secolo sia stato in grado di produrre”) racconta ai suoi bambini fiabe sui draghi, spiegando che i draghi sono il male e non bisogna credere a chi dice che, in nome dell’inclusività, anche i draghi hanno i loro diritti. Il male esiste. Il male va riconosciuto e combattuto con coraggio. Perché esiste la verità.

Non diremo come finisce il romanzo. Diremo solo che Nathaniel, durante la fuga, porta nello zaino la croce celtica appartenuta al nonno di origini irlandesi. E chiudiamo con le parole che il misterioso prete cattolico rivolge al fuggitivo: “Non aver paura. Non sarai solo”.

Vi darò pastori secondo il mio cuore, che vi guideranno con scienza e intelligenza.

 


LIBRO DEL PROFETA GEREMIA

Ecco un’altra solenne promessa del Signore. Se essi si convertiranno, non saranno più pecore senza pastori, abbandonate a se stesse.

Vi darò pastori secondo il mio cuore, che vi guideranno con scienza e intelligenza. Ogni pastore è un dono di Dio. Questa volta sarà un dono speciale.

Non darà il Signore pastori e basta. Darà loro pastori secondo il suo cuore, che guideranno Israele con scienza e intelligenza. Saranno pastori saggi, sapienti.

Sarano pastori che lo guideranno nella Legge del Signore, nella sua alleanza, terranno lontano Israele da ogni idolatria. È questa la sapienza che occorre.

In questa promessa il Signore non pensa ad una conversione effimera del suo popolo, vuole invece stabilire con esso una relazione stabile e duratura.

Nessuna relazione stabile, duratura, permanente, efficace tra Dio e il suo popolo senza pastori che guidino il gregge con scienza e intelligenza.

Sono scienza e intelligenza dello Spirito Santo. Il Messia del Signore lo Spirito di Dio si posa nella pienezza di se stesso e dei suoi doni.

Senza veri pastori, sempre il popolo si abbandonerà all’idolatria, alla superstizione, all’adorazione di nullità, si consegnerà all’immoralità.

MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI

LA FIAMMA D’AMORE DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

 


DIARIO SPIRITUALE DI ELISABETTA SZANTÓ 1961-1981 


3 giugno 1962 

In quest'alba, appena terminata anche la seconda ora di veglia, il Redentore si è rivolto a me pregando: "Figliola mia, soffri con Me! Senti con Me le mie pene! Lenisci il mio dolore!" E davanti ai miei occhi spirituali ha messo una visione tale che credevo che il mio cuore scoppiasse. L'orribile visione non mi ha procurato solo dolore, ma per qualche minuto, anche un vero e proprio soffocamento. 

4 giugno 1962 

Si svolgeva l'adorazione delle quaranta ore. Fin dal pomeriggio mi sono recata al Santuario di Mariaremete per prepararmi all'adorazione notturna. 

La devozione della grande folla ha avuto buon effetto su di me; un'ora di permanenza lì e la mia anima ha trovato un po' di tregua dopo lo smarrimento della mattina. Gioivo nel mio intimo perché la folla, con devoto raccoglimento, adorava, ma il Signore Gesù ha detto: "Mi desta pietà il gruppo dei fedeli!" Infatti alla preghiera della mezzanotte eravamo circa duecento, due ore dopo la mezzanotte, continuava ancora la veglia al Santissimo; ma poco dopo il tempo è trascorso solo con la lotta contro il sonno. Intanto anch'io sono uscita all'aria aperta per scuotermi dalla sonnolenza. Ritornata, ho notato che erano sveglie soltanto poche persone ed io stessa non riuscivo a vincere il sonno che pesava su di me. Ho pregato il dolce Redentore di accettare la mia lotta come adorazione per Lui, anche per conto di coloro i quali avevano dimenticato di chiedere scusa. 

