martedì 2 marzo 2021

Un Mondo secondo il Cuore di Dio

 


LA LIBERTA’ E LA CONCUPISCENZA 

Abbiamo accennato prima alla collaborazione della donna con l’uomo nella moltiplicazione dei figli di Dio. Ma non si deve dimenticare che Dio, creando la donna, l’ha fatto per eliminare la solitudine dell’uomo: «Non è bene che l’uomo sia solo» Se quella solitudine si fosse fatta notare dopo il peccato, ci sarebbe una spiegazione. Ma no, l’uomo era pieno di grazia, Dio viveva in lui e ciononostante il suo creatore trova che «non è bene che l’uomo sia solo». In ciò vediamo l’umiltà profondissima di Dio: nell’uomo che gli appartiene totalmen- te, lascia come un’apertura spirituale perché un’altra creatura lo completi. Non potrà farlo Lui stesso? Si, ma Dio ha voluto dare all’uomo la gioia di parlare con una creatura simile a sé. Per questo fa “dipendere” la donna da lui stesso, lasciando nell’uomo quell’apertura, non solo nella carne ma anche nello spirito. L’“aiuto” che Dio ha dato all’uomo è di carattere tale che tocca la radice dell’esistenza umana. Esiste un principio che dice: “La grazia non distrugge la natura, ma la perfeziona”. 

Ora possiamo già tirare una conseguenza: lo sviluppo completo della personalità dell’uomo si realizza quando la sua anima s’incontra con l’anima della donna. Il sessuale è una realtà successiva, che può perfino non esistere. Guardiamo la vita dei santi. Accanto a loro c’è sempre una donna, che compie la missione di essere l’”aiuto” voluto da Dio. Questo “aiuto” spesso non è manifesto agli occhi mondani, perché lo infangherebbero; resta nascosto, realizzando la sua umile, ma sublime missione. E non pensiamo che ai santi bastasse Dio. Il primo uomo aveva più grazie che i santi e Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo». Non riconoscere questo “aiuto”, è rifiutare il piano divino. 

Nell’uomo si possono dare due diverse anormalità in relazione all’atteggiamento che assuma di fronte alla donna: l’indurimento e l’abbrutimento. L’indurimento si verifica quando egli disprezza quell’“aiuto”, l’abbrutimento quando egli abusa di esso. 

L’abbrutimento si verifica quando l’uomo fa dell’“aiuto” un dio, credendo che la soddisfazione carnale gli possa dare la felicità. E siccome quella felicità dura alcuni istanti, l’uomo pensa che, moltiplicando quegli istanti, la felicità si possa prolungare. Questo modo di pensare non porta con sé che tedio. Questo comportamento non procura alcun sviluppo della personalità umana, ciò che procura è la comparsa della bestia nell’uomo, comparsa da lui giustificata con un minimo de ragione poiché, dato il suo grado di evoluzione, gli risulta impossibile dominare le sue passioni disordinate. Il demonio ha ottenuto che l’uomo sostituisca Dio col sesso: questo è il dio le cui esigenze sono sempre più imperiose; in esso non c’è né amore, né giustizia. Esiste solo una norma: l’egoismo. Siamo nella piena schiavitù della carne, fomentata dal demonio costantemente. 

Questo può dar motivo a che altri uomini, desiderosi della libertà, per andar meglio a Dio, disprezzino l’“aiuto”, veden- dolo quasi esclusivamente come uno strumento che il demo- nio impiega per allontanarli da Dio. Con questo ragionamento si cerca di prescindere radicalmente da quel’“aiuto”, forse con buona intenzione, perché si i rede che esso sia un impedimen- to. Ma il piano di Dio non si può cambiare senza sentirne le conseguenze. Il disprezzo dell’“aiuto” voluto da Dio produce una distorsione interiore che termina nell’indurimento, causando nell’anima una freddezza simile a quella di coloro che si sono abbrutiti abusando dell’“aiuto”. Perché l’uomo che si dà sinceramente a Dio, non deve mai disprezzare ciò che Dio ha creato per lui, benché altri, abusandone, siano andati contro il piano divino. L’indurimento non avviene quando l’uomo ha cercato primariamente il servizio di Dio, ma quando invece quella priorità l’ha data al suo egoismo, al vivere più comodamente. Cioè, tanto nell’abbrutimento che nell’indurimento, abuso e disprezzo della donna, il fattore che muove ambedue gli atteggiamenti è il medesimo: l’egoismo. 

E così il demonio ha fatto vedere che il nemico dell’uomo è la donna e viceversa. Non è facile riconoscere il demonio in tutte queste valutazioni. Ma è lui che desidera ostacolare il piano divino, fin dall’inizio, poiché proprio lui si è servito della donna per introdurre il suo spirito nell’anima umana e poggiarsi sull’uomo per realizzare le sue ambizioni di essere uomo e regnare sugli uomini. Nella rigenerazione dell’uomo non si può prescindere dalla donna, perché Dio stesso, nella sua umiltà e nella sua giustizia, si è servito di lei, Maria, per introdursi in questo mondo. Spesso, data la natura caduta, si tiene in considerazione solo l’opera devastatrice che il “nemico” ha realizzato per mezzo della donna, ma è arrivata l’ora, ed è questa, in cui cuori pieni di Spirito Santo, infiam- mati nel suo fuoco purissimo, guardano dritto il modo di operare di Dio. 

Se il peccato ha lasciato la donna meno ferita dell’uomo, vuol dire che ora essa si trova “naturalmente” più vicina a Dio. Il significato di “aiuto”, per il quale è stata creata, prende ora un nuovo rilievo. Essa deve stare soggetta all’uomo (perché questo fu il decreto divino dopo il peccato). Ma questa soggezione non la esime dal-l’utilizzare tutto il meglio che possiede per portare l’uomo ad assoggettarsi a Dio. 

In realtà non sappiamo come è avvenuto il peccato origina- le, ma attraverso le conseguenze si vede che l’uomo è stato più colpevole; perché non è giusto, né ragionevole, che esista un disordine maggiore in colui che ha peccato meno. Quindi se nell’uomo c’è maggior disordine, è perché il suo peccato è stato più grande. Ebbene, se la donna ha collaborato con l’uomo – non sappiamo in che misura – nel peccato, essa deve collaborare e “aiutare” l’uomo a rigenerarsi. È certo che egli ha la grazia a sua disposizione, come aiuto, ma anche prima del peccato l’aveva e tuttavia Dio vide l’uomo solo e giudicò necessario dargli un «aiuto simile a lui»: la donna. 

Ebbene, in questa rigenerazione dell’uomo, l’elemento umano, la donna, deve responsabilizzarsi della sua altissima e delicata missione salvatrice. È certo che l’uomo deve avere la volontà decisa di sollevarsi, e in definitiva da lui dipende; ma la donna con la sua intuizione deve “aiutarlo”, perché diversamente gli sarebbe molto difficile. È proprio qui, nel disordine della concupiscenza, che la donna è più ordinata e libera, conservando meglio l’equilibrio primitivo. 