Il sorgere della “Linea del Partito” su Fatima

 


La Battaglia  Finale del Diavolo


Il Messaggio di Fatima contro la Linea del Partito

Ma la questione della consacrazione della Russia non sarebbe stata  liquidata così facilmente, perché fu ovvio a tutti che tra il 1984 ed il  2000 la Russia non aveva certo ricevuto la conversione religiosa che la  Vergine aveva promesso, come frutto di una corretta consacrazione al  Suo Cuore Immacolato. Anzi, al contrario, malgrado alcuni cambiamenti  in ambito politico, le condizioni morali, spirituali e materiali in cui versa  la Russia sono andate solo peggiorando fino ai giorni nostri (2009). Come dimostriamo senza ombra di dubbi nel Capitolo 16, la  Russia non si è convertita in nessun senso pertinente a quella parola:  né religiosamente, né moralmente, né politicamente e neanche  economicamente, né tantomeno nel senso inteso dalla Beata Vergine,  che prevede necessariamente la riunificazione dei fedeli Russi con  Roma, grazie alla loro totale adesione alla Fede Cattolica. La Russia dei  nostri giorni continua ad avere il più alto tasso pro capite di aborti al  mondo (solo la Cina supera la Russia nel numero degli aborti globali);  l’alcolismo e la pornografia infantile sono diffusissimi e la condotta omosessuale è stata “legalizzata.” L’appartenenza nominale di molti  Russi alla religione Ortodossa non ha alcun senso, perché pochissimi di  loro vanno a Messa; l’occultismo ed il satanismo sono sempre più diffusi  e non v’è certo una rinascita morale tra la popolazione nominalmente  Ortodossa; al contrario essa è in costante declino, alimentato tra l’altro  da una cultura popolare degenerata, che impazzisce per i “reality show”  dal contenuto sessualmente esplicito. La Chiesa Cattolica rimane una  piccola minoranza, che soffre di continue persecuzioni sotto forma  di forti restrizioni legali, orchestrate da Vladimir Putin, il quale ha  messo su e continua a controllare una dittatura neo-Stalinista dalla  sua poltrona in Cremlino, per mezzo della sua marionetta Medveded,  nominalmente presidente della nazione. La recente alleanza militare  con la Cina e lo sviluppo di nuove armi nucleari delineano una nazione  che si sta preparando per fare la guerra e per dominare la regione (e  forse anche il mondo) ma di certo non per cercare la pace. La recente  crisi economica mondiale ha smascherato inoltre la vera natura della  cosiddetta “esplosione capitalistica” in Russia: si tratta in realtà di pochi  oligarchi ricchissimi che dominano un’economia che rimane da Terzo  Mondo in tutti gli altri settori, nei suoi indici statistici e, in concreto, per  la maggioranza della popolazione.

È chiaro che, a 25 anni di distanza dalla consacrazione del 1984,  quella cerimonia non ha certo ottenuto ciò che aveva promesso  la Madonna di Fatima, perché la cerimonia non fu quella che era  stata richiesta. Ciò che aveva richiesto la Madonna, cioè la specifica  consacrazione della Russia per nome, affinché il mondo apprendesse  che la conversione miracolosa della Russia era stata ottenuta per  mezzo dell’intercessione del Suo Cuore Immacolato, era assolutamente  inaccettabile per i custodi dell’Adattamento Sergiano della Chiesa al  “mondo moderno”. Per questo motivo, dal loro punto di vista, bisognava  agire, e subito, nei confronti di Fatima. 

In particolare, bisognava intervenire contro un sacerdote Canadese  di nome Nicholas Gruner, il cui apostolato di Fatima era divenuto  una cassa di risonanza per milioni di fedeli Cattolici, convinti che la  Consacrazione della Russia fosse stata impedita dai piani di alcuni  funzionari del Vaticano. Semplicemente, Fatima ed il “sacerdote di  Fatima” dovevano essere fatti sparire, una volta per tutte. 

Questo processo ebbe avuto inizio nel 1988 quando, come ci  racconta Frère Frànçois: “Giunse un ordine dal Vaticano indirizzato  alle autorità di Fatima, a Suor Lucia, a vari ecclesiastici, tra cui Padre  Messias Coelho ed un sacerdote Francese [evidentemente Padre Pierre  Caillon] molto devoto alla Madonna; quest’ordine ingiungeva a tutti  di cessare di disturbare il Papa riguardo alla Consacrazione della  Russia”. Padre Caillon, assai devoto di Fatima, confermò l’esistenza di  quest’ordine: “Venne un ordine da Roma che obbligò tutti a pensare: ‘la  consacrazione è stata fatta. Il Papa ha fatto tutto quello che poteva, il Cielo si è degnato di accettare il suo gesto’”.234 Intorno a quel periodo  (’88-’89) molti Apostolati di Fatima, che avevano fino ad allora affermato  che la consacrazione della Russia non era stata compiuta, mutarono  radicalmente opinione e dichiararono che la consacrazione del 1984  aveva soddisfatto le richieste del Cielo. Sfortunatamente, anche  Padre Caillon cambiò presto opinione e cominciò ad affermare che la  consacrazione del 1984 aveva soddisfatto le richieste della Vergine.