Lo squilibrio nella donna non è così profondo come nell’uomo, ma è più sottile, e può rendere infeconda la sua missione. Questo succede quando essa, approfittando dei doni e delle grazie che Dio le ha dato, li usa in una compiacenza egoistica. Allora, anziché essere un anello di congiunzione tra Dio e l’uomo, diventa un vero ostacolo, e il demonio la utilizza come strumento per abbrutire e far ancor più schiavo l’uomo. La superficialità non permette alla donna di responsa- bilizzarsi della sua missione elevata e profonda. Se Dio l’ha data all’uomo come un complemento, ciò abbraccia tutto l’essere di entrambi. L’anima della donna deve apportare qualcosa di positivo, di cui l’anima dell’uomo ha bisogno, e quel positivo è qualcosa di divino, che dopo il peccato l’uomo ha perduto. E questo la donna non riuscirà a realizzarlo con la superficialità di una vana compiacenza. 

Oltre alla grazia, sono l’amore e il sacrificio che daranno alla donna la forza e la visione soprannaturale per realizzare la sua delicata missione. Comprenderà che è un errore e una ingiustizia approfittare dei doni di Dio in una insensata e assurda compiacenza per trattenere l’uomo con sé, anziché portarlo a Dio, rendendo così infecondi i suoi doni. Essa dev’essere un punto d’appoggio che non ostacoli mai il ritorno dell’uomo a Colui che l’ha creato. La missione della donna è sublime, ma anche molto umile; perdere l’umiltà per il fatto che la sua missione è sublime, è non averla capita. Tutta la tendenza spirituale e carnale che l’uomo sente verso la donna deve essere utilizzata per dirigerlo verso Dio. Se la donna si appropria di quella tendenza per i suoi interessi egoistici, sta defraudando il piano divino. Inoltre essa ne soffrirà le conseguenze, perché volendo trattenere l’uomo in sé stessa, questi la dominerà fino a renderla schiava con una concupiscenza sempre insaziabile, portando anche lei all’abbrutimento e all’indurimento. 

Perché la donna riesca ad essere quell’“aiuto naturale” voluto da Dio per rigenerare l’uomo, essa deve raggiungere quella libertà interiore della quale abbiamo già parlato, sacrificando il suo egoismo sottile che si riassume in una parola molto significativa: vanità. Cesserà di essere vana quando cesserà di essere superficiale e cesserà di essere superficiale quando affonderà nell’amore che Dio le ha dato, che è un raggio dell’Amore infinito. Una collaborazione assidua e seria con la grazia la condurrà a scoprire la sua vera bellezza. È in questa che l’uomo si deve appoggiare per raggiungere la bellezza infinita, che è Amore e Verità nella perfetta libertà. 

JOSÉ BARRIUSO 

Le Rivelazioni Celesti di Santa Brigida di Svezia

 


Come la Sposa vedeva adornata la dolcissima Vergine Maria d'una corona e d'altri preziosi ornamenti e come S. Giovanni Battista ne spiega alla Sposa il significato. 


Capitolo Trentunesimo 


La Sposa vedeva la Regina del cielo, la Madre di Dio, con una preziosa corona sulla testa e i capelli stesi su forcina di grande bellezza. La tunica era d'oro, brillante di indicibile splendore, e il mantello di color ceruleo, cioè del colore del cielo sereno. 

E siccome la Sposa era rimasta grandemente ammirata a tale magnifica visione ed era restata per l'interno stupore come sospesa, improvvisamente le apparve il beato Giovanni Battista che le disse: Ascolta attentamente ciò che questo significa. La corona significa che la Regina è Signora e la Madre del Re degli Angeli. I capelli tirati, che è la Vergine purissima e immacolata. Il mantello celeste, che tutte le cose temporali erano per lei come morte. La tunica d'oro significa che arse di carità e fu fervorosa internamente ed esternamente. 

In quella corona poi il Figlio pose sette gigli e fra quei gigli pose sette pietre. Il primo giglio è la sua umiltà. Il secondo giglio è il timore. Terzo è l'obbedienza. Quarto la pazienza. Quinto la maturità. Sesto la mitezza, perché è proprio dei miti dare a tutti coloro che chiedono. Settimo giglio è la misericordia nelle necessità. In qualunque necessità si troverà, l'uomo che la invocherà con tutta l'anima, sarà salvo. Fra questi splendidi gigli il Figlio ha posto sette pietre. 

La prima pietra è la eccezionalità delle virtù, perché non c'è alcuna virtù in nessun altro spirito o corpo, che Ella non possegga in maniera più eccelsa. La seconda pietra è la perfettissima purità, perché questa Regina del cielo fu così pura che mai si trovò in Lei neppure una macchia di peccato, dall'origine del suo entrare nel mondo fino all'ultimo giorno della sua morte. Né tutti i demoni ne avrebbero potuto trovare in Lei quanto sulla punta d'un ago. Era infatti veramente purissima. Conveniva infatti che il Re della gloria non potesse nascere che in un corpo purissimo e sceltissimo fra tutti gli Angeli e fra tutti gli uomini. La terza pietra è la bellezza di Lei, della quale Dio viene sempre lodato dai suoi Santi, e la gioia dei santi Angeli e di tutte le anime Sante è piena di quella bellezza. 

La quarta pietra preziosa della corona è la sapienza della stessa Vergine Madre, perché Ella, così variamente ornata, è piena della sapienza con Dio ed essa riempie e perfeziona ogni altro di sapienza. La quinta pietra è la fortezza, perché Ella è talmente forte in Dio, che può sconfiggere tutte le altre cose fatte e create. La sesta pietra è il suo splendore, ch'è così brillante che gli Angeli, i quali hanno la vista più chiara della luce, prendono luce da Lei e i demoni non ardiscono mirarla in viso. La settima pietra è la pienezza d'ogni amore e dolcezza spirituale, che in Lei è così colma che non c'è gioia che da Lei non s'aumenti, né diletto che non prenda da Lei e dalla sua visione completezza e perfezione maggiore, perché Ella è piena di grazia più di tutti i Santi. È infatti Lei il vaso purissimo, nel quale discese il pane degli Angeli e nel quale c'è ogni dolcezza e ogni bellezza. 

Queste sette pietre preziose pose il Figlio suo fra quei sette gigli della corona di Lei. 

Onorala e lodala perciò con tutto il cuore, o Sposa del Figlio suo, perché veramente è degna d'ogni onore e lode. 

CHIEDIAMO PERDONO A TUTTI


 Gesù, ora con il tuo aiuto voglio chiedere perdono a ognuna delle persone che ho  nominato, perché nemmeno io le ho sempre capite, amate, aiutate.  

Chiedo perdono per averle giudicate, criticate, per aver sparlato di  loro, per aver raccontato le loro confidenze e, ingrandendoli, i loro  sbagli e difetti, per averle calunniate.  

Chiedo perdono per tutte le volte che in vari modi le ho offese e ho 

recato loro danno.  

Specialmente chiedo perdono a mia madre, a mio padre, a mio marito, a mia moglie.  

In particolare chiedo perdono alla persona che ho offeso più di tutti. A ognuna dico:  perdonami.  

Tu, Signore, dà ad ognuna tutto l'amore che io non ho saputo dare. Ti prego di dare a  me, d'ora in poi, la forza di chiedere perdono, sempre, subito, sinceramente, riparando  il male fatto.  

Grazie, Gesù, perché mi dai la forza di perdonare e di chiedere perdono. Mi stai  liberando dal male che deriva dal non perdonare.  

Grazie, perché stai rinnovando il mio cuore, che ora ama tutti coloro che ho  incontrato e incontro nella mia vita. Grazie, Gesù, perché mi ami e desideri la felicità  mia e di tutti e ci dai la gioia di vivere nella pace e nell'amore.  

Siamo nella battaglia finale, figli. Siamo in un momento in cui il male vuole vincere, ma noi vinceremo il male.

 


Madre della Pietà a Piedade dos Gerais (MG – Brasile)

sabato 13.02.2021

Cari figli,
con grande amore nel mio Cuore accolgo ognuno dei figli qui presenti e anche quelli che non sono qui presenti fisicamente: i loro cuori sono uniti spiritualmente ai nostri cuori, al Sacro Cuore di Gesù e al glorioso Cuore di San Giuseppe. È con molto amore che in questo momento accolgo le vostre richieste.

Oggi iniziate a vivere un ritiro di spiritualità. Siamo in un tempo diverso: l’umanità sta vivendo un tempo di molte battaglie, di molte lotte, di molta attesa, ma anche un tempo di molta fede, di molta fiducia. Fiducia che tutto può essere trasformato, tutto può essere rinnovato. L’uomo ha bisogno di essere perfezionato. Tutto quello che attraversi è per la tua crescita, niente avviene per caso. Dio ci sta avvisando, ci sta preparando come un esercito, pronti per la lotta, pronti per la battaglia, pronti per vincere questo male che oggi sta gradualmente distruggendo la famiglia, la fede, l’abbandono, la fiducia.

Oggi c’è molto rumore nel mondo, molta discordia, molta divisione. L’uomo vuole sempre avere ragione. Il mondo ha bisogno di silenzio, di amore, di abbandono, di dolcezza. Sono tempi confusi, tempi di avviso, nei quali Dio ci sta dicendo qualcosa.

In questo ritiro vogliamo fare esperienza della spiritualità, è qualcosa di diverso da un ritiro spirituale: per fare esperienza della spiritualità devi metterti veramente ai piedi della Santa Croce, della Croce Misericordiosa attraverso la quale Cristo Gesù ci concede la vittoria, la salvezza. Ognuno deve chiedere innanzitutto perdono a Dio: quante volte, in fatti, permetti al male di dominare il tuo pensiero, le tue azioni, le tue opere, le tue parole. È il momento di fare esperienza del cuore, dell’anima.

Riflettiamo su una cosa molto importante: siamo nel tempo della giustizia. Nel tempo della giustizia si sperimenta la verità, si sperimenta l’autenticità, si sperimentano tempi di sacrificio. Perché l’umanità non ha seminato amore, non ha seminato pace, quindi oggi raccoglie la sofferenza che essa stessa ha seminato con la mancanza di rispetto a Dio, con la disobbedienza a Dio, per non aver messo Dio nel proprio cuore.

Chi è Dio? Gesù, quando ha espresso la sua presenza in mezzo a noi, ci ha detto che Egli è soave come la brezza leggera. Allora tutto ciò che pesa, tutto ciò che genera conflitto e confusione, ha bisogno della brezza leggera. E l’uomo oggi sta raccogliendo momenti di conflitto, di discordia, di divisione, non sta raccogliendo un tempo bello, ma un tempo difficile. Ed è per questo che abbiamo bisogno di questa spiritualità, di vivere questa spiritualità, di prendere il santo rosario e pregare. Il combattimento al demonio non si fa con le parole, si fa con la preghiera. Parole di preghiera, opere di preghiera. Significa ascoltare veramente l’intimo del tuo cuore, l’intimo della tua anima, sentire Dio nel più profondo del tuo essere. Dov’è Dio in te? Dove hai bisogno di sentire la presenza di Dio in te? Questa è la spiritualità.

Perché siamo nella battaglia finale, figli. Siamo in un momento in cui il male vuole vincere, ma noi vinceremo il male. Esso vuole vincere, ma non vincerà. Perché noi abbiamo un’arma che vince il male e quest’arma è il santo rosario, quest’arma è la nostra fedeltà a Dio, a Cristo, alla vera fonte di amore che è Gesù. Senza divisione, senza discordia, senza rumore, ma con sapienza. Oggi Gesù ci porta la vittoria. Per questo dobbiamo metterci tutti ai piedi della santa croce, ai piedi della croce della vittoria, che è Cristo Gesù, e vivere questo silenzio come atto di riparazione. In questo momento tutta l’umanità sta raccogliendo l’errore. Tutta la sofferenza che oggi l’umanità vive è il raccolto degli errori. Certamente esistono molti cuori che vivono le beatitudini, ma il raccolto diventa un raccolto di tutti, tutti stanno attraversando la sofferenza.

Quanto più l’anima è Dio, più soffre il dolore della carne. Quanto più una persona ha Dio nel cuore, più porta la croce della malattia nel corpo. Molti si interrogano: perché le anime buone soffrono così tanto? La parola del Signore ci insegna: perché l’anima buona soffre con amore, senza ribellione, senza dubbi, senza discussioni; essa si abbandona, confida, rende la sua vita una consolazione a Gesù per i peccati che oggi l’umanità commette contro il Sacro Cuore di Gesù. Per questo oggi ci sono molte anime buone che soffrono il dolore della malattia corporale. Ci vuole fede, abbandono, sapienza.

Adesso siete in un tempo diverso, un tempo di riflessione, un tempo di guarigione, di liberazione. L’umanità dev’essere diversa perché la situazione del mondo adesso è di giustizia divina, è il raccolto di quanto l’umanità semina. Allora è inutile che l’umanità voglia una risposta per una malattia corporale, per un’epidemia, per una pandemia che colpisce la materia. L’umanità oggi ha bisogno della guarigione da questa malattia che colpisce il cuore, da questa malattia che sta colpendo e distruggendo le nostre famiglie, i nostri bambini, i nostri giovani. Ecco perché questo ritiro è un ritiro di spiritualità. Perché l’umanità è arrivata a un punto in cui ha bisogno di questa spiritualità. Non si può calpestare il sacro, ma l’umanità ha calpestato molte volte il sacro. A cominciare da se stessa. La cosa più sacra per Dio sei tu. Quante volte hai calpestato ciò che esiste di sacro in te stesso!

Allora è il momento di guardare al glorioso San Giuseppe, in quest’anno a lui dedicato. San Giuseppe è un santo guerriero, perché ha portato al mondo il Salvatore, ha protetto il Salvatore, ha amato e adorato Gesù. Ed è molto umile. È tempo di essere molto umili. Siamo in un tempo in cui riceveremo le risposte attraverso l’umiltà. Quanto più l’uomo vorrà trovare soluzioni, meno soluzioni avrà. Perché ha bisogno di questo abbandono totale della sua vita a Colui che è padrone di tutte le cose e l’unica cosa che ha chiesto ai suoi figli è stata l’obbedienza e il timore, il rispetto verso ciò che è e importantissimo per la Santissima Trinità: la vita. La vita di ciascuno di voi, la vita dei giovani, la vita dei bambini, la vita delle famiglie.