Fu durante questo periodo che cominciarono a circolare alcune  lettere scritte al computer ed attribuite a Suor Lucia. Una di queste,  assolutamente senza credibilità, è quella datata 8 novembre 1989,  indirizzata ad un certo signor Noelker, che contiene l’affermazione,  apparentemente di “Suor Lucia”, secondo la quale Papa Paolo VI avrebbe  consacrato il mondo al Cuore Immacolato durante la sue breve visita  a Fatima, nel 1967 – una consacrazione che non è mai avvenuta, come  Suor Lucia sapeva benissimo, dato che fu testimone dell’intera visita.235 Emerse così una Linea del Partito sul Messaggio di Fatima. Ma  cosa intendiamo esattamente con “Linea del Partito”? Lenin disse  una volta che “La menzogna è sacra e l’inganno sarà la nostra arma  principale”. Non deve quindi stupire il fatto che la Pravda, quando era  ancora l’organo ufficiale del Partito Comunista Sovietico, pubblicasse  una quantità enorme di menzogne, malgrado la stessa parola Pravda significhi “verità”, in Russo. Un giornale il cui nome è “verità” pubblicava  continuamente menzogne, proprio a causa di quell’affermazione di  Lenin: “La menzogna è sacra e l’inganno sarà la nostra arma principale”. Ora, un bugiardo non riuscirà mai a convincere nessuno con le sue  bugie se porta chiaramente su di se la scritta “Bugiardo!”, perché neanche  un pazzo gli crederebbe mai. Per riuscire a convincere la gente che le  sue menzogne sono vere, il concetto stesso di verità deve essere ridefinito.  Ecco cosa intendeva Lenin con la sua frase “La menzogna è sacra ...” La  menzogna diventa “verità” e viene pedissequamente considerata come  tale. Come dicono le Sacre Scritture, nella maledizione contenuta nel  libro di Isaia: “Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene:  che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre”. [Isaia 5:20] Le  tenebre della menzogna vengono spacciate per la luce della verità, ed è  questo uno degli errori principali della Russia.

Poiché secondo Lenin “la menzogna è verità”, egli dovette  sviluppare una politica comune di “menzogne ufficiali” per tutti i suoi  seguaci e agenti. Con quella frase, Lenin insegnava loro che qualsiasi  bugia che porti il Comunismo un passo più in avanti verso il suo trionfo,  questa dovrà essere fatta propria dai suoi seguaci, perché possano  rimanere “saldi” nei loro “principi”. Ma questa politica non avrebbe potuto funzionare se l’agente Comunista #1 avesse detto una bugia  contraddetta da un’altra, pronunciata invece dall’agente Comunista  #2. Il Partito Comunista doveva quindi ideare una bugia comune sia  per l’agente #1 che per il #2. Questa menzogna comune ed ufficiale  divenne nota come “Linea del Partito.”

Questo trucco di trasformare la menzogna in “verità” non ha avuto  certo origine in Russia, o grazie ai Comunisti, bensì col demonio, che è il  padre delle menzogne. San Paolo parlò del diavolo che si traveste come  un angelo della luce. Si riferiva specificamente al Vangelo di Nostro  Signore Gesù Cristo: “Orbene se anche noi stessi od un angelo dal Cielo  vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato,  sia anatema!” [Gal. 1:8] È il diavolo, che appare con le sembianze di un  angelo della luce, che fa sembrare le menzogne verità e grazie ad esse  riesce ad ingannare. Qui ebbero origine gli errori “la menzogna è sacra”  e “la menzogna è verità”.