Dovete vivere come figli di Dio, guardare il mondo sapendo che questo è un passaggio, per tutti. Non c’è nessuno che possa dire che questo per lui non è un passaggio. E oggi Dio ci sta rendendo consapevoli che abbiamo bisogno di questa apertura del nostro cuore. Siamo in un tempo diverso, in cui dobbiamo agire per amore, non fare tanto per fare. Siamo nel tempo della giustizia di Dio, e le cose devono avere dei limiti. Devi avere rispetto e chiederti: “Fino a che punto posso arrivare? Fino a che punto Dio permette che io arrivi?”. Perché l’umanità sta avanzando in un modo completamente sbagliato, senza limiti, senza valori, senza rispetto. È necessario che tu guardi dentro di te e senta: “Io sono immagine e somiglianza di Dio”. Questo è quello che devi fare in questo ritiro di spiritualità. È un ritiro diverso da tutti quelli che avete già vissuto in questo santuario: un ritiro di ricerca di guarigione, di santità, di essere realmente opera viva dello Spirito Santo di Dio.

Ecco perché quest’anno è anche l’anno della pienezza dello Spirito Santo, che scende per illuminare ciascuno. È lo Spirito Santo che devi chiedere a Gesù mentre sei qui, pregando per tutta l’umanità. Siamo in un tempo delicatissimo in cui l’umanità deve presentarsi davanti al sacro in modo sacro, con il cuore felice, presentarsi davanti alle cose di Dio come Dio si pone di fronte a ogni figlio, con immenso amore e affetto. E gioire nel sapere che anche in mezzo a tutte queste tempeste e nubi traditrici – causate dal peccato, conseguenza della cattiveria e delle insidie del demonio – noi abbiamo la fonte della misericordia. Allora pensa alla fonte della misericordia. È a quella fonte che ti devi lavare, purificare, essere un uomo nuovo, voler essere un uomo nuovo.

In verità, figli, quando io guardo Gesù e guardo anche voi – è una grazia che ho come Madre, quella di vedere Gesù e guardare anche i figli che amo – sento che dovete voler avere sete di Dio, voler avere sete di essere quello che Dio vuole da voi: uomini santi, giovani santi, bambini santi, famiglie sante. Dio ha creato un mondo bellissimo per voi, non ha creato questo mondo pieno di malvagità. La malvagità è sorta a causa delle conseguenze di tutta la mancanza di rispetto a Dio. Allora è arrivata l’avidità che ha portato l’uomo alla malattia, che ha portato l’uomo a uccidere, a ferire, e l’uomo oggi ha bisogno solo di comprendere che tutto è del Padre: “Io sono del Padre, noi siamo del Padre, la nostra vita è nelle mani del Padre”. La guarigione è già nel nostro cuore, basta che accettiamo la realizzazione del piano di Dio nelle nostre vite. Perché la guarigione deve arrivare da dentro, l’uomo deve essere un uomo nuovo.

È inutile che arrivino mezzi per curare il dolore della carne se il dolore va oltre la carne, se è nell’anima. È un dolore interno, un dolore che molte volte ti porta, nel vuoto del tuo pensiero, a sprofondare nelle lacrime della solitudine, come se tu ti sentissi solo nel momento in cui Dio è più vicino a te.

Allora che questo ritiro di spiritualità vi renda pronti per la missione, pronti per lavorare per il regno di Dio, nel modo che è necessario nel momento presente, nel momento che l’umanità oggi sta vivendo: difficoltà materiali, sofferenze, perdite. Tanti genitori si sentono persi.

Dovete invocare il Cuore di San Giuseppe, che è il grande protettore della famiglia, è colui che procura il lavoro all’uomo, al giovane, al bambino, alla madre. E sentire che siete davvero molto più protetti di quanto possiate immaginare. C’è molta protezione di Dio sulla Terra, piovono benedizioni del Cielo sulla Terra. Basta che le valorizziate, che vi svegliate, che accendiate questa fiamma dello Spirito Santo per vincere l’oscurità che sta nel mondo. È di questo che avete bisogno, figli. Sono certa che questo ritiro spirituale vi farà crescere molto. Perché adesso è tempo di crescita.

Con grande affetto, voglio darvi la mia benedizione.

in questo momento la Madonna benedice tutti

Cari figli,
in questo momento ho benedetto tutti voi, il mondo, tutti quelli che hanno bisogno della benedizione di Dio.

Gesù ci ha detto che molti sono persi in tanta solitudine: è una grande realtà del momento presente, vissuta da tutta l’umanità, sperimentata da tutta l’umanità. Allora è il momento di mettere lo Spirito Santo nella tua vita. Quando lo Spirito Santo scende su di noi ci fortifichiamo con l’amore di Cristo e l’amore del Padre e ci sentiamo forti per vincere qualsiasi battaglia. Che si tratti di una battaglia spirituale, materiale o temporale. Avete già attraversato la battaglia temporale, avete già attraversato e state attraversando la battaglia materiale, ma quando arriverete alla grande battaglia spirituale dovrete mettervi in ginocchio e pregare con molto fervore.

È lo Spirito Santo che porta alla vittoria nella battaglia spirituale, è lo Spirito Santo che ci insegna a vincere tutti i peccati. È lo Spirito Santo che ti rende forte per vincere tutte le tentazioni del male, tutte le trappole del male, tutto il veleno del male. È lo Spirito Santo che ti fa vedere con gli occhi della fede, della carità, dell’amore, della fraternità. È lo Spirito Santo che, agendo su di te, ti fa comprendere il miracolo, ti fa accettare il miracolo. Perché molte volte ricevi il miracolo e non lo accetti. Ad esempio, voi avete ricevuto il miracolo più grande: Gesù, il Salvatore, la Vita. lo Spirito Santo scende su di voi e voi spesso non accettate questo miracolo, non permettete allo Spirito Santo di illuminarvi, non permettete allo Spirito Santo di agire in voi. Nei momenti di silenzio parlate e nei momenti in cui dovreste parlare fate silenzio. Ecco perché avete bisogno dello Spirito Santo. Egli è la luce della vittoria, è la luce che ci porta questa vittoria.

Allora in questo ritiro spirituale mediterete sull’umiltà e la forza di San Giuseppe, così come sui sette doni dello Spirito Santo, che è sapienza, scienza, forza, coraggio, carità e pietà.

In questo ritiro farete esperienza della spiritualità, vi immergerete nell’amore di Dio e questo amore scorrerà in tutta la Terra. Perché Gesù ha detto: “Dove ci saranno uno o più riuniti alla mia presenza e lo Spirito Santo sarà su di loro, essi faranno del mondo un mondo di pace”. Che voi siate questi strumenti per pregare e chiedere allo Spirito Santo di Dio questa pace, e per pregare San Giuseppe, esempio di amore e di pace.

Faccio gli auguri a chi compie gli anni: che Gesù vi dia la pienezza di amare e ringraziare per questo dono così speciale che è essere figli di Dio. Perché nessuno vive per caso, tutti vivono perché Dio ha concesso loro questo dono.

Ecco la Serva del Signore, Maria, la Madre che chiede a Gesù di benedire tutti i figli, perché i fiori più belli di Dio, il mio giardino più bello, sono i miei figli. Chiedo a Gesù la guarigione e la liberazione di tutti i cuori e le anime. Il Signore mi chiama. Ecco la sua Serva, Maria l’Immacolata Concezione, Madre e Signora della Pietà.

 


lunedì 1 marzo 2021

Di Cristo o del mondo

 


Ambiente pelagico attuale 

L'eresia di Pelagio -monaco di origine britannica (354-427)-, come tentazione almeno, è permanente, e nelle varie epoche della Chiesa si manifesta con modi particolari. Pensare, o meglio, sentire che l'uomo non è stato gravemente danneggiato dal peccato originale; stimare che la sua malattia spirituale non è così grave, e in ogni caso non è mortale; considerare che può l'uomo realizzare se stesso, senza necessità di aiuto soprannaturali, sono convenzioni pelagiane, che oggi formano uno stato d'animo diffuso, anche tra molti cristiani. Tale atteggiamento, naturalmente, danneggia la fede, impedisce la vita spirituale, paralizza l'apostolato e, concretamente, fanno impossibili le vocazioni sacerdotali e religiose.
La frequente durata del pelagianesimo nella nostra epoca è stata segnalata ultimamente da molte autorità nel campo del pensiero. Di solito presentarsi sotto forma di naturalismo etico, umanesimo autonomo o altri modi di taglio volontaristico. In ogni caso, la tendenza pelagiana è un falso ottimismo antropologico, che esige di non vedere la malvagità dell'uomo e del mondo.
O almeno, non riconoscerla del tutto nelle sue conseguenze spirituali. In questo quadro mentale si inscrive oggi la diminuzione o la perdita del senso del peccato.

Pelagianesimo e uomo carnale 

I cristiani pelagiani, più vicini a Rousseau che a Gesù, affermano che l'uomo in fondo è buono; ma dimenticano che anche in fondo è cattivo.
«Voi siete malvagi», dice il Signore (Mt 12,34; Lc 11,13). Certo, il bene è più connaturale all'uomo che il male; ma non si deve ignorare che nell'uomo adamico c'è un'inclinazione così persistente all'errore e al male, che non può essere corretta senza la grazia di Cristo (Sintesi 232-234).

Pelagianismo e mondo 

Il falso ottimismo pelagiano sull'uomo dà luogo ad un falso ottimismo pelagiano sul mondo. I cristiani pelagiani di oggi hanno, senza dubbio, una difficoltà insormontabile nel riconoscere la gravità dei mali terreni, la sua radice diabolica, la sua incurabilità ai margini della grazia del Salvatore. Egli stesso «Salvatore del mondo» (Gv 4,42) è per loro irritante, sembra una provocazione, una prepotenza presuntuosa, e certamente lo evitano. E anche se non lo formulino forse in forma esplicita, essi ripongono la speranza in molte cause mondane, più o meno contrarie a Cristo. Pensano, o meglio sentono, che quelle cause possono portare al popolo la salvezza. E anche se più e più volte sono delusi, cambiano l'oggetto, ma persistono nelle loro vane speranze.
La difficoltà attuale di vedere «il mondo come peccatore» non è che la difficoltà attuale di vedere «l'uomo come peccatore», poiché il mondo non è altro che l'insieme degli uomini peccatori, con la loro mentalità, costumi e istituzioni. L'ottimismo sistematico sul mondo -qualunque cosa accada in esso, quindi, un effetto della mentalità pelagiana del nostro tempo, che, nella sua superbia, rifiuta la realtà profonda e universale del peccato originale, che così come marchio dell'uomo, marca il mondo.

PADRE JOSE MARIA IRABURU

PREGHIERA ALLA BEATA VERGINE.

 


O potente nostro sovrano! Vieni ad aiutarci nella nostra debolezza e sii degno di intercedere per noi presso il tuo divino Figlio, nostro Signore Gesù Cristo. Chi può farlo meglio di te, sua Madre, che godevi così intimamente le dolcezze del suo amore e della sua compagnia sulla terra e che ora lo possiedi pienamente in paradiso? Parla a tuo Figlio, o Vergine purissima, parlagli, ti supplichiamo; perché ti ascolta e ti concede tutto quello che gli chiedi. Degnati di chiederci un grande amore di Dio, la perseveranza nella sua santa grazia e la felicità di morire nella sua amicizia, affinché possiamo vederlo e lodarlo eternamente. Amen.

(De San Bernardo)

I grandi momenti della Purificazione stanno accadendo, e verranno molto più forti, e voi non siete preparati né spiritualmente né moralmente a combattere contro le forze di Satana.

 


Messaggio di Nostro Signore Gesù Cristo a J. V.



04 febbraio 2021

Messaggio singolo.


Alla fine della Santa Messa, Nostro Signore Gesù Cristo parla.

(Lingue...)


Figli miei, io sono la Misericordia infinita. Anche se mi voltate le spalle, io continuo a cercarvi per trovarvi, perché vi ricordiate chi sono, perché non vi perdiate sulla strada della vita. Per la Mia Misericordia, ti perdono i tuoi peccati, a condizione che tu abbia il desiderio di essere perdonato e che tu metta anche tutta la tua forza di volontà per non cadere di nuovo in quelle colpe che danneggiano il Mio Sacratissimo Cuore.

Avete la devozione alla Mia Misericordia Infinita che si riversa continuamente su di voi. Certamente, la grande maggioranza di voi non si rende conto di quanto Amore vi sto prodigando, di quanto Amore vi sta raggiungendo, cercando di riportarvi all'ovile.

Mia Madre, la sempre Vergine Maria, sta già combattendo fortemente contro le forze di Satana. Questi sono i suoi tempi, e ve lo dico, miei piccoli, perché questo fa parte della mia Misericordia infinita e perché vi rendiate conto di come siete curati dal Cielo, perché Lei sa quali sono le vostre debolezze e, soprattutto, perché sa che i poteri di Satana sono infinitamente superiori alle vostre capacità spirituali, materiali e umane.

La forza di Satana è enorme, ma immensamente più grande è la Mia Misericordia e la cura che anche Mia Madre vi prodiga. State molto attenti agli attacchi di Satana, perché egli vuole condurvi alla perdizione eterna, e voi lo sapete, miei piccoli. State già vedendo come ha preso il potere totale del mondo, e anche il potere universale, e questo è causato, come vi ho detto, dalla mancanza di preghiera da parte vostra, perché con essa avete dato a satana la libertà.

Ricordatevi che vi ho detto che con la preghiera, i sacrifici, la penitenza, il digiuno, togliete molta forza a satana, ma certamente, e ve lo dico perché lo meditiate, quanti di voi si danno per il proprio bene e per il bene dei fratelli? Non avete più voglia di pregare, né di digiunare, di sacrificarvi, di donarvi per i vostri fratelli.

Voi volete molte cose, esigete troppo da Me, ma da parte vostra non trovo nessuna disposizione spirituale che lo meriti. Se volete molto da Me, date almeno qualcosa che vi costerà, e la prima cosa che può costarvi è che rinneghiate voi stessi, che impedite al peccato di entrare in voi e di manipolarvi, come vi ha manipolato per tutta la vita.