Padre Paul Kramer rivelò di una conversazione da lui avuta con  un Generale dell’esercito degli Stati Uniti, Daniel Graham: “Il Generale  Graham mi disse d’essere stato in Russia, un volta, con un ufficiale  sovietico, il quale gli aveva chiesto: ‘non volete la pace?’ Il generale  aveva risposto: ‘No! Perché so cosa intendete voi con “pace”. Io non  voglio quel genere di pace’. Mentre stavano conversando, passarono  davanti ad un immenso cartellone raffigurante soldati armati di fucile.  Sul cartellone c’era scritto: ‘Pobieda kommunista eta mir.’ ‘La vittoria  Comunista è la Pace’”. 

Secondo l’insegnamento Marxista, lo Stato Comunista deve portare  la guerra per fare la rivoluzione e usare ogni possibile mezzo di  inganno – e quindi una guerra totale – per soggiogare il mondo intero  al Comunismo. Una volta che la guerra totale è stata lanciata ed il  Comunismo dominerà il pianeta, allora si avvererà la “Pace” in versione  Comunista. Ma che cosa è la pace in realtà? Ecco una precisa definizione  datane da Sant’ Agostino: “La pace è la tranquillità dell’ordine”. Quale  definizione è più corretta? Non è questione di opinioni soggettive. San  Tommaso d’Aquino spiega che “ens et verum convertuntur”, un modo  scolastico per dire che la verità è convertibile con la realtà. Ovvero ciò  che è oggettivamente reale è, per questo stesso motivo, oggettivamente  vero. In altre parole, la verità è ciò che è, mentre la menzogna è ciò  che non è. Quello che non è non può essere vero. Pertanto, se qualcuno  dichiara che il bianco è nero, questa è una menzogna e rimane tale a  prescindere dall’autorità di chi l’afferma.

Tuttavia, secondo la dottrina Marxista, la verità è tutto ciò che  promuove la rivoluzione Comunista. E cosa promuove la rivoluzione  Comunista? Qualsiasi cosa venga decisa dalla Linea del Partito. Quel  che il Partito dichiara essere vero diventa esso stesso “verità”, anche se in  realtà è una menzogna. Così, se la Linea del Partito afferma che il nero è  bianco, questo è ciò in cui tutti i membri del partito dovranno credere,  semplicemente perche è stato deciso così dal Partito. 

Così come c’è stata una sorta di “Stalinizzazione” della Chiesa,  nel senso di un suo Adattamento al mondo, esiste anche una cosa  simile alla Linea del Partito Staliniana nei confronti di Fatima. Si  tratta di una versione di Fatima che viene imposta dall’alto, alla quale  tutti i membri della Chiesa dell’Adattamento post-conciliare devono  adeguarsi. In pratica, la Linea del Partito su Fatima si riduce a questo:  La “Consacrazione della Russia” è stata compiuta, l’argomento è chiuso  e non bisogna più parlarne; abbiamo già avuto la “pace” predetta  dalla Madonna di Fatima; la Russia si sta avviando quindi verso la  “conversione” promessa dalla Madonna; pertanto – finché lo afferma la  Linea del Partito – non rimane più niente del Messaggio di Fatima che  debba ancora compiersi, e Fatima appartiene ormai al passato.

Come vedremo, tutti i termini messi tra virgolette: “consacrazione  della Russia”, “pace” e “conversione”, sono stati ridefiniti per volere  della Linea del Partito su Fatima. Quando si parla delle apparizioni di  Fatima, oramai, ci viene chiesto di credere che il “bianco è nero”, in  senso figurato, perché è quello che vuole la Linea del Partito.

Padre Paul Kramer

Abbiate Fede, l'urto sarà tremendo, ma la " Vittoria " è già segnata!

 


Abbiate Fede, l'urto sarà tremendo, ma la " Vittoria " è già segnata!

La vittoria è e sarà di COLEI che è stata proclamata " Regina Mundi Universi " e " Regina di tutte le Vittorie ".

Credere - Sperare - Amare - Tacere - Accettare - Soffrire - Offrire - Pregare - Adorare ecco la nostra forza in COLUI e COLEI che furono, sono e saranno sempre " i più forti nel tempo e nell'eternità ".