Non sei stato costante nella preghiera, non sei stato costante nella vita spirituale, non hai voluto lottare contro tutto ciò che ti lascia in una situazione di debolezza davanti a Satana. Stare con Me, osservare i Comandamenti, vivere una vita sacramentale e amorevole, ti mette in condizione di lottare contro Satana e così puoi sconfiggerlo, affinché non entri nel tuo essere e ti manipoli verso il male.

Siete dei bambini sciocchi e disobbedienti, la lezione vi viene ripetuta così tanto e non volete capire. I grandi momenti della Purificazione si stanno svolgendo, e verranno molto più forti, e voi non siete preparati né spiritualmente né moralmente a combattere contro le forze di Satana.

Se vi ho chiesto di essere come Me, altri Cristi in questo tempo, è perché possiate darvi ai vostri fratelli, perché possiate intercedere per loro, ma perché possiate lottare per loro nella loro salvezza eterna, fino a dare anche la vostra stessa vita per la salvezza dei vostri fratelli.

Continuo a ripetere la stessa lezione, la Mia Misericordia continua a riversarsi su di voi e voi non volete capire, e quando gli eventi saranno su di voi e vedrete come moltitudini cadono distrutte dalle forze di Satana, potrete fare poco per la vostra salvezza e quella dei vostri.

Non siete preparati, come vi è stato insegnato nelle parabole che vi sono state date; non siete quelle vergini prudenti che aspettano l'arrivo del maestro. Io, il vostro Dio, sono Colui che deve venire, e le vergini sagge vi insegnano la vita spirituale, una vita spirituale squisita che dovete condurre affinché le Porte del Cielo si spalanchino per la vostra entrata trionfale o per essere preparati a ricevermi alla mia seconda venuta.

Cosa perseguite allora, miei piccoli, cosa pensate della vostra esistenza sulla terra, da che parte state: siete con Me o siete contro di Me? Il giudizio che avrete in particolare sarà decisivo, non ci sarà possibilità di pentimento al momento del vostro giudizio.

Ti amo, capisci! Ho dato Me stesso per ognuno di voi, ma voi non sapete apprezzare il Mio Sacrificio e il Mio Amore per voi. Il tuo orgoglio è molto grande, ti senti autosufficiente, hai Me come tuo servo, come tuo fornitore che ti dà tutto ciò di cui hai bisogno, ma che non serve per la tua crescita spirituale né per la tua salvezza eterna. Siete dei bambini viziati che vogliono fare solo la propria volontà e non sanno ancora sacrificarsi né obbedire alle Regole che vi sono date per il vostro bene.

Io continuo a cercarvi perché la Mia Misericordia è infinita, e continuerò a farlo fino all'ultimo secondo della vostra esistenza, ma sarete abbastanza maturi spiritualmente per riconoscere un tale dono del Cielo?

Meditate, miei piccoli, siete in grande pericolo. Cambiate, tornate a Me, lasciate le cose del mondo, prendete la mia mano, prendete la mano di mia madre, la sempre Vergine Maria. Questi sono momenti critici, come reagirete?

Grazie, miei piccoli.


Quando l’uomo saprà che conoscere per scienza non è conoscere per sapienza, allora si prostrerà dinanzi al Signore per chiedere la sapienza. Il bene della scienza non è nella scienza, ma nella sapienza con la quale la scienza viene usata. Senza sapienza, la scienza produce più morte che vita.

 


LIBRO DEL PROFETA DANIELE 

17 Dio concesse a questi quattro giovani di conoscere e comprendere ogni scrittura e ogni sapienza, e rese Daniele interprete di visioni e di sogni. 

Non sono i maestri umani che rendono esperto Daniele e gli altri suoi compagni nelle scienze da essi insegnate. È il Signore che dona pienezza di scienza. 

Dio concesse a questi quattro giovani di conoscere e comprendere ogni scrittura e ogni sapienza, e rese Daniele interprete di visioni e di sogni. 

Il testo rivela che non solamente il Signore completa alla perfezione l’insegnamento degli uomini. Lui vi aggiunge ciò che gli uomini non sanno.  

Quanto alla comprensione di ogni scrittura e ogni sapienza, qualcuno potrebbe anche pensare ad una bravura umana. Si potrebbe escludere Dio. 

Quando invece si passa all’interpretazione di visioni e di sogni, allora la bravura umana è da escludere. Qui dobbiamo attestare la presenza di Dio. 

Senza l’aiuto di una grazia particolare, di una luce divina, nessuna visione potrà mai essere interpretata. Neanche la storia di un uomo potrà essere compresa. 

Ad ogni uomo necessita l’aiuto dall’Alto se vuole comprendere ciò che vede. Altrimenti vede, ma non comprende. Vive una realtà, ma senza intelligenza. 

Se Dio non viene e non aggiunge intelligenza a intelligenza,  sapienza a sapienza, conoscenza a conoscenza, si rimane perennemente nel passato. 

Dio viene, aggiunge, perfeziona, migliora, dona grazie speciali e l’uomo si colma di tutta la sapienza necessaria per esser sua vera luce sulla terra.  

Quando l’uomo comprenderà che non è lo studio o la scienza che lo rende sapiente, capace di essere luce di aiuto per gli altri, si umilierà e chiederà. 

Quando l’uomo saprà che conoscere per scienza non è conoscere per sapienza, allora si prostrerà dinanzi al Signore per chiedere la sapienza. 

Il bene della scienza non è nella scienza, ma nella sapienza con la quale la scienza viene usata. Senza sapienza, la scienza produce più morte che vita. 

Questo principio vale per ogni attività che si svolge sulla nostra terra. Politica, economia, finanze, tecnica, arte, senza la sapienza non danno vita. 

Tutti noi sappiamo quanti danni produce nell’economia una scienza cieca, in più governata dal vizio, dalla concupiscenza, dal desiderio del possesso. 

L’uomo senza Dio cresce solo in orizzontale, non in verticale. Vede dalla terra, non vede dal cielo, vede dalla carne. non vede dallo spirito. 

Purtroppo oggi l’uomo è senza Dio. È condannato a vedere dalla terra e pensare dalla terra con un cuore inquinato dal vizio e dal peccato. 

Cristo Gesù è venuto per innalzare l’uomo ad altezze divine, ma tutti preferiscono strisciare nel vizio e nel peccato e dal peccato pensare e agire. 

È triste la vita dell’uomo sulla terra. Nel cuore c’è una potenza di male capace di annientare ogni forza di elevazione e di trascendenza, di virtù e di luce. 

L’uomo ha una vocazione divina ed eterna. Fare di lui materia con la materia e in più materia di peccato in cammino verso la morte eterna, è infinita stoltezza. 

Ma a chi oggi possiamo gridare questa vocazione eterna e divina? Se non la si può gridare, la si può almeno mostrare. Chi crede, si alzi e si mostri.  

Quando la parola non è ascoltata, urge che si mostri come è divinamente bella una vita innalzata fino alla più alta esemplarità nella trascendenza. 

Solo dalla più alta trascendenza oggi è possibile parlare ai cuori e alle menti. Senza trascendenza, ogni parola è vuota, perché priva di credibilità.  

MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI

TRATTATO DI DEMONOLOGIA - Quanti sono i demoni e cosa fanno

 


GERMANA CELE, NATAL, SUDAFRICA 1906-1907


Quanti sono i demoni e cosa fanno

Anche in Germana, come negli altri indemoniati, si notavano i fenomeni di levitazione, di  xenoglossia, di conoscenza di cose occulte e lontane. Essa era talvolta sollevata in aria restando in  posizione orizzontale, altre volte in posizione verticale. Una volta si sollevò dal letto per due metri  restando sospesa in aria in posizione orizzontale senza nessun sostegno. Le vesti non si aprivano ma restavano aderenti alle gambe e al corpo. Dopo pochi minuti scendeva lentamente e tornava al suo  posto di prima. Un’altra volta si sollevò in posizione verticale, in chiesa davanti a tutti i  parrocchiani della missione. Stava sospesa un metro e mezzo dal suolo e nessuna forza umana  riusciva a farla scendere, neppure quella di diverse robuste ragazze zulù. Solo l’aspersione  dell’acqua benedetta otteneva lo scopo. Essa, con gesti e grida di rabbia, tornava al suo posto e poi  si metteva a piangere come una bambina.

Il demonio è sempre uguale a se stesso. Qualche volta è anche autobiografico, parla di sé e degli  altri demoni, dell’inferno.

Interrogato una volta come potesse conoscere le cose lontane rispose:

— Solo quel Dio che io odio è presente in ogni luogo, e nessun altro, neppure gli angeli e neppure  noi che siamo spiriti. Ma veloci come il pensiero noi possiamo spostarci da un luogo all’altro, però  senza poter essere contemporaneamente in luoghi diversi. Noi siamo innumerevoli legioni, tanto  numerosi che se gli uomini potessero vederci, il cielo ne sarebbe tutto coperto e diventerebbe  oscuro. Gli spiriti numerosissimi che vagano nell’aria, sulla terra e in ogni luogo del mondo, vedono e sentono tutto ciò che gli uomini dicono e fanno, anzi talvolta anche quello che pensano (però  soltanto quando lo esprimono in qualche modo, N.d.A.). Rapidi come il lampo noi ci raduniamo  insieme e ci comunichiamo le notizie. Queste notizie le dobbiamo comunicare anche ai nostri capi.  Lucifero è messo al corrente di tutto e impartisce le sue disposizioni su tutto: lo comunica ai suoi  grandi e i grandi le comunicano a noi.

Riferendosi al suo tempo — siamo nel 1906 — soggiungeva:

— In questo tempo sono state rilasciate dall’inferno e vagano nel mondo numerose schiere di  diavoli. Noi siamo sparsi nel mondo intero e lavoriamo a tutta forza per suscitare tra gli uomini odio, invidia, divisione, discordia, lotta guerra, peccati e vizi. Già, siamo impegnati a tutta forza  perché il nostro tempo è breve e Dio, quel Dio che io odio tanto, ci ha permesso di tentare e di  ingannare gli uomini. Senza la sua volontà e la sua permissione noi non potremmo far nulla. Oh  quanto sono sciocchi gli uomini!

Notiamo di passaggio che appena otto anni dopo queste affermazioni, nel 1914, scoppiava la prima  guerra mondiale con milioni di morti e cumuli di rovine, venendo così a confermare coi fatti quello  che la spavalda superbia del demonio aveva con tanta sicurezza preannunziato.

Paolo Calliari

Dovrò mettere fine a tutto ciò che è male per togliere quelli che sono Miei. - Verrò come un ladro a prendere tutti quelli che sono miei e li porterò nel luogo promesso.

 


Messaggio ricevuto dal confidente cattolico Maria de Jesus coelho


28/02/2021

La mia cara figlia scrive: Io sono il vostro Dio, il vostro salvatore.

Vengo con il mio amore di Padre per darvi un altro messaggio che viene dal mio cuore al vostro. Vengo a darvi tutto, perché tutto ciò che vi sarà rivelato sarà detto a tutti i miei figli, quelli che vogliono fare la mia volontà.

Molti non vogliono sentire ciò che vengo a dire, e la Mia venuta per fare nuove tutte le cose non è lontana, e perché questo accada, dovrò far sì che tutto sia dato come vi è già stato detto, per fare di nuovo ciò che è malvagio che io purificherò. 

Per questo, avrò a che fare con coloro che non vogliono sentire le cose che vi ho detto, per il bene dei vostri, dovrò purificarvi, e per questo, devo far sparire tutto per portare via quelli che mi appartengono, ma ci sono molti che non danno credito ai messaggi, e questo sarà triste, perché vi chiamo figli miei.  Per purificarvi, dovrete pentirvi dei vostri peccati, ma tutti quelli che sentono quello che dico e non vogliono nemmeno sentire, allora non posso più sopportare il braccio di tanta pesantezza, dovrò mettere fine a tutto ciò che è male per togliere quelli che sono Miei, perché molti di quelli che soffrono non possono con tanta sofferenza. 

Il diavolo vuole portare tutti dalla sua parte, ma io non glielo permetterò, perciò chiamo coloro che si svegliano, perché verrò come un ladro a prendere tutti quelli che sono miei e li porterò nel luogo promesso.

E voi, figli della perdizione, resterete qui con le vostre ricchezze e tutto il male in cui volete camminare, perché è lì che volete restare, quindi sarete come i 5 stolti. 

Io sono il vostro Dio onnipotente, vi amo e voglio chiamarvi tutti affinché abbiate la vita eterna.

Ascoltate la Mia chiamata, perché sto arrivando Figli miei, affrettatevi, perché vi resta poco.  Voglio salvarti e portarti via.

Come Io porterò via quelli che Mi aspettano, ma voi siete fuori dalle Mie cose, e affinché Io possa darvi la Vita Eterna, dovrete pentirvi dei vostri peccati, così vi chiamo tutti, Io Sono Padre, Figlio e Spirito Santo. Amen.


PRATICA DELLA VERA UMILTÀ - SEGNI DELLA VERA UMILTÀ.

 


PRATICA DELLA VERA UMILTÀ

1° Evitare qualsiasi onore, anzi essere oltremodo dispiacenti se ci vediamo onorati, convinti che per noi essere trattati a questo modo è cosa contraria ad ogni giustizia e ad ogni ragione.

2° Stimare noi stessi così vili e abbietti che tutto ci sorprenda fuorchè di vederci disprezzati.

3° Rifuggire dall'essere conosciuti e applauditi, perciò tener nascosto tutto quanto potrebbe attirare la stima, e vivere nel silenzio per quanto lo permette la carità.

Ambire l'ultimo posto, non solo nelle cariche e negli uffici, ma pure nella stima degli uomini, desiderando di passare nel loro spírito come il più vile di tutti, giusto queste parole di Nostro Signore: Scegliete l'ultimo posto.

5° Desiderare di essere annientati in noi stessi secondo la carne, o di esserlo pure universalmente nel pensiero di tutti gli uomini, rimanendo dappertutto completamente dimenticati.

Dobbiamo desiderare che la nostra memoria perisca completamente sulla terra, essendo noi abbominevoli secondo la carne che è cosa esecrabile e da condannarsi ad un perpetuo oblio.

6° Vivere in pace nel disprezzo; se siamo lodati, rimanere confusi nell'intimo del cuore; anzi condannare noi stessi di ipocrisia e di orgoglio per esserci attirata una lode immeritata.

7° Nelle lodi, umiliarci e confonderci alla vista del nostro niente, e con gioia riferire a Dio tutto l'onore che si vuole rendere a noi, protestando che Lui solo merita di essere onorato.

Vivere in tal modo in queste pratiche inabbissati nel proprio nulla senza uscirne e trovarvi il proprio centro e le proprie delizie, è questo un segno di vera umiltà. Perchè la vera umiltà produce il desiderio di vivere nascosti, ritirati e sconosciuti, in una parola di non comparire perchè Gesù solo compartisca tra tutto; essa ci fa distruggere il nostro essere proprio, per essere tutti rivestiti di Gesù Cristo, e comparire unicamente sotto di Lui e in Lui.

 

SEGNI DELLA VERA UMILTÀ.

L'anima veramente umile è convinta che non può essere stimata meno di quanto vale, perchè vede se stessa al disotto di tutto quanto si potrebbe dire. Coloro che sono grandi possono essere abbassati ma quelli che sono vili e abbietti non possono venire abbassati al disotto del posto in cui si trovano.

L'anima umile si guarda bene dal recar dispiacere a qualsiasi persona, e preferirebbe soffrire qualsiasi pena piuttosto che mortificare il suo prossimo: se talora vi è costretta quando lo rlchiede il bene del prossimo, anche allora dimentica se stessa e si abbandona allo Spirito di Dio che si serve della sua parola e della sua lingua, purificata che sia da ogni interesse proprio, come di uno strumento per operare gli effetti di quella spada a due tagli, che penetra sino al fondo del cuore, divide lo spirito dall'anima e purifica l'uomo sino al midollo.

E allora lo Spirito di Dio, che risiede in quell'anima annientata in se medesima, la consuma sino all'intimo e, rendendola partecipe della propria santità, fa che sia capace di vedere i difetti altrui, provarne gran dispiacere e correggerli secondo l'ordine di Dio e nella propria di Lui divina dipendenza; quindi essa dice ciò che quel divino Spirito le suggerisce e sempre con grande efficacia é benedizione.

L'anima umile vedendosi al disotto di tutto e indegna di tutto, è sempre animata da tali sentimenti di disprezzo di se medesima che non sopporta senza affliggersi le minime cose che si fanno in suo favore e dimostrano che si ha qualche stima per essa. Se per esempio, le si porge qualche cibo più delicato del salito, ne sarà tutta desolata nel vedere il caso che si fa della propria persona, mentre ritiene di essere un niente.

L'anima umile deve essere in tal modo morta agli affronti e al disprezzo, da rimanere insensibile a tutto, non pensando che a soffrire per amor di Dio, come una pecora che si lascia sgozzare senza lamentarsi. Deve essere in tal modo morta a tutti i suoi sensi, che consideri il suo corpo come un cadavere, e aspetti incessantemente lo si seppellisca, per volarsene liberamente al cielo, onde amarvi ed adorarvi Dio, con tutto il suo cuore.

Essa deve vivere in questo spirito di piccolezza e mantenervisi incessantemente. Chè se talvolta essa si trovi con persone eminenti, per interessi concernenti la gloria di Dio, essa deve subito ritornare nel suo fango e nella sua viltà ritirandosi in se medesima, occultandosi nella povertà in cui Dio la vuole e rimanendo sempre nascosta nella propria bassezza.

L'anima umile deve stare nelle mani di Dio, come una piuma a in balìa del vento, la quale dopo essere stata trasportata dovunque sia piaciuto alta divina Maestà, deve ricadere nella polvere. Così l'anima deve fare le opere sue in pieno abbandono allo Spirito Santo; perchè allora esse verranno compiute in una purezza ammirabile e tutte in Dio.

Essa deve fare come un servitore che se ne va portando i messaggi del suo padrone senza sapere se si tratti di cosa che gli sia di vantaggio e serva alla di lui gloria, operando sempre secondo le intenzioni del padrone e senza nessun altro intento. Così il servo fedele di Dio deve essere in tal modo disinteressato da non sapere a qual fine lavori e sia impiegato, se sia per la più grande gloria di Dio o meno. Basta faccia ciò che Dio intende; dimentica se stesso e non ha in mente altro che Dio; lavora unicamente per Dio, in Dio e sotto l'azione di Dio.

L'anima che non ha superbia è di una tale purezza che nulla desidera e nulla vuole, crede di non esser nulla, nè mai opera da se stessa. Non deve neppure occuparsi di Dio secondo la propria volontà e di propria iniziativa. Che cosa ci vuole dunque? Bisogna che Dio stesso possegga l'anima secondo il proprio beneplacito, e non già che l'anima voglia possedere Dio per disporne secondo la propria volontà.


Oh, Dio!, che spina che sento essermi conficcata nel cuore!

 


UNA SPINA NEL CUORE

Oh, Dio!, che spina che sento essermi conficcata nel cuore! Le due forze che in apparenza sembrano estremamente contrarie, quella di voler vivere per giovare ai fratelli di esilio e quella di voler morire per unirmi allo Sposo, in questi ultimi tempi le sento superlativamente ingigantirsi nell'alta punta dello spirito. Mi dilacerano l'anima mi tolgono la pace, non intima, dell'anima, sibbene quella pace che la toccano, diciamo così, soltanto all'infuori, ma che pure conosco essermi tanto necessaria per poter agire con più dolcezza e con più unzione. Epistolario 1,1181

PADRE PIO


Un grado maggiore

 


   Figli miei, state entrando in un tempo in cui molti cambiamenti appariranno contemporaneamente nelle vostre vite. Dovete imparare ad adattarvi rapidamente fino alla fine del vostro tempo sulla terra.

   Io sto posizionando molti di voi ora affinché io possa usarvi in misura maggiore. Preparatevi a muovervi rapidamente. Man mano che il tempo si avvicina, sentirete nel vostro spirito se siete stati spostati.

   Sto affinando alcuni di voi per fare grandi e potenti imprese nel mio nome. Desidero che camminiate in grande purezza senza compromessi, in modo che la Mia potente potenza possa fluire attraverso di voi nella misura che desidero. Sottomettetevi a Me in questo - le ricompense sono molto grandi, sia ora che in seguito.

   Alcuni di voi saranno martirizzati nei tempi difficili che stanno arrivando. Non temete questo, ma guardate in alto, perché in quel giorno lascerete la terra con le sue persecuzioni e i suoi dolori.

   Preparatevi, figli miei, a ciò che sentite arrivare nel vostro spirito. Il tempo è molto breve ora. Presto tornerete a casa per stare con Me.


Ger 29:11 - Poiché io conosco i pensieri che penso verso di voi, dice l'Eterno, pensieri di pace e non di male, per darvi una fine attesa.

Ger 29:12 - Allora mi invocherete, andrete a pregarmi e io vi ascolterò.

Ger 29:13 - Mi cercherete e mi troverete, quando mi cercherete con tutto il vostro cuore.

Pro 16:9 - Il cuore dell'uomo progetta la sua via, ma l'Eterno dirige i suoi passi.

Glynda